Rassegna stampa del 14/06/2009

Al link http://www.youtube.com/watch?v=zlAhtpv01HU trovate un interessante confronto di opinioni tra un rappresentante FIPE e un rappresentante dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada.
Chi vuole può inserire note e commenti su questa pagina, io l’ho già fatto (occorre registrarsi a youtube).

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RICEVIAMO E MOLTO VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
Per la prima volta in assoluto in Italia, e chissà forse nel mondo, nel prestigioso contesto della fase finale nazionale Under 16 di pallamano svoltasi a Salerno dal 03/06 al 07/06 u. s. , una squadra si è presentata con uno slogan di alto valore sociale qual è lo slogan "Sport libero da alcol" anzichè con lo sponsor di marche famose, magari di birra od altro. Le ragazze hanno indossato le magliette ed il cappellini, realizzate dal Servizio Alcologia ASL di Pescara con il contributo di Roberto Garzarella, con autentico entusiasmo, un chiaro messaggio ai giovani affinchè facciano sport e non si avvicinino all' alcol, la cui somministrazione è vietata ai minori di anni 16 in base alla normativa vigente. Concludendo, le ragazze hanno raggiunto anche un ottimo risultato sportivo aggiudicandosi la medaglia di bronzo nella finale nazionale, dopo la fortissime compagini di Cassano Magnago (VA) e Mezzocorona (TN), rispettivamente prima e seconda, ma hanno stravinto col loro impegno sociale nella lotta all' alcolismo giovanile.
Roberto Garzarella.


ANSA

SCONTRO TRA AUTO, 3 MORTI. L'INVESTITORE ERA UBRIACO
ROSSANO (COSENZA) - Il conducente della vettura che all'alba ha travolto sei persone che erano scese dalle loro auto dopo un incidente, uccidendone tre e ferendo le altre, è stato arrestato per omicidio colposo plurimo dalla polizia stradale. L'uomo, Natale Aloe, di 50 anni, di Rossano, secondo quanto si è appreso, infatti, è risultato positivo alla prova alcolimetrica. L'uomo è già stato portato nel carcere di Rossano.
Secondo una prima ricostruzione fatta dalla polizia stradale di Rossano, la Punto era condotta da Francesco Pietrafitta, di 20 anni. A bordo si trovavano anche Dario De Luca (20), Luigi Casciaro (19), e A.P. Sull'altra auto, un'Audi, condotta da F.C., parente di Vincenzo Ciliberti (44), viaggiavano altri due uomini, L.B. e N.L.. Le due auto, per cause che non sono state ancora accertate, si sono scontrate frontalmente. L'urto, tuttavia, non è stato violento e gli otto sono rimasti illesi. Dopo l'incidente sono scesi tutti dalle vetture per verificare i danni, quando sul posto è sopraggiunta la Bma condotta da Aloe che li ha investiti. Sul posto sono giunti le ambulanze del 118 e gli agenti della polizia stradale. ogni soccorso, però è stato inutile per Pietrafitta, De Luca e Ciliberti. Gli agenti della polstrada hanno subito sottoposto ad esame alcolimetrico Aloe che, secondo quanto è stato riferito, è risultato essere ubriaco. A quel punto è scattato l'arresto. (*)

(*) Nota: guardate le età di alcuni tra i protagonisti della cronaca nera alcol correlata di oggi: 50 anni, 49 anni, 61 anni, 62 anni, 59 anni, 50 anni. Due giorni fa abbiamo riportato la notizia della signora di 91 anni che guidava contromano in stato di ebbrezza.
Bisogna uscire dall’errore di chi considera i problemi alcol correlati una prerogativa dei giovani.
Di conseguenza, non basta mettersi con le pattuglie fuori dalle discoteche, ma bisogna mettersi anche fuori dalle trattorie: bisogna estendere i controlli con gli etilometri a tutti i giorni della settimana, anche nelle ore diurne, per fermare anche tutte le persone non giovani che guidano in stato di ebbrezza.
Mi vengono alla mente tutte quelle persone con gravi problemi di alcol che la mattina si svegliano in crisi di astinenza, e poi escono in auto a fare il giro dei primi bar che aprono. Questi non vengono quasi mai fermati, perché a quell’ora non ci sono pattuglie in giro.
Le Forze dell’Ordine vanno sostenute, anche economicamente, e messe in grado di operare su questo fronte.
Alla fine dei conti, per lo Stato, non sarà una spesa, ma un risparmio.

IL SECOLO XIX (tratto da “EMERGENZA ALCOLISMO)
Cade dalla moto: è in coma
Un ubriaco ha provocato l’incidente.
La donna, una nota commerciante spezzina, è ricoverata al San Martino
SEMBRAVA una caduta di poco conto. Certo, marito e moglie se l’erano vista brutta perchè quell’auto davanti a loro sembrava impazzita: aveva invaso la loro corsia e stava andando contro il loro scooter. Lui, all’ultimo momento era riuscito - sterzando - ad evitare il devastante impatto, non la caduta. Si era alzato quasi subito e anche la moglie non sembrava avesse riportato grossi danni. Invece una nota commerciante Alessandra La Tegola, 54 anni, si trova adesso ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale San Martino di Genova. E’ in coma.
L’incidente è avvenuto poco prima delle 17.30 lungo via Sarzana, all’altezza della rotatoria per il cimitero dei Boschetti. Una Renault Twingo condotta da uno spezzino di 49 anni stava percorrendo la vecchia Aurelia diretto verso Migliarina quando ha iniziato una manovra, come se volesse imboccare la parte proibita della rotatoria. Proprio in quel momento, dalla direzione opposta, stava sopraggiungendo uno scooter Suzuki. Alla guida un uomo di 54 anni, seduta dietro la moglie, anche lei cinquantaquattrenne.
Dopo la caduta sono scattati subito i soccorsi. Sul posto è arrivata un’ambulanza della Croce Rossa con l’automedica del 118 e la sezione infortunistica dei vigili urbani. Le condizioni di Alessandra la Tegola sono subito peggiorate, mentre il marito aveva riportato solo contusioni di poco conto. La donna è stata trasportata al pronto soccorso e sottoposta alla Tac e ad altri esami radiologici che, purtroppo, hanno rivelato un profondo trauma commotivo alla testa per la frattura dell’osso parietale, oltre ad altre ferite nel resto del corpo. Era gravissima, tanto che la respirazione è stata facilitata dalle macchine, come pure è stata intubata per preservare altre funzioni vitali. Si è reso necessario il trasferimento a Genova. Purtroppo a complicare la situazione il fatto che l’elicottero Drago dei vigili del fuoco fosse impegnato a Savona nel soccorso di un ragazzo di 17 anni elitrasportato a Pavia dopo un incidente stradale. Non appena terminato questo intervento,Drago è stato dirottato verso Spezia. E’ atterrato presso l’elisuperficie della caserma dei pompieri dell’Antoniana dove nel frattempo - grazie ad un’ambulanza attrezzata - la commerciante era stata condotta. Poi il nuovo decollo e l’arrivo al san Martino dopo una ventina di minuti. Adesso la donna è ricoverata nel reparto di terapia intensiva. Le sue condizioni sono critiche.
Nel frattempo la sezione infortunistica dei vigili urbani aveva effettuato i rilievi del sinistro, ricostruendo la dinamica. E, soprattutto, aveva effettuato l’alcol test sul conducente della Renault Twingo, che è risultato positivo. L’uomo, uno spezzino di 49 anni, aveva superato di quasi quattro volte il limite massimo di alcol consentito. E’ stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e gli è stata ritirata la patente. A questa denuncia seguirà quella, ben più grave, di lesioni colpose, sperando che a Genova tutto vada bene.
Alessandra La tegola è una commerciante molto nota in città. La sua famiglia ha da anni un avviatissimo negozio di tessuti in via Roma che ha “vestito” mezza Spezia.

EMERGENZA ALCOLISMO
Da L’Unione Sarda
Valledoria, passeggero ucciso: per il conducente arresti domiciliari
E' la prima volta che nella provincia di Sassari viene inflitta la pena dell'arresto (anche se si tratta dei domiciliari) per un incidente stradale. Il destinatario del provvedimento, Antonio Tedde, 61 anni, era ubriaco quando è uscito fuori strada causando la morte del passeggero.
Guidava in stato di ebbrezza ed era uscito fuori strada, causando la morte del passeggero che gli viaggiava accanto. Ieri pomeriggio i carabinieri di Valledoria hanno bussato alla porta di Armando Tedde, 61 anni, per eseguire l'ordinanza di arresti domiciliari per omicidio colposo. E' la prima volta in provincia che vengono comminati gli arresti per un incidente stradale: la Procura intende dare un giro di vite alle stragi sulla strada causate dall'alcol.

IL TIRRENO del 14 giugno 2009
L’incidente di Nugola: sequestrata l’auto finita nel fosso
Il conducente era ubriaco
LIVORNO. Aveva alzato troppo il gomito l’uomo che venerdì notte, alle 1.15, è uscito fuori strada sulla provinciale delle Sorgenti, all’altezza del bivio per Nugola. F.N., 62 anni residente in via Terracini, è rimasto incastrato nella sua Mercedes C 200, che è finita nel fosso rimanendo in verticale.
Un passante ha visto l’auto fuori strada, s’è fermato, ha udito i lamenti di una persona e così ha dato l’allarme ai carabinieri del Nucleo radiomobile, che sono subito intervenuti sul posto con un’ambulanza.
F.N. ha fratture alle costole, ferite e contusioni e per guarire impiegherà almeno 30 giorni. Al momento del soccorso era dolorante e molto confuso. Così i militari hanno deciso di sottoporlo ad alcoltest, che ha dato un risultato decisamente positivo: alla seconda prova il sessantaduenne aveva addirittura 2.14 (il limite è fissato a 0.50). (*)
A quel punto per lui sono scattati tutti i provvedimenti del caso e cioè denuncia per guida in stato di ebbrezza, ritiro della patente e anche sequestro del mezzo, essendo il livello di alcol nel sangue superiore a 1.50.
F.N. è stato quindi portato in ospedale, ma per liberarlo sono dovuti intervenire i vigili del fuoco con un mezzo speciale. I pompieri hanno lavorato a lungo per liberarlo, per poi consegnarlo ai soccorritori

(*) Nota: l’alcoltest va fatto sempre, a tutti i conducenti coinvolti in ogni incidente.

IL TIRRENO del 13 giugno 2009
Suicidio fallito per la sbronza
Si addormenta vicino al mare con pesi da sub alla cintura
MONTECATINI. Un uomo di 59 anni, residente a Montecatini, l’altra notte aveva deciso di suicidarsi gettandosi nelle acque sotto il pontile di Forte dei Marmi. Per darsi forza si è ubriacato a forza di vodka, ma la sua fortuna è stata quella di essersi addormentato a terra vicino al pontile, vinto dall’alcol.
È stato notato dagli agenti di una volante della polizia completamente ubriaco: i poliziotti si sono subito resi conto delle sue condizioni e sono riusciti a fatica a svegliarlo.
L’uomo ha raccontato agli agenti che voleva raggiungere il mare per gettarsi in acqua e farla finita: i poliziotti si sono resi conto che diceva la verità quando, in seguito a una rapida perquisizione, si sono resi conto che sotto gli abiti l’uomo indossava una cintura da subacqueo con i pesi da tre chili per andare più velocemente a fondo.
Mai una sbronza quindi fu più provvidenziale. Lo stato di alterazione alcolica ha permesso agli agenti che lo hanno trovato sul pontile di salvargli la vita. Se avesse mantenuto un minimo di condizione forse avrebbe messo in pratica il suo gesto. (*)
Dai primi accertamenti è emerso che il montecatinese aveva alle spalle una serie di tormentate vicende personali che lo hanno portato alla decisione estrema di farla finita.
Con un’ambulanza inviata dal 118 è stato poi trasferito al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, dove è stato ricoverato per accertamenti.
R.L.

(*) Nota: è la solita questione dell’uovo e della gallina.
Forse il suo gesto era motivato proprio da sofferenze conseguenti al suo bere.

IL TIRRENO del 14 giugno 2009
Valori 8 volte il consentito
Si schianta in preda all’alcol
CASTEL DEL PIANO. Se non è da record assoluto, è quantomeno da podio: in una immaginaria (e assai poco virtuosa) classifica dell’etilometro in provincia di Grosseto, il 50enne castelpianese che l’altra notte ha combinato un po’ di disastri con la sua auto merita senz’altro un posto ai vertici.
Nel suo sangue, infatti, i carabinieri della stazione di Castel del Piano hanno rilevato una percentuale di alcol di 3,88 mlg/litro, vale a dire quasi 8 volte più del limite massimo consentito dalla legge (0,50), l’equivalente - per capirsi - di una bevuta da più di due litri di vino.
L’uomo, peraltro già noto alle forze dell’ordine amiatine per vari precedenti di polizia, alla guida della sua Fiat Panda l’altra notte è andato a schiantarsi contro un’auto di lusso parcheggiata nella zona di piazza Guarnieri Carducci, nel centro di Castel del Piano.
Ha fatto tutto da solo, ma per come era messo è stata una cosa quasi... normale.
I carabinieri, giunti sul posto per i rilievi, lo hanno trovato lì, con il suo “carico” di alcol in corpo. Inevitabili denuncia, ritiro della patente e sequestro della Panda, poi ci sarà il conto dei gravi danni alla malcapitata vettura in sosta.
Sempre nella stessa nottata, ma stavolta ad Arcidosso, i carabinieri del Nucleo radiomobile della compagnia amiatina hanno pizzicato un giovane di Abbadia San Salvatore che guidava una potente motocicletta anche lui reduce da una sonora bevuta: 1,60 mlg/litro all’etilometro, quanto basta per affrontare un po’ troppo allegramente le tortuose curve della montagna fra Grossetano e Senese.
Per il ragazzo - 24 anni - la solita trafila, dalla denuncia penale al sequestro del mezzo.

VIRGILIO.IT
Incidenti stradali/ Avellino, ubriaco alla guida: 8 i feriti
Elevata velocità e alcol le cause dello scontro tra due auto
Alcol e alta velocità, sono queste le cause di un grave incidente stradale avvenuto nella notte nell'avellinese e che ha provocato il ferimento di 8 persone. La guida in stato di ebbrezza per abuso di alcool - spiega infatti una nota dei carabinieri del comando di Avellino, impegnati nei controlli sulle strade - è stata la causa di un grave incidente stradale nella notte tra Montella e Cassano che ha coinvolto 9 persone. A seguito del violento impatto, causato, come accertato dai carabinieri intervenuti sul posto, assieme a personale del 118, sia dall'elevata velocità a cui procedevano i due veicoli, ma soprattutto dall'elevato tasso alcolemico riscontrato in uno dei due conducenti, sono rimaste ferite con prognosi variabili dai 3 ai 20 giorni, salvo complicazioni, otto dei nove occupanti delle due auto, di cui una, guidata dalla persona risultata ubriaca, di grossa cilindrata. In seguito ai numerosi incidenti stradali durante i fine settimana, i militari hanno infatti effettuato numerosi servizi di prevenzione finalizzati al contrasto della guida sotto l'effetto di droga e alcool, con posti di controllo e verifiche con l'etilometro effettuati vicino ai locali maggiormente frequentati dai giovani in Alta Irpinia. Nel corso di tali verifiche - spiegano i militari - sono stati denunciati alcuni giovani, di età compresa 20 ed i 35 anni, che sono stati sorpresi alla guida delle proprie autovetture spesso di grossa cilindrata dopo aver abusato di alcool e denunciati in stato di libertà. "Allarmanti" i risultati dell'accertamento effettuato: in alcuni casi, sono stati registrati valori alcolemici fino a quattro/cinque volte superiore al massimo consentito, e non sono mancati, riferiscono i carabinieri, episodi in cui, i giovani controllati, hanno dato in escandescenza. In un caso, un giovane ha addirittura colpito il parabrezza della propria macchina riducendolo in frantumi. In tutti i casi, le auto sono state sottoposte a sequestro preventivo e successiva a confisca in favore dello Stato. Sono state ritirate 5 patenti, elevate contravvenzioni per un importo complessivo di oltre 5.000 euro agli automobilisti e di oltre 3500 euro nei confronti di alcuni esercenti di locali pubblici che non avevano rispettato l'orario di chiusura.

ANSA
ALCOL, ROCK E BOTTE: CARABINIERI MALMENATI A MERANO
(di Roberto Tomasi)
BOLZANO - Botte da orbi a una festa musicale rock a Merano, cittadina termale normalmente tranquillissima, con sei carabinieri che hanno dovuto ricorrere alle cure dei medici. Tre ragazzi sono stati arrestati. Tutto è successo attorno a mezzanotte: la musica a tutto volume, centinaia di giovani e giovanissimi che ballavano all' Open Air Festival allestito in un campo sportivo ai margini dell'abitato, a metà tra la festa campestre e l'happening musicale. La gente presente era parecchia, anche perché molti erano andati per festeggiare l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze. Tra la folla c'é anche un giovanotto già conosciuto ai carabinieri. Una pattuglia arriva, i militari vedono il ragazzo che cerca di eclissarsi inosservato. I carabinieri gli intimano di fermarsi per un normale controllo e improvvisamente scoppia il putiferio. I carabinieri vengono accerchiati, chiamano i rinforzi, i vetri di una gazzella finiscono in frantumi, come quelli di una secondo vettura dell'Arma. Ma non sono solo le auto a subire i danni della furia della folla, scatenatasi anche per i fiumi di birra e di altre bevande consumati al ritmo della musica rock: alcune divise vengono ridotte in brandelli, sei carabinieri finiscono all'ospedale con lividi e contusioni per i quali debbono farsi medicare dai sanitari. Nessuno di loro, per fortuna, ha riportato lesioni serie, se la caveranno ciascuno con una settimana. La maxi-rissa è stata sedata parecchio tempo dopo, con l'arrivo di ulteriori rinforzi, vigili urbani della città di Merano ed altri carabinieri giunti a sirene spiegate da Bolzano.
Al termine della notte brava tre ragazzi sono finiti in manette, accusati di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, ubriachezza molesta. I tre - di età compresa tra i 18 ed i 26 anni - dovranno ora spiegare al magistrato le ragioni della rivolta, favorita certamente dal consumo di alcol, un fenomeno parecchio diffuso anche tra i giovani in Alto Adige, dove quasi ogni fine settimana qualche ragazzo finisce all'ospedale in coma etilico perché il fisico non ha retto. Proprio oggi i giornali locali pubblicano le foto di ragazzi delle medie superiori intenti a bere birra e vino alla mattina, per festeggiare nella maniera peggiore l'inizio delle vacanze scolastiche.

CORRIERE ALTO ADIGE
Festa di fine anno La linea morbida funziona a metà. Volo in ritardo, suspence per la band
Abuso di alcol, raffica di malori
School’s out, grande lavoro per il 118. Controlli negli zaini
BOLZANO — School’s out 2009, un successo di pubblico con i soliti problemi. Pur senza arrivare agli eccessi alcolici di alcune edizioni del passato, anche ieri la grande festa di fine anno scolastico ha visto una raffica di ricoveri per ebbrezza: al momento di andare in stampa, erano già più di dieci i ragazzi portati al pronto soccorso dagli uomini del 118 («I ragazzi erano fuori dall’area del concerto» precisano però gli organizzatori).
Quest’anno la strategia era puntare sul dialogo. Dopo che nell’edizione 2006 si erano avuti problemi dovuti alla presenza di giovani ubriachi nell'area intorno alla fiera di Bolzano, la Provincia aveva deciso di proibire la vendita di alcolici all’interno dell'area del concerto. Pessima idea, che aveva scatenato una festa alcolica nei parcheggi intorno alla fiera, con i bagagliai delle auto pieni di bevande di ogni tipo e l’area del concerto che si riempiva solo per lo show finale della star internazionale, senza che il personale potesse controllare. «Molti eccedevano proprio in risposta al divieto» dice un giovane della Croce bianca. Quest’anno la Provincia infatti ha deciso per una via di mezzo: sì alla birra dentro l'area del concerto, ma no ai superalcolici che le forze dell'ordine avevano il compito di cercare in zaini e borse dei ragazzi. Poco dopo le 19, oltre cinque ore dopo l’inizio del concerto, l'afflusso dei ragazzi procedeva tranquillamente. Qualche gruppetto alcolico si notava, ma erano pochi gruppi e isolati. «Un anno fa a quest'ora lungo il muro esterno della fiera c'erano già decine di ragazzi ubriachi — dice un agente di polizia —. Quest'anno va molto
meglio». Certo, School's out non è un raduno di astemi, infatti alle 21,30 il 118 annunciava di aver trasportato all’ospedale una decina di ragazzi che avevano ecceduto. Il grosso del pubblico è arrivato dopo le 20,30, quando erano attesi i gruppi locali più popolari e i Mando Diao. Willy Vontavon, uno degli organizzatori, si leva un sasso dalla scarpa e poi rivela un imprevisto: «Vorrei sapere cosa facevano a 20 anni tutti quelli che adesso fanno i moralisti. Piuttosto sono preoccupato per i Mando Diao, che arrivano direttamente dalla Svezia. Il loro volo è in ritardo». Alla fine però andrà tutto bene: Bjorn Dixgard e gli altri alle 23.10 salgono regolarmente sul palco davanti a loro oltre 2000 ragazzi. Prima di loro 13 band altoatesine, fra questi i 4 Twenty, reduci dal secondo posto all’International live awards di Vienna, dove il 1 maggio si sono piazzati al secondo posto fra mille band provenienti da tutto il centro Europa.
Damiano Vezzosi

IL GAZZETTINO (Vicenza)
Alcolisti anonimi, 30 anni
Oggi, alle 9, al teatro del patronato Leone XIII, in via Vittorio Veneto a Vicenza, in occasione del trentennale dell’associazione nel Veneto, promuove una tavola rotonda su "L’alcolismo... l’alcolista".

L’ARENA di Verona
Convegno sui rischi per abuso di alcol
Oggi nel teatro San Martino si terrà una conferenza sul tema “Siamo veramente sinceri con noi stessi?", organizzata dal club Associazione alcolisti in trattamento di Povegliano, con il patrocinio del Comune. Alle 9,30 inizio dei lavori e presentazione della guida del club; a seguire sviluppo del tema della giornata, dibattito e testimonianze delle famiglie, interventi di autorità e premiazioni, alle 13 pranzo sociale. La prevenzione dell’alcol è stata trattata dagli alunni delle medie in un progetto promosso dalla Regione Veneto e gestito dall’Acat.
Dai dati raccolti è emerso che le vittime in Italia causate direttamente o indirettamente dall’alcol sono oltre 30mila. Questa piaga è una delle maggiori emergenze sanitarie nelle società occidentali e riguarda indifferentemente maschi e femmine di ogni età e classe sociale. L’alcol è la droga più diffusa tra i giovani perché costa poco, è reperibile ovunque e in qualsiasi momento, aiuta a superare problemi di relazione e di identità e a vincere la noia e la solitudine. Tra le conseguenze dell’alcol ci sono la dipendenza, malattie fisiche e mentali ed anche la morte.
Le conclusioni del lavoro e le riflessioni sono state illustrate nel consiglio comunale aperto.
GI.BO.

LA PROVINCIA DI VARESE
come un incubo
Cinque anni di abusi sulla figlia
«Noi in Cina facciamo così»
Il padre costringeva la ragazzina a toccarlo: alla fine lei ha chiesto aiuto a scuola
La mamma, picchiata di continuo dal marito, era incapace di opporsi
BUSTO ARSIZIO «In Cina si fa così». Queste le parole di un padre che padre proprio non è: da cinque anni abusava sessualmente della figlia minorenne dicendole che era tutto lecito. Tutto secondo una tradizione cinese che l'uomo si era inventato: in Cina, infatti, non esiste nulla che legittimi l'incesto. Eppure lui, 45 anni, alcolizzato dalla mano pesante con le donne di casa, le raccontava queste storie per poterla toccare e accarezzare senza che la ragazza emettesse un fiato.
L'uomo è stato arrestato nei giorni scorsi dalla polizia di Busto Arsizio: l'accusa a suo carico è pesantissima, ovvero violenza sessuale ai danni della figlia. Che dal 2004 ad oggi, ovvero per cinque anni, non ha mai avuto pace in quella che, invece, avrebbe dovuto essere una casa. L'orrore, alla fine, è emerso grazie agli insegnanti della ragazzina che, compiuti 17 anni, ha trovato il coraggio, forse anche grazie alla maturità raggiunta troppo precocemente, di raccontare a scuola quanto il padre le faceva quasi ogni giorno. E i docenti hanno immediatamente allertato la polizia bustese che vanta una squadra ad hoc per reati sessuali anche contro minori con Silvia Nanni, una donna, in prima linea contro questi abusi.
La polizia ha quindi ascoltato la ragazza: cinque anni da incubo, con il padre ubriaco che quasi ogni sera, da quando lei aveva 12 anni, entrava in camera della ragazza e la toccava e si faceva toccare senza mai, così pare, consumare con lei un rapporto completo. Una violenza inaudita, quotidiana, ancora peggiore in quanto consumata da un familiare entro le mura domestiche. Ogni notte il padre ubriaco entrava nella stanza della ragazzina toccandola e pretendendo da lei carezze ugualmente audaci; e ogni notte alla bambina (poi divenuta adolescente) veniva raccontata la stessa storia: secondo una tradizione cinese inventata dal presunto padre pedofilo, in Cina l'educazione “sessuale” delle figlie femmine spettava proprio al padre. E per l'uomo sarebbe forse stata questione di tempo: prima o poi avrebbe chiesto, con la scusa di una tradizione fasulla, un rapporto completo alla figlia ormai adolescente.
E' stata la ragazzina a dire basta: la madre, succube del marito, veniva regolarmente picchiata dall'uomo che poi si appartava con la figlia. Con nessuno a difenderla la giovane si è rivolta ai professori che hanno allertato la polizia. Il quarantacinquenne è stato ammanettato e condotto in carcere: la ragazzina ha già confermato cinque anni di violenze davanti alla polizia, la madre avrebbe invece raccontato dei pestaggi. Per due donne si tratta della fine di un incubo: madre e figlia, forse, potranno oggi ritrovarsi rinforzate dalla macchina giudiziaria che ha tolto da casa l'orco cattivo.

L’ADIGE
Chi ha un marito (o una moglie)…
Chi ha un marito (o una moglie) che fa uso di sostanze stupefacenti o tracanna troppi bicchieri di alcol metta in conto - oltre agli immaginabili e dolorosi problemi di relazione nella vita di coppia - anche qualche inconveniente più pratico, ma altrettanto spiacevole, come quello di rimanere a piedi. Ne sa qualcosa la moglie di una persona con problemi di tossicodipendenza fermata per un controllo dalle forze dell'ordine e sorpresa a guidare sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. In questi casi la normativa prevede il sequestro preventivo del mezzo finalizzato alla confisca (provvedimento analogo è peraltro applicato laddove il tasso alcolico dell'automobilista superi l'1,50, ovvero sia tre volte oltre il limite consentito). La signora sperava di conservare la disponibilità del mezzo, non essendo l'autrice della violazione: l'automobile era infatti intestata a lei e non al marito. Ma proprio in qualità di consorte - dunque ben conoscendo i vizi del compagno - la signora non avrebbe dovuto consentirgli di mettersi alla guida del veicolo. Protagonista della vicenda una coppia trentina. In marzo, mentre l'uomo si trovava alla guida di una Peugeot 308, intestata alla moglie ed acquistata solo un paio di anni prima, è incappato in un posto di controllo nei pressi di Garniga. Per il conducente è scattata la denuncia per guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti (articolo 187 del codice della strada) ed il mezzo è stato sequestrato. In caso di condanna definitiva l'automobile verrà confiscata e finirà all'asta. La difesa ha impugnato il provvedimento della procura e presentato ricorso al Tribunale del riesame, chiedendo il dissequestro del veicolo: la Peugeot - questa la tesi difensiva - era intestata alla moglie, dunque ad una persona estranea al reato. Ma i giudici hanno accolto la tesi del pubblico ministero Giuseppe De Benedetto e respinto l'istanza. Due, in sostanza, le argomentazioni giuridiche. La prima riguarda il regime patrimoniale dei coniugi, che avevano la comunione dei beni: l'automobile era dunque nella disponibilità di entrambi, in comproprietà. Alla luce del rapporto di convivenza, inoltre, la signora era a conoscenza dei problemi del marito e della sua tossicodipendenza. Una consapevolezza che avrebbe dovuto indurla a non lasciare che il marito si mettesse al volante della Peugeot. Insomma, un comportamento colposo per omesso controllo del coniuge. Una curiosità, infine. Alcuni mesi fa un automobilista era finito a processo per la quarta volta per guida in stato di ebbrezza. In quel caso, nonostante la condanna per essere stato pizzicato al volante della Volvo della moglie con un tasso alcolico di 2,7 - l'uomo aveva «salvato» il veicolo dalla confisca. Motivo? All'epoca del fatto la moglie era in vacanza, dunque non era nelle condizioni di controllare il marito evitando che guidasse la Volvo.
F. P.

IL TIRRENO del 13 giugno 2009
La Baviera? In Valdera con la festa della birra
Per 10 giorni l’area del mercato si trasforma in un angolo di Germania. Tante le iniziative Lo scorso anno ci furono 30 mila persone
PONTEDERA. Una decina di giorni a tutta birra, per assaporare la fresca bevanda in ogni sua sfumatura. E per gustare il cibo tipico bavarese e lasciarsi coinvolgere dalle tradizioni, dalla cultura e dal folcklore tedesco. Torna nell’area mercato di Pontedera la 3ª edizione del Baviera Fest. Dal 18 al 28 giugno, dalle 19 alle 24 in programma atmosfere stile Oktober fest, all’insegna della grande birreria di Ingolstadt, città dalla storia inconfondibile. Qui, il duca di Baviera Guglielmo IV emanò nel 1516 il famoso decreto sulla purezza della birra che voleva la bevanda composta esclusivamente da malto, luppolo, acqua e lievito. All’insegna della genuinità dunque anche la bionda che sarà servita in questa zona della città, trasformata per l’occasione in angolo teutonico in miniatura. «Sarà proposta la Tradition - spiega l’organizzatore Stefano Nari - una bevanda dal medio grado alcolico, non pastorizzata». Ma non sarà solamente un elogio della birra. «Vogliamo che i nostri clienti più numerosi siano le famiglie - continua Nari - in continuità con le passate edizioni. L’anno scorso abbiamo ospitato 30mila persone, giovani, meno giovani e tanti bambini a cui è dedicato anche un piatto speciale». Il menù delle serate allora non lascerà scampo. Stinco di maiale, affettati e formaggi bavaresi, salsicce di Norimberga accompagnati da crauti o patatine fritte tanto per cominciare. Brezl, pane salato, gigante, tipico di quella regione e strudel per togliersi l’ultimo sfizio. Renderanno poi la manifestazione ancora più magica e accogliente il mercatino artigianale e le varie attrazioni inedite, tutte dedicate ai più piccoli, del lunapark. E ogni sera suonerà una tipica orchestra tedesca, con vestiti e strumenti caratteristici. «Il Baviera Fest - conclude il sindaco Simone Millozzi - apre ufficialmente la stagione estiva pontederese e come amministrazione siamo felici del riscontro e dell’affluenza di pubblico che l’evento ha avuto, segno anche della buona capacità del territorio di offrire servizi e di accogliere l’utenza». L’appuntamento con la Baviera potrebbe aprire le porte a un gemellaggio, nel 2010, col comune di Ingolstadt.
Paola Silvi

CORRIERE DI SIENA
Addio al celibato alcolico non sfugge all’etilometro.
Una notte al posto di controllo della Polizia Stradale.
Ha svuotato la sua Golf Volkswagen, togliendo ogni oggetto lentamente, disperato perchè consapevole di cosa stava accadendo. Se ne è andato con un cartone pieno di tutte quelle cose che solitamente si dimenticano nel portabagagli. La sua macchina, quasi nuova e bella lucida, è stata confiscata e in pratica non è più di sua proprietà. Dopo il processo sarà venduta all’asta.
Addio al celibato
Per un trentacinquenne della provincia di Firenze è stata questa la conclusione di una serata trascorsa in un night senese con gli amici, per festeggiare un addio al celibato. Brindisi dopo brindisi, si è messo alla guida in stato di ebbrezza ed è incappato in uno dei controlli della polizia Stradale. Non pensava che la sua “leggerezza” potesse costargli così cara e potesse creargli così tanti problemi nella vita. Come non aveva valutato che mettersi alla guida in quello stato potesse essere pericoloso per sè e per gli altri.
Posto di controllo
Passare una nottata in compagnia della Stradale durante un posto di controllo per il contrasto della guida in stato ebbrezza, lascia il segno. E, soprattutto, fa vedere in una nuova ottica il comportamento da tenere a tavola e nelle serate con gli amici. Mezzanotte Il posto di controllo è in via Fiorentina. Gli agenti fermano tutte le auto ed i motorini che passano, in entrambi i sensi di marcia. Al conducente chiedono le generalità e porgono il “precursore”, l’apparecchio per fare una prima “scrematura” e individuare chi è nei limiti e chi no. Due i modelli: una specie di torcia gialla verso la quale soffiare e che dà la sola indicazione del negativo o positivo, o un dispositivo con boccaglio sterile che fornisce, indicativamente, anche il tasso alcolemico. Se è inferiore a 0,50, un “grazie” e l’auto riparte. Se è superiore il conducente viene invitato a sottoporsi all’etilometro fisso, con due misurazioni a distanza di cinque minuti, che rilascia lo scontrino della misurazione.
Tanti 0,00
Quasi trecento auto vengono fermate nel corso delle quattro ore di controllo. Moltissime sono ragazze e la maggior parte riparte dopo un tranquillizzante 0,00. Qualcuno ha i valori appena alterati. Con 0,24 riparte soddisfatta una giovane che ha bevuto solo un mohito, con 0,31 una ragazza che ammette di aver bevuto due bicchieri e mezzo di vino a cena. Un ragazzo arriva da Colle Val d’Elsa, è stato ad una cena di partito e può ripartire dopo aver registrato un regolare 0,38. Il comandante “L’Italia ha una delle normative più permissive - spiega il dirigente Riccardo Patumi - ma in gran parte del resto dell’Europa il limite è 0,20, come d’altronde è la proposta di legge che dovrebbe essere presto introdotta”. E, in questo caso, anche bere un solo bicchiere di vino, farà rischiare di incappare nella giustizia. Alle 3 La strada è quasi deserta, ma chi passa a quest’ora è più facile che sia reduce da una serata divertente, termine che per molti è sinonimo di “consumo di alcool”. Qualcuno cerca di evitare il controllo e all’ultimo momento svolta come se volesse entrare al distributore per fare rifornimento. Un trucco che non riesce. Una ragazza ha un valore di 0,49, e se ne può andare dopo essersi presa una gran paura. Due ragazzi di Colle, che stanno tornando a casa dopo “una serata in centro a Siena a bere”, salvano l’auto dalla confisca solo perchè è intestata alla madre. Hanno 21 anni, e sono così ubriachi che si addormentano in macchina in attesa degli amici che stanno arrivando da Poggibonsi per portarli a casa
Susanna Guarino

CORRIERE.IT
DI CHE COSA SI PARLA NEL FORUM
L'andropausa
E' un fenomeno molto diverso dalla menopausa femminile
L’andropausa o padam (partial androgenic deficiency ageing male) incide in maniera significativa sulla sessualità maschile e quindi sulla qualità della vita non solo dell’uomo ma anche della coppia. Letteralmente significa arresto o diminuzione della produzione degli ormoni androgeni. Mentre nella donna la menopausa avviene in maniera brusca, nell’uomo l’andropausa procede gradualmente con diminuzione della produzione androgena ed un precoce invecchiamento dell’apparato genitale maschile. Va considerato inoltre un fisiologico (modesto) calo della sessualità che sopravviene negli anni a cui vanno associate malattie croniche (cardiovascolari,neurologiche e sistemiche) o il loro trattamento terapeutico; disordini alimentari,effetti negativi del fumo o dell’alcool che potenziano in negativo l’andropausa stessa e portano progressivamente ad una severa demotivazione sessuale.
La diagnosi viene fatta eseguendo il dosaggio ormonale degli androgeni:tra questi il più importante è il testosterone libero (che è quello biologicamente attivo e rappresenta il 20%), mentre il testosterone totale è legato ad una proteina (80%). Sui 40 anni il testosterone libero diminuisce dell’1.2% l’anno mentre la parte coniugata tende ad aumentare.
Nell’uomo c’è un ritmo di produzione circadiano nel senso che il top di testosterone si ha al mattino e il più basso alla sera. L’andropausa interessa il maschio nella sua completezza con una sintomatologia non solo legata alla sfera genitale.
Infatti i primi sintomi sono la perdita di tono, diminuzione dell’entusiasmo nella vita e nel lavoro,stanchezza che possono sfociare in depressione. L’uomo in andropausa spesso pessimista, di cattivo umore reagisce meno ai normali stress della vita, si fa problemi per tutto, diventa più suscettibile facilmente aumenta di peso e tende a femminilizzarsi per aumento dell’adipe a livello coscie, addome per l’azione degli estrogeni. E’ presente una maggior fatica (fisica-muscolare,ma soprattutto intellettuale), possono essere presenti alterazioni del sonno e della memoria e l’insorgere a volte della sensazione di angoscia e disagio ingiustificato nei confronti dei normali eventi della vita.
I disturbi della sessualità in andropausa sono dovuti alla progressiva perdita del desiderio verso le donne in genere, diventando sessualmente «sereno» e tranquillo per la graduale scomparsa delle pulsioni sessuali. Insufficienza ormonale androgena induce una indifferenza cerebrale agli stimoli erotici per cui le erezioni diventano meno frequenti necessitando di maggior tempo nel raggiungere l’erezione completa, che a volte può non essere pienamente valida o presentare instabilità. La fase refrattaria (il tempo che intercorre tra una eiaculazione e la successiva erezione) diventa più lunga. I disturbi della eiaculazione vanno dalla riduzione del volume eiaculato alla assenza dell’orgasmo. A volte l’andropausa è secondaria all’assunzione di farmaci che bloccano l’effetto degli androgeni a livello del loro recettore quali: gli antiulcera,gli antidepressivi,gli ansiolitici. L’alcoolismo riduce costantemente la quantità di testosterone prodotta dai testicoli. L’indicazione terapeutica per l’andropausa va dall’utilizzo di testosterone o di gonadotopine se il PSA è nella norma, allo stile di vita evitando il più possibile attività sedentaria e gli effetti negativi del fumo e dell’alcool. Possono essere associati prodotti naturali ad azione antiossidante come la vitamina E,oppure dilatatori naturali quali il ginko-biloba.

VIRGILIO.IT
Roma, risse e botte nella notte:16 arresti
Diversi interventi, due denunciati per lesioni aggravate
Sedici persone arrestate per reati che vanno dalla rissa aggravata, alle lesioni aggravate. E' il bilancio degli interventi dei carabinieri per sedare alcune risse scoppiate nella notte a Roma. I carabinieri del Nucleo Radiomobile della capitale sono dovuti intervenire con diverse autoradio nei pressi di un locale notturno, di via dell'Umiltà, in pieno centro, dove alcuni residenti avevano segnalato una rissa in atto tra diversi giovani. All'arrivo dei militari nove romani di età compresa tra i 28 e i 35 anni, in evidente stato di ebbrezza, per futili motivi si stavano colpendo con calci e pugni. Sono stati arrestati per rissa aggravata in concorso e lesioni personali. Riportata la calma quattro di loro sono stati accompagnati al pronto soccorso dell'Ospedale Santo Spirito per essere medicati, mentre gli altri sono stati accompagnati in caserma. Poco dopo nei pressi di ponte Lanciani sempre i carabinieri del Nucleo Radiomobile nel corso di un controllo alla circolazione stradale sono stati aggrediti da 4 romeni di età compresa tra i 24 e i 34 anni, tutti in evidente stato d'ebbrezza, pregiudicati, domiciliati al campo nomadi di via del Baiardo. I militari con l'aiuto di altre autoradio inviate in appoggio, li hanno arrestati per resistenza, minaccia e lesioni a Pubblico Ufficiale. Altri due romani di 33 e 34 anni, pregiudicati, sono stati denunciati dai Carabinieri della Compagnia Piazza Dante, perché responsabili di lesioni personali aggravate e minacce in concorso. In via Cassia altri tre romeni di 37, 42 e 52 anni, pregiudicati, operai, sono stati arrestati per rissa dai Carabinieri della Stazione La Storta. Il 52enne e il 42enne visitati dai sanitari dell'Ospedale Villa San Pietro sono stati medicati e dimessi, rispettivamente con 20 e 5 giorni di prognosi. Tutti gli arrestati sono stati trattenuti nelle rispettive caserme in attesa di essere processati con rito direttissimo.

IL TIRRENO del 13 giugno 2009
Guida sicura, più controlli
Abuso di alcol: in 6 anni accertamenti raddoppiati
MONTECATINI. Si è tenuta ieri alle terme Regina la conferenza nazionale dei presidenti delle Commissioni mediche locali, denominate Cml, che si occupano di valutare l’idoneità psico-fisica alla guida di soggetti portatori di patologie, e di conducenti scoperti dalle forze dell’ordine alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe: dal 2003 ad oggi, gli accertamenti sono più che raddoppiati e il trend è in continuo aumento.
Le criticità maggiori, infatti, sono rappresentate, da una parte, dall’abuso di alcol, un abuso sempre più diffuso. (*)
Se è più rilevante fra i giovani, è comunque presente in tutte le fasce d’età. L’altra criticità è data dall’invecchiamento della popolazione che comporta parallelamente un aumento delle patologie tipiche dell’anziano, molte delle quali inabilitanti alla guida.
Il risultato di tutto questo è che gli accertamenti, come detto, sono più che raddoppiati. Nella provincia di Pistoia siamo passati dai 2.200 accertamenti del 2003 agli oltre 5.000 del 2008. Un aumento sensibile del dato.
La conferenza, organizzata dal dipartimento prevenzione dell’Usl pistoiese e dalla presidente della Cml della Provincia di Pistoia, Raffaella Giannini, è giunta quest’anno alla seconda edizione.
«Lo scopo principale dell’iniziativa - ha detto Giannini - è quello di omogeneizzare le procedure di accertamento per l’idoneità alla guida, ma è anche l’occasione per farsi promotori a livello del governo centrale delle istanze e delle criticità rilevate dai professionisti del settore».
Alla conferenza erano presenti, oltre al direttore generale dell’Usl, Alessandro Scarafuggi, e ai presidenti delle commissioni mediche locali di tutta Italia, anche alcologi, psichiatri, psicologi, rappresentanti delle forze dell’ordine. Autorevole in questo senso l’adesione del prefetto Antonio Recchioni, e di altri professionisti e operatori che collaborano con le commissioni.

(*) Nota: è vero il contrario, stanno diminuendo le persone che guidano dopo aver bevuto. Sono i controlli ad essere finalmente aumentati, anche se purtroppo sono organizzati quasi esclusivamente nelle ore notturne. Quando verranno estesi a tutte le ore del giorno, si scoprirà che non è affatto vero che il fenomeno è più rilevante nei giovani.

LA NAZIONE
GUIDA IN STATO DI EBBREZZA
Tredici patenti ritirate in una notte
Quattrocento persone fermate e sottoposte ad alcol test: a tredici di queste è stata ritirata la patente e un veicolo è stato confiscato. Tutto in una sola notte. E' opera della polizia stradale senese, impegnata nei controlli per la sicurezza stradale principalmente in località Stellino
Siena, 13 giugno 2009 - Tredici patenti in una notte. Le ha ritirate la polizia stradale di Siena per guida in stato di ebbrezza. Un veicolo è anche stato confiscato. I controlli per la sicurezza stradale hanno coinvolto 400 guidatori, tutti identificati e sottoposti ad alcol test. "Un impegno significativo'', sottolinea la questura perché in un mese la polizia stradale di Siena compie mediamente 500 controlli del tasso alcolemico e le patenti ritirate, in 30 giorni, sono solitamente 14-15.
I controlli sono avvenuti principalmente in località Stellino, a Siena, e al casello autostradale della A1 di Valdichiana. Complessivamente sono stati impegnati 10 agenti. Secondo la questura, con l' aumento dei controlli è diminuita la percentuale dei guidatori che si mette al volante dopo aver bevuto: era del 3% nel 2008, mentre nei primi mesi del 2009 e' del 2.5%.

CORRIERE DEL VENETO
Mozzecane L’uomo, un ghanese, fermato dai carabinieri grazie all’aiuto dei cittadini e del nuovo sindaco
Ubriaco prende a pugni un bambino al parco
MOZZECANE — Lo ha fatto senza neanche conoscerlo. Senza neanche avere un motivo, se mai può esserci un motivo per tirare un pugno a un bambino. Era ubriaco, Yaw Kumah, 36 anni, ghanese irregolare quando l'altra sera ha colpito in piena faccia con un cazzotto, un bimbo di 8 anni di origini marocchine che con alcuni amici stava giocando nel parco giochi della frazione San Zeno del paese.
Una scena alla quale hanno assistito varie persone, tra le quali anche il neo eletto sindaco di Mozzecane, Thomas Piccinini. Lui e altri che erano presenti in quel momento hanno chiamato i carabinieri e cercato di bloccare il ghanese. Per tutta risposta l'uomo ha preso un coltello, dal tavolo di una trattoria vicina al parco giochi, li ha minacciati brandendolo ed è scappato in bicicletta.
Sul posto è arrivata una pattuglia del nucleo radiomobile della compagnia di Villafranca che, grazie alle indicazioni date da Piccinini e dalle altre persone, ha rintracciato il ghanese sulla strada che porta a Quaderni. Il 36enne ha cercato di scappare e ha aggredito i militari con il coltello.
Nella colluttazione il brigadiere a capo dell'equipaggio è rimasto lievemente ferito alla mano sinistra.
I carabinieri sono comunque riusciti a bloccarlo e ad arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Il bambino, intanto è stato portato in ospedale ed è stato guaribile in pochi giorni per trauma allo zigomo sinistro. Il padre ha sporto denuncia per lesioni.
L’arresto del ghanese è stato convalidato e rimarrà a Montorio fino all’udienza fissata per il 18 giugno.

L’ARENA di Verona
CONVALIDA. L’ aggressione in via Chioda
«Avevo bevuto», ma il nigeriano resta in carcere
Raphael Olu si è scusato e ha dato la sua versione
Resta in carcere e a Montorio attenderà che l’iter giudiziario a suo carico si concluda. Arresto convalidato e mantenimento della misura di custodia per Raphael Olu, il cittadino originario della Nigeria accusato di rapina. Nel corso della convalida al gip Isabella Cesari ha detto che ricordava poco di quel che era accaduto in via Chioda, nell’appartamento in cui si era introdotto per rubare.
«Non volevo fare del male a nessuno, ho reagito perchè hanno cercato di fermarmi, se non si fossero svegliati avrei rubato qualcosa e me ne sarei andato ma non volevo fare del male ai proprietari». Raphael Olu si è scusato, ha ammesso di aver bevuto e di aver reagito ma ha negato di essere entrato nell’appartamento con l’intenzione di fare del male a qualcuno. Assistito dall’avvocato Giuseppe Gobbi al magistrato ha confermato che non ha un posto dove vivere ma a pesare sia sulla veridicità della versione che su eventuali misure alternative sono le modalità attuate il 10 giugno poichè nella casa alle Golosine, tre notti fa, era entrato forzando la porta del garage interrato e dopo avere preso un saldatore era salito nell’appartamento. La padrona di casa sentendo dei rumori si era alzata ma lui l’ha costretta a tornare in camera. Un calcio al marito e poi quella frase: «State buoni o vi taglio la gola». Si è fatto consegnare soldi (in tutto 278 euro), cellulari e un mp3. Poi ha chiuso tutti in una stanza e si è allontanato. L’allarme e l’arrivo delle Volanti ha bloccato la fuga: lo hanno trovato dietro ad una siepe.

CORRIERE DI COMO
Venditore di rose extracomunitario aggredito di notte da due ragazzini
(a.bam.) Un blitz da “Arancia meccanica”. Cinque minuti di violenza cieca e immotivata. Nella notte tra giovedì e venerdì una coppia di ragazzini ubriachi ha preso di mira un ambulante di rose, terrorizzandolo, picchiandolo e rovinandogli la merce da vendere. (*)
Tutto è accaduto in pochi minuti, attorno alle 2 di notte, nei dintorni di piazza Verdi. Due ragazzi, molto giovani, ben vestiti, iniziano – probabilmente in preda all’alcol – a fare baccano. Tengono in mano una bottiglia trasparente, sembra vodka. Lanciano i cavalletti che delimitano le piante, giocano con i cartelli di divieto di sosta sistemati vicino al cantiere di piazza Verdi. Poi, d’improvviso, l’aggressione. Passa un giovane venditore ambulante extracomunitario, con rose e altre chincaglierie. Lo prendono di mira. Lo inseguono. Lo buttano a terra, lo prendono a calci, gli fanno cadere le rose e le calpestano.
L’extracomunitario tenta di scappare, ma i due lo bloccano e sparpagliano la merce che ha ancora con sé, braccialetti e pendagli. Poi sentono arrivare un’auto e fuggono.

(*) Nota: http://www.prato.linux.it/~lmasetti/antiwarsongs/canzone.php?id=9331&lang=it

L’ADIGE
Se i produttori di vino piangono…
Se i produttori di vino piangono non è che i loro successori nella filiera dell'uva se la ridano poi molto. Anche per il settore della grappa la situazione è tutt'altro che rosea. «In generale non è un grande momento» conferma Giuseppe Bertagnolli, presidente dell'Istituto trentino della grappa. Il calo registrato negli ultimi tempi fa segnare la doppia cifra: meno dieci per cento. «E pensare che in nostro è comunque un prodotto di nicchia, che sta tenendo meglio rispetto ad altri. Per altro l'anno prossimo nel nostro settore la crisi si sentirà ancora di più». A fare da parziale scudo alle produzioni che escono dagli alambicchi trentini il fatto che la nostra è l'unica grappa certificata in Italia. «Eppoi noi ci salviamo con i turisti, sempre propensi all'idea di conservare una bottiglia di grappa come ricordo delle vacanze in montagna». Ad aggravare la crisi mondiale anche gli effetti delle leggi sempre più restrittive in termini di sicurezza. Con il limite alcolico posto a 0,5 milligrammi per litro ormai quasi nessuno al ristorante ordina più la grappa a fine pasto. Bertagnolli ammette che la questione è pesante ma non fa polemica. «I controlli li fanno in tutta Europa. Non possiamo certo andare contro queste disposizioni. Quella che va cambiata è la cultura: chi beve deve farsi portare a casa in taxi, e questi devono avere tariffe più abbordabili. (*) La nostra filosofia è quella del "bere bene" e in casa. La vera preoccupazione riguarda una certa politica che vuole boicottare e cambiare la nostra cultura enogastronomica».

(*) Nota: i rischi relativi alla guida sono solo uno tra i molti problemi conseguenti al consumo di bevande alcoliche. Il problema non si risolve con i taxi, ma cambiando la nostra cultura enogastronomica. Come dice subito più avanti nell’articolo Giuseppe Bertagnolli, questo è il punto, e infatti questa è la preoccupazione dei produttori.

IL TIRRENO del 14 giugno 2009
Locale pieno, stop ai cocktail per evitare multe
I bar devono avere personale esterno per controllare i clienti
Ci sono difficoltà da superare per questo regolamento dei pubblici esercizi: i gestori sono caricati di un eccesso di ruolo
LUCCA. C’è un modo per evitare multe per schiamazzi o consumo di «alimenti e bevande» fuori dai locali. Per il Comune, i titolari dei pubblici esercizi devono dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il disturbo alla quiete pubblica: devono avere persone a controllare che i clienti mangino e bevano nell’area di pertinenza del locale; devono smettere di servire quando il locale è pieno, sia fuori che dentro.
Solo quando si sono organizzati in questo modo e i rimedi anti-schiamazzi si sono rivelati inefficaci, allora i gestori dei bar sono autorizzati a chiamare la forza pubblica, vigili in primo luogo. Questo, in sostanza, è quanto la pubblica amministrazione comunica a una ventina di imprenditori intervenuti al confronto diretto sul nuovo regolamento dei pubblici esercizi. Una riunione che si è chiusa con un rinvio della discussione (e forse delle decisioni) a martedì. In questi giorni, così, le categorie avranno modo di formulare controproposte e osservazioni che ci saranno di sicuro perché, come ammette Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti, «ci sono difficoltà da superare su questo regolamento». E i problemi, precisa, riguardano proprio l’articolo sulle sanzioni previste in caso di problemi per il disturbo alla quiete pubblica.
«Il fatto - esordisce Pasquini - è che il Comune chiede al gestore una serie di impegni complessi, visto che pretende il controllo sul cliente dopo che è avvenuta la somministrazione. È vero che il Comune precisa che l’applicazione delle sanzioni è una questione di interpretazione del regolamento, ma questa interpretazione è legata alla capacità degli imprenditori di mettere in atto comportamenti che non lo rendano responsabile di eventuali problemi che si creino quando i ragazzi consumano il cocktail fuori dall’area in concessione al locale». Questi comportamenti - conferma Pasquini - coincidono con il posizionamento di personale all’esterno del bar per controllare i clienti, con la decisione di interrompere la somministrazione di alimenti e bevande quando i clienti affollano sia l’interno che l’esterno del locale e con il chiamare la forza pubblica. Per Pasquini, sono molte le controindicazioni di questi comportamenti: intanto il personale addetto al controllo del cliente non ha alcun potere reale per imporre a una persona di spostarsi a consumare dentro il perimetro in concessione al locale; in secondo luogo, se anche può cessare la somministrazione, non cessa «la vendita da asporto. Questa vendita, comporta che il cliente prenda il prodotto confezionato (una bottiglia chiusa, una lattina sigillata) ma una volta effettuata il titolare del bar non può dire al cliente di non bere in una piazza. Perciò - insiste Pasquini - i comportamenti suggeriti dall’amministrazione gravano di un eccesso di ruolo il gestore del locale». Il quale - prosegue il direttore di Confesercenti - sarebbe costretto ad accollarsi l’onere di contenere «il fenomeno dell’aggregazione, sempre più spostato verso l’esterno: su questo, semmai, il Comune si dovrebbe interrogare». (*)
Tutto questo, però - assicura Pasquini - non significa che le categorie non vogliano collaborare: «Solo che vogliamo farci carico di quello che ci compete. Ad esempio garantire che da mezzanotte all’una non ci siano schiamazzi nei locali. Oltre mi sembra difficile andare».
L’importante, però - sottolineano le categorie - alla fine è non lasciare troppo spazio all’interpretazione, per non scivolare nell’arbitro. «Il problema dell’interpretazione - osserva Benedetto Stefani, presidente dei ristoratori Ascom - è che l’interpretazione della norma non deve portare il Comune ad avere atteggiamenti repressivi nei confronti dei gestori. Anzi. L’Ascom è consapevole della necessità di trovare un punto di equilibrio con i residenti, tanto da invitare tutti i comitati a farsi avanti e a partecipare alle riunioni dell’associazione. Ma gli interessi dei due gruppi - imprenditori e residenti - devono coesistere, senza sopraffazioni».
Ilaria Bonuccelli

(*) Nota: molto spesso gli avventori dei locali, soprattutto in inverno, decidono di rimanere fuori dal locale per poter fumare.

IL GAZZETTINO (Venezia)
A Santa Margherita i residenti si lamentano del rumore, ma tra Erbaria e campo bella Vienna è una questione di igiene e decoro. E gli esercenti corrono ai ripari
Sicurezza, i bar di Rialto si pagano le guardie
Dopo le esternazioni dei residenti di campo Santa Margherita, che, senza demonizzare musica e aggregazioni giovanili, chiedono solo il rispetto delle normative e un minor fracasso musicale, torna alla ribalta la situazione di Rialto. Dove il problema non è tanto il rumore, ma l’igiene e il decoro, con ubriachi, bottiglie rotte, deiezioni, frastuono fino all'alba.
L’area realtina, di sera, si divide in tre distinte zone: campo Bella Vienna, campo San Giacometo ed Erbaria, il lembo che si affaccia sul Canal Grande. La sorpresa del venerdì sera sono i body guard, la vigilanza privata che i gestori dei bar si accollano per rendere sicuri i loro esercizi e le zone a loro limitrofe. Ci sono, ad esemoio, al bar “Al Muro” e al ristorantino “Ancòra”. Sono gli stessi gestori a presidiare i territori: campo Bella Vienna è guardato a vista da “Il Muro”, fino all'una e trenta di notte. I ragazzi del bar spazzano il plateatico prima di chiudere, la musica è ad alto volume all'interno del locale, ma decisamente inesistente a pochi metri dalla porta, custodita dalla sorveglianza. «Ci arrabbiamo se qualcuno fa confusione o rompe bicchieri e bottiglie - raccontano i gestori - Purtroppo dobbiamo rilevare la grande maleducazione dei giovani veneziani, che rappresentano i gruppi più numerosi. C'era una gelateria che ci rubava senza licenza il mestiere, ma esistono tuttora bar di mescita senza bagno, aperti fino alle 2 di notte. Così gli avventori vanno ad orinare ovunque. L'aggregazione è fenomeno positivo, ma non può rivelarsi fastidiosa. Basterebbe che dopo la nostra chiusura comparisse una divisa, come deterrente al chiasso ed poco decoro verrebbe subito risolto, nonché il pericolo di spaccio di stupefacenti, cosa normale quando si ritrovano molti ragazzi».
Ma chi, dopo le 23, vende alcolici e bottiglie in barba alle ordinanze comunali (ce n’è una del sindaco che vieta la vendita di alcolici da asporto dopo le 21)? C’è ad esempio un chiosco in campo Bella Vienna, che offre dolciumi, ma che in un secchio contiene e commercia lattine e bottiglie di birra e di vino. Più in là, all'imbocco del sottoportico che conduce al tribunale, una bancarella offre frutta e verdura, ma anche le stesse lattine e bottiglie. Entrambi i chioschi chiudono verso le 2, quando ormai la frittata è fatta e numerosi giovani si abbeverano “a canna” da bottiglie di vetro.
Il "popolo della notte" giungono verso mezzanotte in campo San Giacometo: alcuni portano voluminosi bonghi ed iniziano a suonare mentre gli altri bevono, ballano, gridano, si stordiscono, aspettando la chiusura dei locali per spostarsi in Erbaria, dopo che i clienti seduti ai tavolini in “canalasso” se ne sono andati. Qui si assiste a ubriacature, al lancio di bottiglie sui muri, alla comparsa di bottiglie di superalcolici, ai bisogni fisiologici espletati in calle dell'Aranzeria o più in là, verso la base del ponte di Rialto, alle lattine gettate qui e là. «Ogni tanto assistiamo a risse fra ubriachi - testimoniano i gestori del ristorante Ancòra, posto a mezzo fra campo San Giacometo e l'Erbaria, come il Bancogiro - anche noi ci salvaguardiamo con la vigilanza privata. Ci sono serate in cui i giovani arrivano portando un carretto con batterie da macchina per diffondere dagli amplificatori ed al alto volume musiche da cd fino all'alba. Noi creiamo in Erbaria una situazione di pregio ed un servizio per i clienti come avviene in tutte le città artistiche d'Europa; non vogliamo sentirci imputati di essere fautori di quel che avviene nell'area dopo la chiusura degli esercizi. Basterebbe un controllo da parte della polizia municipale o dalle forze dell'ordine». Intanto, verso l'una, la musica dei bonghi viene contrastata da quanto viene diffuso da una sorta di mini discobar, a mezzo del sottoportego del Banco Giro. I bassi fanno tremare le budella, ma tutto è festa, sballo, incontro. Alle 3 i giovani iniziano a disperdersi, a rientrare a casa. Restano gli ubriachi, devastati e stesi negli anfratti.
Tullio Cardona

IL GAZZETTINO (Venezia)
È talmente ubriaca che…
(m.a.) È talmente ubriaca che nemmeno si accorge che quella che ha superato a folle velocità lungo via Fratelli Bandiera, direzione Mestre, è niente meno che una macchina della polizia di pattugliamento in zona. Così la "pantera", azionato lampeggiante e sirena si mette all’inseguimento della Peugeot 206 che non accenna a fermarsi se non quando viene costretta all’alt. Al volante una ragazza di 26 anni di Mira che rifiuta di sottoporsi all’alcoltest: anche se non serve certo la prova del palloncino per capire che ha alzato decisamente un po’ troppo il gomito.
Per lei la corsa finisce alle due dell’altra notte col ritiro della patente e la macchina sotto sequestro. Di fatto la ventiseienne è l'apripista per altri giovani che sempre a Marghera vengono sorpresi al volante con un tasso alcolico ben superiore alla soglia tollerata dal codice stradale.
Sono le quattro e mezza, quando in via della Pila, la volante 12 decide di fermare un Audi A3 e di sottoporre a controllo il guidatore: anche per lui ritiro immediato della patente, si tratta di un ventisettenne di Treviso. Lo riaccompagna a casa l’amico che gli sedeva a fianco e che risulta del tutto sobrio.
A poca distanza la volante 13 spiana la paletta davanti a una Opel Zafira: la conducente accosta e si ferma. È una ventottenne che risiede nella Città Giardino. Il responso dell'etilometro non le dà scampo e le fa perdere la patente. Per rientrare, all’alba di ieri, deve svegliare un amico che la raggiunge e si mette al volante della sua vettura.
Notte di presidio attento e costante sul fronte della sicurezza stradale quella fra venerdì e sabato a Marghera nei pressi dei locali frequentati dai giovani. I poliziotti infatti erano impegnati in un servizio mirato di prevenzione, proprio attraverso la vigilanza della circolazione e la verifica delle condizioni psicofisiche delle persone alla guida dei veicoli.
Il dato che sorprende in negativo - e che purtroppo testimonia un trend già rilevato - è che cresce il numero delle donne che guidano in stato di ebbrezza con percentuali di alcol nel sangue piuttosto alte a conferma che non si sono limitate a bere solo qualche bicchiere. Anzi a far la parte del leone, fra le bevande alcoliche preferite dai palati femminili, oltre agli spritz, i cocktail e i long drink.

IL GAZZETTINO (Venezia)
Jesolo, troppi palazzoni poche discoteche
Credo sia arrivato il momento di farsi sentire.
Sono una ragazza di quasi vent'anni, frequento molto Jesolo Lido sia d'inverno e soprattutto d'estate.
Mi sono servita di questo giornale mezzo per sollecitare coloro a cui stanno a cuore i giovani come me, ma ancor più gli assessori del turismo della zona.
La mia domanda è: perché avete permesso di chiudere tutte le discoteche che c'erano negli anni Settanta (Capannine, Papaja, eccetera) per costruire tristi palazzi e troppi centri commerciali?
A mio avviso vi potevano essere iniziative diverse e questi ultimi sostituiti con locali che permettono una scelta maggiore per la vita notturna.
È scontato che ormai i ragazzi arrivano da tutto il Triveneto (e non solo) per il divertimento. Quelle poche discoteche che sono rimaste, o sono troppo gremite di gente per poter accederci o aprono troppo tardi; quindi nessuno si può lamentare se troviamo gruppi di giovani che camminano per via Bafile con una bottiglia di birra in mano, un po' brilli, diventando spesso violenti perché gli è stato concesso soltanto di bere, bere, bere... (*)
Dobbiamo aspettare le megafeste sulla spiaggia per avere qualcosa di diverso?
Nessuno si è accorto che i ragazzi hanno perso il sorriso e annoiati di tutto cercano un "aiuto" nell'alcol.
Spero vivamente che questo segnale d’allarme metta in moto chi di dovere.
Tatiana Furlan - Eraclea

(*) Nota: ci sono un sacco di occupazioni piacevoli e divertenti che sono concesse ai giovani, diverse dal bere e diverse dall’andare in una discoteca.

IL GAZZETTINO (Rovigo)
Musica
Iniziata a tutto rock la Beerfest Trinità
(P.A.) Partita venerdì, si concluderà domenica 21 giugno la «Beerfest Trinità» allestita a Badia Polesine sulla sr 88 nella vasta area adiacente il centro commerciale che ospita il Mercatone 1 e di fronte all'altro centro commerciale «Il Porto». Dieci serate con gruppi di valore con stand gastronomico per pizzeria, panini e fritti aperto già dalle 19. Colpisce la grande tensostruttura che ospita i gruppi musicali: davvero imponente utilizzata prima solo una volta: lo scorso anno a Milano per il concerto di Baglioni. La festa è organizzata da Larry Rossante e Filippo Splendore che da nove anni, a vario titolo, gestiscono il locale Trinità di Badia Polesine.
«La stagione invernale è andata benissimo - spiega Larry Rossante - e quindi abbiamo pensato a questa festa della birra, una vera festa della birra, che vorremmo far diventare un appuntamento fisso per i prossimi anni. L'investimento è notevole, ma siamo sicuri che sarà un successo. Ringraziano i privati per la concessione dei parcheggi e il Comune per i permessi». Questi i gruppi che si esibiranno: stasera Anime in plexigas (tribute Ligabue); domani Diapason Band (tribute Vasco); 16: Yano Dj (afromusic); 17: O.I. & B. (tribute Zucchero); 18: Ostetrika Gamberini (punk ska rock); 19: Raul Donovan (trasformista disco dance); 20: Mister No (rock); 21: Merqury Banda (tributo Queen).

CORRIERE DEL VENETO
Cocktail d’autore
Festeggiamo l’arte con l’assenzio
L’esposizione internazionale d’Arte a Venezia ispira creatività, anche a me. Non è stato difficile pensare ad Arte+ artisti= Assenzio. Questo distillato va da 45% a 75% di volume alcolico ed è aromatizzato principalmente da anice, coriandolo, semi di finocchio e foglie d’artemisia (Artemisia absinthium) da cui deriva il suo nome. L’assenzio è prodotto per macerazione e diretta distillazione degli ingredienti. In seguito, si colora con una successiva macerazione di clorofilla delle piante come appunto l’artemisia pontica, melissa, ecc, non ha caso è chiamato anche «fata verde». Verso la fine del diciannovesimo secolo, in tutta Europa, l’assenzio divenne una delle bevande più consumate, soprattutto da artisti e poeti, dal momento che stimolava la creatività. Il largo consumo portò piccole aziende a produrre assenzio di bassissima qualità a discapito del consumatore.
Così, nel 1915, la Lega Nazionale contro l’alcolismo francese, propose a livello mondiale il divieto di produzione e vendita dell’assenzio, in quanto provarono che nell’assenzio l’olio essenziale, chiamato tujone, a dosi elevate è nocivo. (*) In realtà la quantità di tujone deve essere elevata per avere effetti collaterali sull’uomo, ed è difficile assumere queste dosi bevendo solo assenzio. La ricetta che propongo ai creativi è ispirata al famoso artista statunitense Jeff Koons. Preparata direttamente in caraffa ed è composta d’assenzio con 72% di volume alcolico, sciroppo d’orzata, scorza di limone e soda (vedi ricetta). Così, Arte + artisti+assenzio=Koons.
Gennaro Florio
Capo Barman al BBar -Hotel Bauer di Venezia

(*) Nota: da 45% a 75% di volume alcolico, ma il pericolo per la salute è il tujone…

L’ADIGE
In un mondo sempre più globalizzato…
DANIELE BATTISTEL
In un mondo sempre più globalizzato l'errore più grande che può fare il piccolo Trentino è quello di pensare di sfidare con i grandi colossi. La crisi nera del vino dice senza tanti giri di parole che il modello inventato anni fa - grandi produzioni e quasi «monocoltura» di pinot grigio, investimenti e forte spinta alla vendita sul mercato americano - va ripensato al più presto. Tutti d'accordo che la strada da seguire ora è quella del rilancio delle produzioni locali e del sostegno - naturalmente pubblico - per l'agricoltura di montagna. «Il problema è scoppiato a causa della contingenza mondiale» avverte Angelo Rossi , ex direttore dell'Istituto trentino del vino, oggi consulente nel settore e presidente di Udias, l'associazione degli ex studenti di san Michele che ha organizzato l'incontro dell'altro giorno. L'intuizione delle grandi cantine trentine (Mezzocorona, Cavit, La Vis, Concilio) di inondare il mercato americano con un vino bianco leggero adatto a cucina moderna in alternativa alla birra come il «Pinot grigio delle Venezie» è stata vincente. Solo che i soldi facili hanno distratto da altre opzioni di sviluppo. «E quando gli americani sciovinisti un po' alla volta hanno imparato a prodursi il vino da soli, oltre tutto beneficiando di una legislazione più leggera della nostra, quando altre aziende italiane si sono sostituite alle nostre nell'intermediazione con gli Usa e quando il dollaro ha perso valore la situazione è scoppiata». Ora è tempo di cambiare strategia. Come? «Possiamo inventarci qualcosa di completamente nuovo o guardare cosa fanno i nostri vicini. L'Alto Adige non si è imbarcato nel "vino globalizzato", ma ha fatto una scelta legata al territorio, dando spazio ai vini locali nelle carte dei ristoranti. Quelle potenzialità le abbiamo anche noi: siamo stati un po' distratti da questa vicenda interessantissima sul piano della redditività e non ci siamo preoccupati di progettare l'avvenire». Insomma, ai 7.500 viticoltori va detta la verità anche se magari è scomoda. «Le vacche grasse sono finite. (*) Ora bisogna trovare un progetto di sviluppo territoriale per rilanciare le denominazioni trentine quali il Teroldego e Marzemino che in questi anni è stato dimenticato anche se viene dalla zona a vocazione vitivinicola più grande, la Vallagarina». In quest'ottica il ruolo delle cantine sociali e della cooperazione (che da sola ha l'83 per cento della produzione locale) deve cambiare: «Vanno bene i grandi numeri, ma bisogna puntare anche sulla qualità di nicchia». Parallelo con il gruppo Fiat: grandi produzioni di 500 e Panda ma senza dimenticare la strategicità di Maserati e Ferrari (cavallino rampante, s'intende, non bollicine). È l'unica strada? Per Rossi sì. A meno che non si voglia andare «col cappello in mano dal governatore» per chiedere sostegno al settore in crisi. A quella, per la verità, guarda con attenzione il presidente di Cavit Adriano Orsi . «Bisogna partire dal presupposto che i nostri prodotti sono molto più costosi della concorrenza: per i costi e lo spezzettamento dei terreni, per la burocrazia, per le dimensioni - dice il numero uno della più grande cantina trentina -. Con l'internazionalizzazione siamo esposti ad una concorrenza mondiale che non possiamo sostenere». Quindi? «Non vogliamo una semplice politica di sostegno ma fare capire che l'agricoltura è valore aggiunto per il turismo e per l'ambiente. Il valore aggiunto deve essere riconosciuto ai coltivatori di montagna». Insomma, come si dà il contributo ai contadini che sfalciano i prati di montagna che altrimenti resterebbero incolti, così si deve offrire un sostegno ai viticoltori che col loro lavoro migliorano il paesaggio e contribuiscono a creare l'«effetto Trentino». «L'altra strada - insiste Orsi - è creare marchi di qualità sostenendoli con pubblicità mirata: ma è evidente che questa seconda strada, quando si affrontano mercati immensi, richiede investimenti notevolissimi». E i soldi chi li mette? Sempre la Provincia? «Credo che prima di tutto sia indispensabile aver un coordinamento. Non so se possa farlo la Provincia ma di sicuro è un ruolo che dobbiamo coprire». «Ci stiamo lavorando, ci stiamo lavorando» replica Tiziano Mellarini , assessore provinciale all'agricoltura e al turismo. «A luglio avremo l'incontro definitivo con la comunità europea cui chiederemo il riconoscimento della frutticoltura, della viticoltura e della zootecnia di montagna». Basterà? «Sul versante della promozione con Trentino spa abbiamo investito e continueremo a farlo». Come dire: l'ente pubblico, nelle sue varie articolazioni, il proprio dovere lo sta facendo. Ed ora è tempo che «i dispettucci del passato vadano messi in un angolo». Refrain che da Mellarini si è sentito ripetere più di una volta. Evidentemente è stufo anche lui delle «beghe» continue tra i grandi del vino trentino. «Ha ragione Pojer: non possiamo permetterci in pochi ettari di produrre di tutto e di più. Dobbiamo vendere l'identità autentica del Trentino: vini bianchi, teroldego, marzemino».

(*) Nota: se i viticoltori leggessero questa rassegna stampa lo saprebbero già da tempo.
Ricordate il nostro articolo del febbraio 2008 “Il vino è un prodotto perdente”?
http://vino24.tv/post/364/il-vino-e-un-prodotto-perdente

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