ASAPS.IT
Incidenti fine settimana
Ottimi i risultati dei primi 6 mesi del 2009
2.817 incidenti in meno (-10,5).
Calo netto dei morti -186 (-24,5%).
Meno 72 decessi fra gli under 30 (-25,5%)
Le vittime di notte sono state 76 in meno con un calo del 31,3% rispetto al 2008
Dai dati ufficiali diffusi dal Ministero dell'Interno relativi agli incidenti rilevati dalla Polizia Stradale e dai Carabinieri (ai quali si dovranno poi aggiungere quelli delle Polizie locali), arrivano buone notizie.
Nei primi sei mesi del 2009 nei week-end si sono registrati 23.897 incidenti, 2.817 in meno e un calo del 10,5% rispetto allo stesso periodo del 2008. Ancora più netto il miglioramento nei dai feriti e soprattutto della mortalità.
Nel periodo esaminato i feriti sono stati 18.842, in calo di 2.877 e del 13,5%. I decessi sono stati 578, ben 186 in meno rispetto ai 764 del primi sei mesi del 2008, il calo in questo caso è del 24,3%. Se puntiamo l'attenzione nella fascia under 30 le vittime sono state 72 in meno e la diminuzione è del 25,5%.
Dati ancora migliori per la fascia di incidenti delle ore notturne, nelle 16 ore maledette che vanno dalle 22 del venerdì alle 6 del sabato e dalle 22 del sabato alle 6 della domenica. I morti nelle notti del week-end sono stati 167, ben 76 lenzuoli bianchi in meno rispetto ai 243 dello scorso anno e un calo record del 31,3%.
Anche gli incidenti ai veicoli a due ruote nel primo semestre del 2009 , hanno fatto registrare finalmente un dato complessivo di 193 sinistri mortali, una cifra certamente altissima, ma nettamente migliore rispetto ai primi 6 mesi del 2008, quando gli incidenti mortali furono 241. Il calo è del 24% con 61 scontri micidiali in meno.
I motivi di questo positivo trend della sinistrosità possono essere diversi. Certamente il pacchetto delle nuove norme adottate nel 2007 e 2008 sta dando i suoi frutti. Tuttavia l'incremento dei controlli con l'etilometro è stato determinante.
Giordano Biserni
Presidente Asaps
L’ARENA di Verona
SICUREZZA STRADALE. Misure severe nel testo in commissione alla Camera. Nodo della Lega
«Alcol zero» per i neopatentati
ROMA
Quaranta articoli che riscrivono in gran parte il Codice della strada: il testo unificato sulla sicurezza stradale sta per incassare il via libera della Camera e punta a essere legge prima del grande esodo estivo.
«Chi beve non guida e chi guida non beve»: questo il motto del pacchetto di norme, che prevede anche narco-test eseguiti direttamente dalle pattuglie della Polstrada, un certificato per i guidatori professionisti, l’esame di guida per i quattordicenni che vogliono prendere il motorino.
Sulla strada per l’approvazione resta solo un ostacolo: la Lega è tornata a chiedere che il termine per la vendita di alcol nei locali non sia tassativamente fissato alle 2 di notte. Una misura che è stata già bocciata dal Senato e dunque per evitare che il provvedimento si incagli al Senato occorre trovare un compromesso. Tra i provvedimenti più importanti vi è la tolleranza zero per i più giovani e tutti i neopatentati che non potranno bere neanche un sorso di birra prima di mettersi alla guida. I nuovi paletti riguardano i conducenti che hanno meno di 21 anni, chi ha la patente da non più di tre anni e i conducenti professionali e di autoveicoli. Si prevede, infine, il carcere fino a 15 anni per chi si mette al volante con un tasso alcolemico superiore a 1,5 o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e si è responsabili di un incidente mortale che coinvolge più persone.
OMNIAUTO.IT
Alcol: altro giro di vite
Il nuovo Codice della Strada prevede sanzioni più severe anche per chi getta rifiuti dall’auto
Il Governo scende di nuovo in campo per arginare il fenomeno degli incidenti dovuto alla guida in stato d’ebbrezza. Lo fa inasprendo le multe del Codice della Strada con la Legge sulla sicurezza, che ha ricevuto l’ok definitivo del Senato giovedì scorso: la stessa che aumenta di un terzo l’importo delle sanzioni per chi commette infrazioni di notte.
PUGNO DURO CON CHI SI UBRIACA
Resta inalterato il limite di 0,5 grammi di alcol, così come la multa per chi viene “pizzicato” alla guida della propria auto dopo essersi ubriacato davvero: il tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi è sanzionato con 1.500 euro, l’arresto da tre mesi a un anno, la sospensione della patente da uno a due anni (revocata in caso di recidiva nel biennio), confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che la vettura appartenga ad altri (vuol dire che la vettura non viene più restituita e resta allo Stato). La novità riguarda chi supera il grammo e mezzo, ma con un’auto non propria: in questo caso, la sospensione della patente raddoppia, potendo andare da due a quattro anni.
CONTRO I “FURBETTI”
La logica della nuova multa è semplice: chi guida in stato di forte ubriachezza (oltre 1,5 grammi di alcol per litro di sangue) un’auto non propria per evitare la confisca, subisce una sospensione della patente che può arrivare a quattro anni. Invece, per le altre “fasce” di ebbrezza, le multe restano quelle di prima: se viene accertato un tasso superiore a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue e non superiore a 0,8 grammi, 500 euro (666,6 euro se in un orario che va dalle 22 alle 7) e la sospensione della patente da tre a sei mesi; quando invece il valore di tasso è superiore a 0,8 ma non a 1,5 grammi, 800 euro, arresto fino a sei mesi, sospensione della patente da sei mesi a un anno (articolo 186 del Codice della strada).
CHI SPORCA PAGA… QUANTO?
Un’altra importante novità riguarda l’articolo 34-bis del Codice, che punisce chi insozza le strade gettando rifiuti od oggetti dai veicoli in movimento o in sosta. La multa attuale diventa di 500 euro, contro i 23 euro precedenti, previsti dall’articolo 15. Tuttavia, in questo caso, OmniAuto.it solleva un piccolo dubbio: l’articolo 34-bis (quello dei 500 euro) ora c’è, ma la Legge sulla sicurezza non ha abolito il vecchio articolo 15 del Codice (23 euro per la stessa identica infrazione). E allora, quale dei due articoli deve applicare un agente delle Forze dell’ordine? In attesa di chiarimenti da parte del Governo, resta il problema che dal 1993, il Codice della Strada è stato inasprito una sessantina di volte per far calare gl’incidenti: è quasi fisiologico che si incappi in errori e ripetizioni... E non finisce qui: è in arrivo un Decreto legge che introduce altre regole severe, come la tolleranza zero in fatto di alcol per i neopatentati.
LA NAZIONE (La Spezia)
SARZANA
Alcol, 15enne in coma per strada
Ha barcollato per tutta la città, poi si è accasciato a terra con la testa ferita. Il 15enne è stato trovato in coma etilico in una delle strade del centro, accanto a lui una bottiglia di vodka mezza vuota. Qualcuno lo ha anche filmato con il cellulare e il video è ora all'esame dei vigili urbani
Sarzana, 8 luglio 2009 - Lo hanno visto attraversare barcollando tutta la città, da piazza San Giorgio, lungo via Landinelli, fino quasi a piazza Garibaldi. Poi cadere addosso ad un’auto che si muoveva a passo d’uomo, accasciarsi immobile, con la testa ferita. Erano le 4 e mezza di lunedì pomeriggio ma pochi si sono turbati. I suoi amici si sono dileguati, qualche anziano lo ha aggirato, il conducente è sceso per controllare che l’auto non fosse danneggiata ed è ripartito. Ha 15 anni il giovane finito in coma etilico l’altro pomeriggio in una delle strade più movimentate del centro storico. Ma l’episodio non ha turbato molti. E forse proprio qui sta la chiave del fatto che l’alcolismo sta aumentando in modo preoccupante.
Ne sono prove, e forse in molti casi 'effetti collaterali', le moltissime bottiglie disseminate ogni notte in ogni angolo della città, le richieste di aiuto in aumento allo sportello dell’adolescenza dell’Asl, gli atti di vandalismo e di teppismo. L’episodio avvenuto l’altro pomeriggio e su cui ora stanno indagando gli agenti della polizia municipale, rende necessaria una riflessione profonda e interventi concreti.
Il ragazzino era solo quando lo hanno infine soccorso in via Landinelli, in coma etilico e ferito. Ma qualcuno lo aveva filmato con il cellulare: un video, ora all’esame dei vigili urbani, che ha aperto un piccolo mistero. Il dubbio, che proprio il filmato potrà forse chiarire, è se il giovane sia caduto per il coma etilico oppure investito dall’auto che si è fermata senza dare soccorso. Al comando vigili sono stati convocati sia gli amici dell’adolescente che il conducente dell’auto, un sarzanese conosciuto, identificato grazie ai varchi elettronici che controllano gli accessi nel centro storico. Un’indagine affidata alla polizia municipale intervenuta l’altro pomeriggio quando ha notato in via Landinelli l’ambulanza chiamata da alcuni testimoni.
Accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Sarzana il ragazzino è stato sottoposto a tutti gli accertamenti e le cure necessarie per superare il coma etilico. Le lesioni provocate dalla caduta non sarebbero infatti gravi. Dopo averlo accompagnato in ospedale e aspettato i genitori, gli agenti hanno subito cominciato le indagini. Accanto al quindicenne hanno trovato la bottiglia di vodka mezza vuota e nello zainetto lo scontrino del supermercato dove l’aveva comprata poco prima. Il titolare del negozio è stato identificato e ora i vigili stanno valutando la sua posizione, in base alla normativa vigente. Nella finanziaria del 2007 era stato inserito il divieto di vendere alcolici ai minori e la norma prevedeva per i trasgressori una sanzione pecuniaria, in alternativa la permanenza domiciliare oppure un lavoro di pubblica utilità. (*)
(*) Nota: … ma questa norma non è mai passata.
Piuttosto ora si può fare riferimento al Parere del Ministero dell’Interno alla prefettura di Milano, n.557 del 23 marzo 2009, che equipara vendita e somministrazione (vedasi anche iniziativa ALIA riportata a inizio rassegna lo scorso 7 luglio).
L’ARENA di Verona
ALCOL E DROGA. Forze dell’ordine e sanità
Drug on street, potenziato il servizio estivo
Faillaci: «Proseguiamo questa l’iniziativa che ha un ruolo di prevenzione per molti giovani»
«Drugs on street» non va in vacanza. Al contrario, nelle prossime settimane la campagna avviata dalla prefettura in collaborazione con il Sert e l’Ulss 20, e grazie al contributo delle forze dell’ordine e dei servizi sanitari, contro la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, verrà ripotenziata.
La decisione è stata presa durante un vertice delle forze dell’ordine convocato in prefettura dal prefetto vicario reggente Elio Faillaci, qualche giorno fa, e al quale hanno partecipato i dirigenti delle forze dell’ordine di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale.
Sul tavolo, all’ordine del giorno, la stagione estiva del Drugs on street, tutt’altro che archiviata con l’inverno.
«Saremo attivi sul territorio già dalle prossime settimane. Durante la riunione, infatti, è emersa l’opportunità di dare nuovo impulso a questa importante iniziativa che nei mesi scorsi ha permesso di far emergere in maniera sistematica i casi di violazioni per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, non facilmente rilevabili in precedenza», ha spiegato ancora Faillaci, sottolineando la forza preventiva, più che repressiva, della campagna di controlli.
«È necessario proseguire, con maggior vigore, con questa iniziativa che ha una funzione dissuasiva e un ruolo di prevenzione e insegnamento per molti giovani».
Per la versione estiva del Drugs on street, quindi, Faillaci intende creare nuove sinergie, coinvolgendo anche mezzi e uomini della Protezione Civile. «Stiamo quindi cercando nuovi fondi da destinare a questo progetto e nei prossimi giorni provvederò personalmente a contattare sia la Provincia che la stessa Presidenza del Consiglio».
Durante la riunione, la validità dell’iniziativa, nata a Verona e poi esportata come modello in molte altre prefetture e addirittura ripresa anche a livello nazionale, è stata ribadita ancora una volta.
«È grazie alla sinergia e alla disponibilità di tutte le forze dell’ordine e del Dipartimento delle dipendenze dell’Ulss 20, che abbiamo ottenuto e continueremo a collezionare ottimi risultati», ha concluso il prefetto vicario.
I.N.
IL GAZZETTINO (Treviso)
L’allarme arriva dal sindaco Puppato: «Chi rimane senza lavoro spesso rischia di lasciarsi andare»
Crisi, spunta lo spettro dell’alcolismo
Da problema economico a problema sociale. E c’è chi è costretto a lasciare casa e tornare dai genitori
Montebelluna
Crisi, spunta lo spettro dell'alcolismo. Prima la Diadora, poi la Rossignol.
Sono solo le due punte di un iceberg chiamato crisi, che alla base nasconde le difficoltà di centinaia di piccolo ditte del Montebellunese e, con loro, di migliaia di persone. Finora, il loro pane si chiamava scarpone o abbigliamento. Ora, non ha più nome. Alcune di queste persone, troppo giovani per la pensione, troppo vecchie per ripartire, potrebbero non sollevarsi più, anzi, cadere sempre più nel baratro. A lanciare l'allarme è il sindaco di Montebelluna Laura Puppato. "C'è chi è senza lavoro da un anno -denuncia- e si sta rivelando sempre più border line. Si tratta di casi di fragilità umana che stanno sfociando nell'abbandono di sé e nell'alcolismo come valvola di sfogo. Proprio l'alcol si sta rivelando un pericolo reale".
La mancanza di lavoro, quindi, da problema economico si sta rivelando sempre più problema sociale. "Alcuni non escono di casa, si stanno isolando sempre più. C'è chi, a 40-45 anni, con il lavoro ha perso anche la compagna ed è tornato a vivere con i genitori. Ne abbiamo avuto un esempio lampante al momento dell'assegnazione delle case popolari. Una coppia di anziani ora è tornata ad essere un nucleo di tre persone".
E poi, il sindaco torna a citare il caso di quella madre disperata che ha entrambi i figli impiegati alla Rossignol e che piangeva al telefono nel raccontarle la propria storia.
Ma cosa sta facendo il Comune per affrontare tali situazioni? La strada appare davvero in salita. Da parte dell'amministrazione, infatti, si sta lavorando in due direzioni: da un lato con le banche, per cercare di intervenire sui mutui, dall'altro con la Regione, per cercare di avviare un progetto rivolto alle cooperative sociali. In entrambi i casi, però, trovare una soluzione non è semplice. "Per quanto riguarda le banche -dice l'assessore ai servizi sociali Franco Trinca- è chiaro che non vogliono intermediari". A proposito invece delle cooperative sociali, il progetto è quello di affidare loro delle commesse a patto che assumano dei disoccupati.
Tutto, però, dovrebbe poggiare su contributi regionali. "In realtà, però -commenta l'assessore- di tali contributi al momento non si sa nulla. Il Comune avvierà comunque delle commesse, ma l'appoggio della Regione è più che mai importante. E comunque non facciamo troppa pubblicità; dopo che ne abbiamo parlato, in ufficio è arrivata la fila".
Infine, resta lo spiraglio dei contributi comunali alle famiglie in difficoltà. "Ma se li distribuissimo a tutti quelli che li chiedono, finirebbero in un mese. La verità è che la crisi è più che mai tragica. Forse le aziende ne usciranno, ma dopo aver lasciato per strada un sacco di gente".
Laura Bon
CORRIERE DEL VENETO
l'idea
Spunta lo spritz alla spina pronti brevetto e marchio
Viene spillato già miscelato per velocizzare la preparazione. Sarà venduto a fusti. Puristi in rivolta: rito rovinato
TREVISO – In tedesco, il verbo «spritzen» significa «spruzzare». Leggenda vuole che lo spritz sia nato proprio durante la dominazione Asburgica, da questa comunanza di suoni. Originariamente, era un «bianco macchiato». Da qualche anno, i professionisti del marketing vogliono far passare la regola del «sei centilitri di prosecco, quattro di Aperol o Campari, seltz o soda, ghiaccio e arancia». E adesso arriva pure la rivoluzione, firmata da Montelvini e Moletto: lo spritz sarà venduto in fusto. E sarà così servito alla spina. Per far prima, però, si rischia di cancellare il rito che personalizza l’aperitivo in ogni bar. «Non si deve tradire la tradizione » sibila Enrico Breda, web master di Spritz.it, la community padovana degli amanti dell’aperitivo.
Per esser sicuri di non patire il furto dell’idea, Montelvini, cantina del prosecco di Venegazzù, nel Trevigiano, e la Moletto, cantina di Motta di Livenza, hanno deciso di registrare il marchio. «SpritzOne», questo il nome della bevanda, racchiusa per la prima volta dentro i fusti. La manovra di business e la comunicazione è congiunta. La spiegano Alberto Serena, vicepresidente di Montelvini, e Mauro Stival, amministratore delegato della cantina Moletto. «Abbiamo unito la qualità del prodotto e la rete commerciale. I clienti sono entusiasti. Il nostro spritz alla spina ha sette gradi. Viene spillato già miscelato. Gli esercenti devono solo aggiungere ghiaccio e le guarnizioni, così si risparmia tempo».
È accaduto anche questo, dunque. Lo spritz sarà servito dai fusti. Non bastava lo «Spritzer», la lattina di acqua e vino bianco. Non era sufficiente la bottiglia che si compra oggi nei centri commerciali, lo «Spritzettino». Quando un marchio tira, il marketing è in agguato. La lattina di prosecco di Paris Hilton è un caso emblematico. E lo spritz, da alcuni anni a questa parte, ha decisamente superato i confini regionali. Basti citare il «Cin Cin Spritzeria », locale di tendenza gestito da un vicentino a Barcellona, in Spagna. Chissà cosa ne penserebbero i soldati austriaci – e questa è un’altra delle leggende dello spritz – che in Veneto non riuscivano a bere il vino, troppo alcolico. E chiedevano di diluirlo con l’acqua. Poi, a forza di brindisi, lo «spritz », «spriss» o «sprissetto» che dir si voglia è diventato un rito. Un appuntamento ineluttabile dopo il lavoro, con due patatine e qualche amico. Oliva, arancia o limone. Ghiaccio. Noccioline, cicchetti. L’apoteosi in questo senso è Piazza delle Erbe, a Padova, dove centinaia di universitari ogni sera, ma in particolare di mercoledì, si ritrovano per brindare.
Ma come ogni tradizione che si rispetti, ci sono anche i puristi. Uno di loro è Enrico Breda, 32 anni, ingegnere e fondatore, nove anni fa, della community di Spritz.it. On line, si sono registrati quasi cinquantamila utenti. Nel sito della Aperol, che sponsorizza la community padovana, c’è il suo link come sito ufficiale della bevanda. Breda non accetta la rivoluzione del fusto. «La tradizione prevede che lo spritz vada fatto al momento», dice. «Ogni baretto ha la sua filosofia. C’è chi usa il campari, chi il gin, chi prosecco frizzante, chi vino bianco fermo. Già non mi piacciono quei locali che preparano i bicchieri già pieni prima dell’arrivo dei clienti, figurarsi le bottiglie o i fusti di spritz ». Linea che peraltro è condivisa dalla strategia di marketing dell’Aperol, che nello spot che ha reso lo spritz fenomeno di culto in mezza Italia mostra tutta l’allegria che si sprigiona mentre il barista prepara la magica bevanda. Se fosse stato spillato, come avrebbe reagito quella ragazza rossa sull’auto?
Mauro Pigozzo
ASCA.IT
SALUTE: AL VIA SU RAIUNO 'SANI E INFORMATI' FORMAT DEL MINISTERO
(ASCA) - Roma, 8 lug - Al via oggi su Rai 1 ''Sani ed Informati'', format del ministero della Salute realizzato in collaborazione con la Rai che ha il principale obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione sui temi attinenti gli stili di vita salutari (corretta alimentazione, consumo moderato di alcol, lotta al tabagismo, attivita' fisica), sulla tutela del benessere psico-fisico della persona e su altre problematiche attinenti le politiche del ministero.
La serie si articola in 30 puntate di 6 minuti ciascuna che andranno in onda ogni mercoledi' intorno alle ore 9.00 circa nel programma contenitore ''Uno mattina'' in onda su Rai Uno.
Il programma utilizza il genere televisivo ''Docu-fiction'' che unisce le caratteristiche di due diversi generi televisivi il documentario e la fiction, e si rivolge ad un target famigliare. I contenuti scientifici sono trattati in modo da consentire una piena comprensibilita' dei temi proposti ad ogni tipo ed eta' di fruitore.
CRONACAQUI
L’uomo, un operaio, si è accanito sulla compagna e sulla piccola fino a quando i carabinieri l’hanno arrestato
Picchia moglie e figlia perché la bimba piange
LIMBIATE - Ha picchiato la moglie e la figlioletta di soli due anni perché la bimba non smetteva di piangere. Lui, un operaio di 31 anni, residente nel cuore del centro storico di Limbiate, completamente ubriaco al momento dell’aggressione, è finito in manette con l’accusa di lesioni personali aggravate e resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Non ha esitato, infatti, a prendere a calci e pugni anche i carabinieri di Desio che lo hanno portato a San Vittore. Mamma e figlia, invece, sono state soccorse all’ospedale di Garbagnate milanese, medicate d’urgenza per le contusioni e le escoriazioni su tutto il corpo che guariranno in 25 e 20 giorni. L’episodio di violenza domestica è accaduto l’altra sera in via Monte Bianco, a pochi passi dal Comune di Limbiate. L’operaio, un tipo violento e rissoso, già noto alle forze dell’ordine per i suoi gesti di ira incontrollata che esplodevano anche tra le mura domestiche, ha perso proprio la testa. Irritato perché la figlioletta di due anni piangeva e non riusciva ad ascoltare le televisione, ha alzato il volume al massimo. La moglie è intervenuta, chiedendogli di abbassare la televisione, e lui è andato su tutte le furie. Fuori di sé, ha iniziato a lanciare piatti e suppellettili, sfondando sedie ed elettrodomestici. Poi ha aggredito la donna, riempiendola di calci e pugni. La bambina intanto piangeva sempre più forte, così il 31enne padre della piccola ha malmenato pure lei, provocandole contusioni ed escoriazioni su tutto il corpicino. Solo l’arrivo dei carabinieri di Desio, chiamati dai vicini di casa, ha evitato che la violenza in famiglia potesse avere un finale tragico. I militari sono riusciti ad arrestare il 31enne, non prima però di essere a loro volta aggrediti.
Mario Conti
IL GIORNALE DI VICENZA
Arriva la Notte Bianca con l'alcol sotto controllo
L'EVENTO. Fine settimana all'insegna del divertimento e della cultura sul tema “diversamente creativi”
Sono 40 gli artisti locali chiamati ad animare vari angoli della città Negozi aperti fino alle 24
Notte Bianca con poco alcol e tanta cultura. Ricco il programma artistico-culturale per la quarta edizione della Notte Bianca a Schio. Ma dalle ore 23 scatta il divieto alla vendita di alcolici superiori ai 12,5 gradi e dalle 2 stop definitivo all'alcol.
A dare vita all'evento più atteso dell'estate sono stati chiamati all'appello ben 40 artisti locali che si esibiranno in diverse zone del centro storico. Cultura abbinata allo shopping visto che gli esercizi commerciali resteranno aperti fino a mezzanotte, un binomio che negli anni passati ha avuto riscontri positivi.
«La Notte Bianca questa volta è stata pensata attorno al tema del "diversamente creativo"», hanno annunciato i neo assessori Stefano Pento (politiche giovanili) e Pit Formento (cultura). - Gli spettacoli in centro avranno inizio alle 20,30 e termineranno verso le 2 di notte e coinvolgeranno una cinquantina di associazioni».
Il via ufficiale alla Notte Bianca avverrà in piazza Falcone-Borsellino con uno spettacolo di Danceability e con la musica del dj Lucchetta. A seguire danza classica e show di ballo che culminerà con un ospite speciale: il ballerino Samuel Peron, vincitore della trasmissione "Ballando sotto le stelle" nell'edizione del 2008.
«Schio è una città solidale e sostenibile. Daremo spazio ai giovani e ai diversamente abili, metteremo a disposizione un bus navetta per raggiungere il centro storico e istituiremo due nuove aree di sosta per le bici nel parcheggio della biblioteca e in zona Asilo Rossi», ha spiegato Lidia Zocche dell'ufficio eventi del Comune di Schio. Musica, danza, numeri circensi, gare acrobatiche, reading, esposizioni artistiche e attività ludiche per i più piccoli, sono veramente tanti e di diverso genere culturale gli appuntamenti da seguire.
I concerti dei gruppi musicali sono convogliati in piazza Statuto: si inizia con un omaggio a Fabrizio De André con i Madrugada, seguiranno Luca Bassanese e a mezzanotte i Wit Matrix col tributo ai Pink Floyd. Emozioni forti sono garantite in Fabbrica Alta, dove verrà allestito un trampolino di 8 mentri per le acrobazie sulle bici, allo Skate Park con esibizioni di parkour e skateboard, e in piazza Rossi con i numeri circensi di Crop Circo che regalerà acrobazie aeree da una gru di 30 metri di altezza. Piazzetta IV Novembre sarà invece dedicata ai bambini grazie alla presenza del Ludobus e del Circo Cartone, mentre in piazza Almerico da Schio si potranno degustare gli gnocchi di Poleo.
Coinvolti anche i palazzi della città: al Toaldi Capra si alterneranno reading di romanzi con momenti musicali, mentre al Fogazzaro ci sarà la collettiva Skio'd'arti.
Con la Notte Bianca anche due aperture straordinarie: in via Baratto si potrà ammirare la collezione di treni in miniatura e sarà aperta la chiesa di San Francesco con la possibilità di visite guidate. Anche la mostra sul centenario del teatro Civico sarà aperta al pubblico all'ex Lanificio Conte, dove si potrà inoltre assistere a spettacoli teatrali e musicali.
Anna Lirusso
BERGAMONEWS.IT
Sicurezza e lavoro - Nonostante le ripetute tragedie, nei cantieri si continua a trascurare le norme. Il presidente dell'Ance punta il dito contro le cattive abitudini: "Manca la cultura della sicurezza, spesso si pecca di superficialità. E troppe volte le nuove leve vengono derise se indossano il caschetto. Attenzione ad alcol e droghe".
Ferretti: "Il killer dei cantieri è la mentalità sbagliata"
Tra maggio e giugno due edili sono morti in uno scavo e un terzo si è salvato per miracolo. Ma le tragedie non insegnano nulla: in molti, troppi cantieri bergamaschi le più banali norme di sicurezza restano trascurate. Martedì a Zogno un controllo di routine di carabinieri e Asl ha portato a segnalare all'autorità giudiziaria cinque impresari per violazioni assortite.
Secondo Paolo Ferretti, presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) di Bergamo, il nemico della sicurezza è soprattutto la mancanza di cultura.
“E’ un problema di mentalità, difficile da cambiare. Molto spesso si sottovalutano i rischi e non si seguono le più elementari norme di tutela. Si resta stupiti di fronte a disattenzioni e eccessi di sicurezza che sono ancora troppo radicati nei cantieri. Uno sale sul tetto e non pensa minimamente a legarsi: per cinque minuti, cosa vuoi che succeda…”
E invece capitano le tragedie.
“Basterebbe applicare le regole che ci sono. Per questo stiamo investendo molto sulla formazione, anche per quanto riguarda gli stranieri, che ormai rappresentano il 30 percento della forza lavoro in Bergamasca”.
A morire sono però soprattutto gli italiani.
“E’ una questione di mentalità, la stessa che porta a prendersi gioco delle nuove leve che escono dalla scuola e arrivano in cantiere con il caschetto. Questo accade dove non c’è cultura della sicurezza. Ci vorrebbe più attenzione sia da parte dei lavoratori che dei datori di lavoro”.
Ecco, appunto. Cosa possono fare in più gli imprenditori?
“Occorre essere al fianco dei giovani e dare sempre il buon esempio. Se vado in un cantiere e ho dimenticato il casco in macchina spesso me lo vedo porgere da uno dei miei… ma questo significa aver inculcato nei dipendenti la giusta mentalità”.
A proposito di cattive abitudini, resta quella del bicchierino di troppo.
“Da dieci anni a questa parte sta un po’ scomparendo, sopravvive forse nei muratori di mezza età. Quelli che arrivano dalle valli, non me ne vogliano. Penso al grappino dopo pranzo, oppure a colazione… E’ un’usanza che resiste ma devo dire che fortunatamente non è più così diffusa. Piuttosto, per le nuove generazioni il rischio è che si portino in cantiere gli atteggiamenti del sabato sera”.
Non solo alcol, ma anche droga.
“Non lo escludo, perché oggi la droga è molto diffusa nella società, è quasi inevitabile che penetri nei luoghi di lavoro: ufficio, fabbrica o cantiere. Per quanto ci riguarda il fenomeno sembra limitato, anche perché il capocantiere se nota qualcosa di strano non ti fa entrare. Certo è che, anche in questo caso, se manca la vigilanza il pericolo aumenta. E portare questi stili di vita in cantiere può rivelarsi davvero devastante.
I controlli delle istituzioni funzionano?
“Anche qui conta tantissimo la formazione. In questo senso abbiamo avviato una positiva collaborazione con Asl e ispettori del lavoro. Chi effettua i sopralluoghi deve essere in grado di non soffermarsi sugli aspetti formali, pure importanti, e di percepire il rischio reale che mette a repentaglio la sicurezza dei lavoratori”.
IL RESTO DEL CARLINO (Ancona)
IN PIAZZA PERTINI
Quando l'alcol accresce la gelosia
Violenta rissa tra sudamericani
Erano in due. Uno di loro, di nazionalità boliviana, era a terra con il volto insanguinato a causa dei colpi ricevuti dall’altro, un peruviano. Per lui frattura del setto nasale con una prognosi guaribile in 25 giorni
Ancona, 8 luglio 2009 - Nella nottata di domenica i finanzieri del comando provinciale di Ancona sono intervenuti nei pressi della centrale Piazza Pertini di Ancona, dove era in corso una sanguinosa lite tra due sudamericani.
Quando sono arrivati uno dei due, di nazionalità boliviana, era a terra con il volto insanguinato a causa dei colpi ricevuti dall’altro, un peruviano. All’origine della lite ci sarebbero futili motivi di gelosia acuiti dall’evidente stato di alterazione alcolica di entrambi, accertata poi per uno dei due: era superiore di oltre 5 volte al limite consentito.
I due sono stati accompagnati per l’assistenza sanitaria al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Torrette: al cittadino boliviano è stata riscontrata la frattura del setto nasale con una prognosi guaribile in 25 giorni. Il peruviano è stato denunciato per lesioni personali aggravate dalla condizione di clandestinità.
LA PROVINCIA PAVESE del 8 luglio 2009
Alcol, bere consapevolmente L'incontro con Roberto Cuni
BRONI. Si è tenuto a Villa Nuova Italia l’incontro pubblico di sensibilizzazione sul tema «L’alcol nella nostra vita quotidiana: conoscere i rischi e i problemi per poter decidere meglio i nostri comportamenti». L’appuntamento è stato allestito dal Club degli Alcolisti in Trattamento di Broni: relatore Roberto Cuni, servitore-insegnante di Club a Trento e membro del Centro Studi Apcat Trentino, che nei giorni scorsi era stato presente a Pavia per altre iniziative di questo tipo. «L’intento dell’incontro organizzato a Broni è ben espresso nel titolo: conoscere per decidere e magari decidere di cambiare - spiega il servitore insegnante Elisabetta Mauri - Sono state offerte informazioni e spunti di riflessione nei confronti di un comportamento, quale il consumo di alcol, molto diffuso nella nostra comunità. E’ intenzione del Club di Broni promuovere ulteriori momenti di sensibilizzazione sul tema, in futuro». Il Club Alcolisti in Trattamento è un’associazione autonoma formata da famiglie al cui interno vi sono problemi alcol-correlati. I membri dell’associazione si incontrano tutti i martedì alle ore 21 al centro socio culturale Gino Cremaschi, in via privata Togni. Per avere ulteriori informazioni è possibile contattare il servitore-insegnante Elisabetta Mauri, al numero 0385.56067. (s. co.)
IL GAZZETTINO (Rovigo)
Birra e solidarietà: bene la festa (*)
(e.m.) La Festa della Birra di Volto di Rosolina, che si connota per lo scopo benefico che persegue, anche quest'anno si risolverà in una somma che, tramite Luciano Tripodi dell'Associazione "Contro il cancro con amore", sarà devoluta al Reparto oncoematologico infantile dell'Ospedale di Padova. La Festa 2009 si è conclusa positivamente, nonostante le bizze del tempo. Il segreto del successo di questa festa è che attorno al presidente del Comitato di quartiere di Volto, Leo Patrian, che ne guida l'organizzazione, esiste un gruppo numeroso e coeso di volontari che superano qualsiasi difficoltà.
Patrian racconta le tre serate. «Quella di venerdì è andata molto bene e allo stand gastronomico c'erano 250 posti occupati e nello spazio della festa c'era molta gente. Prima della band cover dei Blues Brothers ho spiegato il significato della nostra festa, ed ho invitato sul palco alcuni ospiti illustri, tra cui il dottor Piva presidente del Coni di Rovigo. Questi ha premiato Stefania Erdmann, che si è fatta molto onore oltre oceano».
Per il Comune di Rosolina c'era il vicesindaco Fabrizio Ferro, che ha premiato con una targa il presidente Patrian. Questi l'ha subito estesa a Cristiano Santin e Ivano Siviero che ritiene i veri "motori" della festa. Il vicesindaco ha affermato: «Ho fatto agli organizzatori i complimenti per questo evento che sta diventando una bella tradizione per Rosolna e per di più legata alla solidarietà. Infatti non bisogna dimenticare il fine nobile che Patrian e i suoi volontari perseguono: essere di aiuto concreto al Reparto oncoematolgico infantile dell'Ospedale di Padova».
La festa ha lavorato anche sabato nonostante il tempo non molto clemente ed è finita in bellezza domenica, con una grande serata, allietata dalla Scuola di ballo Fuego Latino, con sede a Viladose. Ora, pagate le spese, subito si penserà alla beneficenza.
(*) Nota: la prima solidarietà, la prima lotta al cancro, è prevenire la malattia, prevenire la sofferenza.
Organizzare una festa che già nel titolo associa alcol e divertimento significa promuovere una cultura che inevitabilmente porta alla malattia (cancro e non solo) e alla sofferenza.
IL GAZZETTINO
Sì alla distillazione casalinga?
La grappa torna al Medio Evo
La grappa è un prodotto italiano con almeno cinque secoli di cultura alle spalle, ma solo negli ultimi decenni, grazie al lavoro di alcuni produttori, ha saputo evolversi nel gusto, nell’aspetto delle bottiglie, nella comunicazione, fino a diventare un prodotto nobile, del livello dei grandi distillati internazionali. Questo passaggio da un medioevo fatto di pratiche per tentativi, talvolta disastrose, a un presente di innovazione, tecnologia e naturalità si è realizzato soprattutto grazie alla ricerca e alla collaborazione che le più importanti distillerie hanno costruito con i principali Istituti di ricerca e Università italiani.
Solo l’Accademia della Grappa, grazie anche al contributo del Ministero delle Politiche Agricole, ha investito negli ultimi 5 anni oltre cinquecentomila euro. coinvolgendo ben 6 Università, con l’obiettivo di innovare il prodotto in modo da renderlo più internazionale, cioè esportabile nel mondo intero. La grappa per sua natura è una sapiente selezione degli aromi e dei composti naturali dell’uva, non tutti utili a un prodotto di grande qualità Solo negli ultimi anni, dal punto di vista qualitativo, possiamo dichiarare che la grappa ha pari dignità di whisky, cognac, vodka e rum. Non è solo un fatto di gusto, ma anche di digeribilità e di valore salutistico in generale. (*) Oggi le nostre grappe finalmente vincono medaglie d’oro ai concorsi mondiali per i distillati.
Tutto questo lavoro, tutti questi benefici e miglioramenti a favore del mercato e del consumatore sono ora messi a repentaglio da un disegno di legge promosso dal senatore Giampaolo Vallardi, che vuole riabilitare la distillazione casalinga della grappa.
Come produttore trevigiano, come Presidente dell’Accademia della Grappa e, soprattutto come imprenditore, sono molto preoccupato per questa iniziativa. Oggi il fatturato della grappa vale circa quattrocento milioni di euro, il 15 per cento viene esportato in oltre 50 paesi. L’esportazione per fortuna è in crescita e i mercati esteri saranno i soli a poter far crescere le nostre aziende. Negli ultimi dieci anni abbiamo comunicato la grappa come un prodotto di alta tradizione italiana, un simbolo del Made in Italy, perchè sicuro, di grande gusto, elegante, ma soprattutto controllato, come richiede la grande cultura italiana del cibo, perchè nessuno controlla i propri prodotti come noi italiani e questo ci rende, agli occhi del consumatore internazionale, produttori unici: seri e per bene.
Aprire a chiunque la produzione della grappa è un salto nel buio che i produttori di grappa non si possono permettere, perchè non sarebbero più in grado di difendere tutte le innovazioni conquistate con fatica in questi anni. Non esiste il whisky fatto in casa, né tanto meno il cognac. Perchè dovremmo dare valore a una produzione minima, abusiva da sempre e comunque in via di estinzione? A chi giova questo mercato? Chi garantirà anche la sicurezza da eventuali rischi dovuti a impianti fatti male, a possibili fughe di gas, tipiche degli impianti artigianali, e da ogni altro pericolo collegato a un hobby che non può essere considerato un lavoro? No, noi produttori di grappa non ci stiamo e non credo che neanche il consumatore, chiedendogli se vuole bere una grappa senza nome né tracciabilità, risponda affermativamente.
Se veramente qualche produttore di uva o di vino ha l’ambizione di farsi la propria grappa, può trovare sia nelle distillerie autorizzate sia negli istituti di agricoltura ed enologia con impianti di distillazione (cito la Scuola Enologica di Conegliano o l’Istituto di S. Michele all’Adige) la possibilità di trasformare la loro vinaccia in grappa buona, controllata e certificata. Questi istituti hanno ripristinato i loro alambicchi grazie all’interessamento del nostro Ministro On. Zaia per mantenere viva la distillazione artigianale, per fare ricerca su questi alambicchi e per dare la possibilità a tutti di realizzare una produzione per terzi.
In un momento di difficoltà così grande per tutti i settori, anche per quello dei distillati, serve invece fare sistema per uscire dalla crisi, che vuol dire investire in innovazione di prodotto e nella ricerca di nuovi mercati, attraverso forme consociative, che mettano insieme le poche risorse economiche delle nostre piccole aziende. Questo è il vero problema della grappa, mettersi insieme per diventare più grandi, per non dover cambiare mestiere, perdendo così non solo diecimila posti di lavoro, ma una vera arte tramandata da 5 secoli, con cui la distillazione casalinga non c’entra affatto.
(*) Nota: parlare di digeribilità e valore salutistico quando si parla di una bevanda superalcolica appare francamente fuori luogo. Premesso questo, è del tutto condivisibile l’allarme lanciato da questo articolo: prodotti fatti in casa possono certamente essere ancora più tossici rispetto a quelli industriali.
ANSA
India:alcool contraffatto,70 morti (*)
E'avvenuto nello stato nord occidentale del Gujarat
(ANSA) - NEW DELHI, 9 LUG - Sono oltre 70 le persone morte in India, nello stato nord occidentale del Gujarat, per aver ingerito liquore contraffatto. Diverse altre persone sono in ospedale, alcune in gravi condizioni. La polizia ha arrestato un uomo sospettato di fornire il liquore. Sei poliziotti sono stati sospesi dal servizio o trasferiti per non aver effettuato i controlli. In Gujarat l'alcool e' vietato,ma e' diffusa la vendita illegale del cosiddetto ''hooch'',un liquore locale talvolta contraffatto.
(*) Nota: in Italia 70 persone muoiono ogni giorno per alcol non contraffatto. Ma non fa notizia.
TGCOM
Floriana racconta il suo dramma
La vincitrice Gf3 lascia il compagno
"Quella sera ho trovato il mio compagno ubriaco sotto casa mia... Già da tempo siamo separati. Due anni fa l'ho buttato fuori di casa... Ha iniziato a essere molto geloso e aggressivo...". Inizia così il racconto di Floriana Secondi, la ex gieffina, che a Visto parla della crisi con il padre di suo figlio . "Supererò questo dramma per il mio piccolo Domiziano" dice la vincitrice del Gf3.
Dalle pagine patinate dei tempi della Casa alla cronaca nera il passo è stato breve per Floriana. Una sera una vicina ha chiamato la polizia. “Non ho aggredito nessuno. – dice Flo – Mirko Santini, il mio ex compagno, era ubriaco…Ha cominciato a urlare e spaccare tutto”. La crisi con il compagno è iniziata tanto tempo fa, ma ora la Secondi ha voglia di lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare.
“Mirko è il primo ragazzo con cui ho fatto l’amore e quello che mi ha aiutata a superare momenti difficili. Degli altri uomini non mi fidavo. Non capivo se erano interessati a me o al personaggio tv. Da subito, ha iniziato ad essere geloso… Gli voglio ancora molto bene, ma è arrivato il momento di muovermi in tribunale”.
IL TIRRENO
L’iniziativa. Il meccanismo è lo stesso di Facebook, serve a promuovere un atteggiamento responsabile tra i ragazzi
Il guidatore sobrio? Lo trovi su Internet
Su un portale l’elenco dei giovani che assicurano un passaggio a chi ha bevuto alcol
L’iscrizione al sito è gratuita, ogni ricerca costerà 50 centesimi
LUCCA. Nasce Ioguidotubevi.it, un social network per sensibilizzare gli automobilisti a guidare sobri. Questo sito Internet permetterà a chi non vuole guidare di trovare un passaggio, non mettendo così a rischio la vita propria e degli altri, e a chi guida di trovare i suoi passeggeri. In questo modo si offrono anche nuove opportunità di lavoro agli iscritti come autisti professionisti.
L’avvocato Giovanni Stringari, l’imprenditore Luca Fontanini e il commercialista Cristiano Barsi hanno deciso di dar vita a questo sito web, con l’appoggio ed il patrocinio dell’assessorato alle politiche giovanili del Comune, per lanciare un messaggio ai giovani e sensibilizzarli a guidare sobri, e così cercare di fermare o quanto meno alleviare il problema delle “stragi del sabato sera”.
Ovviamente l’iniziativa è aperta anche ai meno giovani, e pure a chi svolge attività di autista professionale, ad esempio i tassisti o le aziende di noleggio mezzo con conducente.
«Accolgo con grande favore questa iniziativa - spiega Marco Agnitti, presidente del consiglio comunale - che si rivolge essenzialmente ad un pubblico di giovani. Si tratta di un problema molto sentito, perché se è vero che i ragazzi devono vivere la loro vita, bisogna però pensare anche alla loro salute e alla loro sicurezza. Ben venga quindi il divertimento ma nella piena sicurezza di tutti».
Ioguidotubevi.it cercherà di mettere in contatto i giovani che si iscriveranno al sito, per accertare se qualcuno, per qualsiasi motivo o ragione, si offre di guidare l’auto sobrio, garantendo la sicurezza stradale e la spensieratezza a chi invece vuole trascorrere una serata consapevole del fatto che si concederà qualche vizio, e quindi non sarà in grado di guidare l’auto. Prospettiva che mette in pericolo la sua vita e quella di chi viaggia con lui.
Nel social network si potrà anche cercare un compagno di viaggio, oppure qualcuno che voglia andare nello stesso posto, e che per qualunque motivo è disponibile ad accompagnare l’utente che effettua la ricerca proprio in quel determinato luogo ed in quel determinato giorno.
Ammortizzando così costi e fatica.
Se chi naviga nel sito è uno dei tanti che ha perso la patente per non aver passato il test dell’etilometro, con Ioguidotubevi potrà cercare e trovare qualcuno che gli dia una mano. (*)
«Il portale - dicono i promotori - non eserciterà alcuna attività di mediazione; non è un sito di trasporti, quindi non risponderà di nessuna conseguenza o problematica derivante dalla messa in contatto dei propri iscritti e non».
«Il portale - continuano - mette solo in contatto gli utenti iscritti, affinché trovino una loro soluzione al problema della guida in stato d’ebbrezza. Il social network potrà solo aiutare la bontà e la serietà dei contatti attraverso un punteggio che ogni utente riceverà dagli altri in base alla sua affidabilità.
L’iscrizione al sito consentirà l’accredito di un bonus iscrizione, che permetterà così gratuitamente a ciascun nuovo membro di provare, esplorare e comprenderne il funzionamento.
Si pagherà, quindi, solo quando si sarà capito come funziona il portale. Esaurito il bonus, ogni successiva ricerca costerà 50 centesimi.
Una prospettiva interessante, quindi, per i tanti ragazzi lucchesi che nel fine settimana si dirigono in Versilia, e che possono trovare un modo per divertirsi in maniera sicura. (**)
Cristina Quaglierini
(*) Nota: che gli dia una mano… a continuare a bere.
Senza quindi mai affrontare il suo problema alla radice.
(**) Nota: bevendo alcol non ci si diverte in maniera sicura. Anche se poi non si guida.
IL TIRRENO
Scambio di corsia, sfiorato lo scontro frontale
Sbanda e semina il panico
CAMAIORE. Ha sbandato con la sua Panda finendo nella corsia opposta nel lungo rettilineo della Provinciale vicino al ristorante Riccetto. Con un colpo di sterzo ha però miracolosamente recuperato la traiettoria andando comunque a strusciare due auto in successione che venivano da Camaioreo. Gran frenate, spavento totale per un frontale evitato d’un soffio. Evidenti i segni e i danni sulle automobili. Ma il conducente non si è fermato. Ha proseguito imperterrito la sua corsa.
Sono stati avvertiti subito i vigili urbani e una pattuglia, a sirene spiegate, ha fermato A.P, classe 1962, lidese all’altezza del bivio con la via Italica.
Gli agenti hanno provveduto anche a fare un test alcolico che è risultato positivo.
Il guidatore aveva un tasso di 1,6 non consentito dalla legge.
E per questo gli è stata ritirata immediatamente la patente e fatta la segnalazione del caso alle autorità competenti.
CORRIERE.IT
colombia
Il giocatore-killer chiede perdono
Javier Florez ha ucciso un tifoso dopo una lite: «Sono pronto a scontare la mia pena»
MILANO - «Ho chiesto perdono alla sua famiglia». Javier Florez è pronto a pagare per il suo crimine. Nei giorni scorsi il centrocampista dell'Atletico Junior - vice-campione nazionale della Colombia - ha ucciso un tifoso, rispondendo con alcuni colpi di pistola ad alcuni insulti che gli sarebbero stati rivolti. La vittima, Israel Cantillo, aveva 27 anni, era sposato e lascia due figlie di 12 e 8 anni.
LA SPARATORIA - Florez gli avrebbe sparato quattro colpi di revolver: Cantillo avrebbe tentato di disarmarlo, rimanendo ferito a una mano. Poi il calciatore lo avrebbe colpito anche al torace. La vittima avrebbe quindi tentato di fuggire, ma Florez lo avrebbe inseguito e finito con altri due colpi a bruciapelo. Tutto questo perché, oltre ad essere stato definito «omosessuale», al giocatore sarebbe stato rimproverato scarso impegno nelle due finali scudetto perse dalla sua squadra contro l'Once Caldas. Sembra che al momento dell'accaduto Florez fosse ubriaco: nella sua auto, poi distrutta da alcune persone che avevano assistito all'accaduto, sarebbero state trovate numerose bottiglie di birra vuote. Florez, sempre secondo le testimonianze rese alla polizia, aveva già in precedenza discusso con dei tifosi, e a quel punto si sarebbe recato a casa dei genitori da dove era poi tornato in strada, questa volta armato. Con il calcio della pistola aveva anche ferito alla testa due ragazzi, poi aveva esploso dei colpi in aria. Dopodiché ci sarebbe stato l'incontro fatale con il supporter che ha assassinato.
LA FUGA E IL PENTIMENTO - Nel frattempo alcune persone che avevano udito i colpi sparati in aria avevano chiamato la polizia, che però non è arrivata in tempo. Il calciatore sarebbe riuscito a fuggire, per poi costituirsi. Adesso, la richiesta di perdono.
ROMAGNA OGGI
Cesenatico: con il camion contro l'arcata del ponte, era ubriaco
CESENATICO - Un camionista norvegese di 44 anni è stato denunciato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Cesenatico per un guida in stato d'ebbrezza. L'uomo, probabilmente per i fumi dell'alcol, è finito con il suo "bisonte della strada" - uno Scania 560 nuovo di zecca - contro l'arcata del ponte di viale Trento, danneggiandolo. Sottoposto al test dell'etilometro, è risultato positivo con un valore oltre sei volte quello consentito dalla legge (0,50 gr/lt).
LA REPUBBLICA
negozi alimentari, alcolici vietati dalle 21 in poi multe di 300 euro
IL SECOLO XIX
Passeggeroubriaco aggredisceautista del "13"
Under 21 al volante, alcol zeroArriva il narco-test sulla strada
GAZZETTA DI PARMA
Alcolici, giro di vite Dopo le 21 in vendita solo in bar e ristoranti
LA NAZIONE (Lucca)
«Io guido tu bevi» per evitare incidenti
IL GIORNO (Brianza)
Limbiate, arrestato l'uomo che da ubriaco picchiava la ex
IL MESSAGGERO VENETO
centro alcolisti, posata la prima pietra
ubriaco all'aeroporto regala i soldi dell'eredità



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