Rassegna stampa del 13/08/2009

Riassunto
- alcolismo come piaga sociale
- forum nutrizione
- sentenza della Cassazione
- due calcoli per poter guidare
- ancora ordinanze dei sindaci
- …ma si beve ugualmente
- valli a capire questi amministratori
- alcol e incidenti stradali
- il lavoro delle Forse dell’Ordine
- alcol e violenza
- alcol e salute
- collaborazioni internazionali
- vino in abbondanza


IL FENOMENO DELL’ALCOLISMO COME PIAGA SOCIALE

www.emiliaromagna.antoniodipietro.it
ORGOGLIOSAMENTE PROIBIZIONISTA
mercoledì 12 agosto 2009
Il fenomeno dell’alcoolismo giovanile è una piaga in continuo aumento.
Se da una parte gli incidenti stradali in conseguenza del consumo di alcool paiono essersi ridotti a partire dall’entrata in vigore della patente a punti, dall’altra, sempre più giovani trascorrono le loro serate in compagnia bevendo come spugne; e sempre più bassa è l’età in cui danno inizio a questa malsana pratica.
L’alcoolismo è perfido, perché vi si può incorrere in maniera inerte e senza aver fatto nulla di particolarmente grave, ma semmai reiterato. Nessuno vieta infatti di comprare ettolitri di alcoolici ogni giorno al supermercato e di consumarli privatamente. Lo stato non può legiferare d’altronde su tutto e il legislatore non pensa nemmeno che questo abuso di un prodotto sia un comportamento così diffuso da essere considerato fattore di allarme sociale.
Peccato che invece le cose siano proprio così.
Avere 22 anni nel 2009 mi consente di vivere in prima persona la consueta movida che accompagna le serate, soprattutto estive, dei giovani della mia età, quelli, per inteso, che vediamo spesso intervistati su Italia 1. E proprio quella famosa movida è fatta di alcool, alcool e alcool, quand’anche non di droghe più o meno leggere.
Ho visto ragazzi andare nei pubs di Forlì e tracannare bicchieri di assenzio (70°) per poi ingurgitare di seguito, senza farsi vedere dal gestore del locale, uno sciroppo comprato appositamente in farmacia per combattere i bruciori di stomaco… Ho visto amici ammalarsi di ulcera a 18 anni ed altri andare in coma etilico. Altri schiantarsi con la macchina su un guard-rail, all’uscita da una discoteca ed altri ancora farsi ritirare la patente e la macchina e perdere di conseguenza il lavoro, a 35 anni di età.
E il tutto per cosa se non perché lo stato italiano non mette ferrei paletti al consumo di questi veleni?
Nel primo weekend di stop all’alcool a Milano, seppure per la sola durata del divieto, ossia la sera, si sono verificati ottimi risultati. E allo stesso modo per cui penso che solo ampliando le carceri potremo risolvere il problema del sovraffollamento penitenziale, dico che solo aumentando i controlli e i divieti alla vendita dell’alcool ai giovanissimi, potremo andare ad incidere sulle altre ore del giorno rimaste scoperte dal divieto, a Milano, come altrove.
Noto con vero disgusto che tra gli anti-proibizionisti ci siano sempre persone che sono direttamente interessate al divieto di volta in volta in questione. Non sento mai, insomma, un astemio attaccare il divieto all’alcool, uno che non ha mai fumato uno spinello attaccare quello alla cannabis, oppure un semplice guidatore che rispetta i limiti di velocità (ce ne sono ancora?) lamentarsi dell’abbassamento della relativa soglia…
Altrettanto sgomento provo per la moda romana del “Pub Crawling” che, stando a repubblica.it(*), deve aver preso piede quest’estate, proprio mentre a Milano si stavano facendo passi avanti sul fronte della lotta all’alcool ai minori. Dalla descrizione dell’articolo, emergono note di forte illegalità che un elettore di IDV non può non rilevare: i venditori abusivi di alcoolici per la strada, il rilascio di alcoolici ai minori e la partecipazione dei locali romani a questa vera e propria mattanza umana, incentivata, oltre che dal prezzo della consumazione, anche dalla disgustosa messa in palio di premi.
Se poi aggiungiamo che la maggior parte dei partecipanti è straniera, va rilevato anche un notevole danno all’immagine del nostro paese che presenta nella sua capitale questa orribile giostra alcoolica. Ma ormai alla nostra immagine all’estero sembra che davvero in pochi si interessino.

(*) Nota: vedi articolo seguente.

REPUBBLICA.IT 6.8.09
Gruppi di giovani, molti stranieri, quasi tutti minorenni danno vita
ogni sera al "Pub Crawling": un giro alcolico di locale in locale per soli 20 euro
"Strisciando di pub in pub"
Il tour etilico delle notti romane
Si beve praticamente di tutto e nessuno controlla l'età. Sfide a boccali di birra
di RORY CAPPELLI e LAURA MARI
ROMA - "Birra, birra" dice il ragazzo indiano che gira con una busta di plastica piena di lattine ghiacciate tra i turisti assiepati sulle scale di piazza di Spagna. "Quanto costa?". "Poco poco: solo due euro". Due vigili urbani appoggiati alla macchina di servizio guardano la scena.
Minorenni che si riempiono gli zaini di lattine (da mezzo litro l'una) e tutti - irlandesi, inglesi, svedesi, tedeschi, americani e qualche italiano di neanche 16 anni - in attesa della stessa cosa: che il gruppo si sia fatto abbastanza numeroso per partire per il Pub Crawl, che letteralmente significa più o meno strisciare per pub.
Una specie di surf etilico (il crawl è anche uno stile di nuoto) che, ideato a Londra, va di gran moda anche a Roma, proprio nel momento in cui il sindaco Gianni Alemanno fa proclami contro la movida, sigla protocolli per vietare la somministrazione di alcolici agli under 16 nelle discoteche e promette ulteriori strette sull'alcol. "Il Pub Crawl costa 20 euro" spiega uno degli "steward" del tour alcolico. "Cinque euro vanno a noi, gli altri al capo e al locale" continua Tommy. Come funziona? "Si va in un primo pub dove per un'ora e mezza si beve tutto quello che si può all'open bar. Poi in un altri due pub: qui è gratuito solo il primo shot". È ora di andare: il gruppo è di 100, 120 persone: lungo la strada una ragazza beve vino rosso da una bottiglia. Altre tre parlano in spagnolo a mitraglia. Età? "Diciassette anni".
A Largo di Fontanella Borghese una delle "guide" salta sopra un pilone e, in inglese, spiega: "Metà di noi va di là, l'altra metà di qua". Un gruppo si dirige in un locale che si definisce associazione culturale. Uno steward scrive il nome (non il cognome), l'età (e le spagnole diciassettenni dicono: "19 anni", tanto nessuno controlla i documenti). All'ingresso si riceve: una maglietta e un voucher con cui ritirare al bancone una bottiglia di birra, che appena finisce si restituisce per averne un'altra piena e così via. In 20 minuti se ne possono ingollare anche più di 12, insieme a qualche shot, di vodka o rum o, volendo, anche vino bianco e rosso.
Dopo neanche mezz'ora non c'è più nessuno che non sia ubriaco, due ragazzi svedesi rigurgitano alcol ma partecipano lo stesso alla gara di birra: il più veloce a bere vince una maglietta. Un'altra ora e si ferma tutto: i pub crawler vengono radunati, qualcuno esce con la bottiglia (nonostante a Roma fino al 20 agosto un'ordinanza nei weekend proibisca vetro e lattine fuori dai locali), barcollando i raggiungono la fermata dell'autobus per andare all'altro pub. Il bus arriva, si sale, un bel gruppone di cinquanta, sessanta persone, almeno la metà minorenni e completamente ubriachi. Tutti ridono, scherzano, senza un pensiero al mondo. Neanche quello del biglietto.

FORUM NUTRIZIONE

CORRIERE DELLA SERA
13 Agosto 2009
Chiar.mo Dott. Andrea Ghiselli, assistendo a un Suo intervento su RAI2 sulle bevande alcooliche, principalmente sul loro potere calorifico, non ho colto alcun segnale circa la pericolosità dell'alcool, come costantemente appare in questa rubrica ampiamente supportata da affidabili studi scientifici: ero distratto o la "lobby" non ammette "sgarri"?
Dalla frequentazione dell'ottima "NUTRIZIONE" ho avuto tanti vantaggi, anche se tardivi,e mi sembra essenziale che tale beneficio venga diffuso a tutti i livelli, nonostante...
Grazie sempre.
angelo terranova

Risposta Ghiselli Giovedì, 13 Agosto 2009
Guardi, non posso risponderle puntualmente perché è qualche anno che non giro più interviste per tg salute e quindi non mi ricordo cosa ho detto e cosa non ho detto. Mi pare però strano, perché mi conosco e so cosa dico quando parlo di alcol, che non abbia messo in guardia dai possibili danni delle bevande alcoliche. La lobby non c'entra, quando si rilasciano interviste, per fortuna le lobby non ci sono. Ci sono però quando non ci chiamano più per le interviste, questo sì.

SENTENZA DELLA CASSAZIONE

NANOPRESS
Guida in stato d’ebbrezza: provabile anche senza alcol test
Mercoledì, 12 Agosto 2009.
La Corte di cassazione ha ribadito che la prova della guida in stato d’ebbrezza non è subordinata all’esecuzione dell’alcol test, potendo essere fornita da qualsiasi elemento rilevato e verbalizzato dagli agenti di polizia, come l’equilibrio precario e il forte alito vinoso del conducente.
Il contravventore, dopo aver perso sia in Tribunale sia in Corte d’appello, ricorreva in Cassazione, sostenendo che il riscontro dello stato d’ebbrezza (e la conseguente condanna penale) non può essere basato sulle impressioni del pubblico ufficiale, ma deve scaturire dall’esito di esami strumentali, diversamente è ragionevole avanzare dei dubbi sull’effettiva sussistenza del reato.
La suprema Corte (sentenza n. 19711 del 8 maggio 2009, Cassazione penale, sezione quarta), ribadendo la propria consolidata giurisprudenza (penale, sentenze 20236/06 e 22274/08), ha rigettato le doglianze del ricorrente, precisando ulteriormente la fattispecie:
1) che la guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche è desumibile con certezza anche da una serie di condotte rilevatrici compiute dal guidatore, quali l’eloquio sconnesso, l’equilibrio precario, la condotta di guida anomala (art. 379 comma 3° regolamento di esecuzione e attuazione del C.d.S.) o pericolosa, la deambulazione barcollante e l’alito fortemente vinoso. Ovviamente è necessario che la circostanza comprovante lo stato d’ebbrezza sia chiaramente specificata nel verbale di contestazione;
2) che l’apprezzamento compiuto dai testimoni, nella specie da pubblici ufficiali, non è soggettivo e neppure costituisce una sorta di giudizio, trattandosi invece di una constatazione oggettiva derivante da percezioni sensoriali (uditiva, visiva e olfattiva).

ECCO COME FARE PER CAPIRE SE POSSIAMO GUIDARE

ASAPS
Autovalutazione dell’alcolemia(*)
Giordano Biserni per Il Centauro intervista Giancarlo Dosi (Istituto Superiore di Sanità), l’ideatore di un nuovo metodo che permette di valutare la propria alcolemia quando non si disponga delle Tabelle Ministeriali
GB – Dott. Dosi, abbiamo saputo che sugli ‘Annali di Igiene’ sta per uscire un suo articolo (1), dove viene descritto un metodo per valutare la propria alcolemia anche non disponendo delle tabelle ministeriali. Vuole spiegarci come è nata l’idea di mettere a punto un tale strumento e che utilità esso può avere in pratica?
GD – Certamente. Nel reparto ‘Ambiente e Traumi’ dell’Istituto Superiore di Sanità, dove opero, abbiamo accolto tutti con favore l’entrata in vigore delle tabelle ministeriali. Anche se siamo coscienti che bevitori eccessivi o, al limite, alcoldipendenti non ne faranno soverchio uso, restano gli altri che sono la maggioranza e che vogliono rendersi conto se possono guidare in sicurezza dopo aver consumato bevande alcoliche. L’obiettivo delle tabelle è quello di dare un segnale forte alle persone responsabili, un segnale che peraltro non ha carattere di autorità, essendo basato sui risultati di ricerche scientifiche rigorose. Ora, riflettendo su questa iniziativa, ci siamo resi conto che esistono tantissime occasioni in cui si può far uso di alcol e trovarsi poi a non poter disporre delle dette tabelle. Mettiamo ad esempio che si vada a cena a casa di un amico e poi si debba ritornare in auto; oppure, che si ceni a casa propria e poi si decida di uscire per andare al cinema o per fare semplicemente una passeggiata: in questi casi, a meno di non avere a portata di mano copia delle tabelle, come possiamo valutare l’alcolemia presunta da noi raggiunta? Da qui l’idea di creare un’alternativa.

GB – Mi rendo conto. E in effetti, specie per i meno giovani, sono situazioni che possono capitare frequentemente. Perché lo avete chiamato ‘Metodo D’?
GD – La colpa, se così si può dire, è degli altri autori, che hanno insistito in questo per rimarcare il fatto che la ricerca è stata da me proposta (D sta per Dosi, ndr).

GB – Come funziona questo ‘Metodo D’?
GD – L’idea è nata considerando che, dato il sesso del soggetto e la modalità d’assunzione (a stomaco pieno o vuoto), quello che determina il livello alcolemico è sostanzialmente il peso della persona. Che sia così lo si vede chiaramente dalle diverse formule che in funzione della quantità di alcol ingerito prevedono l’alcolemia che si raggiunge a distanza di tempo.

GB – Tipo la formula di Widmark, per intenderci? (Il dott. Widmark è stato l’ideatore della prima formula di stima predittiva dell’alcolemia raggiunta, pubblicata nel 1932, ndr)
GD – Esattamente. Sicché, insieme al dottor Taggi e alla dottoressa Macchia, abbiamo cercato di vedere se in base alla quantità di alcol ingerito, al sesso, alla modalità di assunzione e al peso del soggetto non fosse possibile individuare una semplice relazione per valutare la propria alcolemia, facendo sì che tale valutazione fosse coincidente con quella fornita dalle tabelle ministeriali. Ed abbiamo avuto successo.

GB – Sarebbe possibile descrivere in modo semplice il metodo D per i lettori del Centauro?
GD – Certamente. Supponiamo di aver tenuto conto di quanto alcol abbiamo ingerito nella serata (intendo in peso, in grammi di alcol assunto). In base al nostro sesso e alla modalità di come abbiamo consumato le bevande alcoliche, si hanno quattro diverse situazioni:
femmina, ingestione a stomaco vuoto;
femmina, ingestione a stomaco pieno.
maschio, ingestione a stomaco vuoto;
maschio, ingestione a stomaco pieno;
Si osservi che queste quattro diverse situazioni corrispondono alle quattro tabelle ministeriali.

L’applicazione del metodo D è molto semplice: l’alcolemia cercata si ottiene dividendo il peso (in grammi) di alcol consumato:
per la metà del proprio peso, se si è di genere femminile e l’assunzione è avvenuta a stomaco vuoto;
per il 90% del proprio peso, se si è di genere femminile e l’assunzione è avvenuta a stomaco pieno;
per il 70% del proprio peso, se si è di genere maschile e l’assunzione è avvenuta a stomaco vuoto;
per il 120% del proprio peso, se si è di genere maschile e l’assunzione è avvenuta a stomaco pieno.
L’accordo risultante con i valori ricavabili dalle tabelle ministeriali è totale, come mostra questa figura che è una delle quattro riportate nel lavoro pubblicato su Annali di Igiene:


In questa, relativa a donne che hanno consumato a stomaco vuoto, in ascissa sono riportati i valori che si otterrebbero usando le tabelle ministeriali, in ordinata quelli derivati dal metodo D. Come si vede, i punti – che rappresentano i diversi consumi contemplati dalla corrispondente tabella ministeriale - cadono tutti sulla retta a 45 gradi, il luogo geometrico di perfetta equivalenza tra ascisse e ordinate.

GB – Assai convincente. Ma veniamo al pratico. Io peso 80 kg. Supponiamo che durante una cena abbia ingerito 100 grammi di alcol (si fa per dire...): come faccio il calcolo della mia alcolemia presunta?
GD – Essendo a stomaco pieno, deve considerare il 120% del suo peso, ovvero 96 kg. Dividendo i 100 grammi di alcol assunto per questo valore avremo 100/96=1.04 g/l. Un’alcolemia di tutto rispetto, sicuramente incompatibile con una guida sicura.

GB – E se fossi stato a stomaco vuoto?
GD – In questo caso l’alcolemia sarebbe molto più elevata. Non essendo ora a stomaco pieno, dobbiamo considerare il 70% del suo peso, ovvero 56 kg. Avremmo così 100/56=1.79 g/l. Se lei guidasse in queste condizioni sarebbe una sorta di mina vagante.

GB – Sono d’accordo con lei. Se ho ben capito, quindi, ognuno deve ricordarsi due percentuali da applicare al proprio peso, una se si è a stomaco vuoto, una se a stomaco pieno: 50% e 90% le donne, 70% e 120% gli uomini. Non sembra difficile tenere a mente queste due percentuali. Tuttavia, rispetto alle tabelle mi sembra di capire che c’è una difficoltà: bisogna saper calcolare il peso di alcol che si consuma nella serata.
GD – Ha perfettamente ragione: non disponendo delle tabelle, bisogna saper fare questo calcolo.

GB – Ma non è una cosa un po’ difficile? Se non ricordo male, c’è di mezzo anche il peso specifico dell’alcol...
GD – No, non è difficile. A questo proposito il nostro reparto ha messo a punto un metodo abbreviato (2): basta moltiplicare per otto la gradazione alcolica di una certa bevanda per sapere quanti grammi di alcol ci sono in un litro della stessa. Rapportando il tutto a quanto si consuma si hanno i grammi di alcol ingerito. Ad esempio, se bevo un boccale da 400 ml (0.4 litri) di birra normale (a 5 gradi, 5%), trovo immediatamente che un litro di tale birra contiene 5x8=40 grammi di alcol. Poiché ne ho bevuta 0.4 litri, vedo facilmente che ho ingerito 40x4/10=160/10=16 grammi di alcol. Con un minimo di pratica, i conti diventano immediati. A dire il vero, proprio mettendo a punto il metodo D ci siamo resi conto di quanto sia importante valutare in peso l’alcol che si assume. Non si tratta soltanto di sicurezza stradale, ma anche di salute.

GB – Può spiegarsi meglio?
GD – Sì, vale la pena di farlo. Come molti sanno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha determinato delle soglie di assunzione alcolica giornaliera, che è bene non superare se si vuole evitare di incorrere col tempo in gravi malattie (la cirrosi epatica, ad esempio). Queste soglie sono: 20 grammi/die per le donne e 40 grammi/die per gli uomini. Naturalmente stiamo parlando di soggetti adulti e in buono stato di salute: per gli adolescenti l’alcol è una sorta di veleno; lo stesso per chi ha qualche malattia, anche perché l’assunzione di alcol interferisce sull’efficacia dei farmaci. Per un uso cosciente e profittevole di questa preziosa indicazione dell’OMS è evidentemente necessario saper calcolare le quantità di alcol che si ingeriscono.
A questo proposito, è nostra intenzione promuovere l’adozione del metodo di calcolo prima visto nelle scuole, nelle autoscuole e nei corsi di recupero dei punti della patente.
Dobbiamo essere più coscienti del nostro rapporto con l’alcol: saper valutare ‘quanto’ ne consumiamo può costituire un forte segnale per limitarne il consumo. Il ‘Moltiplica per 8!’ (così si chiama il metodo di calcolo in questione) è un nostro contributo in questo senso.

GB – Credo di aver capito ciò che intende dire. Ma vediamo se sono un buon allievo. Dunque... vado a cena a festeggiare con un amico la sua promozione. Prendiamo un bel filetto e lo innaffiamo con un vino rosso a 14 gradi. Un litro di questo vino contiene... 14x8... sono 112 grammi di alcol. Ma la bottiglia è di ¾ di litro, 0.75 litri... e quindi abbiamo bevuto... 112x3/4... circa 330/4... più o meno 80 grammi di alcol. Avendo bevuto le stesse quantità... abbiamo assunto circa 40 grammi ciascuno. E, tra l’altro, abbiamo così raggiunto la soglia di consumo giornaliero massimo consigliata dall’OMS. Dico bene?
GD – Non bene: benissimo. E, riferendomi a lei, che pesa 80 kg, la sua alcolemia presunta sarà 40/96=0.42 g/l, in regola col limite legale che è di 0.50 g/l.

GB – Perbacco! Questo mi fa riflettere.
GD – In che senso?

GB – Nel senso che allora chi raggiunge alcolemie elevate, quali quelle che spesso si riscontrano nei controlli su strada, deve aver consumato quantità di alcol ben al di sopra dei 40 grammi di cui prima si parlava. C’è davvero anche un problema di salute oltre che di sicurezza stradale!
GD – Infatti. Ed è su questo e su altri aspetti che stiamo in parallelo lavorando con grande impegno. Consumi elevati di alcol sono certo dannosi per la sicurezza stradale, ma solo se poi si guida; ma lo sono sempre per la propria salute, per il rischio di incorrere in altri incidenti (quali quelli sul lavoro) e per il determinarsi di problemi personali (di scarso rendimento nello studio e in altre attività). Ma forse, la cosa più importante dal punto di vista della sicurezza sociale è che un elevato consumo di alcol è alla base della violenza, sia che questa si esprima in famiglia, sul partner, sui bambini, sugli anziani, sulle donne, come pure a livello interpersonale o collettivo. Il problema è molto grave. Non a caso, proprio su ‘alcol e violenza’, l’OMS sta cercando di far sì che i diversi Stati promuovano con urgenza programmi specifici di prevenzione (3).

GB – Come al solito, parlando si mette in evidenza la vera radice dei problemi. Ma, tornando a noi, mi sembra di capire che ora con questo metodo abbiamo un nuovo strumento che può aiutarci tutti a concorrere alla riduzione del fenomeno ‘alcol e guida’. Sbaglio?
GD – Assolutamente, no. Certo, si tratta di un piccolo contributo; ma in molti casi potrebbe essere utile. E questo ci basta.

GB – Grazie, dottor Dosi, per queste sue interessanti informazioni. Auguro buon lavoro a lei e a tutti i suoi colleghi.
GD – Grazie, dottor Biserni. E un caro saluto a tutti i lettori del ‘Centauro’.

Bibliografia
(1) G.Dosi, F.Taggi, T.Macchia “Un metodo per stimare la propria alcolemia quando non si disponga delle tabelle ministeriali”, in corso di stampa su Annali di Igiene (2009)
(2) F.Taggi “Quanto alcol sto bevendo? Moltiplica per 8!”, in Taggi F., Marturano P. ‘Salute e Sicurezza Stradale: l’Onda Lunga del Trauma’, 163-166, Ed. CAFI, Roma, 2007
(3) Chi fosse interessato a questi aspetti, può trovare copioso materiale sul sito dell’OMS (www.WHO.int). Il materiale è scaricabile gratuitamente.

(*) Nota: dopo aver letto questo articolo mi convinco sempre di più che il tasso zero è quello più sicuro!

ANCORA ORDINANZE DEI SINDACI

IL TIRRENO
Multe pesanti a chi vende alcol ai ragazzini
Stop di notte anche all’asporto di bevande in bottiglia
Firmata dal sindaco l’ordinanza che integra la norma del Codice
13.8.09 PIOMBINO. Via libera all’ordinanza anti alcol. Niente più birra, vino e superalcolici per i giovanissimi. E’ entrato in vigore da ieri il provvedimento, firmato dal sindaco Gianni Anselmi, che vieta ai supermercati e negozi nel territorio comunale la vendita di alcolici di qualunque gradazione ai minori di 16 anni.
Una scelta forte, assunta dal Comune di Piombino per arginare il fenomeno dell’abuso di alcol tra i più giovani e nata per limitare le situazioni che rischiano di compromettere l’ordine pubblico e creano degrado urbano. L’escalation di atti vandalici compiuti da bande di ragazzini, soprattutto nel centro storico, ha creato le condizioni per il cambio di marcia radicale imposto dall’amministrazione comunale.
L’ordinanza firmata ieri non fa che integrare la disposizione del codice civile, operativa da anni, che vieta ai gestori dei locali la somministrazione di bevande alcoliche agli under 16.
Ma il provvedimento anti alcol non interessa solo i giovanissimi. Da ieri infatti, nel periodo compreso dal 1 maggio al 15 settembre, dalle ore 23 alle 3, è vietata la vendita per asporto di alcolici ai cittadini di ogni età, nonchè di ogni altra bevanda contenuta in bottiglie di vetro. Il divieto è esteso al commercio su area pubblica e alla vendita mediante distributori automatici. Una misura che interessa anche i gestori dei locali e dei ristoranti, a cui è vietata la somministrazione di alcolici in contenitori di vetro, proprio por limitare la presenza di cocci e vuoti nelle strade cittadine.
Le forze dell’ordine vigileranno sul rispetto dell’ordinanza che, se disattesa, prevede una sanzione amministrativa compresa tra 500 e 5000 euro.

IL GAZZETTINO
CAORLE Linea dura del Comune: l’ordinanza ha carattere sperimentale e sarà valida quattro mesi
Alcol al bando per gli "under 16"
Dal 23 agosto ai ragazzini sarà vietata anche la "detenzione" di bevande alcoliche
Giovedì 13 Agosto 2009,
Niente alcool ai minori di 16 anni. Vietate non solo la vendita, la somministrazione e la cessione gratuita: ad essere punita sarà anche la mera detenzione. È questo, in sintesi, il contenuto dell’ordinanza emanata l’altro ieri dal sindaco di Caorle, Marco Sarto, e che entrerà in vigore a partire dal 23 agosto. Il provvedimento riprende quanto contenuto nella recente ordinanza emanata a Milano dal sindaco Moratti, ma va anche oltre. Con questa nuova normativa, infatti, il comune di Caorle punta a coprire una lacuna nella legislazione nazionale che punisce, anche penalmente, i gestori di locali che dovessero vendere alcolici ai minori di 16 anni, ma non anche negozi e supermercati. Ora invece i titolari di queste attività rischiano di dover pagare una sanzione amministrativa per un importo minimo di 50 euro e fino ad un massimo di 500 euro. La stessa sanzione sarà comminata, dalle forze dell’ordine impegnate sul territorio comunale, al minore che verrà sorpreso anche semplicemente in possesso di una bevanda alcoolica, di qualunque gradazione, in aree pubbliche o aperte al pubblico. Quindi, ad esempio, per un minorenne non sarà più possibile fare la spesa e acquistare una birra per papà.
Dal Comune fanno sapere che l’intento sotteso a tale ordinanza non è puramente repressivo, perchè, in primis, mira ad aiutare le famiglie a conoscere le abitudini scorrette dei propri figli minorenni. Fino al 23 agosto il personale della polizia locale sarà impegnato ad informare i pubblici esercizi degli effetti della nuova normativa antialcool. Il provvedimento ha una validità temporanea di 120 giorni: dopo questo periodo sperimentale ne sarà valutata l’efficacia ed eventualmente si penserà a renderlo definitivo.
Sempre pochi giorni fa il sindaco Sarto ha emanato un’ulteriore ordinanza volta, quest’ultima, a reprimere i tradizionali “gavettoni” di Ferragosto: in tutto il territorio comunale (aree pubbliche o aperte al pubblico) saranno assolutamente vietati gli scherzi d’acqua. Anche in questo caso per i trasgressori sono previste multe salate. Riccardo Coppo

ORDINANZE O NO SI BEVE UGUALMENTE

BRESCIAOGGI
Eccesso di alcol: in coma una 16enne
12/08/2009
I carabinieri stanno indagando su quanto accaduto stanotte in città. A mezzanotte il 118 ha inviato un'ambulanza in piazza Tebaldo Brusato, in città, per soccorrere una ragazza di 16 anni che stava male. Aveva bevuto troppo alcol tanto da richiedere il ricovero in ospedale. L'allarme lo avevano dato gli amici chiamando i carabinieri. Si indaga per risalire a dove la giovane abbia bevuto oltre ogni limite. Se ciò è avvenuto in un bar il gestore rischia una pesante multa e la sospensione della licenza per alcuni giorni.

ANSA
Alcol: Ospedale Aosta, raddoppiati casi baby- etilismo acuto
Da gennaio a oggi 48 casi all'Ospedale di Aosta
AOSTA, 12 AGO - Da gennaio ad oggi sono stati 48 i casi di giovani giunti all'ospedale di Aosta per episodi di etilismo acuto, contro i 25 dello stesso periodo del 2008. Il dato testimonia l'aumento del consumo di bevande alcoliche e superalcoliche da parte dei giovanissimi in una delle regioni leader delle classifiche nazionali per l'abuso di alcol. All'ospedale Umberto Parini di Aosta, inoltre, negli ultimi due anni sono aumentate del 5% le patologie alcol-correlate, in particolare pancreatiti e cirrosi, tra i giovanissimi. I sanitari prevedono quindi in Valle d'Aosta un aumento di gravi malattie dell'apparato gastroenterico nel giro di 10 anni.

LA SICILIA ON LINE
Storie di movida
13.8.09 Centro storico sempre più invivibile nelle ore notturne, ma Marina di Modica non è da meno. Nella città antica non mancano innanzitutto i rumori, sia dei "centauri" che scorazzano nelle vie principali del centro che di alcuni locali pubblici, ma anche gli schiamazzi, gli atti di vandalismo e le risse di gente in preda ai fumi dell'alcol. "In molti di noi - hanno segnalato alcuni residenti - sembra essere subentrata una forma di rassegnazione. Le istituzioni sembrano assenti. Le alternative sono: cercare di sopravvivere sperando che quando qualcos'altro di brutto accadrà, non debba accadere proprio a noi; mollare tutto ed andarsene a vivere in qualche altra parte; cercare di reagire, evitando di isolarci e di cadere preda di esasperazione e depressione". E' quanto denunciano gl'interessati, con una comunicazione a mezzo lettera recapitata porta a porta da alcuni cittadini. L'arrivo della bella stagione ha complicato la vita specie di quanti risiedono nelle zone adiacenti al corso Umberto. Gruppi di giovani sostano davanti agli ingressi delle case, consumano e bevono lasciando i resti delle loro improvvisate cene. C'è anche chi lamenta di dovere andare incontro a difficoltà di vario tipo. Non si tratta tuttavia solo di pulizia perché si sono registrati anche atti di vandalismo spicciolo con rottura di vasi e di fioriere, danneggiamenti a portoni e facciate con l'uso di vernice spray. Per le moto truccate e con il tubo di scappamento manomesso si è sempre come prima, e più di prima. Regna la più completa anarchia. Si denunciano anche i concerti con la musica a tutto volume, il che avviene anche per alcuni pub. Stesso discorso a Marina di Modica, dove il problema è "esploso" in maniera preoccupante proprio in questi giorni. Residenti e villeggianti sono stanchi di sopportare rumori e musica fino alle prime ore del mattino. Ci sono stati anche quelli che hanno pensato bene di presentare un esposto-denuncia alla procura della Repubblica del locale Tribunale, a polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale e al sindaco, basandosi intanto sul mancato rispetto delle ordinanze sindacali da parte dei gestori dei locali notturni in particolare nei confronti del gestore di un pub della zona di corso Mediterraneo a pochi passi da un condominio. Molte delle persone che hanno sporto denuncia si trovano nella località rivierasca per trascorrervi le ferie e debbono invece sopportare esasperati quello che hanno definito "un inferno di schiamazzi notturni che si protraggono fino all'alba". Gli esponenti fanno rilevare in particolare che tutte le sere e fino a notte alta, se non addirittura arrivando alle prime luci dell'alba, gruppi di giovani sostano nella zona sottostante il condominio dove vengono posizionati tavoli e sedie urlando o dando vita a discussioni ad alta voce, risate e schiamazzi. "Ho preso atto dell'esposto - ha detto il sindaco, Antonello Buscema - e ho dato incarico alla polizia municipale di attuare appositi controlli. Dopo le due di notte però i vigili urbani concludono il servizio per cui ci attiveremo per coinvolgere anche i carabinieri e la polizia". Ciò che chiedono gl'interessati è comunque il pieno rispetto della normativa vigente in materia di diffusione sonora e di orari di chiusura dei locali pubblici. GIORGIO BUSCEMA

VALLI A CAPIRE QUESTI AMMINISTRATORI

ABANO TERME Anche parroci e presidenti delle Pro Loco invocano clemenza alle forze dell’ordine durante i controlli per verificare il tasso alcolico
I sindaci chiedono tolleranza per chi va alle sagre
Benedetto Allegro, comandante dei Vigili: «Alle feste vanno le famiglie: meglio monitorare chi esce dalle discoteche»
Giovedì 13 Agosto 2009,
Abano Terme
Fanno festa gli amanti del ballo e della buona tavola nelle innumerevoli sagre ferragostane sparse fra le Terme e i colli. Ma potrebbero fare ancora più festa i rilevatori degli apparecchi dell’alcool test. Specie dopo che sono entrate recentemente in vigore misure di tolleranza zero nei confronti di chi guida in stato di ebbrezza. Dopo essere finite nel mirino dell’Associazione di commercianti come forma di concorrenza sleale verso i pubblici esercizi, le sagre potrebbero finire ora in quello degli agenti di polizia locale e carabinieri impegnati a pattugliare le strade. Ed timore di offensive nei confronti dei frequentatori degli stand gastronomici esiste al punto di indurre sindaci, parroci e presidenti di Pro Loco a chiedere agli uomini in divisa di mitigare il rigore del codice stradale in prossimità di feste e manifestazioni. I diversi comandi di polizia locale della zona, non hanno adottato alcun protocollo uniforme contro il rischi di “ebbrezza da sagra”. I vari comandanti agiscono così in modo diverso. Per il Benedetto Allegro, capo dei vigili urbani di Abano, ad esempio, il problema non sussiste
«Le sagre – spiega – sono frequentate da famiglie. E’ difficile che in un contesto di estrema vicinanza qualcuno possa sottoporsi alla brutta figura di una sbornia sotto gli occhi di tanti conoscenti. Gli stessi organizzatori dettano una sorta di “disciplina interna” per i trasgressori, allontanandoli dalle festa. Meglio allora controllare chi esce dalle discoteche”.
I colleghi di Montegrotto non disdegnano di comparire fra gli stand, con tanto di etilometro. A solo scopo dimostrativo.
«A quanti si avvicinano ai banchi delle bevande – rileva il comandante locale, Roberto Ponchio – rivolgiamo la proposta di un pre test preventivo. Il gioco ha il suo effetto. Chi ha bevuto troppo non si mette alla guida. E chi sta per sedersi a tavola, è ben indotto a non alzare troppo il gomito».
E le innumerevoli sagre sui Colli? Potrebbero essere il toccasana dei bilanci comunali se dopo balli e bevute entrasse sistematicamente in azione l’etilometro.
«Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa – ammette il vertice dei vigili di Galzignano e Torreglia, Albino Corradin – e per questo spesso chiudiamo gli occhi. Ma non al punto di agire duramente nei confronti di chi ha ecceduto davvero. Tra sagre o discoteche, in tal caso non c’è alcuna differenza». Lucio Piva

ALCOL E INCIDENTI STRADALI

ESTENSE.COM
Incidente con feriti lievi nella notte a Ferrara
Frontale tra auto, entrambi positivi ad alcol e droga
13.8.09
Stavano tornando verso Ferrara quando, ieri notte poco prima delle 3, la loro auto, una Toyota Aygo, ha sbandato e ha invaso la corsia opposta. In quel momento, in direzione nord, stava arrivando una Volkswagen Polo. L’impatto frontale, avvenuto all’altezza del km 71+750 di via Padova, poco prima della trattoria La Botte, è stato inevitabile. L’Aygo è stata sbalzata fuori strada, andando a capottarsi ai lati della carreggiata.
Nell’incidente sono rimaste ferite le due persone a bordo della Toyota un ferrarese di 41 anni e una ragazza spagnola di 28, e il conducente, anche lui ferrarese, di 26 anni. Una volta trasportati al pronto soccorso, a tutti e tre sono state rilevate ferite lievi (la prognosi più grave indicava 20 giorni salvo complicazioni).
La sorpresa è arrivata dopo gli esiti di etilometro e drug-test: entrambi i conducenti sono risultati positivi sia all’analisi alcolemica, rispettivamente 1,42 g/l et 1,12 g/l, sia a quella finalizzata al rinvenimento di sostanze stupefacenti, che per entrambi risultava positiva per la cocaina.
Gli agenti della Polstrada di Ferrara li hanno denunciati per guida in satto di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti, oltre ad accertare altre infrazioni fra le quali la mancata revisione di uno dei due veicoli.

IL TIRRENO
Ubriaco al volante, scontro sulla Bigattiera
Grave un giovane, ricoverato anche un bimbo
13.8.09 TIRRENIA. Ancora un incidente causato dall’abuso di alcol. Questa volta si tratta di un violento frontale tra due auto che viaggiavano sulla via Bigattiera nei pressi di San Piero a Grado. Le persone coinvolte sono quattro, tra cui un bambino di tre anni ancora in ospedale. Un automobilista di 35 anni è in prognosi riservata.
Il fatto è accaduto martedì notte. Sono le 23,30 e P.I., 35 anni, residente a Pisa, sta viaggiando con la sua Hyundai verso il litorale. Grazie alle analisi in ospedale, nel sangue di P.I. è stato trovato un tasso alcolico al di fuori dei limiti consentiti per legge.
Sempre sulla stessa strada, ma in direzione opposta, viaggia a bordo di una Mercedes classe A, una famiglia di Cascina: A.G., 45 anni, la moglie della stessa età e il bambino di 3 anni. Le due auto si scontrano all’altezza dell’incrocio tra la Bigattiera e la strada che rientra sul viale D’Annunzio.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la Hyundai è uscita di poco fuori strada e il conducente, per riportarla in carreggiata, ha dato un violento colpo di sterzo che ha portato la macchina sulla corsia opposta: quella dove stava viaggiando la Mercedes. Il cambio di corsia è stato talmente brusco che, anche vedendosi arrivare l’auto contro, A.G. non è riuscito ad evitare l’impatto. Il violento frontale ha deviato la vettura con a bordo la famiglia, facendola finire nel fossato al lato della strada. Per fortuna, gli airbag hanno protetto i conducenti. La precisa descrizione dell’evento è però ancora da chiarire.
P.I. si trova in prognosi riservata. Il bambino è ricoverato dopo esser stato operato per una frattura al braccio.
La madre è stata dimessa ieri pomeriggio. A.G. è illeso anche se chiaramente scosso e preoccupato per le condizioni del figlio.

LA SICILIA ON LINE
Droga e alcol: guida «vietata».
13.8.09 CALTAGIRONE Controlli senza sosta; denunciato 33enne che sotto l'effetto degli stupefacenti causa incidente
Ancora l'ombra dell'alcol o della droga sull'ennesimo incidente stradale, con conseguenze di una certa entità, ma stavolta, per fortuna, non irrimediabili. Secondo l'accusa, guidava sotto l'effetto di sostanze stupefacenti l'uomo di 33 anni, di Caltagirone, protagonista - con la propria Lancia Delta che viaggiava verso Caltagirone - di uno scontro frontale con un'altra vettura (una Renault Twingo che, diretta nel capoluogo etneo, si accingeva a svoltare a sinistra, verso un distributore di carburante), al Km 80+900 della strada statale n. 192, vicino al bivio con la strada statale n. 417 Catania - Gela.
E' quanto si ricava dagli accertamenti tossicologici e alcolemici disposti dopo il sinistro, che hanno confermato i sospetti degli agenti della Polstrada del distaccamento calatino intervenuti sul posto.
L'incidente, costato al 33enne fratture giudicate guaribili in 30 giorni e al conducente dell'altra macchina - un 54enne di Catania - escoriazioni e contusioni per una prognosi di 15 giorni, ha indotto i poliziotti a compiere una serie di accertamenti, che hanno portato alla denuncia in stato di libertà dell'uomo per guida in stato di alterazione psico-fisica conseguente all'uso di droghe.
Scattati pure il fermo amministrativo dell'auto (senza assicurazione) e una multa da 800 euro. Proposta la sospensione della patente da 1 a 2 anni.
Intanto, avranno - ovviamente - ripercussioni anche nel Calatino gli ulteriori, recenti inasprimenti introdotti nel codice della strada, che rendono ancora più pesanti le sanzioni (aumentandole di un terzo) per una serie di comportamenti contrari alle regole se essi sono commessi dopo le 22 e prima delle 7. Anche tutte le ammende previste per il reato di guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti aumentano da un terzo alla metà se il reato è commesso fra le 22 e le 7. Una quota pari al 20 per cento di queste ammende - comminate con la sentenza di condanna - andrà a incentivare il Fondo contro l'incidentalità notturna.
Da rilevare anche l'introduzione dell'obbligo della confisca amministrativa del veicolo, di proprietà del conducente, trovato a circolare con i documenti assicurativi falsi o contraffatti. Infine, un'altra novità è rappresentata dal fatto che i ciclisti titolari di patente si vedranno decurtare i punti per le violazioni che lo prevedono, anche se esse sono state commesse in sella a una bicicletta.
Mariano Messineo

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

IL TIRRENO
Sequestrata l’auto di una turista russa di 40 anni. Corse “clandestine” a Marina
Notte di bravate, strage di patenti
Alcol e manovre azzardate: nei guai soprattutto giovanissimi
13.8.09 CECINA. Nottata di bravate, nottata di patenti ritirate. L’estate è entrata nel vivo, Ferragosto è alle porte e in questo periodo purtroppo il divertimento fa troppo spesso rima con eccesso. Eccesso di alcol, ma anche di manovre azzardate in strada. In una sola notte i carabinieri della compagnia di Cecina hanno ritirando ben nove patenti.
Tutte per circostanze insolite e nella gran parte dei casi nei guai ci sono finiti giovani, freschi di esame di guida. Motivo in più di preoccupazione.
Record di punti sottratti. Tra i casi più eclatanti c’è sicuramente quello che ha visto protagonista una ragazza di appena 20 anni di Livorno. I militari l’hanno fermata per un controllo a Marina di Cecina, sul viale della Repubblica. La giovane, appena ha visto la paletta della radiomobile indicargli di accostare, si è subito agitata. Il motivo? Semplice: da neopatentata, nel gennaio scorso era stata beccata con un tasso alcolico superiore al consentito. In quel caso gli fu ritirata la patente e decurtati venti punti. L’altra notte c’è ricascata: via patente e via altri venti punti, con un addebito di ulteriori diciotto. Morale in otto mesi di guida (effettivi molto meno, visto che per sei mesi la livornese è stata senza patente) si è vista sottrarre 58 punti. E adesso? Per la ragazza sarà dura tornare al volante: dovrà effettuare un percorso per dimostrare di non abusare più dell’alcol e poi dovrà sostenere nuovamente tutto il percorso di scuola guida, con tanto di esame di teoria e di pratica. (*)
Turista nei guai. Altro caso particolare è successo nella zona delle Spiagge bianche: una turista russa di 40 anni, a bordo di una microcar, è stata sorpresa alla guida con un tasso alcolico parti a 1,84 grammi/litro, vale a dire tre volte il limite consentito. Anche per lei i guai non si sono esauriti alla fine del controllo: ciao patente e sequestro della piccola vettura.
Guida spericolata. Non solo alcol, ma anche guida spericolata. Sempre l’altra notte, i carabinieri hanno beccato quattro giovanissimi neopatentati cecinesi alle prese con manovre azzardate. Si tratta di quattro casi diversi tra loro: due si sono verificati in via della Repubblica, altrettanti sulla strada che porta verso la pineta. Cosa facevano con gas e volante? Sorpassi in corrispondenza di incroci e alta velocità. Ma.Mo.

(*) Nota: può ritenersi fortunata: sarebbe stato peggio un bel funerale!!!

LA SICILIA ON LINE
E’ finito nella rete tesa dai carabinieri
13.8.09 CAMPOBELLO DI LICATA. Un tasso alcolemico per tre volte superiore alla percentuale consentita dal Cds per porsi alla guida di un'autovettura ha visto il ravanusano G.M. di 33 anni, che circolava alla guida della propria auto lungo i principali corsi del centro urbano, scendere e proseguire a piedi. L'uomo la scorsa notte alla guida di una fiammante auto di grossa cilindrata è finito nella rete tesa dai carabinieri della locale caserma al comando del maresciallo Luca Vito Bello nell'ambito di un servizio di controllo del territorio. L'automobilista in evidente stato di ebrezza ha indotto i militari a sottoporlo alle analisi per accertare sul posto il tasso alcolemico, risultato tre volte superiore al normale. L'uomo, un imprenditore edile, si è visto automaticamente ritirare la patente di guida per essere poi segnalato alla magistratura agrigentina con l'accusa di guida in stato di ebrezza. Un sabato sera movimentato che ha visto diverse autopattuglie della locale caserma impegnate in un servizio di prevenzione in modo particolare prestando servizio in prossimità di locali notturni al fine di indurre i giovani a desistere dall'abuso dell'alcool. e stupefacenti. Due studenti universitari licatesi appena usciti da un locale notturno, fermati sono stati trovati in possesso di un modico quantitativo di stupefacenti sono stati segnalati alla Prefettura di Agrigento quali assuntori di stupefacenti.
Francesco Cacciatore

ALCOL E VIOLENZA

VIRGILIO NOTIZIE
Stupri/ Milano, 16enne sequestrata e violentata da 27enne
13.8.09 La violenza è avvenuta il 2 agosto in bilocale in zona Crescenzago
Il drammatico episodio è avvenuto il 2 agosto scorso, ma è stato reso noto soltanto oggi. Intorno alle 21, la studentessa stava rincasando insieme con il suo fidanzatino di 14 anni originario dell'Ecuador (ma come l'amica naturalizzato italiano), quando, in via privata Tanaro, nella popolare zona periferica di Crescenzago, sono stati avvicinati dal nordafricano che conoscevano di vista. L'uomo, che lavora part-time come operaio, ha convinto i due a salire nell'abitazione in cui momentaneamente viveva per vedere un film e bere qualcosa insieme. La vittima ha così telefonato alla madre per avere il permesso di rientrare più tardi. I tre sono quindi saliti nel bilocale nella casa di ringhiera al civico 8, e dopo che il magrebino ha chiuso a chiave la porta, hanno iniziato a bere alcolici e a ballare musica latinoamericana. Il 14enne si è rapidamente sbronzato ed è crollato semincosciente su un divano, e intorno alle 22 l'uomo ha trascinato la studentessa sul letto nell'altra stanza e qui l'ha costretta a un rapporto completo. Consumata la violenza, il 27enne ha detto alla studentessa: "Ora vattene, ma non raccontare nulla", e la 16enne, traumatizzata, ha lasciato l'appartamento con il fidanzatino, l'unico a cui ha raccontato gli abusi. Il giorno seguente, la giovane ha incontrato nuovamente per strada il suo aguzzino che minacciandola le ha intimato: "Non parlare con nessuno, fammi sapere solo se sei rimasta incinta". Nei giorni seguenti, il 14enne ha raccontato la vicenda ad alcuni amici che lo hanno convinto a parlarne con i suoi genitori, che a loro volta hanno avvertito i genitori della ragazzina, di cui sono conoscenti. L'8 agosto scorso, la 16enne insieme con papà e mamma si sono così recati a sporgere denuncia dai carabinieri della Compagnia Monforte che, intorno alle 19 del giorno seguente, nei pressi di un bar di via Asiago, hanno bloccato il nordafricano, che nel frattempo non era più rientrato nell'appartamento dove era avvenuta la violenza. H.N., in possesso di regolare permesso di soggiorno, formalmente residente a Milano ma in realtà "senza fissa dimora" e con piccoli precedenti penali alle spalle, è stato dunque posto in stato di fermo con l'accusa di violenza sessuale aggravata e sequestro di persona, e il fermo è stato poi convalidato dal Gip di turno. Ai carabinieri era già giunta voce della presenza di un nordafricano che avvicinava le ragazze in strada e le invitava a bere nella sua abitazione, ma mai nessuna aveva denunciato violenze di qualsiasi genere.

IL GAZZETTINO
La donna è in carcere, il compagno in ospedale
Oggi l’interrogatorio dell’accoltellatrice
Giovedì 13 Agosto 2009, Caorle
È ricoverato in ospedale a Cortina Giuseppe Tabacchi, il sessantottenne di Pieve di Cadore ferito dalla convivente, Elisa Bortolussi, nella loro casa di Porto Santa Margherita. L'uomo è stato trattenuto in osservazione all’ospedale di Cortina per un problema al tendine della mano destra. A preoccupare i sanitari infatti è la ferita alla mano che la compagna di Tabacchi gli ha provocato con un coltello da cucina. L'uomo era stato prontamente soccorso dai sanitari di Caorle: la convivente gli aveva provocato delle ferite con due coltelli da cucina alle mani e al fianco sinistro, ferite procurate dal tentativo dell'uomo di difendersi dalla convivente che, secondi i militari dell'Arma, tentava di ucciderlo con fendenti allo stomaco e ai fianchi. Già nel pomeriggio di martedì Tabacchi è stato visitato e trasferito in ospedale a Cortina. Qui è stato trattenuto in osservazione.
Intanto Elisa Bortolussi, la convivente quarantaseienne di Caorle, oggi sarà ascoltata dal pubblico ministero veneziano, Stefano Manduzio, che coordina l'indagine dei carabinieri di Caorle che l'hanno arrestata dopo l’aggressione dell’altra sera. Per lei l' accusa è di tentato omicidio. I militari hanno appurato che domenica verso le 19 l'uomo era rincasato a Porto Santa Margherita, dove i due convivono anche se Tabacchi a volte torna nella sua Pieve. Lei, in evidente stato d'ubriachezza, aveva inveito contro l'uomo, a quanto pare perchè lui non avrebbe voluto mostrarle il cellulare. Solo verso le 23, quando Tabacchi è tornato a casa nella speranza che la compagna si fosse calmata, la Bortolussi lo ha “accolto” con due coltelli da cucina, ritrovati sporchi di sangue e sequestrati dai carabinieri. Marco Corazza

ALCOL E SALUTE

ROMAGNA OGGI
La birra fa bene alle ossa
13 agosto 2009
ROMA - La birra protegge le donne dalla fragilità ossea. E' quanto emerso da uno studio condotto da alcuni ricercatori spagnoli pubblicato sulla rivista "Nature", che hanno scoperto come le donne che bevono con regolarità la birra hanno ossa più forti, con rischio inferiore di sviluppo di osteoporosi. La ricerca è stata compiuta analizzando lo stile di vita e le abitudini alimentari di 1.700 donne sane con età media di 48 anni.
Le ‘cavie', successivamente, sono state sottoposte ad una scansione delle mani con ultrasuoni per verificare la densità ossea. Sorprendenti i risultati: le donne che hanno assunto regolarmente la birra avevano le ossa più consistenti.(*)
Il tutto è dovuto al fatto che la bevanda ha un contenuto di silicio che facilita la formazione di nuovo materiale osseo, rallentando contemporaneamente il processo di erosione e decalcificazione delle ossa. Inoltre la birra è ricca di estrogeni di origine vegetale che aiutano a mantenere le ossa sane.

(*) Nota: e chi mi dice che le ossa non erano diventate più consistenti a forze di sollevare boccali di birra?

COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE

IL GAZZETTINO
Amici della vite e del vino ma anche... della Romania
Giovedì 13 Agosto 2009,
San Fior
Il Club Internazionale Amici della Vite e del Vino rinnova e rende più salda l’amicizia tra l’Italia e la Romania(*). Dal 15 agosto alla fine di ottobre si terrà tra San Fior e Conegliano una serie di eventi volti a promuovere la cultura del vino e l’intescambio commerciale tra i due stati. Il momento centrale sarà dato dalla costituzione ufficiale della cooperativa di diritto europeo “Vitis vinique domus”.
Il primo, doppio, appuntamento è fissato per il 15 agosto quando verrà celebrato il secondo anniversario dell’istituzione della “Vitis Vinique domus”. I soci si ritroveranno in tale data per ricordare persone che nella loro vita hanno operato nel settore dello sviluppo enologico e della cultura del vino tra i quali il ministro Francesco Fabbri, Domenico Sartor, Giuliano Bortolomiol, Michele Giunti, Luigi Manzoni, Italo Cosmo, nonché presidi professori ed ex allievi della scuola enologica di Conegliano.
Per loro verrà celebrata la messa alle 18 nella chiesa di San Pio X a Conegliano e alle 19 nella chiesa di San Fior.
“Per la quarta settimana di settembre – spiega il presidente del Club Internazionale, Antonio Bozzoli – è in programma un convengo internazionale sul tema: Il vino bene culturale dell’umanità. L’evento si tiene in collaborazione con la Camera di Commercio italo – romena e permetterà di confrontarci sulle opportunità di cooperazione. Ci prefiggiamo di concretizzare rapporti commerciali ed economici e proprio per questo abbiamo coinvolto nell’iniziativa i rappresentanti delle istituzioni e gli imprenditori del settore vitivinicolo”.
A fine ottobre avrà invece luogo l’assemblea straordinaria del Club Internazionale Amici della vite e del vino durante l quale ci sarà la determinazione della sede della Vitis Vinique Domus, l’inaugurazione della sede del Club Internazionale in via Zamboni, 3 a Conegliano e la nomina del consiglio direttivo.
Gerda De Nardi

(*) Nota: in Romania ci sono grossi problemi con l’alcol. Nel “mio” club ci sono due famiglie rumene.
Tra l’Italia e la Romania potrebbe nascere una collaborazione che sostenga lo sviluppo dei Club degli Alcolisti in Trattamento!

VINO IN ABBONDANZA

WINENEWS
CHIESTO IN SICILIA LO “STATO DI CRISI” PER IL SETTORE VITIVINICOLO
Palermo - 11 Agosto 2009
“La situazione sta precipitando e, senza un intervento a sostegno da parte della Regione, i nostri agricoltori rischiano il fallimento delle loro attività. Sta iniziando la vendemmia 2009 e le cantine e le aziende vitivinicole hanno in deposito migliaia di ettolitri di prodotto invenduto. I ritardi da parte della Regione nell’avvio del Piano di Sviluppo Rurale e nei bandi del Por 2007/13 stanno penalizzando i nostri agricoltori”. Lo ha detto Salvino Caputo (Pdl), presidente della Commissione Parlamentare Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana. Caputo, insieme al capogruppo Ds all’Assemblea Regionale Siciliana, Antonello Cracolici, hanno chiesto un incontro urgente con il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e con l’assessore regionale all’agricoltura Michele Cimino “per fare fronte allo stato di grave emergenza in cui versa il settore vitivinicolo siciliano”.
Oggi tanti sindaci di Comuni della Sicilia e i presidenti delle cantine sociali si sono riuniti a San Cipirello “per chiedere l’intervento del Governo della Regione Siciliana per scongiurare lo stato di crisi dell’intero comparto agricolo”.