Rassegna stampa del 28/02/2009

Riassunto:
- ancora su vino e tumori
- violenza sulle donne
- facile morale
- per bere sempre di più
- alcol e guida, i recidivi sono la metà
- alcol e sport
- ecco cosa pensano di giovani di alcol e droga
- alcuni esempi di “sano divertimento”
- il lavoro delle Forze dell’Ordine


INIZIAMO RIPORTANDO ANCORA UN ARTICOLO SU VINO E TUMORI.
IN REALTA’ NON CHIARISCE MOLTO LA SITUAZIONE MA CERCA PIUTTOSTO DI DARE UN COLPO AL CERCHIO ED UN COLPO ALLA BOTTE!


Ricevuto da Luc Thibault
www.teatronaturale.it
Tsunami vino. Con un bicchiere al giorno, donne a rischio tumore
Crederci, non crederci? E' quanto emerge da uno studio condotto dall’Unità di epidemiologia del cancro della Oxford University. Al riguardo abbiamo chiesto un parere al professor Francesco Visioli, il quale ci parla anche del cosiddetto "wish bias"...
di Luigi Caricatohttp://www.luigicaricato.net
Avete finora pensato che un bicchiere di vino al giorno apporti tanta buona salute. Non avete sbagliato, perché il bere con moderazione è sempre la scelta più appropriata. A sostenerlo sono stati i più qualificati nutrizionisti - bere poco e sempre - e ci siamo fidati. Dopo di che, ecco la notizia bomba: le donne che bevono un bicchiere di vino al giorno sono a rischio di cancro al seno per il 25% dei casi. E non solo, si rincara anche la dose: ci sarebbe anche il rischio di sviluppare altri tumori, e con la medesima incidenza, al fegato o al retto. A sostenerlo è la dott.ssa Naomi Allen, dell’Unità di epidemiologia del cancro della Oxford University, in relazione a un’indagine condotta su più di un milione di donne di età media. E sull'argomento incalza il professor Ian Gilmore, presidente del Royal College of Physicians, il quale ha affermato che tale studio non farà certo piacere a molte donne che bevono regolarmente alcolici. Il consumo di alcol - precisa - è solo uno dei fattori nei cancri più comuni. Il messaggio che va trasmesso - conclude - è che con l'eliminazione di qualsiasi bevanda alcolica si può di fatto ridurre il rischio di insorgenza del cancro.Ora, ciò che mi chiedo è quanto queste notizie siano davvero fondate. Viste le stridenti contraddizioni di molti studi sul tema, l'impressione generale che si ricava è che il mondo scientifico sia, in generale, poco attendibile.Non si comprende infatti come mai da una parte si affermi che un bicchiere di vino al giorno faccia bene alla salute, e dall'altra si diffondano invece notizie-choc così allarmanti. Al che ho pensato bene di girare il quesito al professor Francesco Visioli, ordinario di Fisiopatologia presso l'Université Pierre et Marie Curie di Parigi, piuttosto sensibile all'argomento; il quale dal canto suo assicura che il lavoro della Oxford University dimostra soltanto che il consumo di alcool si associa alla probabilità di sviluppo di un tumore, ma non prova tuttavia che l'alcool provochi il cancro.
Wish bias. Inannzitutto mi riferisce del cosiddetto "wish bias", che altro non è che la distorsione della realtà indotta da ciò che desideriamo. "Sia gli scienziati sia i lettori - avverte Visioli - tendono, più o meno inconsapevolmente, a credere vero ciò che desiderano sia vero. Per cui un articolo che dice che il vino o l'olio d'oliva facciano male è necessariamente da considerare una fesseria, mentre un altro articolo che riporta le attività salutistiche è, al contrario, di grande livello scientifico. E così molti di noi disegnano esperimenti scientifici allo scopo, anche involontario, di provare le proprie teorie. E il pubblico, di conseguenza, non vede l'ora che si dica loro quello che vogliono sentirsi dire".Uno studio osservazionale. Il lavoro di Naomi Allen? "L'ho letto bene", dice Francesco Visioli. "Si tratta di uno studio osservazionale". E precisa: "Una distinzione che non sempre è chiara a pubblico e medici è quella tra studi osservazionali (o epidemiologici) e studi di intervento. Nel primo caso si guarda cosa fa una popolazione (ad esempio cosa mangia, cosa beve, che auto guida), poi si vede di che cosa si ammala e si cerca di mettere in correlazione le due cose. I dati che se ne ricavano sono molto interessanti, ma non permettono di stabilire relazioni causali (spesso se ne trovano di casuali)". Un esempio. "Un esempio è che il popolo più longevo del mondo è quello dell'isola di Okinawa, che non usa olio d'oliva ne' beve vino (che quindi, se ci basassimo solo su questo, vedrebbero smontata la mitologia che li circonda). Non inizio neanche a parlarti - puntualizza Visioli - della difficoltà di valutare il consumo di alimenti (tramite questionari, quindi basandosi su quanto la gente ricorda) e di dissociare gli effetti della dieta da quelli dello stile di vita in generale (chi beve poco spesso fa più sport, non fuma ecc). Altro è fare uno studio di intervento, in cui si prende della gente (volontari sani o pazienti) e li si divide in due parti il più omogenee possibili. Ad una parte si somministra il farmaco (in quantità controllata) e ad una parte il placebo. Poi si vede cosa succede. In questo modo si possono stabilire correlazioni causali (il farmaco causa l'effetto; il placebo non causa niente). Questo tipo di studi è quasi impossibile con gli alimenti. Dovremmo prendere un gran numero di persone, dividerle in due, metterle a dieta identica-ma-proprio-identica, ad una metà dare un alimento e all'altra no. E vedere poi cosa succede nel corso di diversi anni. Passiamo al vino e all'alcool. "Dire genericamente che l'alcool faccia bene non è corretto. Si dovrebbe dire che dosi moderate di alcool diminuiscono il rischio (e sottolineo rischio, quindi parliamo di probabilità) cardiovascolare. Al momento non vi è la certezza che il vino sia superiore ad altre bevande alcoliche. Quindi dal punto di vista cardiovascolare direi che un uso consapevole e moderato dell'alcool abbia effetti protettivi". "Per quanto riguarda il tumore - precisa il professor Visioli - non abbiamo molti dati a disposizione. L'alcool è un composto che l'organismo riconosce come tossico ed è possibile che in certi organi abbia attività cancerogene. Gli stessi autori del lavoro in oggetto notano come queste attività siano esacerbate dal fumo, sia perchè l'alcool fa da solvente per i componenti cancerogeni del fumo, sia perché irrita le mucose. Infatti il connubio fumo più alcool si associa a maggior incidenza di tumore della prima parte del tubo digerente". Nè mitologie, né allarmismi. "In ogni caso, anche se lo studio di Allen e collaboratori è stato condotto su un grandissimo numero di soggetti non si possono stabilire correlazioni causali". "La conclusione (mia, tiene a precisare Visioli) è di non creare mitologie (il vino è anti-invecchiamento e altre baggianate) nè allarmismi che ci facciano scivolare verso l'ortoressia (la mania di scegliere gli alimenti). Usiamo il buon senso: l'alcool è una spada a doppio taglio e bere in quantità moderate ha possibili effetti - di modesta entità - sulla nostra salute. Gli eccessi sono da condannare senza riserve.Non ci fermeremo qui. Dopo aver appreso il punto di vista di uno studioso di cui ci fidiamo, per la professionalità e l'onestà intellettuale che lo contraddistingue, accoglieremo anche altri pareri sull'argomento.

CITY
Astemi e vegetariani per battere il tumore
LONDRA - Rinunciare a una bella bistecca accompagnata da un bicchiere di vino, sostituendo il tutto con un’insalata e una mela: sarà pure il paradiso dei vegetariani, ma è un sacrificio quasi intollerabile per tutti gli altri. Eppure potrebbe valerne la pena, dice lo studio. Ma è già polemica.Lo studio del WCRFSecondo un grande studio del World Cancer Research Fund (WCRF), il 39% dei 12 principali tumori potrebbe essere evitato attraverso l’adozione di uno stile di vita più sano che rinunci agli eccessi della tavola e in particolare ad alcol e carne rossa. Sarà vero? Si è sempre sostenuta la salubrità di una dieta equilibrata che comprendesse quantità adeguate di tutti gli alimenti, ma oggi il contrordine: secondo questo studio, alcuni alimenti dovrebbero essere completamente banditi dalla tavola. Eliminare la carne rossa e scegliere le fibre eviterebbe il 43% dei casi di cancro intestinale, mentre crollerebbero del 42% i tumori al seno con un taglio netto all’alcol. Sempre rinunciando all’alcol e con più ortaggi e frutta fresca nella dieta verrebbe prevenuto il tumore a bocca, faringe e laringe addirittura nel 67% dei casi. Così almeno sostengono i 23 esperti provenienti da tutto il mondo che hanno sottoscritto lo studio. City

ANCORA VIOLENZA SULLE DONNE SOTTO L’EFFETTO DELL’ALCOL

Ancona 28 febbraio 2009
Un altro stupro di gruppo in una discoteca di Senigallia
Lo stupro è stato segnalato dai medici del Pronto Soccorso
Un altro caso di violenza sessuale di gruppo, è successo nell'anconetano, vittima una studentessa diciassettenne di Senigallia. C'e' il sospetto che gli abusi del branco siano stati videofilmati con i telefonini. Per questo caso c'è già un arresto: un sedicenne che la procura dei minori di Ancona ritiene il responsabile dello stupro che risale al 22 febbraio ed è avvenuto fuori da una discoteca. In tutto sono sei i minori coinvolti. Tutti i ragazzi, compresa la vittima, erano sotto l'effetto dell'alcol. Alla scena avrebbero assistito senza intervenire vari testimoni. L'arrestato e' stato portato nel carcere minorile dell'Aquila.

TRENTINO
Stupro alla festa, condannato brasiliano
Nell’ottobre 2006, con un minorenne, violentò una giovane ubriaca
Due anni e sei mesi di reclusione a Felipe Barros Vieira Washington con sospensione della pena Dovrà versare 40 mila euro alla ragazza, che si è costituita parte civile nel processo
ALTO GARDA. La festa di compleanno di un amico s’era trasformata in un incubo per una giovane dell’Alto Garda che, dopo aver esagerato con gli alcolici, era stata violentata da due ragazzi, uno dei quali minorenni. L’episodio risale all’ottobre del 2006 e ieri, in tribunale a Rovereto, il maggiore, il ventenne brasiliano Felipe Barros Vieira Washington (il più giovane è già stato condannato a Trento) è stato processato con rito ordinario. A ricostruire quella terribile serata, nel corso dell’udienza tenutasi per ovvi motivi a porte chiuse, c’erano la vittima dello stupro e un nutrito gruppo di giovani testimoni dell’episodio. Due anni e sei mesi di reclusione, con la sospensione, la pena inflitta a Barros che dovrà risarcire la ragazza, costituitasi parte civile, con 40 mila euro.
Un’udienza lunga e carica di tensione nel corso della quale i ricordi della giovane, affiancata dal legale trentino Maurizio Roat, si sono incrociati a quelli dei due amici che erano corsi in suo aiuto e di altri ragazzi che avevano partecipato alla festa ed erano stati testimoni della vicenda. Un episodio terribile e squallido, avvenuto a margine di quella che avrebbe dovuto essere una serata di divertimento. La ragazza era andata alla festa insieme a quello che, all’epoca, era il suo fidanzato. Dopo aver bevuto molto, i due s’erano appartati su un prato, poco lontani dall’area sportiva dove era in corso il party. Lì i due giovani ebbero un rapporto sessuale del tutto consenziente. Poco dopo, lui tornò con la compagnia mentre lei, forse un po’ stordita dalle libagioni, restò sdraiata sull’erba. Il ragazzo, con sconcertante insensibilità, ritenne doveroso informare gli amici dell’avvenuto rapporto sessuale e in quel momento le cose precipitarono. Due ragazzi, il minorenne e il brasiliano condannato ieri, decisero di approfittare della situazione. Raggiunsero la giovane e la costrinsero ad un rapporto, questa volta nient’affatto volontario. Il minorenne portò a termine la violenza, mentre Felipe non ci riuscì semplicemente perché sopraggiunsero gli amici di lei, preoccupati dalla sua prolungata assenza. Prima soccorsero l’amica in lacrime, poi raggiunsero i due stupratori e chiesero spiegazioni di quanto accaduto e, quindi, informarono la Polizia che in breve tempo rintracciò i due. Ieri, l’accusa, sostenuta dal procurato capo Rodrigo Merlo, aveva chiesto 4 anni di reclusione per il giovane brasiliano: assai più mite la pena comminata dal consiglio giudicante. Entro 30 giorni le motivazioni.

IL GIORNALE DI VICENZA
INIZIATIVE. Fra un mese in città sarà operativa una task force contro soprusi fisici e psichici. A volerla l'Osservatorio nazionale sulla violenza domestica
Coinvolti procura, questura pronto soccorso di Vicenza, Bassano e i carabinieri «Rete per raccogliere dati»
Violenze sulle donne: in città un Osservatorio per avere più dati
Vicenza. In questi giorni, in Italia, il corpo-i corpi delle donne sembrano entrati, a pieno titolo, nell'oggettistica in saldo. Roba sfiziosa da utilizzare, a prescindere dal consenso di chi lo possiede. Il corpo naturalmente. Lo ha sintetizzato la giornalista e opinionista Maria Laura Rodotà qualche giorno fa su un settimanale femminile. E come darle torto? Basta sfogliare il nostro quotidiano: non trascorre giorno in cui non vengano riportate notizie relative a violenze subite da donne tra le quattro mura domestiche, di maltrattamenti e soprusi consumati fuori, all'aperto. Ma accanto a loro c'è anche un esercito di bambini muti, silenziosi che subiscono passivamente attenzioni morbose. Interrogatori, processi, condanne.
Il cosiddetto branco detta legge, la pubblicità fa vedere modelle semivestite che vengono ammanettate, sbattute contro il cofano di un'auto da due poliziotti dove più che perquisite vengono... palpeggiate. Una sciocchezza sadomaso, hanno detto in molti. Però irritante, se usata per fare pubblicità (pure se è stata coperta e condannata anche in città). Il concetto che passa, alla fine, è che giochi simili sono concessi anche a casa propria.
E allora che cosa fare? Vicenza si sta muovendo: tra un mese o poco più sarà operativa la terza sede dell'Osservatorio nazionale sulla violenza domestica (Ondv). Nato a Verona, con un' appendìce a Trieste, ora avrà un braccio che si estenderà fino a Vicenza, raccogliendo anche Bassano. Nelle scorse settimane c'è stata la prima riunione con il procuratore capo della Repubblica Salvarani e altri giudici della procura, la squadra mobile, il questore, il primario del pronto soccorso, i carabinieri.
La responsabile nazionale dell'Osservatorio è Marina Bacciconi: è lei che sta coordinando il lavoro in città fra le varie istituzioni.
«Onestamente - afferma - non credo ci siano corpi in saldo. Evidentemente si sta avvicinando l'8 marzo per cui nell'immaginario collettivo riaffiorano problematiche che per il resto dell'anno restano sepolte. A noi interessano dati, cifre, statistiche. In modo da poter ragionare in maniera concreta anche su quanto sta accadendo a Vicenza. Per gettare le basi di un lavoro che veda coinvolti magistratura, polizia, pronto soccorso. I primi che intervengono di fronte ad atti di violenza o di soprusi in genere». «Ci interessa - prosegue Marina Bacciconi - creare una rete solida, a prescindere dai risultati eclatanti alla ribalta delle cronache, e di concentrare la nostra attenzione sul quotidiano dove risulta che l'emerso è tra il 10 e il 20 per cento del fenomeno reale» .
«Il nostro metodo - spiega ancora la presidente - si basa sulla raccolta e l'incrocio dei dati e vede come passaggio fondamentale il coinvolgimento, o meglio il raccordo, con le istituzioni che daranno poi, se lo riterranno opportuno, una risposta politica alla realtà emersa dal nostro lavoro». Insomma, strumenti chiari fatti di cifre, statistiche e studi per poi pensare alle leggi.
E di dati in città non ce ne sono molti, fatta eccezione di quelli che fornisce il questore Giovanni Sarlo. «Nel 2007 - riassume - le violenze carnali denunciate furono 42, l'anno scorso sono scese a 39. Però non significa nulla. Diciamo che il dato è stabile».
Se queste sono le denunce, il sommerso è molto più ampio, un mare difficile da scandagliare non solo per la paura, ma anche per l'omertà che si viene a creare di fronte a certi reati. «I problemi di violenza sono legati in larga parte - conclude Bacciconi - al fattore alcol, a situazioni di fragilità mentale, ai problemi di divisione dei coniugi. Infine, sfatiamo il mito che povertà e ignoranza siano terreni fertili per queste problematiche: in questi anni abbiamo visto che i fenomeni sono maggiori, laddove vi è più benessere». Chiara Roverotto

ATTENZIONE AL DOPPIOPESISMO DELLA MORALE

IL GAZZETTINO
Sabato 28 Febbraio 2009,
Caro Gazzettino,
ci siamo ancora con la facile morale di casa nostra dei "due pesi e due misure"! È recentissima la notizia di un giovane italiano che, ubriaco alla guida dell'auto, risultato poi positivo a marijurana e cocaina, investe un operaio rumeno di 31 anni, sposato e senza figli. Stranamente per l'aria non si elevano più le note note, quelle che vorrebbero subito sul patibolo chiunque si metta alla guida dell'auto in stato di ebbrezza! Ovvia la considerazione che, a parti invertite, una nuova ondata xenofoba avrebbe invaso i nostri giornali e telegiornali, con gravi conseguenze per l'ordine pubblico, per lo stato della democrazia e quello del diritto nel nostro Paese! Un quotidiano nazionale titola "ubriaco al volante investe e uccide giovane operaio": omissione tanto evidente quanto grave per un organo di informazione! C'è emergenza, ma la sicurezza si ottiene anche col saper essere obiettivi e onesti intellettualmente! Cosa dire poi del fatto che è cresciuto a dismisura il giri di denaro riguardante la prostituzione minorile all'estero, fenomeno che ci riguarda abbastanza da vicino. Come chiamare allora quei nostri connazionali che per 5 euro riescono ad ottenere le prestazioni sessuali di un bambino/a di dieci-dodici anni, non proprio lontano da noi, ma sulle aree di servizio autostradali della vicinissima Repubblica Ceca?
Aldo Martorano (martorano.a@libero.it)

Sabato 28 Febbraio 2009,
Il doppiopesismo non è mai giustizia, anzi è proprio ingiustizia. Non deve esserci una magistratura che giudica lo stesso reato in maniera diversa a seconda che a commetterlo sia un italiano o uno straniero, specie se rumeno. È una violazione profonda non soltanto dei diritti, ma della stessa nostra civiltà. In questo caso siamo davanti a un italiano ubriaco e sotto l’effetto di stupefacenti che travolge e uccide un manovale rumeno di 31 anni e non si ferma. Si è presentato molto dopo ai carabinieri, quando ormai ogni soccorso sarebbe stato inutile: «Ho travolto qualcosa». È stato immediatamente rilasciato perché, come ha deciso il magistrato, "non c’è pericolo di fuga". I giornali, come sottolinea il lettore, hanno scritto soltanto: "Ubriaco al volante". Dal titolo si dovrebbe naturalmente desumere che si tratta di un italiano; altrimenti avrebbero messo subito in evidenza "Rumeno ubriaco" o altro ancora. La stessa cosa è accaduta nei tg: la notizia che ha come protagonista negativo l’italiano scivola nei titoli fino quasi a scomparire; quella che ha al centro l’immigrato in negativo sale fino a occupare l'apertura, a creare ondate di indignazione, a costruire le basi per l’emergenza. Ora o i reati sono gravi (e guidare ubriaco e uccidere un uomo lo è, senza dubbio) tanto da meritare rilievo, o non diventano gravi soltanto per la nazionalità dei responsabili o delle vittime. Certo c’è modo e modo di fare cronaca: in una cittadina la morte del medico o del segretario comunale in un incidente stradale fa più notizia della famiglia straniera sterminata in un incidente. Ma siamo al giudizio sulla cronaca locale, non sul doppiopesismo.
La politica fa fatica ad esprimere lo stesso dolore o lo stesso sdegno manifestato, in casi analoghi, quando la vittima era un italiano e l’investitore un immigrato. Il doppiopesismo è allarmante, autorizza per certi aspetti quasi una "giustizia fai da te". Per gli incidenti come per altri altri reati, lo stupro per esempio. Come quando lo stupratore di Capodanno, un giovane romano, fu lasciato tranquillamente a casa tanto non sarebbe potuto fuggire o non avrebbe potuto inquinare le prove. Mentre altri stupratori sono stati giustamente tenuti in carcere. Gli stupratori di Guidonia hanno rischiato il linciaggio e quando il deputato radicale Rita Bernardini ha denunciato che avevano subito violenze durante gli interrogatori e in prigione, è stata sommersa da minacce di morte e da messaggi di idioti criminali che annunciavano lo stupro ai suoi danni. Eppure un Paese civile deve garantire i diritti di tutti, la differenza consiste proprio in questo modo di applicare la giustizia. Che non significa affatto lassismo nelle pene, anzi occorre certezza della pena. Non si esclude l’eventualità che gli immigrati possano scontare le condanne nelle carceri dei loro paesi, sempre che sia assicurata la certezza della detenzione. Quanto al discorso della pedopornofilia, tutto vero. Non siamo certo migliori degli altri; chi si macchia di tale infamia - qui o altrove - va perseguito. Ma attenzione al doppiopesismo della morale, non meno pericoloso.

PER BERE SEMPRE DI PIU’

CORRIERE DI AREZZO
Al Centro Affari attesi più di settemila visitatori. Oggi ospite il ministro dell’agricoltura Zaia.
AREZZO28.02.2009
Arezzowine Oggi al via
E’ il giorno di Arezzowine. Oggi e domani il Centro affari di Arezzo sarà il palcoscenico della rassegna vinicola più importante del centro Italia. Ottimi risultati a livello di partecipazione di venditori (oltre 300 le aziende che proporranno i loro prodotti) e giornalisti accreditati, si attendono risposte positive anche dal pubblico. L’anno scorso furono settemila i visitatori della mostra e ci si attende che quest’anno, nonostante la crisi economica che pesa sulle tasche dei cittadini, queste cifre siano superate. Oggi sarà una giornata ricca di eventi. Si comincia alle 9.30: in sala forum convegno su “Imprenditoria giovanile e agricoltura”, alla presenza del Ministro per le Politiche Agricole Zaia. Alle 15, in sala degustazioni, non solo vino: sarà la volta delle grappe italiane. Alle 15.30 non può mancare chi ama abbinare il vino alla buona gastronomia: si presenta la Strada del Tartufo, un alimento costoso ma che conquista sempre più adepti grazie al suo impagabile sapore. La bevanda di Bacco prenderà la sua ampia rivincita: alle 16 la degustazione dei vini premiati dal Gambero Rosso, alle 16.30 il forum promosso dall’associazione sommelier (“Come si degusta un vino”) ed alle 17.00 la degustazione delle bottiglie premiate da Maroni e di quelle del vino della Val d’Orcia. Alle 18 appuntamento con Penne Bruciate, simpatica tenzone culinaria fra vari giornalisti della provincia: vince il peggior piatto di pasta che le “penne” aretine riusciranno a preparare. Arezzowine prosegue anche nella giornata di domani con un ampio e ricco programma. Si segnalano un forum dedicato al brandy, degustazioni dell’evoluzione del Sangiovese nelle tre d.o.c. aretine, assaggio dei vini del cortonese ed, alle 16, l’atteso forum Imboccastrada. (*) Lunedì è il giorno di chiusura ma l’ingresso è destinato solamente ai compratori ed agli addetti ai lavori, giunti ad Arezzo per concludere affari vinicoli.
(*) Nota: avete contato quante degustazioni ci sono? Per fortuna che i produttori vogliono insegnare ai giovani a bere poco e bene!

L’ADIGE
Le nuove frontiere Lap Dance
“Mettila” sale e limone al Dream’s di Arco.
ARCO - Per farsi notare, si fa notare, ma l'ultima invenzione erotica escogitata dalla disco lap dance «Dream's» di Arco farà anche parlare a lungo di sé. E non solo in positivo. Ecco cosa è stato escogitato per attirare clienti, al limite (o forse oltre) del volgare: la tequila bianca servita in un calice tra le poppe di una procace ragazza. Ma non è tutto, c'è un particolare degno di nota che farà storcere la bocca a qualcuno: mentre la tequila, come tradizione impone, va bevuta secondo il rito classico, quello che prescrive sale e limone sulla mano, ad Arco sale e limone stanno vicino al bicchiere. Al Dream's ieri sera e stasera, visto che il calice di tequila è collocato tra i due seni, il sale e il limone sono uno alla destra e uno alla sinistra: (*) per seguire la cerimonia, secondo i canoni della tradizione, questa volta occorre assaporare tutta la zona, con annessi e connessi. In ogni pub del mondo che si rispetti il pizzico di sale e la fettina di limone vanno messi sulla mano sinistra e il frutto dell'agava azzurra nel bicchiere tenuto con la destra o al contrario per i mancini. Poi si lecca il sale e il limone e si assapora la tequila. Il gioco è fatto. E anche quindi, evidentemente, gli inventori della trovata, si auspicano che venga fatto allo stesso modo. Il volantino che pubblicizza la serata di Arco è molto esplicito: «Tettila», invece di tequila; «Lecca il sale dalla destra, lecca il limone dalla sinistra e prendi il bicchiere dal mezzo». Le immagini lo sono altrettanto ( in foto ), il sale e il limone coprono proprio i seni. Ma solo l'apice. Insomma, un rituale tutto speciale prima di assaporare il distillato originario del Messico, dalla località di Tequila appunto, nello stato di Jalisco. E così, l'ultima trovata per attirare clientela, il «Dream's» l'ha tirata fuori per questo fine settimana. E non mancherà di far discutere, visto che la cosa non è rimasta chiusa tra le mura del locale notturno che tiene aperto da mezzanotte alle 4 di mattina ma è stato pubblicizzato in lungo e in largo con volantini recapitati in decine di bar e locali sia dell'Alto Garda sia in Vallagarina. In genere le disco lap dance sono locali «guardare e non toccare», nel senso che gli spogliarelli vengono proposti ma non si va oltre. Anche i privé, gli angoli appartati, sono riservati per danze e spogliarelli pagati singolarmente dai clienti ma nei quali non c'è contatto. Proteste ieri sono arrivate al giornale per i manifesti diffusi dappertutto e per la trovata, di certo poco allettante. C'è chi ha rinvenuto in tutto questo una pesante scivolata nella volgarità, offensiva delle donne oltre che del buongusto.
(*) Nota: mi auguro che qualcuno faccia qualcosa per frenare la genialità erotica di questo gestore!
Si inventano di tutto pur di far soldi, in barba alla salute ed alla morale pubblica!

CAMPAGNE E PROGETTI DI PREVENZIONE

CORRIERE DELL’UMBRIA
O bevi o guidi, alcotest gratis.
Campagna per il consumo consapevole. Perugia città pilota.
ROMA28.02.2009
Perugia città pilota Arrivano gli alcoltest gratis
Informare e sensibilizzare i futuri guidatori al consumo responsabile di alcol: con questo obiettivo nasce la campagna «O bevi o guidi» promossa da Assobirra (Associazione degli industriali della birra e del malto) e Unasca (Unione nazionale autoscuole e studi consulenza automobilistica) e presentata mercoledì a Roma. Il progetto, che partirà il primo aprile e si concluderà a ottobre, vede anche Perugia come protagonista. Il capoluogo umbro è infatti una delle undici città dove saranno distribuiti gratuitamente 10mila alcool test per l’automisurazione del grado alcolemico nel sangue ai neopatentati che avranno seguito il corso con il nuovo modulo formativo. (*) Infatti il progetto prevede l’introduzione di un modulo formativo nei corsi per il conseguimento della patente che illustra i rischi a cui è esposto chi si mette al volante dopo aver assunto un livello eccessivo di alcol o droghe. L’iniziativa, che gode del patrocinio del programma governativo «Guadagnare salute», coinvolgerà 3000 autoscuole aderenti a Unasca. Durante i corsi agli allievi saranno distribuiti i kit informativi «O bevi o guidi» contenenti opuscoli, locandine, la nuova normativa italiana in materia e un questionario da compilare prima di frequentare il corso per sondare il grado di conoscenza del problema. «Su questo tema- afferma Andrea Fantoma, capo dipartimento del ministero della Gioventù- il ministro Meloni si sta impegnando molto con la creazione di una cabina di regia della quale fanno parte i dicasteri interessati alla questione e le associazioni che operano nel settore. Non esiste una ricetta valida per risolvere il problema, ma varie linee da seguire. La nostra filosofia- sottolinea Fantoma- è che le regole devono essere rispettate ma, prima di tutto, comprese bene dai giovani. Con l’Upi (Unione province italiane) emaneremo presto un bando con fondi del ministero della Gioventù per mettere a punto interventi a favore della sicurezza stradale». «L’informazione è molto importante- aggiunge il sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio- e dovrebbe riguardare anche altri aspetti come, per esempio, la curva di assorbimento dell’alcol, gli effetti del bere a digiuno e i tipi di alcol»
(*) Nota: se il progetto si chiama “O bevi o guidi”, che bisogno c’è dell’etilometro? Quando una persona ha consumato una bevanda alcolica, stando al titolo del progetto, non deve guidare e basta, quindi non adopera l’etilometro!

IL CENTRO
E Ruote e motori rilancia il mercato
27 febbraio 2009 LANCIANO. La fiera dei motori apre i battenti. Da oggi, con l’inaugurazione alle 11, e fino a domenica, i 4 padiglioni dell’Iconicella si riempiono del mondo delle due e quattro ruote per la 15ª edizione di “Ruote e motori show”. In vetrina le novità di mercato oltre a gare ed esibizioni dei campioni di automobilismo e motociclismo. Gli espositori, una sessantina, hanno risposto alla sfida di Lancianofiera che organizza la manifestazione anche per dare una scossa al mercato in crisi dei motori. Fiore all’occhiello sono i marchi Ferrari, Maserati e Lamborghini, per le moto Honda, Triumph e Aprilia. Spicca, per la Yamaha, la moto di Valentino Rossi , vincitore del Motomondiale 2008. Domani alle 10 il convegno “Alcol, droga e guida sicura” aperto alle scolaresche. (*)Tornano le prove di go-kart, mini-moto e quad e le esibizioni della stuntman school e dei motociclisti di motocross che eseguono evoluzioni di free-style. Domenica è previsto l’arrivo della madrina della manifestazione, la showgirl Ela Weber . Ingressi da 8 e 10 euro con riduzione col coupon scaricabile dal sito www.lancianofiera.com. Bus navetta gratuiti in partenza da Santa Rita domani, dalle 14.30 alle 20, e domenica dalle 9 alle 20. (d.d.l.)
(*) Nota: ottima iniziativa però sarebbe bello vedere quante persone vi partecipano.

IL CENTRO
Lezione di legalità coi carabinieri
27 febbraio 2009 PENNE. L’Arma entra nelle scuole e sale in cattedra. La compagnia dei carabinieri di Penne, guidata dal comandante Massimiliano Di Pietro , nei giorni scorsi ha tenuto il primo dei tre incontri programmati con gli studenti delle classi prima e seconda dell’Istituto d’Arte «Mario de’ Fiori». In particolare, la delegazione dell’Arma ha tenuto una lezione sulle tematiche che riguardano più da vicino il mondo adolescenziale. Tra gli argomenti trattati, i pericoli derivanti dall’uso di sostanze stupefacenti e l’abuso di alcol alla guida. Il capitano Di Pietro ha affrontato anche aspetti legati ai reati e agli obiettivi della pena. «Ho visto gli studenti molto attenti e motivati», ha raccontato il comandante Massimiliano Di Pietro al termine dell’intensa giornata dedicata alle scuole. «Nel corso delle lezioni abbiamo visionato cartelli stradali, formulato una serie di esempi pratici e illustrato agli studenti il principio della legalità». Inoltre, gli studenti hanno posto domande e riflessioni, alcune molto interessanti, che hanno riguardato la droga e la guida in stato di ebbrezza. «Nelle prossime settimane», conclude l’ufficiale dell’Arma, «programmeremo altre lezioni». (gi.pe.)

IL TIRRENO
Droga, alcol e reati. A lezione dai carabinieri
27 febbraio 2009 CECINA. Si è parlato di tutto, dalle droghe all’alcol, fino alle intercettazioni. Continua nell’ambito della formazione della cultura della legalità l’attività dell’Arma dei carabinieri, che ha organizzato altri incontri con gli studenti. Martedì e ieri si è tenuto all’istituto superiore di istruzione secondaria “Marco Polo” alla presenza delle quarte classi. Il capitano Pasquale De Corato, servendosi anche di un video, ha illustrato l’organizzazione e l’articolazione dei carabinieri, con riferimento ai molteplici compiti sul territorio. Particolare attenzione è stata rivolta al fenomeno del bullismo, come affrontarlo e come essere d’aiuto alle vittime; al rispetto delle norme sulla circolazione stradale; al fenomeno delle stragi del sabato sera e alla stretta connessione con l’abuso di alcol e stupefacenti. Diverse domande da parte dei ragazzi relativamente all’attività del comando carabinieri per la salute e quelle che sono le competenze dei militari che vi fanno parte, nonché la situazione del nostro territorio relativamente alla vendita di cibi avariati; all’uso dell’etilometro; alla legislazione relativa all’uso, alla produzione e cessione di sostanze stupefacenti, alla situazione di Cecina e allo smaltimento delle sostanze stupefacenti sequestrate; alla legittima difesa; e infine alla disciplina sulle intercettazioni telefoniche.

IL CENTRO
L'alcolismo dei giovani la parola agli esperti
26 febbraio 2009 CHIETI. L’alcolismo dei giovani di oggi è diverso da quello del passato. E’ consumato in solitudine, non più all’osteria e con amici. Ora si beve da soli, per arrivare in gruppo già sballati, a mettere in pericolo la vita propria e degli altri. Domani e sabato, a partire dalle 9, nella Cassa di Risparmio di Chieti, c’è il convegno «Alcolismo giovanile: esiti clinici, problemi terapeutici e giuridici». L’iniziativa è stata annunciata ieri in Comune, alla presenza dell’assessore Bassam El Zohbi , ed è organizzata dalla fondazione Luca Romano Onlus, nata in ricordo del giovane regista e artista locale, vittima di un incidente stradale. «Fu un’ennesima strage del sabato sera, causata dall’abuso di alcol dell’investitore», dice Dario Marrocco , presidente della fondazione, «gli amici di Luca hanno dato vita a questa realtà, per far conoscere a tutti le sue opere ma anche per muoversi nel sociale, lottando contro questa terribile piaga e tutte le altre devianze». Nel convegno si parla di crisi della modernità e disagio giovanile, dell’alcol e l’idoneità alla guida, ma anche di alcolismo e aspetti psicopatologici, di riabilitazione e di medicina penitenziaria. La seconda giornata prevede, poi, gruppi di studio e confronto, da cui partoriscano proposte risolutive per il territorio. All’incontro, coordinato da Filippo Maria Ferro , ordinario di psichiatria all’università “D’Annunzio”, partecipano Nando Filograsso , direttore del centro internazionale Piaget, Mario Fulcheri , ordinario di psicologia clinica all’università di Chieti, Aldo Carnevale , docente di medicina legale sempre nell’ateneo teatino, Giovanni Martinotti dell’università Cattolica di Roma e Sandro Libianchi , responsabile Sert istituti penitenziari di Rebibbia, così come Dario Di Loreto , vicepresidente della fondazione Luca Romano. «L’alcolismo è una tossicomania», conclude Ferro, «una marea montante nel disagio giovanile, un’emergenza, che presenta fenomeni molto preoccupanti. Diversi ragazzi si ubriacano e poi sfidano la propria vita in un’assurda roulette russa. Si lanciano con la macchina, per esempio, quando il semaforo segna rosso, o si fanno chiudere in scatoloni di cartone al centro di una strada trafficata. Le fenomenologie sono purtroppo globalizzate e non c’è angolo o città che sia immune».

IL TIRRENO
Il primo cocktail? A 11 anni
24 febbraio 2009 EMPOLI. «Non una lezione sull’alcol, ma un momento per riflettere su un problema spesso sottovalutato e che interessa anche i giovani». Così Daniela Mancini, preside dell’istituto Ferraris-Brunelleschi, ha aperto l’incontro che si è tenuto ieri mattina nell’auditorium del liceo scientifico Pontormo dal titolo “Bevo, bevo...e poi?”. Più di 300 i ragazzi, tutti di classi prime e seconde dell’Iti, del professionale e del geometri di Empoli. Quello di ieri mattina è stato il primo dei due appuntamenti sull’alcol promosso dalla commissione cultura del Ferraris-Brunelleschi: il secondo, aperto a tutti i cittadini, si è tenuto alle 21 presso la casa del popolo di Santa Maria, in via Livornese. «Il problema dell’alcol - ha esordito la preside Daniela Mancini - spesso è meno sentito rispetto a quello della droga: si tende a pensare che interessi solo gli adulti e che qualche bicchiere ogni tanto non faccia poi così male. Ma specialmente accompagnando i ragazzi in gita mi sono accorta che ai giovani piace bere, soprattutto cocktail, perché fa sentire grandi». Ecco allora l’idea di un incontro sull’alcol, ma non per insegnare qualcosa o dare lezioni di vita, ma per riflettere con i ragazzi. È stato proiettato un video realizzato durante l’anno 2006/07 dalla II D dell’Iti sulle abitudini dei ragazzi tra 15 e 16 anni il sabato sera: più di 6 ragazzi su 10 ha dichiarato di bere alcol in discoteca. Hanno poi occupato la maggior parte della mattinata interventi di alcuni specialisti. Il dottor Ioannis Anifantakis, psicologo-docente dell’università di Firenze e collaboratore del centro alcologico nazionale, ha illustrato le conseguenze dell’abuso di alcol sulla salute: «Stiamo elaborando i dati di una indagine del ministero della salute da cui risulta che si comincia a bere all’età di 11 anni». Di seguito la testimonianza di Paolo Poggesi, componente di un club di alcolisti del Valdarno, che ha riportato la sua esperienza di alcolista e del lungo percorso verso l’astinenza. Ha concluso l’incontro la psicologa Tania Fiorini, che ha ricordato che «l’alcol è una droga e guidare in stato di ebbrezza, anche senza causare incidenti, è un reato penale». Irene Bagni

IL TIRRENO
Giovani, alcol e droghe Esperti a confronto
FORTE. È in programma questa mattina presso la sala convegni della Mutuo Soccorso, dalle 9,15 in poi, la giornata conclusiva di “Ricreazione in via di estinzione non privartene. Metodi per rimanere vivi dopo essersi divertiti”, l’iniziativa promossa dall’assessorato al sociale di Forte dei Marmi e organizzata in collaborazione con Pietrasanta, Seravezza e Stazzema allo scopo di sensibilizzare i giovani sui rischi e gli effetti dell’assunzione di alcol e droghe. Il progetto, che come si ricorderà ha preso avvio la scorsa estate, è rivolto all’ambito delle discoteche e luoghi di divertimento notturno in attività nel territorio comprensoriale. Stamani alla Mutuo Soccorso verranno tratte le conclusioni di questa prima esperienza, destinata a riproporsi anche nell’anno in corso. Diversi gli interventi in programma: dopo il saluto del vicesindaco Riccardo Tarabella, dell’assessore al sociale Amleto Polacci e del consigliere delegato Simone Tonini, presenterà la sua relazione Giuseppe Petrini della cooperativa Crea. Quindi interverranno nell’ordine, il presidente dell’associazione “Io non la bevo” Emanuele Palagi, l’ortopedico, Mario Manca e il rappresentante del Sert Guido Intaschi. Concluderà l incontro Giuseppe Petrini con un’anteprima del progetto per il 2009 “Ricreazione in via di estinzione, Reload”.
R.F.

IL CORRIERE DELLE ALPI
Arrivano i kit antidroga, risultati immediati
27 febbraio 2009 QUERO. I primi a dimostrare che non assumono sostanze stupefacenti saranno gli amministratori pubblici. E questo non tanto per dare il buon esempio, ma per testare il nuovo apparecchio per la lettura istantanea del kit antidroga, acquistato nei giorni scorsi e pronto all’uso subito dopo la simulazione. Il Basso Feltrino ha una dotazione in più, nel pacchetto sicurezza inaugurato dalla rete di videosorveglianza, per esercitare i controlli sul crocevia della Feltrina. La simulazione è prevista per la prossima settimana quando il nuovo strumento farà il suo esordio fra gli agenti di polizia municipale e altre forze dell’ordine, e gli amministratori. Anzi, saranno loro i primi a prendere dimestichezza con lo stick e con l’apparecchio, costato cinque mila euro all’Unione Setteville, in grado di rilevare, con un semplice campione di saliva, il tipo di droga alla quale si è positivi. Lo strumento, della stessa dimensione dell’alcolimetro, sarà messo in esercizio dagli agenti a distanza di una settimana dalla simulazione per la quale sindaci e assessori già si offrono come volontari. Il kit antidroga con tanto di rilevatore in tempo reale della positività alla sostanza psicotropa assunta, completa il mosaico del piano sicurezza che coinvolge tutto il basso feltrino. La rete di telesorveglianza, nei tre comuni dell’area, si è infittita nel corso degli anni e dei finanziamenti previsti, assommando ben quaranta postazioni sui siti sensibili. «Adesso stiamo lavorando per i collegamenti, via radio, alla caserma dei carabinieri di Feltre», spiega Bruno Zanolla, sindaco di Quero. «Ma alla videosorveglianza abbiamo voluto affiancare anche azioni incisive di prevenzione sulla statale. Di qui i controlli con l’alcolimetro che saranno integrati da quelli per la positività alle sostanze stupefacenti. Le statistiche parlano chiaro: è l’assunzione di droga da parte di chi guida l’auto a determinare il maggior numero di incidenti sulla strada. C’è di più: non è detto che il tossicodipendente sia necessariamente positivo all’alcoltest. Anzi, può uscirne pulito se incappa in un controllo. Proprio perché la Feltrina è una strada di confine e di collegamento con altre province, non vogliamo lasciare nulla al caso. Chi verrà fermato, sarà sottoposto al doppio test, quello per escludere la positività all’alcol e quello che utilizza il kit con il sistema di lettura istantanea». Sul fronte della videosorveglianza, intanto, i dati di inizio anno forniti al comune di Quero, fanno tirare un gran sospiro di sollievo agli amministratori. «I dati hanno evidenziato una contrazione di oltre l’ottanta per cento dei fenomeni di microcriminalità», conclude il sindaco Zanolla. «Questo significa che la telecamera è un buon deterrente. Devo dare atto però che la prevenzione e la sicurezza poggiano su basi sicure, ossia sulla piena sintonia fra amministrazioni e forze dell’ordine».

I RECIDIVI SONO LA META’

TRENTINO
Alcol e guida, i recidivi sono la metà
27 febbraio 2009 ROVERETO. Oltre la metà delle sospensioni di patente in Vallagarina sono casi di recidività, e non sono rari i casi di persone sorprese a guidare auto altrui, ubriachi e senza patente perchè già sospesa. Per ubriachezza al volante. Questi dati sommari non bastano però per sostenere un legame preciso tra chi soffre problemi di alcol e i doverosi controlli sulle strade. «Non bisogna fare confusione, i dati vanno interpretati nella giusta ottica - spiega il dottor Luigino Pellegrini, dirigente del servizio alcologia dell’Azienda sanitaria, uno specialista che vede passare decine di persone con la patente sospesa -. La recidività non implica per forza problemi di etilismo. Per capirci, può accadere a un giovane che ha determinati stili di vita e che non ha ancora metabolizzato il discorso che sta alla base. E cioè che alcol e guida non sono compatibili. Questo è un principio che sta attecchendo, seppur con lentezza. Lo dimostra il fatto che gli ultimi dati della Vallagarina indicano un aumento dei controlli sulle strade ma nello stesso contesto una diminuzione dei casi di positività all’etilometro». Il caso dell’uomo che si è tolto la vita dopo aver perso la patente a un controllo con l’etilometro lo ha colpito, ma il dottor Pellegrini argomenta: «Anche questo caso, molto doloroso e triste, va inquadrato in modo corretto. Stento a credere che la personalità dell’uomo non risentisse, già a monte, di un stato di grave disagio psichico e psicologico. Tuttalpiù, la perdita della patente può aver giocato da catalizzatore, ma non certo da causa scatenante». Perchè è chiaro a tutti che la sospensione del permesso di guida è un dramma per chiunque. «Oltre agli ovvi e intuibili disagi per la libertà personale e di spostamento, bisogna pensare che in certi ambienti lavorativi un precedente simile può provocare grossi scompensi. E’ una misura severa e impattante nella vita delle persone, certo, ma va messa in relazione con i 2-3 mila morti all’anno in incidenti alcolcorrelati in Italia. Ognuno di questi casi significa indicibile sofferenza per i famigliari di chi ha perso la vita in un incidente provocato da un automobilista ubriaco. Sono costi sociali che vanno messi in conto, quando si parla delle normative, peraltro in linea con quanto accade nel resto d’Europa». - Giuliano Lott

ALCOL E SPORT

MESSAGGERO VENETO
Tutti pazzi per il vino e il Montasio
27 febbraio 2009 UDINE Il vino? «favoloso, e la birra ancora meglio». Non del tutto convinti che le offerte di benvenuto fossero davvero gratis, i tifosi del Lech si sono avvicinati alle casette di piazza Primo maggio un po’ timorosi, ma poi è stato un autentico assalto. «Hanno apprezzato tutto – dice Sandra Narduzzi dietro lo stand di salumi e formaggi –, ed erano molto incuriositi dal musetto». A ruba il Montasio: il Consorzio Latterie friulane ha visto sparire sei forme oltre a cinque chili di mozzarelline. E ancora 120 litri di birra, un centinaio di bottiglie di vino offerto da Dolce Nord est, (*) consorzio di Nimis che ha voluto promuoversi facendo assaggiare anche otto chili di biscotti, i Ramandorlini, e 20 bottiglie di succo di mela. E i tifosi polacchi sono piaciuti anche agli esercenti. «Assolutamente tranquilli ed educati, una gran bella esperienza (**)», dicono i gestori del bar al Conservatorio e del chiosco Gasthaus, affollati di giovani in attesa di recarsi allo stadio.
(*) Nota: ma non c’era l’ordinanza del Prefetto che vietava la vendita di bevande alcoliche?
(**) Nota: vedi prossimo articolo.

LA NUOVA VENEZIA
Ultras polacchi ubriachi e molesti saccheggiano la cucina del loro albergo
27 febbraio 2009 VENEZIA. Ubriachi in attesa della partita di calcio della squadra del cuore, non hanno trovato di meglio che assaltare la cucina dell’hotel che li ospitava. Sul posto sono intervenuti in forze carabinieri e polizia. Ora il titolare dell’albergo deve decidere se chiedere i danni al gruppo dei tifosi. Sono le 23 dell’altra sera quando il titolare dell’hotel Tritone di calle della Misericordia, a Cannaregio 375, chiama il 113 segnalando di avere problemi con una comitiva di turisti stranieri tutti ubriachi fradici. Sul posto la centrale invia alcune pattuglie della polizia e dei carabinieri. Gli agenti quando arrivano sul posto accertano che all’interno dell’albergo erano stati alloggiati una ventina di turisti polacchi che sarebbero partiti l’indomani, cioè ieri, con destinazione Udine per assistere all’incontro di calcio tra Udinese e la squadra polacca del Lech Poznan. L’intero gruppo, composto interamente da giovani tifosi e molto ubriachi, aveva creato non pochi problemi all’interno dell’hotel urlando, svegliando gli altri clienti, insultando i dipendenti dell’hotel. A un certo punto hanno dato pure l’assalto alla cucina, prendendo tutto quanto da mangiare e destinato alla prima colazione dell’indomani. Bevuta anche tutta la birra trovata. E per finiere si sono messi a fumare nella hall dell’albergo. Gli altri clienti, infastiditi, chiedevano al gestore di intervenire per interrompere il disturbo e la baldoria. All’arrivo delle forze dell’ordine, il gruppo si era ormai ritirato nelle rispettive stanze. Alla fine tutti sono stati comunque identificati attraverso il registro degli ospiti. Al titolare dell’albergo i poliziotti hanno spiegato che può sporgere denuncia per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Ieri mattina i tifosi sono ripartiti con destinzione Udine, hanno pagato il conto, naturalmente sono stati seguiti in ogni loro spostamento dagli agenti della Digos, che li hanno scortati fino a quando hanno lasciato la nostra provincia.

ECCO COSA PENSANO I GIOVANI DI ALCOL E DROGA

CITY
CRONACA
Droga e alcol? Un divertimento
Ammettono di fare uso di sostanze stupefacenti per divertimento; pensano che l’alcol faccia male “solo se si esagera” e che la cocaina sia una droga leggera. Quasi tutti hanno amici che consumano alcolici e hashish e la considerano una cosa normale. È questa la percezione del rischio droga tra i giovani secondo un’indagine su 1.800 studenti tra i 14 e i 19 anni, della Asl Roma F.La droga serve a far parte del gruppo per il 26% degli intervistati, per divertirsi per il 22% e per trasgredire per il 21%. In totale il 59% dei ragazzi dichiara di ricorrere a sostanze stupefacenti quando è in compagnia: il 27,49% assume superalcolici, il 20,13% hashish, il 6% cocaina, il 2,60% ecstasy e 1,23% eroina. È la discoteca, per il 43% dei ragazzi, il luogo per eccellenza in cui si fa uso di sostanze. Ansa

ECCO ALCUNI ESEMPI DI “SANO DIVERTIMENTO” PROCURATO DALL’ALCOL

LA STAMPA
EsteriGiapponeIl ministro ubriaco spopola sui cellulariL’ex ministro delle finanze nipponico Shoichi Nakagawa spopola sui telefonini: dopo la sfortunata performance da ubriaco al G7 di Roma, il politico giapponese approda sui display, protagonista suo malgrado di un videogame che immortala impietosamente la “figuraccia” costatagli il dicastero.

LA NUOVA VENEZIA
«L'autobus è casa mia» Aggredisce agente, arrestato
27 febbraio 2009 Si era addormentato sui sedili di un autobus Actv e non voleva saperne di alzarsi. Era infatti convinto di essere a casa sua e voleva continuare a dormire nel «suo» letto. E all’autista che lo invitava ad alzarsi perchè la corsa era finita ha replicato senza mezzi termini che se non lo lasciava in pace lui avrebbe chiamato la polizia. E’ successo mercoledì sera verso le 21. L’autista stava rientrando al deposito per lasciare l’autobus al deposito a fine corsa quando, all’altezza di via Altinia, a Favaro, si è accorto di avere a bordo un ragazzo. L’ha invitato a scendere, ma questi ha rifiutato con decisione. Il ragazzo sosteneva che quella era casa sua e non voleva essere disturbato. Ha chiesto all’autista di lasciarlo in pace o avrebbe chiamato la polizia. Non riuscendo a convincere il ragazzo a lasciare il sedile trasformato in letto il 113 l’ha invece chiamato proprio il conducente. All’arrivo della volante il giovane è stato identificato per Kiernozek Mariusz Tomasz, cittadino polacco di 24 anni. In evidente stato di ebbrezza il ragazzo ha opposto resistenza agli agenti che lo volevano far scendere dall’autobus. Prima si è scagliato contro l’autista dell’autobus Actv; successivamente non ha esitato a prendersela anche con i poliziotti. Alla fine gli agenti sono riusciti a bloccarlo. Condotto negli uffici della Questura il giovane polacco è stato arrestato per il reato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e rinchiuso nel carcere di Santa Maria Maggiore.

LA GAZZETTA DI MANTOVA
Ubriaco se la prende coi carabinieri Arrestato un operaio di San Giorgio
27 febbraio 2009 SAN GIORGIO. I carabinieri di Bigarello lo avevano fermato per un controllo mentre percorreva il centro abitato di Castelbelforte. Appena sceso dalla sua Alfa 147, i militari hanno capito subito che S.M., 34 anni, operaio, celibe residente a San Giorgio, era completamente ubriaco. Infatti, non appena si sono avvicinati a lui per chiedergli i documenti, lui li ha aggrediti con offese, spintoni, calci. Alla fine è stato arrestato. Il fatto è successo ieri notte. Il giovane, da solo, stava attraversando la via principale di Castelbelforte. Già la guida non sembrava molto sicura, così i carabinieri della stazione di Bigarello fermi per un controllo, lo hanno fermato. L’aspetto del trentaquattrenne parlava chiaro e l’odore di alcol si sentiva a distanza. I militari lo hanno invitato a fornir loro i documenti, la patente e il libretto; ma il giovane, subito ha perso le staffe ed ha cominciato ad inveire contro i militari. Li ha insultati, ha tirato calci e pugni (fortunatamente senza ferire nessuno). Un comportamento che ha costretto i carabinieri ad arrestarlo per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Inoltre, visto che il tasso alcolemico che il ragazzo aveva nel sangue era superiore a 1,50 grammi per litro, oltre al ritiro della patente e ad una multa salata è scattata - come previsto dalla legge - la confisca dell’Alfa Romeo, che lo Stato venderà all’asta.

LA TRIBUNA DI TREVISO
Ubriaco dopo il gol, fugge in ambulanza
27 febbraio 2009 SAN FIOR. Ha patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione l’agente di commercio croato che l’estate scorsa, durante gli Europei di calcio, aveva aggredito gli uomini del 118 usciti per soccorrerlo, cercando poi di scappare con la loro ambulanza. Al giudice ha spiegato di aver alzato un po’ troppo il gomito dopo la partita tra Croazia e Grecia. La partita degli Europei aveva aritmeticamente qualificato la Croazia ai quarti di finale degli Europri di calcio in corso in Austria e Svizzera. Tutto è accaduto di prima mattina, intorno alle sette quando il 118 ha ricevuto una chiamata di emergenza, che segnalava un uomo vittima di malore in auto. In via Nazionale sono giunti infermiere e autista con l’ambulanza e medico e infermiera sull’automedica. I sanitari si sono diretti verso l’uomo, che sembrava sotto effetto di alcol, e hanno tentato di farlo scendere dall’auto. Così gli hanno tolto le chiavi dalla vettura, ma Mario Filipovic ha aggredito gli infermieri. Uno è stato preso per il colletto e spinto verso l’ambulanza. Filipovic, forse per avere un mezzo per andarsene, ha tentato di salire sia in ambulanza, sia sull’automedica. Su quest’ultima è avvenuta una colluttazione con il medico che ha tentato di conservare le chiavi del mezzo. Il 33enne croato ha continuato a minacciare e ingiuriare i sanitari. L’uomo era stato poi fermato dai carabinieri che lo avevano denunziato per tentata rapina. Ieri il patteggiamento in tribunale.

IL CORRIERE DELLE ALPI
Nove mesi per resistenza ai carabinieri
27 febbraio 2009 BELLUNO. Nove mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale, 15 giorni di arresto per guida in stato d’ebbrezza e 2000 euro di risarcimento alla parte civile. È la condanna inflitta dal giudice Aldo Giancotti a Mauro Girardo, 40 anni di Belluno (difeso dall’avvocato Pierangelo Conte). Girardo era accusato di aver opposto resistenza, durante un controllo etilometrico, effettuato dai carabinieri del Radiomobile, il 18 dicembre 2005 al brigadiere Rosario Chiri (parte civile con l’avvocato Giorgio Gasperin). Secondo quanto contestava la pubblica accusa, l’imputato si sarebbe rifiutato di effettuare il secondo controllo a distanza di 5 minuti dal primo che aveva registrato un valore di alcol nel sangue pari a 1,8. Nel corso del processo sono stati sentiti testi a favore dell’accusa e alcuni anche della difesa. Alla fine è arrivata la condanna dopo mezz’ora di camera di consiglio.

AFFARI ITALIANI
Bianca Gascoigne dà scandalo: foto senza... mutande
Sabato 28.02.2009 18:01
Crazy Gascoigne, una famiglia più pazza è difficile trovarla. Bianca, la figlia del celebre Gazza è una delle fotomodelle più scandalose d'oltremanica: la sua ultima trovata? Ha partecipato a una serata guinness al mansion night club. Nulla di male in questo. Neanche mentre sorseggiava una buonissima pinta nessuno si è scandalizzato, tutt'altro. Solo che la fanciualla, percorrendo le orme del padre, pare divertirsi solo di fronte a eccessi e soprese. L'ultima che ha regalato è quando nel corso dell'evento ha inavvertitamente (inavvertitamente?) mostrato di non portare biancheria intima. Una pacchia per i flash dei paparazzi...
E questa è la sua ultima impresa. La penultima, capitata giusto qualche giorno prima è avvenuta su una spiaggia, dove Bianca era stata sorpesa dalle telecamere completamente ubriaca su una spiaggia. La ragazza prima è crollata a terra e poi alcune anime pie l'hanno aiutata a tornare in macchina. Un soccorso fondamentale perchè la figlioletta di Paul proprio non riesciva a reggersi in piedi da sola...
D'altra parte, buon o cattivo sangue non mente.(*) Proprio nelle scorse ore l'ex fantasista della Lazio è venuto allo scoperto raccontando gli ultimi drammatici mesi della sua vita. Gazza ha fatto sapere di voler "vincere la sua battaglia contro l'alcoolismo" di cui è vittima da tempo. Ora giura di non toccare un goccio da almeno tre mesi. "Devo vincere questa cosa con la quale mi confronterò ogni giorno della mia vita", ha detto l'ex nazionale inglese, in questo momento ricoverato presso la Sporting Chance Clinic (istituzione creata da un altro ex nazionale inglese, Tony Adams, per aiutare gli sportivi in difficoltà ndr). "Non posso dire che non berrò mai più. Ma posso dire di non aver bevuto oggi e che spero di non farlo domani. La cocaina? Mi piace pensare di aver superato questo problema e che non ci ricascherò mai più. Ho guardato il fondo dell'abisso, ma ora il futuro mi appare più brillante". Va ricordato che l'ex centrocampista della nazionale inglese nell'ultimo anno è stato ricoverato tre volte in istituti psichiatrici.
(*)Nota: l’esempio del padre ha portato anche la figlia a consumare bevande alcoliche!
O si tratterà di geni-tori?

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

IL GAZZETTINO
Per ragioni di ordine pubblico
Chiuso dalla polizia il locale Krepapelle
Stop disposto per due settimane
Sabato 28 Febbraio 2009,
Mazzata per la discoteca Krepapelle di Udine.
Il Questore di Udine infatti ha disposto, ai sensi dell’art.100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, la sua chiusura per motivi di ordine e sicurezza pubblica, in quanto in diverse occasioni le forze dell’ordine erano intervenute per delle liti tra avventori, che in alcuni casi avevano riportato anche delle lesioni personali.
Il decreto del Questore prevede la chiusura del locale per due settimane, per l’esattezza quindici giorni a partire da ieri.
Non è la prima volta che accade di adottare una misura così severa. Un provvedimento analogo era stato adottato nei mesi scorsi nei confronti di un altra discoteca di Udine.
La Questura in questo periodo vigila con particolare attenzione nei locali di intrattenimento e sotto diversi aspetti.
Nelle ultime settimane personale della Polizia Amministrativa della Questura di Udine, congiuntamente a personale dell’Ufficio Immigrazione ed a personale dell’Ispettorato del lavoro, ha continuato ad effettuare controlli nei locali di intrattenimento, finalizzati alla verifica del corretto rispetto delle norme di sicurezza, relative alla capienza e alla posizione lavorativa del personale impiegato, nonché al rispetto delle norme relative al divieto di somministrazione di bevande alcoliche dopo le ore 2.
Non tutti erano in regola. Alcuni dei ritrovi erano affollati oltre i limiti stabiliti.
Alcuni titolari di locali di intrattenimento e spettacolo, sono stati quindi denunciati per non aver rispettato la capienza prevista e per non aver ottemperato alle prescrizioni imposte dalla commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, sempre in materia di sicurezza.

IL GAZZETTINO
I sinistri rilevati dalla Polizia municipale sono passati dai 920 del 2007 agli 897 della scorsa annata
Meno incidenti, ma 1.800 multe in più
Aumentano le sanzioni per eccesso di velocità, diminuiscono quelle per divieto di sosta
Sabato 28 Febbraio 2009,
Aumentano le contravvenzioni, ma allo stesso tempo diminuiscono gli incidenti. Raddoppiano i ricorsi al giudice di pace contro le contravvenzioni.
Secondo il comandante della polizia municipale di Udine, Giovanni Colloredo, è merito di una maggiore capillarità dei controlli. La politica voluta da palazzo D’Aronco e dal comando di via Girardini ha dato il suoi per quanto riguarda i soli incidenti rilevati dalla municipale: dai 920 registrati in totale nel 2007, si è passati agli 897 del 2008. E analizzandoli nello specifico, i sinistri con decessi sono passati da 4 a 2, quelli con feriti da 465 a 457, mentre con danni a mezzi da 471 a 438.
In aumento il numero delle violazioni al codice della strada: da 36.022 a 37.810 in totale, in linea con la precisa volontà dell’amministrazione comunale di garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini puntando sul potenziamento dei controlli mirati su eccesso di velocità e abuso d’alcol. E spulciando le singole voci di queste 1.788 contravvenzioni in più, ci si accorge che diminuiscono le sanzioni relative ai vari divieti di sosta e di fermata (da 31.714 a 31.579), così come quelli per guida in stato di ebbrezza (da 57 a 47) (*), mentre aumentano, ad esempio, le multe per il superamento dei limiti di velocità rilevati tramite telelaser (da 147 a 211), per la mancata copertura assicurativa (da 111 a 125) e per guida senza patente (da 36 a 54).
In calo le contravvenzioni per il mancato uso delle cinture, che passano da 122 a 76 e per la mancanza del casco (9). Potenziati, inoltre, i controlli nei punti più pericolosi della viabilità cittadina come ad esempio in prossimità degli incroci, dove più frequentemente fioccano le multe per il mancato rispetto all’obbligo di precedenza (195), prima causa tra i sinistri rilevati.
Sul fronte dei ricorsi, in netto aumento quelli al giudice di pace per contestare la regolarità delle sanzioni (dai 241 nel 2007 si è passati ai 404 nel 2008), ma allo stesso tempo sono aumentati quelli respinti (da 183 a 196) e le spese attribuite al Comune per le “cause perse” scendono dai 1.860 euro sborsati l’anno scorso agli appena 420 nel 2008, segno evidente che difficilmente le contravvenzioni comminate sono contestabili.
Più difficile, inoltre, stabilire al momento e con esattezza quanto le contravvenzioni hanno fruttato alle casse comunali nel 2008. Il dato delle entrate risente infatti della complessità delle procedure sanzionatorie, come ad esempio gli esiti dei ricorsi, le more applicate ai mancati pagamenti o, ancora, i versamenti effettuati in un anno diverso a quello a cui la contravvenzione è stata rilevata. La cifra, quindi, cui fare riferimento e che si attesta intorno agli oltre 2 milioni di euro, è quella rilevabile dagli effettivi pagamenti effettuati presso la cassa di via Girardini o presso gli uffici postali, a cui si aggiungono le riscossioni forzate che avvengono con le emissioni dai ruoli.
Scorrendo ancora i dati del comando, significativo è anche il flusso delle telefonate della centrale operativa dei vigili di Udine, dove sono passate in totale nel 2008 quasi 70 mila chiamate. Chiamate che hanno spaziato tra le più svariate tipologie di segnalazioni: dai cani recuperati dai cittadini (17) alla richiesta di intervento per schiamazzi (31), per rimuovere auto in sosta irregolare negli stalli riservati agli invalidi (98), per auto in sosta irregolare (965) o per passi carrai ostruiti (415).
(*) Nota: forse qualcosa sta cambiando. Meno incidenti e meno sanzioni per guida in stato di ebbrezza.

IL GAZZETTINO
Presidente del Monte ubriaco alla guida
Bloccato sulla Feltrina ha minacciato e insultato i poliziotti
Sabato 28 Febbraio 2009, Treviso «Sono il presidente del Montebelluna Calcio e non ho al seguito la patente di guida. Sono una persona onesta, piuttosto di fermare me, andate a prendere i rumeni che violentano le donne».
A verbale però non è stato riportato quel sicuro "hic" che nei fumetti caratterizza l’intercalare degli ubriachi. Peccato, perchè Maurizio Michielin, 43 anni, imprenditore edile di Montebelluna, sarà di sicuro il presidente del Montebelluna Calcio, ma è altrettanto vero che quella notte era un presidente ubriaco.
Così ha tenuto un’autentica conferenza ai poliziotti della Volante e poi a quelli della pattuglia della Stradale chiamati per rilevare il tasso alcolico di questo signore - poi è stato trasportato con il suo amico brasiliano, in Questura - che in piena notte, erano le 3,15 di giovedì, in mezzo alla Feltrina, sbandierava ai quattro venti le sue potenti amicizie, gli inviti - minacce ai poliziotti a stare attenti a questo o a quell’altro... spaziando dal sesso ai rumeni, dal suo essere presidente onnipotente, ai trasferimenti dei poliziotti...
Erano le 3,15 quando una Volante ha incrociato su Viale della Repubblica a Treviso un’Audi A8 procedere verso S. Giuseppe zigzagando, rivelando l’indubbio tasso alcolico del conducente. Così, visto che è il lavoro dei poliziotti, questi si sono posti all’inseguimento della Audi A8, riuscendo infine a bloccarla sulla Feltrina.
La sorpresa l’hanno avuta gli uomini della Volante quando l’automobilista che era alla guida ha abbandonato il volante e ha messo i piedi sull’asfalto dando il via ad un’autentica filippica: «un onesto presidente che finisce in prigione quando ci sono in libertà tanti criminali rumeni violentatori della nostre donne».
Per poi, urlando, elencare le sue innumerevoli potenti amicizie che vanno dal presidente Berlusconi, al Questore di Venezia, a parecchi pezzi grossi del Ministero degli Interni... L’elenco è molto lungo!
Sta di fatto che il presidente del Montebelluna era sprovvisto di patente e, al test alcolemico effettuato in Questura, è risultato avere un tasso di 1,51, decisamente fuori legge. Da qui il ritiro della patente ed il sequestro dell’auto. Ma la patente non l’aveva con sè e l’auto non era di sua proprietà. Ora avrà 20 giorni di tempo per consegnare il documento e non potrà guidare a lungo: la durata dello stop la deciderà il Prefetto. Per l’auto è stato chiamato il carro dell’autosoccorso e trasferita sul piazzale in cui vengono depositate le auto sequestrate in viale Felissent.
Perchè poi è risultato che il ventiquattrenne brasiliano, S.P.M. che viaggiava con il presidente Michielin, era più ubriaco del suo compagno di viaggio. Una volta infatti, che il Michielin ha detto ai poliziotti che sarebbe andato a casa sull’auto che lui non poteva guidare, ma affidata alla guida del suo giovane amico brasiliano, la Stradale ha effettuato il test alcolemico anche sul candidato alla guida, rilevando che il tasso era di 1,58 pure lui non in regola.
E poichè il presidente del Montebelluna continuava a sbraitare le sue amicizie e gli inviti velenosi ai poliziotti conditi di minacce, è scattata anche una lunga serie di denunce: dalla resistenza a pubblico ufficiale, ingiurie, milantato credito e minacce; più non potrà guidare a tempo indeterminato. Per il brasiliano ubriaco è scattata una denuncia per ubriachezza, un illecito amministrativo.
Venerdì mattina poi, Michielin si è presentato a Villorba al parcheggio per ritirare l’Audi A8: di nuovo non aveva la patente con sè così non gli è stata consegnata l’auto; ha dovuto chiamare un’altra persona, con la patente in regola, per riavere l’auto che non potrà guidare visto che anche se ancora non ha riconsegnato il documento di legge formalmente è già appiedato. Sergio Zanellato

IL GAZZETTINO
Alle 2,30 del pomeriggio i Vigili urbani hanno pizzicato un 19enne che era caduto andando a urtare un’auto parcheggiata
Ubriaco lungo la ciclabile: bici sequestrata
Sabato 28 Febbraio 2009,
Positivo all’alcoltest con valore di ben quattro volte superiore il limite consentito, mezzo sequestrato e denuncia per guida in stato di ebbrezza. Accade praticamente sempre che le vittime siamo gli automobilisti, ma in questa occasione ad essere pizzicato lungo le strada sbronzo è stato un ciclista, perdipiù alle 2,30 del pomeriggio.
Il fatto si è verificato in viale Benvenuto Tisi da Garofolo, lungo la pista ciclabile che collega viale Porta Adige con viale Gramsci. Un 19enne marocchino residente in città stava procedendo in sella alla propria bicicletta. Visibilmente barcollante e con un’andatura a zigzag, all’altezza del civico 44 il ragazzo è caduto andato a sbattere contro un Fiat Panda parcheggiata lungo il ciglio. A fatica il marocchino si è rialzato ed ha tentato di inforcare la bicicletta per allontanarsi. Ma, visto che aveva segnato la fiancata dell’utilitaria, è stato fermato da un passante che ha poi chiamato i Vigili urbani. La pattuglia si è subito resa conto dello stato del giovane, l’ha sottoposto all’alcoltest e gli esiti sono stati inequivocabili: 2,43 e 2,33. Così, al pari di qualsiasi altro utente della strada, al marocchino è stata confiscata la bicicletta, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza ed è stato multato.

LA PROVINCIA PAVESE
Avevano bevuto troppo In due finiscono nei guai
27 febbraio 2009 VARZI. Uno dei più famosi carnevali della provincia di Pavia, quello di Varzi, ha i suoi risvolti negativi alla voce «ordine pubblico»: dalla guida in stato di ebbrezza agli atti vandalici. Ma quest’anno, grazie alla massiccia opera di prevenzione messa in campo dai carabinieri di Varzi con l’ausilio della Polizia locale, le conseguenze dei festeggiamenti sono state minime: si sono limitate a due persone denunciate per guida in stato di ebbrezza. I carabinieri varzesi hanno operato con l’ausilio del comando stazione mobile: un furgone dotato di diverse attrezzature, tra cui l’etilometro. I controlli, grazie a una serie di posti di blocco, hanno coperto il territorio di Varzi e di Bagnaria. Ogni sera, per tre giorni, sono state fermate una cinquantina di auto. Il primo a finire nei guai è stato B.M., 27 anni, un giovane genovese che era alla guida della sua Peugeot 206. E’ stato fermato mentre lasciava Varzi alle 3.30 della notte tra sabato e domenica. L’etilometro ha evidenziato una quantità di alcol pari a 0,89 grammi per ogni litro di sangue: non moltissimo ma sufficiente per incorrere nella denuncia penale (il limite massimo consentito è di 0,5 grammi) e nel ritiro della patente. La notte dopo, quella tra domenica e lunedì, alla stessa ora è finito nei guai S.O., un giovane di 24 anni che abita a Pozzolgroppo. S.O. era alla guida di un’Alfa 147. Nel sangue aveva 1,72 grammi di alcol per litro di sangue, e cioè più del triplo della quantità massima consentita. Anche S.O. è stato denunciato. Il codice prevede la confisca definitiva dell’auto quando il conducente supera il valore di 1.5, ma solo quando alla guida c’è il proprietario: dato che l’Alfa appartiene a un parente di S.O., il giovane ha evitato la confisca. I carabinieri gli hanno però ritirato la patente. (p.fiz.)

VARESE NEWS
28.02.09 Busto Arsizio - Questi i risultati di una settimana di intenso impegno dei carabinieri della compagnia bustese dell'arma: lotta serrata a furti, clandestini recidivi, ubriachi al volante
Controllo del territorio, sei arresti e otto denunce
…….. Nell’ambito dei controlli alla circolazione stradale, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza un uomo di 32 anni di Cairate, sorpreso alla guida della propria autovettura in Oggiona S. Stefano con un tasso alcolemico nel sangue doppio rispetto a quello consentito per legge, mentre una cittadina italiana di 54 anni di Castellanza è stata denunciata per la medesima violazione mentre circolava in via Monti di Busto Arsizio con un tasso alcolemico tre volte superiore ai limiti di legge. Un 50enne di Busto Arsizio è stato invece denunciato dopo essere stato sorpreso alla guida della propria autovettura in via Cavour di Lonate Pozzolo, nonostante gli fosse stata precedentemente revocata la patente di guida. Un 22enne di Dairago è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza all’esito degli accertamenti svolti in seguito ad un incidente stradale avvenuto lo scorso novembre in via Magenta di Busto Arsizio, un altro giovane di 24 anni di Fagnano Olona è stato denunciato per la medesima violazione dopo essere stato controllato in via Zara dello stesso comune a seguito di un incidente stradale, mentre un 41enne di Busto Arsizio è stato denunciato dopo essere stato sorpreso alla guida della propria autovettura con un contrassegno assicurativo contraffatto. Per quest’ultimo è scattato anche il fermo amministrativo del veicolo.
Sul fronte del contrasto al traffico e uso di stupefacenti, è stato segnalato al Prefetto di Varese un giovane di 19 anni di Busto Arsizio, trovato in possesso di due grammi di hashish mentre era alla guida della propria autovettura in via XI febbraio di Busto Arsizio, mentre un operaio di Fagnano Olona è stato denunciato per guida sotto l’effetto di
stupefacenti, dopo essere stato fermato e controllato in via Bonicalza di Cassagno Magnano. Un altro giovane di 26 anni di Busto Arsizio è stato segnalato al Prefetto di Varese dopo essere stato trovato in possesso di una dose di hashish mentre era alla guida della propria autovettura in via Magenta nello stesso comune. redazione@varesenews.it

CORRIRE DI MAREMMA
Ubriachi alla guida Denunciati dopo incidente.
ABBADIA SAN SALVATORE28.02.2009
Intensificati i controlli da parte dei carabinieri sul territorio. I controlli fino ad ora attuati attraverso il piano coordinato di controllo del territorio, hanno visto impiegate varie pattuglie soprattutto in arco serale e notturno. Il tale ambito si è stato controllare sempre più capillarmente un numero maggio re di utenti della strada in transito e rilevare infrazioni al codice della strada e relative due denuncie a piede libero per guida in stato di ebbrezza commesse da un cittadino italiano e di uno straniero a seguito di incidente stradale. I controlli sono stati anche effettuati sulle piste da sci per controllare il rispetto delle norme di comportamento degli sciatori. Altro ambito di controllo e ricerca è stato svolto nella giornata di domenica a seguito di scomparsa di persona nel territorio di Campiglia d’Orcia. Nel fine settimana l’attenzione è stata rivolta al controllo sulla sicurezza di cantieri edili in atto su disposizioni impartite dal comando provinciale di siena, nell’ambito di un programma di tutela e sicurezza sui luoghi di lavoro. Il servizio svolto da reparti territoriali e anche attraverso l’impiego di reparti speciali dell’ispettorato del lavoro e del nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di siena, ha visto conseguire il risultato di sei violazioni a vario titolo per un totale di 12.250 euro di multe con violazioni inerenti la struttura dei ponteggi fissi e delle costruzioni edilizie ed altro, su quattro ditte edili controllate

JULIENEWS
Camionista ubriaco, arrestato
di: Vincenzo Rubano
28/02/2009, BARI Guidava un camion per le strade di Bari, senza rispettare semafori e sensi di marcia, in completo stato di ebbrezza:e' stato arrestato. E' un uomo di 34 anni, residente a Roma, con precedenti penali. E' stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Il camionista, portato al pronto soccorso del policlinico per essere sottoposto al test dell'etilometro, si e' scagliato contro gli agenti.

Rassegna stampa del 27/02/2009

BOLINA.IT
Alcol e diporto introdotte sanzioni
27 febbraio 2009 - Il 24 febbraio la Camera dei Deputati ha approvato nuove norme che prevedono multe salate, sospensione della patente e della licenza di navigazione per chi assume il comando di un’unità da diporto in stato di ebbrezza.
Alcol e navigazione da diporto, un problema che assilla da anni soprattutto i paesi anglosassoni che a fronte di una statistica corposa di incidenti in mare, hanno emanato negli anni una serie di leggi severe che puniscono i trasgressori. Ora anche in Italia, dopo avere rilevato seppure in maniera minore il problema, si è passati alle vie di fatto. Il 24 febbraio è stato approvato infatti in maniera definitiva dal Parlamento il cosiddetto decreto legge “Milleproroghe” che tra le tante materie, interessa anche la nautica. In particolare in base alla nuova normativa, che entrerà in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, vengono previste pesanti sanzioni per i diportisti in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti.
Il provvedimento prevede infatti multe da 2.066 a 8.263 euro per chi assume il comando, la condotta o la direzione di unità da diporto in stato di ubriachezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Queste sanzioni inoltre vengono raddoppiate per chi si trova al comando di navi da diporto. Oltre alla multa, l'autorità marittima può sospendere la patente nautica fino a 6 mesi in caso di assunzione del comando, della condotta o della direzione nautica in stato di ubriachezza o sotto l'effetto di sostanze inebrianti o stupefacenti. Infine è prevista la sanzione accessoria della sospensione della licenza di navigazione per 30 giorni nel caso di comando, condotta o direzione in stato di ubriachezza.

ASAPS
Roma
Un’ora di lezione sui rischi legati alla guida in stato di ebbrezza
Iniziativa di Assobirra e Unasca che da aprile partirà in 3mila autoscuole italiane
27 febbraio 2009 – A scuola guida si parla dei rischi legati alla guida sotto l’effetto dell’alcol. Da aprile, in 3mila autoscuole italiane, si terranno lezioni di un’ora per far conoscere ai giovani i rischi correlati a questo binomio micidiale. L’iniziativa è stata voluta da Assobirra e Unasca, l’associazione di categoria delle autoscuole. La campagna, che si chiama '”O bevi o guidi” e avrà il patrocinio del programma governativo “Guadagnare salute”, è stata presentata dalle due organizzazioni, alla presenza del capo Dipartimento del Ministero della gioventù, Andrea Fantoma e del sottosegretario alla salute, Ferruccio Fazio. Nelle autoscuole aderenti al progetto, verrà distribuito un modulo formativo per illustrare i rischi, oltre a opuscoli informativi e locandine. Inoltre, in 11 città pilota saranno distribuiti gratuitamente 10mila alcol test ai neopatentati. “L’unico modo efficace di eliminare il rischio per la propria incolumità, e quella degli altri - ha spiegato il presidente di Assobirra Piero Perron - è non bere affatto. O, se si è bevuto, ricorrere al guidatore designato”. Remo Pavone, dell'Unasca, ha auspicato “che tra i test dell'esame di guida venga introdotta anche una domanda sui rischi del guidare dopo aver bevuto o assunto droghe”.

AGI
ALCOL: OSSERVATORIO CNESPS, 740MILA MINORI SONO A RISCHIO
Milano, 27 feb. - E' allarme per la tendenza al consumo eccessivo di alcol, soprattutto da parte dei giovani. Su un totale di dipendenti da alcol, la tendenza all'aumento appare ancora piu' evidente con riferimento ai soli nuovi utenti nella fascia di eta' compresa tra i 20 e i 29 anni, che passano dal 10,7% del 1998 al 14% del 2004. E' proprio tra i giovani, infatti, che si rileva la crescita maggiore nel tempo, a partire dal 1996. Questi sono alcuni dei principali dati che emergono dal report "Consumi di alcol e impatto alcol correlato" elaborato nell'ottobre 2008 dall'Osservatorio nazionale alcol Cnesps, Istituto Superiore di Sanita' e Centro Oms Ricerca Alcol. Non sono solo gli adolescenti a preoccupare.
Ad essi vanno aggiunti, infatti, oltre 740mila minori, che secondo i dati, vengono considerati consumatori a rischio. Tra i ragazzi 11-15enni, 1 ragazzo su 5 e' un consumatore a rischio; tra i 16-17enni, 14 minorenni su 100 bevono secondo modalita' rischiose. Inoltre la quota delle ragazzine a rischio 11-15enni al di sotto dell'eta' legale (16,8 per cento) supera il valore della media nazionale delle consumatrici a rischio (7,8 per cento). Tutti i comportamenti a rischio sono piu' diffusi tra i maschi che non tra le femmine.
Come fare, allora, per diminuire l'uso smodato di alcol tra giovani e giovanissimi? "In una societa' adulta dove sembra venire a mancare ogni paradigma valoriale di riferimento - ha dichiarato Claudio Merlo, presidente della Coirag (Confederazione di organizzazioni italiane per la ricerca sui gruppi) - ci sono metodi alternativi che insegnano ai nostri ragazzi a costruire e progettare insieme il proprio percorso di vita. Senza paura". Secondo Merlo una soluzione potrebbe essere rappresentata dalla 'Peer Education', l'educazione tra pari, che rappresenta uno dei piu' significativi modelli di lavoro con e per gli adolescenti, in quanto basa i propri presupposti teorico-metodologici sul riconoscimento e sulla valorizzazione del ruolo centrale che il gruppo riveste lungo il cammino evolutivo adolescenziale, strutturandosi come modello per lo sviluppo di strategie di prevenzione dei comportamenti a rischio. Di disagio adolescenziale e di metodi di prevenzione del rischio discuteranno esperti e ospiti di livello internazionale anche al 17.mo congresso internazionale 'Gruppi in Tempo di Conflitti' che si terra' a Roma dal 24 al 29 agosto 2009.

EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: telepaceag.it
Sert Alcolismo
Al centro delle cronache locali e nazionali spesso si legge del problematico legame tra giovani e alcool ed in particolare in specifiche occasioni: fine settimana o eventi di massa.
In merito era intervenuto il quotidiano La Sicilia che dati alla mano del Sert di Sciacca, in occasione del Giovaninfesta dello scorso anno di Montevago il consumo di alcool dei giovani che vi hanno partecipato aveva uguagliato quello del Carnevale.
Oggi arriva una rettifica da parte del Servizio per le tossicodipendenze, distretto Sanitario di Sciacca in particolare del direttore Michele Ferdico.
“La prima inesattezza sta nel titolo dell'articolo, dice Ferdico, che riporta un notizia ricavata dai risultati elaborati dal SERT. A riguardo il SERT, ad oggi, non ha effettuato alcuna divulgazione ufficiale dei dati riguardanti l’attività svolta dall’Unità da Strada nell’anno 2008”.
“Specificatamente, si rappresenta che il tasso alcolico rinvenuto nell’occasione indicata dall’articolo “giovaninfesta 2008” non corrisponde alla quantità assunta di alcolici, ma corrisponde alla concentrazione di alcol contenuto nell’aria espirata che, attraverso una formula di conversione, è indicativa dell’alcol nel sangue.” Inoltre, continua Ferdico, il tasso alcolico è influenzato da molte variabili: dalla quantità di alcol assunto, dal tipo di bevande, dall’essere a digiuno o a stomaco pieno, dall’età dal sesso e dalla vulnerabilità genetica all’alcol”.
“La rilevazione dell’alcol-test, effettuato a “giovani in festa” (così come in tutti gli altri eventi in cui si è predisposto tale servizio), si è basata sulla partecipazione volontaria in determinate fascia oraria e su frazione ristrette della popolazione (giovanile e non) che ha partecipato all’evento. Questo significa che i dati di ogni evento non sono aggregabili a quanto osservato in altri, e non permettono di fare comparazioni su dove si è registrato un maggior consumo di alcolici rispetto ad un altro. Per fare una operazione del genere, bisognerebbe analizzare il dato del tasso alcolico su un campione individuato come rappresentativo di ogni evento (campionato per età, sesso, provenienza, ecc.).”
“In conclusione , spiega il direttore del Sert, il dato del tasso alcolico è privo di qualsiasi valore scientifico ed epidemiologico.”

CORRIERE DELLA SERA
Interessati i laboratori artigianali di tutta la città
Roma: «coprifuoco» per gelati e cornetti caldi. Vendita vietata dopo l'una di notte
Nuove regole da metà marzo. Il provvedimento per panifici, pizzerie ma anche gelaterie e yogurterie Roma: stop anche ai gelati dopo l'una di notte (Benvegnù-Guaitoli)
ROMA 27 febbraio 2009 - E dopo l'una di notte, mai più. Mai più cornetto caldo dal fornaio verso l'alba, niente gelati artigianali tirando tardi nelle serate primaverili, o un pezzo di pizza e una birra alle ore piccole. Cambiano le regole della «movida» notturna romana e non solo nel centro storico: dalla metà di marzo i laboratori artigianali dovranno chiudere un'ora dopo la mezzanotte in tutta la città. All'interno del locale si potrà continuare a lavorare, ma niente più vendite fino alle cinque del mattino e oltre. E «per laboratorio artigianale — puntualizza l'assessore al Commercio Davide Bordoni — si intende cornettifici, paninerie, panifici, gelaterie, yogurterie, friggitorie, pizze a taglio... L'una di notte ci sembra un orario congruo, che permette di esercitare bene la propria attività e che dovrebbe soddisfare tutti».
Anche se in realtà non è così: gli abitanti del centro chiedevano che le serrande dei laboratori fossero abbassate alle 22 «come in tutta Europa»; i titolari di bar e ristoranti volevano come orario massimo di apertura per questo tipo di attività la mezzanotte. Un cornetto caldo di notte o all'alba? «Va bene la mattina a colazione», per Viviana Piccirilli Di Capua, leader degli abitanti del centro. «Si può andare al bar, oppure al forno alle sei di mattina — è la risposta di Dino Gasperini, il delegato del sindaco Gianni Alemanno per il centro storico — Il problema è che i laboratori artigiani con la scusa di questa dizione vendevano alcol, vino e birra ben oltre le due di notte, quando chiudono i bar e i ristoranti». «Non c'era alcuna regola — aggiunge ancora l'assessore Davide Bordoni — la legge regionale prevede addirittura la chiusura alle 22 di notte, noi gli diamo la possibilità di restare aperti fino all'una. Sono laboratori, possono continuare a lavorare. Ma chi vendeva kebab o piazza al taglio stava aperto fino all'alba e creava problemi di sicurezza e di ordine pubblico». La decisione del Campidoglio arriva esattamente alla vigilia dello scadere di altri divieti: da domani sera, infatti, nei luoghi del divertimento serale della capitale, da Campo de' Fiori a San Lorenzo, da Trastevere a Testaccio, dopo quasi due mesi si ritorna alla vendita di bevande in bottiglia e di alcolici anche dopo le nove di sera. Erano stati proibiti il 17 gennaio, in seguito alle risse di Campo de' Fiori. «Dopo un periodo di forte stretta per rimettere in tranquillità Campo de' Fiori — ha spiegato Gianni Alemanno — pensiamo di poter allentare per non creare problemi agli albergatori e agli esercizi commerciali. Ma se c'è una ripresa della "movida" incontrollata, torneremo alla situazione precedente». E l'opposizione ironizza: «Si priva Roma della tradizione del cornetto o del gelato — afferma il capogruppo del Pd Umberto Marroni — e si ridà l'alcol in bottiglia. Ormai le ordinanze sono in base agli umori degli assessori ».
Lilli Garrone

IL GAZZETTINO (Pordenone)
Le reazioni degli esercenti
Alcolici vietati I bar si adeguano
C’è chi ha preferito chiudere
Venerdì 27 Febbraio 2009 - Ormai è diventata un’abitudine, ma tutti ci provano. L’ordinanza anti alcool in occasione delle partite di calcio non fa più discutere: i baristi sono rassegnati, «se c’è una norma va rispettata - sostiene Massimo Di Giorgio titolate dell’Antigravità – qualcuno pensa che questa sia la soluzione giusta. Molti tifosi oggi sono venuti qui, mi hanno chiesto se potevano bere e anche prima del divieto hanno comunque consumato pochi alcolici. Chi ci rimette alla fine è il cliente abituale che non si arrende e a ordinare un bicchiere ci prova comunque».
Dopo il tormentone dei tifosi del Borussia Dortmund che hanno messo a dura prova l’ospitalità della città, ieri Udine era silenziosa e tranquilla. I tifosi del Lech Poznan hanno invaso le vie del centro: gruppi ordinati di cuffie e sciarpe bianche e blu hanno riempito le strade ma senza creare problemi. Ad attenderli c’era il punto accoglienza in piazza Primo Maggio, dove hanno sostato in tutta tranquillità; la massiccia presenza delle forze dell’ordine avrebbe raffreddato qualsiasi animo caldo. Meno tranquilli i baristi che, seppur rassegnati, lamentano il calo di introiti della giornata no alcool.
All’osteria al Cappello i clienti non mancavano, ma consumavano rigorosamente acqua, gingerini e succhi di frutta. «La situazione è seccante – dice Antonella mentre prepara l’ennesimo analcolico - il calo di lavoro di sente e i clienti comunque ci provano a chiedere il bicchiere di vino».
Ma la risposta è negativa, anche perché le multe per chi è pizzicato a vendere alcolici sono piuttosto salate. «È inutile protestare – dice Di Giorgio – non ne vale la pena, piuttosto bisognerebbe proporre una soluzione alternativa». Qualche esercente ha preferito chiudere come l’osteria Al Fagiano e il Piccolo Bar, un cartello sulla porta e serrande abbassate. D’altra parte vendere acqua non è un grande affare e qualcuno, senza lamentele, preferisce prendersi mezza giornata di riposo. In diversi bar i tavoli erano pieni, ma tutti a guardare l’orologio in attesa che scattassero le 19, l’ordinanza è passata.
Lisa Zancaner

EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: ANSA Valle d'Aosta
SICUREZZA: SINDACI CONTRO PROSTITUZIONE E CONSUMO ALCOL/ANSA
STUDIO ANCI-CITTALIA SU OLTRE 600 ORDINANZE DI 318 SINDACI
ROMA, 26 FEB - La lotta alla prostituzione, quindi all'abuso di alcol, sia in termini di consumo e somministrazione di bevande alcoliche che di abbandono di bottiglie e bicchieri di vetro, lattine, e contenitori vari. Poi il vandalismo e l'accattonaggio molesto (utilizzando animali, minori o esibendo malformazioni e imputazioni). Percentuali più basse invece per schiamazzi, abusivismo commerciale e bivacchi. Sono i temi principali delle oltre 600 ordinanze emanate da 318 sindaci, dopo il decreto Maroni che ha ampliato i poteri dei sindaci in materia di sicurezza, e che sono stati oggetto di analisi dell'Anci e della fondazione Cittalia, una ricerca che sarà completata nel mese di marzo. Il 66,4% delle ordinanze è stata emesso da Sindaci del Nord Ovest e del Nord Est (rispettivamente il 39,9% e 26,5%). Solo il 6,7% delle ordinanze è stato emesso dai Sindaci delle Isole, mentre nel Centro e Sud le ordinanze emesse sono rispettivamente l'11,8% e il 15,1% del totale. In particolare, è la Lombardia la regione in cui si registra il maggior numero di ordinanze emesse: in 81 comuni (il 5,2% dei comuni presenti nella Regione) sono stati emessi 141 provvedimenti. Rispetto agli ambiti di intervento, il tema maggiormente trattato è quello della prostituzione (19%). Seguono l'abuso di alcol (15%), in termini di consumo e somministrazione di bevande alcoliche e di abbandono di bottiglie e bicchieri di vetro, lattine, e contenitori vari, il vandalismo (10,6%) e l'accattonaggio molesto (utilizzando animali, minori o esibendo malformazioni e imputazioni). Percentuali più basse invece per schiamazzi, abusivismo commerciale e bivacchi. Nella gran parte dei casi il destinatario dei divieti è l'intera collettività (per esempio, le ordinanze antiprostituzione). Nel 12% dei casi l'ordinanza è rivolta a specifiche categorie di soggetti (ad esempio, gli esercenti commerciali per quanto attiene il divieto di somministrazione degli alcolici) e nel 19% soggetti privati. Sono soprattutto i sindaci dei comuni medi ad aver assunto provvedimenti sul tema della sicurezza urbana: il 24% delle ordinanze è stato emanato in comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 15.000 abitanti, il 27% tra 15mila e 50mila e 11% tra 50mila e 100mila. I comuni di grandi dimensioni, quelli con oltre 250 mila abitanti hanno emesso l'11% del totale delle ordinanze considerate.
Tra le priorità indicate dai Sindaci, attraverso un questionario raccolto dall'Anci e Cittalia, il potenziamento della polizia locale e l'adeguamento tecnico strumentale della stessa (35,9%). A questo seguono gli interventi di riqualificazione urbana e contrasto al degrado (25,2%), la prevenzione sociale e l'educazione alla legalità (24,8%) il sostegno alle vittime dei reati (14,3%).Ed è su questo che si sofferma il responsabile dell'Anci per la sicurezza, il sindaco di Padova Flavio Zanonato:"dalla indagine emerge che i cittadini si aspettano, sui temi della sicurezza, una politica articolata e non concentrata su un solo punto".

LA SICILIA
Verrà emessa in numerosi comuni della provincia
Un'ordinanza contro l'alcolismo
L'amministrazione comunale di Ribera ha redatto uno schema di ordinanza sindacale che, per combattere l'alcolismo tra i giovani, è stata inviata in copia ad una ventina di amministrazioni comunali del comprensorio occidentale della provincia dove i giovani, soprattutto nei fine settimana, si spostano per divertimento da un centro all'altro. Si tratta di uno schema di massima al quale le amministrazioni comunali possono apportare degli emendamenti che saranno discussi ed eventualmente integrati durante la riunione dei sindaci che si terrà il prossimo 18 marzo.
L'ordinanza comunale, ancora da emettere per fare in modo che le norme siano uguali ed uniformi anche nel rispetto degli orari degli esercizi commerciali che vendono bevande alcoliche su tutto il territorio, interessa allo stato attuale i comuni di Ribera, che si è assunto l'onere della redazione del documento, Realmonte, Santo Stefano Quisquina, Montallegro, Cattolica Eraclea, Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cianciana, Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita Belice, Sciacca, Siculiana e Villafranca Sicula.
«Lo scopo dell'ordinanza in materia di ordine e sicurezza pubblica - ha spiegato il sindaco di Ribera Antonino Scaturro - è quello di prevenire ed eliminare i gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana e turbano la pacifica convivenza cittadina attraverso atti di vandalismo contro beni pubblici, guida in stato di ubriachezza e gravi pericoli determinati dagli incidenti stradali che coinvolgono spesso giovani che hanno fatto abuso di sostanze alcoliche e anche stupefacenti. Se possiamo fare poco contro la droga, parecchio si può fare per limitare la vendita di alcol a minori e in tutte le ore del giorno e della notte».
L'ordinanza, già inviata a tutti i sindaci di mezza provincia, propone il divieto di vendere bevande alcoliche, nell'arco delle 24 ore e per 7 giorni, ai minori di anni 18, di bevande alcoliche per asporto dalle 21 alle 6 del giorno successivo e di alcolici di qualsiasi gradazione dalle ore 24 fino all'orario di chiusura degli esercizi commerciali. I titolari di licenze commerciali sono obbligati ad esporre un cartello con il divieto di vendere bevande a base di alcol ai minori di 18 anni.
I trasgressori saranno puniti con multe pesanti e con la chiusura dei locali. L'ordinanza sarà inviata a Questura, Prefettura, carabinieri, Polizia di Stato e Polizia municipale.
ENZO MINIO

DIARIODELWEB
Lucca, i ragazzi protagonisti della prevenzione contro alcool e droghe
Le Istituzioni della provincia di Lucca si mobilitano nel campo della prevenzione delle dipendenze da alcool e sostanze psicoattive coinvolgendo la categoria più a rischio, i ragazzi.
Prefettura e Provincia hanno lanciato, infatti, due bandi di concorso rivolti a Scuole ed Istituti del territorio per selezionare uno slogan ed un logo che saranno il perno di due iniziative pensate per mettere in guardia, in un linguaggio 'amico', sui pericoli collegati all'uso di alcool e sostanze psicoattive.
Scadrà il prossimo 30 maggio il bando rivolto a tutte le scuole del comprensorio provinciale per la selezione di uno slogan, che sarà stampato su t-shirt, che faccia riflettere sulle conseguenze negative dell’uso di alcool da parte dei giovani.
La peculiarità dell'iniziativa, promossa dal Gruppo di lavoro multiente istituito in base al protocollo d’intesa 'Giovani ed alcol' firmato nel 2008 in Prefettura, sta nel fatto che già il concorso in sè è un'occasione di confronto per gli studenti che vorranno partecipare. Gli esperti del gruppo di lavoro sono infatti disponibili ad incontrare i ragazzi per approfondire i vari aspetti della dipendenza e della prevenzione.
Un mese prima, il 30 aprile, scadrà, invece, il bando rivolto agli Istituti artistici della provincia per la scelta di un 'logo' destinato a rappresentare il Forum provinciale per la prevenzione delle dipendenze dalle sostanze psicoattive in ogni sua iniziativa.
Entrambi i bandi di concorso sono pubblicati sui siti web della Prefettura e del Centro Studi e Documentazione della Provincia.
Il materiale presentato in occasione dei due concorsi sarà al centro di un convegno aperto alle scuole e alle famiglie. I ragazzi, oltre ad illustrare i propri lavori, potranno nell'occasione intervenire in prima persona, offrendo il loro contributo.

EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Varese News
Giovedi 26 Febbraio 2009
Limiti ed alcool
Gent.mo direttore
mi volevo intromettere nella discussione sull'alcool, in quanto mi considero una vittima della strada sopravvissuta per puro miracolo (proprio a causa di un ubriaco) e familiare di più di una vittima della strada, (chiamatela sfortuna, se vi pare) anche se non faccio parte dell'associazione "di categoria".
Sinceramente non capisco quale sia stata e da dove sia partita la pressione verso il legislatore che abbia portato ad un limite così basso.
La reputo una stupida esagerazione, inutile ai fini della sicurezza stradale, un'ulteriore peso nei confronti DEL COMUNE CITTADINO ed in ultimo (e non meno importante) la creazione di un esercito di fuori legge.
E' l'ennesimo tentativo di risoluzione di un problema con metodi rudimentali. Non capisco come si faccia a pretendere di risolvere la bega degli incidenti causati da guida in stato di ebrezza con un limite bassissimo e con lo stesso numero (se non in diminuzione) di controlli stradali presenti con i limiti precedenti (che andavano più che bene per perseguire questo scopo... a 0,5 mg/l non sono "in aria" e soprattutto non vado in giro a tirar sotto la gente).
Perchè se chi di dovere sa che i problemi alle illegalità commesse dai cittadini di questo paese e l'inaffidabilità della giustizia sono la mancanza di controlli e l'eccesso di leggi fuffe, costui continua a operare nel verso opposto?
Questi limiti non contribuiscono a diminuire il numero di vittime della strada e dei loro familiari.
Fanno pagare un prezzo caro (il ritiro della patente che serve per lavorare) a gente che non è certo delinquente e che è saggia alla guida; tutto ciò solo per colpa di ubriaconi svalvolati.
Se uno c'ha il vizio ed è pirla, non se lo toglie certo perchè ci sono i limiti per strada e se io sono ubriaco e guido ma per strada non c'è una volante che mi ferma, io il danno lo faccio lo stesso.
Penso proprio di avere detto cose ovvie. E quando sento dire "ah, non bisogna bere se si guida, il limite deve essere zero" dico che è la cavolata più grande che la bocca umana (spero non il cervello) possa concepire.
Grazie.
Christian Vanetti

IL GAZZETTINO
L’omicida-suicida egiziano aveva numerosi precedenti penali e la Procura dei minori aveva espresso parere favorevole per la decadenza della patria potestà
«Da tempo minacciava l’ex compagna e il figlio»
Sconvolti gli assistenti sociali e il medico del Consultorio di San Donato Milanese che avevano tentato di fermarlo
Milano, Venerdì 27 Febbraio 2009 - «Aveva gli occhi del diavolo ed era in preda a un raptus di follia»: così gli assistenti sociali del Centro socio sanitario di San Donato Milanese descrivono Mohammed Barakat, l'egiziano di 53 anni, che l’altro ieri ha sparato a bruciapelo al figlio e poi l'ha finito a coltellate, per poi togliersi a sua volta la vita tagliandosi le vene e colpendosi al ventre con un coltello.
Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, verso le 17 dell’altro ieri, un assistente sociale aveva accompagnato il bambino al Centro per il colloquio settimanale con il padre; li aveva poi accompagnati in ascensore al primo piano, dove si tengono i colloqui. Ma appena uscito, l'assistente ha sentito il grido del bambino, l'ha visto accasciarsi a terra e il padre avventarsi su di lui, colpendolo più volte al torace con il coltello.
L'assistente e un medico del Centro hanno tentato di allontanare l'egiziano dal figlio, usando anche una sedia di plastica e lo spruzzo di un estintore. Ma l'uomo ha cominciato ad infierire su se stesso, tagliandosi le vene e poi colpendosi al ventre con un coltello da cucina. Padre e figlio sono morti poco dopo, dissanguati.
«Tutto è successo improvvisamente - afferma un medico -. In ascensore erano entrambi sereni e il bambino era contento di vedere il padre». Il bambino: 9 anni, alunno di terza elementare, bravo a scuola («aveva appena portato a casa una pagella piena di 8 e di 9», ricorda il medico), impegnato nello sport, ben integrato, molto legato alla madre, con un doppio nome, italiano ed egiziano. «Una doppia origine, che non ha trovato una sintesi», commenta con amarezza.
«Non altrettanto ben integrato il padre - aggiunge il medico - che non aveva accettato di vedere il figlio solo in presenza degli assistenti sociali». «Più volte aveva minacciato di portarselo in Egitto, «sottolinea Rosalba Cilia, avvocato di Antonella, la mamma del piccolo ed ex convivente di Mohammed, un'italiana di 43 anni residente a San Donato. La situazione coniugale era «di tale conflittualità - spiega - che il bambino era stato affidato ai servizi sociali ma era domiciliato con la madre».
Nel procedimento aperto dal pm di Milano, Gianluca Prisco, è stato iscritto, per poter avviare le indagini, il nome del padre.
«L'uomo aveva già manifestato intenzioni minacciose nei confronti della madre e del figlio, dicendo anche di volerselo portare in Egitto», ha rivelato Rosalba Cilia, l'avvocato di Antonella P., madre del bambino ucciso. La donna, ha aggiunto l'avvocato, «aveva presentato decine di denunce per le minacce manifeste che l'uomo le faceva e riguardanti il bambino».
Il legale, recatosi a Palazzo di Giustizia di Milano per un colloquio con il pm Gianluca Prisco che segue le indagini sul caso, ha chiarito che «i due non erano sposati e avevano convissuto solo pochi mesi assieme, ma poi lui se ne era andato un mese prima che nascesse il bambino».
L'avvocato ha ricordato inoltre i precedenti penali dell'egiziano: condannato negli anni '80 a 2 anni e 6 mesi di reclusione per alcuni furti e denunciato nell'83 per detenzione di stupefacenti e segnalato più volte in Questura con diversi 'alias'.
L’altro ieri, mentre si consumava il dramma nel consultorio di San Donato, la donna era a colloquio con il suo legale nel suo studio. «Stavamo predisponendo la costituzione di parte - ha spiegato Cilia - perché l'egiziano aveva presentato un ricorso contro i colloqui protetti con il bambino che gli erano stati imposti dal Tribunale».
Il legale ha spiegato che il pm della Procura dei minori aveva dato nel 2006 un parere favorevole per la decadenza della patria potestà dell'egiziano, ma poi, per diminuire la conflittualità tra i due, alla donna era stato consigliato di non andare avanti nella causa.
Secondo l'avvocato Cilia, inoltre, «l'uomo non faceva assolutamente l'operatore turistico, aveva dichiarato più volte di fare diversi mestieri, ma in realtà andava e veniva spesso dall'Egitto senza fare nulla e faceva uso di alcool». (*)

(*) Nota: la cronaca di questi ultimi giorni è stata particolarmente ricca di episodi di violenza. Nella quasi totalità degli episodi l’alcol è stato presente. Come elemento scatenante, come arma, come protagonista o semplicemente come presenza sullo sfondo. Nel dibattito che ne è seguito si sono sentite le più disparate proposte: limitare gli stranieri, limitare la virilità, limitare la libertà, limitare gli orari. Nessuna proposta di limitare gli alcolici.

IL TIRRENO
VENERDÌ, 27 FEBBRAIO 2009
Ubriaco al circolo finisce in manette
PISTOIA. È entrato già su di giri nei locali del circolo Arci di Candeglia ed ha subito cominciato a insolentire la barista e alcuni avventori e a fare danni ai mobili del locale. Allora i titolari hanno chiamato i carabinieri, che hanno dovuto chiedere l’ausilio di una volante per mettere le manette al giovane, di nazionalità italiana, che è stato ovviamente arrestato.

IL GAZZETTINO
Tifosi polacchi fanno baldoria in hotel, arrivano le forze dell’ordine
Venerdì 27 Febbraio 2009 - Tifosi scatenati, ancora prima di arrivare allo stadio. Un gruppetto di sostenitori del Lech Poznan, che ieri sera era impegnato in una partita di calcio con l’Udinese, ha fatto baldoria nell’albergo veneziano in cui era alloggiato. Tanto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. É successo nella serata di mercoledì, all’hotel Atlantide, alla Misericordia.
Poco dopo le 23 i polacchi, una ventina, hanno cominciato a disturbare. Decisamente alticci, i giovani hanno preso di mira la sala dell’albergo destinata alle colazioni, facendo incetta di merendine varie, già pronte per la mattina dopo. Sono poi passati nella hall, dove hanno infastidito più di un ospite. In difficoltà a fermare la baldoria, il gestore dell’hotel, a quel punto, ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Sul posto sono arrivati sia la volante della polizia che una pattiglia dei carabinieri. Ma i giovani, per evitare guai, si sono ritirati tutti nelle loro stanze. Alle forze dell’ordine non è restato altro da fare che identificare il gruppo, attraverso il registro degli ospiti, e informare il titolare dell’albergo della possibilità di sporgere denuncia contro il gruppo per un eventuale risarcimento civile.

SALERNONOTIZIE
Salerno: ubriachi infastidiscono tassisti alla stazione, s'indaga
Intorno alle 2 una telefonata al numero unico di emergenza segnalava una rissa in atto nella zona della stazione. Una volta intervenuti sul posto, però, la pattuglia della sezione volanti della Questura ha accertato che nella piazza sostava un gruppo di giovani in stato di ebbrezza che, a quanto pare, avevano dato fastidio ai tassisti in sosta davanti allo scalo ferroviario. Molestie che fortunatamente non hanno avuto conseguenze.

IL GAZZETTINO
Resistenza, dovrà risarcire il carabiniere
Venerdì 27 Febbraio 2009 - Resistenza a pubblico ufficiale e ingiurie. Mauro Salvatore Girardo, 39 anni, pugliese residente a Belluno, è stato condannato ieri a 9 mesi di reclusione per la resistenza e le ingiurie e a 15 giorni per la guida in stato di ebbrezza. Dovrà inoltre risarcire il brigadiere Rosario Chiri con 2000 euro, di cui 1300 esecutivi, oltre a dover pagare le spese di costituzione di parte civile. Il fatto si svolse il 18 dicembre in città, quando l’uomo venne fermato dalla pattuglia dei carabinieri, rifiutandosi di sottoporsi alla seconda misurazione dell’alcoltest. Girardo era difeso dall’avvocato Pierangelo Conte, mentre la parte civile dall’avvocato Paolo Patelmo ieri sostituito dal collega Giorgio Gasperin.

IL GAZZETTINO
Trovata addormentata e ubriaca nell’auto ferma al parcheggio
Ponte San Nicolò Venerdì 27 Febbraio 2009, (C.Arc.) C’è una donna priva di sensi all’interno di un’auto. Scatta l’allarme al 112. Arriva anche un’ambulanza del 118. Ma di fatto la signora dormiva. Singolare episodio ieri notte a Roncaglia in via Marconi. Una signora, dopo aver trascorso una serata di festa con amici, ha parcheggiato la sua auto nel piazzale dell’hotel Marconi. Probabilmente la fatica e la stanchezza, amplificata da un eccessiva assunzione di bevande alcoliche l’hanno fatta letteralmente addormentare in macchina. Quando i carabinieri della Stazione di Piove di Sacco sono intervenuti, hanno richiamato l’attenzione della donna, che – seppur a fatica – si è svegliata. Fortunatamente – come detto – era soltanto addormentata. Le hanno proposto di farsi visitare in ospedale, ma lei ha rifiutato. Barcollante è scesa dalla sua vettura ed è andata a dormire in albergo. Non è scattata alcuna infrazione essendo la donna ferma e parcheggiata in un’area privata, appunto dell’hotel Marconi. La signora è stata soltanto identificata. Se fosse stata fermata dalle forze dell’ordine quando ancora stava guidando, viste le sue condizioni, oltre al ritiro del documento di guida, poteva tranquillamente scapparci la confisca del mezzo per guida in stato d’ebbrezza. Dalla centrale operativa la segnalazione è giunta anche ai carabinieri di Albignasego che subito sono giunti a Roncaglia in supporto.

DATASPORT
Barkley passerà 5 giorni in prigione
Rockets e Phoenix Suns (con i quali venne nominato Miglior Giocatore delle stagione 1993 e con cui raggiunse le Finali Nba nello stesso anno) le sue squadre, passerà cinque giorni in prigione. Tutto nasce dalla confessione resa dall’ex giocatore che ha ammesso di aver guidato la sua auto sotto effetto di alcolici. Lo scorso 31 dicembre, infatti, subito dopo aver lasciato un club notturno Barkley venne fermato dalla polizia della città di Scottsdale nello stato dell’Arizona. Gli agenti nel controllo trovarono lo sportivo con un tasso alcolemico pari a 1,5 quasi il doppio del consentito (il quantitativo massimo è di 0,8 per mille nel sangue).
L'ex giocatore, volto della TNT (che lo aveva sospeso per sei settimane e lo ha reintegrato in video solo dopo l’All Star Game) entrerà in prigione il 21 marzo prossimo e sarà inoltre costretto a pagare una multa di 2000 dollari, oltre a dover prendere parte ad un programma speciale contro la dipendenza da alcolici. L’ex dream teamer a seguito della sentenza ha dichiarato: “Penso che questa sia una cosa buona per me. Devo assicurarmi che l’alcool non sia più un problema. Mi piacerebbe parlarne con alcuni esperti”.

IL MESSAGGERO
Inglese ubriaca parcheggia sulle rotaie: metro bloccata per tre ore
ROMA (26 febbraio) - “E’ in arrivo, sul binario 4…una Mercedes!”. Il fatto, quanto mai singolare, è andato in scena ieri sera alla stazione di Fawdon, vicino Newcastle. Una donna di 40 anni ha invaso i binari della metro con la sua Classe A, ha percorso un centinaio di metri ed ha poi “parcheggiato” il veicolo sulle rotaie.
Gli agenti di polizia, immediatamente allertati, al loro arrivo hanno trovato la donna ancora al volante. Secondo la versione degli ufficiali della Northumbria police, la conducente, una volta giunta al passaggio al livello, deve aver svoltato dalla parte sbagliata.
Ci sono volute tre ore per rimuovere l’automobile. La donna, ovviamente, è stata arrestata per guida in stato di ubriachezza. E le persone che aspettavano la metro sono state costrette a tornare a casa in taxi.

THEMEDGURU
Fetal alcohol exposure affects teenage drinking behaviour
New York, United States, January 16: According to scientists, there is a link between exposure to alcohol in the womb and an attraction to its smell during teenage life.
The researchers state that a fetus can recall and be drawn to odor stimuli from what its mother ingestsduring pregnancy.
A new study from the State University of New Yorkfound that the offspring of rats given alcohol through their pregnant mothers were drawn to the smell of alcohol when they grew to adolescence.
The researchers gave pregnant rats, a diet supplemented with ethanol or water. They then tested their kids when they were adolescents and adults. Rats that had fetal exposure to alcohol were more likely to follow intoxicated peers and were more drawn to the smell of ethanol than their water-fed counterparts. This reinforces the fact that pre-natal exposure makes children more attracted to alcohol, increasing alcoholic tendencies in them when teenagers, with the effects sometimes lasting a lifetime.
Steven Youngentob, who led the study, said: “These results highlight an important relationship between fetal and adolescent experiences that appears essential to the progressive development of alcohol abuse.”
According to researchers, an expectant mother’s diet determines her unborn baby’s sense of smell. They believed that being exposed to alcohol in the wombtrains the brain to make the smell of liquor more appealing. Although the experiment was on rats, the team believes, it has a clear relevance to human beings. The authors wrote that this is indicative of an innate survival skill in mammals, which allows them to be more attracted to the food sources that the mother consumes.
Babies exposed to alcoholic smells in the womb are twice as likely to become teenage drinkers. This is crucial because adolescence is the turning point when behavior patterns take shape and any most of the addictions begin in this stage. Earlier research had shown that a taste of alcohol before 15 years sharply increases the risk of becoming a heavy drinker, in a person.
Steven Youngentob cautioned that "Within the context of 'at risk' adolescents, prior exposure to (alcohol) may, among other things, worsen the consequences of alcohol-related social interaction by increasing teenagers' propensity to engage in such settings."
The study was published in the journal, Behavioral and Brain Functions.

LA NAZIONE
Ubriaco minaccia la ex e si scaglia contro gli agenti
Ubriachi alla guida Ritirate quattro patenti

LA PROVINCIA DI CREMONA
4 ore fa Alcol e giovani, a Soresina e Casalmorano stasera si attua il progetto ‘Soffia la vita'

LA NUOVAVENEZIA
ultras polacchi ubriachi e molesti saccheggiano la cucina del loro albergo

ITALIA OGGI
Cassazione: ok al test veloce sul tasso alcolico di chi guida

Rassegna stampa del 26/02/2009

LA REPUBBLICA

I dati parlano di una forte riduzione degli incidenti: nel 2008 siamo a
54.605, ben 5.644 in meno rispetto ai 60.249 del 2007 con una diminuzione del
9,4%


Alcol e incidenti stradali la
polemica è infinita


(26 febbraio 2009) - Incredibile ma
vero: c'è ancora qualcuno che contesta il fatto che i divieti, più o meno
assoluti, di bere prima di mettersi alla guida non servano a nulla. E chi
contesta l'attuale linea dura nei confronti di chi guida in stato di ebrezza.
"Incredibile perché" i dati parlano di una forte riduzione degli incidenti: nel
2008 i sinistri rilevati dalla Polizia Stradale e dai Carabinieri (ai quali si
devono poi aggiungere quelli rilevati dalle Polizie Locali) nei giorni e notti
del fine settimana sono stati 54.605, ben 5.644 in meno rispetto ai 60.249 del
2007 con una diminuzione del 9,4%. I morti sono stati 1.579, vale a dire - 6,7%
e - 113 morti rispetto ai 1.692 del 2007. I morti fra i giovani sotto i 30 anni
sono stati, secondo i dati ministeriali, 589 rispetto ai 693 dell'anno prima,
104 lenzuoli bianchi in meno -15%. I morti nelle ore notturne (22-06) sono stati
509, anche in questo caso 74 in meno rispetto ai 583 del 2007 e un calo del
12,7%. Anche i feriti sono diminuiti del 9,2%.

Dati ancora migliori si registrano nei primi 8 fine settimana del 2009. Infatti
gli incidenti sono calati del 10,4% (800 in meno), i morti sono diminuiti del
17,6% (32 in meno), quelli sotto i 30 anni sono stati 57,(4 in più). I decessi
in incidenti notturni nel fine settimana sono calati del 16,1% (9 in meno) i
feriti sono calati addirittura del 19,9%, con 1.160 ingressi in meno al pronto
soccorso.

Ma a cosa è dovuta questa diminuzione di incidenti? Certamente l'incremento dei
controlli con l'etilometro arrivati a sfiorare quota 1.400.000 nel 2008 (+70%
rispetto agli 800.000 del 2007) ha avuto la sua parte di merito. Certamente la
confisca dell'auto, approvata nel 2008, ha avuto il suo peso come elemento
dissuasivo per far capire che sulla strada l'epoca delle leggerezze era finita.


"Tuttavia - spiega Giordano Biserni, presidente Asaps, associazione amici
polizia stradale - siamo del parere che il divieto di somministrazione degli
alcolici dopo le 2 di notte nei locali di pubblico intrattenimento e spettacolo
sia stato importante nel determinare una diminuzione dei volumi di alcol
assorbiti, attutendo le relative conseguenze drammatiche sull'asfalto, anche se
è bene ricordare che l'alcol ha conseguenze serie anche "oltre" la strada. Molti
lo dimenticano".




METRONEWS

Alcol e guida, strage
continua  


26/02/2009 -
Sedici incidenti al giorno causati da alcol e droghe:
7 mila nel 2007, con un aumento preoccupante del 35% rispetto all’anno
precedente. A morire sulle strade sono sempre più i giovani, tra i 14 e i 20
anni: il 13,4% in più nel 2007. Ai dati dell’ultimo rapporto Aci-Istat fa
riscontro un basso livello di conoscenza del limite di alcolemia consentito: lo
ignorano 3 su 4, mentre tra i ragazzi che hanno risposto correttamente, 2 su 3
non sanno a quanti bicchieri corrisponde la soglia di legge (0,5 grammi per
litro).
(*) In Commissione Trasporti alla
Camera è in discussione il progetto di legge “tolleranza zero”: Ferruccio Fazio,
sottosegretario alla Salute, propone invece una soglia differenziata. Tra 0 e
0,2 per gli under 21 e alcune categorie professionali, 0,5 per gli adulti.
“Potrebbe essere una soluzione condivisa – spiega – In altri Paesi come
Australia, Austria, Canada e Stati Uniti ha dato dei buoni risultati”.

VIVIANA SPINELLA



(*) Nota: il numero complessivo degli
incidenti è diminuito ed è un calo dovuto proprio alla riduzione degli incidenti
in stato di ebbrezza. Quello che è aumentato sono gli accertamenti.





L’ARENA di Verona

MONTECCHIA

Alcol, vietato inasprire i
limiti per chi guida


«Abbassare la soglia di alcol nel
sangue da 0.5 a 0.2 non serve e danneggia il mondo vitivinicolo»: partendo da
questa considerazione il consiglio comunale ha aderito in maniera unanime
all’iniziativa con cui molti Comuni italiani si sono messi contro l’ordine del
giorno del Consiglio dei ministri. Trasformando la propria contrarietà in
delibera di Consiglio, l’assemblea monscledense invita il Consiglio provinciale
a fare altrettanto e i parlamentari veronesi ad opporsi in sede di discussione
parlamentare. «È iniziativa di un Comune che è città
del vino condivisa da altre città del vino. Ci siamo informati e abbiamo
scoperto che non sono mai accaduti gravi incidenti stradali che abbiano
coinvolto persone il cui tasso alcolemico era inferiore a 0.5», ha detto il
sindaco Giuseppe Cavazza. «Ciò dimostra che quel tasso garantisce ancora
lucidità per cui abbassarlo a 0.2 non serve e danneggia il mondo agricolo».

(*)


Il nodo è quello della proposta di ridurre a 0.2 grammi d’alcol per litro di
sangue la soglia massima ammessa per chi guida. Ma per Cavazza e il consiglio
ciò comporterebbe un’ecatombe economica:
«L’abbassamento dallo 0.8 all’attuale 0.5 ha comportato il crollo del 14 per
cento del consumo di vino e alcolici nei ristoranti. Abbassare ancora
comporterebbe un danno enorme alla vitivinicoltura». Ecco perché i consiglieri
si sono detti contrari e anzi, se subito si invitavano i parlamentari a non
partecipare al voto della proposta sul tavolo del Consiglio dei ministri,
Antonio Roberti (Gruppo misto) è parso perplesso: «Non partecipare non dà un
segnale, meglio chiedere che i parlamentari esprimano una contrarietà netta».
Detto e fatto, proposta modificata.


P.D.C.



(*) Nota: evidentemente non si sono informati al
posto giusto. Che senso ha affermare che non sono mai accaduti incidenti per un
tasso di alcolemia inferiore a 0.5? Espresso in questi termini il ragionamento
suona assurdo. Gli incidenti gravi accadono anche a chi non ha bevuto. Ciò che
occorre capire è se, con un alcolemia inferiore a 0,5g/litro, il rischio è
comunque superiore al rischio inevitabile. Sarebbe sufficiente leggere le
tabelle ministeriali, tanto apprezzate da produttori e amministratori, per
constatare che l’aumento del tempo di reazione e la diminuzione della percezione
del rischio sono presenti già a livelli di alcolemia attualmente consentiti. Se
a ciò aggiungiamo che queste condizioni si riferiscono a un gran numero di
guidatori, non è difficile capire che l’abbassamento dell’alcolemia consentita
produrrebbe un significativo calo di incidenti.




IL MATTINO

VALENTINA ARCOVIO O SI BEVE O
SI GUIDA . PRENDENDO IN PRESTITO LE PAROLE DAL TITOLO D...


26.2 09 - VALENTINA ARCOVIO «O si beve
o si guida». Prendendo in prestito le parole dal titolo della campagna promossa
da AssoBirra e Unasca (l’associazione di categoria più rappresentativa delle
autoscuole), Ferruccio Fazio, sottosegretario del Welfare, ha auspicato un duro
giro di vite sul consumo di alcol alla guida. L’idea è quella di introdurre
limiti differenziati per i giovani, così come avviene in altri paesi. «I giovani
hanno meno enzimi e una maggiore suscettibilità all’alcol», spiega Fazi. «Ho
l’impressione che anche il ministero dei Trasporti - ha aggiunto - sia orientato
al varo di un limite zero per i giovani sotto i 21-23 anni e per alcune
categorie professionali come i conducenti di taxi e di autobus». Fare una
distinzione tra giovani e adulti, secondo il sottosegretario, sarebbe anche un
modo per tutelare «una componente essenziale della cultura italiana», come
quella del consumo di alcol, evitando di «penalizzare tutti, a partire da un
adulto con l’abitudine alimentare a un bicchiere di vino».
L’abuso di
alcol continua a fare stragi sulle strade. Secondo l’ultimo rapporto Aci-Istat
nell’ultimo anno sono aumentati del 35% gli incidenti stradali che hanno come
unica causa l’abuso di alcol e l’assunzione di droghe e del 13,5% i decessi dei
giovani conducenti tra i 14 e i 20 anni. Ogni giorno 16 incidenti sono causati
da alcol e droghe. Secondo una ricerca presentata da Assobirra-Unasca, gran
parte dei giovani sa che il limite massimo di alcolemia non può superare lo 0,5%
ma ignora il quantitativo di bicchieri corrispondente al limite. Ecco, allora la
campagna «O bevi o guidi»: una lezione di 60 minuti, per apprendere i rischi
connessi alla guida sotto l’effetto di alcol e di droghe, che coinvolgerà ben
3mila autoscuole italiane. Inoltre, in 11 città pilota saranno distribuiti
gratuitamente 10mila alcol test ai neopatentati. Lo scopo dell’iniziativa è
stato espresso con chiarezza dal presidente di Assobirra Piero Perron. «L’unico
modo efficace di eliminare il rischio per la propria incolumità e quella degli
altri - ha detto - è non bere affatto. O, se si è bevuto, ricorrere al guidatore
designato».



CESDA.NET

Più i ragazzi sono esposti alla
pubblicità di bevande alcoliche maggiore la loro probabilità di iniziare a bere,
anche in giovanissima età.


Lo indica una ricerca che ha
valutato i risultati ottenuti da diversi studi su un totale di oltre tredicimila
giovani, pubblicata da Lesley Smith e David Foxcroft della Oxford Brookes
University (Regno Unito) sulla rivista ad accesso libero BioMed Central Public
Health.

Lo studio è stato promosso dall’Alcohol and Education Research Council (Aerc).

Grazie a database elettronici, i due ricercatori hanno analizzato gli studi
reperibili in digitale che fino al 2006 avevano trattato dell’effetto di spot e
programmi televisivi sul comportamento degli adolescenti, evidenziando oltre 900
potenziali articoli scientifici.

Da un’ulteriore selezione basata sulla solidità delle
indagini, sono arrivati a esaminare nove pubblicazioni relative a sette diversi
studi riguardanti una popolazione totale di quasi 13.300 ragazzi di età compresa
tra i 10 e i 26 anni - cinque di questi erano stati eseguiti negli Usa, i
restanti in Belgio e Nuova Zelanda. Ogni ricerca si basava su diversi metodi di
analisi per valutare l’esposizione ai contenuti “alcolici” e il comportamento,
tra cui questionari, interviste faccia a faccia e telefoniche assistite da un
computer. Era esaminata l’esposizione diretta, come la semplice visione di
pubblicità di bevande alcoliche in tv o sui giornali, ma anche quella indiretta,
come le offerte proposte dai negozi sugli alcolici o la rappresentazione di chi
beve nei film, nei video musicali e nei programmi televisivi.


L’analisi degli studi, secondo gli autori, dimostra
che i giovani più esposti alla pubblicità, a prescindere dalla loro età,
iniziano a consumare alcolici con maggiore probabilità. Ma i ricercatori
aggiungono che un peso determinante viene anche da fattori di rischio come
l’esempio dato dai propri compagni, nonché le attitudini e i comportamenti dei
genitori. Fattori non tenuti in adeguata considerazione in alcuni degli studi
esaminati.


The effect of alcohol advertising, marketing and portrayal
drinking behaviour in young people: systematic review of cohort studies Lesley A
Smith, David R Foxcroft BMC Public Health, 2009




EMERGENZA ALCOLISMO

Fonte: Diregiovani


Alcol.
Giovanardi: No a riduzione tasso,
inapplicabile


ROMA, 26 febbraio 2009 -
Non è opportuno abbassare ulteriormente il tasso
alcolemico consentito per guidare, ma è doveroso insistere sulle campagne di
prevenzione contro le stragi del sabato sera. Così il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi a margine di una conferenza stampa sul
servizio civile interviene in merito alle proposte di riduzione del tasso limite
consentito, attualmente fissato allo 0.5 % (espresso in grammi di alcol ogni 100
ml di sangue). Per Giovanardi questo tasso "è ragionevole" e un tasso più basso
sarebbe "di difficile applicazione" dal momento che "non si potrebbe bere
neppure un bicchiere di lambrusco".


A quel punto - ha sostenuto Giovanardi - "tanto varrebbe muoversi sull'ipotesi
del tasso zero": una eventualità che lui stesso però ritiene inopportuna: "Sono
dell'idea che le regole devono essere uguali per tutti". Ieri il sottosegretario
alla Salute Fazio aveva parlato di una riduzione allo 0,2 % per i giovanissimi
sotto i 21 anni, e in tal senso già alcune proposte di legge giacciono in
Parlamento. Giovanardi ha anche sottolineato l'importanza delle misure di
prevenzione contro le stragi del sabato sera: "Sono
sconvolto - sostiene il sottosegretario - che davanti a dati eloquenti vi sia
qualche collega parlamentare che si dà da fare per abrogare i divieti" e le
restrizioni che sono state assunte sulla vendita di alcolici in orario notturno.



"I dati - afferma Giovanardi - dimostrano che per la
prima volta in 30 anni le vittime del sabato sera sono diminuite del 16 % e che
quanto più ci si inoltra nella notte tanto più aumentano le probabilità di
incidenti, nei quali 9 mila giovani hanno perso la vita negli ultimi anni".
(*)



(*) Nota: ai politici le contraddizioni non creano
imbarazzo. Per tutti gli altri sarebbe difficile rallegrarsi del calo delle
vittime successivo a divieti e restrizioni, dichiararsi sconvolto perché
qualcuno vuole abrogare i divieti e contemporaneamente sostenere che non è
opportuno abbassare il tasso alcolemico.




EMERGENZA ALCOLISMO

Fonte: AGI - Agenzia Giornalistica Italia


GLI ESPERTI, ELIMINARE CARNE ROSSA E ALCOLCON UNA DIETA SANA SCONFITTO UN TUMORE
SU TRE

Londra, 26 feb. -
Bastano poche e semplici regole di buona
alimentazione, a partire dalla rinuncia alle carni rosse e all'alcol da
sostituire con frutta e verdura, per tagliare in maniera drastica l'incidenza
dei tumori nel mondo, che sarebbero ridotti di un terzo. E' quanto accertato da
un grande studio del World Cancer Research Fund (WCRF), secondo cui il 39 per
cento dei 12 principali tumori potrebbe essere evitato attraverso l'adozione di
uno stile di vita sano. Mangiare bene, dicono i ricercatori, ridurrebbe
notevolmente i tumori intestinali (43 per cento) e il cancro al seno (42 per
cento). Con piu' ortaggi e frutta fresca nella dieta e il taglio dell'alcol
verrebbero prevenuti addirittura nel 67 per cento dei casi i tumori a bocca,
faringe e laringe. Solo in Gran Bretagna, questo equivarrebbe a piu' di 3300
casi ogni anno. Per il cancro del esofago, il 75 per cento dei casi potrebbero
essere evitati con una maggiore assunzione di frutta e ortaggi, meno alcol e il
mantenimento di un peso sano
. Quasi la meta' (45 per cento) dei casi di
cancro allo stomaco potrebbe essere ridotto con meno sale e piu' frutta e
ortaggi. Tenere sotto controllo il peso eviterebbe il 41 per cento dei casi di
carcinoma pancreatico, mangiando verdure, riso e cereali a colazione. Eliminare
la carne rossa e scegliere le fibre eliminerebbe il 43% dei casi di cancro
intestinale, cosi' come tenere il peso sotto controllo eviterebbe uno cancro al
rene su cinque, mentre il 42 per cento dei casi di cancro al seno potrebbe
essere impedito da un taglio netto all'alcol, piu' esercizio fisico e mantenere
il peso sotto controllo. La relazione e' stata redatta da 23 esperti provenienti
da tutto il mondo, che fanno poche raccomandazioni: chi vuole prevenire il
cancro deve restare magro, mangiare cinque porzioni di frutta e verdura ogni
giorno, fare esercizio fisico per almeno 30 minuti ogni giorno. E poi evitare
bevande zuccherine e abbattere gli alimenti ad alto contenuto di zuccheri o
grassi e a basso contenuto di fibre. Fondamentale
limitare le carni rosse (come la carne bovina, di maiale e di agnello): il
limite massimo suggerito e' mezzo chilo alla settimana. No anche alle carni
"processate": pancetta e prosciutti, salsicce e hamburger. Gli uomini dovrebbero
bere non piu' di due unita' di alcol al giorno, mentre le donne non piu' di una.

(*)
Il sale deve essere limitato e sono sconsigliati gli integratori
vitaminici. "Questa relazione - spiega Sir Michael Marmot, presidente del WCRF -
mostra che, facendo modifiche relativamente semplici, si potrebbe ridurre in
maniera significativa il numero di casi di cancro in tutto il mondo. E'
importante che a combattere contro i tumori siano le istituzioni, ma anche chi
fa la spesa la mattina. A livello globale ogni anno ci sono milioni di casi di
cancro che si possono evitare e questo e' il motivo per cui dobbiamo agire ora,
prima che la situazione peggiori".



(*)
Nota: gli articoli che parlano del rapporto tra alcolici e cancro hanno, di
solito, nel titolo la parola eliminare e nel testo, la raccomandazione di berne
una quantità appena definita pericolosa. È una contraddizione che riflette la
difficoltà di immaginare la realtà e prima ancora se stessi, senza alcolici.
Anche un mondo senza guerre è per molti una utopia. Anche se molti altri credono
che questo sia possibile e soprattutto si sta facendo strada l’idea che la pace
vada ricercata in primo luogo in se stessi. Questo diverso e superiore livello
di consapevolezza è indispensabile anche per l’alcol.



WINENEWS

IL SOTTOSEGRETARIO DEL
MINISTERO DEL WELFARE, FERRUCCIO FAZIO: VERSO UN ACCORDO SU ALCOLEMIA ZERO PER
GIOVANI E TAXI … LE INIZIATIVE: WINE IN MODERATION (UNIONE ITALIANA VINI) …
“STASERA TI PASSO A PRENDERE IO!” (CASA DEL VINO DI ISERA IN TRENTINO)
 


Milano - 25 Febbraio 2009 - A tutela della
sicurezza stradale e per porre freno agli abusi di alcol tra i giovani alla
guida “un accordo condivisibile è quello di introdurre livelli di alcolemia
differenziati tra i giovani e il resto della popolazione”. Lo ha detto il
Sottosegretario del Ministero del Welfare, Ferruccio Fazio, nella presentazione
della campagna Assobirra-Unasca “O bevi o guidi”, col patrocinio del Programma
governativo “Guadagnare salute”.


“Ho l’impressione che anche il Ministero dei Trasporti
- ha aggiunto Fazio - sia orientato al varo di un limite zero per i giovani
sotto i 21-23 anni e per alcune categorie professionali come i conducenti di
taxi e di autobus”.


Il sottosegretario alla Salute ha aggiunto che i
livelli di alcolemia differenziati tra gli under 21-23 e gli altri sono una
misura adottata “con buoni risultati” in molti Paesi, tra i quali Spagna, Stati
Uniti, Slovenia, Austria e Australia. Del resto, ha osservato Fazio, l’alcol “è
una componente essenziale della cultura italiana e penalizzare tutti, a partire
da un adulto con l’abitudine alimentare a un bicchiere di vino in osteria, può
creare dei problemi. Non esistono limiti sicuri - come sottolinea la campagna
Assobirra-Unasca - ma ognuno deve conoscere la propria curva d’assorbimento che
è minore nei giovani e nelle donne perchè hanno meno enzimi specifici per la
distruzione dell’alcol. I superalcolici danno picco di alcol prima, così come
bere a digiuno, ma quello che conta è che c’è la stessa permeazione totale su
tutte le cellule, cervello compreso, con i rischi che ciò comporta nel
controllare la guida”.
(*)






L’iniziativa - “Wine in moderation”: la nuova moda è la moderazione … Made in
Unione Italiana Vini (Uiv)



Il mondo vitivinicolo protagonista di
un innovativo programma europeo educativo: l’edizione 2009 di “Enotria”,
annuario di Unione Italiana Vini, segna la prima tappa di questo percorso.

Prevenzione: una parola sempre più d’attualità e una strategia che nelle
politiche per la salute pubblica sta acquisendo un’importanza crescente.
Impedire l’adozione di abitudini potenzialmente dannose, attraverso la
comunicazione e promozione di stili di vita virtuosi, rappresenta un efficace
strumento nell’attuazione di questa strategia. In primo piano, quindi, anche il
ruolo svolto dall’alimentazione, intesa come consumo corretto di cibi e bevande.


È in questo nuovo scenario politico e sociale che si situano le premesse che
hanno portato alla nascita di un innovativo programma preventivo-educativo a
favore del “bere moderato e consapevole” e contro l’abuso. Un programma che per
la prima volta vede protagonista il settore vitivinicolo europeo nella sua
globalità: “Wine in moderation - Art de vivre” (www.wineinmoderation.eu),
promosso dal Comitato europeo delle imprese vitivinicole (Ceev), dal Comitato
degli agricoltori e delle cooperative europee (Copa e Cogeca) e dalla
Confederazione europea dei viticoltori indipendenti (Cevi).

L’edizione 2009 di “Enotria”, annuario di Unione Italiana Vini, che verrà
presentata il 25 marzo a Palazzo Rospigliosi a Roma, ha l’obiettivo della
pubblicazione spiegare la filosofia di questo programma e capire cosa si sta
facendo nei vari Paesi europei che aderiscono (Francia, Spagna, Portogollo,
Germania, Regno Unito) e soprattutto in Italia, dove “Wine in moderation”
comincia a muovere ora i suoi primi passi.

Per ridurre con successo il consumo smodato di alcolici servono programmi
fondati sull'evidenza che propongano un approccio positivo, supportino
l'attuazione delle leggi nazionali, forniscano informazioni precise e
pertinenti, educhino il consumatore. “I primi ad essere contrari all’abuso sono
- afferma il presidente di Unione Italiana Vini (Uiv) Andrea Sartori - proprio
le aziende vinicole. Il nostro consumatore non è chi si ubriaca mettendo a
repentaglio la propria vita e quella degli altri ma chi beve in modo moderato,
considerando il vino un piacere della buona tavola e un elemento fondamentale
della nostra socialità”.

Il programma, in sintesi, si muove lungo due direttrici fondamentali. Da una
parte, l’impegno nell’educazione al consumo moderato e corretto, attraverso sia
la promozione di specifiche norme di comunicazione sul vino per le informazioni
commerciali, sia la realizzazione di materiali informativi, eventi, campagne di
comunicazione caratterizzate da un comune messaggio di “moderazione”, che tuteli
l’immagine del vino nel contesto di una socialità sana, dove è inteso come un
prodotto di prima qualità da degustare lentamente assieme a del buon cibo. Un
prodotto perfettamente integrato nella dieta mediterranea, la cui importanza in
termini salutistici è riconosciuta in tutto il mondo. Si vuole favorire così una
svolta culturale in cui la “moderazione” sia qualcosa “alla moda”. Dall’altra,
la costituzione di un Wine Information Council (Wic), un consiglio di
informazione sul vino, un database senza precedenti sul vino, dove saranno
accessibili i materiali forniti dalla ricerca scientifica su aspetti sanitari,
sociali e culturali. Ma non solo, sarà uno spazio di interazione fra le
organizzazioni del settore vitivinicolo europeo, in modo che i migliori progetti
siano messi in comune e resi pubblici.

L’obiettivo di “Wine in Moderation” è, quindi, educare l’intera società, dai
giovani agli adulti.

Info: Enotria 2009, da aprile, Ufficio Abbonamenti Unione Italiana Vini (Uiv)
- abbonamenti@corrierevinicolo.it, tel.  02/72222848 .




L’altro evento - “Stasera ti
passo a prendere io!”: iniziativa Casa del Vino di Isera e Hartmann Renault di
Trento


La Casa del Vino di Isera e della Vallagarina, in collaborazione
con la Hartmann Renault Trento, partner della sicurezza, propone l’iniziativa
“Stasera ti passo a prendere io!”: dal 6 marzo 2009, tutti i venerdì e sabato
sera, sarà possibile prenotare un servizio di trasporto per tutta la clientela
trentina. Sarà possibile, semplicemente, telefonando al ristorante e prenotare
un’auto Renault, che si occuperà del suo viaggio di andata e ritorno alla Casa
del Vino di Isera, momento di aggregazione di imprese del vino della Vallagarina
in Trentino.

Il servizio è gratuito e rivolto non solo al privato ma anche agli ospiti di
alberghi, aziende ed uffici pubblici; è offerto dalla Casa del Vino (che è una
cooperativa, ndr) e dalla concessionaria per tutti coloro che hanno voglia di
trascorrere una serata gustando i piatti proposti, senza rinunciare al piacere
del buon vino.

Questa opportunità nasce con il desiderio di sensibilizzare la clientela al
consumo del vino come prodotto di qualità, senza incorrere nel rischio di
imprevisti legali, soprattutto in un periodo come questo che richiede maggiore
attenzione nell’uso di alcolici. Una proposta innovativa che nasce per
incontrare le esigenze dell’ospite e che nel tempo potrà essere suscettibile di
miglioramenti e ulteriori novità.

Info: Luca Bini, Casa del Vino,  0464/486057 , info.casadelvino@tiscali.it. 




(*) Nota: si sta delineando un compromesso tra le
pressioni dei produttori e le richieste di abbassare o azzerare il limite di
alcolemia consentito. Sono stati individuati i giovani e i superalcolici come
responsabili degli incidenti stradali. Le restrizioni si limiteranno a giovani,
colpevoli di essere più imprudenti e di bere altri alcolici. In questo modo
viene salvaguardato il bere degli adulti. Cioè di quelli che fanno le leggi.




IL TIRRENO

GIOVEDÌ, 26 FEBBRAIO 2009

Giovani e alcol un convegno
sabato a Forte
 

FORTE. Ricreazione in via di estinzione non
privartene. Un appello curioso per un problema che continua a monopolizzare le
cronache. Si svolgerà, infatti, sabato 28, con inizio alle 9, nella sala
convegni della Mutuo Soccorso, la giornata conclusiva del progetto “Ricreazione
in via di estinzione: Metodi per rimanere vivi dopo essersi divertiti vale, a
dire, come riportare a casa la pelle sana e salva”. L’iniziativa, come si
ricorderà, partì l’anno scorso dagli assessorati al sociale dei comuni di Forte,
Pietrasanta, Seravezza e Stazzema con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani
versiliesi sui rischi e gli effetti che derivano dall’assunzione di alcool e
droghe, e che ha visto, fin qui, come luoghi destinatari della paziente opera di
sensibilizzazione, proprio le discoteche ed i ritrovi di divertimento notturno,
in diverse attività nel comprensorio.


 L’incontro, di sabato prossimo, a cui interverranno il vice sindaco Riccardo
Tarabella, l’assessore al sociale Amleto Polacci, che è anche il promotore
dell’iniziativa, e il consigliere delegato alle politiche giovanili Simone
Tonini, presenterà una serie di interventi di esperti. Inoltre, verranno
illustrate le linee guida del nuovo progetto “Ricreazione in via di
estinzione-Reload”, presentato sul bando regionale per le politiche giovanili
2009.

 Al convegno, alla Mutuo Soccorso, hanno già dato la loro adesione gli studenti
del liceo Michelangelo e quelli dell’Ipsia di Seravezza. La campagna di
sensibilizzazione, che è stata ospitata anche nei locali della costa, da La
Capannina al Costes di Forte, dal Twiga, all’Ostras beach ed alla Canniccia,
dove è stato possibile misurare il tasso alcolico in modo assolutamente anonimo,
è stata studiata specificatamente per gli adolescenti e i giovani adulti dai 14
ai 35 anni, abituali frequentatori dei locali notturni, ed ha raggiunto il
proprio obiettivo di integrare servizi pubblici e privati e del mondo
associativo, verso problematiche di stringente attualità, come l’abuso di alcool
e sostanze stupefacenti.

 L’incontro di sabato prossimo servirà perciò a coronare e a trarre le
conclusioni di questa prima esperienza, che è certo verrà riproposta anche
questa estate.



LA NAZIONE

LA TUTELA DEL CITTADINO

Arriva il test antidroga per gli autisti
dei bus (*)


Firenze si mette al passo con la
legalità per tutelare i numerosi cittadini che utilizzano il bus per effettuare
i loro spostamenti quotidiani. Una legge, infatti, prevede di effettuare un test
antidroga sugli autisti dei bus, almeno una volta l'anno. I dipendenti Ataf
saranno selezionati a sorte e con un preavviso di non oltre 24 ore


Firenze, 25 febbraio 2009 –

Firenze si mette al passo con la legalità per tutelare
i numerosi cittadini che utilizzano il bus per effettuare i loro spostamenti
quotidiani.

L'Ataf e i sindacati aziendali hanno firmato un protocollo che prevede il
controllo degli autisti dei bus per verificare che non assumano sostanze
stupefacenti.

I dipendenti Ataf saranno selezionati a sorte e con un preavviso di non oltre 24
ore. La legge prevede che ciascun autista venga sottoposto al test antidroga
almeno una volta l'anno, e quando vi siano indizi che facciano sorgere un
'ragionevole dubbio' (per esempio dopo un incidente stradale).


Per coloro che si rifiutassero di sottoporsi al test, o non si dovessero
presentare al controllo senza una reale giustificazione, sono previste la
sospensione cautelativa dalla guida e la riconvocazione a sorpresa per il test
entro 10 giorni.

L'accertamento avviene attraverso la raccolta delle urine e una visita condotta
dal medico aziendale. Nel caso in cui il test dia esito positivo, il medico
rilascia il giudizio di 'temporanea inidoneità alla mansione'. Il soggetto
risultato positivo al test si dovrà quindi recare al Sert (Servizio per le
Tossicodipendenze che fa parte del Sistema Sanitario Nazionale) per ulteriori
approfondimenti.Una volta riscontrata la positività al test è inoltre prevista
dalla legge la sospensione dal lavoro, fino a quando il Sert competente non
certifichi la possibilità di riammissione al servizio. Il soggetto risultato
positivo al test può comunque richiedere le controanalisi entro 10 giorni dal
giudizio di 'inidoneità temporanea': se risultano negative, l'iter viene sospeso
e il lavoratore riammesso al servizio. I test riguarderanno tutti gli autisti di
Ataf e i dipendenti addetti alla movimentazione dei mezzi.



(*) Nota: l’articolo non spiega se l’alcol
è compreso nelle droghe ricercate nei controlli.




NAPOLI.COM

Bevande alcoliche: uso e abuso
tra i giovani


di Liliana Buccoliero

26/2/2009 - Secondo i dati Istat il consumo di alcool è notevolmente aumentato
tra le giovani generazioni toccando picchi sorprendenti nell’età compresa tra i
14 e i 17 anni.

I risultati dimostrano che l’assunzione di alcolici fuori pasto e con
l’intenzione di ubriacarsi, risulta essere una caratteristica dei giovani,
infatti il 58% dei ragazzi si è ubriacata almeno una volta perché spesso
l’alcool non viene percepito come fattore di rischio, anzi di solito viene
associato a condizione di gioia ed euforia.

Secondo i dati dell’OMS, infatti, “l’alcool è la prima causa di morte tra i
giovani:  un decesso su quattro, tra i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 29
anni, è dovuto al consumo di alcol per un totale di 55mila morti l’anno a causa
di incidenti automobilistici, avvelenamento, suicidio indotto dal bisogno di
liberarsi dell’alcolismo, omicidi legati allo stesso fenomeno“.

Molte vite ancora nel fiore degli anni si bruciano per un gesto grave che,
troppo spesso viene sottovalutato. Quando poi  l’abuso di alcolici continua per
lungo tempo, possono nascere gravi malattie del fegato,come la cirrosi e diversi
tipi di tumore. Proprio per questo motivo bisogna sensibilizzare e informare  i
giovani per  prevenire i rischi conseguenti all’abuso di bevande alcoliche 
anche spiegando come agisce l’alcool nel nostro organismo.

Le bevande alcoliche contengono numerose sostanze: tra queste l’alcool etilico è
la componente comune a tutti e la più importante. In termini nutrizionali le
bevande alcooliche sono caratterizzate da elevati apporti di energia (calorie)
perché ogni grammo di alcol equivale a 7 calorie e perché molto spesso le
bevande alcoliche contengono zucchero.

L’alcol viene assorbito senza dover essere prima digerito in alcun modo. Dallo
stomaco e dall’intestino passa poi nel sangue e di qui nel fegato, che ne regola
la eliminazione. Se lo stomaco è vuoto, cioè a digiuno, l’alcol viene assorbito
molto rapidamente e quindi sale altrettanto rapidamente la sua concentrazione
nel sangue ,ovvero l’alcolemia.

Questa è espressa in grammi (di alcool)per litro(di sangue): la percentuale di
alcol che l’organismo può tollerare senza danno è all’incirca dello 0,5 per
mille, cioè mezzo grammo per ogni litro di sangue.

Bevendo a stomaco pieno, l’assorbimento dell’alcool è più lento e meno dannoso.
L’abuso di bevande alcoliche porta al decadimento fisico e psichico
dell’individuo. L’eccessiva quantità di alcol etilico provoca effetti lesivi e
deficienze nutritive e vitaminiche dovute ad interferenze del metabolismo e dei
processi digestivi dell’individuo. L’assorbimento dell’alcol prevalentemente si
verifica a livello del primo tratto dell’intestino tenue. Una volta entrato nel
sangue, l’alcol è distribuito all’organismo per mezzo della circolazione del
sangue, e il suo assorbimento varia da tessuto a tessuto.

Una persona muscolosa, quindi, raggiungerà un tasso alcolico elevato prima di
una persona grassa ,anche a parità di peso,quindi le donne si ubriacano prima
anche perché l’enzima che metabolizza l’alcool ,nel sesso femminile è meno della
metà ,perciò a parità di consumo  la tossicità  diventa doppia.

Solitamente a stomaco vuoto la concentrazione di alcol nel sangue è massima dopo
35-50 minuti ; a stomaco pieno lo è dopo circa 60-90 minuti. Fegato ,rene,
cervello sono organi che lo assorbono rapidamente e su di essi estrinseca i suoi
effetti citotossici. Quando la concentrazione ematica è al di sotto di 0,2 g %
non si verificano particolari condizioni, ma quando la concentrazione è tra 0.2
a 0,5 g %  si verificano manifestazioni varie quali senso di calore,
arrossamento del viso,espansione eccessiva.

Tra 0,5 e 1 g  si verifica la fase dell’euforia caratterizzata da lieve
incoordinazione nei movimenti,risposte agli stimoli indebolite,ecc. Come la
concentrazione ematica aumenta,ossia tra 1e1,5 g % l’influenza dell’alcool si
estende ai centri motori e l’individuo è impacciato nei movimenti,ha andatura
vacillante, è notevolmente euforico, la sua attenzione è marcatamente diminuita.
Con la concentrazione da 1,5 a 2,5 g % si verifica la fase di ubriachezza con la
incoordinazione muscolare, linguaggio scurrile, instabilità emotiva, alterazione
delle sensazioni, indebolimento dei riflessi ecc.

Occorre dunque parlare del grave problema con i propri figli ma soprattutto  è
necessario che si prendano maggiori precauzioni e sanzioni più severe da parte
del singolo, del gruppo e delle istituzioni.



IL MESSAGGERO (Ancona)

Stupro, indagati sei ragazzini

Due accusati per gli abusi
sessuali, gli altri ruoli più defilati La diciassettenne sarebbe stata
circondata da un gruppo di coetanei nella zona esterna del Miù J’Adore, ora
chiusa dal questore


di LETIZIA LARICI

26/02/2009 - Il branco che avrebbe colpito nel
“giardino d’inverno” del Miù J’Adore sarebbe composto da sei adolescenti. Ma
solo due di loro, nella notte tra sabato e domenica, avrebbero avuto rapporti
sessuali con la 17 enne stordita dall’alcol. Gli altri potrebbero essersi
limitati, si fa per dire, a palpeggiarla, accarezzarla o a guardare,
approfittando del suo stato confusionale. Avrebbero avuto dunque un ruolo più
marginale, ma sufficiente a far scattare l’accusa di violenza sessuale o
favoreggiamento. E’ il quadro che si starebbe delineando, in seguito agli ultimi
accertamenti degli agenti della squadra Mobile e del pm del Tribunale per i
Minorenni Franco Venarucci. Le indagini proseguono. Gli investigatori stanno
raccogliendo nuove prove e testimonianze per riuscire a chiudere il cerchio il
prima possibile.
Il loro riserbo è totale, anche se, secondo
indiscrezioni, non è escluso che nelle prossime ore scattino i primi
provvedimenti cautelari. Decisivo sarà sicuramente l’esame del Dna sulle tracce
biologiche prelevate dal corpo della 17 enne, il cui risultato potrebbe già
essere noto agli inquirenti.

Intanto l’altro ieri il Questore di Pesaro Benedetto Pansini ha ordinato la
chiusura della discoteca di Mondolfo per una settimana. Il motivo? I gestori del
tempio del divertimento non hanno rispettato la legge, servendo bevande
alcoliche a minori. La violenza è andata in scena intorno alle 3, nella notte
tra sabato e domenica. La vittima era andata a ballare al Miù J’Adore di
Mondolfo con due amiche per festeggiare il Carnevale. Aveva alzato il gomito,
bevendo qualche drink di troppo. Così, con la mente
offuscata dall’alcol, era uscita nel “giardino d’inverno”, un angolo all’aperto
che si anima solo d’estate, per fumare una sigaretta. Lì ha incrociato una
comitiva di coetanei, che pare conoscesse. I ragazzi l’avrebbero abbordata. Due
chiacchiere e poi l’invito ad appartarsi nel buio. Il rapporto sessuale è
confermato dai medici del Pronto soccorso di Senigallia, da cui la minore si è
presenta un’ora più tardi sorretta da due amiche per denunciare lo stupro.
Domenica notte la 17 enne era talmente scossa da non ricordare altro che gli
abusi subiti. Durante la visita non sono stati trovati segni di percosse. Ma la
teen-ager non era in condizioni psicofisiche tali da poter opporre resistenza.

Una volta dimessa, il giorno dopo è stata risentita dagli agenti della Mobile, a
cui avrebbe fornito nuovi particolari. Sotto choc la famiglia della vittima e i
genitori dei ragazzini, pare tutti di buona famiglia. Nella cerchia dei presunti
responsabili è finito anche un minore, difeso dall’avvocato Raffaella
Giovannelli, che ha respinto le accuse. Il giovane avrebbe riferito agli
investigatori di non far parte della comitiva finita nel mirino degli inquirenti
e di essere uscito nel cortile della discoteca solo per un attimo. A soccorrere
la vittima, all'uscita dalla discoteca, un addetto al controllo biglietti del
Miù, avvertito da un conoscente delle tre amiche, che avrebbe raccontato di aver
visto, pochi minuti prima, la vittima sconvolta seduta su un muretto in
compagnia di un ragazzo.



IL MESSAGGERO (Ancona) del
25/02/2009

Il questore: è mancata la prevenzione

MAROTTA – Stop alle danze per sette
giorni, a partire da ieri, al Miù J’Adore di Marotta. E’ la “punizione” inflitta
dal questore di Pesaro e Urbino, Benedetto Pansini, ai titolari della nota
discoteca all’indomani della violenza sessuale commessa ai danni di una
minorenne all’alba dello scorso 23 febbraio nel giardino del locale. «I gestori
del Miù sono responsabili per aver continuato a dare da bere alla ragazzina
anche quando era già ubriaca – spiega Pansini – Anzi, l’evento stesso è da
ricondursi all’eccessivo abuso di bevande alcoliche
somministrate
all’interno del locale. Somministrazione protratta per tutta la serata anche a
persone in evidente stato di ebbrezza. Una circostanza gravissima, quest’ultima,
se rapportata a un locale pubblico che nel fine settimana diventa punto di
ritrovo di numerosi minorenni». Alla base del provvedimento di chiusura ci
sarebbe però anche un altra ragione: «Gli uomini della security esterna alla
discoteca non hanno saputo capire quello che era appena successo – spiega
Pansini - e quindi non hanno soccorso come avrebbero dovuto la diciassettenne».
La chiusura del Miù arriva a qualche mese di distanza da quella disposta per un
bar di piazza Rosolino Pilo a Pesaro. In quel caso le serrande vennero fatte
abbassare per fatti di droga e spaccio in cui erano rimasti coinvolti alcuni
giovani frequentatori del locale. Una misura che attirò le proteste di numerosi
cittadini e associazioni di categoria in particolare. «Mi auguro – dice Pansini
– che per questo caso così grave non ci sia la vergognosa sollevazione popolare
dell’altra volta dove interessi economici hanno prevalso su valori ben più
importanti».

E.Ros.



IL MESSAGGERO (Ancona) del 26/02/2009

I gestori del Miù

«Per ora nessuna azione legale»

«Preferiamo non commentare la decisione della Questura». Così i
gestori della discoteca Miù J'Adore di Marotta a un giorno dal provvedimento del
questore di Pesaro Urbino, Benedetto Pansini, che ha ordinato la chiusura per
sette giorni della discoteca all'indomani della presunta violenza sessuale
commessa ai danni di una minorenne all'alba dello scorso 23 febbraio nel
giardino del locale. «I gestori del Miù sono
responsabili per aver continuato a dare da bere alla ragazzina anche quando era
giù ubriaca e l'evento stesso è da ricondursi all'eccessivo abuso di bevande
alcoliche. Somministrazione protratta per tutta la serata anche a persone in
evidente stato di ebbrezza», è la giustificazione data dal questore al suo
provvedimento. «Stiamo valutando il da farsi - aggiungono i gestori del Miù -
per ora non abbiamo intrapreso vie legali».


M. Mor.



IL MESSAGGERO (Ancona) del 26/02/2009

Il monito dei presidi: «Cari genitori siate
più presenti nella vita dei figli»


di MASSIMO MORICI

La notizia del presunto stupro di una ragazzina di diciassette anni sabato sera
fuori dal Miu J'Adore turba ancora tutta la città. Nel mondo giovanile il dramma
si vive anche negli sms. «Li conosci?» o «Sai con chi vanno in classe?», sono i
messaggini più frequenti nei cellulari, a volte costosissimi, degli adolescenti
che frequentano le scuole superiori, ma anche le domande sussurrate al compagno
di banco durante l'ora di lezione. «Noi professori leggiamo i giornali nella
sala docenti e lunedì mattina siamo rimasti tutti impietriti», spiega Rosella
Bitti, dirigente scolastica dell'Istituto alberghiero "Panzini". Un
comportamento come quello del branco di minorenni, finito sotto inchiesta,
difficile da interpretare per molti professori.«In questi giorni, sebbene ci
fosse il Carnevale - racconta Elena Giometti, dirigente scolastico dell'Istituto
professionale "Padovano" - mi è capitato di parlare di questa vicenda con alcuni
colleghi e ho percepito nei docenti un clima di preoccupazione: quello di sabato
è un altro segnale della deriva giovanile che va a sommarsi a episodi analoghi
capitati in Italia. Forse non riusciamo più a capire i ragazzi». I presidi e il
corpo docente puntano il dito contro le famiglie, a volte troppo permissive. Un
lassismo che non aiuterebbe i giovani a percepire l'illegalità. «Fatico davvero
a capire gli adolescenti di oggi - spiega la Giometti - perché noi non eravamo
così. Per me non è normale che a sedici o diciassette anni si esca il sabato
fino all'alba tornando a casa ubriachi, ma se ai loro genitori va bene così, noi
della scuola possiamo farci poco. Ce la mettiamo
tutta per educare i ragazzi, partecipando a corsi di prevenzione contro l'abuso
di alcool e droga assieme all'Asur e al Comune e organizzando incontri con gli
psicologi che fanno compilare test ai ragazzi per capire la loro situazione. Le
famiglie, tuttavia, sono poco presenti a queste iniziative». L'impegno della
scuola non basta e qualcuno chiede più severità, anche dalle istituzioni. «Mi
chiedo perché non abbiano avuto seguito provvedimenti come quello proposto
cinque anni fa dall'allora ministro Carlo Giovanardi - conclude la Bitti - che
proibiva la vendita di alcolici dopo la mezzanotte e la chiusura delle
discoteche alle due, forse per non danneggiare una categoria economica».




EMERGENZA ALCOLISMO

Fonte: Prima Pagina Molise

"Alcolismo giovanile e
minorile: per una rete di prevenzione e di ascolto" se ne discute venerdì



Promuovere la cultura del "ben-essere" sociale,
sensibilizzando ed informando le famiglie su un fenomeno sempre più diffuso tra
i giovani.


Questo l'obiettivo prioritario del progetto Sperimentale di Volontariato
"Alcolismo minorile e giovanile: per una rete di prevenzione e di ascolto",
elaborato dall'Associazione dei Genitori di S. Elia a Pianisi e realizzato con
il contributo del Fondo nazionale per il Volontariato - Ministero del Lavoro,
della Salute e delle Politiche Sociali nel rispetto della Direttiva nazionale
2007 Legge 266/91. La presentazione venerdì pomeriggio alle ore 17 nella sala
consiliare del comune di S. Elia a Pianisi.

"Attraverso la realizzazione di questa idea progettuale intendiamo gettare il
seme per un fruttuoso impegno educativo, partendo dalla famiglia e nell'ottica
di un oculato accompagnamento dei ragazzi nelle fasi particolarmente delicate
della crescita.

L'intento è anche quello di formare giovani e volontari su una problematica che
interessa molte realtà a livello nazionale e regionale.

In prospettiva guardiamo alla creazione di luoghi ed occasioni di incontro per i
giovani, quale effetto del rapporto sinergico tra gli enti e le istituzioni
coinvolte nell'iniziativa.

La validità della proposta ha avuto riscontro attraverso l'adesione dei 4 comuni
della zona, Pietracatella, S.Elia, Macchia e Monacilioni, dell'Istituto
Comprensivo, dell'Associazione Carità per l'Uomo, legata alla Diocesi di
Campobasso, del Sert, della parrocchia e della Comunità Montana del Fortore.

Mi preme sottolineare - continua Maria Saveria Reale, presidente
dell'Associazione dei Genitori - la valenza socio-culturale del progetto che non
è stato elaborato per denigrare il territorio fortorino, né per diffondere una
immagine negativa delle realtà coinvolte nel progetto, come qualche
"professionista della critica" vuole far intendere. L'idea, invece, è scaturita
da un attento ascolto del territorio, dalle sollecitazioni di chi vive o ha
vissuto problemi alcol correlati.

I dati ufficiali e di riferimento non sono il frutto di fantasie ed invenzioni
ma sono stati forniti dai servizi territoriali e dalla ricerca Fenice,
effettuata dalla Caritas Italiana e dal Centro di Coordinamento Interregionale
Abruzzo-Molise-Puglia, in collaborazione con l'Arcidiocesi di Campobasso-Boiano,
Diocesi di Termoli-Larino, Diocesi di Lucera-Troia e Diocesi di Trivento.

I membri dell'Associazione planisina inoltre hanno ampiamente dimostrato
l'attaccamento al proprio territorio con la vicenda della scuola che si è
conclusa positivamente, trovando, grazie ad un'azione sinergica dei genitori ed
una fattiva collaborazione con le istituzioni, una soluzione in loco per gli
studenti.

Ed ora i volontari vogliono continuare a costruire ancora attraverso il progetto
per una rete di prevenzione e di ascolto".

Dopo i saluti delle autorità ( il commissario straordinario Nicolino Bonanni, il
sindaco di Pietracatella, Gianni Di Vita , quello di Macchia Valfortore, Tonino
Carozza, il commissario della Comunità Montana, Peppe Martino), il presidente
dell'associazione dei Genitori planisina, Maria Saveria Reale, illustrerà le
motivazioni che hanno portato all'elaborazione del progetto.

Seguiranno gli interventi del dirigente scolastico, Giovanna Fantetti "La scuola
Veicolo di informazione",

Eugenio Astore, presidente Coordinamento CSV Molise, "Il Volontariato in prima
linea"; Giovanna De Cerce, medico responsabile Sert "Il ruolo del Sert
all'interno delle attività produttive"; Anna Morsella, Sociologa Associazione
Carità per l'uomo" Giovani: ascoltare per comprendere"; Angelica Romanelli,
psicologa Sert, presidente Arcat Molise "La valenza della scuola alcologica sul
territorio fortorino"

Padre Timoteo D'Addario, parroco di S. Elia a Pianisi, "L'oratorio: esempio di
sostegno ".

Il consigliere regionale, Michele Pangia, parlerà di "Adolescenti e dipendenze";
l'assessore Angela Fusco Perrella "Il sostegno alle famiglie al centro delle
politiche regionali" . Le conclusioni sono state affidate all'assessore alla
Programmazione, Gianfranco Vitagliano: "Gli obiettivi programmati per il
superamento del disagio".

L'Associazione dei Genitori , che conta oggi circa 180 associati, è nata nel
2005 ed è regolarmente iscritta al Registro Regionale del le Onlus ai sensi
della Legge 266/91.

L'Associazione dei Genitori ha iniziato a muovere i suoi primi passi nel marzo
2005, con un attività di post scuola ma anche con attività ricreative (come
cineforum, gite fuori porta, laboratori) che offrissero alternative ai ragazzi
del posto per occupare il tempo libero.

L'organizzazione è nata soprattutto con l'intento di privilegiare la linea del
dialogo e della cooperazione tra le famiglie, la scuola, le istituzioni e la
parrocchia, nella consapevolezza che assolvere al ruolo educativo è diventato
così difficile da chiedere a questi organismi di essere costantemente concordi e
collaborativi in riferimento a tutte le opportunità di scelta da operare per
promuovere la tutela e il benessere dell'infanzia e dell'adolescenza. L'Age di
S. Elia a Pianisi vuole essere uno strumento di aggregazione per un processo
partecipativo e costruttivo, collaborando così con i vari attori del territorio
per favorire una sana crescita di quelli che saranno gli uomini del domani: i
giovani, che sono la speranza del futuro. Tra gli obiettivi anche quello di
portare avanti una politica dei valori (la famiglia come risorsa, la
responsabilità educativa, ecc.) I valori di riferimento sono un punto di
riferimento essenziale per la nostra Associazione: non potremmo farne a meno
perché sono essi che alimentano il nostro entusiasmo e determinano il successo
delle nostre iniziative tese ad operare in spirito di servizio, a lavorare
insieme, a mettersi in ascolto dei bisogni inespressi e a dar voce ai più
piccoli e ai più deboli, contribuendo a creare una cultura del rinnovamento.

I nostri obiettivi mirano a maturare una adeguata consapevolezza del ruolo di
educatore, con un arricchimento della comunicazione che parte dal saper
ascoltare, aiutando i figli a sintonizzarsi su se stessi per trovare le
soluzioni ai momenti di crescita e di crisi, nel tentativo di leggere i
comportamenti come spie di una situazione più profonda.

Non è semplice oggi essere genitori, essere sempre coerenti, tranquille guide
dei nostri figli, sicuri, autorevoli e insieme sorridenti, superiori, ma
solidali quando il momento lo richiede. Alla luce di queste considerazioni
l'organizzazione si pone come un'agenzia tesa a incentrare sul dialogo le varie
attività programmate nei vari ambiti d'intervento, soprattutto rivolgendosi ai
propri figli.



VIRGILIO NOTIZIE

Lombardia/ Milano, Comune sospende licenza
a discoteca De Sade


Decisione richiesta dal Prefetto per abusivismo e ordine
pubblico


Milano, 26 feb. (Apcom) - Su richiesta del Prefetto,
il Comune di Milano ha sospeso per 90 giorni la licenza alla nota discoteca De
Sade di via Valtellina. Attualmente il locale è sotto sequestro preventivo
disposto dalla Procura e dunque il provvedimento comunale scatterà dopo il
dissequestro del locale. Lo comunica il vicesindaco e assessore alla Sicurezza
Riccardo De Corato. "Il provvedimento emesso dal Comune è stato esplicitamente
richiesto dal Prefetto - dichiara De Corato - alla luce dei reiterati episodi di
violenza, e mira a garantire la sicurezza dei cittadini e dei residenti della
zona".


"Da verifiche amministrative è venuta inoltre a galla una situazione di
abusivismo" afferma De Corato, che spiega che "la proprietà ha stipulato un
contratto d'affitto con un'altra società, senza notificare al Comune alcun
subingresso all'attuale legittimo titolare della licenza". "A questa violazione
vanno aggiunti i gravi problemi di sicurezza pubblica - prosegue il vicesindaco
- perché, da informazioni della Questura che ha già emesso cinque provvedimenti
di chiusura nei confronti del locale, è emerso che il De Sade costituisce un
punto di ritrovo per persone dedite all'uso di sostanze stupefacenti e alcol,
che si sono rese responsabili di gravi episodi di violenza all'interno e
all'esterno dello stabile: risse, colluttazioni e anche una sparatoria".

La celebre discoteca è sotto sequestro preventivo, dopo che nella notte del 27
dicembre scorso, il locale è stato poi teatro di un omicidio commesso da un
avventore pregiudicato per una vicenda di droga. "A partire dal prossimo mese -
annuncia infine l'assessore - le aree esterne di alcuni locali notturni, nel
caso si verificassero fatti gravi, saranno presidiate dai volontari dei City
Angels, Blue Berets e Associazione poliziotti italiani".



L’ADIGE

Nonostante il successo ottenuto…

Nonostante il successo ottenuto, è
stata stroncata sul nascere l'idea della proprietaria del bar Zen di via
Tartarotti, di vendere ai propri clienti vino analcolico. La signora sarebbe
venuta a conoscenza dell'esistenza di questo prodotto grazie ad un gruppo di
clienti tedeschi, che lo avrebbero importato dalla Germania per poterlo
consumare durante la vacanza, consapevoli di non poterlo trovare a Rovereto
.
È nato così il progetto del bar Zen che, grazie ad una conoscente austriaca, è
riuscito a procurarsi alcuni cartoni di «Vini vici», un particolare tipo
di vino che viene de-alcolizzato separando l'alcool durante la fermentazione,
filtrando il liquido con della resina. Si tratta di un prodotto tedesco, molto
diffuso in tutta Europa, simile come gusto al fragolino o ad un novello.
Purtroppo a Rovereto il vino analcolico ha avuto vita breve: «Credevo di aver
fatto l'affare della mia vita, quando è arrivato il controllo del Nucleo
antisofisticazioni dei carabinieri» afferma la proprietaria. I Nas avrebbero
deciso di agire in seguito ad un servizio dell'Ansa, in cui si parlava di questo
nuovo prodotto, in vendita al bar Zen. Le forze dell'ordine avrebbero quindi
controllato da cima a fondo il bar roveretano, imponendo alla signora di
sospendere la vendita del vino analcolico perché non in regola.
«Sono ancora in attesa di notizie. I Nas hanno detto
che sarebbero tornati ma fino ad allora ho le mani legate - continua la barista
- per regolarizzare il Vini vici dovrei tradurre l'etichetta dall'inglese
all'italiano, o cambiarla, e far analizzare il contenuto della bottiglia per
verificare se il prodotto corrisponde alla descrizione riportata all'esterno.

Purtroppo non posso farlo perché si tratta di un
procedimento molto costoso e io non ho né il tempo né il denaro per seguire
questa faccenda. Ho provato a portare il vino all'Istituto di San Michele
all'Adige per l'analisi, ma mi hanno restituito la bottiglia senza analizzarla».
Il «Vini vici» aveva riscosso molto successo e il bar roveretano riceveva
turisti da tutt'Italia che, incuriositi dalla novità, venivano ad assaggiare il
vino analcolico. Il prodotto è legale e venduto in tutta Europa ma per l'Italia,
e soprattutto per Rovereto, si trattava di una novità assoluta che, a dire della
signora, avrebbe potuto far fronte al diffuso problema dell'alcol, specialmente
tra i giovani. Purtroppo il progetto non è andato in porto e a quanto pare i
roveretani dovranno attendere il responso dei Nas prima di poter gustare
nuovamente il vino de-alcolizzato.
Il fornitore
del «Vini vici» è in Germania e il bar Zen ha dovuto fare carte false per
procurarsene qualche cartone perché in Italia è introvabile. «É stato un
successo assoluto - afferma la proprietaria - tuttora mi telefonano
frequentemente molti clienti chiedendomi quando tornerò a venderlo. Io non posso
fare altro che ripetere a tutti la mia storia e sperare che un giorno, dopo aver
venduto il bar, potrò dedicarmi anima e corpo alla vendita del vino analcolico,
magari in rete. É un peccato che lo Stato abbia bloccato il mio progetto,
soprattutto dopo tutta la fatica che ho fatto per procurarmi quel prodotto che,
a mio parere, sarebbe stato la risposta all'alcolismo». Purtroppo, nonostante la
diffusione del «Vini vici» in diversi stati europei, la pratica
dell'allontanamento dell'alcol dal vino non è ancora stata definita
dall'Organizzazione internazionale della vigna e del vino, e in Italia non viene
praticata. Contro il vino analcolico ci sono infatti i sostenitori del made in
Italy, contrari a queste nuove pratiche enologiche che si allontanano dall'idea
di un prodotto naturale. Secondo loro infatti, la separazione dell'alcool
durante la fermentazione, necessaria per ottenere questo prodotto, dà come
risultato una bevanda assolutamente disarmonica, con un elevato grado di
acidità, molto tannica. In pratica, non si può nemmeno riconoscere come vino.



E. Ch.



IL MATTINO

SI E’ VERO, FORSE HO FATTO UNA STRONZATA.
ORA NON E’ CHE MI RICORDO BENE, DEVO AVER FA...


26/02/2009 - «Si è vero, forse ho
fatto una stronzata. Ora non è che mi ricordo bene, devo aver fatto una
stronzata, ma ero ubriaco, avevo bevuto, non dovevo farlo». È quasi l’alba di
ieri mattina, quando Pasquale Modestino si lascia andare a un sfogo. Non sembra
turbato, ha ancora l’alito che gli puzza di vino e indossa lo stesso maglione
che aveva lunedì quando - secondo le accuse - ha stuprato un ragazzino di 12
anni, amico di uno dei suoi nipoti.
Uno sfogo, una parziale
confessione, resa in un colloquio informale. Che non potrà essere usata, in
attesa della convalida del fermo fissata domani dinanzi al gip (dove l’indagato
sarà assistito dal penalista Ciro De Simone). Poche ore dopo le manette,
Modestino ha farfugliato poche parole, senza neppure mostrarsi turbato per le
accuse che gli sono state mosse. A tradirlo però, qualche ora prima, è stato un
passo falso. È accaduto martedì pomeriggio, quando gli uomini della Mobile hanno
bussato alla sua porta. Ad aprire la porta è il padre di Modestino, che fa una
domanda: «Che cercate? Mica abbiamo la droga qua dentro». Immediato l’intervento
del 53enne indagato: «Non cercano droga, forse vogliono altri particolari». Un
passo falso. Che non sfugge agli inquirenti, che stanno cercando l’orologio del
piccolo stuprato lunedì scorso, adescato proprio dopo avergli sottratto il
prezioso cimelio che il ragazzino custodiva gelosamente in tasca.
Ma c’è anche un altro momento che «tradisce» Pasquale
Modestino: l’affanno. Ed è un particolare chiarito proprio dal dodicenne, nel
letto del Santobono: «Affannava, respirava a fatica», aveva detto agli
inquirenti. Poi la puzza di vino, poi l’abbigliamento.
Sporco e
trasandato, capelli bianchi, barba incolta, aveva un maglione giallo, sotto la
pettorina usata dagli addetti al servizio fognature del Comune di Napoli. Una
ricostruzione che coincide in pieno, secondo quanto emerge dal fermo di polizia
giudiziaria che questa mattina sarà trasferito in Procura per la richiesta di
convalida al gip. E non è un caso che al momento dell’arresto, l’uomo indossava
un maglione giallo che ha fatto scattare l’attenzione degli inquirenti. Al polso
aveva un orologio nero, descritto con straordinaria lucidità dalla vittima delle
violenze di lunedì scorso. Cinquantatré anni, cinque figli da un primo
matrimonio (tre maschi di età compresa tra i 20 e i 28 anni, due figlie molto
più giovani), una seconda convivenza in una casa tugurio. Una vita spesa tra
cantine e piazzole affollate, guardando da lontano i nipotini giocare. l.d.g.



IL GAZZETTINO (Pordenone)

Alcol vietato, accoglienza in
piazza


Giovedì 26 Febbraio 2009 - Il sindaco Furio Honsell ha
firmato, su richiesta del Comitato provinciale per l’ordine e la pubblica
sicurezza, un’ordinanza che vieta la somministrazione e la vendita di alcolici e
superalcolici nei pubblici esercizi e nei negozi dell’intero territorio
comunale, in occasione dell’incontro Udinese–Lech Poznan. Oggi sarà vietato
somministrare e vendere bevande alcoliche e superalcoliche nei locali e negli
esercizi commerciali dalle 15 alle 19 su tutto il territorio comunale
,
escluse le frazioni di Cussignacco, Paparotti, Laipacco, San Gottardo, Beivars,
Godia. Inoltre, gli esercenti dei locali che hanno sede nelle aree del divieto
sono invitati ad utilizzare contenitori di carta o simili già a partire dalle 10
fino alle 19.

Il Comune di Udine, come già accaduto con i tifosi di Borussia Dortmund,
Tottenham e Dinamo Zagabria, accoglierà la tifoseria polacca in piazza Primo
Maggio a partire dalle 11. I circa duemila supporters arriveranno a bordo di
auto private, aereo e soprattutto di una dozzina di pullman, il cui arrivo in
piazza è previsto per la tarda mattinata. Ad accoglierli ci sarà uno striscione
di 17 metri con la scritta “Welcome Lech Poznan Supporters”.
I tifosi troveranno ad accoglierli sei stand (aperti
fino alle 19) dove saranno distribuiti gratuitamente formaggio delle Latterie
friulane, vino, biscotti e succo di mele del Consorzio Dolce Nord Est
,
cotechino e salumi dell’azienda agricola Narduzzi di Colloredo, oltre a
materiale di informazione turistica della città e del Friuli in inglese.
L’Udinese club metterà a disposizione le tradizionali sciarpe. Saranno
posizionati anche due wc chimici.

La sicurezza? «Come sempre in questi casi - ha detto il questore di Udine
Giuseppe Padulano - la nostra sarà una presenza discreta, ma puntuale e ferma.
Il sistema è collaudato da tante altre partite europee e il dispositivo è sempre
lo stesso. Sappiamo che molti tifosi arriveranno alla spicciolata, con mezzi
propri ma qui è tutto pronto». I tifosi polacchi del Lech Poznan non sono
considerati particolarmente turbolenti



CORRIERE DELL’UMBRIA

Ubriachi al volante, dieci nei
guai.


Prevenzione degli incidenti anche con
un giro di vite sulla vendita di alcolici. L’attività dell’Arma porta al ritiro
di altrettante patenti.


ASSISI - 26.02.2009 - Controlli “dissuasivi” I carabinieri si piazzano in luoghi
ben illuminati Eppure spesso vengono trovate persone positive all’alcol test

Cinque giorni di controlli sulle strade, 10 patenti ritirate: è questo il
bilancio dell'attività dei carabinieri contro le stragi del sabato sera che è
stata potenziata e allungata a causa dei festeggiamenti carnevaleschi che
potrebbero portare a bere un bicchiere di troppo per poi mettersi alla guida. I
controlli, in effetti, hanno dato i loro frutti: sabato sera, in un servizio
condotto presso un ben noto locale da ballo di Rivotorto d'Assisi, sono state
ritirate le patenti di tre perugini, un assisano ed un rumeno, tutti di età
compresa tra i 25 ed i 32 anni. Martedì sera i militari hanno invece controllato
due giovani diciottenni che sono stati trovati in possesso di hashish: le
modiche quantità dello stupefacente erano indubbiamente solo per uso personale,
ma i due giovani sono stati comunque condotti nella caserma di Santa Maria degli
Angeli e per loro sono scattati anche i provvedimenti di sospensione della
patente di guida. Nel corso della notte tra martedì e mercoledì, infine, due
assisani di meno di 25 anni ed un folignate di 45 sono stati sorpresi dal nucleo
radiomobile alla guida delle proprie autovetture sotto effetto di alcol.
Sembrano insomma funzionare i controlli contro le "stragi del sabato sera"
(controlli voluti dal Comando Provinciale di Perugia per aderire al programma di
prevenzione, promossa dal ministero per le politiche giovanili e predisposta in
ambito nazionale, per la diffusione della pratica del guidatore designato),
anche se, spiegavano i carabinieri nei giorni scorsi, "il contrasto del fenomeno
è condotto su più fronti, imprimendo un deciso giro di vite anche sui locali
notturni e bar della zona, che dovrebbero interrompere la somministrazione degli
alcoolici entro le ore 2.00 e, ad Assisi, per un'ordinanza comunale, chiudere
entro le ore 1.00 (escluse le sale da ballo e nel periodo natalizio)". E sebbene
i controlli siano non tanto "repressivi" quanto "dissuasivi" (settimanalmente i
carabinieri si 'piazzano' in località ben illuminate e visibili per scoraggiare
quanti abbiano bevuto troppo dal guidare), qualche guidatore, giovane e meno
giovane, finisce sempre per essere pizzicato 'alticcio' alla guida

Flavia Pagliochini



TRENTINO

Gli ritirano la patente, si lancia da un
viadotto


Rappresentante si toglie la vita: dopo un incidente
era risultato positivo all’alcoltest Sventato un primo tentativo di suicidio
nell’Adige.


ROVERETO. Il primo tentativo di suicidio era stato
sventato. Sembrava che l’uomo si fosse convinto a lasciar perdere, che avesse
desistito dai suoi propositi. Ma così, purtroppo, non è stato. Nel cuore della
notte si è svegliato, ha preso la macchina ed è salito in Vallarsa per lanciarsi
nel vuoto da un viadotto. Un volo di una sessantina di metri e la morte, senza
scampo, in fondo ad un dirupo. E’ finita in tragedia l’esistenza di un uomo di
mezza età, sposato e padre, di professione rappresentante, residente in
Vallagarina. Qualche ora prima aveva avuto un incidente, ed era stato trovato
positivo all’alcoltest.


 Impossibile sapere quali pensieri siano passati nella mente dell’uomo che ha
compiuto un gesto così estremo; impossibile conoscerne la causa, o le cause,
scatenanti.

 La vicenda inizia nella tarda serata di martedì. Verso le 22 l’uomo, di ritorno
da un pomeriggio trascorso alle feste di carnevale in Vallagarina, poco dopo
piazzale Orsi davanti alla stazione ferroviaria perde il controllo dell’auto e
va a sbattere contro un muretto. Nulla di grave, solo qualche contusione per
lui, non ha ferito nessun altro.

 Sul posto arrivano l’ambulanza e una pattuglia dei carabinieri che, dopo aver
accertato le sue condizioni di salute, sottopongono il guidatore, come prevede
la legge, all’alcoltest. Una prima prova non lascia scampo: superato
abbondantemente di tre volte il limite di 0,5 grammi di alcol per litro nel
sangue. Passa altro tempo, poi, un altro test che conferma la precedente prova.
A questo punto la comunicazione di prassi: lei non può guidare, patente ritirata
e auto bloccata in vista della confisca avendo superato il limite di 1,50. Poi
arriverà la multa e il decreto penale di condanna: migliaia di euro oltre il
dramma di veder compromessa la propria professione. L’uomo si dispera: ma come,
a me la macchina serve, faccio il rappresentante, non posso utilizzare i mezzi
pubblici per spostarmi. Ma la legge è legge, la presenza di alcol nel sangue è
troppo elevata e non c’è nulla da fare.

 L’uomo decide di non andare al pronto soccorso e si allontana a piedi. Poco più
tardi telefona alla moglie: dice di trovarsi sul ponte sull’Adige a Nomi e di
volerla fare finita. La donna avvisa subito il 112 che manda una pattuglia:
l’uomo è agitato, cammina avanti e indietro, sembra voler portare a termine i
suoi propositi, poi si convince a salire sull’auto dei carabinieri che lo
portano in caserma. Lì trova la moglie: con i carabinieri si parla a lungo, si
tranquillizza tanto che sembrava aver scacciato dalla mente l’idea di
suicidarsi. Poi, i militari accompagnano la coppia a casa. Tutto risolto nel
migliore dei modi? Purtroppo no e nel cuore della notte si consuma la tragedia.
E’ angosciata la moglie quando si sveglia e non trova più il marito: ha preso la
macchina ed è salito fino al viadotto di Val del Restel in Vallarsa. Il buio
oltre il volo: è tutto finito.



IL GAZZETTINO (Pordenone)

Eugen Catalin Grecu, 21 anni, era scappato all’alt dei carabinieri. Dopo
l’arresto il processo per direttissima col procuratore Delpino


Sei anni e sei mesi al romeno
ubriaco


Al volante di un’auto aveva provocato un incidente. Morì
l’amico che gli sedeva accanto


Giovedì 26 Febbraio 2009, È stato condannato a sei
anni di reclusione per omicidio colposo (aggravato dal reato di morte come
conseguenza di altro delitto) e resistenza a pubblico ufficiale, oltre ad altri
sei mesi di reclusione per guida in stato di ebbrezza. Eugen Catalin Greco, 21
anni, romeno residente a Chions, è stato processato ieri mattina per
direttissima. A indossare i panni dell’accusa è stato il Procuratore della
Repubblica del Tribunale cittadino, Luigi Delpino, da anni in prima linea nella
battaglia per mettere un freno agli incidenti stradali provocati da chi guida
ubriaco o sotto l’effetto di droghe. Ed è stato proprio lui a chiedere il
riconoscimento dell’aggravante.


Il ventunenne romeno si trova in carcere dallo scorso 18 febbraio, giorno in cui
fu arrestato dai carabinieri subito dopo essere stato dimesso dall’ospedale. Al
Santa Maria degli Angeli ci era finito all’alba di domenica 15 febbraio, giorno
del suo compleanno, dopo aver provocato un incidente mortale. Eugen Catalin
Greco era alla guida di una Ford Cougar, accanto a lui l’amico Stefan Claudiu
Leonte, 19 anni, residente a Sesto al Reghena. Dopo aver trascorso una notte
all’insegna del troppo alcol, la Ford stava procedendo lungo l’Opitergina, in
comune di Parta, diretta verso Pordenone. La velocità era sostenuta e la guida
non propriamente sicura. Così, quando il romeno è incappato in una gazzella dei
carabinieri, ha capito che rischiava grosso: era infatti già finito nei guai a
causa dell’etilometro e aveva perso la patente che gli era stata restituita lo
scorso 9 febbraio. Alla vista dell’auto dei carabinieri che invertiva la marcia
e accendeva i lampeggianti il giovane straniero, invece di fermarsi, ha pigiato
il piede sull’acceleratore, cercando di dileguarsi. Una corsa folle, senza
rispettare i segnali di stop o i sensi di marcia. Tutto pur di scappare da chi
poteva nuovamente privarlo della patente. Una corsa che si ferma quando a
Pasiano, all’ennesimo incrocio saltato, la Ford Cougar finisce contro una
Wolkswagen Polo. Appare da subito evidente che il ferito più grave è Stefan
Claudiu Leonte. Il diciannovenne è in fin di vita, ma i soccorritori tentano di
salvarlo, lo portano in ospedale, ma non c’è nulla da fare. Muore qualche ora
dopo, a qualche centinaio di metri dall’amico ricoverato per le ferite
riportate.

Il fascicolo dell’indagine è finito sul tavolo del Procuratore Delpino, ed è
stato lui stesso a voler "accusare" il giovane e a chiedere per lui una condanna
esemplare.

Susanna Salvador



L’ARENA di Verona

BOTTE ALLA MOGLIE «COLPA
DELL’ALCOL ANDRO’ IN TERAPIA» IL GIP LO SCARCERA


Davanti al gip Guido Taramelli ha spiegato che il litigio con la
moglie era stato provocato dall’eccesso di alcol ma che tramite il suo legale,
Paolo Iannetti, aveva contattato un’associazione per disintossicarsi. Al termine
dell’udienza il gip gli ha concesso i domiciliari a casa della sorella.



SANMARINOTV

Mortale di Cerasolo, automobilista già
denunciato due volte


25/02/2009 - L’automobilista che ha
investito e ucciso un 59enne di origine bosniaca, era già stato denunciato due
volte per guida in stato d’ebbrezza. Si aggrava la posizione del 40enne,
residente a Coriano, che due giorni fa ha travolto e ucciso con la sua auto
Mladen Kojcic, immigrato bosniaco di 59 anni. Aveva infatti già perso la patente
due volte per guida in stato di ebbrezza. E anche lunedì pomeriggio nel suo
sangue è stato riscontrato un tasso alcolico di 0,73 grammi per litro, superiore
ai limiti consentiti dalla legge. Per questo è stato nuovamente denunciato ma
dovrà soprattutto rispondere di omicidio colposo.


Un’abitudine all’alcool che lunedì scorso è stata fatale al 59enne bosniaco,
falciato mentre in sella alla sua bicicletta percorreva la superstrada
Rimini-San Marino, all’altezza della Conbipel di Cerasolo. Un caso di recidiva,
dunque, dall’ultimo tragico epilogo. Ci si chiede intanto perché non siano stati
presi maggiori provvedimenti per vietare a chi ha dimostrato in più occasioni di
avere problemi con l’alcool di mettersi al volante.

In lutto il piccolo Comune di Coriano, dove Kojcic viveva da 13 anni in una casa
in campagna presa in affitto da una coppia del posto. Aveva tanti amici ed era
benvoluto da tutti. Il giorno dell’incidente, in sella all’inseparabile
bicicletta, aveva fatto visita al padrone di casa ricoverato in ospedale a
Rimini.



SICILIAINFORMAZIONI

Si mette alla guida ubriaca e
scatena una rissa. Denunciate quattro persone a Palermo


Dopo una serata condita da qualche
cocktail di troppo una ragazza si è messa alla guida per tornare verso casa. Ma
ad un incrocio una banale lite con un altro automobilista si è trasformata in
una vera e propria rissa che ha coinvolto quattro giovani. La rissa si è
verificata a Palermo, in via Ausonia, a tarda notte, ed è stata sedata dagli
agenti del commissariato San Lorenzo. La giovane è stata aggredita verbalmente
da due ragazzi, subito dopo in difesa della ragazza sono intervenuti altri due
amici giunti per darle una mano. Tre dei quattro giovani coinvolti nella rissa e
la ragazza aggredita sono stati accompagnati al pronto soccorso e refertati. I
quattro sono stati denunciati per rissa, e uno di loro, inoltre, per resistenza
a pubblico ufficiale.



REDATTORE SOCIALE

Alcol, Giovanardi: ''No alla riduzione del tasso, sarebbe inapplicabile”



IL RESTO DEL CARLINO

Neopatentati, zero alcol alla guida «Sotto i 21 anni non devono bere»

«L'abuso di alcol tra i giovani è sempre più frequente»

Finisce sullo spartitraffico Era ubriaco al volante

ALCOLISMO Se il desiderio diventa bisogno



IL SECOLO XIX

Alcoltest e kit "anti-sbronza" nelle autoscuole



IL CENTRO

l'alcolismo dei giovani la parola agli esperti



IL MESSAGGERO VENETO

birra solo nei bicchieri di carta. stop alcol dalle 15 alle 19



LA PROVINCIA DI CREMONA

Alcol, operazione giovani

Monticelli, denunciato 33enne per guida in stato d'ebbrezza

Rassegna stampa del 25/02/2009

AGI


ALCOL: FAZIO, "SOTTO I 21 ANNI NON SI BEVE"


Roma, 25 feb. -
Sotto i 21 anni non si beve e soprattutto non si guida. Questa in sintesi
l'opinione espressa dal sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio, in
occasione del convegno 'O bevi o guidi' - campagna di informazione sugli effetti
del consumo di alcool alla guida organizzata dalla Assobirra e Unasca (Unione
nazionale autoscuole).


"Questa e' l'idea - ha spiegato Fazio - e' difficile
bere poco. Non sarebbe opportuno andare a porre un limite basso, tipo 0,2, ad un
signore di 50 anni o 60 anni che puo' tranquillamente bere due invece che un
bicchiere di vino. Come gia' succede in molti altri Paesi, tra cui gli Stati
Uniti, la Spagna, l'Austria e l'Australia, dove ci sono limiti differenziati,
penso - ha continuato Fazio - che il livello di 0,5 per tutta la popolazione con
un limite di 0 e 0,2 per gli under 21 e per categorie professionali, come i
guidatori di autobus e taxi, sia una soluzione condivisibile anche in Italia".
(*)

Fazio ha
ricordato che l'alcool ad alta gradazione viene assorbito piu' rapidamente come
quello preso a digiuno.

"Le problematiche sono diverse anche fra uomo e donna. In generale andare a
penalizzare tutti a livello 0,5 non puo' andar bene. Gli effetti sulla guida
sono diversi: a 0,2 c'e' eccitamento mentre a 0,5 e 0,7 - ha sottolineato il
sottosegretario - si possono causare gravi incidenti. In generale ribadisco che
sotto i 21 anni non si deve bere nulla soprattutto nel caso in cui si voglia
guidare. Questo, a mio avviso, e' un modo giusto per scoraggiare e in questa
logica devono rientrare anche le categorie dei tassisti e guidatori di camion.
La Commissione Trasporti del Parlamento si sta occupando di questo problema e la
nostra posizione come Salute e' questa".




(*) Nota: per i giovani il rischio alla guida è
maggiore, ma questo non significa che per gli adulti sia zero. “O bevi o guidi”
è uno slogan che dovrebbe valere per tutti. Sta diventando una opinione
condivisa, tant’è che può essere ribadito anche ad un convegno organizzato dall’Assobirra,
fatto impensabile solo qualche anno fa. Mantenere un tasso di alcolemia
consentito diverso da zero non ha nessun senso, chi lo propone non ha in mente
la sicurezza stradale, ma la sicurezza dei produttori.




IL SOLE 24 ORE

Milleproroghe:
rinviate le norme sui neopatentati



Milleproroghe, neopatentati e natanti: ecco cosa cambia per chi si siede al
volante, naviga o va in spiaggia.


di Claudio Tucci

25 febbraio 2009 - Più tempo per l'entrata in vigore delle limitazioni alla
guida per i neopatentati. L'articolo 24 del milleproroghe rinvia al 1° gennaio
2010 la data dalla quale si dovrà applicare la nuova normativa in materia di
limitazione alla guida dei neopatentati prevista dal decreto legge 117/2007. La
norma precluderà ai titolari di patente B per il primo anno di rilascio la guida
di autoveicoli con potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 50 Kw/t
(limitazione che non si applicherà ai veicoli abiliti al servizio di persone
invalide). L'entrata in vigore della disposizione, inizialmente prevista al 30
gennaio 2008, è già stata più volte prorogata, una prima volta al 1° luglio
2008, poi al 1° gennaio 2009, ora al 1° gennaio 2010. La nuova proroga, spiega
la relazione del Governo al provvedimento, è stata rinviata in quanto la
formulazione della disposizione potrebbe portare alla conseguenza di vietare la
guida di automobili di piccola e media grandezza e di alto livello di sicurezza,
consentendo la guida di vetture meno sicure, più grandi e difficili da guidare.


Sanzioni pesanti per diportisti in stato di ebbrezza o
sotto l'effetto di stupefacenti. Il provvedimento prevede sanzioni pecuniarie da
2.066 a 8.263 euro per chi assume il comando, la condotta o la direzione di
unità da diporto in stato di ubriachezza o sotto l'effetto di sostanze
stupefacenti. Sanzioni raddoppiate per chi si trova al comando di navi da
diporto. Per i non addetti ai lavori, si definisce unità da diporto ogni
costruzione, di qualunque tipo e con qualunque mezzo di propulsione, destinata
alla navigazione da diporto, mentre si definisce nave da diporto ogni unità con
scafo di lunghezza superiore a 24 metri. Salva l'ipotesi che l'autorità
marittima possa sospendere la patente nautica per 6 mesi al massimo in caso di
assunzione del comando, della condotta o della direzione nautica in stato di
ubriachezza o sotto l'effetto di sostanze inebrianti o stupefacenti. La sanzione
accessoria della sospensione della licenza di navigazione per 30 giorni viene
collegata anche alla fattispecie di comando, condotta o direzione in stato di
ubriachezza.
(*)



Alcol sotto controllo in spiaggia.
Affidato alle Regioni il compito di disciplinare la vendita e la
somministrazione di bevande alcoliche in mare durante la stagione balneare, con
lo scopo di prevenire sinistri dovuti all'abuso di bevande nelle aree ad alto
traffico diportistico. Con gli stessi provvedimenti le Regioni disciplineranno
l'utilizzo degli altoparlanti sui mezzi nautici durante la stagione balneare,
per contrastare l'inquinamento acustico. Tutte le altre novità contenute nel
decreto nell'Abc del Milleproroghe.



(*) Nota: il
rinvio di queste disposizioni riguarda l’entrata in vigore di norme già
approvate, non le eventuali modifiche al tasso di alcolemia consentito delle
quali si sta discutendo in questi giorni.




WINENEWS

IL SECOLO XIX


Viticoltori all’attacco del codice della strada ... “Così si minaccia uno dei
settori più vitali dell’Italia”.



25-02-2009 - Grido d’allarme contro l’abbassamento del
limite del tasso alcolemico... Per mesi sono stati zitti, preferendo delegare la
difesa della categoria alle massime associazioni del settore, l’Unione italiana
vini e la Federvini. Ora però, dopo la proposta di abbassare dallo 0,5 allo 0,2
g/l il limite del tasso alcolemico per chi è al volante (anche se poi il
ministro dalla Salute, Maurizio Sacconi, ha limitato la stretta a neopatentati e
guidatori professionali), il mondo del vino, preoccupato per la campagna
mediatica che accosta il frutto della vite alla droga e alle stragi sulle
strade, chiede di intervenire con più forza nel dibattito, per correggere il
tiro e scongiurare un proibizionismo che avrebbe “il solo effetto di minacciare
uno dei settori più vitali dell’economia italiana e di cancellare uno stile di
vita”.
Qualcuno negli ultimi giorni lo ha
già fatto. Il Consorzio del Barolo Barbaresco, che tutela alcune fra le più
prestigiose bandiere dell’enologia italiana, per esempio, ha scritto al governo
che “ridurre il limite a 0,2 g/l significa
cancellare totalmente la possibilità di bere vino, anche in modica quantità,
trasformando così la bevanda nazionale, fattore alimentare e di salute, in
qualcosa di estraneo alla vita quotidiana emettendo in difficoltà i produttori e
tutta la filiera in una fase economica generale già complicata”.

Dopo aver ricordato che negli ultimi 40 anni in Italia
i consumi di vino si sono dimezzati e che è cambiato il comportamento di chi lo
beve (oggi più orientato alla qualità e alla moderazione), i produttori delle
Langhe chiedono soluzioni efficaci per la sicurezza stradale “eventualmente
modulate anche per fasce di età”, senza ricorrere a “misure proibizionistiche
che non vanno alla radice del problema”. “Abbassare il limite da 0,5 a 0,2 serve
a poco - commenta Josephus Mayr, presidente dell’Associazione Vignaioli
dell’Alto Adige - ci vorrebbe, invece, l’educazione nelle scuole”. Mayr ricorda
che suo padre, abituato a bere un bicchiere di vino, con una fetta di speck, la
mattina e altrettanto la sera, è vissuto fino a cent’anni e ha guidato senza
problemi fino all’età di 97.
(*) “Attenti
- ammonisce - perché la gente ormai è terrorizzata e stiamo rischiando di
perdere una cultura enogastronomica che è nella storia di questo paese”. In Alto
Adige il mondo del vino - produttori, commercianti, enogastronomi - si è unito
per dare battaglia. “Non ci opponiamo al limite dello 0,5 che mediamente (pur
nelle diverse situazioni) consente di bere a pasto anche 3-4 bicchieri di vino,
ma chiediamo di non andare oltre e di puntare piuttosto su informazione e
educazione ”. “Educazione al bere e più controlli nei posti giusti”, invoca
Emilio Pedron, presidente del Gruppo Italiano Vini. Se al momento l’export
tiene, afferma, sul consumo interno c’è preoccupazione: “Abbiamo già registrato
un calo dell’8-10%, con punte del 20-30% nella ristorazione, in parte compensato
da un maggior consumo in casa”. Da un sondaggio di WineNews e Vinitaly fra 50
produttori italiani risulta che le aspettative per il 2009 sono “abbastanza
positive” per il 60% degli intervistati, ma preoccupanti per il 25%, mentre le
stime negative riguardano, per il 46%, i consumi interni. Un grido d’allarme
viene dalla ristorazione, mercato primario per il vino di qualità. “Il calo ha
raggiunto dimensioni importanti - osserva Sergio Circella, contitolare della
“Brinca” di Ne, ristorante che vanta una delle migliori carte dei vini d’Italia
- il danno è forte, soprattutto per i produttori, e non capisco questo “silenzio
assordante” da parte di una categoria che forse non si è resa conto di quanto
sta succedendo”. Secondo il ristoratore si sorvola sul fatto che le stragi sono
quasi sempre opera di “sballati”o“sbandati”per i quali 0,5 o 0,2 non significa
nulla. “A preoccuparsi sono invece quelli che sanno bere. Le voci sulle patenti
ritirate hanno amplificato la paura. Siamo alla paranoia: aprire una buona
bottiglia non è più un piacere, sta diventando una preoccupazione. Quello che
doveva essere relax diventa uno stress. Senza apparire politicamente scorretto,
ma qui si passa da un estremo all’altro. Eppure l’idea che sui media si abbini
il vino alla droga dovrebbe fare accapponar la pelle in un paese dove il vino è
una tradizione che va rispettata, così come andrebbe rispettato il lavoro di
tanta gente che ha investito per fare qualità”. Il ristoratore apprezza la
proposta di Sacconi, quando propone tasso zero per i giovani sotto i 21 anni e i
conducenti di Tir e mezzi pubblici: “Ma chi esce per svago non deve essere
terrorizzato. Perderemmo molte cose”.

Autore: Egle Pagano



(*) Nota: con tutto il rispetto per il padre del
presidente dell’Associazione Vignaioli dell’Alto Adige, è preferibile che le
leggi si basino sulla conoscenza di buoni numeri, (come spiegato nell’articolo
qui sotto), piuttosto che sull’esperienza di una singola persona. E poi, se non
avesse bevuto, magari sarebbe vissuto fino a centodieci anni…




ASAPS

Incidenti fine settimana e polemiche sul divieto di
somministrazione degli alcolici dopo le 2 di notte


E’ bene che si conoscano alcuni
“buoni” numeri


Forlì, lì 25.2.2009 -
Non sappiamo
cosa abbia pesato di più per il conseguimento di alcuni indiscutibili dati
positivi negli incidenti del fine settimana. Ma questi dati ci sono e a noi
basta.

Certamente l’incremento dei controlli con l’etilometro arrivati a sfiorare quota
1.400.000 nel 2008 (+70% rispetto agli 800.000 del 2007) ha avuto la sua parte
di merito. Certamente la confisca dell’auto, approvata nel 2008, ha avuto il suo
peso come elemento dissuasivo per far capire che sulla strada l’epoca delle
leggerezze era finita. Tuttavia siamo del parere che il divieto di
somministrazione degli alcolici dopo le 2 di notte nei locali di pubblico
intrattenimento e spettacolo sia stato importante nel determinare una
diminuzione dei volumi di alcol assorbiti, attutendo le relative conseguenze
drammatiche sull’asfalto, anche se è bene ricordare che l’alcol ha conseguenze
serie anche “oltre” la strada. Molti lo dimenticano.

Allora imitiamo per una volta gli economisti e diamo i numeri.

Nel 2008 gli incidenti rilevati dalla Polizia Stradale e dai Carabinieri (ai
quali si devono poi aggiungere quelli rilevati dalle Polizie Locali) nei giorni
e notti del fine settimana sono stati 54.605, ben 5.644 in meno rispetto ai
60.249 del 2007 con una diminuzione del 9,4%. I morti sono stati 1.579, vale a
dire - 6,7% e - 113 morti rispetto ai 1.692 del 2007. I morti fra i giovani
sotto i 30 anni sono stati, secondo i dati ministeriali, 589 rispetto ai 693
dell’anno prima, 104 lenzuoli bianchi in meno -15%. I morti nelle ore notturne
(22-06) sono stati 509, anche in questo caso 74 in meno rispetto ai 583 del 2007
e un calo del 12,7%. Anche i feriti sono diminuiti del 9,2%.

Dati ancora migliori si registrano nei primi 8 fine settimana del 2009. Infatti
gli incidenti sono calati del 10,4% (800 in meno), i morti sono diminuiti del
17,6% (32 in meno), quelli sotto i 30 anni sono stati 57, (4 in più). I decessi
in incidenti notturni nel fine settimana sono calati del 16,1% (9 in meno) i
feriti sono calati addirittura del 19,9%, con 1.160 ingressi in meno al pronto
soccorso.

Queste le cifre molto positive del 2008 e delle prime otto settimane del 2009.
Ora la politica discuta pure come migliorarle o peggiorarle.

Siamo convinti che una modifica vada certamente fatta ed è quella di estendere
il divieto di somministrazione dopo le 2 di notte, per equa utilità, a tutti i
locali e non solo a quelli di pubblico intrattenimento e spettacolo.

Se poi il legislatore volesse fare uno sforzo potrebbe certo contribuire a
ripianare l’organico della Polizia Stradale portandolo alla prevista forza di
13.500 agenti, oggi ancorata a quota 12.000, con previsioni di calo ineludibile
con i prossimi pensionamenti. Si dotino le pattuglie di tutte le forze di
polizia di adeguate “batterie” di etilometri e narcotest e i conti miglioreranno
ancora. I risultati ci sono stati vogliamo proprio vedere chi avrà il coraggio
di fare passi indietro sul percorso della salvaguardia della vita sulle strade.


Giordano Biserni Presidente
Asaps



AGI


ALCOL: 1 BICCHIERE VINO AL DI' AUMENTA RISCHIO CANCRO IN DONNE


Roma, 25 feb. -
Bere anche un
solo bicchiere di vino o di birra al giorno puo' aumentare il rischio di
sviluppare un tumore, soprattutto nelle donne. L'allarmante notizia arriva da
uno studio di un gruppo di ricercatori del britannico Centro di ricerche sul
cancro, che si e' basato su una ricerca effettuata su oltre un milione di donne.
Secondo gli scienziati, l'alcool e' responsabile, nel complesso, di circa il 13%
dei tumori a seno, fegato, retto, bocca e gola. Per uno degli autori dello
studio, Naomi Allen, "circa il 5% di tutti i tumori in Gran Bretagna sono dovuti
al bere il 'bicchierino' di fine giornata".

Si stima che circa 5.000 casi di cancro al seno nel Regno Unito - l'11% dei
45.000 diagnosticati in un anno- sia da attribuire al consumo di alcol. La
ricerca ha preso in considerazione donne considerate consumatrici moderate che
bevono da uno a 3 bicchieri al giorno. Durante i sette anni dello studio,
pubblicato sul 'Journal of national Cancer Institute' un quarto del 1.300.000
donne esaminate ha riferito di non bere alcol. La maggior parte delle
'bevitrici' ha raccontato di consumare una media giornaliera di un bicchiere di
vino o una birra media. Quasi 70.000 donne hanno sviluppato il cancro e gli
scienziati hanno potuto ricavare un modello sul consumo di alcolici. Il
risultato: l'abitudine di un bicchiere al giorno ha aumentato il rischio di
sviluppare tumori nel 6% delle donne con meno di 75 anni. I ricercatori
britannici hanno anche elaborato dati a seconda del tipo di cancro: un bicchiere
al giorno aumenta del 12% il rischio di quello al seno, del 10 al retto, del 22%
all'esofago, del 24 alla bocca e del 44% alla gola.

(*)




(*) Nota: si sta facendo sempre più strada il pensiero
che per molti problemi alcol correlati l’unica soglia di sicurezza è zero. La
maggior parte dei consigli, tuttavia, sono sostanzialmente orientati a bere il
più possibile, non il meno possibile. Sarebbe come se, di fronte all’evidenza
che due sigarette al giorno aumentano del dieci per cento il rischio di cancro,
si consigliasse di fumarne una.




SEGNALAZIONE DI ANDREA NOVENTA

CONVEGNO


Alcol e sicurezza dei giovani


Le politiche attive e le esperienze di
prevenzione nella provincia di Bergamo


con il patrocinio di ASL PROVINCIA DI B E R G A M O

Sala Auditorium Associazione Artigiani via Torretta 12 – Bergamo


Anche nella nostra provincia l’abuso di alcol, a partire dai giovanissimi, è un
problema reale e allarmante. Secondo una recente indagine effettuata dal
Dipartimento delle Dipendenze dell’ASL di Bergamo risulta che tra le giovani
generazioni la situazione è preoccupante. Le leggi sulla tematica riguardano
soprattutto la sicurezza stradale e non sono sufficienti ad arginare e limitare
i danni alcolcorrelati (incidenti stradali, infortuni sul lavoro, malattie,
dipendenza, violenze, ecc.). Fortunatamente alla normativa prevista si sono
affiancati percorsi diversi che si basano su un approccio preventivo fatto di
vicinanza, informazione, sensibilizzazione e condivisione. Il convegno, promosso
dai Gruppi Giovani dell’Associazione Artigiani, dell’Ascome dell’Avis
provinciale, con il patrocinio dell’ASL di Bergamo, vuole proprio

testimoniare il lavoro e le sinergie nate nella nostra provincia tra addetti ai
lavori,medici, psicologi, educatori, imprenditori, lavoratori e cittadini al
fine di contenere il fenomeno e aumentare la responsabilità collettiva.
L’iniziativa, che vede coinvolte diverse parti sociali, non ha la pretesa di
esaurire in modo scientifico l’argomento degli abusi e della sicurezza, ma di
rivolgere un messaggio di prevenzione, approfondendo quanto è stato fatto e
quanto c’è ancora da fare - molto - per proseguire nel difficile e affascinante
compito della educazione dei giovani.

ore 14.30 Saluti di benvenuto - Oscar Mora - Presidente GI Associazione
Artigiani Ettore Coffetti - Presidente GGI Ascom Tiziano Gamba - Presidente AVIS
provinciale Roberto Testa - Direttore generale ASL Bergamo Laura Tidone -
Direttore Dip. Dipendenze ASL Bergamo

ore 15.00 Apertura seminario

Alcol e prevenzione. Le esperienze internazionali e
nazionali


Tiziana Codenotti - Eurocare Italia Consulta Nazionale Alcol Ministero del
Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Alcol tra guida e lavoro. La realtà di Bergamo e le
linee di prevenzione


Andrea Noventa - Resp. Prevenzione SERT1 ASL Bergamo

I rischi lavorativi e l’approccio preventivo

Giorgio Luzzana - Resp. Medicina del lavoro ASL Bergamo Mauro D’Anna -Dirig.
Medico del lavoro Uff. PSAL ASL Bergamo

Coffe breack

ore 17.00 Interventi e testimonianze

Alcol e locali. Le esperienze bergamasche di
prevenzione


Luca Biffi - Resp. Prevenzione SERT 2 ASL Bergamo

Alcol e comunità locale: il ruolo dei territori

Diego Salvi - Coord. Tavolo Marginalità sociale Uff. di Piano delI’Isola

Divertimento e prevenzione. Le proposte degli
imprenditori bergamaschi


Angelo Zibetti - Presidente Locali da ballo Ascom Bergamo

Lavoro e prevenzione. Le proposte degli
imprenditori bergamaschi


Stefano Carrara – Consigliere Associazione Artigiani Bergamo

Progetti di prevenzione e salute del cittadino

Barbara Giussani - Resp. Unità di raccolta AVIS provinciale Bergamo

ore 18.30 Conclusioni

A seguire rinfresco analcolico a cura del Consorzio Artigiani Pasticceri
bergamaschi

Ai partecipanti verrà consegnata una cartelletta con: legislazione, opuscoli,
tabelle e materiale ISS

A richiesta, verrà rilasciato un certificato di partecipazione



CORRIERE DI AREZZO


Alcol e punti, Arezzo si interroga.


La Camera
penale degli avvocati raduna polizia, giudici, politici e medici legali. Pioggia
di processi per guida in stato di ebbrezza: summit di esperti.


AREZZO, 25.02.2009 - Nonostante il giro di vite
dell’estate scorsa per contrastare in maniera più efficace la guida in stato di
ebbrezza, anche nell’Aretino il numero delle infrazioni invece di diminuire è
aumentato. Non è servito a porre un freno al fenomeno neppure l’inasprimento
delle sanzioni che, oltre alla denuncia penale, prevedono pesanti ammende che
possono arrivare fino a 6mila euro, la sospensione della patente da tre mesi a
due anni e la decurtazione di 10 punti. Nei casi più gravi, quando il tasso
alcolemico nel sangue è superiore a 1,5 grammi per litro, si può arrivare anche
all’arresto fino ad un anno e alla confisca dell’auto.
Dall’osservatorio
della Polstrada di Arezzo emerge che nel 2008 le violazioni specifiche nel
nostro territorio sono cresciute del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno
precedente tanto che in Tribunale giudici e avvocati sono subissati di cause che
riguardano proprio il fenomeno dell’ebbrezza al volante e che interessano
indistintamente sia uomini che donne. Partendo da questa situazione la Camera
penale di Arezzo, presieduta dall’avvocato Mauro Messeri, ha organizzato per
venerdì prossimo un summit dal titolo emblematico:
“Guida in stato d’ebbrezza. La difesa di chi ha perso
punti...”. Alla conferenza (inizio ore 15.30) parteciperanno esperti come
Carmine Tabarro, comandante della Stradale di Arezzo, Maurizio Bianconi,
deputato del PdL e avvocato, il dottor Andrea Claudiani, giudice del tribunale
di Arezzo, l’avvocato Riccardo Gilardoni, il medico legale Pasquale Macrì, il
giudice di pace Rodolfo Pieschi. Sarà il presidente della Camera penale ad
aprire i lavori. “Per l’incontro di venerdì -
spiega Mauro Messeri -
abbiamo scelto questo tema in quanto è di grande attualità sia per il fermento
legislativo in atto sia per l’enorme numero di processi che continuano a
crescere di giorno in giorno. Da un lato il fenomeno è delicato visto che molto
spesso c’è corrispondenza tra guida in stato di ebbrezza e incidenti stradali.
Dall’altro perché come avvocati siamo chiamati a difendere anche soggetti ai
quali è stata ritirata la patente per aver bevuto ad una cena soltanto il
classico bicchierino di troppo, e quindi ci troviamo a fare i conti con un
panorama normativo piuttosto rigoroso. Da qui la necessità di organizzare la
giornata di studi durante la quale ci confronteremo con le massime autorità del
settore”. All’Etrusco si parlerà di metodologie di accertamento del tasso
alcolemico, della proposta di legge 2028 sulle modifiche al codice penale per i
delitti commessi con violazione delle norme sulla circolazione stradale in
soggetti in stato di ebbrezza, delle garanzie difensive nella fase
dell’accertamento e tutela contro il provvedimento di sospensione della patente
e decurtazione dei punti, del reato di guida in stato di ebbrezza e dei
provvedimenti di competenza del giudice di pace, fino all’esame del fenomeno dal
punto di vista della medicina legale

Mauro Bellachioma



CORRIERE DI AREZZO


Alcoldipendenza, c’è ancora tanto sommerso.


Una piaga sociale molto diffusa, specie
fra i giovani, e che spesso sfugge al controllo.


SIENA, 25.02.2009 - Sull'alcoldipendenza c'è ancora
tanto sommerso. E' quanto evidenziato dal summit del Cesvot e promosso
dall'Associazione Acat di Siena che si è svolto venerdì scorso al Santa Maria
della Scala in collaborazione col Sert della Asl7 di Siena, i comuni della zona
zenese, l'amministrazione provinciale, la prefettura, la questura ed alcune
associazioni di volontariato e culturali senesi che hanno aderito
all'iniziativa. Dati Istat alla mano, in Italia la mortalità per incidente
stradale, in particolare, viene stimata come correlata all'uso di alcol per una
quota compresa tra il 30% e il 50% del totale. Sempre nel nostro paese, il 31%
della popolazione maschile di età media e anziana consuma quotidianamente
bevande alcoliche.
Il 16% di età compresa tra i 65 e 74 anni ha consumi
quotidiani eccedenti ed è persistente la tendenza all'aumento del numero dei
consumatori nella fascia di età giovanile indipendentemente dal sesso. Mentre,
sempre dati Istat alla mano, è alta la percentuale di giovani e giovanissimi con
comportamenti di ubriacatura, inoltre è crescente la percentuale di giovani con
problemi alcolcorrelati. Se pur non entrando nel merito dei dati, il dibattito
senese ha voluto affrontare a tutto tondo la problematica circa la diffusione
del problema dell'alcol e la difficoltà, tanto da parte dei servizi sociali
quanto delle associazioni, nel venire a piena conoscenza e nell'entrare in
relazione con un sommerso che si percepisce presente, ma, appunto, indefinito.
Le motivazioni di tale difficoltà sono molte: la ritrosia ed il pudore da parte
delle famiglie nel far emergere situazioni di disagio legate all'alcol; la
mancanza di fiducia nella capacità degli operatori a trovare soluzioni alla
questione. L'impegno di tutti è creare una forte integrazione fra tutte le
risorse del territorio deputate alla tutela e promozione della salute al fine di
intervenire sulla cultura del fenomeno per riportare l'attenzione sui corretto
stili di vita oltrechè di piena coscienza e consapevolezza dei rischi connessi.
Appare, pertanto, quanto mai opportuno avere un quadro di riferimento preciso
dei servizi presenti sul territorio e delle istituzioni ed associazioni che
operano specificatamente in quest'ambito. Così come è di fondamentale importanza
veicolare le informazioni, far conoscere, mettere in rete e coordinare queste
risorse nei loro interventi



IL TIRRENO

MERCOLEDÌ, 25 FEBBRAIO 2009


Cacciatori, test per alcol e droga



Proposta dei Verdi contro i troppi incidenti anche mortali

MONTECATINI. Alcol test e droga test ai cacciatori. La proposta di Lorenzo
Lombardi (Verdi Arcobaleno su Pistoia), ha cominciato il suo giro fra Comuni e
Regioni. Lombardi ne ha già discusso in Regione e ora il presidente nazionale
dei Verdi Grazia Francescato la sta divulgando nei vari Comuni.

Il senso della proposta, destinata a far discutere, è sintetizzato in un ordine
del giorno che Lombardi presenterà in consiglio comunale a Pistoia.

L’ha anticipata in una conferenza.

Troppi morti. «L’ultimo incidente di caccia ha colpito un uomo, un veterinario,
che cercava funghi nelle campagne del pisano. Un cacciatore ha visto muovere un
cespuglio e ha sparato. La vittima lascia moglie e tre figli piccoli» dice
Lombardi.

Poi precisa: «Quest’anno in Toscana ci sono già stati
41 morti di caccia, in proporzione più delle terribili morti sul lavoro».


Insomma
«chi maneggia le armi deve essere controllato, come chi guida, perché deve avere
la massima lucidità psico-fisica».

Da qui la necessità di fare test per sapere se il cacciatore ha bevuto, con i
limiti previsti dal codice della strada.


Pena: il ritiro del porto d’armi per 6 mesi o per sempre, dipende dalla gravità.
Se il cacciatore risulta drogato, perde per sempre il porto d’armi e il fucile.

La proposta parte, non a caso, proprio da Pistoia dove si registra una
percentuale di cacciatori sul numero di abitanti fra le più alte d’Italia.

Proiettile killer. «Il proiettile che ha ucciso il cercatore di funghi di Pisa
era grossomodo come questo, un calibro 9 lungo, si spara con una carabina a
canna rigata» dice Franco Matteoni dei Verdi girando tra le dita un proiettile
simile a una penna biro.

Poi aggiunge: «Ha una traiettoria molto più lunga dei normali proiettili da
caccia, se si sbaglia il bersaglio, può continuare fino a raggiungere il
versante opposto della collina. Lascio immaginare cosa succede se passa un
escursionista o un cercatore di funghi».

Un fondo per le vittime. Lombardi propone anche un fondo per le vittime degli
incidenti da ricavarsi con i fondi destinati dalla Regione all’attività
venatoria.



IL GAZZETTINO


Annullata la festa dell’"alcol libero"


Accolte le proteste di bar e circoli


San Donà di Piave, Mercoledì 25 Febbraio 2009 - Salta
la festa di Carnevale alcolica, esultano i gestori dei locali del Sandonatese.
Per la prima volta gestori dei locali pubblici e club privati hanno agito
insieme per impedire una festa abusiva caratterizzata dalla formula “free
drink”, che a fronte del pagamento di 15 euro consentiva di bere alcolici a
volontà. L’evento, sembra promosso da minorenni e indirizzato ai loro coetanei,
doveva svolgersi lunedì all’Old River nella frazione di Chiesanuova, dove erano
attese oltre 200 persone, ma è stato impedito dall’intervento delle forze
dell’ordine su segnalazione dei gestori.
(*)


«Non siamo contro la festa – precisano i presidenti
dei club della zona –, ma contro la formula “free drink”. Il fatto che la festa
sia saltata conferma che l’elemento aggregante non era la voglia di divertirsi,
ma l’alcool». Il grosso colpo messo a segno da gestori e presidenti di club mira
proprio a far intendere che nel Sandonatese sono in prima linea nel proporre un
divertimento sano.


Chi plaude all’iniziativa è Emanuele Prataviera, coordinatore dei Giovani Padani
del Veneto Orientale: «A quindici anni l’obiettivo non può essere quello di
ubriacarsi, il rischio è che nasca un circolo vizioso, dall’alcool è facile
passare alle droghe, dal superalcolico allo spinello il passo è breve. A breve
partiremo con una campagna di sensibilizzazione su queste tematiche a livello
regionale, dove il Veneto Orientale fungerà da avanguardia a supporto del
progetto "Off Limits" dell’Asl 10. Ai ragazzi diciamo: non fate finta di niente,
ai genitori svegliatevi e sorvegliate sui vostri figli».

Tra le iniziative in cantiere dei Giovani padani anche una tavola rotonda con le
forze dell’ordine, i gestori, l’Asl 10, le forze politiche e della società
civile.

Linea dura da parte degli organizzatori del party targato “free drink”. Non
hanno restituito i soldi delle prevendite, sostenendo che l’evento è solo
rinviato e indicando finalità benefiche a favore dell’oratorio don Bosco. Ma il
direttore di quest’ultimo, don Alberto Maschio, nega qualsiasi coinvolgimento
della struttura salesiana. «La nostra festa di Carnevale è stata fatta sabato
sera - spiega il direttore -, senza alcolici e senza biglietto d’ingresso. Gli
organizzatori dell’evento che doveva tenersi all’Old River, peraltro molto
giovani, si sono rivolti a noi solo lunedì mattina, manifestando questa
intenzione. Li ho avvertiti che era necessario risentirci nel pomeriggio, ma non
si sono più fatti vivi».

Davide De Bortoli



(*) Nota: tra le tante definizioni in cui ci
imbattiamo: alcolismo, alcolici, patologie alcol correlate… quella dei gestori
di bar spicca per la sua semplicità: gli alcolici che fanno male sono sempre
quelli venduti dagli altri.




IL GAZZETTINO (Treviso)


«Va bene, però non si devono vendere alcolici»



Montebelluna Mercoledì 25 Febbraio 2009 - (L.Bon)
"Niente alcolici". E' questa una delle indicazioni che la direttrice della
biblioteca Alda Resta ed il Cda hanno dato a proposito dell'apertura del bar.
"Assieme al Cda -dice la direttrice- abbiamo espresso un giudizio articolato
sull'opportunità di inserire il bar. Innanzi tutto, è stato detto no alla
vendita di alcolici; il bar va inoltre concepito a servizio degli utenti e deve
rispettare le finalità della biblioteca; va pure riprogettato l'assetto dei
servizi del piano terra, contemperando le esigenze della biblioteca e del bar.

Una particolarità rispetto ad altre strutture è legata al fatto che il bar avrà
un ingresso dall'esterno: importante prevedere un sistema anti taccheggio. E'
anche necessario che restino pure i distributori: sono particolarmente graditi.
Se le situazioni non vengono gestite bene, c'è il rischio di perdere parte di
utenza. Per questo siamo prudenti".



IL GAZZETTNO (Padova)

Libro di Pittoni

Come vincere l’alcolismo:
racconto della vera storia di Gaia



Mercoledì 25 Febbraio 2009 -
La difficile e
delicata tematica dell’alcolismo verrà affrontata oggi, alle 18, al Centro
Culturale San Gaetano di via Altinate. L’iniziativa, voluta da Paola Viaro in
occasione della presentazione del libro “Il mio perché – una storia vera” dello
scrittore Leros Pittoni, prevede un’analisi del libro seguita da una discussione
sul tema dell’alcolismo.

“Tutto il nostro modo di sentire è diventato oggi inattuale”. Con questa
citazione del drammaturgo tedesco Bertold Brecht si apre la nota dell’autore de
“Il mio perché – Una storia vera”, Leros Pittoni, autore già noto ed apprezzato
nel panorama letterario, che racconta il difficile percorso segnato dall’abuso
di alcol, e della difficile risalita attraverso la speranza nella forza della
vita e dell’amore visto attraverso gli occhi di Gaia. Presenta il professor
Luigi Gallimberti, psichiatra dalla Formazione Psicoanalitica, direttore del
Reparto di Tossicologia Clinica delle Farmacodipendenze dell'Azienda ospedaliera
di Padova. Sarà presente l’autore ed interverranno Fabrizio Magagni,
sovrintendente per i beni storici e artistici del Veneto Occidentale, Giancarlo
e Silvia dell’Associazione Alcolisti Anonimi, Renata Rebeschini, attrice
teatrale.



EMERGENZA ALCOLISMO

Fonte: Il Ponente

A
Carcare presentazione del libro “L’Ultimo bicchiere”


mercoledì, febbraio 25, 2009 - Giovedì 26
febbraio, alle 20, nella sala riunioni della biblioteca civica di Carcare,
presentazione del volume “L’Ultimo Bicchiere” di Giorgio Pierdominici e Mary
Caridi, con la partecipazione del Cavalier Casimiro Dell’Arco Talarico.

La presentazione, già programmata per la fine del 2008, era stata rimandata a
causa delle copiose nevicate.

Il libro
è di grande attualità visto il tema trattato (come uscire dall’alcolismo), tema
sempre più interessante soprattutto a causa dei moltissimi giovani colpiti da
questa patologia.

La storia di uno “che ce l’ha fatta”, raccontata in prima persona, può essere di
stimolo e aiuto alle famiglie.




IL GIORNALE


Nei bar birra solo con il panino: hooligan «dissetati» dagli abusivi


di Maria Sorbi

Un’ordinanza del prefetto vieta di servire alcol a
stomaco vuoto In piazza del Duomo un tifoso fermato con le tasche piene di sassi


I baristi sono stati tassativi con i
tifosi del Manchester: niente alcolici se non ordinate almeno un panino. E non
lo hanno fatto certo per guadagnare di più, né per riguardo verso la salute
degli hooligans. A imporre il divieto di vendere alcolici nel giorno della
partita è stata un’ordinanza del prefetto. Visti i precedenti, ha pensato bene
di prevenire il problema dei gruppi di tifosi ubriachi in giro per Milano.

(*)


Niente
alcolici a stomaco vuoto dalle sette del mattino nei bar del centro, di San
Siro, di via Novara, di via Triboniano, intorno alla stazione Centrale e
all’aeroporto di Linate.

Al bar Zucca, nel cuore di piazza Duomo, i gestori hanno appeso l’ordinanza a
fianco della cassa, evidenziando i punti salienti del divieto. «Abbiamo spedito
tutti fuori - spiega inflessibile la proprietaria -. Niente panino, niente
alcol. Le regole sono chiare e noi non ci teniamo certo a essere multati». Sì,
ma a pochi metri più avanti, al bar d’angolo tra la piazza e via Mercanti,
troviamo i tifosi inglesi già paonazzi all’una, accampati sui tavolini
all’aperto. E la scena fa un po’ ridere: di fronte hanno un toast striminzito di
cinque centimetri per cinque e due boccali stracolmi di birra. I baristi sono
senza parole. La loro parte l’hanno fatta, appendendo un cartello sul bancone
con scritto in inglese: «Non serviamo birra senza cibo». E in effetti gli
hooligans sembrano rispettare le regole, diligenti. «Sì, certo - dice irritato
un cameriere - peccato che fanno i furbi. Non c’è proporzione tra quello che
ordinano da mangiare e quello che ordinano da bere. Sono perfino capaci di
avanzare mezzo panino nel piatto».


Da bravi appassionati di calcio, gli inglesoni dribblano le regole. In più ci si
mettono gli abusivi a peggiorare la situazione. Ed ecco che l’ordinanza rimane
solo un foglio appeso. La rigidità dei baristi non serve a evitare i fiumi di
alcol. I venditori non autorizzati spuntano come funghi in piazza Duomo nel
primo pomeriggio. Armati di borsa frigo, bottiglie e lattine, sono «la salvezza»
dei tifosi in trasferta. Vendono quel che possono prima di essere beccati dalla
polizia. Poi si dileguano nella folla o vanno a fare rifornimento di altro alcol
al supermercato.

L’atmosfera si surriscalda velocemente ai piedi del Duomo. Gli inglesi
bianco-rossi, mezzi brilli, si lanciano in canti, cori e balli propiziatori.
Dall’altro lato gli ultras nerazzurri, quasi attoniti nel vedere tanta enfasi.
Qualche interista si arrampica perfino sui lampioni per immortalare con il
telefonino le danze folkloristiche dei rivali.

Le due tifoserie prendono a calci un pallone che rimbalza da un lato all’altro
della piazza. Assieme a quello vola anche qualche bottiglie di vetro. La polizia
ferma un hooligan con le tasche piene di sassi. Probabilmente li conservava per
lanciarli allo stadio.



(*) Nota: le ordinanze che cercano di limitare il
consumo di alcolici ricalcano i pregiudizi e i luoghi comuni con cui molti
bevitori giustificano il loro bere. Allo stesso modo, servono più a convivere
con gli alcolici che ad allontanarsene.




IL GAZZETTINO (Udine)

Domani in città i tifosi polacchi del Poznan: consueta accoglienza in Giardin
Grande



Uefa, ordinanza anti-alcol


Divieto di vendita e somministrazione
dalle 15 alle 19


Mercoledì 25 Febbraio 2009, (al.pi.) Divieto
anti-alcol, 600 uomini per la sicurezza, ma anche accoglienza in piazza Primo
Maggio: Udine si prepara alla partita di ritorno di coppa Uefa prevista per
giovedì tra Udinese e Lech Poznan
. Il Comune sta prendendo contatti con i
Consorzi friulani per organizzare, in piazza Primo Maggio, l’area accoglienza
per i tifosi polacchi (ne arriveranno 2300): niente tendone, questa volta
verranno usate le casette. «Staremo aperti dalle 11 alle 19 – spiega l’assessore
Kristian Franzil -. Puntiamo ad una iniziativa più strutturata, per promuovere
veramente i prodotti locali».

Intanto, oggi pomeriggio, il sindaco Furio Honsell
dovrebbe firmare l’ordinanza preparata per l’evento, che prevede il divieto
assoluto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche sia
nei pubblici esercizi sia negli esercizi commerciali nel pomeriggio dalle 15
alle 19 (ma l’orario definitivo verrà stabilito oggi). Si tratterebbe di
mezz’ora in più rispetto a quanto fatto per la sfida con i croati della Dinamo,
estensione fatta per evitare che dopo lo stop ci sia il tempo di fare
“rifornimento” prima di entrare allo stadio. Il divieto interesserà tutto il
centro e i Rizzi, nonché i comuni dell’hinterland situati vicino allo stadio e
in particolare le frazioni di Torreano (Martignacco), Colugna (Tavagnacco),
Santa Caterina e Passons (Pasian di Prato). Resteranno invece escluse
dall’ordinanza le frazioni udinesi di Cussignacco, Paparotti, Laipacco, San
Gottardo, Beivars, Godia Per l’ora di pranzo non ci saranno limitazioni, in modo
da assecondare le richieste dei commercianti. Ma le forze dell’ordine
sollecitano ad usare già dalle dieci del mattino nelle zone sottoposte
all’ordinanza, soltanto bicchieri e contenitori di carta o plastica, invece che
bottiglie di vetro, in modo tale da ridurre il rischio di piccoli incidenti e i
problemi di sporcizia.
E saranno circa 600, tra steward e forze
dell’ordine, gli uomini impiegati per garantire la massima sicurezza allo stadio
e in città: gli steward messi a disposizione dalla società bianconera saranno
infatti circa 340 e oltre 250 saranno gli uomini di polizia, carabinieri,
guardia di finanza e municipale che durante tutta la giornata di giovedì
resteranno in servizio in città e in tutte le zone frequentate dai tifosi.

Probabile anche l’arrivo di alcuni funzionari della polizia polacca con i quali
comunque la questura è in contatto continuo tramite l’ufficiale che lavora con
l’ambasciata polacca a Varsavia. Sempre da Varsavia giovedì dovrebbe arrivare
anche il viceconsole.



GOMARCHE

Violenza
sessuale: questore chiude discoteca


Il Questore di Pesario e Urbino chiude
per sette giorni la nota discoteca di Mondolfo “Miu J'Adore”, dove, nelle prime
ore del 23 febbraio, si è consumata la violenza sessuale a danno di una
diciassettenne ad opera di alcuni coetanei.


MAROTTA Mercoledì 25 Febbraio 2009 - Il Questore di Pesaro e Urbino, Benedetto
Pansini, ha disposto la sospensione della licenza di pubblico esercizio per
sette giorni nei confronti della nota discoteca di Mondolfo “Miu J'Adore”, dove,
nelle prime ore del 23 febbraio, si è consumata la violenza sessuale a danno di
una diciassettenne ad opera di alcuni coetanei.

La notizia, che ha assunto una notevole eco sui quotidiani locali e nazionali,
ha sicuramente contribuito ad accrescere l'insicurezza della collettività,
soprattutto in questo momento in cui si registra una particolare attenzione ai
crimini concernenti la violenza sulle donne.

La Questura riporta su una nota: "L’evento è da
ricondursi all’eccessivo abuso di bevande alcoliche somministrate all’interno
del locale, protratta nell’arco della serata anche a persone in evidente stato
di ebbrezza, circostanza quest’ultima che è apparsa gravissima, se rapportata ad
un locale pubblico che si attesta come ritrovo, nel fine settimana, di numerosi
minorenni".




IL TIRRENO

MERCOLEDÌ, 25 FEBBRAIO 2009


Alcol: via una patente ogni due giorni



Trenta quelle ritirate tra polstrada e carabinieri dall’inizio dell’anno


CECINA. «Dé, ma la patente me l’avete già ritirata una
volta...». All’obiezione del giovanotto, il brigadiere che scrive il verbale
solleva lo sguardo. Poi si rimette a scrivere, scuotendo il capo in silenzio. La
scenetta è avvenuta sabato sera. Il giovanotto in questione (23 anni) aveva
appena soffiato nell’etilometro, perdendo in un colpo patente e auto. Perché il
livello di alcol nel sangue era 1,60, oltre il triplo del limite consentito.
Stessa sorte per altri sei automobilisti.


Di patenti, a Cecina, ne saltano una ogni due giorni per guida in stato di
ebbrezza alcolica. Dall’inizio dell’anno i carabinieri ne hanno ritirate 22 (più
altre due per guida sotto l’effetto di stupefacenti). Nel corso del 2008 le
patenti ritirate a causa dell’alcol erano state 180 (22 per gli stupefacenti).

Ai dati dei carabinieri vanno aggiunti quelli della polizia stradale. Gli
agenti del distaccamento cecinese l’anno scorso ne hanno ritirate 88 in tutto,
78 per l’alcol e dieci per gli stupefacenti. Nell’ultimo mese siamo a quota 4,
dato che però non tiene conto dell’attività svolta dagli altri distaccamenti
della polstrada (Venturina e sede centrale di Livorno).

«La fascia di quelli che risultano positivi è compresa tra i 22 e i 40 anni -
dice Salvatore Arena, comandante della polstrada cecinese - con le violazioni
più gravi commesse dagli under 30. Moltissimi superano il limite del doppio,
molti del triplo. Pochi quelli che rifiutano il test. Ci sarà capitato cinque o
sei volte quest’anno. Noi in questo caso facciamo il verbale e consideriamo
l’automobilista positivo. Su che basi? Dal modo di parlare, dall’alito vinoso.
Ma c’è anche gente che non si regge in piedi».

Anche i carabinieri di recente si sono armati di precursore, etilometro e hanno
avviato una specie di operazione guida sicura. Nel fine settimana si piazzano a
ridosso dei locali notturni ed effettuano un filtro in corrispondenza delle
maggiori arterie come Variante e Aurelia. Nell’ultimo weekend hanno controllato
un centinaio di auto e ritirato sette patenti, tutte a causa dell’alcol. E tutte
a conducenti giovani.

«E’ chiaro che le fasce dipendono anche da dove ci mettiamo - spiega il
capitano Pasquale De Corato - se ad esempio il controllo avviene in
corrispondenza del Babayaga, a Marina, l’età si abbassa notevolmente. Si alza
invece quando ci spostiamo a Rosignano nei paraggi del Sopravento. Perché cambia
l’età degli avventori. Locali a parte, in generale l’età è piuttosto bassa. E’
raro trovare positivo un automobilista over 40. Caccia alle patenti?
Assolutamente no. Non siamo affatto fiscali. Non è questo il senso. Ho deciso di
intensificare i controlli per sensibilizzare i cittadini, per fare prevenzione.
L’etilometro è un ottimo deterrente. E devo dire che i ragazzi se ne rendono
conto, sono pochi quelli che fanno obiezioni».

Qualcuno ci prova, nei modi più strani e a volte sconclusionati. Come quello di
cui dicevamo, che ha protestato perché gli era stata già ritirata la patente,
ribadendolo come se anziché un’aggravante fosse un’attenuante. O quelli che
dicono di aver «fatto solo 500 metri», tralasciando che ne avrebbero dovuti
percorrere molti di più. Domenica sera uno dei multati ha obiettato di essere
stato «il più sobrio di tutti». Si riferiva ai tre amici che aveva a bordo. In
effetti gli altri erano ubriachi e lui, il sobrio, aveva il tasso più «basso»:
1,60.

A.d.G.



IL TIRRENO

MERCOLEDÌ, 25 FEBBRAIO 2009

Cosa si rischia mettendoci al volante dopo aver
bevuto


Anche il rifiuto è un reato


Sanzioni. Il limite massimo consentito è di 0,5 grammi
di alcol per litro di sangue. Tra 0,5 e 0,8 g/l è prevista un’ammenda da 500 a
2.000 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Tra 0,8 e 1,5 g/l
l’ammenda varia da 800 a 3.200 euro ed è previsto l’arresto fino a sei mesi e la
sospensione della patente per un periodo compreso tra sei mesi e un anno. Oltre
1,5 g/l sono previsti un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro, l’arresto da tre mesi a
un anno, la sospensione della patente da uno a due anni e la confisca del
veicolo con la sentenza di condanna.


L’auto. Il veicolo, qualora non possa essere guidato da altra persona idonea,
può essere fatto trainare al luogo indicato dall’interessato o fino alla più
vicina autorimessa e lasciato in consegna al proprietario con le normali
garanzie per la custodia.

Nel caso in cui lo stato di ebbrezza alcolica provochi un incidente stradale,
le sanzioni sono raddoppiate; e se il veicolo risulta di proprietà di chi ha
commesso l’illecito è previsto il fermo amministrativo dello stesso per 90
giorni.

Rifiuto. Chi rifiuta di sottoporsi all’alcoltest commette un illecito penale
punibile con le seguenti sanzioni: arresto da tre mesi a un anno; ammenda da
1.500 a 6.000 euro; sospensione della patente per un periodo da 6 mesi a 2 anni
e la revoca nel caso in cui il conducente sia stato condannato per il medesimo
reato nei due anni precedenti; fermo amministrativo del veicolo se di proprietà
di chi ha commesso l’illecito.

Sintomi. In genere si va da una iniziale sensazione di ebbrezza (0,1-0,2) con
un affievolirsi della vigilanza, al cambiamento dell’umore, nausea, sonnolenza,
riduzione della capacità di giudizio e riflessi alterati quando vengono superati
i limiti di 0,5-0,8.

Differenze. I tassi sono suscettibili di variazioni tra uomini e donne, in base
ai diversi pesi corporei e a seconda se l’alcol viene ingerito a stomaco pieno o
vuoto.

Le tabelle. Dal settembre dello scorso anno in discoteche, ristoranti, bar, pub
e pizzerie che svolgono anche spettacoli e altre forme di intrattenimento è
obbligatorio esporre le tabelle sui rischi di assunzione da alcol. Chi non le
espone rischia la chiusura del locale da 7 giorni a un mese.



L’ADIGE

Il processo. Un anno e mezzo ad una rivana. L'investimento in viale Rovereto


Era ubriaca quando uccise la
turista


Tutto sommato le è andata anche bene. Perchè il patteggiamento, su un fatto
accaduto due anni or sono, è stato concordato e chiuso con la vecchia
«normativa» mentre la nuova legge in materia di guida in stato di ebbrezza è
sicuramente più severa e avrebbe potuto costarle molto più caro considerato che
la sua condotta ha causato la morte di un'altra donna, una turista tedesca di 75
anni, in vacanza a Riva assieme al marito quando una tragica sera di maggio del
2007 venne investita e uccisa in viale Rovereto. Per quel fatto ieri mattina
davanti al gup di Rovereto Michele Cuccaro è comparsa C.M., 57 anni, residente a
Riva, accusato di «omicidio colposo» e «guida in stato di ebbrezza». Ha
patteggiato un anno e mezzo di reclusione, con la sospensione condizionale della
pena, e altrettanto di sospensione della patente in quanto dagli accertamenti
effettuati poco dopo il tragico investimento era emerso che il suo tasso
alcolemico superava i limiti consentiti dalla legge. La sera del 17 maggio 2007,
poco dopo le 21, fu lei, al volante della sua Seat Ibiza, a centrare in pieno
Gertrud Bauer che aveva deciso di festeggiare il suo settantacinquesimo
compleanno con una breve vacanza assieme al marito sulle sponde del Garda.
Compiva gli anni proprio quel giorno e quel giorno di maggio ha trovato la
morte. Gertrud Bauer fu centrata in pieno dalla Seat Ibiza mentre attraversava
la strada all'altezza dell'Hotel du Lac. Un impatto violentissimo e il corpo
della donna trascinato per una trentina di metri prima di rovinare sull'asfalto.
Troppo gravi le ferite riportate: la donna morì all'ospedale di Rovereto poche
ore dopo il trasporto d'urgenza.



IL TIRRENO

MERCOLEDÌ, 25 FEBBRAIO 2009

PATENTE RITIRATA

Positivo all’alcoltest e alla
cocaina


LIVORNO. Nel corso del fine settimana gli agenti del nucleo volanti della
Questura di Pisa hanno ritirato quattro patenti, tre a Migliarino lungo la
Statale Aurelia e una quarta nel centro della città.

I quattro automobilisti - due di Viareggio, uno di Pisa e un altro di Lirvono -
sono stati fermati per un controllo e sono risultati positivi all’alcoltest.

A uno di loro, un quarantenne di Livorno di cui non sono state rese note le
generalità, è stata contestata anche la detenzione di sostanza stupefacente
(cocaina) per uso personale, tanto che è scattata automaticamente la
segnalazione al prefetto.



ASAPS

Piazza Armenia (EN)

Commerciante insulta e aggredisce
Carabinieri


L’uomo, ebbro
al volante, era finito fuori strada perché non si era accorto che la via era
interrotta


25 febbraio 2009 – Ubriaco al volante non si accorge
che la strada è interrotta e finisce fuori strada. L’incidente è avvenuto a
Piazza Armerina in provincia di Enna. Un commerciante di 27 anni, risultato
positivo al test dell’etilometro, ha travolto parte della segnaletica posta come
barriera lungo la strada Provinciale n.4 e ha terminato la sua corsa fuori
strada. Quando sono arrivati i Vigili del Fuoco per soccorrerlo, il ragazzo ha
iniziato a insultarli e a inveire contro di loro. Poco dopo, lo stesso
trattamento è stato riservato ai Militari giunti sul luogo dell’incidente.



Mentre veniva identificato dalla pattuglia del radiomobile, evidentemente sotto
i fumi dell’alcol, il 27enne si è improvvisamente avventato contro la gazzella
dei Carabinieri, rompendone il finestrino anteriore e tempestando di calci e
pugni la carrozzeria. Bloccato a fatica dagli uomini dell’Arma, il giovane è
stato portato negli uffici della compagnia dove è stato dichiarato in arresto
per i reati di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale,
danneggiamento aggravato e guida in stato di ebbrezza. Non contento il
commerciante ha continuato a dare in escandescenza anche negli uffici della
caserma. L’autovettura che conduceva è stata posta sotto sequestro e a lui è
stata ritirata la patente. Il 27enne si è rifiutato di andare in ospedale per
compiere gli accertamenti sullo stato di ebbrezza, si è reso quindi necessario
fare giungere in Caserma un medico della locale guardia medica che ne ha
attestato le condizioni di alterazione psicofisica dovuta all’eccessiva
assunzione di alcol.



CORRIERE ADRIATICO


Rimini: due incidenti causati da alcol o droghe


RIMINI, 25 febbraio 2009 - Due incidenti
in poche ore causati dall'alcol nel riminese. Il primo si è consumato nella
notte tra martedì e mercoledì a Bellaria sulla Statale 16 Adriatica. Un 67enne
di Gatteo, al volante di una Mercedes, nell'imboccare la corsia di un
distributore di benzina si è schiantato contro il spartitraffico. Gli agenti
della PolStrada di Riccione, intervenuti sul posto per i rilievi di legge, hanno
accertato che il conducente era al volante con un tasso di 1,31 g/l.

Inoltre gli agenti hanno riscontrato che la patente dell'automobilista era
scaduta e che la vettura non era stata sottoposta a revisione. Alle 4, invece,
un 65enne, probabilmente in condizioni psicofisiche alterate da alcol o
stupefacenti, è caduto dal motorino. L'incidente, rilevato dalla Stradale, si è
consumato all'incrocio tra via Covignano e via dell'Ariete.



LA STAMPA

ALL'OSPEDALE GRADENIGO


Ubriachi fradici in corsia aggrediscono una guardia


Si sono
intrufolati nella sala d’attesa del pronto soccorso ed hanno infastidito i
malati, preso a pugni il sorvegliante e cercato di colpire gli agenti con un
bottiglione di vino


TORINO, 25/2/2009 - Volevano passare la notte al caldo
dell’ospedale Gradenigo di Torino, scolandosi un pintone di 2 litri e mezzo di
vino. E quando la guardia giurata del pronto soccorso li ha invitati ad
allontanarsi, perchè infastidivano pazienti e personale sanitario, l’hanno
ferita con un pugno in faccia. A calmarli ci hanno pensato gli agenti del
commissariato Centro che li hanno arrestati.


In manette sono finiti due extracomunitari, un algerino di 52 anni e un
marocchino di 39. Sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni
aggravate, molestie e disturbo in luogo pubblico.

Ubriachi fradici, i due si sono intrufolati nella sala d’attesa del pronto
soccorso intorno alla mezzanotte. E, tra un bicchiere e l’altro, hanno iniziato
a disturbare i malati e il personale sanitario dell’ospedale. Urla, risate
sguaiate e battute pesanti, fino all’aggressione alla guardia giurata che ha
fatto scattare la chiamata al 113.

L’intervento della polizia è stato immediato. E lo è stata anche la reazione dei
due ubriachi, che hanno dato in escandescenza cercando di colpire gli agenti con
il bottiglione.



LA SICILIA

Due mesi di reclusione per un 66enne

Botte alla
moglie e alla figlia: condannato



Si è concluso presso la sede distaccata di Canicattì del tribunale di Agrigento,
il processo di un uomo di Canicattì accusato di aver picchiato, in diverse
occasioni, la moglie e la figlia. Presso l'aula penale del tribunale di via
Livatino, il giudice monocratico Luca D'Addario ha emesso la sentenza di
condanna a 2 mesi d reclusione nei confronti di un 66enne del luogo, L.S.,
queste le sue iniziali. I fatti si riferiscono
all'aprile del 2007. L'uomo, in diverse occasioni, avrebbe maltrattato la moglie
con calci e pugni. L'imputato , spesso, si sarebbe presentato in casa in stato
di ebbrezza scagliando poi tutta la sua ira contro la propria consorte.

Stanca di questa situazione familiare, la figlia dell'imputato avrebbe invitato
la madre a denunciare l'uomo presso le forze dell'ordine locali. L'uomo, appresa
la notizia di una possibile denuncia nei suoi confronti, avrebbe scagliato la
sua ira contro la figlia provocandogli lesioni al volto giudicate guaribili in 4
giorni. Visto i continui rifiuti della donna sarebbe stata la stessa figlia a
recarsi presso la locale compagnia dei carabinieri per sporgere denuncia contro
il padre violento. In alcune occasioni, l'uomo avrebbe colpito alla testa la
propria moglie con suppellettili provocandogli lesioni giudicate guaribili in
tre giorni. Oltre a maltrattare la donna, l'imputato l'avrebbe anche minacciata
di morte. I militari dell'Arma, accertato che quanto dichiarato dalla donna
corrispondesse a verità, denunciarono l'uomo per maltrattamenti in famiglia. Il
giudice D'Addario ha emesso la sentenza di condanna a 2 mesi di reclusione.

D.D.



CORRIERE ADRIATICO

Senegalese dà in escandescenza in un bar del centro

Ubriaco e violento, in carcere



Era al bar Bistrot, in corso Umberto, completamente
ubriaco. Ha cominciato ad insultare la commessa per poi prendersela con gli
agenti del Commissariato. Ad un senegalese di 37 anni residente a Teramo, quel
bicchierino di troppo gli è costato un arresto per resistenza e minacce a
pubblico ufficiale e ingiurie nei confronti della barista.
Erano circa le
10, nel bar c’erano dei clienti, quando l’extracomunitario, in preda ai fumi
dell’alcool, ha inscenato un vero e proprio show, cominciando a battere i pugni
sul tavolo e offendendo la barista. Immediatamente sono intervenuti gli agenti
del Commissariato, insieme al 118, che hanno invitato il senegalese ad uscire.
Appena fuori, è rientrato di corsa, ha afferrato una zuccheriera e mentre
minacciava di lanciarla, la barista è svenuta. Si è ripresa poco dopo, grazie
all’intervento del suo medico di famiglia. Nel frattempo, sono arrivati i
rinforzi, una seconda volante, che ha preso il senegalese e lo ha trasportato in
Commissariato. Durante il tragitto, come pure in sede, ha continuato a dare in
escandescenza, con calci e pugni. Inutili i tentativi dei poliziotti, di
riportarlo alla calma. Nelle prime ore del pomeriggio, infatti, dopo avere
insistentemente opposto resistenza agli agenti e averli minacciati, è stato
arrestato per resistenza e minacce a pubblico ufficiale e per ingiurie nei
confronti della commessa.

P.V.,



CORRIERE ADRIATICO

I familiari riportano lievi
lesioni curate in ospedale L’uomo rimesso in libertà con divieto di coabitazione


Picchia
moglie e figli



Arrestato un cinquantenne disoccupato in preda ai fumi dell’alcol

In preda ai fumi dell’alcol ha maltrattato e picchiato i propri
familiari. A.H., cinquantenne del luogo, sposato, padre di tre figli,
disoccupato, è stato tratto in arresto dai carabinieri dello locale stazione per
maltrattamenti e lesioni personali. I famigliari hanno dovuto ricorrere al
pronto soccorso dove i medici hanno riscontrato loro lesioni di lieve entità.


Da quanto si è appreso non era la prima volta che succedeva. Almeno in una
precedente situazione erano anche intervenuti i militari dell’Arma per riportare
un po’ di calma. Stavolta l’uomo ha superato ogni limite così si è ritrovato di
fronte i carabinieri che, alla luce di quanto hanno potuto verificare, si sono
visti costretti ad arrestare l’uomo. Che già ieri era a piede libero, ma
l’arresto è stato convalidato, dal gip che gli ha vietato la coabitazione, per
cui l’uomo si è trasferito presso la dimora di un parente, in un altro comune.


Non tutti i particolari della poco piacevole storia sono stati resi noti. Si
comprende che la vicenda lascia molto amaro in bocca. Il paese è piccolo, si
limitano a dire i carabinieri, meglio evitare troppi particolari. Nonostante le
iniziali lascino supporre diversamente si è avuta conferma che l’uomo è di
nazionalità italiana.

L’altra sera aveva alzato il gomito più del solito. Una volta rientrato a casa
ha perso le staffe del tutto. Sulla ricostruzione dell’aggressione ai danni dei
propri familiari qualcuno ha ipotizzato possa avere un certo peso la situazione
economica. L’uomo, come detto, risulterebbe a tutti gli effetti disoccupato.
Difficile aggiungere qualcosa di più.

Un fatto spiacevole di cui a San Lorenzo la gente parla qua e là quasi
sommessamente. Esistono e sono stati confermati i precedenti a testimonianza di
un’esistenza per certi versi turbolenta sempre e soltanto a causa dell’alcol
capace di giocare brutti scherzi ancor più quando l’equilibrio interiore di un
uomo risulta compromesso per i motivi più diversi. Comunque sia il fatto c’è
stato. L’arresto da parte dei carabinieri è scattato per cause precise. Quando
di mezzo ci sono maltrattamenti, ma ancor più lesioni personali, la situazione
si compromette inevitabilmente.

Adesso si attendono, come si ripete da più parti, i provvedimenti che verranno
presi dall’autorità giudiziaria. L’augurio che ognuno fa è che la vicenda resti
solo un brutto ricordo da cancellare prima possibile per lasciare il posto a
giorni migliori.



CORRIERE DEL SUD

19enne
arrestato per resistenza a pubblico ufficiale



Scritto da Andrea Gisoldi

MARGHERITA DI SAVOIA . 25/02/2009 - Dovrà rispondere di violenza e resistenza a
pubblico ufficiale G.C. incensurato 19enne, arrestato dai militari a Margherita
di Savoia. Il giovane è stato fermato a bordo di una Ford Focus insieme ad
alcuni suoi compagni. La comitiva alla vista dei militari, si è data alla fuga.
Ne è nato un inseguimento al termine del quale i carabinieri hanno bloccato il
19enne. Lo stesso, in evidente stato di ebbrezza, si è
scagliato contro gli uomini dell'arma, ma è stato prontamente ammanettato.





IL TEMPO

Gascoigne

«Alcol e visioni nei miei mesi
da incubo»


LONDRA Un incubo
di 12 mesi tra alcol, droga e allucinazioni. Gascoigne racconta il suo ultimo
anno a «The Sun». «Stavo finendo nell'abisso ma adesso il futuro mi appare
luminoso - confessa - Non posso dire che non berrò mai più, tutto ma che non ho
bevuto oggi e spero di non bere domani».


Ma l'alcol non è stato il suo unico problema. Gazza racconta anche delle visioni
nei suoi momenti peggiori. «Mi regalarono due pappagalli finti che ripetevano
quello che dicevo. Mi convinsi che fossero veri e che fossero gli unici esseri a
voler parlare con me». L'anno scorso è stato arrestato e ricoverato sulla base
del «Mental Health Act», che autorizza la detenzione per le persone in preda a
gravi turbe psichiche. «Non voglio più tornare indietro - confessa - e lotterò
ogni giorno per il resto della mia vita».



IL RESTO DEL CARLINO

Ci sono due correnti di pensiero. Da chi vuole che il divieto di vendere
alcolici (dalle 2 alle 6 de...



LA NAZIONE

Come difendere i punti-patente di chi guida ubriaco: gli avvocati a convegno
all'Etrusco

Rassegna stampa del 24/02/2009

Riassunto:

- FRANCIA, LEGGE CHE VIETA LE DEGUSTAZIONI
- dati allarmanti sul consumo di bevande alcoliche in Italia
- Trentino: aumento incidenti
- Cosa possiamo fare
- Cosa non dobbiamo fare
- Politica alcolica dell’Alto Adige
- Cosa fanno le Forze dell’Ordine?
- Notizie di cronaca inzuppate nelle bevande alcoliche
- Il vino procura guai a chi lo beve ed a chi lo produce!


ULTIMA ORA!!!
CHISSA’ SE BERLUSCONI E SARKOZY ASSIEME ALL’ACCORDO SUL NUCLEARE HANNO RAGGIUNTO ANCHE L’ACCORDO SU QUESTA NUOVA LEGGE.
ASPETTIAMO LA REAZIONE DEI PRODUTTORI ITALIANI!

YAHOO NOTIZIE
Francia, aziende vinicole temono legge che vieta le degustazioni

Le aziende vinicole francesi temono che i nuovi regolamenti a tutela della salute possano obbligarle a tenere le bottiglie sigillate nelle loro cantine, vietando le degustazioni e infliggendo un duro colpo al crescente turismo enogastronomico.
Il parlamento francese discuterà all'inizio di marzo una proposta di legge che prevede il divieto della vendita promozionale di bevande alcoliche per disincentivare il consumo eccessivo tra i giovani.
I produttori di vino temono che la cura si riveli peggiore della malattia, portando a un divieto delle degustazioni in un periodo in cui il settore è già colpito da forti limitazioni nella pubblicità e da progetti per contrastare la vendita online.
"E' inconcepibile, sarebbe un disastro e molte persone in Francia rischierebbero di perdere il lavoro. Le degustazioni sono parte integrante della promozione del vino, e servono ad educare la gente ad un consumo consapevole", ha detto Marie-Christine Tarby, direttrice dell'associazione Vino e Società.
Tarby ha precisato che la Francia è meno colpita dal "binge-drinking" rispetto ad altri paesi e che il vino non ha responsabilità nella diffusione di questo fenomeno.
Il rapporto difficile tra le aziende vinicole e le autorità francesi per la Sanità ha portato due giornalisti, Denis Saverot e Benoit Simmat, a pubblicare l'anno scorso un libro sul settore intitolato "In Vino Satanas!".
La frase -- che significa "nel vino c'è il diavolo" -- si rifà al detto latino "In Vino Veritas".
"Mentre tutti gli americani, i giapponesi e i cinesi sanno che la Francia è la patria del buon vino, la Francia vuole rinunciare a questo suo primato", argomentano i due giornalisti nel loro libro.
"Tutta la Francia? No, la Francia triste, che ha sostituito il glorioso slogan 'Libertà, Uguaglianza e Fratellanza' con 'Prevenzione, Precauzione e Sanità Pubblica'", aggiungono.



LA GAZZETTA DI MANTOVA RIPORTA UNA SERIE DI DATI ALLARMANTI EMANATI DALL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ RIGUARDANTI IL CONSUMO DI ALCOLICI.

COSA POSSIAMO FARE?
Necessitano regole, norme più severe di quelle attuali e soprattutto una formazione più mirata per insegnanti, educatori e operatori dell’assistenza – propone la stessa Gazzetta!
LA GAZZETTA DI MANTOVA
ALCOL, I NUMERI DI UN'EMERGENZA PER GLI ANZIANI ED I GIOVANISSIMI
di Camillo Valgimigli
23 febbraio 2009 Il 26% degli italiani beve quotidianamente alcol, con una quota pro capite di 10,45 litri l’anno, al di sopra del livello raccomandato dall’Oms che ha fissato il limite di 6 litri/anno entro il 2015. È una vera e propria emergenza sanitaria e sociale quella descritta dalla prima Consulta nazionale sull’alcol, uno studio realizzato dall’Istituto superiore di sanità. Nove milioni di italiani abuserebbero di alcol e ben 740mila di questi sono minorenni. L’Italia detiene il primato della più giovane età nel contatto con la bottiglia: 12 anni appena contro i 14 e mezzo della media Europea. Preoccupanti i dati su giovani e giovanissimi. Il 20% di ragazzi tra gli 11 e i 15 anni - 1 su 5 - dichiara di aver già bevuto vini e liquori nonostante la legge vieti la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 16 anni. L’abuso di alcol, oltre a dare dipendenza, causa altre patologie di diversa natura. 25mila sono le morti causate dal bere, quasi tutte evitabili. 9mila sono le patologie cardiovascolari provocate dall’alcool che è responsabile pure del 30-40% degli incidenti stradali. Gli alcool-dipendenti assistiti dai Sert sono oggi circa 61.600, con un aumento del 18% negli ultimi 10 anni. Nessuna età resta più lontana dalla bottiglia. Oltre 3milioni e 120mila persone al di sopra dei 65 anni beve in modo scorretto. Il problema riguarda addirittura una persona su 2. Il fatto che il 26% degli ultra 65enni beva più della dose consigliata è da noi sottovalutato, nonostante il rischio delle patologie croniche che ne derivano. Nell’anziano la capacità di metabolizzazione dell’alcool è ridotta rispetto all’adulto. Presentando i soggetti ultra65enni spesso contemporaneamente altre malattie quali diabete, ipertensione, processi infiammatori e degenerativi assumono spesso diversi farmaci insieme. Antinfiammatori, antireumatici, antibiotici possono esaltare l’effetto dell’alcol e nello stesso tempo diventare essi stessi più tossici per l’effetto dell’alcool. Se è da tenere particolarmente presente questa condizione degli anziani, è ancora più urgente e indispensabile intervenire sul “bere dei giovanissimi” per i quali l’alcool è uno strumento per dimostrare agli altri di essere “più grandi”. La modalità del bere giovanile, infatti, è in gruppo: bere è, quindi, un modo per stare insieme. Quando l’equilibrio emotivo si sposta e l’accento viene posto sul bere, “non si sta più con gli amici e si beve qualcosa”, ma “si vedono gli amici per bere”, e poi “si beve e basta”: iniziano così i comportamenti a rischio. Si ricorre cioè all’alcol per essere più comunicativi, per vincere la timidezza, per essere più disinibiti sessualmente, per essere accettati e non essere espulsi dal gruppo. Per dimostrare di essere più grandi, insomma. Occorre prendere conoscenza e coscienza di quanti e quali danni l’alcol riesca a provocare negli anziani e soprattutto nei giovanissimi. Necessitano regole, norme più severe di quelle attuali e soprattutto una formazione più mirata per insegnanti, educatori e operatori dell’assistenza.
NEL TRENTINO TROVIAMO DEI DATI CHE RIGUARDANO L’AUMENTO DEGLI INCIDENTI STRADALI E DELLE CONTRAVVENZIONI CAUSATI DA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

COSA POSSIAMO FARE? LA POLIZIA STRADALE AFFERMA:
bisogna intensificare i controlli tutti i week end!
Ed io aggiungo: perché non tutti i giorni?

IL TRENTINO
Ubriachi al volante, incidenti stradali in crescita
I casi registrati l’anno scorso hanno raggiunto quota 229, i sequestri dell’auto 29
Quasi raddoppiati i sinistri sulle strade extraurbane Il comandante della stradale Pippa: «L’alcoltest ora si fa anche in ospedale». Il commissario Mazza: «Più controlli nei fine settimana»
TRENTO. 24.02.09 Gli incidenti stradali causati dall’alcol sono sempre più numerosi. Nonostante le continue campagne di prevenzione, in Trentino nel 2008 i sinistri causati da conducenti in stato d’ebbrezza sono stati 229, un trend in crescita visto che negli anni scorsi non superavano i 200. «Un dato allarmante - ha affermato ieri il commissario del governo, Michele Mazza - che ci induce ad incrementare i controlli per tutti i fine settimana». In aumento anche gli incidenti mortali e le patenti ritirate per eccesso di velocità.
Il commissario Mazza ha così annunciato la nascita della Consulta per la sicurezza stradale alla quale prenderanno parte le forze dell’ordine, la Provincia, l’Aci e associazioni di volontariato che metteranno in campo azioni di controllo e prevenzione. Le multe per guida in stato di ebbrezza anche nel 2008 si sono attestate attorno al migliaio, ma a differenza degli scorsi anni, se il limite di tasso alcolemico nel sangue era tre volte superiore allo 0,5 g/l, in 29 casi si è provveduto al sequestro preventivo dell’auto. Ma il dato più preoccupante riguarda gli incidenti causati da chi si mette al volante ubriaco sulle strade extraurbane, che sono quasi raddoppiati passando dai 62 del 2007 ai 115 del 2008. «Gli incidenti sono aumentati anche perché, se il conducente viene ricoverato, si procede anche in ospedale con l’alcoltest», ha specificato il comandante della polizia stradale, Francesco Pippa. Insomma l’allarme rimane alto per quanto riguarda la guida in stato d’ebbrezza, nonostante le norme in materia diventino sempre più restrittive: ora il governo sta pensando di abbassare il limite consentito a 0,2 g/l. Ma non basta. «Bisogna intensificare i controlli tutti i week end», ha esortato il commissario Mazza. I servizi coordinati “Alcolstop”, con l’ausilio di polizia stradale, polizia municipale e carabinieri, sono comunque già partiti ad agosto con controlli a tappeto fuori dall’A22 e in tutto il Trentino, nei week-end, arrivando a controllare oltre 2 mila persone. Di queste ben 42 sono state fermate per guida in stato di ebbrezza, sono stati effettuati 3 sequestri di auto e ritirate 46 patenti. A dimostrazione che sembra svanito lo spauracchio della patente a punti è anche il fatto che, dopo due anni di trend in calo, quest’anno è aumentato nuovamente il numero di quelle ritirate (1.865) soprattutto per aver superato di 40 km/h il limite consentito. Resta dunque ancora alto l’allarme per l’eccesso di velocità. Il commissario Mazza ha sostenuto che vanno intensificati i controlli in questo senso e ha sollecitato la Provincia a completare il posizionamento della cartellonistica che annuncia l’autovelox. Fino ad ora si è coperto il 70% delle zone, ma mancano la Val di Fiemme e l’alta Val di Non. «Abbiamo sollecitato la Provincia ancora ad agosto - ha commentato Mazza - ma fino ad ora non è stata ancora completata la fase di allestimento della cartellonistica». Le sanzioni per eccesso di velocità restano le più numerose (4.623), ma nel 2008 sono aumentate anche quelle per l’uso del telefonino (1.846) e per la mancanza di cinture di sicurezza e casco (3.508). Sono comunque diminuite le infrazioni, passate da oltre 115 mila a 104 mila. MARZIA BORTOLAMEOTTI

COSA POSSAIMO FARE?
Il Commissariato del governo di Trento promuove spettacoli teatrali!

IL TRENTINO
E ora arrivano gli spettacoli anti-alcol
«Icar», progetto del Commissariato del governo venerdì al Cuminetti
TRENTO. 24.02.09 Per prevenire e contrastare i dati allarmanti riguardo all’alcol e alla guida in stato d’ebbrezza, il 27 e 28 febbraio prenderà il via l’undicesima edizione del progetto “Icar 09”. L’evento, promosso dal Commissariato del Governo, culminerà venerdì con la rappresentazione di due spettacoli teatrali, uno per le scuole superiori e l’altro per gli alunni delle scuole primarie, al teatro “Cuminetti” di Trento. Gli spettacoli teatrali saranno rispettivamente alle 9.30 e alle ore 11.30. Il giorno seguente, il 28 febbraio, la Fondazione Ania per la sicurezza, la Federazione motociclistica italiana e la Scuola motociclistica italiana, organizzeranno un’iniziativa dedicata alla sicurezza stradale denominata “Ania Campus” che si svolgerà in piazza Fiera a Trento nell’arco di tutta la giornata. I ragazzi dai 6 ai 18 anni potranno provare l’ebbrezza di mettersi in sella ad un motociclo grazie ad un corso di addestramento e seguiti dal personale adetto. Questo anche per sensibilizzare l’attenzione nell’uso delle due ruote, visto che nel 2008 in Trentino sono aumentate le persone decedute a causa di un incidente stradale, passate da 28 del 2007 a otto in più. Su 36 incidenti mortali, ben 14 sono avvenuti infatti in sella ad una moto. Insomma prevenire è sempre meglio che curare e la prevenzione deve partire soprattutto dai più giovani cercando di puntare sulle loro emozioni, attraverso l’uso dell’immagine, del teatro e dei video. E’ proprio per questo che il progetto “Icar 09” si rivolge ai giovanissimi per la sicurezza sulle strade. (m.b.)


COSA POSSIAMO FARE?
Il sindaco di Monselice nel padovano vieta la vendita di alcolici ai minori!
Con qualche confusione di troppo!

IL GAZZETTINO
MONSELICE Il sindaco Fabio Conte ha firmato il provvedimento che equipara gli esercizi commerciali ai locali pubblici che già hanno le limitazioni per la somministrazione
Nuova ordinanza, vietato vendere alcolici ai minori
«In aumento i ragazzi che si ubriacano, fenomeno da contrastare». Miazzi: «Il proibizionismo non porta da nessuna parte»
Martedì 24 Febbraio 2009, Monselice L’aveva annunciato, l’ha fatto. Fabio Conte, sindaco di Monselice, ha emesso l’ordinanza con la quale si vieta di somministrare e di vendere bevande alcoliche, con una gradazione superiore al 4%, a persone d’età compresa tra i 16 ed i 18 anni. La norma del codice penale all’articolo 689 fissa il divieto a 16 anni. Conte facendo leva sui poteri conferitegli dal Decreto ministeriale del 5 agosto dell’anno scorso innalza il limite a 18 anni. Una decisione che il primo cittadino motiva così: «Negli ultimi mesi dal nostro osservatorio privilegiato si osserva un aumento dell’abuso dell’alcol da parte di persone d’età compresa tra i 16 ed i 18 anni. I giovani si aggirano per il centro urbano causando disagi, danneggiamenti ed in taluni casi schiamazzi notturni, compromettendo la quiete pubblica».
L’ulteriore giro di vite contro l’uso dell’alcol dopo il divieto di bere in piazze giardini e spazi aperti al pubblico è un nuovo tentativo di arginare il fenomeno che s’estende a macchia d’olio tra gli adolescenti. «L’amministrazione comunale ha adottato numerose iniziative per contrastare l’abuso di alcolici, promovendo campagne per un corretto stile di vita evitando gli abusi d’ alcol. Le azioni non sono state abbastanza efficaci – ha proseguito – e quindi bisogna incidere in maniera efficace visto che la popolazione giovanile non avendo raggiunto la completa maturità non ha piena coscienza dei propri atti e delle loro conseguenze. Ecco allora la necessità di adottare l’ordinanza».
Non solo la somministrazione è vietata, ma anche la vendita di bevande con un gradazione alcolica superiore al 7%. I trasgressori sono puntiti con una multa che va dai 25 ai 500 euro di multa. La birra, salvo qualche eccezione, non rientra tra le bevande vietate.(*)
Il candidato sindaco del Pd, Francesco Miazzi visto il testo della nuova ordinanza ha commentato: «Il proibizionismo, perché di questo si tratta – ha sostenuto – non ha mai condotto da nessuna parte. Anzi è un modo per favorire la logica della trasgressione. Sarà un motivo in più per i giovani di cercare lo sballo alcolico. Sarebbe necessario invece cercare le cause che sono alla base del disagio giovanile e tentare di prevenirlo e curarlo».
Alla domanda se revocherà tutte le ordinanze in materia di sicurezza e di somministrazione delle bevande alcoliche agli adolescenti, Miazzi ha risposto in questo modo: «Io credo che non si debba buttare via il bambino e l’acqua sporca. Nelle ordinanze di Conte se c’è qualcosa di buono lo conserveremo nell’interesse della comunità».
Orfeo Meneghetti
(*) Nota: le cose fatte a metà non vanno mai bene! E poi sarà 4% o 7%?

COSA POSSIAMO FARE?
La Provincia di Ferrara organizza la Settimana della Sicurezza Stradale!

LA NUOVA FERRARA
Via alla mobilitazione contro gli incidenti
23 febbraio 2009 Prendono il via oggi le iniziative della Settimana provinciale della sicurezza stradale, organizzata dalla Provincia e dall’Osservatorio provinciale per l’educazione e la sicurezza stradale. Fino al 28 febbraio si terranno in città e in tutto il Ferrarese iniziative di sensibilizzazione sul tema degli incidenti stradali, con l’obiettivo di far riflettere i cittadini su questo grave problema: basta pensare che in un anno accadono in media 1.500 incidenti stradali nel ferrarese, con un triste bilancio di morti e feriti. Tra le iniziative, rassegne, incontri nei centri sociali e anche uno spettacolo, il 27 febbraio alla sala Estense, dal titolo «Non mi ricordo». Il programma di oggi prevede alle 11, nella sala Arazzi del municipio di Ferrara la presentazione del report «Zeroalcol Menosedici», progetto di prevenzione dell’uso di alcol in adolescenza. Quindi alle 12 al centro commerciale Il Castello si inaugura la mostra «Strade Sicure - Matite per la sicurezza», esposizione di opere di importanti fumettisti e illustratori italiani: Staino, Bucchi, Giannelli, Altan, Vignazia, Vauro, Pat Carra, Bruno D’Alfonso, Gomboli, Munforti, Filippucci, Del Vecchio, Melazzi, Palumbo, Tonucci, Giuliano, Rebori, Zaniboni (la mostra resterà allestita dal 23 al 28 febbraio). grazie alla collaborazione della Galleria del Centro Commerciale Il Castello). Alle 15, poi, al centro sociale Rivana Garden di via Pesci 181, incontro sul tema «Terza età: sulla strada in sicurezza», in collaborazione con Ancescao e Circoscrizione via Bologna. Interverranno l’assessore comunale Stefano Cavallini, Flaviano Contra (polizia municipale di Ferrara) e funzionari dell’Ufficio Sicurezza stradale della Provincia e del Comune di Ferrara. Sempre alle 15, nel municipio di Migliaro, incontro sul tema «L’incidentalità stradale nel territorio provinciale negli anni 2002-2008»; parteciperanno l’assessore provinciale Mario Bellini e rappresentanti dei Comuni di Codigoro, Comacchio, Goro, Lagosanto, Massa Fiscaglia, Mesola, Migliaro, Migliarino, Ostellato. Domani, poi, alle 16 nella sala Arengo, del municipio di Ferrara incontro sul tema «Incidenti stradali e impatto psicofisiologico sulle vittime e loro familiari. Ridurre le sequele dell’evento traumatico attraverso una gestione multisettoriale sul territorio».

COSA POSSIAMO FARE?
Il Comune di Napoli manda in campo 140 vigili per presidiare il Carnevale!

JULIENEWS
Carnevale, controlli a Napoli: 140 vigili a presidio contro i teppisti
di: Redazione
Contro gli atti di teppismo a Carnevale, stasera scenderanno in campo anche i vigili urbani di Napoli: 140 agenti appartenenti a diversi nuclei presidieranno i locali della movida ed effettueranno controlli anche sull'uso di alcol e droga. A partire dalle ore 18, la polizia municipale sarà dispiegata in zone sia centrali che periferiche del capoluogo campano: agenti saranno, infatti, presenti in piazza San Domenico Maggiore, piazza Vittoria, piazza Vanvitelli ma anche a Secondigliano, in piazza Di Vittorio (già a partire dalle ore 17). Ci saranno pattuglie dotate di narcotest, etilometro e autovelox: prevenzione, dunque, ma anche repressione.

COSA POSSIAMO FARE?
L’Asl di Mantova propone ai ragazzi di bere più latte!

LA GAZZETTA DI MANTOVA
L'Asl ai ragazzi: bevete meno alcol
Spot per aumentare il consumo di latte
«Ubriacatevi di latte e lasciate stare l’alcol». Potrebbe riassumersi così, con una frase ad effetto, la campagna di sensibilizzazione che l’Asl di Mantova, in collaborazione con gli studenti dell’istituto d’Arte e Comunicazione Visiva ‘Giulio Romano’ di Mantova e Guidizzolo, sta portando avanti in questi mesi per incentivare il consumo di latte tra le giovani generazioni. Da una recente indagine risulta infatti che nell’età adolescenziale la bevanda non sia più tanto di moda. Il vero slogan della campagna è “Puro come il latte” e sarà presentata giovedì nella sala Chiaventi della Provincia in via Don Maraglio. Gli studenti del ‘Giulio Romano’ hanno studiato logo, slogan, grafica, foto ed impaginazione ed hanno prodotto una serie di cartoline e un opuscolo informativo il cui obiettivo è quello di convincere i giovani che il prodotto è buono, sicuro e fa bene alla salute. Il materiale sarà utilizzato nell’ambito di una serie di incontri che si svolgeranno a partire dal prossimo autunno e sarà distribuito nei vari punti di aggregazione giovanile. «Il consumo di latte nei giovani e nei giovanissimi - spiega il direttore sanitario dell’Asl Maurizio Galavotti - è drasticamente calato negli ultimi anni a partire già dalla fascia d’età tra i 13 e i 14 anni. Siamo tra l’altro nel periodo in cui i giovani si avvicinano all’alcol, per cui ci sentiamo tutti i dovere di dire meno alcol e più latte». L’idea della campagna nasce proprio dalla constatazione del rifiuto delle giovani generazioni nei confronti del prodotto, un allontanamento che i ragazzi sviluppano non tanto per il gusto del latte, ma nei confronti di tutto ciò che appare legato all’infanzia. Il progetto è stato realizzato in collaborazione tra i dipartimenti di prevenzione veterinaria, prevenzione medica e Assi dell’Asl, la Provincia di Mantova, l’Istituto Zooprofilattico ai quali si è aggiunto il contributo della società sportiva Rugby Viadana. Giovedì, alla presentazione, daranno il loro contributo anche il direttore generale dell’Asl Pier Mario Azzoni, il presidente della Provincia Maurizio Fontanili, l’assessore provinciale Maurizio Castelli e il direttore sanitario dell’Asl Maurizio Galavotti. Saranno presenti anche gli studenti dell’Isarte che hanno elaborato logo e slogan.

COSA POSSIAMO FARE?
Il comune di Ittireddu in Sardegna vara un piano sociale!

LA NUOVA SARDEGNA
Il piano sociale di Ittireddu
ITTIREDDU. Sono cinque le aree tematiche individuate dall’Amministrazione comunale per la realizzazione di interventi nell’ambito dei servizi socio-assistenziali per l’anno 2009. L’area minori - adolescenti e giovani - prevede interventi ormai consueti di animazione estiva, attività ricreative e socializzanti, animazione presso il Centro di aggregazione sociale. E il Servizio educativa territoriale e specialistica. Ma prevede anche la realizzazione del progetto «S...balliamo» di educazione alla salute e prevenzione della dipendenza dalle droghe e dall’alcol. Il programma nasce da un’attenta analisi e valutazione dei dati nazionali, regionali e territoriali dai quali è emerso che l’entità del fenomeno legato all’utilizzo di droghe legali e illegali non accenna a diminuire, investendo qualunque strato sociale e fascia d’età. I gravi danni derivanti dall’uso sempre più precoce di alcolici e sostanze stupefacenti impongono una sempre più mirata azione di contrasto: il comune di Ittireddu, intende perciò farsi promotore di un progetto che preveda la creazione di una rete costituita da servizi pubblici, organizzazioni private, associazioni di volontariato e cooperative sociali. Nella medesima area si propone la realizzazione dell’intervento di Coordinamento dei servizi rivolti ai minori agli adolescenti e ai giovani. La complessità e le molteplicità degli stessi, impongono una gestione unitaria e sinergica attraverso un coordinamento generale e - in particolare quelli rivolti ai minori - richiedono livelli qualitativi efficaci onde migliorare le diverse attività e ottimizzare gli interventi. Attraverso questo progetto si vuole inserire la figura del Coordinatore quale professionista che sia in grado di promuovere azioni sinergiche e che congiuntamente garantisca un “ controllo di qualità” dei servizi in atto, la cui spesa prevista è pari a 30.850 euro. Per l’Area anziani sono stati riconfermati gli interventi di assistenza domiciliare anziani e disabili e le escursioni socio ricreative e i soggiorni climatici: per questo, attraverso i piani personalizzati di cui alla legge 162/98 finanziati per un importo di 69.900 euro, sarà possibile potenziare l’intervento di assistenza domiciliare. Tra i Servizi alla persona, a fronte di una spesa di 28.103 euro, oltre all’assistenza economica sono stati previsti interventi volti a favorire l’inclusione sociale attraverso percorsi di Inserimento lavorativo: completa quest’Area il programma sperimentale “Povertà estreme” che arrivata alla seconda annualità garantisce e migliora la prosecuzione delle iniziative promosse nella precedente edizione: sostegno economico alle famiglie e ai singoli in condizioni di grave deprivazione economica e iniziative in favore delle famiglie numerose per l’abbattimento dei costi abitativi e dei servizi essenziali. Tra i Servizi alla comunità per i quali è prevista una spesa pari a 39.200 euro il Centro di aggregazione sociale con i suoi spazi di animazione rivolti ad adulti e anziani, il Punto prelievi ematici e lo sportello Coldiretti continua a rappresentare il polo aggregativo di maggior rilievo per la nostra comunità. L’amministrazione comunale, nell’intento di migliorare le prestazioni, i servizi e gli interventi nell’ambito dei Servizi alla persona, ha previsto per l’esercizio 2009 una spesa pari a 223.600 euro comprensiva dei fondi derivati dalle leggi di settore. Maria Giovanna Cherchi

COSA POSSIAMO FARE?
Coinvolgere i dirigenti scolastici per scoprire lo stato di salute di docenti e studenti

«Ragazzi incapaci di fare amicizia se non usano droghe»
di Alessandra Pasotti
L’esperta: «Per i giovani è una vera emergenza. Non riescono più a gestire rapporti normali con i coetanei»
Dal clima che si respira in classe, ai fenomeni di bullismo, dal problema della droga a quello dell’alcol, e poi ancora anoressia, bulimia, Aids e contraccezione. Nessun tema è trascurato nel questionario redatto dal dipartimento Prevenzione dell’Asl Milano 2 e sottoposto ai presidi di tutte le scuole secondarie superiori di primo e secondo grado del comprensorio territoriale. Un progetto nato per monitorare lo stato di salute delle scuole milanesi e di conseguenza quello degli studenti e dei docenti e che coinvolge un centinaio di istituti (70 scuole medie e 30 superiori). I dirigenti scolastici sono interrogati su quali sono i mali della propria scuola riguardo alla salute dei ragazzi e quali sono (se ci sono) i progetti per educare i giovani a stili di vita sani. Secondo l’ultimo rapporto riguardo alle dipendenze dell’Asl Milano 2, il 33,5 per cento degli studenti di scuola superiore dichiara di fumare regolarmente, il 34 per cento confessa di usare cannabis, il 5,6 per cento di aver provato almeno una volta la cocaina. Correre ai ripari non serve più. «Le scuole ci chiamano per curare le emergenze - spiega Maria Vezzoni, dirigente medico e responsabile del progetto -. Se vogliamo aiutare i ragazzi dobbiamo giocare la carta della prevenzione. E dove se non a scuola che è il luogo dove passano la maggior parte del tempo?». Intanto si parte con un’indagine conoscitiva. Tra le domande: i docenti fumano a scuola? Il disagio dei ragazzi è monitorato? La scuola ha sostituito gli snack con verdura e frutta? Nove i capitoli sui quali i dirigenti sono chiamati a rispondere: alimentazione, dipendenze, educazione sessuale, bullismo, sicurezza, attività fisica, igiene e anche salute orale. Gli uffici prevenzione dell’Asl vogliono sapere se nelle scuole vengono «trattati i temi sull’Aids», ma anche se «i bagni pubblici sono tenuti in ordine con sapone e asciugamani a perdere», se «vengono date informazioni sulle contraccezioni», e se «viene monitorato il fenomeno del bullismo».
I problemi dei giovani nella fascia d’età che va dagli 11 ai 19 anni sono diversi: «Fumo, alcol, droga e alimentazione - spiega ancora Vezzoni - ai quali si aggiunge il problema sempre più serio dell’incapacità di socializzare. Ci troviamo davanti ragazzini che se non sono sotto l’effetto di droghe o alcol sono incapaci a gestire e coltivare rapporti di amicizia con i coetanei». Diventa decisivo il ruolo degli insegnanti. «E questo è un punto debole - continua la responsabile del progetto -. I docenti, parlo della maggior parte e non delle singole rare eccezioni, sono impreparati. Più si sale nel grado dell’istruzione più diventa evidente il problema. Nella scuola dell'infanzia e nella primaria troviamo insegnanti ancora attenti alla persona e allo sviluppo globale. Non così nei gradi successivi. Nelle scuole secondarie gli insegnanti si sentono deresponsabilizzati da questo tipo di problemi. Ognuno chiuso nel guscio della propria materia. Come se il loro ruolo fosse solo quello di insegnare nozioni, invece che dare risposte educative».

CHISSA’ FORSE QUESTO PROF SI SENTIVA TROPPO CHIUSO NEL SUO GUSCIO. CERTO E’ CHE NON HA DATO SICURAMENTE RISPOSTE EDUCATIVE

IL GIORNALE DI VICENZA
Prof ubriaco centra due auto e picchia i vigili
IL CASO. Movimentato episodio l'altra sera in via Carducci. Al volante di una Ford Kia ha tamponato le vetture in sosta ed ha reagito alla polizia locale. Denunciato
Nei guai un insegnante di 47 anni di Monticello Conte Otto. Segnalato anche un autista indiano
Deve averne bevuti di bianchi quel professore che venerdì sera non ne voleva sapere di farsi identificare dai vigili urbani. È arrivato a mettere loro le mani addosso, ferendo due agenti, tanto da meritarsi, oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza, anche quella per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, rischiando seriamente le manette e la galera. Nei guai l'insegnante L. G., 47 anni, residente a Monticello Conte Otto, già noto alle forze dell'ordine per la sua propensione all'alcol mentre è alla guida.
Il movimentato episodio è avvenuto venerdì sera, verso le 20.35. Il docente, in base ad una prima ricostruzione dell'ufficio di polizia giudiziaria del comando di stradella Soccorso Soccorsetto, era alla guida di una Ford Kia di proprietà. Mentre percorreva via Carducci ha perso il controllo dell'utilitaria ed è andato a sbattere contro due auto in sosta, ed è stata chiamata la polizia locale. Quando è arrivata la prima pattuglia, i proprietari delle auto in sosta hanno indicato l'insegnante, il quale era evidentemente ubriaco. Si è rifiutato di declinare le proprie generalità, ed ha offeso a ripetizione i vigili minacciandoli. Poco dopo è arrivata una seconda pattuglia, ma l'atteggiamento non è cambiato: insulti e sproloquio. A quel punto gli agenti del commissario Sartori hanno deciso di portarlo al comando, ma lui ha opposto una forte resistenza, procurando lesioni giudicate guaribili in 7 giorni a due uomini in divisa. Faticosamente, è stato portato in ufficio ma ha rifiutato l'alcoltest, meritandosi una raffica di accuse e sanzioni, non ultima il sequestro dell'auto ai fini della confisca.
L'insegnante non è stato l'unico nel weekend ad incappare nei controlli e nella stangata. È stata ritirata da parte dei vigili anche la patente ad un immigrato indiano, sorpreso a guidare sotto l'effetto dell'alcol il suo mezzo davanti alla stazione ferroviaria. D.N.

COSA POSSIAMO FARE?
Sanzionare gli esercizi pubblici che sbagliano!

IL TIRRENO
Chiuso pubblico esercizio
23 febbraio 2009 VIAREGGIO. Una sanzione amministrativa a carico di un pubblico esercizio che alle 2,30 di notte, a Carneval Darsena concluso, era ancora aperto e somministrava cibi e bevande analcoliche agli avventori. Gli agenti del commissariato di polizia hanno verificato le licenze e intimato l’immediata chiusura. I controlli anti alcol alla guida sono continuati tutto intorno alla “cintura” cittadina dalle 19 alle 6 di domenica mattina con l’impiego di pattuglie del commissariato, della polizia stradale e della polizia provinciale. L’attività svolta ha portato i seguenti risultati: 4 posti di controllo; 51 autoveicoli controllati; 87 persone; 1 automobilista positivo all’etilometro; 1 patente ritirata; 4 carte di circolazione ritirate; 5 verbali al codice della strada; 1 persona indagata a piede libero. In particolare, C.A., pisano di 25 anni, è stato indagato in stato di libertà per guida in stato di ebrezza alcolica con contestuale ritiro della patente e consegna del veicolo ad uno dei passeggeri. Nell’area interessata ai festeggiamenti, grazie alla presenza considerevole di personale sia della polizia di Stato che dei carabinieri - si legge nel comunicato del commissariato - «non si è verificato nessun tipo di incidente. Al termine della seconda serata della festa rionale “Carneval Darsena” si è potuto accertare che non vi è stata nessuna persona refertata per lesioni di vario tipo presso il Pronto soccorso dell’ospedale unico Versilia».


COSA NON DOBBIAMO FARE:
Togliere le ordinanze che hanno ripristinato la legalità

IL GIORNALE
Movida, via (per ora) l’ordinanza antialcol
di Stefania Scarpa
Concluso lo scorso fine settimana l’esperimento dei divieti. Alemanno: «La situazione è tornata sotto controllo ma al primo allarme marcia indietro». I residenti contrari scendono giovedì in piazza per norme più restrittive
Movida sicura ma meno «imprigionata». È l’obiettivo della giunta Alemanno, che ha annunciato che non sarà proprogata l’ordinanza restrittiva firmata dopo i brutti fatti di cronaca di inizio anno, che scade sabato prossimo, 28 febbraio, e che prevedeva, oltre al potenziamento dell’illuminazione pubblica, all’ampliamento del sistema di videosorveglianza in particolare a Campo de’ Fiori, Testaccio e Trastevere, controlli più serrati con gli etilometri nelle zone limitrofe al centro e soprattutto una stretta sulla vendita e la mescita degli alcolici con divieti di asporto a partire dalle 21 e di somministrazione dalle 2. Misure che da domenica prossima saranno un ricordo. «Abbiamo fatto la sperimentazione - dice il sindaco Gianni Alemanno - la situazione è tornata sotto controllo, d’accordo con il prefetto Giuseppe Pecoraro abbasseremo il livello dell’ordinanza, per capire se la situazione si è tranquillizzata e se si può vivere in maniera accettabile in quelle zone senza bisogno di ricorrere ad un’ordinanza così forte». Il sindaco precisa poi che «alcune cose rimarranno. Il consigliere Dino Gasperini e l’assessore Davide Bordoni stanno lavorando per definire esattamente questi aspetti». Alemanno sa bene che cancellando l’ordinanza anti-alcol si prende una bella responsabilità. Al primo episodio violento la colpa sarà tutta sua. Quindi ha pronto il piano B: «Nel caso la situazione dovesse nuovamente degenerare - premette - torneremo alla vecchia ordinanza. È una scommessa che facciamo per fare in modo che la vita del quartiere rimanga serena ma senza vincoli troppo forti».
Oggi intanto si terrà la riunione del tavolo permanente per il Centro storico, che raggruppa associazioni di residenti e commercianti, e il delegato del sindaco per il centro della città, Dino Gasperini, in Campidoglio. Si discuterà naturalmente anche dello scadere delle norme anti alcol, che scadranno il prossimo sabato. E che secondo Gasperini sono state efficaci ma ormai possono decadere. «Il bilancio dell’ultima nottata di controlli da parte della polizia municipale (circa 130 uomini) diretti dal comandante del I Gruppo Cesarino Caioni e una trentina di uomini del Commissariato Trevi diretti da Michele Laratta conferma che siamo passati alla fase due, quella della tranquillità che permette di far riconquistare spazi meravigliosi da chi era stato costretto a non frequentarle più. La situazione - conclude Gasperini - è radicalmente cambiata. Il messaggio di tranquillità è passato grazie anche alla messa in rete delle forze dell’ordine». I residenti, invece, sono meno ottimisti: chiedono norme restrittive e non piace loro la manica larga del Campidoglio, che temono sia rivolta ad assecondare i desideri dei commercianti. Per testimoniare la loro preoccupazione, alcuni comitati di residenti giovedì saranno a Campo de’ Fiori per protestare.

COSA NON DOBBIAMO FARE:
Vendere alcolici a qualsiasi costo pur di guadagnare, non pensando alla salute dei cittadini!

IL PICCOLO
Risse e abuso d'alcol: 10 minorenni al Burlo
di CLAUDIO ERNÈ 23 febbraio 2009 Ubriache da non reggersi in piedi. L’altra notte una decina di ragazze tutte minorenni sono state accolte al Pronto soccorso dell’Ospedale Burlo Garofolo. Tutte, nelle ore prendenti, avevano trangugiato svariate qualità di alcolici. Vino, birra, whisky, aperitivi, long drink, spritz, mischiati senza criterio e senza limiti come accadeva un tempo ai marinai appena scesi a terra dopo mesi e mesi di lunga navigazione. Queste ragazze e ragazzine sono state spesso trasportate all’ospedale dalle ambulanze del «118», distolte dagli usuali interventi di soccorso a cardiopatici o ad anziani in crisi respiratoria. «C’è stato gran lavoro e più di un anziano in evidente crisi ha dovuto attendere il proprio turno a causa degli ubriachi» hanno spiegato al 118. Le giovani, dopo le necessarie cure per mitigare gli effetti dell’ubriachezza, sono state affidate ai genitori, attivati per via telefonica. Queste ragazze ubriache, incapaci di reggersi in piedi e di esprimersi correttamente con frasi compiute, hanno costituito l’elemento di novità del Carnevale 2009. Mai tante donne e per di più minorenni, erano finite in poche ore a causa del vino e di altre beveraggi, nei Pronto soccorso degli ospedali cittadini. Un fenomeno da studiare e da capire. Specie il «binge drinking» che prevede il consumo di almeno cinque bevande alcoliche nel giro di due ore. Finora le ragazze minorenni erano state coinvolte in queste esperienze molto raramente; oggi sembra che anche questa barriera sia caduta. Per il resto le ultime sere di Carnevale hanno riservato lo scontato repertorio degli anni scorsi. Risse ai parcheggi di Muggia organizzati dal Comune nell’area adiacente all’ex cantiere Alto Adriatico. Liti furibonde tra maschere sotto il tendone, musica ad altissimo volume e ben al di là degli orari-limite stabiliti in precedenza a garanzia di chi vuole dormire o solo stare in pace. Da segnalare due giovani messi ko dall’alcol e ricuperati - in pieno e agitato sonno - dagli infermieri sul pavimento di un bus della Trieste trasporti. Un altro giovane ubriaco con addosso un costume da puzzola, è stato trovato privo di sensi ieri mattina in piazza Oberdan accanto al capolinea del tram di Opicina. Era stato abbandonato dagli amici con cui aveva alzato per tutta la notte il gomito. Incapace di camminare si era disteso sull’arenaria della pavimentazione. Ma non basta. I carabinieri hanno multato con 30 euro un altro giovane che camminava barcollando nei pressi del canale industriale di Zaule, con una bottiglia mezza vuota ben stretta in mano. Gli interventi del 118 nella notte tra sabato e domenica sono continuati fin quasi alle quattro del mattino e hanno coinvolto una trentina di persone. Ieri, precauzionalmente, ben quattro ambulanze sono state dislocate a Muggia, epicentro della sfilata, dell’allegria ma anche delle libagioni senza limite. Altrettanto accadrà domani sera per l’ultima notte del Carnevale.

COSA NON DOBBIAMO FARE:
Vendere alcolici a qualsiasi costo pur di guadagnare, non pensando alla salute dei cittadini!

ALTO ADIGE
«Alcolici a 1 euro, mai però a ragazzini»
22 febbraio 2009 BOLZANO. «È vero che, giovedì grasso, abbiamo fatto un prezzo speciale, ma solo su due consumazioni: birra piccola e “Wotan Wodka” ad un euro ciascuno, contro l’1,60 e 2 di tutti gli altri giorni dell’anno. Sia chiaro però: neppure un goccio di alcol ai minori di 16 anni. Abbiamo controllato centinaia di carte d’identità: non vogliamo grane. Proprio per questo abbiamo preso anche il servizio di sicurezza». Patrick Stampin, 25 anni, gestisce assieme ai genitori e ai due fratelli, il bar «Haidi» di via Renon: uno dei locali finiti sotto i riflettori giovedì grasso, quando è stato letteralmente preso d’assalto da schiere di giovanissimi che poi, in preda ai fumi dell’alcol, si sono accampati nelle viuzze e nei giardinetti della zona circostante. In realtà i giovani ubriachi non erano concentrati solo tra via Renon e piazza Dodiciville, ma si sono visti un po’ in tutta la città: dal centro ai prati del Talvera. Davanti e dentro al bar «Haidi» però c’erano centinaia di ragazzi arrivati a piedi, in bici, in bus. Portati lì, come altre volte, dal passaparola che prometteva consumazioni con lo sconto. “Invito pericolosissimo”, secondo Peter Koler, responsabile del Forum prevenzione, che già in passato aveva segnalato all’amministrazione comunale i locali che vanno alla conquista di giovanissimi clienti offrendo alcolici a prezzi stracciati. Ma Patrick Stampin non ci sta a passare per quello che favorisce gli eccessi alcolici tra i ragazzi, per fare soldi: «L’iniziativa è nata cinque anni fa, quando abbiamo preso la gestione di questo locale. Alla vigilia del giovedì grasso ho buttato lì, quasi per scherzo, a Carnevale diamo la birra piccola ad un euro. È diventata una tradizione che si ripete ormai ogni anno. Giovedì grasso, e solo quel giorno, al bar «Haidi» la birra piccola e quest’anno anche il Wotan Wodka si pagano un euro». Un invito ad ubriacarsi insomma, spendendo pochi euro. «Un invito a divertirsi - ribatte il gestore -: anche quando andavo a scuola io, a Carnevale si esagerava un po’: oggi anzi, rispetto al passato, si sta più attenti e si evita di mettersi al volante dopo aver bevuto. Ma adesso è di moda parlare di alcol e sembra che i giovani siano tutti alcolizzati e che noi contribuiamo ad alimentare il fenomeno. Vendendo a prezzo stracciato grappa e Vodka: è falso. Mai fatto sconti né sull’uno né sull’altra. Qualcuno deve aver equivocato sulla marca Wotan Wodka (non Vodka, ndr). Il nome è simile ma la Vodka non c’entra: è un party drink di 16 gradi, poco più della gradazione del vino». Piace soprattutto alle ragazze “perché - spiega una di loro - il gusto dell’albicocca o di altri frutti lo fa andar giù senza neppure accorgersene, almeno all’inizio”. Piace così tanto che c’è chi ne beve fino ad ubriacarsi. «Ma questa - si difende Stampin - non è colpa nostra: la responsabilità principale ce l’hanno le famiglie: tocca a loro educare i figli. Noi dobbiamo controllare che chi ordina alcolici abbia minimo 16 anni e non sia già in preda ai fumi dell’alcol. L’abbiamo fatto giovedì grasso e lo facciamo sempre anche se da noi, oltre che in quest’occasione, gli studenti arriva solo all’inizio e alla fine dell’anno scolastico. Addirittura, per quel giorno, avevamo un servizio di sicurezza con quattro uomini. Il problema è che i giovani che si sono ubriacati non l’hanno fatto certo con la birra e il Wotan Wodka scontati, ma con le bottiglie di superalcolici che si sono portati da casa. C’è anche chi arriva qui già carburato e a quelli non diamo certamente altro alcol». È capitato proprio giovedì mattina: «Erano le 6.30 quando è entrata una ragazza che non aveva più di 15 anni - racconta la sorella del gestore -, non si reggeva in piedi, ma voleva una birra. Gli ho detto di no e lei si è infilata nella toilette dove l’abbiamo soccorsa dopo che si era sentita male». Sacchetti di plastica, zaini a volte addirittura intere cassette piene di alcolici e superalcoli portati da casa: questo è il vero problema, secondo il sindaco. «Per cui - dice Luigi Spagnolli - non otterremo praticamente nessun risultato se, sulla base della legge provinciale sulle dipendenze, limitassimo o addirittura impedissimo ai locali la somministrazione di alcolici a prezzo ridotto». Koler del Forum prevenzioni non la pensa così e critica Bolzano che, a differenze del 30% dei Comuni altoatesini, non ha fatto nulla per fronteggiare l’abuso di alcolici tra giovanissimi.

COSA NON DOBBIAMO FARE:
Vendere alcolici a qualsiasi costo pur di guadagnare, non pensando alla salute dei cittadini!

IL PICCOLO
«Spinti a bere dal branco e dal mercato»
di GABRIELLA ZIANI
TRIESTE 23 febbraio 2009 «Ragazzini ubriachi? È l’effetto branco, è quella forma di corruzione che il mondo adulto continua a produrre per ragioni di mercato, perché vende superalcolici nei supermercati, perché non ne alza il prezzo, perché ormai ci sono ditte che smerciano alcol in bustine colorate per aggirare i divieti». Salvatore Ticali, responsabile del servizio Alcologia dell’Azienda sanitaria, attivissimo nel propagandare un comportamento corretto nei confronti dell’alcol, avverte: «Questi comportamenti da sballo che provengono dalle culture del Nord, che vengono diffusi da tv e Internet, si inseriscono in un complessivo messaggio che arriva ai giovanissimi, e che li spinge all’abuso di tutto, di divertimenti, di acquisti dissennati». E non c’è crisi che tenga, perché i prezzi di whisky e vodka - dice il medico - sono gli stessi di 20 anni fa e un cartone di vino costa pochi centesimi: «In Germania hanno rincarato moltissimo le bevande zuccherate mischiate ad alcol, e il consumo si è dimezzato». In Italia non s’è fatto niente, anche se a Trieste vengono organizzate a scopi di sicurezza, informativi e dissuasivi, iniziative come il bus «Overnight» per spostarsi di notte senza pericolo, i premi per chi guida e si astiene, le feste analcoliche, le gare di calcio e così via. Ma la trasgressione viaggia proprio nei territori del proibito. Solo che per i minorenni (e tali erano in maggioranza quelli che l’altra sera sono finiti al Burlo Garofolo e a Cattinara) corrono un rischio di salute talmente serio che prevenire il danno dovrebbe essere la prima preoccupazione. Spiega Ticali: «Tra i 12 e i 16 anni un’ubriacatura può causare seri danni al sistema nervoso, perché in quell’età accade un fatto fisiologico: il corpo elimina il 50 per cento di sinapsi (cellule nervose) che fino a quell’età sono servite per la crescita, l’alcol interviene in maniera negativa su questo processo, più alcol si ingerisce a quell’età e più si va incontro a disturbi del comportamento, della memoria, a problemi neurologici seri. «Gli adulti - aggiunge il medico - forse non se ne rendono conto, spacciano alcol anziché droga, ma sempre di spaccio si tratta».

COSA NON DOBBIAMO FARE:
Vendere alcolici a qualsiasi costo pur di guadagnare, non pensando alla salute dei cittadini!

IL TIRRENO
Rione Darsena, alle due di notte si beve ancora
23 febbraio 2009 VIAREGGIO. «Mi dai una birra?» chiede il ragazzo che ha l’aria di averne bevute già parecchie fin qui. Il barista non batte ciglio, spilla e consegna dallo stand per tre quarti già chiuso dai teloni di plastica. C’è la fila per bere. Sono le due di notte del sabato del rione Darsena, la festa a più alto tasso alcolico di tutto il Carnevale, quella più frequentata dai ragazzi. Via Coppino è ancora piena di giovani e giovanissimi mascherati. L’ordinanza del sindaco vieta (vieterebbe, vien da dire) la vendita di bevande alcoliche dopo l’una, pena una multa da 516 a 3098 euro. Ma non va così, almeno nel primo giorno della sua entrata in vigore. Anche noi abbiamo provato a farci dar da bere oltre l’una. E nessuno, su tre stand visitati, ci ha negato la bevuta. Che fosse una birra, un “bombardino” o un cocktail. Non che non ce lo aspettassimo, a dire il vero. «A chi vende alcolici dopo l’una - ci raccontava un altro barista - non importa di prendere la multa. Cercano solo di fare più soldi possibile. Di controlli non ne ho visti tanti questa notte, però mi ricordo dei “sabati” del Darsena molto più movimentati e rissosi». Sull’asfalto, finito il rione, sono rimaste tantissime bottiglie di vetro e lattine. Che dentro l’area della festa sono proibite per effetto di un’altra ordinanza comunale. I controlli restano il punto decisivo per il concreto valore ed effettività dell’ordinanza emessa dal sindaco Lunardini. Nel complesso, il temuto sabato del Darsena è trascorso senza risse da saloon o danneggiamenti. Anche nei punti storicamente più caldi, come all’angolo tra via Coppino e via Menini. O nei dintorni del Palapolpo, una delle zone di ritrovo prediletta dai giovanissimi, di cui molti discretamente alticci fin dalle 22. Un incidente invece è capitato a un ragazzo di Viareggio. Stava camminando in via Coppino, all’altezza delle cucine, e girandosi è andato a colpire con il viso contro il grosso bidone dell’immondizia. Esattamente contro il palo di metallo orizzontale che strasborda di una ventina di centimetri oltre il bidone. L’urto è stato abbastanza forte da far cadere un dente al ragazzo. Per evitare il rischio di altri incidenti, ieri gli organizzatori del rione hanno provveduto a foderare la parte sporgente del tubo con della gomma. Tra le note positive, lo stand del Comitato “Non la bevo” nella piazzetta della pesa pubblica e il cocktail analcolico prodotto da Simone Simonini, titolare di uno degli stand di via Coppino, che ha esposto anche il materiale di “Non la bevo”. Tra quelle negative la musica da discoteca sparata dal carro del Rione, dove qualcuno dei ragazzi, completamente ubriaco, sfidava a torso nudo il freddo della serata sotto gli occhi di tutti. A.C.

COSA NON DOBBIAMO FARE:
Lasciarsi governare dai gestori di locali pubblici!

ALTO ADIGE
Politica alcolica dell’Alto Adige.
22 febbraio 2009 E’ straordinaria, a questo proposito, la capacità di sublimazione di cui dà prova la politica: combatte chi combatte l’alcol sfumando sulle immagini del coma etilico e dei corpi sfasciati ma abbina l’ubriaco alla cultura della stube, lo immette del circuito folclorico della tradizione di valle, dove dopo l’aratro e il fieno che spaccava le spalle c’era il sogno etilico a chiudere una giornata in pace anche con il Signore. Ma questa è una falsificazione della realtà. Ed è sempre l’Svp e gli altri partiti alla sua destra a far salire l’alcol sull’altare dell’identità sudtirolese. In realtà anche qui c’è un’identità vera e una presunta. Quella vera è un mondo in trasformazione, dove non calano i suicidi e salgono vertiginosamente i giovani col fegato in pezzi dove i paesi e ora anche le città di notte si trasformano in infermerie e cielo aperto; l’identità presunta è quella candidamente hoferiana che ci propone questo 2009, in cui le bandiere del Sacro cuore e le funzioni solenni nella cattedrale di Innsbruck coprono un mondo fatto di affari e di denaro come ci ha mostrato ieri sul «Dolomiten» la fulminante vignetta di Tischler: un Andreas Hofer emaciato messo al fianco di un suo seguace di oggi, un grasso imprenditore-contadino di valle con la corona di spine in testa ma col sigaro in una mano come un «tycon» texano e la stella della Mercedes nell’altra. Stiamo cambiando e ci vogliono far credere che siamo sempre gli stessi. Durnwalder attacca il questore e le pattuglie di carabinieri che, controllando e multando, hanno fatto crollare le morti alcoliche sulle strade; li attacca come se fossero italioti attentatori al tradizionale stile di vita sudtirolese, ad una «way of life» che sta trasformando invece schiere di giovani Schütze in greggi di ubriachi. E’ l’alcol ad attaccare l’identità. E’ l’alcol a trasformare persino i cortei studenteschi in nuvole etiliche da ingabbiare nel pronto soccorso. E’ la birra e il vino a distruggere le vite fuori dalle discoteche. E’ il bicchiere sempre in mano ad armare le teste rasate. Perchè non sappiamo guardare in faccia la realtà? Una risposta è che fa male. L’altra è che fa comodo. Perchè a guardarla, non saremo una provincia governata dai gestori come invece siamo. Sono gli hotel, gli alberghi, le discoteche, le mescite alcoliche in alta quota a guidare il partito dopo aver trasformato le piste in luoghi dello sballo e dell’infortunio, sono loro ad opporsi ad ogni legge civile che «governi» il tasso alcolico, a dettare l’agenda politica all’Svp nei rapporti con Roma e con le questure. E’ l’eterno Alto Adige del commercio che ritorna, quello che svuota le anime e riempie il portafoglio. Quello a cui non basta neanche versare fiumi di vodka ai ragazzini dalle guance rosse fino alle due di notte: vorrebbero continuare a versarla fino all’alba e poi lasciare che siano gli altri a raccogliere i loro clienti per strada. E’ drammatico che l’Svp in primis non comprenda come il combattere mediaticamente i limiti alcolici imposti dalle legge divenga nelle teste dei ragazzi un ennesimo via libera allo sballo. Che questo continuo invocare la deregulation etilica possa poi diventare il passaporto per una delegittimazione tout court delle campagne per un civile uso del bere. Insomma, così come Hofer non è più quello di una volta, anche l’alcol non è più quello dei vecchi tempi. E la politica sudtirolese non può continuare a far credere che il mondo non sia cambiato, che il 1809 sia oggi e che la vodka assomigli al Caldaro doc. E’ tutto più complicato. E anche Hofer, se rinascesse, si vestirebbe da carabiniere e farebbe fare l’alcoltest ai suoi giovani Schützen. Paolo Campostrini p.campostrini@altoadige.it


COSA FANNO LE FORZE DELL’ORDINE?
Controlli, arresti, denuncie!

ROMAGNA OGGI
Bologna: controlli circolazione stradale, un arresto e cinque denunce

BOLOGNA – 24.02.09 I Carabinieri della Compagnia Bologna Borgo Panigale sono stati impegnati domenica scorsa in un servizio di controllo della circolazione stradale, effettuando numerosi posti di controllo lungo le principali arterie di grande comunicazione. I militari hanno arrestato in flagranza di reato P.G., 34enne pregiudicato di origine messinese, per aver violato dl'obbligo di soggiorno nel comune di residenza.
Nel corso del servizio, inoltre sono state denunciate cinque persone per guida in stato di ebbrezza alcolica, con contestuale ritiro delle patenti di guida, nonchè nove individui, tutti di origine bolognese, sono stati segnalati al Prefetto del Capoluogo per uso personale di sostanze stupefacenti.

AGI NEWS ON
GIOVANE UBRIACO E DROGATO ALLA GUIDA, PATENTE SOSPESA 5^ VOLTA
(AGI) - Civitanova Marche (MC) - Quattro volte gli era stata sospesa la patente negli ultimi tempi per guida in stato di ebbrezza ma era sempre riuscito a riaverla; ora c'e' stata la quinta, a distanza di quattro giorni dal rientro in possesso, che gli e' costato un nuovo ritiro, la denuncia per guida sotto effetto di droghe e alcool, la confisca del mezzo e la segnalazione al prefetto.
'Protagonista' un 25enne a Porto Recanati che con la sua auto si e' schiantato in viale Europa contro un mezzo in sosta.
I militari di Civitanova Marche, intervenuti su segnalazione dei residenti, hanno riscontrato che il ragazzo era palesemente in stato confusionale; sottoposto ad etilometro, quest'ultimo ha riportato un tasso alcolemico di 2,35 g/l e successivamente, sottoposto ad ulteriori esami in ospedale, e' risultato positivo a cannabinoidi e cocaina. Da qui i provvedimenti.
I carabinieri hanno poi proceduto stanotte al ritiro di altre quattro patenti per guida in stato di ebbrezza, a giovani sotto i 30 anni che rientravano da feste organizzate in citta'.
Tre di loro avevano tassi alcolemici fra 1 e 1,5 g/l.

IL TIRRENO
Alcol alla guida, ritirate 7 patenti dai carabinieri
CECINA. Continuano i controlli dei carabinieri per combattere il triste fenomeno delle stragi del sabato sera. La notte fra sabato e domenica un robusto dispositivo è stato posto in atto nei pressi dei locali notturni della zona.
Oltre cento sono stati i conducenti di auto controllati, grazie all’impiego coordinato di più militari dotati di precursore ed etilometro.
Sette le patenti ritirate, ma il dato che deve far maggiormente riflettere è che, di questi sette, due avevano un tasso pari a circa 0,90 gr/l; due di 1,15 e 1,31; e ben tre con un tasso superiore a 1,50, soglia tre volte superiore a quella consentita per legge e oltre la quale scatta il sequestro del mezzo (in questo caso un solo mezzo è stato sottoposto a fermo in quanto gli altri erano intestati ad altri).
Altro dato che deve far riflettere è che per lo più si tratta di giovani di età compresa fra i 20 e i 25 anni, uomini e donne.
Il consiglio che i carabinieri si sentono di dare è quello di divertirsi con giudizio, ovvero mai mettersi alla guida dopo aver assunto bevande alcoliche. La guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche è tra le principali cause degli incidenti stradali gravi e mortali, in particolare fra i giovani. Si stima che almeno il 35% degli incidenti stradali sia causato da guida in stato di ebbrezza alcolica. In particolare le notti fra il sabato e la domenica, da momenti di festa rischiano di trasformarsi in momenti di vera tragedia a causa della continua ricerca da parte di un gran numero di giovani di una falsa e vuota euforia, per il tramite di sostanze dannose per l’organismo.
L’assunzione di alcol, anche a livelli molto bassi, riduce la performance dei guidatori, allungando i tempi di reazione agli stimoli visivi e aumentando la tendenza ad agire in modo rischioso.

ROMAGNAOGGI
Faenza: guida in stato d'ebbrezza, due auto sequestrate
FAENZA – 24.02.09 Sono sei le patenti ritirate dai Carabinieri della Compagnia di Faenza per guida in stato d'ebbrezza nel corso dei controlli svolti nel fine settimana. La più ‘alticcia' è risultata un'estetista imolese di 35 anni, positiva all'alcol test con un tasso pari a 1,72 grammi per litro. Ad un operaio di 25 anni , ‘beccato' con 1,54, è stata sequestrata anche l'automobile. Stessa sorte per un conducente albanese, regolare in Italia, che si è schiantato con la sua Audi A3 contro un palo.
L'incidente si è verificato a Castel Bolognese. L'extracomunitario, rimasto leggermente ferito, aveva un tasso alcolemico di 1,50. Per l'uomo ritiro della patente ed auto sequestrata ai fini della confisca.

LA NAZIONE
Ritirate 6 patenti per guida in stato d'ebbrezza
Firenze, 23 febbraio 2009 – Gli agenti del Pronto Intervento del Reparto Sinistri e del distaccamento della zona centrale, sono stati impegnati in un pattugliamento di controllo, volto a garantire la sicurezza sulle strade, in via Pistoiese all'incrocio con via Golubovich. La polizia Municipale ha ritirato 6 patenti per guida in stato d'ebbrezza
Sabato scorso Gli agenti del Pronto Intervento, del Reparto Sinistri e del distaccamento della zona centrale sono stati impegnati in un pattugliamento di controllo volto a garantire la sicurezza sulle strade.
La Polizia Municipale ha predisposto un posto di controlli in via Pistoiese all'incrocio con via Golubovich. Hanno sottoposto 65 conducenti al test dell'elitometro, di cui 6 sono risultati positivi. Per loro, 2 donne e 4 uomini, è scattato il ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza.
Il conducente che ha registrato il valore più alto (1,63 grammi/litro) ha provocato un incidente: è infatti transitato a velocità sostenuta in via di Brozzi e, dopo aver oltrepassato l'incrocio con via Golubovich, è andato a sbattere contro un muretto di recinzione di una villetta, sempre in via di Brozzi.

IL TIRRENO
Tre patenti ritirate dopo la Darsena
VIAREGGIO. Soltanto tre patenti ritirate per ebrezza alcolica in occasione della domenica sera della Darsena. La linea dura decisa dal commissariato con chi alza troppo il gomito sembra evidentemente dare buoni frutti. Nei controlli effettuati alla fine della terza serata del rione più amato dai viareggini, delle 66 persone controllate ai posti di blocco di polizia, polstrada, vigili urbani e carabinieri soltanto in tre sono risultate avere concentrazione di alcol nel sangue superiori a quelle consentite dal codice della strada.
L’episodio più grave ha avuto per protagonista un giovane di venticinque anni originario della Svizzera ma residente a Lecce che è stato sorpreso con un tasso di concentrazione di 1,19 alla prima prova e 1,17 alla seconda prova con l’etilometro (il limite permesso dal codice è di 0,50).

IL TIRRENO
Ubriaco al volante: denunciato
E la patente di guida era stata falsificata
PISA. Clandestino, ubriaco alla guida e con una patente falsa. En plein di reati per un albanese di ventotto anni che vive a Empoli. È stato denunciato l’altra notte dagli agenti della polizia stradale di Pisa dopo essere stato fermato in superstrada, all’altezza del Ponte delle Bocchette, alla guida di una Bmw.
Con lui c’erano altre tre persone, un altro albanese di 27 anni, e due donne, una rumena di 22 e una brasiliana di 26, anche lei clandestina. Le due donne abitano a Milano, mentre l’altro albanese e la rumena sono risultati in regola con il permesso di soggiorno.
Per il conducente e per la brasiliana è iniziata quindi la pratica di espulsione dal territorio nazionale. L’albanese, palesemente ubriaco, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e per falso, in quanto ha mostrato agli agenti una patente rilasciata nel suo paese, ma chiaramente falsa.


IL TIRRENO
Denunciato per guida in stato di ebbrezza
Macchina confiscata a un operaio parigino
PISA. Denuncia e confisca dell’auto per un turista francese trovato alla guida, dai carabinieri del nucleo radiomobile, completamente ubriaco. Lo straniero, un operaio parigino di 36 anni, è stato fermato ieri mattina all’alba, durante un controllo, in via della Bozza. Era letteralmente ubriaco.
I militari lo hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza e gli hanno sequestrato la macchina ai fini della confisca.
Dunque per il turista, che non dimenticherà così facilmente la sua avventura pisana e torna a casa in treno, scatta anche la perdita di proprietà dell’auto, che viene confiscata e diventa proprietà dello stato, come prevede il codice della strada italiano.


ED ORA QUALCHE NOTIZIA DI CRONACA INZUPPATA NELLE BEVANDE ALCOLICHE

IL GAZZETTINO
Giovane originario della Costa D’Avorio fermato dalla polizia dopo la denuncia di una quarantenne, con la quale aveva avuto un relazione
Violenza sessuale alla sua ex, finisce in carcere
Martedì 24 Febbraio 2009, Violenza sessuale alla sua ex, finisce in carcere.
Con l’accusa di sequestro di persona, violenza sessuale, lesioni e minacce aggravate dall’uso di un coltello e di una pistola è stato fermato dalla polizia Fulbert Kouadio Kouakou, 33 anni, originario della Costa D’Avorio, in Italia senza fissa dimora.
Ad accusarlo è una donna di circa 40 anni che nei giorni scorsi si è presentata in questura a Vicenza per denunciare di essere stata minacciata e ferita il 31 gennaio scorso e di avere subito violenza sessuale il 18 febbraio. L’autore delle aggressioni, secondo la denuncia, sarebbe stato un immigrato, con il quale la scorsa estate aveva avuto una relazione, Fulbert Kouadio Kouakou.
La donna vive a Vicenza in via Dei Montecchi in una situazione di grave disagio. Ha adibito a propria dimora una stanza ricavata in un edificio abbandonato. Ha rivelato agli agenti che l’uomo, a fine gennaio, si era introdotto nella sua casa e con la scusa di volere mangiare l’aveva minacciata e anche ferita con un coltello alla caviglia.
Sempre secondo il racconto della donna, l’immigrato si era presentato armato di pistola, minacciando di ucciderla e poi di suicidarsi.
Aveva poi chiuso la porta a chiave, denudato la vittima e compiuto atti sessuali, non prima di sferrare un pugno in faccia alla donna, pugno per il quale aveva riportato lesioni guaribili in quindici giorni.
Nella stessa serata, l’uomo, ubriaco, era stato bloccato da una pattuglia delle volanti in un circolo privato, perchè infastidiva i clienti. Nel portafoglio gli agenti avevano trovato il numero di telefono e le chiavi di casa delle donna che poi lo ha denunciato.

IL GAZZETTINO
Aggredisce i carabinieri, nordafricano finisce in carcere
Martedì 24 Febbraio 2009,
Zanè
(V. B.) Nella notte tra sabato e domenica, a Thiene, i carabinieri della stazione di Breganze hanno arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale il marocchino El Hajjajy Tarik, 29 anni, residente a Zanè in via Val di Sole, domiciliato a Thiene in via Gorizia, operaio con precedenti per reati legati alla droga.
Attorno alle 23.55 di sabato, la centrale operativa della Compagnia di Thiene aveva inviato una pattuglia della stazione di Breganze alla paninoteca “Mezopotamya” di Thiene, in via Santa Maria Maddalena, perchè alcuni clienti si lamentavano per il comportamento di uno straniero.
Giunti sul posto i militari, dopo avere individuato l’extracomunitario, ascoltavano le dichiarazioni di due giovani secondo le quali un marocchino, in preda ai fumi dell’alcool, li avrebbe ingiuriati e minacciati abbassandosi i pantaloni, mostrando le proprie parti intime.
Alla richiesta dei militari di fornire le proprie generalità il marocchino si rifiutava categoricamente costringendo i militari a spingerlo ad uscire dal locale per non disturbare oltre la clientela.
Poi, alla richiesta dei carabinieri di salire sull’auto di servizio per essere condotto in caserma per l’identificazione, l’uomo si scagliava contro i militari opponendo resistenza con spinte e strattoni, al punto che uno dei due carabinieri si vedeva costretto successivamente a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso di Thiene, per una forte contusione alla mano destra. Inoltre durante il tragitto dalla paninoteca alla caserma, il marocchino minacciava di morte i due carabinieri nel tentativo di intimidirli e di costringerli a lasciarlo andare. Giunti in caserma il marocchino veniva identificato per El Hajjajy Tarik e dichiarato in arresto resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Quindi veniva associato alla Casa Circondariale San Pio X di Vicenza, a disposizione del pm Antonella Toniolo.

IL TRENTINO
Al limite del coma etilico danneggia i tavoli del bar
Denunciato un ceko a Melta. Altri due automobilisti trovati sopra i limiti
TRENTO. 24.02.09 Alcol, alcol e ancora alcol. Aumentano ogni giorno le vicende che in qualche modo sono legate all’abuso di alcol. E quello che è successo sabato e che fatto lavorare i carabinieri del nucleo radiomobile di Trento, ne è un esempio. La sera, infatti, i militari sono stati chiamati per intervenire a Melta, in particolare al bar Melta dove in quarantenne ceko aveva combinato un po’ di guai e stava anche male. Nelle ore precedenti, infatti, aveva esagerato con l’alcol ed era arrivato a pochissimi passi dalla soglia del coma etilico. Non riuscendo più a stare in piedi era caduto su alcuni tavoli rompendoli. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto sono stati anche malmenati dall’uomo che è stato quindi denunciato per ubriachezza molesta e per violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
Poche ore dopo i carabinieri hanno anche ritirato due patenti per guida in stato di ebbrezza. Entrambi i conducenti avevano tassi alcolemici che si aggiravano attorno all’1.8. Ad entrambi è stata ritirata la patente ed entrambi sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza. Ad uno è stata anche confiscata la macchina (una Getz). L’altra vettura no perché era intestata ad un’altra persona. Nelle ultime due settimane solo i carabinieri del nucleo radiomobile di Trento hanno ritirato ben otto patenti. E tutte per una ragione sola: chi era alla guida aveva esagerato con l’alcol e superato i limiti.

IL TRENTINO
Notte movimentata in via Cittadella: tutta colpa dell’alcol
Ubriaca finisce contro tre auto
Alla guida una ventenne: superati di quattro volte i limiti
ROVERETO. Prima una, poi due e infine tre. Tre auto una dopo l’altra in sosta in via Cittadella passate in rassegna da una giovane automobilista che, in stato di ebbrezza, le ha danneggiate prima di riuscire a fermarsi. Un’esperienza che la ventenne roveretana si ricorderà a lungo: via la patente probabilmente per un anno, una multa salata e poi il decreto penale che non sarà inferiore ad un paio di migliaia di euro. Pene severe anche perché si tratta di una neopatentata. L’unico elemento di fortuna, si fa per dire, il fatto che la macchina non fosse stata intestata a lei. Perché, vista la quantità di alcol riscontrata, ben oltre 1,50 grammi per litro, sarebbe scattata la confisca del veicolo.
E’ successo l’altra notte quando da via Cittadella arriva ai carabinieri la richiesta di un intervento: un automobilista ha centrato tre auto. Ben presto i militari al loro arrivo hanno capito che all’origine dell’incidente c’era l’alcol, troppo alcol, che la ventenne aveva assunto prima di mettersi alla guida dell’auto, una Mercedes classe A intestata alla madre che in questi giorni si trova in vacanza. Infatti il responso dell’alcoltest è stato implacabile tanto da fermarsi poco sotto il 2 quando il limite è di 0,5. Deve essere stato davvero difficile per la ragazza guidare in quelle condizioni se, prima di affrontare una curva a qualche decina di metri da casa, si è spostata troppo sulla destra andando a sbattere contro un’Audi A4, una Nissan Primera e una Colt Mitsubishi recuperate dall’Aci Simonini di Villalagarina.
Una leggerezza, quella di mettersi alla guida ebbra, che costerà caro alla ragazza: la segnalazione al commissariato del governo che comporterà sospensione della patente, multa, decreto di condanna e visite mediche prima di poter tornare a guidare.

LA SENTINELLA
Ventimila in maschera Scendono le presenze, ridotti gli interventi di polizia
23.02.09 IVREA. Il caso che poteva trasformarsi in tragedia è quello del ragazzo vestito da batuffolo di cotone. Ventun anni, tanta fantasia e voglia di divertirsi, si era avvolto nel cotone, tutto attaccato con il mitico Vinavil. Prendere fuoco è stato un attimo. Per fortuna è riuscito a sfilarsi il costume e gettarlo a terra. E’ rimasto ferito, con ustioni di primo e secondo grado alle mani e, in maniera lieve, al volto. Uno spavento grandissimo, però. Una ventina gli interventi di polizia, coordinati dalla sala operativa in commissariato che consente di ridurre al minimo i tempi morti: qualche rissa, diversi controlli di persone sottoposte a misure di prevenzione che, per una sera, avevano deciso di uscire comunque e farsi un giro nelle feste (e che saranno denunciati). Ridotto anche il numero dei danneggiamenti urbani: presenze ridotte, stop alle feste all’una, e dalle due, serrande abbassate anche in tutti i locali pubblici. Per il resto, come ogni anno, i maggiori interventi sanitari sono stati per via dell’abuso di alcolici, soprattutto da parte di giovanissimi. Una decina di persone, nonostante le prime cure prestate dalle squadre a piedi e dai volontari della Cri alle tende, è finita in ospedale per cure più approfondite. Tutti sono stati dimessi. E se ha funzionato la festa alcol free in piazza Ottinetti, a cura degli “Amis ‘d piassa dla Granaja”, con cioccolato, dolci, musica e maschere, nel complesso, la città è parsa “svuotata” rispetto ai pienoni di qualche anno fa. Tante e colorate le maschere, ma ridotte le presenze. Tranquille le feste degli aranceri che, in questi ultimi anni, hanno cominciato a ragionare insieme e a proporre iniziative per animare le serate senza eccedere e cercando di puntare più al divertimento che al bere per ubriacarsi e basta.

LA GAZZETTA DI MODENA
Rissa nella notte a Fiumalbo
23 febbraio 2009 FIUMALBO. Rissa in piena notte nel piazzale della chiesa a Fiumalbo dopo l’uscita da un locale pubblico. Un giovane del posto, di 30 anni, ha riportato traumi al capo e contusioni alle gambe e ieri pomeriggio ha sporto denuncia ai carabinieri. La lite era scoppiata per futili motivi verso le 3.30 della notte tra sabato e ieri: il giovane nella sua denuncia ha affermato di essere stato dapprima preso a male parole da un gruppo di turisti che avevano alzato troppo il gomito: il diverbio nel piazzale antistante la chiesa è divenuto sempre più acceso e dopo un po’ si è passati alle mani. Il gruppetto di turisti, eccitati dall’alcol, ha cominciato a menare le mani e la lite è finita in una scazzottata. Il ragazzo fiumalbino che è stato picchiato se ne è tornato a casa con le sue gambe (anzi, con la sua automobile), ma ieri si è fatto refertare le ferite dal medico e ha sporto quindi denuncia ai carabinieri per percosse, fornendo anche elementi per identificare i responsabili. I residenti e gli operatori dei locali pubblici, che da sempre garantiscono un’accoglienza calorosa e grande ospitalità ai turisti, lanciano comunque un appello alle forze dell’ordine affinchè facciano rispettare rigorosamente i limiti nella somministrazione degli alcolici e non abbassino la guardia nel controllo del territorio, in modo da garantire la sicurezza di tutti, soprattutto di chi vuole godersi appieno le bellezze dell’Appennino modenese.

IL GAZZETTINO
Alla guida del furgone con un tasso d’alcol sei volte sopra il limite
Martedì 24 Febbraio 2009,
Portogruaro
(M.Cor.) Stava andando a lavorare di notte completamente ubriaco, ma è finito nella rete di controlli della Polizia. V.B., 49 anni, cittadino polacco residente a Pravisdomini, è stato denunciato per guida in stato d'ebbrezza. In corpo aveva un tasso alcolico che superava di sei volte il massimo consentito dal Codice della strada. Tutto è successo ieri notte alle 2 e 40 sulla statale "Postumia" a Summaga di Portogruaro. Gli agenti stavano svolgendo un servizio di controllo del territorio, quando hanno visto arrivare un furgone dall’andatura "sospetta". I poliziotti hanno così fermato il veicolo, rimanendo investiti dalla puzza di alcol non appena l'uomo ha aperto il finestrino. Invitato a scendere, il polacco non si reggeva in piedi, tanto che gli agenti hanno dovuto stenderlo a terra. Sottoposto al test alcolico, l'uomo aveva nel sangue più di 3 milligrammi di alcol per litro. Insomma, aveva superato di sei volte la soglia massima prevista dal Codice. Per lui è scattata la denuncia per guida in stato d'ebbrezza. Il veicolo invece non è stato confiscato. Nonostante infatti il regolamento lo preveda nel caso venga superata la soglia di 1.50 g/l, il mezzo viene riconsegnato se appartiene a una terza persona. Il furgone infatti era intestato alla ditta per cui lavora il polacco. Così ora l' uomo dovrà spiegare al giudice il suo comportamento, ma forse, con ogni probabilità, prima dovrà chiarirsi con il datore di lavoro.
Intanto ieri notte anche i carabinieri hanno svolto lo medesimo servizio, ritirando altre tre patenti per la guida in stato d' ebbrezza. In questi casi però nessuno superava il valore di 1 g/l.

IL TIRRENO
NEI GUAI: AVEVA BEVUTO
Tampona e scappa
PIEVE A NIEVOLE. Ha tamponato una Porsche e poi si è dato alla fuga alla guida del suo fuoristrada. Dopo pochi minuti, però, un 66enne di Pieve è stato identificato dalla polizia e denunciato per guida in stato di ebbrezza. L’uomo, infatti, dopo essere stato sottoposto all’etilometro è risultato essere positivo all’alcol. Oltre alla denuncia gli è stata anche ritirata la patente.


Regioni - Piemonte
In manette un algerino di 52 anni e un marocchino di 39
Torino, ubriachi infastidiscono malati in ospedale e aggrediscono guardia: arrestati
Quando i poliziotti del commissariato Centro, intervenuti sul posto, hanno cercato di fermarli ne è nata una colluttazione durante la quale uno dei due ha cercato di scagliare una grossa bottiglia di vino contro gli agenti
Torino, 24 feb. - (Adnkronos) - Si sono presentati al pronto soccorso ubriachi e con un pintone di vino da 2 litri e mezzo e hanno iniziato a infastidire malati e personale sanitario arrivando persino ad aggredire una guardia giurata che era intervenuta per mandarli via. E' accaduto questa notte a Torino dove la polizia ha arrestato un algerino di 52 anni e un marocchino di 39 anni accusati di resistenza a pubblico ufficiale, minacce aggravate, lesioni aggravate e molestie e disturbo in luogo pubblico.

Quando il vigilante e' intervenuto per mettere un freno ai due immigrati che creavano problemi alle persone in attesa di essere visitate, i due hanno dato in escandescenze e uno di loro ha colpito la guardia con un pugno in faccia. E' quindi scattato l'allarme al 113 e quando i poliziotti del commissariato Centro, intervenuti sul posto, hanno cercato di fermarli ne e' nata una colluttazione durante la quale uno dei due ha cercato di scagliare la grossa bottiglia di vino contro gli agenti che, alla fine, sono pero' riusciti a mettere le manette ai polsi ai due esagitati.

Sempre ieri sera i poliziotti delle volanti, impegnati in un controllo a Porta Palazzo, hanno arrestato anche un marocchino di 27 anni trovato in possesso di quasi 125 grammi di hashish nascosto nei pantaloni e in un calzino. In manette e' finito anche un clandestino del Mali che alla vista dei poliziotti che gli sono passati accanto mentre era alla fermata dell'autobus si e' dato alla fuga


NEL PROSSIMO ARTICOLO VEDRETE COME IL VINO PROCURA GUAI NON SOLO A CHI LO BEVE, MA ANCHE A CHI LO PRODUCE.

WINENEWS
TRUFFA ALLO STATO E FRODE, ASSOLTO EX MINISTRO CALOGERO MANNINO
Marsala - 24 Febbraio 2009 Il Giudice delle Udienze Preliminari di Marsala, Riccardo Ricciardi, ha assolto l’ex Ministro dell’Agricoltura Calogero Mannino dalle accuse di associazione per delinquere finalizzata alla frode vinicola, falso, truffa ai danni dello Stato e minacce a pubblico ufficiale, reati per i quali il pm Cristina Pigozzo aveva chiesto la condanna a 6 anni e 4 mesi.
Mannino, attualmente deputato dell’Udc, è stato inoltre assolto (su richiesta dello stesso pm) dalle accuse di estorsione e furto di vino dall’azienda di Roberto Casano, l’imprenditore di Pantelleria dalla cui denuncia è scaturito un filone dell’indagine. Due le indagini confluite nello stesso processo celebrato con rito abbreviato: una per frode in commercio nel settore vinicolo, vendita di sostanze alimentari non genuine, appropriazione indebita, falso ideologico e truffa aggravata e l’altra per truffa ai danni dello Stato.
Nel primo caso, secondo la procura di Marsala, Mannino (ritenuto dominus di fatto dell’azienda vinicola di Pantelleria, Abraxas srl, di cui è socio di maggioranza il figlio, assieme ad altri e all’enologo Luciano Parrinello, funzionario dell’Istituto della Vite e del Vino) avrebbe messo in commercio come genuini vini doc realizzati in violazione del disciplinare di produzione previsto per il Moscato di Pantelleria. E stessa accusa è mossa anche ad altre ditte dell’isola, quali la Murana, la Enopolis e la Nuova Agricoltura. Nel secondo caso avrebbe indebitamente percepito un cospicuo finanziamento pubblico concesso per la realizzazione, a Pantelleria, di un nuovo impianto per la produzione di vini speciali. Con Mannino, difeso dagli avvocati Marcello Montalbano, Nino Caleca e Grazia Volo, sono state assolte anche altre dieci persone. Sette, invece, sono state rinviate a giudizio.

Rassegna stampa del 23/02/2009

INIZIAMO QUESTA RASSEGNA STAMPA CON UN DOVEROSO RINGRAZIAMENTO ALL’AICAT ED ALL’APCAT TRENTINO PER AVER PAGATO RISPETTIVAMENTE L’ABBONAMENTO AL CORRIERE DELLA SERA ED AL TRENTINO, DANDOCI LA POSSIBILITA’ DI AVERE PIU’ NOTIZIE FRESCHE DA SPULCIARE!

Riassunto:
- vino e demenza
- bevande alcoliche e violenze
- bevande alcoliche e degrado
- bevande alcoliche e morte
- bevande alcoliche e pubblicità
- bevande alcoliche e cronaca
- controlli delle F.O.
- falsi progetti di prevenzione
- forum nutrizione
- vino dei Castelli KO!

L’ALTRO GIORNO, SULLA RASSEGNA DEL 19 U.S. AVEVAMO RIPORTATO UNA RICERCA FRANCESE SULL’AUMENTO DEL RISCHIO DI CERTI TUMORI ANCHE CON CONSUMO MODERATO DI BEVANDE ALCOLICHE.
OGGI, PER PAR CONDICIO, ECCO CHE E’ USCITA UN’ALTRA RICERCA, A DIR LA VERITA’ GIA’ VECCHIA NEL TEMPO, CHE AFFERMA COME UN CONSUMO MODERATO DI BIBITE ALCOLICHE RIDUCE IL RISCHIO DI DEMENZE, INFARTI, ICTUS.
NOTATE ANCHE COME NELL’ARTICOLO SI PARLA DI BEVANDE ALCOLICHE IN GENERE ED INVECE NEL TITOLONE E’ IL VINO CHE LA FA DA PADRONE.
COME HO GIA’ PIU’ VOLTE AFFERMATO SE IL VINO O L’ALCOL AVESSERO VERAMENTE TUTTE QUESTE DOTI SALUTISTICHE, CHI ANDREBBE PIU’ IN FARMACIA?

IL GIORNALE DI VICENZA
GLI SCIENZIATI OLANDESI PROMUOVONO IL CONSUMO GIORNALIERO E MODERATO DI BIBITE ALCOLICHE
Stop alla demenza con il vino
AIUTA A PREVENIRE INFARTI E ICTUS, RIDUCE DELLA METÀ IL RISCHIO DI ALZHEIMER E ALTRE DEMENZE
Lunedì 23 Febbraio 2009 SPECIALI, pagina 27
Non importa quale tipo di alcol si beva. Ciò che conta è berne da uno a tre bicchieri al giorno. Questa, secondo uno studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet, è la quantità giusta di bibite alcoliche da assumere per aiutare a prevenire infarti e ictus, riducendo della metà il rischio di contrarre il morbo di Alzheimer e altri tipi di demenza. Guai, però, ad esagerare. L’eccesso di alcol, infatti, come è ormai risaputo da molto tempo, distrugge il fegato e può essere tossico per il cervello. Gli alcolisti possono ritrovarsi con un cervello “rattrappito”, condizione strettamente legata alla demenza. Lo studio, durato di sei anni e condotto da ricercatori dell’Università olandese Erasmo de Rotterdam (*), ha analizzato 5.395 persone con più di 55 anni che non mostravano alcun segno di demenza. Ad essi è stato chiesto se avessero mai consumato alcol. A quelli che ammettevano il consumo di alcol è stato chiesto quanto bevevano e specificamente cosa bevevano (vino, birra, superalcolici, ecc.). Dallo studio è emerso che gli uomini bevevano principalmente birra e liquori, mentre le donne manifestavano una preferenza per vino e superalcolici. I partecipanti allo studio furono suddivisi a seconda della quantità di alcol ingerito quotidianamente, considerando coloro che bevevano più di quattro bicchieri al giorno fuori del criterio di moderazione.
A conclusione dello studio nel 1999, 197 dei partecipanti avevano sviluppato la malattia di Alzheimer o un’altra forma di demenza. Ma quelli che consumavano da uno a tre bicchieri di alcol al giorno, avevano un rischio del 42% minore di contrarre la malattia rispetto a coloro che non bevevano affatto. Coloro che non erano bevitori abituali, ma bevevano più di un bicchiere a settimana avevano un rischio del 25% inferiore e quelli che bevevano meno di un bicchiere a settimana avevano il 18% di rischio in meno rispetto a coloro che non bevevano affatto. Considerando poi i gruppi a seconda del diverso tipo di alcol ingerito, e paragonando il vino ad altri tipi di alcol, i risultati erano essenzialmente gli stessi. A conclusione della ricerca, gli studiosi convergono sul fatto che l’etanolo contenuto nell’alcol rende meno vischioso il sangue e riduce il tasso di colesterolo, riducendo in questo modo i problemi vascolari che frequentemente sono anche causa di demenza. Un’altra possibilità è che l’alcol stimola la liberazione di acetilcolina, una sostanza che favorisce l’apprendimento e la memoria.

(*) Nota: “Elogio della Follia” http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/erasmo01.htm

IL GIORNALE DI VICENZA
Ruba il crocefisso e prende a calci la farmacia
SAREGO. Fermato dai carabinieri
Ha preso a calci la serranda di una farmacia, non risparmiando invettive. E ha pure portato via il crocefisso in legno del capitello lì accanto. Tutto nel cuore della notte. Ma è stato fermato poco dopo dai carabinieri che lo hanno trovato ubriaco e denunciato. (*)
Una notte movimentata è costata una denuncia ad un uomo di 46 anni, D. P. le sue iniziali, nato ad Arzignano e residente a Sarego.
Tra la notte di venerdì e sabato, intorno alle 2.30, ai Cc di Altavilla Vicentina è giunta la segnalazione di uomo il cui comportamento non poteva passare inosservato, se non altro per il rumore provocato nel cuore cittadino ad un'ora così insolita. A Sarego, in piazza Umberto I, l'uomo stava prendendo a calci la serranda della farmacia centrale, non risparmiando parolacce e invettive durante il suo comportamento così focoso. I militari si sono avvicinati con la massima discrezione: alla vista dei carabinieri l'uomo è immediatamente salito sul suo furgone cercando di svignarsela con velocità.
Non ha fatto in tempo: gli uomini del comandante Gianluca Galiotta lo hanno fermato.
E hanno trovato una " sorpresa" dentro al furgone: due ante di metallo complete di supporti, ma soprattutto un crocefisso in legno. Gli oggetti rinvenuti nel veicolo erano stati portati via proprio dal capitello della piazza di Sarego, proprio accanto alla farmacia.
Ma i guai non erano finiti lì. Sottoposto all'alcotest l'uomo è risultato positivo con un tasso pari a 1,58 g/l., molto superiore ai limiti. Il materiale ritrovato è stato subito posto sotto sequestro, come pure il furgone guidato dall'uomo.
D.P. è stato deferito in stato di libertà per furto aggravato, danneggiamento e guida in stato di ebbrezza. Accertamenti in corso da parte degli inquirenti anche per chiarire le cause che hanno portato al comportamento dell'uomo.

(*) Nota: quest’uomo avrà forse un po’ esagerato, ma in fondo voleva solo proteggere il suo cuore e combattere la demenza (vedi articolo successivo).

HO RICEVUTO DA ALESSANDRO SBARBADA QUESTI DUE ARTICOLI GIA’ CORRELATI CON LE NOTE.


VERREBBE DA AGGIUNGERE CHE ANCHE TUTTE LE PERSONE COINVOLTE NEI PROSSIMI ARTICOLI VOLEVANO PROTEGGERE I LORO CUORI E COMBATTERE LA DEMENZA.


PURTROPPO DOBBIAMO SEGNALARE UN’ALTRA VITTIMA DELLA VIOLENZA E DELLA DEMENZA!


RAINEWS24
Morta l'83enne violentata a Pavia
Pavia 23 febbraio 2009 E' morta ieri sera, all'ospedale di Belgioioso (Pavia), la donna di 83 anni di Albuzzano (Pavia) che nella notte tra il 14 e il 15 febbraio scorso era stata aggredita e violentata da un romeno di 26 anni. L'anziana, che era anche non vedente, era stata ricoverata inizialmente con prognosi riservata nel reparto di chirurgia del Policlinico San Matteo di Pavia.
Nei giorni scorsi le sue condizioni non erano migliorate, tanto da suggerirne il trasferimento all'ospedale di Belgioioso. Ieri sera e' stata stroncata da una crisi improvvisa.
Il romeno che l'ha violentata e' rinchiuso nel carcere di Pavia. Era stata la nipote dell'anziana a lanciare l'allarme ed a chiedere l'intervento dei carabinieri, dopo avere udito nella notte le urla della zia. Il romeno, ubriaco dopo una serata trascorsa al bar, era stato subito fermato dai militari.

E LA VIOLENZA NON SI FERMA.
UN’ALTRA RAGAZZA VIOLENTATA FUORI DALLA DISCOTECA!

IL MESSAGGERO
Senigallia, minorenne violentata fuori dalla discoteca. Gli amici guardavano
Lo stupro nel parcheggio davanti al locale
Le persone coinvolte hanno tutte 17 anni. Avevano bevuto
SENIGALLIA (22 febbraio) - Una ragazzina di 17 anni ha denunciato di essere stata violentata fuori da una discoteca di Marotta (Pesaro Urbino), da un coetaneo suo amico, un italiano, davanti ad altri amici del gruppo, anche loro italiani. Tutti, compresa la vittima, avevano bevuto molto. Il test antidroga invece ha dato esito negativo. Solo una volta rientrata a casa, a Senigallia (Ancona), la minorenne, che è ancora ricoverata in ospedale, si è resa pienamente conto di quanto era accaduto, e si è recata presso il Commissariato di polizia del posto per sporgere denuncia. Dopo diverse ore la ragazza è riuscita a fornire indicazioni precise per poter individuare il ragazzo che l'avrebbe stuprata.
Il fatto è accaduto verso le 3.30 del mattino, nel piazzale del parcheggio di una nota discoteca di Marotta, dove la giovane e gli amici (tutti nati nel 1992, alcuni a poche settimane dalla maggiore età) avevano trascorso la serata. Ad un certo punto, la diciassettenne e alcuni ragazzi avrebbero lasciato il locale per appartarsi poco lontano, all'aperto: e qui le effusioni erotiche sarebbero sfociate in abuso da parte di uno dei compagni.
Dopo la denuncia, la minore, che non è stata picchiata e non mostra altri segni di violenze esterne, è stata visitata dai medici del pronto soccorso dell'ospedale, mentre amiche e amici sfilavano in Commissariato per essere ascoltati dagli investigatori, con i genitori ad attenderli.
Le persone coinvolte vengono descritte come ragazzi normalissimi, della piccola e media borghesia, senza particolari problemi personali o familiari.(*)
(*) Nota: Sono tutte persone normalissime, come è normalissimo che le ragazze vengano stuprate!


VIOLENZA AL PRONTO SOCCORSO

VIRGILIO NOTIZIE
Lazio/ Roma,picchia moglie ubriaco e sotto effetto droga: arrestato
Polizia lo blocca dopo una violenta lite al Policlinico Casilino
Roma, 23 feb. (Apcom) - Violenta lite ieri mattina all'interno del pronto soccorso del Policlinico Casilino. Giunti sul posto, gli agenti della polizia hanno dovuto fronteggiare un uomo piuttosto alterato e sotto l'effetto dell'alcol e di sostanze stupefacenti che stava aggredendo la convivente 24enne per farla tornare a casa dopo l'ennesimo litigio. La donna era andata in ospedale per farsi medicare le contusioni e le ferite riportate dopo una violenta aggressione subita poche ore prima nell'appartamento di via Don Primo Mazzolari.
Agli agenti ha raccontato di non aver mai sporto denuncia per timore di eventuali ritorsioni da parte dell'uomo che l'ha minacciata di morte in più occasioni. Alla donna, madre di quattro bambini di cui l'ultimo di 9 mesi che aveva in braccio cercando di preservarlo dalle violenze del convivente durante la lite, è stata assegnata una prognosi di 25 giorni per contusioni varie. L'uomo, B.C., di trent'anni, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, minacce e lesioni personali gravi.

VIOLENZA AL RISTORANTE

IL MATTINO
Sabato nel segno del vandalismo.
23.02.09 Castellammare. Sabato nel segno del vandalismo. Qualche superalcolico di troppo e un diverbio nato per futili motivi hanno scatenato la rabbia di tre giovani incensurati contro il titolare di un ristorante cittadino. Dalle parole alle minacce, al danneggiamento di una insegna pubblicitaria del locale il passo è stato breve. Alla fine sono intervenuti i carabinieri della locale stazione che hanno arrestato in flagranza di reato Luigi Bilgini, 22 anni, del luogo, cameriere, incensurato; e Gianluca De Rosa, studente di 22 anni, anche lui residente a Castellammare e incensurato. È stato invece denunciato in stato di libertà un 21enne del luogo, senza precedenti penali. Tutti dovranno rispondere dell’accusa di concorso di danneggiamento aggravato. I militari dell’Arma erano intervenuti in aiuto del gestore 42enne del ristorante «Pullecené» il quale, mentre stava davanti al proprio esercizio commerciale, dopo essere stato minacciato senza motivo dai tre ragazzi in evidente stato di ebbrezza, e visto che i tre si stavano accanendo contro l’insegna pubblicitaria del suo locale, aveva chiamato le forze dell’ordine. I carabinieri, arrivati sul posto e sentito il racconto del proprietario, sono riusciti a rintracciare a arrestate in flagranza il Bilgini e il De Rosa che si aggiravano ancora nelle vie adiacenti al ristorante. Non solo, hanno individuato e identificato successivamente il loro complice che è stato denunciato. Il movente di tutto questo baccano? Un atto vandalico, come hanno poi confessato i tre ragazzi ora in attesa di rito direttissimo.


VIOLENZA IN DISCOTECA

IL GAZZETTINO
Dicono di essere stati aggrediti
Lunedì 23 Febbraio 2009,
Loro, gli altri replicano che non è vero e che sono stati loro a creare problemi. Fatto sta che la festa di carnevale di sabato sera al Privilege di via Longhin 57 ha avuto un fuori programma, l’intervento della polizia.
È l’una e mezza quando una trentunenne padovana chiama il 113 dicendo di essere stata percossa dall’addetto alla sicurezza del locale. Immediatamente sul posto si porta una Volante. Gli agenti sentono intanto la versione della ragazza la quale spiega di essere stata allontanata dal locale con il fidanzato in malomodo. Anzi, dice proprio di essere stata percossa dal buttafuori, un trentunenne. La giovane racconta di essere stata spinta con violenza senza alcun motivo.
Differente la versione che avrebbero invece fornito l’addetto alla sicurezza e il titolare del locale, i quali avrebbe detto che i due fidanzati secondo loro erano ubriachi e che ad un certo punto si erano messi a danneggiare e staccare gli addobbi della sala. Per questo il gestore li aveva invitati ad andarsene e non avendo ottenuto nulla aveva deciso di far intervenire il buttafuori. Anche il trentenne, però, pur ammettendo di aver toccato la giovane ad una spalla, avrebbe aggiunto di non aver in alcun modo usato violenza. Versione, come si diceva, in netta contrapposizione con quelle della presunta vittima.
Gli agenti hanno identificato tutti e quattro, hanno annotato la loro versione dei fatti e poi hanno invitato la ragazza a recarsi in denuncia per sporgere l’eventuale querela.
Nella stessa nottata, sono stati numerosi gli interventi della polizia per ubriachi un po’ in tutte le zone della città. Gli effetti collaterali delle numerose feste di carnevale organizzate un po’ ovunque. Nella maggior parte dei casi, comunque, si è trattato di chiedere l’intervento del 118 mentre in due gli agenti della polizia hanno dovuto comunque procedere anche alla denuncia a piede libero.

VIOLENZA IN PIAZZA

IL GAZZETTINO
Un diciassettenne romeno preso a calci e pugni da un gruppo di albanesi ubriachi. Ha riportato ferite per sette giorni
Giovane picchiato in piazza Duomo
E a San Carlo un sedicenne è stato malmenato da due coetanei dopo un litigio
Lunedì 23 Febbraio 2009,
È finito all’ospedale con varie ecchimosi al volto un diciassettenne romeno residente in città che ha raccontato di essere stato malmenato in piazza Duomo sabato sera da un gruppo di albanesi. Sul caso sta ora indagando la polizia.
Intorno alla sette e mezza, il giovane si è presentato con la faccia sporca di sangue ai sanitari di un’ambulanza del 118 che era ferma in piazza del Municipio per una manifestazione. Il diciassettenne aveva diverse escoriazioni al volto e alcuni tagli al naso e al collo. Il ragazzo ha spiegato che poco prima era stato aggredito in piazza Duomo da quattro-cinque albanesi sui diciotto-trent’anni, vestiti di scuro e con in testa berrettini da baseball, di quelli con il frontino. Il gruppetto lo avrebbe picchiato con calci e pugni e un aggressore avrebbe avuto in mano anche un coccio di bottiglia. Informato il 113 dell’accaduto, sul posto si è portata una Volante che però non ha trovato i presunti autori dell’aggressore. La vittima, che non avrebbe spiegato i motivi del pestaggio ma avrebbe riferito che gli albanesi erano ubriachi, è stata invece portata in ospedale e medicata. I medici hanno dimesso il romeno con una prognosi di sette giorni. Sul caso stanno ora indagando gli investigatori della Squadra mobile, anche perchè non è il primo episodio del genere che avviene in piazza Duomo, luogo frequentato da giovani e govanissimi soprattutto il sabato pomeriggio e sera. Nessuno, però, avrebbe segnalato quel che stava accadendo e a denunciare l’episodio è stato solamente lo stesso diciassettenne.
Un’altra aggressione ai danni di minori è accaduta sempre sabato, nel pomeriggio, nel piazzale del centro commerciale San Carlo, all’Arcella. La vittima è un sedicenne italiano. Il giovane intorno alle quattro ha chiamato il 113 spiegando di essere rimasto vittima di un pestaggio. Immediatamente sul posto si è recata una Volante della polizia. Agli agenti il minorenne avrebbe riferito che, poco prima, mentre era fermo nel piazzale assieme ad un paio di amici, è stato avvicinato da altri due ragazzi che lo avrebbero strattonato per la maglia e poi lo avrebbero colpito con un pugno procurandogli una ferita ad un labbro. Una scena che sarebbe avvenuta davanti agli altri giovani, che però non sarebbero intervenuti.
Il sedicenne è stato invitato a recarsi al pronto soccorso per essere medicato e poi a raggiungere la questura per la denuncia. Gli agenti della Volante hanno comunque perlustrato immediatamente la zona ma non hanno individuato i presunti aggressori. Da chiarire i motivi del pestaggio.

DEGRADO A VENEZIA

IL GAZZETTINO
Bottiglie rotte e calli ridotte a orinatoi
Lunedì 23 Febbraio 2009,
(D.C.) Bottiglie rotte, pochi eventi organizzati e qualche ubriaco nella notte del “sabato grasso, che ha visto migliaia di giovani spostarsi di continuo nel tentativo di trovare qualcosa da fare. Dalle 23.30 in poi infatti il gli eventi organizzati erano ben pochi ed i giovani hanno dovuto improvvisare. Sul ponte di Rialto un centinaio di ragazzi ha ballato fino a notte inoltrata. Un amplificatore ed alcune casse erano infatti state portate fino in cima e la gente ne ha approfittato per lanciarsi nelle danze. Un ragazzo, probabilmente alticcio, ha dato deciso di esibirsi in un ballo pericoloso sulla balaustra, salvo poi essere redarguito dai Carabinieri. Poco distante, in Erbaria, i giovani erano migliaia, peccato che da una certa ora in poi non ci fosse più musica. Forse anche per questo in molti hanno deciso di abbondare con gli alcolici, tanto che qualcuno è stato soccorso dalle forze dell’ordine quando ormai aveva quasi perso i sensi per aver per il troppo alcol in corpo. Nonostante la presenza di bagni chimici, in molti hanno preferito evitare le code, ed urinare nella calli limitrofe.


LE BEVANDE ALCOLICHE UCCIDONO

RAINEWS24
Italiano investe e uccide un giovane rumeno
Roma 23 febbraio 2009 Un operaio romeno di 31 anni e' stato travolto e ucciso ieri, intorno alle 23, da un'auto condotta da un ventiquatrenne italiano sotto l'effetto di alcol e stupefacenti.
Il giovane, al volante di una Citroen C2, ha proseguito la sua corsa fino alla propria abitazione di Capena, e solo dopo si e' presentato dai carabinieri per raccontare l'accaduto. Secondo la ricostruzione dei militari la vittima, residente a Roma e impiegata a Capena, e' stata travolta mentre camminava lungo il margine della strada provinciale 51B che dalla Tiberina conduce al paese.
Dopo aver raccontato l'accaduto l'autonmobilista e' ritornato con i carabinieri sul luogo dell'incidente dove, tra la vegetazione a lato della strada, e' stato ritrovato il corpo del giovane romeno. Dai test effettuati e' risultato che il conducente della Citroen aveva assunto cocaina e cannabis, e guidava con tassi di alcool superiori di 1,5 volte al limite consentito. Ora e' accusato di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza.

AGINEWSON
INCIDENTI STRADALI: 2 VITTIME NELL'ENNESE, INDAGATO VENTENNE
(AGI) - Enna, 23 feb. - E' stato denunciato a piede libero per duplice omicidio colposo, F. L., 20 anni, il conducente del Suv che ieri sera avrebbe provocato l'incidente stradale in cui sono morti Salvatore Buono, 62 anni, e sua moglie Carmelina Castiglione, 57 anni. Il conducente della Land Rover "Defender" che nei pressi di Agira (Enna) si e' scontrata con la Fiat Uno dei coniugi Buono, si e' rifiutato di sottoporsi alle analisi di sangue per accertare l'eventuale assunzione di alcool o stupefacenti. Il rifiuto determina una denuncia a piede libero, ma rientra nei diritti dell'indagato e l'accertamento sanitario potra' ora essere imposto esclusivamente da un'ordinanza della magistratura. Al momento al ventenne viene tuttavia contestata anche l'aggravante della guida in stato di ebbrezza. Migliorano intanto le condizioni del figlio delle due vittime, Giuseppe Buono, 32 anni, che era alla guida dell'auto e che resta ricoverato all'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta. Sara' interrogato quando le sue condizioni lo permetteranoo. Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri il Suv, che procedeva a forte velocita' si trovava sulla corsia opposta probabilmente perche' aveva probabilmente effettuato un sorpasso e si e' scontrato frontalmente con l'utilitaria della famiglia Buono. L'inchiesta condotta dalla Procura di Nicosia e' coordinata dal procuratore capo Carmelo Zuccaro che si e' riservato di disporre l'autopsia sulle vittime. L'incidente e' avvenuto sulla provinciale 21 che dallo svincolo dell'autostrada A19 porta ad Agira (Enna), dove la famiglia Buono, residente a Viagrande (Catania), si stava recando in visita ad alcuni parenti.


DAL CORRIERE DELLA SERA RIPORTO DALLA RUBRICA ITALIANS UN COMMENTO DEL SIG. SEVERGNINI

CORRIERE DELLA SERA ITALIANS
Birra sulla Rosa
Egregio Sig. Severgnini,
sono un educatore di adolescenti che compra ogni giorno scolastico la Gazzetta dello Sport, un quotidiano tra i più letti in Italia e certamente il più diffuso tra i ragazzi. Da qualche tempo ho notato che in fondo alla prima pagina compaiono pubblicità di birre di varie nazionalità. Ora io mi chiedo: conoscendo il sempre più ampio il giro di ragazzi che si ubriacano e rovinano se stessi oltre che altri, perché non vietare simili incentivi all'alcol?
D. Pierpaolo Rossini, pierpaolo.rossini1@tin.it

Caro Pierpaolo, le dico come la penso. Considerate le schifezze che i ragazzi ingurgitano, la birra è il meno peggio, se consumata in piccole dosi (e all'età giusta). Aggiungo: le pubblicità dell'alcol - anche della birra - sono pericolose quando suggeriscono uno stile di vita (bevo, quanto sono figo!). Ma se tutto - pubblicità e consumi - è fatto con buon senso e nei limiti, eviterei estremismi. Il probizionismo non porta a nulla di buono, come dimostrano i disastri in Europa del nord e in America. Meglio continuare con la nostra tolleranza. Anche se, lo ammetto, le cose vanno peggio anche qui. I ragazzi italiani per cui divertimento=sbronza sono in aumento vertiginoso. Lei è un educatore, lo sa di sicuro. Molti genitori dovrebbe saperlo, e fanno finta di niente. (*)

(*) Nota: Non sono d’accordo con questa risposta.
L’O.M.S. ci invita a diminuire il consumo di alcolici per diminuire i problemi alcolcorrelati e suggerisce che per diminuire i consumi bisogna ridurre le vendite. La pubblicità è l’anima del commercio, quindi se vogliamo ridurre le vendite, dobbiamo ridurre anche la pubblicità, specialmente nei momenti e nei luoghi dove c’è maggior affluenza di giovani, come gli stadi, le manifestazioni sportive e di conseguenza anche nei giornali sportivi.


SE CONTINUIAMO CON LA NOSTRA TOLLERANZA NON DIMINUIRANNO MAI I PROBLEMI ALCOLCORRELATI E CONTINUEREMO A LEGGERE ARTICOLI COME I PROSSIMI….

CORRIERE ADRIATICO
Giovani ubriachi Patenti ritirate
Continua senza soste la stragi di patenti del sabato sera.
Nel corso di un pattugliamento attuato dagli agenti della polizia stradale di Macerata lungo la strada statale Adriatica che va da Civitanova a Porto Recanati, nella notte tra sabato e domenica scorsa sono state ritirate cinque patenti, tutte per guida in stato di ebrezza.
E, purtroppo, tale infrazione rilevata dalla polizia stradale ha riguardato esclusivamente giovani, tuti al di sotto dei trenta anni, ubriachi alla guida di veicoli che uscivano o si dirigevano verso le discoteche costiere, con grave pericolo per l’incolumità di loro stessi ma anche di chiunque transitasse in quel momento lungo l’Adriatica. Nonostante le campagne per non bere, o comunque se si beve troppo di non mettersi alla guida di un’autovettura, che piovono da istituzioni, enti, associazioni famigliari il riscontro di ogni sabato sera, purtroppo è sempre lo stesso. Giovani e giovanissimi beccati con tassi alcolemici che schizzano verso l’alto e e che costringono le forze dell’ordine al ritiro della patente e, talvolta, anche del veicolo. Le raccomandazioni e gli inviti alla prudenza sembrano cadere sempre di più nel vuoto. M.G., (*)
(*) Nota: anche questa è una risposta alla risposta del sig. Severgnini

ROMAGNAOGGI
Rimini: ubriaco finisce con l'auto contro rotonda, denunciato
RIMINI - Era ubriaco l'automobilista che domenica notte si è schiantato con la sua ‘Renault Clio' contro la rotonda di via Macanno, a Rimini. Il conducente, un albanese di 29 anni residente a Rimini, è stato sottoposto dagli agenti della PolStrada di Riccione, intervenuti sul posto per i rilievi di legge, all'alcol test, risultando positivo con un tasso superiore a 3 grammi per litro.
Per il giovane, oltre al ritiro della patente e alla denuncia per guida in stato d'ebbrezza, è scattato il sequestro dell'auto ai fini della confisca. Ulteriori accertamenti hanno consentito di appurare che il veicolo era sprovvisto d'assicurazione.

IL GAZZETTINO
RITIRATE LE PATENTI
Tre ventenni ubriachi alla guida escono di strada a Padernello, Volpago e Crocetta
Lunedì 23 Febbraio 2009,
Notte di grande lavoro per la pattuglia della Polizia Stradale in servizio nella zona fra Paese, Volpago e Crocetta. Dall’una alle 5,30 ha rilevato 3 incidenti stradali, gravi solo per gli automezzi. Protagonisti 3 ventenni, ubriachi. In tutti e tre i casi i giovani al volante in condizioni non ammesse dalla legge sono usciti di strada, danneggiando il mezzo. E risultati poi positivi all’alcol test. Con un’alcolemia importante, tanto che a tutti e tre sono state ritirate le patenti.
Il primo intervento la pattuglia della Stradale l’ha fatto a Padernello di Paese quando era l’una. Al volante di una Hundai c’era un ventenne che per le condizioni di guida alterate, ha calcolato male la traiettoria all’uscita di una curva, fenendo fuori strada, danneggiando la sua vettura. Ai controlli è risultato avere un tasso alcolemico di 0,82. La Stradale gli ha ritirato la patente. Trenta minuti dopo a Volpago, con una dinamica analoga, un altro ventenne ha distrutto la macchina rimediando solo contusioni, ma niente di importante. I controlli sul tasso alcolico hanno rivelato che aveva 0,60 e poi 0,80, con valori in salita. Patente ritirata,
Alle 5,30 gran finale di turno per la pattuglia a Crocetta del Montello: un ventiduenne alla guida di una Fiat Punto è stato protagonista di una clamorosa fuoriuscita di strada autonoma, non in un punto critico. Era fortemente ubriaco. I poliziotti gli hanno riscontrato un tasso di 1,40. Immediato anche per lui il ritiro della patente.
Per tutti e 3 ci saranno ulteriori provvedimenti da parte del Prefetto viste le condizioni di guida con l’aggravante della giovane età.

IL TIRRENO
Si schianta con l’auto su una casa
QUERCETA. LUNEDÌ, 23 FEBBRAIO 2009
Ha guidato contromano sull’Aurelia nel cuore della notte per alcune centinaia di metri. E poi si è andato a schiantare con la macchina contro il muro di un’abitazione, rimediando una serie di traumi per fortuna non particolarmente gravi. Protagonista dell’incidente un automobilista di Pietrasanta che, subito controllato dagli agenti della polizia stradale di Viareggio che hanno effettuato i rilievi, è risultato avere un tasso alcolemico ampiamente superiore a 3 (il massimo consentito è 0,50). All’uomo, ora ricoverato in medicina d’urgenza, è stata ritirata la patente (rischia una sospensione di due anni) e, oltre a vedersi notificata una maximulta, è stato denunciato per guida in stato di ebrezza.

E TUTTO CIO’ NONOSTANTE I CONTUNI CONTROLLI DA PARTE DELLE FORZE DELL’ORDINE…

IL SANNIO QUOTIDIANO
Controlli contro l’abuso di alcol e droga
Pubblicato il 23-02-2009
Denunce a raffica dei carabinieri della Compagnia del Tricolle, impegnati lungo la statale 90. Sono stati allontanati dal territorio irpino alcuni pregiudicati provenienti dalla Puglia...
I Carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino, durante l’ultimo fine settimana hanno effettuato controlli riguardanti i reati contro il patrimonio e la circolazione stradale deferendo in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica cinque persone. I militari, in particolare, hanno attuato posti di blocco sulla strada statale 90 “delle Puglie” tra Grottaminarda e Ariano, presso i caselli autostradali di Grottaminarda e Vallata, nonché nelle località Cardito e Martiri di Ariano Irpino. Durante i controlli del fine settimana i Carabinieri della Compagnia arianese hanno deferito in stato di libertà P.G. 47enne di Casalbore e A.C. 40enne di Zungoli perchè trovati alla guida sotto l’influenza di sostanze alcoliche. Nel primo caso, in particolare, i Carabinieri hanno accertato la presenza di alcol nel sangue pari a quattro volte la quantità consentita per legge. Un 35enne residente a San Sossio Baronia, C.L., invece, è stato denunciato poiché alla guida della autovettura sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. P.L. 43enne di Lioni è stato deferito in stato di libertà per aver guidato nonostante la sua patente fosse stata revocata, mentre E.E. 24enne da Casalbore è stato deferito in stato di libertà poiché trovato alla guida senza che avesse mai conseguito la patente. I controlli effettuati presso i caselli autostradali di Grottaminarda e Vallata hanno consentito di segnalare tre persone alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti essendo stati trovati, a seguito di perquisizione personale e veicolare, in possesso C.L. di una modica quantità di eroina, T.A. e B.M. di modiche quantità di hashish.
Sono stati, in ultimo, allontanati con foglio di via obbligatorio, tre pregiudicati foggiani dai Comuni di San Sossio Baronia e Trevico, un rumeno dal Comune di Grottaminarda e quattro pregiudicati delle province di Avellino e Benevento dal Comune di Bonito. I controlli effettuati dai Carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino durante l’intero week end sono stati svolti con il coordinamento del Procuratore della Repubblica di Ariano Irpino Luciano D’Emmanuele.

LA SICILIA
Alla guida di un’auto in stato di ebbrezza
Anche nello scorso fine settimana sono stati svolti numerosi controlli del territorio in città e provincia per prevenire eventuali possibili reati. Nel corso dei servizi la polizia ha denunciato V.L., 51 anni, residente in città, perché sorpreso alla guida in stato di ebbrezza. L'uomo, fermato a un posto di blocco, è stato sottoposto all'alcool test che ha rivelato le sue condizioni. Gli è stato sequestrato il mezzo e ritirata la patente di guida.
Sempre agenti delle volanti di polizia, nel pomeriggio di sabato, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno denunciato T.P., 40 anni, residente in città, per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
L'uomo è stato trovato in possesso di due sigarette artigianali contenenti sostanza stupefacente e di tre pasticche di droga.

IL GAZZETTINO
Piede pesante e troppo alcol nel sangue: sedici automobilisti perdono la patente
Lunedì 23 Febbraio 2009,
Sedici gli automobilisti che ieri si sono visti ritirare la patente dagli uomini della Polstrada in servizio in tangenziale e Passante. Dieci per guida in stato di ebbrezza, sei per eccesso di velocità.
Il trentaduenne di Mestre, sottoposto al controllo con l’etilometro, non ci ha rimesso pure l’auto, perché la Volkswagen "Passat" che guidava era di un altro. Il tasso alcolico rilevato nel suo sangue, infatti, alle otto e dieci di mattina, è risultato di 2.54 g/l, cinque volte superiore al limite: la confisca del veicolo è prevista nel caso si oltrepassi la soglia di 1.50. Rischia grosso, invece il ventiseienne d Padova che, agganciato a Villabona, non si è fermato al segnale della pattuglia. Ne è scaturito un inseguimento in A4 che si è concluso all’altezza di Dolo. Oltre alla contestazione di essere stato beccato al volante con un tasso alcolico pari a 1.10, dovrà rispondere anche a quella di fuga. Tutti con una media oraria che oscillava fra i 180 e 200 chilometri, infine, i conducenti immortalati dal Provida, per lo più, sulla strada verso le mete sciistiche.
Polstrada in festa oggi per la cerimonia di inaugurazione dei nuovi locali realizzati accanto alla caserma di via Ca’ Rossa e destinati all'alloggio del personale. L’appuntamento per tutta la cittadinanza è alle quindici con il taglio del nastro e una dimostrazione pratica di educazione stradale con protagonisti i bambini che in sella alle loro bici si esibiranno su un percorso allestito attorno all’edificio.

CORRIERE DI VITERBO
Sicurezza, 21 denunce Alemanno: “Sugli stranieri non bisogna generalizzare”.
Interventi a tappeto nella notte di sabato sulle strade della zona di Ostia.
ROMA23.02.2009
La maxi operazione per prevenire le cosiddette ’stragi del sabato sera’ con il controllo straordinario la notte scorsa sulle strade della zona di Ostia delle condizioni di guida ha fatto registrare un bilancio di 21 ragazzi denunciati per guida in stato di ebbrezza e 9 segnalati per possesso di modica quantità di stupefacenti. Oltre 30 grammi di droga sequestrati fra cocaina e hashish. I carabinieri del Gruppo di Ostia hanno fermato la maggior parte dei ragazzi sulla via Aurelia e sul lungomare di Ostia. Per tutti è scattata la denuncia all’Autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza con ritiro immediato della patente. In due casi il tasso alcolemico è stato superiore al 1,5 g/ml. ed è scattato quindi anche il sequestro e la confisca delle autovetture. I Carabinieri per tutta la notte hanno vigilato lungo il litorale lidense, nonchè sulle principali arterie di Ladispoli, Civitavecchia e Fiumicino. Imponenti anche i controlli preventivi all’uscita delle discoteche, dei pub e delle sale giochi. «Ogni generalizzazione è sbagliata eticamente, porta fuori strada, se entriamo in questa logica rischiamo di concentrarci in un settore e non vedere che arrivano altri pericoli da dietro le spalle». Così il sindaco di Roma Gianni Alemanno è tornato a parlare di sicurezza e criminalità che anche ieri ha visto coinvolti due romeni. Intervistato durante la trasmissione di RaiUno ’Sabato e domenica« ha ricordato che »esistono fatti criminali molto gravi, alcuni coinvolgono popolazioni nomadi, altri immigrati comunitari o extracomunitari, ma bisogna sempre distinguere in ogni gruppo etnico«. Perchè »in ogni realtà di nomadi immigrati ci sono persone brave e cattive, criminali e persone oneste«. Sui rischi xenofobi ha ricordato che »sulla questione della violenza sessuale ci sono stati episodi di violenza che hanno visto tra gli autori persone di nazionalità italiana«. Alemanno ha detto che »nessuno nega il problema sicurezza, anche a sinistra c’è grande attenzione ed è un fatto positivo, ma si tratta di recuperare il tempo perduto: fare in modo che ci sia un grande controllo del fenomeno migratorio, per permettere all’immigrazione di avere un contenuto positivo, ma serve controllo del territorio, contrasto della criminalità organizzata, l’altro volto dell’illegalità«. Ma »solidarietà e sicurezza sono due facce della stessa medaglia che non si possono separare in nessun modo”

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Sballati alla guida: 27 patenti ritirate
in Puglia dai carabinieri nel week-end
BARI - I cinque Comandi provinciali dei carabinieri della Puglia, nell’ambito di un servizio a largo raggio pianificato dal Comando Regione, hanno attuato, nel fine settimana, un imponente dispositivo di controllo sulle strade.
Numerosi sono stati i posti di controllo sulle principali arterie pugliesi e nei centri di maggiore affluenza turistica e commerciale, con l’utilizzo di etilometri ed autovelox.
Complessivamente 27 sono state le persone denunciate, 23 delle quali sorprese alla guida in stato di ebbrezza, mentre 4 erano sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, con il contestuale ritiro di ben patenti di guida.

Ventuno ragazzi sono stati denunciati dai Carabinieri nel corso di controlli sul litorale durante la notte
Guidavano ubriachi, giovani nei guai
23.02.09 Ubriachi al volante e droga: i controlli a tappeto dei Carabinieri hanno interessato nella notte tra sabato e domenica anche Civitavecchia. Ventuno ragazzi sono stati denunciati all'autorità giudiziaria perché sorpresi a guidare la propria autovettura in stato di ebbrezza alcolica.
I carabinieri per tutta la notte, avvalendosi degli etilometri in dotazione, hanno vigilato lungo il litorale. Imponenti i controlli preventivi all'uscita delle discoteche, dei pub e delle sale giochi. Nove ragazzi sono stati segnalati alla prefettura. Oltre 30 grammi di droga sequestrati fra cocaina e hashish.

IL TIRRENO
Ancora controlli dei carabinieri sulle strade
Troppo alcol al volante, denuncia e auto confiscata
Altre due persone oltre i limiti di legge
PIOMBINO. Supercontrolli e supersanzioni, ma in troppi ancora non riescono a perdere l’abitudine a guidare dopo aver bevuto alcolici. Così si spiega in modo evidente l’ecatombe di patenti delle ultime settimane, in parallelo all’attento lavoro delle forze dell’ordine.
In particolare solo nella notte di venerdì tre persone sono state denunciate per guida in stato di ebbrezza e una di loro - per l’elevato tasso alcolico - si è vista confiscare la propria auto.
Il primo caso in città, intorno alle 2,30, quando una pattuglia dei carabinieri ha visto una Fiat 500 che procedeva a zig-zag in via Pisacane; l’auto è stata subito fermata e il conducente, un piombinese di 34 anni, sottoposto al test alcolometrico, che ha rivelato un tasso di 0,92, quasi il doppio del limite.
Verso le quattro invece, nei pressi di Riotorto, i carabinieri hanno fermato per un normale controllo una Mitsubishi: il guidatore, un piombinese di 45 anni, ha fatto salire l’etilometro fino a 1,86, oltre tre volte il consentito. Un livello di alcol nel sangue che gli è costato, oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza, anche la macchina, confiscata.
Infine, poco dopo le cinque, gli uomini dell’Arma hanno fermato a Venturina un 33enne alla guida di una Mercedes che procedeva in maniera un po’ incerta. L’uomo aveva un tasso alcolemico di 1,20, e così è stato denunciato.

IL MATTINO DI PADOVA
Ubriachi al volante, 20 patenti ritirate
22 febbraio 2009 C’è la giovane spagnola a bordo del Cayenne con a fianco un accompagnatore bello come un bronzo di Riace. C’è l’ubriaco fradicio con tracce di cocaina nell’urina, che si è schiantato contro un albero al ritorno dal tour alcolico per i bar alla moda del centro. C’è il giovane sfortunato appiedato per un mese per un maledetto 0,2 di troppo di alcol nel sangue. Il problema, tuttavia, è che ce n’è troppi. Ennesimo risultato choc dopo il maxi pattuglione anti stragi del sabato sera, messo in campo dal questore di Padova Luigi Savina e che ha visto decine di agenti e militari fra polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani, divisi in pattuglie armate di etilometri. Pattuglie che si sono avvalse della collaborazione del medico della polizia Massimo Puglisi e dei suoi colleghi del Sert che hanno visitato ed effettuato all’occorrenza prelievi di sangue e urine. In quattro ore le forze dell’ordine hanno fermato e controllato 122, ritirando ben 20 patenti (19 per abuso di alcol, una per abuso di sostanze stupefacenti). Ventiquattro gli automobilisti sottoposti a visite mediche per verificare se avessero assunto droga o bevuto troppo alcol. Di questi sei sono risultato positivi al pretest per gli stupefacenti: quattro alla cocaina e 2 ai cannabinoidi. Un trentenne di Chioggia, per esempio, è stato fermato in via Venezia dai carabinieri ed è risultato positivo all’alcoltest (aveva 0,52 g/l di alcol nel sangue), ma anche al pretest sulla cocaina. Nessun veicolo è stato sequestrato. Gli automobilisti con un tasso superiore a 1,5 g/l, infatti, erano al volante di un’auto che non era intestata a loro. Quindi per legge non possono essere sanzionati con il sequestro del mezzo. Dei venti che sono rimasti senza patente, si tratta per la maggior parte di trentenne. Cinque sono donne. Altri controlli verranno effettuati con le stesse modalità nei prossimi weekend. La novità rispetto ai controlli dell’anno scorso è che per essere più incisivi i pattuglioni si affidano per i test a medici che si appoggiano alla struttura ospedaliera dell’Usl 16 (l’ospedale Sant’Antonio): una procedura che consente accertamenti più accurati, ma anche offre maggiore tutela della privacy. Chi si rifiuta di sottoporsi ai test, infatti, viene considerato già fuori regola. - Paolo Baron

IL TEMPO
È scattata sabato l'operazione sicurezza in centro Movida, parte il piano bis
Poliziotti e vigili urbani insieme per formare una rete integrata di sicurezza nel centro storico. È cominciata ieri notte a Campo de' Fiori l'operazione «movida sicura 2» mirata a rendere sicuri i siti del divertimento, nelle notti di venerdì e sabato, dalle 20 alle 4 del mattino successivo.
È cominciata ieri notte a Campo de' Fiori l'operazione «movida sicura 2» mirata a rendere sicuri i siti del divertimento, nelle notti di venerdì e sabato, dalle 20 alle 4 del mattino successivo. E cioè: piazza Navona, Trastevere, Testaccio (con sette operatori ai varchi e sei in pattuglia), anche con etilometri e autovelox per scoraggiare le corse folli e la guida in stato di ebbrezza. Il sistema «a rete» punta soprattutto a vigilare stradine e vicoli ciechi alle telecamere delle forze dell'ordine che hanno l'obiettivo su punti di grande concentrazione ma che non arrivano a guardare nelle strisce d'asfalto che in passato sono state scenario di risse e aggressioni.
A presentare la nuova «movida sicura» c'era il delegato del sindaco al Centro storico, Dino Gasperini, il dirigente del commissariato Trevi Campo Marzio, Michele Laratta, e il comandante del I Gruppo della Municipale, Cesarino Caioni. Il bilancio della notte di polizia e Municipale: 55 persone identificate (tra le quali un pregiudicato per danneggiamenti), fermati tre parcheggiatori abusivi, 44 esercizi commerciali e 43 venditori ambulanti controllati, un locale chiuso (a vicolo della Cancelleria, per somministrazione abusiva di bevande alcoliche, violazione dei diritti Siae e delle norme igienico-sanitarie), 18 multati, 15 automobilisti sopposti al test alcolico (tutti negativi). Il bilancio settimanale: controllate 153 persone di cui due arrestate per induzione e sfruttamento della prostituzione, due stranieri denunciati per documenti di identità irregolari, 15 violazioni igienico-sanitarie, per la conservazione dei cibi e l'occupazione di suolo pubblico.
L'obiettivo insomma è quello garantire una presenza di forze dell'ordine per stabilire un clima che scoraggi balordi e abusivi del commercio e renda sicuro chi se la spassa in centro. Per i vigili urbani, a questo scopo se ne aggiunge un altro, d'immagine: oggi quando si vedono vigili all'orizzonte si pensa alla multa o alla rimozione dell'auto in arrivo, da domani invece si vuole che la figura del pizzardone sia sinonimo di sicurezza. Per il Corpo una buona notizia l'ha data ieri il sindaco Gianni Alemanno: «Gradualmente ma già a partire da questo Bilancio comunale partiranno le prime assunzioni delle persone risultate idonee al concorso per istruttore di polizia Muncipale bandito nel 2005».
Anche i carabinieri si danno da fare. L'altra notte sul litorale i militari del Gruppo Ostia hanno denunciato 21 ragazzi per guida in stato di ebbrezza. La maggior parte sono stati fermati su via Aurelia e sul lungomare di Ostia. «Serrati anche i controlli all'uscita delle discoteche, dei pub e delle sale giochi: Nove ragazzi sono stati segnalati alla prefettura perché in possesso di modiche quantità di stupefacenti. Oltre 30 grammi di droga sequestrati fra cocaina e hashish. Fabio Di Chio



BISOGNA STARE ATTENTI ANCHE AI PROGETTI DI PSEUDO PREVENZIONE

ALTO ADIGE
Happy hours alternative
BOLZANO. 22 febbraio 2009 Giovedì 26 febbraio verrà presentato alla stampa il progetto «Aha-happy hours alternative». L’iniziativa è di Papperlapapp, il centro giovani di piazza Parrocchia 24. Obiettivo del progetto: lo sviluppo di una cultura del consumo di bevande alcoliche. Qualità al posto di quantità. Possibilità di divertimento al posto di noia o ubriacatura, un consumo cosciente al posto dell’astinenza.(*) «Aha» punta sulla collaborazione tra gastronomia, lavoro coi giovani e promozione della salute. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il “Büro Vital”, 6 città partecipanti e l’Azienda servizi sociali e continuerà a livello locale tutto l’anno. Per maggiori informazioni si può andare sul sito www.alternativehappyhours.com. Si tratta sicuramente di un’iniziativa interessante che punta ad educare i giovani all’uso dell’alcol, evitando gli eccessi che possono avere conseguenze pesanti. Nei fine settimana e in occasione di feste particolari al pronto soccorso arrivano ragazzi in preda ai fumi dell’alcol, se non addirittura in coma etilico.(**)

(*) Nota: insegnare ai giovani a bere non è mai prevenzione. L’unica prevenzione ai problemi alcolcorrelati è non bere.
(**) Nota: per forza arrivano in quelle condizioni, c’è chi insegna loro a bere!

ATTENZIONE ANCHE A QUESTO ARTICOLO. SI PARLA DI FESTA ANALCOLICA MA IN REALTA’ C’E’ IL BANCONE DELLA BIRRA!
MOLTE PERSONE CREDONO CHE LA BIRRA NON FACCIA PARTE DELLE BEVANDE ALCOLICHE ED INVECE UNA LATTINA DI BIRRA CONTIENE LA STESSA QUANTITA’ DI ALCOL CHE C’E’ IN UN BICCHIERE DI VINO O IN UN BICCHIERINO DI GRAPPA!

TRENTINO
Mille giovani si divertono anche senza alcol
di Fabio Simoni
Il «ribalTione» all’insegna della salute ha avuto successo. Con un cocktail privo di gradi
23.02.09 TIONE. Più di mille ragazzi provenienti da tutte le Giudicarie, hanno letteralmente invaso il centro tennis, in occasione del “RibalTione” di Carnevale, la festa studentesca «analcolica» organizzata dall’apposito Comitato e dalla Pro Loco per il Gran Carnevale Giudicariese. Prima ancora la stessa struttura aveva ospitato il Carnevale dei “Popi e dei Putei”: maschere e mascherine, giunte da ogni dove, che prima hanno rallegrato le vie e poi sfilato sulla passerella.
La serata si è aperta con la maccheronata gratuita per tutti i convenuti: pasta preparata dagli chef ingaggiati per l’occasione, servita con piatti, posate e bicchieri in prodotto “Mater - bi” (materiale biodegradabile completamente riciclabile) a cui ha fatto seguito più tardi, la festa vera e propria, con la musica del dj Electro Movida e del suo gruppo. Musica a tutto volume e luci.
Tutt’attorno ai tavoli la pista di ballo; in fondo alla struttura l’ampio bancone riservato alle bevande analcoliche (coca cola, aranciata, acqua minerale, ecc) con i volontari della Pro Loco pronti alla mescita; davanti alle tribune il chiosco della birra, (*)e sul versante opposto il banco di un altro bevanda di moda fra i giovani. Nessun superalcolico, neppure a cercarlo con il lanternino. Con una presenza massiccia di Vigili del fuoco volontari e di “buttafuori”.
Risultato: una festa “tranquilla” che si è trascinata fino al mattino senza comportamenti sconvenienti, secondo l’auspicio del Comune, del sindaco Vincenzo Zubani in particolare, che teneva molto affinché la festa fosse occasione di divertimento ma nella giusta moderazione, possibilmente senza eccessi.
«Sì, è andato tutto bene - conferma Els Bamps, presidente della Pro Loco tionese, con una voce roca, affaticata, ma felice - si sono vendute meno bevande alcoliche della passata edizione. In compenso i giovani hanno gradito l’offerta di bevande non alcoliche, in particolare di una novità dal nome accattivante, della Fi-Gà, una cocktail analcolico che è andato a ruba». «E’ vero - dice ancora Els - ci sono state alcune schermaglie ma sono state prontamente fermate sul nascere dai buttafuori.
Grande successo hanno riscosso i bus navetta provenienti da ogni angolo delle Giudicarie, mentre i controlli all’entrata hanno impedito l’accesso dei giovani in possesso di superalcolici acquistati prima a buon prezzo».
Se una moderazione controllata era l’obiettivo dell’amministrazione e degli organizzatori, ebbene questa è stata sicuramente raggiunta.
E domani vi sarà il bis, con la sfilata dei carri allegorici a cui seguirà il galà di chiusura, fino a notte fonda, sempre al centro del tennis.
(*) Nota: Non facciamo confusione: la birra contiene alcol. Bene organizzare serate simili ma stiamo attenti e chiamiamo pane al pane e vino al vino!

MESSAGGERO VENETO
Martignacco: presto al via il progetto salva cuore(*)
MARTIGNACCO. 22 febbraio 2009 Cuore, il Progetto Salute è pronto per prendere il via. L’iniziativa di monitoraggio e di intervento si articolerà con molteplici iniziative per prevenire le malattie cardio vascolari. La prima coinvolgerà un’ottantina di persone del comune di età diverse che volontariamente si sottoporranno a uno screening periodico. Saranno istituiti, inoltre, dei gruppi di “empowerment”, costituiti da volontari che, seguiti da psicologi, avranno l’opportunità di scoprire le tecniche del “potenziare se stessi”. E ancora, insieme ad associazioni locali e non, saranno organizzate camminate, incontri di riabilitazione del cardiopatico e diverse serate a tema su corretti stili di vita, alimentazione equilibrata, obesità e comportamenti a rischio come fumo e alcol. Il programma coinvolge diverse figure professionali, che vanno dal medico di medicina generale all’assistente sociale, dall’infermiera di comunità alle forze dell’ordine, senza escludere i religiosi e i volontari. A questo riguardo l’assessore alle politiche sociali, Catia Pagnutti lancia un appello: «Per l’attuazione di questo programma – riconosce –, sarà fondamentale il ruolo dei volontari: solo grazie al loro lavoro si riuscirà ad attivare una rete sociale stabile di aiuti rivolti alle persone emarginate e più bisognose. E di volontari ce n’è veramente bisogno». Il Progetto Salute Martignacco si inserisce sulla scia del “Progetto Martignacco”, promosso e attuato negli anni Settanta dal cardiologo professor Feruglio. «L’amministrazione - continua l’assessore - è intenzionata a contestualizzarne la progettualità rispetto alle mutate esigenze della popolazione con lo scopo di migliorare la coesione sociale e, nell’ottica socio-assistenziale, la vita dei cittadini». Il programma sarà presentato nel dettaglio ai cittadini in tre occasioni diverse: la prima riunione informativa si svolgerà martedì sera alle 20, a villa Ermacora in via Delser a Martignacco, seguirà quella di martedì 3 marzo, sempre alle 20, nel Centro civico di Torreano, e l’incontro di giovedì 5 marzo, alla stessa ora, nel Centro socio-culturale Di Benedetto Fiori a Nogaredo di Prato. (e.b.)

(*)Nota: auguriamoci che non applichino la ricerca di inizio rassegna!

CORRIERE DELLA SERA
Forum Nutrizione
Il forum è moderato dal dottor Andrea Ghiselli, ricercatore dell’INRAN (Istituto nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione) di Roma
Domanda: angelo Lunedì, 23 Febbraio 2009

Buongiorno Dott.Le faccio una domanda molto breve e banale,il bicchiere di vino a pasto fa bene o no.Grazie della sua risposta.Buona giornata

Risposta: Ghiselli Lunedì, 23 Febbraio 2009
No

SARA’ PER QUESTO NO COSI’ DECISO CHE E’ CROLLATO IL MERCATO DEL VINO ALL’ESTERO?

IL MESSAGGERO (Metropolitana)
Crollato il mercato estero, grosse giacenze nonostante i prezzi al minimo storico: chiesti interventi statali
Vendite ko, esplode la crisi del vino
Le gravi difficoltà del Frascati trascinano anche le altre doc dei Castelli
di LUIGI JOVINO
E' crisi vera per il settore vitivinicolo dei Castelli. Crollano gli ordinativi dall'estero, cala la domanda in Italia, mentre la grande distribuzione impone sconti e ribassi sempre maggiori. Molte aziende sono con l'acqua alla gola a causa dei maggiori costi di produzione, della crisi di liquidità e delle difficoltà di accesso al credito. Diversi dipendenti sono stati già licenziati e se non si corre ai ripari un intero comparto economico del territorio rischia di finire a pezzi.
«Non facciamoci prendere dal panico - implora Mauro De Angelis, presidente del consorzio tutela vini Frascati doc -. Possediamo un grande marchio internazionale e non possiamo svendere. Sono convinto che il Frascati doc, grazie all'ottimo rapporto qualità prezzo può uscire vincente da questa crisi se costruiamo patti e strategie diligenti». Il presidente De Angelis, dirigente delle Cantine Pallavicini di Colonna vorrebbe che fosse messo un tetto al ribasso, oltre cui non è possibile vendere. A causa della crisi della sterlina il Frascati doc, distribuito per il 70 per cento nei Paesi anglosassoni, registra un calo consistente di vendita, rispetto all'anno scorso. Si parla di almeno il 30 per cento in meno, anche se i contratti si stanno appena chiudendo. «Dall'Inghilterra e dagli Usa - conferma Claudio Ciuffa della Cantina Cerquetta di Monte Porzio - non arrivano buone notizie. I prezzi offerti dai buyers sono ridicoli. A certe condizioni preferiamo non vendere. Per fortuna va meglio nella grande distribuzione italiana dove esiste un diverso sistema di commercializzazione».
All'estero il Frascati è stato venduto a meno di un euro a bottiglia, mentre nella grande distribuzione il prezzo in media supera 1,60 euro. «Bisogna esplorare nuovi mercati - propone Roberto Rotelli della Casale Mattia di Frascati e presidente della Strada dei vini dei Castelli-. Dobbiamo cercare di imporci nel settore della ristorazione che ci è più vicino e le azioni di promozione non devono essere concepite per andare tanto lontano». In questa fase di grande crisi le aziende e i produttori chiedono alle istituzioni addette alla promozione di non sprecare neanche un euro. «Insieme - continua De Angelis - bisogna costruire l'impianto futuro della nostra denominazione. La crisi durerà fino ai primi mesi dell'anno prossimo e non possiamo lasciarci macerie dietro».
In questa situazione di panico c'è anche chi chiede un intervento statale. «Non capisco perché - afferma Felice Gasperini dell'azienda Villafranca di Ariccia - lo Stato offra il sostegno al settore auto, dimenticandosi di noi che con l'indotto della ristorazione diamo reddito e occupazione a milioni di persone». Dalla crisi emergono, però, anche dati positivi. «Il nostro marchio (con nove milioni di bottiglie/anno) - afferma Luigi Caporicci, presidente del Gotto d'oro di Marino - è leader nella vendita dei vini in confezione famiglia dal 1945. Quest'anno addirittura chiudiamo con un piccolo segno più. Ma anche noi siamo preoccupati. La concorrenza si fa sempre più spietata e arrivano ai dirigenti delle grande catene distributive sempre maggiori proposte di vini a prezzi stracciati».

Rassegna stampa del 22/02/2009

CI SCRIVE
CRISTINA GIOCO

Senso di impotenza! In questi momenti mi verrebbe la
voglia di mollare tutto tanto non riusciremo mai a combattere l'alcol perchè poi
sarebbe qualcos'altro: ai ragazzi non piace l'alcol è solo un metodo veloce e
legale per arrivare a non pensare a questa cavolo di vita, al lavoro che non
c'è, al fatto che solo i furbi riescono in questa specie di vita che, alla fine
gli abbiamo costruito noi, noi con la nostra indifferenza, con il nostro egoismo
e il nostro pressappochismo. So che questo è lo sfogo di una madre inerme che ha
appena accompagnato la figlia diciassettenne in discoteca e che ha visto decine
di ragazzini con bottiglie di superalcolici fuori dal locale, dentro i portoni a
bere a canna, di più, di più a volte con strane smorfie di schifo. Mi tornano in
mente i visi dei ragazzini con cui stamattina mi sono incontrata per una scuola
alcologica, una scuola che si propone in modo dinamico, interattivo, con
l'intervento di attori ma alla fine il loro commento è: bevo perchè altrimenti
sono tagliato fuori, mi prendono in giro, non conto nulla. Hai un bel dire il
pericolo, la guida, il rispetto verso se stessi e gli altri, la libertà del non
bere.................ti guardano, magari pensano anche che non dici tutte
cavolate ma..........il bisogno di appartenere ad un gruppo è più forte. Scusate
lo sfogo ma ho letto l'articolo del giornale "L'Alto Adige"

(*)
e non ce l'ho fatta a non scrivere queste
due righe. Ma
h
o
paura di dare un messaggio contraddittorio, negativo e demotivante. Credo molto
in quello che ho scritto ma forse le parole possono essere travisate.

Grazie per il lavoro che fate.

Ciao Cristina




(*)  
Nota: Cristina si riferisce al primo articolo della rassegna stampa di ieri.



È sempre utile dire le cose come stanno. Sarebbe peggio credere di avere la
soluzione a portata di mano. Certo che la lotta è ancora lunga, anzi non avrà
mai fine. Non dobbiamo però lottare per impedire che i giovani si “sballino”.
Cercare di cambiare le persone è sempre una battaglia persa. I ragazzi
eschimesi, non avendo a disposizione nessuna droga, si stringevano una corda al
collo per stordirsi con la carenza di ossigeno. Per una minoranza di persone
cercare uno stato di coscienza alterato è una sorta di bisogno primario
insopprimibile. Da queste persone ciò che possiamo pretendere è di evitare che
l’espressione di un bisogno sia deleterio per altri. Nello stesso tempo dobbiamo
offrire agli altri, a quelli che si sballano per emulazione e non per necessità,
delle alternative. Questo però è una battaglia estremamente complessa e lunga.
Come fare ad aiutare i ragazzi a superare l'incapacità di godere delle
meraviglie della vita? Chi non possiede questa capacità è costretto a provocarsi
dei piccoli elettrochoc per illudersi di essere vivo e per sentirsi qualcuno.
Trovando facilmente nella nostra società chi gli offre soluzioni preconfezionate
e di facile accesso.

(Roberto Argenta)



Voglio condividere con voi la mia esperienza. Alla fine di un progetto triennale
di prevenzione e promozione alla salute fatto nelle valli di Fiemme e Fassa da
un questionario di valutazione  avevamo scoperto che dopo tutto il nostro lavoro
i consumi di alcol tra i giovani erano aumentati. Dopo tre anni di educazione,
informazione, formazione, feste alcol-free, poster, discobus, disegni e
quant'altro non avevamo ottenuto il nostro scopo. Io mi ero sentito cadere le
braccia, mi sentivo impotente, un po' come Cristina, ed avevo giurato che non
avrei più fatto niente, tanto non sarebbe servito a nulla. Poi ci siamo accorti
di una altro risultato ugualmente molto importante. Più del 90% dei ragazzi
aveva risposto che non si sarebbe più messo alla guida dopo aver bevuto bevande
alcoliche. Tre anni prima in un questionario ad inizio progetto alla stessa
domanda, solo il 30 % dei ragazzi aveva risposto positivamente. Abbiamo
continuato nei progetti ed oggi un gruppo di ragazzi delle scuole superiori sta
facendo quello che facevamo noi, girano nelle scuole per educare, formare,
informare i loro pari, creare assieme momenti di allegria alcool free ed altri
progetti di prevenzione e promozione alla salute.

Non tutti i ragazzi bevono o hanno bisogno di bere, per fortuna molti sanno
ancora vivere!

Tutto questo sta succedendo in un paesino di 4000 abitanti, ma sono sicuro che
se ognuno di noi fa qualche cosa nel proprio paese, nel proprio rione, nel
proprio quartiere, qualche cosa cambierà. Proviamoci!


(Guido Dellagiacoma)




EMERGENZA ALCOLISMO

Fonte: Prima Pagina Molise

Convegno di presentazione del
progetto Sperimentale di Volontariato "Alcolismo minorile e giovanile: per una
rete di prevenzione e di ascolto" .


L'iniziativa si terrà il
prossimo 27 febbraio nella sala consiliare del comune di S. Elia a Pianisi alle
ore 17.


Si tratta
di un progetto che promuove la cultura del "ben essere" sociale, che si propone
di arginare o limitare gli effetti di un penalizzante disagio collettivo; che
getta il seme per un fruttuoso impegno educativo, partendo dalla famiglia e
nell'ottica di un oculato accompagnamento dei ragazzi nelle fasi particolarmente
delicate della crescita.

In prospettiva la creazione di luoghi ed occasioni di incontro per i giovani,
quale effetto del rapporto sinergico tra gli enti e le istituzioni coinvolte
nell'iniziativa.


Questo l'obiettivo di "Alcolismo minorile e giovanile:
per una rete di prevenzione e di ascolto", elaborato dall'Associazione dei
Genitori di S. Elia a Pianisi e realizzato con il contributo del Fondo nazionale
per il Volontariato - Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche
Sociali nel rispetto della Direttiva nazionale 2007 Legge 266/91.


Dopo i saluti delle autorità ( il commissario straordinario Nicolino Bonanni, il
sindaco di Pietracatella, Gianni Di Vita , quello di Macchia Valfortore, Tonino
Carozza, il commissario della Comunità Montana, Peppe Martino), il presidente
dell'associazione dei Genitori planisina, Maria Saveria Reale, illustrerà le
motivazioni che hanno portato all'elaborazione del progetto.


Seguiranno gli interventi del dirigente scolastico, Giovanna Fantetti "La scuola
Veicolo di informazione",

Eugenio Astore, presidente Coordinamento CSV Molise, "Il Volontariato in prima
linea"; Giovanna De Cerce, medico responsabile Sert "Il ruolo del Sert
all'interno delle attività produttive"; Anna Morsella, Sociologa Associazione
Carità per l'uomo" Giovani: ascoltare per comprendere"; Angelica Romanelli,
psicologa Sert, presidente Arcat Molise "La valenza della scuola alcologica sul
territorio fortorino"


Padre Timoteo D'Addario, parroco di S.Elia a Pianisi,
"L'oratorio: esempio di sostegno".


Il
consigliere regionale, Michele Pangia, parlerà di "Adolescenti e dipendenze";
l'assessore Angela Fusco perrella "Il sostegno alle famiglie al centro delle
politiche regionali" . Le conclusioni sono state affidate all'assessore alla
Programmazione, Gianfranco Vitagliano: "Gli obiettivi programmati per il
superamento del disagio".



IL GAZZETTINO (Padova)

BASSA PADOVANA Preoccupante radiografia
dell’adolescenza: dal tabacco agli alcolici, dalla droga agli atti di bullismo a
scuola


Un quindicenne su quattro beve
e fuma spinelli


La prima sigaretta a undici anni, a
tredici l’abuso settimanale di alcol, poi dilaga la "canna" tra i banchi



Montagnana Domenica 22 Febbraio 2009, - (C.Z.) Alcol, consumo di cannabis (oltre
il 25% dei quindicenni ne ha fatto uso), bullismo, sono i veri pericoli dei
giovani d'oggi della Bassa Padovana. Sono solo alcuni aspetti emersi della
ricerca "I giovani in Veneto" realizzata dalla Regione in collaborazione con il
Centro regionale di riferimento per la Promozione della Salute, che sono stati
presentati per la prima volta in provincia di Padova l'altra sera nella sala
Veneziana. A diffondere i risultati, con particolare attenzione sui giovani
della Bassa Padovana rientranti nell'ambito territoriale dell'Ulss 17, e dunque
riflettere sul da farsi è stato il Lions Club Montagnana-Este Host. All'incontro
sono intervenuti il sindaco Giuseppe Mossa, l'arciprete di Montagnana Renzo
Zecchin, Franco Venturella, dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale,
Tiberio Martinelli di Crediveneto, don Giorgio Bezze della Pastorale dei
giovani, Giancarlo Zecchinato responsabile del servizio Dipendenze dell'Ulss 17
e Renato Di Nubila, docente di Scienza della Formazione dell'Università di
Padova, guidati dalla moderatrice e presidente del Lions Club Maurizia Dosso. La
presentazione della ricerca è stata tenuta da Martina Furegato e Daniela
Baldassari dell'Ulss 20 di Verona, le quali hanno illustrato una lunga serie di
dati su base regionale, provinciale e su ambito territoriale dell'Ulss 17. I
dati forniti hanno fotografato una realtà, quella della Bassa Padovana, che non
si discosta più di tanto dalle altre realtà dal resto della provincia e del
Veneto, ma che hanno messo in evidenza come l'uso dell'alcol e del consumo di
cannabis, oltre alla partecipazione ad atti di bullismo, sono fatti tra loro
correlati e che devono indurre a far riflettere la famiglia, la scuola, l'intera
società. Ecco, alcuni dati riferiti all'ambito territoriale della Bassa
Padovana. Per quanto concerne il consumo del tabacco, che è una delle tematiche
più delicate per la salute di ogni età, l'indagine ha evidenziato che il 7,8%
dei giovani di 11 anni ha provato a fumare; dato che sale al 18,7% per i ragazzi
di 13 anni e al 54% per i quindicenni. Assieme al tabacco, un altro
comportamento molto diffuso tra i giovani è il consumo di alcolici, i cui
effetti negativi sono a breve termine piu' visibili e rilevanti del fumo.
Giovani che bevono regolarmente alcolici settimanalmente nel territorio della
Bassa sono il 10,3% per gli undicenni; 4,0% per i tredicenni e il 27,6% per i
quindicenni. Uso di cannabis e di altre droghe. «Nonostante l'uso e l'abuso di
droghe e di alcol siano presenti in quasi tutte le fasce di età e di reddito -
hanno sottolineato le relatrici - è l'elevato consumo di cannabis registrato fra
gli adolescenti e i giovani adulti a destare maggiore preoccupazione. Sembra
infatti che l'acquisizione precoce di questi comportamenti si associ ad un
considerevole uso successivo di sostanze illecite». Il dato in esame è riferito
ai ragazzi di 15 anni ed evidenzia che l'uso di cannabis nella Bassa è del
25,3%. L'ultimo dato preso in esame è stato quello del bullismo. Giovani che
hanno partecipato ad atti di bullismo contro uno studente a scuola almeno una
volta nei due mesi precedenti l'indagine, sono stati il 29,9% degli undicenni,
il 29,3% dei tredicenni e il 21% dei quindicenni.



IL GIORNALE DI VICENZA

Troppi gli ubriachi alla guida
«Arriverano più etilometri»


IL CONVEGNO. Avvocati, medici e polizia municipale a confronto
su una piaga del traffico I vigili: le infrazioni sono cresciute del 10%


22/02/2009 - Per garantire maggiori controlli sulle
strade la polizia municipale di Vicenza si doterà di altri due etilometri. Lo ha
annunciato il comandante Cristiano Rosini alla conferenza organizzata dalla
Camera penale vicentina - in collaborazione con l'Ordine degli avvocati e il
Comune - su "Guida in stato di ebbrezza o altra alterazione psicofisica: quale
difesa?". «Attualmente gli apparecchi a nostra disposizione sono tre - ha
chiarito Rosini - solo che, a turno, per garantire le omologazioni di legge
spesso ce ne dobbiamo privare per alcune settimane. Con altri due etilometri
riusciremo a eseguire più verifiche». D'altronde, anche nel Vicentino il numero
di soggetti che guida sotto l'effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti è
cresciuto notevolmente. Lo dicono anche i dati statistici. «Nel 2008 abbiamo
riscontrato un incremento delle infrazioni di questo tipo del 10% - ha precisato
il comandante - percentuale che è cresciuta proprio per i maggiori controlli».



Il codice della strada non fa differenze a seconda del veicolo condotto: anche
chi si muove in sella a una bicicletta può essere sottoposto all'alcoltest ed
eventualmente sanzionato.

Perché guidare sotto l'effetto di sostanze alcoliche o di sostanze stupefacenti,
si sa, incrementa la probabilità di provocare incidenti. «Nel 2007 sono stati
230 mila gli incidenti provocati dall'utilizzo di queste sostanze - ha detto il
dott. Mario Merzari, presidente della commissione medica provinciale patenti-
sinistri che hanno causato 5 mila morti e 325 mila feriti».
Basta poco per superare la soglia di 0,5 grammi per litro stabilita dalla legge.
Negli ultimi tempi, soprattutto sul web, si sono diffuse leggende metropolitane
che danno "consigli" utili per diminuire la percentuale di alcol rilevabile nel
sangue. Tra questi ad esempio quello di assumere cibo come olive, liquirizia,
patate, o aggiungere zucchero alle bevande. «Si tratta di suggerimenti - ha
chiarito Merzari- che non hanno alcun riscontro scientifico. La verità è che, ad
esempio, per smaltire mezzo litro di vino ci vogliono anche sette ore».



Difficile poi trovare appigli giuridici per evitare il ritiro della patente e le
altre sanzioni accessorie. «Questi controlli sono regolari - ha chiarito
l'avvocato Paolo Mele senior - non ci troviamo di fronte a macchinette
mangiasoldi come i T-Red. Gli etilometri sono apparecchiature funzionanti e
ineccepibili dal punto di vista legale».

Durante il convegno sono state svolte anche alcune prove pratiche. Alcuni
avvocati si sono sottoposti volontariamente al test dell'etilometro dopo aver
bevuto. I risultati? Nessuno ha superato il limite di legge. «È la dimostrazione
che bere si può, ma con molta moderazione» ha chiarito l'avvocato Alberto
Pellizzari.

Il presidente dell'Ordine degli avvocati Lucio Zarantonello ha infine affermato
la necessità di intervenire per risolvere il problema non solo dal punto di
vista legislativo ma anche sotto il profilo dell'educazione sociale.

Matteo Marcolin



EMERGENZA ALCOLISMO

Ma come faccio a sapere quanto?

Fonte: Poliziadistato.it

In
generale dopo aver bevuto qualcosa di alcolico le persone tendono a sentirsi
comunque perfettamente in grado di guidare, ma non è così.

In generale i sintomi che esprime chi ha nel sangue 0,5 grammi/litro sono
sicuramente poco evidenti rispetto a chi ne ha 0,8 ma in entrambi i casi
comunque il sistema centrale nervoso risulta compromesso o alterato.


Studi scientifici dimostrano infatti che una percentuale anche piccola di alcol
nel sangue rallenta i riflessi e dunque i tempi di reazione. Si riduce il campo
visivo; diminuisce anche del 30/40 per cento la capacità di percezione degli
stimoli sonori e luminosi e quindi la capacità di reazione così come la
percezione del rischio.

Peso, sesso ed età influenzano il metabolismo dell'alcol e possono quindi anche
essere determinanti nel raggiungimento o meno del limite previsto dalla legge.
E' comunque provato che 12 grammi di alcol - che comportano una concentrazione
di 0,2 grammi di alcol nel sangue in una persona di circa 60 chili di peso a
stomaco pieno - corrispondono in linea di massima a:

1 bicchiere da 125 ml di vino;

1 lattina da 330 ml di birra;

1 bicchierino da 40 ml di superalcolico;

1 bicchiere da 80 ml di aperitivo.

Per superare i limiti massimi dunque basta poco. Ancora meno per le donne, la
cui costituzione fisica le rende più vulnerabili all'alcol.

Per avere ulteriori dettagli e informazioni sull'assorbimento e eliminazione
dell'alcol da parte del corpo, per sapere in quale condizioni è raccomandabile
non bere e tutte le informazioni necessarie si possono trovare sul sito
dell'Istituto superiore di sanità.



IL GAZZETTINO

«L’informazione e l’educazione sui rischi
al volante hanno prodotto effetti positivi»


Domenica 22 Febbraio 2009 - Diminuiscono i morti (18
invece di 25) e gli incidenti stradali rilevati (714 al posto di 927). Aumentano
le persone fermate per eccesso di velocità (3.950 contro 3.249), raddioppiano
quelle fermate per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (da 12 a 31).
Sono oltre cento in più le patenti ritirate (531 contro 433). In una parola, la
prevenzione per la sicurezza dei cittadini lungo le strada polesane funziona. Lo
dicono i dati della sezione di polizia stradale di Rovigo, diretta da Bruno Zito
(nella foto), che ha fornito ieri le cifre ufficiali sugli incidenti del 2008,
comparate a quelle del 2007.


«I dati ritengo siano in sintonia con quelli delle altre forze dell’ordine che
rilevano incidenti stradali (carabinieri e vigili urbani, ndr) - afferma Zito -
Per dirlo ufficialmente bisogna spettare le cifre ufficiali fornite dall’Istat.
Ma dai colloqui informali avuti con i colleghi che operano nel settore sembra
proprio che il trend positivo venga confermato».

Eccoli allora, nudi e crudi nella loro sostanza, i numeri delle strade di Rovigo
e provincia, comparati con quelli dell’anno precedente. Incidenti rilevati 714
(nel 2007 sono stati 927). Incidenti con esito mortale 15 (20). Persone decedute
18 (25). Incidenti con lesioni 321 (469). Persone ferite 490 (746). Incidenti
con solo danni 378 (438). Tutti e sei gli indicatori sono in diminuzione. Oltre
alle sette vite umane salvate rispetto all’anno prima, fa piacere notare come i
feriti siano diminuiti di oltre 250 unità. Gli scontri con solo persone
lesionate sono stati quasi 150 in meno.

«I motivi di questa positiva diminuzione sono sostanzialmente due - continua
Zito nell’analisi - La maggiore conoscenza dell’utente dei rischi che corre non
rispettando le regole della strada. Una consapevolezza data dall’informazione e
dall’educazione svolta nel corso degli ultimi anni. La prevenzione fatta a tutti
i livelli, soprattutto scolastico, dove si preparano i cittadini e i guidatori
di domani».

Un terzo effetto è quello delle sanzioni particolarmente salate che paga chi
sgarra. Le multe daranno fastidio, faranno fioccare ricorsi al giudice di pace,
peseranno come un macigno nei bilanci familiari, ma costituiscono un potente
effetto deterrente. La repressione a fianco della prevenzione. È il binomio che
costituisce da secoli il caposaldo di ogni politica di sicurezza e ordine
pubblico.

Passando agli altri dati abbiamo: patenti ritirate 531
(433 nel 2007), guida sotto l’effetto di stupefacenti 31 (12), guida in stato
d’ebbrezza 327 (329), eccessi di velocità 3.950 (3.249), contestazioni
complessive elevate ai sensi del codice della strada 14.686 (14.829). Infine 25
persone arrestate, 150 persone denunciate a piede libero e 12 chilogrammi di
cocaina sequestrati a seguito di brillanti operazioni contro spacciatori.


«Qui come vediamo il dato più negativo è quello della guida sotto l’effetto di
stupefacenti - conclude Zito - Per quanto riguarda gli eccessi di velocità (un
quinto delle multe complessive, ndr) l’aumento è dovuto anche al nuovo utilizzo
del tutor nel tratto di autostrada A13 che tocca Rovigo».

Ivan Malfatto



LIBERO

ROMA: CONTROLLI CARABINIERI A
OSTIA, 21 DENUNCE PER GUIDA SOTTO EFFETTO ALCOL



Ostia, 22 feb. - (Adnkronos) - Ventuno ragazzi sono stati denunciati all'autorita'
giudiziaria con ritiro immediato della patente perche' sorpresi a guidare la
propria autovettura in stato di ebbrezza alcolica dai carabinieri, nel corso dei
controlli effettuati a Ostia, sul litorale romano e sulla strada statale
Aurelia. In due casi il tasso alcolemico era superiore a 1,5 g/ml ed e' scattato
il sequestro dei mezzi finalizzato alla confisca.

I carabinieri per tutta la notte, avvalendosi degli etilometri in dotazione,
hanno vigilato lungo il litorale lidense, e sulle principali arterie di
Ladispoli, Civitavecchia e Fiumicino. Imponenti i controlli preventivi
all'uscita delle discoteche, dei pub e delle sale giochi. 9 ragazzi sono stati
segnalati alla prefettura perche' trovati in possesso di modiche quantita' di
stupefacenti. Oltre 30 grammi di droga sequestrati fra cocaina e hashish.



ROMAGNA OGGI

Rimini: controlli Carabinieri,
13 denunce per guida in stato d'ebbrezza


RIMINI - 21 febbraio 2009 - I carabinieri del Nucleo Radiomobile
della Compagnia di Rimini, nell'ambito di un servizio straordinario dedito al
controllo del territorio, hanno denunciato in stato libertà per guida in stato
di ebbrezza alcolica tredici automobilisti.

Gli stessi, che risultano avere un età compresa tra i 19 ed i 51 anni e di
nazionalità italiana, marocchina e rumena sono stati controllati positivi al
test etilometrico con un tasso alcolemico da un minimo di 0.67 g/l ad un massimo
di 2.07 g/l.

Nel medesimo contesto operativo i carabinieri hanno deferito in stato di libertá
per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere, un cittadino moldavo
poiché sorpreso in possesso di coltello a serramanico con lama lunga 21
centimetri, sequestrato, all'interno della propria autovettura.



EMERGENZA ALCOLISMO

Fonte: News Rimini

Patenti ritirate per alcol:
Rimini prima in Italia
 

Ieri, 13 denunce dei CC.

21 febbraio 2009- Secondo quanto riferiscono i carabinieri, ormai la provincia
di Rimini risulta stabilmente la prima provincia italiana per ritiro di patenti
per guida in stato d'ebrezza: nel solo 2008, sono state quasi 700.

Solo la scorsa notte, i carabinieri hanno denunciato in stato libertà per guida
in stato di ebbrezza alcolica 13 automobilisti, di età tra i 19 ed i 51 anni e
di nazionalità italiana, marocchina e rumena. Uno di loro, un moldavo, è stato
anche denunciato per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere: aveva un
coltello a serramanico con lama lunga 21 centimetri.



IL TIRRENO

DOMENICA, 22 FEBBRAIO 2009

Cinque positivi all’etilometro
all’uscita del Carnevaldarsena
 


VIAREGGIO. Le libagioni, abbondanti, a base di alcol al rione Darsena sono
costati piuttosto cari a cinque persone, fermate e denunciate dai carabinieri
del nucleo operativo radiomobile di Viareggio per guida in stato di ebbrezza.
Nei guai sono finiti F.C., 47 anni, abitante a Pisa; B.M., 52 anni, di Carrara;
S.F., 32 anni residente a San Marzano sul Sarno in provincia di Salerno; M.S.,
33 anni, abitante a Viareggio e G.G., 23 anni, di Massarosa. Tutti e cinque sono
stati sorpresi a bordo delle proprie autovetture mentre si allontanavano dal
rione Darsena, e sottoposti ad etilometro: i valori nel sangue sono risultati
superiore alla soglia massima prevista dalla legge.

 Nel corso della stessa serata, nell’ambito di un’altra operazione di controllo
del territorio, i carabinieri della stazione di Torre del Lago hanno arrestato
un marocchino di 26 anni, Aziz Anassir, che non aveva ottemperato all’ordine di
espulsione emesso dal questore il 4 ottobre del 2006. Il provvedimento è stato
convalidato ieri mattina il tribunale dal giudice monocratico.



LA SICILIA

Alcol, il 2009 è iniziato male Incidenti stradali nel Calatino.  

Già 33 feriti e un morto. Almeno 7 scontri dovuti allo stato d'ebbrezza  

Negli ultimi mesi del 2008 i dati sugli incidenti nel Calatino erano apparsi
confortanti, autorizzando un moderato ottimismo. Ma il 2009 è cominciato male,
confermando il sempre più stretto legame fra l'alcol e la guida delle auto.
Insomma, anche a Caltagirone e nel resto del comprensorio l'abitudine di
mettersi alla guida della macchina dopo avere "alzato il gomito" è un fenomeno
pericoloso, con cui fare, purtroppo, i conti.

Le cifre diffuse dalla polizia stradale del distaccamento di Caltagirone e
relative ai sinistri rilevati dalla stessa Polstrada nel breve periodo compreso
fra il 1° gennaio e il 20 febbraio 2009 lo dimostrano, specie se confrontate con
quelle del corrispondente periodo dell'anno scorso. Nel 2008 gli incidenti
furono 8 e causarono 2 morti e 15 feriti, ma nessuno di essi fu riconducibile
allo stato di ebbrezza o all'uso di droghe dei conducenti dei veicoli. "Musica"
ben diversa, invece, quest'anno, con 17 incidenti, 33 feriti e un morto. Si
tratta del meccanico di Niscemi Roberto Spatola, deceduto il 9 gennaio per un
sinistro sulla Ss 417 Catania - Gela: fra le concause della morte va ricercato
il probabile mancato uso delle cinture di sicurezza che, se utilizzate,
avrebbero forse impedito che il corpo del poveretto venisse sbalzato fuori
dall'abitacolo della vettura e finisse sull'asfalto. Ciò che più preoccupa è che
sui 17 sinistri sin qui rilevati quest'anno dalla Polstrada, ben 7 - vale a dire
quasi la metà - sono riconducibili allo stato di ebbrezza dei guidatori (5) e a
quello di alterazione psico-fisica derivante dall'assunzione di droghe (2).

«Abbiamo raddoppiato le pattuglie con l'etilometro - sottolinea il comandante
Emilio Ruggieri - che adesso viene utilizzato non soltanto la sera, ma pure
nelle ore diurne. Anche di giorno, infatti, c'è chi guida pur essendo alticcio,
come dimostra il trentenne da noi fermato sulla 417 Catania - Gela dopo la
segnalazione di un altro automobilista e trovato, alle 9,45 del mattino, con un
tasso alcolemico doppio rispetto al limite indicato dalla legge».

Ma, per fronteggiare questo fenomeno che mette a rischio tante vite, accanto
alla necessaria opera di repressione, occorre un'azione di prevenzione. Come
quella condotta nelle scuole per sensibilizzare gli studenti a comportamenti
responsabili al volante dei veicoli. In questa attività, a fianco della
Polstrada, svolgono un'opera meritoria anche la Fipe - Confcommercio e
l'Istituto comprensivo "Giorgio Arcoleo" di Caltagirone e l'Aciss di Grammichele
(in ricordo del compianto Marco Sciuriddia, vittima della "strada della morte":
la Catania - Gela).

Già tenuti incontri negli istituti commerciali di Grammichele e Vizzini e nella
Media "Ponte" di Palagonia, dove la preside Concetta Politino, coadiuvata dalla
docente Tilde Amato, ha esposto il lavoro svolto dai docenti insieme agli alunni
presentando cartelloni, documenti multimediali e un breve filmato. A
conclusione, lettura e distribuzione di un decalogo per i genitori. In programma
analoghe iniziative anche in altre scuole del comprensorio e della vicina
Niscemi.

Mariano Messineo



IL GAZZETTINO

Ubriaco al volante tenta la
fuga I carabinieri gli confiscano l’auto


 Arre Domenica 22 Febbraio 2009 - Voleva sottrarsi al controllo dell’etilometro.
Ma ci ha rimesso la patente e l’auto. Il documento di guida gli è stato infatti
ritirato dai carabinieri. La vettura, invece, è finita confiscata, così come
prevedono le recenti norme di sicurezza per la guida. Vittima dei provvedimenti,
un ventisettenne del paese, che l’altra notte, al volante della sua Volkswagen
“Polo”, percorreva la “Monselice–Mare” per rientrare nella propria abitazione.
Il giovane sapeva benissimo che i suoi riflessi non erano al top, prima di porsi
alla guida. Al punto che quando ha visto la paletta dell’alt imposta da una
pattuglia dell’Arma, ha improvvisato un repentino dietro front. La sua fuga è
però durata qualche centinaio di metri. Con le "gazzelle" dei militari alle
spalle, il giovane ha subito capito che sarebbe stato meglio trovare una via
d’uscita giocando di sorpresa. Si è quindi intrufolato in una laterale ed ha
lasciato l’auto nel parcheggio, convinto di essersi sottratto dalla caccia dei
carabinieri. La sua non si è affatto rivelata una scelta felice. I militari
infatti hanno immediatamente individuato l’auto, risalendo in pochi minuti al
proprietario. Non ci è voluto quindi molto per identificare il giovane,
rintracciato nei pressi del pub “In vino veritas”. Ma altrettanto veritiero, per
non dire spietato, è stato il riscontro etilico cui è stato subito sottoposto.
Il ventisettenne aveva assunto una quantità d’alcool per tre volte superiore al
previsto. Più che sufficiente per far scattare la denuncia per guida in stato di
ebbrezza e sancire la confisca del suo mezzo.

L.P.



IL SECOLO XIX

Si schiantano e poi aggrediscono i
carabinieri: fermati


21 febbraio 2009 - Due giovani, a bordo della loro auto, si sono
schiantati contro il guardrail a Francolano di Casarza Ligure, oggi pomeriggio.
Quando sono arrivati i carabinieri gli occupanti del veicolo li hanno aggrediti,
mandandone uno all’ospedale. Si tratta di due
palermitani, di 28 e 24 anni, residenti a Casarza Ligure, che, in stato di
ebbrezza poi accertata all’ospedale, sono finiti fuori strada con la propria
auto
. All’arrivo dei soccorsi hanno reagito in modo assurdo picchiando
uno dei due carabinieri del nucleo radiomobile di Sestri Levante. Immediatamente
sul posto sono giunti altri carabinieri che hanno provveduto ad fermare i due,
con precedenti di polizia, per l’identificazione. Il militare è sono stato
ricoverato al pronto soccorso di Lavagna con contusioni al volto.



ROMAGNA OGGI

Bellaria: ubriaco si oppone a
controllo Carabinieri, arrestato


BELLARIA - I Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della
Compagnia di Rimini hanno arrestato nella notte tra giovedì e venerdì un 19enne
leccese, residente a Bellaria Igea Marina. Si tratta di D.P. le sue inizia,
accusato di resistenza, violenza, e minaccia aggravata a pubblico ufficiale. Il
giovane, sotto i fumi dell'alcol, allo scopo di opporsi all'identificazione ed
al controllo ha ingiuriato e minacciato i carabinieri intervenuti in Piazza
Giuseppe Di Vittorio, dove poco prima vi era stata segnalata una rissa.

Nella circostanza i militari hanno deferito in stato di liberta' alla competente
autorita giudiziaria, con contestuale affidamento all'avente patria potesta', un
sedicenne di nazionalita' rumena, residente a Bellaria Igea Marina, perché
ubriaco ha ingiuriato ed opposto attiva resistenza nei confronti degli uomini
dell'Arma all'atto della identificazione e del controllo.



CRONACAQUI

La Polizia locale lo ha denunciato e gli ha sequestrato il veicolo

Ubriaco sei volte oltre il
limite si schianta contro un'auto in sosta


BAREGGIO, 22/02/2009 - Ha rischiato di causare un guaio ben
superiore a ciò che è accaduto un automobilista che viaggiava nel pieno centro
di Bareggio con un tasso alcolico sei volte superiore a quello consentito. E' la
sorpresa cui si sono trovati di fronte gli agenti della Polizia locale l'altro
pomeriggio alle 14.30 all'altezza di corso Italia, proprio nei pressi degli
uffici della vigilanza municipale. Un uomo di 55 anni residente in paese stava
affrontando la curva che da corso Italia porta a via IV Novembre. Ha allargato
troppo ed ha finito per schiantarsi contro un'auto in sosta danneggiandola.
Fortunatamente non si sono registrati feriti. Subito sono accorsi gli agenti
della Polizia locale che hanno proceduto agli accertamenti sull'automobilista,
scoprendo dopo avere effettuato la prova dell'etilometro che aveva un tasso
alcolico di 3,50 g/l quando il limite consente di arrivare a 0,50. Le sanzioni
in questi casi variano a seconda della fascia in cui rientra lo stato di
ebbrezza che, nel caso del bareggese, era decisamente oltre la soglia. Oltre ai
danni provocati all'auto in sosta il conducente è stato denunciato penalmente
per guida in stato di ebbrezza e gli è stato sequestrato il veicolo.

GM



IL GAZZETTINO

Può davvero gridare al miracolo…

Domenica 22 Febbraio 2009 - Può davvero
gridare al miracolo un uomo trentunenne di Selvazzano che ieri notte intorno
alle 3, a bordo di una Fiat Brava intestata ad un’azienda, si è schiantato
contro un platano all’altezza del cimitero Maggiore ai piedi del cavalcavia di
Chiesanuova. Macchina distrutta, ma lui illeso. L’impatto è avvenuto dopo che il
guidatore ha perso il controllo della vettura ed ha invaso la carreggiata
opposta. All’arrivo della polizia stradale avrebbe tentato di depistare gli
agenti dicendo che alla guida non c’era lui, bensì un fantomatico amico che si
era dato alla fuga dopo l’incidente. Tesi subito smentita da alcuni testimoni
del sinistro. E’ risultato positivo all’alcol-test con una percentuale di 2.4 di
alcol nel sangue. Praticamente ubriaco. E non è tutto. Dal pretest effettuato su
un campione di urine è stato accertato che poco prima aveva assunto cocaina. Per
il trentunenne è scattato in automatico la sospensione della patente.


      E’ questo di Chiesanuova il fatto più eclatante capitato nel corso di un
pattugliamento congiunto tra carabinieri, polizia, guardia di finanza e vigili
urbani, effettuato ieri da mezzanotte alle sei, su ordinanza del questore di
Padova, Luigi Savina. Obiettivo dichiarato, quello di contrastare il fenomeno
sempre attuale e impietoso delle stragi del fine settimana sulle strade.

      Le forze dell’ordine hanno controllato in tutto 122 veicoli. I carabinieri
hanno partecipato al pattugliamento con sette militari e tre “gazzelle”. Delle
39 persone da loro controllate, sette sono risultate positive all’alcoltest.
Attraverso il test delle urine, si è appreso che due di queste avevano anche
assunto sostanze stupefacenti. Si tratta di B.G. di Maserà, 41 anni, “pizzicato”
in via Eremitani a bordo di una Passat. Per lui l’etilometro ha emesso il
verdetto di 1.12 di percentuale di alcol nel sangue. L’altro è G.M. di 31 anni
di Chioggia trovato con una percentuale di 0.52 (il minimo consentito dalla
legge è di 0.5).

      Piuttosto “alticcia” anche una avvenente ragazza spagnola di 31 anni che
scorrazzava a bordo di una Porsche. 1.30 l’esito del test. Alle 4.50 in via
Annibale da Bassano A.F. di 27 anni che guidava una Peugeot è risultato positivo
con 1.08. In via Sarpi la “scure” della sospensione della patente è caduta su
Z.P. di 49 anni di Padova positivo al test con una percentuale di 0.66, mentre
si trovava alla guida di una Fiat Multipla.

      Pochi minuti prima delle cinque un’altra donna è stata fermata, S.A. di 26
anni di Resana in provincia di Treviso a bordo di una Chrysler con un alcoltest
di 0.87. Più contenuto, ma comunque fuori legge, stesso provvedimento di
sospensione del foglio di guida è capitato alle 2.19 a T.L. di Mestrino, fermato
in via Longhin con 0.57 mentre guidava una Smart.

      Nessuno dei fermati a cui è stata sospesa la patente, ha subito il
sequestro dell’auto perché non è stata riscontrata una percentuale maggiore di
1.50.

      Nel complesso il servizio congiunto ha determinato 24 controlli di
soggetti alla guida per verificare attraverso il pre-test delle urine la
possibile assunzioni di droghe. Del totale dei controllati, sei sono risultati
positivi: quattro alla cocaina e due a sostanze cannabinoidi.

      Il servizio preventivo oltre alle forze dell’ordine ha visto protagonisti
diretti anche la direzione sanitaria, il dipartimento delle dipendenze e il
laboratorio di patologia clinica dell’Ulss 16; l’unità operativa di tossicologia
forense e l’antidoping dell’azienda ospedaliera-università di Padova.

      Altri pattugliamenti specifici verranno effettuati a breve con il fermo
proposito di dissuadere i soggetti che non sanno rinunciare all’abuso di alcol e
all’assunzione di droghe, dal mettersi alla guida.

      Cesare Arcolini

     

LA SICILIA

Caltanissetta, arrestato uomo
in stato di ebbrezza


Feb 22, 2009 - E’ stato tratto in arresto ieri sera a
Caltanissetta un M.R., 39enne di origini Catanesi. L’uomo, in evidente stato di
ebbrezza alcolica, molestava le persone ed ostacolava la normale circolazione
delle vetture.

Successivamente, nonostante l’intervento delle forze dell’ordine, l’uomo
continuava a mostrarsi agitato, e a non voler essere identificato, quindi veniva
portato alla questura, per evitare ulteriori problemi.

L’uomo risulta gravato da svariati precedenti, tra cui resistenza a pubblico
ufficiale, evasione dagli arresti domiciliari, lesioni personali, ricettazione,
danneggiamento.

SASSUOLO2000

Bologna: tenta di rubare auto ma viene bloccato da edicolante

Bologna - Ha tentato di rubare l'auto di una donna che si era fermata a comprare
il giornale in Porta San Vitale, ma l'edicolante e un altro cliente sono
intervenuti e hanno sventato il furto bloccando il malvivente.

E' accaduto intorno alle 2.50 di stamattina ad una donna 30enne di Ascoli Piceno
che si e' fermata davanti all'edicola lasciando la vettura aperta ma senza le
chiavi inserite. Un marocchino di 32 anni regolare, incensurato e ubriaco, ha
provato a rubare l'auto. A quel punto sono intervenuti l'edicolante e il cliente
e a fatica hanno fermato il magrebino che li ha colpiti con pugni costringendoli
a ricorrere alle cure dei sanitari. In Questura l'uomo ha anche danneggiato la
cella. Per lui sono scattate le manette per tentata rapina e danneggiamento
aggravato.



IL GAZZETTINO

Lite fuori dal bar, in due all’ospedale

Alcune avances rivolte a un gruppo di ragazze da un 34enne di
Miane all’origine della zuffa


Vittorio Veneto - Domenica 22 Febbraio 2009

      Un apprezzamento di troppo verso una ragazza, anche qualche bicchiere di
troppo in circolo, e gli elementi per scatenare una violenta colluttazione,
soprattutto se sono passate le 2 di notte, ci sono tutti.

      Così nella notte tra venerdì e ieri sono finiti in due all'ospedale con
contusioni e ferite varie al termine di una scazzottata durata alcuni minuti
avvenuta all'esterno del bar trattoria Alle Colonne di via Oberdan, zona Meschio.

      Secondo una prima ricostruzione tra gli avventori presenti nel locale, in
genere meta di comitive il venerdì sera - il resto lo stabiliranno le indagini
dei carabinieri intervenuti subito dopo - tutto è cominciato quando M.Z., un
34enne di Miane piuttosto robusto che in seguito ha avuto la peggio, ad un certo
punto, probabilmente con il coraggio e la sfrontatezza che riesce a dare
l'alcol, pare abbia cominciato a scherzare e apostrofare piuttosto pesantemente
alcune ragazze di una compagnia vittoriese. Le giovani non hanno proprio gradito
le avances e non le hanno mandare a dire al tipo, che ha iniziato a seminare
scompiglio, mettendo le mani addosso ad una di loro, E.P., commessa quarantenne,
con una certa violenza e sbattendola contro il muro. A quel punto per difendere
la donna che urlava sotto choc, per lo spavento e il dolore, è intervenuto il
fidanzato, A.M. 45 anni, che ha affrontato l'energumeno con l'intenzione di
dargli una lezione, e la lite è ben presto degenerata.

      Sembra anche che nel corso della zuffa sia spuntato anche un bicchiere,
come arma, e alla fine quando sono stati divisi dagli amici delle due compagnie,
il più ridotto a mal partito era proprio il provocatore. Sul posto, dopo
l'allarme lanciato dai gestori e dagli avventori del locale, è intervenuta
un'ambulanza del Suem dell'ospedale di Costa, e sia M.Z. (trasportato al
nosocomio da un amico), che la giovane, hanno dovuto ricorrere alle cure dei
sanitari del pronto soccorso. E.P. era ancora in preda allo choc per quanto
avvenuto e fortunatamente le sono state riscontrate solo alcune contusioni
trauma cranico, superficiali guaribili in 5 giorni. L'uomo invece aveva una
ferita al braccio, la frattura del setto nasale e di un dito del piede destro,
botte e contusioni al costato con qualche sospetta frattura con una prognosi di
25 giorni, mentre il terzo protagonista se l'è cavata a sua volta con qualche
contusione, ma non è andato a farsi medicare.

      Sul posto sono intervenuti poi i carabinieri che si sono recati al pronto
soccorso per raccogliere le varie testimonianze, ma le indagini stanno
proseguendo per capire meglio la dinamica della zuffa, che comunque è stato
confermato essere stata provocata dall'eccesso di alcol assunto durante la
serata.

      Fulvio Fioretti



TRENTINO

Il brutto episodio è avvenuto davanti alla libreria Artigianelli, di fronte a
numerosi testimoni


Mendicante aggredita in strada


Un gruppo di bulli le ha coperto la faccia con la schiuma

TRENTO. A carnevale si chiude un occhio di fronte a
qualche eccesso dei giovani. Ma quello che è accaduto ieri pomeriggio nei pressi
della libreria Artigianelli è davvero un brutto episodio. Almeno sei giovani,
tutti «su di giri»
secondo le testimonianze, se la sono presa con una donna
che chiedeva l’elemosina: le hanno coperto il volto e le mani con la schiuma da
barba e si sono poi allontanati gridando e ridendo, per nulla pentiti della
bravata che avevano combinato.


 L’episodio è avvenuto intorno alle 18, proprio all’ingresso della libreria
Artigianelli. Tra i numerosi testimoni del fatto c’è anche il segretario
comunale Italo Scontoni: «All’ingresso della libreria c’era una donna seduta a
terra, con il capo coperto da un fazzoletto, che chiedeva l’elemosina.
All’improvviso - racconta Scotoni - abbiamo visto un gruppo di giovani rumorosi,
erano almeno in sei, avvicinarsi a lei. Non parliamo di bambini, ma di persone
adulte, avevano tra i 18 e i 22 anni. “Armati” di bombolette, le hanno coperto
il volto e le mani di schiuma da barba».

 Un’aggressione gratuita, crudele, contro una donna che non poteva difendersi e
che, di certo, non aveva voglia di partecipare ad uno scherzo del genere.

 Ad intervenire sono state due signore che, dopo aver assistito a quel raid,
l’hanno aiuta a ripulirsi con alcuni fazzoletti. Italo Scotoni ha chiamato la
polizia, ma la mendicante (una delle tante che in questo periodo si vedono in
città) ha preferito allontanarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

 Poco dopo è arrivata sul posto una pattuglia della polizia, che ha raccolto il
racconto dei testimoni. Non è stato però possibile rintracciare i bulli, che si
erano già allontanati dal luogo dell’aggressione.



TUTTOSPORT

Gascoigne: «Finalmente mi sento vivo»

LONDRA, 21 febbraio - «Finalmente mi
sento di nuovo vivo. Ormai sono settimane che non mi faccio un bicchiere, ed è
la sensazione più bella che abbia provato da molto tempo». Paul Gascoigne
potrebbe farcela a sconfiggere  la sua dipendenza da alcol e droghe. L'ex stella
della nazionale inglese ha espresso la sua soddisfazione per essere riuscito a
stare lontano da alcolici e anti-depressivi per diversi giorni ed è ormai vicino
a lasciare la clinica riabilitativa dove è ricoverato.


LA FAMIGLIA - Gascoigne non vede l'ora di riabbracciare la sua famiglia, dopo i
dissidi seguiti a un documentario su Channel 4 sullla sua vita che lo aveva
fatto andare su tutte le furie. «Sono arrabbiato -spiega al 'Mirror'- perché per
la maggior parte del tempo non sapevo cosa accadesse durante le riprese. Ero
appena uscito dalla clinica quando sono arrivato a casa della mia ex moglie
Sheryl, e il filmato ha riguardato uno dei momenti più bassi della mia vita.
Bevevo in continuazione e non ricordo neanche che la mia famiglia era venuta a
trovarmi in Portogallo». «Non è stato corretto fare quel documentario e filmarmi
in quel momento - ha concluso Gazza, che ha speso oltre 14 milioni di sterline
tra alcol, droghe e cliniche per la disintossicazione-soprattutto nei confronti
dei ragazzi».



ASYLUMITALIA

Ubriaco sui binari perde una
gamba, risarcito di 2,3 milioni $


22-02-2009 - Sbronzarsi fino a
perdere i sensi non è esattamente una idea geniale, ma se siete fortunati può
anche capitare che questo vi renda ricchi, anche se magari con una gamba in
meno.

Dustin Dibble, 25 anni, era ovviamente ubriaco fradicio la notte del 2006 quando
finì privo di sensi sui binari della metropolitana di Manhattan. Il livello di
alcol nel sangue di Dibble (che all'epoca aveva 18 anni) era almeno il doppio di
quello consentito per chi guida e lui non si ricorda nemmeno il momento in cui
il treno gli ha portato via una gamba. Ad ogni modo, oggi Dibble ha vinto la
causa legale contro la Mta sostenendo che il guidatore della metropolitana
avrebbe dovuto vederlo e fermarsi prima di investirlo.

É stato
quindi deciso che Dibble ha quindi solo il 35 per cento della colpa della sua
amputazione e il giudice ha deciso che la compagnia dei trasporti lo risarcirà
per 2,3 milioni di dollari.

Essendo noi stessi finiti a terra ubriachi più di una volta, ci domandiamo come
mai una simile fortuna non è capitata anche a noi. Dopo tutto con tutti quei
milioni di dollari, potremmo probabilmente rimpiazzare la gamba mancante con una
protesi high tech che sia persino meglio dell'originale.

(*)




(*) Nota: si può ragionevolmente ritenere che chi
pensa che il denaro possa tutto, sia egli stesso disposto a tutto per il denaro.
(Benjamin Franklin)




IL MATTINO DI PADOVA

Ubriachi al volante, 20 patenti ritirate