Rassegna stampa del 21/06/2009

Il 21 giugno 1989 sono entrato per la prima volta in un Club degli alcolisti in trattamento.
Oggi, a vent’anni esatti di distanza, dedico questa rassegna stampa a tutti i componenti dei club nel mondo: di ieri, di oggi e di domani, e a tutte le famiglie che soffrono o hanno sofferto per problemi alcolcorrelati.
Alessandro Sbarbada

L’ADIGE
Lettere
Fornace, una follia la «Festa della birra»
L' idea della maxi festa della birra di Fornace lascia davvero stupefatti. Viene da chiedersi se ci sia un sindaco in questa comunità, un sindaco informato sui rischi e sui danni rispetto al consumo di alcolici. Evidentemente il sindaco in questione legge con approssimazione delle stragi stradali causate dall'alcol preferendo far divertire i ragazzi pur con un guizzo «morale» volto a raccomandare loro di bere quel tanto che basta. Quale sia quel tanto bisognerebbe chiederlo a chi è già passato da feste del genere e non è più tornato a casa se non in una cassa da morto o vive con la pensione di invalidità. Quando leggo queste cose mi viene da dire che i ragazzi bevono perché glielo abbiamo insegnato noi adulti e ci ostiniamo a farlo organizzando feste alcoliche ovunque. (*) Forse è il caso di non sponsorizzarle più con i soldi dei cittadini e magari il sindaco di Fornace potrebbe finanziare feste analcoliche. Comunque vale la pena di ricordare come parecchi comuni della Vallagarina abbiano messo fuori legge le feste che parlano espressamente di vino o di alcolici. Rimane qualche recalcitrante ma dietro a questi c'è sempre un produttore o un interesse particolare legato alla moneta sonante. Vivo sempre nella speranza che da qualche parte si organizzi una «maxi festa della canna». Ovviamente in piccole dosi, senza abusarne.
Franco Baldo - Mori

(*) Nota: l’articolo che segue conferma questa considerazione di Franco Baldo.

IL TIRRENO
Degustazioni e musica in venti fattorie del circondario
Cantine aperte per brindare alla notte più breve dell’anno
Protagonisti della serata del solstizio d’estate saranno il vino, la cultura che lo circonda e la buona tavola a base di prodotti tipici locali
EMPOLI. Un appuntamento da non perdere per gli appassionati di vino. Oggi per il solstizio d’estate, la coincidenza astronomica che annuncia l’arrivo dell’estate, da qualche anno, il Circondario, in collaborazione con la Provincia di Firenze e la Regione Toscana, promuove un’ iniziativa che si chiama appunto “Solstizio di vino”, e che è diventata un ’immancabile occasione di festa e convivialità da trascorrere in allegria nelle aziende vinicole e nelle fattorie, i cui proprietari aprono le loro cantine ai visitatori fino a notte fonda anche se l’orario ufficiale va dalle 21 fino alla mezzanotte. Tra degustazioni di annate speciali di vini del territorio e buona musica dal vivo, oltre ai prodotti tipici.
Il protagonista della serata è il vino e la sua cultura, insieme al territorio e alla buona tavola, con tutti i prodotti più genuini. Anche quest’anno a partecipare a questa brillante iniziativa, una trovata tutta locale, ben venti aziende, sparse su tutto il territorio degli undici Comuni del Circondario. Saranno numerose le iniziative che si terranno nelle diverse fattorie, si va dalle cene all’aria aperta alle manifestazioni musicali, ai pianobar e musica dal vivo. Insomma una serata, per brindare all’arrivo dell’estate, da condividere con amici o con la famiglia, una serata diversa che vedrà la partecipazione di tanti giovani, in comitiva o in coppia e che sicuramente ripeterà il successo dello scorso anno, come attestano le tante presenze registrate. A tutti i visitatori che si recheranno nelle aziende sarà offerto gratuitamente un bicchiere di vino. Per prenotare, telefonare direttamente alle aziende. Queste le fattorie che partecipano all’iniziativa: Tenuta Cantagallo tel. 0571/9810078; azienda agricola Casale di Giglioli Giuseppe e Rinaldi Maria Pierina - tel. 0571/669262; Agricola Tamburini - tel. 0571/680235; azienda agricola Montaioncino - tel. 0571/929334; Cantine Montalbano - tel. 0571/80649, società agricola Fattoria di Piazzano - tel. 0571/994032; Fattoria Bellavista - tel. 0571/999030; Fattoria Montellori - Tel. 0571/260641; azienda agricola “La Pineta” - tel. 0571/298874; agriturismo Il Poggetto - tel. 0571/249115; Villa Filicaja - tel. 0571/69075; azienda agricola Il Cavallone - tel. 335/8290414; azienda agricola Il Termine - tel. 0571/51596; Podere dell’Anselmo - tel. 0571/671951; Tenuta Barbadoro - tel. 0571/608701; Tenuta Moriano - tel. 0571/657631; azienda agricola Vetriallia - tel. 0571/56575; Tenuta di Bacco a Petroio - tel. 0571/509583; azienda agricola Fattoria Dianella - tel. 0571/508166; agriturismo b&b Il Piastrino - tel. 0571/56148

LASTAMPA.IT
Uccide l'ex-moglie con un colpo alla testa e confessa l'omicidio
Era già stata emessa un'ordinanza di allontanamento. Tragica conclusione nella campagna toscana
MONTALCINO (Siena)
Un uomo ha ucciso ieri sera a Montalcino l’ex moglie con un violento colpo alla testa. La coppia era separata dallo scorso febbraio, in seguito ad un’ordinanza di allontanamento dal tetto coniugale. Giovanni Di Luigi, elettricista 47enne di origini campane, ma da tempo residente a Montalcino, si è presentato a casa della donna, Annunziata Cirillo, 38 anni, e l’ha convinta ad uscire e salire in auto con lui. Dopo aver percorso un tratto di strada, l’uomo ha fermato la vettura ed le ha spaccato la testa con l'asta di un antifurto-bloccasterzo, abbandonando successivamente il corpo senza vita sul ciglio della strada, all’interno del comune di Buonconvento.
I figli della coppia, 12 e 13 anni, vendendo lo stato d’agitazione del padre, che probabilmente era anche ubriaco, hanno avvertito i vicini e poi i familiari. A quel punto sono scattate le ricerche dei militari. Dopo l’omicidio, è stato lo stesso Di Luigi a chiamare i carabinieri, confessando l'omicidio e indicando il posto in cui si trovava il cadavere. Fermato dai carabinieri, l’uomo è stato portato a Siena dove è stato sentito dal pm Francesca Firrao, ed attualmente è in carcere. Nel febbraio scorso, a causa dell’atteggiamento minaccioso verso la moglie, il giudice aveva emesso nei confronti dell’uomo un provvedimento per allontanarlo dall’abitazione.

IL TIRRENO
Sono le due, ma l’alcol si vende lo stesso
Versilia, inchiesta del Tirreno: nessuno rispetta il divieto stabilito dalla legge
Ci sono anche gruppi organizzati: per andare a ballare senza rischiare la patente noleggiano bus e autista
VIAREGGIO. Alle tre e mezzo non c’è più la fila davanti al bar. Si fa prima a chiedere da bere. «Due mojito». «Subito». «Ma il divieto?» «Mica vorrai fare il poliziotto a quest’ora». Cellulare, sigaretta, bicchiere e musica. Il comune denominatore è che dopo le due di notte, nelle discoteche della Versilia, gli alcolici te li danno. Nonostante la legge che lo proibisce stabilisca sanzioni pesanti.
Nella pista sotto il tendone all’aperto, tra i divanetti di vimini e la moquette, si agita una varia umanità. Coppie over 40, ragazzine coi capelli rosa, giovani con tatuaggi e bicipiti esposti come in una vetrina. Ma più di ogni altra cosa - lo cantava Lorenzo Jovanotti già 15 anni fa - c’è gente regolare. Che sia l’Ostras a Marina di Pietrasanta, la Bussola proprio accanto, o il Seven. Anche al Twiga, dove il valore delle macchine parcheggiate è quasi pari a quello di una media azienda. Venerdì sera in Versilia, sul lungomare delle discoteche e del popolo della notte, dove i balli e le bevute vanno di pari passo.
L’Ostras è una delle discoteche più di tendenza. Elegante ma al tempo stesso non elitario, ti fanno entrare anche con le scarpe sportive. Dicono che questo potrebbe essere il suo ultimo anno, ma intanto c’è il pienone. Mentre i ragazzi aspettano in fila davanti all’ingresso, da un pulmino escono una ventina di giovani. Affittano il mezzo e l’autista che a fine serata li riporterà a casa senza correre il rischio di vedersi togliere la patente. Dentro il locale, musica sparata e il dj che ogni tanto sbraita qualcosa. Con tutta la gente che c’è, si balla gomito a gomito nel caldo già asfissiante. I profili dei ragazzi, sotto il buio squarciato di rado da fasci di luci colorate, si confondono. L’età media è bassa. I barman sfornano drink a rotazione. Probabilmente qualcuno ha anche meno di 16 anni, e per legge non potrebbero vendergli alcolici, «ma non possiamo metterci a chiedere la carta di identità». Le famigerate tabelle con i tassi indicativi dell’alcolemia, obbligatori dallo scorso settembre, sono esposti davanti alle casse dei bar. Ma chi le guarda, scritte piccole come sono. Accanto c’è un cartello, formato A4, ben visibile, che ricorda il divieto di vendita di alcolici dopo le 2 di notte. Alle 2 e un quarto ci viene sete e ci dirigiamo al bancone. Dieci euro e scegli il cocktail che vuoi, «tanto per un quarto d’ora cosa cambia».
Cambiamo discoteca, e puntiamo subito verso il bar. Sono quasi le 3, non potrebbero darci alcolici. Ma forse i barman della Versilia sono così scafati che sanno riconoscere a distanza se ci sono problemi in vista, e noi evidentemente non siamo così sospettabili. Per cui il drink nel bicchiere di vetro arriva in un attimo, e lo stesso accade a chi è dietro di noi in coda. La musica andrà avanti ancora per qualche ora, mentre ragazze bellissime ballano sui tavolini di legno. In una delle discoteche più luccicanti della costa, sono le 4, ormai non fanno più entrare. Non abbiamo la controprova, ma a giudicare dalle andature e dai volti di chi esce dal locale ci sentiamo di scommettere che i rubinetti dell’alcol non sono stati chiusi due ore prima.
Si beve anche (o soprattutto) fuori dalle discoteche. Ai camioncini degli hot-dog, ai bar dove i reduci della notte fanno colazione mentre il cielo inizia a schiarire. Queste attività non sono sottoposte all’osservanza dei divieti. Chi vuole bere qualcos’altro non ha che da chiederlo. All’alba comincia a piovere, e si comincia a pensare alla prossima notte.
Alessandro Cesarini

IL TIRRENO
Tante ordinanze, multe con il contagocce
Nelle capitali della “movida” controlli difficili da applicare
I vigili urbani: la normativa è ambigua. E per lavorare in ore così particolari servirebbe anche più personale
di Stefano Bartoli
Ordinanze fatte e dimenticate. Multe che si contano sulle dita di una mano e forse anche meno. Il grande dibattito che impegnò gran parte dei giornali nel corso della scorsa estate che appare ormai affievolito, nonostante che il fenomeno sia in fortissimo aumento. Insomma, mentre il Comune di Milano registra un numero spropositato di ragazzini ubriachi al punto di voler imporre l’assoluto divieto di vendita di alcol agli under 18, in gran parte della Penisola, Toscana compresa, ci si interroga sull’efficacia di certi provvedimenti: esiste infatti una legge nazionale che impone di non servire più bevande alcoliche ai minori dopo le due del mattino nei locali dove si ascolta musica, ma chi poi davvero entra in un ritrovo con il compito di cogliere il gestore in flagranza di reato?
Sanzioni col contagocce. «Da quando esiste la legge solo un locale del nostro litorale è state multato due volte, una da noi e l’altra dai carabinieri, con tanto di sanzioni accessorie come la chiusura per alcuni giorni», spiega Massimo Bortoluzzi, comandante della polizia municipale di Pisa. «Purtroppo - prosegue - la dizione della norma non la rende facilmente applicabile: si parla delle due del mattino, ma per una normativa comunale un bar a quell’ora deve essere chiuso. Restano quindi le discoteche, ma è necessario entrare e cogliere il momento giusto, senza considerare la poca disponibilità di personale». «Secondo me più che di ordinanze abbiamo bisogno di un regolamento di polizia locale che tocchi tutti gli aspetti della vivibilità - aggiunge Riccardo Pucciarelli, comandante dei vigili urbani di Livorno -. E’ vero che si tratta di strumenti teorici, ma poi si calano nella realtà e sono ciò che veramente serve per il nostro lavoro».
Provvedimenti a raffica. Proprio a Livorno si sono susseguite numerose ordinanze anti-alcol per avvenimenti specifici, ma spesso hanno riguardato più gli orari delle baracchine sul lungomare, un difficile mix tra le esigenza della “movida” e quelle degli abitanti con il relativo diritto al riposo. Ma va segnalato sicuramente il provvedimento estivo, diventato poi definitivo, che a Carrara riguarda il divieto di vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro, oltre al divieto di consumo di alcol in luoghi pubblici nelle ore serali e notturne. Oppure il blocco della vendita agli under 16, sempre deciso nel 2008, a Marina di Massa, con i carabinieri che controllavano i locali vestiti da turisti. In Versilia invece attualmente non sono in atto provvedimenti specifici: l’unico è quello relativo alla Marina di Torre del Lago, in vigore fino al 30 settembre, in base al quale è vietata la vendita di qualsiasi bevanda in bottiglia o lattina, sia alcolica che non, per evitarne l’utilizzo magari durante una rissa. Niente ordinanze speciali infine per la disciplina sul consumo di alcolici nella provincia di Grosseto. Ma dietro una parvenza di normalità il consumo di alcol è molto alto, soprattutto tra i giovanissimi: nella fascia di età dai 14 ai 34 anni, secondo l’Asl 9, il 14 per cento dei grossetani è da considerarsi a rischio.
(Ha collaborato Francesca Ferri)

LA NAZIONE del 20 giugno 2009
Primo Piano
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Brambilla controcorrente. No di Giovanardi
-RIMINI-
L’ULTIMA CROCIATA la lancia Michela Vittoria Brambilla. Ieri a Rimini il ministro del turismo ha detto: <>. L’alcol, in Italia, riesce sempre ad avere effetti ‘miracolosi’: è capace di unire avversari politici che nella quotidianità sono come il cane e il gatto; rischia di dividere o mandare al diavolo antiche e consolidate alleanze. E così, Carlo Giovanardi, compagno di governo della Brambilla, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, replica secco al ministro: <>.
E’ dall’ottobre del 2007 che siamo diventati ‘proibizionisti’. Al governo c’era Prodi, passò un blitz del centrodestra: fu vietato ai locali che fanno pubblico intrattenimento di somministrare alcol dalle 2 di notte. Quella legge, tuttora in vigore, è oggettivamente un po’ bislacca ( lo riconoscono anche i ‘proibizionisti’ ): in discoteca non puoi bere , dalle due in avanti, neppure un goccio di birra, ma se esci dalla disco e vai al bar di fronte, hai la possibilità di scolarti senza problemi una bottiglia di whisky.
INCONGRUENZE a parte, è però un dato di fatto che, dall’ottobre del 2007, gli incidenti stradali nelle ore notturne dei weekend si sono quasi dimezzati e centinaia di giovani vite umane sono state salvate. Chi ha ragione? La guerra all’ultimo bicchiere, per togliere ampliare quel divieto va avanti ormai da due anni. In Parlamento si sono formate inedite e trasversali alleanze (Pdl col Pd o Lega coi radicali) che hanno cercato il ribaltone, fra l’altro sfiorato un mese fa: la Camera licenziò la legge che consentiva la somministrazione di alcol nei locali di intrattenimento fino a mezz’ora prima della chiusura.
Ma il Senato, quindici giorni fa, ha rispedito al mittente il ribaltone. E’ tornato tutto come prima, o meglio non è cambiato nulla: in alto i calici, ma solo fino alle 2. Ciclone Brambilla permettendo.
Massimo Pandolfi

(*) Nota: …e soprattutto da far rispettare.

LA PROVINCIA DI VARESE
Proibire l'alcol?
Faremmo un regalo alla malavita
Quando negli Stati Uniti venne abolito il proibizionismo, Noodles e Max organizzarono un funerale con tanto di bara portata a spalla e musica di circostanza. Per la criminalità organizzata di "C'era una volta in America", capolavoro di Sergio Leone, era la fine di un'epoca. Con la stessa logica i personaggi interpretati da Robert De Niro e James Woods oggi festeggerebbero, perché il disegno di legge già approvato al Senato, che vieta vendita e somministrazione di bevande alcoliche su suolo pubblico, è un piccolo ritorno all'antico.
Finora le proteste - sonore anche a Varese e provincia dove rischiano di saltare sagre e feste della birra, eventi fondamentali di ogni estate che si rispetti - sono state soprattutto di venditori e operatori. Giusto sia così, perché è un indotto importante quello che la legge andrà a colpire, e sarebbe sbagliato non fare quattro conti. In un momento di crisi economica così acuta, Confesercenti e Confcommercio denunciano la monoliticità del provvedimento, che se da un lato interviene limitando saggiamente la diffusione di superalcolici, dall'altro impedisce persino di vendere il classico bicchiere di birra che accompagna il panino, colpendo indiscriminatamente mescitori e produttori. Possiamo permettercelo, al di là dei legittimi dubbi morali che il tema "consumo di alcolici" solleva? Siamo pronti a contrastare l'inevitabile scivolamento verso un'economia sommersa in un settore così delicato?
L'obiezione al ragionamento potrebbe essere questa: il legislatore agisce su un principio sacrosanto (vietare la vendita degli alcolici significa limitarne l'abuso) dunque qualunque altra riflessione sulla convenienza dell'intervento viene dopo. Purtroppo non è così. Questo disegno di legge è figlio della stessa classe politica che vorrebbe i graffittari in galera per due anni e nel frattempo depenalizza il falso in bilancio. Oltretutto la sua generalità non tiene conto di fattori imprescindibili. La visione della bevanda alcolica come corruttrice a prescindere appartiene a una mentalità integralista, incapace di vedere le sfumature delle cose. Sul fatto che la degustazione del vino sia un momento culturale non dovrebbero esserci dubbi; un medesimo ragionamento si potrebbe estendere alla birra. Parliamo della sola bevanda comune ad ogni cultura, di qualunque latitudine. Ne esistono di ottime in Libano e Algeria, ma è pure buonissima quella messicana, con la scorza di limone, o quella nerissima e densa d'Irlanda, per non parlare dell'originale ceca e slovacca, considerata dagli intenditori la migliore in assoluto. E poi Cina, India, Olanda, Danimarca, Belgio, Germania, Stati Uniti con le sue "ultraleggere"... Insomma: ovunque. Sacrosanto quindi l'intervento sui superalcolici (*), ma perché pensare solo in termini repressivi, alimentando una spirale di trasgressione che renderebbe ancora più desiderato, smodato e pericoloso l'abuso? Non sarebbe meglio intensificare l'educazione alla cultura del bere senza fare la faccia severa a cose fatte, quando cioè si è già consolidato, specie tra i giovanissimi, lo sballo alcolico come finalità del consumo? Prevenzione quindi, altrimenti i Noodles e i Max di questo mondo non finiranno mai di festeggiare.
Mauro Gervasini

(*) Nota: i superalcolici in Italia sono responsabili circa del 20 per cento dei problemi alcol correlati. La parte del leone la fa ancora il vino, seguito proprio dalla birra.
Nel resto dell’articolo si agita lo spettro di un proibizionismo all’americana, che non ha nulla a che fare con le proposte di legge in circolazione, si considerano fondamentali le feste organizzate nel nome dell’alcol. Che si può commentare?

LA PROVINCIA DI VARESE
disegno di legge/niente alcol alle sagre
«No al proibizionismo, molto meglio la prevenzione»
Il senatore democratico Paolo Rossi: «Ho votato contro, bisogna sostenere i giovani in altri modi»
(f.man.) «Io ho votato contro», dichiara il senatore democratico Paolo Rossi, uno degli otto dissidenti che in aula si sono opposti al provvedimento in materia di salvaguardia della salute dei giovani bloccando il più possibile le occasioni di consumo degli alcolici. Il disegno di legge, infatti, impone il divieto categorico di vendita anche per quelli a bassa gradazione, come birra e vino, in occasione di eventi, sagre e manifestazioni.
Tutela della salute e tutela dei pubblici esercizi che soli potranno continuare la somministrazione, è l'intento della proposta già approvata al Senato e ora sulla via dell'approvazione finale dopo la discussione alla Camera. Eppure, per quanto le intenzioni siano largamente condivise, la misura scelta non raccoglie l'entusiasmo di molti. «Ho tenuto una posizione controcorrente rispetto agli altri - commenta il senatore - ma credo che non sia il proibizionismo la soluzione giusta agli incidenti, anche mortali, dovuti alla guida in stato di ebbrezza».
Non solo il divieto è facilmente aggirabile, sottolinea Rossi motivando la scelta di chi, come lui, ha deciso di opporsi, ma il vero problema che siamo chiamati ad affrontare sta da un'altra parte, alla radice, ed è stato completamente trascurato. «È quello di una cultura dello "sballo", sempre più diffusa e sempre più preoccupante, che si fonda anche sul consumo di alcolici e che soltanto fino a qualche anno fa potevamo considerare come un fenomeno relativamente contenuto da un punto di vista antropologico, almeno nel nostro paese».
Il problema del suo dilagare va letto, secondo Rossi, «nella prospettiva più ampia della precarizzazione, del dubbio e dell'insicurezza che ha investito le giovani generazioni, che frequentano le discoteche e non solo, immersi nelle dilaganti occasioni di movida notturna». Una generalizzazione del problema? «Assolutamente no. Non è una giustificazione generica alla situazione contingente come potrebbe sembrare a prima vista. Da una parte abbiamo l'alcol che finisce per essere preso come una risposta, per quanto illusoria ed effimera, alle difficili domande che si levano dai giovani, dall'altra abbiamo chi spera di fornire le risposte adeguate al problema attraverso un proibizionismo di facciata». Insomma, si rischia una medicina peggiore del male.
La direzione da seguire, per il senatore varesino, sta piuttosto nell'incentivare i controlli in strada. «È fondamentale che chi si mette al volante sia sobrio, come è fondamentale che vengano effettuati controlli per garantire che lo sia davvero e quindi tutelare la sicurezza sulle strade: questo, a mio avviso è il modo più corretto per affrontare la questione. Il tutto insieme a un'educazione alla guida, oltre che a una corretta alimentazione e a un consumo moderato di alcolici».

LA NAZIONE del 20 giugno 2009
EMERGENZA
MILANO DA NON BERE
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Il piano dell’assessore Landi di Chiavenna
Di Enrico Fovanna
-MILANO-
DA META’ LUGLIO a Milano potrebbe entrare in vigore il divieto per i minorenni di consumare alcol. Dopo l’iniziativa di Monza, che ha detto stop ai sedicenni, l’assessore comunale alla salute, Giampaolo Landi di Chiavenna, vuole vietare la vendita e la somministrazione di alcolici ha chi non abbia 18 anni. L’idea sembra raccogliere consensi in giunta e potrebbe trasformarsi a breve in ordinanza.
Come nasce l’idea assessore?
<>.
Per chi vale il divieto?
<>.
Tutti i divieti per essere seri devono prevedere una sanzione. Sul blocco per i minorenni cosa prevede?
<>.
Ha sentito gli esercenti?
<>.
Cosa si augura?
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LA NAZIONE del 20 giugno 2009
L’ALTRO FRONTE
Terzaghi, direttore di Assobirra <>
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-MILANO-
NIENTE BIRRA O VINO ai minorenni in bar e negozi. E’ la nuova battaglia all’abuso di alcol del comune di Milano. Ma i divieti possono bloccare il fenomeno della sbronza giovanile?
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Ma l’abuso tra i giovani è ormai un allarme sociale ?
<>.
Quanto è diffuso il consumo di birre analcoliche?
<>.

LA NAZIONE del 20 giugno 2009
Blitz davanti alle discoteche
E FIRENZE VARA LA TASK FORCE
-FIRENZE-
VOLANTI, polizia stradale, polizia amministrativa e commissariati, con equipaggi dei carabinieri, hanno dato attuazione alla Task Force disposta dal questore di Firenze, Francesco Tagliente, per il contrasto all’abuso di bevande alcoliche. Posti di controllo all’esterno delle discoteche e verifiche nei locali notturni- protratti dalle 19 di giovedì fino alle prime ore di ieri mattina - hanno portato a nove denunce per guida in stato di ebbrezza e al sequestro di due veicoli. Identificate 116 persone.
I denunciati, ad eccezione di due quarantenni, sono di età compresa tra i 23 e i 30 anni e nei confronti di tutti è stato disposto il ritiro della patente. Il tasso alcolemico più elevato riscontrato dagli agenti è stato contestato a un bolognese di 43 anni.

IL TIRRENO
Gran lavoro per gli operatori del 118
Sempre più ubriachi nel fine settimana ambulanze in difficoltà
«Sì, nel fine settimana ed in particolare tra il venerdì sera e le prime ora della domenica il fenomeno c’è, eccome. Non si può dire che sia legato in particolare ai ragazzini, ma anche a molti maggiorenni». Andrea Niccolini, responsabile del 118 dell’Ospedale “Versilia”, conferma che coloro che alzano un po’ troppo il gomito sono «sicuramente in aumento e proprio nei weekend qualche problema nel fare fronte a tutte le situazioni lo incontriamo anche noi». Ambulanze quindi sotto pressione, ma che diventano un filtro per le altre strutture sanitarie. «Qui arriva anche chi ha bevuto un po’ troppo, ma non accade spesso - spiega Sergio Milletti, primario del pronto soccorso nello stesso nosocomio -. Ragazzini se ne vedono, così come gli adulti. Il picco per noi non è però l’estate, ma piuttosto il carnevale con le relative feste rionali».
S.B.

IL MESSAGGERO (Pesaro)
Alcol e velocità, Audi si schianta: due morti
Feriti gravemente un altro passeggero e il conducente arrestato per guida in stato di ebbrezza
FERMIGNANO
Due morti, due feriti gravi di cui uno piantonato all’ospedale dopo essere stato arrestato per l’accusa di omicidio colposo plurimo con l’aggravante della guida in stato di ebbrezza. E’ tragico e pesante il bilancio del grave incidente accaduto nella notte fra venerdì e sabato lungo la provinciale 4 Metaurense che da Fermignano porta Urbania dove un’Audi A3 è stata disintegrata in un terrificante schianto accelerato da un mix di alcol e velocità. A bordo quattro occupanti, tutti giovani immigrati marocchini di Urbania, la maggior parte già da tempo integrata nel territorio con lavoro e famiglia. Abdellah Traichine, 44 anni, risiedeva a Urbania da 10 anni, sposato con tre figli, era operaio in un’azienda locale che installa cassoni per camion. E’ morto sul colpo insieme a Rachid Nebbar, 35 anni, arrivato da poco più di due mesi per lavorare in zona. Con loro gli altri due connazionali rimasti feriti e ricoverati in prognosi riservata all’ospedale di Urbino: Abdellatif Sabbahi, operaio di 32 anni e il conducente Yassine Mounssif, 31 anni, un lavoro come corriere e sposato da un paio d’anni con Erica Fabbrizi, 25 anni. E’ quest’ultimo ad essere stato arrestato dai carabinieri di Fermignano dopo che il test alcolemico è risultato positivi con un livello di 1,5, ovvero tre volte il consentito. Le sue condizioni sono giudicate molto gravi per i traumi riportati nel tremendo schianto avvenuto intorno alle 3.20 nella curva maledetta di Ca’ Lagostina, già nota per gli incidenti che negli anni si sono susseguiti, tanto da essere ripetutamente segnalata con rilevatori luminosi e limitatori di velocità. Stando a quanto finora accertato dai carabinieri di Fermignano, che hanno effettuato i rilievi di legge con il coordinamento del comandante della stazione Gabriele Sciascia e la collaborazione dei colleghi del Norm di Urbino, l’Audi ha imboccato la curva a sinistra a velocità sostenuta perdendo immediatamente il controllo e finendo per uscire di strada schiantandosi prima, con la parte anteriore destra, contro lo spigolo del muro di recinzione in cemento di una casa al civico 56, dopodichè il mezzo è stato catapultato come un siluro sulla carreggiata opposta, carambolando più volte e cappottando sull’asfalto. Nel violentissimo impatto l’auto è andata completamente distrutta, riducendosi a un mucchio di lamiere inservibili e due dei quattro occupanti sono morti sul colpo. Di lì a poco è scattato l’allarme e sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i mezzi del 118 e i vigili del fuoco per estrarre i corpi dei due passeggeri - per cui ormai non c’era purtroppo più nulla da fare - e degli altri due feriti che sono stati immediatamente trasportati al vicino nosocomio urbinate. Per oltre tre e mezza ore, dalle 3.15 alle 6.45 la provinciale Metaurense è rimasta chiusa al traffico.

LATECNICADELLASCUOLA.IT (da “EMERGENZA ALCOLISMO”)
Alcol-mania tra i giovani: ora c'è pure la “scappatella” da scuola per comprarsi la tequila
di A.G.
Sarebbe una pratica ormai abituale in alcuni istituti francesi approfittare dell'ora di “buco” per uscire a rifornirsi. E quando tornano alcuni studenti sono addirittura ubriachi. La conferma anche dai numeri: in quattro anni i minori di 15 anni ricoverati per consumo eccessivo di alcol sono passati da 786 a 1.226. Così il Governo transalpino intende correre ai ripari.
Il Governo francese starebbe seriamente pensando ad una legge che vieti il consumo libero di alcol. La notizia sta circolando nel Paese transalpino da alcuni giorni a seguito della pubblicazione degli ultimi dati ospedalieri da parte del “Le Figaro”: i minori di 15 anni ricoverati per consumo eccessivo di alcol sarebbero passati dai 786 del 2003 a 1.226 del 2007. Quindi quasi il 500 in più, con una prevalenza di casi nei grandi centri urbani. E tra gli studenti: alcuni,quasi fossero dipendenti dall’alcol, arrivano a scappare da scuola per andare a bere. E non certo bibite o spremute vitaminiche.
Dalla Francia su questi argomenti arrivano anche episodi circostanziati. Esemplare quello che giunge dalla clinica universitaria di Nizza, dove il pronto soccorso ha denunciato di essere passato da 10 a 50 giovani l'anno coinvolti in problemi derivanti dall’abuso di sostanze alcoliche. Tra questi, il mese scorso ha curato cinque ragazzine fra i 14 e i 15 anni che, secondo una pratica ormai abituale, avevano approfittato di un buco di un'ora a scuola per uscire dall’istituto per comprarsi della tequila. Rientrate in classe, erano ubriache fradice; una era addirittura in coma.
Tra i casi limite vi è anche quello della clinica universitaria di Le Mans, dove i medici rivelano di essere passati da 10 a oltre 100 casi l'anno. Uno degli stessi medici della clinica francese, Michele Damay, ha rivelato che ciò avverrebbe anche perchè i ragazzini spesso gestiscono, senza chiedere aiuto, la perdita di coscienza dei compagni. Una “pratica” evidentemente divenuta banale.
"Si preparano bevendo prima di andare a ballare, e poi cominciano a inghiottire il famoso Tgv". Il cocktail micidiale di tequila, gin e vodka che in alcuni casi, sempre meno rari, non sfocia più in una più o meno innocente evasione.

ILGIORNALE.IT
Movida Multe salate per i venditori abusivi d’alcol
Passano da 50 a 450 euro le sanzioni per chi viola le ordinanze che vietano la vendita di alcol in bottiglie di vetro dalle 21 in poi. Lo stabilisce la delibera di giunta approvata ieri per rendere più incisivo il contrasto al degrado. Tutti gli esercizi (pizzerie, gelaterie, gastronomie, take away) potranno quindi vendere bevande solo in bicchieri di plastica. Nel mirino della nuova delibera, inoltre, al tradizionale asse della movida, ovvero Navigli, corso di porta Ticinese, colonne di San Lorenzo, anche l’Arco della Pace e corso Como e la zona intorno allo stadio di San Siro, per il periodo dei concerti estivi. Il Comune inaugura la linea dura anche con gli auto negozi che vendono panini e bibite oltre l’orario loro consentito, ovvero le 24 e non rispettano nemmeno le ordinanze sulla vendita delle bevande nel vetro. I controlli, sempre più duri, hanno già portato al sequestro di cinque autonegozi.

IL TIRRENO del 20 giugno 2009
Gli ha chiesto i documenti
Picchia l’agente davanti al bar
Il giovane, 26 anni, ha patteggiato 6 mesi durante la direttissima
GROSSETO. Accecato dai fumi dell’alcol ha fatto il diavolo a quattro in un bar del centro mandando un agente in ospedale e cercando di spaccarsi la testa contro il finestrino dell’auto della polizia. Nour Eddine Aboufaris, 26 anni, origine marocchino è stato arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamenti oltre ad essere denunciato per ubriachezza molesta. Ieri mattina durante il processo per direttissima, il giovane ha patteggiato davanti al giudice sei mesi di reclusione, la pena è stata sospesa e il ventiseienne è così tornato in libertà.
La notte brava è iniziata quando al 113, intorno alle 22,15 è arrivata la chiamata del titolare dello Chalet, il bar all’ingresso del centro storico. Il titolare ha raccontato che seduti ad uno dei tavoli c’erano tre ragazzi che disturbavano gli altri clienti. Quando la volante è arrivata in via Porciatti ha chiesto i documenti a tutti.
Uno dei tre però si è rifiutato. A questo punto avrebbe provocato e sfidato. Poi ha preso un bicchiere in mano minacciando di usarlo come arma. A questo punto il poliziotto ha provato a fermarlo prima che facesse qualche danno ma il giovane invece di calmarsi si è scagliato contro l’agente che è finito in ospedale con cinque gironi di prognosi. Nonostante questo i due poliziotti sono riusciti a bloccare il giovane. Ma quando lo hanno portato in auto ha iniziato a dare testate al finestrino cercando di autolesionarsi.

TGCOM
Gf,Floriana: "No insulti ad agenti"
Roma, "non ho aggredito nessuno"
"Non ho mai insultato gli agenti di polizia intervenuti, non ero ubriaca e non ho di certo danneggiato alcunché. Per questi fatti sto predisponendo, attraverso i miei legali, le opportune tutele". A spiegarlo è Floriana Secondi, vincitrice del Grande Fratello 3, denunciata qualche giorno fa a Roma per aver aggredito alcuni poliziotti, accorsi nel suo appartamento dove - secondo una segnalazione - era in corso una lite.
"Preciso - sottolinea Floriana in una nota - che nella notte tra il 17 ed il 18 giugno, dopo essere stata a cena con degli amici, ho trovato il mio ex compagno ubriaco ed in evidente stato di alterazione sotto casa mia. Per calmarlo ed aiutarlo l'ho portato in casa, ma non appena entrati ha cominciato ad urlare, rompere oggetti, sbattere le porte, eccetera. La situazione stava degenerando, ma fortunatamente i vicini allarmati hanno chiamato la polizia, la quale è intervenuta trascinandolo sotto casa".
"Quando li ho raggiunti - continua - ho trovato il mio ex compagno in evidente stato confusionale, agitato, bloccato a terra, ferito e con difficoltà respiratorie. Ho chiesto agli agenti se potevo accompagnarlo in ospedale e così ho fatto, lasciandolo all'ingresso del Pronto Soccorso dell'ospedale Aurelia Hospital. Sono molto preoccupata per il mio ex compagno che da qualche anno si trova in una situazione molto difficile, dalla quale non riesce ad uscire. I suoi comportamenti aggressivi e violenti mi hanno portato più volte a chiamare la polizia, per cercare di calmarlo. E' una persona che ha bisogno di aiuto e, nonostante le sue azioni - conclude Floriana - ho cercato sempre di aiutarlo anche e soprattutto perché è il padre di mio figlio".

L’ARENA di Verona
DRAMMA FAMILIARE. I carabinieri della Compagnia di Caprino mettono fine a mesi di soprusi
Insulti e maltrattamenti al padre, arrestato
Per sfuggire alle minacce doveva chiudersi in camera
Lui, il padre, ha il fisico, la mente e il cuore devastati dall’alcol. L’altro, il figlio, 40 anni, disoccupato, non ne può più di quell’uomo così irrimediabilmente con gli occhi puntati verso il bicchiere di vino, suo compagno di vita di tutti i giorni. E ha reagito a questa situazione diventata insopportabile per lui e la madre. In modo sbagliato, però. Ha iniziato a trattare male il padre, insultandolo e minacciandolo. Secondo l’accusa, lo costringeva a chiudersi a chiave nella sua stanza per evitare aggressioni, violenze e insulti. C’era anche chi vedeva l’anziano spesso dormire fuori casa. In auto. Con il suo cane.
Il quarantenne è finito così nei guai e con questi soprusi e vessazioni ai danni del genitore, ha varcato il confine ed è entrato nell’alveo del codice penale. La procura lo accusa di maltrattamenti, ingiurie e minacce che si sono protratte nel tempo. I carabinieri lo tenevano d’occhio da mesi, monitoravano la situazione di quella famiglia «border line» che vive in un piccolo paese sulla provinciale verso il Trentino. E tre giorni fa, è scattato l’arresto dei carabinieri della compagnia di Caprino dopo che il giudice delle indagini preliminari Isabella Cesari ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare così come richiesto dalla procura pochi giorni prima.
Il quarantenne è stato portato in carcere dal quale è uscito solo per poche ore ieri mattina per recarsi in tribunale dove si è svolto l’interrogatorio di garanzia. Che è durato giusto il tempo per aprire il verbale d’udienza, segnare che l’indagato, difeso dall’avvocato Fabiana Treglia, si è avvalso della facoltà di non rispondere e poi chiudere l’udienza con un nulla di fatto. Il quarantenne è stato così riportato in carcere a Montorio.
Restano gli atti, le deposizioni tra le lacrime del padre vittima forse dei soprusi del figlio, il silenzio della madre che, però, emerge dagli atti processuali, avrebbe sempre parteggiato per il figlio contro quell’uomo sempre in balia dell’ebbrezza dell’alcol. Una situazione famigliare difficile, complicata anche dalle condizioni di salute dell’indagato, sottoposto, recentemente, al trattamento sanitario obbligatorio, deciso dalle autorità sanitarie. Il quarantenne sarebbe stato dimesso pochi giorni fa e una volta tornato a casa, ha ripreso, secondo l’accusa, le aggressioni nei confronti del padre. Le tensioni, le liti, le discussioni sono continuate così imperterrite come un treno in corsa senza meta. Fino a giovedì quando è spuntato anche un coltello, impugnato dal figlio. E il padre che lo ha raccontato ai carabinieri. Mi ha minacciato con quell’arma, ha detto quell’uomo con gli occhi lucidi. Quel coltello, replica la difesa del figlio, non si è più trovato e forse quell’aggressione non c’è mai stata: manca la prova cardine. L’arresto, però, è scattato sulla base di mesi d’indagini e degli elementi raccolti dagli inquirenti. Domani l’avvocato Treglia presenterà ricorso al tribunale a venezia con il quale chiederà la scarcerazione del suo cliente.
GP.CH.

SANBENEDETTOGGI.IT
"Festa della Musica": sarà anche "Notte bollente"
In occasione dell'appuntamento della sera di domenica 21 giugno nel centro di San Benedetto sarà presente un meeting point informativo, dalle 20 alle 24 in viale Moretti, sulla salute, sulla responsabilità e sulla sicurezza stradale
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In arrivo una “Notte Bollente”. L’Assessorato alle Politiche Sociali di San Benedetto del Tronto, in collaborazione con l’Ambito Sociale Territoriale 21, l’Asur 12 e Commercentro ripropone l'evento dedicato ai giovani per promuovere la salute ed orientare verso scelte di vita sane e consapevoli. Anche quest’anno l’iniziativa è ospitata all’interno della Festa della musica di domenica 21 giugno.
Con la “Notte Bollente” l’amministrazione di San Benedetto intende in questo modo contribuire a trasmettere creativamente e costruttivamente modelli positivi per modificare comportamenti di guida e stili di mobilità pericolosi, orientando i giovani alla cultura della responsabilità e della legalità in tema di sicurezza stradale, a partire dai comportamenti legati al consumo di bevande alcoliche in particolare nei locali di ritrovo.
Partners privilegiati di questo progetto sono quindi i locali del divertimento che hanno già sottoscritto un Codice etico di Autoregolamentazione nel quale si impegnavano a promuovere una serie di iniziative tra le quali rientra appunto “La Notte Bollente”.
Molti i servizi coinvolti dagli enti promotori e che hanno aderito alla doppia manifestazione. Si va dalla Polizia Municipale, il Servizio Risposte Alcologiche, l’Informagiovani a quelli dell’Ambito Sociale 21 Unità di strada, fino ai servizi della Zona Territoriale 12, Easy Contact, Educazione alla Salute e Consultorio Giovani.
Nel corso della “Notte Bollente” sarà istituito dalle ore 20 alle 24 un Meeting Point in Viale Moretti dove sarà possibile conoscere direttamente e orientarsi verso tutte le offerte dei servizi che nel nostro territorio si occupano di informazione, sensibilizzazione, prevenzione e promozione della salute.
In tarda serata, l’iniziativa continua nei locali come ad esempio l'Amerigo Village, la Medusa e il Geko, dove sarà possibile aderire alla campagna guidatore per una “Notte Bollente”: chi decide di diventare volontariamente guidatore designato avrà in regalo un gadget molto speciale e potrà bere gratuitamente bevande analcoliche.

L’ARENA di Verona
STRADE PERICOLOSE. In via Pontida
Cade dalla moto È in prognosi riservata
Era la passeggera di una Ducati Monster
Il temporale di venerdì sera ha provocato danni alla viabilità, con molti tombini scoperchiati per la violenza della pioggia e alcuni alberi abbattuti, uno dei quali inpiazzetta Bra Molinari ha provocato danni al palazzo del civico due e ad alcune autovetture. Problemi in borgo Venezia e nel territorio di Montorio dove a Santa Maria in Stelle e via della Collina si sono verificati problemi con le caditoie ostruite dal fango e con la presenza di detriti lungo le strade, momentaneamente impraticabili. Soliti disagi lungo la tangenziale nord per i sottopassi allagati e l’intervento di Amia con le pompe per riportare alla normalità il transito. In centro alcuni teloni di locali sono stati strappati dalla furia del vento, mentre molti vasi di piante da ornamento sono state rovesciate. Numerosi gli incidenti stradali il più grave verificatosi poco dopo le due in via Lega Veronese all’incrocio con via Pontida dove una Ducati Monster condotta da un veronese 35 enne perdeva il controllo cadendo a terra rovinosamente. La passeggera una ragazza 30enne si trova ora ricoverata in prognosi riservata all'ospedale Maggiore.
Il conducente è risultato positivo al test dell’etilometro ed è stato denunciato.

SANREMONEWS
Taggia: guida in stato d'ebrezza, corso di aggiornamento
Si è tenuto nella sala polivalente del Comune di Taggia, il primo corso d’aggiornamento per la Polizia Municipale, organizzato dal SULPM, il sindacato maggiormente rappresentativo della categoria; l’argomento riguardava un tema molto sentito da tutti, la guida in stato d’ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti, che tanti incidenti purtroppo a volte mortali, causa sulle nostre strade.
“Si tratta del primo di una serie di giornate di studio, ha detto il Segretario Provinciale Sergio Fogliarini, che vogliamo offrire ai colleghi, perché la formazione professionale è purtroppo veramente carente tra gli operatori della polizia municipale in tutta la provincia".
Infatti, la partecipazione è stata molto numerosa sia di mattino che di pomeriggio, segno del desiderio della categoria di volersi aggiornare per rendere un servizio sempre migliore alla cittadinanza. Il progetto del SULPM prevede una serie d’incontri, altri due già programmati quest’anno, e quattro l’anno prossimo, sempre su argomenti di forte attualità sia per la categoria che per gli utenti della strada. Alla fine dell’incontro il Segretario Generale, Cludio Mascella, ha colto l’occasione per fare il punto sulla riforma della legge quadro della Polizia Municipale, ferma dal 1986.
“Grazie alle energie profuse dal sindacato - evidenziano gli organizzatori - siamo quasi al traguardo per l’approvazione di una legge che finalmente disegnerà il nuovo stato della polizia municipale; sempre più vicina a quel moderno operatore che quella sicurezza che chiedono tutte le città e sempre più lontano dal vecchio vigile che pensava solo a fare le multe in divieto di sosta. Si tratta di una legge che richiederà un po’ di tempo per la piena applicazione, ma che potrà diventare un formidabile strumento per i sindaci che vorranno garantire la sicurezza dei loro cittadini”.
C.S.

IL TIRRENO
Denuncia e ritiro della patente per una ventenne fermata mentre rientrava a casa
Alcol nel sangue 5 volte oltre il limite
PISTOIA. Alla prova dell’etilometro, il tasso alcolemico presente nel sangue superava di cinque volte il limite di 0,50 g/l consentito dalla legge. Sono scattati così per la ragazza, A.C. di 20 anni, la denuncia per guida in stato di ubriachezza e il ritiro immediato della patente.
Alle una della notte tra giovedì e venerdì, la giovane stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa con gli amici. Percorreva con la sua auto, una Fiat Panda, via del Villone, quando è sbandata finendo prima addosso ad uno scooter parcheggiato in sosta e poi addosso al muretto di recinzione di una casa.
Il proprietario dell’abitazione è sceso in strada. A.C. era ancora visibilmente scossa, la macchina - acquistata pochi giorni prima - danneggiata nella parte anteriore. Lo scooter, un Suzuki 125, nell’impatto era stato spostato in avanti di circa 4 metri sulla strada.
Sul posto è intervenuta una volante della polizia che ha effettuato, come da prassi, il test dell’etilometro alla giovane. Ad un primo controllo il tasso alcolemico è risultato di 2,20 g/l. Al secondo, eseguito dopo una decina di minuti, di 2,25 g/l, cinque volte superiore al limite consentito dalla legge. Ricordiamo che con un tasso alcolemico superiore ad 1,5 g/l sono previste la sospensione della patente da 1 a 2 anni, la confisca del veicolo e un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro.
La ragazza è stata denunciata per guida in stato di ebbrezza. Le è stata ritirata la patente e l’auto è stata affidata in custodia giudiziale al padre.
T.G.

IL TEMPO
L'altra faccia di Ostiense. Il comitato di quartiere: liberateci dal degrado
Bottiglie usate come coltelli Anche San Paolo si ribella
Due-trecento bottiglie abbandonate ogni notte sulle panchine nei giardini che costeggiano il lungoferrovia in via Gaspare Gozzi, a pochi metri dalla fermata metro San Paolo: vetri tra l'erba, sotto le alberate, e davanti ai portoni, dall'altra parte della strada, mentre i cestini zeppi traboccano oggetti contuntendi a portata di mano, perché le bottiglie spezzate vengono usate come lame da gente ubriaca e su di giri.
«Qui ormai è terra di nessuno, e non ci venissero a dire che la colpa è dei residenti» dice Armando Miniati, vicepresidente del comitato di quartiere San Paolo. «Petizioni con raccolte firme chilometriche e lettere ed esposti presentati alle forze dell'ordine - continua - non sono servite a porre fine a risse, bivacchi e schiamazzi». L'altra faccia di Ostiense, al di quà della basilica, somiglia tanto al quadrilatero della movida senza regole, a via Libetta, via del Commercio, viale del Porto Fluviale, piazza Bottego e via del Gazometro, che pullulano di locali, ma senza le tutele della vicina Testaccio, che riversa i suoi problemi nella zona limitrofa, dove vivere diventa impossibile. Stesso degrado, ma diversa origine. «Dieci anni fa qui si stava veramente bene» racconta Miniati, residente da 52 anni. Ma via Gozzi, Leonardo da Vinci e via Chiabrera non si riconoscono più. «I negozi presenti sul territorio da generazioni - continua Miniati - sono passati ai cinesi, che hanno trasformato la zona in una piccola piazza Vittorio di cineserie da un euro, proliferano phone center e internet point, che spesso vendono alimentari e alcolici anche per tutta la notte». E col passaggio di mano sono cambiati anche gli avventori di locali che «interpretano le regole a modo loro». Alimentari etnici, pizzerie, kebab e gelaterie sempre aperte, mentre «i negozi del gruppo bangladesh vendono alcolici fino a notte fonda, così si creano i bivacchi, che degenerano in litigi, zuffe, che infastidiscono i residenti». E di giorno l'assedio di ambulanti, «sia autorizzati, che arrivano in con grosse auto e creano ingorghi- spiega Miniati -, e gli abusivi che occupano i marciapiedi. Le strade sono una casba, il parcheggio in doppia fila è la regola, ma ci sono mezzi parcheggiati anche in terza e quarta, che intralciano scivoli per handicappati, strisce pedonali e passi carrabili intorno alle fermate metro Marconi e San Paolo». In attesa dell'ordinanza antivetro, dopo il tavolo aperto con l'assessore Bordoni, appello del presidente del cdq Ostiense, Andrea Mocciaro ai commercianti: «cominciate a vendere birra e alcolici nei bicchierini di plastica».

LANAZIONE.IT
SCANDICCI
Ubriaco in auto provoca incidente stradale: 2 feriti
A Scandicci un diciannove ubriaco al volante ha provocato un incidente stradale e ferito lievemente due persone. Per lui denuncia, sequestro dell'auto e patente ritirata. Ubriachi alla guida anche in centro a Firenze: sette denunce e ritiro patente
Scandicci (Firenze), 20 giugno 2009 - Un diciannovenne ubriaco ha provocato un incidente in cui sono rimaste coinvolte anche altre due persone. E' avvenuto la scorsa notte a Scandicci. Il giovane è un romeno: denunciato, patente ritirata e auto sequestrata. le due persone coinvolte hanno riportato ferite lievi.
I carabinieri hanno effettuato anche posti di blocco davanti ad alcune discoteche fiorentine, nell'ambito dell'operazione 'estate sicura'. Sono stati controllati quasi 100 automobilisti di cui 7 sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza; per loro è scattato anche il ritiro della patente. In due casi è stata sequestrata anche l'auto. Uno slavo di 19 anni, infine, è stato denunciato perchè, dopo aver avuto un alterco con i buttafuori che, vedendolo ubriaco, non volevano farlo entrare in un locale, ha danneggiato alcune vetture parcheggiate

INFORMATISUBITO.MYBLOG.IT
Adolescenti italiani a rischio alcolismo e obesità
Cadono davvero le braccia a guardare la fotografia dei nostri adolescenti, scattata dai pediatri della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale riunitisi per il Congresso nazionale, a Siena Perché non è proprio l'istantanea di una gioventù che scoppia di salute: un adolescente su tre è sovrappeso, uno su quattro beve alcol ogni giorno. Colpa di abitudini sbagliate e stili di vita poco sani, ma forse un po' anche dei genitori che non li hanno saputi educare.
ALCOL – Fa impressione soprattutto pensare a quindicenni che già si scolano un drink al giorno. «In Italia a livello generale i consumi di alcol sono diminuiti. Ma se si va a guardare cosa succede nella fascia d'età fra gli 11 e i 18 anni, la tendenza si inverte rispetto agli adulti e l'abitudine all'alcol risulta in crescita – spiega Giuseppe di Mauro, presidente SIPPS –. Infatti il 25 per cento dei ragazzini con meno di 15 anni beve due o più unità alcoliche al giorno e lo fa addirittura il 35 per cento delle ragazzine; pure l'età del primo assaggio si è abbassata rispetto agli anni scorsi. Inoltre, non stiamo parlando di consumo di vino o birra, ma di cocktail e aperitivi bevuti al pub da ragazzini che spesso non sono neanche arrivati all'età dell'adolescenza». In quei mix però ci sono superalcolici che fanno male agli adulti, figuriamoci a un dodicenne. «Oltre ai rischi per la salute vanno considerati anche i pericoli a lungo termine, non meno gravi – aggiunge il pediatra –. Cominciare a bere molto presto significa abituarsi a farlo: ragazzini che bevono regolarmente saranno adulti che cederanno più facilmente all'alcol». Secondo i dati raccolti dalla SIPPS l'alcol fra gli adolescenti è davvero una piaga sociale, ma soprattutto è la spia di un disagio dei giovanissimi a cui evidentemente non si riesce a dare una risposta efficace: «Gli adolescenti assumono spesso comportamenti a rischio a causa di difficoltà personali, in un'età complicata per definizione: l'alcol, ad esempio, è più diffuso fra i figli di genitori separati – osserva di Mauro –. A questa età la prevenzione non deve riguardare le malattie, perché raramente gli adolescenti si ammalano: genitori e pediatri, invece, devono intercettare segni premonitori del disagio e dare ai ragazzini messaggi di educazione a stili di vita corretti».
OBESI – L'abitudine precoce all'alcol infatti non è la sola «malattia» degli adolescenti italiani. I chili di troppo sono l'altro grande problema degli under 18: «In alcune Regioni italiane gli adolescenti sovrappeso sono addirittura uno su due e gli obesi uno su quattro. Ma se un ragazzino è obeso è difficilissimo che nella sua famiglia siano tutti magri – puntualizza il pediatra –. Nel 70-80 per cento dei casi c'è almeno un parente stretto obeso; un bimbo che ha un genitore obeso rischia tre volte di più della norma di diventarlo a sua volta, se mamma e papà sono entrambi obesi la probabilità decuplica. Questo significa che se vogliamo davvero cambiare il destino di questi adolescenti bisogna agire su tutta la famiglia: se voglio curare un bimbo sovrappeso, difficilmente ci riuscirò senza intervenire modificando lo stile di vita dei suoi genitori». In fondo gli esempi che si hanno sotto gli occhi tutti i giorni sono più forti di mille parole, nel bene e nel male: «Dobbiamo insegnare ai figli uno stile di vita sano, in tutti i sensi. Ma se siamo noi i primi a bere senza moderazione, mangiare a quattro palmenti e stare ore di fronte alla TV, è difficile pretendere che i nostri figli possano comportarsi diversamente. Anche i pediatri possono fare molto per instaurare con le famiglie un'alleanza di reale prevenzione: è l'unico modo per scongiurare il diffondersi delle «epidemie» di alcolismo e obesità fra i giovanissimi, che chiederanno un prezzo da pagare molto salato quando queste nuove generazioni saranno diventate adulte», conclude il pediatra.

ECO DI BERGAMO
Maltratta moglie e figlie minorenni
Arrestato albanese pregiudicato
I vicini di casa hanno chiamato la polizia dopo aver sentito forti urla provenire da un appartamento di una palazzina di via Viotti, in città. È così che agenti delle volanti della polizia di Bergamo hanno arrestato un albanese di 44 anni, pregiudicato per lo stesso reato, per maltrattamenti in famiglia. L'uomo, disoccupato e con problemi di alcolismo, stava picchiando e maltrattando la moglie di 48 anni e le due figlie, rispettivamente di 11 e 12 anni.
Sul posto è intervenuta anche un'ambulanza del 118: la donna e la 12enne hanno infatti riscontrato nell'aggressione ferite guaribili in una decina di giorni. L'uomo è stato invece arrestato in flagranza di reato e portato in carcere.

CORRIERE ADRIATICO
Auto confiscate
Incidenti e ubriachi Crescono i controlli
Fermo Continuano i controlli della polizia stradale guidata dal comandante Giuseppe Adagio. Gli ultimi sono stati effettuati l’altra notte in tutto il territorio del Fermano. Una attività di prevenzione molto importante per evitare che i giovani si mettano al volante dopo aver bevuto troppo o assunto droghe.
In particolare, lungo la statale, nei pressi del casello autostradale di Porto San Giorgio, si è verificato un incidente stradale. Coinvolto C.C., 40 anni, del luogo, che con l’auto è andato a finire contro due vetture in sosta. Dai successivi accertamenti con l’alcoltest è emerso che aveva un tasso alcolemico più di tre volte rispetto a quello consentito: per questo motivo, oltre alla denuncia e al ritiro della patente, gli è stata sequestrata anche l’auto. Per quanto riguarda i posti di blocco, in cinque sono stati a loro volta segnalati per guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche e due i veicoli sequestrati in quanto i rispettivi conducenti avevano alzato troppo il gomito (per scattare la confisca il tasso alcolico deve essere superiore a 1,5 grammi di alcol nel sangue). In tutto sono stati controllati 28 conducenti con l’etilometro e il precursore. Gli stessi operatori hanno comminato sette sanzioni al codice della strada e sono stati decurtati 50 punti dalle patenti di chi è stato pizzicato ubriaco al volante. Controlli che con la stagione estiva diverranno ancora più serrati.

IL GAZZETTINO (Belluno)
Pugno di ferro dei carabinieri della compagnia cittadina che nei primi sei mesi del 2009 hanno sequestrato 17 veicoli
Alla guida ubriachi, ritirate 87 patenti
Fermate dai militari dell’Arma quattro persone che si erano messe al volante drogate
Feltre
Pugno di ferro contro le persone che si mettono al volante sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti. Grazie all’intensificazione dei controlli, nel primo semestre del 2009 è sensibilmente aumentato il numero di trasgressori trovati e bloccati dalle forze dell’ordine. Molti di questi non erano leggermente brilli, ma proprio ubriachi, superando notevolmente il limite stabilito dalla legge.
L’attività sviluppata a partire dal 1 gennaio dal comando Compagnia carabinieri di Feltre, anche in collaborazione con i diversi comandi di polizia locale, per contrastare il fenomeno della guida dei veicoli sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti ha fatto registrare un aumento delle violazioni accertate pari a circa il 18% in più rispetto al primo semestre del 2008. «Tale aumento – spiega nella nota stampa il comandante della compagnia dei carabinieri di Feltre, capitano Antonio Cavalera - si ritiene sia da attribuire principalmente all’intensificazione dei controlli più che al maggior numero di trasgressori. Infatti sovente gli utenti controllati hanno dichiarato d’aver ragionevolmente optato per la formula di gruppo “uno non beve”, ovvero per il trasporto a domicilio utilizzando i bus navetta, da e per i locali pubblici, recentemente istituiti».
I DATI
Complessivamente sono state 87 le patenti ritirate e 17 i veicoli confiscati. Nel dettaglio emerge che in ben 28 casi i conducenti sono stati trovati alla guida con oltre 1,5 g/l, con punte massime fino a 3,9 g/l. (in questi casi – sopra l’1,5 g/l - il Codice della strada prevede anche la confisca del veicolo qualora di proprietà del conducente). A tal proposito va anche detto che la norma (art.186) stabilisce che fino a 1,5 g/l sia contestato lo stato di ebbrezza alcolica, invece sopra l’1,5 lo stato è quello di ubriachezza.
ALLA GUIDA DROGATI
Molto più contenuto il numero di automobilisti che avevano fatto uso di droghe. Le patenti ritirate per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti infatti sono state complessivamente 4.
I TRASGRESSORI
Dal quadro complessivo si rileva che il target dei contravventori abbraccia principalmente la fascia maschile tra i 30 e i 40 anni. Soltanto in tre casi alla guida dei veicoli vi erano donne.
GLI INCIDENTI
I conducenti di veicoli rimasti coinvolti in incidenti stradali, risultati al controllo in stato di ebbrezza sono stati complessivamente cinque. Ciò nonostante l’indice di sinistrosità ha fatto registrare una flessione del 21% rispetto all’analogo periodo del 2008.
R.F.

IL GAZZETTINO (Belluno)
IL CASO
Gli agenti gli ritirano il documento ma risale su un’altra auto e riparte
Feltre
Gli ritirano la patente per guida in stato di ebbrezza, ma due ore dopo i carabinieri lo fermano di nuovo al volante di un’altra auto. Un automobilista piuttosto testardo è rimasto “vittima” della rete di controllo sul territorio messa in atto dalle forze dell’ordine per contrastare in particolare il fenomeno della guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Una sistema coordinato per “intrappolare” i trasgressori al volante. L’uomo era stato fermato da una pattuglia che, dopo averlo sottoposto ai controlli, aveva deciso di ritirargli la patente per guida in stato di ebbrezza. Sperando forse di non incappare nuovamente in un’altra pattuglia, il conducente senza patente si era messo al volante di un’altra auto, tra l’altro di grossa cilindrata. Le forze dell’ordine l’hanno, però, bloccato e per lui è scattata anche la denuncia per guida senza patente.
«L’attività è stata svolta mediante l’attuazione di posti di controllo dislocati a “scacchiera” su tutto il territorio e con l’impiego delle “pattuglie dedicate” che effettuano il monitoraggio delle arterie stradali in forma dinamica, procedendo al fermo dei veicoli in movimento», spiega il comandante della compagnia di carabinieri di Feltre, capitano Antonio Cavalera, che ieri ha fornito i dati dei controlli svolti nel primo semestre 2009.
«La “campagna” dei controlli per la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti è stata ulteriormente incrementata a decorrere dal corrente mese di giugno, in forza del protocollo promosso dalla Prefettura di Belluno in collaborazione con l’Ulss n. 2 di Feltre che ha predisposto una speciale équipe di sanitari del Ser.T. i quali operano in collaborazione con le pattuglie impegnate sulle strade nelle ore serali e notturne a cavallo dei fine settimana».

IL GIORNO (Bergamo Brescia)
Rincasa ubriaco e picchia moglie e figlie
IL RESTO DEL CARLINO (Ascoli)
Arte, musica, divertimento e una campagna anti-alcol
IL MESSAGGERO VENETO
anzolini insiste: alcol vietato agli under 16
LIBERTA’
Danneggiamento e ubriachezza: la notte brava finisce in Questura
GIORNALE DI BRESCIA
Rezzato Scatta il coprifuoco alcolico
GAZZETTA DI MODENA
Guida ubriaco e si schianta: quattro feriti
GAZZETTA DI REGGIO
La Polstrada insiste, fermati altri ubriachi
LA NAZIONE (MassaCarrara)
L'abuso di alcool finisce... in giunta
LA NAZIONE (La Spezia)
Maxi rissa, processione' di giovani all'ospedale
IL RESTO DEL CARLINO (Bologna)
L'ABUSO di alcol e droghe sta provocando una vera ecatombe di giovani e intere famiglie...
CORRIERE DELLA SERA
Centinaia di studenti in piazza Pioggia e polizia frenano il botellon
LA STAMPA
Neo-pantentato ubriaco si fa "azzerare" la patente

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