Una ragazza di 18 anni morta, altri due giovani gravemente feriti…
di Paola Italiano
Una ragazza di 18 anni morta, altri due giovani gravemente feriti e ricoverati in prognosi riservata: questo il bilancio di un incidente provocato da un giovane ubriaco alla guida di una Bmw che a tutta velocità ha invaso la corsia opposta.
È successo nella notte tra sabato e domenica, poco dopo mezzanotte, in strada Traforo del Pino, all’altezza dell’angolo con strada Tetti Bertoglio. La Bmw stava viaggiando in direzione Torino, in discesa, la Polo veniva dalla parte opposta. Sul posto sono intervenuti i i carabinieri di Chieri e i vigili di Torino, che hanno chiuso la strada al traffico in direzione del tunnel. E’ rimasto illeso il giovane alla guida della Bmw, Enrico T., 29 anni, di Riva di Chieri. Risultato positivo al controllo dell’etilometro, è stato denunciato a piede libero per guida in stato di ebbrezza. Trasportava altre tre persone, delle quali una è ricoverata all’ospedale di Chieri con 90 giorni di prognosi. Il dramma si è consumato sulla Polo: Michaela Stonicu, 18 anni, romena, che vive a Torino con una zia, è morta un paio d’ore dopo l’incidente all’ospedale Giovanni Bosco. Era stata ricoverata in seguito alle ferite riportate. Un altro ragazzo che era sulla Polo è in prognosi riservata, un terzo ha riportato lievi lesioni.
La strada del Traforo del Pino nel week-end è trafficata come l’Aurelia ad agosto: si sale a Villa Capriglio, alla discoteca Hennessy, al Pino beach e ad altri locali notturni gettonatissimi. «C’era gente che correva parecchio - racconta Giampiero, che si stava recando a una festa in quelle stesse ore - e la cosa mi stupiva, dal momento che molti automobilisti facevano i fari per segnalare la presenza dei carabinieri, appostati con l’etilometro». (*)
(ass)
(*) Nota: il comportamento di segnalare con i fari la presenza sulla strada delle Forze dell’Ordine è estremamente grave, oltre che illegale, e va severamente perseguito.
Penso a quanti malviventi sono riusciti e riescono a sottrarsi alla Giustizia per colpa di questo sciocco “solidarismo” tra automobilisti.
E poi ci si lamenta che non ci sono abbastanza pattuglie per le strade…
LA STAMPA
INCIDENTE. FRONTALE TRA INTRA E GHIFFA
Tata uccisa da un ubriaco
Prima dello scontro la sterzata per mettere in salvo i “suoi” bambini
GHIFFA
«Ho capito subito che quella macchina ci avrebbe ammazzati tutti ma la nostra tata è stata grande, ha sterzato di colpo e ha salvato la mia vita e quella dei miei due fratelli. Lei però, poverina, non ce l’ha fatta perchè ha assorbito il colpo più grosso». Sacha, 10 anni il prossimo ottobre, ha ancora negli occhi la paura per il tragico incidente che l’altro ieri sera alle 19,30, sulla statale 34 in località «Lauro», tra Verbania e Ghiffa, è costato la vita a Luciana De Giorgis, 64 anni, da 7 affezionatissima tata sua e dei fratelli Esteban e Aramis, 9 e 6 anni. Uccisa da un ubriaco. Vedova con un figlio (un altro è morto anni fa in un incidente), viveva sola in un appartamento al piano terra di una casa di ringhiera in via Arcipretura, a San Maurizio di Ghiffa, a pochi passi dalla chiesa. E proprio ai parrocchiani più anziani, Luciana offriva ogni tanto il proprio aiuto e la sua compagnia. Ma la «sua vita» erano Sacha, Esteban e Aramis, i figli di Remo e Tina, titolari del ristorante «Miralago Circolo Amicizia» sopra Ghiffa; per lei erano figli e li accudiva con amore anche se all’occorrenza non risparmiava loro qualche rimbrotto. Nello scontro frontale tra la Fiat Palio - con al volante Luciana e sul sedile posteriore i tre bambini - e la Fiat Multipla condotta dal verbanese M.A., 30 anni, rimasto illeso, il piccolo Aramis ha riportato ferite al capo e un trauma all’addome che ha reso indispensabile un intervento chirurgico urgente per evitare possibili e gravi emorragie interne. Esteban e Sacha se la sono cavata con pochi graffi e tanto spavento, soprattutto per avere visto la loro tata sanguinante e incasatrata nell’abitacolo.
Ricoverata in prognosi riservata all’ospedale di Verbania, Luciana De Giorgis è morta nella notte alla 1,37. Remo Adamo e la moglie Tina sono ancora scossi:«Abbiamo passato momenti terribili, temevamo una sciagura ancora più grande di quella che ci ha portato via Luciana». Sul luogo dell’incidente sono accorsi una Volante della questura, vigili del fuoco, uomini e mezzi del 118. Più tardi è intervenuta la polizia stradale dapprima impegnata ad inseguire un’auto pirata a Piedimulera. Secondo la ricostruzione dell’incidente, la «Multipla» diretta a Verbania ha invaso la corsia opposta e centrato in pieno la «Palio» che procedeva verso Ghiffa. Al conducente della «Multipla» - risultato positivo all’etilometro e denunciato per guida in stato di ebbrezza - è stata ritirata la patente di guida. Oltre al figlio e alle due sorelle, a piangere Luciana sono rimaste centinaia di persone che le volevano bene.
ASAPS.IT
Alcol alla guida, fenomeno senza età e orario
Di buon mattino pizzicati 15enni ed anziani, tutti alla guida di qualcosa, tutti ubriachi, tutti sulla nostra strada. Fermiamoli
(ASAPS) 28 luglio 2008 – Gli eccessi non hanno età, o almeno questo ci sembra essere il senso di una giornata trascorsa a spulciare le notizie di cronaca. A Piacenza, per esempio, la Polizia ha pizzicato un 15enne equadoregno, già noto alle forze dell’ordine, in fortissimo stato di ebbrezza. Così tanto che anche fermarlo non è stato affatto facile: il ragazzino, alle 9 del mattino, era in sella al suo scooter e sbandava vistosamente, ma anche l’equilibrio era precario. Una volta bloccato, è stato accompagnato in Questura, dove è stato richiesto l’invio di una pattuglia della Polizia Stradale munita di etilometro. E qui la sorpresa è stata ancor più grande, quando sul display del test è apparso il tasso del ragazzino: 1,95 grammi di alcol per litro di sangue, tre volte il consentito. Secondo gli agenti, però, è solo la conferma che l’uso di alcol si sta diffondendo in maniera preoccupante tra i giovanissimi, sia italiani che stranieri. Da Ferrara giunge invece un esempio opposto. Qui, sempre la Polizia, ha sorpreso un 74enne alla guida di una Fiat Uno di sua proprietà, che alle 10 del mattino stava seminando il panico in via Padova. Il tempo di far arrivare la Stradale ed un altro etilometro ha fatto il suo lavoro: 2 g/l la soglia raggiunta dal nonnetto. Niente male. C’è solo da sperare, ora, che le procedure per la confisca dell’auto vadano in porto e che qualcuno, alla Commissione Medica Provinciale, decida di togliere dalla circolazione un vero e proprio pericolo pubblico. (ASAPS)
ASAPS.IT
Firenze
Migliorano le condizioni di Daniele D’Alessio, il carabiniere ferito nel tragico impatto di venerdì: i sanitari lo tengono ancora in coma farmacologico
Sergio Cianti di Una Rete per non morire: “facciamo appello ai ragazzi: basta poco per rovinare intere famiglie”
(ASAPS) SAN PIERO A PONTI (SIGNA – FIRENZE), 28 luglio 2008 – Stanno lentamente migliorando le condizioni di Daniele D’Alessio, il capopattuglia 27enne della gazzella dei Carabinieri centrata venerdì notte (25 luglio) dall’auto di un giovane in stato di ebbrezza da alcolici e stupefacenti, nel corso del quale aveva perso la vita un amico dell’ubriaco. Daniele, carabiniere scelto in forza alla Stazione di San Piero a Ponti, è in coma farmacologico per una grave lesione ai polmoni ed una serie di fratture facciali riportate nel tremendo impatto. In netto miglioramento anche le condizioni dell’altro carabiniere, Alessandro Lipari, 28 anni, operato per ridurre le fratture patite agli arti. Le cinture di sicurezza hanno fatto la loro parte. Sotto accusa, in tutto il circondario, “leggerezza ed incoscienza” con cui si sta al volante. “Facciamo appello ai ragazzi perché non si mettano alla guida ubriachi – ha detto Sergio Cianti, dell’associazione Una rete per non morire – o sotto l’effetto di sostanze. Non siamo per vietare l’alcol, ma per vietarlo quando si guida. Basta poco per distruggere intere famiglie”. Il giovane che ha provocato il terribile incidente, ricoverato in ospedale con 40 giorni di prognosi, è stato iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza: aveva un tasso alcolemico di 2,4 g/l e dopo gli accertamenti ospedalieri è risultato positivo anche al test della cannabis. In più, secondo le indagini della Polizia Stradale di Firenze, intervenuta con la Squadra Infortunistica, la velocità al momento dell’impatto non era inferiore ai 140 chilometri orari. (ASAPS)
TRENTINO
«Patti traditi, niente contributi alla Street parade»
Stofella: urge un chiarimento. I ragazzi: «Ci dispiace, abbiamo dato il massimo»
Gli organizzatori: «Delusi pure noi dagli eccessi, se la rifaremo la festa avrà un’altra formula»
GIULIANO LOTT
ROVERETO. Sono dispiaciuti, gli organizzatori della Street parade. Sotto il profilo logistico tutto è filato liscio, ma la festa ha regalato una brutta immagine di sè attraverso la sfilata nelle vie del centro. E ora il gruppo di giovani che si è sobbarcato la fatica di progettare l’evento rischia di rimanere senza i promessi fondi del Comune: l’assessore ai giovani Mirella Stofella è categorica: «Dovremo fare una riflessione nel merito, già stamattina mi incontrerò con il dirigente Cunial. I ragazzi non sono stati ai patti, ci aspettavamo una manifestazione diversa. Certi annunci, come quello sulle droghe apparso su MySpace nella pagina degli organizzatori, sono inaccettabili e di questo avevamo già avvisato i ragazzi, ancora prima dell’inizio della Street parade. Alla luce di quanto accaduto, se l’organizzazione non è in grado di dare certe garanzie al Comune è il caso di rivedere le sovvenzioni che l’ente pubblico eroga ad essa».
Nel corteo, attorno ai carri che sparavano musica house, techno e goa a tutto volume, molti giovani ubriachi fradici hanno dato spettacolo di sè stessi, ingenerando una reazione di naturale fastidio nei passanti, persino quelli più giovani. Decine e decine le telefonate di protesta, da tutta la città. Leonardo Liberi, uno degli organizzatori, ieri era a piazzale Degasperi, per ripulire il prato dall’immondizia. Sabato sera ci ballavano sopra circa mille persone tra giovani e meno giovani, in gran parte arrivati dalle province del Triveneto e dell’Emilia. Le danze sono finite attorno alle 3.30, come da programma. «Per la verità, da chi ha partecipato ho ricevuto solo complimenti. Ma anche a noi certe cose non sono piaciute. Purtroppo per organizzare una manifestazione così complessa ci siamo accordati con più gruppi di persone. Con alcuni c’è stata piena sintonia, con altri invece, più legati alla cultura del rave e più politicizzati, no. Il risultato è stato che delle circa mille persone arrivate nonostante la pioggia a piazzale Degasperi oltre la metà del pubblico era di quel segno. Noi pensavamo a una manifestazione più carnevalesca, dove la parola d’ordine fosse l’allegria, la musica, il ballo. Qualcun altro ne ha fatto l’occasione per usare slogan a favore delle droghe e contro i poliziotti e i carabinieri, che peraltro con noi si sono comportati benissimo, seguendoci passo passo e costretti a subire i nostri problemi organizzativi. Se si rifarà una manifestazione del genere, bisognerà cambiare la formula. Così abbiamo capito che non funziona. Ma per noi è comunque importante essere partiti, aver terminato il progetto. Qualche errore l’abbiamo fatto. Ma abbiamo cercato di prevenire il problema delle droghe, che si riscontra in ogni ambito di aggregazione, dissuadendo i più convinti con messaggi “intimidatori”, anche se malinterpretati, come quello su MySpace. Abbiamo portato qui un’associazione di Bologna che si occupa di informazione sull’argomento, ma non possiamo perquisire chi si avvicina ai carri, già ubriaco alle 16. Non è compito nostro. I nostri bar hanno dato incassi modesti, molti arrivavano già fradici e di questo ci dispiace. Ma non è nulla di diverso da quanto accade in ogni festa ogni weekend. L’abbiamo solo portata in strada. La gente che si spaventa forse dovrebbe chiedersi perchè molti giovani reagiscono così in cerca di divertimento. L’alcol e le droghe sono problemi sociali, non ne siamo la causa». (*)
(*) Nota: reduce dal gran successo dell’edizione di quest’anno del “Festival Musicale Analcolico”, posso dire che erano presenti diverse centinaia di persone, molti considerati come “alcolisti”, ma non c’era neanche un ubriaco. Musica, divertimento, incontro, convivialità, salute.
Tutti al ritorno si sono messi al volante in condizioni di sobrietà.
E’ vero che l’alcol e le droghe illegali sono problemi sociali, ma chi organizza una manifestazione è responsabile delle scelte che opera.
IL GAZZETTINO (Venezia)
Il giovane aveva trascorso una serata con un gruppo di amici quando si è imbattuto in un controllo della Stradale
Gli ritirano la patente perché aveva bevuto troppo Ventiduenne di Camponogara tenta il suicidio
Camponogara
Gli ritirano la patente e vuole farla finita, ma viene salvato dai vigili del fuoco prima che sia troppo tardi. Protagonista della vicenda un ventiduenne di Camponogara. Il fatto è avvenuto ieri mattina, poco dopo le 7. Il giovane, poche ore prima, stava facendo rientro a casa, alla guida della propria auto, al termine di serata di festa trascorsa insieme ad un gruppo di amici al Molo 5, il noto locale di Marghera. Fermato intorno alle 3 da una pattuglia della Polizia Stradale, impegnata in una serie di controlli, il giovane è risultato iniidoneo alla guida perché ubriaco. Agli agenti, quindi, non è rimasto altro da fare che ritirargli la patente. Non si sa cosa sia scattato nella testa del giovane, forse la paura di un rimprovero da parte dei genitori. Fattostà che il ritiro del documento di guida ha fatto scattare nella sua testa il desiderio di farla finita. Intorno alle 7 il giovane è tornato verso Prozzolo di Camponogara e, visto un pilone dell'Enel alto una trentina di metri, ha pensato di arrampicarsi fino in cima. La cosa, però, non è sfuggita all'occhio di alcuni passanti, che hanno immediatamente avvisato i soccorsi. Sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri, un'ambulanza del Suem e pure una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Mira. Subito hanno cercato di riportare alla ragione il giovane, spiegando che così non avrebbe risolto i suoi problemi, ma soltanto aggravato la propria situazione e quella dei suoi cari in apprensione. Ci sono stati momenti di tensione in cui si è arrivati ad un passo dalla tragedia. Nel frattempo i vigili del fuoco avevano attivato tutte le procedure necessarie in questo tipo di situazioni. Così, dopo un'ora di trattativa il giovane ha deciso di desistere dall'insano proposito e scendere a terra.
Gianluigi Dal Corso
IL MATTINO (Salerno)
L’INCIDENTE DI PIAZZA MALTA
«La giustizia non ci restituirà Salvatore»
GENNARO CORVINO
Castel San Giorgio. Sono trascorse due settimane dalla tragedia di piazza Malta, dalla morte terribile di Salvatore Alfano travolto da un’auto alla cui guida c’era un rumeno ubriaco. Il vuoto è incolmabile, il dolore della famiglia resta fortissimo, ovviamente il tempo sembra essersi fermato. A nome della famiglia Alfano ha parlato la sorella, la dottoressa Dionigia il giorno dopo che il Riesame ha deciso di non scarcerare il rumeno. «Non si tratta- ha detto- di voler esprimere giudizi su quanto ha deciso il tribunale in merito alla scarcerazione di una persona che, ubriaca, si pone alla guida di un’auto e uccide un giovane professionista, di 34 anni. Dico solo che piangeremo per tutta la vita il nostro Salvatore, che lo abbiamo perso e che lo non vedremo mai più». Il tribunale per il riesame ha respinto la istanza di scarcerazione di Bodac Mihai Gica, avanzata dal suo legale, avvocato Vittorio Boccieri, di Avellino che nella serata del 6 luglio scorso, investì e uccise Salvatore Alfano, geometra, di 34 anni in Piazza Malta a Salerno. Il rumeno era alla guida di una Bmw quando investì Salvatore e ferì gravemente la fidanzata, Veronica Siniscalco, di Baronissi. Per ora i giudici non hanno elaborato le motivazioni, tutto questo dovrebbe avvenire dopo le ferie estive, all’inizio di settembre. La notizia del rigetto della richiesta di scarcerazione di Bodac è rimbalzata ieri mattina a Lanzara di Castel San Giorgio dove vivono il padre di Salvatore Alfano, Antonio, il fratello Gennaro, ingegnere e la sorella, Dionigia, cardiologa pediatrica. L’avvocato difensore di Bodac ha affermato che i giudici hanno anche agito sotto l’influsso mediatico che ha circondato la vicenda, usando eccessiva severità. La pubblica opinione ha commentato. Il collegio di difesa delle famiglie Alfano e Siniscalco è di avviso diverso. Secondo i legali di difesa i giudici avrebbero seguito una logicità giuridica che non fa una grinza, dal momento che non si sa ancora se si tratta di omicidio volontario oppure se si tratta di omicidio colposo. Quindi, lo stato di detenzione andava mantenuto. Il padre di Salvatore, Antonio, dal giorno della tragedia non ha ancora messo piede fuori di casa, da quella drammatica sera del 6 luglio del 2008. Proprio poche settimane fa la famiglia di Salvatore Alfano lanciò un appello a quanti hanno visto, quella tragica sera, la dinamica dell’investimento. Per ora ci sono quattro testimoni.
IL TIRRENO
LIMITE SUPERATO DI TRE VOLTE
Istruttore più sbronzo dell’amico col foglio rosa
MONTECATINI. Uno guidava con il foglio rosa e con un tasso alcolemico nel sangue tre volte superiore al massimo consentito.
L’altro, l’amico, quello che avrebbe dovuto essere l’istruttore esperto, occupava il sedile del passeggero con un valore di 2,16 g/l. Non era proprio una coppia di amici affidabile per mettersi al volante quella pizzicata dalla polizia stradale lungo l’A11 all’altezza di Pisa Nord. I due, di Capannori, si sono fatti notare perché alle 3 procedevano con un’andatura sbilenca alla guida della Golf condotta da G.B., 44 anni, in possesso del foglio rosa dopo aver subìto già un ritiro della patente.
Al suo fianco, E.B., 43 anni: l’etilometro ha stabilito che era più sbronzo del guidatore. Per G.B., oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza, è scattato un verbale di 370 euro e il fermo amministrativo dell’auto per tre mesi.
ANSA
MUORE DOPO FESTA IN SPIAGGIA, FORSE MIX DI ALCOL E DROGA
ROMA - Forse un mix di droga ed alcol. Potrebbe essere morto cosi', dopo una notte passata ad una festa sulla spiaggia di Ostia, a Roma, un giovane di 25 anni trovato dai genitori nella sua abitazione di via Vaglia, nel quartiere nuovo Salario, a nord della Capitale.
Il giovane, Simone Passa, aveva trascorso la notte ad una festa sulla spiaggia di Ostia, sul litorale romano. Poco prima dell'alba aveva avuto un malore e per questo motivo era andato al vicino ospedale Grassi dove i medici gli avevano diagnosticato una ''sincope da sospetto uso di sostanze stupefacente e alcool''.
Il giovane pero' aveva rifiutato il ricovero. E la mattina i familiari lo hanno trovato morto nella sua stanza da letto. Per chiarire cosa sia veramente successo e' stata disposta l'autopsia dall'autorita' giudiziaria,mentre spettera' alla polizia ricostruire tutta la serata di Simone. Il giovane, sabato notte, aveva partecipato ad una festa sul litorale. Intorno alle 17 di domenica, si era sentito male ed era stato trasportato con un mezzo del 118 dalla spiaggia all'ospedale Grassi di Ostia dove e' arrivato ''in stato di incoscienza''. ''Giunto in Pronto soccorso - spiega il direttore sanitario dell'ospedale, Lindo Zarelli - gli abbiamo immediatamente applicato una flebo: il ragazzo ha subito ripreso conoscenza tanto che l'anestesista ha ritenuto la situazione 'di nessun urgenza'''.
Secondo quanto riferisce il direttore sanitario ''Simone aveva tutti i parametri vitali assolutamente nella norma, parlava ed era lucido'' ma per il personale del Pronto soccorso si doveva procedere lo stesso ad accertamenti. ''Il giovane, pero', - ha spiegato ancora il direttore sanitario - si e' rifiutato di sottoporsi a qualsiasi esame e trattamento ulteriore e intorno alle 18,30 ha firmato per lasciare l'ospedale''.
Simone in serata e' rientrato a Roma. Intorno alle 7,40, la madre ha chiamato il 118 perche' il figlio non si risvegliava dal sonno e non rispondeva alle sollecitazioni. Giunti pochi minuti dopo in via Vaglia, i medici del 118 non hanno potuto fare altro che constatare la morte del giovane e chiedere l'intervento della polizia.
LA NAZIONE
ALLARME STUPEFACENTI
Una pasticca e niente drink
Sei ’fuori’, ma passi l’alcoltest
Un tour nei pericoli della notte, fra i locali del bresciano
Di MILLA PRANDELLI
-BRESCIA-
NOTTE da ventenni nei locali tra il lago d’Iseo e il lago di Garda. Il nostro viaggio inizia a Iseo per concludersi in uno dei tanti autogrill dell’autostrada Serenissima, di ritorno dalle discoteche di Sirmione e Desenzano del Garda. Il lupo, a volte, fa meno paura di come viene ritratto. Anche se gli eccessi ci sono, nessuno ci ha obbligato a bere oppure a drogarci. Sono state, piuttosto, offerte e richieste gentili, appena sussurrate che, al diniego, sono cadute nel vuoto. Qualche timore in più, invece, lo abbiamo avuto nel gestire gli oggetti personali all’interno dei locali pieni di gente e nel metterci alla guida lungo le strade del sabato sera. A farci compagnia durante la serata una coppia di fidanzati che abitano nell’ovest bresciano: Christian e Francesca. Lui ha 23 anni, lei 19.
LA SERATA inizia al Mezkal, uno dei locali più frequentati di Iseo, sul lungo lago. Qui le compagnie di ragazzi si incontrano per poi partire alla volta delle discoteche del lago di Garda oppure delle tante sagre che animano il territorio. Christian, che guida, beve un drink blandamente alcolico a base di frutta e mangia una pizza al trancio. <<>>.
Optiamo per la musica Afro in un parco acquatico che si chiama Le Ninfee. Dal locale, circa un anno fa, era uscito un gruppo di ragazzi “sballati” che ha avuto un terribile incidente nelle campagne di San Martino della Battaglia. In due non ce l’hanno fatta. La discoteca è immersa in un parco spettacolare e i ragazzi ballano sotto un grande tendone. Le persone sono amichevoli. Il sistema di sorveglianza garantito da ragazzetti in maglia scura sembra essere efficace. Qualcuno mi chiede una sigaretta. Una ragazza se per caso <
LASCIATE Le Ninfee andiamo in uno dei locali più noti del lago di Garda: il Ma zoom LePlasir, che dista qualche centinaio di metri. Il ragazzo brianzolo ricoverato in coma dopo aver assunto ecstasy qualche mese fa vi aveva trascorso la serata. Alle due il parcheggio è colmo. Ci sono anche alcuni pullmann. Nell’area esterna dove non ci sono controlli ci vengono proposte le “cale” da un paio di ragazzi con l’accento milanese. Avranno forse vent’anni. Una volta detto di no si allontanano a occhi bassi e chiedono a qualcun altro. All’interno, come alle Ninfee, i controlli sono attenti. Il sistema di sorveglianza non consente di entrare in due nelle toilette e non mancano due occhi scrutatori né in entrata né in uscita.
DAL MAZOOM, ormai sono le 4 e mezzo, andiamo sotto la discoteca Art: una delle più trendy del Benaco, molto nota perché è “gay friendly”. I ragazzi escono stanchi e qualcuno, per la verità, ha l’aria stravolta. <
IL TOUR termina nell’autogrill prima del casello di Brescia Ovest. Ci sono capannelli di giovani che ridono all’esterno e un pullmann posteggiato. Complice la possibilità di non guidare, l’ilarità e l’ebbrezza sono palpabili. Non manca chi compra bottiglie di vino. Gli impiegati, che forse si chiedono cosa farebbero se fosse loro figlio a fare l’acquisto, battono lo scontrino e incassano gli euro.
LA STAMPA
TRECATE
Spaccano le bottiglie poi insultano il sindaco
Ha rischiato di venire aggredito da tre ragazzi ubriachi Enzio Zanotti Fragonara, sindaco di Trecate. E’ accaduto venerdì sera in via Fratelli Russi, nel centro del paese. Zanotti è stato insultato ma l’intervento di un gruppo di cittadini ha evitato il peggio. Il fatto è accaduto poco prima di mezzanotte. I tre, tutti italiani forse residenti a Cerano, a causa dell’alcol stavano tirandosi bottiglie di birra per strada. Avevano chiesto da bere ad un bar della piazza, ma erano stati cacciati. Poco dopo, mentre camminavano per raggiungere le loro auto, hanno iniziato il lancio con il rischio di colpire i passanti. Il sindaco di Trecate, che in quel momento era presente, ha sentito il chiasso. «Credevo avessero spaccato una finestra del Municipio - racconta - poi mi sono avvicinato e li visti tirarsi le bottiglie di vetro». Zanotti ha chiesto di smetterla. «Volevo che pulissero i cocci che avevano sparso in giro, ma erano troppo ubriachi». Il gruppo lo ha insultato e se non fosse stato per l’intervento di alcuni cittadini forse lo avrebbe anche malmenato. E’ bastato chiamare la polizia per riportare la calma.
E. B.
LASTAMPA.IT
Il videogame che smaschera gli ubriachi
Solo chi è sobrio riesce a "giocare" con il computer
di Selma Chiosso
ALESSANDRIA
Sarà un videogame a smascherare chi beve o si droga prima di mettersi al volante. Il «DeeDee», così si chiama lo strumento, è ancora un prototipo, ma i primi test del sabato sera hanno dato risultati incoraggianti. Il sistema funziona, e gli automobilisti - anche quelli che hanno bevuto - si avvicinano al test con meno diffidenza rispetto alle tradizionali prove con l’etilometro o il narcotest, che ti fanno sentire sempre un po’ delinquente. (*)
Il gioco è semplicissimo: sul video di un computerino compaiono un semaforo, la strada grigia, un’auto rossa e un muro. La prova dura pochi secondi. Si impugna il joystick e a seconda del colore del semaforo si fa muovere l’automobilina che deve fermarsi prima del muro. «Dal movimento del pollice - spiegano i medici che hanno collaborato al progetto del Politecnico di Milano - si possono ricavare preziose informazioni neurologiche.
Nella notte tra sabato e domenica il «DeeDee», inventato dal professor Alberto Rovetta, è stato usato dalla polizia stradale di Alessandria a Vignole Borbera. Il posto di controllo era a circa tre chilometri da una discoteca e in una zona ricca di sagre. Al lavoro tre pattuglie della polizia stradale di Alessandria, Valenza, Serravalle, un’ambulanza della Croce rossa di Vignole, anche il medico Martin Petersen.
Il primo a sottoporsi al «DeeDee» è stato un ragazzo di 21 anni di ritorno da una grigliata: «Ho bevuto un po’ di birra - ha detto ». Non si aspettava di trovarsi uno strumento del genere. «Cosa è?». Alessio, un poliziotto, lo ha messo a suo agio: «Non preoccuparti. Come ti senti da 1 a 10?» «Ma non saprei... diciamo 7». La prima prova (per tutti è così) è stata per spiegare come funzionava. Ma l’«ok» si è tinto di rosso (alcol). Alla seconda prova, invece è andato tutto liscio. «Grazie» e il giovane, che probabilmente era diretto in discoteca, ha preferito fare inversione e tornare in paese. Verso le 3 è toccato ad un papà che andava a prendere la figlia: «Per carità ho paura di sbagliare». Il poliziotto: «Non si preoccupi, è un gioco intuitivo, se ci sono problemi proviamo tante volte finché basta».
Addio patente
Timori inutili, il papà è andato benissimo. Un po’ di tensione si è avuta con un giovane il cui «ok» per due volte è diventato giallo. Droga. Avrebbe dovuto fare la prova dell’urina ma ha cercato di rifiutarsi: «Non ci riesco». La Croce rossa lo ha fatto bere. Niente. Dopo due ore, verso le cinque si è arreso. E addio alla patente. Intanto le pattuglie hanno fermato un giovane marocchino: «Ha bevuto alcolici?» Risposta: «Sono musulmano» Il poliziotto: «Non abbiamo chiesto di che religione è, ci sono musulmani che si ubriacano e cattolici che uccidono». Improvvisamente un via vai di taxi. La voce si è sparsa. E qualcuno all’uscita della discoteca ha preferito non rischiare. E c’è stato anche chi è arrivato a piedi e si è offerto volontario: «Fatemi la prova così vedo se posso guidare». La polizia stradale: «Ecco, sono queste le cose che ci fanno piacere. Significa che la prevenzione funziona». Poi ci sono i trucchi. Ad esempio nel fine settimana c’è un’impennata di vendite nei distributori automatici di latte, perché si dice che il latte come il colluttorio «lava».
Scuse inutili
Albeggia, un trentenne «bollato» dal Deedee sta affrontando l’etilometro ma stringe i denti, per non fare passare l’aria. Il poliziotto sorride: «Non fare il furbo, tanto non funziona». Sono ingenue le bugie e le giustificazioni: «Soffro di asma» oppure: «Ho baciato la mia fidanzata che era un po’ “fatta” e la droga è passata a me». Ridono i poliziotti di Alessandria ma dicono: «Cerchiamo di capire il disagio perché ci vuole sempre rispetto». Sono le sei, è chiaro. Si ferma una Cinquecento e scende una signora che si rivolge ai poliziotti: «Ho finito di lavorare ora e volevo dirvi grazie. Ho un figlio di vent’anni. E’ arrivato nel locale e mi ha detto: «Mamma mi hanno fermato, io avevo bevuto un po’ ma guidava Alice. E’ andato tutto liscio, un poliziotto mi ha detto però di far controllare le gomme della macchina, come avrebbe fatto papà».
(*) Nota: chi non beve prima di guidare non si sente delinquente se gli chiedono di soffiare nell’etilometro.
Chi guida in stato di ebbrezza forse sì, e giustamente: infatti guidare ebbri è un reato penale, chi lo fa delinque, chi delinque è un delinquente.
LASTAMPA.IT
A CONFRONTO RICERCA "CENSIS" CON QUELLA DI "DEMOS & PI"
Criminalità e instabilità economica, queste le maggiori paure degli italiani
Quasi nove persone su dieci temono di essere vittime di reati e chiedono più polizia nelle strade. Timori anche per l'insicurezza del Paese
ROMA
A Spaventare gli italiani «più che criminalità e immigrazione sono l’instabilità del Paese e la mancanza del posto di lavoro, che viene giudicato un "grave" problema sociale da circa due cittadini su tre». Così Giuseppe Roma, direttore del Censis fa un confronto tra la ricerca "Indagine sul sentimento e sul significato di sicurezza in Italia", condotta da Demos & PI per la Fondazione Unipolis, la cui sintesi è stata appena pubblicata dal mensile "Safety & Security" ma risale al dicembre 2007, e il sondaggio condotto dal Censis per conto del "World Social Summit" - che si terrà a settembre organizzato dalla Fondazione Roma - in cui si legge che il 66% della popolazione considera grave il problema della disoccupazione nella propria città.
Ma ecco i dati a confronto. Dal check-up di "Demos & PI" emerge che in Italia ai primi posti della "sindrome dell’insicurezza" c’è la criminalità. Se nel 2005 l’80% di essi percepiva un suo aumento, nel 2007 superava l’88%. E su questo incremento pesa anche il binomio immigrazione-criminalità, tornato forte nella percezione del Paese, passato dal 37% del 2004 al 47% attuale. Inoltre il 55% arriva a condividere le severe misure prese dai sindaci di alcune città contro lavavetri e venditori irregolari. Nella stessa logica vanno le opinioni di quanti sostengono che i campi nomadi debbano essere sgomberati e basta, senza cercare soluzioni alternative. Secondo Giuseppe Roma è innegabile che «dietro la questione disoccupazione si catalizzino le ansie e le paure individuali di una società che ha visto negli ultimi anni accrescere i margini di incertezza e di rischio».
Anche se, secondo lo studio "Municipium", realizzato sempre a Luglio dal Censis ma questa volta con Rur (Rete Urbana delle rappresentanze), e dedicato a "I parametri sociali della città", si evince che soprattutto nelle grandi metropoli le paure degli italiani prendono forme nuove: prime tra tutte gli accampamenti abusivi di rom, che non sarebbero graditi dal 50% - percentuale che arriva al 71 nel caso degli abitanti di Roma - seguita a distanza dal timore degli ubriachi (59,3%) e della prostituzione (49,5%). Ma c’è di più: nel corso degli ultimi 3 anni quasi un terzo degli italiani avrebbe subito uno scippo o un borseggio. E anche in questo caso la quantità aumenta a dismisura nelle grandi città.
IL TEMPO (Frosinone)
Violenta rissa nella notte…
Andrea Tagliaferri
ALATRI Violenta rissa nella notte tra sabato e domenica a due passi da piazza S. Maria Maggiore ad Alatri. A scontrarsi, per l'ennesima volta, due schieramenti di immigrati, da una parte i romeni e dall'altra gli albanesi. In tutto circa una ventina di persone, che hanno iniziato a discutere per futili motivi davanti a un bar di viale Cesare Battisti, fomentati dall'alcol, e hanno finito per arrivare alle mani e non solo.
Sembra, infatti, che siano state rotte appositamente delle bottiglie di birra per poterle usare come armi da taglio durante lo scontro, tutti elementi al vaglio degli inquirenti. I fatti: era circa l'una e trenta quando una telefonata di un residente ha avvisato i carabinieri che era scoppiata una violenta lite, a quel punto una volante del Nucleo Radiomobile del maresciallo Tucciarelli si è recata sul posto e ha trovato l'inferno: una ventina di persone che se le davano di santa ragione e che alla vista dei militari si è dileguata nei vicoli della città; un ferito sanguinante per terra, una cerchia di persone che da lontano assisteva al fattaccio. A quel punto è scattato l'inseguimento e dei partecipanti alla rissa ne sono stati fermati cinque, tre di nazionalità romena e due di origine albanese, tra cui due già noti alle forze dell'ordine sia per rissa sia per reati più gravi. In particolare, gli arrestati sono P.G., 24enne albanese sempre immischiato in risse e accusato di tentato omicidio in passato, X.D. 20 anni albanese, A.H.M., romeno di 34anni, D.A.R. romeno di 31anni, arrestato già in occasione della tragica rissa con accoltellamento al Chiappitto mesi fa, e il ferito raccolto dal 118, T.N. romeno di 24 anni che è stato dapprima portato al San Benedetto. Tutti e cinque i ragazzi sono stati trasferiti in carcere ieri mattina e compariranno oggi davanti al giudice per la convalida dell'arresto per rissa aggravata.
ALICE.IT
INCIDENTI STRADALI/ IGLESIAS, FRONTALE TRA AUTO: AUTISTA UBRIACO
Un ferito grave. Poco più tardi altro scontro con due feriti
Roma, 27 lug. (Apcom) - Due denunce a piede libero, 4 feriti di cui uno grave, due macchine sequestrate e due patenti ritirate. Questo il bilancio di due diversi incidenti stradali avvenuti nella notte a Iglesias, in provincia di Cagliari. In entrambi i casa gli autisti delle vetture che hanno provocato gli scontri avevano un tasso alcolemico ben superiore ai limiti imposti dalla legge.
Il primo incidente è avvenuto alle 2.40, al km 53 della strada statale 130. I carabinieri di Iglesias hanno effettuato i rilievi: da una prima sommaria ricostruzione dei fatti l'Opel Corsa condotta da G.D. 31enne, con a bordo un amico, ha colliso frontalmente con la macchina di un giovane di Gonnesa che stava rientrando a casa. Le due autovetture sono andate quasi completamente distrutte e il passeggero dell'Opel è stato ricoverato presso l'ospedale Santa Barbara di Iglesias: per i vari traumi riportati gli sono stati dati 60 giorni di prognosi. Il guidatore, ferito lievemente, è risultato positivo al test dell'etilometro con un tasso alcolemico di 3,35 g/l., quasi da coma etilico ed è stato denunciato per guida in stato di ebrezza.
Poi, alle 3.30 sulla strada provinciale 2 in località Tallagoroga, i carabinieri della stessa compagnia sono intervenuti per un altro incidente stradale: una Mitsubishi Pajero condotta da W.C. 52enne, ha sbandato uscendo fuori strada. Sottoposto ad alcoltest l'uomo è stato trovato positivo con un tasso alcolemico di 1,21 g/l.: denunciato per guida in stato di ebbrezza alcoolica ha riportato traumi guaribili in 10 giorni, mentre l'amico che era con lui traumi guaribili in 30 giorni.
REPUBBLICA.IT
UBRIACO CAUSA INCIDENTE,ARRESTATO "FIGLIO" INDIANA JONES
L'attore americano Shia LaBeouf e' stato arrestato stamani nella contea di West Hollywood dopo aver causato un incidente d'auto guidando in stato d'ebbrezza. Il "figlio di Indiana Jones" si e' schiantato con il suo pickup in un'altra automobile, alla guida della quale c'era una donna, rimasta ferita e dimessa in giornata. LaBeouf, secondo quanto riferito dalla polizia, e' stato ricoverato in ospedale con una ferita alla mano. Nell'incidente e' rimasta ferita anche una donna seduta accanto all'attore. Lo sceriffo della stazione di West Hollywood ha riferito che LaBeouf e' stato trasportato in ambulanza al Cedars-Sinai medical centre per le cure del caso.
LA NAZIONE (Siena)
MOVIMENTATO EPISODIO
Donna ubriaca aggredisce i carabinieri
Un militare è ferito, lei è in manette
Una donna di 42 anni è stata arrestata dopo aver aggredito una pattuglia dei carabinieri. E’ accaduto in Valdelsa. I carabinieri erano stati chiamati per una rissa in un bar
Siena, 28 luglio 2008 - Una donna di 42 anni è stata arrestata dopo aver aggredito una pattuglia dei carabinieri. E’ accaduto a notte fonda in Valdelsa.
Sono le 1,30 quando gli uomini dell’Arma della compagnia di Poggibonsi vengono chiamati perché all’interno di un pub, ubicato nel centro di Colle, è in atto una rissa. I militari una volta giunti sul posto notano tre persone che discutono animatamente tra di loro e, successivamente, una di queste si scaglia contro una ragazza del locale.
I carabinieri intervengono, ma vengono prima minacciati dalla donna, W.A. originaria del Marocco e regolarmente domiciliata a Colle, e poi la stessa li colpisce con calci e pugni. Il tutto avviene sotto gli occhi di altri numerosi avventori del pub. I militari riescono a calmare la quarantenne poi accertano cosa accaduto prima del loro arrivo.
La straniera era andata al pub insieme a due suoi connazionali, un uomo ed una donna. Tutti e tre avevano già abbondantemente bevuto e avevano iniziato a dare fastidio agli altri clienti e ai dipendenti. La situazione rischiava da un momento all’altro di degenerare e per questo era stato chiesto l’intervento dei carabinieri.
Uno dei due militari colpito dalla donna ha riportato alcune lievi lesioni. E’ stato curato al pronto soccorso di Campostaggia e subito dopo dimesso. Guarirà in pochi giorni. Mentre per la quarantaduenne si sono aperte le porte del carcere di Sollicciano. E’ accusata di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
A breve comparirà davanti al giudice del nostro tribunale.
Cecilia Marzotti
IL TIRRENO
Lezione imparata: chi guida non beve
Sabato sera solo una persona positiva all’alcol su 60 controllate
Intensificati i controlli della Polizia stradale all’uscita dal casello
Il vicecomandante: «Tendenza positiva»
LIVORNO. Giovani saggi e sobri. Una bella notizia quella emersa dai controlli della Polizia stradale effettuati nel weekend: 60 controlli e una sola patente ritirata per guida in stato di ebbrezza. È quanto emerso dall’attività svolta dagli “angeli della strada” nella sola nottata di sabato mentre era in atto un controllo “anti strage”, all’uscita dal casello autostradale. I ragazzi sembrano dunque aver preso coscienza di quanto sia pericoloso guidare dopo aver bevuto troppo. «È un dato di fatto: il numero di ragazzi sobri alla guida è in aumento», dice Umberto Leonardini, vicecomandante provinciale della Polstrada.
Sabato notte al casello d’uscita dell’A 12 a Stagno la pattuglia della Polizia stradale ha lavorato tutta la notte per controllare soprattutto i giovani di ritorno dalle varie serate in discoteca, soprattutto dalla Versilia, dove peraltro, a Lido di Camaiore, era in corso la notte bianca. Lì tanti livornesi si sono riversati per trascorrere la serata e molti di loro al rientro sono incappati nella paletta degli uomini della Stradale. Sessanta conducenti sono stato controllati e sottoposti ad alcol test e solo uno è risultato positivo, con un valore inferiore a 1.50 (il limite consentito dalla legge è 0.50 grammi di alcol per litro di sangue). Gli altri 59, nonostante la “notte brava”, erano perfettamente sobri.
«Questo è un dato oggettivo inconfutabile, che riguarda tutta la provincia, e che ci fa molto piacere - fa notare Leonardini - Si tratta di una tendenza emersa dai nostri controlli delle ultime settimane. I giovani si organizzano in modo tale da far guidare chi ha preso solo acqua o analcolici, mentre gli altri bevono di tutto, già sapendo però di non doversi mettere al volante».
Infatti, come accertato dagli agenti della Polstrada, nella maggior parte delle automobili fermate c’erano dei gruppetti di giovani, molti dei quali “allegrotti” a causa della notevole quantità di alcol ingerita. Tuttavia, erano tutti passeggeri. «Ci siamo messi d’accordo all’inizio della serata: chi guida non beve - hanno detto alcuni ragazzi ai poliziotti - Si fa a turno: la prossima volta si cambia giro e chi ha fatto il sacrificio stasera potrà bere, ma eviterà di guidare».
La Polizia stradale, in questi fine settimana estivi, ha intensificato i controlli su tutto il territorio provinciale proprio per scongiurare il rischio di incidenti dovuti alla guida in preda all’alcol. E per ora la situazione sembra sotto controllo.
Lara Loreti
TERNINRETE.IT
ALCOLISMO, ESPLODE ANCHE A TERNI IL FENOMENO DEL “BINGE DRINKING”
I giovani ternani, soprattutto i minorenni, riprendono i modelli anglosassoni dei week-end allo sballo abusando di sostanze alcoliche lontano dagli orari dei pasti.
Esplode il fenomeno del “binge drinking”: i giovani ternani riprendono il modello anglosassone dell'ubriacatura concentrata in singole occasioni. Se fino al 2000 la diffusione del consumo di alcol mostrava un trend sostanzialmente stabile basato sul modello tradizionale all'italiana, ossia quello del buon bicchiere di vino a pasto, oggi, a seguito dell'introduzione di nuovi modelli comportamentali provenienti dal Nord Europa, il consumo di alcolici ha subìto un'impennata considerevole soprattutto tra i giovani, di età compresa fra i 14 e i 18 anni, e le donne. "Si beve di più e in modo sostanzialmente diverso rispetto a trent’anni fa (*) - spiega Mario Puccelloro, responsabile dei Club degli Alcolisti in trattamento -. “Il problema dell'abuso di sostanze alcoliche sta diventando sempre più complesso e articolato. Il tradizionale consumo di vino ha ceduto il passo all’abuso di birra e cocktail vari. Inoltre, l’età media degli alcolisti si è abbassata notevolmente. Già a 13/14 anni i ragazzi cominciano ad abusare di alcolici lontano dai pasti e a distruggersi nel week-end”. E Mirena Angeli, responsabile del Dipartimento di alcologia dell’Asl 4 aggiunge: “I comportamenti enfatizzati dai giovani, rintracciabili anche tra la popolazione più adulta e spesso tra gli stessi genitori, rappresentano fattori di rischio per la salute. L'abuso di alcol, infatti, determina spesso l'aumento di insorgenza di patologie alcol correlate, quali la cirrosi epatica, le malattie croniche del fegato, le malattie cardiovascolari, alcuni tumori oltre a notevoli danni indiretti (incidenti stradali o disagio sociale)”. Solo nel corso dell'ultimo anno il bilancio totale dei ricoveri per patologie alcol-correlate presso l'ospedale Santa Maria è stato di 169 casi di cui 36 ricoveri per abuso o dipendenza da alcol (27 uomini e 9 donne) e 133 per cirrosi e epatite alcolica (101 uomini e 32 donne). Il dato, che a primo impatto potrebbe apparire non allarmante rispetto al totale della popolazione, è, tuttavia, da considerarsi tale rispetto alla diffusione del fenomeno dell’alcolismo. Nel corso dell'ultimo anno, la popolazione affetta da problemi di dipendenza o abuso da alcolici è notevolmente incrementata. I dati in possesso dell’Unità operativa di alcologia dell'Asl4, suddivisa nei dipartimenti di Terni, Narni e Orvieto, lo confermano. Solo nel corso dell'ultimo anno, si è passati dai 631 contatti del 2006 (306 casi a Terni e 325 a Narni) ai 796 del 2007 ( Terni 333, Narni 420 e Orvieto 43). Inoltre, è aumentato anche il numero di famiglie che fanno parte dei Club degli alcolisti in trattamento. In particolare, ad oggi si contano circa 12 club, ubicati tra Terni e provincia, ciascuno dei quali accoglie circa una decine di famiglie (per un bilancio complessivo di 100 persone al mese) all’interno delle quali vi è un componente affetto da alcol dipendenze.
Eleonora Stentella
(*) Nota: tutti i dati mostrano che non è così: trent’anni fa in Italia si beveva molto, molto di più, e i problemi
alcol correlati erano ben maggiori. Oggi non sono cresciuti né i consumi né i problemi: è cresciuta la consapevolezza.
Il fatto che più persone e famiglie arrivino ai servizi - del pubblico e del privato sociale - ne è una conseguenza: non sono aumentati i problemi, sono migliorati i servizi che sempre più riescono a riconoscere i problemi, e ad offrire delle risposte.
MARKETPRESS.INFO
CALICI DI STELLE. IL MOVIMENTO TURISMO DEL VINO E LE CITTÀ DEL VINO DANNO APPUNTAMENTO A TUTTI GLI ENO-APPASSIONATI NEI CENTRI STORICI E NELLE PIÙ BELLE PIAZZE ITALIANE
Nella notte delle stelle cadenti, saranno migliaia gli enoturisti che alzeranno gli occhi al cielo a contare le scie luminose, assaporando aromi e profumi di un buon bicchiere di vino. (*) Il 10 agosto torna, infatti, Calici di Stelle, il tradizionale appuntamento estivo firmato dal Movimento Turismo del Vino e dalle Città del Vino. Nei centri storici, nelle più belle piazze delle tante Città del Vino di tutta Italia e nelle prestigiose cantine associate MTV, aperte in notturna per l’occasione, gli appassionati del buon bere potranno degustare i migliori vini italiani, abbinati ai prodotti tipici di qualità, espressione del patrimonio locale di ogni regione che ospita l’evento (per i dettagli del programma: www.Movimentoturismovino.It ; www.Cittadelvino.It ). “Calici di Stelle sarà l’appuntamento estivo per eccellenza che ci farà brindare alla qualità del vino italiano - dichiara la Presidente del Movimento Turismo del Vino, Chiara Lungarotti - Le molteplici iniziative messe in campo dai Comuni e dalle cantine darà modo ai tanti turisti di arricchire la propria vacanza con la conoscenza delle migliori produzioni vinicole e, quindi, di portarsi a casa un ricordo ancor più bello e duraturo”. Le stelle cadenti, dunque, rinsaldano romanticamente lo straordinario connubio fra vino e arte, che vede, accanto alle degustazioni guidate da abili sommelier e famosi enologi italiani, una ricca serie di iniziative - concerti, cortei storici, performances teatrali e giochi pirici - che allieteranno piacevolmente i tanti turisti italiani e stranieri che scelgono un nuovo concetto di vacanza estiva alla scoperta delle città d’arte. “Calici di Stelle è la più grande festa all´aperto - sottolinea Valentino Valentini Presidente delle Città del Vino, l´associazione dei Comuni a più alta vocazione vitivinicola d´Italia - che anima le piazze e i centri storici di centinaia di Città del Vino in tutta Italia e che coinvolge migliaia di turisti ed eno-appassionati in una notte dedicata al mondo del vino e alla sua promozione, con una formula originale e divertente che sta alla base del successo consolidato della manifestazione”. Durante Calici di Stelle saranno resi noti i nomi dei vincitori di “Un Giorno diVerso”, il concorso indetto in occasione di Cantine Aperte e sponsorizzato da Negroni, che ha visto l’invio di oltre 800 sms, brevi poesie ispirate al piacere e l’amore per il buon vino. Ai vincitori, decretati da una giuria di esperti, saranno offerti un week end in una cantina con struttura ricettiva e una fornitura di prodotti Negroni.
(*) : Nota: se per quella notte è facile prevedere un aumento del consumo alcolico, anche in chi poi giuida, è bene per quella notte incentivare i controlli con gli etilometri sulle nostre strade.
ITALIA OGGI
Business piemontese
Scajola sblocca affari per 150 milioni.
Il ministro allo sviluppo economico vara due maxi-contratti
Scajola firma due contratti di programma e sblocca 150 mln di investimenti in Piemonte. Due giorni fa, il ministero allo sviluppo economico ha siglato due contratti con due consorzi piemontesi: il Consorzio agroindustriale aree svantaggiate piemontesi e il Consorzio sviluppo agroindustriale piemontese. I contratti prevedono piani di investimento sul territorio della regione per il miglioramento della filiera agroalimentare e avranno una forte ricaduta sull’occupazione e sull’attività di oltre 6 mila aziende agricole. Interessano 47 imprese agroalimentari della regione, tra cui marchi di prestigio e di fama internazionale, per un totale di circa 150 milioni di euro di cui 45 di incentivo con un onere per la finanza pubblica di circa 45 mln di euro (37,25 a carico dello stato e 7,38 a carico della regione Piemonte). Sono 47 le imprese firmatarie.
Eccole: Antica Casa Vinicola Scarpa, Azienda Agricola Carla Chiono, Azienda Agricola Negro Angelo e figli di Giovanni Negro, Artigiana Dolciaria Porello, Brero F.lli Giuseppe e Maurizio, Cantine dei Marchesi di Barolo, Cantine Volpi, Capetta I.VI.P., Casa Vinicola Morando, Cascina Doria, Cavallo F.lli Salumificio, Ceretto Aziende Vitivinicole, Consorzio Agrario Provinciale di Alessandria, Consorzio per la tutela dell’Asti, Davide Campari Milano, Fattorie Osella, Fratelli Martini Secondo Luigi, Fratelli Saclà, Fres. Co., Gaia, Geovita Functional Ingredients, Giordano Vini, Giulio Cocchi Spumanti, Giuso Guido, Global Cibo, Ida, La Toledana di Martini Gianni Enrico Piero & C., Manfredi Aldo & C., Molini Dongiovanni, Monge & C., Panella Francesco D.l., Pico Maccario, Pio Cesare, Renato Ratti di Pietro Ratti & C., Ricagno Paolo D.l., Ricagno Stefano D.l., Riseria Giuseppe Martinotti, Riseria Giuseppe Viuzzo & C., Rolando Dante D.l., Saiagricola, Scarpa Poderi Bricchi di Castelrocchero e Mirano, S.P., Tenuta Carretta, Tenute Neirano, Vercelli spa, Vigne Regali, Vifia Lanata.
ITALIA OGGI
E dall’Ue arrivano 7,9 milioni
Per 5 progetti
Ue ha approvato il cofinanziamento al 50% di 31 progetti che coinvolgeranno 16 stati, per un budget di 92,4 mln. Per l’Italia, l’Ue ha stanziato quasi 7,9 mln. Serviranno a finanziare cinque progetti di promozione di prodotti agricoli nazionali di durata triennale, promossi dal Consorzio Prosciutto di Parma e dal Consorzio Parmigiano Reggiano, con un costo totale di 3mln; uno dall’Organizzazione interprofessionale ortofrutta, per 3,8 mln; due dall’Unione Italiana vini e dall’istituto valorizzazione salumi italiani, per un costo di 3,3 mln; tre dall’Unaprol Consorzio olivicolo italiano, per 3,4 mln; quattro riguardanti il vino, promossi dall’Ati per 2,3 mln.
LA STAMPA
Le discoteche e i locali ignorano tutti il divieto di vendita dopo le 2
IL CENTRO
buon vino, senza esagerare
GAZZETTA DI PARMA
Al volante ubriaco: auto sotto sequestro
IL GIORNO (Milano)
Zio ubriaco al volante fa manovra e investe la nipotina e sua mamma
IL RESTO DEL CARLINO (Cesena)
Schianto mortale contro un platano
Ragazzi ubriachi in discoteca: guai per loro e il proprietario
LA NAZIONE (Umbria)
Ubriachi alla guida, via 8 patenti Sequestrate un'auto e una moto
LA PROVINCIA DI CREMONA
Ubriaco, sfascia l'auto dei carabinieri: arrestato
GIORNALE DI BRESCIA
Ubriachi al volante: 13 in meno



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