ANSA
Brasile: no tolleranza alcol a guida
Calati del 60% scontri in macchina, e del 50% il numero di morti
(ANSA) - SAN PAOLO, 25 LUG - La proibizione di qualsiasi tasso di alcol nel sangue quando si guida in Brasile ha dimezzato il numero di morti in incidenti stradali. La cosiddetta 'legge secca', entrata in vigore qualche mese fa, ha raddoppiato il giro d'affari dei tassisti delle citta' brasiliane. Secondo i dati del ministero brasiliano della sanita', gli incidenti stradali sono diminuiti del 60%, mentre i morti in incidenti stradali sono calati di oltre il 50% e nei fine settimana di oltre il 70%. (*)
(*) Nota: un dato clamoroso, che dimostra come i risultati si possono ottenere: basta volerlo davvero, e dare precedenza all’interesse di tutti, e non a quelli di qualche categoria commerciale.
Oltretutto una normativa come questa porterà certamente a una riduzione dei consumi alcolici, e quindi delle sofferenze alcolcorrelate, in quelle comunità.
AFFARI ITALIANI
Gb/ Giovani e alcool, "special relationship" britannica
Helen aveva 24 anni, due figli all'attivo e soprattutto troppo, troppo alcool regolarmente in corpo. Lewis e Alex, 13 e 16 anni, l'anno incontrata nel centro di Colchester -tipica cittadina inglese- un sabato pomeriggio, lo scorso maggio. Hanno bevuto insieme per ore ed ore, si sono appartati, qualcosa dev'essere andato storto ed il corpo di Helen è stato ritrovato la mattina dopo, nudo in un canale. Un altro alcool related crime -crimine legato all'uso di alcool- per le statistiche della polizia. Un'altra storia da Gran Bretagna contemporanea, viene da commentare. Il paese ha un problema enorme: beve troppo e, come tutti gli alcolisti, non lo vuole ammettere. La vera relazione speciale della nazione, più che quella con gli Stati Uniti, sembra essere quella con l'alcool. Chiunque abbia preso parte ad una night out anglosassone -notte fuori- non può non aver notato l'impressionante quantità di liquidi ingurgitata dai propri compagni. Le conseguenze economiche e sociali di questo fenomeno stanno assumendo i connotati di una vera e propria epidemia. Il servizio sanitario nazionale (NHS) ha reso noto che l'anno scorso, i ricoveri per malattie legate al consumo di bevande alcoliche hanno superato le 800mila unità. Malattie del fegato, cuore, cancro, infarti; senza contare poi le pluri-gravidanze di giovanissime teenagers, nonchè la violenza, la sporcizia e l'aggressività diffusa per le strade delle città inglesi quando cala la sera. Come quella che ha coinvolto Helen, Lewis e Alex.
REPUBBLICA.IT
TRIORA: TENTA DI DIFENDERE MADRE, IL PADRE LO UCCIDE
Ha ucciso il figlio di 20 anni a coltellate, in preda ai fumi dell'alcool e accecato dalla rabbia soltanto perche' il ragazzo voleva difendere la madre contro la quale lui si era scagliato durante una lite familiare. Istvan Csontos, 48 anni, ungherese, carrozziere originario di Budapest, e' ora imputato di omicidio volontario aggravato e tentato omicidio, per aver riservato lo stesso trattamento anche alla moglie. All'origine della tragica discussione la volonta' del marito di tornare in Ungheria, visto che in Italia e, in special modo, nel piccolo centro dell'alta Valle Argentina, in provincia di Imperia, non era riuscito a rifarsi una vita. Al contrario della moglie Maria Danyi, 44 anni, che lavorava come infermiera in una clinica per anziani. Da pochi giorni, in casa con loro, c'era pure il figlio Stefano, giunti in italia per trascorrere le vacanze estive con i genitori. Ieri pomeriggio i tre sono tornati dalla spesa. Hanno posato i pacchi e la moglie e' dovuta uscire di nuovo, contattata dal suo datore di lavoro. Istvan ha subito colto l'occasione per sfogarsi con il figlio del comportamento della madre, che non lo voleva seguire in Ungheria. Ne e' nata un'accesa discussione a al ritorno di Maria l'uomo ha ripreso a dare in escandescenze. Evidentemente le bottiglie di birra, che aveva bevuto poco prima per calmarsi, a poco erano servite. Al tentativo di aggredire la mamma, Stefano lo ha placato immobilizzandolo a terra. Lui ha finto di calmarsi e di voler bere dell'acqua, ma anziche' prendere il bicchiere ha afferrato una grossa lama da cucina sferrando due fendenti al torace e alla schiena del figlio. Anche la madre, corsa verso il proprio figlio per strapparlo dalla furia del padre, e' stata colpita all'addome. L'uomo e' stato arrestato.
IL SECOLO XIX
Accecato da gelosia e alcol
il delitto di triora
La moglie ferita: «Non volevo tornare in Ungheria. Stefano è morto per difendermi»
Triora. «Mio figlio era riuscito a fermare mio marito, lo aveva bloccato, e lui sembrava ormai tranquillo. Poi si è alzato all'improvviso, ha preso un coltello e gli si è scagliato addosso, colpendolo due volte».
E' la prima, agghiacciante ricostruzione dell'omicidio di Stefano Csontos, il ventenne ungherese ucciso dal padre Istvan venerdì sera, intorno alle 22.15, a Triora. A farla è Maria Danyi, madre del ragazzo, tuttora ricoverata in ospedale a Sanremo, dove è stata operata nella stessa notte di venerdì: anche lei è stata ferita due volte, all'addome. La prognosi rimane riservata, ma non è in pericolo di vita. La donna, 44 anni, infermiera, ha stretto il figlio tra le braccia mentre stava morendo. E racconta gli ultimi momenti prima del delitto.
«Nel pomeriggio eravamo stati ad Arma di Taggia, a fare la spesa. Avevamo intenzione di trascorrere la giornata assieme, ma il mio datore di lavoro (Maria è dipendente della casa di riposo di Triora, ndr) mi ha chiamato e mi sono dovuta allontanare. Quando sono rientrata a casa, Stefano mi ha detto di aver litigato con suo padre». Il motivo dell'attrito era sempre lo stesso: Maria Danyi, che si era trasferita a Triora da circa un anno dopo essere stata assunta alla casa di riposo, non aveva intenzione di tornare in Ungheria, come invece voleva il marito. Lui, che nel Paese di origine lavorava come carrozziere, a Triora non era riuscito a trovare un impiego. E per questo i soldi non bastavano mai. Ma non solo: l'uomo sarebbe stato anche geloso della posizione della moglie e del fatto che lei, nella casa di riposo, frequentasse medici e infermieri. Altri uomini, insomma, circostanza che per Istvan sarebbe stata alla base del suo rifiuto a tornare in Ungheria.
L'uomo aveva raggiunto la moglie solo da 5 mesi e invano aveva cercato di convincerla a ripartire con lui il primo agosto, tra pochi giorni. Per questo aveva litigato con il figlio che, assente la madre, ne aveva preso le difese. Istvan Csontos, inoltre, al termine della lite aveva cercato di placare la sua rabbia bevendo alcune birre e dell'amaro. Un'abitudine, quella di esagerare con l'alcol, che sarebbe stata frequente. Poi Maria è tornata a casa. Tutto è successo in pochi istanti.
«Mentre Stefano mi stava raccontando del litigio - ha detto ancora la donna ai carabinieri - Istvan si è lanciato su di me, ma Stefan lo ha fermato, gettandolo a terra e tenendolo fermo con il proprio corpo».
E' a questo punto che il racconto diventa ancora più terribile: «Istvan ha fatto finta di essersi calmato, ha detto a Stefano che poteva lasciarlo andare. Infatti si è alzato e si è seduto. Poi si è rialzato, avvicinandosi al lavandino, ha fatto il gesto di prendere un bicchiere d'acqua. Invece ha afferrato un coltello da cucina e si è lanciato contro Stefano, lo ha colpito. E' stato tutto molto rapido».
La donna ha cercato di difendere il ragazzo, ma è stata colpita a sua volta con due fendenti all'addome. Ferito gravemente al torace - ma anche sfiorato da un'altra coltellata alla schiena mentre stava cercando di sfuggire alla furia del padre - Stefano è riuscito a uscire di casa. Ha percorso solo pochi metri, però. Sempre in via Roma, davanti alla pizzeria "L'erba gatta", è crollato sui ciottoli della stradina del centro storico. Lì lo ha raggiunto Maria che, pur ferita, ha cercato di soccorrerlo. Lo stesso hanno fatto alcuni avventori del locale e i titolari, che hanno cercato di tamponare la ferita con uno straccio bagnato. E' stato tutto inutile.
All'arrivo dei soccorsi, le condizioni del ventenne ungherese erano ormai disperate. Il ragazzo si è arreso mentre i medici stavano provando a tenerlo in vita. La madre è stata portata in ospedale. L'omicida, nel frattempo, era uscito dall'abitazione, il coltello ancora in una mano, nell'altra il borsellino della moglie. Si è seduto su una panchina, lo sguardo fisso nel vuoto. Lo hanno trovato così i carabinieri, l'arma lasciata cadere dalla mano, rimasta vicino ai piedi. Ha farfugliato poche parole, lo stesso ha fatto nella notte, in occasione del primo interrogatorio informale. Poi è rimasto in silenzio anche ieri, avvalendosi della facoltà di non rispondere al pubblico ministero.
Paolo Isaia
DALLAPARTEDICHIGUIDA.BLOGOSFERE.IT
http://dallapartedichiguida.blogosfere.it/2008/07/governo-duro-contro-alcol-e-droga-giusto-cosi.html
Governo duro contro alcol e droga? Giusto così
Pubblicato da Alessandro Merolla
Opinione mia: una delle parti più importanti della Legge 125 del 24 luglio 2008 è la pena per chi rifiuta di sottoporsi al test alcol-droga. Arresto da tre mesi a un anno; multa di 1.500 euro; sospensione della patente da sei mesi a due anni (revoca nel caso in cui il soggetto sia stato condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato); decurtazione di 10 punti-patente; confisca del veicolo, salvo che appartenga a persona estranea al reato; obbligo di sottoporsi a visita medica, in difetto scatta la sospensione della patente fino all'esito della visita.
Non soltanto. Oltre a quelle sanzioni per esserti rifiutato di sottoporti all'alcoltest, puoi subire le pene per guida in stato di ebbrezza. Questo succede quando sei ubriaco anche agli occhi di un bimbo. Insomma, se si vede che sei fradicio, non la scampi.
Ancora: se l'ubriacone provoca un incidente, le pene vengono raddoppiate (a meno che si rifiuti di sottoporsi ad alcoltest).
Non voglio sentire lagne. Le accoppiate alcol-guida e droga-guida vanno combattute in modo feroce. Che nessuno mi venga a dire: un bicchierino o uno spinellino possono rovinare un giovane. Il ragazzo che beve o si fa ci pensi due volte prima di mettersi in auto. È un potenziale assassino.
LA NAZIONE (Firenze)
TRAGEDIA IN VIA PISTOIESE
Ubriaco contro auto dei carabinieri
Migliora il militare in coma
Sembra essere leggermente migliorato il carabiniere in prognosi riservata a Careggi dopo il tragico incidente di via Pistoiese. Il militare resta comunque in coma farmacologico nel reparto di rianimazione. E' stato invece operato per ridurre le fratture patite agli arti l'altro carabiniere, di 28 anni
Firenze, 26 luglio 2008 - Un lieve miglioramento per il carabiniere trattenuto a Careggi, in prognosi riservata, dopo il tragico incidente di via Pistoiese.
L'incidente stradale è avvenuto in piena notte nella frazione San Piero a Ponti dove la Peugeot 307, guidata da un conducente in stato di ubriachezza e sotto l'effetto di 'cannabis', si è scontrata con l'auto dei carabinieri sulla strada provinciale pistoiese.
Secondo il personale medico dell'ospedale il carabiniere della stazione di Campi Bisenzio, Daniele D'Alessio di 27 anni, è 'in prognosi ancora riservata con condizioni stazionarie e segnali di lieve miglioramento'. Il carabiniere è ricoverato in coma farmacologico nel reparto di rianimazione.
PIACENZANIGHT.COM
Polizia ferma 15enne in scooter ubriaco fradicio alle 9 di mattina
L'equadoregno era alla soglia del coma etilico, con nel sangue 4 volte il livello di alcol consentito
E' finito in guai molto seri il 15enne equadoregno fermato ieri dalla Polizia in via Colombo, a Piacenza. Gli agenti sono rimasti impressionati quando, dopo averlo notato barcollare sullo scooter, hanno rilevato che la quantità di alcol nel suo sangue era di 1,95 grammi per ogni litro, circa il quadruplo di quanto tollerato dalla legge.
Erano le 9 del mattino, e il ragazzo è finito dritto in Questura, con lo scooter sequestrato in attesa della confisca definitiva. Un ennesimo episodio che conferma quanto la piaga dell'alcol si stia diffondendo sempre di più tra i giovani e i giovanissimi, sia italiani che stranieri.
TRENTINO
Fracasso, vino e canne: passa la Noisy Parade
Circa 150 i ragazzi per il concerto semovente in centro, marcati dagli agenti
La «città dormiente» scossa dai generosi decibel della musica techno, goa ed elektro
DANIELE TONELLI
ROVERETO. Un sordo boato ha attraversato Rovereto, la “città dormiente”, tanto criticata da giovani, commercianti ed esercenti, per la sua staticità e monotonia. Cinque furgoni con musica ad alto, altissimo volume, hanno percorso le vie cittadine, seguiti dal pubblico a piedi o a passo di danza. Un tragitto di circa 6 chilometri da corso Bettini, corso Rosmini, passando per via Dante, via Benacense e terminare in zona industriale, in via Caproni, in una piazzola posta di fronte alla futura area concerti. Questa e stata la conclusione della due giorni di “Noisy Parade”, rispetto e rumore, dopo lo schiuma party in piazza Malfatti. Circa 150 persone hanno animato le vie di Rovereto; delle età più disparate, si partiva dai 14 anni fino ai quarantenni maturi. Una partenza in sordina, con un ritardo di circa un’ora, a causa degli altri camion e furgoni non ancora presenti.
La musica goa, techno, elektro e house ha comunque costretto famiglie e anziani ad andarsene dai giardini Perlasca per il frastuono. Finalmente si parte e sotto gli sguardi divertiti ed increduli dei cittadini, giovani e meno giovani si lanciano in danze sfrenate. Fedele compagna la birra, in lattina o bottiglia. Ma anche vino e mix alcolici fatti al momento. In sottofondo l’intenso aroma di marjuana e hashish conosciuto da molti, immancabile in questi eventi. A pochi metri polizia municipale, carabinieri e polizia a tenere d’occhio questa “zona franca”. Pantaloni strappati, capelli colorati, teste rasate a zero e capigliature rasta, tatuaggi e piercing; qualche punkabbestia con l’inseparabile animale, emo, ma anche rappers e punk. Man mano che il corteo si avvicinava alla zona industriale, acquistava spessore. La pioggia serale ha calmato i “bollenti spiriti” di molti partecipanti, ma il numero è rimasto costante. Dopo il qui pro quo sulla streetparade non antiproibizionista sul sito iternet “My space”, ci si aspettava una divulgazione di volantini contro l’eccesso di alcol e droga, ma così non è stato.
La manifestazione, organizzata dal comitato “Noisy Parade”, ha visto partecipare diverse altre associazioni provenienti da Ala, Trento, Milano e Bologna oltre ovviamente, al comune di Rovereto. Il comitato “Noisy Parade”, nato da qualche mese, è formato da quattro giovani roveretani: Leonardo Liberi, Martina Chiesa, Chiata Zendri e Patrizio Commissari. Questo è il loro primo evento organizzato, è andato a buon fine ed ha visto una folta partecipazione.
I cinque camion divulgano diverse tipologie di beveraggi. Dalla semplice acqua naturale, passando alla birra, il vino e il classico spritz. Vietato servire alcolici ai minori di 16 anni, ma nessuno degli addetti allo staff ha chiesto alcuna carta d’identità o documento. Infine, dopo le 2 del mattino non si sarebbe servito più nulla. Se si partiva a “carburare” dalle 15, nel primo pomeriggio, non si sarebbe sentita la necessità di avere alcol fino a notte tarda. Ultima nota. Nel corso della serata, la polizia è stata impegnata a recuperare ragazzi ubriachi marci, dispersi lungo il tragitto.
L’ADIGE
le reazioni
Fra curiosità e rabbia: ma questi cosa fanno?
La più stupita una signora in tailleur, uscita dall'Upim in corso Rosmini: «Ma questi cosa fanno? Cosa sarebbe?». Difficile spiegarle che è una «noisy parade». E che i ragazzi che bevono birra e lambrusco a canna sono solo adolescenti in libera uscita, che ballano per strada proprio come fanno il sabato in discoteca. «Rispetto», è scivolata più volte questa parola tra le bocche di chi ieri ha voluto spiegarci l'iniziativa, di chi in sempre in prima fila non ha perso nemmeno un minuto di sballo. Ma percorrendo il corteo al contrario il rispetto svanisce nelle lattine e nelle bottiglie di birra abbandonate lungo la strada ai lati dei marciapiedi. C'è anche chi solidarizza: mamma e figlia Down, mano nella mano, che si uniscono al corteo e ballano al ritmo della musica. «Sostanze»? Tra i carri in sfilata il camper della «Lab 57» è stato un ospite speciale ieri, carico di operatori volontari pronti a distribuire flyers specifici sulle sostanze, a fornire interventi di primo soccorso specializzati o ad essere semplicemente un punto di ascolto: «La cultura di oggi ci porta alla trasgressione, allo sballo - spiega un operatore - noi non condanniamo l'uso di sostanze e nemmeno lo incoraggiamo, ci occupiamo piuttosto di fornire informazioni riguardo ad un uso consapevole che possa ridurre i danni e prevenire i rischi». Il fatto è che questa tribù di teen-ager scatenati, alla luce del sole fa impressione. Un baffuto pensionato (ex autista Atesina, si qualifica) è scandalizzato perché uno dei guidatori dei furgoni spara-musica sta guidando mentre beve un birra... «Se gli fanno l'alcoltest...».
IL TIRRENO
In centinaia al ballo senza sballare
Controlli serrati su alcol e droghe al beach party alla Conchiglia
SAN VINCENZO. La spiaggia, la musica e centinaia di giovani scatenati. Un coktail vincente. Come del resto nelle aspettative. L’ottava edizione del Tuscany beach party, giovedì sera, ha richiamato il pubblico delle grandi occasioni: giovani del posto e turisti che hanno ballato senza sosta - dalle 22 fino all’alba - sulla spiaggia della Conchiglia. Dalle 22 un flusso continuo di persone, giovani ma anche alcune famiglie (ad inizio serata), guidate dalla musica a tutto volume utilizzata come una sorta di faro guida, ha invaso la spiaggia esaurendo i parcheggi disponibili.
All’ingresso auto, scooter e pedoni hanno dovuto passare i controlli allestiti da vigili urbani, polizia provinciale, e guardia di finanza che ha ispezionato i mezzi in arrivo anche con cani antidroga. Pronte ad intervenire, in caso di malori o disordini, anche tre ambulanze. Ma tutto è filato per il verso giusto eccetto, forse, per un litigio scoppiato al termine della festa tra gruppi di ragazzi: grida, parole pesanti e qualche spintone. Un battibecco subito sedato dall’intervento dei carabinieri.
L’animazione è stata affidata a due band (che si sono esibite dal vivo) ed al dj Bresciani accompagnato dalla vocalist Reneè la Bulgara. In pista ragazzi tra i 16 ed i 18 anni che hanno trascorso la serata tra ballo, cocktail e pizzette in vendita agli stand. Prezzi? Abbordabilissimi e più bassi che in discoteca: una birra o un bicchiere di sangria 3 euro, un cocktail 5. I baristi hanno lavorato continuamente fino a notte inoltrata e nel massimo rispetto delle norme sulla distribuzione degli alcolici ai minorenni. Qualcuno ha alzato troppo il gomito ma la voglia di divertirsi ed il controllo della security hanno evitato problemi. Verso le 3, lentamente, i più giovani hanno iniziato a tornare a casa nonostante la musica, dalla consolle, sia andata avanti per oltre un’ora. Alle 4,30 per gli ormai pochi “superstiti” è stato il momento dell’arrivederci alla prossima estate. Della lunga notte sono rimasti in spiaggia un mare di bicchieri di plastica e gli stand ormai vuoti. All’ingresso, invece, più nessun controllo, fatto singolare e probabilmente unica pecca nell’organizzazione. (*)
Tiziano Rugi
(*) Nota a cura di Aldo Fabbri (“Fede per la Vita”): si parla di ragazzi tra i 16 ed i 18 anni che ballano tra cocktail ( di che tipo? Mi auguro analcolici ) e pizzette; si fa riferimento ai prezzi abbordabili indicando sangria, birra e cocktail ( e le bibite? ); poi si precisa che i baristi hanno rispettato le norme sulla distribuzione degli alcolici ai minorenni (strana questa precisazione); alla fine qualcuno ha alzato un po’ il gomito (sarebbe interessante sapere l’età di chi era ubriaco) ma grazie agli “Angeli custodi” della security non ci sono stati problemi. Per il giornalista tutto è filato per il verso giusto; non sono dello stesso parere, a mio avviso in quanto descritto sopra di positivo c’è ben poco, forse per dare un parere negativo ci voleva una mega rissa, qualche accoltellato o magari qualcuno da piangere all’obitorio?
LA SICILIA
Picchia e violenta connazionale preso romeno
Un romeno di 35 anni, Nicolae Stan, è stato arrestato dagli agenti del commissariato di polizia di Caltagirone per violenza sessuale, lesioni gravi e maltrattamenti ai danni di una connazionale ventenne. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'uomo avrebbe abusato della ragazza, procurandole lesioni e fratture giudicate guaribili in 30 giorni. La ragazza, in lacrime, ha chiesto aiuto agli agenti, denunciando l'uomo, che è stato arrestato poco dopo in evidente stato di ubriachezza.
IL TIRRENO
Pedone sbronzo bloccato in autostrada
Gli avevano sequestrato l’auto, lui voleva tornare a Capannoli a piedi
MONTECATINI. Quanto aveva bevuto forse non lo sapeva neanche lui. Di sicuro, dopo aver subito il sequestro dell’auto a causa dell’abbondante libagione serale che gli aveva fatto salire il valore dell’alcol a 1,98 g/l, aveva un solo obiettivo: quello di tornare a casa. Ci ha provato, L.D.P., 43 anni, di Capannoli, a raggiungere la sua abitazione incamminandosi lungo l’autostrada come se nulla fosse. Alle 4,30 di ieri mattina il pedone sbronzo è stato avvistato sull’A11 in direzione mare. Agli agenti della polizia stradale che lo hanno fermato è riuscito a dire che lui conosceva solo quella strada per fare ritorno a Capannoli e, quindi, anche se con passo incerto andava incontro al suo traguardo. Ma la scorribanda alcolica dell’uomo non si è limitata al podismo notturno via autostrada. Ritenendosi infastidito dagli agenti che lo avevano bloccato ha iniziato ad inveire e a pronunciare frasi sconnesse e offensive verso i poliziotti. E così oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza, il ritiro della patente e il sequestro dell’auto effettuato dai carabinieri, L.D.P. in una inconsapevole equità verso le forze dell’ordine andrà incontro anche a una denuncia della polizia stradale per offese a pubblico ufficiale e a una multa, di 22 euro, per essere entrato a piedi nella carreggiata dell’A11.
Il podista ebbro non poteva certo essere lasciato in mezzo alla strada. Sul posto è stata inviata dal 118 un’ambulanza della Misericordia di Montecatini che in serata aveva già incrociato in via Marruota l’uomo alle prese con i carabinieri che lo avevano fermato e portato in caserma per il suo stato di agitazione.
L.D.P. è salito sull’ambulanza, ma arrivato al casello di Chiesina ha firmato il rifiuto del ricovero in ospedale ed è sceso. È stato lasciato fuori dall’A11, libero di tornarsene a casa come meglio credeva, ma non camminando in autostrada.
P.B.
LA PROVINCIA DI COMO
Pistolettate fuori dal bar
In manette un operaio
Puginate, recuperata anche l'ogiva di uno dei proiettili
Bregnano
Colpi di pistola l'altra sera all'esterno di un bar di Puginate, al culmine di una lite i cui contorni appaiono ancora poco nitidi. L'unica certezza riguarda l'epilogo, e cioè l'arresto, ad opera dei carabinieri della stazione di Cermenate, di Benvenuto Ferrari, operaio 39enne, padre di famiglia, residente in paese, accusato della detenzione abusiva di una pistola, l'arma probabilmente utilizzata per esplodere i colpi fuori dal locale. La ricostruzione: secondo l'accusa, Ferrari e suo fratello si trovavano l'altra sera al bar con un gruppo di altri avventori. Sul fare delle 22, l'uno e l'altro se ne sono allontanati frettolosamente, salvo tornare, il solo Benvenuto, armato di pistola. I titolari hanno fatto appena in tempo a barricarsi al suo interno vedendolo sparare infuriato. Questo è quanto hanno riferito ai carabinieri ma, come si diceva, un po' di dettagli non tornano. Chiuso in carcere al Bassone, l'operaio di Bregnano - che nell'agosto del 2000 era già stato arrestato per un reato analogo, cioè il possesso di una Beretta calibro 7,65 con matricola abrasa - ha incontrato il suo avvocato Francesca Binaghi, cui ha spiegato la propria versione dei fatti, senza comunque aiutare a fare davvero chiarezza. Avrebbe spiegato che la serata era scorsa via nel migliore dei modi, al punto che attorno alle 22 si pensava di migrare tutti quanti - lui, suo fratello e altri - a casa di un cliente del bar disposto a organizzare, ospitandoli, la classica grigliata. Quel che non si capisce è perché la situazione sia così velocemente precipitata, al punto da indurre Ferrari - sempre che sia davvero andata così - a sparare fuori dal bar. I testimoni, cioè chi era nel locale, lo ha comunque riconosciuto senza esitazioni. E lo ha indicato ai carabinieri della stazione. Questi ultimi, raccolti i resoconti di tutti, hanno raggiunto la casa dell'operaio, trovandovi però soltanto la moglie. Non c'è stato molto da aspettare: qualche minuto più tardi ecco lui, subito fermato, ammanettato e portato in caserma. Sottoposto ad alcol test, è risultato avere alzato un po' il gomito. A sostegno delle testimonianze di chi lo accusa, gli stessi militari hanno recuperato l'ogiva di un proiettile all'esterno del bar di Puginate. Nelle prossime ore Ferrari sarà in ogni caso sottoposto a interrogatorio di convalida del fermo, sede in cui potrà chiarire una volta per tutte almeno la sua versione dei fatti.
IL RESTO DEL CARLINO
PREFETTURA E FEDERFARMA
Kit gratuiti per controllare l'alcol dal primo agosto in farmacia
Aumenta l'uso di alcolici, soprattutto tra i giovani. Sono 444 le patenti ritirate per guida in stato d’ebbrezza nella provincia durante il primo semestre dell’anno in corso. Il dato registra un lieve aumento rispetto al 2007
Ascoli, 26 luglio 2008 - Sono 444 le patenti ritirate per guida in stato d’ebbrezza nella provincia durante il primo semestre dell’anno in corso. Il dato registra un lieve aumento rispetto al 2007, (da gennaio a giugno sono state sospese 411 patenti), proporzionale, tuttavia, all’aumento dei controlli delle forze dell’ordine nei primi sei mesi del 2008 che, dai 21.568 dell’anno precedente, raggiungono i 23.877. Calcolando su base annua nel 2006, su 32.034 controlli e 2.080 ritiri totali, sono stati 799 i provvedimenti sospensivi per guida sotto l’effetto di alcool; mentre nel 2007, 852 su 41.672 controlli effettuati e 1.761 ritiri.
I dati sono stati forniti dalla Prefettura in occasione del progetto ‘Un soffio per la vita’ che ha realizzato d’intesa con la Federfarma e in collaborazione con l’amministrazione provinciale e i Comuni di Ascoli e San Benedetto, oltre al sostegno della Banca Piceno-Truentina, Banca di Credito Cooperativo di Ripatransone e della Banca di Credito Cooperati vo Picena. L’iniziativa si colloca nel quadro della ‘Campagna europea della sicurezza stradale promossa dalle farmacie italiane’ per contenere il fenomeno infortunistico, soprattutto notturno, legato all’abuso dell’alcool che coinvolge sempre più il mondo dei giovani.
Oltre il 35% degli incidenti stradali in Italia è da ricondurre all’eccessiva assunzione di bevande alcoliche e la fascia d’età più colpita dai provvedimenti sospensivi va dai 27 ai 34 anni."Negli ultimi anni — afferma Massimo Rossi, presidente dell’amministrazione provinciale — tra i ragazzi dai 14 ai 18 anni è raddoppiato l’uso dell’alcool fuori pasto. Il 25% degli incidenti notturni si registra il sabato sera; aggiungendo i dati del venerdì, raggiungiamo il 50%".
Il Questore, Giuseppe Mastrogiovanni, nel denunciare l’abbandono della funzione della famiglia, riferendosi alla ‘moda’ milanese di rivolgersi ad investigatori privati per controllare i propri figli, racconta dei tanti ragazzi fermati tra bar e sala giochi mentre consumano la bevanda del momento: Campari e prosecco. La campagna istituzionale per la prevenzione dell’abuso prevede dal primo agosto la distribuzione gratuita di 4.500 kit di alcool test in tutte le farmacie del Piceno. La promozione di questo strumento facile e attendibile deve però fare i conti con quelle lobby che continuano a proporre il consumo d’alcol in modo tanto forte, quanto sublime.
Federica Andolfi
CITTADELLASPEZIA.COM
Arriva a Lerici servizio Unità di Strada
darà informazione sugli effetti dell'alcool e degli stupefacenti
Ridurre i rischi derivanti dall'alcool e dalle sostanza stupefacenti, attraverso una campagna di informazione e sensibilizzazioni fra i giovani.
Questo l'obbiettivo del servizio di Unità di Strada, messo in campo dal Sert, in collaborazione con la Cooperativa Ma. Ris e il consorzio Cometa, che approderà a Lerici grazie al sostegno degli assessori alle Politiche Giovanili Alessandra Alessandri e alla Città Solidale, Dott. Pietro Di Sibio.
Il progetto coinvolge operatori competenti, psicologi ed esperti, che si metteranno a disposizione dei giovani, per qualsiasi informazione o chiarimento relativi agli effetti derivanti da alcool e droghe. Gli operatori dell'Unità di Strada daranno la possibilità, a chi vorrà, di controllare il proprio tasso alcolemico prima di mettersi alla guida.
“E’ fondamentale che chi opera con i ragazzi sia formato per riconoscere ed affrontare i sintomi del disagio- affermano gli assessori Alessandri e Di Sibio - così come è importante creare momenti e luoghi istituzionali in cui i ragazzi siano informati sui rischi che corrono e su come prevenirli o quantomeno ridurli”. Nel Comune di Lerici sono in programma due incontri con il gruppo Unità di strada: il primo è sabato 2 agosto, in occasione della festa in spiaggia, alla Venere Azzurra; l'Altro è previsto venerdì 8 agosto in Piazza Garibaldi a Lerici.
TRENTINO
OPERAZIONE SINERGY
«I bar trentini sono sani»
Lo sfogo di Buratti dopo l’assoluzione degli esercenti
TRENTO. «Prima di condannare bisogna andare molto cauti: gli esercenti pubblici hanno perso immagine e fatturato dopo le accuse, risultate infondate, fatte ai baristi» si sfoga Giorgio Buratti, presidente degli esercenti dell’Unione, dove aver appreso la notizia che i gestori dei locali sono stati assolti dall’operazione Sinergy, nella quale sono state condannate 56 persone per spaccio di droga. Nell’inchiesta è infatti venuta a cadere l’accusa di associazione a delinquere per i titolari dei bar di Trento e Buratti rivendica il ruolo degli esercizi pubblici che «sono ancora in buona salute».
«I titolari dei bar che sono stati osservati dalle forze dell’ordine per tre anni, dopo questa operazione ne hanno risentito molto, soprattutto per la pubblicità negativa apparsa sui giornali - continua Buratti - oltre ai gestori, ci ha rimesso l’immagine del Trentino fuori dai confini provinciali. Non mi aspetto delle scuse, ma vorrei che, come si è calcato la mano sulle colpe dei baristi, ora si facesse altrettanto puntando l’attenzione sull’estraneità dei fatti degli esercenti pubblici. Quando succedono queste cose bisognerebbe evitare di dare giudizi affrettati e perentori, perché è difficile recuperare l’immagine dopo. Si tende a sminuire sempre il fatto che uno sia stato assolto con frasi del tipo “alla fine se la cavano sempre”».
Ora si riparte e Buratti ha già in mente una linea da seguire: «Noi non siamo investigatori, ma quando vediamo qualcosa di sospetto dobbiamo subito chiamare le forze dell’ordine. Ho detto proprio questo nell’ultima assemblea fatta con gli altri esercenti. Vogliamo, infatti, una reciproca collaborazione con le forze dell’ordine ed è per questo che ha breve partiranno dei progetti anche in accordo con la Provincia». Partirà tra poco il progetto di sensibilizzazione all’alcol all’interno dei bar soprattutto nei confronti dei minori di 16, «vogliamo farli capire che ci sono altri modi per divertirsi e altre cose da bere».
(m.b.)
LA REPUBBLICA
Divieto anti-bottiglie in centro. Il prefetto si infuria: "Più controlli"
Tante segnalazioni di alcol venduto violando le norme. De Martino scrive alle forze dell´ordine e alle associazioni degli esercenti: "Si continuano a dare le bottiglie in centro". "Troppe violazioni al divieto, voglio più controlli"
di Ernesto Ferrara
Troppo vetro e alcol in giro per le strade. Alle 8 di sera come all´una di notte, a Santo Spirito come a Santa Croce, in tutto il centro storico. Troppo, nonostante l´ordinanza firmata il 20 maggio scorso che vieta ai gestori dei locali di vendere bottiglie e qualsiasi tipo di bevanda alcolica da asporto dopo le 22, dal 5 giugno fino al 31 agosto. Da settimane sul tavolo del prefetto Andrea De Martino, che quell´ordinanza l´ha scritta di pugno, continuano ad arrivare segnalazioni, di cittadini arrabbiati perchè l´alcol continua a scorrere a fiumi nelle piazze e nelle strade, e di gestori infuriati con i concorrenti che servono alcolici in bottiglia in barba all´ordinanza. Per questo venerdì scorso De Martino ha scritto alle forze dell´ordine, alla polizia municipale e alle categorie del commercio: occorre intensificare i controlli, aumentare la vigilanza, fare informazione e prevenire affinchè le regole non siano rispettate a macchia di leopardo.
E´ un giro di vite ma anche un appello agli esercenti: non ci può essere un gestore che rispetta le regole e, a due passi, uno che se ne infischia. Ecco perchè il prefetto è infuriato e ha chiesto controlli più capillari. Anche l´inchiesta di Repubblica dimostra che effettivamente molti locali non rispettano l´ordinanza e che, soprattutto, nella stessa strada, a poca distanza, ci siano gestori attenti e informati delle regole e altri completamente disinformati.
Per questo secondo la prefettura c´è bisogno che siano anche le stesse categorie economiche, le associazioni che raccolgono i proprietari di bar e ristoranti, a vigilare. A fare informazione preventiva, a spiegare ai loro associati che oltre a violare un´ordinanza studiata per prevenire fenomeni di violenza, si rischia una denuncia ai sensi dell´articolo 650 del codice penale e una pena fino a tre mesi di carcere.
Ma cosa dice l´ordinanza? Nel centro storico, nell´area delimitata dai viali di circonvallazione a destra e sinistra dell´Arno, è vietato vendere bevande da asporto in contenitori di vetro e alcolici di qualunque gradazione, dalle ore 22.00 alle 03.00. Ovviamente, aggiunge il testo del 20 maggio scorso, tali divieti riguardano anche il commercio su area pubblica e la vendita attraverso distributori automatici. Ovvero i chioschini, gli ambulanti e i dispenser h24 che negli ultimi anni sono cresciuti come funghi soprattutto nel centro storico. Per chi sgarra, può scattare una denuncia ai sensi dell´articolo 650 del codice penale, si rischiano fino a 3 mesi di carcere.
Ma chi fa i controlli? A vigilare sono tenute tutte le forze dell´ordine, polizia, carabinieri, vigili urbani. Dal 5 giugno, quando è scatta l´ordinanza, i vigili urbani fanno sapere che sono partite 2 denunce, fra le ultime quella ai danni del gestore di un chioschino in piazza Poggi che serviva alcol ben oltre le 22. Dagli uffici della questura fanno sapere di aver elevato circa 15 sanzioni per il mancato rispetto di un´altra ordinanza, stavolta comunale, che vieta di servire alcol anche all´interno dei locali dopo le 2 di notte. Ora secondo il prefetto c´è bisogno di intensificare i controlli e renderli più capillari.
Ma secondo i sindacati dei vigili urbani c´è un problema di risorse e di personale: «Il nucleo preposto ai controlli amministrativi è composto da un numero risicato di persone - denuncia Vincenzo Vittozzi del Siapol - già l´organico complessivo durante la notte è ridotto al lumicino. Basti pensare che l´intero contingente in servizio è composto nei fine settimana (giovedì, venerdì e sabato) da 18 persone circa. Questo nella prima parte della notte, fino alle 1.30. Dopo il totale del personale non arriva a 10 persone. E c´è da considerare che i vigili svolgono i controlli sugli incidenti stradali, c´è una pattuglia in piazza Signoria fissa per tutta la notte, le altre due o tre pattuglie devono dividersi la notte di una città di oltre 300 mila abitanti. E´ una missione disperata. Serve un´organizzazione diversa del lavoro».
IL TIRRENO
ALCOL E DROGA
Urto tra auto, guidatori positivi al test
VENTURINA. Due auto si scontrano nel centro di Venturina, i guidatori riportano lievi ferite, ma i carabinieri li sottopongono al test: uno (piombinese di 44 anni) è stato giudicato in stato di ebbrezza (tasso alcolometrico 1 contro il limite di 0,50) e si è visto ritirare la patente, l’altro invece (cecinese di 22 anni) è risultato positivo al test degli stupefacenti. Gli è stata ritirata la patente e la sua Audi A3 gli è stata messa sotto sequestro, a rischio confisca.
UNIONE SARDA
Brindisi: Evaso dai domiciliari e ubriaco investe un ragazzo
Era evaso dagli arresti domiciliari e guidava in stato di ebbrezza una Peugeot 307 quando, per cause in corso di verifica da parte della polizia municipale, si è scontrato con una moto condotta da un 17enne. E' avvenuto a Brindisi: il ragazzo si è fratturato il femore ed è stato ricoverato nell'ospedale Perrino dove i medici lo hanno giudicato guaribile in 40 giorni. Il protagonista dell'episodio è Carmine Gianniello, di 30 anni, di Brindisi, che è finito in carcere con l'accusa di evasione dai domiciliari e di guida in stato di ebbrezza. Sul luogo dell'incidente è intervenuta anche una pattuglia delle 'Volantì della questura di Brindisi.
RAINEWS24
Francoforte
Due inglesi ubriache costringono un aereo ad un atterraggio d'emergenza
Atterraggio d'emergenza a Francoforte in Germania per un aereo in volo dall'isola greca di
Kos a Manchester: due giovani passeggere inglesi hanno tentato di aprire in aria un portellone dell'apparecchio.
Le due donne, di 26 e 27 anni, erano chiaramente ubriache a un certo punto hanno cercato di aprire il portello dell'aereo per "fare entrare un poco di aria fresca", a questo punto sono state trattenute nei sedili da agenti della sicurezza fino all'atterraggio.
Le due donne, riferisce un comunicato della polizia di Francoforte, sono state arrestate e poi rilasciate dopo un paio di ore.
IL MESSAGGERO VENETO del 26 luglio 2008
Gorizia
Coppa chiosco: sarà un duello all ultima birra
GRADISCA. Al 15º torneo dei bar si avvicina il momento della verità, ma le occasioni per sdrammatizzare non mancano mai, neppure a partita in corso. Dedicato a chi? Gol con dedica durante la prima semifinale di giovedì sera. Il numero 9 del Quadrifoglio “Checo” Possamai, dopo aver sbloccato il punteggio, ha subito indicato una persona sugli spalti. Destinataria della dedica la sua ragazza, che però aveva al suo fianco il solito esuberante “Bobone” Fiorelli, una sorta di ultrà personale di Possamai. Con la consueta sfacciataggine Fiorellone ha chiesto al centravanti: «Per chi era la dedica, per me o per lei?». Difficile che possano esserci dubbi...La sintonia giusta. La semifinale di Mattia “Gialina” Cechet è tutta una storia di tiri potenti e di sintonie.Prendete l’episodio di inizio ripresa: violenta conclusione mancina, palla che si alza e va a centrare in pieno l’antenna di una casa vicina all’oratorio (che ora riceve perfettamente anche Tele Capodistria).Pochi minuti dopo Cechet ci riprova, e stavolta è lui a sintonizzarsi sulla rete giusta: quella della porta del Free Time.Sorpassi al chiosco. Duello all’ultima birra nella Coppa chiosco, dove sono addirittura cinque le squadre in lizza per il successo. A tirare la volata finale è ora il Salone Free Time, che un po’ a sorpresa ha piazzato il sorpasso ai danni dei giovani del Cris. Attenzione anche a Baracheta e Advs: anche loro non si risparmiano affatto nel “terzo tempo”.
(gi.pi.)
BRESCIA OGGI
IL CASO. Due automobilisti hanno cercato di eludere il controllo in via Serenissima
Tentano la fuga. Presi
Avevano un tasso etilico ben oltre la soglia consentita
Sono sempre più numerosi coloro che provano ad eludere i controlli con corse inutili
Le conseguenze per chi beve possono essere tremende, a partire dal ritiro della patente e dalla confisca del veicolo. Il che vuol dire grossi problemi e perdita di autonomia nella vita quotidiana. Per evitare tutto questo ieri mattina due automobilisti hanno ben pensato di provare a eludere il controllo della Polizia Stradale appostata per tutta la notte su via Serenissima.
SONO LE 5.30: una macchina in arrivo da Sant’Eufemia è stata fermata, ma alla vista dell’agente con la paletta protesa verso la strada l’automobilista anzichè scalare la marcia e accostare ha pensato bene di accelerare per provare ad evitare il controllo. L’operazione ha sorpreso gli agenti che però si sono messi immediatamente a caccia dell’automobilista.
Una fuga dovuta, ovviamente, alla consapevolezza di avere un tasso alcolico ben oltre la soglia consentita di 0,5 milligrammi per litro. Un limite che è spesso uno spartiacque molto significativo.
L’inseguimento è durato qualche chilometro: la Stradale ha raggiunto e fermato il fuggitivo in una delle viuzze interne a San Polo nuovo. Sottoposto al test, è risultato avere una concentrazione di alcol nel sangue superiore ai 2 milligrammi per litro. Tradotto, significa aver bevuto più del quadruplo del consentito. Per lui sono scattati subito il ritiro della patente e la confisca del veicolo di sua proprietà.
UN’OPERAZIONE andata male che però è stata ripetuta poco dopo le 6 da un altro automobilista: stessa situazione, all’alt la macchina ha rallentato, si è praticamente quasi fermata per poi tentare una brusca ripartenza. Niente da fare: gli agenti avevano già bloccato la vettura e per l’automobilista il sogno di fuga dall’etilometro è durato la miseria di cinquanta metri.
Una tendenza che, a quanto pare, si sta diffondendo: la paura dei controlli è spesso una cattiva consigliera. Un tentativo di fuga, tuttavia, oltre a non «salvare» la patente rischia di portarsi in dote anche altre sanzioni per la violazione del codice della strada.
D.B.
BRESCIA OGGI
I CONTROLLI. Dal lago di Garda alla periferia cittadina dieci equipaggi della Polizia Stradale di Brescia controllano il territorio armati di alcol-test e narco-test
Guida alcolica: una notte di pattuglia
Sottoposte a verifica più di 120 persone Buone risposte tra i «guidatori designati»
Un paio di auto sono state confiscate: da Bergamo e Cremona aiuto molto prezioso
L’utilizzo dei «precursori» consente una prima analisi sullo stato dell’automobilista
Daniele Bonetti
Dieci pattuglie: otto targate Brescia, una Cremona, l’altra Bergamo. Rinforzi che per la Stradale di Brescia consentono l’«assemblaggio» di una task force per combattere le stragi del sabato sera. Il nemico comune è solamente uno, anzi sono due. L’alcol e la droga. Le vittime, sempre più spesso, i giovani che scelgono lo sballo per passare una serata diversa con gli amici.
La Stradale di Brescia aderendo con Ania e Siulv alla campagna «Guido con prudenza» cerca di combattere le tragedie della strada sul territorio bresciano. Un’operazione che anche l’altra notte ha visto le dieci pattuglie disimpegnarsi tra Desenzano e Salò senza trascurare via Serenissima, la strada più sensibile del territorio cittadino.
IL VIA ALLE OPERAZIONI è preciso e puntuale: ore 1. La notte, quella giovane, è solo all’inizio; solo da un paio d’ore le discoteche hanno aperto i battenti e fino alle 6 i «reduci» dalla movida gardesana saranno in circolazione sulle strade. Molti consapevoli delle loro condizioni, altri meno. Ed è proprio sugli altri che si concentra l’attenzione degli agenti.
Ore 1.30, Desenzano del Garda. via Marconi, parcheggio della stazione di servizio dell’Agip: a pochi chilometri l’Art, ci sono il Fura, il Dehor, il Mazoom, il Malemi. Il centro del mondo per chi vive la notte gardesana: di più, passaggio obbligato per chi deve prendere l’A4. Pronte, ai lati della vecchia statale, ci sono tre pattuglie. Poi arriva anche il rinforzo atteso da Cremona dopo che una delle «bresciane» deve lasciare il presidio desenzanese per un intervento di sostegno a Montichiari.
Ecco la paletta, si ferma la macchina, scende l’automobilista. Il primo controllo viene effettuato con il precursore. Si chiama Cozart, sembra una banana, stabilisce mediante l’analisi del «soffio» di chi guida se l’autista può essere positivo o meno all’alcol test. Detto fatto: si accende la luce verde, la macchina riparte dopo la verifica dei documenti.
MA SE LUCE È ARANCIO, o peggio ancora rossa, scatta l’etilometro. Via la plastica al boccaglio, il soffio deve essere continuato per avere un responso più veritiero. Qualcuno fa finta di tossire, altri soffiano a fatica. Nulla scappa agli agenti. E, in un paio d’ore, a Desenzano «saltano» 4 o 5 patenti. Alcuni sono giovanissimi, altri meno. Apparentemente non mostravano segni di ebbrezza. Per l’etilometro la situazione era diversa.
A fine serata, le patenti ritirate nel bresciano saranno 20. «Sono parecchie in una sola serata - commenta il vicecomandante della Stradale Federica Deledda - : abbiamo controllato 120 persone e confiscato due vetture. Sono provvedimenti tosti, deve essere un deterrente. Diciamo che valutando i dati stiamo riscontrando una diminuzione sia degli incidenti in generale che di quelli mortali. Dobbiamo proseguire su questa strada».
SE L’ALCOL TEST viene fatto con grande facilità, meno frequente è il ricorso al narco test. Anche qui, prima, viene usato un precursore. È immediato: un tampone viene fatto aderire alla parte interna della bocca e inserito in un reagente per poi essere analizzato da un piccolo computer che rivela l’eventuale positività alla droga specificando anche di che tipo si tratti. Poi, con il narco test «vero», ci sarà l’esito ufficiale della positività.
Dal lago alla città il passo è breve. Quaranta chilometri scarsi separano Desenzano da via Serenissima, zona est della città. Qui qualcuno tenta la fuga, altri ci lasciano patente e macchina.
È preoccupante il dato percentuale delle patenti ritirate, rapportato al numero di persone controllate: il 18 percento. Tante, troppe. Per risolvere, o comunque calmierare il problema il Bob, il guidatore designato, sembra fare la sua parte. «Ci risulta - commenta Federica Deledda - che sia un sistema molto utilizzato tra i giovani. Sembrano essere più responsabili, se uno decide che non beve si sente in debito con i suoi amici e si impegna per riuscirci. È un bel segnale, i giovani iniziano a capire». Un bel segnale, appunto. Cui però dovranno seguire anche dati altrettanto confortanti.
L’ARENA di Verona
PESCHIERA. Polizia
Sequestrato un veicolo e ritirate 5 patenti
In due sono risultati positivi al test della droga mentre in tre alle sostanze alcoliche. Per tutti e cinque stessa sorte: il ritiro della patente. È andata sicuramente peggio ad un altro automobilista al quale è stata ritirata l’auto. E ora rischia di vedersela confiscare e passare, quindi, sotto la proprietà dello Stato.
Un bilancio quello di due sere fa decisamente inquietante per il progetto «Drugs on street», promosso dalla Prefettura: su tredici persone controllate ben cinque sono risultate fuori norma con i limiti stabili dalla legge in materia di alcol e droga. Il servizio è stato effettuato ieri notte alla sede dell’Ulss 22 a Peschiera del Garda. All’operazione hanno partecipato l’equipe tossicologica dell’Ulss 22 in sinergia con le forze dell’ordine. Erano presenti quattro pattuglie della polizia stradale, 2 dei vigili urbani e una della polizia provinciale. «Sono stati controllati 118 veicoli con l’identificazione di 127 persone. «Nel corso dell’intervento», riporta una nota della Prefettura, «il personale del dipartimento delle dipendenze dell’Ulss 22 ha proseguito la campagna informativa «Notte in ...forma» allo scopo di sensibilizzare i conducenti di veicoli a tenere comportamenti responsabili».
In quest’ottica, lo stesso dipartimento ha provveduto anche con l’aiuto di volontari degli alcolisti anonimi ad informare su come accedere ai servizi dell’azienda Ulss 22 a cui è possibile rivolgersi sia per la prevenzione che per l’eventuale cura e riabilitazione.
LA NAZIONE
Ubriaco, sequestrato lo scooter
-Cecina- GUIDAVA lo scooter, un cinquantino, ubriaco: è stato sorpreso nella notte dagli agenti della polizia stradale di Cecina che gli hanno sequestrato il motorino e ritirata la patente. Il controllo rientra nelle attività di vigilanza della polizia stradale di Cecina inpegnata quotidianamente per prevenire e reprimere le infrazioni al codice della strada. Lo scooterista era completamente ubriaco il suo tasso etilico era molto elevato. La polizia stradale ha anche denunciato per guida in stato di ebbrezza un automobilista al quale è stata ritirata la patente. I controlli hanno interessato la zona tra Castiglioncello e Cecina nella quale la polizia stradale ha effettuato una serie di servizi con l’etilometro.
M.N.
CORRIERE ADRIATICO
Sorpresi durante controlli notturni e denunciati per guida in stato d’ebbrezza
Al volante ubriachi, sette giovani nei guai
OSIMO - Controlli a tappeto della Polizia di Stato lungo le strade osimane. Gli uomini guidati dal commissario Margherita Furcolo hanno effettuato un intenso monitoraggio sulle condizioni degli automobilisti che transitano nel weekend per le vie della città, soprattutto nelle ore notturne, quando sono maggiori i movimenti dei ragazzi dà e verso i locali di svago.
Così, nei posti di blocco che la polizia ha realizzato l’altra notte, sono stati sorpresi a guidare ubriachi sette giovani fra i venti e i trenta anni che ritornavano dai luoghi di divertimento estivi, soprattutto dalla riviera, dove evidentemente hanno alzato il gomito più del dovuto.
Per tutti e sette i ragazzi è scattata dunque la denuncia e ad uno di loro, che aveva un tasso alcolemico eccessivamente sballato, superiore a 1,50 grammi al litro, è stata sequestrata l’auto, in attesa che il giudice competente valuti se confiscare o meno il mezzo. Nei controlli effettuati dalla polizia non ci si è però soffermati solo a controllare lo stato di ebbrezza dei guidatori, ma sono state svolte alcune perquisizioni, le quali hanno poi portato alla luce anche piccole quantità di hascisc per uno personale.
Il possesso della droga leggera ha comunque comportato la segnalazione alla Prefettura di due conducenti fra gli oltre centro automobilisti identificati nella capillare operazione messa in atto dal commissariato di Osimo.
Si tratta, in definitiva, di una delle tante attività che rientrano nel più ampio programma di repressione alla guida in stato di ebbrezza e al mercato illegale degli stupefacenti, che negli ultimi mesi ha più volte visto il distretto di Osimo e dintorni finire alla ribalta della cronaca. Il monitoraggio continuerà nelle prossime settimane, con la polizia che perlustrerà nuovamente le strade più trafficate durante i weekend, soprattutto quelle dirette verso la Riviera e i locali più gettonati dai giovani.
G.Q
ESTENSE.COM
Denunciato ferrarese in via Padova
Trovato positivo all'alcoltest a 74 anni
Se è vero che un bicchiere di vino al giorno allunga la vita, l’anziano fermato l’altra sera dalla polizia deve aver reso un po’ troppo sul serio l’adagio, visto che l’alcol che aveva in corpo era ben oltre il classico goccetto.
È stato denunciato guida in stato di ubriachezza C.G., ferrarese di 74 anni, trovato alle 10.30 del mattino in via Padova con valori di 2 g/l di alcol dopo l’esame etilometrico. Patente ritirata e auto, una Fiat Uno, sequestrata.
LA STAMPA
Tata uccisa da un ubriaco
Spaccano le bottiglie poi insultano il sindaco
IL RESTO DEL CARLINO (Rimini)
Un piazzale dedicato all'alcool E' questa la prevenzione?
«L'ULTIMA modifica al codice della strada va rivista. In particolare bi...
IL RESTO DEL CARLINO (Reggio Emilia)
I morti non insegnano Pizzicati automobilisti in stato di ebbrezza
L’UNIONE SARDA
Ubriache provocano l'atterraggio dell'aereo
IL RESTO DEL CARLINO (Ancona)
Alla guida ubriachi, sette denunciati e sequestrata un'autovettura
CORRIERE DEL VENETO
Un conducente su due positivo ad alcol e droga
IL GIORNO (Como)
Ubriaco e contromano in Super Auto confiscata a neopatentato
IL PICCOLO DI TRIESTE
ubriachi alla guida: otto patenti ritirate
musica, birra e raccolte firme: al via le feste pd
alcolisti anonimi: riunione aperta
LA TRIBUNA DI TREVISO
Alcol, auto sequestrata
IL MATTINO di Padova
alcol e velocita' via patenti e auto dopo la discoteca - elena livieri
GAZZETTA DI REGGIO
Boretto, guida in stato di ebbrezza undici automobilisti nei guai



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