IL GAZZETTINO
Tasso alcolico zero per chi è al volante: c’è l’accordo alla Camera
Roma Sabato 17 Gennaio 2009, Zero assoluto: è questo il tasso alcolemico per chi guida l'auto che potrebbe essere presto introdotto dalla legge che è all'esame della commissione Trasporti della Camera. A confermarlo è il relatore alla legge, Silvano Moffa. (*)
«Attualmente - spiega Moffa - il tasso ammesso è lo 0,50%, ma continuano a verificarsi migliaia di incidenti stradali, con 6-7.000 morti all'anno. Sono stati presentati diversi disegni di legge, che propongono un abbassamento della soglia. Abbiamo dato vita a un comitato ristretto per definire un testo unificato, e sta prevalendo il principio della tolleranza zero».
«Dobbiamo introdurre il principio - spiega ancora l'esponente del Pdl - che chi beve non guida. (**) Ogni anno abbiamo migliaia di morti, la maggior parte dei quali sono giovani. Non possiamo rimanere inermi. Io sono per un intervento radicale, drastico, che dia anche un'indicazione sullo stile di vita».
Moffa insiste sul tasso zero, anche se fa un'apertura: «potremmo anche modulare il tasso a seconda dell'età, prevedendo lo zero assoluto per la fascia tra i 18 e i 24 anni, o inserendo meccanismi premiali, come avviene oggi per la patente a punti. In ogni caso sul principio 'tolleranza zero' siamo tutti d'accordo».
(*) Nota: come sempre è utile tenere alta l’attenzione nel seguire l’iter di questa proposta di legge. L’indirizzo di posta elettronica del deputato Silvano Moffa è: moffa_s@camera.it
(**) Nota: correndo il rischio di sembrare pignolo, preferisco lo slogan “chi guida non beve”, piuttosto che “chi beve non guida”.
LA SICILIA
Piano di lotta contro alcol e droga
E' stato presentato e affidato a una cooperativa sociale, previsto un bus navetta per la discoteca
Priolo. “Uso e Abuso” è il progetto che si propone di stimare l'incidenza e la prevalenza dell'utilizzo di alcol e sostanze stupefacenti tra i giovani.
Il progetto, che è stato voluto dal sindaco, Antonello Rizza, e dal vicepresidente del Consiglio comunale, Luciano Gianni, è stato patrocinato dall'assessorato alle Politiche giovanili, diretto da Giuseppe Guzzardi.
Ad attuare il progetto sarà una cooperativa sociale. La coordinatrice del progetto è Valeria Troia che l'ha presentato, ieri, alla presenza del sindaco Rizza e dei rappresentanti delle forze dell'ordine.
“Uso e Abuso”, come ha fatto rilevare Valeria Troia, si presenta all'interno del territorio come progetto pilota di una serie di iniziative di prevenzione necessarie all'interno del Comune di Priolo. «Poiché nessun progetto – ha affermato Valeria Troia - può mai nascere se non dalla analisi epidemiologica di dati concreti, l'iniziativa si propone di avviare un monitoraggio tra i giovani di fascia di età compresa tra i 13 e i 21 anni».
Il progetto si propone, inoltre, di avviare una prima forma di sensibilizzazione e di informazione attraverso la diffusione di un opuscolo informativo redatto sotto forma di fumetto e volto a catturare l'attenzione dei giovani sulla problematica considerata nonché sugli effetti a breve e lungo termine che da tali sostanze ne possono derivare.
«Uno dei principali obiettivi del progetto – ha affermato il sindaco Rizza - è di creare una sinergia fondamentale tra l'amministrazione locale, il privato sociale, i comparti educativi scolastici e le forze dell'ordine. Riteniamo, infatti, che oggi, all'interno di una società dove ci sono meno ideali e punti di riferimento, e dove il ruolo genitoriale sembra non assolvere più al proprio compito, le fasce di età più deboli necessitano di un sostegno e di un'azione di orientamento tali da poter positivamente gestire i numerosi stimoli provenienti dalla società. Ciò è possibile solo attraverso una collaborazione a più livelli».
L'assessore alle Politiche sociali, Giuseppe Guzzardi, e il vicepresidente del Consiglio comunale, Luciano Gianni, hanno evidenziato come la Giunta comunale si muova in tal senso, nella promozione di una serie di iniziative rivolte ai giovani.
Tra queste hanno ricordato: l'istituzione di un bus-navetta che condurrà i ragazzi in discoteca al fine di prevenire il fenomeno delle stragi del sabato sera, la sensibilizzazione sull'utilizzo del casco all'interno delle scuole, con la collaborazione dei vigili urbani, e la prevenzione nei confronti delle nuove dipendenze come quella da Internet e dai supporti multimediali.
Paolo Mangiafico
CORRIERE DI SIENA
No all’abuso di alcol Piano di prevenzione per giovani e non
L’assessore Giuseppe Gugliotti: “Fondamentale il lavoro delle associazioni”.
SOVICILLE, 17.01.2009 - Bere è un piacere, ma l’uso e l’abuso di alcol possono essere causa di molti problemi diretti e indiretti - patologie correlate, disagio fisico, alienazione, incidenti - con pesanti ricadute, in termini di costi sociali ed economici, anche per la comunità. Nell’ottica della promozione del benessere e della salute - obiettivo primario della programmazione socio-sanitaria toscana - l’Acat (Associazione degli Alcolisti in Trattamento) con il partneriato della Usl, dei Comuni della zona senese, e di altre associazioni di volontariato, ha elaborato un progetto di prevenzione primaria sui rischi legati all’uso di bevande alcoliche, finanziato dal Cesvot regionale. Il progetto, denominato Alcol e Cultura, prevede, fra i suoi momenti fondamentali, un incontro, nelle varie zone, degli operatori dell'Acat e del Sert (Servizio Tossicodipendenze) di Siena con tutta la cittadinanza che consenta di scambiare informazioni e conoscenze sulle problematiche connesse all’uso e all'abuso di alcolici e di fornire informazioni in merito ai servizi presenti sul territorio cui rivolgersi in caso di necessità. Nel corso delle assemblee pubbliche verrà presentata anche l’esperienza dei Club degli Alcolisti in Trattamento, una sperimentata ed efficace modalità di auto-aiuto alle persone e alle famiglie che si trovano in difficoltà a causa dell’alcol. Nel comune di Sovicille, l’incontro si terrà il giorno mercoledi 21 Gennaio alle 21,15 presso il Circolo Arci di Sovicille. “Si tratta - sottolinea Giuseppe Gugliotti, Assessore alla Sanità e ai Servizi Sociali del Comune di Sovicille - di un appuntamento importante, ben inserito nella direzione tracciata dal Piano Integrato di Salute elaborato dai comuni della zone senese, che ha ribadito il ruolo centrale della prevenzione e dell’informazione nelle politiche di salute. In modo particolare in questioni come queste - continua l’assessore - sappiamo quanto la condivisione e la consapevolezza diffusa rappresentino un argine all'insorgere di comportamenti a rischio. In tal senso è fondamentale anche il lavoro di rete dell'associazionismo e delle agenzie educative del territorio; proprio per questo motivo - conclude Gugliotti - nei giorni scorsi abbiamo presentato a tutte le Associazioni del Comune il progetto dell’Acat: l’interesse da loro manifestato e l’impegno alla collaborazione mi sembrano un'ottima base sulla quale costruire, insieme, una sempre più marcata attenzione al tema”
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Prima Pagina Molise
Avviato il progetto sperimentale sulla prevenzione dell'alcolismo
Si sono riuniti giovedì pomeriggio nella sala consiliare del municipio i rappresentanti dell'organizzazione Onlus proponente e degli enti ed organismi istituzionali coinvolti nell'interessante iniziativa, che rappresenta una proposta sicuramente innovativa per la rete di prevenzione e di ascolto che mira a realizzare sul territorio al fine di affrontare il fenomeno, sempre più dilagante, dell'uso ed abuso delle sostanze alcoliche in maniera organica e completa.
A rappresentare l'Associazione alcuni volontari e il presidente, Maria Saveria Reale. Presente anche il dirigente dell'Istituto Comprensivo, Giovanna Fantetti, il commissario straordinario, Nicolino Bonanni, il sindaco di Pietracatella, Giovanni Di Vita, il parroco, Padre Timoteo D'Addario, la responsabile e la psicologa del Sert, Giovanna De Cerce e Angelica Romanelli, la sociologa, Anna Morsella, l'assistente sociale, Antonietta Magliocca.
"Alcolismo minore e giovanile: per una rete di prevenzione e di ascolto", presentato lo scorso anno al Ministero alle Politiche Sociali, è il frutto di un oculato e impegnativo lavoro dei volontari che hanno saputo pensare, ma anche elaborare ed impostare una proposta ritenuta meritevole di finanziamento da parte dell'ente competente per l'attualità dei contenuti. Soddisfazione è stata espressa dai membri dell'Associazione che si sono sentiti gratificati da un simile riconoscimento, collocandosi al VII posto dell'elenco dei progetti ammessi in tutta Italia.
"Auspichiamo - ha esordito il presidente - che, attraverso questo proficuo e sinergico impegno e il validissimo apporto professionale delle figure che abbiamo voluto inserire nel nostro progetto, si possano buttare le basi per arginare una tendenza che sta prendendo sempre più piede, individuando adeguate e consone soluzioni. Creando a tal fine una rete sempre più funzionale tra famiglia, scuola, parrocchia ed istituzioni".
Secondo la responsabile del Sert di Campobasso "grazie all'Associazione Genitori, da questo comune è partita una cosa grande, si è tracciato un percorso all'avanguardia, che porterà sicuramente dei risvolti positivi sull'intero territorio. Importante sarà ricorrere a metodi di approccio moderni ed efficaci per far pervenire alle famiglie fondamentali messaggi. Educare i genitori per educare conseguenzialmente i figli ".
Come in programma la prima fase delle attività consisterà nel favorire la sensibilizzazione verso la delicata tematica, ricorrendo , ha illustrato la psicologa Romanelli, in particolar modo alla partecipazione in prima linea dei ragazzi, con un pieno coinvolgimento del loro modo di relazionarsi. Indispensabile inserirli bene nel progetto che si intende mettere in atto.
Ha parlato di un cambiamento di cultura la sociologa, Anna Morsella, impegnata anche in alcune scuole molisane con il progetto "Alcol che fare" . "Una cultura del benessere - ha spiegato l'assistente sociale Magliocca - che rappresenta un investimento considerevole per il futuro delle comunità".
Condivisa da tutti i presenti l'idea di guardare in prospettiva, pensando alla creazione di centri di aggregazione che offrano valide alternative ai ragazzi e ai giovani su come impiegare il tempo libero.
Disponibilità a perseguire traguardi concreti e risposte tangibili è stata manifestata dal commissario Bonanni, dal sindaco Di Vita e dalla dirigente Fantetti.
Le finalità del progetto saranno illustrate, come stabilito dal Ministero, in una conferenza di lancio che si terrà nel prossimo mese di febbraio. Sarà invece elaborato dall'equipé di professioniste un questionario iniziale ed uno finale da somministrare alla popolazione scolastica nell'ottica di tracciare un quadro generale della situazione in due momenti significativi del progetto.
Agli incontri con i ragazzi dai 12 ai 18 anni , tenuti dalla Morsella in collaborazione con la scuola, seguiranno colloqui motivazionali proposti dal Sert e rivolti ai genitori di bambini dai 6 ai 10 anni. Le attività andranno così ad arricchirsi e ad intrecciarsi con "Progetto Giorgio. Mettiamoci in gioco giocando", un'iniziativa proposta dal Sert, dal Consultorio Familiare e dalla Prefettura di Campobasso con l'intento di migliorare la comunicazione e le relazioni all'interno delle famiglie. Gli incontri di gruppo mirano all'apprendimento di un metodo e abilità specifiche: RDE - Riflessioni, Domande aperte ed Espressioni Emotive.
Congiuntamente saranno fornite lezioni per la formazione di volontari, ponti sociali, dei quattro paesi interessati: Pietracatella, Macchia Valfortore, Monacilioni e S.Elia. Il percorso dovrebbe concludersi con la creazione di scuole alcologiche sul territorio.
Il cammino è complesso e lungo. Bisogna mettersi al lavoro per rendere sempre più vivibile la nostra realtà. Con la certezza che sia un traguardo raggiungibile.
IL GAZZETTINO (Padova)
Ferruccio Macola ha spiegato che l’ordinanza iniziale del sindaco Flavio Zanonato è stata rivista alla luce delle esigenze dei visitatori
Bike Expo: birra senza limiti e alcolici a orario
La somministrazione di vino e liquori sarà possibile solo nella fascia oraria che va dalle 12 alle 15,30
Sabato 17 Gennaio 2009,
Il provvedimento iniziale è stato modificato. Secondo le istanze presentate da Ferruccio Macola, presidente di PadovaFiere, ma soprattutto del buonsenso.
È stata rivista ieri, infatti, l’ordinanza che era stata firmata giovedì sera da Flavio Zanonato e che in un primo tempo vietava la vendita degli alcolici all’interno e all’esterno della Fiera in questi giorni in cui è in corso Bike Expo, la rassegna che richiama nei padiglioni di via Tommaseo migliaia di motociclisti dall’Italia e dall’estero.
È lo stesso Macola a spiegare i contenuti del nuovo provvedimento. «Ho parlato a lungo con il prefetto - ha osservato - che ha recepito in pieno i nostri problemi, cosiccome il questore. In virtù delle esigenze che abbiamo segnalato, quindi, ci è stata concessa una finestra, dalle 12 alle 15,30, in cui ci sarà una deroga totale al provvedimento: in questa fascia, dunque, potranno essere venduti sia gli alcolici, che i superalcolici. Per tutta la giornata, poi, potrà essere venduta e somministrata la birra, che è una sorta di... "propellente" indispensabile ai bikers. Abbiamo spiegato ai rappresentanti del Cosp, Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, che gli operatori, dato che la prima ordinanza era stata firmata all’ultimo momento, non avevano avuto il tempo di procurarsi la birra analcolica e avevano invece acquistato quantitativi ingenti di quella tradizionale. Avevano fatto la cosa più logica, perché la birra per i bikers è come il vino per gli alpini. Non solo ma alcune comunità presenti a Bike Expo avevano organizzato il desk di benvenuto prevedendo appunto la presenza della birra». (*)
«Adesso che la limitazione è stata modificata - ha proseguito Macola - sono soddisfatto. Tra l’altro ieri c’era stata la protesta anche da parte di tutti i titolari dei pubblici esercizi dei dintorni che erano interessati dal provvedimento. Al prefetto sono state fatte presenti tutte queste ragioni. Inoltre, gli è stato anche spiegato che per tradizione le risse in cui sono stati coinvolti i bikers non sono mai stata provocate dall’assunzione della birra, ma sono avvenute all’inizio della rassegna, quando ancora non avevano iniziato a bere. Alla luce di tutto questo, ritengo che quella finale sia la scelta giusta, che evita anche che arrivi in Fiera gente con gli alcolici portati da fuori».
La quindicesima edizione di “Padova Bike Expo Show” si è aperta ieri: oltre 350 gli espositori, suddivisi su 50.000 metri quadri coperti e 30.000 metri quadri di aree esterne utilizzate per gare ed esibizioni. Numerose le novità esposte, con una presenza di spicco targata Yamaha, anche se non mancano i model year 2009 di Honda, Kawasaki, Harley Davidson, Moto Guzzi e Fantic Motor.
In corrispondenza delle uscite autostradali, sono stati attivati 3 grandi parcheggi scambiatori gratuiti per complessivi 2.500 posti auto. Chi arriva da Padova Ovest può fermarsi al parcheggio dello Stadio Euganeo. Adiacente al quartiere fieristico c’è il Park Galileo con 500 posti. La rassegna, che rimane aperta dalle 9 alle 20, si concluderà domani. Il biglietto d’ingresso intero costa 15 euro, quello ridotto 12.
Nicoletta Cozza
(*) Nota: in un primo momento avevano vietato gli alcolici, ma visto che gli organizzatori avevano già comprato la birra, hanno modificato il provvedimento. Se non altro, in questo caso, è piuttosto chiaro da che parte sta il Comitato per la sicurezza.
IL TEMPO
Le due ordinanze resteranno in vigore fino al 28 febbraio
Alcolici banditi dal centro storico Da oggi le norme «anti-movida»
Centro di Roma senza alcool. Prosegue l'iter per l'approvazione delle ordinanze «anti-movida» già discusse nel corso del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza.
Da oggi fino al 28 febbraio, infatti, sarà vietata la vendita per asporto delle bevande alcoliche per tutti gli esercizi commerciali, compresi i supermercati, i laboratori artigianali, i venditori ambulanti e i circoli privati.
Lo stabilisce l'ordinanza prefettizia emanata dopo l'incontro che si è svolto ieri mattina tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il prefetto Giuseppe Pecoraro, e il presidente del I Municipio Orlando Corsetti.
L'incontro, come si legge in una nota della prefettura, nasce dalla necessità di «affrontare in un quadro di insieme le problematiche di sicurezza urbana» e di contrastare «i fenomeni di degrado e le turbative dell'ordine pubblico, in ragione dei recenti episodi di cronaca avvenuti nella Capitale».
Le misure prese in considerazione interesseranno, infatti, il centro storico, i quartieri di Trastevere e Testaccio nel I Municipio, quelli di San Lorenzo e Piazza Bologna nel III, le zone di Pigneto e Torpignattara nel VI, Saxa Rubra e Ponte Milvio nel X..
Da parte sua il Comune di Roma, con una propria ordinanza, si impegna «a regolamentare la vendita al dettaglio di bevande alcoliche» con il divieto di asporto fuori dal locale di somministrazione a partire dalle ore 21 «fermo restando il consumo all'interno dei locali e negli spazi autorizzati all'occupazione del suolo pubblico».
Inoltre sarà vietata la vendita di bevande alcoliche, anche a chi è già in possesso di autorizzazione, dopo le ore 2.
«Prima della scadenza dell'ordinanza - si legge ancora in una nota del Comune - sarà effettuata un'analisi per verificare lo stato della situazione e decidere in merito ad eventuali provvedimenti di proroga o misure alternative».
Il sindaco Alemanno ha, inoltre, specificato che »le misure saranno temporanee e sperimentali».
LA PROVINCIA DI VARESE
Alcol e giovani, ma con stile
Nei bar saronnesi la campagna per la sicurezza stradale
SARONNO Approderà anche a Saronno il progetto per la sicurezza stradale “E' tutta questione di stile”, realizzato con il contributo di Regione Lombardia e curato nella sua realizzazione dalla cooperativa sociale Rembrandt.
Dopo lo strepitoso successo del primo appuntamento il 22 novembre scorso al Buena vista di Origgio, l'iniziativa che è riuscita a conquistare centinaia di ragazzi arriverà nella città degli amaretti sabato 24 gennaio dalle 21 al locale “La Fabbrica - Birreria Artigianale” in via Padre Giuliani. Sarà una serata decisamente unica che offrirà ai giovanissimi un cocktail di intrattenimento ed informazione. Alle 22.30 inizierà l 'esibizione dei “Punto di Fuga”, band musicale conosciuta a livello nazionale per il ricco repertorio di successi italiani rivisitati in chiave rock ma i protagonisti della serata saranno gli agenti della polizia locale che, affiancati da educatori che distribuiranno materiale informativo, mostreranno il funzionamento dell'etilometro agli avventori. Insomma dopo aver effettuato la propria consumazione i ragazzi potranno scoprire in diretta, e senza multe, se è il caso di mettersi al volante o se è meglio passare le chiavi ad un amico più sobrio. “Intendiamo - spiega Lorenzo Guzzetti uno degli organizzatori - puntare a trasmettere ai giovani la “sicurezza” come stile di vita pur conservando in loro quel desiderio di libertà che identificano anche nell'utilizzo di un proprio veicolo. (*) È importante che soprattutto i giovani acquisiscano consapevolezza dei fattori patologici che possono causare pericoli e danni alla circolazione stradale (assunzione di droghe, farmaci, alcool) e degli atteggiamenti negativi di natura psicologica nel rapporto uomo-macchina (narcisismo, istinto di potenza, mitizzazione del mezzo meccanico).
Per ulteriori informazioni è possibile visitare il blog: http://tuttaquestionedistile.blog.tiscali.it/, o iscriversi al gruppo di Facebook “E' tutta questione di stile”.
(*) Nota: nella prevenzione dei problemi alcol correlati, l’obbiettivo di una vera libertà si raggiunge proponendo alternative agli alcolici, non offrendo diversi modi di bere. La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. (Theodor Adorno).
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Radio News
Il sindaco di Arona fermato all’alcol–test...
ARONA, 17/01/2009 - Il sindaco di Arona fermato all’alcol–test: “Mi ha tradito il rosso della mia Sicilia”
Al sindaco di Arona è stata tolta la patente, sequestrata l’auto e multato. Tutto questo dopo che l’altra sera è stato fermato ad Arona dalla polizia stradale alla guida della vettura della figlia con un tasso alcolico superiore al dovuto. Il sindaco è stato fermato in seguito ad un’infrazione, aveva svoltato verso il centro malgrado il divieto. La polizia lo ha sottoposto all’alcol-test, ed è stato trovato positivo. Il sindaco si è scusato affermando che si era recato per un incontro-sopralluogo ad un bar in merito all’area del plateatico. Dopo le verifiche il gestore lo ha invitato ad entrare ed a bere un bicchiere di rosso di Sicilia, 14 gradi. “Non più di un bicchiere”, ha detto ma a quanto pare è stato sufficiente a far sequestrare patente e auto. 0,80 i milligrammi di alcol riscontrati. Non aveva ancora cenato e questo ha aggravato l’esito. Le opposizioni in consiglio comunale “E’ un fatto grave”.
CORRIERE DI SIENA
Daspo di cinque anni per i tre tifosi greci che forzarono l’ingresso.
Dopo i disordini in occasione dell'incontro di basket: Montepaschi - Panathinaikos.
SIENA17.01.2009 - Il questore di Siena Massimo Bontempi, ha sottoposto a daspo per cinque anni, i tre tifosi greci, di 22, 25 e 33 anni, che la sera dell'8 gennaio scorso, in occasione dell'incontro di basket, valevole per l’Euroleague, "Montepaschi Siena - Panathinaikos Athens", in stato di ebbrezza alcolica, hanno tentato di entrare nel settore ospiti del Palasport eludendo i controlli. (*) Prima dell'inizio della gara, i tre tifosi, si sono avvicinati con particolare aggressività, insieme ad altri sostenitori della squadra greca, all'ingresso del settore a loro riservato, spingendosi in avanti ed intonando alcuni cori nella propria lingua; subito dopo, nonostante fossero stati più volte invitati dalle forze dell'ordine a non fare pressioni e a mostrare il biglietto agli steward, hanno continuato a forzare le vie di accesso nel chiaro tentativo di evitare il filtraggio. Una volta entrati, si sono diretti verso un operatore della polizia scientifica e, ponendoglisi di fronte, hanno cercato dapprima di impedirgli di effettuare le riprese, poi di strappargli di mano la videocamera, spintonandolo e facendolo cadere sulle scale, procurandogli così lesioni con prognosi di 10 giorni. Considerato che il comportamento tenuto dai tre tifosi è stato tale da farli ritenere pericolosi per l'ordine e la sicurezza pubblica in occasione delle manifestazioni sportive, la divisione anticrimine di Siena ha predisposto i provvedimenti adottati dal questore con i quali viene fatto divieto, nei confronti di tutti e tre, di accedere ai luoghi in cui si svolgono competizioni di basket relative ad incontri, ufficiali ed amichevoli, dei campionati o tornei, sia professionisti che dilettanti, di quelli Internazionali e della Nazionale di basket, che verranno disputati nel territorio nazionale, per la durata di cinque anni
(*) Nota: appena ieri su questo stesso giornale qualcuno sosteneva che a Siena l’alcol non creava particolari problemi. In questo caso specifico, visto che i protagonisti hanno agito in stato di ebbrezza, sarebbe più logico impedire loro di accedere agli alcolici, piuttosto che vietare le manifestazioni sportive.
LA NAZIONE
GUIDA IN STATO DI EBBREZZA
Soccorso dopo incidente sulla Volterrana A Torregalli aggredisce i carabinieri
Carabinieri e 118 sono andati a soccorrere un 45enne uscito di strada in località Chiesanuova, sulla Volterrana. L'uomo è stato portato in ospedale e sottoposto ad alcoltest, dal quale è risultato un tasso alcolico superiore al consentito. Alla vista dei carabinieri, l'uomo, ha dato in escandescenze, aggredendoli e minacciandoli con l'ago che aveva staccato dalla flebo
Firenze, 17 gennaio 2009 - Un 45enne, residente a San Casciano Val di Pesa, è stato portato in ospedale ubriaco dopo un incidente stradale. Alla vista dei carabinieri, l'uomo, ha dato in escandescenze, aggredendoli e minacciandoli con l'ago che aveva staccato dalla flebo e schizzando sangue ovunque. Il 45enne è stato poi arrestato, e gli è stata ritirata la patente. Ora è in attesa della direttissima.
Il fatto è accaduto ieri sera alle 22 quando carabinieri e 118 sono andati a soccorrere il 45enne perchè, al volante della Bmw Serie 3 del padre, era uscito di strada finendo in un fosso in località Chiesanuova, sulla Volterrana. Portato al pronto soccorso dell'ospedale Torregalli, l'uomo è stato sottoposto all'alcool test dal quale è emerso che era in uno stato di ebbrezza acuto e gli è stata fatta una flebo. Quando, però, nella stanza dell'ospedale sono arrivati i carabinieri, l'uomo è saltato dal lettino, si è sfilato l'ago della flebo e impugnandolo li ha minacciati di pungerli aggredendoli. Per bloccarlo e sedarlo sono dovuti intervenire cinque o sei tra personale medico e paramedico. I due militari hanno riportato ferite guaribili in qualche giorno.
MATERAONLINE
Due denunce dei CC per guida in ebbrezza
Proseguono i controlli dei carabinieri sulle strade per reprimere il fenomeno della guida in stato di ebbrezza. I militari della stazione di Merate, durante la notte appena trascorsa, hanno denunciato per guida con un tasso alcolemico oltre la norma, due persone. Si tratta di F.C., 28anni di Merate, fermato in Via Pascoli. Il giovane, alla guida di una Seat Ibiza, a seguito di un incidente stradale è stato controllato e sottoposto al test che ha rivelato una presenza di 1.49 grammi su litro di alcool nel sangue. Una denuncia è stata spiccata anche a carico di L.B., 26 anni della provincia di Bergamo. Il giovane si trovava a bordo di un’Audi TT quando è stato fermato per un controllo in Via Provinciale a Verderio Superiore e sottoposto al test che ha rivelato una presenza nel sangue di 1.16 grammi su litro.
IL TIRRENO
SABATO, 17 GENNAIO 2009
Positivo all’etilometro, denunciato
CAPEZZANO. I vigili urbani di Camaiore, intervenuti ieri sera per i rilievi di un incidente stradale, che è avvenuto sulla via Sarzanese, hanno sorpreso un giovane di 27 anni di Capezzano, che si trovava alla guida della sua Renault, con un tasso alcolico pari all’1,50. Gli agenti hanno provveduto a fermare l’auto al giovane, che è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza.
Il ragazzo aveva investito una ragazzina che transitava in ciclomotore e che per fortuna si è procurata solo lievi ferite.
E’ stato necessario, comunque, il suo trasferimento all’ospedale Versilia.
L’incidente ha provocato alcuni problemi anche sulla viabilità in quanto nella tarda serata il transito era piuttosto intenso.
SABATO, 17 GENNAIO 2009
Urtato da un’auto, ma è colpa sua
Guidava la bicicletta ubriaco: la polizia municipale gliela sequestra dopo le analisi sul tasso di alcol nel sangue
FUCECCHIO. Una mountain bike rosa, blu e gialla appoggiata alla ringhiera del comando di polizia municipale. Sequestrata a un albanese di quarant’anni che stava tornando dal lavoro. Perché l’uomo, che è stato urtato da un’automobile, è risultato positivo all’alcoltest. E il livello di alcol nel suo sangue era in misura di tre volte superiore al limite massimo consentito.
L’uomo stava viaggiando in sella alla sua bicicletta in via Dante Alighieri. Ma la sua andatura non era quella di un ciclista esperto. Viaggiava infatti a zig zag nel centro della carreggiata. Dietro di lui, un’autovettura guidata da un fucecchiese che più volte ha cercato di scansarlo. Ma che, a un certo punto, lo ha toccato con la carrozzeria facendolo cadere a terra.
L’incidente è avvenuto intorno alle ore 19 tra via Dante Alighieri e via Felice Cavallotti. E l’uomo, che ha riportato ferite fortunatamente non gravi, è stato subito trasportato all’ospedale di Empoli con un ’ambulanza.
Appena sono arrivati sul luogo dell’incidente però, gli agenti di polizia municipale di Fucecchio hanno capito che c’era qualcosa di strano. E che a provocare l’incidente del quale è diventato anche la vittima era stata proprio la sua andatura così incerta.
Per questo hanno pensato di procedere subito con il pre-test per valutare se l’uomo avesse bevuto o meno. E così, dopo l’esame, visto che il tasso alcolemico di V.R. era sopra il limite, hanno richiesto all’ospedale di procedere con l’esame tossicologico. Perché, non potendo sequestrare la patente all’uomo che non ce l’ha, la polizia municipale avrebbe potuto procedere al sequestro della bicicletta. Ma soltanto se il tasso di alcol nel sangue del conducente del veicolo fosse stato superiore a 1,5 microgrammi per litro. La conferma è arrivata poco dopo dalle analisi dell’ospedale di Empoli. E così la bicicletta è finita sotto sequestro.
SALERNO NOTIZIE
Battipaglia: rissa aggravata e lesioni, Polizia arresta 4 stranieri
17/01/2009 - Nel pomeriggio di ieri 16/01/2009, alle ore 17:00 circa, personale della Sezione Volante e della Squadra Anticrimine del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Battipaglia, in Piazza della Repubblica, ha arrestato quattro cittadini stranieri per i reati di rissa aggravata, violenza, lesioni personali e resistenza a Pubblico Ufficiale. I poliziotti sono intervenuti nella centralissima piazza di Battipaglia, divenuta luogo d’incontro per cittadini polacchi, rumeni ed ucraini spesso alticci, a sedare una lite degenerata in rissa, con scambio di calci e pugni tra quattro individui, due uomini e due donne, successivamente identificati in: POLEK Tomasz, polacco del 1982; SIEKIERSKA Monika, polacca del 1990; JACEK Gryzak, polacco del 1968; RUSU Veronica, rumena del 1960. Tutti senza fissa dimora. I due poliziotti della Volante, considerata la pericolosità della situazione nella piazza affollata e con la presenza di numerosi bambini, in un orario in cui nella zona si riscontra anche grande flusso di auto, dopo aver chiesto in ausilio una pattuglia, hanno tentato di separare i contendenti, ma nel tentativo sono stati colpiti più volte essi stessi. Al fine di continuare nella loro azione disordinata e violenta i quattro rissanti si sono coalizzati tra loro e hanno tentato di sopraffare gli agenti della Volante, cosa scongiurata dall’arrivo tempestivo sul posto di una pattuglia della Squadra Anticrimine. I cittadini stranieri, tre dei quali annoverano diversi pregiudizi di Polizia, sono stati arrestati e condotti, dopo le formalità di rito, presso la Casa Circondariale di Fuorni. Saranno giudicati nella mattinata odierna con rito direttissimo presso la Sezione Distaccata di Eboli del Tribunale di Salerno.
CORRIERE DI VITERBO
Corre nudo lungo la strada, tra auto e pedoni.
Quarantenne avvicinato e bloccato dagli agenti del Commissariato di Tarquinia mentre si muove sulla “Lupo Cerrino”.
TARQUINIA17.01.2009 - Un rumeno di quarant’anni, ubriaco, correva nudo lungo la strada, ed è stato necessario l’intervento della polizia per bloccarlo. L’allarme è stato dato da alcuni automobilisti e pedoni di passaggio sulla Lupo Cerrino, i quali, intorno alle 19 di giovedì, hanno visto un uomo che, completamente nudo, correva lungo la carreggiata. Non si trattava, come poi si è visto, di un pazzo, ma di un rumeno di quarant’anni che, dopo avere bevuto, sembrava manifestare il proprio disagio esistenziale attraverso quel correre nudo, in certo qual modo indifeso, sotto gli occhi della gente. Gli uomini del Commissariato, accorsi immediatamente, hanno fermato l’uomo; e, dopo averlo portato nei loro uffici, l’hanno identificato, denunciandolo (per atti contrari alla pubblica decenza), ma avendo anche riguardo alla sua umanità e alle sue condizioni di vita. Resta il fatto che, mentre correva, sul rumeno, di volta in volta, si posavano sguardi involontari o concentrati, ma tutti caratterizzati dalla sorpresa. In quel momento, lungo la strada, sebbene non particolarmente illuminata nè frequentata, passavano auto, con bambini, ragazze, donne, automobilisti, che, davanti all’insolito e stravagante quadro, hanno subito pensato di allertare la polizia. La polizia, come detto, ha proceduto, ma con un senso di umanità
CORRIERE ADRIATICO
Amy Winehouse ancora ubriaca
LONDRA - Ubriaca, carponi, che prega i clienti del ristorante di un elegante resort nell’isola caraibica di St Lucia di passarle un drink, dopo che i camerieri si sono rifiutati di darle da bere: Amy Winehouse, che è da giorni ai Caraibi per iniziare a vivere in maniera sana, compare così nelle immagini del Sun. Secondo il quotidiano, ogni giorno la cantante - che da tempo combatte con la dipendenza da alcol e droga - inizia la sua giornata al Le Sport Spa facendo esercizio fisico. Ma per l'ora di pranzo, aggiunge il tabloid, ha già il drink in mano, e fuma spinelli accanto alla piscina.
IL SECOLO XIX
L'ombra dell'alcol dietro lo schianto di Terralba
CORRIERE DEL VENETO
Confturismo: «In pista l'alcoltest si faccia anche in Trentino e Alto-Adige»
IL MESSAGGERO
Alcol, il divieto scatta da stasera
Rassegna stampa del 16/01/2009
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Marsala.it
L'alcol nuoce alla salute. La chiusura mentale pure
Venerdì 16 Gennaio 2009
di Vittore Saladino
È opinione condivisa da molti che la pubblicità incida notevolmente sul consumo di alcol, soprattutto nei paesi con forti interessi in questo settore, dove la spesa per la pubblicità è nettamente superiore a quella destinata alla lotta contro l'alcolismo.
Della pubblicità sull’alcol se ne fa largo uso nella nostra provincia e nella nostra città senza destinare un soldo di cacio alla lotta contro l'alcolismo.
Tutti i lettori ricordano perfettamente le varie iniziative patrocinate e finanziate dal comune di Marsala come il “Wine-Sicily”, il Convegno “Vino e salute”, il VINORO, Cantine Aperte, Calici sotto le stelle, la mostra "IL VINO SI FA IMMAGINE", L'ENOTECA LOCALE DI MARSALA, l'Associazione "Strada del Vino di Marsala-Terre d'Occidente, di cui il Comune fa parte, etc, etc..
Iniziative promosse non solo da questa attuale amministrazione ma anche dalle precedenti, ovviamente. Ma non è stato solo il comune di Marsala a fare della promozione dell'alcol un campo di battaglia per sostenere il consenso degli elettori, che in quanto formati da una larga maggioranza di agricoltori non hanno potuto fare a meno di accogliere benevolmente tali iniziative.
Anche le altre città della provincia di Trapani e la stessa amministrazione della provincia regionale di Trapani hanno sostenuto queste e tante altre manifestazioni simili.
In genere non ho niente in contrario verso queste manifestazioni in quanto sono un modo per promuovere territorio ed economia; dopotutto la nostra economia – per colpa delle varie amministrazioni che si sono succedute – si basa esclusivamente sulla vitivinicOltura e vitivinicUltura. Altre risorse i nostri amministratori non sono stati in grado ancora di svilupparne: Turismo, Servizi, Ambiente, Artigianato, Agricoltura non rivolta esclusivamente alla vite, rimangono sogni nei cassetti e promesse elettorali.
Una cosa che invece mi rammarica è quando ai vari convegni e convegnucci che si sono succeduti negli ultimi anni, e che sono stati sponsorizzati dalle varie amministrazioni pubbliche, il vino viene lodato per le sue virtù terapeutiche, per l'importante apporto economico ed anche - ahimè – per i benefici alla salute e non vengono invitati agli stessi convegni le mogli, i figli o i genitori, di tutti coloro che hanno bruciato la loro vita e quella dei loro cari a causa dell'alcol; sarebbe un modo per dare maggiore consapevolezza dei rischi che si possono correre bevendo alcolici in genere. D'altro canto non potrebbe essere altrimenti: “Gli organizzatori invitano (a pagamento) solo chi gli fa comodo”.
E mi arrabbio ancora di più quando vengono organizzate manifestazioni, giornate tematiche, feste e sagre all'insegna del vino e nessuno si rende conto che la pubblicità tende a proporre nuovi valori nell'uso delle bevande alcoliche facendo ricorso a modelli di comportamento come l'associazione simbolica di alcol e ricchezza, di alcol e divertimento di alcol e sesso o di alcol e salute.
Naturalmente questi messaggi hanno azione soprattutto sul debole, che ha bisogno di un esempio con il quale rapportarsi e a cui ispirarsi e che può così diventare un potenziale alcolista. Non a caso giovani e donne, essendo fra le figure più fragili emotivamente e psicologicamente, sono in esponenziale aumento fra coloro che hanno rilevanti problemi con l'alcol.
Occorrerebbe quindi che le amministrazioni comunali e quella provinciale e regionale, allo stesso modo con cui organizzano o finanziano tali manifestazioni, riservassero una piccola percentuale dei soldi stanziati per predisporre dei servizi che possano contrastare eventuali problemi causati da questi eventi.
Non si chiede chissà che cosa! Eppure nessuno batte un ciglio...
Ecco perchè la mia indignazione raggiunge i massimi livelli quando a fronte delle centinaia di migliaia di euro spesi per promuovere il vino, nessun'amministrazione della nostra provincia ci offre anche un piccolo contributo per organizzare un corso di sensibilizzazione per i problemi legati all'alcol, un corso che potrebbe dare un grosso aiuto alle tantissime persone vittime dell'alcol, famiglie rovinate, giovani senza futuro, uomini finiti e donne distrutte.
E dire che basta poco. L'intero costo del corso è di circa 5.000 euro, che prevedono vitto, alloggio e un piccolo rimborso spese per la benzina del direttore del corso e dei
6 conduttori (tutti volontari) per 7 giorni, spese per lo spostamento dei corsisti, spese di cancelleria e varie.
Un piccolo contributo di ognuno dei comuni basterebbe a sopperire alle spese del corso che ha lo scopo di fornire un minimo di nozioni sull’alcol e i riflessi che ha sulla salute e soprattutto dare una formazione di base a quanti intendono attivarsi come operatori dei Club degli alcolisti in trattamento, così da aprirne altri in provincia, visto che fino al 5 novembre 2008, data in cui si aprì il primo club per alcolisti a Marsala, era l'unica provincia in Sicilia a non ospitare un club degli alcolisti in trattamento, che, ricordo, sono un'associazione privata che si basa sulla pratica dell'auto/mutuo aiuto e sulla solidarietà tra le famiglie che hanno problemi alcolcorrelati e complessi e tutt'oggi si rivela uno dei sistemi più diffusi e funzionali che ci sono in giro. Si pensi che attualmente in Italia ci sono circa 2.200 club degli alcolisti in trattamento e che negli ultimi anni i club si sono diffusi in 35 Paesi stranieri.
A tutt'oggi solo il Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, S.E. Mons. Domenico Mogavero e la Fondazione S.Vito di don Francesco Fiorino hanno deciso di promuovere e sostenere il corso anche se non dovessero arrivare i contributi chiesti alle amministrazioni comunali e al Presidente della Provincia.
Spero, grazie all'aiuto di Marsala.it e di Rmc101, che questo mio disperato appello venga ascoltato dagli amministratori delle nostre città e che sappiano dimostrare veramente di voler fare qualcosa di concreto per risolvere questo dannoso problema, oltre al fatto di parlarne e scriverne.
E spero anche che tante persone si iscrivano al corso, che ricordo è gratuito.
(l'articolo è corredato dal video che il blog ha in alto, Incidenti stradali, caricato su Youtube da Emergenza Alcolismo)
CONTRIBUTO DI FRANCO BALDO
Siamo davvero ridotti male se al benessere di una comunità deve pensarci la Coop. La politica e la sanità escono sconfitte nella loro essenza, nella pura logica della loro esistenza: la salute e il benessere del cittadino. Tranquilli, ci pensa la Coop che comunque la si veda è pur sempre un’entità che obiettivi economici. Abbiamo assistito ad una lezione di responsabilità in un Trentino che si sente poco “padre di famiglia”e poco responsabile nei confronti dei giovani che sono strumento dei produttori e dei venditori di droga ( l’alcol lo è per definizione dell’Oms ). Ma forse siamo bravi ad individuare il cancro del colon e della mammella. E menomale, ma purtroppo ci accontentiamo così. Mi verrebbe da dire “andiamo tutti a far la spesa alla Coop” ma credo che questa grande “famiglia cooperativa” non abbia bisogno di scendere su questo terreno preferendo rimetterci qualcosa in cambio di un controvalore etico capace di dare credibilità. Ed è il senso della cooperazione che viene fuori da questa nobile iniziativa, ciò che significa lavorare per la gente e tra la gente tenendo presente anche i valori fondamentali della vita. E credo che la sicurezza e la salute dei giovani siano da annoverare tra le priorità. Ma il merito della Coop è soprattutto quello di aver dato prova che molte decisioni possono partire dal basso. E decisioni di questo tipo possono diventare regole e regolamentazioni. Questa volta non sono le vetrine del pane ad essere infrante per cercare la democrazia ma è la bottega stessa che fa rivoluzione contro il sistema per cercare strade aperte alla salute e al benessere.
Baldo Franco - Centro Studi per i problemi alcolcorrelati- Apcat Trento
L’ADIGE
LETTERE AL DIRETTORE
Alcolici vietati: la Coop ha cura dei clienti
Il divieto alla vendita di alcolici ai minori di 18 anni che da questo mese ha coinvolto oltre 1300 punti vendita a marchio Coop in Italia è un'iniziativa intelligente e lungimirante che dà un segnale preciso nella direzione di educare i giovani al rispetto di sé e della propria salute. Purtroppo va registrato che all'interno della galassia delle cooperative trentine, c'è anche chi si è mostrato contrario a questa valida iniziativa, probabilmente per timore di perdere qualche giovane cliente bevitore. Sono calcoli di corta prospettiva
Lettera firmata
IL TIRRENO
VENERDÌ, 16 GENNAIO 2009
Abuso di alcol, ne parla il procuratore Vigna
Convegno del Centro studi per il Lionismo in Comune
PISTOIA. Il Centro studi per il Lionismo, diretto pro tempore dal pistoiese Michele Manzari socio del Lions club Pistoia, ha organizzato un convegno per domani 17 gennaio alle ore 17 nella Sala Maggiore del Palazzo comunale.
“Abuso di alcool, sfida alla vita” è il titolo dell’incontro pubblico il cui tema si svolge intorno al concetto di percezione della legalità da parte dei giovani, e si inserisce nel tema di studio “contro le stragi del sabato sera”, iniziativa di grande successo organizzata da tutti i club della zona e che l’anno scorso ha interessato tutte le scuole medie superiori della provincia di Pistoia e che quest’ anno viene ripetuta e allargata alla provincia di Prato.
Il dibattito sul consumo di alcool tende ad alzare il livello di consapevolezza e sensibilità su un problema grave ma ancora molto sottovalutato dalle istituzioni, dalle famiglie e dagli stessi consumatori.
Al convegno è annunciata la presenza di autorità civili e militari nonché religiose di Pistoia e della provincia.
I relatori sono: Pier Luigi Vigna già procuratore distrettuale e nazionale antimafia, procuratore generale onorario della Suprema corte di cassazione, che parlerà della pericolosità dell’ alcool nel comportamento dei giovani, i quali tendono a considerare la sua assunzione un fatto perfettamente normale e senza conseguenze.
Di Vigna anche la presentazione di una ricerca sulla percezione di legalità nei giovani.
A seguire interverrà Filippo Muratori, neuropsichiatra infantile, che parlerà sul rapporto fra assunzione di alcool e droga connesse alla violenza e bullismo nei giovani; quindi Giuliana Bianchi Caleri, insegnante e dirigente scolastica, che sulla base delle proprie esperienze affronterà il tema dal punto di vista delle motivazioni al bere, del ruolo del gruppo e della famiglia. Infine Silvia Calzolari, criminologa, parlerà del rapporto fra mass media e nuove devianze giovanili.
Il tema trattato è, purtroppo, di stretta e drammatica attualità. Giusto quindi, come ricordano gli organizzatori, discuterne il più possibile: «Il fenomeno infatti, nonostante i ripetuti appelli e le esortazioni a comportamenti consapevoli, soprattutto in occasione della guida di autoveicoli, non è percepito in tutta la sua gravità».
IL GAZZETTINO (Rovigo)
Cabaret e musica per i giovani come antidoto a droga e alcol
Chiusa la tre giorni di incontri per educare a dire no agli abusi
Venerdì 16 Gennaio 2009 - Si è chiusa ieri mattina al Politeama di Badia Polesine la tre giorni dell'iniziativa teatrale ed educativa della Provincia "Questa notte si parte" incentrato sullo spettacolo che ha visto protagonisti il cabarettista torinese di Colorado Cafè, Zelig e "Quelli che il calcio", Gianpiero Perone, e il musicista veneziano Marco Anzovino. L'obiettivo di questa iniziativa della Provincia è quella di combattere quelle che vengono definite le stragi del sabato sera: tre giorni intensi nei tre poli scolastici polesani.
Martedì ad Adria, mercoledì a Rovigo e ieri a Badia: sempre protagonisti gli studenti delle classi terminali delle superiori e così al Politeama c'erano quelli dell'Ipsia Enzo Bari e dell'Itas Einaudi di Badia Polesine, dell'Ipsaa Bellini di Trecenta e dell'Isa Callas di Castelmassa.
Al via dello spettacolo hanno portato il saluto l'assessore provinciale ai Servizi sociali, Sport e Famiglia Tiziana Virgili e quello comunale ai Servizi sociali Giulio Barbieri. Agli studenti è stato distribuito l'opuscolo della Provincia "Non toccare. Sei meraviglioso non buttarti via" contro l'uso e l'abuso di alcool, eroina, cocaina, ectstasy, cannabis, inalanti, lsd, crack e anfetamine. L'opuscolo contiene anche tutte le indicazioni su a chi i ragazzi si debbono rivolgere quando ci sono problematiche all'uso e abuso delle citate sostanze o ci sono, in generale, situazioni di disagio che possono portare su strade molto pericolose. Fra i servizi citati c'è anche quello dell'Ulss 18 denominato "Terra di mezzo", un servizio di consulenza per adolescenti attivo a Rovigo, Castelmassa e Badia al liceo Balzan. "Terra di mezzo" è stato presentato alla fine del mese di marzo del 2008 e in quella occasione dai responsabili del servizio, a partire dal capo dipartimento Emanuele Toniolo, venne chiesto al sindaco di Badia Paolo Meneghin di aderire al progetto, del quale è capofila il comune di Castelmassa, per poter avere anche in loco gli animatori di strada. Meneghin garantì la propria entusiastica adesione, ma da allora non è successo alcunché: Badia non ha mantenuto la parola anche se l'impegno era di poche migliaia di euro di fronte a un bisogno sociale che gli esperti giudicano quanto mai significativo. «L’iniziativa - ha detto Tiziana Virgili - ha avuto successo perché ho visto complessivamente nelle tre giornate coinvolti oltre ottocento studenti, ai quali lo spettacolo ha portato un'occasione importante per riflettere e lo ha dimostrato il fatto che i contenuti sono stati molto apprezzati».
Paolo Aguzzoni
IL GAZZETTINO
Buranel: educazione a scuola e lotta all’alcol, priorità del 2009
Venerdì 16 Gennaio 2009, (d.l.) - «Una delle priorità della polizia comunale, per quanto riguarda il comune di Pordenone ma l’impegno è da parte di tutti i comandi, nell’anno appena cominciato riguarderà l’educazione stradale nelle scuole e la lotta all’abuso di alcol che è un grave pericolo sulle strade». Il comandante della polizia comunale di Pordenone, Arrigo Buranel, non ha dubbi: la prevenzione deve cominciare sempre dai più piccoli. «È significativo - aggiunge il comandante - che stia aumentando l’attività educativa nelle scuole materne e nelle elementari. Non è un caso: stiamo notando che l’educazione stradale rispetto alle regole più semplici, ma fondamentali, nei bimbi piccoli ha poi un ritorno nella persuasione rispetto ai genitori». Come dire: se un bimbo dice al papà "vai piano" o "allacciati la cintura" magari serve più della multa. «Così come sarà rafforzato l’impegno nei confronti della guida dopo aver abusato con l’alcol. Un fenomeno che riguarda in particolare i giovani».
Il 2009 sarà anche l’anno di un nuovo incremento dei controlli stradali dopo che, nel 2008, c’è stata una leggera diminuzione dovuta al fatto che il decreto Bianchi sui controlli di velocità presentava degli elementi di non chiarezza. «Si sono persi dei mesi - ricorda Buranel - per capire come interpretare esattamente la normativa sulla cartellonistica che avvisa dei controlli». Nei prossimi dodici mesi continuerà anche l’impegno sulla formazione professionale. «Speriamo poi - conclude il comandante - che questo sia l’anno dell’approvazione della legge regionale sulla polizia comunale che proprio il giorno di San Sebastiano comincerà il suo iter a Trieste».
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
Bari, analisi dello «sballo» a 15 anni alcol, fumo e canne
BARI - «Dati sconfortanti». Così Angela Calluso, presidente provinciale del Cama Lila commenta i numeri venuti fuori da un’indagine sull’uso di alcolici e sostanze stupefacenti condotta tra gli studenti di tre istituti superiori baresi. «Dati sconfortanti - ripete - soprattutto per quanto riguarda il consumo di alcol e lo spaccio di hascisc e marijuana all’uscita delle scuole».
Il questionario utilizzato per la raccolta dei dati è stato elaborato con lo scopo di proporlo a un campione di 663 giovani tra i quindici e i diciannove anni, per sondare i loro atteggiamenti nei confronti delle «nuove droghe». Nel campione sono presenti 229 femmine, il 36,5%, e 400 maschi, pari al 63,5%, non indicano il sesso 4 soggetti, che rappresentano solo lo 0,6%, una percentuale bassa che fa pensare a un buon interesse per la compilazione del questionario (è stata inserita anche una sostanza inventata, Levinol, per valutare la serietà con cui si è risposto alle domande).
«La presenza di droghe nei contesti della quotidianità, soprattutto delle fasce giovani della popolazione, rientra nella “normalità” non essendo più percepito come un fatto eccezionale. Questo determina una crescente probabilità che un ragazzo entri in contatto con il mondo della droga direttamente (contatto fisico o sperimentazione-assunzione) o in modo indiretto (vedere o conoscere qualcuno che la usa, sapere dove e come trovarla e consumarla). Le probabilità di contatto aumentano anche in presenza di altri fattori di rischio, non ultimi quelli psicologici come il grado di insoddisfazione nelle proprie relazioni (amici, famiglia, scuola, lavoro) e la capacità o meno di contenere l’istintività e le pulsioni».
La novità di questo fenomeno è proprio nell’atteggiamento diverso che i ragazzi hanno nei confronti di queste droghe. Infatti chi le utilizza è un giovane quasi sempre ben integrato nella società, che non percepisce come deviante l’assumere queste sostanze, perché al contrario dell’eroina, gli permettono di condurre una vita normale, non da emarginato. Le risposte: la sostanza per i ragazzi maggiormente reperibile sono le sigarette, ben il 60,6% afferma di potersele procurare facilmente; seguono gli Energy e Soft drink 57,2% e la birra/il vino, facilmente reperibili dal 55,3%, anche, ed i liquori/superalcolici e hashish/ marijuana risultano abbastanza reperibili.
«Viste le percentuali relative all’alcol - spiega la Calluso - risulta essere questa la sostanza molto popolare ed è ritenuta anche abbastanza facile da reperire. Per cui, nel complesso, questi studenti risultano abbastanza esposti a tale fattore di rischio».
In un altro questionario si è chiesto ai ragazzi se conoscono qualcuno che usa queste sostanze. Anche in questo caso la maggior parte delle scelte di rispondere “Tutti o quasi” è concentrata sulle sigarette 37% e sugli alcolici 22,8%. Solo il 5,2% frequenta amicizie in cui nessuno fuma sigarette e solo l’ 8,5% frequenta amicizie in cui nessuno beve alcolici, e addirittura solo un quarto degli intervistati frequenta amicizie in cui nessuno si ubriaca, da cui si presume che la maggioranza dei ragazzi frequenti amicizie nelle quali si usa fumare e bere alcolici anche in forti dosi, «un elemento che conferma il bisogno di questi ragazzi di ricorrere a sostanze che li alterino. Praticamente i dati ci inducono a ritenere i ragazzi del campione molto prossimi al fattore di rischio costituito dalla vicinanza alle sostanze».
Anche sul consumo di liquori le percentuali risultano abbastanza alte: non ne ha mai consumato negli ultimi 30 giorni poco più della metà degli intervistati (55,4%) mentre il 21,8% nell’ultimo mese lo ha fatto 1 o 2 volte. Ha bevuto liquori almeno una volta a settimana l’ 11,7% del campione degli intervistati. Inoltre è stato chiesto agli intervistati a quale figura o tipo di servizio si rivolgerebbero se un loro amico avesse problemi legati all’uso di sostanze. Questo per individuare un ipotetico tipo di rete di aiuto da loro immaginato.
CORRIERE DI SIENA
Caso di Roma - “No a norme anti-alcool”.
Associazioni di categoria infuriate. Confesercenti: “Siena è diversa dalla Capitale”.
SIENA16.01.2009 Alcool A Siena non c’è emergenza
Ha fatto rumore la notizia dell’ordinanza adottata da alcuni Municipi situati nel centro storico del Comune di Roma che stanno per approvare una norma che vieta la vendita di alcolici “da asporto” a partire dalle ore 21. Nella stessa ordinanza è contenuto il divieto a vendere qualunque alcolico, e in qualsiasi forma e tipologia, a partire dalle ore 2. Il motivo di tale provvedimento? Ovviamente la sicurezza e le troppe risse avvenute in alcune aree della Capitale. Levata di scudi quasi generale da parte delle associazioni di categoria che difendono ovviamente interessi di esercenti e commercianti. Ecco l’elenco. Cna: “Oltre ad essere penalizzante per l’intero settore (chi non ha il servizio al tavolo rischia di non vendere più un solo pezzo di pizza dalle 21 in poi per l’impossibilità di servire da bere) è limitativa per ogni cittadino, lede l’immagine di Roma a livello internazionale come città dei divieti e delle limitazioni. E aumenteranno gli abusivi”. Poi Cesare Pambianchi, presidente di Confcommercio: “Abbiamo espresso perplessità, chiediamo che questo provvedimento sia temporaneo”. Infine Liborio Pepi della Fiepet Confesercenti: “Domani (oggi, ndr) incontreremo il prefetto. Questo provvedimento è assurdo. Un romano invitato a cena dagli amici non potrà fermarsi alle 21,15 in uno dei nostri bar per comprare una bottiglia di buon vino. Incredibile. Se non ci ascolteranno prepareremo il ricorso al Tar. Siamo pronti a una serrata”. La situazione quindi non è delle più rosee, le associazioni di categoria sono decisamente arrabbiate e quasi sul piede di guerra. L’obiettivo da centrare è che questa ordinanza non passi o per lo meno venga modificata anche se, come ricordato, non varrà per tutta la città ma solo per alcune sue zone decisamente “calde”. A Siena Detto questo ci spostiamo alla nostra più piccola e anche più tranquilla città. Abbiamo chiesto ai rappresentanti di due associazioni di categoria cosa pensino di questa norma romana. “Penso che questa ordinanza farà in modo che una fetta di lavoro verrà a mancare a chi di mestiere fa questo”. Le parole sono di Sonia Pallai, responsabile del settore turistico e pubblici esercizi di Confesercenti Siena. Le sue critiche non si fermano: “Spesso ci si dimentica del contorno, delle feste private e dell’alcool che si può assumere a casa. Credo che provvedimenti di questo tipo facciano tanta notizia ma poi non riescano ad affrontare il vero nocciolo della questione”. Quindi, secondo Pallai, queste sarebbero unicamente norme buone per “coprire” o dare per risolto un problema. Soluzione, potremmo dire, all’italiana: un semplice palliativo piuttosto che una più concreta opera che vada al fondo della questione. Poi riporta un esempio citando una operazione portata avanti proprio da Confesercenti a Siena: “Poco tempo fa abbiamo partecipato alla campagna «Cento modi per», realizzata da Comune, Università e anche Regione Toscana, attraverso la quale abbiamo incontrato giovani delle scuole superiori cercando di educarli non al non bere ma al bere consapevole e nelle giuste quantità. (*) Si può bere, basta farlo con moderazione e cognizione di causa. I giovani vanno educati, perché il problema dell’alcool non si risolve mettendo una tabella dentro un locale o impedendo la vendita a una certa ora della sera. Un ruolo fondamentale poi è sempre svolto dalla scuola e dalla famiglia, primi agenti formativi dell’individuo”. “Qui non c’è necessità” Infine due battute sulla situazione senese: “Nella nostra città - prosegue Sonia Pallai - non ci sono mai stati problemi di questo tipo, non vedrei quindi la necessità di applicare norme come quella romana. A Siena possono esserci stati pochi casi legati a una particolare area, o a un particolare periodo o giorno ma solitamente non succede niente. Qui insomma è difficile pensare a norme simili” (**)
Gennaro Groppa
(*) Nota: propongono cento modi per esporsi ai pericoli degli alcolici, quando ne basta uno solo per non rischiare nulla.
(**) Nota: “nella nostra comunità i problemi alcol correlati sono un'importante causa di sofferenza e malattie”. (Tratto dal Sito ufficiale dell'azienda USL 7 di Siena).
IL TRENTINO
MARTEDÌ, 30 DICEMBRE 2008
di Stefano Poletti
I giovani promuovono la prima navetta dei pub
Confortante partecipazione all’iniziativa per la sicurezza avviata dai gestori La prevenzione degli incidenti è il primo obiettivo (*)
Con soli 5 euro è possibile viaggiare per tutta la notte
STORO. Più di una settantina i giovani che sabato sera hanno deciso di uscire utilizzando in nuovo servizio di bus navetta che ininterrottamente gira dalle sei di sera fino alle 4 di notte per tutta la valle del Chiese. «Ininterrottamente non proprio: che per rispettare i regolamenti dobbiamo fare una sosta di un’ora per consentire agli autisti di riposare o darsi il cambio. Ci preme perché vogliamo che le cose siano fatte per bene. Anche da un punto di vista fiscale ci siamo dotati di biglietti che regolarmente vengono registrati su un apposito registro dei corrispettivi».
A parlare è Giulio Lorenzi ideatore del progetto.
«Partiamo alle sei di sera da Roncone - aggiunge - e facciamo passare tutti i paesi, giù fino a Storo, Lodrone e poi anche in Valle Sabbia, arrivando fino a Idro».
Il nuovo servizio, attivo da alcuni di week-end, nasce con l’obiettivo di favorire la prevenzione contro gli incidenti stradali grazie all’utilizzo di un bus navetta serale e notturno che collega i paesi della Valle del Chiese a quelli della vicina provincia di Brescia. «Stiamo ancora sperimentando, ma i risultati fino ad oggi avuti vanno ben oltre le aspettative iniziali» - spiega Chiara Lorenzi.
«Sia ben chiaro che il servizio di trasporto è riservato ai giovani che hanno già compiuto i 16 anni di età», sottolinea Livio Briani, titolare del Dylan’s Pub di Darzo.
«Il servizio di bus navetta nasce dalla necessità di collaborare ad un’unica iniziativa che accolga le esigenze delle famiglie e dei ragazzi del territorio per un servizio di trasporto sicuro verso i bar ed i locali frequentati dai giovani della zona», sottolinea ancora il giovane gestore.
«I trenta locali che aderiscono al progetto si sono autotassati per far sì che il progetto, grazie anche ai biglietti venduti, abbia sostenibilità economica.
La cosa è positiva perché con soli cinque euro ogni giovane ha diritto di viaggiare per tutta la notte facendo tutte le soste che desidera», dice ancora con orgoglio Chiara Lorenzi a nome dell’azienda di autonoleggio.
Eh già, con tutte le soste del caso, perché è davvero curioso vedere come tra i giovani sia cosa abituale rimbalzare da una parte all’altra della valle fino a tarda ora, arrivando a compiere in media più di 30 chilometri per sera. «I più giovani partono tra le otto e le nove, per risalire a bordo verso mezzanotte», spiega l’autista.
«I patentati invece li rivedi un paio di ore dopo; inizialmente parevano essere in pochi i maggiorenni automuniti ma l’impressione è che saranno soprattutto quelli che non vogliono farsi ritirare la patente o correre il rischio incidenti ad approfittare maggiormente del nostro pulmino», evidenzia ancora Giulio Lorenzi.
Vale a tal proposito la pena ricordare che, purtroppo, le vittime dell’alta velocità, della guida in stato di ebbrezza, dei colpi di sonno dopo una notte di festa sono purtroppo aumentate nel corso degli ultimi anni.
«Stiamo cercando di avviare una collaborazione con il Comune ed il Piano Giovani di zona, perché siamo convinti di poter dare un servizio anche a molti giovani che sanno divertirsi senza eccessi», ribadiscono gli organizzatori.
(*) Nota: non c’entra niente la prevenzione in questa iniziativa. I gestori organizzano i bus navetta solo per portare più gente nei loro locali. Con la scusa di non dover guidare i giovani consumano molto di più e che ci guadagnano sono solo i gestori!!!
CONSIDERAZIONI DI LUCA TURINELLI – CONSIGLIERE COMUNALE DI STORO (TN) - SULL’ARTICOLO E SULLA NOTA QUI SOPRA
Alla vostra pagina http://www.europeanconsumers.it/articolo.asp?sez0=26&sez1=0&art=5453 è riportata la notizia del bus navetta della Valle del Chiese per le notti del venerdì e del sabato. A corredo c'è questa nota:
(*) Nota: non c’entra niente la prevenzione in questa iniziativa. I gestori organizzano i bus navetta solo per portare più gente nei loro locali. Con la scusa di non dover guidare i giovani consumano molto di più e che ci guadagnano sono solo i gestori!!!
Prima di emettere sentenze, tuttavia, sarebbe opportuno consultare chi in questo territorio opera da tempo nell'ambito delle politiche giovanili. Perché se è vero, come è vero, che qualche riflessione in sé e per sé tale iniziativa la genera, è altrettanto vero che l'attivazione di questo servizio ha ridotto il numero degli incidenti (per quanto essendo molto recente è di difficile riassunto statistico) causati dalla guida in stato di ebbrezza.
Le istituzioni della Valle si interrogheranno in queste settimane se far proprio tale servizio, sostenendolo anche economicamente ed arricchendolo con ulteriori servizi, quali - in ipotesi - operatori a bordo.
Ma l'iniziativa dei gestori rimane comunque lodevole. Da noi, indipendentemente da che un ragazzo guidasse o meno, purtroppo non lesinava nella consumazione degli alcolici. Questo servizio è, allo stato, utile alla collettività. E se nel contempo è utile anche ai gestori, non è certo un delitto.
Cordialmente.
Luca Turinelli Consigliere Comunale di Storo (TN) Delegato alle Politiche Giovanili
REPLICA DI GUIDO DELLAGIACOMA
Gentile Signor Luca Turinelli
Sono pienamente d’accordo che il servizio del bus navetta possa prevenire qualche incidente stradale e tranquillizzare i genitori, ma ho i miei dubbi che “l’iniziativa dei gestori rimanga comunque lodevole.”
Dipende dai punti di vista e dallo scopo con cui nasce l’iniziativa!
Sono più di venti anni che mi occupo di problemi provocati dal consumo di alcolici e promuovo e organizzo progetti di promozione e protezione della salute rivolti soprattutto ai giovani. Lo scopo di questi progetti è quello di sensibilizzare i giovani e meno giovani sui molteplici problemi derivati dal consumo di alcolici che non sono solo le stragi del sabato sera, ma comprendono anche problemi fisici, psichici, sociali e relazionali. Al giorno d’oggi, basta leggere i giornali, tutti si preoccupano del bere dei giovani. Sembra però che la maggior preoccupazione sia quella di ridurre gli incidenti stradali del sabato sera, ottima intenzione, ma pochi si preoccupano di quanto bevono questi poveri ragazzi: a vent’anni, ce li troviamo già con grossi problemi di alcol.
Le stragi del sabato sera sono la punta dell’iceberg ma sotto, e non molto nascosti, troviamo molti altri problemi dal teppismo al bullismo, dal vandalismo alla violenza, tanto per citarne alcuni.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci insegna che per ridurre i problemi alcolcorrelati in una comunità, dobbiamo ridurre il consumo di alcol pro capite e quindi organizzare dei progetti di prevenzione e promozione alla salute che portino ad una riduzione dei consumi.
Invece molti progetti diretti ai giovani non prevedono la riduzione dei consumi, con la conseguente riduzione dei problemi, ma puntano puramente sulla prevenzione degli incidenti stradali istituendo il guidatore designato ed altri tipi di trasporto, dando così campo libero ai ragazzi di bere e sballare tranquillamente.
Perciò, essendo il vostro progetto, se ho capito bene, interamente ideato e finanziato dai gestori, è facile intuire che sia stato organizzato più per avere un guadagno che per fare prevenzione. Nelle nostre comunità ci sono altre realtà preposte alla prevenzione. Ma non sono solo i gestori a cavalcare l’onda delle stragi del sabato sera. Lo stesso Ministero dell’Agricoltura col progetto “Vino e Giovani” ha dato la possibilità ai produttori di vino di entrare nelle Università “per sensibilizzare le nuove generazioni ad un consumo consapevole e moderato del vino.” In realtà entrano per propagandare i loro prodotti, come si può facilmente dedurre da un articolo apparso su Winenews il 17 novembre 2008 che riporta il primo appuntamento del progetto che si è svolto all’Università degli Studi di Siena con la presenza di Gianna Nannini, nota produttrice di vino.
Infine, visto che:
“Le istituzioni della Valle si interrogheranno in queste settimane se far proprio tale servizio, sostenendolo anche economicamente ed arricchendolo con ulteriori servizi, quali - in ipotesi - operatori a bordo”, mi permetto di inviarle un breve scritto di allora su come nelle valli di Fiemme e Fassa abbiamo organizzato il bus navetta negli anni 2004-2005-2006:
“DISCOBUS DOROTHY: non solo trasporto di clienti, ma convergenza di motivazioni e di intenti!
Il DISCOBUS DOROTHY è un progetto di promozione alla salute condiviso dai Comuni delle valli di Fiemme e Fassa.
E’ rivolto soprattutto ai giovani ma coinvolge anche genitori, insegnanti, parroci, educatori, allenatori, associazioni e quanti abbiano un ruolo educativo nella comunità, perché non si possono immaginare cambiamenti nei comportamenti dei giovani, rispetto al consumo di alcol e tabacco, se questi stili di vita non cambiano anche negli adulti.
DOROTHY è il nome dato ad un Discobus che collega diversi paesi delle valli di Fiemme e Fassa nelle serate del sabato sera, quando gran parte dei giovani si spostano in macchina o scooter per raggiungere i luoghi del divertimento.
Siccome con il solo discobus si poteva incentivare il consumo di alcolici, ecco nascere il progetto DOROTHY che oltre al Discobus, prevedeva anche altre iniziative parallele quali:
- la disponibilità dei gestori di locali pubblici ad organizzare una tantum un festa analcolica.
- l’impegno a non vendere alcol ai minori di 16 anni e le modalità con cui i gestori attueranno tale iniziativa.
- l’impegno a servire una bevanda analcolica gratuita agli utenti di Dorothy.
- l’affissione negli spazi del locale di posters che promuovano comportamenti sicuri in tema di alcol, fumo e guida.
- la predisposizione di uno spazio visibile per il personale del camper di ‘Frena l’alcol ...fai correre la vita’ o per i collaboratori di DOROTHY -etilometro e questionario) (un locale a rotazione)
- l’impegno a partecipare ad un momento di informazione/formazione su alcol e dintorni. Tale incontro sarà gestito dagli operatori di Liberi di Essere Liberi ed avrà la durata di quattro ore (un pomeriggio)
- il coinvolgimento delle famiglie che potranno commentare l’andamento dell’iniziativa attraverso un questionario pubblicato dal periodico mensile Avisio.
Inoltre sul discobus sono presenti dei collaboratori del progetto, che coinvolgono i ragazzi in brevi colloqui con la compilazione di questionari e misurazione dell’alcolemia con l’etilometro.
Come vedete il progetto DOROTHY è molto più di un semplice bus che trasporta i giovani da un locale all’altro. E’ un progetto con lo scopo di prevenire le stragi del sabato sera, ma anche di coinvolgere i giovani in iniziative di promozione alla salute che favoriscano scelte ragionate e responsabili, nonché la riscoperta di valori ormai persi nel tempo.”
Rimango sempre a disposizione per ulteriori chiarimenti e possibili collaborazioni.
Cordialmente
Guido Dellagiacoma Centro Studi e Ricerche sui Problemi Alcolcorrelati dell’APCAT
AFFARI ITALIANI
Il paradosso: a Milano arriva la birra “comunale”... per finanziare una campagna antialcolismo!
di Antonio Prudenzano

Venerdí 16.01.20 - Il marchio “Milano” su una birra artigianale. Chi desidera provarla, può farlo in alcuni locali selezionati della città. L’iniziativa è stata voluta, evidentemente, dallo stesso Comune del capoluogo lombardo. La cosa curiosa è che sul retro di ogni bottiglia è stampato il motto “Bere meno, bere meglio”.
E in più, e in un certo senso la cosa ha del paradossale, il 2% degli incassi corrisposti al Comune andranno a finanziare delle campagne antialcolismo. Promotore dell’iniziativa, l’assessore al Turismo Massimiliano Orsatti. Sulle bottiglie di birra, a produzione limitata, oltre al motto c’è naturalmente anche lo scudo crociato ben impresso (il disegno è invece quello, storico, realizzato nel 1907 da Mario Borgoni). A causa delle proteste dell’assessore alla Salute Giampaolo Landi si è arrivati al compromesso di inserire il motto, abbastanza equivoco e, soprattutto, è stato previsto di destinare parte dei proventi a campagne di sensibilizzazione.
A breve è pure prevista l’apertura di un “Milano Store”, dove saranno in vendita tutti i numerosi prodotti con il brand “Milano”. (*)
(*) Nota: aspettiamo per vedere quali altri articoli venderanno con il marchio “Milano”. Seguendo lo stesso criterio si potrebbe vendere: accendini per la lotta al tabagismo, mazzi di carte per il problema del gioco d’azzardo, coltelli per la pace nel mondo…
CORRIERE DI COMO
Clandestino guida il camion ubriaco in autostrada
Bloccato dalla polizia stradale
Era un immigrato clandestino e guidava, ubriaco, un autocarro sull’A9, zigzagando nella notte. Mercoledì scorso, verso le 23.30, una pattuglia della Polstrada ha intercettato e fermato il mezzo pesante che procedeva verso Chiasso creando seri problemi alla circolazione sull’Autolaghi.
Il conducente era in palese stato di ebbrezza, tanto che le successive verifiche hanno accertato un tasso alcolico nel sangue superiore di quasi 4 volte al limite consentito. L’uomo era talmente in stato confusionale che era convinto di guidare verso Cislago (Varese), mentre invece si stava dirigendo a Chiasso. In seguito gli uomini della Polstrada hanno scoperto che il camionista era in realtà un immigrato clandestino di 26 anni.
Il giovane è stato così deferito all’autorità giudiziaria per immigrazione clandestina ed espulso, ieri, dall’Italia, con provvedimento del prefetto e con obbligo di lasciare il territorio nazionale entro 5 giorni. Nei guai è finito anche il suo datore di lavoro, un nordafricano residente a Cesano Maderno, denunciato per favoreggiamento al lavoro clandestino.
LIBERTA’
Conficcò il coltello al padre Sette anni ad un romeno
Un cittadino romeno è stato condannato dal tribunale penale di Siracusa a 7 anni di reclusione per avere tentato di uccidere il padre.
Il fatto è accaduto il 19 febbraio dello scorso anno, quando Nicolae Soru Stingaciu di 20 anni, ha ingaggiato una lite con il genitore, che risiede a Floridia. Sono dovuti intervenire i carabinieri per sedare una violenta lite in famiglia, a Floridia, in provincia di Siracusa. I militari, giunti sul posto, hanno scoperto che poco prima un giovane di nazionalita’ rumena, dopo essere stato richiamato dal padre per essere rincasato per l’ennesima volta ubriaco, ha afferrato un coltello da cucina di grosse dimensioni ed ha colpito il genitore, conficcandoglielo in testa. Il giovane rumeno, che è stato rintracciato dopo circa un’ora, a Floridia, era stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e tradotto nel carcere di Cavadonna. Il padre del giovane è stato trasportato in ambulanza presso la Clinica Villa Azzurra di Siracusa. dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Solo alle prime ore del mattino del giorno dopo i medici sono riusciti ad estrarre il coltello dalla testa dell’uomo, che ha 40 anni e si è rimesso dopo molta degenza in ospedale.
R.L.
CORRIERE DELLA SERA – SALUTE
Internet, alcol e poco sonno: cocktail negativo per la bilancia
Uno studio americano fa il punto sulle cattive abitudini che possono favorire l’aumento di peso nell’adolescenza
16 gennaio 2009 - Le adolescenti che passano diverse ore davanti allo schermo di un computer, che dormono poco e che bevono ogni settimana almeno due bevande alcoliche rischiano maggiormente di mettere su qualche chilo di troppo. A evidenziare gli effetti negativi sulla bilancia del cocktail Internet, poco sonno e alcol è uno studio americano, pubblicato di recente sul Journal of Pediatrics.
RELAZIONI PERICOLOSE – Tra il 2000 e il 2001 i ricercatori statunitensi hanno tenuto sotto osservazione circa 5mila ragazze tra i 14 e i 21 anni, delle quali hanno misurato peso e altezza all’inizio e alla fine dello studio. Alle adolescenti è stato quindi chiesto di annotare il proprio consumo di caffè e alcol, il tempo libero trascorso su Internet e le ore di sonno per notte. Analizzando le risposte e le relazioni tra i diversi parametri indagati, i ricercatori hanno evidenziato una maggiore tendenza a mettere su qualche chilo di troppo nelle ragazze tra i 18 e i 21 anni che nel corso dell’anno avevano consumato regolarmente due o più drink alcolici la settimana, avevano passato diverse ore al giorno su Internet e dormito non più di 5 ore a notte. Il consumo di caffè, invece, non è risultato correlato all’aumento del peso delle giovani, anche se i ricercatori precisano che lo studio risale a prima che si diffondessero sul mercato gli energy drink contenenti, tra i vari ingredienti, anche la caffeina.
STILE DI VITA – «Queste abitudini comportamentali possono causare un aumento del peso corporeo molto graduale, che le ragazze o i loro genitori non notano – osserva Catherine Berkey, coordinatrice dello studio -. Accorgersi in ritardo dell’aumento di peso rende anche più difficile sradicare le abitudini dannose per la salute. Per mantenersi in forma senza ricorrere a diete e prodotti dimagranti, quindi, un utile ed economico suggerimento è limitare l’uso del computer, dormire di più e stare alla larga dalle bevande alcoliche». «Diversi studi recenti hanno dimostrato che chi dorme poco rischia di più di mettere su peso – aggiunge Gianni Bona, Vicepresidente della Società italiana di pediatria -. Oggi sappiamo che quando non si dorme abbastanza si innescano dei meccanismi che inducono a mangiare di più e quindi ad ingrassare. Gli adolescenti in genere dormono poco non perché soffrono di insonnia, ma a causa di abitudini sbagliate, come appunto quella di stare svegli fino a tardi, attaccati al computer o davanti alla televisione. Non solo, a peggiorare le cose spesso ci si mette anche qualche drink di troppo. I giovani dovrebbero dormire almeno 8 ora a notte e per fare ciò è importante che imparino a controllare, anche con l’aiuto dei genitori, il tempo che passano davanti a computer, televisione, con il telefonino o a dedicarsi ai videogiochi».
Antonella Sparvoli
AGI
VINI: BRUNI, BENE EXPORT, ORA OCCORRE PROMUOVERE CONSUMI INTERNI
Roma, 16 genn. - Il quotidiano francese Le Figaro' ha riconosciuto che "la Francia non e' piu' il primo produttore di vino al mondo": la notizia fa riferimento ai quantitativi di vino prodotti dai due paesi nell'annata scorsa: 485 milioni di casse di bottiglie in Francia contro i 552 milioni prodotti in Italia.
"E' positivo - commenta il presidente Fedagri-Confcooperative Paolo Bruni - che il quotidiano francese riconosca all'Italia il nostro primato. Oltre al primo posto come paese produttore, va sottolineato come sia in crescita anche il successo del vino italiano in ambito internazionale: l'Italia ne esporta oltre 19 milioni di ettolitri in 170 paesi, con una quota pari al 21% del vino complessivamente esportato nel mondo ed un valore di 3,4 miliardi di euro". (*)
"Ora occorre - prosegue Bruni - rilanciare il consumo di vino nel nostro Paese: l'Italia deve avere il coraggio di promuovere un consumo cosciente, moderato e consapevole di vino all'interno dei propri confini, cosi' come si sta facendo con successo in altri paesi. Cio' al fine di sostenere quel 65% delle piccole e micro-imprese vinicole che per dimensioni e massa critica non hanno possibilita' di esportare, se non a costi eccessivi e quindi a prezzi sicuramente meno competitivi rispetto ai produttori dei paesi del nuovo mondo".
(*) Nota: il fatturato annuo delle esportazioni di vino è di 3,4 miliardi, quello complessivo nove miliardi. I costi economici dei problemi alcol correlati sono 45 miliardi, il 57% dei problemi riguarda persone che bevono prevalentemente o esclusivamente vino. Sono cifre da imparare a memoria, visto che si continua a sostenere che il vino è una risorsa economica.
IL SECOLO XIX
Lavagna, stupefacenti e alcol alla guida
Camogli, fermato ubriaco e con un coltello Coniglia
L’ADIGE
Ubriaco minaccia il barista poi se la prende con la polizia
CORRIERE DELLA SERA
Vino e birra? Al «free shop» automatico
CORRIERE VENETO
Ubriaco in bici: via la patente
Alcol-test sulle piste da sci multe e ritiro dello skipass
Fonte: Marsala.it
L'alcol nuoce alla salute. La chiusura mentale pure
Venerdì 16 Gennaio 2009
di Vittore Saladino
È opinione condivisa da molti che la pubblicità incida notevolmente sul consumo di alcol, soprattutto nei paesi con forti interessi in questo settore, dove la spesa per la pubblicità è nettamente superiore a quella destinata alla lotta contro l'alcolismo.
Della pubblicità sull’alcol se ne fa largo uso nella nostra provincia e nella nostra città senza destinare un soldo di cacio alla lotta contro l'alcolismo.
Tutti i lettori ricordano perfettamente le varie iniziative patrocinate e finanziate dal comune di Marsala come il “Wine-Sicily”, il Convegno “Vino e salute”, il VINORO, Cantine Aperte, Calici sotto le stelle, la mostra "IL VINO SI FA IMMAGINE", L'ENOTECA LOCALE DI MARSALA, l'Associazione "Strada del Vino di Marsala-Terre d'Occidente, di cui il Comune fa parte, etc, etc..
Iniziative promosse non solo da questa attuale amministrazione ma anche dalle precedenti, ovviamente. Ma non è stato solo il comune di Marsala a fare della promozione dell'alcol un campo di battaglia per sostenere il consenso degli elettori, che in quanto formati da una larga maggioranza di agricoltori non hanno potuto fare a meno di accogliere benevolmente tali iniziative.
Anche le altre città della provincia di Trapani e la stessa amministrazione della provincia regionale di Trapani hanno sostenuto queste e tante altre manifestazioni simili.
In genere non ho niente in contrario verso queste manifestazioni in quanto sono un modo per promuovere territorio ed economia; dopotutto la nostra economia – per colpa delle varie amministrazioni che si sono succedute – si basa esclusivamente sulla vitivinicOltura e vitivinicUltura. Altre risorse i nostri amministratori non sono stati in grado ancora di svilupparne: Turismo, Servizi, Ambiente, Artigianato, Agricoltura non rivolta esclusivamente alla vite, rimangono sogni nei cassetti e promesse elettorali.
Una cosa che invece mi rammarica è quando ai vari convegni e convegnucci che si sono succeduti negli ultimi anni, e che sono stati sponsorizzati dalle varie amministrazioni pubbliche, il vino viene lodato per le sue virtù terapeutiche, per l'importante apporto economico ed anche - ahimè – per i benefici alla salute e non vengono invitati agli stessi convegni le mogli, i figli o i genitori, di tutti coloro che hanno bruciato la loro vita e quella dei loro cari a causa dell'alcol; sarebbe un modo per dare maggiore consapevolezza dei rischi che si possono correre bevendo alcolici in genere. D'altro canto non potrebbe essere altrimenti: “Gli organizzatori invitano (a pagamento) solo chi gli fa comodo”.
E mi arrabbio ancora di più quando vengono organizzate manifestazioni, giornate tematiche, feste e sagre all'insegna del vino e nessuno si rende conto che la pubblicità tende a proporre nuovi valori nell'uso delle bevande alcoliche facendo ricorso a modelli di comportamento come l'associazione simbolica di alcol e ricchezza, di alcol e divertimento di alcol e sesso o di alcol e salute.
Naturalmente questi messaggi hanno azione soprattutto sul debole, che ha bisogno di un esempio con il quale rapportarsi e a cui ispirarsi e che può così diventare un potenziale alcolista. Non a caso giovani e donne, essendo fra le figure più fragili emotivamente e psicologicamente, sono in esponenziale aumento fra coloro che hanno rilevanti problemi con l'alcol.
Occorrerebbe quindi che le amministrazioni comunali e quella provinciale e regionale, allo stesso modo con cui organizzano o finanziano tali manifestazioni, riservassero una piccola percentuale dei soldi stanziati per predisporre dei servizi che possano contrastare eventuali problemi causati da questi eventi.
Non si chiede chissà che cosa! Eppure nessuno batte un ciglio...
Ecco perchè la mia indignazione raggiunge i massimi livelli quando a fronte delle centinaia di migliaia di euro spesi per promuovere il vino, nessun'amministrazione della nostra provincia ci offre anche un piccolo contributo per organizzare un corso di sensibilizzazione per i problemi legati all'alcol, un corso che potrebbe dare un grosso aiuto alle tantissime persone vittime dell'alcol, famiglie rovinate, giovani senza futuro, uomini finiti e donne distrutte.
E dire che basta poco. L'intero costo del corso è di circa 5.000 euro, che prevedono vitto, alloggio e un piccolo rimborso spese per la benzina del direttore del corso e dei
6 conduttori (tutti volontari) per 7 giorni, spese per lo spostamento dei corsisti, spese di cancelleria e varie.
Un piccolo contributo di ognuno dei comuni basterebbe a sopperire alle spese del corso che ha lo scopo di fornire un minimo di nozioni sull’alcol e i riflessi che ha sulla salute e soprattutto dare una formazione di base a quanti intendono attivarsi come operatori dei Club degli alcolisti in trattamento, così da aprirne altri in provincia, visto che fino al 5 novembre 2008, data in cui si aprì il primo club per alcolisti a Marsala, era l'unica provincia in Sicilia a non ospitare un club degli alcolisti in trattamento, che, ricordo, sono un'associazione privata che si basa sulla pratica dell'auto/mutuo aiuto e sulla solidarietà tra le famiglie che hanno problemi alcolcorrelati e complessi e tutt'oggi si rivela uno dei sistemi più diffusi e funzionali che ci sono in giro. Si pensi che attualmente in Italia ci sono circa 2.200 club degli alcolisti in trattamento e che negli ultimi anni i club si sono diffusi in 35 Paesi stranieri.
A tutt'oggi solo il Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, S.E. Mons. Domenico Mogavero e la Fondazione S.Vito di don Francesco Fiorino hanno deciso di promuovere e sostenere il corso anche se non dovessero arrivare i contributi chiesti alle amministrazioni comunali e al Presidente della Provincia.
Spero, grazie all'aiuto di Marsala.it e di Rmc101, che questo mio disperato appello venga ascoltato dagli amministratori delle nostre città e che sappiano dimostrare veramente di voler fare qualcosa di concreto per risolvere questo dannoso problema, oltre al fatto di parlarne e scriverne.
E spero anche che tante persone si iscrivano al corso, che ricordo è gratuito.
(l'articolo è corredato dal video che il blog ha in alto, Incidenti stradali, caricato su Youtube da Emergenza Alcolismo)
CONTRIBUTO DI FRANCO BALDO
Siamo davvero ridotti male se al benessere di una comunità deve pensarci la Coop. La politica e la sanità escono sconfitte nella loro essenza, nella pura logica della loro esistenza: la salute e il benessere del cittadino. Tranquilli, ci pensa la Coop che comunque la si veda è pur sempre un’entità che obiettivi economici. Abbiamo assistito ad una lezione di responsabilità in un Trentino che si sente poco “padre di famiglia”e poco responsabile nei confronti dei giovani che sono strumento dei produttori e dei venditori di droga ( l’alcol lo è per definizione dell’Oms ). Ma forse siamo bravi ad individuare il cancro del colon e della mammella. E menomale, ma purtroppo ci accontentiamo così. Mi verrebbe da dire “andiamo tutti a far la spesa alla Coop” ma credo che questa grande “famiglia cooperativa” non abbia bisogno di scendere su questo terreno preferendo rimetterci qualcosa in cambio di un controvalore etico capace di dare credibilità. Ed è il senso della cooperazione che viene fuori da questa nobile iniziativa, ciò che significa lavorare per la gente e tra la gente tenendo presente anche i valori fondamentali della vita. E credo che la sicurezza e la salute dei giovani siano da annoverare tra le priorità. Ma il merito della Coop è soprattutto quello di aver dato prova che molte decisioni possono partire dal basso. E decisioni di questo tipo possono diventare regole e regolamentazioni. Questa volta non sono le vetrine del pane ad essere infrante per cercare la democrazia ma è la bottega stessa che fa rivoluzione contro il sistema per cercare strade aperte alla salute e al benessere.
Baldo Franco - Centro Studi per i problemi alcolcorrelati- Apcat Trento
L’ADIGE
LETTERE AL DIRETTORE
Alcolici vietati: la Coop ha cura dei clienti
Il divieto alla vendita di alcolici ai minori di 18 anni che da questo mese ha coinvolto oltre 1300 punti vendita a marchio Coop in Italia è un'iniziativa intelligente e lungimirante che dà un segnale preciso nella direzione di educare i giovani al rispetto di sé e della propria salute. Purtroppo va registrato che all'interno della galassia delle cooperative trentine, c'è anche chi si è mostrato contrario a questa valida iniziativa, probabilmente per timore di perdere qualche giovane cliente bevitore. Sono calcoli di corta prospettiva
Lettera firmata
IL TIRRENO
VENERDÌ, 16 GENNAIO 2009
Abuso di alcol, ne parla il procuratore Vigna
Convegno del Centro studi per il Lionismo in Comune
PISTOIA. Il Centro studi per il Lionismo, diretto pro tempore dal pistoiese Michele Manzari socio del Lions club Pistoia, ha organizzato un convegno per domani 17 gennaio alle ore 17 nella Sala Maggiore del Palazzo comunale.
“Abuso di alcool, sfida alla vita” è il titolo dell’incontro pubblico il cui tema si svolge intorno al concetto di percezione della legalità da parte dei giovani, e si inserisce nel tema di studio “contro le stragi del sabato sera”, iniziativa di grande successo organizzata da tutti i club della zona e che l’anno scorso ha interessato tutte le scuole medie superiori della provincia di Pistoia e che quest’ anno viene ripetuta e allargata alla provincia di Prato.
Il dibattito sul consumo di alcool tende ad alzare il livello di consapevolezza e sensibilità su un problema grave ma ancora molto sottovalutato dalle istituzioni, dalle famiglie e dagli stessi consumatori.
Al convegno è annunciata la presenza di autorità civili e militari nonché religiose di Pistoia e della provincia.
I relatori sono: Pier Luigi Vigna già procuratore distrettuale e nazionale antimafia, procuratore generale onorario della Suprema corte di cassazione, che parlerà della pericolosità dell’ alcool nel comportamento dei giovani, i quali tendono a considerare la sua assunzione un fatto perfettamente normale e senza conseguenze.
Di Vigna anche la presentazione di una ricerca sulla percezione di legalità nei giovani.
A seguire interverrà Filippo Muratori, neuropsichiatra infantile, che parlerà sul rapporto fra assunzione di alcool e droga connesse alla violenza e bullismo nei giovani; quindi Giuliana Bianchi Caleri, insegnante e dirigente scolastica, che sulla base delle proprie esperienze affronterà il tema dal punto di vista delle motivazioni al bere, del ruolo del gruppo e della famiglia. Infine Silvia Calzolari, criminologa, parlerà del rapporto fra mass media e nuove devianze giovanili.
Il tema trattato è, purtroppo, di stretta e drammatica attualità. Giusto quindi, come ricordano gli organizzatori, discuterne il più possibile: «Il fenomeno infatti, nonostante i ripetuti appelli e le esortazioni a comportamenti consapevoli, soprattutto in occasione della guida di autoveicoli, non è percepito in tutta la sua gravità».
IL GAZZETTINO (Rovigo)
Cabaret e musica per i giovani come antidoto a droga e alcol
Chiusa la tre giorni di incontri per educare a dire no agli abusi
Venerdì 16 Gennaio 2009 - Si è chiusa ieri mattina al Politeama di Badia Polesine la tre giorni dell'iniziativa teatrale ed educativa della Provincia "Questa notte si parte" incentrato sullo spettacolo che ha visto protagonisti il cabarettista torinese di Colorado Cafè, Zelig e "Quelli che il calcio", Gianpiero Perone, e il musicista veneziano Marco Anzovino. L'obiettivo di questa iniziativa della Provincia è quella di combattere quelle che vengono definite le stragi del sabato sera: tre giorni intensi nei tre poli scolastici polesani.
Martedì ad Adria, mercoledì a Rovigo e ieri a Badia: sempre protagonisti gli studenti delle classi terminali delle superiori e così al Politeama c'erano quelli dell'Ipsia Enzo Bari e dell'Itas Einaudi di Badia Polesine, dell'Ipsaa Bellini di Trecenta e dell'Isa Callas di Castelmassa.
Al via dello spettacolo hanno portato il saluto l'assessore provinciale ai Servizi sociali, Sport e Famiglia Tiziana Virgili e quello comunale ai Servizi sociali Giulio Barbieri. Agli studenti è stato distribuito l'opuscolo della Provincia "Non toccare. Sei meraviglioso non buttarti via" contro l'uso e l'abuso di alcool, eroina, cocaina, ectstasy, cannabis, inalanti, lsd, crack e anfetamine. L'opuscolo contiene anche tutte le indicazioni su a chi i ragazzi si debbono rivolgere quando ci sono problematiche all'uso e abuso delle citate sostanze o ci sono, in generale, situazioni di disagio che possono portare su strade molto pericolose. Fra i servizi citati c'è anche quello dell'Ulss 18 denominato "Terra di mezzo", un servizio di consulenza per adolescenti attivo a Rovigo, Castelmassa e Badia al liceo Balzan. "Terra di mezzo" è stato presentato alla fine del mese di marzo del 2008 e in quella occasione dai responsabili del servizio, a partire dal capo dipartimento Emanuele Toniolo, venne chiesto al sindaco di Badia Paolo Meneghin di aderire al progetto, del quale è capofila il comune di Castelmassa, per poter avere anche in loco gli animatori di strada. Meneghin garantì la propria entusiastica adesione, ma da allora non è successo alcunché: Badia non ha mantenuto la parola anche se l'impegno era di poche migliaia di euro di fronte a un bisogno sociale che gli esperti giudicano quanto mai significativo. «L’iniziativa - ha detto Tiziana Virgili - ha avuto successo perché ho visto complessivamente nelle tre giornate coinvolti oltre ottocento studenti, ai quali lo spettacolo ha portato un'occasione importante per riflettere e lo ha dimostrato il fatto che i contenuti sono stati molto apprezzati».
Paolo Aguzzoni
IL GAZZETTINO
Buranel: educazione a scuola e lotta all’alcol, priorità del 2009
Venerdì 16 Gennaio 2009, (d.l.) - «Una delle priorità della polizia comunale, per quanto riguarda il comune di Pordenone ma l’impegno è da parte di tutti i comandi, nell’anno appena cominciato riguarderà l’educazione stradale nelle scuole e la lotta all’abuso di alcol che è un grave pericolo sulle strade». Il comandante della polizia comunale di Pordenone, Arrigo Buranel, non ha dubbi: la prevenzione deve cominciare sempre dai più piccoli. «È significativo - aggiunge il comandante - che stia aumentando l’attività educativa nelle scuole materne e nelle elementari. Non è un caso: stiamo notando che l’educazione stradale rispetto alle regole più semplici, ma fondamentali, nei bimbi piccoli ha poi un ritorno nella persuasione rispetto ai genitori». Come dire: se un bimbo dice al papà "vai piano" o "allacciati la cintura" magari serve più della multa. «Così come sarà rafforzato l’impegno nei confronti della guida dopo aver abusato con l’alcol. Un fenomeno che riguarda in particolare i giovani».
Il 2009 sarà anche l’anno di un nuovo incremento dei controlli stradali dopo che, nel 2008, c’è stata una leggera diminuzione dovuta al fatto che il decreto Bianchi sui controlli di velocità presentava degli elementi di non chiarezza. «Si sono persi dei mesi - ricorda Buranel - per capire come interpretare esattamente la normativa sulla cartellonistica che avvisa dei controlli». Nei prossimi dodici mesi continuerà anche l’impegno sulla formazione professionale. «Speriamo poi - conclude il comandante - che questo sia l’anno dell’approvazione della legge regionale sulla polizia comunale che proprio il giorno di San Sebastiano comincerà il suo iter a Trieste».
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
Bari, analisi dello «sballo» a 15 anni alcol, fumo e canne
BARI - «Dati sconfortanti». Così Angela Calluso, presidente provinciale del Cama Lila commenta i numeri venuti fuori da un’indagine sull’uso di alcolici e sostanze stupefacenti condotta tra gli studenti di tre istituti superiori baresi. «Dati sconfortanti - ripete - soprattutto per quanto riguarda il consumo di alcol e lo spaccio di hascisc e marijuana all’uscita delle scuole».
Il questionario utilizzato per la raccolta dei dati è stato elaborato con lo scopo di proporlo a un campione di 663 giovani tra i quindici e i diciannove anni, per sondare i loro atteggiamenti nei confronti delle «nuove droghe». Nel campione sono presenti 229 femmine, il 36,5%, e 400 maschi, pari al 63,5%, non indicano il sesso 4 soggetti, che rappresentano solo lo 0,6%, una percentuale bassa che fa pensare a un buon interesse per la compilazione del questionario (è stata inserita anche una sostanza inventata, Levinol, per valutare la serietà con cui si è risposto alle domande).
«La presenza di droghe nei contesti della quotidianità, soprattutto delle fasce giovani della popolazione, rientra nella “normalità” non essendo più percepito come un fatto eccezionale. Questo determina una crescente probabilità che un ragazzo entri in contatto con il mondo della droga direttamente (contatto fisico o sperimentazione-assunzione) o in modo indiretto (vedere o conoscere qualcuno che la usa, sapere dove e come trovarla e consumarla). Le probabilità di contatto aumentano anche in presenza di altri fattori di rischio, non ultimi quelli psicologici come il grado di insoddisfazione nelle proprie relazioni (amici, famiglia, scuola, lavoro) e la capacità o meno di contenere l’istintività e le pulsioni».
La novità di questo fenomeno è proprio nell’atteggiamento diverso che i ragazzi hanno nei confronti di queste droghe. Infatti chi le utilizza è un giovane quasi sempre ben integrato nella società, che non percepisce come deviante l’assumere queste sostanze, perché al contrario dell’eroina, gli permettono di condurre una vita normale, non da emarginato. Le risposte: la sostanza per i ragazzi maggiormente reperibile sono le sigarette, ben il 60,6% afferma di potersele procurare facilmente; seguono gli Energy e Soft drink 57,2% e la birra/il vino, facilmente reperibili dal 55,3%, anche, ed i liquori/superalcolici e hashish/ marijuana risultano abbastanza reperibili.
«Viste le percentuali relative all’alcol - spiega la Calluso - risulta essere questa la sostanza molto popolare ed è ritenuta anche abbastanza facile da reperire. Per cui, nel complesso, questi studenti risultano abbastanza esposti a tale fattore di rischio».
In un altro questionario si è chiesto ai ragazzi se conoscono qualcuno che usa queste sostanze. Anche in questo caso la maggior parte delle scelte di rispondere “Tutti o quasi” è concentrata sulle sigarette 37% e sugli alcolici 22,8%. Solo il 5,2% frequenta amicizie in cui nessuno fuma sigarette e solo l’ 8,5% frequenta amicizie in cui nessuno beve alcolici, e addirittura solo un quarto degli intervistati frequenta amicizie in cui nessuno si ubriaca, da cui si presume che la maggioranza dei ragazzi frequenti amicizie nelle quali si usa fumare e bere alcolici anche in forti dosi, «un elemento che conferma il bisogno di questi ragazzi di ricorrere a sostanze che li alterino. Praticamente i dati ci inducono a ritenere i ragazzi del campione molto prossimi al fattore di rischio costituito dalla vicinanza alle sostanze».
Anche sul consumo di liquori le percentuali risultano abbastanza alte: non ne ha mai consumato negli ultimi 30 giorni poco più della metà degli intervistati (55,4%) mentre il 21,8% nell’ultimo mese lo ha fatto 1 o 2 volte. Ha bevuto liquori almeno una volta a settimana l’ 11,7% del campione degli intervistati. Inoltre è stato chiesto agli intervistati a quale figura o tipo di servizio si rivolgerebbero se un loro amico avesse problemi legati all’uso di sostanze. Questo per individuare un ipotetico tipo di rete di aiuto da loro immaginato.
CORRIERE DI SIENA
Caso di Roma - “No a norme anti-alcool”.
Associazioni di categoria infuriate. Confesercenti: “Siena è diversa dalla Capitale”.
SIENA16.01.2009 Alcool A Siena non c’è emergenza
Ha fatto rumore la notizia dell’ordinanza adottata da alcuni Municipi situati nel centro storico del Comune di Roma che stanno per approvare una norma che vieta la vendita di alcolici “da asporto” a partire dalle ore 21. Nella stessa ordinanza è contenuto il divieto a vendere qualunque alcolico, e in qualsiasi forma e tipologia, a partire dalle ore 2. Il motivo di tale provvedimento? Ovviamente la sicurezza e le troppe risse avvenute in alcune aree della Capitale. Levata di scudi quasi generale da parte delle associazioni di categoria che difendono ovviamente interessi di esercenti e commercianti. Ecco l’elenco. Cna: “Oltre ad essere penalizzante per l’intero settore (chi non ha il servizio al tavolo rischia di non vendere più un solo pezzo di pizza dalle 21 in poi per l’impossibilità di servire da bere) è limitativa per ogni cittadino, lede l’immagine di Roma a livello internazionale come città dei divieti e delle limitazioni. E aumenteranno gli abusivi”. Poi Cesare Pambianchi, presidente di Confcommercio: “Abbiamo espresso perplessità, chiediamo che questo provvedimento sia temporaneo”. Infine Liborio Pepi della Fiepet Confesercenti: “Domani (oggi, ndr) incontreremo il prefetto. Questo provvedimento è assurdo. Un romano invitato a cena dagli amici non potrà fermarsi alle 21,15 in uno dei nostri bar per comprare una bottiglia di buon vino. Incredibile. Se non ci ascolteranno prepareremo il ricorso al Tar. Siamo pronti a una serrata”. La situazione quindi non è delle più rosee, le associazioni di categoria sono decisamente arrabbiate e quasi sul piede di guerra. L’obiettivo da centrare è che questa ordinanza non passi o per lo meno venga modificata anche se, come ricordato, non varrà per tutta la città ma solo per alcune sue zone decisamente “calde”. A Siena Detto questo ci spostiamo alla nostra più piccola e anche più tranquilla città. Abbiamo chiesto ai rappresentanti di due associazioni di categoria cosa pensino di questa norma romana. “Penso che questa ordinanza farà in modo che una fetta di lavoro verrà a mancare a chi di mestiere fa questo”. Le parole sono di Sonia Pallai, responsabile del settore turistico e pubblici esercizi di Confesercenti Siena. Le sue critiche non si fermano: “Spesso ci si dimentica del contorno, delle feste private e dell’alcool che si può assumere a casa. Credo che provvedimenti di questo tipo facciano tanta notizia ma poi non riescano ad affrontare il vero nocciolo della questione”. Quindi, secondo Pallai, queste sarebbero unicamente norme buone per “coprire” o dare per risolto un problema. Soluzione, potremmo dire, all’italiana: un semplice palliativo piuttosto che una più concreta opera che vada al fondo della questione. Poi riporta un esempio citando una operazione portata avanti proprio da Confesercenti a Siena: “Poco tempo fa abbiamo partecipato alla campagna «Cento modi per», realizzata da Comune, Università e anche Regione Toscana, attraverso la quale abbiamo incontrato giovani delle scuole superiori cercando di educarli non al non bere ma al bere consapevole e nelle giuste quantità. (*) Si può bere, basta farlo con moderazione e cognizione di causa. I giovani vanno educati, perché il problema dell’alcool non si risolve mettendo una tabella dentro un locale o impedendo la vendita a una certa ora della sera. Un ruolo fondamentale poi è sempre svolto dalla scuola e dalla famiglia, primi agenti formativi dell’individuo”. “Qui non c’è necessità” Infine due battute sulla situazione senese: “Nella nostra città - prosegue Sonia Pallai - non ci sono mai stati problemi di questo tipo, non vedrei quindi la necessità di applicare norme come quella romana. A Siena possono esserci stati pochi casi legati a una particolare area, o a un particolare periodo o giorno ma solitamente non succede niente. Qui insomma è difficile pensare a norme simili” (**)
Gennaro Groppa
(*) Nota: propongono cento modi per esporsi ai pericoli degli alcolici, quando ne basta uno solo per non rischiare nulla.
(**) Nota: “nella nostra comunità i problemi alcol correlati sono un'importante causa di sofferenza e malattie”. (Tratto dal Sito ufficiale dell'azienda USL 7 di Siena).
IL TRENTINO
MARTEDÌ, 30 DICEMBRE 2008
di Stefano Poletti
I giovani promuovono la prima navetta dei pub
Confortante partecipazione all’iniziativa per la sicurezza avviata dai gestori La prevenzione degli incidenti è il primo obiettivo (*)
Con soli 5 euro è possibile viaggiare per tutta la notte
STORO. Più di una settantina i giovani che sabato sera hanno deciso di uscire utilizzando in nuovo servizio di bus navetta che ininterrottamente gira dalle sei di sera fino alle 4 di notte per tutta la valle del Chiese. «Ininterrottamente non proprio: che per rispettare i regolamenti dobbiamo fare una sosta di un’ora per consentire agli autisti di riposare o darsi il cambio. Ci preme perché vogliamo che le cose siano fatte per bene. Anche da un punto di vista fiscale ci siamo dotati di biglietti che regolarmente vengono registrati su un apposito registro dei corrispettivi».
A parlare è Giulio Lorenzi ideatore del progetto.
«Partiamo alle sei di sera da Roncone - aggiunge - e facciamo passare tutti i paesi, giù fino a Storo, Lodrone e poi anche in Valle Sabbia, arrivando fino a Idro».
Il nuovo servizio, attivo da alcuni di week-end, nasce con l’obiettivo di favorire la prevenzione contro gli incidenti stradali grazie all’utilizzo di un bus navetta serale e notturno che collega i paesi della Valle del Chiese a quelli della vicina provincia di Brescia. «Stiamo ancora sperimentando, ma i risultati fino ad oggi avuti vanno ben oltre le aspettative iniziali» - spiega Chiara Lorenzi.
«Sia ben chiaro che il servizio di trasporto è riservato ai giovani che hanno già compiuto i 16 anni di età», sottolinea Livio Briani, titolare del Dylan’s Pub di Darzo.
«Il servizio di bus navetta nasce dalla necessità di collaborare ad un’unica iniziativa che accolga le esigenze delle famiglie e dei ragazzi del territorio per un servizio di trasporto sicuro verso i bar ed i locali frequentati dai giovani della zona», sottolinea ancora il giovane gestore.
«I trenta locali che aderiscono al progetto si sono autotassati per far sì che il progetto, grazie anche ai biglietti venduti, abbia sostenibilità economica.
La cosa è positiva perché con soli cinque euro ogni giovane ha diritto di viaggiare per tutta la notte facendo tutte le soste che desidera», dice ancora con orgoglio Chiara Lorenzi a nome dell’azienda di autonoleggio.
Eh già, con tutte le soste del caso, perché è davvero curioso vedere come tra i giovani sia cosa abituale rimbalzare da una parte all’altra della valle fino a tarda ora, arrivando a compiere in media più di 30 chilometri per sera. «I più giovani partono tra le otto e le nove, per risalire a bordo verso mezzanotte», spiega l’autista.
«I patentati invece li rivedi un paio di ore dopo; inizialmente parevano essere in pochi i maggiorenni automuniti ma l’impressione è che saranno soprattutto quelli che non vogliono farsi ritirare la patente o correre il rischio incidenti ad approfittare maggiormente del nostro pulmino», evidenzia ancora Giulio Lorenzi.
Vale a tal proposito la pena ricordare che, purtroppo, le vittime dell’alta velocità, della guida in stato di ebbrezza, dei colpi di sonno dopo una notte di festa sono purtroppo aumentate nel corso degli ultimi anni.
«Stiamo cercando di avviare una collaborazione con il Comune ed il Piano Giovani di zona, perché siamo convinti di poter dare un servizio anche a molti giovani che sanno divertirsi senza eccessi», ribadiscono gli organizzatori.
(*) Nota: non c’entra niente la prevenzione in questa iniziativa. I gestori organizzano i bus navetta solo per portare più gente nei loro locali. Con la scusa di non dover guidare i giovani consumano molto di più e che ci guadagnano sono solo i gestori!!!
CONSIDERAZIONI DI LUCA TURINELLI – CONSIGLIERE COMUNALE DI STORO (TN) - SULL’ARTICOLO E SULLA NOTA QUI SOPRA
Alla vostra pagina http://www.europeanconsumers.it/articolo.asp?sez0=26&sez1=0&art=5453 è riportata la notizia del bus navetta della Valle del Chiese per le notti del venerdì e del sabato. A corredo c'è questa nota:
(*) Nota: non c’entra niente la prevenzione in questa iniziativa. I gestori organizzano i bus navetta solo per portare più gente nei loro locali. Con la scusa di non dover guidare i giovani consumano molto di più e che ci guadagnano sono solo i gestori!!!
Prima di emettere sentenze, tuttavia, sarebbe opportuno consultare chi in questo territorio opera da tempo nell'ambito delle politiche giovanili. Perché se è vero, come è vero, che qualche riflessione in sé e per sé tale iniziativa la genera, è altrettanto vero che l'attivazione di questo servizio ha ridotto il numero degli incidenti (per quanto essendo molto recente è di difficile riassunto statistico) causati dalla guida in stato di ebbrezza.
Le istituzioni della Valle si interrogheranno in queste settimane se far proprio tale servizio, sostenendolo anche economicamente ed arricchendolo con ulteriori servizi, quali - in ipotesi - operatori a bordo.
Ma l'iniziativa dei gestori rimane comunque lodevole. Da noi, indipendentemente da che un ragazzo guidasse o meno, purtroppo non lesinava nella consumazione degli alcolici. Questo servizio è, allo stato, utile alla collettività. E se nel contempo è utile anche ai gestori, non è certo un delitto.
Cordialmente.
Luca Turinelli Consigliere Comunale di Storo (TN) Delegato alle Politiche Giovanili
REPLICA DI GUIDO DELLAGIACOMA
Gentile Signor Luca Turinelli
Sono pienamente d’accordo che il servizio del bus navetta possa prevenire qualche incidente stradale e tranquillizzare i genitori, ma ho i miei dubbi che “l’iniziativa dei gestori rimanga comunque lodevole.”
Dipende dai punti di vista e dallo scopo con cui nasce l’iniziativa!
Sono più di venti anni che mi occupo di problemi provocati dal consumo di alcolici e promuovo e organizzo progetti di promozione e protezione della salute rivolti soprattutto ai giovani. Lo scopo di questi progetti è quello di sensibilizzare i giovani e meno giovani sui molteplici problemi derivati dal consumo di alcolici che non sono solo le stragi del sabato sera, ma comprendono anche problemi fisici, psichici, sociali e relazionali. Al giorno d’oggi, basta leggere i giornali, tutti si preoccupano del bere dei giovani. Sembra però che la maggior preoccupazione sia quella di ridurre gli incidenti stradali del sabato sera, ottima intenzione, ma pochi si preoccupano di quanto bevono questi poveri ragazzi: a vent’anni, ce li troviamo già con grossi problemi di alcol.
Le stragi del sabato sera sono la punta dell’iceberg ma sotto, e non molto nascosti, troviamo molti altri problemi dal teppismo al bullismo, dal vandalismo alla violenza, tanto per citarne alcuni.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci insegna che per ridurre i problemi alcolcorrelati in una comunità, dobbiamo ridurre il consumo di alcol pro capite e quindi organizzare dei progetti di prevenzione e promozione alla salute che portino ad una riduzione dei consumi.
Invece molti progetti diretti ai giovani non prevedono la riduzione dei consumi, con la conseguente riduzione dei problemi, ma puntano puramente sulla prevenzione degli incidenti stradali istituendo il guidatore designato ed altri tipi di trasporto, dando così campo libero ai ragazzi di bere e sballare tranquillamente.
Perciò, essendo il vostro progetto, se ho capito bene, interamente ideato e finanziato dai gestori, è facile intuire che sia stato organizzato più per avere un guadagno che per fare prevenzione. Nelle nostre comunità ci sono altre realtà preposte alla prevenzione. Ma non sono solo i gestori a cavalcare l’onda delle stragi del sabato sera. Lo stesso Ministero dell’Agricoltura col progetto “Vino e Giovani” ha dato la possibilità ai produttori di vino di entrare nelle Università “per sensibilizzare le nuove generazioni ad un consumo consapevole e moderato del vino.” In realtà entrano per propagandare i loro prodotti, come si può facilmente dedurre da un articolo apparso su Winenews il 17 novembre 2008 che riporta il primo appuntamento del progetto che si è svolto all’Università degli Studi di Siena con la presenza di Gianna Nannini, nota produttrice di vino.
Infine, visto che:
“Le istituzioni della Valle si interrogheranno in queste settimane se far proprio tale servizio, sostenendolo anche economicamente ed arricchendolo con ulteriori servizi, quali - in ipotesi - operatori a bordo”, mi permetto di inviarle un breve scritto di allora su come nelle valli di Fiemme e Fassa abbiamo organizzato il bus navetta negli anni 2004-2005-2006:
“DISCOBUS DOROTHY: non solo trasporto di clienti, ma convergenza di motivazioni e di intenti!
Il DISCOBUS DOROTHY è un progetto di promozione alla salute condiviso dai Comuni delle valli di Fiemme e Fassa.
E’ rivolto soprattutto ai giovani ma coinvolge anche genitori, insegnanti, parroci, educatori, allenatori, associazioni e quanti abbiano un ruolo educativo nella comunità, perché non si possono immaginare cambiamenti nei comportamenti dei giovani, rispetto al consumo di alcol e tabacco, se questi stili di vita non cambiano anche negli adulti.
DOROTHY è il nome dato ad un Discobus che collega diversi paesi delle valli di Fiemme e Fassa nelle serate del sabato sera, quando gran parte dei giovani si spostano in macchina o scooter per raggiungere i luoghi del divertimento.
Siccome con il solo discobus si poteva incentivare il consumo di alcolici, ecco nascere il progetto DOROTHY che oltre al Discobus, prevedeva anche altre iniziative parallele quali:
- la disponibilità dei gestori di locali pubblici ad organizzare una tantum un festa analcolica.
- l’impegno a non vendere alcol ai minori di 16 anni e le modalità con cui i gestori attueranno tale iniziativa.
- l’impegno a servire una bevanda analcolica gratuita agli utenti di Dorothy.
- l’affissione negli spazi del locale di posters che promuovano comportamenti sicuri in tema di alcol, fumo e guida.
- la predisposizione di uno spazio visibile per il personale del camper di ‘Frena l’alcol ...fai correre la vita’ o per i collaboratori di DOROTHY -etilometro e questionario) (un locale a rotazione)
- l’impegno a partecipare ad un momento di informazione/formazione su alcol e dintorni. Tale incontro sarà gestito dagli operatori di Liberi di Essere Liberi ed avrà la durata di quattro ore (un pomeriggio)
- il coinvolgimento delle famiglie che potranno commentare l’andamento dell’iniziativa attraverso un questionario pubblicato dal periodico mensile Avisio.
Inoltre sul discobus sono presenti dei collaboratori del progetto, che coinvolgono i ragazzi in brevi colloqui con la compilazione di questionari e misurazione dell’alcolemia con l’etilometro.
Come vedete il progetto DOROTHY è molto più di un semplice bus che trasporta i giovani da un locale all’altro. E’ un progetto con lo scopo di prevenire le stragi del sabato sera, ma anche di coinvolgere i giovani in iniziative di promozione alla salute che favoriscano scelte ragionate e responsabili, nonché la riscoperta di valori ormai persi nel tempo.”
Rimango sempre a disposizione per ulteriori chiarimenti e possibili collaborazioni.
Cordialmente
Guido Dellagiacoma Centro Studi e Ricerche sui Problemi Alcolcorrelati dell’APCAT
AFFARI ITALIANI
Il paradosso: a Milano arriva la birra “comunale”... per finanziare una campagna antialcolismo!
di Antonio Prudenzano

Venerdí 16.01.20 - Il marchio “Milano” su una birra artigianale. Chi desidera provarla, può farlo in alcuni locali selezionati della città. L’iniziativa è stata voluta, evidentemente, dallo stesso Comune del capoluogo lombardo. La cosa curiosa è che sul retro di ogni bottiglia è stampato il motto “Bere meno, bere meglio”.
E in più, e in un certo senso la cosa ha del paradossale, il 2% degli incassi corrisposti al Comune andranno a finanziare delle campagne antialcolismo. Promotore dell’iniziativa, l’assessore al Turismo Massimiliano Orsatti. Sulle bottiglie di birra, a produzione limitata, oltre al motto c’è naturalmente anche lo scudo crociato ben impresso (il disegno è invece quello, storico, realizzato nel 1907 da Mario Borgoni). A causa delle proteste dell’assessore alla Salute Giampaolo Landi si è arrivati al compromesso di inserire il motto, abbastanza equivoco e, soprattutto, è stato previsto di destinare parte dei proventi a campagne di sensibilizzazione.
A breve è pure prevista l’apertura di un “Milano Store”, dove saranno in vendita tutti i numerosi prodotti con il brand “Milano”. (*)
(*) Nota: aspettiamo per vedere quali altri articoli venderanno con il marchio “Milano”. Seguendo lo stesso criterio si potrebbe vendere: accendini per la lotta al tabagismo, mazzi di carte per il problema del gioco d’azzardo, coltelli per la pace nel mondo…
CORRIERE DI COMO
Clandestino guida il camion ubriaco in autostrada
Bloccato dalla polizia stradale
Era un immigrato clandestino e guidava, ubriaco, un autocarro sull’A9, zigzagando nella notte. Mercoledì scorso, verso le 23.30, una pattuglia della Polstrada ha intercettato e fermato il mezzo pesante che procedeva verso Chiasso creando seri problemi alla circolazione sull’Autolaghi.
Il conducente era in palese stato di ebbrezza, tanto che le successive verifiche hanno accertato un tasso alcolico nel sangue superiore di quasi 4 volte al limite consentito. L’uomo era talmente in stato confusionale che era convinto di guidare verso Cislago (Varese), mentre invece si stava dirigendo a Chiasso. In seguito gli uomini della Polstrada hanno scoperto che il camionista era in realtà un immigrato clandestino di 26 anni.
Il giovane è stato così deferito all’autorità giudiziaria per immigrazione clandestina ed espulso, ieri, dall’Italia, con provvedimento del prefetto e con obbligo di lasciare il territorio nazionale entro 5 giorni. Nei guai è finito anche il suo datore di lavoro, un nordafricano residente a Cesano Maderno, denunciato per favoreggiamento al lavoro clandestino.
LIBERTA’
Conficcò il coltello al padre Sette anni ad un romeno
Un cittadino romeno è stato condannato dal tribunale penale di Siracusa a 7 anni di reclusione per avere tentato di uccidere il padre.
Il fatto è accaduto il 19 febbraio dello scorso anno, quando Nicolae Soru Stingaciu di 20 anni, ha ingaggiato una lite con il genitore, che risiede a Floridia. Sono dovuti intervenire i carabinieri per sedare una violenta lite in famiglia, a Floridia, in provincia di Siracusa. I militari, giunti sul posto, hanno scoperto che poco prima un giovane di nazionalita’ rumena, dopo essere stato richiamato dal padre per essere rincasato per l’ennesima volta ubriaco, ha afferrato un coltello da cucina di grosse dimensioni ed ha colpito il genitore, conficcandoglielo in testa. Il giovane rumeno, che è stato rintracciato dopo circa un’ora, a Floridia, era stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e tradotto nel carcere di Cavadonna. Il padre del giovane è stato trasportato in ambulanza presso la Clinica Villa Azzurra di Siracusa. dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Solo alle prime ore del mattino del giorno dopo i medici sono riusciti ad estrarre il coltello dalla testa dell’uomo, che ha 40 anni e si è rimesso dopo molta degenza in ospedale.
R.L.
CORRIERE DELLA SERA – SALUTE
Internet, alcol e poco sonno: cocktail negativo per la bilancia
Uno studio americano fa il punto sulle cattive abitudini che possono favorire l’aumento di peso nell’adolescenza
16 gennaio 2009 - Le adolescenti che passano diverse ore davanti allo schermo di un computer, che dormono poco e che bevono ogni settimana almeno due bevande alcoliche rischiano maggiormente di mettere su qualche chilo di troppo. A evidenziare gli effetti negativi sulla bilancia del cocktail Internet, poco sonno e alcol è uno studio americano, pubblicato di recente sul Journal of Pediatrics.
RELAZIONI PERICOLOSE – Tra il 2000 e il 2001 i ricercatori statunitensi hanno tenuto sotto osservazione circa 5mila ragazze tra i 14 e i 21 anni, delle quali hanno misurato peso e altezza all’inizio e alla fine dello studio. Alle adolescenti è stato quindi chiesto di annotare il proprio consumo di caffè e alcol, il tempo libero trascorso su Internet e le ore di sonno per notte. Analizzando le risposte e le relazioni tra i diversi parametri indagati, i ricercatori hanno evidenziato una maggiore tendenza a mettere su qualche chilo di troppo nelle ragazze tra i 18 e i 21 anni che nel corso dell’anno avevano consumato regolarmente due o più drink alcolici la settimana, avevano passato diverse ore al giorno su Internet e dormito non più di 5 ore a notte. Il consumo di caffè, invece, non è risultato correlato all’aumento del peso delle giovani, anche se i ricercatori precisano che lo studio risale a prima che si diffondessero sul mercato gli energy drink contenenti, tra i vari ingredienti, anche la caffeina.
STILE DI VITA – «Queste abitudini comportamentali possono causare un aumento del peso corporeo molto graduale, che le ragazze o i loro genitori non notano – osserva Catherine Berkey, coordinatrice dello studio -. Accorgersi in ritardo dell’aumento di peso rende anche più difficile sradicare le abitudini dannose per la salute. Per mantenersi in forma senza ricorrere a diete e prodotti dimagranti, quindi, un utile ed economico suggerimento è limitare l’uso del computer, dormire di più e stare alla larga dalle bevande alcoliche». «Diversi studi recenti hanno dimostrato che chi dorme poco rischia di più di mettere su peso – aggiunge Gianni Bona, Vicepresidente della Società italiana di pediatria -. Oggi sappiamo che quando non si dorme abbastanza si innescano dei meccanismi che inducono a mangiare di più e quindi ad ingrassare. Gli adolescenti in genere dormono poco non perché soffrono di insonnia, ma a causa di abitudini sbagliate, come appunto quella di stare svegli fino a tardi, attaccati al computer o davanti alla televisione. Non solo, a peggiorare le cose spesso ci si mette anche qualche drink di troppo. I giovani dovrebbero dormire almeno 8 ora a notte e per fare ciò è importante che imparino a controllare, anche con l’aiuto dei genitori, il tempo che passano davanti a computer, televisione, con il telefonino o a dedicarsi ai videogiochi».
Antonella Sparvoli
AGI
VINI: BRUNI, BENE EXPORT, ORA OCCORRE PROMUOVERE CONSUMI INTERNI
Roma, 16 genn. - Il quotidiano francese Le Figaro' ha riconosciuto che "la Francia non e' piu' il primo produttore di vino al mondo": la notizia fa riferimento ai quantitativi di vino prodotti dai due paesi nell'annata scorsa: 485 milioni di casse di bottiglie in Francia contro i 552 milioni prodotti in Italia.
"E' positivo - commenta il presidente Fedagri-Confcooperative Paolo Bruni - che il quotidiano francese riconosca all'Italia il nostro primato. Oltre al primo posto come paese produttore, va sottolineato come sia in crescita anche il successo del vino italiano in ambito internazionale: l'Italia ne esporta oltre 19 milioni di ettolitri in 170 paesi, con una quota pari al 21% del vino complessivamente esportato nel mondo ed un valore di 3,4 miliardi di euro". (*)
"Ora occorre - prosegue Bruni - rilanciare il consumo di vino nel nostro Paese: l'Italia deve avere il coraggio di promuovere un consumo cosciente, moderato e consapevole di vino all'interno dei propri confini, cosi' come si sta facendo con successo in altri paesi. Cio' al fine di sostenere quel 65% delle piccole e micro-imprese vinicole che per dimensioni e massa critica non hanno possibilita' di esportare, se non a costi eccessivi e quindi a prezzi sicuramente meno competitivi rispetto ai produttori dei paesi del nuovo mondo".
(*) Nota: il fatturato annuo delle esportazioni di vino è di 3,4 miliardi, quello complessivo nove miliardi. I costi economici dei problemi alcol correlati sono 45 miliardi, il 57% dei problemi riguarda persone che bevono prevalentemente o esclusivamente vino. Sono cifre da imparare a memoria, visto che si continua a sostenere che il vino è una risorsa economica.
IL SECOLO XIX
Lavagna, stupefacenti e alcol alla guida
Camogli, fermato ubriaco e con un coltello Coniglia
L’ADIGE
Ubriaco minaccia il barista poi se la prende con la polizia
CORRIERE DELLA SERA
Vino e birra? Al «free shop» automatico
CORRIERE VENETO
Ubriaco in bici: via la patente
Alcol-test sulle piste da sci multe e ritiro dello skipass
Rassegna stampa del 15/01/2009
ASAPS
Alcol: "Sì al tasso zero" Maroni è favorevole
"Va inserito almeno per una certa fascia di età, quella più esposta al rischio di incidenti". Ecco il pensiero del ministro dell'Interno L'Asaps condivide, ma si estenda il divieto totale anche ai conducenti professionali e ai recidivi
"Sì al tasso alcolemico zero, almeno per una certa fascia di età, quella più esposta al rischio di incidenti". A pensarla così è il ministro dell'Interno, Roberto Maroni che - a margine di un'audizione in commissione trasporti alla Camera - spiega ai cronisti di essere "favorevole alla tolleranza zero: "i messaggi più efficaci sono quelli più chiari, soprattutto nei confronti dei giovani. Deve passare il messaggio 'se guidi non bevi, se bevi non guidi': è più efficace questo che non stabilire soglie minime o massime difficili da verificare".
Per il ministro dell'Interno "la sanzione non può e non deve essere la minaccia di una sanzione penale, ci sono sanzioni molti più efficaci per i giovani come il ritiro della patente per 3,4-5 anni, la possibilità di sostenere l'esame di guida più tardi, il sequestro e la confisca dell'auto. Sanzioni molto più efficaci che non ipotizzare anni di galera che poi nessuno sconterà mai". Nel 2008 - ricorda Maroni - "i controlli sono aumentati del 76% rispetto all'anno precedente, le persone controllare sono state quasi 1.400.000. Si tratta di un risultato straordinario, che conferma che le risorse e gli uomini ci sono e sono stati impiegati bene: per il 2009 ci impegniamo a continuare su questa strada".
Come Asaps ci troviamo molto d'accordo col ministro dell'Interno. E' vero, piuttosto che un valore limite di 0,2 g/l, che renderebbe la situazione ancora più confusa e che costringerebbe gli agenti a cimentarsi in misurazioni da "piccolo chimico" su strada, ci sembra più efficace e convincente il valore zero.
Siamo però del parere che lo "zero alcol" oltre che ai giovani neo patentati debba essere esteso anche ai conducenti professionali (pullman, autocarri e taxisti) e ai recidivi. Parliamo dei soggetti già sanzionati per il reato di guida in stato di ebbrezza, ai quali lo normativa del valore zero andrebbe estesa per almeno due anni.
Se si rimette mano alla norma lo si faccia rendendola la più efficace possibile.
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: ADUC Salute
Test antidroga e alcool per la patente?
Test antidroga e alcool per la patente? Giovanardi chiarisce: nessuna interdizione a chi risulta positivo, solo accertamenti medici
15 Gennaio 2009 - La scorsa estate, il sottosegretario Carlo Giovanardi aveva annunciato l'avvio di una sperimentazione per sottoporre a test alcolemici e antidroga coloro che fanno richiesta di patentino o patente. Se si e' consumatori di droga e alcol e per chi risulta positivo, aveva spiegato Giovanardi, non ci sarebbe stato il rilascio di patente o patentino. Il sottosegretario si era richiamato ad una direttiva europea.
Visto che nessuna legge italiana ne' europea vieta la patente a chi e' un consumatore di alcool o sostanze stupefacenti (a meno che non ne faccia "regolarmente abuso"), tramite i senatori Donatella Poretti e Marco Perduca (Pd-Radicali), avevamo posto un'interrogazione parlamentare (1) per sapere a quale direttiva il sottosegretario facesse riferimento, e gli estremi della sperimentazione.
Il sottosegretario ha risposto in questi giorni fornendo dettagli che in parte ci rassicurano (2). Non si tratta infatti di negare la patente permanentemente a chi, ad esempio, viene trovato positivo a tracce di cannabis magari consumata settimane prima dell'esame, ma di bloccare temporaneamente l'iter di rilascio della patente fino a quando i medici non avranno stabilito l'effettiva frequenza del consumo. Scrive Giovanardi:
"La positivita' a tali test non determinera' nei riguardi dell'interessato un'interdizione al conseguimento della patente, ne' altro tipo di sanzione se non quella dell'interruzione della procedura in corso per il rilascio dell'abilitazione, con conseguente segnalazione dello stesso alla Commissione Medica Locale per l'avvio di un periodo di osservazione in esito al quale sara' valutata nuovamente la sussistenza dei requisiti che conferiscono l'idoneita' alla guida."
In questo senso, la sperimentazione potrebbe essere condivisibile. Ma il diavolo sta nei dettagli. Il sottosegretario infatti non nasconde che una ratio per questa sperimentazione non e' solo la sicurezza stradale, ma scoraggiare il consumo nei giovani. Seguiremo attentamente quindi la sperimentazione per assicurarci che "l'interruzione della procedura" sia solo a scopo valutativo del profilo tossicologico, e non una forma di punizione e repressione nei confronti di giovani perfettamente abili alla guida nonostante l'occasionale consumo di alcool o sostanze vietate.
Infine, risulta del tutto inadeguato il numero di controlli stradali, lo strumento in assoluto piu' efficace per prevenire e punire la guida sotto l'effetto di alcool o droghe: 755.515 controlli con etilometro e/o precursori nel 2007. Pur mancando ad oggi una valutazione complessiva dei controlli effettuati nel 2008, il sottosegretario indica un misero aumento dell'1,3% nel primo semestre del 2008 rispetto al 2007. Siamo ancora lontani, lontanissimi dal numero di controlli effettuati in altri Paesi europei. Secondo il rapporto "Drinking and Driving" dell'Organizzazione mondiale della Sanita', l'Italia risulta ultimo Paese europeo nel periodo 2003-2006 per controlli stradali con il solo 3% della popolazione sottoposta ai test alcolemici presso check-point della polizia stradale almeno una volta, e solo l'1% sottoposto ai test piu' di una volta. In Francia, le percentuali sono rispettivamente del 17% e 15%; in Germania, 17% e 7%; in Olanda, 23% e 14%; in Finlandia, 26% e 38%. Secondo i dati del Ministero dell'Interno, nel 2007 i controlli stradali con etilometro sono stati 800.000, rispetto ai 300.000 del 2006. Forse, le risorse economiche del Paese dovrebbero essere investite prima in questi controlli sulla strada, piuttosto che in test generalizzati prima di conseguire la patente.
(1) http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=227150,
(2) http://www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/20090115-risposta-giovanardi.pdf,
METRONEWS
Alcol vietato dopo le 21, proteste degli esercenti
15/01/2009 - Potrebbe partire già da sabato il divieto per gli esercizi commerciali del centro di vendere alcolici da asporto dalle 21, tutti i giorni. L’ordinanza aspetta solo l’approvazione. Provvedimento questo che proprio non piace agli esercenti. «Per noi è un danno serio», dice Emanuele del bar Friends di piazza Trilussa, «e sono sicuro che non servirà. Qui già adesso in tarda serata arrivano gli abusivi che vendono le birre per strada. Così saranno incentivati a scapito nostro». La nuova norma potrebbe incoraggiare altre situazioni di illegalità, come ci dice Antonella, de Il Baretto di piazza Pollarola: «Che si aspettano, che vendiamo quando ci danno le concessioni? Un locale come il mio è penalizzato, perché qui non possono restare a bere. Dovrei aggiungere posti all’aperto. In molti aumenteranno i tavolini selvaggi. Bene i controlli, ma il proibizionismo no».
IL GAZZETTINO
In Birreria una serata analcolica per dire no alle "stragi del sabato sera"
Pedavena, Giovedì 15 Gennaio 2009 - I giovani si prendono a cuore la salute dei loro coetanei a partire dalla serata analcolica di domani, venerdi, in Birreria Pedavena. Dalle 21 “GuidiAMO LA VITA LIVE” gara di Cocktail al grido “Sdrinkalo, sdrinkalo, sdrinkalo..”: deciderà il nuovo drink analcolico che finirà nel listino del locale, un’idea pensata con l’appoggio di un noto concessionario di automobili. Poi mentre si ride per le battute di Giusy Zenere di Zelig e si balla sulle note di John Bon Jovi ci si può dissetare con la birra analcolica prodotta dalla Castello.
Per prevenire l’abuso di alcol e droghe partono in questo periodo molte iniziative firmate dall’Area 9 dietro alla quale sta “Cantieri di prevenzione aperti sulla comunità”, il progetto della Regione Veneto, dei 18 sindaci dell’ULSS 2, di Acat e Arcat. In pentola bolle anche l’uscita del giornalino scritto dai giovani stessi, l’attività di doposcuola per fare prevenzione, la realizzazione di uno spot da far circuitare nelle radio locali che raggiungono tutti in ogni momento e luogo. Come spiegano Laura Cappellari e Andrea Nascimbene, capofila dell’Area 9 coordinata dalla psicologa Milena Maia, si sta progettando intanto un pacchetto di trasmissioni informative che poi potranno tramutarsi in iniziative più continuative.
Un comitato di organizzazione degli eventi è poi attivo nel promuovere momenti di divertimento come la maratona No Drugs che lo scorso giugno ha presentato 12 ore consecutive di musica con grande successo e affluenza di pubblico. I giovani dell’Area 9 seguono anche corsi per comunicare efficacemente con i loro coetanei e collaborano con il Camper “Fuori posto” attrezzato con l’etilometro. È attivo anche il servizio di consulenza al numero 3406954137 (lunedì e sabato dalle 10 alle 12 con garanzia di anonimato, segreteria telefonica e possibilità di invio SMS).
Laura Cenni
LA REPUBBLICA
Al liceo i depliant per spiegare come usare stupefacenti evitando problemi fisici e psichici Ma le famiglie protestano: "Non c'è sufficiente presa di distanze"
Firenze, lezioni di droga in classe "Riduzione del danno", genitori infuriati
di MARIA CRISTINA CARRATÙ
FIRENZE (15 gennaio 2009) Istruzioni per l'uso di cocaina, cannabis, alcol, funghi allucinogeni, ecstasy: "Fai attenzione alle dosi, la prima volta prendi al massimo la metà di quella degli altri, non puoi sapere come reagirai. Se il bruciore della cavità nasale è forte, o il naso sanguina, o si formano croste, smetti di sniffare...". O ancora: "È meglio sospendere o evitare l'uso di cannabis se essa amplifica o causa sensazioni negative". Oppure: "Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l'altro sesso, divertirsi con gli amici...". Distribuiti dagli operatori di strada ai giovani dei rave, delle grandi feste, dei concerti, e mirati alla riduzione del danno da assunzione di sostanze altrimenti senza controllo, i depliant colorati del progetto Extreme della Asl di Firenze sono finiti in una scuola. Ed è esplosa la protesta.
Tornati a casa, lunedì scorso, i ragazzi della II A e della II B del liceo scientifico Rodolico, succursale nel quartiere Galluzzo, hanno mostrato ai genitori il materiale consegnato da due operatrici di strada della Coop Cat, convenzionata con il Comune e impegnata in progetti di prevenzione con la Asl, al termine di due ore di "lezione" sulle droghe tenuta al posto delle nomali materie. Un progetto che fa parte del Piano di offerta formativa della scuola, ma dei cui dettagli il dirigente scolastico Alfonso Bajo si è detto ieri "all'oscuro". "Avvierò un'indagine interna" ha spiegato, mentre il Dirigente scolastico regionale ha già inviato un ispettore.
Secondo i genitori, le due operatrici della Coop Cat avrebbero parlato "quasi solo degli effetti delle sostanze sul sistema nervoso, descrivendo quello che accade quando si assumono" ma "senza mai invitare esplicitamente i ragazzi a stare alla larga dalla droga". (*) Lasciando poi in classe le "istruzioni per l'uso" (compreso un braccialetto porta preservativo) destinate ai rave, cioè pensate per chi, facendo già largo uso di sostanze, più che messo in guardia va affrontato con strategie di riduzione del danno. "Mi sembra pazzesco che a ragazzi di questa età si spieghi per filo e per segno come farsi di cocaina". Ha protestato una madre.
"È vero, quel materiale non doveva entrare nelle scuole", conferma la coordinatrice del dipartimento dipendenze della Asl, Paola Trotta. Quella che sarebbe stata seguita al Rodolico, in realtà, "non risponde ai criteri della nostra prevenzione primaria". Nelle scuole, spiega Trotta, più che sulle sostanze bisogna lavorare "sulle motivazioni positive della vita e sviluppare la capacità dei ragazzi di stabilire rapporti con gli altri". Una linea però non del tutto condivisa dal responsabile della Coop Cat Stefano Bertoletti: "Non facciamo un tabù della riduzione del danno" dice, "dipende da come se ne parla". Anche se è vero, ammette, che "distribuire quel materiale è stato un grave errore, che le operatrici dovranno spiegare". E mentre la Società della salute, che coordina Asl e Comune sul fronte socio-sanitario, ha chiamato a rapporto gli attori della vicenda, e annuncia un prossimo protocollo di intesa per coordinare le troppe competenze sui progetti nelle scuole su stili di vita e salute, i genitori chiedono che "al Rodolico sia chiamato ora un esperto vero, che rimedi ai danni provocati ai nostri ragazzi".
(*) Nota: la “riduzione del danno” è un approccio utile se rivolto a chi ha scelto in ogni caso di usare sostanze, ma se proposto ad altri, in particolare ai giovani, diventa una sorta di inopportuna “istruzione per l’uso”. Alcuni genitori si sono giustamente risentiti che una simile iniziativa sia stata proposta in una scuola. Eppure, per gli alcolici, le iniziative per insegnare a bere sono piuttosto diffuse, come, ad esempio, “Vino e Giovani”, patrocinata dal Ministero delle politiche agricole. Non hanno destato lo stesso scalpore perché la maggior parte delle persone non immagina, ne tantomeno propone, alternative al bere alcolici. In ultima analisi questo è il principale ostacolo per la realizzazione di una reale prevenzione primaria.
ASAPS
Gorizia
Arresti domiciliari per conducente ebbro al volante che provocò incidente mortale
E’ la prima volta che nella provincia friulana viene preso un provvedimento del genere
15 gennaio, 2009 – Ubriaco alla guida provocò un incidente in cui perse la vita un uomo, a poco più di un mese di distanza il Gip di Gorizia ha emesso un ordine di carcerazione. Ora D.R., queste le sue iniziali, di 35 anni di Villese, si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio colposo. La decisione rappresenta un episodio senza precedenti nell’isontino. L’uomo, a fine novembre, era alla guida di un fuoristrada e invase la corsia opposta scontrandosi con un’utilitaria sulla quale viaggiava la vittima: M.M. di 51 anni titolare un’officina. A causa delle ferite riportate anche D.R. venne ricoverato in ospedale dove venne sottoposto ai controlli alcolemici che evidenziarono un tasso pari a 3,42 g/l: quasi sette volte superiore al limite consentito per legge. Dalle indagini condotte dalla Polizia Stradale, D.R. risultò non essere nuovo a questo tipo di violazione. Già in altre due occasioni, nel 2002 e nel 2008 era stato multato sempre dai “Centauri” per guida in stato di ebbrezza. Anche in base a questi precedenti la Procura della Repubblica della città friulana ha richiesto l’ordinanza di custodia cautelare. Nel sinistro in cui perse la vita il 51enne, rimase coinvolta anche una terza vettura con a bordo due ragazzi anche loro feriti in modo serio.
LA NAZIONE
Il fatto
Ubriaco alla guida provoca incidente
Un giovane 25enne, residente a Sansepolcro (Arezzo), ha provocato un incidente, non grave, per sfuggire ad un controllo della polizia stradale. Il ragazzo, sottoposto al controllo dell'etilometro, aveva un tasso 2.5 volte superiore al massimo consentito
Arezzo, 14 gennaio 2009 – Un giovane 25enne, residente a Sansepolcro (Arezzo), si è messo ubriaco alla guida di una Bmw. Il ragazzo, per sfuggire ad un controllo della polizia stradale, ha provocato un incidente senza gravi conseguenze. E' stato denunciato e gli è stata ritirata la patente.
Il fatto è successo la scorsa notte, a Città di Castello, dove una pattuglia della polizia stradale ha intimato l'alt alla Bmw, con più persone a bordo. Il conducente dell'auto in un primo momento ha rallentato, poi ha accelerato nel tentativo di sfuggire al controllo, ma poco dopo, nell'imboccare lo svincolo per immettersi sulla E45, ha perso il controllo del mezzo, che è finito fuori strada.
Tutti gli occupanti sono rimasti illesi. Il giovane, sottoposto al controllo dell'etilometro, aveva un tasso 2,5 volte superiore al massimo consentito.
Sempre ieri, a Città di Castello, nell'ambito dei servizi di controllo del territorio, pianificati dal Compartimento polizia stradale per l'Umbria, sono state ritirate altre due patenti di guida: una ancora per guida per stato di ebbrezza, e l'altra per guida di un convoglio con patente di categoria diversa.
VARESENEWS
Gallarate - L'episodio in pieno centro, in piazza Libertà. L'uomo, maghrebino, è stato pizzicato con un coltello in tasca e senza documenti
Ubriaco, minaccia agenti e passanti: denunciato
Due ubriachi, un italiano ed un nordafricano, in pieno centro disturbano alcuni anziani seduti sulle panchine di piazza Libertà a Gallarate. Interviene il poliziotto di quartiere per scacciare i molestatori, ma uno dei due, il maghrebino, ha una reazione smodata: urla e minacce all’agente, che chiama rinforzi. Gli uomini della Polizia di Stato sono riusciti non senza fatica ad identificare l’uomo, un tunisino, denunciato perché senza documenti, perché in possesso di un coltello e per resistenza e minacce a pubblico ufficiale.
CORRIERE DELL’UMBRIA
Ubriaco entra nel pub e provoca i clienti.
L’extracomunitario ha tirato un bicchiere e aggredito due giovani avventori. Poi è scappato.
PERUGIA15.01.2009 Spiacevole episodio in un pub
Entrano in un noto locale di Porta Pesa, un quarto d’ora prima della chiusura, e seminano il panico, prendendosela con i clienti e con gli amici del proprietario e creando uno scompiglio incredibile tanto che alla fine sono stati chiamati i carabinieri. Un episodio non troppo inconsueto nelle notti perugine quello che si è verificato l’altra sera in un locale molto frequentato da giovani e studenti. Mentre all’interno gli ultimi clienti stavano andandosene ed erano rimasti soltanto alcuni piccoli gruppetti, è entrata una coppia. Due soggetti in evidente stato di alterazione, tanto che lui traballava e lei non sembrava stare meglio. L’uomo, un extracomunitario, ad un certo punto ha iniziato a girare per il locale e ha inspiegabilmente tirato un bicchiere contro un giovanissimo avventore, colpendolo a un occhio. Quindi si è rivolto verso un altro ragazzo che stava al bancone e ha tentato di sferrargli un pugno, sotto gli sguardi allibiti dei presenti che non si rendevano conto di cosa stesse succedendo dal momento che nessuno conosceva lo straniero e tantomeno aveva questioni sospese con lui, almeno secondo quanto riferito poi ai carabinieri. Non soddisfatto il magrebino si è avvicinato a un amico del proprietario e ha cercato di strappargli il boccale di birra dalle mani. Lui ha opposto resistenza e probabilmente ne sarebbe scaturita una lite se non fossero intervenuti altri a cercare di bloccare l’aggressore. Il proprietario ha chiamato i carabinieri e ha cercato di farlo uscire. La coppia, viste le brutte, se l’è data a gambe lungo la salita antistante il locale e si è dileguata nei vicoletti della zona. Quando sono arrivati i carabinieri oramai avevano fatto perdere le loro tracce. Sta di fatto che nei pressi del locale sono stati controllati due maghrebini e non è escluso che nelle prossime ore si riesca a risalire all’identità dei due soggetti. Sconvolti i numerosi giovani che hanno assistito alla scena e che si sono trovati, loro malgrado, sulla scena di un episodio carico di violenza
GAZZETTA DI PARMA
Importunava commesse: allontanato dal Comune
15/01/2009 - Importunava continuamente le commesse del centro storico, e si atteggiava "con modi prepotenti e arroganti". Per questo motivo, V.D, calabrese di 38 anni con precedenti, è stato allontanato dal Comune di Parma.
Per lui, grazie alle informazioni raccolte dai poliziotti di quartiere, è scattato il provvedimento del Questore chiamato "Foglio di via obbligatorio": l'uomo, infatti, risulta residente in Calabria e non è stato in grado di motivare la sua presenza nella nostra città.
Il calabrese, nella notte di martedì, era stato denunciato dalla squadra Volanti della Questura per aver danneggiato due auto in sosta nelle vicinanze di via Melloni: da qui, una donna, aveva chiamato la Polizia perché spaventata dopo essere stata offesa senza motivo dall'uomo, che in quell'occasione era visibilmente ubriaco.
Le Volanti, inoltre, sono state impegnate negli ultimi due giorni insieme alle pattuglie del reparto prevenzione crimine di Reggio Emilia in controlli dedicati a due zone particolarmente sensibili della città: la zona di via Palermo, con l'identificazione di circa 30 stranieri, la cui posizione sul territorio nazionale è adesso al vaglio dell’ufficio immigrazione, e piazzale Picelli.
IL TEMPO
Ubriachi fumano in un locale e minacciano i poliziotti, denunciati
CAMPOBASSO 15/01/2009 - Serata da dimenticare per tre giovani del capoluogo (alcuni con dei precedenti penali) che l'altra sera sono stati denunciati dagli agenti della Polizia Stradale di Campobasso. I tre, sbronzi, si trovavano all'interno di un locale del centro e, ad un certo punto, violando le norme vigenti, hanno ben pensato di accendersi una sigaretta.
Il gestore del locale ha chiesto ai ragazzi di uscire ma questi ultimi non ne hanno voluto sapere. E così il proprietario si è visto costretto a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Sul posto sono così arrivati gli agenti della polizia stradale i quali hanno invitato i ragazzi a lasciare il locale. I tre però hanno cominciato a minacciare gli agenti e così, inevitabilmente, è scattata a loro carico una denuncia per resistenza, minacce e frasi ingiuriose. I tre ragazzi, inoltre, sono anche «stati puniti» con una multa per aver fumato in un locale pubblico.
LA REPUBBLICA
Lavagna (Genova)
AL VOLANTE CON ALCOOL E DROGA, DENUNCIATO IMPRENDITORE
Un imprenditore 50enne e' stato denunciato poiche' guidava sotto l'effetto di alcol e sostanze stupefacenti: e' accaduto a Lavagna, protagonista un imprenditore edile lucano originario di Sant'Arcangelo ma residente da diverso tempo a Chiavari. L'uomo (D.D.), al quale il mese scorso era stata ritirata la patente, guidava a bordo della propria auto sotto l'effetto del'alcool e dopo aver fatto uso di cannabinoidi. A scoprirlo sono stati gli agenti del commissariato di Chiavari durante un controllo per la sicurezza. L'automobilista alla vista dei militari non si e' fermato ed ha ingaggiato un inseguimento che e' terminato con il suo fermo poco prima del casello autostradale di Lavagna nel levante genovese. L'uomo era uscito di carcere alcune settimane fa dopo aver minacciato ed aggredito figli e moglie; dopo la scarcerazione come unico obbligo aveva il divieto di dimora a Chiavari e a Sestri Levante.
IL GAZZETTINO
Ubriaco si addormenta al volante
Un vigile si è avvicinato all’auto e ha visto il conducente con la testa sul volante che dormiva
Castelfranco, Giovedì 15 Gennaio 2009 - Si è assopito. Ma nel posto sbagliato. È bastato poco perché accadesse, il tempo che scattasse il verde. La cosa non è passata inosservata, il vigile ha notato subito che era ubriaco fradicio e l’ha fatto scendere dall’auto: dopo gli accertamenti, il ritiro della patente ed il sequestro dell’auto di cui era alla guida. Il curioso episodio vede come protagonista un quarantenne di origini sudamericane residente in provincia di Padova, N.G. le iniziali. Il fatto si è verificato intorno alle 19. Il semaforo dove l’uomo stava attendendo di passare si trova in pieno centro a Castelfranco, si tratta di quello all’incrocio tra Corso XXIX Aprile e borgo Treviso. L’auto sequestrata è un’Audi A4. L’uomo era arrivato da sud, doveva svoltare a destra per entrare in borgo Treviso. Rosso. Si mette in fila. Fin qui nulla di strano. La sua auto non suscita la curiosità di nessuno, è una tra le tante in fila. Scatta il verde e qui comincia tutto. Il semaforo da rosso diventa verde, ma lui non parte. Passano i secondi, chi è dietro inizia a strombazzare. Niente. L’auto rimane immobile, lui non dà segni di vita. Tutto fermo, l’auto è accesa, ma nessuno ingrana la marcia. Le braccia del conducente dell’auto sono incrociate sul volante e la testa ci è posata sopra. Lì vicino c’è il vigile che sta regolando il semaforo. Viene attirato dal rumore dei clacson di chi sta dietro quell’Audi A4. La colonna non accenna a sbloccarsi. Subito non capisce che cosa stia accadendo esattamente. Si avvicina all’auto che non parte. Si rivolge al conducente che finalmente alza la testa. Si capisce chiaramente che è ubriaco. L’automobilista viene fatto scendere e l’auto spostata dalla carreggiata. Le forze dell’ordine lo invitano a sottoporsi al test dell’etilometro. Lui rifiuta. Viene quindi accompagnato al Comando di Polizia Municipale, a pochi metri da lì. Vengono accertate le sue generalità e tramite la consultazione delle banche dati si scopre che già per quattro volte in passato era stato fermato per guida in stato d’ebbrezza. A quel punto viene disposto il ritiro della patente ed il sequestro dell’Audi che guidava. C’è stata la segnalazione all’autorità giudiziaria, ora l’automobilista finirà a processo e, oltre al reato di guida in stato d’ebbrezza, dovrà rispondere anche del rifiuto di sottoporsi all’alcoltest. Dopo le verifiche del caso e dopo aver capito che si era messo in seri guai, il sudamericano era ancora ubriaco. Quindi è rimasto nella sede della Polizia Municipale fino a quando è rinsavito. All’uscita, non ha più trovato l’auto e se n’è dovuto andare a piedi.
Matteo Ceron
CRONACAQUI
Lui, completamente ubriaco, la picchia in strada. Lei tenta di ucciderlo a colpi d’accetta e di coltello
Quattro pugnalate per vendicarsi del marito violento
TORINO - La picchia in strada e lei, per vendetta, lo aggredisce a coltellate. Solo il tempestivo intervento della squadra mobile motociclisti dei carabinieri è riuscito ad evitare che la lite a colpi di ascia e coltello tra una coppia di Rom scaturisse in tragedia. Nel primo pomeriggio di ieri, quando erano da poco trascorse le 15, Ekrem Sulejmanovic, un pluripregiudicato di origine bosniaca di 63 anni, ha aggredito la moglie sul ponte che da via Artom conduce a Nichelino. Una lite scaturita per futili motivi, ma che dopo pochi minuti è violentemente degenerata. Infatti Ekrem, in preda ai fumi dell’alcol, dopo aver picchiato in mezzo alla strada la moglie Zehra l’ha assalita con un’ascia. Fortunatamente le condizioni psicofisiche dello zingaro, che non riusciva nemmeno a reggersi in pieni tanto era ubriaco, hanno evitato che i colpi inflitti andassero a segno, consentendo così alla moglie di disarmarlo. Peccato solo che quando la lite sembrava essere terminata, la zingara si sia vendicata. Una volta risaliti sul furgone, Zehra ha impugnato un coltellaccio da cucina rifilando quattro coltellate al marito. Fendenti che hanno ferito Ekrem all’addome e ad una coscia, arrivando a pochi centimetri dal recidere l’arteria femorale. Sul posto è intervenuta anche un’ambulanza avvisata dai molti testimoni, appena usciti dal Palacupole di via Artom, che hanno assistito alla scena. Il personale medico dove aver prestato le prime cure al nomade, riuscendo a fermare l’emorragia, è partito in direzione delle Molinette, dove l’uomo ha trascorso la notte per accertamenti. Zehra, invece, è stata arrestata dagli uomini dell’Arma in attesa di conoscere di quali reati sarà accusata davanti al giudice che ha preso in carico il caso. Alessandro Maldera
LA STAMPA
Il motore turco censura secondo i dettami dell'Islam
ANKARA
È stato lanciato di recente in Turchia un nuovo motore di ricerca riservato solo ai musulmani, che filtra le parole da ricercare seguendo i dettami dell’Islam. Lo riferisce il giornale Hurriyet.
Il sito www.muslumangoogle.com usa la banca dati di Google, dalla quale vengono però censurate tutte le parole che non sono in linea con i principi dell’Islam. Alcune parole non sono proprio disponibili per la ricerca, mentre la prima che viene suggerita tra quelle da ricercare è Islam.
Per esempio, digitando "alcohol" escono dei risultati sull’alcol nell’Islam. Invece non è possibile ricercare le parole "porn" o "porno", nè "sex", mentre la parola turca "seks" viene ammessa.
Sull’homepage domina il verde, colore sacro dell’Islam, e gli introiti pubblicitari del sito vengono destinati ad aiuti per la Palestina.
IL SECOLO XIX
Al volante ubriachi, confiscatele auto.
IL RESTO DEL CARLINO
Stop all'alcol da asporto alle 21 Più telecamere a Campo de' Fiori
Alcol: "Sì al tasso zero" Maroni è favorevole
"Va inserito almeno per una certa fascia di età, quella più esposta al rischio di incidenti". Ecco il pensiero del ministro dell'Interno L'Asaps condivide, ma si estenda il divieto totale anche ai conducenti professionali e ai recidivi
"Sì al tasso alcolemico zero, almeno per una certa fascia di età, quella più esposta al rischio di incidenti". A pensarla così è il ministro dell'Interno, Roberto Maroni che - a margine di un'audizione in commissione trasporti alla Camera - spiega ai cronisti di essere "favorevole alla tolleranza zero: "i messaggi più efficaci sono quelli più chiari, soprattutto nei confronti dei giovani. Deve passare il messaggio 'se guidi non bevi, se bevi non guidi': è più efficace questo che non stabilire soglie minime o massime difficili da verificare".
Per il ministro dell'Interno "la sanzione non può e non deve essere la minaccia di una sanzione penale, ci sono sanzioni molti più efficaci per i giovani come il ritiro della patente per 3,4-5 anni, la possibilità di sostenere l'esame di guida più tardi, il sequestro e la confisca dell'auto. Sanzioni molto più efficaci che non ipotizzare anni di galera che poi nessuno sconterà mai". Nel 2008 - ricorda Maroni - "i controlli sono aumentati del 76% rispetto all'anno precedente, le persone controllare sono state quasi 1.400.000. Si tratta di un risultato straordinario, che conferma che le risorse e gli uomini ci sono e sono stati impiegati bene: per il 2009 ci impegniamo a continuare su questa strada".
Come Asaps ci troviamo molto d'accordo col ministro dell'Interno. E' vero, piuttosto che un valore limite di 0,2 g/l, che renderebbe la situazione ancora più confusa e che costringerebbe gli agenti a cimentarsi in misurazioni da "piccolo chimico" su strada, ci sembra più efficace e convincente il valore zero.
Siamo però del parere che lo "zero alcol" oltre che ai giovani neo patentati debba essere esteso anche ai conducenti professionali (pullman, autocarri e taxisti) e ai recidivi. Parliamo dei soggetti già sanzionati per il reato di guida in stato di ebbrezza, ai quali lo normativa del valore zero andrebbe estesa per almeno due anni.
Se si rimette mano alla norma lo si faccia rendendola la più efficace possibile.
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: ADUC Salute
Test antidroga e alcool per la patente?
Test antidroga e alcool per la patente? Giovanardi chiarisce: nessuna interdizione a chi risulta positivo, solo accertamenti medici
15 Gennaio 2009 - La scorsa estate, il sottosegretario Carlo Giovanardi aveva annunciato l'avvio di una sperimentazione per sottoporre a test alcolemici e antidroga coloro che fanno richiesta di patentino o patente. Se si e' consumatori di droga e alcol e per chi risulta positivo, aveva spiegato Giovanardi, non ci sarebbe stato il rilascio di patente o patentino. Il sottosegretario si era richiamato ad una direttiva europea.
Visto che nessuna legge italiana ne' europea vieta la patente a chi e' un consumatore di alcool o sostanze stupefacenti (a meno che non ne faccia "regolarmente abuso"), tramite i senatori Donatella Poretti e Marco Perduca (Pd-Radicali), avevamo posto un'interrogazione parlamentare (1) per sapere a quale direttiva il sottosegretario facesse riferimento, e gli estremi della sperimentazione.
Il sottosegretario ha risposto in questi giorni fornendo dettagli che in parte ci rassicurano (2). Non si tratta infatti di negare la patente permanentemente a chi, ad esempio, viene trovato positivo a tracce di cannabis magari consumata settimane prima dell'esame, ma di bloccare temporaneamente l'iter di rilascio della patente fino a quando i medici non avranno stabilito l'effettiva frequenza del consumo. Scrive Giovanardi:
"La positivita' a tali test non determinera' nei riguardi dell'interessato un'interdizione al conseguimento della patente, ne' altro tipo di sanzione se non quella dell'interruzione della procedura in corso per il rilascio dell'abilitazione, con conseguente segnalazione dello stesso alla Commissione Medica Locale per l'avvio di un periodo di osservazione in esito al quale sara' valutata nuovamente la sussistenza dei requisiti che conferiscono l'idoneita' alla guida."
In questo senso, la sperimentazione potrebbe essere condivisibile. Ma il diavolo sta nei dettagli. Il sottosegretario infatti non nasconde che una ratio per questa sperimentazione non e' solo la sicurezza stradale, ma scoraggiare il consumo nei giovani. Seguiremo attentamente quindi la sperimentazione per assicurarci che "l'interruzione della procedura" sia solo a scopo valutativo del profilo tossicologico, e non una forma di punizione e repressione nei confronti di giovani perfettamente abili alla guida nonostante l'occasionale consumo di alcool o sostanze vietate.
Infine, risulta del tutto inadeguato il numero di controlli stradali, lo strumento in assoluto piu' efficace per prevenire e punire la guida sotto l'effetto di alcool o droghe: 755.515 controlli con etilometro e/o precursori nel 2007. Pur mancando ad oggi una valutazione complessiva dei controlli effettuati nel 2008, il sottosegretario indica un misero aumento dell'1,3% nel primo semestre del 2008 rispetto al 2007. Siamo ancora lontani, lontanissimi dal numero di controlli effettuati in altri Paesi europei. Secondo il rapporto "Drinking and Driving" dell'Organizzazione mondiale della Sanita', l'Italia risulta ultimo Paese europeo nel periodo 2003-2006 per controlli stradali con il solo 3% della popolazione sottoposta ai test alcolemici presso check-point della polizia stradale almeno una volta, e solo l'1% sottoposto ai test piu' di una volta. In Francia, le percentuali sono rispettivamente del 17% e 15%; in Germania, 17% e 7%; in Olanda, 23% e 14%; in Finlandia, 26% e 38%. Secondo i dati del Ministero dell'Interno, nel 2007 i controlli stradali con etilometro sono stati 800.000, rispetto ai 300.000 del 2006. Forse, le risorse economiche del Paese dovrebbero essere investite prima in questi controlli sulla strada, piuttosto che in test generalizzati prima di conseguire la patente.
(1) http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=227150,
(2) http://www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/20090115-risposta-giovanardi.pdf,
METRONEWS
Alcol vietato dopo le 21, proteste degli esercenti
15/01/2009 - Potrebbe partire già da sabato il divieto per gli esercizi commerciali del centro di vendere alcolici da asporto dalle 21, tutti i giorni. L’ordinanza aspetta solo l’approvazione. Provvedimento questo che proprio non piace agli esercenti. «Per noi è un danno serio», dice Emanuele del bar Friends di piazza Trilussa, «e sono sicuro che non servirà. Qui già adesso in tarda serata arrivano gli abusivi che vendono le birre per strada. Così saranno incentivati a scapito nostro». La nuova norma potrebbe incoraggiare altre situazioni di illegalità, come ci dice Antonella, de Il Baretto di piazza Pollarola: «Che si aspettano, che vendiamo quando ci danno le concessioni? Un locale come il mio è penalizzato, perché qui non possono restare a bere. Dovrei aggiungere posti all’aperto. In molti aumenteranno i tavolini selvaggi. Bene i controlli, ma il proibizionismo no».
IL GAZZETTINO
In Birreria una serata analcolica per dire no alle "stragi del sabato sera"
Pedavena, Giovedì 15 Gennaio 2009 - I giovani si prendono a cuore la salute dei loro coetanei a partire dalla serata analcolica di domani, venerdi, in Birreria Pedavena. Dalle 21 “GuidiAMO LA VITA LIVE” gara di Cocktail al grido “Sdrinkalo, sdrinkalo, sdrinkalo..”: deciderà il nuovo drink analcolico che finirà nel listino del locale, un’idea pensata con l’appoggio di un noto concessionario di automobili. Poi mentre si ride per le battute di Giusy Zenere di Zelig e si balla sulle note di John Bon Jovi ci si può dissetare con la birra analcolica prodotta dalla Castello.
Per prevenire l’abuso di alcol e droghe partono in questo periodo molte iniziative firmate dall’Area 9 dietro alla quale sta “Cantieri di prevenzione aperti sulla comunità”, il progetto della Regione Veneto, dei 18 sindaci dell’ULSS 2, di Acat e Arcat. In pentola bolle anche l’uscita del giornalino scritto dai giovani stessi, l’attività di doposcuola per fare prevenzione, la realizzazione di uno spot da far circuitare nelle radio locali che raggiungono tutti in ogni momento e luogo. Come spiegano Laura Cappellari e Andrea Nascimbene, capofila dell’Area 9 coordinata dalla psicologa Milena Maia, si sta progettando intanto un pacchetto di trasmissioni informative che poi potranno tramutarsi in iniziative più continuative.
Un comitato di organizzazione degli eventi è poi attivo nel promuovere momenti di divertimento come la maratona No Drugs che lo scorso giugno ha presentato 12 ore consecutive di musica con grande successo e affluenza di pubblico. I giovani dell’Area 9 seguono anche corsi per comunicare efficacemente con i loro coetanei e collaborano con il Camper “Fuori posto” attrezzato con l’etilometro. È attivo anche il servizio di consulenza al numero 3406954137 (lunedì e sabato dalle 10 alle 12 con garanzia di anonimato, segreteria telefonica e possibilità di invio SMS).
Laura Cenni
LA REPUBBLICA
Al liceo i depliant per spiegare come usare stupefacenti evitando problemi fisici e psichici Ma le famiglie protestano: "Non c'è sufficiente presa di distanze"
Firenze, lezioni di droga in classe "Riduzione del danno", genitori infuriati
di MARIA CRISTINA CARRATÙ
FIRENZE (15 gennaio 2009) Istruzioni per l'uso di cocaina, cannabis, alcol, funghi allucinogeni, ecstasy: "Fai attenzione alle dosi, la prima volta prendi al massimo la metà di quella degli altri, non puoi sapere come reagirai. Se il bruciore della cavità nasale è forte, o il naso sanguina, o si formano croste, smetti di sniffare...". O ancora: "È meglio sospendere o evitare l'uso di cannabis se essa amplifica o causa sensazioni negative". Oppure: "Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l'altro sesso, divertirsi con gli amici...". Distribuiti dagli operatori di strada ai giovani dei rave, delle grandi feste, dei concerti, e mirati alla riduzione del danno da assunzione di sostanze altrimenti senza controllo, i depliant colorati del progetto Extreme della Asl di Firenze sono finiti in una scuola. Ed è esplosa la protesta.
Tornati a casa, lunedì scorso, i ragazzi della II A e della II B del liceo scientifico Rodolico, succursale nel quartiere Galluzzo, hanno mostrato ai genitori il materiale consegnato da due operatrici di strada della Coop Cat, convenzionata con il Comune e impegnata in progetti di prevenzione con la Asl, al termine di due ore di "lezione" sulle droghe tenuta al posto delle nomali materie. Un progetto che fa parte del Piano di offerta formativa della scuola, ma dei cui dettagli il dirigente scolastico Alfonso Bajo si è detto ieri "all'oscuro". "Avvierò un'indagine interna" ha spiegato, mentre il Dirigente scolastico regionale ha già inviato un ispettore.
Secondo i genitori, le due operatrici della Coop Cat avrebbero parlato "quasi solo degli effetti delle sostanze sul sistema nervoso, descrivendo quello che accade quando si assumono" ma "senza mai invitare esplicitamente i ragazzi a stare alla larga dalla droga". (*) Lasciando poi in classe le "istruzioni per l'uso" (compreso un braccialetto porta preservativo) destinate ai rave, cioè pensate per chi, facendo già largo uso di sostanze, più che messo in guardia va affrontato con strategie di riduzione del danno. "Mi sembra pazzesco che a ragazzi di questa età si spieghi per filo e per segno come farsi di cocaina". Ha protestato una madre.
"È vero, quel materiale non doveva entrare nelle scuole", conferma la coordinatrice del dipartimento dipendenze della Asl, Paola Trotta. Quella che sarebbe stata seguita al Rodolico, in realtà, "non risponde ai criteri della nostra prevenzione primaria". Nelle scuole, spiega Trotta, più che sulle sostanze bisogna lavorare "sulle motivazioni positive della vita e sviluppare la capacità dei ragazzi di stabilire rapporti con gli altri". Una linea però non del tutto condivisa dal responsabile della Coop Cat Stefano Bertoletti: "Non facciamo un tabù della riduzione del danno" dice, "dipende da come se ne parla". Anche se è vero, ammette, che "distribuire quel materiale è stato un grave errore, che le operatrici dovranno spiegare". E mentre la Società della salute, che coordina Asl e Comune sul fronte socio-sanitario, ha chiamato a rapporto gli attori della vicenda, e annuncia un prossimo protocollo di intesa per coordinare le troppe competenze sui progetti nelle scuole su stili di vita e salute, i genitori chiedono che "al Rodolico sia chiamato ora un esperto vero, che rimedi ai danni provocati ai nostri ragazzi".
(*) Nota: la “riduzione del danno” è un approccio utile se rivolto a chi ha scelto in ogni caso di usare sostanze, ma se proposto ad altri, in particolare ai giovani, diventa una sorta di inopportuna “istruzione per l’uso”. Alcuni genitori si sono giustamente risentiti che una simile iniziativa sia stata proposta in una scuola. Eppure, per gli alcolici, le iniziative per insegnare a bere sono piuttosto diffuse, come, ad esempio, “Vino e Giovani”, patrocinata dal Ministero delle politiche agricole. Non hanno destato lo stesso scalpore perché la maggior parte delle persone non immagina, ne tantomeno propone, alternative al bere alcolici. In ultima analisi questo è il principale ostacolo per la realizzazione di una reale prevenzione primaria.
ASAPS
Gorizia
Arresti domiciliari per conducente ebbro al volante che provocò incidente mortale
E’ la prima volta che nella provincia friulana viene preso un provvedimento del genere
15 gennaio, 2009 – Ubriaco alla guida provocò un incidente in cui perse la vita un uomo, a poco più di un mese di distanza il Gip di Gorizia ha emesso un ordine di carcerazione. Ora D.R., queste le sue iniziali, di 35 anni di Villese, si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio colposo. La decisione rappresenta un episodio senza precedenti nell’isontino. L’uomo, a fine novembre, era alla guida di un fuoristrada e invase la corsia opposta scontrandosi con un’utilitaria sulla quale viaggiava la vittima: M.M. di 51 anni titolare un’officina. A causa delle ferite riportate anche D.R. venne ricoverato in ospedale dove venne sottoposto ai controlli alcolemici che evidenziarono un tasso pari a 3,42 g/l: quasi sette volte superiore al limite consentito per legge. Dalle indagini condotte dalla Polizia Stradale, D.R. risultò non essere nuovo a questo tipo di violazione. Già in altre due occasioni, nel 2002 e nel 2008 era stato multato sempre dai “Centauri” per guida in stato di ebbrezza. Anche in base a questi precedenti la Procura della Repubblica della città friulana ha richiesto l’ordinanza di custodia cautelare. Nel sinistro in cui perse la vita il 51enne, rimase coinvolta anche una terza vettura con a bordo due ragazzi anche loro feriti in modo serio.
LA NAZIONE
Il fatto
Ubriaco alla guida provoca incidente
Un giovane 25enne, residente a Sansepolcro (Arezzo), ha provocato un incidente, non grave, per sfuggire ad un controllo della polizia stradale. Il ragazzo, sottoposto al controllo dell'etilometro, aveva un tasso 2.5 volte superiore al massimo consentito
Arezzo, 14 gennaio 2009 – Un giovane 25enne, residente a Sansepolcro (Arezzo), si è messo ubriaco alla guida di una Bmw. Il ragazzo, per sfuggire ad un controllo della polizia stradale, ha provocato un incidente senza gravi conseguenze. E' stato denunciato e gli è stata ritirata la patente.
Il fatto è successo la scorsa notte, a Città di Castello, dove una pattuglia della polizia stradale ha intimato l'alt alla Bmw, con più persone a bordo. Il conducente dell'auto in un primo momento ha rallentato, poi ha accelerato nel tentativo di sfuggire al controllo, ma poco dopo, nell'imboccare lo svincolo per immettersi sulla E45, ha perso il controllo del mezzo, che è finito fuori strada.
Tutti gli occupanti sono rimasti illesi. Il giovane, sottoposto al controllo dell'etilometro, aveva un tasso 2,5 volte superiore al massimo consentito.
Sempre ieri, a Città di Castello, nell'ambito dei servizi di controllo del territorio, pianificati dal Compartimento polizia stradale per l'Umbria, sono state ritirate altre due patenti di guida: una ancora per guida per stato di ebbrezza, e l'altra per guida di un convoglio con patente di categoria diversa.
VARESENEWS
Gallarate - L'episodio in pieno centro, in piazza Libertà. L'uomo, maghrebino, è stato pizzicato con un coltello in tasca e senza documenti
Ubriaco, minaccia agenti e passanti: denunciato
Due ubriachi, un italiano ed un nordafricano, in pieno centro disturbano alcuni anziani seduti sulle panchine di piazza Libertà a Gallarate. Interviene il poliziotto di quartiere per scacciare i molestatori, ma uno dei due, il maghrebino, ha una reazione smodata: urla e minacce all’agente, che chiama rinforzi. Gli uomini della Polizia di Stato sono riusciti non senza fatica ad identificare l’uomo, un tunisino, denunciato perché senza documenti, perché in possesso di un coltello e per resistenza e minacce a pubblico ufficiale.
CORRIERE DELL’UMBRIA
Ubriaco entra nel pub e provoca i clienti.
L’extracomunitario ha tirato un bicchiere e aggredito due giovani avventori. Poi è scappato.
PERUGIA15.01.2009 Spiacevole episodio in un pub
Entrano in un noto locale di Porta Pesa, un quarto d’ora prima della chiusura, e seminano il panico, prendendosela con i clienti e con gli amici del proprietario e creando uno scompiglio incredibile tanto che alla fine sono stati chiamati i carabinieri. Un episodio non troppo inconsueto nelle notti perugine quello che si è verificato l’altra sera in un locale molto frequentato da giovani e studenti. Mentre all’interno gli ultimi clienti stavano andandosene ed erano rimasti soltanto alcuni piccoli gruppetti, è entrata una coppia. Due soggetti in evidente stato di alterazione, tanto che lui traballava e lei non sembrava stare meglio. L’uomo, un extracomunitario, ad un certo punto ha iniziato a girare per il locale e ha inspiegabilmente tirato un bicchiere contro un giovanissimo avventore, colpendolo a un occhio. Quindi si è rivolto verso un altro ragazzo che stava al bancone e ha tentato di sferrargli un pugno, sotto gli sguardi allibiti dei presenti che non si rendevano conto di cosa stesse succedendo dal momento che nessuno conosceva lo straniero e tantomeno aveva questioni sospese con lui, almeno secondo quanto riferito poi ai carabinieri. Non soddisfatto il magrebino si è avvicinato a un amico del proprietario e ha cercato di strappargli il boccale di birra dalle mani. Lui ha opposto resistenza e probabilmente ne sarebbe scaturita una lite se non fossero intervenuti altri a cercare di bloccare l’aggressore. Il proprietario ha chiamato i carabinieri e ha cercato di farlo uscire. La coppia, viste le brutte, se l’è data a gambe lungo la salita antistante il locale e si è dileguata nei vicoletti della zona. Quando sono arrivati i carabinieri oramai avevano fatto perdere le loro tracce. Sta di fatto che nei pressi del locale sono stati controllati due maghrebini e non è escluso che nelle prossime ore si riesca a risalire all’identità dei due soggetti. Sconvolti i numerosi giovani che hanno assistito alla scena e che si sono trovati, loro malgrado, sulla scena di un episodio carico di violenza
GAZZETTA DI PARMA
Importunava commesse: allontanato dal Comune
15/01/2009 - Importunava continuamente le commesse del centro storico, e si atteggiava "con modi prepotenti e arroganti". Per questo motivo, V.D, calabrese di 38 anni con precedenti, è stato allontanato dal Comune di Parma.
Per lui, grazie alle informazioni raccolte dai poliziotti di quartiere, è scattato il provvedimento del Questore chiamato "Foglio di via obbligatorio": l'uomo, infatti, risulta residente in Calabria e non è stato in grado di motivare la sua presenza nella nostra città.
Il calabrese, nella notte di martedì, era stato denunciato dalla squadra Volanti della Questura per aver danneggiato due auto in sosta nelle vicinanze di via Melloni: da qui, una donna, aveva chiamato la Polizia perché spaventata dopo essere stata offesa senza motivo dall'uomo, che in quell'occasione era visibilmente ubriaco.
Le Volanti, inoltre, sono state impegnate negli ultimi due giorni insieme alle pattuglie del reparto prevenzione crimine di Reggio Emilia in controlli dedicati a due zone particolarmente sensibili della città: la zona di via Palermo, con l'identificazione di circa 30 stranieri, la cui posizione sul territorio nazionale è adesso al vaglio dell’ufficio immigrazione, e piazzale Picelli.
IL TEMPO
Ubriachi fumano in un locale e minacciano i poliziotti, denunciati
CAMPOBASSO 15/01/2009 - Serata da dimenticare per tre giovani del capoluogo (alcuni con dei precedenti penali) che l'altra sera sono stati denunciati dagli agenti della Polizia Stradale di Campobasso. I tre, sbronzi, si trovavano all'interno di un locale del centro e, ad un certo punto, violando le norme vigenti, hanno ben pensato di accendersi una sigaretta.
Il gestore del locale ha chiesto ai ragazzi di uscire ma questi ultimi non ne hanno voluto sapere. E così il proprietario si è visto costretto a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Sul posto sono così arrivati gli agenti della polizia stradale i quali hanno invitato i ragazzi a lasciare il locale. I tre però hanno cominciato a minacciare gli agenti e così, inevitabilmente, è scattata a loro carico una denuncia per resistenza, minacce e frasi ingiuriose. I tre ragazzi, inoltre, sono anche «stati puniti» con una multa per aver fumato in un locale pubblico.
LA REPUBBLICA
Lavagna (Genova)
AL VOLANTE CON ALCOOL E DROGA, DENUNCIATO IMPRENDITORE
Un imprenditore 50enne e' stato denunciato poiche' guidava sotto l'effetto di alcol e sostanze stupefacenti: e' accaduto a Lavagna, protagonista un imprenditore edile lucano originario di Sant'Arcangelo ma residente da diverso tempo a Chiavari. L'uomo (D.D.), al quale il mese scorso era stata ritirata la patente, guidava a bordo della propria auto sotto l'effetto del'alcool e dopo aver fatto uso di cannabinoidi. A scoprirlo sono stati gli agenti del commissariato di Chiavari durante un controllo per la sicurezza. L'automobilista alla vista dei militari non si e' fermato ed ha ingaggiato un inseguimento che e' terminato con il suo fermo poco prima del casello autostradale di Lavagna nel levante genovese. L'uomo era uscito di carcere alcune settimane fa dopo aver minacciato ed aggredito figli e moglie; dopo la scarcerazione come unico obbligo aveva il divieto di dimora a Chiavari e a Sestri Levante.
IL GAZZETTINO
Ubriaco si addormenta al volante
Un vigile si è avvicinato all’auto e ha visto il conducente con la testa sul volante che dormiva
Castelfranco, Giovedì 15 Gennaio 2009 - Si è assopito. Ma nel posto sbagliato. È bastato poco perché accadesse, il tempo che scattasse il verde. La cosa non è passata inosservata, il vigile ha notato subito che era ubriaco fradicio e l’ha fatto scendere dall’auto: dopo gli accertamenti, il ritiro della patente ed il sequestro dell’auto di cui era alla guida. Il curioso episodio vede come protagonista un quarantenne di origini sudamericane residente in provincia di Padova, N.G. le iniziali. Il fatto si è verificato intorno alle 19. Il semaforo dove l’uomo stava attendendo di passare si trova in pieno centro a Castelfranco, si tratta di quello all’incrocio tra Corso XXIX Aprile e borgo Treviso. L’auto sequestrata è un’Audi A4. L’uomo era arrivato da sud, doveva svoltare a destra per entrare in borgo Treviso. Rosso. Si mette in fila. Fin qui nulla di strano. La sua auto non suscita la curiosità di nessuno, è una tra le tante in fila. Scatta il verde e qui comincia tutto. Il semaforo da rosso diventa verde, ma lui non parte. Passano i secondi, chi è dietro inizia a strombazzare. Niente. L’auto rimane immobile, lui non dà segni di vita. Tutto fermo, l’auto è accesa, ma nessuno ingrana la marcia. Le braccia del conducente dell’auto sono incrociate sul volante e la testa ci è posata sopra. Lì vicino c’è il vigile che sta regolando il semaforo. Viene attirato dal rumore dei clacson di chi sta dietro quell’Audi A4. La colonna non accenna a sbloccarsi. Subito non capisce che cosa stia accadendo esattamente. Si avvicina all’auto che non parte. Si rivolge al conducente che finalmente alza la testa. Si capisce chiaramente che è ubriaco. L’automobilista viene fatto scendere e l’auto spostata dalla carreggiata. Le forze dell’ordine lo invitano a sottoporsi al test dell’etilometro. Lui rifiuta. Viene quindi accompagnato al Comando di Polizia Municipale, a pochi metri da lì. Vengono accertate le sue generalità e tramite la consultazione delle banche dati si scopre che già per quattro volte in passato era stato fermato per guida in stato d’ebbrezza. A quel punto viene disposto il ritiro della patente ed il sequestro dell’Audi che guidava. C’è stata la segnalazione all’autorità giudiziaria, ora l’automobilista finirà a processo e, oltre al reato di guida in stato d’ebbrezza, dovrà rispondere anche del rifiuto di sottoporsi all’alcoltest. Dopo le verifiche del caso e dopo aver capito che si era messo in seri guai, il sudamericano era ancora ubriaco. Quindi è rimasto nella sede della Polizia Municipale fino a quando è rinsavito. All’uscita, non ha più trovato l’auto e se n’è dovuto andare a piedi.
Matteo Ceron
CRONACAQUI
Lui, completamente ubriaco, la picchia in strada. Lei tenta di ucciderlo a colpi d’accetta e di coltello
Quattro pugnalate per vendicarsi del marito violento
TORINO - La picchia in strada e lei, per vendetta, lo aggredisce a coltellate. Solo il tempestivo intervento della squadra mobile motociclisti dei carabinieri è riuscito ad evitare che la lite a colpi di ascia e coltello tra una coppia di Rom scaturisse in tragedia. Nel primo pomeriggio di ieri, quando erano da poco trascorse le 15, Ekrem Sulejmanovic, un pluripregiudicato di origine bosniaca di 63 anni, ha aggredito la moglie sul ponte che da via Artom conduce a Nichelino. Una lite scaturita per futili motivi, ma che dopo pochi minuti è violentemente degenerata. Infatti Ekrem, in preda ai fumi dell’alcol, dopo aver picchiato in mezzo alla strada la moglie Zehra l’ha assalita con un’ascia. Fortunatamente le condizioni psicofisiche dello zingaro, che non riusciva nemmeno a reggersi in pieni tanto era ubriaco, hanno evitato che i colpi inflitti andassero a segno, consentendo così alla moglie di disarmarlo. Peccato solo che quando la lite sembrava essere terminata, la zingara si sia vendicata. Una volta risaliti sul furgone, Zehra ha impugnato un coltellaccio da cucina rifilando quattro coltellate al marito. Fendenti che hanno ferito Ekrem all’addome e ad una coscia, arrivando a pochi centimetri dal recidere l’arteria femorale. Sul posto è intervenuta anche un’ambulanza avvisata dai molti testimoni, appena usciti dal Palacupole di via Artom, che hanno assistito alla scena. Il personale medico dove aver prestato le prime cure al nomade, riuscendo a fermare l’emorragia, è partito in direzione delle Molinette, dove l’uomo ha trascorso la notte per accertamenti. Zehra, invece, è stata arrestata dagli uomini dell’Arma in attesa di conoscere di quali reati sarà accusata davanti al giudice che ha preso in carico il caso. Alessandro Maldera
LA STAMPA
Il motore turco censura secondo i dettami dell'Islam
ANKARA
È stato lanciato di recente in Turchia un nuovo motore di ricerca riservato solo ai musulmani, che filtra le parole da ricercare seguendo i dettami dell’Islam. Lo riferisce il giornale Hurriyet.
Il sito www.muslumangoogle.com usa la banca dati di Google, dalla quale vengono però censurate tutte le parole che non sono in linea con i principi dell’Islam. Alcune parole non sono proprio disponibili per la ricerca, mentre la prima che viene suggerita tra quelle da ricercare è Islam.
Per esempio, digitando "alcohol" escono dei risultati sull’alcol nell’Islam. Invece non è possibile ricercare le parole "porn" o "porno", nè "sex", mentre la parola turca "seks" viene ammessa.
Sull’homepage domina il verde, colore sacro dell’Islam, e gli introiti pubblicitari del sito vengono destinati ad aiuti per la Palestina.
IL SECOLO XIX
Al volante ubriachi, confiscatele auto.
IL RESTO DEL CARLINO
Stop all'alcol da asporto alle 21 Più telecamere a Campo de' Fiori
Rassegna stampa del 14/01/2009
ASCA
INCIDENTI STRADALI: MARONI, SI A TASSO ALCOLEMICO ZERO PER GIOVANI
Roma, 14 gen - Si' all'ipotesi di introdurre nel codice della strada l'obbligo di tasso alcolemico zero ''almeno per una certa fascia di eta''', cioe' per quei giovani piu' soggetti al rischio di guidare sotto l'effetto di droghe o alcol. A sposare la causa della ''tolleranza zero'' come misura per far diminuire la mortalita' sulle strade e' lo stesso Ministro dell'Interno, Roberto Maroni che ne ha parlato stamane alla Camera nel corso di una audizione alla Commissione trasporti.
Proprio la tolleranza zero, secondo il responsabile del Viminale, porterebbe i suoi frutti perche', ha spiegato, ''i messaggi piu' efficaci sono quelli chiari, soprattutto nei confronti dei giovani''. Secondo Maroni, insomma, deve passare, senza equivoci, il messaggio che ''se bevi non guidi e se guidi non bevi'' e questo soprattutto tra i giovani.
''Uno che va in discoteca - ha spiegato Maroni - deve sapere che se vuole guidare non beve'', ha aggiunto Maroni, e quindi il principio del tasso alcolemico zero per chi si mette alla guida sarebbe efficace ''almeno in una certa fascia di eta'''.
Il ministro ha poi spiegato che rispetto alla minaccia di una sanzione penale ''molto piu' efficace per i giovani sarebbe, ad esempio, il ritiro della patente per 3 o 5 anni, od il sequestro e la confisca del mezzo'' perche' ''un danno economico rappresenta una sanzione molto piu' efficace che ipotizzare anni di galera che poi nessuno scontera' mai''.
Intanto continuano i controlli sulle strade da parte delle forze di polizia. Nel solo 2008, ha detto sempre Maroni in audizione, i controlli sono aumentati del 76% e in un anno sono stati fermati e controllati un milione e 400 mila persone. ''Si tratta di un aumento straordinario - ha commentato il Ministro dell'Interno - e questo vuol dire che gli uomini ed i mezzi per i controlli ci sono e sono stati impiegati. Nel 2009 - ha assicurato - continueremo su questa strada''.
gc/mcc/ss
TRENTINO
Barnao: quei genitori orgogliosi della prima sbronza dei figli
TRENTO. Charlie Barnao è docente presso la facoltà di Sociologia dell’Università di Trento e da poco su una rivista de “Il Mulino” è stato pubblicato un suo saggio dal titolo “No alcol, no party”, frutto di una ricerca durata due anni sui giovani e l’alcol.
Barnao, perché i giovani bevono?
“Capire il senso che la gente dà al bere non è facile, ma certo è che per i giovani svolge due funzioni ben precise: di integrazione e di differenziazione sociale”.
Bere ti fa sentire parte di un gruppo, parte delle società...
“Diciamo che scandisce certi passaggi della nostra vita: chi non brinda ad un compleanno, chi non beve ad un addio al celibato? Addirittura le feste di laurea o dei coscritti sarebbe impensabile che finissero senza un’ubriacatura collettiva. E poi conta anche la cultura del territorio in cui cresci: in molte famiglie trentine il padre vede quasi con orgoglio la prima ubriacatura del figlio, lo vede come un passaggio all’età adulta”.
Parlava anche di differenziazione sociale. In che senso?
“I giovani si differenziano in base a cosa bevono, come lo bevono, dove lo bevono. I “fighetti”, ad esempio, lo fanno in locali con la musica alta, poche sedie e preferiscono cocktail e superalcolici. Gli “alla mano” scelgono birra o vino e si ritrovano in pub con luci soffuse e tavoli in legno”.
Insomma, bere è quasi un rito.
“Sì, un rito con delle regole ben precise. E ultimamente molte ragazze vedono nel bere un modo per emanciparsi: più reggono, maggiore è la loro approvazione sociale”.
La società come reagisce?
“In modo strano. Da una parte c’è una morale casalinga permissiva, dall’altra una repressione da parte delle forze dell’ordine come abbiamo visto ad esempio alla festa di Mesiano. Una schizofrenia che non aiuta certo i giovani. Per aiutarli bisogna cercare di capire il perché dei loro gesti”. (j.t.)
IL MESSAGGERO
ROMA
Sicurezza: stop alcol dalle 21 in Centro, più telecamere nelle piazze della movida
Alemanno: divertimento sì, ma secondo le regole Il prefetto Pecoraro: non repressione, ma più prevenzione
ROMA - Il comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico, presenti il sindaco Gianni Alemanno, il prefetto Giuseppe Pecoraro, l'assessore al commercio Davide Bordoni, il delegato per il centro storico, Dino Gasperini, l'assessore provinciale alla sicurezza Ezio Luzzi e i rappresentanti delle forze dell'ordine, ha varato il piano sicurezza per il centro storico, contenente misure che potrebbero essere adottate già nel prossimo fine settimana. (*)
Niente alcol dopo le 21. I locali, le associazioni culturali, i supermercati e i laboratori di artigianato del centro storico non potranno più vendere bevande alcoliche da asporto dalle ore 21. Inoltre, tali bevande non potranno essere più somministrate dopo le 2 del mattino nei laboratori artigianali e nelle associazioni culturali che, diversamente dagli altri esercizi commerciali, non devono obbligatoriamente chiudere alle 2. Dai provvedimenti sono escluse le discoteche che devono sottostare a regole diverse che dipendono dalla questura.
Più telecamere. Aumenta la video-sorveglianza nella piazze della movida del centro storico di Roma e, in particolare, a Campo de Fiori, Testaccio e Trastevere. «Un gruppo di lavoro - ha spiegato il prefetto Pecoraro - si insedierà lunedì e sarà coordinato dalla prefettura: ne faranno parte i rappresentanti delle forze dell'ordine e tecnici di Provincia e Comune». Per il prefetto l'obiettivo è quello di avere un sistema ancora più capillare di videososrveglianza in modo che «sia deterrente nei confronti di chi può delinquere e, dall'altro lato, possa aiutare le forze dell'ordine nell'attività investigativa. Sarà il gruppo di lavoro a fare una mappatura delle aree e della video-sorveglianza già esistente per verificare dove bisogna incentivarla.
Giro di vite sui circoli culturali. Il piano, come spiegato dal prefetto, prevede anche un giro di vite sui circoli culturali, con controlli più serrati «per verificare quali lo sono veramente e quali sono "falsi"». Come ricordato dall'assessore Bordoni, sono 106 le associazioni culturali attive nell'area del centro di Roma.
Etilometri. Il piano prevede la trasformazione degli attuali presidi delle forze dell'ordine da fissi a mobili con controlli nelle vie e nei vicoli. I controlli con gli etilometri si concentreranno a Trastevere e sui Lungotevere, su via del Tritone, su via Nazionale, su via Cavour e intorno a Testaccio. Previsto un presidio mobile delle forze dell'ordine e di telecamere nella zona del Monte dei Cocci e l'implementazione del controllo mobile all'Esquilino. Poi ci sarà un controllo domenicale interforze al Parco di Colle Oppio,Via delle Botteghe Oscure e Piazzale di San Paolo. Si procederà alla verifica delle locazioni e destinazioni d'uso delle unità abitative della zona di Campo dei Fiori e Trastevere.
Illuminazione. Previsto inoltre un piano di potenziamento della pubblica illuminazione nei vicoli e negli archi delle strade intorno a Campo de Fiori: ad esempio all'Arco degli Acetari, di Santa Margherita, Via del Pellegrino, Via dei Cappellari, Via dei Pettinari, Via del Biscione, Vicolo delle Grotte, Piazza della Quercia, nei vicoli di Trastevere, da Piazza Trilussa a piazza San Egidio, in alcune strade del Tridente dell'area di Largo Argentina, di Piazza Navona, vicolo della Pace, Vicolo della Volpe e Piazza del Fico ecc.
Alemanno: divertimento secondo le regole. Alemanno ha commentato i provvedimenti con le parole d'ordine «divertimento sì ma secondo regole e autocontrollo per contrastare la cultura dello sballo perchè ci si può divertire senza perdere la consapevolezza di sè». Secondo il sindaco «il primo obiettivo è una maggiore illuminazione e l'azienda che si occupa di ciò sarà impegnata ad aprire nuovi punti luce; poi attiveremo nuove telecamere e pattuglie mobili per aumentare l'attenzione». Accanto a queste misure, ha spiegato il sindaco, «creeremo una campagna di sensibilizzazione tra i giovani e con le associazioni perchè l'intento non è la repressione».
Pecoraro: più prevenzione, non repressione. Il prefetto Pecoraro ha sottolineato che «non vogliamo un'attività repressiva, ma più attività di prevenzione», anche partendo dalla considerazione che «le misure esclusivamente repressive non sortiscono gli effetti sperati». Il prefetto ha tenuto a sottolineare che quelle che saranno messe in campo saranno tutte «iniziative a favore dei giovani» e per fare in modo che le piazze siano «un luogo di socializzazione sano». Sul fronte operativo il prefetto ha detto che le pattuglie impiegate nel controllo del centro non aumenteranno «ma i controlli saranno più stretti».
(…)
(*) Nota: i provvedimenti che mirano a ridurre l’offerta di alcolici incontrano sempre molte difficoltà nella loro applicazione pratica. Scarsi controlli, boicottaggio di chi li vende, possibilità di aggirare le norme. Va sottolineato, tuttavia, come siano dei primi isolati tentativi che necessitano di verifiche. Sarebbe più facile se le normative in materia fossero nazionali. In ogni caso è un importante segnale di una maggior attenzione al problema alcol. Sono passati solo tre anni da quando Alemanno, allora ministro dell’agricoltura, promuoveva il consumo di vino sostenendo che, diversamente dalle sigarette, non esistevano vittime del “bere passivo”.
AGI
ALCOOL: CNA ROMA, DECRETO PENALIZZA SETTORE ALIMENTARE
Roma, 14 gen. - Le pizzerie al taglio ed il settore alimentare, che aderiscono alla Cna Roma, esprimono, spiega una nota, "perplessita' sul provvedimento anti alcol che gia' dal prossimo weekend vieta dopo le 21, nel centro storico, la vendita da asporto di vino e birra sia in lattina che in bottiglia".
La misura voluta dal Prefetto in accordo con il Comune di Roma, "oltre ad essere penalizzante per l'intero settore, chi infatti non ha servizio al tavolo rischia di non vendere piu' un solo pezzo di pizza dalle 21 in poi per l'impossibilita' di servire da bere, e limitativa per ogni cittadino, lede l'immagine di Roma a livello internazionale come citta' dei divieti e delle limitazioni, oltre a contribuire ad alimentare la cattiva economia. (*) C'e' infatti il rischio che venga incrementato in questo modo il commercio abusivo di alcolici e incentivate le attivita' illegali correlate". Piuttosto quello - conclude la Cna di Roma - "che serve sono piu' controlli e una maggiore fiducia nei confronti della professionalita' degli esercenti, che assicurano il rispetto delle regole".
(*) Nota: i commercianti esprimono timore che limitare la vendita di alcolici leda l’immagine della città. Parliamo pure di immagine della città. Mettiamo sull’altro piatto della bilancia gli episodi che accompagnano il consumo di alcolici: vomito, urina, risse, vandalismi… E chiediamo poi ai turisti cosa preferiscono.
LA SICILIA
«Pericolo alcol in agguato»
CARNEVALE. La polizia studia i rimedi. I commercianti: «Non criminalizzateci»
Anche le forze dell'ordine si stanno organizzando per garantire ottimali condizioni di sicurezza in occasione della prossima edizione del carnevale.
«Gli organizzatori ci hanno riferito che le sfilate si faranno certamente nel centro storico - dice la dirigente del Commissariato di Polizia, Maria Elena Testoni - stiamo predisponendo i servizi tenendo conto di questa nuova realtà».
Con i preparativi per una festa che allo stesso tempo è attesa e temuta, cresce l'allarme per l'uso smodato di bevande alcoliche che si verifica ogni anno.
«E' quello che più ci preoccupa - afferma il dirigente di polizia - spero che tutti insieme riusciremo ad adottare le contromisure più efficaci per limitare il fenomeno, ma occorre la collaborazione di tutti».
«Fiumi di vino e quintali di salsiccia» recitava uno slogan del carnevale di alcune decine di anni fa, proprio per caratterizzare il clima di allegria che si respira durante i giorni della manifestazione, che poi con gli anni qualcuno ha preso alla lettera, trasformando i consumi di vino che facevano stare allegri, in pericoloso fenomeno che coinvolge soprattutto i giovani, anche quelli in età adolescenziale.
Ed entrano in campo anche i commercianti, chiamati in più occasioni a fare rispettare le regole che vietano la vendita di alcolici e super alcolici ai minori. Calogero Dimino, presidente dell'associazione Confesercenti, non ci sta: «Non criminalizzateci - dice - l'alcol i giovani lo bevono anche fuori dai nostri locali. Non può essere colpevolizzata la categoria dei pubblici esercizi, come spesso avviene, rispetto ad un problema che coinvolge maggiormente la famiglia e la società in genere».
Dimino fa riferimento al diffuso fenomeno della cosiddetta pre serata, che consiste nell'organizzarsi in abitazioni private, mettendo una quota parte di denaro per affrontare l'acquisto di bevande alcoliche nei supermercati, da mettere a disposizione degli intervenuti.
«A Sciacca questo fenomeno è molto diffuso - afferma il segretario della Confesercenti - non tanto perché penalizza le attività di somministrazione, ma perché all'interno di queste feste private è possibile consumare di tutto, senza nessun limite, soprattutto nessun controllo sui minori, i quali si protraggono in questi ambienti fino a notte fonda, per poi uscire già cotti e andare per i locali a cercare di passare la restante serata».
In problema, in sostanza, non si risolve limitando l'attività dei locali pubblici, ma coinvolgendo le famiglie e altri operatori economici.
Giuseppe Recca
TRENTINO
LA RIUNIONE
Il Cda di Sait: giusto vietare agli under 18
Il Cda del Sait appoggia pienamente la scelta di non vendere alcolici ai minori di 18 anni. (*)
TRENTO - «Il consiglio ha ribadito la posizione del consorzio», dice il presidente Giorgio Fiorini. «Anche il consigliere Cominotti ha messo in evidenza la sua posizione e noi ne abbiamo preso atto. Forse se non avesse alimentato questo dibattito non avremmo avuto evidenza di questo problema. Qualcuno può avere queste posizioni perché magari opera in una zona turistica, ma non ci sono state altre esternazioni simili». Sotto Natale era stata la commissione commerciale a esprimere questa linea e Fiorini aveva dato l’ok. «Il consiglio è convinto che sia la scelta giusta, coerente con la nostra identità: l’attenzione al problema, indipendente da piccoli interessi».
L’ipotesi di fare una legge? «Per noi questa è una scelta volontaria - dice Fiorini - e come tale non possiamo imporla a nessuno. Se fanno una legge meglio ancora: varrà per tutti».
(*) Nota: qualche giorno fa, a Trento, era stata messa in discussione la posizione della Coop nazionale sul divieto di vendita di alcolici ai minori. Posizione invece ribadita dal consorzio Sait. Decisione ancora più apprezzabile visto che viene dal mondo del commercio.
ASAPS
Fonte: Repubblica.it
"Brindo con Prudenza" In discoteca con sicurezza
Fondazione Ania e Polstrada hanno organizzato la terza edizione della manifestazione per promuovere la figura del guidatore designato: migliaia gli etilometri distribuiti
Più di 3600 persone sottoposte a test alcolemico dalla Polizia, 214 patenti ritirate per guida in stato d'ebbrezza, 17 veicoli sequestrati in sei fine settimana. Sono i numeri della terza edizione di "Brindo con Prudenza", il progetto promosso dalla Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale svoltasi dal 19 dicembre al 3 gennaio in 10 discoteche delle Province di Ferrara, Imperia, Napoli, Rimini e Varese.
All'ingresso dei locali che hanno aderito all'iniziativa, i ragazzi sono stati invitati a nominare il proprio "Bob" o "Guidatore designato", cioè colui che sceglie liberamente di non bere per riaccompagnare a casa i propri amici in piena sicurezza. Presso il corner della Fondazione ANIA, chi voleva ha potuto ritirare un alcol test e verificare liberamente il proprio stato di ebbrezza per poi decidere, più consapevolmente, se mettersi alla guida o meno.
Sono stati distribuiti migliaia di etilometri monouso, oltre a gadget accompagnati da materiale informativo, mentre sulle strade sono stati intensificati i controlli della Polizia Stradale. Durante i sei weekend, le Forze dell'Ordine hanno controllato lo stato alcolemico di 3.609 conducenti, ritirando 214 patenti a coloro che erano al volante in stato d'ebbrezza, evitando così molti probabili incidenti; 456 ragazzi risultati negativi alla prova dell'etilometro sono stati invece premiati dagli stessi poliziotti con un ingresso gratuito in discoteca per il weekend successivo.
La Polizia ha complessivamente confiscato 17 veicoli: 15 di questi appartenevano a persone che si trovavano al volante con una soglia alcolemica superiore a 1,5 g/l e a coloro che sono risultati positivi al test antidroga, come previsto dal Decreto Legge 92/08 approvato in Luglio dal Parlamento. Grazie al contributo della Fondazione ANIA, la Polstrada ha potuto disporre di precursori in grado di determinare l'eventuale uso di droghe da parte dei conducenti dei veicoli e di valutare più rapidamente se sottoporli al test antidroga presso un centro medico.
Anche le città sono state protagoniste di "Brindo con Prudenza": a Napoli, Rimini e Ferrara è stata allestita la "cittadella della sicurezza stradale" con la presenza del truck di "Brindo con Prudenza", il Pullman Azzurro della Polizia Stradale e un simulatore di guida sicura per sperimentare gli effetti di una guida alterata dall'abuso di alcol o dall'uso di sostanze stupefacenti.
TARGATOCN
Cuneo: 40.000 etilotest distribuiti in provincia da ottobre
La Camera di commercio, in occasione dell'apertura, ieri pomeriggio, della mostra organizzata dalla Provincia sul tema 'Parola d'ordine: prudenza', rilancia l'iniziativa posta in essere l'autunno scorso per l'autoanalisi del tasso alcolemico prima di mettersi alla guida. Dopo i 40.000 etilotest distribuiti gratuitamente a partire dall’ottobre 2008, in collaborazione con l'ordine dei farmacisti e l'associazione albergatori e ristoratori, un altro stock più limitato di rilevatori sarà consegnato ancora ai titolari di pubblici esercizi per tener viva l'attenzione sul tema cruciale della sicurezza sulle strade. Riproposto anche, in concomitanza con la rassegna espositiva, il manifesto che l'ente camerale aveva realizzato per invitare a 'bere con intelligenza', sostenendo che il vino 'fa bene', ma richiede un approccio consapevole, senza eccessi, sotto controllo. “Per evitare che una generalizzazione delle scelte induca i consumatori a voltare le spalle ad un prodotto che, in provincia di Cuneo, presenta livelli qualitativi straordinari ed è punto di forza dell'economia, occorre distinguere tra vini, di alto livello, a gradazione limitata, e liquori, tra consumo equilibrato ed eccessi” sostiene il presidente camerale Ferruccio Dardanello.
Di qui la distribuzione degli etilotest, in modo che ognuno, prima di mettersi alla guida, possa controllare se ha ecceduto o meno, se è in condizione di guidare in sicurezza o se deve cedere il volante ad altri più sobri. “Non si deve criminalizzare a priori il vino. - aggiunge il presidente CCIAA - L'importante è gestire il consumo con razionalità. Chi eccede spesso non è un buon bevitore”. Da parte della Provincia il problema è visto in un'ottica diversa, alla luce dei troppi incidenti stradali causati dall'eccesso di alcool e da altre situazioni capaci di mettere a rischio la soglia di attenzione. “La mostra aperta a partire da martedì 13 gennaio in corso Dante, rappresenta - secondo il presidente Costa e l'assessore alle politiche giovanili Simona Rossotti - un'opportunità per evidenziare il grave problema della mortalità sulle strade del Cuneese. Continua l'impegno sul fronte della sensibilizzazione. Attraverso le immagini scioccanti di scene di incidenti stradali, ci proponiamo di veicolare l'invito alla prudenza rivolto all'intera popolazione”.
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: inToscana
Pistoia, al via i corsi di formazione di “Alcol Out”
Inizia giovedì 15 gennaio (ore 15 sala Nardi Palazzo Provincia) con il corso di aggiornamento e progettazione “Stili di vita e percorsi di benessere” per insegnanti di educazione fisica, referenti di educazione alla salute, operatori, la quarta edizione di “AlcolOut”. Tra gli argomenti trattati nel corso alcol e guida, patologie e problematiche alcol correlate, le nuove dipendenze, gioco d’azzardo patologico, corretti stili di vita. Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
RIVIERA24
Controlli per la sicurezza
"Chi guida un autobus della Riviera Trasporti non deve aver bevuto alcol, nè aver assunto droghe" (*)
Imperia
Entro l’anno tutti i 250 autisti della Rt si recheranno a Genova presso il centro specializzato delle Ferrovie, per essere sottoposti alle visite
Chi conduce un mezzo pubblico ha responsabilità morali nei confronti dei trasportati e ha il dovere di mettersi alla guida sobrio e senza aver assunto droga. "Sono controlli previsti dalla normativa - dice l’amministratore delegato Enzo Amabile - la sicurezza del personale e dei passeggeri vale molto di più e l’azienda ha stabilito che chi si pone alla guida dei nostri mezzi debba essere giudicato idoneo e per questo debba essere sottoposti a visita medica". Entro l’anno tutti i 250 autisti della Rt si recheranno a Genova presso il centro specializzato delle Ferrovie, per essere sottoposti alle visite finalizzate a capire se negli ultimi tempi siano state assunte droghe o alcol.
(*) Nota: viene ribadito con grande enfasi ciò che dovrebbe essere assolutamente scontato.
TRENTINO
di Gianfranco Piccoli
«Ubriachi al volante, non basta il carcere» (*)
I dubbi del procuratore Dragone «Servono pene alternative serie» «Ma comprendo Agnoli: così com’è concepito, l’affidamento ai servizi sociali per quindici giorni è inutile»
TRENTO. «Carcere per chi guida ubriaco? Condivido la serietà del giudice, ma ho qualche perplessità, per vari motivi, su questo tipo di pena». Stefano Dragone, procuratore capo della Repubblica, non ha mai nascosto di voler tenere una linea di fermezza nei confronti di chi sgarra quando si mette al volante. E in passato lo ha già dimostrato. Ma se si parla di sanzioni, al carcere («l’effetto-choc non dura che pochissimi giorni») Dragone preferisce pene alternative.
Nei giorni scorsi un funzionario di banca, beccato per la terza volta brillo mentre guidava, è finito in cella, a scontare una pena di quindici giorni di reclusione. Lo ha deciso il giudice Vittorio Agnoli, presidente del tribunale di sorveglianza, che all’affidamento ai servizi sociali ha preferito il carcere. Una decisione non isolata e che conferma la fermezza dei giudici trentini.
Procuratore Dragone, la decisione del giudice Agnoli non è passata inosservata. Condivide questa severità?
In linea di principio capisco Agnoli: come presidente del tribunale di sorveglianza di Venezia, ho alle spalle una certa esperienza. L’affidamento in prova ai servizi sociali, per quindici giorni o per un mese, non serve a nulla così com’è concepito. Ma...
Ma?
A Trento non si corre il rischio che questo tipo di reato, come accade in altre realtà, vada in prescrizione: siamo in grado di “smaltire” i procedimenti e di far eseguire le sanzioni. Se rimaniamo su un piano pratico, mi dico che mandare queste persone in carcere toglie un posto letto ad altri soggetti molto più pericolosi.
Non crede dunque all’utilità del carcere per chi ha il vizietto dell’alcol?
I criminologi sono concordi nell’affermare che l’effetto-choc per chi va per la prima volta in carcere dura tre-quattro giorni al massimo. Il problema è che in Italia andrebbe completamente rivisto il sistema sanzionatori.
Cioè?
In questi casi servirebbe un affidamento serio ai servizi sociali: sei mesi durante i quali c’è davvero una prestazione risarcitoria, ad esempio con l’obbligo di lavoro a favore di enti con rilevanza sociale. Quando ero a Venezia mi occupai dell’“assalto” al campanile di piazza San Marco. L’ideologo del gruppo per due anni è andato tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, a compilare schedine in una biblioteca.
L’inasprimento delle pene per chi guida ubriaco ha prodotto risultati significativi?
Non mi pare. Si continua a morire sulle strade e molto spesso la causa è l’alcol. L’unico effetto vero è che gli scettici si sono convinti della necessità di sanzioni più dure.
Insomma, bere alcolici e mettersi al volante è ancora un’abitudine diffusa, soprattutto in Trentino.
Nella testa dei cittadini non è ancora scattata la molla: “quando guido non bevo”.
(*) Nota di Luigino Pellegrini: non sono per niente convinto che il carcere nella situazione italiana rappresenti una soluzione razionale. Risponde un po' al clima forcaiolo per cui il cittadino che sbaglia paga nonostante la presenza di contesti culturali e ambientali ai quali non si vuole metter mano per altri interessi e che spingono verso stili di vita sbagliati. In quest'ottica è sempre più necessaria una seria politica di regolamentazione a tutela della salute pubblica.
I controlli e le sanzioni vanno applicati severamente; le pene devono corrispondere al tipo di reato: sanzione economica, sospensione per tempi lunghi fino alla revoca definitiva della patente permettono un range di misure più che soddisfacenti senza scomodare il carcere nel caso del reato guida in stato di ebbrezza. Se vogliamo aumentare la percentuale di persone arrabbiate con il mondo o che delinquono il modo migliore è mandare la gente in carcere.
Unica eccezione l'eventualità in cui una persona alla guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto dell'alcol o droghe abbia causato danni gravi con feriti o morti a seguito di incidente. In questo caso oltre alle sanzioni di cui sopra (la revoca definitiva della patente peraltro rimane la sanzione più utile per la tutela della salute pubblica) può essere necessario prevedere il carcere anche per rispetto o risarcimento morale alle famiglie di chi ha subito danni o lutti.
cordiali saluti
TRENTINO
«Ancora troppo pochi i controlli»
Il primario Pancheri chiede un giro di vite. Sì a limiti più bassi
JACOPO TOMASI
TRENTO. L’alcol è la prima causa di morte - in Italia ed in Europa - fino ai 29 anni. Morti che avvengono in seguito ad incidenti domestici, incidenti sul lavoro e - soprattutto - incidenti stradali. Strade sempre più insanguinate per colpa di automobilisti che guidano ubriachi. Per questo, in Trentino, la sola polizia stradale nel corso del 2008 ha ritirato 266 patenti per guida in stato di ebbrezza ed effettuato controlli a tappeto su tutto il territorio, soprattutto nei fine settimana. Ma secondo il primario di alcologia dell’Azienda sanitaria, Roberto Pancheri, sono ancora troppo pochi. «Rispetto ad altri paesi, in Italia sono quasi inesistenti». Per contrastare le stragi del sabato sera la polizia stradale, negli ultimi mesi del 2008, ha intensificato i controlli sul territorio e al tempo stesso sono state inasprite le pene per chi viene sorpreso ubriaco al volante. Come conferma il comandante Francesco Pippa: «Nel corso del 2008 abbiamo ritirato 266 patenti per guida in stato d’ebbrezza, in linea col dato del 2007. Ogni giorno effettuiamo controlli con l’etilometro e la nostra attività si intensifica e diventa più mirata nei fine settimana». Ogni anno, sulle strade trentine, gli incidenti sono circa 2.000: più o meno 165 al mese. Nel 2007 i morti sulle strade sono stati 33, gran parte dovuti all’alcol, nonostante i controlli delle forze dell’ordine. Controlli che secondo il primario di alcologia dell’Azienda sanitaria, Roberto Pancheri, non sono ancora sufficienti: «Per cambiare i comportamenti delle persone - spiega - sono necessari tre elementi: la certezza della pena, la severità della stessa e la probabilità di essere controllati. In Italia quest’ultimo elemento è inesistente e di conseguenza la gente beve e si mette alla guida. Servono più controlli perché più fermati ci sono, maggiore è la sicurezza».
I numeri, in effetti, confermano le parole di Pancheri: nel 2004, in Italia, i controlli con l’etilometro sono stati 196.000, in Francia oltre 8 milioni. Una bella differenza. Ed in Francia negli ultimi anni gli incidenti stradali sono diminuiti del 53%. Un altro cambiamento importante potrebbe essere quello di ridurre il limite (ora a 0,5) per il quale si è punibili e portarlo a zero, come in altri paesi europei. «Sarebbe una buona soluzione - commenta Pancheri - perché lo 0,5 è un compromesso tra sicurezza ed interessi commerciali. Il problema è che con il limite a zero si rischia di punire anche chi non beve ma assume - ad esempio - sciroppo su base alcolica». La questione è culturale perché il Trentino è una delle regioni nelle quali si beve di più. Guardando la popolazione tra i 18 ed i 69 anni appena il 20% non beve (dato più basso d’Italia) ed il 67% fa uso abituale di alcol contro il 61% della media nazionale. I bevitori a rischio sono il 24%. Negli ultimi dieci anni è raddoppiato il numero di adolescenti che fa uso di alcol con un vero e proprio boom tra le ragazze. Il primo bicchiere si beve anche ad 11 anni ed in base ai dati del Sert l’anno scorso 12.300 ragazzi trentini tra i 15 ed i 19 anni (il 72% della popolazione studentesca) avrebbe bevuto alcolici.
LA SICILIA
Assemblea Apcat
San Cataldo. L'assemblea dei soci dell'Associazione provinciale dei Club degli alcolisti in trattamento (Apcat), riunitasi presso i locali dell'Associazione «La Ginestra di Santa Maria dei Poveri», ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali con la costituzione del nuovo direttivo e l'elezione del nuovo presidente. Erano presenti alla riunione 70 persone che hanno dibattuto i problemi della categoria con l'esposizione di esperienze effettuate; quindi, si è proceduto alla votazione.
A maggioranza è stato eletto il seguente organigramma: Salvatore Novembre, presidente; Rosalba Marcenò, vice presidente; Salvatore Botta, segretario; Sabrina Calà, Orazio Dell'Utri, Angelo Errore, Michele Maida, Esterina Morgante, Concetta Puccio, Lorenzo Sciortino e Thambithurai Lloyd, consiglieri. «I Clubs Alcolisti in trattamento sono presenti nel nostro territorio già dai primi anni del 1980 a Caltanissetta e poi si sono diffusi a San Cataldo, Gela e Niscemi - hanno detto i dirigenti dell'Associazione. I Clubs lavorano nella nostra realtà, dando sostegno alle famiglie con problemi alcol - correlati, a costo zero, e in concerto con i servizi sociali e i Sert dell'Asl 2, con la quale è stato stipulato un accordo di programma.
A tutt'oggi, abbiamo due Clubs a Caltanissetta - hanno concluso i dirigenti - con servitori-insegnanti, l'operatrice di comunità, signora Stefania Cantella e il dott. Giuseppe Carbone; tre a San Cataldo con l'assistente sociale, dott. Maria Concetta Anzalone, l'infermiere Angelo Pilato e la signora Santina Salamone; uno a Gela con l'assistente sociale, dott. Maria Salerno e uno a Niscemi con la dott. Salvina Giudice» e tutti i Clubs collaborano tra di loro per consentire ai soggetti in trattamento il superamento dello stato di disagio relativo al problema alcolistico«.
A.C.
ROMAGNA OGGI
Ravenna: polizia provinciale intensifica controlli contro guida in stato di ebbrezza
RAVENNA , 14 gennaio 2009 - Durante il periodo che si è concluso la settimana scorsa, di feste natalizie, vista la richiesta sempre più pressante dei cittadini e il crescente numero di incidenti sulla strada, il Corpo di Polizia Provinciale ha intensificato i servizi di controllo della velocità e del tasso alcolemico dei conducenti, in diversi orari della giornata , avvalendosi di tutti gli strumenti a disposizione:l'autovelox, il telelaser e l'etilometro.
Sono stati effettuati, in particolare, dei servizi notturni volti alla repressione della guida in stato di ebbrezza, nel corso dei quali si è proceduto, tra l'altro, alla denuncia all'Autorità giudiziaria di due persone che presentavano elevato tasso alcolemico.
In uno dei due casi si è proceduto, visto che il tasso alcolemico misurato risultava pari a 1.86 ( il limite ammesso dalla legge è pari a 0.5) e che il trasgressore era proprietario della vettura condotta, al sequestro preventivo della stessa ed alla conseguente confisca disposta dalla Procura di Ravenna.
Il provvedimento adottato, fra i primi casi nella nostra provincia, risponde alla volontà del legislatore di reprimere i comportamenti di chi , sotto gli effetti dell'alcool, può provocare gravi incidenti, spesso mortali.
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Virgilio Notizie
Puglia/ Guida in stato di ebbrezza o sotto droga: 15 denunciati
E altrettante patenti sequestrate dai carabinieri
Milano, 14 gen. (Apcom) - Quindici persone sono state denunciate e si sono viste ritirare la patente perché sorprese alla guida dell'auto in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe. E' il bilancio di un servizio a largo raggio disposto dal Comando regione Puglia dei carabinieri per contrastare il rischio di incidenti stradali ed eseguito dai Comandi provinciali di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto sulle principali arterie della Regione e nei centri di maggiore affluenza turistica, con l'utilizzo di dispositivi elettronici, come etilometri ed autovelox.
Tra le persone denunciate negli ultimi giorni, 14 avevano abusato di alcool e una aveva fatto uso di sostanze stupefacenti prima di mettersi al volante.
LIBERTA’
Ubriaco alla guida dell’auto provoca incidente: denunciato
Si era messo alla guida della propria automobile in stato di ebbrezza alcolica, provocando un incidente stradale, che ha causato il ferimento di ben sei persone, una delle quali è dovuta ricorrere al ricovero in ospedale a seguito delle lesioni riportate nel violento impatto tra due automobili. Protagonista dell’episodio è C.C. di 36 anni, siracusano, il quale è stato denunciato a piede libero dai poliziotti per i reati di lesioni colpose, guida in stato di ebbrezza e guida senza la patente poiché revocata. Secondo quanto ricostruito dai poliziotti, l’uomo, alla guida della sua automobile, stava transitando lungo la strada provinciale 14 per Canicattini, quando giunto all’altezza di contrada Serramendola, si è scontrato con una vettura che procedeva in senso inverso. Nel violento impatto sono rimaste ferite sei persone, una delle quali è stata trasportata in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Siracusa.
IL TIRRENO
MERCOLEDÌ, 14 GENNAIO 2009
Ebbro alla guida di un’auto scorazza a zig zag sull’Aurelia
SARZANA. Vagava sull’Aurelia a bordo di un’auto che procedeva a zig zag: l’uomo è stato intercettato a San Lazzaro da una pattuglia di carabinieri che, dopo aver controllato lo stato dell’automobilista e relativi documenti, lo hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza, con conseguente ritiro della patente e confisca del mezzo. L’uomo, un 47enne di Ortonovo, si è anche rifiutato di sottoporsi al test sul tasso alcolico. Anche per questo motivo è scattata la denuncia.
Continuano dunque i controlli messi in atto dai militari al fine di scoraggiare l’uso di alcol prima di mettersi al volante di un’auto. Controlli che, a conti fatti, stanno producendo frutti al fine di garantire più sicurezza sulle strade.
IL GAZZETTINO
Dopo l’etilometro aggredisce i carabinieri che gli bloccano l’auto
Mercoledì 14 Gennaio 2009, Dopo il test dell’etilometro, si è scagliato contro i carabinieri che procedevano al fermo amministrativo dell’auto. Mattia Manetti, 29 anni, di Udine, è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. È successo ieri mattina, verso le quattro, quando l’udinese è stato fermato per un controllo stradale. L’equipaggio del Radiomobile che gli ha intimato l’alt ha notato che aveva abusato con gli alcolici e ha deciso di sottoporlo al controllo. Manetti in seguito al controllo avrebbe dato in escandescenze. Ha reagito con offese, calci e pugni quando si è reso conto che i militari avrebbero sottoposto la sua vettura a fermo amministrativo.
Il suo comportamento gli è costato l’arresto. Manetti è stato prima portato nella caserma di viale Trieste e, in tarda mattinata, accompagnato nella vicina casa circondariale. Nella colluttazione uno dei carabinieri ha riportato una distorsione a un dito giudicata guaribile in cinque giorni. Del caso si sta occupando il pm Viviana Del Tedesco, che sta valutando di chiedere la convalida dell’arresto al gip proponendo contestualmente l’applicazione di una misura.
CRONACAQUI
Marocchino ubriaco
Gli offrono una sigaretta ma lui li sfregia in viso
TORINO, 14/01/2009 - Gli hanno offerto una sigaretta e lui, in cambio, li ha presi a bottigliate. L’episodio è avvenuto lunedì sera davanti ad un bar di corso Maroncelli. Due amici, entrambi marocchini, stanno chiacchierando in tutta tranquillità, quando vedono avvicinarsi un connazionale visibilmente ubriaco. Rachid S., 30 anni, regolare, barcolla e tiene in mano una bottiglia di birra. «Avete per caso una sigaretta?» chiede molto cordialmente ai due avventori del locale. «Certo, tieni», risponde uno dei due amici, che tira fuori dalla tasca il pacchetto e fa per offrine una a Rachid. Lui però, nel tentativo di prenderla, perde l’equilibrio e cade a terra. I connazionali lo soccorrono immediatamente, e cercano di tirarlo su. Ma quando il trentenne si rialza, anzichè ringraziare, scaglia la bottiglia contro i due. In testa, prima ad uno e poi all’altro, senza un motivo. I due amici - uno dei quali è stato sfregiato - se la caveranno in dieci e quindici giorni. L’uomo invece è stato subito arrestato dagli agenti delle volanti prontamente intervenuti. f.bac.
TRENTINO
LA STORIA
Il «vandalo» chiede scusa alle suore
Uno studente sfondò la vetrata del S.Cuore: «Mi dispiace, ero ubriaco»
TRENTO. «Mi dispiace, quel giorno ero ubriaco e non mi sono reso conto di quello che ho combinato». A poco più un anno dalla «bravata» Simone ha voluto scusarsi pubblicamente, con il preside e le religiose dell’Istituto Sacro Cuore. Le parole del ragazzo dovrebbero mettere la parola fine al brutto episodio che lo aveva visto protagonista la mattina del 12 ottobre del 2007: in preda ai fumi dell’alcol lanciò una bottiglia contro la vetrata d’ingresso dell’istituto Sacro Cuore, sfondandola.
Quel giorno gli studenti delle scuole superiori del capoluogo erano scesi in piazza per protestare contro l’allora ministro dell’istruzione Fioroni, «colpevole» di voler reintrodurre gli esami di riparazione a settembre. Durante la mattinata la manifestazione aveva preso una piega piuttosto alcolica, tanto che in città erano stati registrati numerosi episodi di vandalismo. Dalla mano di Simone era partita una bottiglia, che aveva centrato il pieno la porta della scuola. Il tutto mentre le telecamere delle forze dell’ordine riprendevano il corteo studentesco.
Per gli inquirenti non era stato difficile risalire al responsabile del danneggiamento. Simone era stato così segnalato a piede libero alla procura per i minorenni. Il giovane, assistito dall’avvocato Giuseppe Benanti, aveva dato subito la propria disponibilità a risarcire il danno. Recentemente ha avuto un colloquio «chiarificatore» con il preside e con le religiose dell’Istituto: «Denaro non ne vogliamo, scuse e ravvedimento sono graditi», si è sentito dire il giovane al Sacro Cuore.
Detto e fatto, Simone ha voluto, attraverso le pagine del Trentino, chiedere perdono per quel gesto: «Volevo scusarmi pubblicamente con le suore e con il preside. Quel giorno - spiega Simone - ero davvero ubriaco e ho lanciato la bottiglia senza neppure rendermi conto di quello che facevo. Mi dispiace».
Il processo a carico del giovane è già iniziato, ma la scorsa udienza era stata rinviata proprio per cercare soluzioni «pacifiche». Le scuse di Simone hanno aperto la porta alla remissione della querela: con la prossima udienza, prevista per il 21 gennaio, la vicenda si dovrebbe concludere.
PANORAMA
Falsi miti in medicina: un vademecum sul British Medical Journal
Attenzione alla tradizione, anche se doc! A dirlo stavolta è il [2] British Medical Journal che pubblica la ricerca di Rachel C. Vreeman e Aaron E. Carroll , professori di pediatria all’Indiana University School of Medicine di Indianapolis negli Stati Uniti.
A farne le spese sono quei luoghi comuni che col tempo hanno contribuito a formare il nostro immaginario collettivo in tema di benessere. Una terra di nessuno, a metà tra superstizione e scienza, che finalmente adesso viene sottoposta a un chiarimento lucido e senza appello. Gli esempi si sprecano e alzi la mano chi almeno una volta nella vita a questi detti non ha dato retta.
Prendiamo il luogo comune secondo il quale mangiare la sera, prima di andare a letto, faccia più ingrassare di qualsiasi altra refezione giornaliera. Per smantellare questa diffusa credenza i due ricercatori non esitano a citare nel loro articolo scientifico una ricerca fatta in Svezia su 157 uomini di cui 86 con seri problemi di obesità che mostra come non ci sia alcuna correlazione tra orario del pasto e aumento di grasso. Lo stesso dicasi per i postumi della sbornia. Al bando la convinzione che un’aspirina piuttosto che acqua o addirittura le banane siano efficaci per smaltire una serata piena di alcool. Nell’approfondita rassegna scientifica fatta dagli autori dello studio, infatti, non è stata trovata alcuna prova scientifica che confermi questo modo di pensare. Per quello che gli inglesi chiama hangover non c’è cura che abbia dimostrato di funzionare: bisogna solo smaltire la sbornia.
(…)
INCIDENTI STRADALI: MARONI, SI A TASSO ALCOLEMICO ZERO PER GIOVANI
Roma, 14 gen - Si' all'ipotesi di introdurre nel codice della strada l'obbligo di tasso alcolemico zero ''almeno per una certa fascia di eta''', cioe' per quei giovani piu' soggetti al rischio di guidare sotto l'effetto di droghe o alcol. A sposare la causa della ''tolleranza zero'' come misura per far diminuire la mortalita' sulle strade e' lo stesso Ministro dell'Interno, Roberto Maroni che ne ha parlato stamane alla Camera nel corso di una audizione alla Commissione trasporti.
Proprio la tolleranza zero, secondo il responsabile del Viminale, porterebbe i suoi frutti perche', ha spiegato, ''i messaggi piu' efficaci sono quelli chiari, soprattutto nei confronti dei giovani''. Secondo Maroni, insomma, deve passare, senza equivoci, il messaggio che ''se bevi non guidi e se guidi non bevi'' e questo soprattutto tra i giovani.
''Uno che va in discoteca - ha spiegato Maroni - deve sapere che se vuole guidare non beve'', ha aggiunto Maroni, e quindi il principio del tasso alcolemico zero per chi si mette alla guida sarebbe efficace ''almeno in una certa fascia di eta'''.
Il ministro ha poi spiegato che rispetto alla minaccia di una sanzione penale ''molto piu' efficace per i giovani sarebbe, ad esempio, il ritiro della patente per 3 o 5 anni, od il sequestro e la confisca del mezzo'' perche' ''un danno economico rappresenta una sanzione molto piu' efficace che ipotizzare anni di galera che poi nessuno scontera' mai''.
Intanto continuano i controlli sulle strade da parte delle forze di polizia. Nel solo 2008, ha detto sempre Maroni in audizione, i controlli sono aumentati del 76% e in un anno sono stati fermati e controllati un milione e 400 mila persone. ''Si tratta di un aumento straordinario - ha commentato il Ministro dell'Interno - e questo vuol dire che gli uomini ed i mezzi per i controlli ci sono e sono stati impiegati. Nel 2009 - ha assicurato - continueremo su questa strada''.
gc/mcc/ss
TRENTINO
Barnao: quei genitori orgogliosi della prima sbronza dei figli
TRENTO. Charlie Barnao è docente presso la facoltà di Sociologia dell’Università di Trento e da poco su una rivista de “Il Mulino” è stato pubblicato un suo saggio dal titolo “No alcol, no party”, frutto di una ricerca durata due anni sui giovani e l’alcol.
Barnao, perché i giovani bevono?
“Capire il senso che la gente dà al bere non è facile, ma certo è che per i giovani svolge due funzioni ben precise: di integrazione e di differenziazione sociale”.
Bere ti fa sentire parte di un gruppo, parte delle società...
“Diciamo che scandisce certi passaggi della nostra vita: chi non brinda ad un compleanno, chi non beve ad un addio al celibato? Addirittura le feste di laurea o dei coscritti sarebbe impensabile che finissero senza un’ubriacatura collettiva. E poi conta anche la cultura del territorio in cui cresci: in molte famiglie trentine il padre vede quasi con orgoglio la prima ubriacatura del figlio, lo vede come un passaggio all’età adulta”.
Parlava anche di differenziazione sociale. In che senso?
“I giovani si differenziano in base a cosa bevono, come lo bevono, dove lo bevono. I “fighetti”, ad esempio, lo fanno in locali con la musica alta, poche sedie e preferiscono cocktail e superalcolici. Gli “alla mano” scelgono birra o vino e si ritrovano in pub con luci soffuse e tavoli in legno”.
Insomma, bere è quasi un rito.
“Sì, un rito con delle regole ben precise. E ultimamente molte ragazze vedono nel bere un modo per emanciparsi: più reggono, maggiore è la loro approvazione sociale”.
La società come reagisce?
“In modo strano. Da una parte c’è una morale casalinga permissiva, dall’altra una repressione da parte delle forze dell’ordine come abbiamo visto ad esempio alla festa di Mesiano. Una schizofrenia che non aiuta certo i giovani. Per aiutarli bisogna cercare di capire il perché dei loro gesti”. (j.t.)
IL MESSAGGERO
ROMA
Sicurezza: stop alcol dalle 21 in Centro, più telecamere nelle piazze della movida
Alemanno: divertimento sì, ma secondo le regole Il prefetto Pecoraro: non repressione, ma più prevenzione
ROMA - Il comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico, presenti il sindaco Gianni Alemanno, il prefetto Giuseppe Pecoraro, l'assessore al commercio Davide Bordoni, il delegato per il centro storico, Dino Gasperini, l'assessore provinciale alla sicurezza Ezio Luzzi e i rappresentanti delle forze dell'ordine, ha varato il piano sicurezza per il centro storico, contenente misure che potrebbero essere adottate già nel prossimo fine settimana. (*)
Niente alcol dopo le 21. I locali, le associazioni culturali, i supermercati e i laboratori di artigianato del centro storico non potranno più vendere bevande alcoliche da asporto dalle ore 21. Inoltre, tali bevande non potranno essere più somministrate dopo le 2 del mattino nei laboratori artigianali e nelle associazioni culturali che, diversamente dagli altri esercizi commerciali, non devono obbligatoriamente chiudere alle 2. Dai provvedimenti sono escluse le discoteche che devono sottostare a regole diverse che dipendono dalla questura.
Più telecamere. Aumenta la video-sorveglianza nella piazze della movida del centro storico di Roma e, in particolare, a Campo de Fiori, Testaccio e Trastevere. «Un gruppo di lavoro - ha spiegato il prefetto Pecoraro - si insedierà lunedì e sarà coordinato dalla prefettura: ne faranno parte i rappresentanti delle forze dell'ordine e tecnici di Provincia e Comune». Per il prefetto l'obiettivo è quello di avere un sistema ancora più capillare di videososrveglianza in modo che «sia deterrente nei confronti di chi può delinquere e, dall'altro lato, possa aiutare le forze dell'ordine nell'attività investigativa. Sarà il gruppo di lavoro a fare una mappatura delle aree e della video-sorveglianza già esistente per verificare dove bisogna incentivarla.
Giro di vite sui circoli culturali. Il piano, come spiegato dal prefetto, prevede anche un giro di vite sui circoli culturali, con controlli più serrati «per verificare quali lo sono veramente e quali sono "falsi"». Come ricordato dall'assessore Bordoni, sono 106 le associazioni culturali attive nell'area del centro di Roma.
Etilometri. Il piano prevede la trasformazione degli attuali presidi delle forze dell'ordine da fissi a mobili con controlli nelle vie e nei vicoli. I controlli con gli etilometri si concentreranno a Trastevere e sui Lungotevere, su via del Tritone, su via Nazionale, su via Cavour e intorno a Testaccio. Previsto un presidio mobile delle forze dell'ordine e di telecamere nella zona del Monte dei Cocci e l'implementazione del controllo mobile all'Esquilino. Poi ci sarà un controllo domenicale interforze al Parco di Colle Oppio,Via delle Botteghe Oscure e Piazzale di San Paolo. Si procederà alla verifica delle locazioni e destinazioni d'uso delle unità abitative della zona di Campo dei Fiori e Trastevere.
Illuminazione. Previsto inoltre un piano di potenziamento della pubblica illuminazione nei vicoli e negli archi delle strade intorno a Campo de Fiori: ad esempio all'Arco degli Acetari, di Santa Margherita, Via del Pellegrino, Via dei Cappellari, Via dei Pettinari, Via del Biscione, Vicolo delle Grotte, Piazza della Quercia, nei vicoli di Trastevere, da Piazza Trilussa a piazza San Egidio, in alcune strade del Tridente dell'area di Largo Argentina, di Piazza Navona, vicolo della Pace, Vicolo della Volpe e Piazza del Fico ecc.
Alemanno: divertimento secondo le regole. Alemanno ha commentato i provvedimenti con le parole d'ordine «divertimento sì ma secondo regole e autocontrollo per contrastare la cultura dello sballo perchè ci si può divertire senza perdere la consapevolezza di sè». Secondo il sindaco «il primo obiettivo è una maggiore illuminazione e l'azienda che si occupa di ciò sarà impegnata ad aprire nuovi punti luce; poi attiveremo nuove telecamere e pattuglie mobili per aumentare l'attenzione». Accanto a queste misure, ha spiegato il sindaco, «creeremo una campagna di sensibilizzazione tra i giovani e con le associazioni perchè l'intento non è la repressione».
Pecoraro: più prevenzione, non repressione. Il prefetto Pecoraro ha sottolineato che «non vogliamo un'attività repressiva, ma più attività di prevenzione», anche partendo dalla considerazione che «le misure esclusivamente repressive non sortiscono gli effetti sperati». Il prefetto ha tenuto a sottolineare che quelle che saranno messe in campo saranno tutte «iniziative a favore dei giovani» e per fare in modo che le piazze siano «un luogo di socializzazione sano». Sul fronte operativo il prefetto ha detto che le pattuglie impiegate nel controllo del centro non aumenteranno «ma i controlli saranno più stretti».
(…)
(*) Nota: i provvedimenti che mirano a ridurre l’offerta di alcolici incontrano sempre molte difficoltà nella loro applicazione pratica. Scarsi controlli, boicottaggio di chi li vende, possibilità di aggirare le norme. Va sottolineato, tuttavia, come siano dei primi isolati tentativi che necessitano di verifiche. Sarebbe più facile se le normative in materia fossero nazionali. In ogni caso è un importante segnale di una maggior attenzione al problema alcol. Sono passati solo tre anni da quando Alemanno, allora ministro dell’agricoltura, promuoveva il consumo di vino sostenendo che, diversamente dalle sigarette, non esistevano vittime del “bere passivo”.
AGI
ALCOOL: CNA ROMA, DECRETO PENALIZZA SETTORE ALIMENTARE
Roma, 14 gen. - Le pizzerie al taglio ed il settore alimentare, che aderiscono alla Cna Roma, esprimono, spiega una nota, "perplessita' sul provvedimento anti alcol che gia' dal prossimo weekend vieta dopo le 21, nel centro storico, la vendita da asporto di vino e birra sia in lattina che in bottiglia".
La misura voluta dal Prefetto in accordo con il Comune di Roma, "oltre ad essere penalizzante per l'intero settore, chi infatti non ha servizio al tavolo rischia di non vendere piu' un solo pezzo di pizza dalle 21 in poi per l'impossibilita' di servire da bere, e limitativa per ogni cittadino, lede l'immagine di Roma a livello internazionale come citta' dei divieti e delle limitazioni, oltre a contribuire ad alimentare la cattiva economia. (*) C'e' infatti il rischio che venga incrementato in questo modo il commercio abusivo di alcolici e incentivate le attivita' illegali correlate". Piuttosto quello - conclude la Cna di Roma - "che serve sono piu' controlli e una maggiore fiducia nei confronti della professionalita' degli esercenti, che assicurano il rispetto delle regole".
(*) Nota: i commercianti esprimono timore che limitare la vendita di alcolici leda l’immagine della città. Parliamo pure di immagine della città. Mettiamo sull’altro piatto della bilancia gli episodi che accompagnano il consumo di alcolici: vomito, urina, risse, vandalismi… E chiediamo poi ai turisti cosa preferiscono.
LA SICILIA
«Pericolo alcol in agguato»
CARNEVALE. La polizia studia i rimedi. I commercianti: «Non criminalizzateci»
Anche le forze dell'ordine si stanno organizzando per garantire ottimali condizioni di sicurezza in occasione della prossima edizione del carnevale.
«Gli organizzatori ci hanno riferito che le sfilate si faranno certamente nel centro storico - dice la dirigente del Commissariato di Polizia, Maria Elena Testoni - stiamo predisponendo i servizi tenendo conto di questa nuova realtà».
Con i preparativi per una festa che allo stesso tempo è attesa e temuta, cresce l'allarme per l'uso smodato di bevande alcoliche che si verifica ogni anno.
«E' quello che più ci preoccupa - afferma il dirigente di polizia - spero che tutti insieme riusciremo ad adottare le contromisure più efficaci per limitare il fenomeno, ma occorre la collaborazione di tutti».
«Fiumi di vino e quintali di salsiccia» recitava uno slogan del carnevale di alcune decine di anni fa, proprio per caratterizzare il clima di allegria che si respira durante i giorni della manifestazione, che poi con gli anni qualcuno ha preso alla lettera, trasformando i consumi di vino che facevano stare allegri, in pericoloso fenomeno che coinvolge soprattutto i giovani, anche quelli in età adolescenziale.
Ed entrano in campo anche i commercianti, chiamati in più occasioni a fare rispettare le regole che vietano la vendita di alcolici e super alcolici ai minori. Calogero Dimino, presidente dell'associazione Confesercenti, non ci sta: «Non criminalizzateci - dice - l'alcol i giovani lo bevono anche fuori dai nostri locali. Non può essere colpevolizzata la categoria dei pubblici esercizi, come spesso avviene, rispetto ad un problema che coinvolge maggiormente la famiglia e la società in genere».
Dimino fa riferimento al diffuso fenomeno della cosiddetta pre serata, che consiste nell'organizzarsi in abitazioni private, mettendo una quota parte di denaro per affrontare l'acquisto di bevande alcoliche nei supermercati, da mettere a disposizione degli intervenuti.
«A Sciacca questo fenomeno è molto diffuso - afferma il segretario della Confesercenti - non tanto perché penalizza le attività di somministrazione, ma perché all'interno di queste feste private è possibile consumare di tutto, senza nessun limite, soprattutto nessun controllo sui minori, i quali si protraggono in questi ambienti fino a notte fonda, per poi uscire già cotti e andare per i locali a cercare di passare la restante serata».
In problema, in sostanza, non si risolve limitando l'attività dei locali pubblici, ma coinvolgendo le famiglie e altri operatori economici.
Giuseppe Recca
TRENTINO
LA RIUNIONE
Il Cda di Sait: giusto vietare agli under 18
Il Cda del Sait appoggia pienamente la scelta di non vendere alcolici ai minori di 18 anni. (*)
TRENTO - «Il consiglio ha ribadito la posizione del consorzio», dice il presidente Giorgio Fiorini. «Anche il consigliere Cominotti ha messo in evidenza la sua posizione e noi ne abbiamo preso atto. Forse se non avesse alimentato questo dibattito non avremmo avuto evidenza di questo problema. Qualcuno può avere queste posizioni perché magari opera in una zona turistica, ma non ci sono state altre esternazioni simili». Sotto Natale era stata la commissione commerciale a esprimere questa linea e Fiorini aveva dato l’ok. «Il consiglio è convinto che sia la scelta giusta, coerente con la nostra identità: l’attenzione al problema, indipendente da piccoli interessi».
L’ipotesi di fare una legge? «Per noi questa è una scelta volontaria - dice Fiorini - e come tale non possiamo imporla a nessuno. Se fanno una legge meglio ancora: varrà per tutti».
(*) Nota: qualche giorno fa, a Trento, era stata messa in discussione la posizione della Coop nazionale sul divieto di vendita di alcolici ai minori. Posizione invece ribadita dal consorzio Sait. Decisione ancora più apprezzabile visto che viene dal mondo del commercio.
ASAPS
Fonte: Repubblica.it
"Brindo con Prudenza" In discoteca con sicurezza
Fondazione Ania e Polstrada hanno organizzato la terza edizione della manifestazione per promuovere la figura del guidatore designato: migliaia gli etilometri distribuiti
Più di 3600 persone sottoposte a test alcolemico dalla Polizia, 214 patenti ritirate per guida in stato d'ebbrezza, 17 veicoli sequestrati in sei fine settimana. Sono i numeri della terza edizione di "Brindo con Prudenza", il progetto promosso dalla Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale svoltasi dal 19 dicembre al 3 gennaio in 10 discoteche delle Province di Ferrara, Imperia, Napoli, Rimini e Varese.
All'ingresso dei locali che hanno aderito all'iniziativa, i ragazzi sono stati invitati a nominare il proprio "Bob" o "Guidatore designato", cioè colui che sceglie liberamente di non bere per riaccompagnare a casa i propri amici in piena sicurezza. Presso il corner della Fondazione ANIA, chi voleva ha potuto ritirare un alcol test e verificare liberamente il proprio stato di ebbrezza per poi decidere, più consapevolmente, se mettersi alla guida o meno.
Sono stati distribuiti migliaia di etilometri monouso, oltre a gadget accompagnati da materiale informativo, mentre sulle strade sono stati intensificati i controlli della Polizia Stradale. Durante i sei weekend, le Forze dell'Ordine hanno controllato lo stato alcolemico di 3.609 conducenti, ritirando 214 patenti a coloro che erano al volante in stato d'ebbrezza, evitando così molti probabili incidenti; 456 ragazzi risultati negativi alla prova dell'etilometro sono stati invece premiati dagli stessi poliziotti con un ingresso gratuito in discoteca per il weekend successivo.
La Polizia ha complessivamente confiscato 17 veicoli: 15 di questi appartenevano a persone che si trovavano al volante con una soglia alcolemica superiore a 1,5 g/l e a coloro che sono risultati positivi al test antidroga, come previsto dal Decreto Legge 92/08 approvato in Luglio dal Parlamento. Grazie al contributo della Fondazione ANIA, la Polstrada ha potuto disporre di precursori in grado di determinare l'eventuale uso di droghe da parte dei conducenti dei veicoli e di valutare più rapidamente se sottoporli al test antidroga presso un centro medico.
Anche le città sono state protagoniste di "Brindo con Prudenza": a Napoli, Rimini e Ferrara è stata allestita la "cittadella della sicurezza stradale" con la presenza del truck di "Brindo con Prudenza", il Pullman Azzurro della Polizia Stradale e un simulatore di guida sicura per sperimentare gli effetti di una guida alterata dall'abuso di alcol o dall'uso di sostanze stupefacenti.
TARGATOCN
Cuneo: 40.000 etilotest distribuiti in provincia da ottobre
La Camera di commercio, in occasione dell'apertura, ieri pomeriggio, della mostra organizzata dalla Provincia sul tema 'Parola d'ordine: prudenza', rilancia l'iniziativa posta in essere l'autunno scorso per l'autoanalisi del tasso alcolemico prima di mettersi alla guida. Dopo i 40.000 etilotest distribuiti gratuitamente a partire dall’ottobre 2008, in collaborazione con l'ordine dei farmacisti e l'associazione albergatori e ristoratori, un altro stock più limitato di rilevatori sarà consegnato ancora ai titolari di pubblici esercizi per tener viva l'attenzione sul tema cruciale della sicurezza sulle strade. Riproposto anche, in concomitanza con la rassegna espositiva, il manifesto che l'ente camerale aveva realizzato per invitare a 'bere con intelligenza', sostenendo che il vino 'fa bene', ma richiede un approccio consapevole, senza eccessi, sotto controllo. “Per evitare che una generalizzazione delle scelte induca i consumatori a voltare le spalle ad un prodotto che, in provincia di Cuneo, presenta livelli qualitativi straordinari ed è punto di forza dell'economia, occorre distinguere tra vini, di alto livello, a gradazione limitata, e liquori, tra consumo equilibrato ed eccessi” sostiene il presidente camerale Ferruccio Dardanello.
Di qui la distribuzione degli etilotest, in modo che ognuno, prima di mettersi alla guida, possa controllare se ha ecceduto o meno, se è in condizione di guidare in sicurezza o se deve cedere il volante ad altri più sobri. “Non si deve criminalizzare a priori il vino. - aggiunge il presidente CCIAA - L'importante è gestire il consumo con razionalità. Chi eccede spesso non è un buon bevitore”. Da parte della Provincia il problema è visto in un'ottica diversa, alla luce dei troppi incidenti stradali causati dall'eccesso di alcool e da altre situazioni capaci di mettere a rischio la soglia di attenzione. “La mostra aperta a partire da martedì 13 gennaio in corso Dante, rappresenta - secondo il presidente Costa e l'assessore alle politiche giovanili Simona Rossotti - un'opportunità per evidenziare il grave problema della mortalità sulle strade del Cuneese. Continua l'impegno sul fronte della sensibilizzazione. Attraverso le immagini scioccanti di scene di incidenti stradali, ci proponiamo di veicolare l'invito alla prudenza rivolto all'intera popolazione”.
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: inToscana
Pistoia, al via i corsi di formazione di “Alcol Out”
Inizia giovedì 15 gennaio (ore 15 sala Nardi Palazzo Provincia) con il corso di aggiornamento e progettazione “Stili di vita e percorsi di benessere” per insegnanti di educazione fisica, referenti di educazione alla salute, operatori, la quarta edizione di “AlcolOut”. Tra gli argomenti trattati nel corso alcol e guida, patologie e problematiche alcol correlate, le nuove dipendenze, gioco d’azzardo patologico, corretti stili di vita. Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
RIVIERA24
Controlli per la sicurezza
"Chi guida un autobus della Riviera Trasporti non deve aver bevuto alcol, nè aver assunto droghe" (*)
Imperia
Entro l’anno tutti i 250 autisti della Rt si recheranno a Genova presso il centro specializzato delle Ferrovie, per essere sottoposti alle visite
Chi conduce un mezzo pubblico ha responsabilità morali nei confronti dei trasportati e ha il dovere di mettersi alla guida sobrio e senza aver assunto droga. "Sono controlli previsti dalla normativa - dice l’amministratore delegato Enzo Amabile - la sicurezza del personale e dei passeggeri vale molto di più e l’azienda ha stabilito che chi si pone alla guida dei nostri mezzi debba essere giudicato idoneo e per questo debba essere sottoposti a visita medica". Entro l’anno tutti i 250 autisti della Rt si recheranno a Genova presso il centro specializzato delle Ferrovie, per essere sottoposti alle visite finalizzate a capire se negli ultimi tempi siano state assunte droghe o alcol.
(*) Nota: viene ribadito con grande enfasi ciò che dovrebbe essere assolutamente scontato.
TRENTINO
di Gianfranco Piccoli
«Ubriachi al volante, non basta il carcere» (*)
I dubbi del procuratore Dragone «Servono pene alternative serie» «Ma comprendo Agnoli: così com’è concepito, l’affidamento ai servizi sociali per quindici giorni è inutile»
TRENTO. «Carcere per chi guida ubriaco? Condivido la serietà del giudice, ma ho qualche perplessità, per vari motivi, su questo tipo di pena». Stefano Dragone, procuratore capo della Repubblica, non ha mai nascosto di voler tenere una linea di fermezza nei confronti di chi sgarra quando si mette al volante. E in passato lo ha già dimostrato. Ma se si parla di sanzioni, al carcere («l’effetto-choc non dura che pochissimi giorni») Dragone preferisce pene alternative.
Nei giorni scorsi un funzionario di banca, beccato per la terza volta brillo mentre guidava, è finito in cella, a scontare una pena di quindici giorni di reclusione. Lo ha deciso il giudice Vittorio Agnoli, presidente del tribunale di sorveglianza, che all’affidamento ai servizi sociali ha preferito il carcere. Una decisione non isolata e che conferma la fermezza dei giudici trentini.
Procuratore Dragone, la decisione del giudice Agnoli non è passata inosservata. Condivide questa severità?
In linea di principio capisco Agnoli: come presidente del tribunale di sorveglianza di Venezia, ho alle spalle una certa esperienza. L’affidamento in prova ai servizi sociali, per quindici giorni o per un mese, non serve a nulla così com’è concepito. Ma...
Ma?
A Trento non si corre il rischio che questo tipo di reato, come accade in altre realtà, vada in prescrizione: siamo in grado di “smaltire” i procedimenti e di far eseguire le sanzioni. Se rimaniamo su un piano pratico, mi dico che mandare queste persone in carcere toglie un posto letto ad altri soggetti molto più pericolosi.
Non crede dunque all’utilità del carcere per chi ha il vizietto dell’alcol?
I criminologi sono concordi nell’affermare che l’effetto-choc per chi va per la prima volta in carcere dura tre-quattro giorni al massimo. Il problema è che in Italia andrebbe completamente rivisto il sistema sanzionatori.
Cioè?
In questi casi servirebbe un affidamento serio ai servizi sociali: sei mesi durante i quali c’è davvero una prestazione risarcitoria, ad esempio con l’obbligo di lavoro a favore di enti con rilevanza sociale. Quando ero a Venezia mi occupai dell’“assalto” al campanile di piazza San Marco. L’ideologo del gruppo per due anni è andato tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, a compilare schedine in una biblioteca.
L’inasprimento delle pene per chi guida ubriaco ha prodotto risultati significativi?
Non mi pare. Si continua a morire sulle strade e molto spesso la causa è l’alcol. L’unico effetto vero è che gli scettici si sono convinti della necessità di sanzioni più dure.
Insomma, bere alcolici e mettersi al volante è ancora un’abitudine diffusa, soprattutto in Trentino.
Nella testa dei cittadini non è ancora scattata la molla: “quando guido non bevo”.
(*) Nota di Luigino Pellegrini: non sono per niente convinto che il carcere nella situazione italiana rappresenti una soluzione razionale. Risponde un po' al clima forcaiolo per cui il cittadino che sbaglia paga nonostante la presenza di contesti culturali e ambientali ai quali non si vuole metter mano per altri interessi e che spingono verso stili di vita sbagliati. In quest'ottica è sempre più necessaria una seria politica di regolamentazione a tutela della salute pubblica.
I controlli e le sanzioni vanno applicati severamente; le pene devono corrispondere al tipo di reato: sanzione economica, sospensione per tempi lunghi fino alla revoca definitiva della patente permettono un range di misure più che soddisfacenti senza scomodare il carcere nel caso del reato guida in stato di ebbrezza. Se vogliamo aumentare la percentuale di persone arrabbiate con il mondo o che delinquono il modo migliore è mandare la gente in carcere.
Unica eccezione l'eventualità in cui una persona alla guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto dell'alcol o droghe abbia causato danni gravi con feriti o morti a seguito di incidente. In questo caso oltre alle sanzioni di cui sopra (la revoca definitiva della patente peraltro rimane la sanzione più utile per la tutela della salute pubblica) può essere necessario prevedere il carcere anche per rispetto o risarcimento morale alle famiglie di chi ha subito danni o lutti.
cordiali saluti
TRENTINO
«Ancora troppo pochi i controlli»
Il primario Pancheri chiede un giro di vite. Sì a limiti più bassi
JACOPO TOMASI
TRENTO. L’alcol è la prima causa di morte - in Italia ed in Europa - fino ai 29 anni. Morti che avvengono in seguito ad incidenti domestici, incidenti sul lavoro e - soprattutto - incidenti stradali. Strade sempre più insanguinate per colpa di automobilisti che guidano ubriachi. Per questo, in Trentino, la sola polizia stradale nel corso del 2008 ha ritirato 266 patenti per guida in stato di ebbrezza ed effettuato controlli a tappeto su tutto il territorio, soprattutto nei fine settimana. Ma secondo il primario di alcologia dell’Azienda sanitaria, Roberto Pancheri, sono ancora troppo pochi. «Rispetto ad altri paesi, in Italia sono quasi inesistenti». Per contrastare le stragi del sabato sera la polizia stradale, negli ultimi mesi del 2008, ha intensificato i controlli sul territorio e al tempo stesso sono state inasprite le pene per chi viene sorpreso ubriaco al volante. Come conferma il comandante Francesco Pippa: «Nel corso del 2008 abbiamo ritirato 266 patenti per guida in stato d’ebbrezza, in linea col dato del 2007. Ogni giorno effettuiamo controlli con l’etilometro e la nostra attività si intensifica e diventa più mirata nei fine settimana». Ogni anno, sulle strade trentine, gli incidenti sono circa 2.000: più o meno 165 al mese. Nel 2007 i morti sulle strade sono stati 33, gran parte dovuti all’alcol, nonostante i controlli delle forze dell’ordine. Controlli che secondo il primario di alcologia dell’Azienda sanitaria, Roberto Pancheri, non sono ancora sufficienti: «Per cambiare i comportamenti delle persone - spiega - sono necessari tre elementi: la certezza della pena, la severità della stessa e la probabilità di essere controllati. In Italia quest’ultimo elemento è inesistente e di conseguenza la gente beve e si mette alla guida. Servono più controlli perché più fermati ci sono, maggiore è la sicurezza».
I numeri, in effetti, confermano le parole di Pancheri: nel 2004, in Italia, i controlli con l’etilometro sono stati 196.000, in Francia oltre 8 milioni. Una bella differenza. Ed in Francia negli ultimi anni gli incidenti stradali sono diminuiti del 53%. Un altro cambiamento importante potrebbe essere quello di ridurre il limite (ora a 0,5) per il quale si è punibili e portarlo a zero, come in altri paesi europei. «Sarebbe una buona soluzione - commenta Pancheri - perché lo 0,5 è un compromesso tra sicurezza ed interessi commerciali. Il problema è che con il limite a zero si rischia di punire anche chi non beve ma assume - ad esempio - sciroppo su base alcolica». La questione è culturale perché il Trentino è una delle regioni nelle quali si beve di più. Guardando la popolazione tra i 18 ed i 69 anni appena il 20% non beve (dato più basso d’Italia) ed il 67% fa uso abituale di alcol contro il 61% della media nazionale. I bevitori a rischio sono il 24%. Negli ultimi dieci anni è raddoppiato il numero di adolescenti che fa uso di alcol con un vero e proprio boom tra le ragazze. Il primo bicchiere si beve anche ad 11 anni ed in base ai dati del Sert l’anno scorso 12.300 ragazzi trentini tra i 15 ed i 19 anni (il 72% della popolazione studentesca) avrebbe bevuto alcolici.
LA SICILIA
Assemblea Apcat
San Cataldo. L'assemblea dei soci dell'Associazione provinciale dei Club degli alcolisti in trattamento (Apcat), riunitasi presso i locali dell'Associazione «La Ginestra di Santa Maria dei Poveri», ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali con la costituzione del nuovo direttivo e l'elezione del nuovo presidente. Erano presenti alla riunione 70 persone che hanno dibattuto i problemi della categoria con l'esposizione di esperienze effettuate; quindi, si è proceduto alla votazione.
A maggioranza è stato eletto il seguente organigramma: Salvatore Novembre, presidente; Rosalba Marcenò, vice presidente; Salvatore Botta, segretario; Sabrina Calà, Orazio Dell'Utri, Angelo Errore, Michele Maida, Esterina Morgante, Concetta Puccio, Lorenzo Sciortino e Thambithurai Lloyd, consiglieri. «I Clubs Alcolisti in trattamento sono presenti nel nostro territorio già dai primi anni del 1980 a Caltanissetta e poi si sono diffusi a San Cataldo, Gela e Niscemi - hanno detto i dirigenti dell'Associazione. I Clubs lavorano nella nostra realtà, dando sostegno alle famiglie con problemi alcol - correlati, a costo zero, e in concerto con i servizi sociali e i Sert dell'Asl 2, con la quale è stato stipulato un accordo di programma.
A tutt'oggi, abbiamo due Clubs a Caltanissetta - hanno concluso i dirigenti - con servitori-insegnanti, l'operatrice di comunità, signora Stefania Cantella e il dott. Giuseppe Carbone; tre a San Cataldo con l'assistente sociale, dott. Maria Concetta Anzalone, l'infermiere Angelo Pilato e la signora Santina Salamone; uno a Gela con l'assistente sociale, dott. Maria Salerno e uno a Niscemi con la dott. Salvina Giudice» e tutti i Clubs collaborano tra di loro per consentire ai soggetti in trattamento il superamento dello stato di disagio relativo al problema alcolistico«.
A.C.
ROMAGNA OGGI
Ravenna: polizia provinciale intensifica controlli contro guida in stato di ebbrezza
RAVENNA , 14 gennaio 2009 - Durante il periodo che si è concluso la settimana scorsa, di feste natalizie, vista la richiesta sempre più pressante dei cittadini e il crescente numero di incidenti sulla strada, il Corpo di Polizia Provinciale ha intensificato i servizi di controllo della velocità e del tasso alcolemico dei conducenti, in diversi orari della giornata , avvalendosi di tutti gli strumenti a disposizione:l'autovelox, il telelaser e l'etilometro.
Sono stati effettuati, in particolare, dei servizi notturni volti alla repressione della guida in stato di ebbrezza, nel corso dei quali si è proceduto, tra l'altro, alla denuncia all'Autorità giudiziaria di due persone che presentavano elevato tasso alcolemico.
In uno dei due casi si è proceduto, visto che il tasso alcolemico misurato risultava pari a 1.86 ( il limite ammesso dalla legge è pari a 0.5) e che il trasgressore era proprietario della vettura condotta, al sequestro preventivo della stessa ed alla conseguente confisca disposta dalla Procura di Ravenna.
Il provvedimento adottato, fra i primi casi nella nostra provincia, risponde alla volontà del legislatore di reprimere i comportamenti di chi , sotto gli effetti dell'alcool, può provocare gravi incidenti, spesso mortali.
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Virgilio Notizie
Puglia/ Guida in stato di ebbrezza o sotto droga: 15 denunciati
E altrettante patenti sequestrate dai carabinieri
Milano, 14 gen. (Apcom) - Quindici persone sono state denunciate e si sono viste ritirare la patente perché sorprese alla guida dell'auto in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe. E' il bilancio di un servizio a largo raggio disposto dal Comando regione Puglia dei carabinieri per contrastare il rischio di incidenti stradali ed eseguito dai Comandi provinciali di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto sulle principali arterie della Regione e nei centri di maggiore affluenza turistica, con l'utilizzo di dispositivi elettronici, come etilometri ed autovelox.
Tra le persone denunciate negli ultimi giorni, 14 avevano abusato di alcool e una aveva fatto uso di sostanze stupefacenti prima di mettersi al volante.
LIBERTA’
Ubriaco alla guida dell’auto provoca incidente: denunciato
Si era messo alla guida della propria automobile in stato di ebbrezza alcolica, provocando un incidente stradale, che ha causato il ferimento di ben sei persone, una delle quali è dovuta ricorrere al ricovero in ospedale a seguito delle lesioni riportate nel violento impatto tra due automobili. Protagonista dell’episodio è C.C. di 36 anni, siracusano, il quale è stato denunciato a piede libero dai poliziotti per i reati di lesioni colpose, guida in stato di ebbrezza e guida senza la patente poiché revocata. Secondo quanto ricostruito dai poliziotti, l’uomo, alla guida della sua automobile, stava transitando lungo la strada provinciale 14 per Canicattini, quando giunto all’altezza di contrada Serramendola, si è scontrato con una vettura che procedeva in senso inverso. Nel violento impatto sono rimaste ferite sei persone, una delle quali è stata trasportata in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Siracusa.
IL TIRRENO
MERCOLEDÌ, 14 GENNAIO 2009
Ebbro alla guida di un’auto scorazza a zig zag sull’Aurelia
SARZANA. Vagava sull’Aurelia a bordo di un’auto che procedeva a zig zag: l’uomo è stato intercettato a San Lazzaro da una pattuglia di carabinieri che, dopo aver controllato lo stato dell’automobilista e relativi documenti, lo hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza, con conseguente ritiro della patente e confisca del mezzo. L’uomo, un 47enne di Ortonovo, si è anche rifiutato di sottoporsi al test sul tasso alcolico. Anche per questo motivo è scattata la denuncia.
Continuano dunque i controlli messi in atto dai militari al fine di scoraggiare l’uso di alcol prima di mettersi al volante di un’auto. Controlli che, a conti fatti, stanno producendo frutti al fine di garantire più sicurezza sulle strade.
IL GAZZETTINO
Dopo l’etilometro aggredisce i carabinieri che gli bloccano l’auto
Mercoledì 14 Gennaio 2009, Dopo il test dell’etilometro, si è scagliato contro i carabinieri che procedevano al fermo amministrativo dell’auto. Mattia Manetti, 29 anni, di Udine, è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. È successo ieri mattina, verso le quattro, quando l’udinese è stato fermato per un controllo stradale. L’equipaggio del Radiomobile che gli ha intimato l’alt ha notato che aveva abusato con gli alcolici e ha deciso di sottoporlo al controllo. Manetti in seguito al controllo avrebbe dato in escandescenze. Ha reagito con offese, calci e pugni quando si è reso conto che i militari avrebbero sottoposto la sua vettura a fermo amministrativo.
Il suo comportamento gli è costato l’arresto. Manetti è stato prima portato nella caserma di viale Trieste e, in tarda mattinata, accompagnato nella vicina casa circondariale. Nella colluttazione uno dei carabinieri ha riportato una distorsione a un dito giudicata guaribile in cinque giorni. Del caso si sta occupando il pm Viviana Del Tedesco, che sta valutando di chiedere la convalida dell’arresto al gip proponendo contestualmente l’applicazione di una misura.
CRONACAQUI
Marocchino ubriaco
Gli offrono una sigaretta ma lui li sfregia in viso
TORINO, 14/01/2009 - Gli hanno offerto una sigaretta e lui, in cambio, li ha presi a bottigliate. L’episodio è avvenuto lunedì sera davanti ad un bar di corso Maroncelli. Due amici, entrambi marocchini, stanno chiacchierando in tutta tranquillità, quando vedono avvicinarsi un connazionale visibilmente ubriaco. Rachid S., 30 anni, regolare, barcolla e tiene in mano una bottiglia di birra. «Avete per caso una sigaretta?» chiede molto cordialmente ai due avventori del locale. «Certo, tieni», risponde uno dei due amici, che tira fuori dalla tasca il pacchetto e fa per offrine una a Rachid. Lui però, nel tentativo di prenderla, perde l’equilibrio e cade a terra. I connazionali lo soccorrono immediatamente, e cercano di tirarlo su. Ma quando il trentenne si rialza, anzichè ringraziare, scaglia la bottiglia contro i due. In testa, prima ad uno e poi all’altro, senza un motivo. I due amici - uno dei quali è stato sfregiato - se la caveranno in dieci e quindici giorni. L’uomo invece è stato subito arrestato dagli agenti delle volanti prontamente intervenuti. f.bac.
TRENTINO
LA STORIA
Il «vandalo» chiede scusa alle suore
Uno studente sfondò la vetrata del S.Cuore: «Mi dispiace, ero ubriaco»
TRENTO. «Mi dispiace, quel giorno ero ubriaco e non mi sono reso conto di quello che ho combinato». A poco più un anno dalla «bravata» Simone ha voluto scusarsi pubblicamente, con il preside e le religiose dell’Istituto Sacro Cuore. Le parole del ragazzo dovrebbero mettere la parola fine al brutto episodio che lo aveva visto protagonista la mattina del 12 ottobre del 2007: in preda ai fumi dell’alcol lanciò una bottiglia contro la vetrata d’ingresso dell’istituto Sacro Cuore, sfondandola.
Quel giorno gli studenti delle scuole superiori del capoluogo erano scesi in piazza per protestare contro l’allora ministro dell’istruzione Fioroni, «colpevole» di voler reintrodurre gli esami di riparazione a settembre. Durante la mattinata la manifestazione aveva preso una piega piuttosto alcolica, tanto che in città erano stati registrati numerosi episodi di vandalismo. Dalla mano di Simone era partita una bottiglia, che aveva centrato il pieno la porta della scuola. Il tutto mentre le telecamere delle forze dell’ordine riprendevano il corteo studentesco.
Per gli inquirenti non era stato difficile risalire al responsabile del danneggiamento. Simone era stato così segnalato a piede libero alla procura per i minorenni. Il giovane, assistito dall’avvocato Giuseppe Benanti, aveva dato subito la propria disponibilità a risarcire il danno. Recentemente ha avuto un colloquio «chiarificatore» con il preside e con le religiose dell’Istituto: «Denaro non ne vogliamo, scuse e ravvedimento sono graditi», si è sentito dire il giovane al Sacro Cuore.
Detto e fatto, Simone ha voluto, attraverso le pagine del Trentino, chiedere perdono per quel gesto: «Volevo scusarmi pubblicamente con le suore e con il preside. Quel giorno - spiega Simone - ero davvero ubriaco e ho lanciato la bottiglia senza neppure rendermi conto di quello che facevo. Mi dispiace».
Il processo a carico del giovane è già iniziato, ma la scorsa udienza era stata rinviata proprio per cercare soluzioni «pacifiche». Le scuse di Simone hanno aperto la porta alla remissione della querela: con la prossima udienza, prevista per il 21 gennaio, la vicenda si dovrebbe concludere.
PANORAMA
Falsi miti in medicina: un vademecum sul British Medical Journal
Attenzione alla tradizione, anche se doc! A dirlo stavolta è il [2] British Medical Journal che pubblica la ricerca di Rachel C. Vreeman e Aaron E. Carroll , professori di pediatria all’Indiana University School of Medicine di Indianapolis negli Stati Uniti.
A farne le spese sono quei luoghi comuni che col tempo hanno contribuito a formare il nostro immaginario collettivo in tema di benessere. Una terra di nessuno, a metà tra superstizione e scienza, che finalmente adesso viene sottoposta a un chiarimento lucido e senza appello. Gli esempi si sprecano e alzi la mano chi almeno una volta nella vita a questi detti non ha dato retta.
Prendiamo il luogo comune secondo il quale mangiare la sera, prima di andare a letto, faccia più ingrassare di qualsiasi altra refezione giornaliera. Per smantellare questa diffusa credenza i due ricercatori non esitano a citare nel loro articolo scientifico una ricerca fatta in Svezia su 157 uomini di cui 86 con seri problemi di obesità che mostra come non ci sia alcuna correlazione tra orario del pasto e aumento di grasso. Lo stesso dicasi per i postumi della sbornia. Al bando la convinzione che un’aspirina piuttosto che acqua o addirittura le banane siano efficaci per smaltire una serata piena di alcool. Nell’approfondita rassegna scientifica fatta dagli autori dello studio, infatti, non è stata trovata alcuna prova scientifica che confermi questo modo di pensare. Per quello che gli inglesi chiama hangover non c’è cura che abbia dimostrato di funzionare: bisogna solo smaltire la sbornia.
(…)
Rassegna stampa del 13/01/2009
INIZIAMO LA RASSEGNA CON ALCUNE RISPOSTE ALL’APPELLO LANCIATO IERI.
COME SAPETE LA COMMISSIONE TRASPORTI DELLA CAMERA STA DISCUTENDO SE ABBASSARE DA 0,5 A 0,2 (MEGLIO SAREBBE 0,0) IL TASSO ALCOLEMICO PER POTER GUIDARE.
IN QUESTI GIORNI I DEPUTATI INTERESSATI SONO SOMMERSI DA MESSAGGI CHE VOGLIONO LASCIARE LO 0,5.
CHI VOLESSE ANCORA SCRIVERE ALLA COMMISSIONE TRASPORTI RIPORTO GLI INDIRIZZI
valducci_m@camera.it , barbareschi_l@camera.it, velo_s@camera.it, buonanno_g@camera.it, favia_d@camera.it, misiti_a@camera.it, crosio_j@camera.it, montagnoli_a@camera.it, salvini_m@camera.it, nicco_r@camera.it, pionati_f@camera.it, boffa_c@camera.it, bonavitacola_f@camera.it,
cardinale_daniela@camera.it, carra_e@camera.it , fiano_e@camera.it , laratta_f@camera.it , lovelli_m@camera.it , martino_pierdomenico@camera.it , melandri_g@camera.it , merlo_g@camera.it , meta_m@camera.it , sarubbi_a@camera.it , tullo_m@camera.it , bergamini_d@camera.it , biasotti_s@camera.it , cesaro_l@camera.it , colucci_f@camera.it , foti_antonino@camera.it , garofalo_v@camera.it , grimaldi_u@camera.it , iapicca_m@camera.it , landolfi_m@camera.it , lorenzin_b@camera.it , moffa_s@camera.it , nizzi_s@camera.it, piso_v@camera.it , proietti_f@camera.it , simeoni_g@camera.it , taglialatela_m@camera.it , testoni_p@camera.it , toto_d@camera.it , compagnon_a@camera.it , drago_g@camera.it
QUESTE LE LETTERE SCRITTE AI DEPUTATI
Gent.mi On.li Commissione Trasporti
Oggi l'opinione pubblica e anche la stampa come pure le istituzioni sono giustamente molto sensibili alle vittime del lavoro. La sicurezza deve venire prima di tutto, non importa se i datori di lavoro responsabili sono categorie che muovono un settore economico di grande interesse per l'economia nazionale. La vita di un lavoratore vale ben oltre l'interesse commerciale della ditta per cui lavora! Su questo tutti concordiamo, compreso i politici di entrambi gli schieramenti..........spero!
Forse gli unici contrari sono coloro che antepongono il guadagno alla vita dei lavoratori!
Sulla stessa lunghezza d'onda bisogna sintonizzarci anche per quanto riguarda il limite della percentuale di tasso alcolico. Diminuendo il tasso alcolico da 0,8 % allo 0,5 % si è ricontrato una diminuzione del numero degli incidenti. Ciò significa diminuzione di decessi e di infortuni più o meno gravi, in poche parole è stata una legge che è andata nella direzione della Sicurezza e della Vita di tutti noi.
La vita di una persona vale ben oltre l'interesse commerciale della categoria che vende, produce e somministra alcolici o che trae benificio da essi.
Per questo motivo IL LIMITE DI LEGGE DELLA PERCENTUALE DI ALCOL NEL SANGUE DEVE ESSERE ABBASSATO IL PIU' POSSIBILE POSSIBILMENTE FINO A ZERO.
CHI BEVE NON DEVE GUIDARE.
Io non sono un economista per valutare i benefici economici che potrebbero derivare invece dall' aumento dalla percentuale di tasso alcolico, tuttavia ritengo che tra coloro che ne trarranno sicuro benificio saranno senz' altro i produttori di bare, di carrozzine per disabili e le imprese di pompe funebri.
Per il bene degli italiani non mi sembra un buon risultato.
Roberto Francesconi
via Frutta, 8 - Mantova -
Egregi Deputati,
Alla mattina della domenica, del lunedì del martedì e così via, è uno strazio aprire il giornale e leggere quante vite sono state gettate al vento per aver bevuto alcol, e poi alla guida della macchina si sono schiantati o peggio hanno ucciso, ed è tragico sia per chi è morto per i loro famigliari amici, ma anche per chi ha procurato quella morte e alle persone che gli sono vicine.
E cosa dire di tutte quelle persone, donne, uomini e bambini che pur non bevendo hanno lasciato questo mondo per mano di chi aveva bevuto, e bevuto anche poco, convinti di poter gestire l’alcol e la guida?
Io e il mio sposo abbiamo un figlio di 26 anni e forse anche grazie a noi che non usiamo alcol, o alla sua sensibilità verso i problemi dell’alcol, o a tutte e due le cose messe insieme, non usa alcol, però pur non bevendo non è immune dall’incontrare un suo coetaneo bevuto, e ormai tutti sappiamo che non è necessario bere una bottiglia di vino per essere una mina innescata al volante, ma ripeto, basta poco alcol.
Noi crediamo che in questa nostra comunità dove sosteniamo di essere ormai una società civile, dobbiamo sempre di più usare la nostra intelligenza sostenuta dall’esperienza e dal cuore, e dirci apertamente senza sotterfugi che alla guida di una machina si deve arrivare con 0 gradi di alcol nel sangue.
E voi che siete i governanti della nostra Italia, avete il dovere morale ed etico di fare scelte a favore della salute dei cittadini e della comunità, scelte affinché la domenica mattina, il lunedì, il martedì e così via, ci siano sempre meno madri e padri, figli ed amici straziati dalla perdita o dalla colpa.
Per tutto ciò noi vi invitiamo a non indietreggiare davanti alla decisione di abbassare il tasso alcolico per chi si mette alla guida, facciamo in modo che tutte quelle morti e i drammi legate a quei fatti, non siano dimenticati o vani.
Grazie per l’attenzione.
La famiglia Cuni-Curnis di Trento
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Signori Onorevoli
davvero potreste fare la storia dell'Italia, potreste essere ricordati come delle persone di coscienza che hanno detto no ad una guerra. una guerra combattuta da giovani di ritorno da una discoteca o da altri utenti ignari. Stiamo parlando dei nostri figli e non è retorica. Ssono lacrime e funerali il risultato di pochi percentili di alcol in più . Fate questo gesto di grande intelligenza sociale, di coscienza, se volete,ma fatelo! Non preferite le lacrime dei baristi e dei produttori a quelle dei genitori o dei famigliari che rimangono a disperarsi.
Non cedete, e prima di votare guardate in faccia vostro figlio, vostra figlia, vostra moglie e dite loro: " vado a votare una legge che renderà possibile la vita a molti". loro magari vi chiederanno se tornate per l'ora di cena perchè anche loro condividono e sanno che non serve commentare oltre.Grazie di cuore a tutti Voi
Franco Baldo
Servitore insegnante Club Rugiada Ala ( tn)
membro Centro Studi sui Problermi alcolcorrelati-Apcat Trento
IL SOTTOSEGRETARIO GIOVANARDI PRESENTA PER L’ENNESIMA VOLTA LE SUE PROPOSTE MA FINORA SONO RIMASTE TALI
LA NAZIONE
<>
Le proposte di Giovanardi dopo gli ultimi drammatici incidenti in Toscana
di PAOLA FICHERA
-FIRENZE-
C’E’ UN <> pronto a scendere in campo, accanto alle forze di polizia, per cercare di fermare le stragi sulle strade. E’ un <> esperto che ha già combattuto questa <>. E’ formato da ex appartenenti alle forze dell’ordine. Sono i pensionati dell’Arma dei carabinieri, della polizia di Stato, della Finanza, della Forestale e dei vigili urbani. Solo a Firenze sono circa 1500 persone: sessanta sono gli agenti della Stradale, duecento i vigili, 420 i poliziotti, 800 carabinieri. Molti di loro sono ancora impegnati sulla sicurezza stradale. Ci sono anche carabinieri, che in accordo con le loro stazioni, danno una mano ai vigili urbani davanti alle scuole. I pensionati delle varie armi, hanno detto alla Nazione, sono a disposizione dei colleghi in servizio. Ma devono essere loro a richiedere il nostro aiuto. Per ora sono pronti a discuterne, ma anche a dare un concreto aiuto in caso di necessità. Ben venga tutto ciò che serve per ridurre il numero degli incidenti.
C’E’ UNA DOMANDA che Carlo Giovanardi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia, alle tossicodipendenze e al servizio civile, si fa da anni: <>. La risposta non è scontata. Le stragi di giovani sulle nostre strade stanno lì a dimostrarlo. Così come la lunga scia di quel sangue troppo giovane per essere versato. Firenze ha pagato il suo ultimo tributo la notte della Befana. Cinque ragazzi in auto. Tre sono morti. Domenica notte due giovani donne sono rimaste uccise a Massa. Ma dall’inizio dell’anno in Toscana è stata una strage: nove persone hanno perso la vita sulla strada.
Onorevole Giovanardi, quanti sono i giovani che muoiono sulle nostre strade?
<>.
A Firenze l’incidente è accaduto prima, mentre i ragazzi andavano in discoteca.
<>.
Perché, secondo lei, in Italia conta di più il profitto che la vita dei giovani?
<>.
Le istituzioni?
<>.
Ma la legge sulla sicurezza stradale a che punto è?
<>.
Basterà?
<>.
Lei crede più nella prevenzione che ai controlli magari impiegando le ‘divise in pensione’.
><>.
Però?
<>.
IL SINDACO DI ROMA CERCA DI METTERE IN PRATICA I SUGGERIMENTI DELL’O.M.S. LIMITANDO L’ORARIO DELLA VENDITA DEI PRODOTTI ALCOLICI
ADNKRONOS
Roma, Alemanno: ''Divieto di vendita alcolici dalle ore 21''
''Bisogna contrastare la cultura dello sballo. Ci si può divertire senza perdere l'autocontrollo''. Il veto riguarda anche i supermercati
Roma, 13 gen. - (Adnkronos) - "Divieto di vendita di alcolici a partire dalle 21, anche nei supermercati, divieto di somministrazione di alcolici a partire dalle 2 di notte per tutte le aree del centro storico che sono oggi oggetto di una eccessiva e sfrenata movida. Ci sara' un nuovo atteggiamento e un nuovo regolamento". E' quanto ha dichiarato il sindaco di Roma Gianni Alemanno al termine della riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza che si e' svolto in prefettura, al quale ha partecipato tra gli altri il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro.
"Il divieto varra' per tutti gli esercizi, comprese anche le associazioni culturali e i laboratori artigianali -ha aggiunto Alemanno- Eviteremo cosi' l'eccessiva presenza di alcol che rischia di creare un clima sbagliato. Parallelamente a questo -ha annunciato- il Comune ha annunciato una campagna di sensibilizzaione per contrastare la cultura dello sballo. Ci si puo' divertire senza la perdita dell'autocontrollo e della consapevolezza di sé".
Riguardo al nuovo regolamento il sindaco Gianni Alemanno ha spiegato: "Non vogliamo mettere in atto un coprifuoco -ha detto- ma semplicemente far rispettare le regole affinche' non si crei disagio, non solo per i residenti ma anche per quelli che frequentano la citta'. L'obiettivo e' anche quello di avere piu' punti di illuminazione e l'Acea sara' impegnata a intensificarli ed aprirli. Importanti -ha proseguito il sindaco di Roma- i controlli attraverso la videosorveglianza".
PER IL DIVIETO DI VENDITA DI ALCOLICI AI MINORENNI PROPOSTO DALLA COOP, IN TRENTINO STANNO ANCORA DISCUTENDO SE HA PIU’ VALORE LA CLIENTELA TURISTICA O LA VITA UMANA!
IL TRENTINO
Le critiche di Cominotti: «Le regole le deve stabilire una legge, non i privati». Oggi Cda del Sait
Alcol vietato ai minori, avanti tutta
Fiorini e Schelfi difendono la scelta delle coop: «Segnale importante»
Di LUCA MAROGNOLI
TRENTO. MARTEDÌ, 13 GENNAIO 2009 Niente alcol vietato ai minori di 18 anni se non si fa prima una legge ad hoc. Fa discutere la presa di posizione di Mauro Cominotti, presidente della famiglia cooperativa di Pinzolo, che ha rifiutato l’invito del Sait ad estendere il divieto di vendita di bevande alcoliche di due anni (la legge provinciale fissa il limite di 16). Il tema è stato affrontato ieri dal comitato esecutivo della Federazione delle cooperative e oggi ne parlerà il Cda del Sait. Che proseguono sulla strada intrapresa: «Il nostro è un segnale importante, condiviso dalla gran parte delle coop».
Cominotti fa dei distinguo: «Sono perfettamente d’accordo che i ragazzi non devono comprare alcolici, però a stabilirlo deve essere una normativa, non un’iniziativa di privati», dice. «Fra l’altro non ne vedo una grande utilità: se i clienti trovano il divieto vanno da un’altra parte».
Proprio per questo, non sarebbe il caso di dimostrare unità d’intenti? «Non parlo delle coop, ma delle altre catene: Despar, Eurospin, Conad...».
Una posizione di principio o dettata dall’interesse economico? «Non penso che si facciano grosse speculazioni sui ragazzi dai 16 ai 18. Io credo che si possa predisporre una normativa, estendendo il limite a 18 e facendolo valere per tutti».
Voi intanto potreste dare il buon esempio. «Ci sono famiglie che mandano i ragazzi a fare la spesa. Come faccio a dire a te sì, perché so che lo porti alla mamma e a un tuo coetaneo no perché non lo conosco? Le cose o si fanno bene o si fa a meno di farle».
Ha espresso la sua posizione ufficialmente? «Della cosa non ho mai sentito parlare all’interno della cooperazione. Semplicemente, il 24 dicembre è arrivata la comunicazione: dovete esporre il cartello. Ma dovete chi e sulla base di qualche normativa? Io non ho nessuna intenzione di metterlo, quel cartello, né credo di dover comunicare la mia decisione a qualcuno. Se il consiglio direttivo assumesse una linea all’unanimità andrebbe bene, non il signor Fiorini. E comunque non sarebbe che un’indicazione non vincolante per le singole Famiglie. In Val Rendena non mi risulta che l’abbia messo nessuno».
Giorgio Fiorini, presidente del Sait, difende con risolutezza la scelta compiuta: «E’ stata la nostra commissione commerciale a dare parere positivo. Erano i giorni prima di Natale e non siamo passati in Cda. A nostro avviso è una cosa importante, è un segnale di attenzione a un problema reale. Non ci illudiamo di risolverlo, perché ci sono altre realtà culturali addette ad affrontarlo. Ma nel nostro mondo esiste questa sensibilità. Le famiglie cooperative sono 87. Questo è un indirizzo e se qualcuno non è d’accordo si dissocia, come avviene nelle politiche commerciali. Ma a noi sembra una scelta significativa».
Oggi se ne parlerà In Cda: «Sì, credo che lo faremo, ma senza fuochi d’artificio». La posizione di Cominotti, secondo il presidente, sarebbe isolata: «Non c’è nessun altro che fino adesso abbia lamentato questa cosa. E’ stato viceversa. Ho registrato solo consenso, compreso da parte della federazione che aveva un comitato esecutivo stamattina (ieri, ndr)».
Lo conferma il presidente federale Diego Schelfi: «Avendo la cooperazione un compito di promozione della comunità in ambito sociale, deve fare il possibile per orientare i consumi verso uno sviluppo serio e sano. Siamo convinti che questa iniziativa non risolverà la situazione, ma noi abbiamo il dovere di lanciare progetti, creare dibattito, aumentare la discussione su problematiche che non vanno messe in un angolo. Diverse cooperative si occupano di minori, alcolismo, problemi sociali e tante attività sono legate a questo tema. Un tema delicato». Per Schelfi quella sull’alcol vietato ai minorenni sarebbe una «posizione condivisa», rifiutata finora solo da Pinzolo. Le coop mantengono la loro libertà di decisione. «Non possiamo vincolare nessuno. Noi lavoriamo su cultura e consenso. Questa da una parte è una debolezza, dall’altra la nostra grande forza».
IN SICILIA INVECE GLI ESERCENTI SI DIFENDONO CHIAMANDO IN CAUSA FAMIGLIA, COMMERCIANTI ED AUTORITA’ POLITICHE CHIEDENDO A TUTTI MAGGIOR SENSIBILIZZAZIONE AL PROBLEMA
AGRIGENTO NOTIZIE
Abuso alcol tra i giovani: si difendono gli esercenti
di Giuseppe Recca
fonte EMERGENZA ALCOLISMO
13/01/2009 "Non criminalizzateci, l'alcol i giovani lo bevono anche fuori dai nostri locali".
Decisa presa di posizione della Confesercenti in ordine al crescente allarme che c'è nelle famiglie di Sciacca per l'aumento del consumo di bevande alcoliche tra i giovani, adolescenti in particolare.
Condividendo le motivazioni di ordine sociale che preoccupano l'intera comunità circa l'irresponsabile uso, e talora abuso, di prodotti alcolici da parte degli adolescenti, la Coonfesercenti di Sciacca tiene a precisare che "non può essere colpevolizzata la categoria dei pubblici esercizi, come spesso avviene, rispetto ad un problema che coinvolge maggiormente la famiglia e la società in genere".
A Sciacca si è diffuso negli ultimi anni un fenomeno nuovo chiamato "Pre serata", che consiste nell'organizzarsi in abitazioni private, mettendo una quota parte di denaro per affrontare l'acquisto di bevande alcoliche nei supermercati, da mettere a disposizione degli intervenuti.
"A Sciacca questo fenomeno è molto diffuso – afferma Calogero Dimino della Confesercenti - non tanto perché penalizza le attività di somministrazione, ma perché all'interno di queste feste private è possibile consumare di tutto, senza nessun limite, soprattutto nessun controllo sui minori, i quali si protraggono in questi ambienti fino a notte fonda, per poi uscire già cotti e andare per i locali a cercare di passare la restante serata".
L'associazione oggi intende mettere a conoscenza delle famiglie che la problematica alcool non viene solamente dai locali pubblici.
"Ovviamente, anche fra la nostra categoria c'è la pecora nera - dice la Confesercenti - la quale ha bisogno di essere controllata e soprattutto informata. Ed è tale proposito che vogliamo richiamare ad una maggiore sensibilizzazione, le aziende che operano nel mondo della somministrazione di bevande e alimenti, ricordiamo che l'articolo 689 del codice penale punisce con pena pecuniaria da 516 a 2.582 euro ovvero la pena della permanenza domiciliare da 15 a 45 giorni, ovvero la pena del lavoro di pubblica utilità da 20 giorni a sei mesi e la pena accessoria della sospensione dell'esercizio, l'esercente che somministra in un locale pubblico bevande alcoliche a minori di anni 16, a persona che appaia affetta da malattia di mente o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un'altra infermità".
I commercianti vogliono inoltre sensibilizzare le autorità politiche per la modifica di una legge che ritengono superata, quella che da un lato vieta la somministrazione a minori di anni 16 e dall'altra ne autorizza la vendita, con contenuti molto più esagerati.
"Anche se la legge non lo vieta – dice Dimino della Confesercenti - invitiamo quei titolari di enoteche e supermercati ad una maggiore sensibilizzazione al problema, vietando come fatto già da altre catene importanti dell'alimentazione, la vendita a minori di sedici anni".
SEMPRE NEL CAMPO DELLA PREVENZIONE, L’ASSOCIAZIONE CODICI CHIEDE INVECE DI SCRIVERE SULLE ETICHETTE DELLE BOTTIGLIE I RISCHI SULLA SALUTE CHE LE BEVANDE ALCOLICHE POSSONO PROVOCARE
ASAPS
Etichette sulle bottiglie per informare i giovani sui rischi legati all’abuso di bevande alcoliche
La proposta dell’Associazione Codici (*)
(ASAPS), 13 gennaio 2009 – L’alcol è l’anticamera degli incidenti stradali ed a rischio sono soprattutto i minorenni. Questo è il messaggio lanciato dall’associazione Codici direttamente alle aziende produttrici di bevande alcoliche chiedendo una maggior serietà nei controlli ed etichettature dettagliate sulle bottiglie. La proposta di Codici è quella di apporre delle etichette sulle bottiglie di alcolici e superalcolici dove siano ben evidenziati i rischi sulla salute che questi possono provocare. L’abuso di alcol è in costante crescita tra i più giovani. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, 740mila minori adottano abitualmente comportamenti considerati a rischio. I dati Istat, relativi al decennio 1998-2007, rilevano inoltre che il consumo di alcol tra i ragazzi con un’età compresa tra i 14 e i 17 anni, è cresciuto dal 12,6 al 20,5%. Secondo la relazione del Ministero della Salute, in Italia l'uso di alcol è causa dell'elevata e crescente mortalità giovanile per incidente stradale per più del 40% dei casi, e del 46% dei morti di età compresa tra i 15-24 anni. (ASAPS)
(*) Nota: "CODICI" Centro per i Diritti del Cittadino, è un'Associazione di cittadini impegnata ad affermare, promuovere e tutelare i diritti dei cittadini con particolare riferimento alle persone più indifese ed emarginate.
ANCHE LE FORZE DELL’ORDINE OPERANO NEL CAMPO DELLA PREVENZIONE FACENDO….
IL GAZZETTINO
Bilancio 2008 della polizia stradale: sono in calo gli scontri, i morti e i feriti grazie all’intensificazione delle pattuglie lungo le principali arterie
Stragi del sabato sera, più controlli e meno incidenti
Le multe sono state 5367, di cui 803 per eccesso velocità. Ritirate 214 patenti e 241 carte di circolazione
Martedì 13 Gennaio 2009,
Sei mesi, ma si arriva anche a tre anni di fila, senza patente spaventa tutti. E gli automobilisti che transitano nel Bellunese si sono fatti più attenti e prudenti. Anche perchè i controlli lungo le arterie stradali sono aumentati in modo vistoso. I dati del 2008 sembrano dare ragione a questa teoria del sostituto commissario Mario Jacomino, comandante della Polizia stradale di Belluno che in questo periodo fa le veci di Pasquale Fratepietro.
Nel corso del 2008 sono diminuiti gli incidenti stradali, passati da 461 a 431, di questi in 196 ci sono stati solo danni (15 in più rispetto al 2007), 230 hanno registrato dei feriti (37 in meno rispetto all’anno prima) con un totale di 344 feriti (55 in meno), 5 sono stati mortali (13 meno del 2007) per un totale di 6 decessi (16 nel 2007).
«Merito sicuramente dell’intensificazione dei controlli nelle strade - spiega Jacomino - ma anche degli automobilisti che tengono ben stretta la loro patente rispettando maggiormente il codice della strada».
A questo proposito i dati parlano di 3.244 pattuglie di vigilanza stradale, 228 servizi con misuratori di velocità e 5.367 contestazioni elevate ai guidatori di cui 803 per eccesso di velocità, con il ritiro di 214 patenti di guida e 241 carte di circolazione. Importanti, anche se in calo, restano i dati relativi ai conducenti controllati dalla Stradale utilizzando l’etilometro: in totale 14.846, di questi sono stati sanzionati per guida in stato di ebbrezza 138 automobilisti e 2 per guida sotto gli effetti di sostanze stupefacenti, 17 veicoli sono stati sequestrati secondo la nuova normativa.
I controlli stradali hanno interessato anche i veicoli commerciali, 1.122 quelli controllati, 70 quelli trovati irregolari e 85 le infrazioni accertate con 2 patenti e 15 carte di circolazione ritirate.
«Abbiamo lavorato molto anche per contenere il cosiddetto fenomeno delle stragi del sabato sera - conclude Jacomino - e anche in questo caso possiamo dire che la campagna di informazione fatta non solo nelle scuole ma anche nei comuni con incontri aperti a tutti, ha portato frutti importanti. Segno indubbio che la gente sta più attenta ed è più prudente. C’è da dire che le pene sono diventate molto più severe, una patente per guida in stato di ebbrezza una volta veniva ritirata da uno a tre mesi, oggi viene tolta da sei mesi fino a tre anni in caso di incidente stradale particolarmente grave. E restare senza patente per tutto questo tempo può essere un problema per tutti».
Con l’impiego dell’etilometro sono stati controllati nel 2008, 1678 nei fine settimana (1443 maschi e 235 donne), solo l’1,6% è risultato positivo al test (23 maschi e 4 femmine); in seguito a questi controlli sono state denunciate 27 persone per guida in stato di ebbrezza e sono stati sequestrati 3 veicoli.
Anna Valerio
AGINEWS ON
SICUREZZA: QUESTURA FIRENZE, 453 IDENTIFICATI, 2 ARRESTI
(AGI) - Firenze, 13 gen. - Proseguono senza sosta i servizi di controllo a Firenze, organizzati dalla Questura, diretta da Francesco Tagliente, per contrastare ogni forma di illegalita' e degrado. Nella sola giornata di ieri sono state identificate 453 persone di cui 2 arrestate e 9 denunciate in stato di liberta'. Sono 184 i mezzi controllati complessivamente, di cui 1 risultato rubato e restituito al proprietario. Ad un cittadino albanese e' stata ritirata la patente. Gli arrestati sono due cittadini tunisini di cui uno di 34 anni per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, ed uno di 25 anni per la violazione dell'ordine del Questore. Un marocchino 29 enne, in evidente stato di ebbrezza, e' stato invece denunciato per lesioni, minacce e danneggiamento. Altre cinque persone, di cui 2 tunisini, rispettivamente di 23 e 22 anni, e 3 peruviani di eta' compresa tra i 20 e i 30 anni sono stati denunciati in stato di liberta' perche' sprovvisti di documenti di riconoscimento. Ad un albanese di 35 anni e' stata poi ritirata la patente nel corso di un controllo. Tre cittadini italiani, di eta' compresa tra i 50 e i 22 anni sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza.
IL DENARO.IT
Guida in stato di ebbrezza, 950 denunce nel 2008
CAMPANIA 13.01.09 Oltre 950 denunce per guida in stato di ebrezza, 176 per guida sotto l'influenza di sostanza stupefacenti, 75 veicoli sequestrati: sono queste cifre a sintetizzare l'attività della polizia stradale sulle strade di Campania e Molise nel corso del 2008. I dati parlano di una diminuzione degli incidenti stradali del 5,3 per cento (848 in meno) rispetto al 2007, mentre gli incidenti con lesioni e persone ferite sono calati dell'8,6 per cento (520 in meno). "Si tratta di dati in linea con la media nazionale" spiega il dirigente del comparto mobile della stradale Ciro Nobile, che ha presentato i risultati delle attività del 2008. Dai controlli effettuati nei soli fine settimana, è emerso che circa il 4,2 per cento delle persone fermate era positivo al test alcolemico, mentre in 33 sono risultati sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. "L'attività della stradale - spiega ancora Nobile - si è rivolta anche agli studenti delle scuole, per cercare di educare i ragazzi a una guida prudente e sicura. In questo settore continueremo a impegnarci, anche in sinergia con l'assessorato ai Trasporti della Regione Campania, nel corso del 2009. Abbiamo poi in cantiere anche l'idea di trasportare la tecnologia del "tutor" dalle autostrade alle strade statali ad alta incidentalità". Proprio in questo campo, gli agenti hanno ritirato 36 patenti a guidatori che, per evitare la ripresa dei veicoli da parte del tutor, avevano impegnato la corsia d'emergenza. Infine nel corso delle operazioni di controllo sono stati sequestrati 118 chili di sostanze stupefacenti, 40 chili di materiale esplodente di quarta e quinta categoria e 449 pezzi di fuochi pirici non pesati, mentre 186 veicoli sono stati sottoposti a sequestro preventivo e 114 persione fermate per associazione a delinquere finalizzata alla truffa.
TARGATOCN.IT
Borgo San Dalmazzo: oltre 10 le persone fermate e denunciate
Martedì 13 Gennaio 2009 La Compagnia Carabinieri di Borgo San Dalmazzo ha intensificato i servizi preventivi nel proprio territorio, ottenendo significativi risultati nel campo della prevenzione e repressione del consumo e dello spaccio di sostanze stupefacenti e dell’abuso di sostanze alcoliche alla guida di automezzi. In particolare, sono stati denunciati in stato di libertà 5 giovani (di cui quattro minorenni) provenienti dalla vicina liguria per detenzione illegale di sostanze stupefacenti. Nel corso della stessa operazione venivano rinvenuti e sequestrati complessivamente gr. 50 di hashish. Durante i controlli altre persone sono ste denunciate: un giovane per detenzione illegale di coltello proibito, una persona per atti contrari alla pubblica decenza e cinque persone per guida in stato di ebbrezza alcolica. Le relative patenti di guida sono state ritirate. I servizi di prevenzione e controllo, effettuati costantemente, verranno intensificati, in particolare, nel corso dei prossimi fine settimana in tutto il territorio, allo scopo di contrastare il cosiddetto fenomeno delle 'stragi del sabato sera'.
IL TRENTINO
Fra Trento, Bolzano e Belluno ritirate 1.229 patenti
Alcol, in un anno la Polstrada ha denunciato 266 persone
TRENTO. 13.01.09 In anno sono stati 266 gli automobilisti denunciati dalla polizia stradale per guida in stato di ebbrezza. A dirlo è l’elaborazione dei dati forniti dal compartimento della Polstrada per il Trentino, Alto Adige e Belluno. Riunendo i dati delle tre province, le denunce per eccesso di alcol sono state 411 per cui i trentini ne occupano più di metà.
Le patenti ritirate (sulle tre province) nel corso del 2008 sono state 1.229. 25.382 le infrazioni contestate, 3.433 gli eccessi di velocità, 411 guidatori ubriachi, 45 drogati, 19 veicoli sequestrati, 399 veicoli commerciali irregolari.
Nel 2008 i reparti di polizia stradale dipendenti dal compartimento di Bolzano hanno effettuato 12.558 pattuglie di vigilanza stradale, attuando 537 servizi con misuratori di velocità e contestando in totale 25.382 infrazioni al codice della strada, di cui 3.433 per eccesso di velocità; ritirate 1.229 patenti di guida e 1.052 carte di circolazione. Piuttosto significativo il dato relativo ai conducenti controllati dalla Polstrada con etilometro e precursori: nel 2008 sono stati 68.028. Assommano invece a 4.301 i controlli sui veicoli commerciali, dei quali 1.491 effettuati con l’impiego di centri mobili di revisione. Sono risultati irregolari 399 veicoli pesanti con un totale di 753 infrazioni accertate; 4 le patenti e 35 le carte di circolazione ritirate. Molta attenzione è stata posta per contenere il fenomeno delle cosiddette stragi del sabato sera. Sono stati attivati 764 posti di controllo, con un impiego di 774 pattuglie. Nel corso di questi servizi mirati sono stati controllati 6.498 conducenti, circa il 2,6% dei quali è risultato positivo al test di verifica del tasso alcolemico, per un totale di 158 uomini e 12 donne. Denunciate dunque 170 persone per guida in stato di ebbrezza e sequestrati 19 veicoli ai fini della confisca. Sempre sullo stesso versante, Polstrada è stata impegnata anche all’Oktoberfest di Monaco. Effettuati 2.600 controlli e trovati 60 conducenti italiani in stato di ebbrezza, mentre 535 sono stati i conducenti sanzionati per eccesso di velocità. Ma il dato più significativo riguarda come detto gli incidenti: sono diminuiti in generale solo del 3,7%, raggiungendo quota 1.284, ma di molto sono calati gli infortuni mortali (13 nel 2008, 31 nel 2007).
PURTROPPO NONOSTANTE LA VIGILANZA DELLE FORZE DELL’ORDINE E TUTTI GLI SFORZI PER INFORMARE, FORMARE ED EDUCARE I GIOVANI, SI HANNO SEMPRE DEGLI EPISODI DI BULLISMO VANDALISMO E VIOLENZA
IL GAZZETTINO
Presentato all’istituto De Amicis il volume che contiene le riflessioni contro il bullismo
Dal banco al branco
Martedì 13 Gennaio 2009,
Più di otto giovani tra i 15 ed i 19 anni (l'84 per cento) considerano il bullismo un fenomeno che ha per protagoniste anche le ragazze. E ben uno su cinque dei ragazzi polesani scorge nei comportamenti trasgressivi, un mezzo per entrare a far parte di un gruppo o anche per farsi notare e ricevere l'attenzione degli altri.
Sono solo alcuni dei risultati del confronto di idee ed esperienze al centrdel convegno "Dal branco al banco" dell'8 marzo 2008 e che ora sono diventati un piccolo libro ad uso dei diretti interessati e di docenti e operatori che lavorano con i giovani.
L'opuscolo, imperniato sul fenomeno del bullismo tra i giovani e a scuola ma anche sulla violenza nei confronti delle donne, realizzato grazie al contributo fornito dalla consigliera di Parità a palazzo Celio, Anna Maria Barbierato, è stato presentato alla platea di studenti del "De Amicis".
Da una parte i promotori del progetto, dall'assessore alle Pari opportunità Gugliemo Brusco, alla presidente della commissione provinciale Maria Grazia Avezzù, con a fianco il vice prefetto Carmine Fruncillo, il tenente dei carabinieri Andrea Firrincieli, la preside del De Amicis Giuseppina Papa, e il collega del Roccati, Dario Quaglio. Dall'altra, insegnanti e studenti che nel corso dell'anno scolastico hanno trattato un tema dai risvolti delicati che spesso è avvolto dalla paura e dall'omertà dei protagonisti. Un focus particolare è rappresentato dal fenomeno del bere con il 47 per cento dei ragazzi a cui capita di assumere superalcolici, il 33 per cento che beve regolarmente birra e il 20 per cento che preferisce il vino. Significativo il ricordo dell'esperienza vissuta dagli studenti che dialogarono l'8 marzo scorso con la giornalista e scrittrice Marida Lombardo Pijola, sulla traccia del suo libro "Ho 12 anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa" nel quale viene messa a nudo la tragica storia di giovanissime diventate oggetto di abusi e sfruttamento in una realtà metropolitana che le aveva fagocitate, stritolandone aspirazioni e sentimenti. Il volume che raccoglie le iniziative della campagna contro il bullismo e le viuolenze riporta anche i dati del questionario con il quale gli studenti furono chiamati a confrontarsi.
Franco Pavan
IL GAZZETTINO
Martedì 13 Gennaio 2009,
Atto vandalico a Montereale Valcellina
C’è indignazione e rabbia tra i cittadini di Montereale Valcellina, a causa di un inspiegabile atto vandalico che ha colpito uno dei simboli più significativi e amati della comunità: il monumento ai Caduti in località Plans.
«È stata mandata in frantumi la lapide in marmo in memoria dei Caduti di tutte le guerre, posta sul colle che sovrasta la nostra cittadina», racconta con risentita veemenza il signor Vitaliano Fignon, che ha segnalato l’azione incivile.
«Questo monumento- ricorda- è stato voluto dal locale gruppo alpini nel 1971 e da allora ha sempre goduto di una particolare attenzione. A settembre di ogni anno vi vengono ricordate con solennità tutte le persone decedute nel corso delle guerre, alla presenza di centinaia di alpini e di tanta gente comune», precisa Fignon.
«Si ricordano quei Caduti ai quali dobbiamo la libertà – continua, commentando con amarezza- quella libertà che purtroppo tanti vedono come il poter agire a proprio piacimento, indipendentemente da quali siano i valori su cui poggia oggi la nostra società che ama definirsi “civile”».
E punta il dito contro i vandali, ipotizzando che l’atto sia opera di «giovinastri senza scrupoli, forse in preda all’alcool, viste le numerose bottiglie vuote ritrovate nei dintorni del monumento».
«Ciò non toglie la gravità del fatto», prosegue Vitaliano Fignon che parla anche di mancato rispetto di valori e simboli in cui molti si riconoscono.
«Quelle persone autrici del vile gesto non possono che meritarsi il disprezzo dell’intera comunità», conclude. E promette: «Si provvederà quanto prima, come è in uso tra gli Alpini, a sostituire quanto distrutto».
Anna Vallerugo
IL GAZZETTINO
I residenti tornano a far sentire la loro voce: «Stiamo ancora aspettando quella pattuglia di vigili che ci era stata promessa»
Via Fonderia conta i danni del week end
Spartitraffico e recinzioni divelte: un altro fine settimana di vandalismi nella zona del divertimento notturno
Martedì 13 Gennaio 2009,
Spartitraffico di cemento divelti, un muretto sfondato da un’auto piombata nel giardino di una villetta. Come sempre più spesso accade, dopo il fine settimana, in via Fonderia si contano i danni.
Nella notte tra sabato e domenica una vettura ha perso il controllo ed ha sventrato il muro di cinta del cortile di un'abitazione, cancello d’ingresso compreso. Ventiquattro ore dopo, sorte simile è toccata ad alcuni "new jersey", i divisori di cemento, che impedivano l’accesso ad un parcheggio: qualcuno li ha "speronati" (con ogni probabilità con un "suv" o con un mezzo di grosse dimensioni, dato il peso dei manufatti), forse involontariamente, calcolando male gli spazi in manovra, forse volontariamente nel tentativo di forzare il passaggio e aprirsi un varco per uscire dallo spiazzo.
Per i coloro che abitano o lavorano in zona, si tratta degli ennesimi episodi di una lunga lista di incidenti, bravate e veri e propri atti di vandalismo. Provocati, accusano, dai clienti dei numerosi locali notturni che si concentrano nell’area. «Quasi ogni domenica o lunedì mattina si vedono ubriachi che, usciti dopo aver passato la notte a bere, danno in escandescenze o che orinano tranquillamente lungo la strada, donne comprese, senza curarsi di chi passa - sottolinea Stefano Zanella -. Più di una volta è capitato di trovare persone talmente sfatte dall’alcol, se non da altre sostanze, che salite in macchina all’alba, sono crollate sul volante, con il motore acceso, risvegliandosi solo ore dopo». Al di là dello spettacolo ben poco edificante, a preoccupare è soprattutto il fatto che molti di questi avventori si mettano alla guida in condizioni di notevole alterazione, con i prevedibili rischi per chi dovesse incrociarli rincasando.
I residenti hanno più volte denunciato la situazione alle autorità: «L’assessore comunale Andrea De Checchi ci aveva formalmente assicurato che da gennaio avrebbe dislocato una pattuglia della Polizia municipale nella zona durante la notte. Finora però non abbiamo visto nessun agente. Eppure basterebbe che si posizionassero con un autovelox per bloccare decine di automobilisti in stato di ebbrezza. Ma forse il problema non interessa».
CRONACAQUI
Reportage tra le numerose bande di bulli che dominano in alcuni quartieri della città
Torino, viaggio tra le babygang. «Difendiamo il territorio, attacchiamo i nemici»
TORINO 13/01/2009 - Bande, baby gang o, più semplicemente, cattive compagnie. La definizione poco conta, spesso il nome lo si prende dal quartiere in cui si è nati e cresciuti. Il territorio da difendere, di cui sentirsi padroni e che, anche in altre zone della città, suona come una minaccia alle orecchie dei potenziali concorrenti. Che ci si stia giocando la reputazione in discoteca, l’attenzione di una ragazza o la gestione di una piazza per lo spaccio di crack, fa poca differenza. A fare la differenza, invece, è il gruppo e non il singolo. «Si segna il territorio, anche scrivendo sui muri di modo che chi legge sa che in questa o quella piazza ci giriamo noi e non altri. Anzi, guai a chi sgarra» racconta chi, con malcelato orgoglio, sente già a sedici, diciassette anni, di essere parte di qualcosa di più di una compagnia di amici. Scegliendo di far propria anche la retorica della malavita o della criminalità organizzata, adattandola al giorno d’oggi. Così capita che a segnare il territorio non siano più soltanto le scritte sui muri, ma su YouTube il video della propria banda con riferimenti a un universo che spazia dai narcotrafficanti sudamericani ai nostrani boss mafiosi. Rapine, piccoli furti, aggressioni e spaccio di droga. Quanto basta perché ragazzotti intravedano la possibilità di trasformare la propria compagnia di amici in una vera e propria banda criminale. Mirafiori, Vallette, Barriera Milano o Parella. Se fino a qualche anno fa era il senso di appartenenza al quartiere a regolare il nascere e morire delle bande giovanili, oggi, tra i “cabinotti” di piazza Bodoni e i “truzzi” delle periferia, la differenza sembra davvero minima. «Spesso tutto ruota solo attorno all’alcol o alla droga - rivela chi certi giochi se li è lasciati alle spalle da tempo, pur continuando a vivere secondo le regole non scritte del proprio quartiere -. Oggi il rispetto si è completamente perso, anche un sedicenne può puntarti un coltello alla gola se è in compagnia e si sente forte e solo perché è strafatto o ha bevuto». All’uscita dalle discoteche, nei centri commerciali o nei ristoranti frequentati dai più giovani. «Oppure qualcuno che passa nel nostro territorio, meglio se è uno zingaro o un extracomunitario». Enrico Romanzetto
IL TEMPO
Baby vandali distruggono 15 negozi al centro commerciale
Silvia Mancinelli
OSTIA 13/01/2009 Un intero centro commerciale in balia dei vandali. Un manipolo di ragazzini, la maggior parte minorenni - ne sono convinti i negozianti - che puntualmente si ritrovano nel centro di via Bepi Romagnoni, ad Acilia, per bivaccare con alcolici e spinelli fino a notte fonda.
Il limite però l'hanno passato la notte tra venerdì e sabato quando, armati di sassi, martelli e accendini hanno creato il panico. Distrutte le vetrine di 15 negozi, alzati i pavimenti, incendiati i tappeti rossi retaggio delle passate feste natalizie. «Quando sabato mattina al momento di aprire il negozio ho notato il pavimento distrutto, le cassette di plastica e le guide bruciate - racconta Fabiana Nobile, titolare di Cose Così - non ci volevo credere. Al negozio di fronte hanno perfino forzato la saracinesca per rompere la vetrata». «Questa storia va avanti almeno da sette anni - spiega Rita della sartoria accanto - È già la seconda denuncia che sporgo ai carabinieri ma nulla è cambiato».
DOPO AVER LETTO QUESTI ULTIMI ARTICOLI, CI AUGURIAMO CHE NEI CONVEGNI, COME QUELLO SOTTO RIPORTATO, FACCIANO PRESTO A CAPIRE ED A TROVARE SOLUZIONI
LA NAZIONE
CONVEGNO DEL LIONS CON PIERO LUIGI VIGNA. I RISULTATI DI UNA RICERCA SULLA PERCEZIONE DELLA LEGALITA’
I giovani e l’abuso di alcol e droga: esperti a confronto
-PISTOIA- UN CONVEGNO per capire perché i giovani fanno abuso di alcol e fanno ricorso a sostanze stupefacenti: (*) due elementi sempre più di frequente alla base di tanti incidenti stradali come quello che la notte dell’Epifania, ha sconvolto Firenze. Lo organizza (sabato prossimo alle 17 nella Sala Maggiore del Palazzo comunale) il Centro studi dei Lions Club della Toscana e avrà fra i relatori personalità di spicco, come Piero Luigi Vigna, già procuratore distrettuale e nazionale antimafia, procuratore generale onorario della suprema corte di cassazione, che parlerà della pericolosità dell’alcol nel comportamento dei giovani, i quali tendono a considerare l’assunzione un fatto senza conseguenze. Vigna presenterà i risultati di una ricerca sulla percezione di legalità nei giovani legata a questo tema. Il professor Filippo Muratori, neuropsichiatria infantile, si soffermerà sul tema del rapporto fra assunzione di alcol e droga connesse alla violenza e al bullismo giovanili. Quindi la professoressa giuliana Bianchi Calera affronterà il tema dal punto di vista delle motivazioni al bere, del ruolo del gruppo e della famiglia. Infine, la criminologa Silvia Calzolai parlerà del rapporto fra mass media e nuove devianze. L’iniziativa dei Lions parte da Pistoia, da anni in prima fila nella lotta alle stragi del sabato sera, che a questa battaglia ha dedicato fiaccolate, incontri di studio e concorsi nelle scuole. E che dal 2003 ha visto una discoteca, il Primadonna, organizzare pullman per evitare l’uso dell’auto e dei motorini nella notte del sabato. <>. Patrizio Ceccarelli
(*) Serviranno a qualche cosa questi convegni oltre a chi li fa?
E COME IN OGNI NOSTRA RASSEGNA SU VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI VEDIAMO QUANTI GUAI PROVOCANO QUESTE SOSTANZE
GAZZETTINO.IT
Insulta i carabinieri, denunciato per vilipendio
Martedì 13 Gennaio 2009,
Monselice
(o.m.) Un ventiseienne di Este denunciato per vilipendio e oltraggio a pubblico ufficiale. Al pronto soccorso di Monselice l’uomo era arrivato intorno alle 2.30 a bordo della sua auto per ricoverare la sua compagna che accusava dei forti dolori all’addome. Il personale della struttura sanitaria ha notato che l’uomo era in preda ai fumi dell’alcol. Immediatamente sono stati avvertiti i carabinieri contro i quali il giovane si è scagliato contro di loro pronunciando pesanti offese. Bloccato a fatica e con l’aiuto degli infermieri, è stato portato in caserma e denunciato.
GAZZETTINO.IT
Guidava ubriaco a fari spenti nella notte
oggi l’udienza di convalida dell’arresto
Martedì 13 Gennaio 2009, CORTINA - Si terrà questa mattina nel carcere di Baldenich l’udienza di convalida dell’arresto del 28enne italo-croato Z.A., finito in carcere nella notte fra sabato e domenica. Il giovane, intercettato dalla Polizia mentre guidava all’impazzata a fari spenti nel buio, e trovato poi positivo all’alcoltest, aveva concluso la propria corsa con un incidente in via Cademai. Portato in commissariato aveva minacciato i poliziotti ferendone uno con una testata al volto. Il pubblico ministero Massimo De Bortoli ha chiesto la convalida dell’arresto per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
13/01/2009
IL MATTINO
Ogni 20 persone controllate, una risulta positiva al test di verifica del tasso alcolemico.
È l’allarmante dato emerso nel corso della conferenza stampa del generale Ciro Nobile, comandante del compartimento della polizia stradale per la Campania e per il Molise, che ha tracciato un bilancio dell'attività svolta dalle 39.253 pattuglie messe in campo nei dodici mesi del 2008. Dalla sola Stradale - che ha competenza all'esterno dei confini urbani - in un anno sono state arrestate 956 persone per guida in stato di ebbrezza e 176 per guida alterata dall'assunzione di sostanze stupefacenti: un nuovo rischio (in crescita nei fine settimana) con il quale purtroppo bisogna fare i conti anche se ci si sposta in città. Proprio domenica scorsa nella centralissima piazza Vittoria è stato travolto da un'auto pirata un dipendente del «Mattino»: erano le 23,30 e Armando Nuti, terminato il suo turno di lavoro, s'accingeva a rientrare a casa in motorino quando, accorgendosi d'avere una ruota semisgonfia, s'è fermato all'angolo ed è stato investito da un'auto che gli ha provocato gravi ferite (frattura scomposta del femore) continuando la sua corsa verso via Caracciolo. Quotidianamente a Napoli decine di persone finiscono in ospedale per ferite più o meno gravi causate da incidenti stradali. Un dato positivo: il tasso di mortalità in Campania e nel Molise si è quasi dimezzato rispetto al 2007. Gli incidenti stradali sono diminuiti di 5,3 punti percentuali (poco al di sotto della media nazionale che è del 5,5 per cento). «Le due regioni - ha spiegato Nobile - sono entrambe soggette a incidentalità: in Campania c'è un sovravolume di traffico; il Molise, carente di collegamenti viari e ferroviari, sviluppa molto il trasporto su gomma». Di grande impatto è il numero dei conducenti controllati con etilometro e precursori: 72.309 (il 64% in più rispetto al 2007). lu.ru.
IL GAZZETTINO
impugnato il provvedimento del Tribunale del riesame
Accusato di stupro ma scarcerato
La Procura si oppone: è pericoloso
Martedì 13 Gennaio 2009,
La Procura di Treviso ha impugnato il provvedimento con il quale il giudice del Tribunale del riesame ha disposto la scarcerazione di Simone Corrò, il 28enne trevigiano finito in carcere con l’accusa di aver stuprato, sotto l’effetto dell’alcol e della cocaina, un’amica di 27 anni che aveva acconsentito a riaccompagnarlo a casa dopo una festa. Per i giudici del riesame non era necessaria la custodia in carcere del giovane, arrestato poche settimane dopo il fatto per un altro grave episodio di cronaca: il pestaggio del tutto gratuito, insieme a un amico, di due kosovari e del titolare del bar “La casa degli Elfi” di via Canova, a Treviso, solo perché si rifiutava di dar loro da bere. Le mani Corrò le aveva alzate anche contro i poliziotti intervenuti per calmare lui e l’altro ragazzo. Una violenza alla quale il 28enne non sarebbe nuovo, visto che nel 2005 aveva spezzato con un calcio la tibia a un agente, intervenuto per sedare una rissa all’Interno 7. Risultato: una condanna a un anno di reclusione e a una multa di 10mila euro. Precedenti che hanno indotto la Procura a chiedere la custodia in carcere per Corrò, rampollo di una nota famiglia residente in Borgo Cavour, giudicato pericoloso. Il Tribunale del Riesame non è stato evidentemente dello stesso avviso, dal momento che non ha ritenuto necessario che il giovane rimanesse in cella. D’altro canto, la sua versione dei fatti di quella notte in cui avrebbe abusato dell’amica, è ben diversa da quella fornita da quest’ultima. Alla sua scarcerazione la Procura però non ci sta: ecco quindi l’impugnazione del provvedimento.
IL GAZZETTINO
PRONTO SOCCORSO
Ubriaco di Badia inveisce contro gli infermieri
Martedì 13 Gennaio 2009,
Sanzionato dalla polizia per ubriachezza perché, stanco di aspettare il suo turno in attesa di una medicazione, ha iniziato a dare in escandescenze, protestare animatamente, inveire e pronunciare frasi ingiuriose contro gli infermieri dell’accettazione. È successo verso le ore 15 al pronto soccorso di Rovigo, dove una volante della questura è stata costretta a intervenire per riportare la calma. Protagonista dell’animato episodio F. M. 40 anni, residente a Badia Polesine. L’uomo si è lasciando andare al comportamento in evidente stato di ebbrezza alcolica, mentre si trovava in attesa nei locali dell'ospedale insieme ad altri. Gli agenti della polizia rodigina non hanno potuto fare altro che denunciarlo.
IL CORRIERE DI RIETI
Guida in stato di ebbrezza cinque giovani nei guai.
Denunciati, è stata sequestrata loro l’auto.
RIETI13.01.2009 Non sembra arrestarsi il fenomeno di chi beve o assume stupefacenti - sempre di più e sempre prima, secondo le stime fatte in materia - e poi si mette alla guida, con i risultati che si leggono tutti i giorni sui giornali o si ascoltano in televisione. L’ultima in ordine cronologico, che riguarda anche Rieti, arriva da L’Aquila dove i carabinieri hanno denunciato per guida in stato d’ebbrezza cinque persone di età compresa tra i 21 e i 25 anni, residenti all’Aquila, Pescara e Rieti. Ai cinque giovani i carabinieri hanno ritirato la patente di guida e le loro auto sono state poste sotto sequestro
IL TRENTINO
Guida in stato di ebbrezza, bancario in cella
di Andrea Selva
Sorpreso brillo per la terza volta il tribunale adotta la linea dura
L’uomo è di Rovereto e ha incarichi di responsabilità Si è messo in ferie per scontare la pena di venti giorni
TRENTO. 13.01.09 La prima volta gli hanno concesso la sospensione condizionale della pena, la seconda se l’è cavata con una multa, la terza volta è finito in carcere dove sta scontando 20 giorni per guida in stato di ebbrezza: ufficialmente in ferie, in realtà è in cella. Così ha deciso il tribunale di sorveglianza nei confronti di un alto funzionario di banca roveretano sorpreso per la terza volta ubriaco al volante. Una sentenza che conferma la linea dura dei giudici trentini.(*)
Per evitare il carcere il funzionario di banca ha chiesto al suo avvocato di appellarsi al tribunale di sorveglianza. L’ultima spiaggia. L’udienza si è tenuta nel dicembre scorso e il tribunale - in composizione collegiale, presieduto dal giudice Carlo Alberto Agnoli - ha respinto l’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali o di detenzione domiciliare: «In carcere» hanno deciso i magistrati. E così è stato. Per evitare problemi sul lavoro il funzionario si è messo ufficialmente in ferie, ha preparato la valigia, ha salutato i familiari e si è trasferito nel carcere di Rovereto dove rimarrà fino alla settimana prossima.
L’avvocato difensore ha presentato subito ricorso in Cassazione, chiedendo nel frattempo al tribunale di sorveglianza di sospendere la propria decisione: l’udienza sulla sospensione si è tenuta ieri mattina, i giudici si sono riservati e intanto per il bancario roveretano, detenuto in cella assieme ai delinquenti comuni, i giorni trascorrono lenti verso il termine della pena.
Il bancario - uomo irreprensibile, se non fosse per quelle tre volte che è stato beccato ubriaco al volante - è comunque in buona compagnia: nel carcere di Trento sta scontando una pena analoga un pensionato di 64 anni, residente in valle di Cembra, beccato per la terza volta, mentre nelle scorse settimane era toccato ad un imprenditore denunciato per guida in stato di ebbrezza già sei volte.
E per chi esagera nel bere sono in arrivo tempi ben più duri, visto che le pene sono state inasprite con l’ultima riforma del codice penale che prevede l’arresto fino ad un anno per chi guida con più di 1,5 milligrammi d’alcol per ogni litro di sangue (attualmente la condanna massima stabilita dal tribunale di Trento è di un mese di arresto).
Il presidente del tribunale di sorveglianza, Carlo Alberto Agnoli, spiega così la linea del proprio ufficio: «Parliamo di persone che sono “plurirecidive”, cioè sorprese al volante in stato di ebbrezza per almeno due volte, ma in genere tre o più volte. Cosa vuole che conti l’affidamento ai servizi sociali in prova per venti giorni? Un’alternativa possibile sarebbe il percorso di recupero previsto per chi ha problemi con l’alcol, in collaborazione con il servizio di alcologia che più volte ha sottolineato la gravità del fenomeno. Ma nei casi in questione non è stata percorsa questa via, che non abbiamo mai rifiutato a nessuno».
Il giudice Agnoli spiega che la linea del tribunale è sempre stata condivisa da tutti i componenti del tribunale, dove proprio ieri ha preso servizio il giudice Ettore Di Fazio, proveniente dal tribunale di Rovereto. Si tratta di un atteggiamento in coerenza con la severità della procura della Repubblica di Trento, già annunciata più volte dal procuratore capo Stefano Dragone.
Il carcere per chi guida in stato di ebbrezza è in realtà un fatto piuttosto singolare nel panorama giudiziario italiano, visto che in altri distretti i procedimenti per questo reato (punito dall’articolo 186 del codice della strada) si chiudono con la prescrizione a causa dei tempi troppo lunghi. Angoli conferma: «Nonostante le forti carenze organizzative della macchina giudiziaria siamo molto aggiornati, direi “fortunosamente”, su tutti i reati, non solo su quelli come la guida in stato di ebbrezza». (**)
(*) (**) Nota: forse una buona notizia?
ED INFINE UN ARTICOLO CHE PARLANDO DEI DANNI DEL COLLUTTORIO CONFERMA LA PERICOLOSITA’ DI AMMALARSI DI CANCRO ALLA CAVITA’ ORALE, FARINGE E LARINGE PER CHI CONSUMA ALCOL O HA L’ABITUDINE DI FUMARE
AFFARITALIANI.IT
Salute/ Colluttorio sotto accusa: si rischia il cancro alla bocca
Martedí 13.01.2009 Colluttori sotto accusa: aumenterebbero il rischio di ammalarsi di cancro alla bocca. A puntare il dito contro questi prodotti per l'igiene orale sono studiosi australiani, secondo cui i colluttori andrebbero ritirati, e in gran fretta, dagli scaffali dei supermercati. "Ora abbiamo evidenze a sufficienza per dirlo - sostiene infatti Michael McCullough, ricercatore a capo dello studio - Se una crema contro l'acne aumentasse il rischio di cancro alla pelle di 4/5 volte, a nessuno salterebbe in mente di consigliarla".
A minare la salute di chi fa uso di colluttori, secondo il meta-studio australiano che ha passato in rassegna ricerche su un campione totale composto da 3.210 persone, l'alcol contenuto (*) in questi prodotti. Stando ai risultati, il loro uso aumenterebbe il pericolo di ammalarsi di cancro alla cavità orale, faringe e laringe, e ciò indipendentemente dal consumo di alcol o dall'abitudine di fumare, da sempre imputati per il cancro alla bocca.
Se sorseggi un bicchiere di vino - spiega McCullough, a capo dell'Australian Dental Association e docente alla Melbourne University, in un articolo pubblicato sul Dental Journal of Australia - tendi a ingerirlo, mentre il colluttorio si tiene più a lungo in bocca trasformandosi in acetaldeide, un noto cancerogeno per l'uomo". E tra i colluttori più gettonati la concentrazione di alcol è addirittura superiore a quella di vino e birra, avverte lo studioso. "La principale differenza - denuncia McCullough - è che i primi sono considerati prodotti per la salute, a differenza dei drink".
Per questo i colluttori andrebbero, secondo gli studiosi, riclassificati come prodotti che necessitano di prescrizione medica, e le confezioni andrebbero provviste di etichette che indicano i rischi per la salute, o sostituite con versioni alcol-free. Ma non tutti gli addetti ai lavori sono convinti dalla ricerca guidata da McCullough, e dunque non sposano la tesi sorretta dallo studio. Laurence Walsh, a capo della School of Dentistry della Queensland University, la critica duramente, sottolineando che non esiste alcun link scientificamente provato. E in più mette in dubbio i criteri della ricerca.
(*) Nota: esistono anche colluttori senza alcol!
ALL’ULTIMO ISTANTE ALESSANDRO MI HA MANDATO QUESTA INTERESSANTE RISPOSTA DI ANDREA GHISELLI DAL CORRIERE DELLA SERA
Martedì, 13 Gennaio 2009
NUTRIZIONE
Di Andrea Ghiselli
Rocco
alcool e grassi
Anche se non scrivo seguo sempre il forum. oggi le volevo raccontare che durante le mie ferie di natale, ho ascoltato alla radio (un programma della bonaccorti sulle frequenze rai ) un intervento di un nutrizionista (non ricordo il nome ne l'università dove insegnava), il quale diceva che bere un pò di vino fa bene (portanto l'esempio dei francesi che non hanno la stessa percentuale di malattie cardiovascolari come da noi), che c'è un'apposito enzima (mi sembra che si tratti del latticodeidrogenasi, ma non ci metto la mano sul fuoco) e che se si beve vino con moderazione (2 bicchieri per le donne e 4 per gli uomini al dì) non c'è nessun problema, anzi.... Inoltre, aggiungeva che se si ingerisce un pò di sostanze grasse prima di bere vino queste consentono un minore assorbimento di alcool (teoricamente se ne potrebbe bere di più); anche in questo caso riportò come esempio i francesi che loro usono molto il pane (o prodotti similari) spalmati con il burro. Poichè ero rimasto sbigottito da queste informazioni e non avendo seguito dall'inizio il programma ho provato a scaricarlo da internet perchè volevo ascoltarlo con più attenzione. Poi per vari motivi non ci ho più pensato finchè oggi alcuni colleghi a pranzo (tutti con una discreta conoscenza della materia) non hanno tirato fuori l'argomento trattato alla radio confermandomi quanto avevo ascoltato. In questi giorni proverò (compatibilmente con gli impegni di lavoro)a scaricarlo, trasciverlo e portarlo alla sua conoscenza.
Visto che si tratta di uno che conosce (dovrebbe, visto che è un docente universitario) la materia, com'è possibile che dica cose in contraddizione con altri suoi pari (non mi riferisco solo a lei, ma anche ad altri docenti/esperti della nutrizione, i quali sostengono che è meglio non bere alcool e se si beve con estrema moderazione e solo per persone sane).
Risposta Ghiselli Martedì, 13 Gennaio 2009
Il perché la gente dica idiozie non deve certo chiederlo a me. Il paradosso francese ormai non lo nominano più nemmeno sul corriere dei piccoli. E' riconosciuto che bere alcolici non è consigliato, bensì sopportato a patto che vengano rispettate determinate condizioni. E' invece vero che il grasso poiché rallenta lo svuotamento gastrico rallenta l'entrata in circolo dell'alcool, ma l'"esperto" in questione, se così si sono svolti gli eventi (perché badi bene io sto discutendo un programma riportato da lei, quindi passibile di errori di interpretazione) confonde l'ebbrezza con la salute e non c'entra proprio nulla. L'alcol è una sostanza TOSSICA e lo è indipendentemente dal fatto che la si "regga" bene oppure no e la sua tossicità è dose-dipendente. L'ebbrezza invece è un'altra cosa e consiste nella rapidità con la quale l'alcol entra i circolo. Ma che ci entri rapidamente o un po' alla volta ai fini degli effetti collaterali (tipo insorgenza di tumori) non fa differenza alcuna. Finisco col dire che 4 bicchieri al giorno sono il doppio delle quantità ritenute moderate.
UN’ALTRA APPENA ARRIVATA CHE NON HA BISOGNO DI COMMENTO
Martedì, 13 Gennaio 2009
NUTRIZIONE
Di Andrea Ghiselli
Ugo Q.
Per irene74
Mia madre è un'ex alcolista.
Non so se hai figli, ma sicuramente avrai qualcuno che ti vuole bene.
Ti assicuro che non potrai mai dargli una felicità più grande, se uscirai dall'alcol.
Chiedi aiuto, se serve, senza vergona.
Mamma ne uscì con gli Alcolisti Anonimi.
Sono stato talmente felice quando ho capito che ne stava veramente uscendo, che ora mi sento contento anche se leggo di una sconosciuta in un forum che ne vuole uscire.
Vai Irene. Riprenditi la tua vita.
Scrissi un post a Severgnini, su Italians, tempo fa. Mi permetto di segnalare il link qui sotto. Spero possa dare un piccolissimo contributo.
Saluti a tutti.
Ugo Q.
ps Se vorrà cestinare, dott. Ghiselli, capirò, perché è decisamente fuori tema. Ma sono troppo sensibile all'argomento, per non proporre questo post. Grazie per la pazienza.
---
http://sitesearch.corriere.it/engineDocumentServlet.jsp?docUrl=/documenti_globnet5/mondo_corriere/Italians/2006/05/20/01060520.xml&templateUrl=/motoriverticali/italians/risultato.jsp
(Titolo "Sono figlio di un alcolista")
Risposta Ghiselli Martedì, 13 Gennaio 2009
Mi guardo bene dal fare censura su temi di pertinenza sociale. Anche io credo che senza un aiuto esterno non se ne possa uscire. Si può cominciare anche con piccoli passi
COME SAPETE LA COMMISSIONE TRASPORTI DELLA CAMERA STA DISCUTENDO SE ABBASSARE DA 0,5 A 0,2 (MEGLIO SAREBBE 0,0) IL TASSO ALCOLEMICO PER POTER GUIDARE.
IN QUESTI GIORNI I DEPUTATI INTERESSATI SONO SOMMERSI DA MESSAGGI CHE VOGLIONO LASCIARE LO 0,5.
CHI VOLESSE ANCORA SCRIVERE ALLA COMMISSIONE TRASPORTI RIPORTO GLI INDIRIZZI
valducci_m@camera.it , barbareschi_l@camera.it, velo_s@camera.it, buonanno_g@camera.it, favia_d@camera.it, misiti_a@camera.it, crosio_j@camera.it, montagnoli_a@camera.it, salvini_m@camera.it, nicco_r@camera.it, pionati_f@camera.it, boffa_c@camera.it, bonavitacola_f@camera.it,
cardinale_daniela@camera.it, carra_e@camera.it , fiano_e@camera.it , laratta_f@camera.it , lovelli_m@camera.it , martino_pierdomenico@camera.it , melandri_g@camera.it , merlo_g@camera.it , meta_m@camera.it , sarubbi_a@camera.it , tullo_m@camera.it , bergamini_d@camera.it , biasotti_s@camera.it , cesaro_l@camera.it , colucci_f@camera.it , foti_antonino@camera.it , garofalo_v@camera.it , grimaldi_u@camera.it , iapicca_m@camera.it , landolfi_m@camera.it , lorenzin_b@camera.it , moffa_s@camera.it , nizzi_s@camera.it, piso_v@camera.it , proietti_f@camera.it , simeoni_g@camera.it , taglialatela_m@camera.it , testoni_p@camera.it , toto_d@camera.it , compagnon_a@camera.it , drago_g@camera.it
QUESTE LE LETTERE SCRITTE AI DEPUTATI
Gent.mi On.li Commissione Trasporti
Oggi l'opinione pubblica e anche la stampa come pure le istituzioni sono giustamente molto sensibili alle vittime del lavoro. La sicurezza deve venire prima di tutto, non importa se i datori di lavoro responsabili sono categorie che muovono un settore economico di grande interesse per l'economia nazionale. La vita di un lavoratore vale ben oltre l'interesse commerciale della ditta per cui lavora! Su questo tutti concordiamo, compreso i politici di entrambi gli schieramenti..........spero!
Forse gli unici contrari sono coloro che antepongono il guadagno alla vita dei lavoratori!
Sulla stessa lunghezza d'onda bisogna sintonizzarci anche per quanto riguarda il limite della percentuale di tasso alcolico. Diminuendo il tasso alcolico da 0,8 % allo 0,5 % si è ricontrato una diminuzione del numero degli incidenti. Ciò significa diminuzione di decessi e di infortuni più o meno gravi, in poche parole è stata una legge che è andata nella direzione della Sicurezza e della Vita di tutti noi.
La vita di una persona vale ben oltre l'interesse commerciale della categoria che vende, produce e somministra alcolici o che trae benificio da essi.
Per questo motivo IL LIMITE DI LEGGE DELLA PERCENTUALE DI ALCOL NEL SANGUE DEVE ESSERE ABBASSATO IL PIU' POSSIBILE POSSIBILMENTE FINO A ZERO.
CHI BEVE NON DEVE GUIDARE.
Io non sono un economista per valutare i benefici economici che potrebbero derivare invece dall' aumento dalla percentuale di tasso alcolico, tuttavia ritengo che tra coloro che ne trarranno sicuro benificio saranno senz' altro i produttori di bare, di carrozzine per disabili e le imprese di pompe funebri.
Per il bene degli italiani non mi sembra un buon risultato.
Roberto Francesconi
via Frutta, 8 - Mantova -
Egregi Deputati,
Alla mattina della domenica, del lunedì del martedì e così via, è uno strazio aprire il giornale e leggere quante vite sono state gettate al vento per aver bevuto alcol, e poi alla guida della macchina si sono schiantati o peggio hanno ucciso, ed è tragico sia per chi è morto per i loro famigliari amici, ma anche per chi ha procurato quella morte e alle persone che gli sono vicine.
E cosa dire di tutte quelle persone, donne, uomini e bambini che pur non bevendo hanno lasciato questo mondo per mano di chi aveva bevuto, e bevuto anche poco, convinti di poter gestire l’alcol e la guida?
Io e il mio sposo abbiamo un figlio di 26 anni e forse anche grazie a noi che non usiamo alcol, o alla sua sensibilità verso i problemi dell’alcol, o a tutte e due le cose messe insieme, non usa alcol, però pur non bevendo non è immune dall’incontrare un suo coetaneo bevuto, e ormai tutti sappiamo che non è necessario bere una bottiglia di vino per essere una mina innescata al volante, ma ripeto, basta poco alcol.
Noi crediamo che in questa nostra comunità dove sosteniamo di essere ormai una società civile, dobbiamo sempre di più usare la nostra intelligenza sostenuta dall’esperienza e dal cuore, e dirci apertamente senza sotterfugi che alla guida di una machina si deve arrivare con 0 gradi di alcol nel sangue.
E voi che siete i governanti della nostra Italia, avete il dovere morale ed etico di fare scelte a favore della salute dei cittadini e della comunità, scelte affinché la domenica mattina, il lunedì, il martedì e così via, ci siano sempre meno madri e padri, figli ed amici straziati dalla perdita o dalla colpa.
Per tutto ciò noi vi invitiamo a non indietreggiare davanti alla decisione di abbassare il tasso alcolico per chi si mette alla guida, facciamo in modo che tutte quelle morti e i drammi legate a quei fatti, non siano dimenticati o vani.
Grazie per l’attenzione.
La famiglia Cuni-Curnis di Trento
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Signori Onorevoli
davvero potreste fare la storia dell'Italia, potreste essere ricordati come delle persone di coscienza che hanno detto no ad una guerra. una guerra combattuta da giovani di ritorno da una discoteca o da altri utenti ignari. Stiamo parlando dei nostri figli e non è retorica. Ssono lacrime e funerali il risultato di pochi percentili di alcol in più . Fate questo gesto di grande intelligenza sociale, di coscienza, se volete,ma fatelo! Non preferite le lacrime dei baristi e dei produttori a quelle dei genitori o dei famigliari che rimangono a disperarsi.
Non cedete, e prima di votare guardate in faccia vostro figlio, vostra figlia, vostra moglie e dite loro: " vado a votare una legge che renderà possibile la vita a molti". loro magari vi chiederanno se tornate per l'ora di cena perchè anche loro condividono e sanno che non serve commentare oltre.Grazie di cuore a tutti Voi
Franco Baldo
Servitore insegnante Club Rugiada Ala ( tn)
membro Centro Studi sui Problermi alcolcorrelati-Apcat Trento
IL SOTTOSEGRETARIO GIOVANARDI PRESENTA PER L’ENNESIMA VOLTA LE SUE PROPOSTE MA FINORA SONO RIMASTE TALI
LA NAZIONE
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Le proposte di Giovanardi dopo gli ultimi drammatici incidenti in Toscana
di PAOLA FICHERA
-FIRENZE-
C’E’ UN <
C’E’ UNA DOMANDA che Carlo Giovanardi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia, alle tossicodipendenze e al servizio civile, si fa da anni: <
Onorevole Giovanardi, quanti sono i giovani che muoiono sulle nostre strade?
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A Firenze l’incidente è accaduto prima, mentre i ragazzi andavano in discoteca.
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Perché, secondo lei, in Italia conta di più il profitto che la vita dei giovani?
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Le istituzioni?
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Ma la legge sulla sicurezza stradale a che punto è?
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Basterà?
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Lei crede più nella prevenzione che ai controlli magari impiegando le ‘divise in pensione’.
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Però?
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IL SINDACO DI ROMA CERCA DI METTERE IN PRATICA I SUGGERIMENTI DELL’O.M.S. LIMITANDO L’ORARIO DELLA VENDITA DEI PRODOTTI ALCOLICI
ADNKRONOS
Roma, Alemanno: ''Divieto di vendita alcolici dalle ore 21''
''Bisogna contrastare la cultura dello sballo. Ci si può divertire senza perdere l'autocontrollo''. Il veto riguarda anche i supermercati
Roma, 13 gen. - (Adnkronos) - "Divieto di vendita di alcolici a partire dalle 21, anche nei supermercati, divieto di somministrazione di alcolici a partire dalle 2 di notte per tutte le aree del centro storico che sono oggi oggetto di una eccessiva e sfrenata movida. Ci sara' un nuovo atteggiamento e un nuovo regolamento". E' quanto ha dichiarato il sindaco di Roma Gianni Alemanno al termine della riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza che si e' svolto in prefettura, al quale ha partecipato tra gli altri il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro.
"Il divieto varra' per tutti gli esercizi, comprese anche le associazioni culturali e i laboratori artigianali -ha aggiunto Alemanno- Eviteremo cosi' l'eccessiva presenza di alcol che rischia di creare un clima sbagliato. Parallelamente a questo -ha annunciato- il Comune ha annunciato una campagna di sensibilizzaione per contrastare la cultura dello sballo. Ci si puo' divertire senza la perdita dell'autocontrollo e della consapevolezza di sé".
Riguardo al nuovo regolamento il sindaco Gianni Alemanno ha spiegato: "Non vogliamo mettere in atto un coprifuoco -ha detto- ma semplicemente far rispettare le regole affinche' non si crei disagio, non solo per i residenti ma anche per quelli che frequentano la citta'. L'obiettivo e' anche quello di avere piu' punti di illuminazione e l'Acea sara' impegnata a intensificarli ed aprirli. Importanti -ha proseguito il sindaco di Roma- i controlli attraverso la videosorveglianza".
PER IL DIVIETO DI VENDITA DI ALCOLICI AI MINORENNI PROPOSTO DALLA COOP, IN TRENTINO STANNO ANCORA DISCUTENDO SE HA PIU’ VALORE LA CLIENTELA TURISTICA O LA VITA UMANA!
IL TRENTINO
Le critiche di Cominotti: «Le regole le deve stabilire una legge, non i privati». Oggi Cda del Sait
Alcol vietato ai minori, avanti tutta
Fiorini e Schelfi difendono la scelta delle coop: «Segnale importante»
Di LUCA MAROGNOLI
TRENTO. MARTEDÌ, 13 GENNAIO 2009 Niente alcol vietato ai minori di 18 anni se non si fa prima una legge ad hoc. Fa discutere la presa di posizione di Mauro Cominotti, presidente della famiglia cooperativa di Pinzolo, che ha rifiutato l’invito del Sait ad estendere il divieto di vendita di bevande alcoliche di due anni (la legge provinciale fissa il limite di 16). Il tema è stato affrontato ieri dal comitato esecutivo della Federazione delle cooperative e oggi ne parlerà il Cda del Sait. Che proseguono sulla strada intrapresa: «Il nostro è un segnale importante, condiviso dalla gran parte delle coop».
Cominotti fa dei distinguo: «Sono perfettamente d’accordo che i ragazzi non devono comprare alcolici, però a stabilirlo deve essere una normativa, non un’iniziativa di privati», dice. «Fra l’altro non ne vedo una grande utilità: se i clienti trovano il divieto vanno da un’altra parte».
Proprio per questo, non sarebbe il caso di dimostrare unità d’intenti? «Non parlo delle coop, ma delle altre catene: Despar, Eurospin, Conad...».
Una posizione di principio o dettata dall’interesse economico? «Non penso che si facciano grosse speculazioni sui ragazzi dai 16 ai 18. Io credo che si possa predisporre una normativa, estendendo il limite a 18 e facendolo valere per tutti».
Voi intanto potreste dare il buon esempio. «Ci sono famiglie che mandano i ragazzi a fare la spesa. Come faccio a dire a te sì, perché so che lo porti alla mamma e a un tuo coetaneo no perché non lo conosco? Le cose o si fanno bene o si fa a meno di farle».
Ha espresso la sua posizione ufficialmente? «Della cosa non ho mai sentito parlare all’interno della cooperazione. Semplicemente, il 24 dicembre è arrivata la comunicazione: dovete esporre il cartello. Ma dovete chi e sulla base di qualche normativa? Io non ho nessuna intenzione di metterlo, quel cartello, né credo di dover comunicare la mia decisione a qualcuno. Se il consiglio direttivo assumesse una linea all’unanimità andrebbe bene, non il signor Fiorini. E comunque non sarebbe che un’indicazione non vincolante per le singole Famiglie. In Val Rendena non mi risulta che l’abbia messo nessuno».
Giorgio Fiorini, presidente del Sait, difende con risolutezza la scelta compiuta: «E’ stata la nostra commissione commerciale a dare parere positivo. Erano i giorni prima di Natale e non siamo passati in Cda. A nostro avviso è una cosa importante, è un segnale di attenzione a un problema reale. Non ci illudiamo di risolverlo, perché ci sono altre realtà culturali addette ad affrontarlo. Ma nel nostro mondo esiste questa sensibilità. Le famiglie cooperative sono 87. Questo è un indirizzo e se qualcuno non è d’accordo si dissocia, come avviene nelle politiche commerciali. Ma a noi sembra una scelta significativa».
Oggi se ne parlerà In Cda: «Sì, credo che lo faremo, ma senza fuochi d’artificio». La posizione di Cominotti, secondo il presidente, sarebbe isolata: «Non c’è nessun altro che fino adesso abbia lamentato questa cosa. E’ stato viceversa. Ho registrato solo consenso, compreso da parte della federazione che aveva un comitato esecutivo stamattina (ieri, ndr)».
Lo conferma il presidente federale Diego Schelfi: «Avendo la cooperazione un compito di promozione della comunità in ambito sociale, deve fare il possibile per orientare i consumi verso uno sviluppo serio e sano. Siamo convinti che questa iniziativa non risolverà la situazione, ma noi abbiamo il dovere di lanciare progetti, creare dibattito, aumentare la discussione su problematiche che non vanno messe in un angolo. Diverse cooperative si occupano di minori, alcolismo, problemi sociali e tante attività sono legate a questo tema. Un tema delicato». Per Schelfi quella sull’alcol vietato ai minorenni sarebbe una «posizione condivisa», rifiutata finora solo da Pinzolo. Le coop mantengono la loro libertà di decisione. «Non possiamo vincolare nessuno. Noi lavoriamo su cultura e consenso. Questa da una parte è una debolezza, dall’altra la nostra grande forza».
IN SICILIA INVECE GLI ESERCENTI SI DIFENDONO CHIAMANDO IN CAUSA FAMIGLIA, COMMERCIANTI ED AUTORITA’ POLITICHE CHIEDENDO A TUTTI MAGGIOR SENSIBILIZZAZIONE AL PROBLEMA
AGRIGENTO NOTIZIE
Abuso alcol tra i giovani: si difendono gli esercenti
di Giuseppe Recca
fonte EMERGENZA ALCOLISMO
13/01/2009 "Non criminalizzateci, l'alcol i giovani lo bevono anche fuori dai nostri locali".
Decisa presa di posizione della Confesercenti in ordine al crescente allarme che c'è nelle famiglie di Sciacca per l'aumento del consumo di bevande alcoliche tra i giovani, adolescenti in particolare.
Condividendo le motivazioni di ordine sociale che preoccupano l'intera comunità circa l'irresponsabile uso, e talora abuso, di prodotti alcolici da parte degli adolescenti, la Coonfesercenti di Sciacca tiene a precisare che "non può essere colpevolizzata la categoria dei pubblici esercizi, come spesso avviene, rispetto ad un problema che coinvolge maggiormente la famiglia e la società in genere".
A Sciacca si è diffuso negli ultimi anni un fenomeno nuovo chiamato "Pre serata", che consiste nell'organizzarsi in abitazioni private, mettendo una quota parte di denaro per affrontare l'acquisto di bevande alcoliche nei supermercati, da mettere a disposizione degli intervenuti.
"A Sciacca questo fenomeno è molto diffuso – afferma Calogero Dimino della Confesercenti - non tanto perché penalizza le attività di somministrazione, ma perché all'interno di queste feste private è possibile consumare di tutto, senza nessun limite, soprattutto nessun controllo sui minori, i quali si protraggono in questi ambienti fino a notte fonda, per poi uscire già cotti e andare per i locali a cercare di passare la restante serata".
L'associazione oggi intende mettere a conoscenza delle famiglie che la problematica alcool non viene solamente dai locali pubblici.
"Ovviamente, anche fra la nostra categoria c'è la pecora nera - dice la Confesercenti - la quale ha bisogno di essere controllata e soprattutto informata. Ed è tale proposito che vogliamo richiamare ad una maggiore sensibilizzazione, le aziende che operano nel mondo della somministrazione di bevande e alimenti, ricordiamo che l'articolo 689 del codice penale punisce con pena pecuniaria da 516 a 2.582 euro ovvero la pena della permanenza domiciliare da 15 a 45 giorni, ovvero la pena del lavoro di pubblica utilità da 20 giorni a sei mesi e la pena accessoria della sospensione dell'esercizio, l'esercente che somministra in un locale pubblico bevande alcoliche a minori di anni 16, a persona che appaia affetta da malattia di mente o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un'altra infermità".
I commercianti vogliono inoltre sensibilizzare le autorità politiche per la modifica di una legge che ritengono superata, quella che da un lato vieta la somministrazione a minori di anni 16 e dall'altra ne autorizza la vendita, con contenuti molto più esagerati.
"Anche se la legge non lo vieta – dice Dimino della Confesercenti - invitiamo quei titolari di enoteche e supermercati ad una maggiore sensibilizzazione al problema, vietando come fatto già da altre catene importanti dell'alimentazione, la vendita a minori di sedici anni".
SEMPRE NEL CAMPO DELLA PREVENZIONE, L’ASSOCIAZIONE CODICI CHIEDE INVECE DI SCRIVERE SULLE ETICHETTE DELLE BOTTIGLIE I RISCHI SULLA SALUTE CHE LE BEVANDE ALCOLICHE POSSONO PROVOCARE
ASAPS
Etichette sulle bottiglie per informare i giovani sui rischi legati all’abuso di bevande alcoliche
La proposta dell’Associazione Codici (*)
(ASAPS), 13 gennaio 2009 – L’alcol è l’anticamera degli incidenti stradali ed a rischio sono soprattutto i minorenni. Questo è il messaggio lanciato dall’associazione Codici direttamente alle aziende produttrici di bevande alcoliche chiedendo una maggior serietà nei controlli ed etichettature dettagliate sulle bottiglie. La proposta di Codici è quella di apporre delle etichette sulle bottiglie di alcolici e superalcolici dove siano ben evidenziati i rischi sulla salute che questi possono provocare. L’abuso di alcol è in costante crescita tra i più giovani. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, 740mila minori adottano abitualmente comportamenti considerati a rischio. I dati Istat, relativi al decennio 1998-2007, rilevano inoltre che il consumo di alcol tra i ragazzi con un’età compresa tra i 14 e i 17 anni, è cresciuto dal 12,6 al 20,5%. Secondo la relazione del Ministero della Salute, in Italia l'uso di alcol è causa dell'elevata e crescente mortalità giovanile per incidente stradale per più del 40% dei casi, e del 46% dei morti di età compresa tra i 15-24 anni. (ASAPS)
(*) Nota: "CODICI" Centro per i Diritti del Cittadino, è un'Associazione di cittadini impegnata ad affermare, promuovere e tutelare i diritti dei cittadini con particolare riferimento alle persone più indifese ed emarginate.
ANCHE LE FORZE DELL’ORDINE OPERANO NEL CAMPO DELLA PREVENZIONE FACENDO….
IL GAZZETTINO
Bilancio 2008 della polizia stradale: sono in calo gli scontri, i morti e i feriti grazie all’intensificazione delle pattuglie lungo le principali arterie
Stragi del sabato sera, più controlli e meno incidenti
Le multe sono state 5367, di cui 803 per eccesso velocità. Ritirate 214 patenti e 241 carte di circolazione
Martedì 13 Gennaio 2009,
Sei mesi, ma si arriva anche a tre anni di fila, senza patente spaventa tutti. E gli automobilisti che transitano nel Bellunese si sono fatti più attenti e prudenti. Anche perchè i controlli lungo le arterie stradali sono aumentati in modo vistoso. I dati del 2008 sembrano dare ragione a questa teoria del sostituto commissario Mario Jacomino, comandante della Polizia stradale di Belluno che in questo periodo fa le veci di Pasquale Fratepietro.
Nel corso del 2008 sono diminuiti gli incidenti stradali, passati da 461 a 431, di questi in 196 ci sono stati solo danni (15 in più rispetto al 2007), 230 hanno registrato dei feriti (37 in meno rispetto all’anno prima) con un totale di 344 feriti (55 in meno), 5 sono stati mortali (13 meno del 2007) per un totale di 6 decessi (16 nel 2007).
«Merito sicuramente dell’intensificazione dei controlli nelle strade - spiega Jacomino - ma anche degli automobilisti che tengono ben stretta la loro patente rispettando maggiormente il codice della strada».
A questo proposito i dati parlano di 3.244 pattuglie di vigilanza stradale, 228 servizi con misuratori di velocità e 5.367 contestazioni elevate ai guidatori di cui 803 per eccesso di velocità, con il ritiro di 214 patenti di guida e 241 carte di circolazione. Importanti, anche se in calo, restano i dati relativi ai conducenti controllati dalla Stradale utilizzando l’etilometro: in totale 14.846, di questi sono stati sanzionati per guida in stato di ebbrezza 138 automobilisti e 2 per guida sotto gli effetti di sostanze stupefacenti, 17 veicoli sono stati sequestrati secondo la nuova normativa.
I controlli stradali hanno interessato anche i veicoli commerciali, 1.122 quelli controllati, 70 quelli trovati irregolari e 85 le infrazioni accertate con 2 patenti e 15 carte di circolazione ritirate.
«Abbiamo lavorato molto anche per contenere il cosiddetto fenomeno delle stragi del sabato sera - conclude Jacomino - e anche in questo caso possiamo dire che la campagna di informazione fatta non solo nelle scuole ma anche nei comuni con incontri aperti a tutti, ha portato frutti importanti. Segno indubbio che la gente sta più attenta ed è più prudente. C’è da dire che le pene sono diventate molto più severe, una patente per guida in stato di ebbrezza una volta veniva ritirata da uno a tre mesi, oggi viene tolta da sei mesi fino a tre anni in caso di incidente stradale particolarmente grave. E restare senza patente per tutto questo tempo può essere un problema per tutti».
Con l’impiego dell’etilometro sono stati controllati nel 2008, 1678 nei fine settimana (1443 maschi e 235 donne), solo l’1,6% è risultato positivo al test (23 maschi e 4 femmine); in seguito a questi controlli sono state denunciate 27 persone per guida in stato di ebbrezza e sono stati sequestrati 3 veicoli.
Anna Valerio
AGINEWS ON
SICUREZZA: QUESTURA FIRENZE, 453 IDENTIFICATI, 2 ARRESTI
(AGI) - Firenze, 13 gen. - Proseguono senza sosta i servizi di controllo a Firenze, organizzati dalla Questura, diretta da Francesco Tagliente, per contrastare ogni forma di illegalita' e degrado. Nella sola giornata di ieri sono state identificate 453 persone di cui 2 arrestate e 9 denunciate in stato di liberta'. Sono 184 i mezzi controllati complessivamente, di cui 1 risultato rubato e restituito al proprietario. Ad un cittadino albanese e' stata ritirata la patente. Gli arrestati sono due cittadini tunisini di cui uno di 34 anni per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, ed uno di 25 anni per la violazione dell'ordine del Questore. Un marocchino 29 enne, in evidente stato di ebbrezza, e' stato invece denunciato per lesioni, minacce e danneggiamento. Altre cinque persone, di cui 2 tunisini, rispettivamente di 23 e 22 anni, e 3 peruviani di eta' compresa tra i 20 e i 30 anni sono stati denunciati in stato di liberta' perche' sprovvisti di documenti di riconoscimento. Ad un albanese di 35 anni e' stata poi ritirata la patente nel corso di un controllo. Tre cittadini italiani, di eta' compresa tra i 50 e i 22 anni sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza.
IL DENARO.IT
Guida in stato di ebbrezza, 950 denunce nel 2008
CAMPANIA 13.01.09 Oltre 950 denunce per guida in stato di ebrezza, 176 per guida sotto l'influenza di sostanza stupefacenti, 75 veicoli sequestrati: sono queste cifre a sintetizzare l'attività della polizia stradale sulle strade di Campania e Molise nel corso del 2008. I dati parlano di una diminuzione degli incidenti stradali del 5,3 per cento (848 in meno) rispetto al 2007, mentre gli incidenti con lesioni e persone ferite sono calati dell'8,6 per cento (520 in meno). "Si tratta di dati in linea con la media nazionale" spiega il dirigente del comparto mobile della stradale Ciro Nobile, che ha presentato i risultati delle attività del 2008. Dai controlli effettuati nei soli fine settimana, è emerso che circa il 4,2 per cento delle persone fermate era positivo al test alcolemico, mentre in 33 sono risultati sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. "L'attività della stradale - spiega ancora Nobile - si è rivolta anche agli studenti delle scuole, per cercare di educare i ragazzi a una guida prudente e sicura. In questo settore continueremo a impegnarci, anche in sinergia con l'assessorato ai Trasporti della Regione Campania, nel corso del 2009. Abbiamo poi in cantiere anche l'idea di trasportare la tecnologia del "tutor" dalle autostrade alle strade statali ad alta incidentalità". Proprio in questo campo, gli agenti hanno ritirato 36 patenti a guidatori che, per evitare la ripresa dei veicoli da parte del tutor, avevano impegnato la corsia d'emergenza. Infine nel corso delle operazioni di controllo sono stati sequestrati 118 chili di sostanze stupefacenti, 40 chili di materiale esplodente di quarta e quinta categoria e 449 pezzi di fuochi pirici non pesati, mentre 186 veicoli sono stati sottoposti a sequestro preventivo e 114 persione fermate per associazione a delinquere finalizzata alla truffa.
TARGATOCN.IT
Borgo San Dalmazzo: oltre 10 le persone fermate e denunciate
Martedì 13 Gennaio 2009 La Compagnia Carabinieri di Borgo San Dalmazzo ha intensificato i servizi preventivi nel proprio territorio, ottenendo significativi risultati nel campo della prevenzione e repressione del consumo e dello spaccio di sostanze stupefacenti e dell’abuso di sostanze alcoliche alla guida di automezzi. In particolare, sono stati denunciati in stato di libertà 5 giovani (di cui quattro minorenni) provenienti dalla vicina liguria per detenzione illegale di sostanze stupefacenti. Nel corso della stessa operazione venivano rinvenuti e sequestrati complessivamente gr. 50 di hashish. Durante i controlli altre persone sono ste denunciate: un giovane per detenzione illegale di coltello proibito, una persona per atti contrari alla pubblica decenza e cinque persone per guida in stato di ebbrezza alcolica. Le relative patenti di guida sono state ritirate. I servizi di prevenzione e controllo, effettuati costantemente, verranno intensificati, in particolare, nel corso dei prossimi fine settimana in tutto il territorio, allo scopo di contrastare il cosiddetto fenomeno delle 'stragi del sabato sera'.
IL TRENTINO
Fra Trento, Bolzano e Belluno ritirate 1.229 patenti
Alcol, in un anno la Polstrada ha denunciato 266 persone
TRENTO. 13.01.09 In anno sono stati 266 gli automobilisti denunciati dalla polizia stradale per guida in stato di ebbrezza. A dirlo è l’elaborazione dei dati forniti dal compartimento della Polstrada per il Trentino, Alto Adige e Belluno. Riunendo i dati delle tre province, le denunce per eccesso di alcol sono state 411 per cui i trentini ne occupano più di metà.
Le patenti ritirate (sulle tre province) nel corso del 2008 sono state 1.229. 25.382 le infrazioni contestate, 3.433 gli eccessi di velocità, 411 guidatori ubriachi, 45 drogati, 19 veicoli sequestrati, 399 veicoli commerciali irregolari.
Nel 2008 i reparti di polizia stradale dipendenti dal compartimento di Bolzano hanno effettuato 12.558 pattuglie di vigilanza stradale, attuando 537 servizi con misuratori di velocità e contestando in totale 25.382 infrazioni al codice della strada, di cui 3.433 per eccesso di velocità; ritirate 1.229 patenti di guida e 1.052 carte di circolazione. Piuttosto significativo il dato relativo ai conducenti controllati dalla Polstrada con etilometro e precursori: nel 2008 sono stati 68.028. Assommano invece a 4.301 i controlli sui veicoli commerciali, dei quali 1.491 effettuati con l’impiego di centri mobili di revisione. Sono risultati irregolari 399 veicoli pesanti con un totale di 753 infrazioni accertate; 4 le patenti e 35 le carte di circolazione ritirate. Molta attenzione è stata posta per contenere il fenomeno delle cosiddette stragi del sabato sera. Sono stati attivati 764 posti di controllo, con un impiego di 774 pattuglie. Nel corso di questi servizi mirati sono stati controllati 6.498 conducenti, circa il 2,6% dei quali è risultato positivo al test di verifica del tasso alcolemico, per un totale di 158 uomini e 12 donne. Denunciate dunque 170 persone per guida in stato di ebbrezza e sequestrati 19 veicoli ai fini della confisca. Sempre sullo stesso versante, Polstrada è stata impegnata anche all’Oktoberfest di Monaco. Effettuati 2.600 controlli e trovati 60 conducenti italiani in stato di ebbrezza, mentre 535 sono stati i conducenti sanzionati per eccesso di velocità. Ma il dato più significativo riguarda come detto gli incidenti: sono diminuiti in generale solo del 3,7%, raggiungendo quota 1.284, ma di molto sono calati gli infortuni mortali (13 nel 2008, 31 nel 2007).
PURTROPPO NONOSTANTE LA VIGILANZA DELLE FORZE DELL’ORDINE E TUTTI GLI SFORZI PER INFORMARE, FORMARE ED EDUCARE I GIOVANI, SI HANNO SEMPRE DEGLI EPISODI DI BULLISMO VANDALISMO E VIOLENZA
IL GAZZETTINO
Presentato all’istituto De Amicis il volume che contiene le riflessioni contro il bullismo
Dal banco al branco
Martedì 13 Gennaio 2009,
Più di otto giovani tra i 15 ed i 19 anni (l'84 per cento) considerano il bullismo un fenomeno che ha per protagoniste anche le ragazze. E ben uno su cinque dei ragazzi polesani scorge nei comportamenti trasgressivi, un mezzo per entrare a far parte di un gruppo o anche per farsi notare e ricevere l'attenzione degli altri.
Sono solo alcuni dei risultati del confronto di idee ed esperienze al centrdel convegno "Dal branco al banco" dell'8 marzo 2008 e che ora sono diventati un piccolo libro ad uso dei diretti interessati e di docenti e operatori che lavorano con i giovani.
L'opuscolo, imperniato sul fenomeno del bullismo tra i giovani e a scuola ma anche sulla violenza nei confronti delle donne, realizzato grazie al contributo fornito dalla consigliera di Parità a palazzo Celio, Anna Maria Barbierato, è stato presentato alla platea di studenti del "De Amicis".
Da una parte i promotori del progetto, dall'assessore alle Pari opportunità Gugliemo Brusco, alla presidente della commissione provinciale Maria Grazia Avezzù, con a fianco il vice prefetto Carmine Fruncillo, il tenente dei carabinieri Andrea Firrincieli, la preside del De Amicis Giuseppina Papa, e il collega del Roccati, Dario Quaglio. Dall'altra, insegnanti e studenti che nel corso dell'anno scolastico hanno trattato un tema dai risvolti delicati che spesso è avvolto dalla paura e dall'omertà dei protagonisti. Un focus particolare è rappresentato dal fenomeno del bere con il 47 per cento dei ragazzi a cui capita di assumere superalcolici, il 33 per cento che beve regolarmente birra e il 20 per cento che preferisce il vino. Significativo il ricordo dell'esperienza vissuta dagli studenti che dialogarono l'8 marzo scorso con la giornalista e scrittrice Marida Lombardo Pijola, sulla traccia del suo libro "Ho 12 anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa" nel quale viene messa a nudo la tragica storia di giovanissime diventate oggetto di abusi e sfruttamento in una realtà metropolitana che le aveva fagocitate, stritolandone aspirazioni e sentimenti. Il volume che raccoglie le iniziative della campagna contro il bullismo e le viuolenze riporta anche i dati del questionario con il quale gli studenti furono chiamati a confrontarsi.
Franco Pavan
IL GAZZETTINO
Martedì 13 Gennaio 2009,
Atto vandalico a Montereale Valcellina
C’è indignazione e rabbia tra i cittadini di Montereale Valcellina, a causa di un inspiegabile atto vandalico che ha colpito uno dei simboli più significativi e amati della comunità: il monumento ai Caduti in località Plans.
«È stata mandata in frantumi la lapide in marmo in memoria dei Caduti di tutte le guerre, posta sul colle che sovrasta la nostra cittadina», racconta con risentita veemenza il signor Vitaliano Fignon, che ha segnalato l’azione incivile.
«Questo monumento- ricorda- è stato voluto dal locale gruppo alpini nel 1971 e da allora ha sempre goduto di una particolare attenzione. A settembre di ogni anno vi vengono ricordate con solennità tutte le persone decedute nel corso delle guerre, alla presenza di centinaia di alpini e di tanta gente comune», precisa Fignon.
«Si ricordano quei Caduti ai quali dobbiamo la libertà – continua, commentando con amarezza- quella libertà che purtroppo tanti vedono come il poter agire a proprio piacimento, indipendentemente da quali siano i valori su cui poggia oggi la nostra società che ama definirsi “civile”».
E punta il dito contro i vandali, ipotizzando che l’atto sia opera di «giovinastri senza scrupoli, forse in preda all’alcool, viste le numerose bottiglie vuote ritrovate nei dintorni del monumento».
«Ciò non toglie la gravità del fatto», prosegue Vitaliano Fignon che parla anche di mancato rispetto di valori e simboli in cui molti si riconoscono.
«Quelle persone autrici del vile gesto non possono che meritarsi il disprezzo dell’intera comunità», conclude. E promette: «Si provvederà quanto prima, come è in uso tra gli Alpini, a sostituire quanto distrutto».
Anna Vallerugo
IL GAZZETTINO
I residenti tornano a far sentire la loro voce: «Stiamo ancora aspettando quella pattuglia di vigili che ci era stata promessa»
Via Fonderia conta i danni del week end
Spartitraffico e recinzioni divelte: un altro fine settimana di vandalismi nella zona del divertimento notturno
Martedì 13 Gennaio 2009,
Spartitraffico di cemento divelti, un muretto sfondato da un’auto piombata nel giardino di una villetta. Come sempre più spesso accade, dopo il fine settimana, in via Fonderia si contano i danni.
Nella notte tra sabato e domenica una vettura ha perso il controllo ed ha sventrato il muro di cinta del cortile di un'abitazione, cancello d’ingresso compreso. Ventiquattro ore dopo, sorte simile è toccata ad alcuni "new jersey", i divisori di cemento, che impedivano l’accesso ad un parcheggio: qualcuno li ha "speronati" (con ogni probabilità con un "suv" o con un mezzo di grosse dimensioni, dato il peso dei manufatti), forse involontariamente, calcolando male gli spazi in manovra, forse volontariamente nel tentativo di forzare il passaggio e aprirsi un varco per uscire dallo spiazzo.
Per i coloro che abitano o lavorano in zona, si tratta degli ennesimi episodi di una lunga lista di incidenti, bravate e veri e propri atti di vandalismo. Provocati, accusano, dai clienti dei numerosi locali notturni che si concentrano nell’area. «Quasi ogni domenica o lunedì mattina si vedono ubriachi che, usciti dopo aver passato la notte a bere, danno in escandescenze o che orinano tranquillamente lungo la strada, donne comprese, senza curarsi di chi passa - sottolinea Stefano Zanella -. Più di una volta è capitato di trovare persone talmente sfatte dall’alcol, se non da altre sostanze, che salite in macchina all’alba, sono crollate sul volante, con il motore acceso, risvegliandosi solo ore dopo». Al di là dello spettacolo ben poco edificante, a preoccupare è soprattutto il fatto che molti di questi avventori si mettano alla guida in condizioni di notevole alterazione, con i prevedibili rischi per chi dovesse incrociarli rincasando.
I residenti hanno più volte denunciato la situazione alle autorità: «L’assessore comunale Andrea De Checchi ci aveva formalmente assicurato che da gennaio avrebbe dislocato una pattuglia della Polizia municipale nella zona durante la notte. Finora però non abbiamo visto nessun agente. Eppure basterebbe che si posizionassero con un autovelox per bloccare decine di automobilisti in stato di ebbrezza. Ma forse il problema non interessa».
CRONACAQUI
Reportage tra le numerose bande di bulli che dominano in alcuni quartieri della città
Torino, viaggio tra le babygang. «Difendiamo il territorio, attacchiamo i nemici»
TORINO 13/01/2009 - Bande, baby gang o, più semplicemente, cattive compagnie. La definizione poco conta, spesso il nome lo si prende dal quartiere in cui si è nati e cresciuti. Il territorio da difendere, di cui sentirsi padroni e che, anche in altre zone della città, suona come una minaccia alle orecchie dei potenziali concorrenti. Che ci si stia giocando la reputazione in discoteca, l’attenzione di una ragazza o la gestione di una piazza per lo spaccio di crack, fa poca differenza. A fare la differenza, invece, è il gruppo e non il singolo. «Si segna il territorio, anche scrivendo sui muri di modo che chi legge sa che in questa o quella piazza ci giriamo noi e non altri. Anzi, guai a chi sgarra» racconta chi, con malcelato orgoglio, sente già a sedici, diciassette anni, di essere parte di qualcosa di più di una compagnia di amici. Scegliendo di far propria anche la retorica della malavita o della criminalità organizzata, adattandola al giorno d’oggi. Così capita che a segnare il territorio non siano più soltanto le scritte sui muri, ma su YouTube il video della propria banda con riferimenti a un universo che spazia dai narcotrafficanti sudamericani ai nostrani boss mafiosi. Rapine, piccoli furti, aggressioni e spaccio di droga. Quanto basta perché ragazzotti intravedano la possibilità di trasformare la propria compagnia di amici in una vera e propria banda criminale. Mirafiori, Vallette, Barriera Milano o Parella. Se fino a qualche anno fa era il senso di appartenenza al quartiere a regolare il nascere e morire delle bande giovanili, oggi, tra i “cabinotti” di piazza Bodoni e i “truzzi” delle periferia, la differenza sembra davvero minima. «Spesso tutto ruota solo attorno all’alcol o alla droga - rivela chi certi giochi se li è lasciati alle spalle da tempo, pur continuando a vivere secondo le regole non scritte del proprio quartiere -. Oggi il rispetto si è completamente perso, anche un sedicenne può puntarti un coltello alla gola se è in compagnia e si sente forte e solo perché è strafatto o ha bevuto». All’uscita dalle discoteche, nei centri commerciali o nei ristoranti frequentati dai più giovani. «Oppure qualcuno che passa nel nostro territorio, meglio se è uno zingaro o un extracomunitario». Enrico Romanzetto
IL TEMPO
Baby vandali distruggono 15 negozi al centro commerciale
Silvia Mancinelli
OSTIA 13/01/2009 Un intero centro commerciale in balia dei vandali. Un manipolo di ragazzini, la maggior parte minorenni - ne sono convinti i negozianti - che puntualmente si ritrovano nel centro di via Bepi Romagnoni, ad Acilia, per bivaccare con alcolici e spinelli fino a notte fonda.
Il limite però l'hanno passato la notte tra venerdì e sabato quando, armati di sassi, martelli e accendini hanno creato il panico. Distrutte le vetrine di 15 negozi, alzati i pavimenti, incendiati i tappeti rossi retaggio delle passate feste natalizie. «Quando sabato mattina al momento di aprire il negozio ho notato il pavimento distrutto, le cassette di plastica e le guide bruciate - racconta Fabiana Nobile, titolare di Cose Così - non ci volevo credere. Al negozio di fronte hanno perfino forzato la saracinesca per rompere la vetrata». «Questa storia va avanti almeno da sette anni - spiega Rita della sartoria accanto - È già la seconda denuncia che sporgo ai carabinieri ma nulla è cambiato».
DOPO AVER LETTO QUESTI ULTIMI ARTICOLI, CI AUGURIAMO CHE NEI CONVEGNI, COME QUELLO SOTTO RIPORTATO, FACCIANO PRESTO A CAPIRE ED A TROVARE SOLUZIONI
LA NAZIONE
CONVEGNO DEL LIONS CON PIERO LUIGI VIGNA. I RISULTATI DI UNA RICERCA SULLA PERCEZIONE DELLA LEGALITA’
I giovani e l’abuso di alcol e droga: esperti a confronto
-PISTOIA- UN CONVEGNO per capire perché i giovani fanno abuso di alcol e fanno ricorso a sostanze stupefacenti: (*) due elementi sempre più di frequente alla base di tanti incidenti stradali come quello che la notte dell’Epifania, ha sconvolto Firenze. Lo organizza (sabato prossimo alle 17 nella Sala Maggiore del Palazzo comunale) il Centro studi dei Lions Club della Toscana e avrà fra i relatori personalità di spicco, come Piero Luigi Vigna, già procuratore distrettuale e nazionale antimafia, procuratore generale onorario della suprema corte di cassazione, che parlerà della pericolosità dell’alcol nel comportamento dei giovani, i quali tendono a considerare l’assunzione un fatto senza conseguenze. Vigna presenterà i risultati di una ricerca sulla percezione di legalità nei giovani legata a questo tema. Il professor Filippo Muratori, neuropsichiatria infantile, si soffermerà sul tema del rapporto fra assunzione di alcol e droga connesse alla violenza e al bullismo giovanili. Quindi la professoressa giuliana Bianchi Calera affronterà il tema dal punto di vista delle motivazioni al bere, del ruolo del gruppo e della famiglia. Infine, la criminologa Silvia Calzolai parlerà del rapporto fra mass media e nuove devianze. L’iniziativa dei Lions parte da Pistoia, da anni in prima fila nella lotta alle stragi del sabato sera, che a questa battaglia ha dedicato fiaccolate, incontri di studio e concorsi nelle scuole. E che dal 2003 ha visto una discoteca, il Primadonna, organizzare pullman per evitare l’uso dell’auto e dei motorini nella notte del sabato. <
(*) Serviranno a qualche cosa questi convegni oltre a chi li fa?
E COME IN OGNI NOSTRA RASSEGNA SU VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI VEDIAMO QUANTI GUAI PROVOCANO QUESTE SOSTANZE
GAZZETTINO.IT
Insulta i carabinieri, denunciato per vilipendio
Martedì 13 Gennaio 2009,
Monselice
(o.m.) Un ventiseienne di Este denunciato per vilipendio e oltraggio a pubblico ufficiale. Al pronto soccorso di Monselice l’uomo era arrivato intorno alle 2.30 a bordo della sua auto per ricoverare la sua compagna che accusava dei forti dolori all’addome. Il personale della struttura sanitaria ha notato che l’uomo era in preda ai fumi dell’alcol. Immediatamente sono stati avvertiti i carabinieri contro i quali il giovane si è scagliato contro di loro pronunciando pesanti offese. Bloccato a fatica e con l’aiuto degli infermieri, è stato portato in caserma e denunciato.
GAZZETTINO.IT
Guidava ubriaco a fari spenti nella notte
oggi l’udienza di convalida dell’arresto
Martedì 13 Gennaio 2009, CORTINA - Si terrà questa mattina nel carcere di Baldenich l’udienza di convalida dell’arresto del 28enne italo-croato Z.A., finito in carcere nella notte fra sabato e domenica. Il giovane, intercettato dalla Polizia mentre guidava all’impazzata a fari spenti nel buio, e trovato poi positivo all’alcoltest, aveva concluso la propria corsa con un incidente in via Cademai. Portato in commissariato aveva minacciato i poliziotti ferendone uno con una testata al volto. Il pubblico ministero Massimo De Bortoli ha chiesto la convalida dell’arresto per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
13/01/2009
IL MATTINO
Ogni 20 persone controllate, una risulta positiva al test di verifica del tasso alcolemico.
È l’allarmante dato emerso nel corso della conferenza stampa del generale Ciro Nobile, comandante del compartimento della polizia stradale per la Campania e per il Molise, che ha tracciato un bilancio dell'attività svolta dalle 39.253 pattuglie messe in campo nei dodici mesi del 2008. Dalla sola Stradale - che ha competenza all'esterno dei confini urbani - in un anno sono state arrestate 956 persone per guida in stato di ebbrezza e 176 per guida alterata dall'assunzione di sostanze stupefacenti: un nuovo rischio (in crescita nei fine settimana) con il quale purtroppo bisogna fare i conti anche se ci si sposta in città. Proprio domenica scorsa nella centralissima piazza Vittoria è stato travolto da un'auto pirata un dipendente del «Mattino»: erano le 23,30 e Armando Nuti, terminato il suo turno di lavoro, s'accingeva a rientrare a casa in motorino quando, accorgendosi d'avere una ruota semisgonfia, s'è fermato all'angolo ed è stato investito da un'auto che gli ha provocato gravi ferite (frattura scomposta del femore) continuando la sua corsa verso via Caracciolo. Quotidianamente a Napoli decine di persone finiscono in ospedale per ferite più o meno gravi causate da incidenti stradali. Un dato positivo: il tasso di mortalità in Campania e nel Molise si è quasi dimezzato rispetto al 2007. Gli incidenti stradali sono diminuiti di 5,3 punti percentuali (poco al di sotto della media nazionale che è del 5,5 per cento). «Le due regioni - ha spiegato Nobile - sono entrambe soggette a incidentalità: in Campania c'è un sovravolume di traffico; il Molise, carente di collegamenti viari e ferroviari, sviluppa molto il trasporto su gomma». Di grande impatto è il numero dei conducenti controllati con etilometro e precursori: 72.309 (il 64% in più rispetto al 2007). lu.ru.
IL GAZZETTINO
impugnato il provvedimento del Tribunale del riesame
Accusato di stupro ma scarcerato
La Procura si oppone: è pericoloso
Martedì 13 Gennaio 2009,
La Procura di Treviso ha impugnato il provvedimento con il quale il giudice del Tribunale del riesame ha disposto la scarcerazione di Simone Corrò, il 28enne trevigiano finito in carcere con l’accusa di aver stuprato, sotto l’effetto dell’alcol e della cocaina, un’amica di 27 anni che aveva acconsentito a riaccompagnarlo a casa dopo una festa. Per i giudici del riesame non era necessaria la custodia in carcere del giovane, arrestato poche settimane dopo il fatto per un altro grave episodio di cronaca: il pestaggio del tutto gratuito, insieme a un amico, di due kosovari e del titolare del bar “La casa degli Elfi” di via Canova, a Treviso, solo perché si rifiutava di dar loro da bere. Le mani Corrò le aveva alzate anche contro i poliziotti intervenuti per calmare lui e l’altro ragazzo. Una violenza alla quale il 28enne non sarebbe nuovo, visto che nel 2005 aveva spezzato con un calcio la tibia a un agente, intervenuto per sedare una rissa all’Interno 7. Risultato: una condanna a un anno di reclusione e a una multa di 10mila euro. Precedenti che hanno indotto la Procura a chiedere la custodia in carcere per Corrò, rampollo di una nota famiglia residente in Borgo Cavour, giudicato pericoloso. Il Tribunale del Riesame non è stato evidentemente dello stesso avviso, dal momento che non ha ritenuto necessario che il giovane rimanesse in cella. D’altro canto, la sua versione dei fatti di quella notte in cui avrebbe abusato dell’amica, è ben diversa da quella fornita da quest’ultima. Alla sua scarcerazione la Procura però non ci sta: ecco quindi l’impugnazione del provvedimento.
IL GAZZETTINO
PRONTO SOCCORSO
Ubriaco di Badia inveisce contro gli infermieri
Martedì 13 Gennaio 2009,
Sanzionato dalla polizia per ubriachezza perché, stanco di aspettare il suo turno in attesa di una medicazione, ha iniziato a dare in escandescenze, protestare animatamente, inveire e pronunciare frasi ingiuriose contro gli infermieri dell’accettazione. È successo verso le ore 15 al pronto soccorso di Rovigo, dove una volante della questura è stata costretta a intervenire per riportare la calma. Protagonista dell’animato episodio F. M. 40 anni, residente a Badia Polesine. L’uomo si è lasciando andare al comportamento in evidente stato di ebbrezza alcolica, mentre si trovava in attesa nei locali dell'ospedale insieme ad altri. Gli agenti della polizia rodigina non hanno potuto fare altro che denunciarlo.
IL CORRIERE DI RIETI
Guida in stato di ebbrezza cinque giovani nei guai.
Denunciati, è stata sequestrata loro l’auto.
RIETI13.01.2009 Non sembra arrestarsi il fenomeno di chi beve o assume stupefacenti - sempre di più e sempre prima, secondo le stime fatte in materia - e poi si mette alla guida, con i risultati che si leggono tutti i giorni sui giornali o si ascoltano in televisione. L’ultima in ordine cronologico, che riguarda anche Rieti, arriva da L’Aquila dove i carabinieri hanno denunciato per guida in stato d’ebbrezza cinque persone di età compresa tra i 21 e i 25 anni, residenti all’Aquila, Pescara e Rieti. Ai cinque giovani i carabinieri hanno ritirato la patente di guida e le loro auto sono state poste sotto sequestro
IL TRENTINO
Guida in stato di ebbrezza, bancario in cella
di Andrea Selva
Sorpreso brillo per la terza volta il tribunale adotta la linea dura
L’uomo è di Rovereto e ha incarichi di responsabilità Si è messo in ferie per scontare la pena di venti giorni
TRENTO. 13.01.09 La prima volta gli hanno concesso la sospensione condizionale della pena, la seconda se l’è cavata con una multa, la terza volta è finito in carcere dove sta scontando 20 giorni per guida in stato di ebbrezza: ufficialmente in ferie, in realtà è in cella. Così ha deciso il tribunale di sorveglianza nei confronti di un alto funzionario di banca roveretano sorpreso per la terza volta ubriaco al volante. Una sentenza che conferma la linea dura dei giudici trentini.(*)
Per evitare il carcere il funzionario di banca ha chiesto al suo avvocato di appellarsi al tribunale di sorveglianza. L’ultima spiaggia. L’udienza si è tenuta nel dicembre scorso e il tribunale - in composizione collegiale, presieduto dal giudice Carlo Alberto Agnoli - ha respinto l’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali o di detenzione domiciliare: «In carcere» hanno deciso i magistrati. E così è stato. Per evitare problemi sul lavoro il funzionario si è messo ufficialmente in ferie, ha preparato la valigia, ha salutato i familiari e si è trasferito nel carcere di Rovereto dove rimarrà fino alla settimana prossima.
L’avvocato difensore ha presentato subito ricorso in Cassazione, chiedendo nel frattempo al tribunale di sorveglianza di sospendere la propria decisione: l’udienza sulla sospensione si è tenuta ieri mattina, i giudici si sono riservati e intanto per il bancario roveretano, detenuto in cella assieme ai delinquenti comuni, i giorni trascorrono lenti verso il termine della pena.
Il bancario - uomo irreprensibile, se non fosse per quelle tre volte che è stato beccato ubriaco al volante - è comunque in buona compagnia: nel carcere di Trento sta scontando una pena analoga un pensionato di 64 anni, residente in valle di Cembra, beccato per la terza volta, mentre nelle scorse settimane era toccato ad un imprenditore denunciato per guida in stato di ebbrezza già sei volte.
E per chi esagera nel bere sono in arrivo tempi ben più duri, visto che le pene sono state inasprite con l’ultima riforma del codice penale che prevede l’arresto fino ad un anno per chi guida con più di 1,5 milligrammi d’alcol per ogni litro di sangue (attualmente la condanna massima stabilita dal tribunale di Trento è di un mese di arresto).
Il presidente del tribunale di sorveglianza, Carlo Alberto Agnoli, spiega così la linea del proprio ufficio: «Parliamo di persone che sono “plurirecidive”, cioè sorprese al volante in stato di ebbrezza per almeno due volte, ma in genere tre o più volte. Cosa vuole che conti l’affidamento ai servizi sociali in prova per venti giorni? Un’alternativa possibile sarebbe il percorso di recupero previsto per chi ha problemi con l’alcol, in collaborazione con il servizio di alcologia che più volte ha sottolineato la gravità del fenomeno. Ma nei casi in questione non è stata percorsa questa via, che non abbiamo mai rifiutato a nessuno».
Il giudice Agnoli spiega che la linea del tribunale è sempre stata condivisa da tutti i componenti del tribunale, dove proprio ieri ha preso servizio il giudice Ettore Di Fazio, proveniente dal tribunale di Rovereto. Si tratta di un atteggiamento in coerenza con la severità della procura della Repubblica di Trento, già annunciata più volte dal procuratore capo Stefano Dragone.
Il carcere per chi guida in stato di ebbrezza è in realtà un fatto piuttosto singolare nel panorama giudiziario italiano, visto che in altri distretti i procedimenti per questo reato (punito dall’articolo 186 del codice della strada) si chiudono con la prescrizione a causa dei tempi troppo lunghi. Angoli conferma: «Nonostante le forti carenze organizzative della macchina giudiziaria siamo molto aggiornati, direi “fortunosamente”, su tutti i reati, non solo su quelli come la guida in stato di ebbrezza». (**)
(*) (**) Nota: forse una buona notizia?
ED INFINE UN ARTICOLO CHE PARLANDO DEI DANNI DEL COLLUTTORIO CONFERMA LA PERICOLOSITA’ DI AMMALARSI DI CANCRO ALLA CAVITA’ ORALE, FARINGE E LARINGE PER CHI CONSUMA ALCOL O HA L’ABITUDINE DI FUMARE
AFFARITALIANI.IT
Salute/ Colluttorio sotto accusa: si rischia il cancro alla bocca
Martedí 13.01.2009 Colluttori sotto accusa: aumenterebbero il rischio di ammalarsi di cancro alla bocca. A puntare il dito contro questi prodotti per l'igiene orale sono studiosi australiani, secondo cui i colluttori andrebbero ritirati, e in gran fretta, dagli scaffali dei supermercati. "Ora abbiamo evidenze a sufficienza per dirlo - sostiene infatti Michael McCullough, ricercatore a capo dello studio - Se una crema contro l'acne aumentasse il rischio di cancro alla pelle di 4/5 volte, a nessuno salterebbe in mente di consigliarla".
A minare la salute di chi fa uso di colluttori, secondo il meta-studio australiano che ha passato in rassegna ricerche su un campione totale composto da 3.210 persone, l'alcol contenuto (*) in questi prodotti. Stando ai risultati, il loro uso aumenterebbe il pericolo di ammalarsi di cancro alla cavità orale, faringe e laringe, e ciò indipendentemente dal consumo di alcol o dall'abitudine di fumare, da sempre imputati per il cancro alla bocca.
Se sorseggi un bicchiere di vino - spiega McCullough, a capo dell'Australian Dental Association e docente alla Melbourne University, in un articolo pubblicato sul Dental Journal of Australia - tendi a ingerirlo, mentre il colluttorio si tiene più a lungo in bocca trasformandosi in acetaldeide, un noto cancerogeno per l'uomo". E tra i colluttori più gettonati la concentrazione di alcol è addirittura superiore a quella di vino e birra, avverte lo studioso. "La principale differenza - denuncia McCullough - è che i primi sono considerati prodotti per la salute, a differenza dei drink".
Per questo i colluttori andrebbero, secondo gli studiosi, riclassificati come prodotti che necessitano di prescrizione medica, e le confezioni andrebbero provviste di etichette che indicano i rischi per la salute, o sostituite con versioni alcol-free. Ma non tutti gli addetti ai lavori sono convinti dalla ricerca guidata da McCullough, e dunque non sposano la tesi sorretta dallo studio. Laurence Walsh, a capo della School of Dentistry della Queensland University, la critica duramente, sottolineando che non esiste alcun link scientificamente provato. E in più mette in dubbio i criteri della ricerca.
(*) Nota: esistono anche colluttori senza alcol!
ALL’ULTIMO ISTANTE ALESSANDRO MI HA MANDATO QUESTA INTERESSANTE RISPOSTA DI ANDREA GHISELLI DAL CORRIERE DELLA SERA
Martedì, 13 Gennaio 2009
NUTRIZIONE
Di Andrea Ghiselli
Rocco
alcool e grassi
Anche se non scrivo seguo sempre il forum. oggi le volevo raccontare che durante le mie ferie di natale, ho ascoltato alla radio (un programma della bonaccorti sulle frequenze rai ) un intervento di un nutrizionista (non ricordo il nome ne l'università dove insegnava), il quale diceva che bere un pò di vino fa bene (portanto l'esempio dei francesi che non hanno la stessa percentuale di malattie cardiovascolari come da noi), che c'è un'apposito enzima (mi sembra che si tratti del latticodeidrogenasi, ma non ci metto la mano sul fuoco) e che se si beve vino con moderazione (2 bicchieri per le donne e 4 per gli uomini al dì) non c'è nessun problema, anzi.... Inoltre, aggiungeva che se si ingerisce un pò di sostanze grasse prima di bere vino queste consentono un minore assorbimento di alcool (teoricamente se ne potrebbe bere di più); anche in questo caso riportò come esempio i francesi che loro usono molto il pane (o prodotti similari) spalmati con il burro. Poichè ero rimasto sbigottito da queste informazioni e non avendo seguito dall'inizio il programma ho provato a scaricarlo da internet perchè volevo ascoltarlo con più attenzione. Poi per vari motivi non ci ho più pensato finchè oggi alcuni colleghi a pranzo (tutti con una discreta conoscenza della materia) non hanno tirato fuori l'argomento trattato alla radio confermandomi quanto avevo ascoltato. In questi giorni proverò (compatibilmente con gli impegni di lavoro)a scaricarlo, trasciverlo e portarlo alla sua conoscenza.
Visto che si tratta di uno che conosce (dovrebbe, visto che è un docente universitario) la materia, com'è possibile che dica cose in contraddizione con altri suoi pari (non mi riferisco solo a lei, ma anche ad altri docenti/esperti della nutrizione, i quali sostengono che è meglio non bere alcool e se si beve con estrema moderazione e solo per persone sane).
Risposta Ghiselli Martedì, 13 Gennaio 2009
Il perché la gente dica idiozie non deve certo chiederlo a me. Il paradosso francese ormai non lo nominano più nemmeno sul corriere dei piccoli. E' riconosciuto che bere alcolici non è consigliato, bensì sopportato a patto che vengano rispettate determinate condizioni. E' invece vero che il grasso poiché rallenta lo svuotamento gastrico rallenta l'entrata in circolo dell'alcool, ma l'"esperto" in questione, se così si sono svolti gli eventi (perché badi bene io sto discutendo un programma riportato da lei, quindi passibile di errori di interpretazione) confonde l'ebbrezza con la salute e non c'entra proprio nulla. L'alcol è una sostanza TOSSICA e lo è indipendentemente dal fatto che la si "regga" bene oppure no e la sua tossicità è dose-dipendente. L'ebbrezza invece è un'altra cosa e consiste nella rapidità con la quale l'alcol entra i circolo. Ma che ci entri rapidamente o un po' alla volta ai fini degli effetti collaterali (tipo insorgenza di tumori) non fa differenza alcuna. Finisco col dire che 4 bicchieri al giorno sono il doppio delle quantità ritenute moderate.
UN’ALTRA APPENA ARRIVATA CHE NON HA BISOGNO DI COMMENTO
Martedì, 13 Gennaio 2009
NUTRIZIONE
Di Andrea Ghiselli
Ugo Q.
Per irene74
Mia madre è un'ex alcolista.
Non so se hai figli, ma sicuramente avrai qualcuno che ti vuole bene.
Ti assicuro che non potrai mai dargli una felicità più grande, se uscirai dall'alcol.
Chiedi aiuto, se serve, senza vergona.
Mamma ne uscì con gli Alcolisti Anonimi.
Sono stato talmente felice quando ho capito che ne stava veramente uscendo, che ora mi sento contento anche se leggo di una sconosciuta in un forum che ne vuole uscire.
Vai Irene. Riprenditi la tua vita.
Scrissi un post a Severgnini, su Italians, tempo fa. Mi permetto di segnalare il link qui sotto. Spero possa dare un piccolissimo contributo.
Saluti a tutti.
Ugo Q.
ps Se vorrà cestinare, dott. Ghiselli, capirò, perché è decisamente fuori tema. Ma sono troppo sensibile all'argomento, per non proporre questo post. Grazie per la pazienza.
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http://sitesearch.corriere.it/engineDocumentServlet.jsp?docUrl=/documenti_globnet5/mondo_corriere/Italians/2006/05/20/01060520.xml&templateUrl=/motoriverticali/italians/risultato.jsp
(Titolo "Sono figlio di un alcolista")
Risposta Ghiselli Martedì, 13 Gennaio 2009
Mi guardo bene dal fare censura su temi di pertinenza sociale. Anche io credo che senza un aiuto esterno non se ne possa uscire. Si può cominciare anche con piccoli passi
Rassegna stampa del 12/01/2009
COME ERA STATO PREVISTO, LE TROPPE PRESSIONI ESTERNE CHE I PARLAMENTARI STANNO SUBENDO IN QUESTI GIORNI PERCHE’ NON ABBASSINO IL TASSO DELL’ALCOLEMIA PER POTER GUIDARE, STANNO DANDO I LORO FRUTTI.
ALESSANDRO SBARBADA ED IL DOTTOR CLAUDIO ZORZI PROVANO A TOCCARE LA SENSIBILITA’ E RISVEGLIARE LA RESPONSABILITA’ DEL DEPUTATO COMPAGNON, IERI IN RASSEGNA PER QUESTO ARTICOLO:
IL GAZZETTINO (Udine)
DEPUTATI
Angelo Compagnon (Udc)
Nel comitato ristretto della commissione Trasporti, è intervenuto sulla pdl in materia di circolazione e sicurezza stradale, dichiarandosi “contrario alla riduzione da 0,5 a 0,2 del tasso alcolico consentito. No alla repressione, sì alla prevenzione – ha detto -. Tolleranza zero, invece, per chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti, mentre ai conducenti di mezzi pubblici non sia permessa alcuna bevanda contenente alcol”. Il deputato si è definito “perplesso” sulla confisca dell’auto, perché “è un bene comune utile a tutta la famiglia e non solo al conducente”. Sul punto presenterà un emendamento. (*)
(*) Nota: i parlamentari della Commissione Trasporti sono soggetti in questo periodo ad una fortissima pressione per non ridurre l’alcolemia consentita per guidare.
Purtroppo questo intervento dell’onorevole Compagnon è un segno di cedimento a queste pressioni, a mio modo di vedere molto preoccupante.
Gentile Onorevoli, ve ne prego, resistete, non mollate: abbassare l'alcolemia significa risparmiare vite!
E vi spiego il motivo, anzi uno dei motivi.
Alcolemia 0,2 (o meglio ancora 0,0, con depenalizzazione per i valori più bassi) significa cambiare davvero il comportamento degli italiani: saranno moltissimi quelli che eviteranno di bere prima di mettersi al volante, e questo comporterà già di per sè una riduzione degli incidenti, anche se non ci dovesse essere l'auspicato e necessario incremento dei controlli sulle strade.
Cambiare un proprio comportamento è difficile, si capisce che oggi molti protestino contro l'eventualità di un abbassamento del limite legale di alcolemia per guidare.
Ma le leggi che non provocano cambiamenti non servono, quelle efficaci sono quelle che - pur tra le mille prevedibili resistenze - incidono davvero nel modificare le abitudini delle persone.
E l'abitudine di bere alcol prima di guidare non è più accettabile.
Cordiali saluti.
Alessandro Sbarbada - Mantova
alessandro.sbarbada@fastwebnet.it
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Onorevole Compagnon
non la conosco, ma ho apprezzato l'attenzione ed i pensieri che lei ha dedicato alla faccenda della alcolemia legale. Ho pensato: 'ecco un deputato che cerca di sdoganarsi dalle voci delle sirene, che osa pensare oltre, che osserva gli accadimenti traslandosi dal terreno della produzione e delle sue ragioni a quello delle conseguenze per lei, per me, per noi tutti; ecco uno che osa fare cultura nel contesto del suo lavoro parlamentare'.
Ma che fa ora? Si è pentito? Le sirene hanno alzato la voce? L'aver osato mettere in discussione le sembra un azzardo? Ha sognato lo spettro della crisi del settore vitivinicolo?
Mi dispiace .... avevo quasi creduto che lei sapesse e volesse dire/fare qualcosa di opportunamente dissonante. Ma può ancora, perchè se lei osa riprendere in mano i pensieri, guardare avanti, immaginare una destinazione, allora lei non avrà fatto solo un intervento sull'alcolemia legale, ma lo avrà fatto sul futuro, attraverso questa occasione. Almeno passerà alla cronaca come quello della commissione che ha osato togliersi dal coro.
Non pasticci però sulle parole per togliersi dagli impicci di coscienza. Repressione no, Prevenzione si? Ma allora tutte le norme che la società si dà attraverso le leggi sono repressive? Repressivo non è forse e deve esserlo il potere dello stato che deve sanzionare i comportamenti (anche se in tema di sicurezza stradale ed alcol a me sembra molto indulgente, ancora) e non il legislatore, che potrebbe anche guardare al futuro, oltre che legiferare su quello che la cultura di una nazione ha già recepito. Anche il legislatore ha un dovere: tutelare il 'bene comune', a parer mio. Perchè lo chiama repressione? In fondo le Leggi della Repubblica, almeno finchè saremo in democrazia, non ci toglie libertà, anzi accresce la sua e la mia e quella di tutti, accrescendo la nostra responsabilità.
Legiferare per una riduzione dell'alcolemia legale renderà i cittadini più consapevoli di un rischio, anche se uno potrà continuare ad ignorarlo, ma assumendosene le conseguenze. Perlomeno Lei non sarà corresponsabile di un alibi: l'Onorevole Compagnon ha detto/fatto in manierà che possiamo continuare a guidare sotto l'effetto di alcol.
Ma le parole cantano ed attraggono ed è facile farsi irretire e cedere e qui mi fermo.
Le propongo di leggere? rileggere? farsi prendere? dal Canto XXVI dell'Inferno di Dante dove, introducendosi nelle Malebolge ed anticipando Ulisse, dice:
‘… e più lo ‘ngegno affreno ch’i non soglio,
perché non corra che virtù nol guidi’
Ma perdoni ancora la mia impertinenza e voglia dedicare una riflessione alle parole di Tiziano Terzani in 'Lettere contro la guerra':
“Ancor più che fuori, le cause della guerra sono dentro di noi. Sono in passioni come il desiderio, la paura, l’insicurezza, l’ingordigia, l’orgoglio, la vanità... Lentamente bisogna liberarcene. Dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi. È il momento di uscire allo scoperto; è il momento d’impegnarsi per i valori in cui si crede. Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale molto più che con nuove armi. (…) Il mondo è cambiato. Dobbiamo cambiare noi. Fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza, facciamo ognuno qualcosa. Nessun altro può farlo per noi”
Potrei immaginare che Lei legga questo pensiero in Commissione e posso immaginare la sorpresa e le parole 'deferenti' che potrebbe sentirsi rivolgere. Ma perchè no....' nessuno altro può farlo per Lei.
Claudio Zorzi APCAT Trentino Centro Studi
IO INVITO TUTTI A SCRIVERE ANCHE UNA SOLA RIGA A QUESTI SIGNORI CHE STANNO PREPARANDO UNA LEGGE CHE POTREBBE SALVARE MOLTE VITE UMANE.
valducci_m@camera.it , barbareschi_l@camera.it, velo_s@camera.it, buonanno_g@camera.it, favia_d@camera.it, misiti_a@camera.it, crosio_j@camera.it, montagnoli_a@camera.it, salvini_m@camera.it, nicco_r@camera.it, pionati_f@camera.it, boffa_c@camera.it, bonavitacola_f@camera.it,
cardinale_daniela@camera.it, carra_e@camera.it , fiano_e@camera.it , laratta_f@camera.it , lovelli_m@camera.it , martino_pierdomenico@camera.it , melandri_g@camera.it , merlo_g@camera.it , meta_m@camera.it , sarubbi_a@camera.it , tullo_m@camera.it , bergamini_d@camera.it , biasotti_s@camera.it , cesaro_l@camera.it , colucci_f@camera.it , foti_antonino@camera.it , garofalo_v@camera.it , grimaldi_u@camera.it , iapicca_m@camera.it , landolfi_m@camera.it , lorenzin_b@camera.it , moffa_s@camera.it , nizzi_s@camera.it, piso_v@camera.it , proietti_f@camera.it , simeoni_g@camera.it , taglialatela_m@camera.it , testoni_p@camera.it , toto_d@camera.it , compagnon_a@camera.it , drago_g@camera.it
MA MENTRE I NOSTRI GOVERNANTI DECIDONO, I GIOVANI CONTINUANO A MORIRE
IL TIRRENO
Firenze: dopo i 3 giovani morti
Nelle discoteche appelli contro droghe e alcol
12.01.09 FIRENZE. «Divertiamoci al massimo ogni sera ma divertiamoci anche la sera dopo.. e la sera dopo ancora.. e per sempre! Chi guida non beva! Chi guida non usi droghe! Chi guida non esageri con la velocità! Chi è accanto e insieme a chi guida lo deve pretendere!».
E’ un passaggio del messaggio letto in alcune discoteche fiorentine sabato sera, quando la musica si è fermata per ricordare i tre giovani morti in seguito all’incidente stradale avvenuto in via Pistoiese nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.
«Non vergognamoci ad avere cura della nostra vita e delle persone accanto a noi! In un attimo vola via tutto, musica, amori, amici, e non tornano più!».
E’ questo il modo scelto dai gestori delle discoteche fiorentine per partecipare al lutto cittadino deciso dal sindaco di Firenze, Leonardo Domenici.
Un messaggio con il quale non si è parlato del dolore provocato da questo terribile incidente, perchè «è un dolore che può capire solo la famiglia, chi le conosceva, e chi ha vissuto drammi simili», ma con il quale si è cercato di parlare direttamente ai ragazzi che in quel momento erano nelle piste per dire loro: «vorremmo che non succedesse più».
ED I GESTORI FANNO PSEUDO CAMPAGNE PER INCITARE I GIOVANI A GUIDARE SOBRI.
MA QUANTI GESTORI PER UNA SERA, DICO UNA, HANNO DECISO DI NON VENDERE ALCOLICI?
FORSE UNA SERATA SENZA ALCOLICI RIMANEVA PIU’ IMPRESSA NELLA MENTE DEI GIOVANI CHE NON UN SEMPLICE MESSAGGIO VOCALE.
MA ASCOLTIAMO INVECE COSA HANNO DA DIRCI I GIOVANI
REPUBBLICA.IT
Ora la tribù si sente in colpa
11 gennaio 2009 FIRENZE Ai funerali di Francesca e Margaux la tribù parla piano e si commuove. Si sparpaglia nei giardini accanto alla basilica di San Miniato per sfuggire agli occhi dei genitori, per fumare una sigaretta e parlare liberamente, senza paura di esser vista, sentita. Le ragazze con il cappotto nero e i capelli sul viso piangono e si stringono, i ragazzi con le gambe secche si danno pacche sulle spalle forti come pugni. Serena, 16 anni Istituto Machiavelli Capponi «Io non dormo più, da due notti non dormo più. Ho paura, ho il terrore, sento quel botto tremendo, mi rivedo in quella macchina. La paura, il terrore. Potevo essere io. Poteva capitare anche a me, chissà quante volte si esagera, quante volte ho rischiato, chissà quante volte abbiamo rischiato noi tutti e però siamo ancora qui perché siamo stati fortunati, perché a noi è andata dritta. Quasi mi sento in colpa. Non so come dire, ma ecco, forse sarei potuta morire io. Noi tutti, al loro posto. Ricordo i sorrisi di Margaux e gli occhi di Francesca e poi penso a quel botto. Come si fa? Come?». Paolo, 17 anni Liceo Gramsci «Tu pensi di essere infinito, pensi che queste cose nemmeno esistono. Pensi che ci sono le interrogazioni, le pagelle. I compiti, la scuola. Pensi di esser forte, di aver tutto davanti a te. Poi succedono queste merdate, queste stronzate. E ti crolla il mondo addosso, ti viene il panico. Ti passa la voglia di pensare, la voglia di far tutto. C' è solo da star zitti, da mettersi lì in un angolo e star zitti». Pietro, 17 anni Liceo Gramsci «Ogni volta a gennaio queste storie. Che schifo. Tre anni fa morì Edoardo, due anni fa un amico di mio fratello. Ora Francesca e Margaux, sempre a gennaio. Non è possibile. E' un mese assurdo. Dovrebbero abolirlo dal calendario, decidere che no, gennaio non esiste più. L' anno dovrebbe iniziare a febbraio». Andrea, 18 anni Liceo Dante «Bisogna star attenti ragazzi. C' è poco da fare: o stai attento oppure è un attimo e sei fregato. Qui non è tanto questione di alcol, di canne o che so io. Quello capita a tutti, quello si può fare nei limiti del dovuto. Ma poi devi stare attento, devi guardarti allo specchio e capire se ce la puoi fare o no, devi capire se sei in grado di guidare, se sei sicuro, se ti reggi in piedi. E non devi farti prendere
dalla "botta": perché poi è un attimo e sei fregato». Niccolò, 19 anni Istituto Scolopi «Io giuro guarda la macchina anche se ho bevuto un sorso di birra o mezzo bicchiere di vino non la prendo più. Io non ci voglio finire così, no, non voglio. Non voglio che i miei amici e il babbo e la mamma vengano a piangermi. Piuttosto prendo dieci euro e mi pago il taxi, o anche quindici euro che me ne frega, tante volte i soldi li spendiamo per fare cazzate, meglio spenderli per salvarsi la vita forse». Fabio, 19 anni «Qualche tempo fa è successo anche a me, avevo appena preso la patente, una delle prime sere con gli amici. L' aperitivo, la disco, poi alle 3 a casa. Non avevo bevuto tanto. Mi misi in macchina e mi sentivo bene, vedevo bene, tutto tranquillo. Poi in macchina il casino, forse la stanchezza, forse anche se poco l' alcol che si faceva sentire e insomma sono finito fuori strada. Fortunatamente non è successo nulla, ma da allora basta. Non guido più se non sono strasicuro di me e di quelli che ho intorno». Jacopo, 17 anni Liceo scientifico sportivo «Se fossi Gianmarco vorrei morire. Come si fa, come si può portare sul groppone le vite dei tuoi amici? Anche se poi non sei colpevole per la legge come fai, ti vergogni tutta la vita come un cane, il peso delle parole ti ammazza. Come fai?». Giovanni, 17 anni Liceo Machiavelli «Cosa c' è da dire? Cosa? Questa è fatalità ragazzi. Questa è una merdata. Che c' entra l' alcol via, basta parlare di queste cose. Lo sappiamo come funziona, quando ci sono fatti del genere bisogna star zitti». Giacomo, 18 anni Istituto Scolopi «Dai ragazzi via smettiamola, bisogna smetterla. Bisogna dirselo, bisogna dirselo. Si deve andar piano in macchina, non si fanno bischerate quando si guida. E anche in motorino: quanti di noi si fanno male in scooter? Lo so che non è facile, so che non è facile convincere gli altri: ma chi guida non deve bere, nemmeno un goccio, nulla». Erika, 17 anni Liceo Dante «Che rabbia, che rabbia. Guarda qui, c' è tutta Firenze, ci sono ragazzi di tutte le scuole della città. E' come una festa gigantesca, solo riuscita malissimo. Le persone che tutte le sere vorresti vedere alle feste le vedi qui ora, solo per un motivo tristissimo e assurdo». Irene, 16 anni «Succede che una volta litighi, magari per una cosa da niente. Ti lasci male, nemmeno ti saluti. Tanto sai che poi ti rivedi, sicuramente chiarisci, tutto torna come prima, forse meglio, le cose si rimettono in riga. Con Francesca e Margaux non può esser così. Se ne sono andate, non tornano più e tu non puoi chiarire, non puoi più far nulla. Non puoi urlargli dietro, non puoi più. Io non ci avevo litigato, sia chiaro. Ma in questi giorni ci ho pensato, ho pensato così. Che se avessi avuto qualcosa da dire loro, se avessi dovuto mandargli un sms magari per prenderle in giro, non avrei potuto più farlo. Nemmeno un' ultima volta per vedersi, parlare, guardarsi in viso. Se anche ora volessi salutarle, dirgli ciao Francesca, ciao Margaux, un attimo e basta, solo un minuto, adesso non posso più farlo». - ERNESTO FERRARA
ANCHE IL PAPA ESORTA A NON LASCIARE I GIOVANI “IN BALIA DI CATTIVI MAESTRI”.
LA PREVENZIONE VA FATTA DA “PERSONALE SPECIALIZZATO” E NON DA CHI SUL CONSUMO DI ALCOLCI CI GUADAGNA!
APCom
Papa: Alcool, droga, trasgressione,sesso sono emergenze giovani
12:05 - POLITICA- 12 GEN 2009
Si affievoliscono i valori, si banalizza vita, pervade nichilismo
Città del Vaticano, 12 gen. (Apcom) - C'è una grave "emergenza educativa, che richiede oggi la più ampia collaborazione possibile". Il Papa è fortemente preoccupato per gli "episodi di violenza giovanile", così come per "gli incidenti stradali dove muoiono tanti giovani". "Si affievoliscono, specie tra le giovani generazioni - dice incontrando gli amministratori della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma (presenti il Sindaco Gianni Alemanno, il presidente della Regione Piero Marrazzo, e della Provincia Nicola Zingaretti) - i valori naturali e cristiani che danno significato al vivere quotidiano e formano a una visione della vita aperta alla speranza; emergono invece desideri effimeri e attese non durature, che alla fine generano noia e fallimenti". Il Papa mette dunque in evidenza come "tutto ciò ha come esito nefasto l'affermarsi di tendenze a banalizzare il valore della stessa vita per rifugiarsi nella trasgressione, nella droga e nell'alcool, diventati per taluni rito abitudinario del fine settimana. Persino l'amore - prosegue Benedetto XVI - rischia di ridursi ad 'una semplice cosa che si può comprare e vendere' e 'anzi l'uomo stesso diventa merce'". "Davanti al nichilismo che pervade in maniera crescente il mondo giovanile - conclude il Papa - la Chiesa invita tutti a dedicarsi seriamente ai giovani, a non lasciarli in balìa di se stessi ed esposti alla scuola di 'cattivi maestri', ma ad impegnarli in iniziative serie, che permettano loro di comprendere il valore della vita in una stabile famiglia fondata sul matrimonio. Solo così si dà loro la possibilità di progettare con fiducia il loro futuro".
E QUANDO TROVIAMO QUALCUNO CHE CERCA DI METTERE IN PRATICA LE ESORTAZIONI DELL’O.M.S. (*) PER RIDURRE I PROBLEMI ALCOLCORRELATI, VEDI LA COOP, SI TROVA SEMPRE QUALCUN ALTRO CHE REMA CONTRO E SOLO PER PAURA DI PERDERE CLIENTI E DENARO.
NON SI PENSA ALLA SALUTE O ALLA VITA DELLE PERSONE, MA SI PENSA SOLO A GUADAGNARE SOLDI.
(*) Nota: uno dei suggerimenti dell’O.M.S. dice che per ridurre i problemi alcolcorrelati bisogna ridurre le occasioni di vendita ed aumentare il prezzo delle bevande alcoliche.
IL TRENTINO
Cominotti: «Se si trattasse di una legge valida per tutti, la rispetteremo ma così non è». La decisione è della Coop
Alcol vietato ai minori, le «Famiglie» contro
Il divieto di vendita non piace ai «piccoli»: domani un cda infuocato
12.01.09 TRENTO. Alcol vietato ai minori? Le «Famiglie cooperative» non ci stanno. La decisione presa dalla Coop Italia fatta propria dal Sait, partner commerciale, non è piaciuta ad alcune delle «Famiglie» che non sembrano orientate e vietare la vendita degli alcolici a chi ha meno di 18 anni. La legge provinciale prevede il divieto di vendita (sia in negozio che al bar) ai minori di 16 anni. La Coop (e il Sait) hanno deciso di estendere il divieto di altri due anni. Capofila dei «dissidenti» Mario Cominotti, presidente della Famiglia cooperativa di Pinzolo. Il suo ragionamento è semplice: «Se ci fosse una legge valida per tutti - ha spiegato - noi la rispetteremo, ma dato che non c’è, non se ne fa nulla». Insomma la tensione c’è per questa nuova scelta che in molti temono porterà ad una riduzione dei clienti. Se in un negozio non posso acquistare l’alcol è possibile che decida di fare tutta la spesa da un’altra parte. E poi ci sono le «Famiglie cooperative» che lavorano nei luoghi più turistici: come spiegare a chi non è abituato un divieto che vale solo per alcuni negozi e non per tutti. Domani ci sarà un consiglio d’amministrazione dei Sait ed è facile immaginare che la questione alcol sarà al centro del dibattito. Anche perché sembra che in molte «Famiglie cooperative» sarebbe stato deciso di non affiggere il cartello che illustra la nuova iniziativa («Non vendiamo bevande alcoliche ai minori di 18 anni» è lo slogan scritto a grandi lettere), cartello che già si trova nei due Superstore provinciali (Trento e Rovereto) e nei negozi Sait.
FORSE POTREBBERO CAMBIARE IDEA SE LEGGESSERO QUOTIDIANAMENTE LA NOSTRA RASSEGNA O DOPO AVER LETTO QUESTO ARTICOLO
CORRIERE DI MAREMMA
Nella rete dell’alcol a dieci anni.
Emergono dati preoccupanti da un’indagine condotta sui giovani maremmani. Un ragazzino su tre beve. Sempre più minori ubriachi.
GROSSETO12.01.2009 Il 43% dei giovani grossetani (e il 37,8% delle ragazze) si è ubriacato nell’ultimo anno almeno una volta. E di questi chi ci casca frequenta al 30% la prima superiore, al 37% la seconda, al 43% la terza, in quarta si arriva al 55%, mentre in quinta al 65%. Ma c’è di più, l’uso dell’alcool influisce e non poco anche sul rendimento scolastico di chi ne abusa. Dati preoccupanti, che però non sono i soli che fanno auspicare una sensibilizzazione maggiore per correre ai ripari. E’ l’esito di uno studio effettuato su un campione di 1.200 ragazzi - il 55,4% femmine e il 44,6% maschi - tutti studenti delle medie superiori di Grosseto e provincia. Dai risultati emerge come a 10 anni un terzo dei ragazzi ha già bevuto, iniziando il consumo del vino in famiglia. A 14 anni la percentuale sale al 70% (vino e birra), poi arrivano i superalcolici: a 18 anni l’80% ne ha già fatto uso. Tra le femmine beve regolarmente il 57,7% degli intervistati, tra i maschi il 47%. A pagina 5 Giancarlo Capecchi
MA PASSIAMO LA PALLA AI POLITICI E SPERIAMO CHE FACCIANO UNA LEGGE NAZIONALE O QUANTOMENO PROVINCIALE, CHE VIETI LA VENDITA DI ALCOLICI AI MINORENNI.
SULLO STESSO GIORNALE C’E’ ANCHE CHI FA DEL SARCASMO PERCHE’ ALLO STADIO E’ PROIBITO VENDERE BEVANDE ALCOLICHE.
TRENTINO
Docce fredde, brulè vietato, Merlino triste: «Ci manca il gol»
La polizia ha controllato i documenti a chi al bar ha richiesto vino caldo
12.01.09 TRENTO. Poco da dire sulla gara, molto su quel che è girato attorno. Abboniamo il malumore trevigiano per l’acqua fredda delle docce. Segnalata già prima della gara, fredda era anche dopo. Addetto al riscaldamento cercasi.
Perché è in ebollizione, invece, il bar. Il Comitato per la sicurezza negli stadi proibisce la mescita di vino caldo. Un paio di clienti l’hanno richiesto, la gentile barista l’ha servito, un funzionario di Polizia è intervenuto. Esigendo il controllo dei documenti agli stupiti tifosi ormai in trance da vin brulé (comprensibile con quel freddo). Un altro tifoso ha esternato il suo disaccordo per una severità ritenuta eccessiva, e non a torto sapendo quel che succede in tanti altri campi del Nordest. Controllo dei documenti anche per lui. La solita inflessibilità all’insegna degli “ordini superiori”? Che, per altro, esistono e sembrerebbero motivati da un disordine strutturale al Briamasco.
Il cancello della Nord è qualificato “uscita di sicurezza”. Da qua la proibizione di vendere qualsiasi bevanda alcolica nei paraggi. Da qua, aggiungiamo noi, anche l’antico, contestatissimo divieto di traffico lungo via Sanseverino negli orari delle partite. Due assurdità? Succedesse malauguratamente qualcosa, anche una volta sola, c’è chi in alto passerebbe i suoi guai. (*)
E Merlino? I suoi guai li sta già passando. Solo due punti e nemmeno un gol in tre gare interne. La spiegazione sembra una litania buddista: «Ritmi bassi, la stanchezza dai molti impegni ravvicinati, assenze importanti, occasioni non finalizzate, episodi sfortunati e qualche assenza importante, anche se ai ragazzi scesi in campo non possono rimproverare niente».
E all’allenatore dopo un bilancio tanto misero?
«Dovremo imparare a fare gol». Già, è più che ora.
Deromedi accenna a un fuorigioco di Vianello sul tiro del gol. La Canna chiede un po’ di tempo senza infortuni e perché si completi l’intesa tra i tanti giocatori nuovi. La sua formula per il “mal da gol”? Un «più cattiveria» scontato e anche insufficiente.
Per il vicepresidente Marco Fattinger servirebbe invece «un altro attaccante». Quindi ulteriore ricorso al mercato degli svincolati. Merlino punta invece il dito, il fronte difensivo sinistro orfano di Vitti: «Già in settimana arrivano due o tre ragazzi in prova», assicura sempre Fattinger.
Prima bisognerà provare Lavrendi, dimesso in serata dall’ospedale: «I medici mi hanno prescritto tre giorni di riposo». Della partita? «Non ricordo nulla», dice. Almeno lui ha un valido motivo per il suo stato confusionale. (alf.)
(*) Nota: è un po’ riduttivo pensare che non vendono alcolici perché qualcuno, in alto, potrebbe passare qualche guaio. Se lo sarà chiesto il giornalista il motivo di tale ordinanza? O la nostra cultura del bere è così radicata da non farci vedere al di là del nostro naso?
VEDIAMO INVECE ALCUNE “BUONE PRASSI” DA IMITARE
BASILICANET.IT
DIPENDENZE, DOMANI A MATERA CORSO ASM-ISTITUTO MAGISTRALE
12/01/2009
[Basilicata]
Scuola e Sert della Azienda sanitaria di Matera insieme per favorire la comunicazione con le famiglie. Comincia domani a Matera, alle ore 15.30 , presso l’Istituto Magistrale “Tommaso Stigliani’’ il corso di formazione “Educazione alla salute e prevenzione delle dipendenze’’ promosso dal Servizio Tossicodipendenze (Ser.T) della Asm e dall’Istituto magistrale. L’iniziativa si articolerà in tre incontri dalla durata di tre ore ciascuno, programmati per i giorni 13, 19 e 26 gennaio. Il corso è rivolto a un massimo 25 persone e potranno partecipare docenti, personale ATA e genitori. L’attività formativa si propone di fornire le conoscenze e gli strumenti fondamentali per realizzare interventi di promozione di stili di vita sani e di scelte culturali e comportamentali contrarie al consumo di droghe, di alcol, di tabacco, ecc.. L’iniziativa vuole sviluppare il tema del rischio come esperienza ambivalente, e approfondite la conoscenza dei rischi connessi all’uso di sostanze psicoattive legali e non. L’approccio alla prevenzione proposto è di tipo educativo, basato sulla valorizzazione del ruolo del gruppo classe. Il corso ha,inoltre, lo scopo far conoscere la metodologia del laboratorio educativo come strumento per la prevenzione delle dipendenze.
Le lezioni saranno tenute dal sociologo Natale Pepe e dall’educatrice professionale Clotilde Sansò, entrambi del Sert dell’Azienda sanitaria di Matera. Il progetto formativo si inserisce tra le attività di prevenzione delle tossicodipendenze regolato dal protocollo di intesa tra Asl 4 e Ufficio Scolastico Provinciale di Matera. Per ulteriori informazioni contattare il dottor Natale Pepe tel 0835/253.704
MARKETPRESS di Lunedì 12 Gennaio 2009
DIPENDENZE: 258 MILA EURO A ULLSS N.1 BELLUNO, N.10 SAN DONA’ PIAVE, N.8 CASTELFRANCO, PER INTERVENTI PILOTA CONTRASTO A ALCOL E DROGA”
Venezia, 12 gennaio 2008 - Su proposta dell’Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, la Giunta veneta ha deliberato un contributo complessivo di 258 mila euro alle Aziende Ullss n. 1 di Belluno, n°10 di San Donà di Piave e n. 8 di Castelfranco per la realizzazione di interventi pilota e progetti sociosanitari di prevenzione e lotta contro la droga e l’alcol e le dipendenze da sostanze di abuso. Del contributo complessivo di 258 mila euro: 120 mila vanno all’azienda sociosanitaria bellunese per un progetto pilota di “prevenzione globale alla luce dell’evoluzione del nuovo fenomeno delle dipendenze”; 100 mila euro vanno all’azienda di San Donà per un progetto pilota “ di trattamento dei tossicodipendenti ‘cronici’ che consiste nella sperimentazione di nuovi programmo terapeutici riabilitativi individualizzati, a livello ambulatoriale semiresidenziale e residenziale; con un approccio di valutazione multidimensionale, con il risultato di un servizio (Sert) che gestisce e governa il programma individuale e non risulta solo servizio inviante in una struttura riabilitativa”; 38 mila euro sono destinata all’azienda sociosanitaria di Castelfranco, in collaborazione con l’Arcat regionale per un “progetto pilota di elaborazione, studio e ricerca della Banca Dati del Cat (Club Alcolisti in Trattamento) del Veneto per favorire lo sviluppo dei programmi dell’approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi dei Club sul territorio regionale”. I progetti dovranno concludersi entro il dicembre 2009. “La Regione Veneto - spiega Valdegamberi - ha da tempo adottato strategie di intervento articolate ed efficaci per rispondere all’uso incongruo delle sostanze stupefacenti e psicoattive come droghe, farmaci d’abuso, alcol e tabacco e ritiene opportuno potenziare ulteriormente alcuni azioni prioritarie in particolare nelle aree di intervento della prevenzione, della riabilitazione, dello studio e della ricerca. Il provvedimento regionale è previsto è previsto dal Dpr 309/90 e dalla legge regionale 5/96. Complessivamente, nel triennio 2006-2008 la Giunta veneta ha assegnato oltre 13 milioni di euro per la realizzazione di progettualità socio-sanitarie in materia di dipendenza da sostanze d´abuso, che si vanno ad aggiungere allo stanziamento annualmente di 21 milioni di euro per l’assistenza delle persone con dipendenze presso le comunità terapeutiche. Il sistema regionale per la lotta alle dipendenze si articola in 21 Dipartimenti per le Dipendenze; 38 Ser. T (Servizi per le Tossicodipendenze); 2 Aziende Ospedaliere, 32 Enti ausiliari iscritti all’Albo regionale delle Comunità Terapeutiche, con oltre 60 sedi operative; 7 Comunità Terapeutiche pubbliche, delle quali una residenziale e una alcologica; oltre 600 gruppi di auto-aiuto nel settore dell’alcolismo (Club alcolisti in trattamento e Alcolisti Anonimi); 65 Associazioni di volontariato (30 in materia di alcoldipendenza, 21 in materia di tossicodipendenza, 8 in materia di Aids, 6 in materia di carcere); cui vanno aggiunti i 7 N. O. T. (nuclei operativi tossicodipendenze) degli Uffici Territoriali del Governo nel Veneto e il Servizio contenimento del danno del Comune di Venezia, che collaborano e si integrano con il sistema sociosanitario regionale. .
A.S.A.P.S.
Le Chiavi del Sorriso... aprono le porte ai ragazzi
Fondazione Unipolis promuove un bando che sostiene, con 100 mila euro, progetti di inclusione sociale e culturale per i giovani
“Le Chiavi del Sorriso” è l’iniziativa promossa da Fondazione Unipolis per una società più integrata, aperta ed accessibile, attraverso il sostegno a progetti di inclusione sociale per giovani fra i 12 e i 18 anni. La dotazione è di 100 mila euro. Il bando, a carattere nazionale, ma articolato a livello regionale, è rivolto alle associazioni di volontariato, alle cooperative sociali, alle organizzazioni non profit.. Ciascuno dei 20 progetti selezionati – uno per regione – riceverà un contributo di 5 mila euro.
Il bando è aperto dal 16 dicembre 2008 al 13 febbraio 2009. I progetti proposti, nuovi o già avviati, dovranno contenere elementi innovativi ed essere finalizzati all’integrazione sociale e culturale di giovani a rischio di emarginazione ed esclusione sociale, ed essere svolti in collaborazione con almeno un partner istituzionale (scuole, enti locali o loro emanazioni) ed avere una durata minima di sei mesi.
Il bando e la documentazione per presentare i progetti sono visionabili e scaricabili dal sito www.fondazioneunipolis.org
Per ulteriori informazioni scrivere a info@fondazioneunipolis.org o telefonare allo 051.6437618
RIPORTO ALCUNI ARTICOLI CHE PARLANO DEL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE
REPUBBLICA.IT
Cascine, alcol test della polizia: molti si fermano per farlo
11 gennaio 2009 FIRENZE Quando si è sparsa la voce che fuori dalla discoteca la polizia stava facendo i controlli con l' alcol-test, molti giovani hanno cominciato ad uscire per sottoporsi spontaneamente alla prova del palloncino. Non volevano rischiare guai mettendosi alla guida. C' è chi si è fatto accompagnare a casa da un amico, chi ha chiamato il taxi. Ma c' è anche chi è stato pizzicato brillo al volante ed è stato stangato. Gli uomini delle volanti, della polizia stradale e del reparto mobile, all' opera ieri notte tra l' 1 e le 4 nei pressi della discoteca Meccanò alle Cascine, hanno sottoposto 97 giovani al test preliminare per verificare l' eventuale presenza di alcol nel sangue. Quarantacinque avevano bevuto alcolici - così è risultato dal test - e quindi sono stati sottoposti alla prova dell' etilometro che misura l' esatta percentuale di alcol nel sangue ed è prova utilizzabile nel futuro processo penale. Cinque, tra cui quattro italiani e un brasiliano, giovani tra i 28 e i 37 anni ma anche un sessantenne, sono risultati avere un tasso alcolemico nel sangue superiore al consentito (0,50 grammi per litro), sono stati denunciati e sanzionati con la sospensione della patente (1,95 grammi di alcol per litro di sangue il tasso massimo riscontrato). Un altro trentenne italiano è stato denunciato per non essersi voluto sottoporre all' etilometro Dopo la contravvenzione, soltanto uno dei denunciati è dovuto ricorrere al carro attrezzi per il trasporto dell' auto presso la propria abitazione, mentre gli altri cinque hanno fatto rientro a bordo dei propri veicoli condotti da amici o parenti contattati telefonicamente. Intanto Firenze Parcheggi fa sapere che già trecento automobilisti si sono sottoposti all' alcol test presso gli impianti fissi installati nei posteggi di Santa Maria Novella, Parterre e Beccaria (la prossima settimana lo stesso apparecchio sarà disponibile nel parcheggio di Sant' Ambrogio).
AGI NEWS
SICUREZZA STRADALE: IDENTIFICATE 88 PERSONE A RAGUSA, SEQUESTRI
(AGI) - Ragusa, 12 gen. - A un 35enne ragusano e' stata ritirata la patente e sequestrata la macchina ai fini della confisca, poiche' trovato alla guida con un tasso alcolico 5 volte superiore al consentito. Nel corso dei controlli diposti dal comando provincia dei carabinieri dfi Ragusa sono stati anche controllati 52 automezzi e identificate 88 persone, elevate 12 contravvenzioni al Codice della strada, decurtati 36 punti patente per varie infrazioni (velocita' pericolosa, sorpasso pericoloso, mancato uso delle cinture di sicurezza), ritirate 2 carte di circolazione, una patente di guida, sequestrati 2 veicoli privi di copertura assicurativa. Infine, a Santa Croce Camerina, sono stati segnalati alla prefettura per detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti un ragazzo di 19 anni e una ragazza di 16 anni, trovati in possesso di alcuni grammi di hashish.
Sicurezza stradale: 411 multati per guida con alcol nel 2008
In Trentino Alto Adige e a Belluno, 19 auto sequestrate
(ANSA) - TRENTO, 12 GEN - Nel 2008 in Trentino, in Alto Adige e in provincia di Belluno la Polizia stradale ha multato 411 automobilisti per guida in stato ebbrezza. Altri 45 sono stati multati per guida sotto l'effetto di droga. I veicoli sequestrati sono stati 19. I dati sono stati resi noti dal Compartimento stradale per il Trenino Alto Adige e Belluno. Contestate inoltre 25.382 infrazioni al codice della strada, di cui 3.433 per eccesso di velocita', ritirate 1.229 patenti e 1.052 carte di circolazione.
GRANDAIN.COM
Droga e alcol, quattro denunce nel fine settimana
Controlli sulle strade e nei locali per i Carabinieri
Alba - Nel fine settimana appena trascorso i Carabinieri della Compagnia di ALBA – nell’ambito dell’attività disposta dal Comando Provinciale Carabinieri di CUNEO – hanno eseguito una vasta operazione di controllo mirata a contrastare il cosiddetto fenomeno delle “STRAGI DEL SABATO SERA”. Una ventina di Carabinieri hanno presidiato, nelle ore notturne, le strade di maggiore comunicazione ed hanno compiuto anche controllo nei locali notturni più frequentati della movida albese. Il risultato dell’operazione è di un arresto, quattro denunce e un segnalato per uso di droga, nel dettaglio:
A Vezza d'Alba i Carabinieri della Stazione di Corneliano d’Alba – agli ordini del Maresciallo Capo Giovanni IELO – hanno fatto scattare le manette ai polsi dell’operaio 40enne di Asti. L’uomo, di origini siciliane e già con precedenti penali alle sue spalle, è stato rintracciato all’interno di un locale notturno mentre si intratteneva tranquillamente con alcuni suoi amici sebbene colpito da un ordine di carcerazione emesso a suo carico l’anno scorso dalla Procura della Repubblica di ASTI per reati contro la persona ed in violazione degli obblighi familiari. L’arrestato, la cui latitanza è durata poco più di un mese, è stato quindi trasferito nel carcere di ALBA dove ora dovrà scontare una condanna a due anni di reclusione. Sempre nel centro roerino i Carabinieri di Corneliano d’Alba hanno anche segnalato alla Prefettura di Cuneo uno studente universitario del posto quale assuntore di sostanze stupefacenti. Il giovane, durante un controllo mentre si intratteneva con alcuni suoi coetanei, era stato notato mentre si disfaceva di una bustina in plastica immediatamente recuperata e sequestrata dai militari al cui interno rinvenivano 3.5 gr di Marijuana. Il ragazzo dichiarava di farne uso personale e per tale ragione veniva segnalato. Ad Alba sono quattro gli automobilisti denunciati dai Carabinieri del Radiomobile – coordinati dal Maresciallo Luca CERRATO – che sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per il reato di guida in stato d’ebbrezza alcolica. Si tratta di giovani studenti ed operai albesi di età compresa tra i 19 ed i 25 anni risultati positi alla prova dell’ETILOMETRO. Per loro ritiro immediato delle patenti di guida ed in un caso anche il sequestro della vettura essendo stato accertato un superamento della percentuale dell’1,5% del tasso alcolemico.
IL TEMPO Lunedì 12 Gennaio 2009
Meno incidenti e più patenti ritirate
di Paola Braschi
Meno incidenti e più patenti ritirate durante i week-end, per guida in stato di ebbrezza. Lo dicono i dati diffusi dalla polizia stradale che ha fatto un resoconto dell’attività del 2008 sul territorio bolognese. Il giro di vite, insomma, sta dando i suoi frutti. In quattro anni, gli incidenti in autostrada sono infatti calati del 40%: nel 2005 erano 2.821, nel 2008 sono stati 2.064. E il nuovo dispositivo tutor, che sorveglia la rete autostradale, ha fatto scattare 37.482 multe con una media di 3 sanzioni all’ora. Una lotta che passa prima di tutto dall’aumento esponenziale dei controlli: «Cresciuti, razionalizzati e mirati sottolinea la polizia stradale in prima battuta a contrastare le cosiddette stragi del sabato sera e la guida in stato di ebbrezza». I numeri parlano chiaro: su un totale di 1.475 patenti ritirate in provincia nel 2008, i sequestri nelle notti del venerdì e del sabato sono 953: il 64% del totale, quasi il quadruplo patenti ritirate nei weekend del 2007. Dei 953 ritiri, il 40,3% (385) riguarda autisti con un tasso alcolemico tra il doppio e il triplo del consentito, il 17,8% (170) ancora superiore. Ma a dare un’idea di quanto l’attenzione della Stradale sia cresciuta, è soprattutto il numero dei controlli, più che triplicato: da 4.085 nel 2007 alle oltre 13mila dello scorso anno.
ED UN ALTRO ARTICOLO IN CUI A CAMPO DEI FIORI I RESIDENTI CHIEDONO…
METRONEWS
12/01/2009
Controlli a tappeto in centro, sì dei residenti
Un “grande fratello” che vigili sulla movida notturna per le strade del centro storico. A chiederlo sono i residenti di Campo de’ Fiori che domani porteranno in prefettura un elenco di proposte. Telecamere in funzione 24 ore su 24, chiusura dei locali anticipata alla mezzanotte anziché alle 2 e pattugliamenti della polizia con le unità cinofile dalle ore 0,30 alle 3.
Oggi queste proposte verranno discusse durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, e oggi si deciderà anche se prolungare fino a febbraio le nuove misure di prevenzione. Nel week end appena trascorso sono stati intensificati i controlli nella storica piazza, da parte della polizia del commissariato Trevi che ha riscontrato gravi irregolarità legate alla violazione del divieto della somministrazione delle bevande alcoliche. Quattordici sono state le violazioni amministrative accertate e sanzionate a bar, circoli privati e chioschi che somministrano alcolici. Gli agenti hanno controllato e identificato anche 25 persone che stazionavano nelle strade adiacenti Campo de’ Fiori. (EMILIO ORLANDO)
ED ORA UN PO’ DI CRONACA PER RICORDARE CHE LE BEVANDE ALCOLICHE PROVOCANO PROBLEMI FISICI, PSICHICI, SOCIALI, ECONOMICI…
IL TRENTINO
Ubriachi e molesti, cinque denunciati
Il gruppo stava litigando a Gardolo. Per tutti 102 euro di multa
12.01.09 TRENTO. Hanno avuto la pessima idea di delegare ai carabinieri la soluzione della controversia (sorta per futili motivi) che li vedeva uno contro l’altro da parecchi minuti. Alla fine i carabinieri del radiomobile sono arrivati ma invece che ergersi a giudici di una questione che non li interessava si sono semplicemente limitati a fare il proprio lavoro. E così cinque persone sono state sanzionate con una multa di 102 euro con l’accusa di ubriachezza molesta.
E’ successo alle cinque della scorsa mattina a Gardolo, nella zona del supermercato Prix. I cinque (quattro uomini e una donna, tre di origine colombiana e due dominicani) stavano litigando già da parecchi minuti, tanto da suscitare le ire di alcuni residenti svegliati delle urla del gruppo. All’arrivo dei carabinieri - chiamati dagli stessi cinque - i militari hanno constatato la loro ubriachezza e hanno deciso di sanzionarli.
IL TIRRENO
ALLA GUGLIA
Sviene, pare morto ma ha solo bevuto
LIVORNO 12.01.09 Steso a terra, privo di sensi, sembrava quasi morto. Invece per fortuna era “solo” ubriaco. Un livornese sui 40 anni è stato soccorso ieri verso le 19.30 da un’ambulanza alla Guglia, davanti al circolo Divo Demi. Aveva bevuto troppo ed era quasi in coma etilico. È stato quindi portato in ospedale.
CORRIERE ADRIATICO
Un sardo è finito in manette perché ubriaco
Incidenti, due morti sette feriti e un arresto
12.01.09 ROMA - Due morti e sette feriti in tre incidenti stradale a Nuoro, nel Veneziano e nel Materano. In Sardegna, un ubriaco alla guida di un Suv, ha centrato in pieno un’utilitaria provocando la morte del conducente, e si trova ora piantonato all’ospedale di Nuoro in stato di arresto. Il provvedimento ha colpito Mauro Tuvoni, 36 anni di Posada, responsabile dello scontro frontale avvenuto nel pomeriggio, intorno in centro a Budoni, costato la vita a un anziano del luogo, Tomaso Serra, di 74 anni. Secondo la ricostruzione della Polizia stradale di Nuoro, Tuvoni avrebbe perso il controllo del Suv finendo sulla corsia opposta e scontrandosi con la Fiat Tipo condotta dal pensionato. Nell’impatto l’uomo è morto sul colpo. Il conducente del fuoristrada e il passeggero che viaggiava con lui, Marco Oggiano, 28 anni di Posada, sono rimasti feriti. Poco dopo il ricovero all’ospedale, è stato accertato che Tuvoni guidava ubriaco ed è quindi scattato l’arresto. Nel Veneto, un uomo di 37 anni, che era alla guida della sua auto, è morto in uno scontro frontale tra che si è verificato l’altra sera sulla Statale 14, all’altezza del bivio per Altino, nel veneziano. In seguito allo scontro, l’auto sulla quale viaggiava la vittima è andata distrutta dopo essere precipitata in un fossato. L'uomo viaggiava insieme ad altre persone, che hanno riportato lievi lesioni. Ferite lievi anche per il conducente dell’altra macchina. A Matera, è in gravi condizioni un giovane di 25 anni ferito insieme ad altri sei coetanei in uno scontro fra due automobili avvenuto nella città lucana in via Cappuccini. Due auto, una Matiz, con a bordo 3 persone, ed una Saab, con a bordo 4 persone, hanno avuto una collisione per cause da accertare. Sei dei feriti hanno riportato solo lievi lesioni, con una prognosi compresa fra i 5 e i 10 giorni mentre il 25enne è ricoverato in prognosi riservata.
VIRGILIO NOTIZIE
Lombardia/ Milano, minaccia la ex moglie e poi distrugge auto Cc
Pregiudicato arrestato ieri sera a Rozzano. Contuso un militare
Milano, 12 gen. (Apcom) - Ha telefonato alla ex moglie minacciandola di morte, poi quando è arrivato sotto casa della donna e ha trovato l'auto dei carabinieri l'ha tamponata più volte distruggendola e ferendo il militare che era al posto di guida. L'uomo, pregiudicato, è stato arrestato. E' accaduto ieri sera a Rozzano, piccolo Comune dell'hinterland sud di Milano.
Intorno alle 21.30 di ieri sera, una casalinga milanese di 47 anni ha chiamato i carabinieri della Tenenza di Rozzano terrorizzata per una telefonata dell'ex marito ricevuta poco prima, durante la quale l'uomo le aveva detto testualmente: "Vengo ad ammazzarti". I militari si sono subito recati a casa della donna che vive con i tre figli di 14, 17 e 24 anni in via Cesare Battisti. Dopo aver parlato con la signora, uno dei due carabinieri è risalito sulla Fiat Punto di servizio per comunicare via radio la situazione, quando improvvisamente è stato tamponato per tre volte consecutive in modo volontario e violento da una Bmw X5 dalla quale l'uomo al volante urlava "Vi ammazzo bastardi, dovete morire!".
Arma in pugno e con l'aiuto del collega richiamato dal trambusto, il carabiniere è riuscito a bloccare e ammanettare l'uomo, che si è rivelato essere l'ex marito della donna che aveva dato l'allarme. Si tratta di Antonio C., muratore di 53 anni di origini calabresi residente in provincia di Pavia, pregiudicato per diversi reati e sottoposto al divieto di avvicinarsi alla ex moglie dopo essere stato condannato per maltrattamenti in famiglia. L'uomo, descritto dai carabinieri come "un marcantonio di circa due metri in evidente stato di ebbrezza", è stato arrestato per danneggiamento aggravato, violenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che per le minacce alla moglie e guida in stato di ebbrezza. Un paio d'ore dopo l'arresto il tasso alcolemico del pregiudicato è risultato essere di0,57.
Visitato dai sanitari, il militare coinvolto nello scontro ha avuto una prognosi di dieci giorni. Il mezzo di servizio è stato praticamente distrutto e nello speronamento sono state danneggiate altre tre vetture parcheggiate.
ROMAGNA OGGI.IT
Bologna: assume cocktail di droga alcol: 32enne in fin di vita
12 gennaio 2009 - BOLOGNA - Ha assunto un micidiale cocktalil di alcol e droga durante una festa di compleanno organizzata sabato sera in un'osteria in via Marsala nel centro di Bologna. Un laureato bolognese di 32 anni, con un lavoro nel campo dell'informatica, sta lottando tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione dell'ospedale ‘Sant'Orsola'. Sull'episodio indaga la Polizia, che ha raccolto la testimonianza di molte persone presenti al party.
L'uomo è stato trovato riverso a terra, in stato di incoscienza, in bagno dove probabilmente aveva assunto oppiacei. Alcuni amici hanno deciso di portarlo all'ospedale, dove vi è giunto poco dopo le 2 in stato di coma da overdose. L'aver inalato il proprio succo gastrico ha provocato un infiammazione dei polmoni. L'equipe medica del professore Gerardo Martinelli sta facendo il possibile per strapparlo alla morte.
TGCOM
Investitore scoperto con telecamere
Lecco, vittima dell'incidente è in coma
Investe un giovane motociclista e poi fugge, senza prestare soccorso. E' successo a Merate, in provincia di Lecco, nella notte tra sabato 11 e domenica 12 gennaio. La vittima dell'incidente è in coma. L'autista è stato identificato e arrestato dai carabinieri grazie ai filmati registrati dalle telecamere del comune. E' un operaio 37enne: il suo tasso alcolico era ancora il doppio del minimo concesso alcune ore dopo il fatto.
L'auto investitrice è una Fiat Seicento intestata alla sorella dell'arrestato. Nel filmato, immediatamente visionato dalle autorità locali, si vede l'autista scendere dal suo veicolo dopo l'impatto, controllare la situazione e ripartire spegnendo i fari per non essere identificato.
Ma è stato raggiunto dai militari, aiutati dalla polizia locale di Merate, poche ore dopo il fatto. Alcune ore dopo l'incidente, il tasso alcolico del 37enne è stato di 1,1 contro lo 0,50 massimo consentito, pertanto è scattata anche l'accusa di guida in stato di ebbrezza ora al vaglio della procura della Repubblica di Lecco, che dovrà porre all'esame della convalida il provvedimento restrittivo adottato nei confronti del responsabile. Il giovane investito, dell'età di 16 anni, è ora ricoverato in coma all'ospedale di Como.
CORRIERE DI VITERBO
Ferito alla testa con una bottiglia.
Giovane rumeno finisce in ospedale: indagano i carabinieri. Aggredito durante la notte in un locale civitonico.
CIVITA CASTELLANA12.01.2009 Un rumeno. Ferito alla testa, con un colpo di bottiglia, in un locale frequentato da rumeni. Un episodio accaduto a Civita Castellana e per il quale, durante la notte, si è attivato il pronto soccorso dell’ospedale Andosilla. Sono entrati in azione anche i carabinieri, che indagano. Per il momento, non si sa chi abbia colpito il rumeno ma, con ogni probabilità, si tratta di connazionali. Il locale in cui è avvenuto l’episodio è, come detto, frequentato in massima parte da rumeni. I motivi, in ogni caso, sarebbero “futili”. Per il momento, non si conosce la prognosi emessa dai sanitari sul conto del giovane; un colpo, forse più, di bottiglia sulla testa ha causato le lesioni curate dai sanitari dell’ospedale civitonico. Un’altra di quelle risse o aggressioni unilaterali che, spesso, accadono la notte, soprattutto nei fine settimana, in vari centri della provincia: Viterbo, Civita Castellana, Tarquinia. Ultimamente, tra Tarquinia e Viterbo, si sono verificate due aggressioni. Una, a Tarquinia, ha visto la denuncia, da parte della polizia, di tre giovani del posto, “rei” di avere colpito un loro compaesano con una bottiglia di birra in faccia. Un colpo che, alla vittima, è costato venticinque giorni di prognosi, e anche alcuni interventi chirurgici che, come fine, avevano quello di ridurre le conseguenze del colpo subito. Sembra addirittura che, al giovane ferito, sia stata prospettata la necessità di sottoporsi ad altre operazioni. I giorni di prognosi sembrano, quindi, desinati ad aumentare in modo considerevole. Un’aggressione, questa, che sarebbe legata a un colpo di gomito dato, per errore, dalla vittima a uno dei tre, e che avrebbe poi innescato una serie di reazioni. Gli investigatori, lavorando sul caso, si sarebbero trovati di fronte, fin dal primo momento, a un vero e proprio muro di omertà. L’altra aggressione, in realtà una rissa, è invece avvenuta, come è noto, a Viterbo. Un episodio che, nella sua dinamica, tocca vari punti della città, ma culmina alla Pila. Qui, nei pressi di un locale, viene insultato un cileno: insulti, sembra, a sfondo razzista, che provocano la reazione del cileno. Un terzo uomo, noto alle forze dell’ordine, interviene: ma, invece di fare da paciere, secondo la ricostruzione più accreditata, dà manforte al cileno. Finisce che, per un giovane, c’è la necessità di farsi medicare e refertare in ospedale, dove viene ricoverato. I tre, indagati, finiscono in carcere. Poi - è storia di sabato - il giudice per le indagini preliminari, al termine di una serie di interrogatori, tra il carcere di Mammagialla e l’ospedale di Belcolle, decide di concedere gli arresti domiciliari al ferito e al cileno mentre, al “terzo uomo”, impone la detenzione in carcere. Ancora una volta, un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze assai più gravi e che denota il livello di tensione che, sempre più spesso, si raggiunge, per le vie di Viterbo, tra gruppi di giovani di diversa estrazione e provenienza. (*)Per le forze dell’ordine, un duro impegno per la vigilanza e la prevenzione.
(*) Nota: nessun accenno all’alcol anche se sappiamo benissimo come incominciano certe situazioni.
IL GIORNALE.IT
Rom, botte a barista, medici e infermieri
di Michele Perla
Assalgono l’uomo nel suo locale e i sanitari in ospedale dove si era rifugiato. Solo denunciati
Massacrato di botte da due rom, prima nel bar dove si era rifiutato di servire ancora da bere, poi nell’ospedale che aveva raggiunto per farsi medicare. Pugni e calci che non hanno risparmiato neppure medici e infermieri del pronto soccorso, intervenuti a difesa del barista.
L’altra verso le 20 due nomadi del campo abusivo di via Magenta già mezzi ubriachi (*)varcano la soglia di un bar di via Garibaldi, in pieno centro a Rho. Chiedono da bere e, dopo una prima birra, una seconda ed un’altra ancora, si ritrovano completamente ubriachi. Vorrebbero continuare senza limiti e ovviamente senza pagare il conto. Ma il gestore del locale pone un freno alla sbornia, rifiutandosi di mettere altri bicchieri sul bancone e pretendendo il saldo di quanto consumato. I due avventori prima lo insultano, poi gli saltano addosso e dopo averlo gettato a terra lo tempestano con schiaffi, pugni e calci. Un pestaggio in piena regola insomma.
Temendo il peggio il barista si dà forza e riesce a fuggire dal suo locale; a piedi corre verso il vicino ospedale dove raggiunge il pronto soccorso, pensando di essere al sicuro. Invece si sbaglia: i due zingari che gli sono andati dietro, lo raggiungono nella sala d’aspetto affollata di donne e bambini e con la forza tentano di trascinarlo all'aperto. Quando non ci riescono, decidono di completare l’opera di pestaggio già cominciata nel bar, infischiandosene degli altri pazienti.
Inizia così il secondo round che terrorizza i presenti e che fa scattare l’allarme. Qualcuno infatti telefona immediatamente ai carabinieri, mentre intervengono alcuni medici ed infermieri che provano a far cessare il pestaggio. Ma non bastano i loro camici bianchi a fermare la furia dei due rom ubriachi: calci e schiaffi raggiungono infatti anche i sanitari sino a quando finalmente giungono i militari che a fatica bloccano le due «furie» piene di alcool. Portati in caserma i rom sono stati denunciati a piede libero e subito rimessi in libertà; dal pronto soccorso del nosocomio, dove non esiste un posto di Polizia, si è invece levata l’ennesima protesta relativa alla sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari.
(*) Nota: il barista da ugualmente da bere anche se sono già “mezzi ubriachi”!!!
IL TEMPO
Gaeta
Guidava in stato d'ebbrezza: denunciato 28enne
GAETA 12/01/2009 Aveva deciso di alzare il gomito in occasione del sabato sera e, nonostante fosse in stato di ebbrezza, si è messo alla guida della sua utilitaria. Ma lungo la strada che stava percorrendo ha incontrato una pattuglia del nucleo operativo radiomobile dei carabinieri di Gaeta, che lo ha fermato. (*)
Sottoposto al test con l'etilometro, il ventottenne R.I., è stato trovato con una tasso alcolemico superiore al limite previsto. Immediatamente veniva denunciato all'autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza e gli veniva ritirata anche la patente di guida. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni lungo il territorio di competenza dei carabinieri di Gaeta. G.C.
(*) Nota: è stato fortunato che ha incontrato la pattuglia e non un …. albero!
A.S.A.P.S.
Pluri-recidivo della guida in stato di ebbrezza: fermato per la quinta volta dalla Stradale, aveva la patente sospesa da settembre. Ennesima denuncia
(ASAPS) PALERMO, 12 gennaio 2009 – La maggior parte dei conducenti italiani nemmeno sa come sia fatto. Eppure lui lo ha incontrato ben cinque volte sulla propria strada. Parliamo dell’etilometro: un imprenditore edile di Enna, Giuseppe G. – 60 anni – stava guidando la sua auto senza patente, perché sospesa per guida in stato di ebbrezza alcune settimane fa. Ma non era la prima volta: già in altre quattro occasioni la Polizia Stradale ed i Carabinieri lo avevano colto in flagranza di “delittuosa bevuta”. L’ultimo bicchierino, però, gli costerà davvero caro. Infatti, nella serata di venerdì scorso (9 gennaio), Giuseppe aveva deciso di mettersi alla guida anche con la patente sospesa, ma il diavolo fa le pentole, non i coperchi. Una pattuglia della Stradale lo ha visto passare sulla Tangenziale Ovest di Palermo e dall’andatura incerta ha capito subito che quei gomiti erano troppo alti. All’inizio ha provato a rifiutare, dicendo che la dentiera non gli permetteva di soffiare, ma le sue condizioni erano evidenti. Così è scattato un controllo al terminale e la Centrale Operativa ha comunicato ai Centauri che l’uomo aveva il documento sospeso dal settembre 2008. Il rifiuto, a questo punto, ha solo aggravato la sua condizione. Ma è evidente che l’uomo ha un problema di dipendenza. (ASAPS) (*)
(*)Nota: dovrebbe esserci il ricovero coatto presso una struttura specializzata perché questa persona è pericolosa per se e per gli altri!
MODENA 2000
Pavullo: ubriaco provoca incidente, poi la sua auto va a fuoco
12.01.09 Appennino - Ieri verso le 18.00, un 60enne di Pavullo - M.N. - a bordo della propria Fiat Uno, percorreva via di Niviano quando ha provocato un incidente stradale con un’altra vettura, condotta da una donna 65enne sempre del luogo la quale, fortunatamente, ha riportato solo lievi ferite ed è stata ricoverata presso l’ospedale di Pavullo in osservazione.
L’immediato intervento dei Carabinieri ha permesso l'identificazione del conducente dell'auto – che a seguito dell’urto si è incendiata ed è andata completamente distrutta – ed ha accertato il suo evidente stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 3,19 g/l.
Ovviamente patente ritirata, denuncia a piede libero e sequestro 'virtuale' del mezzo.
ROMAGNA OGGI
Forlì: ubriaco in bici, denunciato romeno 49enne
12.01.09 FORLI' - E' stato sorpreso dagli agenti della Polizia Stradale di Rocca San Casciano mentre zigzagava con la sua bicicletta lungo corso Giuseppe Garibaldi. Subito spiegato il motivo: aveva nel sangue un tasso alcolemico pari a 2,02 grammi per litro, quattro volte il limite consentito dalla legge e fissato in 0,50. Protagonista dell'episodio un romeno di 49 anni, residente a Forlimpopoli. L'uomo è stato denunciato per guida in stato d'ebbrezza.
I poliziotti hanno provveduto a ritirare la patente anche ad un 54enne, sorpreso al volante della sua ‘Lancia' a Castrocaro con un tasso di alcol pari a 0,71.
A.S.A.P.S.
Viareggio
Ubriaco piomba su ambulanza in codice rosso: tutti feriti, ma conseguenze limitate. Tragedia sfiorata
(ASAPS), VIAREGGIO, 12 gennaio 2009 – Poteva finire davvero male la sconsiderata sbronza di un automobilista di Viareggio, un 58enne (*) alla guida della propria Fiat Sedici che, poco dopo le due del mattino di venerdì scorso (9 gennaio), si è messo alla guida “bello benzinato” – tanto per usare uno slang in voga – ed ha pensato bene di scorrazzare per la cittadina balneare senza rispettare il codice della strada. Il fatto è che l’incauto bevitore ha oltrepassato uno stop finendo in mezzo a via Cavallotti proprio mentre sopraggiungeva un’ambulanza medicalizzata della Misericordia, che stava recandosi su un intervento di soccorso in codice rosso. Dunque, la velocità non era certo quella di crociera. L’impatto è stato violentissimo, tanto che l’ambulanza è andata praticamente distrutta. Per fortuna le conseguenze sulle persone sono state lievi: molte contusioni per tutti, ma nessun ricovero ospedaliero. Il 118 ha dovuto far arrivare un’altra ambulanza con medico da molto lontano, per risolvere l’emergenza sanitaria la cui risoluzione era stata affidata alla Misericordia. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri, che hanno fatto soffiare nell’etilometro il conducente dell’auto, risultato positivo. Patente ritirata, auto sequestrata per la confisca e denuncia a piede libero per lesioni colpose e guida in stato di ebbrezza.
(*) Nota: volevo fa notare l’età delle persone in questi ultimi 5 articoli. Non mi sembrano proprio molto GIOVANI!
ASAPS
Genova
16enne al volante, in stato di ebbrezza, fermato dai carabinieri li offende e si rifiuta di soffiare. A Verona neopatentato drogato ed ubriaco si schianta su un palo e perde 40 punti
Ma questi giovani, li sappiamo educare? Vogliamo davvero il loro bene? Tutto finisce poi col trillo di un campanello, in piena notte...
di Lorenzo Borselli
(ASAPS) 12 gennaio 2009 – Che i neopatentati al volante tendano un po’ a strafare, è cosa risaputa. Ma che anche i “pre-patentati” si mettano a combinarne di tutti i colori, proprio non ce lo aspettavamo. Eppure, a Genova, un ragazzino di 16 anni si è messo al volante di una Smart – non è chiaro se sia la macchina di mamma o papà – completamente ubriaco, commettendo una sfilza di reati propri del patentato senza avere nemmeno l’età minima per iscriversi a scuola guida. Lo hanno pizzicato i carabinieri del Nucleo Radiomobile, alle 4 del mattino. E anche qui, viene da chiedersi come mai un 16enne possa andarsene a spasso in piena notte, per di più completamente ubriaco: così tanto da prendere a male parole i militari, che quando gli hanno mostrato il boccaglio dell’etilometro si sono sentiti rispondere con un bel “no” deciso, condito da un’imprecisata serie di inviti ad andare a quel paese e ad una sfilza di epiteti nemmeno lontanamente ripetibili. Ma i genitori dov’erano? Solo qualche anno fa, se un ragazzino non fosse tornato a casa per le 11 si sarebbero mobilitati da ogni dove per cercarlo. Oggi, a noi che indossiamo la divisa, capita di incrociare, a notte fonda, bambini di 13 o 14 anni già bevuti o fumati, e quando chiamiamo casa per annunciare che li abbiamo ritrovati ci sentiamo rispondere che nessuno li stava ancora cercando. Colpa dei telefonini? O colpa di un sistema che ha perso anche solo il coraggio di dettare qualche regola di sopravvivenza? Non ci dovremmo nemmeno stupire, dunque, se a Verona un ragazzo fresco di patente, nel cuore della notte si schianta contro un lampione, distruggendolo insieme alla sua fiammante Peugeot. Arriva la Stradale, che lo porta al pronto soccorso, dove i medici rilevano nel sangue tracce di stupefacenti ed un tasso alcolico di 1.5 g/l. Probabilmente non è la prima volta. Se è vero che tutti i giovani, oggi, fanno uso di sostanze e bevono fino a riempirsi il naso, o fino a stordirsi, ogni festa comandata, imponiamo per legge un test da fare davanti ai medici di una speciale commissione. Si risparmieranno molte vite sulla strada e scopriremmo l’acqua calda: la droga è un problema sociale diffuso, diffusissimo. Solo che i genitori non lo vogliono sapere. Preferiscono pensare che il loro rampollo è il migliore del mondo. Sarà uno studente modello, parteciperà a qualche reality ed a lui non potrà accadere mai nulla. Lasciarlo fuori tutta la notte non è male per lui. È bravo, sa badare a sé stesso. Ma quando di notte suona un campanello, ed oltre la porta c’è un ispettore od un maresciallo con il berretto in mano, il sogno finisce. Con la vita. (ASAPS)
Trovato su http://blog.libero.it/alcolismo/,
GAZZETTA DI MODENA
APRILIA: CLOCHARD INDIANO PESTATO IN CENTRO
12.01.09 Un senzatetto indiano di 34 anni e' stato aggredito ieri sera in pieno centro ad Aprilia. L'uomo, secondo quanto riferito dall'unita' degli 'Angeli custodi' il servizio di volontariato sociale della Prefettura e della Provincia di Latina, e' stato trovato dolorante su una panchina della stazione ferroviaria. Ai volontari e ai sanitari del 118 che lo hanno soccorso ha riferito di essere stato preso a calci all'addome da alcuni teppisti mentre dormiva riverso a terra nella piazza centrale di Aprilia. Lo straniero, che ha, secondo quanto riferito dagli stessi servizi sociali, problemi di alcolismo, avrebbe riportato la frattura di alcune costole. (AGI)
Trovato su http://blog.libero.it/alcolismo/,
INCIDENTI STRADALI: 12 MORTI NELL'ULTIMO FINE SETTIMANA
(AGI) - Roma, 12 gen. - Dieci sinistri mortali e 12 vittime. E' il bilancio degli incidenti stradali dell'ultimo fine settimana reso noto dal dipartimento di pubblica sicurezza. Bilancio che - sottolinea il dipartimento - fa registrare una "consistente flessione" del fenomeno rispetto ai corrispondenti weekend dell'anno scorso (11-13 gennaio, 26 sinistri mortali e 26 vittime) e di due anni fa (12-14 gennaio, 23 sinistri mortali e 26 vittime). Cospicuo anche il calo dei feriti: 499 tra venerdi' e ieri contro gli 816 dell'anno scorso e gli 872 di due anni fa.
Nell'ultimo fine settimana, il 20% dei sinistri mortali ha visto coinvolti veicoli a due ruote, il 20% e' derivato da perdita di controllo del veicolo da parte del conducente, il 50% si e' registrato in centro abitato (nessuno in autostrada).
I sinistri mortali verificatisi tra le 22 e le 6 sono stati 2, con 3 decessi: delle 12 vittime, 4 avevano meno di 30 anni.
Polizia stradale e Carabinieri hanno impegnato nei servizi di prevenzione e vigilanza stradale 36.476 pattuglie, che hanno proceduto alla contestazione di 18.819 violazioni al Codice della strada, con 25.260 punti decurtati, 710 patenti di guida e 714 carte di circolazione ritirate.
ALESSANDRO SBARBADA ED IL DOTTOR CLAUDIO ZORZI PROVANO A TOCCARE LA SENSIBILITA’ E RISVEGLIARE LA RESPONSABILITA’ DEL DEPUTATO COMPAGNON, IERI IN RASSEGNA PER QUESTO ARTICOLO:
IL GAZZETTINO (Udine)
DEPUTATI
Angelo Compagnon (Udc)
Nel comitato ristretto della commissione Trasporti, è intervenuto sulla pdl in materia di circolazione e sicurezza stradale, dichiarandosi “contrario alla riduzione da 0,5 a 0,2 del tasso alcolico consentito. No alla repressione, sì alla prevenzione – ha detto -. Tolleranza zero, invece, per chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti, mentre ai conducenti di mezzi pubblici non sia permessa alcuna bevanda contenente alcol”. Il deputato si è definito “perplesso” sulla confisca dell’auto, perché “è un bene comune utile a tutta la famiglia e non solo al conducente”. Sul punto presenterà un emendamento. (*)
(*) Nota: i parlamentari della Commissione Trasporti sono soggetti in questo periodo ad una fortissima pressione per non ridurre l’alcolemia consentita per guidare.
Purtroppo questo intervento dell’onorevole Compagnon è un segno di cedimento a queste pressioni, a mio modo di vedere molto preoccupante.
Gentile Onorevoli, ve ne prego, resistete, non mollate: abbassare l'alcolemia significa risparmiare vite!
E vi spiego il motivo, anzi uno dei motivi.
Alcolemia 0,2 (o meglio ancora 0,0, con depenalizzazione per i valori più bassi) significa cambiare davvero il comportamento degli italiani: saranno moltissimi quelli che eviteranno di bere prima di mettersi al volante, e questo comporterà già di per sè una riduzione degli incidenti, anche se non ci dovesse essere l'auspicato e necessario incremento dei controlli sulle strade.
Cambiare un proprio comportamento è difficile, si capisce che oggi molti protestino contro l'eventualità di un abbassamento del limite legale di alcolemia per guidare.
Ma le leggi che non provocano cambiamenti non servono, quelle efficaci sono quelle che - pur tra le mille prevedibili resistenze - incidono davvero nel modificare le abitudini delle persone.
E l'abitudine di bere alcol prima di guidare non è più accettabile.
Cordiali saluti.
Alessandro Sbarbada - Mantova
alessandro.sbarbada@fastwebnet.it
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Onorevole Compagnon
non la conosco, ma ho apprezzato l'attenzione ed i pensieri che lei ha dedicato alla faccenda della alcolemia legale. Ho pensato: 'ecco un deputato che cerca di sdoganarsi dalle voci delle sirene, che osa pensare oltre, che osserva gli accadimenti traslandosi dal terreno della produzione e delle sue ragioni a quello delle conseguenze per lei, per me, per noi tutti; ecco uno che osa fare cultura nel contesto del suo lavoro parlamentare'.
Ma che fa ora? Si è pentito? Le sirene hanno alzato la voce? L'aver osato mettere in discussione le sembra un azzardo? Ha sognato lo spettro della crisi del settore vitivinicolo?
Mi dispiace .... avevo quasi creduto che lei sapesse e volesse dire/fare qualcosa di opportunamente dissonante. Ma può ancora, perchè se lei osa riprendere in mano i pensieri, guardare avanti, immaginare una destinazione, allora lei non avrà fatto solo un intervento sull'alcolemia legale, ma lo avrà fatto sul futuro, attraverso questa occasione. Almeno passerà alla cronaca come quello della commissione che ha osato togliersi dal coro.
Non pasticci però sulle parole per togliersi dagli impicci di coscienza. Repressione no, Prevenzione si? Ma allora tutte le norme che la società si dà attraverso le leggi sono repressive? Repressivo non è forse e deve esserlo il potere dello stato che deve sanzionare i comportamenti (anche se in tema di sicurezza stradale ed alcol a me sembra molto indulgente, ancora) e non il legislatore, che potrebbe anche guardare al futuro, oltre che legiferare su quello che la cultura di una nazione ha già recepito. Anche il legislatore ha un dovere: tutelare il 'bene comune', a parer mio. Perchè lo chiama repressione? In fondo le Leggi della Repubblica, almeno finchè saremo in democrazia, non ci toglie libertà, anzi accresce la sua e la mia e quella di tutti, accrescendo la nostra responsabilità.
Legiferare per una riduzione dell'alcolemia legale renderà i cittadini più consapevoli di un rischio, anche se uno potrà continuare ad ignorarlo, ma assumendosene le conseguenze. Perlomeno Lei non sarà corresponsabile di un alibi: l'Onorevole Compagnon ha detto/fatto in manierà che possiamo continuare a guidare sotto l'effetto di alcol.
Ma le parole cantano ed attraggono ed è facile farsi irretire e cedere e qui mi fermo.
Le propongo di leggere? rileggere? farsi prendere? dal Canto XXVI dell'Inferno di Dante dove, introducendosi nelle Malebolge ed anticipando Ulisse, dice:
‘… e più lo ‘ngegno affreno ch’i non soglio,
perché non corra che virtù nol guidi’
Ma perdoni ancora la mia impertinenza e voglia dedicare una riflessione alle parole di Tiziano Terzani in 'Lettere contro la guerra':
“Ancor più che fuori, le cause della guerra sono dentro di noi. Sono in passioni come il desiderio, la paura, l’insicurezza, l’ingordigia, l’orgoglio, la vanità... Lentamente bisogna liberarcene. Dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi. È il momento di uscire allo scoperto; è il momento d’impegnarsi per i valori in cui si crede. Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale molto più che con nuove armi. (…) Il mondo è cambiato. Dobbiamo cambiare noi. Fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza, facciamo ognuno qualcosa. Nessun altro può farlo per noi”
Potrei immaginare che Lei legga questo pensiero in Commissione e posso immaginare la sorpresa e le parole 'deferenti' che potrebbe sentirsi rivolgere. Ma perchè no....' nessuno altro può farlo per Lei.
Claudio Zorzi APCAT Trentino Centro Studi
IO INVITO TUTTI A SCRIVERE ANCHE UNA SOLA RIGA A QUESTI SIGNORI CHE STANNO PREPARANDO UNA LEGGE CHE POTREBBE SALVARE MOLTE VITE UMANE.
valducci_m@camera.it , barbareschi_l@camera.it, velo_s@camera.it, buonanno_g@camera.it, favia_d@camera.it, misiti_a@camera.it, crosio_j@camera.it, montagnoli_a@camera.it, salvini_m@camera.it, nicco_r@camera.it, pionati_f@camera.it, boffa_c@camera.it, bonavitacola_f@camera.it,
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MA MENTRE I NOSTRI GOVERNANTI DECIDONO, I GIOVANI CONTINUANO A MORIRE
IL TIRRENO
Firenze: dopo i 3 giovani morti
Nelle discoteche appelli contro droghe e alcol
12.01.09 FIRENZE. «Divertiamoci al massimo ogni sera ma divertiamoci anche la sera dopo.. e la sera dopo ancora.. e per sempre! Chi guida non beva! Chi guida non usi droghe! Chi guida non esageri con la velocità! Chi è accanto e insieme a chi guida lo deve pretendere!».
E’ un passaggio del messaggio letto in alcune discoteche fiorentine sabato sera, quando la musica si è fermata per ricordare i tre giovani morti in seguito all’incidente stradale avvenuto in via Pistoiese nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.
«Non vergognamoci ad avere cura della nostra vita e delle persone accanto a noi! In un attimo vola via tutto, musica, amori, amici, e non tornano più!».
E’ questo il modo scelto dai gestori delle discoteche fiorentine per partecipare al lutto cittadino deciso dal sindaco di Firenze, Leonardo Domenici.
Un messaggio con il quale non si è parlato del dolore provocato da questo terribile incidente, perchè «è un dolore che può capire solo la famiglia, chi le conosceva, e chi ha vissuto drammi simili», ma con il quale si è cercato di parlare direttamente ai ragazzi che in quel momento erano nelle piste per dire loro: «vorremmo che non succedesse più».
ED I GESTORI FANNO PSEUDO CAMPAGNE PER INCITARE I GIOVANI A GUIDARE SOBRI.
MA QUANTI GESTORI PER UNA SERA, DICO UNA, HANNO DECISO DI NON VENDERE ALCOLICI?
FORSE UNA SERATA SENZA ALCOLICI RIMANEVA PIU’ IMPRESSA NELLA MENTE DEI GIOVANI CHE NON UN SEMPLICE MESSAGGIO VOCALE.
MA ASCOLTIAMO INVECE COSA HANNO DA DIRCI I GIOVANI
REPUBBLICA.IT
Ora la tribù si sente in colpa
11 gennaio 2009 FIRENZE Ai funerali di Francesca e Margaux la tribù parla piano e si commuove. Si sparpaglia nei giardini accanto alla basilica di San Miniato per sfuggire agli occhi dei genitori, per fumare una sigaretta e parlare liberamente, senza paura di esser vista, sentita. Le ragazze con il cappotto nero e i capelli sul viso piangono e si stringono, i ragazzi con le gambe secche si danno pacche sulle spalle forti come pugni. Serena, 16 anni Istituto Machiavelli Capponi «Io non dormo più, da due notti non dormo più. Ho paura, ho il terrore, sento quel botto tremendo, mi rivedo in quella macchina. La paura, il terrore. Potevo essere io. Poteva capitare anche a me, chissà quante volte si esagera, quante volte ho rischiato, chissà quante volte abbiamo rischiato noi tutti e però siamo ancora qui perché siamo stati fortunati, perché a noi è andata dritta. Quasi mi sento in colpa. Non so come dire, ma ecco, forse sarei potuta morire io. Noi tutti, al loro posto. Ricordo i sorrisi di Margaux e gli occhi di Francesca e poi penso a quel botto. Come si fa? Come?». Paolo, 17 anni Liceo Gramsci «Tu pensi di essere infinito, pensi che queste cose nemmeno esistono. Pensi che ci sono le interrogazioni, le pagelle. I compiti, la scuola. Pensi di esser forte, di aver tutto davanti a te. Poi succedono queste merdate, queste stronzate. E ti crolla il mondo addosso, ti viene il panico. Ti passa la voglia di pensare, la voglia di far tutto. C' è solo da star zitti, da mettersi lì in un angolo e star zitti». Pietro, 17 anni Liceo Gramsci «Ogni volta a gennaio queste storie. Che schifo. Tre anni fa morì Edoardo, due anni fa un amico di mio fratello. Ora Francesca e Margaux, sempre a gennaio. Non è possibile. E' un mese assurdo. Dovrebbero abolirlo dal calendario, decidere che no, gennaio non esiste più. L' anno dovrebbe iniziare a febbraio». Andrea, 18 anni Liceo Dante «Bisogna star attenti ragazzi. C' è poco da fare: o stai attento oppure è un attimo e sei fregato. Qui non è tanto questione di alcol, di canne o che so io. Quello capita a tutti, quello si può fare nei limiti del dovuto. Ma poi devi stare attento, devi guardarti allo specchio e capire se ce la puoi fare o no, devi capire se sei in grado di guidare, se sei sicuro, se ti reggi in piedi. E non devi farti prendere
dalla "botta": perché poi è un attimo e sei fregato». Niccolò, 19 anni Istituto Scolopi «Io giuro guarda la macchina anche se ho bevuto un sorso di birra o mezzo bicchiere di vino non la prendo più. Io non ci voglio finire così, no, non voglio. Non voglio che i miei amici e il babbo e la mamma vengano a piangermi. Piuttosto prendo dieci euro e mi pago il taxi, o anche quindici euro che me ne frega, tante volte i soldi li spendiamo per fare cazzate, meglio spenderli per salvarsi la vita forse». Fabio, 19 anni «Qualche tempo fa è successo anche a me, avevo appena preso la patente, una delle prime sere con gli amici. L' aperitivo, la disco, poi alle 3 a casa. Non avevo bevuto tanto. Mi misi in macchina e mi sentivo bene, vedevo bene, tutto tranquillo. Poi in macchina il casino, forse la stanchezza, forse anche se poco l' alcol che si faceva sentire e insomma sono finito fuori strada. Fortunatamente non è successo nulla, ma da allora basta. Non guido più se non sono strasicuro di me e di quelli che ho intorno». Jacopo, 17 anni Liceo scientifico sportivo «Se fossi Gianmarco vorrei morire. Come si fa, come si può portare sul groppone le vite dei tuoi amici? Anche se poi non sei colpevole per la legge come fai, ti vergogni tutta la vita come un cane, il peso delle parole ti ammazza. Come fai?». Giovanni, 17 anni Liceo Machiavelli «Cosa c' è da dire? Cosa? Questa è fatalità ragazzi. Questa è una merdata. Che c' entra l' alcol via, basta parlare di queste cose. Lo sappiamo come funziona, quando ci sono fatti del genere bisogna star zitti». Giacomo, 18 anni Istituto Scolopi «Dai ragazzi via smettiamola, bisogna smetterla. Bisogna dirselo, bisogna dirselo. Si deve andar piano in macchina, non si fanno bischerate quando si guida. E anche in motorino: quanti di noi si fanno male in scooter? Lo so che non è facile, so che non è facile convincere gli altri: ma chi guida non deve bere, nemmeno un goccio, nulla». Erika, 17 anni Liceo Dante «Che rabbia, che rabbia. Guarda qui, c' è tutta Firenze, ci sono ragazzi di tutte le scuole della città. E' come una festa gigantesca, solo riuscita malissimo. Le persone che tutte le sere vorresti vedere alle feste le vedi qui ora, solo per un motivo tristissimo e assurdo». Irene, 16 anni «Succede che una volta litighi, magari per una cosa da niente. Ti lasci male, nemmeno ti saluti. Tanto sai che poi ti rivedi, sicuramente chiarisci, tutto torna come prima, forse meglio, le cose si rimettono in riga. Con Francesca e Margaux non può esser così. Se ne sono andate, non tornano più e tu non puoi chiarire, non puoi più far nulla. Non puoi urlargli dietro, non puoi più. Io non ci avevo litigato, sia chiaro. Ma in questi giorni ci ho pensato, ho pensato così. Che se avessi avuto qualcosa da dire loro, se avessi dovuto mandargli un sms magari per prenderle in giro, non avrei potuto più farlo. Nemmeno un' ultima volta per vedersi, parlare, guardarsi in viso. Se anche ora volessi salutarle, dirgli ciao Francesca, ciao Margaux, un attimo e basta, solo un minuto, adesso non posso più farlo». - ERNESTO FERRARA
ANCHE IL PAPA ESORTA A NON LASCIARE I GIOVANI “IN BALIA DI CATTIVI MAESTRI”.
LA PREVENZIONE VA FATTA DA “PERSONALE SPECIALIZZATO” E NON DA CHI SUL CONSUMO DI ALCOLCI CI GUADAGNA!
APCom
Papa: Alcool, droga, trasgressione,sesso sono emergenze giovani
12:05 - POLITICA- 12 GEN 2009
Si affievoliscono i valori, si banalizza vita, pervade nichilismo
Città del Vaticano, 12 gen. (Apcom) - C'è una grave "emergenza educativa, che richiede oggi la più ampia collaborazione possibile". Il Papa è fortemente preoccupato per gli "episodi di violenza giovanile", così come per "gli incidenti stradali dove muoiono tanti giovani". "Si affievoliscono, specie tra le giovani generazioni - dice incontrando gli amministratori della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma (presenti il Sindaco Gianni Alemanno, il presidente della Regione Piero Marrazzo, e della Provincia Nicola Zingaretti) - i valori naturali e cristiani che danno significato al vivere quotidiano e formano a una visione della vita aperta alla speranza; emergono invece desideri effimeri e attese non durature, che alla fine generano noia e fallimenti". Il Papa mette dunque in evidenza come "tutto ciò ha come esito nefasto l'affermarsi di tendenze a banalizzare il valore della stessa vita per rifugiarsi nella trasgressione, nella droga e nell'alcool, diventati per taluni rito abitudinario del fine settimana. Persino l'amore - prosegue Benedetto XVI - rischia di ridursi ad 'una semplice cosa che si può comprare e vendere' e 'anzi l'uomo stesso diventa merce'". "Davanti al nichilismo che pervade in maniera crescente il mondo giovanile - conclude il Papa - la Chiesa invita tutti a dedicarsi seriamente ai giovani, a non lasciarli in balìa di se stessi ed esposti alla scuola di 'cattivi maestri', ma ad impegnarli in iniziative serie, che permettano loro di comprendere il valore della vita in una stabile famiglia fondata sul matrimonio. Solo così si dà loro la possibilità di progettare con fiducia il loro futuro".
E QUANDO TROVIAMO QUALCUNO CHE CERCA DI METTERE IN PRATICA LE ESORTAZIONI DELL’O.M.S. (*) PER RIDURRE I PROBLEMI ALCOLCORRELATI, VEDI LA COOP, SI TROVA SEMPRE QUALCUN ALTRO CHE REMA CONTRO E SOLO PER PAURA DI PERDERE CLIENTI E DENARO.
NON SI PENSA ALLA SALUTE O ALLA VITA DELLE PERSONE, MA SI PENSA SOLO A GUADAGNARE SOLDI.
(*) Nota: uno dei suggerimenti dell’O.M.S. dice che per ridurre i problemi alcolcorrelati bisogna ridurre le occasioni di vendita ed aumentare il prezzo delle bevande alcoliche.
IL TRENTINO
Cominotti: «Se si trattasse di una legge valida per tutti, la rispetteremo ma così non è». La decisione è della Coop
Alcol vietato ai minori, le «Famiglie» contro
Il divieto di vendita non piace ai «piccoli»: domani un cda infuocato
12.01.09 TRENTO. Alcol vietato ai minori? Le «Famiglie cooperative» non ci stanno. La decisione presa dalla Coop Italia fatta propria dal Sait, partner commerciale, non è piaciuta ad alcune delle «Famiglie» che non sembrano orientate e vietare la vendita degli alcolici a chi ha meno di 18 anni. La legge provinciale prevede il divieto di vendita (sia in negozio che al bar) ai minori di 16 anni. La Coop (e il Sait) hanno deciso di estendere il divieto di altri due anni. Capofila dei «dissidenti» Mario Cominotti, presidente della Famiglia cooperativa di Pinzolo. Il suo ragionamento è semplice: «Se ci fosse una legge valida per tutti - ha spiegato - noi la rispetteremo, ma dato che non c’è, non se ne fa nulla». Insomma la tensione c’è per questa nuova scelta che in molti temono porterà ad una riduzione dei clienti. Se in un negozio non posso acquistare l’alcol è possibile che decida di fare tutta la spesa da un’altra parte. E poi ci sono le «Famiglie cooperative» che lavorano nei luoghi più turistici: come spiegare a chi non è abituato un divieto che vale solo per alcuni negozi e non per tutti. Domani ci sarà un consiglio d’amministrazione dei Sait ed è facile immaginare che la questione alcol sarà al centro del dibattito. Anche perché sembra che in molte «Famiglie cooperative» sarebbe stato deciso di non affiggere il cartello che illustra la nuova iniziativa («Non vendiamo bevande alcoliche ai minori di 18 anni» è lo slogan scritto a grandi lettere), cartello che già si trova nei due Superstore provinciali (Trento e Rovereto) e nei negozi Sait.
FORSE POTREBBERO CAMBIARE IDEA SE LEGGESSERO QUOTIDIANAMENTE LA NOSTRA RASSEGNA O DOPO AVER LETTO QUESTO ARTICOLO
CORRIERE DI MAREMMA
Nella rete dell’alcol a dieci anni.
Emergono dati preoccupanti da un’indagine condotta sui giovani maremmani. Un ragazzino su tre beve. Sempre più minori ubriachi.
GROSSETO12.01.2009 Il 43% dei giovani grossetani (e il 37,8% delle ragazze) si è ubriacato nell’ultimo anno almeno una volta. E di questi chi ci casca frequenta al 30% la prima superiore, al 37% la seconda, al 43% la terza, in quarta si arriva al 55%, mentre in quinta al 65%. Ma c’è di più, l’uso dell’alcool influisce e non poco anche sul rendimento scolastico di chi ne abusa. Dati preoccupanti, che però non sono i soli che fanno auspicare una sensibilizzazione maggiore per correre ai ripari. E’ l’esito di uno studio effettuato su un campione di 1.200 ragazzi - il 55,4% femmine e il 44,6% maschi - tutti studenti delle medie superiori di Grosseto e provincia. Dai risultati emerge come a 10 anni un terzo dei ragazzi ha già bevuto, iniziando il consumo del vino in famiglia. A 14 anni la percentuale sale al 70% (vino e birra), poi arrivano i superalcolici: a 18 anni l’80% ne ha già fatto uso. Tra le femmine beve regolarmente il 57,7% degli intervistati, tra i maschi il 47%. A pagina 5 Giancarlo Capecchi
MA PASSIAMO LA PALLA AI POLITICI E SPERIAMO CHE FACCIANO UNA LEGGE NAZIONALE O QUANTOMENO PROVINCIALE, CHE VIETI LA VENDITA DI ALCOLICI AI MINORENNI.
SULLO STESSO GIORNALE C’E’ ANCHE CHI FA DEL SARCASMO PERCHE’ ALLO STADIO E’ PROIBITO VENDERE BEVANDE ALCOLICHE.
TRENTINO
Docce fredde, brulè vietato, Merlino triste: «Ci manca il gol»
La polizia ha controllato i documenti a chi al bar ha richiesto vino caldo
12.01.09 TRENTO. Poco da dire sulla gara, molto su quel che è girato attorno. Abboniamo il malumore trevigiano per l’acqua fredda delle docce. Segnalata già prima della gara, fredda era anche dopo. Addetto al riscaldamento cercasi.
Perché è in ebollizione, invece, il bar. Il Comitato per la sicurezza negli stadi proibisce la mescita di vino caldo. Un paio di clienti l’hanno richiesto, la gentile barista l’ha servito, un funzionario di Polizia è intervenuto. Esigendo il controllo dei documenti agli stupiti tifosi ormai in trance da vin brulé (comprensibile con quel freddo). Un altro tifoso ha esternato il suo disaccordo per una severità ritenuta eccessiva, e non a torto sapendo quel che succede in tanti altri campi del Nordest. Controllo dei documenti anche per lui. La solita inflessibilità all’insegna degli “ordini superiori”? Che, per altro, esistono e sembrerebbero motivati da un disordine strutturale al Briamasco.
Il cancello della Nord è qualificato “uscita di sicurezza”. Da qua la proibizione di vendere qualsiasi bevanda alcolica nei paraggi. Da qua, aggiungiamo noi, anche l’antico, contestatissimo divieto di traffico lungo via Sanseverino negli orari delle partite. Due assurdità? Succedesse malauguratamente qualcosa, anche una volta sola, c’è chi in alto passerebbe i suoi guai. (*)
E Merlino? I suoi guai li sta già passando. Solo due punti e nemmeno un gol in tre gare interne. La spiegazione sembra una litania buddista: «Ritmi bassi, la stanchezza dai molti impegni ravvicinati, assenze importanti, occasioni non finalizzate, episodi sfortunati e qualche assenza importante, anche se ai ragazzi scesi in campo non possono rimproverare niente».
E all’allenatore dopo un bilancio tanto misero?
«Dovremo imparare a fare gol». Già, è più che ora.
Deromedi accenna a un fuorigioco di Vianello sul tiro del gol. La Canna chiede un po’ di tempo senza infortuni e perché si completi l’intesa tra i tanti giocatori nuovi. La sua formula per il “mal da gol”? Un «più cattiveria» scontato e anche insufficiente.
Per il vicepresidente Marco Fattinger servirebbe invece «un altro attaccante». Quindi ulteriore ricorso al mercato degli svincolati. Merlino punta invece il dito, il fronte difensivo sinistro orfano di Vitti: «Già in settimana arrivano due o tre ragazzi in prova», assicura sempre Fattinger.
Prima bisognerà provare Lavrendi, dimesso in serata dall’ospedale: «I medici mi hanno prescritto tre giorni di riposo». Della partita? «Non ricordo nulla», dice. Almeno lui ha un valido motivo per il suo stato confusionale. (alf.)
(*) Nota: è un po’ riduttivo pensare che non vendono alcolici perché qualcuno, in alto, potrebbe passare qualche guaio. Se lo sarà chiesto il giornalista il motivo di tale ordinanza? O la nostra cultura del bere è così radicata da non farci vedere al di là del nostro naso?
VEDIAMO INVECE ALCUNE “BUONE PRASSI” DA IMITARE
BASILICANET.IT
DIPENDENZE, DOMANI A MATERA CORSO ASM-ISTITUTO MAGISTRALE
12/01/2009
[Basilicata]
Scuola e Sert della Azienda sanitaria di Matera insieme per favorire la comunicazione con le famiglie. Comincia domani a Matera, alle ore 15.30 , presso l’Istituto Magistrale “Tommaso Stigliani’’ il corso di formazione “Educazione alla salute e prevenzione delle dipendenze’’ promosso dal Servizio Tossicodipendenze (Ser.T) della Asm e dall’Istituto magistrale. L’iniziativa si articolerà in tre incontri dalla durata di tre ore ciascuno, programmati per i giorni 13, 19 e 26 gennaio. Il corso è rivolto a un massimo 25 persone e potranno partecipare docenti, personale ATA e genitori. L’attività formativa si propone di fornire le conoscenze e gli strumenti fondamentali per realizzare interventi di promozione di stili di vita sani e di scelte culturali e comportamentali contrarie al consumo di droghe, di alcol, di tabacco, ecc.. L’iniziativa vuole sviluppare il tema del rischio come esperienza ambivalente, e approfondite la conoscenza dei rischi connessi all’uso di sostanze psicoattive legali e non. L’approccio alla prevenzione proposto è di tipo educativo, basato sulla valorizzazione del ruolo del gruppo classe. Il corso ha,inoltre, lo scopo far conoscere la metodologia del laboratorio educativo come strumento per la prevenzione delle dipendenze.
Le lezioni saranno tenute dal sociologo Natale Pepe e dall’educatrice professionale Clotilde Sansò, entrambi del Sert dell’Azienda sanitaria di Matera. Il progetto formativo si inserisce tra le attività di prevenzione delle tossicodipendenze regolato dal protocollo di intesa tra Asl 4 e Ufficio Scolastico Provinciale di Matera. Per ulteriori informazioni contattare il dottor Natale Pepe tel 0835/253.704
MARKETPRESS di Lunedì 12 Gennaio 2009
DIPENDENZE: 258 MILA EURO A ULLSS N.1 BELLUNO, N.10 SAN DONA’ PIAVE, N.8 CASTELFRANCO, PER INTERVENTI PILOTA CONTRASTO A ALCOL E DROGA”
Venezia, 12 gennaio 2008 - Su proposta dell’Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, la Giunta veneta ha deliberato un contributo complessivo di 258 mila euro alle Aziende Ullss n. 1 di Belluno, n°10 di San Donà di Piave e n. 8 di Castelfranco per la realizzazione di interventi pilota e progetti sociosanitari di prevenzione e lotta contro la droga e l’alcol e le dipendenze da sostanze di abuso. Del contributo complessivo di 258 mila euro: 120 mila vanno all’azienda sociosanitaria bellunese per un progetto pilota di “prevenzione globale alla luce dell’evoluzione del nuovo fenomeno delle dipendenze”; 100 mila euro vanno all’azienda di San Donà per un progetto pilota “ di trattamento dei tossicodipendenti ‘cronici’ che consiste nella sperimentazione di nuovi programmo terapeutici riabilitativi individualizzati, a livello ambulatoriale semiresidenziale e residenziale; con un approccio di valutazione multidimensionale, con il risultato di un servizio (Sert) che gestisce e governa il programma individuale e non risulta solo servizio inviante in una struttura riabilitativa”; 38 mila euro sono destinata all’azienda sociosanitaria di Castelfranco, in collaborazione con l’Arcat regionale per un “progetto pilota di elaborazione, studio e ricerca della Banca Dati del Cat (Club Alcolisti in Trattamento) del Veneto per favorire lo sviluppo dei programmi dell’approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi dei Club sul territorio regionale”. I progetti dovranno concludersi entro il dicembre 2009. “La Regione Veneto - spiega Valdegamberi - ha da tempo adottato strategie di intervento articolate ed efficaci per rispondere all’uso incongruo delle sostanze stupefacenti e psicoattive come droghe, farmaci d’abuso, alcol e tabacco e ritiene opportuno potenziare ulteriormente alcuni azioni prioritarie in particolare nelle aree di intervento della prevenzione, della riabilitazione, dello studio e della ricerca. Il provvedimento regionale è previsto è previsto dal Dpr 309/90 e dalla legge regionale 5/96. Complessivamente, nel triennio 2006-2008 la Giunta veneta ha assegnato oltre 13 milioni di euro per la realizzazione di progettualità socio-sanitarie in materia di dipendenza da sostanze d´abuso, che si vanno ad aggiungere allo stanziamento annualmente di 21 milioni di euro per l’assistenza delle persone con dipendenze presso le comunità terapeutiche. Il sistema regionale per la lotta alle dipendenze si articola in 21 Dipartimenti per le Dipendenze; 38 Ser. T (Servizi per le Tossicodipendenze); 2 Aziende Ospedaliere, 32 Enti ausiliari iscritti all’Albo regionale delle Comunità Terapeutiche, con oltre 60 sedi operative; 7 Comunità Terapeutiche pubbliche, delle quali una residenziale e una alcologica; oltre 600 gruppi di auto-aiuto nel settore dell’alcolismo (Club alcolisti in trattamento e Alcolisti Anonimi); 65 Associazioni di volontariato (30 in materia di alcoldipendenza, 21 in materia di tossicodipendenza, 8 in materia di Aids, 6 in materia di carcere); cui vanno aggiunti i 7 N. O. T. (nuclei operativi tossicodipendenze) degli Uffici Territoriali del Governo nel Veneto e il Servizio contenimento del danno del Comune di Venezia, che collaborano e si integrano con il sistema sociosanitario regionale. .
A.S.A.P.S.
Le Chiavi del Sorriso... aprono le porte ai ragazzi
Fondazione Unipolis promuove un bando che sostiene, con 100 mila euro, progetti di inclusione sociale e culturale per i giovani
“Le Chiavi del Sorriso” è l’iniziativa promossa da Fondazione Unipolis per una società più integrata, aperta ed accessibile, attraverso il sostegno a progetti di inclusione sociale per giovani fra i 12 e i 18 anni. La dotazione è di 100 mila euro. Il bando, a carattere nazionale, ma articolato a livello regionale, è rivolto alle associazioni di volontariato, alle cooperative sociali, alle organizzazioni non profit.. Ciascuno dei 20 progetti selezionati – uno per regione – riceverà un contributo di 5 mila euro.
Il bando è aperto dal 16 dicembre 2008 al 13 febbraio 2009. I progetti proposti, nuovi o già avviati, dovranno contenere elementi innovativi ed essere finalizzati all’integrazione sociale e culturale di giovani a rischio di emarginazione ed esclusione sociale, ed essere svolti in collaborazione con almeno un partner istituzionale (scuole, enti locali o loro emanazioni) ed avere una durata minima di sei mesi.
Il bando e la documentazione per presentare i progetti sono visionabili e scaricabili dal sito www.fondazioneunipolis.org
Per ulteriori informazioni scrivere a info@fondazioneunipolis.org o telefonare allo 051.6437618
RIPORTO ALCUNI ARTICOLI CHE PARLANO DEL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE
REPUBBLICA.IT
Cascine, alcol test della polizia: molti si fermano per farlo
11 gennaio 2009 FIRENZE Quando si è sparsa la voce che fuori dalla discoteca la polizia stava facendo i controlli con l' alcol-test, molti giovani hanno cominciato ad uscire per sottoporsi spontaneamente alla prova del palloncino. Non volevano rischiare guai mettendosi alla guida. C' è chi si è fatto accompagnare a casa da un amico, chi ha chiamato il taxi. Ma c' è anche chi è stato pizzicato brillo al volante ed è stato stangato. Gli uomini delle volanti, della polizia stradale e del reparto mobile, all' opera ieri notte tra l' 1 e le 4 nei pressi della discoteca Meccanò alle Cascine, hanno sottoposto 97 giovani al test preliminare per verificare l' eventuale presenza di alcol nel sangue. Quarantacinque avevano bevuto alcolici - così è risultato dal test - e quindi sono stati sottoposti alla prova dell' etilometro che misura l' esatta percentuale di alcol nel sangue ed è prova utilizzabile nel futuro processo penale. Cinque, tra cui quattro italiani e un brasiliano, giovani tra i 28 e i 37 anni ma anche un sessantenne, sono risultati avere un tasso alcolemico nel sangue superiore al consentito (0,50 grammi per litro), sono stati denunciati e sanzionati con la sospensione della patente (1,95 grammi di alcol per litro di sangue il tasso massimo riscontrato). Un altro trentenne italiano è stato denunciato per non essersi voluto sottoporre all' etilometro Dopo la contravvenzione, soltanto uno dei denunciati è dovuto ricorrere al carro attrezzi per il trasporto dell' auto presso la propria abitazione, mentre gli altri cinque hanno fatto rientro a bordo dei propri veicoli condotti da amici o parenti contattati telefonicamente. Intanto Firenze Parcheggi fa sapere che già trecento automobilisti si sono sottoposti all' alcol test presso gli impianti fissi installati nei posteggi di Santa Maria Novella, Parterre e Beccaria (la prossima settimana lo stesso apparecchio sarà disponibile nel parcheggio di Sant' Ambrogio).
AGI NEWS
SICUREZZA STRADALE: IDENTIFICATE 88 PERSONE A RAGUSA, SEQUESTRI
(AGI) - Ragusa, 12 gen. - A un 35enne ragusano e' stata ritirata la patente e sequestrata la macchina ai fini della confisca, poiche' trovato alla guida con un tasso alcolico 5 volte superiore al consentito. Nel corso dei controlli diposti dal comando provincia dei carabinieri dfi Ragusa sono stati anche controllati 52 automezzi e identificate 88 persone, elevate 12 contravvenzioni al Codice della strada, decurtati 36 punti patente per varie infrazioni (velocita' pericolosa, sorpasso pericoloso, mancato uso delle cinture di sicurezza), ritirate 2 carte di circolazione, una patente di guida, sequestrati 2 veicoli privi di copertura assicurativa. Infine, a Santa Croce Camerina, sono stati segnalati alla prefettura per detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti un ragazzo di 19 anni e una ragazza di 16 anni, trovati in possesso di alcuni grammi di hashish.
Sicurezza stradale: 411 multati per guida con alcol nel 2008
In Trentino Alto Adige e a Belluno, 19 auto sequestrate
(ANSA) - TRENTO, 12 GEN - Nel 2008 in Trentino, in Alto Adige e in provincia di Belluno la Polizia stradale ha multato 411 automobilisti per guida in stato ebbrezza. Altri 45 sono stati multati per guida sotto l'effetto di droga. I veicoli sequestrati sono stati 19. I dati sono stati resi noti dal Compartimento stradale per il Trenino Alto Adige e Belluno. Contestate inoltre 25.382 infrazioni al codice della strada, di cui 3.433 per eccesso di velocita', ritirate 1.229 patenti e 1.052 carte di circolazione.
GRANDAIN.COM
Droga e alcol, quattro denunce nel fine settimana
Controlli sulle strade e nei locali per i Carabinieri
Alba - Nel fine settimana appena trascorso i Carabinieri della Compagnia di ALBA – nell’ambito dell’attività disposta dal Comando Provinciale Carabinieri di CUNEO – hanno eseguito una vasta operazione di controllo mirata a contrastare il cosiddetto fenomeno delle “STRAGI DEL SABATO SERA”. Una ventina di Carabinieri hanno presidiato, nelle ore notturne, le strade di maggiore comunicazione ed hanno compiuto anche controllo nei locali notturni più frequentati della movida albese. Il risultato dell’operazione è di un arresto, quattro denunce e un segnalato per uso di droga, nel dettaglio:
A Vezza d'Alba i Carabinieri della Stazione di Corneliano d’Alba – agli ordini del Maresciallo Capo Giovanni IELO – hanno fatto scattare le manette ai polsi dell’operaio 40enne di Asti. L’uomo, di origini siciliane e già con precedenti penali alle sue spalle, è stato rintracciato all’interno di un locale notturno mentre si intratteneva tranquillamente con alcuni suoi amici sebbene colpito da un ordine di carcerazione emesso a suo carico l’anno scorso dalla Procura della Repubblica di ASTI per reati contro la persona ed in violazione degli obblighi familiari. L’arrestato, la cui latitanza è durata poco più di un mese, è stato quindi trasferito nel carcere di ALBA dove ora dovrà scontare una condanna a due anni di reclusione. Sempre nel centro roerino i Carabinieri di Corneliano d’Alba hanno anche segnalato alla Prefettura di Cuneo uno studente universitario del posto quale assuntore di sostanze stupefacenti. Il giovane, durante un controllo mentre si intratteneva con alcuni suoi coetanei, era stato notato mentre si disfaceva di una bustina in plastica immediatamente recuperata e sequestrata dai militari al cui interno rinvenivano 3.5 gr di Marijuana. Il ragazzo dichiarava di farne uso personale e per tale ragione veniva segnalato. Ad Alba sono quattro gli automobilisti denunciati dai Carabinieri del Radiomobile – coordinati dal Maresciallo Luca CERRATO – che sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per il reato di guida in stato d’ebbrezza alcolica. Si tratta di giovani studenti ed operai albesi di età compresa tra i 19 ed i 25 anni risultati positi alla prova dell’ETILOMETRO. Per loro ritiro immediato delle patenti di guida ed in un caso anche il sequestro della vettura essendo stato accertato un superamento della percentuale dell’1,5% del tasso alcolemico.
IL TEMPO Lunedì 12 Gennaio 2009
Meno incidenti e più patenti ritirate
di Paola Braschi
Meno incidenti e più patenti ritirate durante i week-end, per guida in stato di ebbrezza. Lo dicono i dati diffusi dalla polizia stradale che ha fatto un resoconto dell’attività del 2008 sul territorio bolognese. Il giro di vite, insomma, sta dando i suoi frutti. In quattro anni, gli incidenti in autostrada sono infatti calati del 40%: nel 2005 erano 2.821, nel 2008 sono stati 2.064. E il nuovo dispositivo tutor, che sorveglia la rete autostradale, ha fatto scattare 37.482 multe con una media di 3 sanzioni all’ora. Una lotta che passa prima di tutto dall’aumento esponenziale dei controlli: «Cresciuti, razionalizzati e mirati sottolinea la polizia stradale in prima battuta a contrastare le cosiddette stragi del sabato sera e la guida in stato di ebbrezza». I numeri parlano chiaro: su un totale di 1.475 patenti ritirate in provincia nel 2008, i sequestri nelle notti del venerdì e del sabato sono 953: il 64% del totale, quasi il quadruplo patenti ritirate nei weekend del 2007. Dei 953 ritiri, il 40,3% (385) riguarda autisti con un tasso alcolemico tra il doppio e il triplo del consentito, il 17,8% (170) ancora superiore. Ma a dare un’idea di quanto l’attenzione della Stradale sia cresciuta, è soprattutto il numero dei controlli, più che triplicato: da 4.085 nel 2007 alle oltre 13mila dello scorso anno.
ED UN ALTRO ARTICOLO IN CUI A CAMPO DEI FIORI I RESIDENTI CHIEDONO…
METRONEWS
12/01/2009
Controlli a tappeto in centro, sì dei residenti
Un “grande fratello” che vigili sulla movida notturna per le strade del centro storico. A chiederlo sono i residenti di Campo de’ Fiori che domani porteranno in prefettura un elenco di proposte. Telecamere in funzione 24 ore su 24, chiusura dei locali anticipata alla mezzanotte anziché alle 2 e pattugliamenti della polizia con le unità cinofile dalle ore 0,30 alle 3.
Oggi queste proposte verranno discusse durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, e oggi si deciderà anche se prolungare fino a febbraio le nuove misure di prevenzione. Nel week end appena trascorso sono stati intensificati i controlli nella storica piazza, da parte della polizia del commissariato Trevi che ha riscontrato gravi irregolarità legate alla violazione del divieto della somministrazione delle bevande alcoliche. Quattordici sono state le violazioni amministrative accertate e sanzionate a bar, circoli privati e chioschi che somministrano alcolici. Gli agenti hanno controllato e identificato anche 25 persone che stazionavano nelle strade adiacenti Campo de’ Fiori. (EMILIO ORLANDO)
ED ORA UN PO’ DI CRONACA PER RICORDARE CHE LE BEVANDE ALCOLICHE PROVOCANO PROBLEMI FISICI, PSICHICI, SOCIALI, ECONOMICI…
IL TRENTINO
Ubriachi e molesti, cinque denunciati
Il gruppo stava litigando a Gardolo. Per tutti 102 euro di multa
12.01.09 TRENTO. Hanno avuto la pessima idea di delegare ai carabinieri la soluzione della controversia (sorta per futili motivi) che li vedeva uno contro l’altro da parecchi minuti. Alla fine i carabinieri del radiomobile sono arrivati ma invece che ergersi a giudici di una questione che non li interessava si sono semplicemente limitati a fare il proprio lavoro. E così cinque persone sono state sanzionate con una multa di 102 euro con l’accusa di ubriachezza molesta.
E’ successo alle cinque della scorsa mattina a Gardolo, nella zona del supermercato Prix. I cinque (quattro uomini e una donna, tre di origine colombiana e due dominicani) stavano litigando già da parecchi minuti, tanto da suscitare le ire di alcuni residenti svegliati delle urla del gruppo. All’arrivo dei carabinieri - chiamati dagli stessi cinque - i militari hanno constatato la loro ubriachezza e hanno deciso di sanzionarli.
IL TIRRENO
ALLA GUGLIA
Sviene, pare morto ma ha solo bevuto
LIVORNO 12.01.09 Steso a terra, privo di sensi, sembrava quasi morto. Invece per fortuna era “solo” ubriaco. Un livornese sui 40 anni è stato soccorso ieri verso le 19.30 da un’ambulanza alla Guglia, davanti al circolo Divo Demi. Aveva bevuto troppo ed era quasi in coma etilico. È stato quindi portato in ospedale.
CORRIERE ADRIATICO
Un sardo è finito in manette perché ubriaco
Incidenti, due morti sette feriti e un arresto
12.01.09 ROMA - Due morti e sette feriti in tre incidenti stradale a Nuoro, nel Veneziano e nel Materano. In Sardegna, un ubriaco alla guida di un Suv, ha centrato in pieno un’utilitaria provocando la morte del conducente, e si trova ora piantonato all’ospedale di Nuoro in stato di arresto. Il provvedimento ha colpito Mauro Tuvoni, 36 anni di Posada, responsabile dello scontro frontale avvenuto nel pomeriggio, intorno in centro a Budoni, costato la vita a un anziano del luogo, Tomaso Serra, di 74 anni. Secondo la ricostruzione della Polizia stradale di Nuoro, Tuvoni avrebbe perso il controllo del Suv finendo sulla corsia opposta e scontrandosi con la Fiat Tipo condotta dal pensionato. Nell’impatto l’uomo è morto sul colpo. Il conducente del fuoristrada e il passeggero che viaggiava con lui, Marco Oggiano, 28 anni di Posada, sono rimasti feriti. Poco dopo il ricovero all’ospedale, è stato accertato che Tuvoni guidava ubriaco ed è quindi scattato l’arresto. Nel Veneto, un uomo di 37 anni, che era alla guida della sua auto, è morto in uno scontro frontale tra che si è verificato l’altra sera sulla Statale 14, all’altezza del bivio per Altino, nel veneziano. In seguito allo scontro, l’auto sulla quale viaggiava la vittima è andata distrutta dopo essere precipitata in un fossato. L'uomo viaggiava insieme ad altre persone, che hanno riportato lievi lesioni. Ferite lievi anche per il conducente dell’altra macchina. A Matera, è in gravi condizioni un giovane di 25 anni ferito insieme ad altri sei coetanei in uno scontro fra due automobili avvenuto nella città lucana in via Cappuccini. Due auto, una Matiz, con a bordo 3 persone, ed una Saab, con a bordo 4 persone, hanno avuto una collisione per cause da accertare. Sei dei feriti hanno riportato solo lievi lesioni, con una prognosi compresa fra i 5 e i 10 giorni mentre il 25enne è ricoverato in prognosi riservata.
VIRGILIO NOTIZIE
Lombardia/ Milano, minaccia la ex moglie e poi distrugge auto Cc
Pregiudicato arrestato ieri sera a Rozzano. Contuso un militare
Milano, 12 gen. (Apcom) - Ha telefonato alla ex moglie minacciandola di morte, poi quando è arrivato sotto casa della donna e ha trovato l'auto dei carabinieri l'ha tamponata più volte distruggendola e ferendo il militare che era al posto di guida. L'uomo, pregiudicato, è stato arrestato. E' accaduto ieri sera a Rozzano, piccolo Comune dell'hinterland sud di Milano.
Intorno alle 21.30 di ieri sera, una casalinga milanese di 47 anni ha chiamato i carabinieri della Tenenza di Rozzano terrorizzata per una telefonata dell'ex marito ricevuta poco prima, durante la quale l'uomo le aveva detto testualmente: "Vengo ad ammazzarti". I militari si sono subito recati a casa della donna che vive con i tre figli di 14, 17 e 24 anni in via Cesare Battisti. Dopo aver parlato con la signora, uno dei due carabinieri è risalito sulla Fiat Punto di servizio per comunicare via radio la situazione, quando improvvisamente è stato tamponato per tre volte consecutive in modo volontario e violento da una Bmw X5 dalla quale l'uomo al volante urlava "Vi ammazzo bastardi, dovete morire!".
Arma in pugno e con l'aiuto del collega richiamato dal trambusto, il carabiniere è riuscito a bloccare e ammanettare l'uomo, che si è rivelato essere l'ex marito della donna che aveva dato l'allarme. Si tratta di Antonio C., muratore di 53 anni di origini calabresi residente in provincia di Pavia, pregiudicato per diversi reati e sottoposto al divieto di avvicinarsi alla ex moglie dopo essere stato condannato per maltrattamenti in famiglia. L'uomo, descritto dai carabinieri come "un marcantonio di circa due metri in evidente stato di ebbrezza", è stato arrestato per danneggiamento aggravato, violenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che per le minacce alla moglie e guida in stato di ebbrezza. Un paio d'ore dopo l'arresto il tasso alcolemico del pregiudicato è risultato essere di0,57.
Visitato dai sanitari, il militare coinvolto nello scontro ha avuto una prognosi di dieci giorni. Il mezzo di servizio è stato praticamente distrutto e nello speronamento sono state danneggiate altre tre vetture parcheggiate.
ROMAGNA OGGI.IT
Bologna: assume cocktail di droga alcol: 32enne in fin di vita
12 gennaio 2009 - BOLOGNA - Ha assunto un micidiale cocktalil di alcol e droga durante una festa di compleanno organizzata sabato sera in un'osteria in via Marsala nel centro di Bologna. Un laureato bolognese di 32 anni, con un lavoro nel campo dell'informatica, sta lottando tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione dell'ospedale ‘Sant'Orsola'. Sull'episodio indaga la Polizia, che ha raccolto la testimonianza di molte persone presenti al party.
L'uomo è stato trovato riverso a terra, in stato di incoscienza, in bagno dove probabilmente aveva assunto oppiacei. Alcuni amici hanno deciso di portarlo all'ospedale, dove vi è giunto poco dopo le 2 in stato di coma da overdose. L'aver inalato il proprio succo gastrico ha provocato un infiammazione dei polmoni. L'equipe medica del professore Gerardo Martinelli sta facendo il possibile per strapparlo alla morte.
TGCOM
Investitore scoperto con telecamere
Lecco, vittima dell'incidente è in coma
Investe un giovane motociclista e poi fugge, senza prestare soccorso. E' successo a Merate, in provincia di Lecco, nella notte tra sabato 11 e domenica 12 gennaio. La vittima dell'incidente è in coma. L'autista è stato identificato e arrestato dai carabinieri grazie ai filmati registrati dalle telecamere del comune. E' un operaio 37enne: il suo tasso alcolico era ancora il doppio del minimo concesso alcune ore dopo il fatto.
L'auto investitrice è una Fiat Seicento intestata alla sorella dell'arrestato. Nel filmato, immediatamente visionato dalle autorità locali, si vede l'autista scendere dal suo veicolo dopo l'impatto, controllare la situazione e ripartire spegnendo i fari per non essere identificato.
Ma è stato raggiunto dai militari, aiutati dalla polizia locale di Merate, poche ore dopo il fatto. Alcune ore dopo l'incidente, il tasso alcolico del 37enne è stato di 1,1 contro lo 0,50 massimo consentito, pertanto è scattata anche l'accusa di guida in stato di ebbrezza ora al vaglio della procura della Repubblica di Lecco, che dovrà porre all'esame della convalida il provvedimento restrittivo adottato nei confronti del responsabile. Il giovane investito, dell'età di 16 anni, è ora ricoverato in coma all'ospedale di Como.
CORRIERE DI VITERBO
Ferito alla testa con una bottiglia.
Giovane rumeno finisce in ospedale: indagano i carabinieri. Aggredito durante la notte in un locale civitonico.
CIVITA CASTELLANA12.01.2009 Un rumeno. Ferito alla testa, con un colpo di bottiglia, in un locale frequentato da rumeni. Un episodio accaduto a Civita Castellana e per il quale, durante la notte, si è attivato il pronto soccorso dell’ospedale Andosilla. Sono entrati in azione anche i carabinieri, che indagano. Per il momento, non si sa chi abbia colpito il rumeno ma, con ogni probabilità, si tratta di connazionali. Il locale in cui è avvenuto l’episodio è, come detto, frequentato in massima parte da rumeni. I motivi, in ogni caso, sarebbero “futili”. Per il momento, non si conosce la prognosi emessa dai sanitari sul conto del giovane; un colpo, forse più, di bottiglia sulla testa ha causato le lesioni curate dai sanitari dell’ospedale civitonico. Un’altra di quelle risse o aggressioni unilaterali che, spesso, accadono la notte, soprattutto nei fine settimana, in vari centri della provincia: Viterbo, Civita Castellana, Tarquinia. Ultimamente, tra Tarquinia e Viterbo, si sono verificate due aggressioni. Una, a Tarquinia, ha visto la denuncia, da parte della polizia, di tre giovani del posto, “rei” di avere colpito un loro compaesano con una bottiglia di birra in faccia. Un colpo che, alla vittima, è costato venticinque giorni di prognosi, e anche alcuni interventi chirurgici che, come fine, avevano quello di ridurre le conseguenze del colpo subito. Sembra addirittura che, al giovane ferito, sia stata prospettata la necessità di sottoporsi ad altre operazioni. I giorni di prognosi sembrano, quindi, desinati ad aumentare in modo considerevole. Un’aggressione, questa, che sarebbe legata a un colpo di gomito dato, per errore, dalla vittima a uno dei tre, e che avrebbe poi innescato una serie di reazioni. Gli investigatori, lavorando sul caso, si sarebbero trovati di fronte, fin dal primo momento, a un vero e proprio muro di omertà. L’altra aggressione, in realtà una rissa, è invece avvenuta, come è noto, a Viterbo. Un episodio che, nella sua dinamica, tocca vari punti della città, ma culmina alla Pila. Qui, nei pressi di un locale, viene insultato un cileno: insulti, sembra, a sfondo razzista, che provocano la reazione del cileno. Un terzo uomo, noto alle forze dell’ordine, interviene: ma, invece di fare da paciere, secondo la ricostruzione più accreditata, dà manforte al cileno. Finisce che, per un giovane, c’è la necessità di farsi medicare e refertare in ospedale, dove viene ricoverato. I tre, indagati, finiscono in carcere. Poi - è storia di sabato - il giudice per le indagini preliminari, al termine di una serie di interrogatori, tra il carcere di Mammagialla e l’ospedale di Belcolle, decide di concedere gli arresti domiciliari al ferito e al cileno mentre, al “terzo uomo”, impone la detenzione in carcere. Ancora una volta, un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze assai più gravi e che denota il livello di tensione che, sempre più spesso, si raggiunge, per le vie di Viterbo, tra gruppi di giovani di diversa estrazione e provenienza. (*)Per le forze dell’ordine, un duro impegno per la vigilanza e la prevenzione.
(*) Nota: nessun accenno all’alcol anche se sappiamo benissimo come incominciano certe situazioni.
IL GIORNALE.IT
Rom, botte a barista, medici e infermieri
di Michele Perla
Assalgono l’uomo nel suo locale e i sanitari in ospedale dove si era rifugiato. Solo denunciati
Massacrato di botte da due rom, prima nel bar dove si era rifiutato di servire ancora da bere, poi nell’ospedale che aveva raggiunto per farsi medicare. Pugni e calci che non hanno risparmiato neppure medici e infermieri del pronto soccorso, intervenuti a difesa del barista.
L’altra verso le 20 due nomadi del campo abusivo di via Magenta già mezzi ubriachi (*)varcano la soglia di un bar di via Garibaldi, in pieno centro a Rho. Chiedono da bere e, dopo una prima birra, una seconda ed un’altra ancora, si ritrovano completamente ubriachi. Vorrebbero continuare senza limiti e ovviamente senza pagare il conto. Ma il gestore del locale pone un freno alla sbornia, rifiutandosi di mettere altri bicchieri sul bancone e pretendendo il saldo di quanto consumato. I due avventori prima lo insultano, poi gli saltano addosso e dopo averlo gettato a terra lo tempestano con schiaffi, pugni e calci. Un pestaggio in piena regola insomma.
Temendo il peggio il barista si dà forza e riesce a fuggire dal suo locale; a piedi corre verso il vicino ospedale dove raggiunge il pronto soccorso, pensando di essere al sicuro. Invece si sbaglia: i due zingari che gli sono andati dietro, lo raggiungono nella sala d’aspetto affollata di donne e bambini e con la forza tentano di trascinarlo all'aperto. Quando non ci riescono, decidono di completare l’opera di pestaggio già cominciata nel bar, infischiandosene degli altri pazienti.
Inizia così il secondo round che terrorizza i presenti e che fa scattare l’allarme. Qualcuno infatti telefona immediatamente ai carabinieri, mentre intervengono alcuni medici ed infermieri che provano a far cessare il pestaggio. Ma non bastano i loro camici bianchi a fermare la furia dei due rom ubriachi: calci e schiaffi raggiungono infatti anche i sanitari sino a quando finalmente giungono i militari che a fatica bloccano le due «furie» piene di alcool. Portati in caserma i rom sono stati denunciati a piede libero e subito rimessi in libertà; dal pronto soccorso del nosocomio, dove non esiste un posto di Polizia, si è invece levata l’ennesima protesta relativa alla sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari.
(*) Nota: il barista da ugualmente da bere anche se sono già “mezzi ubriachi”!!!
IL TEMPO
Gaeta
Guidava in stato d'ebbrezza: denunciato 28enne
GAETA 12/01/2009 Aveva deciso di alzare il gomito in occasione del sabato sera e, nonostante fosse in stato di ebbrezza, si è messo alla guida della sua utilitaria. Ma lungo la strada che stava percorrendo ha incontrato una pattuglia del nucleo operativo radiomobile dei carabinieri di Gaeta, che lo ha fermato. (*)
Sottoposto al test con l'etilometro, il ventottenne R.I., è stato trovato con una tasso alcolemico superiore al limite previsto. Immediatamente veniva denunciato all'autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza e gli veniva ritirata anche la patente di guida. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni lungo il territorio di competenza dei carabinieri di Gaeta. G.C.
(*) Nota: è stato fortunato che ha incontrato la pattuglia e non un …. albero!
A.S.A.P.S.
Pluri-recidivo della guida in stato di ebbrezza: fermato per la quinta volta dalla Stradale, aveva la patente sospesa da settembre. Ennesima denuncia
(ASAPS) PALERMO, 12 gennaio 2009 – La maggior parte dei conducenti italiani nemmeno sa come sia fatto. Eppure lui lo ha incontrato ben cinque volte sulla propria strada. Parliamo dell’etilometro: un imprenditore edile di Enna, Giuseppe G. – 60 anni – stava guidando la sua auto senza patente, perché sospesa per guida in stato di ebbrezza alcune settimane fa. Ma non era la prima volta: già in altre quattro occasioni la Polizia Stradale ed i Carabinieri lo avevano colto in flagranza di “delittuosa bevuta”. L’ultimo bicchierino, però, gli costerà davvero caro. Infatti, nella serata di venerdì scorso (9 gennaio), Giuseppe aveva deciso di mettersi alla guida anche con la patente sospesa, ma il diavolo fa le pentole, non i coperchi. Una pattuglia della Stradale lo ha visto passare sulla Tangenziale Ovest di Palermo e dall’andatura incerta ha capito subito che quei gomiti erano troppo alti. All’inizio ha provato a rifiutare, dicendo che la dentiera non gli permetteva di soffiare, ma le sue condizioni erano evidenti. Così è scattato un controllo al terminale e la Centrale Operativa ha comunicato ai Centauri che l’uomo aveva il documento sospeso dal settembre 2008. Il rifiuto, a questo punto, ha solo aggravato la sua condizione. Ma è evidente che l’uomo ha un problema di dipendenza. (ASAPS) (*)
(*)Nota: dovrebbe esserci il ricovero coatto presso una struttura specializzata perché questa persona è pericolosa per se e per gli altri!
MODENA 2000
Pavullo: ubriaco provoca incidente, poi la sua auto va a fuoco
12.01.09 Appennino - Ieri verso le 18.00, un 60enne di Pavullo - M.N. - a bordo della propria Fiat Uno, percorreva via di Niviano quando ha provocato un incidente stradale con un’altra vettura, condotta da una donna 65enne sempre del luogo la quale, fortunatamente, ha riportato solo lievi ferite ed è stata ricoverata presso l’ospedale di Pavullo in osservazione.
L’immediato intervento dei Carabinieri ha permesso l'identificazione del conducente dell'auto – che a seguito dell’urto si è incendiata ed è andata completamente distrutta – ed ha accertato il suo evidente stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 3,19 g/l.
Ovviamente patente ritirata, denuncia a piede libero e sequestro 'virtuale' del mezzo.
ROMAGNA OGGI
Forlì: ubriaco in bici, denunciato romeno 49enne
12.01.09 FORLI' - E' stato sorpreso dagli agenti della Polizia Stradale di Rocca San Casciano mentre zigzagava con la sua bicicletta lungo corso Giuseppe Garibaldi. Subito spiegato il motivo: aveva nel sangue un tasso alcolemico pari a 2,02 grammi per litro, quattro volte il limite consentito dalla legge e fissato in 0,50. Protagonista dell'episodio un romeno di 49 anni, residente a Forlimpopoli. L'uomo è stato denunciato per guida in stato d'ebbrezza.
I poliziotti hanno provveduto a ritirare la patente anche ad un 54enne, sorpreso al volante della sua ‘Lancia' a Castrocaro con un tasso di alcol pari a 0,71.
A.S.A.P.S.
Viareggio
Ubriaco piomba su ambulanza in codice rosso: tutti feriti, ma conseguenze limitate. Tragedia sfiorata
(ASAPS), VIAREGGIO, 12 gennaio 2009 – Poteva finire davvero male la sconsiderata sbronza di un automobilista di Viareggio, un 58enne (*) alla guida della propria Fiat Sedici che, poco dopo le due del mattino di venerdì scorso (9 gennaio), si è messo alla guida “bello benzinato” – tanto per usare uno slang in voga – ed ha pensato bene di scorrazzare per la cittadina balneare senza rispettare il codice della strada. Il fatto è che l’incauto bevitore ha oltrepassato uno stop finendo in mezzo a via Cavallotti proprio mentre sopraggiungeva un’ambulanza medicalizzata della Misericordia, che stava recandosi su un intervento di soccorso in codice rosso. Dunque, la velocità non era certo quella di crociera. L’impatto è stato violentissimo, tanto che l’ambulanza è andata praticamente distrutta. Per fortuna le conseguenze sulle persone sono state lievi: molte contusioni per tutti, ma nessun ricovero ospedaliero. Il 118 ha dovuto far arrivare un’altra ambulanza con medico da molto lontano, per risolvere l’emergenza sanitaria la cui risoluzione era stata affidata alla Misericordia. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri, che hanno fatto soffiare nell’etilometro il conducente dell’auto, risultato positivo. Patente ritirata, auto sequestrata per la confisca e denuncia a piede libero per lesioni colpose e guida in stato di ebbrezza.
(*) Nota: volevo fa notare l’età delle persone in questi ultimi 5 articoli. Non mi sembrano proprio molto GIOVANI!
ASAPS
Genova
16enne al volante, in stato di ebbrezza, fermato dai carabinieri li offende e si rifiuta di soffiare. A Verona neopatentato drogato ed ubriaco si schianta su un palo e perde 40 punti
Ma questi giovani, li sappiamo educare? Vogliamo davvero il loro bene? Tutto finisce poi col trillo di un campanello, in piena notte...
di Lorenzo Borselli
(ASAPS) 12 gennaio 2009 – Che i neopatentati al volante tendano un po’ a strafare, è cosa risaputa. Ma che anche i “pre-patentati” si mettano a combinarne di tutti i colori, proprio non ce lo aspettavamo. Eppure, a Genova, un ragazzino di 16 anni si è messo al volante di una Smart – non è chiaro se sia la macchina di mamma o papà – completamente ubriaco, commettendo una sfilza di reati propri del patentato senza avere nemmeno l’età minima per iscriversi a scuola guida. Lo hanno pizzicato i carabinieri del Nucleo Radiomobile, alle 4 del mattino. E anche qui, viene da chiedersi come mai un 16enne possa andarsene a spasso in piena notte, per di più completamente ubriaco: così tanto da prendere a male parole i militari, che quando gli hanno mostrato il boccaglio dell’etilometro si sono sentiti rispondere con un bel “no” deciso, condito da un’imprecisata serie di inviti ad andare a quel paese e ad una sfilza di epiteti nemmeno lontanamente ripetibili. Ma i genitori dov’erano? Solo qualche anno fa, se un ragazzino non fosse tornato a casa per le 11 si sarebbero mobilitati da ogni dove per cercarlo. Oggi, a noi che indossiamo la divisa, capita di incrociare, a notte fonda, bambini di 13 o 14 anni già bevuti o fumati, e quando chiamiamo casa per annunciare che li abbiamo ritrovati ci sentiamo rispondere che nessuno li stava ancora cercando. Colpa dei telefonini? O colpa di un sistema che ha perso anche solo il coraggio di dettare qualche regola di sopravvivenza? Non ci dovremmo nemmeno stupire, dunque, se a Verona un ragazzo fresco di patente, nel cuore della notte si schianta contro un lampione, distruggendolo insieme alla sua fiammante Peugeot. Arriva la Stradale, che lo porta al pronto soccorso, dove i medici rilevano nel sangue tracce di stupefacenti ed un tasso alcolico di 1.5 g/l. Probabilmente non è la prima volta. Se è vero che tutti i giovani, oggi, fanno uso di sostanze e bevono fino a riempirsi il naso, o fino a stordirsi, ogni festa comandata, imponiamo per legge un test da fare davanti ai medici di una speciale commissione. Si risparmieranno molte vite sulla strada e scopriremmo l’acqua calda: la droga è un problema sociale diffuso, diffusissimo. Solo che i genitori non lo vogliono sapere. Preferiscono pensare che il loro rampollo è il migliore del mondo. Sarà uno studente modello, parteciperà a qualche reality ed a lui non potrà accadere mai nulla. Lasciarlo fuori tutta la notte non è male per lui. È bravo, sa badare a sé stesso. Ma quando di notte suona un campanello, ed oltre la porta c’è un ispettore od un maresciallo con il berretto in mano, il sogno finisce. Con la vita. (ASAPS)
Trovato su http://blog.libero.it/alcolismo/,
GAZZETTA DI MODENA
APRILIA: CLOCHARD INDIANO PESTATO IN CENTRO
12.01.09 Un senzatetto indiano di 34 anni e' stato aggredito ieri sera in pieno centro ad Aprilia. L'uomo, secondo quanto riferito dall'unita' degli 'Angeli custodi' il servizio di volontariato sociale della Prefettura e della Provincia di Latina, e' stato trovato dolorante su una panchina della stazione ferroviaria. Ai volontari e ai sanitari del 118 che lo hanno soccorso ha riferito di essere stato preso a calci all'addome da alcuni teppisti mentre dormiva riverso a terra nella piazza centrale di Aprilia. Lo straniero, che ha, secondo quanto riferito dagli stessi servizi sociali, problemi di alcolismo, avrebbe riportato la frattura di alcune costole. (AGI)
Trovato su http://blog.libero.it/alcolismo/,
INCIDENTI STRADALI: 12 MORTI NELL'ULTIMO FINE SETTIMANA
(AGI) - Roma, 12 gen. - Dieci sinistri mortali e 12 vittime. E' il bilancio degli incidenti stradali dell'ultimo fine settimana reso noto dal dipartimento di pubblica sicurezza. Bilancio che - sottolinea il dipartimento - fa registrare una "consistente flessione" del fenomeno rispetto ai corrispondenti weekend dell'anno scorso (11-13 gennaio, 26 sinistri mortali e 26 vittime) e di due anni fa (12-14 gennaio, 23 sinistri mortali e 26 vittime). Cospicuo anche il calo dei feriti: 499 tra venerdi' e ieri contro gli 816 dell'anno scorso e gli 872 di due anni fa.
Nell'ultimo fine settimana, il 20% dei sinistri mortali ha visto coinvolti veicoli a due ruote, il 20% e' derivato da perdita di controllo del veicolo da parte del conducente, il 50% si e' registrato in centro abitato (nessuno in autostrada).
I sinistri mortali verificatisi tra le 22 e le 6 sono stati 2, con 3 decessi: delle 12 vittime, 4 avevano meno di 30 anni.
Polizia stradale e Carabinieri hanno impegnato nei servizi di prevenzione e vigilanza stradale 36.476 pattuglie, che hanno proceduto alla contestazione di 18.819 violazioni al Codice della strada, con 25.260 punti decurtati, 710 patenti di guida e 714 carte di circolazione ritirate.
Rassegna stampa del 11/01/2009
OMAGGIO A FABRIZIO DE ANDRE’
Anche oggi, come ogni giorno, riportiamo in questa rassegna articoli di cronaca nera legati al bere.
Oggi ho scelto di cominciare con uno splendido articolo che parla del rapporto tra Fabrizio De Andrè e gli episodi di cronaca nera.
De Andrè –giustamente oggi celebrato dai mass media - si è molto occupato di queste vicende: l’inizio del suo successo è legato alla canzone di Marinella, straordinaria trasposizione poetica di un atto criminale http://www.italianissima.net/testi/lacanzod.htm .
Forse qualcuno tra voi non sa che a ricostruire la vicenda originale, trovando il nome della vera Marinella, è stato proprio il “nostro” Roberto Argenta http://nonsololingua.blogspot.com/2007/01/la-vera-storia-di-marinella.html .
E poi De Andrè ha toccato molto da vicino le sofferenze alcolcorrelate, riuscendo ad uscirne: dopo l’ultimo whisky tracannato sul letto di morte del padre nel 1985, smise completamente di bere, fino a quando non morì, il giorno 11 gennaio 1999, ucciso molto probabilmente da quelle sigarette di cui non era riuscito a liberarsi.
La rassegna di oggi è dedicata a lui.
L’ADIGE
Faber e i sentieri dei figli del mondo
di PAOLO GHEZZI
La buona musica conforta e consola. Come le buone parole. Come le cose belle. Le buone canzoni aiutano a raccontare, forse perfino a capire le cose brutte. Fabrizio De André ci riesce, con la sua voce sciamanica e i suoi versi d'oro. Prendeva un ritaglio di cronaca e ne faceva poesia. Una ragazzina di strada uccisa e gettata a fiume? Lui inventa «Marinella», «per addolcirne la morte». Con la pietas, che è virtù umana di com-passione e com-partecipazione, non pietismo buonista. Chissà che cosa avrebbe scritto, Fabrizio di Genova, Faber cantore di ubriachi e battone, di sventurati e di santi, di marinai e di lestofanti, sull'assurdo delitto di Grigno. Così folle e feroce, così inutile e incomprensibile. Non un delitto da passione d'amore: così poco deandreiano. Però quel coltello dentro il cuore: «e a nuette a n'à puntou u cutellu a gua», la notte ci ha puntato il coltello alla gola. Così deandreiano. «Non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male, qualche assassinio senza pretese abbiamo anche noi, qui in paese». Un coltello alla gola, il cuore di mia madre per i miei cani, e poi solo il sangue secco delle sue vene... fino al Testamento del ladrone Tito: «Con un coltello piantato nel fianco, gridai la mia pena e il suo nome. Ma forse era stanco, forse troppo occupato, e non ascoltò il mio dolore. Ma forse era stanco, forse troppo lontano, davvero lo nominai invano». Ma forse Luigi, trafitto a tradimento, non è neppure riuscito a gridare. A invocare. Luigi - raccontano gli amici e i cronisti e le croniste - era timido, nonviolento e riservato e solitario, aveva un viso gentile, e andava, col trenino, in una biblioteca di paese, un paesino ancora raggelato nella neve di gennaio, per consultare un libro di storia dell'arte. Ci può essere qualcosa di più mite e pacato, di più lontano dai regolamenti di conti e dalla violenza cieca delle città incattivite e rabbiose? Eppure, un destino ridicolo (titolo deandreiano) nella sua insensata tragicità, lo attendeva sulle scale della biblioteca. Faber, da ricco che era, aveva voltato le spalle alle virtù borghesi e si commuoveva per i vizi dei vinti della storia. Canta le vittime, ma anche i criminali, che «se non sono gigli sono pur sempre figli, vittime di questo mondo». Anarchico e individualista, non avrebbe giudicato il presunto omicida, ma forse avrebbe cercato di capirlo. Come ha detto il papà di Luigi. Se poi qualcosa da capire ci sia. Perché, invece, spesso, non c'è niente da capire. O c'è da capire troppo. Perché l'essere umano è un mistero, un grumo di bellezza e di disperazione, di gratuità e di odio, e non bastano gli psicanalisti a spiegarci i nostri cuori matti. Ci soccorrono appunto i poeti e le voci che dai bassifondi della vita sanno trovare una scala verso le nuvole e gli angeli, come quella di Giacobbe. Quelli che diventano compagni di viaggio, che non ci lasciano mai anche se - come De André - è dieci anni che ci mancano. Ma poi non ci mancano perché ci sono. Cantano ancora. Ci accompagnano. Ci emozionano la vita, ci ingentiliscono i dolori. Così dedichiamo a Luigi, studente, i versi intrisi di pietas e tenerezza scritti 42 anni fa da Fabrizio per un altro Luigi (Tenco), cantante. Preghiera in gennaio, si intitolava. Un altro gennaio. La preghiera di un libero spirito laico che, al «Laudate Dominum», aveva - nonostante tutto! - sostituito il «Laudate hominem» ma a cui rimaneva dentro la nostalgia di un Altro: «Lascia che sia fiorito, Signore, il suo sentiero quando a Te la sua anima e al mondo la sua pelle dovrà riconsegnare, quando verrà al tuo cielo là dove in pieno giorno risplendono le stelle».
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CI SCRIVE FRANCO BALDO
Scusate, è una splendida giornata di sole ma oggi non mi va di camminare come mia abitudine tra i campi che mi circondano. Voglio tediarvi con qualche mia riflessione. Dopo deciderete se era meglio che andassi a farmi un giro.
Le considerazioni dell’amico Servitore Alberto Crivellari in merito alla terminologia sono sicuramente condivisibili ed auspicabili. Claudio Zorzi ci ha illuminato sulla situazione attuale a riguardo del processo di cambiamento dei concetti. Certo che noi del mondo dei Club siamo avanti nel linguaggio e nella terminologia. (*) Sappiamo benissimo la differenza sostanziale tra uso, abuso e consumo. Sappiamo destreggiarci nei trabocchetti dei giornalisti e negli stratagemmi dei produttori, dei mercanti. Sappiamo distinguere cosa significhi parlare di bere e saper bere e sappiamo quale sa la differenza tra non poter più bere e aver scelto di non bere. Abbiamo tolto dal dizionario della cultura quotidiana la parola alcolizzato, la parola malattia, la parola abuso. Ma quel dizionario è ancora ricco di termini che si sono attaccati come piovre al nostro pensare e che facciamo fatica a strappare via. Alberto afferma che ci siamo liberati di tanti termini desueti ma poi dice “ noi dei club degli alcolisti in trattamento”. Ma allora cosa serve dire a tutti di non usare più il termine “abuso” se poi continuiamo a dirci “alcolisti” e per di più in “trattamento”? non vogliamo più parlare di malattia ma continuiamo a “trattarci” nei secoli, ci sentiamo liberi e riscattati e continuiamo a chiamarci alcolisti.
Quindi va bene bacchettare politici e giornalisti sul corretto utilizzo dei sostantivi ma anche noi poi dobbiamo guardare in casa nostra e darci una mossa in quanto a cambiamenti strutturali e sostanziali. Dovremmo far piazza pulita anche di termini come Direttore, Presidente, Interclub. Suonano meglio Coordinatore, Operatore di Rete, Incontro di Salute e Benessere. Suoni diversi che possono cambiare anche il nostro modo di fare e di proporci in seno ai programmi. Basta davvero con questi Interclub che vedono solo noi come protagonisti delle nostre belle storie. E coloro che hanno altri tipi di problematiche dove vanno se non con noi per condividere il disagio e il restyling possibile?
E perché credo nel cambiamento delle parole come condizione necessaria al cambiamento culturale dei club e della comunità ho buttato lì questa cosa che mi è nata nella mente ma che ho filtrato col cuore:
Sono stufo di parole vecchie.
Voglio parole nuove, parole fresche, parole che si muovono,
parole che capiscano e che si capiscono.
Parole che non chiedono , che non chiudono, che non inchiodano.
Voglio parole che ascoltano.
E non chiedetemi chi ero e cosa ho fatto,
chiedetemi dove vado e che progetti ho in mente.
Era meglio se andavo a far due passi ?!
Ciao Alberto, ciao a tutti.
Franco Baldo Servitore del Club Rugiada di Ala
Membro del Centro Studi e Ricerche sui problemi alcolcorrelati - Trento
(*) Nota: trovate le considerazioni di Alberto Crivellari all’inizio della rassegna di ieri, quelle di Claudio Zorzi all’inizio della rassegna dello scorso 8 gennaio.
AGI.IT
ACCOLTELLATA AL COLLO DAL MARITO UBRIACO
(AGI) - Savona, 11 gen. - Ha tentato di uccidere la moglie a coltellate. Il fatto e' avvenuto nella notte in un garage di Via dell'Agricoltura ad Albenga. Un uomo di 55 anni M.A., nel corso di un'accesa discussione, ha sferrato tre coltellate alla moglie quarantenne colpendola al collo. Secondo i primi riscontri l'uomo era completamente ubriaco. I vicini di casa sentite le urla disperate della donna hanno subito chiamato i Carabinieri che sono arrivati dopo pochi minuti trovando l'uomo rinchiuso nel suo appartamento e la donna nel garage in un lago di sangue. La donna e' stata immediatamente trasportata all'ospedale Santa Misericordia di Albenga. Le sue condizioni, secondo i medici, sono gravissime.
SAVONA NEWS
Albenga: El Ajjouri era stato disarmato dal figlio 2 anni fa
Il marocchino che questa notte ha accoltellato la moglie ora in fin di vita all'ospedale, già nel novembre di due anni fa, aveva aggredito la donna Souad Errtimi ed aveva ferito a coltellate il figlio di 12 anni, intervenuto per dividere i genitori. Dopo meno di 24 ore l'uomo era stato scarcerato dal giudice. Mohammed El Ajjouri, 54 anni, era stato arrestato dai carabinieri per lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Il litigio con la coniuge, ora ferita a coltellate, era iniziato nella notte, quando i vigili urbani erano intervenuti nell'abitazione di viale dell'Agricoltura, avvertiti dai vicini di casa. El Ajjouri, anche in quella occasione ubriaco, aveva contestato alla moglie una telefonata, ricevuta qualche mese prima dando sfogo alla sua gelosia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il nordafricano (ex titolare di un chiosco in via Olimpia sotto il cavalcavia dell'Aurelia) aveva strattonato la consorte, minacciandola con un coltello. Alla colluttazione avevano assistito i due figli minorenni. Il più piccolo, di dodici anni, si era lanciato contro il padre per disarmarlo, riportando un taglio alla mano e una distorsione al polso, giudicati guaribili in dieci giorni dai medici. Il coltello era caduto a terra ed era stato raccolto dalla figlia maggiore sedicenne, che era scappata fuori dall'appartamento. La madre era riuscita a fuggire e si era rifugiata nella casa di una vicina, inseguita dal marito. Nel palazzo erano poi arrivati i carabinieri che avevano arrestato l'aggressore dopo una breve colluttazione. "Stai attenta, appena torno ti ammazzo", avrebbe gridato l'uomo prima di essere condotto in caserma. Processato era stato condannato a 4 mesi di reclusione e quindi scarcerato. Questa notte la tragedia finita nel sangue. (*)
(*) Nota: di questo episodio si era occupata la nostra rassegna stampa in data 21 novembre 2007 (http://mg-stampa-alcolici.blogspot.com/search?updated-min=2007-01-01T00%3A00%3A00%2B01%3A00&updated-max=2008-01-01T00%3A00%3A00%2B01%3A00&max-results=50 )
IL TIRRENO
Massacrato perché ha difeso una ragazza
Il pensionato ha sei costole fratturate, il polso rotto e un polmone perforato
AGGRESSIONE A VALLERONA
GROSSETO. Ha cercato di difendere una ragazza di 21 anni dalle avances di Pietro, il muratore polacco che da un paio d’anni vive in Maremma con la moglie e che venerdì aveva passato il pomeriggio tra un bar e l’altro «a bere e attaccare briga con chiunque», raccontano alcuni testimoni. Sarebbe questa, secondo gli investigatori, la colpa di Ettore Gabrielli, il 67 enne di Vallerona, che l’altra sera intorno alle 20 è stato massacrato di botte davanti a un bar del centro cittadino a pochi passi dalla canonica. A colpirlo, con calci e pugni in faccia e sul corpo, sarebbe stato Piotr Basiakowski, 32 anni. L’uomo, che nella vita lavora come muratore, è stato fermato dai carabinieri di Arcidosso poco prima di cena dopo un’accesa colluttazione. Il presunto colpevole è stato arrestato - come anticipato ieri dal nostro giornale - con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni continuate e aggravate, danneggiamento. Ieri mattina durante il processo per direttissima, il giudice Giovanni Puliatti ha convalidato l’arresto. L’uomo, assistito dall’avvocato Antonio Senatore, ha patteggiato sette mesi di carcere ed è stato rimesso in libertà.
Qualche ora prima, dal pronto soccorso di Grosseto, veniva emesso il primo bollettino medico sulle condizioni dell’anziano aggredito venerdì. «La vittima - spiegano i sanitari del Misericordia - ha subito la frattura di sei costole, quella del polso oltre al perforamento del polmone e diverse ecchimosi su tutto il corpo». Il referto parla di «quaranta giorni di prognosi».
I carabinieri del Radio Mobile di Arcidosso hanno impiegato tutta la notte tra venerdì e sabato per ricostruire, attraverso diverse testimonianze, quello che è accaduto tra 17,30 e le 20 di venerdì sera nel piccolo centro nel Comune di Roccalbegna. Secondo quando hanno potuto raccogliere, tutto sarebbe iniziato nel tardo pomeriggio quando il Piotr Basiakowski è entrato in un bar inaugurato da poco, nel centro di Vallerona. «Ha iniziato a bere - hanno raccontato alcuni clienti - e con il passare del tempo è diventato sempre più scontroso. Fino a quando non ha avuto un primo diverbio con il titolare».
Uscito dal primo locale, il trentaduenne è entrato in un altro bar, proprio davanti alla canonica. Anche qui avrebbe consumato alcune bevute dopodiché - secondo gli investigatori - avrebbe cercato di approcciare con una ragazza che era nel locale. Forse il rifiuto di lei lo ha innervosito, fatto sta che la prima conseguenza delle avances è stata che la giovane è uscita dal bar. È nella piazzetta di fronte che la ragazza ha raccontato all’anziano, seduto nella piazzetta, che Pietro, il muratore polacco, le aveva dato fastidio.
Quando l’uomo, poco dopo, è uscito l’anziano avrebbe cercato di convincerlo a non esagerare. «Falla finita e tornatene a casa», avrebbe detto. A quel punto è scattata l’aggressione. Secondo alcuni testimoni, il trentaduenne avrebbe spinto a terra Gabrielli e l’avrebbe preso a calci e pugni prima di scappare e tornare nel primo bar. Anche qui però l’uomo ha avuto da ridire con il titolare. «Mi ha morso la mano», ha detto l’uomo ai carabinieri. Mentre l’anziano veniva soccorso dai sanitari del 118, il muratore è stato raggiunto a casa da due militari. Anche in quest’ultimo caso è nata una colluttazione tra i carabinieri e il trentaduenne. Entrambi i militari hanno riportato ferite guaribili in una settimana, mentre Basiakowski dopo essere stato bloccato è stato portato al pronto soccorso di Casteldelpiano dove i sanitari gli hanno diagnosticato alcune contusioni e un tasso alcolemico elevato.
F.Laz.
BLOG EMERGENZA ALCOLISMO
Tragedie sulle strade, drammi nella vita di molti, troppi
Ricevo e pubblico:
A Firenze oggi è lutto cittadino per i tre ragazzi morti nell'incidente di Via Pistoiese.
Vorrei che tragedie come questa non accadessero più, vorrei che tutti capissero che dopo aver bevuto e fumato una canna, non ci si deve mettere al volante, vorrei dare conforto ai familiari che piangono i loro figli, vorrei che questa mattanza di incidenti stradali per colpa di alcool e droga finisse, vorrei.....
Ma resto pietrificata e con il cuore dolorante davanti a tanta disperazione.
Manu
IL GAZZETTINO (Udine)
DEPUTATI
Angelo Compagnon (Udc)
Nel comitato ristretto della commissione Trasporti, è intervenuto sulla pdl in materia di circolazione e sicurezza stradale, dichiarandosi “contrario alla riduzione da 0,5 a 0,2 del tasso alcolico consentito. No alla repressione, sì alla prevenzione – ha detto -. Tolleranza zero, invece, per chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti, mentre ai conducenti di mezzi pubblici non sia permessa alcuna bevanda contenente alcol”. Il deputato si è definito “perplesso” sulla confisca dell’auto, perché “è un bene comune utile a tutta la famiglia e non solo al conducente”. Sul punto presenterà un emendamento. (*)
(*) Nota: i parlamentari della Commissione Trasporti sono soggetti in questo periodo ad una fortissima pressione per non ridurre l’alcolemia consentita per guidare.
Purtroppo questo intervento dell’onorevole Compagnon è un segno di cedimento a queste pressioni, a mio modo di vedere molto preoccupante.
Facciamo sentire anche la nostra voce, scriviamo il nostro pensiero a questi deputati, ai seguenti indirizzi:
valducci_m@camera.it , barbareschi_l@camera.it, velo_s@camera.it, buonanno_g@camera.it, favia_d@camera.it, misiti_a@camera.it, crosio_j@camera.it, montagnoli_a@camera.it, salvini_m@camera.it, nicco_r@camera.it, pionati_f@camera.it, boffa_c@camera.it, bonavitacola_f@camera.it,
cardinale_daniela@camera.it, carra_e@camera.it, fiano_e@camera.it, laratta_f@camera.it , lovelli_m@camera.it , martino_pierdomenico@camera.it , melandri_g@camera.it , merlo_g@camera.it , meta_m@camera.it , sarubbi_a@camera.it , tullo_m@camera.it , bergamini_d@camera.it , biasotti_s@camera.it , cesaro_l@camera.it , colucci_f@camera.it , foti_antonino@camera.it , garofalo_v@camera.it , grimaldi_u@camera.it , iapicca_m@camera.it , landolfi_m@camera.it , lorenzin_b@camera.it , moffa_s@camera.it , nizzi_s@camera.it, piso_v@camera.it , proietti_f@camera.it , simeoni_g@camera.it , taglialatela_m@camera.it , testoni_p@camera.it , toto_d@camera.it , compagnon_a@camera.it , drago_g@camera.it
IL MESSAGGERO (Abruzzo)
Gli restituiscono la patente e per la seconda volta causa un incidente per guida in stato di ebbrezza
di MARCELLO IANNI
Il giudice di Pace gli aveva restituito dopo un mese la patente di guida, ritirata perché sorpreso a guidare l’auto in stato di ebbrezza; copione che si è ripetuto venerdì sera: solo per un soffio non c’è “scappato” il morto. Si tratta di A.F. di 19 anni di Paganica, protagonista di un grave incidente stradale accaduto lungo la strada che collega Onna con Paganica nelle vicinanze della cava “Teges”. Per motivi ancora al vaglio degli agenti della Polizia stradale, il giovane alla guida della sua Peugeot “205”, è andato a schiantarsi frontalmente contro una “Opel” guidata da M.D.C. di 20 anni, residente a San Demetrio. Quest’ultima ha tentato invano di schivare l’auto del giovane. Subito sottoposto agli accertamenti di rito, il giovane è stato trovato positivo all’alcol con un tasso superiore alla legge di cinque volte. Entrambi i feriti sono stati ricoverati in ospedale con una prognosi di trenta giorni ciascuno. Proprio gli agenti della Polizia stradale nel mese di luglio avevano ritirato la patente al ragazzo perché sorpreso a guidare in stato di ebbrezza. Il ricorso al giudice di Pace aveva permesso la restituzione della patente a tempo di “record”: dopo solo un mese grazie all’accoglimento della sospensiva. L’incidente di venerdì sera è costato al ragazzo non solo la denuncia in stato di libertà per guida sotto l’effetto di bevande alcoliche, ma anche il sequestro della sua auto per la successiva confisca e il ritiro della patente per almeno due anni, perché recidivo.
CORRIERE DELLE ALPI
Serata senza alcol in Birreria Pedavena
PEDAVENA. Una serata all'insegna dello stare insieme e del bere senz’alcol. E’ l’idea lanciata dai Comuni di Fonzaso e Pedavena, in collaborazione con la Regione, l’Acat Dolomiti Feltre, l'Arcat Veneto e la Birreria Pedavena. L'appuntamento, inserito nel progetto Cantieri di prevenzione aperti nella comunità, è fissato per venerdì 16 gennaio, in Birreria. Dalle 21 sino a tarda notte, come recita il manifesto dell'iniziativa, ci sarà spazio per gustare la nuova Pedavena analcolica, l'ultima nata dello stabilimento locale, e soprattutto per apprezzare una serie di cocktail, anch'essi senza una sola goccia di alcol. Questi ultimi saranno anche al centro di un breve concorso, che porterà i giovani presenti a votare il cocktail migliore. Il vincitore diverrà poi parte integrante dei menù del locale pedavenese. L'iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa in Comune a Pedavena, alla presenza del locale assessore ai servizi sociali Maria Teresa De Bortoli, dell'assessore fonzasino Gianvittorio Lucaora, della coordinatrice Acat Milena Maia, della coordinatrice dei giovani del territorio Laura Cappellari e del direttore dello stabilimento Gianni Pasa. Presenti anche il sindaco di Pedavena Franco Zaetta e colui che sarà chiamato venerdì prossimo a presentare la serata, il giovane Andrea Nascimbene. «L'idea è quella di andare oltre la normativa», hanno spiegato gli amministratori «coinvolgendo i giovani e i locali. Puntando in particolare su quella fascia 14-15 anni che è particolarmente critica , e che spesso si tende a dimenticare concentrandosi sui più piccoli o sui più grandi». «E sdrinkalo sdrinkalo sdrinkalo», questo il nome pensato per l'iniziativa, non sarà soltanto una festa a base di bevande e cocktail analcolici. Grazie alla collaborazione della Birreria di Lionello Gorza infatti sono stati previsti anche due spettacoli. Dalle 21 si esibirà Giusy Zenero, direttamente da Zelig. Dalle 22.30 invece spazio alla musica, con il tributo rock a Jon Bon Jovi, idolo dei teen ager degli anni Ottanta.
(ip)
IL GAZZETTINO (Belluno)
PEDAVENA
Sfida a colpi di cocktail
Il Cocktail analcolico che venerdì vince la gara di cocktail verrà inserito nel listino del bar. Non è Proibizionismo: la serata analcolica di venerdi in Birreria Pedavena sarà solo il primo degli eventi targati “GuidiAMO? LA VITA.” L’iniziativa, sicuramente unica e significativa, è nata dalla disponibilità del gestore di una birreria e da un concessionario d’automobili sensibilizzati dal Progetto “Cantieri di prevenzione aperti sulla comunità”: è finanziato dalla Regione Veneto perché tutti si prendano le proprie responsabilità e non fingano di non vedere le conseguenze dell’abuso di alcol e droga che mette a rischio la vita ormai non più tranquilla della nostra stessa comunità. Dietro le quinte ci sono l’ULSS con psicologi e esperti di dipendenze in rete con la Conferenza dei Sindaci del feltrino e un gruppo di giovani anch’essi allarmati perché si confonde il divertimento con lo sballo.
Lionello Gorza gestore della Birreria Pedavena e la concessionaria De Bona aiuteranno a rendere possibile l’iniziativa così come annunciato ieri in una conferenza stampa tenutasi nel Municipio di Pedavena alla presenza anche di sindaco e assessori: venerdi dalle 20.30 nella Sala degli elefanti si terrà una gara di cocktail e quello che piace di più sarà inserito nel listino della Birreria Pedavena, già attrezzata per produrre una birra analcolica e insegnare un consumo consapevole.
La serata si preannuncia divertente anche per la presenza di Giusy Zenere, cabaret-tista di “Zelig” e di “La sai l’ultima?” e grazie al concerto del gruppo John Bon Jovi. L’equipe coordinata da Milena Maia sta anche per incontrare tutti i gestori dei locali del bellunese per discutere della normativa che regolamenta la somministrazione di alcolici (che sarebbero (*) per legge vietati ai minori di 16 anni).
Laura Cenni
(*) “sarebbero”???
Sono!
IL TIRRENO
Rissa al ristorante, cinque denunciati
Un agente di polizia in borghese interviene ed evita il peggio
Erano tutti alticci e alcuni sono riusciti ad allontanarsi prima che arrivassero i rinforzi; nei guai anche una trentenne
PRATO. Una gazzarra, annaffiata dall’alcol e dall’incoscienza della gioventù finisce con quattro denunciati per rissa e una quinta per oltraggio al Corpo della polizia di Stato e per rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità. E’ accaduto l’altra sera davanti ad un ristorante in via Ferrucci dove un poliziotto in borghese è intervenuto per evitare che un gruppo di giovani pratesi fra i diciotto ed i trentuno anni se le desse di santa ragione.
Erano passate da poco le 23 quando il poliziotto in borghese che si trovava nel ristorante ha notato che il gruppo di giovani, tutti un po’ alticci, che poco prima era nel locale, si stava affrontando in maniera poco civile davanti all’ingresso del ristorante. Il poliziotto ha così deciso di intervenire proprio mentre partiva la gragnuola di colpi. Vittima uno dei sette od otto ragazzi che, grazie all’esperienza e alla tempestività del poliziotto ne ha evitati parecchi. L’agente, che è in servizio alla questura di Prato, si è qualificato come tale ed è riuscito a separare i contendenti. Nel frattempo aveva già dato l’allarme alla centrale e sul posto è arrivata una volante. Alcuni dei contendenti hanno approfittato della confusione per dileguarsi ma altri sono rimasti a fronteggiare i poliziotti con arroganza. Messo finalmente fine alla rissa, i poliziotti hanno identificati i presenti rimasti, i pratesi B.F., 32 anni; C.A., 27 anni; P.G. 19 anni e N.A. 24 di Firenze. Tutti e quattro sono stati denunciati per rissa. Il diciannovenne, il fiorentino ed una donna di 30 anni, A.L., che non aveva partecipato alla rissa, ma che faceva parte del gruppo, sono stati denunciati anche per minacce a pubblico ufficiale e oltraggio al corpo di polizia dello Stato. Il diciannovenne, che sembra fosse il più agitato del gruppo è stato denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale perchè ha cercato di continuare a colpire uno degli altri ragazzi, quello difeso dal poliziotto, nonostante quest’ultimo lo avesse ammonito e si fosse qualificato.
L’arroganza e strafottenza è continuata fino in questura dove però tutti sono tornati a più miti consigli. E così sono stati identificati e denunciati.
La rissa scatenata per futili motivi, aggravata dalla condotta tenuta dai partecipanti dopo l’intervento dei poliziotti, avrà così un prosieguo in tribunale dove i cinque denunciati saranno chiamati a rispondere della loro condotta. E così la bravata costerà davvero cara.
Pasquale Petrella
CORRIERE ADRIATICO
Aveva assassinato una cameriera nera
Morto William Zantzinger ispirò la canzone di Dylan
NEW YORK - William D. Zantzinger, che giovane e ubriaco uccise una donna di colore a un ballo di beneficenza a Baltimora nel 1963 e ispirò una celebre e quasi giornalistica canzone di Bob Dylan, è morto all’inizio di gennaio a 69 anni. William D. Zantzinger, un bianco di 24 anni, era un proprietario di una piantagione di tabacco del Maryland quando uccise la cameriera nera Hattie Carroll. La canzone The lonesome death of Hattie Carroll' entro a far parte nel 1964 dell’album della Columbia The Times They Are A-Changing. Vestito con cappello a cilindro e con un bastone, Zantzinger si era recato al tradizionale Spintster Ball di Baltimora dove era arrivato già ubriaco e fuori di sè: ordinato da bere a Hattie Carroll, una cameriera di 51 anni, l’aveva insultata e chiamata “negra”, poi aveva preso a picchiarla di santa ragione con il bastone. Hattie, madre di undici figli morì la mattina dopo per una emorragia cerebrale provocata dalle percosse. Zantzinger venne condannato a soli sei mesi di prigione per l’omicidio. Poco più che ventenne, Dylan rimase colpito e commosso dal fatto di cronaca nera. Il cantautore scrisse di getto al canzone: secondo alcuni in una sola notte in un 'coffee shop' di Manhattan, per altri nella casa di Carmel di Joan Baez.
IL TIRRENO
Fa due incidenti in un giorno positiva all’etilometro: via l’auto
MONTECATINI. Offensiva della polizia municipale contro chi si mette al volante dopo aver bevuto più del consentito.
Sono stati intensificati i controlli da parte delle pattuglie che, in assenza per manutenzione dell’etilometro, hanno a disposizione un apparecchio in grado di eseguire una sorta di test preventivo con il rilascio della ricevuta.
«Quando riscontriamo il superamento dei limiti di legge - spiega la comandante dei vigili urbani, Michela Cupini - portiamo i conducenti o all’ospedale oppure dai carabinieri o alla polizia stradale per sottoporli all’etilometro».
Al di là degli accertamenti svolti nelle sere del fine settimana, gli agenti si trovano a fronteggiare le guide alcoliche anche di giorno. Di recente è capitato di sequestrare due auto ad altrettante automobiliste, di origine russa, trovate con oltre 1,5 g/l di alcol nel sangue. «Una addirittura aveva provocato due incidenti in un giorno - spiega la comandante Cupini -. Nel secondo è venuto fuori il problema. Lei si è difesa sostenendo che gli amici le avevano dato da bere alcol dopo l’incidente in attesa dell’arrivo della pattuglia».
IL GAZZETTINO (Rovigo)
ABANO TERME. COPPIA DI BALORDI IN MANETTE PER RESISTENZA E VIOLENZA A PUBBLICO UFFICIALE
Ubriachi fradici picchiano due carabinieri
Erano entrambi ubriachi fradici. Ma non abbastanza. Tanto da pretendere che nel cuore della notte un altro locale aprisse loro le porte per continuare a fare bisboccia. La serata di baldoria per Alessandro Levorato, trentenne, residente ad Abano in via Cassino 22, e per il trentacinquenne Loris Pelizza, abitante in via San Daniele 125 a Torreglia, si è così conclusa in modo molto movimentato. I due, poco dopo le 2 e 30 dell’altra notte, hanno cominciato a prendere violentemente a calci e pugni la porta dell’“Osteria da Jack” in via Monte Lozzo, trovata chiusa. La paura ha fatto subito presa su una dipendente, impegnata a risistemare il locale. La donna non ci ha infatti pensato due volte a chiedere l’intervento dei carabinieri. Ma alla vista dei militari del Nucleo radiomobile, la rabbia dei due irriducibili dell’alcool ha immediatamente cambiato destinatari. Due militari in divisa intervenuti per calmare le intemperanze dei due avventori sono stati prima insultati e poi aggrediti a calci e pugni. Nella colluttazione, Loris Pelizza è caduto contro una fioriera, riportando la sospetta frattura del setto nasale. Al pronto soccorso della Casa di cura di Abano sono finiti anche i due carabinieri con prognosi di circa una decina di giorni per ecchimosi e contusioni varie. Dopo le medicazioni, è scattato l’arresto per i due amici, che dovranno rispondere di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Per uno dei due non si è trattato di un novità. Nell’ottobre di due anni fa, infatti, Alessandro Levorato era finito nei guai per aver picchiato ed aggredito un carabiniere all’interno della caserma dove era stato condotto, dopo essere stato fermato nel corso di un’attività di controllo nei pressi del punto scommesse di via Previtali. Dopo l’arresto, per lui, è arrivata un’altra brutta notizia. La madre, stanca di essere picchiata ed umiliata, l’ha raggiunto alla compagnia dell’Arma per denunciarlo per violenze e maltrattamenti.
L.P.
TRENTINO
Palazzina Liberty, ecco la biblioteca dei ragazzi
Approvato dalla giunta il progetto preliminare: ci sarà anche un bar gelateria
L’importo è di 2,5 milioni di euro La struttura sarà distribuita su tre piani e saranno ricavati anche spazi per la didattica e gli incontri culturali con accesso dal parco di piazza Dante
TRENTO. E’ stato approvato dalla giunta comunale il progetto preliminare per il restauro e il recupero della palazzina Liberty, in piazza Dante. L’importo complessivo dell’opera è di 2 milioni e mezzo. La struttura ospiterà al piano seminterrato un bar - gelateria, mentre il piano rialzato, il primo piano e la rimanente parte del seminterrato saranno dedicati alla sezione bambini e ragazzi della biblioteca comunale. Nel 2005 era stato approvato un altro progetto, che prevedeva la realizzazione di un bar ristorante con punto vendita di prodotti enogastronomici, ma la gara per la concessione non era andata a buon fine.
Inizialmente era prevista anche la realizzazione della terrazza Martini, affacciata sul parco. Dopo due gare andate a vuoto, però, il Comune aveva deciso di imboccare un’ altra strada.
Il progetto prevede di destinare una parte del piano terra a un bar bianco (che non servirà alcolici) e gelateria, riservando invece i piani superiori alla sezione bambini e ragazzi della Bibioteca, che nell’attuale sede di via Roma occupa circa 300 metri quadrati. Nella palazzina di via Alfieri lo spazio disponibile sarà di 380 metri quadrati, un po’ di più di quella attuale. La novità sarà la disposizione su più livelli: seminterrato, piano rialzato e primo piano. Al piano seminterrato sarà realizzata una sala incontri da 50 posti per incontri pubblici, al piano rialzato un front office con la sezione libri per i bambini fino a 8 anni e la zona per ragazzi da 8 a 11 e da 11 a 14 anni, mentre il primo piano ospiterà la saggistica. Rispetto ad oggi sarà inoltre possibile disporre (nel seminterrato) di uno spazio destinato alla didattica e a incontri culturali, dotato di due uscite direttamente sul parco di piazza Dante, utilizzabile indipendentemente dall’attività della biblioteca. Lo studio di fattibilità, firmato dall’architetto Daniela Tessarin del Servizio edilizia pubblica, ha dedicato una particolare attenzione all’accessibilità della palazzina, non solo per i disabili ma soprattutto per le mamme con carrozzine e passeggini che frequenteranno la biblioteca con i bambini. L’edificio oggi è servito da un’unica scala interna non a norma dal punto di vista della sicurezza: è stata quindi prevista una nuova scala interna e un ascensore per collegare i tre livelli della biblioteca, con un ingresso sbarrierato direttamente dal parco.
Sarà recuperata tutta la cubatura esistente, circa 2.500 metri cubi.
CORRIERE FIORENTINO
Scarcerato l'autista ubriaco
CORRIERE DEL TRENTINO
Alcol ai minori, le «Famiglie» contro il Sait
L'allarme di Pancheri «I ragazzi di quell'età sono i più a rischio»
Alcol vietato, le coop si ribellano
Gallo: serve se aderiamo tutti
LA NAZIONE (La Spezia)
STAVA litigando furiosamente col marito che era tornato a casa ubriaco, e non sap...
L’UNIONE SARDA
«Sicurezza stradale, il proibizionismo è del tutto inutile»
LA REPUBBLICA
"mio figlio guidava quell'auto un mostro divora i nostri ragazzi"
ora la tribù si sente in colpa - ernesto ferrara
cascine, alcol test della polizia: molti si fermano per farlo
il valore del limite - maria cristina carratù
niente sepoltura per i morti sulle strade - arianna rotolo
IL RESTO DEL CARLINO (Reggio Emilia)
L'alcoltest punisce padre e figlio troppo brilli
IL PICCOLO DI TRIESTE
ubriachi al volante, ritirate sette patenti
in centinaia sul bus della notte
CORRIERE DELLE ALPI
Serata senza alcol in Birreria Pedavena
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
Vignaioli e politici: «Vinitaly aperto alle piccole aziende»
ALTO ADIGE
Molti giovani ubriachi in città
LA STAMPA
Aggredisce gestore con boccione di vino
LA GAZZETTA DI MANTOVA
Fa pipì in mezzo alla strada e aggredisce due carabinieri
CORRIERE DI SIENA
Il caso - Ubriachi alla guida, controlli raddoppiati.
ITALIA OGGI
Vigneti, 18 mln per il restyling
Anche oggi, come ogni giorno, riportiamo in questa rassegna articoli di cronaca nera legati al bere.
Oggi ho scelto di cominciare con uno splendido articolo che parla del rapporto tra Fabrizio De Andrè e gli episodi di cronaca nera.
De Andrè –giustamente oggi celebrato dai mass media - si è molto occupato di queste vicende: l’inizio del suo successo è legato alla canzone di Marinella, straordinaria trasposizione poetica di un atto criminale http://www.italianissima.net/testi/lacanzod.htm .
Forse qualcuno tra voi non sa che a ricostruire la vicenda originale, trovando il nome della vera Marinella, è stato proprio il “nostro” Roberto Argenta http://nonsololingua.blogspot.com/2007/01/la-vera-storia-di-marinella.html .
E poi De Andrè ha toccato molto da vicino le sofferenze alcolcorrelate, riuscendo ad uscirne: dopo l’ultimo whisky tracannato sul letto di morte del padre nel 1985, smise completamente di bere, fino a quando non morì, il giorno 11 gennaio 1999, ucciso molto probabilmente da quelle sigarette di cui non era riuscito a liberarsi.
La rassegna di oggi è dedicata a lui.
L’ADIGE
Faber e i sentieri dei figli del mondo
di PAOLO GHEZZI
La buona musica conforta e consola. Come le buone parole. Come le cose belle. Le buone canzoni aiutano a raccontare, forse perfino a capire le cose brutte. Fabrizio De André ci riesce, con la sua voce sciamanica e i suoi versi d'oro. Prendeva un ritaglio di cronaca e ne faceva poesia. Una ragazzina di strada uccisa e gettata a fiume? Lui inventa «Marinella», «per addolcirne la morte». Con la pietas, che è virtù umana di com-passione e com-partecipazione, non pietismo buonista. Chissà che cosa avrebbe scritto, Fabrizio di Genova, Faber cantore di ubriachi e battone, di sventurati e di santi, di marinai e di lestofanti, sull'assurdo delitto di Grigno. Così folle e feroce, così inutile e incomprensibile. Non un delitto da passione d'amore: così poco deandreiano. Però quel coltello dentro il cuore: «e a nuette a n'à puntou u cutellu a gua», la notte ci ha puntato il coltello alla gola. Così deandreiano. «Non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male, qualche assassinio senza pretese abbiamo anche noi, qui in paese». Un coltello alla gola, il cuore di mia madre per i miei cani, e poi solo il sangue secco delle sue vene... fino al Testamento del ladrone Tito: «Con un coltello piantato nel fianco, gridai la mia pena e il suo nome. Ma forse era stanco, forse troppo occupato, e non ascoltò il mio dolore. Ma forse era stanco, forse troppo lontano, davvero lo nominai invano». Ma forse Luigi, trafitto a tradimento, non è neppure riuscito a gridare. A invocare. Luigi - raccontano gli amici e i cronisti e le croniste - era timido, nonviolento e riservato e solitario, aveva un viso gentile, e andava, col trenino, in una biblioteca di paese, un paesino ancora raggelato nella neve di gennaio, per consultare un libro di storia dell'arte. Ci può essere qualcosa di più mite e pacato, di più lontano dai regolamenti di conti e dalla violenza cieca delle città incattivite e rabbiose? Eppure, un destino ridicolo (titolo deandreiano) nella sua insensata tragicità, lo attendeva sulle scale della biblioteca. Faber, da ricco che era, aveva voltato le spalle alle virtù borghesi e si commuoveva per i vizi dei vinti della storia. Canta le vittime, ma anche i criminali, che «se non sono gigli sono pur sempre figli, vittime di questo mondo». Anarchico e individualista, non avrebbe giudicato il presunto omicida, ma forse avrebbe cercato di capirlo. Come ha detto il papà di Luigi. Se poi qualcosa da capire ci sia. Perché, invece, spesso, non c'è niente da capire. O c'è da capire troppo. Perché l'essere umano è un mistero, un grumo di bellezza e di disperazione, di gratuità e di odio, e non bastano gli psicanalisti a spiegarci i nostri cuori matti. Ci soccorrono appunto i poeti e le voci che dai bassifondi della vita sanno trovare una scala verso le nuvole e gli angeli, come quella di Giacobbe. Quelli che diventano compagni di viaggio, che non ci lasciano mai anche se - come De André - è dieci anni che ci mancano. Ma poi non ci mancano perché ci sono. Cantano ancora. Ci accompagnano. Ci emozionano la vita, ci ingentiliscono i dolori. Così dedichiamo a Luigi, studente, i versi intrisi di pietas e tenerezza scritti 42 anni fa da Fabrizio per un altro Luigi (Tenco), cantante. Preghiera in gennaio, si intitolava. Un altro gennaio. La preghiera di un libero spirito laico che, al «Laudate Dominum», aveva - nonostante tutto! - sostituito il «Laudate hominem» ma a cui rimaneva dentro la nostalgia di un Altro: «Lascia che sia fiorito, Signore, il suo sentiero quando a Te la sua anima e al mondo la sua pelle dovrà riconsegnare, quando verrà al tuo cielo là dove in pieno giorno risplendono le stelle».
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CI SCRIVE FRANCO BALDO
Scusate, è una splendida giornata di sole ma oggi non mi va di camminare come mia abitudine tra i campi che mi circondano. Voglio tediarvi con qualche mia riflessione. Dopo deciderete se era meglio che andassi a farmi un giro.
Le considerazioni dell’amico Servitore Alberto Crivellari in merito alla terminologia sono sicuramente condivisibili ed auspicabili. Claudio Zorzi ci ha illuminato sulla situazione attuale a riguardo del processo di cambiamento dei concetti. Certo che noi del mondo dei Club siamo avanti nel linguaggio e nella terminologia. (*) Sappiamo benissimo la differenza sostanziale tra uso, abuso e consumo. Sappiamo destreggiarci nei trabocchetti dei giornalisti e negli stratagemmi dei produttori, dei mercanti. Sappiamo distinguere cosa significhi parlare di bere e saper bere e sappiamo quale sa la differenza tra non poter più bere e aver scelto di non bere. Abbiamo tolto dal dizionario della cultura quotidiana la parola alcolizzato, la parola malattia, la parola abuso. Ma quel dizionario è ancora ricco di termini che si sono attaccati come piovre al nostro pensare e che facciamo fatica a strappare via. Alberto afferma che ci siamo liberati di tanti termini desueti ma poi dice “ noi dei club degli alcolisti in trattamento”. Ma allora cosa serve dire a tutti di non usare più il termine “abuso” se poi continuiamo a dirci “alcolisti” e per di più in “trattamento”? non vogliamo più parlare di malattia ma continuiamo a “trattarci” nei secoli, ci sentiamo liberi e riscattati e continuiamo a chiamarci alcolisti.
Quindi va bene bacchettare politici e giornalisti sul corretto utilizzo dei sostantivi ma anche noi poi dobbiamo guardare in casa nostra e darci una mossa in quanto a cambiamenti strutturali e sostanziali. Dovremmo far piazza pulita anche di termini come Direttore, Presidente, Interclub. Suonano meglio Coordinatore, Operatore di Rete, Incontro di Salute e Benessere. Suoni diversi che possono cambiare anche il nostro modo di fare e di proporci in seno ai programmi. Basta davvero con questi Interclub che vedono solo noi come protagonisti delle nostre belle storie. E coloro che hanno altri tipi di problematiche dove vanno se non con noi per condividere il disagio e il restyling possibile?
E perché credo nel cambiamento delle parole come condizione necessaria al cambiamento culturale dei club e della comunità ho buttato lì questa cosa che mi è nata nella mente ma che ho filtrato col cuore:
Sono stufo di parole vecchie.
Voglio parole nuove, parole fresche, parole che si muovono,
parole che capiscano e che si capiscono.
Parole che non chiedono , che non chiudono, che non inchiodano.
Voglio parole che ascoltano.
E non chiedetemi chi ero e cosa ho fatto,
chiedetemi dove vado e che progetti ho in mente.
Era meglio se andavo a far due passi ?!
Ciao Alberto, ciao a tutti.
Franco Baldo Servitore del Club Rugiada di Ala
Membro del Centro Studi e Ricerche sui problemi alcolcorrelati - Trento
(*) Nota: trovate le considerazioni di Alberto Crivellari all’inizio della rassegna di ieri, quelle di Claudio Zorzi all’inizio della rassegna dello scorso 8 gennaio.
AGI.IT
ACCOLTELLATA AL COLLO DAL MARITO UBRIACO
(AGI) - Savona, 11 gen. - Ha tentato di uccidere la moglie a coltellate. Il fatto e' avvenuto nella notte in un garage di Via dell'Agricoltura ad Albenga. Un uomo di 55 anni M.A., nel corso di un'accesa discussione, ha sferrato tre coltellate alla moglie quarantenne colpendola al collo. Secondo i primi riscontri l'uomo era completamente ubriaco. I vicini di casa sentite le urla disperate della donna hanno subito chiamato i Carabinieri che sono arrivati dopo pochi minuti trovando l'uomo rinchiuso nel suo appartamento e la donna nel garage in un lago di sangue. La donna e' stata immediatamente trasportata all'ospedale Santa Misericordia di Albenga. Le sue condizioni, secondo i medici, sono gravissime.
SAVONA NEWS
Albenga: El Ajjouri era stato disarmato dal figlio 2 anni fa
Il marocchino che questa notte ha accoltellato la moglie ora in fin di vita all'ospedale, già nel novembre di due anni fa, aveva aggredito la donna Souad Errtimi ed aveva ferito a coltellate il figlio di 12 anni, intervenuto per dividere i genitori. Dopo meno di 24 ore l'uomo era stato scarcerato dal giudice. Mohammed El Ajjouri, 54 anni, era stato arrestato dai carabinieri per lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Il litigio con la coniuge, ora ferita a coltellate, era iniziato nella notte, quando i vigili urbani erano intervenuti nell'abitazione di viale dell'Agricoltura, avvertiti dai vicini di casa. El Ajjouri, anche in quella occasione ubriaco, aveva contestato alla moglie una telefonata, ricevuta qualche mese prima dando sfogo alla sua gelosia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il nordafricano (ex titolare di un chiosco in via Olimpia sotto il cavalcavia dell'Aurelia) aveva strattonato la consorte, minacciandola con un coltello. Alla colluttazione avevano assistito i due figli minorenni. Il più piccolo, di dodici anni, si era lanciato contro il padre per disarmarlo, riportando un taglio alla mano e una distorsione al polso, giudicati guaribili in dieci giorni dai medici. Il coltello era caduto a terra ed era stato raccolto dalla figlia maggiore sedicenne, che era scappata fuori dall'appartamento. La madre era riuscita a fuggire e si era rifugiata nella casa di una vicina, inseguita dal marito. Nel palazzo erano poi arrivati i carabinieri che avevano arrestato l'aggressore dopo una breve colluttazione. "Stai attenta, appena torno ti ammazzo", avrebbe gridato l'uomo prima di essere condotto in caserma. Processato era stato condannato a 4 mesi di reclusione e quindi scarcerato. Questa notte la tragedia finita nel sangue. (*)
(*) Nota: di questo episodio si era occupata la nostra rassegna stampa in data 21 novembre 2007 (http://mg-stampa-alcolici.blogspot.com/search?updated-min=2007-01-01T00%3A00%3A00%2B01%3A00&updated-max=2008-01-01T00%3A00%3A00%2B01%3A00&max-results=50 )
IL TIRRENO
Massacrato perché ha difeso una ragazza
Il pensionato ha sei costole fratturate, il polso rotto e un polmone perforato
AGGRESSIONE A VALLERONA
GROSSETO. Ha cercato di difendere una ragazza di 21 anni dalle avances di Pietro, il muratore polacco che da un paio d’anni vive in Maremma con la moglie e che venerdì aveva passato il pomeriggio tra un bar e l’altro «a bere e attaccare briga con chiunque», raccontano alcuni testimoni. Sarebbe questa, secondo gli investigatori, la colpa di Ettore Gabrielli, il 67 enne di Vallerona, che l’altra sera intorno alle 20 è stato massacrato di botte davanti a un bar del centro cittadino a pochi passi dalla canonica. A colpirlo, con calci e pugni in faccia e sul corpo, sarebbe stato Piotr Basiakowski, 32 anni. L’uomo, che nella vita lavora come muratore, è stato fermato dai carabinieri di Arcidosso poco prima di cena dopo un’accesa colluttazione. Il presunto colpevole è stato arrestato - come anticipato ieri dal nostro giornale - con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni continuate e aggravate, danneggiamento. Ieri mattina durante il processo per direttissima, il giudice Giovanni Puliatti ha convalidato l’arresto. L’uomo, assistito dall’avvocato Antonio Senatore, ha patteggiato sette mesi di carcere ed è stato rimesso in libertà.
Qualche ora prima, dal pronto soccorso di Grosseto, veniva emesso il primo bollettino medico sulle condizioni dell’anziano aggredito venerdì. «La vittima - spiegano i sanitari del Misericordia - ha subito la frattura di sei costole, quella del polso oltre al perforamento del polmone e diverse ecchimosi su tutto il corpo». Il referto parla di «quaranta giorni di prognosi».
I carabinieri del Radio Mobile di Arcidosso hanno impiegato tutta la notte tra venerdì e sabato per ricostruire, attraverso diverse testimonianze, quello che è accaduto tra 17,30 e le 20 di venerdì sera nel piccolo centro nel Comune di Roccalbegna. Secondo quando hanno potuto raccogliere, tutto sarebbe iniziato nel tardo pomeriggio quando il Piotr Basiakowski è entrato in un bar inaugurato da poco, nel centro di Vallerona. «Ha iniziato a bere - hanno raccontato alcuni clienti - e con il passare del tempo è diventato sempre più scontroso. Fino a quando non ha avuto un primo diverbio con il titolare».
Uscito dal primo locale, il trentaduenne è entrato in un altro bar, proprio davanti alla canonica. Anche qui avrebbe consumato alcune bevute dopodiché - secondo gli investigatori - avrebbe cercato di approcciare con una ragazza che era nel locale. Forse il rifiuto di lei lo ha innervosito, fatto sta che la prima conseguenza delle avances è stata che la giovane è uscita dal bar. È nella piazzetta di fronte che la ragazza ha raccontato all’anziano, seduto nella piazzetta, che Pietro, il muratore polacco, le aveva dato fastidio.
Quando l’uomo, poco dopo, è uscito l’anziano avrebbe cercato di convincerlo a non esagerare. «Falla finita e tornatene a casa», avrebbe detto. A quel punto è scattata l’aggressione. Secondo alcuni testimoni, il trentaduenne avrebbe spinto a terra Gabrielli e l’avrebbe preso a calci e pugni prima di scappare e tornare nel primo bar. Anche qui però l’uomo ha avuto da ridire con il titolare. «Mi ha morso la mano», ha detto l’uomo ai carabinieri. Mentre l’anziano veniva soccorso dai sanitari del 118, il muratore è stato raggiunto a casa da due militari. Anche in quest’ultimo caso è nata una colluttazione tra i carabinieri e il trentaduenne. Entrambi i militari hanno riportato ferite guaribili in una settimana, mentre Basiakowski dopo essere stato bloccato è stato portato al pronto soccorso di Casteldelpiano dove i sanitari gli hanno diagnosticato alcune contusioni e un tasso alcolemico elevato.
F.Laz.
BLOG EMERGENZA ALCOLISMO
Tragedie sulle strade, drammi nella vita di molti, troppi
Ricevo e pubblico:
A Firenze oggi è lutto cittadino per i tre ragazzi morti nell'incidente di Via Pistoiese.
Vorrei che tragedie come questa non accadessero più, vorrei che tutti capissero che dopo aver bevuto e fumato una canna, non ci si deve mettere al volante, vorrei dare conforto ai familiari che piangono i loro figli, vorrei che questa mattanza di incidenti stradali per colpa di alcool e droga finisse, vorrei.....
Ma resto pietrificata e con il cuore dolorante davanti a tanta disperazione.
Manu
IL GAZZETTINO (Udine)
DEPUTATI
Angelo Compagnon (Udc)
Nel comitato ristretto della commissione Trasporti, è intervenuto sulla pdl in materia di circolazione e sicurezza stradale, dichiarandosi “contrario alla riduzione da 0,5 a 0,2 del tasso alcolico consentito. No alla repressione, sì alla prevenzione – ha detto -. Tolleranza zero, invece, per chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti, mentre ai conducenti di mezzi pubblici non sia permessa alcuna bevanda contenente alcol”. Il deputato si è definito “perplesso” sulla confisca dell’auto, perché “è un bene comune utile a tutta la famiglia e non solo al conducente”. Sul punto presenterà un emendamento. (*)
(*) Nota: i parlamentari della Commissione Trasporti sono soggetti in questo periodo ad una fortissima pressione per non ridurre l’alcolemia consentita per guidare.
Purtroppo questo intervento dell’onorevole Compagnon è un segno di cedimento a queste pressioni, a mio modo di vedere molto preoccupante.
Facciamo sentire anche la nostra voce, scriviamo il nostro pensiero a questi deputati, ai seguenti indirizzi:
valducci_m@camera.it , barbareschi_l@camera.it, velo_s@camera.it, buonanno_g@camera.it, favia_d@camera.it, misiti_a@camera.it, crosio_j@camera.it, montagnoli_a@camera.it, salvini_m@camera.it, nicco_r@camera.it, pionati_f@camera.it, boffa_c@camera.it, bonavitacola_f@camera.it,
cardinale_daniela@camera.it, carra_e@camera.it, fiano_e@camera.it, laratta_f@camera.it , lovelli_m@camera.it , martino_pierdomenico@camera.it , melandri_g@camera.it , merlo_g@camera.it , meta_m@camera.it , sarubbi_a@camera.it , tullo_m@camera.it , bergamini_d@camera.it , biasotti_s@camera.it , cesaro_l@camera.it , colucci_f@camera.it , foti_antonino@camera.it , garofalo_v@camera.it , grimaldi_u@camera.it , iapicca_m@camera.it , landolfi_m@camera.it , lorenzin_b@camera.it , moffa_s@camera.it , nizzi_s@camera.it, piso_v@camera.it , proietti_f@camera.it , simeoni_g@camera.it , taglialatela_m@camera.it , testoni_p@camera.it , toto_d@camera.it , compagnon_a@camera.it , drago_g@camera.it
IL MESSAGGERO (Abruzzo)
Gli restituiscono la patente e per la seconda volta causa un incidente per guida in stato di ebbrezza
di MARCELLO IANNI
Il giudice di Pace gli aveva restituito dopo un mese la patente di guida, ritirata perché sorpreso a guidare l’auto in stato di ebbrezza; copione che si è ripetuto venerdì sera: solo per un soffio non c’è “scappato” il morto. Si tratta di A.F. di 19 anni di Paganica, protagonista di un grave incidente stradale accaduto lungo la strada che collega Onna con Paganica nelle vicinanze della cava “Teges”. Per motivi ancora al vaglio degli agenti della Polizia stradale, il giovane alla guida della sua Peugeot “205”, è andato a schiantarsi frontalmente contro una “Opel” guidata da M.D.C. di 20 anni, residente a San Demetrio. Quest’ultima ha tentato invano di schivare l’auto del giovane. Subito sottoposto agli accertamenti di rito, il giovane è stato trovato positivo all’alcol con un tasso superiore alla legge di cinque volte. Entrambi i feriti sono stati ricoverati in ospedale con una prognosi di trenta giorni ciascuno. Proprio gli agenti della Polizia stradale nel mese di luglio avevano ritirato la patente al ragazzo perché sorpreso a guidare in stato di ebbrezza. Il ricorso al giudice di Pace aveva permesso la restituzione della patente a tempo di “record”: dopo solo un mese grazie all’accoglimento della sospensiva. L’incidente di venerdì sera è costato al ragazzo non solo la denuncia in stato di libertà per guida sotto l’effetto di bevande alcoliche, ma anche il sequestro della sua auto per la successiva confisca e il ritiro della patente per almeno due anni, perché recidivo.
CORRIERE DELLE ALPI
Serata senza alcol in Birreria Pedavena
PEDAVENA. Una serata all'insegna dello stare insieme e del bere senz’alcol. E’ l’idea lanciata dai Comuni di Fonzaso e Pedavena, in collaborazione con la Regione, l’Acat Dolomiti Feltre, l'Arcat Veneto e la Birreria Pedavena. L'appuntamento, inserito nel progetto Cantieri di prevenzione aperti nella comunità, è fissato per venerdì 16 gennaio, in Birreria. Dalle 21 sino a tarda notte, come recita il manifesto dell'iniziativa, ci sarà spazio per gustare la nuova Pedavena analcolica, l'ultima nata dello stabilimento locale, e soprattutto per apprezzare una serie di cocktail, anch'essi senza una sola goccia di alcol. Questi ultimi saranno anche al centro di un breve concorso, che porterà i giovani presenti a votare il cocktail migliore. Il vincitore diverrà poi parte integrante dei menù del locale pedavenese. L'iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa in Comune a Pedavena, alla presenza del locale assessore ai servizi sociali Maria Teresa De Bortoli, dell'assessore fonzasino Gianvittorio Lucaora, della coordinatrice Acat Milena Maia, della coordinatrice dei giovani del territorio Laura Cappellari e del direttore dello stabilimento Gianni Pasa. Presenti anche il sindaco di Pedavena Franco Zaetta e colui che sarà chiamato venerdì prossimo a presentare la serata, il giovane Andrea Nascimbene. «L'idea è quella di andare oltre la normativa», hanno spiegato gli amministratori «coinvolgendo i giovani e i locali. Puntando in particolare su quella fascia 14-15 anni che è particolarmente critica , e che spesso si tende a dimenticare concentrandosi sui più piccoli o sui più grandi». «E sdrinkalo sdrinkalo sdrinkalo», questo il nome pensato per l'iniziativa, non sarà soltanto una festa a base di bevande e cocktail analcolici. Grazie alla collaborazione della Birreria di Lionello Gorza infatti sono stati previsti anche due spettacoli. Dalle 21 si esibirà Giusy Zenero, direttamente da Zelig. Dalle 22.30 invece spazio alla musica, con il tributo rock a Jon Bon Jovi, idolo dei teen ager degli anni Ottanta.
(ip)
IL GAZZETTINO (Belluno)
PEDAVENA
Sfida a colpi di cocktail
Il Cocktail analcolico che venerdì vince la gara di cocktail verrà inserito nel listino del bar. Non è Proibizionismo: la serata analcolica di venerdi in Birreria Pedavena sarà solo il primo degli eventi targati “GuidiAMO? LA VITA.” L’iniziativa, sicuramente unica e significativa, è nata dalla disponibilità del gestore di una birreria e da un concessionario d’automobili sensibilizzati dal Progetto “Cantieri di prevenzione aperti sulla comunità”: è finanziato dalla Regione Veneto perché tutti si prendano le proprie responsabilità e non fingano di non vedere le conseguenze dell’abuso di alcol e droga che mette a rischio la vita ormai non più tranquilla della nostra stessa comunità. Dietro le quinte ci sono l’ULSS con psicologi e esperti di dipendenze in rete con la Conferenza dei Sindaci del feltrino e un gruppo di giovani anch’essi allarmati perché si confonde il divertimento con lo sballo.
Lionello Gorza gestore della Birreria Pedavena e la concessionaria De Bona aiuteranno a rendere possibile l’iniziativa così come annunciato ieri in una conferenza stampa tenutasi nel Municipio di Pedavena alla presenza anche di sindaco e assessori: venerdi dalle 20.30 nella Sala degli elefanti si terrà una gara di cocktail e quello che piace di più sarà inserito nel listino della Birreria Pedavena, già attrezzata per produrre una birra analcolica e insegnare un consumo consapevole.
La serata si preannuncia divertente anche per la presenza di Giusy Zenere, cabaret-tista di “Zelig” e di “La sai l’ultima?” e grazie al concerto del gruppo John Bon Jovi. L’equipe coordinata da Milena Maia sta anche per incontrare tutti i gestori dei locali del bellunese per discutere della normativa che regolamenta la somministrazione di alcolici (che sarebbero (*) per legge vietati ai minori di 16 anni).
Laura Cenni
(*) “sarebbero”???
Sono!
IL TIRRENO
Rissa al ristorante, cinque denunciati
Un agente di polizia in borghese interviene ed evita il peggio
Erano tutti alticci e alcuni sono riusciti ad allontanarsi prima che arrivassero i rinforzi; nei guai anche una trentenne
PRATO. Una gazzarra, annaffiata dall’alcol e dall’incoscienza della gioventù finisce con quattro denunciati per rissa e una quinta per oltraggio al Corpo della polizia di Stato e per rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità. E’ accaduto l’altra sera davanti ad un ristorante in via Ferrucci dove un poliziotto in borghese è intervenuto per evitare che un gruppo di giovani pratesi fra i diciotto ed i trentuno anni se le desse di santa ragione.
Erano passate da poco le 23 quando il poliziotto in borghese che si trovava nel ristorante ha notato che il gruppo di giovani, tutti un po’ alticci, che poco prima era nel locale, si stava affrontando in maniera poco civile davanti all’ingresso del ristorante. Il poliziotto ha così deciso di intervenire proprio mentre partiva la gragnuola di colpi. Vittima uno dei sette od otto ragazzi che, grazie all’esperienza e alla tempestività del poliziotto ne ha evitati parecchi. L’agente, che è in servizio alla questura di Prato, si è qualificato come tale ed è riuscito a separare i contendenti. Nel frattempo aveva già dato l’allarme alla centrale e sul posto è arrivata una volante. Alcuni dei contendenti hanno approfittato della confusione per dileguarsi ma altri sono rimasti a fronteggiare i poliziotti con arroganza. Messo finalmente fine alla rissa, i poliziotti hanno identificati i presenti rimasti, i pratesi B.F., 32 anni; C.A., 27 anni; P.G. 19 anni e N.A. 24 di Firenze. Tutti e quattro sono stati denunciati per rissa. Il diciannovenne, il fiorentino ed una donna di 30 anni, A.L., che non aveva partecipato alla rissa, ma che faceva parte del gruppo, sono stati denunciati anche per minacce a pubblico ufficiale e oltraggio al corpo di polizia dello Stato. Il diciannovenne, che sembra fosse il più agitato del gruppo è stato denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale perchè ha cercato di continuare a colpire uno degli altri ragazzi, quello difeso dal poliziotto, nonostante quest’ultimo lo avesse ammonito e si fosse qualificato.
L’arroganza e strafottenza è continuata fino in questura dove però tutti sono tornati a più miti consigli. E così sono stati identificati e denunciati.
La rissa scatenata per futili motivi, aggravata dalla condotta tenuta dai partecipanti dopo l’intervento dei poliziotti, avrà così un prosieguo in tribunale dove i cinque denunciati saranno chiamati a rispondere della loro condotta. E così la bravata costerà davvero cara.
Pasquale Petrella
CORRIERE ADRIATICO
Aveva assassinato una cameriera nera
Morto William Zantzinger ispirò la canzone di Dylan
NEW YORK - William D. Zantzinger, che giovane e ubriaco uccise una donna di colore a un ballo di beneficenza a Baltimora nel 1963 e ispirò una celebre e quasi giornalistica canzone di Bob Dylan, è morto all’inizio di gennaio a 69 anni. William D. Zantzinger, un bianco di 24 anni, era un proprietario di una piantagione di tabacco del Maryland quando uccise la cameriera nera Hattie Carroll. La canzone The lonesome death of Hattie Carroll' entro a far parte nel 1964 dell’album della Columbia The Times They Are A-Changing. Vestito con cappello a cilindro e con un bastone, Zantzinger si era recato al tradizionale Spintster Ball di Baltimora dove era arrivato già ubriaco e fuori di sè: ordinato da bere a Hattie Carroll, una cameriera di 51 anni, l’aveva insultata e chiamata “negra”, poi aveva preso a picchiarla di santa ragione con il bastone. Hattie, madre di undici figli morì la mattina dopo per una emorragia cerebrale provocata dalle percosse. Zantzinger venne condannato a soli sei mesi di prigione per l’omicidio. Poco più che ventenne, Dylan rimase colpito e commosso dal fatto di cronaca nera. Il cantautore scrisse di getto al canzone: secondo alcuni in una sola notte in un 'coffee shop' di Manhattan, per altri nella casa di Carmel di Joan Baez.
IL TIRRENO
Fa due incidenti in un giorno positiva all’etilometro: via l’auto
MONTECATINI. Offensiva della polizia municipale contro chi si mette al volante dopo aver bevuto più del consentito.
Sono stati intensificati i controlli da parte delle pattuglie che, in assenza per manutenzione dell’etilometro, hanno a disposizione un apparecchio in grado di eseguire una sorta di test preventivo con il rilascio della ricevuta.
«Quando riscontriamo il superamento dei limiti di legge - spiega la comandante dei vigili urbani, Michela Cupini - portiamo i conducenti o all’ospedale oppure dai carabinieri o alla polizia stradale per sottoporli all’etilometro».
Al di là degli accertamenti svolti nelle sere del fine settimana, gli agenti si trovano a fronteggiare le guide alcoliche anche di giorno. Di recente è capitato di sequestrare due auto ad altrettante automobiliste, di origine russa, trovate con oltre 1,5 g/l di alcol nel sangue. «Una addirittura aveva provocato due incidenti in un giorno - spiega la comandante Cupini -. Nel secondo è venuto fuori il problema. Lei si è difesa sostenendo che gli amici le avevano dato da bere alcol dopo l’incidente in attesa dell’arrivo della pattuglia».
IL GAZZETTINO (Rovigo)
ABANO TERME. COPPIA DI BALORDI IN MANETTE PER RESISTENZA E VIOLENZA A PUBBLICO UFFICIALE
Ubriachi fradici picchiano due carabinieri
Erano entrambi ubriachi fradici. Ma non abbastanza. Tanto da pretendere che nel cuore della notte un altro locale aprisse loro le porte per continuare a fare bisboccia. La serata di baldoria per Alessandro Levorato, trentenne, residente ad Abano in via Cassino 22, e per il trentacinquenne Loris Pelizza, abitante in via San Daniele 125 a Torreglia, si è così conclusa in modo molto movimentato. I due, poco dopo le 2 e 30 dell’altra notte, hanno cominciato a prendere violentemente a calci e pugni la porta dell’“Osteria da Jack” in via Monte Lozzo, trovata chiusa. La paura ha fatto subito presa su una dipendente, impegnata a risistemare il locale. La donna non ci ha infatti pensato due volte a chiedere l’intervento dei carabinieri. Ma alla vista dei militari del Nucleo radiomobile, la rabbia dei due irriducibili dell’alcool ha immediatamente cambiato destinatari. Due militari in divisa intervenuti per calmare le intemperanze dei due avventori sono stati prima insultati e poi aggrediti a calci e pugni. Nella colluttazione, Loris Pelizza è caduto contro una fioriera, riportando la sospetta frattura del setto nasale. Al pronto soccorso della Casa di cura di Abano sono finiti anche i due carabinieri con prognosi di circa una decina di giorni per ecchimosi e contusioni varie. Dopo le medicazioni, è scattato l’arresto per i due amici, che dovranno rispondere di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Per uno dei due non si è trattato di un novità. Nell’ottobre di due anni fa, infatti, Alessandro Levorato era finito nei guai per aver picchiato ed aggredito un carabiniere all’interno della caserma dove era stato condotto, dopo essere stato fermato nel corso di un’attività di controllo nei pressi del punto scommesse di via Previtali. Dopo l’arresto, per lui, è arrivata un’altra brutta notizia. La madre, stanca di essere picchiata ed umiliata, l’ha raggiunto alla compagnia dell’Arma per denunciarlo per violenze e maltrattamenti.
L.P.
TRENTINO
Palazzina Liberty, ecco la biblioteca dei ragazzi
Approvato dalla giunta il progetto preliminare: ci sarà anche un bar gelateria
L’importo è di 2,5 milioni di euro La struttura sarà distribuita su tre piani e saranno ricavati anche spazi per la didattica e gli incontri culturali con accesso dal parco di piazza Dante
TRENTO. E’ stato approvato dalla giunta comunale il progetto preliminare per il restauro e il recupero della palazzina Liberty, in piazza Dante. L’importo complessivo dell’opera è di 2 milioni e mezzo. La struttura ospiterà al piano seminterrato un bar - gelateria, mentre il piano rialzato, il primo piano e la rimanente parte del seminterrato saranno dedicati alla sezione bambini e ragazzi della biblioteca comunale. Nel 2005 era stato approvato un altro progetto, che prevedeva la realizzazione di un bar ristorante con punto vendita di prodotti enogastronomici, ma la gara per la concessione non era andata a buon fine.
Inizialmente era prevista anche la realizzazione della terrazza Martini, affacciata sul parco. Dopo due gare andate a vuoto, però, il Comune aveva deciso di imboccare un’ altra strada.
Il progetto prevede di destinare una parte del piano terra a un bar bianco (che non servirà alcolici) e gelateria, riservando invece i piani superiori alla sezione bambini e ragazzi della Bibioteca, che nell’attuale sede di via Roma occupa circa 300 metri quadrati. Nella palazzina di via Alfieri lo spazio disponibile sarà di 380 metri quadrati, un po’ di più di quella attuale. La novità sarà la disposizione su più livelli: seminterrato, piano rialzato e primo piano. Al piano seminterrato sarà realizzata una sala incontri da 50 posti per incontri pubblici, al piano rialzato un front office con la sezione libri per i bambini fino a 8 anni e la zona per ragazzi da 8 a 11 e da 11 a 14 anni, mentre il primo piano ospiterà la saggistica. Rispetto ad oggi sarà inoltre possibile disporre (nel seminterrato) di uno spazio destinato alla didattica e a incontri culturali, dotato di due uscite direttamente sul parco di piazza Dante, utilizzabile indipendentemente dall’attività della biblioteca. Lo studio di fattibilità, firmato dall’architetto Daniela Tessarin del Servizio edilizia pubblica, ha dedicato una particolare attenzione all’accessibilità della palazzina, non solo per i disabili ma soprattutto per le mamme con carrozzine e passeggini che frequenteranno la biblioteca con i bambini. L’edificio oggi è servito da un’unica scala interna non a norma dal punto di vista della sicurezza: è stata quindi prevista una nuova scala interna e un ascensore per collegare i tre livelli della biblioteca, con un ingresso sbarrierato direttamente dal parco.
Sarà recuperata tutta la cubatura esistente, circa 2.500 metri cubi.
CORRIERE FIORENTINO
Scarcerato l'autista ubriaco
CORRIERE DEL TRENTINO
Alcol ai minori, le «Famiglie» contro il Sait
L'allarme di Pancheri «I ragazzi di quell'età sono i più a rischio»
Alcol vietato, le coop si ribellano
Gallo: serve se aderiamo tutti
LA NAZIONE (La Spezia)
STAVA litigando furiosamente col marito che era tornato a casa ubriaco, e non sap...
L’UNIONE SARDA
«Sicurezza stradale, il proibizionismo è del tutto inutile»
LA REPUBBLICA
"mio figlio guidava quell'auto un mostro divora i nostri ragazzi"
ora la tribù si sente in colpa - ernesto ferrara
cascine, alcol test della polizia: molti si fermano per farlo
il valore del limite - maria cristina carratù
niente sepoltura per i morti sulle strade - arianna rotolo
IL RESTO DEL CARLINO (Reggio Emilia)
L'alcoltest punisce padre e figlio troppo brilli
IL PICCOLO DI TRIESTE
ubriachi al volante, ritirate sette patenti
in centinaia sul bus della notte
CORRIERE DELLE ALPI
Serata senza alcol in Birreria Pedavena
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
Vignaioli e politici: «Vinitaly aperto alle piccole aziende»
ALTO ADIGE
Molti giovani ubriachi in città
LA STAMPA
Aggredisce gestore con boccione di vino
LA GAZZETTA DI MANTOVA
Fa pipì in mezzo alla strada e aggredisce due carabinieri
CORRIERE DI SIENA
Il caso - Ubriachi alla guida, controlli raddoppiati.
ITALIA OGGI
Vigneti, 18 mln per il restyling
Rassegna stampa del 10/01/2009
COMUNICAZIONE DI ALBERTO CRIVELLARI
Condivido in pieno la proposta dell'amico dell'APCAT Trentino, Claudio Zorzi.
Noi del mondo dei Club degli Alcolisti in trattamento la differenza tra i termini uso e abuso l'abbiamo superata da molto tempo per merito delle riflessioni a noi proposte dai nostri grandissimi maestri: prof.ssa Visnja e prof.Vladimir HUDOLIN (tra l'altro membro del gruppo di esperti sull'alcolismo dell'OMS).
Adesso parliamo di CONSUMO di alcolici a prescindere dal quantitativo.
Alberto Crivellari
Servitore-Insegnante dell'ACAT Colli Euganei(Pd)
LETTERA DI FRANCO BALDO A “LA PROVA DEL CUOCO”
Anche oggi , sabato 10 gennaio, ho visto la Prova del Cuoco condotta da Elisa Isoardi. Anche oggi si è ripetuto il curioso momento dedicato ai vini. Curioso e divertente poiché in tale contesto viene fuori il meglio della fantasia umana intenta ad annusare un liquido. Mi immagino che si potrebbe fare altrettanto con la benzina e il gasolio. Sicuramente qualche sommelier vi troverebbe profumi di sabbia fine con aromi di cactus maturi ma non troppo e sentori di cammelli e cobra. Certo, forse io sono un tantino prevenuto dato che faccio parte del mondo dei Club delle Famiglie con Problemi di alcol ma è giusto che ognuno venda ciò che ritiene giusto. Con qualche distinguo però! a me può andar bene ( ob torto collo ) che si parli di alcol ma è quanto mai disdicevole che lo si faccia alla presenza di una platea di bambini come peraltro da abitudine di Codesta Regia. Va bene tutto ma con paletti inamovibili a protezione della salute e del benessere del cittadino. I media sono davvero strani nei loro comportamenti: guai a fare pubblicità occulta, attenzione a non fare il nome di un prodotto se non sei nella pubblicità di quel marchio e poi beatamente costringiamo dei MINORI ad assistere alla pubblicità di una DROGA ( lo dice l’OMS, non il sottoscritto ). (*)
Mi spiace dovere scrivere a Codesta trasmissione per la seconda volta anche perché la seguo quotidianamente mentre si prepara il pranzo, trovandola interessante.
Rimango in attesa che in qualche puntata la signora Adua o il signor Scorzone ci parlino dei sentori di una canna o di una sniffatina di coca.
Comunque cordiali saluti in attesa che l’intelligenza delle persone prevalga sull’alta marea della mediocrità.
Baldo Franco
Centro Studi e Ricerche su problemi alcolcorrelati Trento
Servitore – Insegnante di Club delle Famiglie con problemi di alcol ( Mori- Tn )
(*) Nota: pubblicità peraltro regalata ai produttori di vino, che per misteriosi motivi dispongono di spazi pubblicitari sulla rete televisiva pubblica senza doverli pagare.
LA NAZIONE
Morto anche un terzo giovane. Autorizzato l'espianto degli organi
INCIDENTE STRADALE IN VIA PISTOIESE
Nel giorno dei funerali delle due 16enni decedute nell'incidente avvenuto la notte della Befana alla periferia di Firenze, è morto anche un terzo giovane, 19 anni, ricoverato all'ospedale fiorentino di Careggi
Firenze, 10 gennaio 2009 - E' morto il diciannovenne coinvolto nell'incidente stradale avvenuto la notte fra il 5 e il 6 gennaio alla periferia di Firenze e per il quale, nel pomeriggio, era stato dato il via alla procedura di accertamento di morte cerebrale. Lo hanno comunicato i sanitari dell'ospedale fiorentino di Careggi, dove il giovane, Mario, era stato ricoverato.
I familiari del diciannovenne hanno dato l'assenso all'espianto degli organi. Il 19enne è la terza vittima dell'incidente: due sedicenni, Margaux e Francesca, sono morte il 7 gennaio; anche per loro i genitori avevano dato l'assenso per gli espianti. Gianmarco, il conducente della vettura, è tuttora ricoverato a Careggi in rianimazione, ma non sarebbe in pericolo di vita. Un quinto occupante dell'auto, Filippo, 19 anni, è rimasto illeso.
L'incidente è avvenuto alla periferia di Firenze: la Lancia Y su cui viaggiavano i giovani, e che procedeva ad alta velocità, si è ribaltata su un lato dopo essere salita sul cordolo di una rotatoria, finendo poi contro un albero. Il guidatore, indagato per omicidio colposo, è stato trovato positivo ai test dell'alcol e sull'assunzione di cannabis.
Per oggi, giorno in cui a Firenze si sono svolti i funerali delle due sedicenni, il sindaco Leonardo Domenici ha proclamato il lutto cittadino.
CRONACA QUI Milano
Disoccupato di Venaria arrestato dai carabinieri dopo le botte alla moglie e al figlio
Alcol e coltelli, inferno tra le mura domestiche
VENARIA REALE - Brandisce un coltello contro moglie e figlio 22enne dopo averli picchiati selvaggiamente. È finito in carcere un 58enne di Venaria che giovedì sera, rientrato ubriaco nella propria abitazione, non ha trovato di meglio che sfogare la propria depressione contro i famigliari. Un pestaggio che avrebbe potuto finire davvero male se non fossero intervenuti prontamente i carabinieri di Venaria: solo alla vista dei militari dell’Arma, infatti, il 58enne è riuscito a calmarsi quel tanto che basta per essere tradotto in caserma, e successivamente in carcere, senza ulteriori colpi di testa. I fatti sono avvenuti in un alloggio di corso Garibaldi intorno alle 18.30 di giovedì. Il 58enne, disoccupato da diversi mesi, si è presentato in casa completamente ubriaco. Evidentemente non ha gradito gli sguardi della moglie e del figlio che, vedendolo in quella situazione, lo hanno esortato a cambiare rapidamente stile di vita. Un invito che ha scatenato la rabbia del 58enne: prima ha picchiato il figlio poi si è scagliato contro la donna. Non domo si è poi recato in cucina, prendendo un lungo coltello da un cassetto e con quello ha minacciato di morte entrambi i famigliari. Le urla della donna e del marito stesso hanno però richiamato l’attenzione di alcuni vicini di casa, decisamente spaventati dal trambusto proveniente da quell’alloggio. Un’intuizione determinante perché sono stati proprio alcuni residenti dello stesso palazzo ad allertare per primi le forze dell’ordine. Sul posto, in pochi minuti, si è poi presentata una gazzella dei carabinieri di Venaria. L’uomo, come detto, alla vista dei militari ha trovato il modo di calmarsi, posando anche il coltello da cucina utilizzato per minacciare i congiunti. La sua rabbia, dopo pochi istanti, si è rapidamente trasformata in disperazione. La stessa disperazione che, qualche ora prima, aveva inutilmente cercato di celare lasciandosi andare all’alcol. Lacrime amare, quelle del 58enne venariese, fino all’altra sera incensurato. Adesso dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia. Una volta fuori dal carcere, invece, lo attenderà l’arduo compito di ricucire i rapporti con la moglie e con il figlio.
Alessandro Previati
LECCEPRIMA.IT
UBRIACO IMBRACCIA FUCILE E MINACCIA DI MORTE LA MADRE
Di fucili da caccia e munizione a casa, a San Donato, dove vive con la madre, ne aveva un bel po’: tre in tutto, con 700 cartucce e 16 coltelli di vario tipo, tutti regolarmente denunciati, dato che G.T., 33enne originario di Nardò, fino alla scorsa estate fa gestiva, sempre a San Donato, un’armeria. E proprio con un Franchi calibro 12 il giovane, rincasato intorno l’una di notte dopo aver alzato il gomito, avrebbe minacciato di morte la propria madre dopo una lite per futili motivi. Questo, almeno, quello che hanno appurato i carabinieri giunti sul posto dopo la telefonata della donna in preda al panico al 112.
Il giovane è stato così bloccato dai militari e condotto in caserma per gli accertamenti del caso. Viste le condizioni psicofisiche alterate dall’uso di alcool, al fine di evitare che potessero essere commessi altri reati del genere o che potessero verificarsi conseguenze peggiori, i militari del Nor, in collaborazione con quelli della stazione di San Cesario di Lecce, hanno proceduto alla perquisizione domiciliare per cercare eventuali altre armi. Ed infatti sono spuntati altri due fucili sempre da caccia insieme con 700 cartucce e 16 coltelli di vario tipo, tutti regolarmente denunciati.
Tutte le armi, a scopo precauzionale, sono state sequestrate mentre il 33enne è stato denunciato a piede libero per minaccia con l’aggravante dell’uso delle armi. Ma nei confronti del giovane verrà inoltrata presso la Prefettura di Lecce anche proposta di inibizione al possesso di armi. Da quanto è emerso, infatti, non sarebbe stato questo il primo episodio di violenza in famiglia.
IL TEMPO Molise
Sicurezza stradale
Riccia, al via il progetto «Se bevi...torni a casa a piedi»
RICCIA «Se bevi … torni a casa a piedi» è l'originale iniziativa lanciata da alcuni giovani riccesi per prevenire incidenti stradali sotto l'effetto dell'alcol. L'introduzione di un limite del tasso alcolemico così basso (dall'attuale 0,5 per cento a 0,2 mg/l) esclude di fatto ogni possibilità di spostamento autonomo a chiunque abbia bevuto anche un solo bicchiere di limoncello.
Ecco che alcuni giovani del posto, insieme a cinque gestori di bar, hanno pensato allora di lanciare la campagna che si basa sullo slogan che «se bevi non guidi». Da alcune settimane è inoltre in corso una raccolta di firme presso alcuni bar di Riccia per prorogare l'orario di chiusura dalle attuali 2.00 alle 3.00, dunque un'ora in più per vivere la notte a Riccia. Chiunque voglia aderire e "tornare a casa a piedi" anche alle 3 di notte può tranquillamente andare ad apporre la propria firma nei seguenti 5 locali: Bar 2000 di Di Sante Vincenzo, Bar Messinese dei Fratelli Amorosa, Bar Cuparelle di Amorosa Florindo, Bar da Lucio ed Il Giubileo.
MCM
IL GIORNALE
Task force al lavoro: nelle vie dello sballo è l’ora dei controlli
di Tiziana Paolocci
Da ieri polizia e vigili mobilitati contro la movida violenta. Ma senza coprifuoco
Risse a Campo de’Fiori, bottigliate per le strade del centro, aggressioni a piazza Navona. Campidoglio e forze dell’ordine cercano di porre un freno alle battaglie del fine settimana, che si registrano già dal venerdì sera. La causa è legata principalmente al consumo eccessivo di alcol mentre l’obiettivo è quello di tranquillizzare gli animi dei nottambuli, aumentando i controlli nel cuore della città.
L’operazione notti serene nelle piazze-salotto nel centro storico è partita ieri ed è quindi impossibile tracciare un bilancio. Ma una task force mista, composta di agenti della municipale del I Gruppo e del commissariato Trevi, dalle 20 alle 5 di questa mattina, ha setacciato locali e circoli privati, delle zone più calde della movida notturna.
«Il nostro compito - spiega il comandante del I Gruppo Carlo Buttarelli - sarà soprattutto quello di un approfondito controllo amministrativo e del rispetto delle norme sulla somministrazione delle bevande alcoliche e del rispetto agli orari».
L’operazione proseguirà nel tempo, anche se vista la vastità del territorio non è ancora stata definita una mappa delle piazze e delle vie che saranno sorvegliate speciali. «Di sicuro - dice Buttarelli - la priorità è per Campo de’ Fiori, piazza Navona e strade limitrofe, dove c’è una concentrazione maggiore di esercizi e dove le risse notturne e lo sballo provocano i maggiori disagi sia ai cittadini che al decoro della città». Lo scopo principale è quello di colpire l’elusione delle norme sulla somministrazione degli alcolici. «L’intervento, quindi - conclude - sarà a 360 gradi e riguarderà, con forze aggiuntive anche il fenomeno dei posteggiatori abusivi».
La novità, però, non convince i residenti del centro. Scoraggiati proprio quelli che vivono a Campo de’ Fiori, abituati ad assistere quasi ogni sera a risse di ogni tipo. «Ormai - dicono - siamo ostaggio di alcolizzati, drogati e mascalzoni». Molti imputano il degrado alla chiusura al traffico decisa dall’amministrazione Rutelli, altri se la prendono direttamente con le forze dell’ordine. «Sono incapaci - commentano -. Una o due pattuglie non servono a nulla davanti a decine e decine di persone che prima si impasticcano e poi si ubriacano».
Il sindaco, invece, è certo che il giro di vite porterà un miglioramento concreto e non ritiene che imporre divieti agli under 18 possa servire a qualcosa. «Vorrei proprio evitare il coprifuoco - spiega Alemanno - e il problema si può affrontare aumentando il livello culturale e i controlli». Il primo cittadino ha anche accolto l’idea lanciata dal giornalista Maurizio Costanzo, di coinvolgere le scuole. «Per favorire la diffusione di una cultura sana del divertimento - dichiara Alemanno - faremo una serie di incontri, in un teatro da scegliere, durante i quali persone dello spettacolo e dello sport potranno dialogare con i giovani».
Martedì l’argomento sarà anche al centro della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Per l’occasione il delegato del sindaco Dino Gasperini, in una tre giorni no-stop, sta incontrando associazioni di residenti e commercianti per raccogliere iniziative da presentare al primo cittadino. E tra proposte al vaglio, spunta nuovamente l’installazione delle telecamere e l'estensione dei controlli anche a Trastevere».
LA PROVINCIA DI LECCO
Nuova incursione
Ladri in azione al bar dell'oratorio
(c. doz.) Una nuova incursione nel bar dell'oratorio di Calolzio: i malviventi asportano dolciumi, alcool e contanti per un bottino di oltre mille euro.
E' stata una sorpresa davvero pessima - e purtroppo non è stata la prima - quella che i volontari della parrocchia hanno trovato riaprendo il bar “Punto d'incontro”, qualche mattina fa. Approfittando delle ore notturne, infatti, qualcuno si era introdotto nel locale e, completamente indisturbato, aveva fatto razzia di caramelle e dolci, di bottiglie di alcolici e superalcolici (*) e di tutti i contanti e le monetine che ha trovato nei cassetti del bar. Quindi, sempre senza essere notato, ha abbandonato la zona.
Secondo le prime verifiche effettuate dai sacerdoti e dagli stessi volontari, i ladri potrebbero essere entrati dalla porta di sicurezza che si affaccia sul campo sportivo. In ogni caso, don Leone Maestroni, arciprete di Calolzio, si è occupato di sporgere denuncia ai carabinieri della caserma di via Mazzini, che già in passato erano intervenuti per problemi di sicurezza ed ordine pubblico in oratorio, per la presenza di compagnie di ragazzi che creavano difficoltà. In arrivo un sistema antifurto.
(*) Nota: che ci facevano le bottiglie di alcolici e superalcolici in un bar di un oratorio?
IL TEMPO Roma
Carambola tra 4 auto Due ubriachi
ROVIANO Maxi-tamponamento sulla Tiburtina a Roviano: due dei quattro automobilisti coinvolti sono stati denunciati per guida in stato d'ebbrezza dai carabinieri di Subiaco. E se gli altri due, rimasti lievemente feriti, se la caveranno con qualche giorno di prognosi, ai denunciati sono state ritirate le patenti di guida insieme al sequestro delle autovetture.
Coinvolte nel pieno della notte in un tamponamento proprio all'altezza del bivio per Roviano. Nell'incidente, causato forse dal fondo stradale reso viscido per le continue precipitazioni, erano rimaste coinvolte inizialmente due utilitarie. Poi, un grosso suv che sopraggiungeva a velocità sostenuta è andato a colpirle finendo la corsa contro un'altra auto di grossa cilindrata, il cui autista era appena sceso per prestare soccorso ai malcapitati. All'esame con l'etilometro, il conduttore del suv è risultato positivo con un tasso alcolemico di 2.36, mentre il conducente di una delle due utilitarie, aveva un tasso di 0.78.
Ant. Sbr.
IL TIRRENO
500 BOTTIGLIE PER OGNI FIGLIO...
Eleonora Frescobaldi si racconta: «Il vino è uno stile di vita» (*)
DIVINA VITALE
BOLGHERI. Da 17 anni è sposata con uno dei più noti winemaker del mondo, ha 3 figli. E’ Eleonora Frescobaldi, una laurea in storia contemporanea ma una predisposizione da sempre all’arte. Fotografa e ritrattista ha affiancato il marito non tralasciando importanti iniziative sociali come la manifestazione “Corrilavita”, che organizza da sei anni e un progetto personale a cui tiene molto: “Stop al bullismo”. Questo le permette di andare nelle scuole a parlare della sua esperienza personale come una madre che si è messa in discussione nel tentativo di aiutare i suoi figli, uno dei quali è stato vittima di episodi di bullismo.
Dal 2005 una delle storiche aziende bolgheresi, l’Ornellaia, si è arricchita del nome dei Frescobaldi.
Cosa significa essere la moglie di Lamberto Frescobaldi?
«Avere sempre e comunque una grande responsabilità. A volte penso di aver sposato una famiglia intera tanto è l’impegno che richiede, ma tutto ciò rende la mia vita migliore e più stimolante».
Ci si appassiona al vino o lo si detesta?
«Lo si ama sempre di più perché diventa parte integrante della tua vita. E’ uno stile di vita».
Ha vissuto attivamente il mestiere del marito o è rimasta in disparte?
«Ho sempre preferito stare in disparte anche se come compagna di vita sono attivamente coinvolta in ogni evento che lo riguarda».
Dietro a un grande uomo c’è spesso una grande donna?
«Verissimo, la vita, se abbiamo la fortuna di condividerla con la persona giusta, porta ad avere accanto qualcuno che ci aiuta. In due si possono fare scelte più obiettive o frenare quelle sbagliate. Dicono di me gli amici prendendomi in giro che sono “il potere dietro al trono”, ma così suona male; la verità è che lui è la mia forza ed io forse la sua!».
Pensa che del produttore vitivinicolo possa essere una professione adatta ad una donna?
«Assolutamente sì. Fortunatamente oggi nel lavoro prevale la trasversalità dei ruoli, si guarda alla qualità, e noi donne riusciamo sempre di più in ciò che prima sembrava tabù. L’unica grande fatica rimane conciliare lavoro e famiglia».
Consiglierebbe ai suoi figli di seguire le orme paterne?
«Non ho mai detto ai miei figli, né mai dirò, cosa devono o non devono scegliere per il loro futuro. Credo sia una scelta naturale che seguano le orme paterne».
Secondo lei, da spettatrice cosa manca, se c’è qualcosa che manca, nel mercato vitivinicolo di oggi?
«Nel mercato vitivinicolo italiano manca una comunicazione vera ai consumatori di ciò che è il vino. Vorrei che fosse trasmessa in modo diverso la qualità del lavoro che viene fatto, salvaguardando il made in Italy. Il mio sogno sarebbe quello di insegnare ai ragazzi a bere bene».
Se potesse cambiare qualcosa del business mondiale sul vino, su cosa si concentrerebbe?
«Penso che le politiche dovrebbero trovare un “modus vivendi” nel senso che chi produce del vino di alta qualità anziché darsi battaglia per sopravvivere sul mercato, dovrebbe acquisire una protocollo comune nella salvaguardia del prodotto. Ultimamente i disciplinari e le restrizioni sulla produzione hanno solo creato dei danni a livello mondiale all’immagine del vino e a quella dei produttori.
Il suo ricordo più bello legato al vino?
«Di ricordi belli legati al vino ce ne sono tanti, ma le racconto della tradizione storica di famiglia che vuole, per la nascita di un figlio maschio, 500 bottiglie del miglior vino dell’annata scelte e conservate in cantina con particolari etichette personalizzate scritte a mano. Ahimè, per la nascita di figlie femmine, solo 100... Pare che tutto nasca dal fatto che le donne in casa Frescobaldi siano sempre state in grande abbondanza rispetto ai maschi. Vogliamo crederci?! Che piaccia o no sembra una sciocchezza ma alla fine fa tenerezza a tutti nel tempo aprire qualche bottiglia personalizzata in occasioni speciali. Un ricordo da custodire gelosamente!».
(*) Nota: il concetto del vino come stile di vita non è male, in un certo senso mi è familiare...
Questa rassegna descrive ogni giorno diversi aspetti di questo “stile”.
IL TIRRENO
Distrugge due bar, arrestato
Ha picchiato anche un anziano, ma è stato rintracciato
ARCIDOSSO. Ha distrutto un paio di bar nel centro di Vallerona, picchiato un anziano mandandolo all’ospedale dopodiché ha cercato di nascondersi nella sua casa di Roccalbegna.
Quando i carabinieri di Arcidosso sono andati a prenderlo nell’abitazione dove vive con la moglie, l’uomo, 32 anni, ha cercato di opporre resistenza: ha provocato e poi aggredito i carabinieri fino a scatenare una colluttazione con i militari.
Alla fine il trentaduenne è stato arrestato e portato al pronto soccorso di Casteldelpiano per essere medicato. L’accusa è di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamenti continuati e lesioni. È successo ieri sera intorno alle 20 nel piccolo centro sull’Amiata. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, l’uomo, di origine polacca, ma residente da anni in Maremma, sarebbe entrato in un primo bar nel tardo pomeriggio. Qui avrebbe fatto qualche bicchiere. Forse ha esagerato con l’alcol. Fatto che a un certo punto - hanno raccontato alcuni testimoni - ha iniziato a rompere gli arredi del locale. Il proprietario a quel punto è riuscito ad allontanarlo. Ma l’uomo, invece di tornare a casa, è entrato in un secondo locale. Qui ha fatto altre bevute e come nel caso precedente è nato un diverbio con il proprietario. Ma in questo secondo episodio, il trentaduenne ha aggredito un cliente del bar, un anziano sulla settantina. Prima dell’arrivo dei carabinieri il giovane è riuscito a fuggire. Il ferito è stato soccorso dall’ambulanza di Roccalbegna e trasportato al pronto soccorso di Grosseto. Le sue condizioni non sembrerebbero preoccupanti.
I carabinieri, nel giro di pochi minuti, sono riusciti a risalire al presunto autore dell’aggressione. Quando l’uomo è stato fermato - ancora in uno stato di presunta ebbrezza - è stato bloccato e trasportato al pronto soccorso di Casteldelpiano dove è stato formalizzato l’arresto.
IL MESSAGGERO (Pesaro)
Tir gli schiaccia la testa: giallo alla Zipa
La vittima è un marocchino senza fissa dimora, forse dormiva accucciato sotto il camion
di MARINA VERDENELLI
Morto con la testa schiacciata dalle ruote di un tir. Così è stato trovato ieri mattina, al porto, nella zona Zipa, un marocchino di 46 anni senza fissa dimora. Il corpo di Hassan El Bahani è stato ritrovato alle prime luci dell’alba di una mattina gelida, a pochi metri dall’ingresso del distributore del gas metano, in via del Lavoro, una traversa di via Einaudi, dietro la sede dell’Ente Fiera. Ad accorgersi di quel corpo, accucciato vicino al marciapide, con il cranio quasi inesistente, sono stati alcuni operai dell’ex tubificio Maraldi che intorno alle 6.20 passavano a piedi lungo la via per raggiungere il posto di lavoro nella vicina officina che produce vetroresina per la realizzazione degli yacht. Raccapricciante lo scenario che gli operai si sono trovati di fronte. Vistose tracce di sostanze ematiche e di cervello sono state rinvenute sull’asfalto per una trentina di metri. Sul posto è arrivato il dirigente della squadra Mobile Luigi Di Clemente e il pm Irene Bilotta seguiti dagli uomini della scientifica della Questura e dal medico legale Mauro Pesaresi. La morte risaliva a qualche ora prima. La strada è stata chiusa al pubblico. In pochi minuti la zona si è affollata di persone e lavoratori del porto in ansia per amici e parenti di cui non avevano notizie. La vittima, ospite della Caritas, con un permesso di soggiorno scaduto a fine 2008, aveva con sè i documenti e portava un maglione azzurro e un paio di pantaloni marroni. L’ultimo domicilio registrato dava un indirizzo di Osimo. Attualmente non aveva più una casa e pochi giorni fa aveva creato dei problemi al pronto soccorso dell’ospedale di Torrette per un abuso di alcol. Nessun lavoro, nessun parente in città. L’ipotesi più accreditata è che l’extracomunitario, mentre si trovava in via del Lavoro, sia stato urtato da un tir in manovra e quindi investito. Il conducente del mezzo pesante potrebbe non essersi accorto dell’incidente o, per paura delle conseguenze, potrebbe aver tagliato la corda indisturbato. Non è escluso che il 46enne si trovasse già a terra dove si era disteso per cercare un riparo per la notte.
IL TIRRENO
Ubriaco al volante finisce contro un’ambulanza
VIAREGGIO. Si era messo al volante dopo aver trascorso una serata all’insegna degli eccessi, soprattutto alcolici. Ed ora il viareggino di 59 anni, Z.R., passerà un guaio con la giustizia. L’uomo infatti è stato denunciato a piede libero dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile per guida in stato di ebbrezza, dopo aver causato un incidente nel quale è rimasta coinvolta un’ambulanza della Misericordia di Viareggio che stava effettuando un’uscita di emergenza. L’episodio si è verificato l’altra notte attorno alle due, all’incrocio tra la via Cavallotti e via Sant’Andrea. Z.R., alla guida di una Fiat Sedici, secondo i rilievi effettuati dai carabinieri non avrebbe rispettato il segnale di stop e andava a urtare contro la fiancata dell’ambulanza della Misericordia - in servizio di pronto soccorso e con un’uscita da codice rosso - in maniera abbastanza violenta. In seguito alla collisione tra i due mezzi, l’ambulanza iniziava a prendere fuoco sul suo lato sinistro, obbligando i vigili del fuoco a sopraggiungere rapidamente sul posto con le autobotti. Una volta circoscritto il principio d’incendio, sono stati soccorsi medici e infermiere che erano rimasti a bordo dell’ambulanza e che in seguito allo scontro avevano riportato leggere ferite, che per fortuna non hanno avuto bisogno di cure del pronto soccorso. Z.R., intanto, stato sottoposto da parte dei carabinieri al test alcolemico dove è risultata una concentrazione di alcol nel sangue superiore al livello massimo previsto dalla legge.
AGI.IT
AGRICOLTURA: UMBRIA, DA REGIONE AIUTI RISTRUTTURAZIONE VIGNETI
(AGI) - Perugia, 10 gen. - Scadra' il prossimo 15 gennaio il termine di presentazione delle domande finalizzate all'ottenimento di aiuti per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti per la campagna 2008-2009. La misura, adottata dalla Giunta regionale dell'Umbria su proposta dell'assessore all'agricoltura, Carlo Liviantoni, ha l'obiettivo di aumentare la competitivita' dei produttori di vino attraverso il finanziamento di interventi per il rinnovamento degli impianti viticoli, tali da non incrementare il potenziale produttivo regionale.
Gli interventi di ristrutturazione o riconversione dovranno essere finalizzati ad adeguare la produzione umbra alle richieste del mercato, migliorare la qualita' delle produzioni, valorizzare la tipicita' dei prodotti legata al territorio ed ai vitigni tradizionali di maggior pregio enologico o commerciale, diffondere le innovazioni nell'impianto e nella gestione dei vigneti e ridurre i costi di produzione attraverso l'introduzione della meccanizzazione parziale o totale delle operazioni colturali. I beneficiari del bando sono le persone fisiche o giuridiche che conducono vigneti con varieta' di uve da vino o che siano in possesso di diritti di reimpianto.
Possono presentare domande di aiuto gli imprenditori agricoli singoli e associati, le societa' di persone e di capitali esercenti attivita' agricola, cooperative agricole, organizzazioni di produttori vitivinicoli riconosciuti ai sensi della normativa comunitaria e nazionale, consorzi di tutela e valorizzazione dei vini a denominazione di origine e indicazione geografica.
Gli interventi possono riguardare progetti singoli o collettivi. Sono ammissibili a finanziamento esclusivamente interventi riguardanti la produzione di vini "Docg-Doc-Igt". Il sostegno verra' erogato sotto forma di compensazione dei produttori per le perdite di reddito conseguenti alla esecuzione dell'intervento o come contributo per i costi di ristrutturazione e riconversione dell'impianto, con pagamenti a collaudo o anticipati. Nel bando sono fra l'altro indicate le superfici minime ammissibili ai benefici, i criteri per la formazione della graduatoria per l'accesso ai benefici e le procedure di attuazione degli interventi.
IL SECOLO XIX
Al volante ubriaco a 16 anni
Poco prima delle 4, durante una serie di normali controlli, i carabinieri di Genova hanno fermato nelle vicinanze del casello di Voltri dell’autostrada A10 una Smart con al volante un ragazzino di 16 anni.
Il giovane è stato segnalato all’autorità per guida senza patente (mai conseguita, vista l’età) e in stato di ebbrezza, oltre che per il rifiuto di sottoporsi al test dell’etilometro e per le offese rivolte ai militari.
Durante la serata, gli stessi militari hanno denunciato altre due persone sorprese ubriache al volante:
un giovane di 27 anni, pregiudicato, con un tasso alcolico di 1,51 grammi per litro di sangue (contro gli 0,5 concessi dalla legge);
un uomo di 47 anni, intercettato al Cep di Prà e accompagnato all’ospedale Villa Scassi dove le analisi verificano la positività all’alcol.
CORRIERE ADRIATICO
Incidente a Taccoli, protagonista un giovane
Guida ubriaco, condanna
CAMERINO – Un settempedano, A.G., è stato condannato ieri dal giudice del tribunale di Camerino a trenta giorni di reclusione, 600 euro di multa e al pagamento delle spese processuali per guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche.
L’uomo, nei mesi scorsi, era stato protagonista di uno spettacolare incidente stradale, per fortuna senza gravi conseguenze, nella frazione di Taccoli, a San Severino Marche.
La sua auto era precipitata lungo una scarpata per alcune decine di metri, ma il ragazzo era uscito indenne dalle lamiere del veicolo.
Tanto che all’arrivo della Polizia Stradale, A.G. era già stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale cittadino.
E’è lì che, dopo i rilevamenti di rito, lo hanno raggiunto gli agenti della Polstrada, che hanno anche provveduto ad effettuare l’alcoltest.
L’esame aveva fatto registrare valori oltre il doppio superiori a quelli consentiti dalla legge e sono così scattate le sanzioni previste dal codice.
WINENEWS
ONU: ISRAELE REGALA IL VINO DEL GOLAN. LA SIRIA PROTESTA
(FONTE: ANSA-REUTERS)
Facendo infuriare le autorità di Damasco, la missione israeliana presso le Nazioni Unite per le festività ha regalato al personale dell’Onu bottiglie di vino prodotto sulle alture del Golan, un territorio che lo stato ebraico ha strappato alla Siria nella guerra arabo-israeliana del 1967. L’ambasciatore siriano alle Nazioni Unite, Bashar Jafaari, ha scritto una lettera al segretario generale Ban Ki-moon e al presidente dell’Assemblea generale Miguel d’Escoto denunciando “il comportamento irresponsabile e provocatorio” degli israeliani.
Nella lettera, datata 31 dicembre, ma resa pubblica solo ieri, il diplomatico invitava il segretario generale e il presidente dell’Assemblea a chiedere a chi avesse ricevuto il regalo di rispedirlo indietro. Mirit Cohen, portavoce della missione israeliana, ha detto che il Golan ormai fa parte dello Stato di Israele e che, data la sua ottima qualità, “poterlo condividere con i colleghi dell’Onu è un piacere”. Le Alture del Golan sono state annesse allo stato di Israele nel 1981 ma l’Onu non riconosce il territorio come facente parte dello stato ebraico.
CORRIERE ALTO ADIGE
Genitori morti nell'auto: «Autista ubriaco»
Etilometro, più di 68mila controlli all'anno
CORRIERE DEL VENETO
Prosecco, what else? Cercasi spot efficace
Più ubriachi al volante La «quota rosa» raddoppia
Heineken Festival a rischio Salta la sponsorizzazione?\n
IL MESSAGGERO
E' IN VIGORE LA NUOVA ORDINANZA CHE VIETA DALLE 2 LA VENDITA DI ALCOL A PIZZERIE AL TAGLIO, PASTICCERIE E PANINOTECHE
IL MESSAGGERO (Rieti)
Oltre quattrocento le patenti ritirate e 22mila i punti decurtati dalla polizia stradale durante tutto il 2008 Giovani alla guida ubriachi o drogati In provincia, in un anno, 107 i
Incidenti in calo del 16 per cento rispetto allo scorso anno (dai 331 del 2007 ai 276 registrati nel...
IL RESTO DEL CARLINO (Ravenna)
UN ALTRO incidente stradale causato da un conducente in stato di ebbrezza. E'...
LA REPUBBLICA
aumentano gli automobilisti ubriachi ma il tutor frena gli incidente mortali
LA TRIBUNA DI TREVISO
Nel sangue alcol 10 volte oltre il limite
Un concorso contro l'alcol sugli sci
GIORNALE DI BRESCIA
Coccaglio Insieme per dire no all'alcol
IL MESSAGGERO VENETO
guida in stato d'ebbrezza: decine di auto sequestrate
IL MATTINO di Padova
la polstrada: sempre più donne guidano ubriache
LA STAMPA
Giro di vite al Carnevale Vietato l'alcol alle sfilate
ITALIA OGGI
Riconversione vigneti Zaia dà la proroga!
Condivido in pieno la proposta dell'amico dell'APCAT Trentino, Claudio Zorzi.
Noi del mondo dei Club degli Alcolisti in trattamento la differenza tra i termini uso e abuso l'abbiamo superata da molto tempo per merito delle riflessioni a noi proposte dai nostri grandissimi maestri: prof.ssa Visnja e prof.Vladimir HUDOLIN (tra l'altro membro del gruppo di esperti sull'alcolismo dell'OMS).
Adesso parliamo di CONSUMO di alcolici a prescindere dal quantitativo.
Alberto Crivellari
Servitore-Insegnante dell'ACAT Colli Euganei(Pd)
LETTERA DI FRANCO BALDO A “LA PROVA DEL CUOCO”
Anche oggi , sabato 10 gennaio, ho visto la Prova del Cuoco condotta da Elisa Isoardi. Anche oggi si è ripetuto il curioso momento dedicato ai vini. Curioso e divertente poiché in tale contesto viene fuori il meglio della fantasia umana intenta ad annusare un liquido. Mi immagino che si potrebbe fare altrettanto con la benzina e il gasolio. Sicuramente qualche sommelier vi troverebbe profumi di sabbia fine con aromi di cactus maturi ma non troppo e sentori di cammelli e cobra. Certo, forse io sono un tantino prevenuto dato che faccio parte del mondo dei Club delle Famiglie con Problemi di alcol ma è giusto che ognuno venda ciò che ritiene giusto. Con qualche distinguo però! a me può andar bene ( ob torto collo ) che si parli di alcol ma è quanto mai disdicevole che lo si faccia alla presenza di una platea di bambini come peraltro da abitudine di Codesta Regia. Va bene tutto ma con paletti inamovibili a protezione della salute e del benessere del cittadino. I media sono davvero strani nei loro comportamenti: guai a fare pubblicità occulta, attenzione a non fare il nome di un prodotto se non sei nella pubblicità di quel marchio e poi beatamente costringiamo dei MINORI ad assistere alla pubblicità di una DROGA ( lo dice l’OMS, non il sottoscritto ). (*)
Mi spiace dovere scrivere a Codesta trasmissione per la seconda volta anche perché la seguo quotidianamente mentre si prepara il pranzo, trovandola interessante.
Rimango in attesa che in qualche puntata la signora Adua o il signor Scorzone ci parlino dei sentori di una canna o di una sniffatina di coca.
Comunque cordiali saluti in attesa che l’intelligenza delle persone prevalga sull’alta marea della mediocrità.
Baldo Franco
Centro Studi e Ricerche su problemi alcolcorrelati Trento
Servitore – Insegnante di Club delle Famiglie con problemi di alcol ( Mori- Tn )
(*) Nota: pubblicità peraltro regalata ai produttori di vino, che per misteriosi motivi dispongono di spazi pubblicitari sulla rete televisiva pubblica senza doverli pagare.
LA NAZIONE
Morto anche un terzo giovane. Autorizzato l'espianto degli organi
INCIDENTE STRADALE IN VIA PISTOIESE
Nel giorno dei funerali delle due 16enni decedute nell'incidente avvenuto la notte della Befana alla periferia di Firenze, è morto anche un terzo giovane, 19 anni, ricoverato all'ospedale fiorentino di Careggi
Firenze, 10 gennaio 2009 - E' morto il diciannovenne coinvolto nell'incidente stradale avvenuto la notte fra il 5 e il 6 gennaio alla periferia di Firenze e per il quale, nel pomeriggio, era stato dato il via alla procedura di accertamento di morte cerebrale. Lo hanno comunicato i sanitari dell'ospedale fiorentino di Careggi, dove il giovane, Mario, era stato ricoverato.
I familiari del diciannovenne hanno dato l'assenso all'espianto degli organi. Il 19enne è la terza vittima dell'incidente: due sedicenni, Margaux e Francesca, sono morte il 7 gennaio; anche per loro i genitori avevano dato l'assenso per gli espianti. Gianmarco, il conducente della vettura, è tuttora ricoverato a Careggi in rianimazione, ma non sarebbe in pericolo di vita. Un quinto occupante dell'auto, Filippo, 19 anni, è rimasto illeso.
L'incidente è avvenuto alla periferia di Firenze: la Lancia Y su cui viaggiavano i giovani, e che procedeva ad alta velocità, si è ribaltata su un lato dopo essere salita sul cordolo di una rotatoria, finendo poi contro un albero. Il guidatore, indagato per omicidio colposo, è stato trovato positivo ai test dell'alcol e sull'assunzione di cannabis.
Per oggi, giorno in cui a Firenze si sono svolti i funerali delle due sedicenni, il sindaco Leonardo Domenici ha proclamato il lutto cittadino.
CRONACA QUI Milano
Disoccupato di Venaria arrestato dai carabinieri dopo le botte alla moglie e al figlio
Alcol e coltelli, inferno tra le mura domestiche
VENARIA REALE - Brandisce un coltello contro moglie e figlio 22enne dopo averli picchiati selvaggiamente. È finito in carcere un 58enne di Venaria che giovedì sera, rientrato ubriaco nella propria abitazione, non ha trovato di meglio che sfogare la propria depressione contro i famigliari. Un pestaggio che avrebbe potuto finire davvero male se non fossero intervenuti prontamente i carabinieri di Venaria: solo alla vista dei militari dell’Arma, infatti, il 58enne è riuscito a calmarsi quel tanto che basta per essere tradotto in caserma, e successivamente in carcere, senza ulteriori colpi di testa. I fatti sono avvenuti in un alloggio di corso Garibaldi intorno alle 18.30 di giovedì. Il 58enne, disoccupato da diversi mesi, si è presentato in casa completamente ubriaco. Evidentemente non ha gradito gli sguardi della moglie e del figlio che, vedendolo in quella situazione, lo hanno esortato a cambiare rapidamente stile di vita. Un invito che ha scatenato la rabbia del 58enne: prima ha picchiato il figlio poi si è scagliato contro la donna. Non domo si è poi recato in cucina, prendendo un lungo coltello da un cassetto e con quello ha minacciato di morte entrambi i famigliari. Le urla della donna e del marito stesso hanno però richiamato l’attenzione di alcuni vicini di casa, decisamente spaventati dal trambusto proveniente da quell’alloggio. Un’intuizione determinante perché sono stati proprio alcuni residenti dello stesso palazzo ad allertare per primi le forze dell’ordine. Sul posto, in pochi minuti, si è poi presentata una gazzella dei carabinieri di Venaria. L’uomo, come detto, alla vista dei militari ha trovato il modo di calmarsi, posando anche il coltello da cucina utilizzato per minacciare i congiunti. La sua rabbia, dopo pochi istanti, si è rapidamente trasformata in disperazione. La stessa disperazione che, qualche ora prima, aveva inutilmente cercato di celare lasciandosi andare all’alcol. Lacrime amare, quelle del 58enne venariese, fino all’altra sera incensurato. Adesso dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia. Una volta fuori dal carcere, invece, lo attenderà l’arduo compito di ricucire i rapporti con la moglie e con il figlio.
Alessandro Previati
LECCEPRIMA.IT
UBRIACO IMBRACCIA FUCILE E MINACCIA DI MORTE LA MADRE
Di fucili da caccia e munizione a casa, a San Donato, dove vive con la madre, ne aveva un bel po’: tre in tutto, con 700 cartucce e 16 coltelli di vario tipo, tutti regolarmente denunciati, dato che G.T., 33enne originario di Nardò, fino alla scorsa estate fa gestiva, sempre a San Donato, un’armeria. E proprio con un Franchi calibro 12 il giovane, rincasato intorno l’una di notte dopo aver alzato il gomito, avrebbe minacciato di morte la propria madre dopo una lite per futili motivi. Questo, almeno, quello che hanno appurato i carabinieri giunti sul posto dopo la telefonata della donna in preda al panico al 112.
Il giovane è stato così bloccato dai militari e condotto in caserma per gli accertamenti del caso. Viste le condizioni psicofisiche alterate dall’uso di alcool, al fine di evitare che potessero essere commessi altri reati del genere o che potessero verificarsi conseguenze peggiori, i militari del Nor, in collaborazione con quelli della stazione di San Cesario di Lecce, hanno proceduto alla perquisizione domiciliare per cercare eventuali altre armi. Ed infatti sono spuntati altri due fucili sempre da caccia insieme con 700 cartucce e 16 coltelli di vario tipo, tutti regolarmente denunciati.
Tutte le armi, a scopo precauzionale, sono state sequestrate mentre il 33enne è stato denunciato a piede libero per minaccia con l’aggravante dell’uso delle armi. Ma nei confronti del giovane verrà inoltrata presso la Prefettura di Lecce anche proposta di inibizione al possesso di armi. Da quanto è emerso, infatti, non sarebbe stato questo il primo episodio di violenza in famiglia.
IL TEMPO Molise
Sicurezza stradale
Riccia, al via il progetto «Se bevi...torni a casa a piedi»
RICCIA «Se bevi … torni a casa a piedi» è l'originale iniziativa lanciata da alcuni giovani riccesi per prevenire incidenti stradali sotto l'effetto dell'alcol. L'introduzione di un limite del tasso alcolemico così basso (dall'attuale 0,5 per cento a 0,2 mg/l) esclude di fatto ogni possibilità di spostamento autonomo a chiunque abbia bevuto anche un solo bicchiere di limoncello.
Ecco che alcuni giovani del posto, insieme a cinque gestori di bar, hanno pensato allora di lanciare la campagna che si basa sullo slogan che «se bevi non guidi». Da alcune settimane è inoltre in corso una raccolta di firme presso alcuni bar di Riccia per prorogare l'orario di chiusura dalle attuali 2.00 alle 3.00, dunque un'ora in più per vivere la notte a Riccia. Chiunque voglia aderire e "tornare a casa a piedi" anche alle 3 di notte può tranquillamente andare ad apporre la propria firma nei seguenti 5 locali: Bar 2000 di Di Sante Vincenzo, Bar Messinese dei Fratelli Amorosa, Bar Cuparelle di Amorosa Florindo, Bar da Lucio ed Il Giubileo.
MCM
IL GIORNALE
Task force al lavoro: nelle vie dello sballo è l’ora dei controlli
di Tiziana Paolocci
Da ieri polizia e vigili mobilitati contro la movida violenta. Ma senza coprifuoco
Risse a Campo de’Fiori, bottigliate per le strade del centro, aggressioni a piazza Navona. Campidoglio e forze dell’ordine cercano di porre un freno alle battaglie del fine settimana, che si registrano già dal venerdì sera. La causa è legata principalmente al consumo eccessivo di alcol mentre l’obiettivo è quello di tranquillizzare gli animi dei nottambuli, aumentando i controlli nel cuore della città.
L’operazione notti serene nelle piazze-salotto nel centro storico è partita ieri ed è quindi impossibile tracciare un bilancio. Ma una task force mista, composta di agenti della municipale del I Gruppo e del commissariato Trevi, dalle 20 alle 5 di questa mattina, ha setacciato locali e circoli privati, delle zone più calde della movida notturna.
«Il nostro compito - spiega il comandante del I Gruppo Carlo Buttarelli - sarà soprattutto quello di un approfondito controllo amministrativo e del rispetto delle norme sulla somministrazione delle bevande alcoliche e del rispetto agli orari».
L’operazione proseguirà nel tempo, anche se vista la vastità del territorio non è ancora stata definita una mappa delle piazze e delle vie che saranno sorvegliate speciali. «Di sicuro - dice Buttarelli - la priorità è per Campo de’ Fiori, piazza Navona e strade limitrofe, dove c’è una concentrazione maggiore di esercizi e dove le risse notturne e lo sballo provocano i maggiori disagi sia ai cittadini che al decoro della città». Lo scopo principale è quello di colpire l’elusione delle norme sulla somministrazione degli alcolici. «L’intervento, quindi - conclude - sarà a 360 gradi e riguarderà, con forze aggiuntive anche il fenomeno dei posteggiatori abusivi».
La novità, però, non convince i residenti del centro. Scoraggiati proprio quelli che vivono a Campo de’ Fiori, abituati ad assistere quasi ogni sera a risse di ogni tipo. «Ormai - dicono - siamo ostaggio di alcolizzati, drogati e mascalzoni». Molti imputano il degrado alla chiusura al traffico decisa dall’amministrazione Rutelli, altri se la prendono direttamente con le forze dell’ordine. «Sono incapaci - commentano -. Una o due pattuglie non servono a nulla davanti a decine e decine di persone che prima si impasticcano e poi si ubriacano».
Il sindaco, invece, è certo che il giro di vite porterà un miglioramento concreto e non ritiene che imporre divieti agli under 18 possa servire a qualcosa. «Vorrei proprio evitare il coprifuoco - spiega Alemanno - e il problema si può affrontare aumentando il livello culturale e i controlli». Il primo cittadino ha anche accolto l’idea lanciata dal giornalista Maurizio Costanzo, di coinvolgere le scuole. «Per favorire la diffusione di una cultura sana del divertimento - dichiara Alemanno - faremo una serie di incontri, in un teatro da scegliere, durante i quali persone dello spettacolo e dello sport potranno dialogare con i giovani».
Martedì l’argomento sarà anche al centro della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Per l’occasione il delegato del sindaco Dino Gasperini, in una tre giorni no-stop, sta incontrando associazioni di residenti e commercianti per raccogliere iniziative da presentare al primo cittadino. E tra proposte al vaglio, spunta nuovamente l’installazione delle telecamere e l'estensione dei controlli anche a Trastevere».
LA PROVINCIA DI LECCO
Nuova incursione
Ladri in azione al bar dell'oratorio
(c. doz.) Una nuova incursione nel bar dell'oratorio di Calolzio: i malviventi asportano dolciumi, alcool e contanti per un bottino di oltre mille euro.
E' stata una sorpresa davvero pessima - e purtroppo non è stata la prima - quella che i volontari della parrocchia hanno trovato riaprendo il bar “Punto d'incontro”, qualche mattina fa. Approfittando delle ore notturne, infatti, qualcuno si era introdotto nel locale e, completamente indisturbato, aveva fatto razzia di caramelle e dolci, di bottiglie di alcolici e superalcolici (*) e di tutti i contanti e le monetine che ha trovato nei cassetti del bar. Quindi, sempre senza essere notato, ha abbandonato la zona.
Secondo le prime verifiche effettuate dai sacerdoti e dagli stessi volontari, i ladri potrebbero essere entrati dalla porta di sicurezza che si affaccia sul campo sportivo. In ogni caso, don Leone Maestroni, arciprete di Calolzio, si è occupato di sporgere denuncia ai carabinieri della caserma di via Mazzini, che già in passato erano intervenuti per problemi di sicurezza ed ordine pubblico in oratorio, per la presenza di compagnie di ragazzi che creavano difficoltà. In arrivo un sistema antifurto.
(*) Nota: che ci facevano le bottiglie di alcolici e superalcolici in un bar di un oratorio?
IL TEMPO Roma
Carambola tra 4 auto Due ubriachi
ROVIANO Maxi-tamponamento sulla Tiburtina a Roviano: due dei quattro automobilisti coinvolti sono stati denunciati per guida in stato d'ebbrezza dai carabinieri di Subiaco. E se gli altri due, rimasti lievemente feriti, se la caveranno con qualche giorno di prognosi, ai denunciati sono state ritirate le patenti di guida insieme al sequestro delle autovetture.
Coinvolte nel pieno della notte in un tamponamento proprio all'altezza del bivio per Roviano. Nell'incidente, causato forse dal fondo stradale reso viscido per le continue precipitazioni, erano rimaste coinvolte inizialmente due utilitarie. Poi, un grosso suv che sopraggiungeva a velocità sostenuta è andato a colpirle finendo la corsa contro un'altra auto di grossa cilindrata, il cui autista era appena sceso per prestare soccorso ai malcapitati. All'esame con l'etilometro, il conduttore del suv è risultato positivo con un tasso alcolemico di 2.36, mentre il conducente di una delle due utilitarie, aveva un tasso di 0.78.
Ant. Sbr.
IL TIRRENO
500 BOTTIGLIE PER OGNI FIGLIO...
Eleonora Frescobaldi si racconta: «Il vino è uno stile di vita» (*)
DIVINA VITALE
BOLGHERI. Da 17 anni è sposata con uno dei più noti winemaker del mondo, ha 3 figli. E’ Eleonora Frescobaldi, una laurea in storia contemporanea ma una predisposizione da sempre all’arte. Fotografa e ritrattista ha affiancato il marito non tralasciando importanti iniziative sociali come la manifestazione “Corrilavita”, che organizza da sei anni e un progetto personale a cui tiene molto: “Stop al bullismo”. Questo le permette di andare nelle scuole a parlare della sua esperienza personale come una madre che si è messa in discussione nel tentativo di aiutare i suoi figli, uno dei quali è stato vittima di episodi di bullismo.
Dal 2005 una delle storiche aziende bolgheresi, l’Ornellaia, si è arricchita del nome dei Frescobaldi.
Cosa significa essere la moglie di Lamberto Frescobaldi?
«Avere sempre e comunque una grande responsabilità. A volte penso di aver sposato una famiglia intera tanto è l’impegno che richiede, ma tutto ciò rende la mia vita migliore e più stimolante».
Ci si appassiona al vino o lo si detesta?
«Lo si ama sempre di più perché diventa parte integrante della tua vita. E’ uno stile di vita».
Ha vissuto attivamente il mestiere del marito o è rimasta in disparte?
«Ho sempre preferito stare in disparte anche se come compagna di vita sono attivamente coinvolta in ogni evento che lo riguarda».
Dietro a un grande uomo c’è spesso una grande donna?
«Verissimo, la vita, se abbiamo la fortuna di condividerla con la persona giusta, porta ad avere accanto qualcuno che ci aiuta. In due si possono fare scelte più obiettive o frenare quelle sbagliate. Dicono di me gli amici prendendomi in giro che sono “il potere dietro al trono”, ma così suona male; la verità è che lui è la mia forza ed io forse la sua!».
Pensa che del produttore vitivinicolo possa essere una professione adatta ad una donna?
«Assolutamente sì. Fortunatamente oggi nel lavoro prevale la trasversalità dei ruoli, si guarda alla qualità, e noi donne riusciamo sempre di più in ciò che prima sembrava tabù. L’unica grande fatica rimane conciliare lavoro e famiglia».
Consiglierebbe ai suoi figli di seguire le orme paterne?
«Non ho mai detto ai miei figli, né mai dirò, cosa devono o non devono scegliere per il loro futuro. Credo sia una scelta naturale che seguano le orme paterne».
Secondo lei, da spettatrice cosa manca, se c’è qualcosa che manca, nel mercato vitivinicolo di oggi?
«Nel mercato vitivinicolo italiano manca una comunicazione vera ai consumatori di ciò che è il vino. Vorrei che fosse trasmessa in modo diverso la qualità del lavoro che viene fatto, salvaguardando il made in Italy. Il mio sogno sarebbe quello di insegnare ai ragazzi a bere bene».
Se potesse cambiare qualcosa del business mondiale sul vino, su cosa si concentrerebbe?
«Penso che le politiche dovrebbero trovare un “modus vivendi” nel senso che chi produce del vino di alta qualità anziché darsi battaglia per sopravvivere sul mercato, dovrebbe acquisire una protocollo comune nella salvaguardia del prodotto. Ultimamente i disciplinari e le restrizioni sulla produzione hanno solo creato dei danni a livello mondiale all’immagine del vino e a quella dei produttori.
Il suo ricordo più bello legato al vino?
«Di ricordi belli legati al vino ce ne sono tanti, ma le racconto della tradizione storica di famiglia che vuole, per la nascita di un figlio maschio, 500 bottiglie del miglior vino dell’annata scelte e conservate in cantina con particolari etichette personalizzate scritte a mano. Ahimè, per la nascita di figlie femmine, solo 100... Pare che tutto nasca dal fatto che le donne in casa Frescobaldi siano sempre state in grande abbondanza rispetto ai maschi. Vogliamo crederci?! Che piaccia o no sembra una sciocchezza ma alla fine fa tenerezza a tutti nel tempo aprire qualche bottiglia personalizzata in occasioni speciali. Un ricordo da custodire gelosamente!».
(*) Nota: il concetto del vino come stile di vita non è male, in un certo senso mi è familiare...
Questa rassegna descrive ogni giorno diversi aspetti di questo “stile”.
IL TIRRENO
Distrugge due bar, arrestato
Ha picchiato anche un anziano, ma è stato rintracciato
ARCIDOSSO. Ha distrutto un paio di bar nel centro di Vallerona, picchiato un anziano mandandolo all’ospedale dopodiché ha cercato di nascondersi nella sua casa di Roccalbegna.
Quando i carabinieri di Arcidosso sono andati a prenderlo nell’abitazione dove vive con la moglie, l’uomo, 32 anni, ha cercato di opporre resistenza: ha provocato e poi aggredito i carabinieri fino a scatenare una colluttazione con i militari.
Alla fine il trentaduenne è stato arrestato e portato al pronto soccorso di Casteldelpiano per essere medicato. L’accusa è di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamenti continuati e lesioni. È successo ieri sera intorno alle 20 nel piccolo centro sull’Amiata. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, l’uomo, di origine polacca, ma residente da anni in Maremma, sarebbe entrato in un primo bar nel tardo pomeriggio. Qui avrebbe fatto qualche bicchiere. Forse ha esagerato con l’alcol. Fatto che a un certo punto - hanno raccontato alcuni testimoni - ha iniziato a rompere gli arredi del locale. Il proprietario a quel punto è riuscito ad allontanarlo. Ma l’uomo, invece di tornare a casa, è entrato in un secondo locale. Qui ha fatto altre bevute e come nel caso precedente è nato un diverbio con il proprietario. Ma in questo secondo episodio, il trentaduenne ha aggredito un cliente del bar, un anziano sulla settantina. Prima dell’arrivo dei carabinieri il giovane è riuscito a fuggire. Il ferito è stato soccorso dall’ambulanza di Roccalbegna e trasportato al pronto soccorso di Grosseto. Le sue condizioni non sembrerebbero preoccupanti.
I carabinieri, nel giro di pochi minuti, sono riusciti a risalire al presunto autore dell’aggressione. Quando l’uomo è stato fermato - ancora in uno stato di presunta ebbrezza - è stato bloccato e trasportato al pronto soccorso di Casteldelpiano dove è stato formalizzato l’arresto.
IL MESSAGGERO (Pesaro)
Tir gli schiaccia la testa: giallo alla Zipa
La vittima è un marocchino senza fissa dimora, forse dormiva accucciato sotto il camion
di MARINA VERDENELLI
Morto con la testa schiacciata dalle ruote di un tir. Così è stato trovato ieri mattina, al porto, nella zona Zipa, un marocchino di 46 anni senza fissa dimora. Il corpo di Hassan El Bahani è stato ritrovato alle prime luci dell’alba di una mattina gelida, a pochi metri dall’ingresso del distributore del gas metano, in via del Lavoro, una traversa di via Einaudi, dietro la sede dell’Ente Fiera. Ad accorgersi di quel corpo, accucciato vicino al marciapide, con il cranio quasi inesistente, sono stati alcuni operai dell’ex tubificio Maraldi che intorno alle 6.20 passavano a piedi lungo la via per raggiungere il posto di lavoro nella vicina officina che produce vetroresina per la realizzazione degli yacht. Raccapricciante lo scenario che gli operai si sono trovati di fronte. Vistose tracce di sostanze ematiche e di cervello sono state rinvenute sull’asfalto per una trentina di metri. Sul posto è arrivato il dirigente della squadra Mobile Luigi Di Clemente e il pm Irene Bilotta seguiti dagli uomini della scientifica della Questura e dal medico legale Mauro Pesaresi. La morte risaliva a qualche ora prima. La strada è stata chiusa al pubblico. In pochi minuti la zona si è affollata di persone e lavoratori del porto in ansia per amici e parenti di cui non avevano notizie. La vittima, ospite della Caritas, con un permesso di soggiorno scaduto a fine 2008, aveva con sè i documenti e portava un maglione azzurro e un paio di pantaloni marroni. L’ultimo domicilio registrato dava un indirizzo di Osimo. Attualmente non aveva più una casa e pochi giorni fa aveva creato dei problemi al pronto soccorso dell’ospedale di Torrette per un abuso di alcol. Nessun lavoro, nessun parente in città. L’ipotesi più accreditata è che l’extracomunitario, mentre si trovava in via del Lavoro, sia stato urtato da un tir in manovra e quindi investito. Il conducente del mezzo pesante potrebbe non essersi accorto dell’incidente o, per paura delle conseguenze, potrebbe aver tagliato la corda indisturbato. Non è escluso che il 46enne si trovasse già a terra dove si era disteso per cercare un riparo per la notte.
IL TIRRENO
Ubriaco al volante finisce contro un’ambulanza
VIAREGGIO. Si era messo al volante dopo aver trascorso una serata all’insegna degli eccessi, soprattutto alcolici. Ed ora il viareggino di 59 anni, Z.R., passerà un guaio con la giustizia. L’uomo infatti è stato denunciato a piede libero dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile per guida in stato di ebbrezza, dopo aver causato un incidente nel quale è rimasta coinvolta un’ambulanza della Misericordia di Viareggio che stava effettuando un’uscita di emergenza. L’episodio si è verificato l’altra notte attorno alle due, all’incrocio tra la via Cavallotti e via Sant’Andrea. Z.R., alla guida di una Fiat Sedici, secondo i rilievi effettuati dai carabinieri non avrebbe rispettato il segnale di stop e andava a urtare contro la fiancata dell’ambulanza della Misericordia - in servizio di pronto soccorso e con un’uscita da codice rosso - in maniera abbastanza violenta. In seguito alla collisione tra i due mezzi, l’ambulanza iniziava a prendere fuoco sul suo lato sinistro, obbligando i vigili del fuoco a sopraggiungere rapidamente sul posto con le autobotti. Una volta circoscritto il principio d’incendio, sono stati soccorsi medici e infermiere che erano rimasti a bordo dell’ambulanza e che in seguito allo scontro avevano riportato leggere ferite, che per fortuna non hanno avuto bisogno di cure del pronto soccorso. Z.R., intanto, stato sottoposto da parte dei carabinieri al test alcolemico dove è risultata una concentrazione di alcol nel sangue superiore al livello massimo previsto dalla legge.
AGI.IT
AGRICOLTURA: UMBRIA, DA REGIONE AIUTI RISTRUTTURAZIONE VIGNETI
(AGI) - Perugia, 10 gen. - Scadra' il prossimo 15 gennaio il termine di presentazione delle domande finalizzate all'ottenimento di aiuti per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti per la campagna 2008-2009. La misura, adottata dalla Giunta regionale dell'Umbria su proposta dell'assessore all'agricoltura, Carlo Liviantoni, ha l'obiettivo di aumentare la competitivita' dei produttori di vino attraverso il finanziamento di interventi per il rinnovamento degli impianti viticoli, tali da non incrementare il potenziale produttivo regionale.
Gli interventi di ristrutturazione o riconversione dovranno essere finalizzati ad adeguare la produzione umbra alle richieste del mercato, migliorare la qualita' delle produzioni, valorizzare la tipicita' dei prodotti legata al territorio ed ai vitigni tradizionali di maggior pregio enologico o commerciale, diffondere le innovazioni nell'impianto e nella gestione dei vigneti e ridurre i costi di produzione attraverso l'introduzione della meccanizzazione parziale o totale delle operazioni colturali. I beneficiari del bando sono le persone fisiche o giuridiche che conducono vigneti con varieta' di uve da vino o che siano in possesso di diritti di reimpianto.
Possono presentare domande di aiuto gli imprenditori agricoli singoli e associati, le societa' di persone e di capitali esercenti attivita' agricola, cooperative agricole, organizzazioni di produttori vitivinicoli riconosciuti ai sensi della normativa comunitaria e nazionale, consorzi di tutela e valorizzazione dei vini a denominazione di origine e indicazione geografica.
Gli interventi possono riguardare progetti singoli o collettivi. Sono ammissibili a finanziamento esclusivamente interventi riguardanti la produzione di vini "Docg-Doc-Igt". Il sostegno verra' erogato sotto forma di compensazione dei produttori per le perdite di reddito conseguenti alla esecuzione dell'intervento o come contributo per i costi di ristrutturazione e riconversione dell'impianto, con pagamenti a collaudo o anticipati. Nel bando sono fra l'altro indicate le superfici minime ammissibili ai benefici, i criteri per la formazione della graduatoria per l'accesso ai benefici e le procedure di attuazione degli interventi.
IL SECOLO XIX
Al volante ubriaco a 16 anni
Poco prima delle 4, durante una serie di normali controlli, i carabinieri di Genova hanno fermato nelle vicinanze del casello di Voltri dell’autostrada A10 una Smart con al volante un ragazzino di 16 anni.
Il giovane è stato segnalato all’autorità per guida senza patente (mai conseguita, vista l’età) e in stato di ebbrezza, oltre che per il rifiuto di sottoporsi al test dell’etilometro e per le offese rivolte ai militari.
Durante la serata, gli stessi militari hanno denunciato altre due persone sorprese ubriache al volante:
un giovane di 27 anni, pregiudicato, con un tasso alcolico di 1,51 grammi per litro di sangue (contro gli 0,5 concessi dalla legge);
un uomo di 47 anni, intercettato al Cep di Prà e accompagnato all’ospedale Villa Scassi dove le analisi verificano la positività all’alcol.
CORRIERE ADRIATICO
Incidente a Taccoli, protagonista un giovane
Guida ubriaco, condanna
CAMERINO – Un settempedano, A.G., è stato condannato ieri dal giudice del tribunale di Camerino a trenta giorni di reclusione, 600 euro di multa e al pagamento delle spese processuali per guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche.
L’uomo, nei mesi scorsi, era stato protagonista di uno spettacolare incidente stradale, per fortuna senza gravi conseguenze, nella frazione di Taccoli, a San Severino Marche.
La sua auto era precipitata lungo una scarpata per alcune decine di metri, ma il ragazzo era uscito indenne dalle lamiere del veicolo.
Tanto che all’arrivo della Polizia Stradale, A.G. era già stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale cittadino.
E’è lì che, dopo i rilevamenti di rito, lo hanno raggiunto gli agenti della Polstrada, che hanno anche provveduto ad effettuare l’alcoltest.
L’esame aveva fatto registrare valori oltre il doppio superiori a quelli consentiti dalla legge e sono così scattate le sanzioni previste dal codice.
WINENEWS
ONU: ISRAELE REGALA IL VINO DEL GOLAN. LA SIRIA PROTESTA
(FONTE: ANSA-REUTERS)
Facendo infuriare le autorità di Damasco, la missione israeliana presso le Nazioni Unite per le festività ha regalato al personale dell’Onu bottiglie di vino prodotto sulle alture del Golan, un territorio che lo stato ebraico ha strappato alla Siria nella guerra arabo-israeliana del 1967. L’ambasciatore siriano alle Nazioni Unite, Bashar Jafaari, ha scritto una lettera al segretario generale Ban Ki-moon e al presidente dell’Assemblea generale Miguel d’Escoto denunciando “il comportamento irresponsabile e provocatorio” degli israeliani.
Nella lettera, datata 31 dicembre, ma resa pubblica solo ieri, il diplomatico invitava il segretario generale e il presidente dell’Assemblea a chiedere a chi avesse ricevuto il regalo di rispedirlo indietro. Mirit Cohen, portavoce della missione israeliana, ha detto che il Golan ormai fa parte dello Stato di Israele e che, data la sua ottima qualità, “poterlo condividere con i colleghi dell’Onu è un piacere”. Le Alture del Golan sono state annesse allo stato di Israele nel 1981 ma l’Onu non riconosce il territorio come facente parte dello stato ebraico.
CORRIERE ALTO ADIGE
Genitori morti nell'auto: «Autista ubriaco»
Etilometro, più di 68mila controlli all'anno
CORRIERE DEL VENETO
Prosecco, what else? Cercasi spot efficace
Più ubriachi al volante La «quota rosa» raddoppia
Heineken Festival a rischio Salta la sponsorizzazione?\n
IL MESSAGGERO
E' IN VIGORE LA NUOVA ORDINANZA CHE VIETA DALLE 2 LA VENDITA DI ALCOL A PIZZERIE AL TAGLIO, PASTICCERIE E PANINOTECHE
IL MESSAGGERO (Rieti)
Oltre quattrocento le patenti ritirate e 22mila i punti decurtati dalla polizia stradale durante tutto il 2008 Giovani alla guida ubriachi o drogati In provincia, in un anno, 107 i
Incidenti in calo del 16 per cento rispetto allo scorso anno (dai 331 del 2007 ai 276 registrati nel...
IL RESTO DEL CARLINO (Ravenna)
UN ALTRO incidente stradale causato da un conducente in stato di ebbrezza. E'...
LA REPUBBLICA
aumentano gli automobilisti ubriachi ma il tutor frena gli incidente mortali
LA TRIBUNA DI TREVISO
Nel sangue alcol 10 volte oltre il limite
Un concorso contro l'alcol sugli sci
GIORNALE DI BRESCIA
Coccaglio Insieme per dire no all'alcol
IL MESSAGGERO VENETO
guida in stato d'ebbrezza: decine di auto sequestrate
IL MATTINO di Padova
la polstrada: sempre più donne guidano ubriache
LA STAMPA
Giro di vite al Carnevale Vietato l'alcol alle sfilate
ITALIA OGGI
Riconversione vigneti Zaia dà la proroga!
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