IL CORRIERE DEL VENETO
In via Bernina
La prima discoteca analcolica
PADOVA - Sabato 14 Marzo 2009 - Non circolerà neanche una goccia di alcol. Solo tanta musica, amici e divertimento. Questa la formula del nuovo progetto "Zero gradi", la prima discoteca analcolica in città. Domani pomeriggio il battesimo nel locale E-Style di via Bernina 18 (zona Arcella). Un'intuizione che vede in prima linea l'associazione Mappaluna con la collaborazione di un gruppo di minorenni. La festa, aperta ai giovani che hanno tra i 14 e 17 anni, avrà inizio alle 15 e terminerà alle 20. All'entrata è previsto un contributo di 6 euro. In consolle uno dei deejay più amati dai ragazzi in tutta Italia: Ricky Leroy. Quanto alle bevande, acqua, bibite e cocktail rigorosamente con sola frutta.
«Abbiamo deciso di aprire una discoteca completamente senza alcol - spiega Norino Romito, presidente del Mappaluna - per dimostrare ai ragazzi che ci si può divertire senza bere. La proposta ha trovato il favore dei giovani e sarà ripetuta ogni domenica pomeriggio. Partner del progetto è il locale E-Style. Abbiamo interpellato la Ulss 16 che ci ha fornito il nominativo di due psicologi che parleranno con i ragazzi perchè comprendano sino in fondo il valore dell'iniziativa. (*) E abbiamo anche incontrato rappresentanti dei comitati dei genitori delle scuole. E' la prima discoteca di questo tipo in Veneto. L'assessore Stefano Valdegamberi ci ha dato il benestare e detto che se avrà successo, diventerà un progetto pilota della Regione».
All'ingresso saranno effettuati controlli con l'etilometro. «Vogliamo evitare che qualcuno entri ed è ubriaco avendo bevuto prima - afferma Romito - Faremo quindi dei rilevamenti a campione». Durante la festa, anche un concorso per aspiranti deejay con quattro giovani che si alterneranno alla console. Domenica 29, animatore della festa sarà il dj Gigi D'Agostino: «Lui e Leroy sono professionisti di fama nazionale - aggiunge Romito - Anche loro hanno apprezzato il progetto, e si sono dimezzati il budget».
Cinque ore, quindi, di un pomeriggio di musica e divertimento del tutto analcolico. Luca e Nicola, entrambi 15 anni, fanno parte del gruppetto di giovani che contribuisce all'organizzazione dell'evento: «Il messaggio che rivolgiamo ai nostri coetanei è che ci si può tranquillamente divertire senza fare uso di bevande alcoliche o di droghe. Alla nostra festa sono assolutamente banditi. C'è spesso incoscienza tra i ragazzi della nostra età: bevendo, non si rendono conto delle conseguenze pericolose a cui possono andare incontro».
Idee non mancano anche per il futuro. «Se il progetto avrà successo - continua Romito - a ottobre le famiglie potranno richiedere un tesserino magnetico per i figli, e controllarne così nel computer di casa orario di entrata e di uscita dalla discoteca».
Pierpaolo Spettoli
(*) Nota: è una bella iniziativa, l’unica nota stonata sono forse i due psicologi. Con la loro presenza sembra che le persone da tenere sotto osservazione siano i sobri e non i bevitori.
LA SICILIA
«Oltre 1.400 donne hanno subito abusi in casa»
Gianluca Vannucchi
Roma. Continua a crescere anche nel 2008 il numero di donne vittime di violenza, non solo sessuale, che hanno chiesto aiuto a «Telefono Rosa». Un bilancio presentato ieri a Roma dal quale emerge che sempre più spesso l'autore della violenza è in casa.
I DATI: nel corso del 2007 si sono registrati 1.492 casi di richieste di aiuto, che nel 2008 hanno raggiunto quota 1.744 (circa il 16% in più), delle quali 1.457 provenienti da cittadine italiane e 287 da donne straniere. Per le vittime italiane, l'età si concentra tra i 35 e i 54 anni. Il fenomeno della violenza incontra, però, come principale ostacolo proprio quello di restare sommerso: si calcola che soltanto il 10% venga denunciato.
LA CASA IL LUOGO MENO SICURO: nel 53% dei casi autore della violenza è il marito o il partner, ciò significa che nel 2008 ci sono state 1.430 donne che hanno subito violenza all'interno di una relazione affettiva, all'interno delle mura domestiche. È necessario poi aggiungere il 9% di quante dichiarano di subire violenza dal proprio convivente (il dato raggiunge il 15% nel caso delle cittadine straniere) e il 2% di coloro che patiscono maltrattamenti da parte del fidanzato. Si riduce al 2% la quota di donne che dichiarano di aver ricevuto violenza o maltrattamenti da parte di uno sconosciuto.
PROTAGONISTA VIOLENZA È COLTO E CON LAVORO: un elevato livello di scolarizzazione non esenta gli uomini dal commettere atti violenti. Accanto alla maggioranza di quanti si configurano come impiegati (23%) o operai (18%), si riscontrano significative percentuali di liberi professionisti (11%), imprenditori (6%), commercianti (6%) e alti funzionari (6%). Si riduce al 7% la quota di disoccupati.
ALCOL E DROGA NON SONO ALIBI: sembra cadere, inoltre, la correlazione tra comportamenti violenti e abuso di droga o alcol: nel 69% dei casi l'autore della violenza non era dedito né a bere né a drogarsi. (*)
VIOLENTI IN CASA, «NORMALI» FUORI: spesso, gli autori della violenza hanno personalità duplici e comportamenti che tendono a distinguere l'atteggiamento tenuto a casa, da quello negli spazi pubblici: la violenza è privata, non sconfina al di fuori dell'ambito familiare, secondo il 69% delle vittime italiane.
IL TIPO DI VIOLENZA: il carattere domestico rende più frequenti le violenze di tipo psicologico (31%) e quelle di tipo fisico, in particolare le percosse (23%) da parte del partner. A queste si aggiungono le sottili forme di minaccia (13%) e la violenza di tipo economico (10%). Sono il 3% le violenze sessuali.
VIOLENZE REITERATE: raggiunge l'83% dei casi il numero di vittime costrette a sottostare quotidianamente agli atti violenti, dato in rilevante crescita rispetto al 2007.
LE CAUSE DELLA VIOLENZA: motivi di tipo caratteriale (43%), gelosia (11%), o contrasti familiari (10%). Nell'11% la presenza di disturbi psichici.
(*) Nota: per noi che vediamo il bicchiere sempre mezzo pieno il 31% degli abusi commessi sotto effetto di alcolici o droghe non è un dato irrilevante. Senza contare che ridurre o eliminare il consumo di alcolici è più fattibile che intervenire sulle altre cause.
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Tam Tam
Bullismo ed alcolismo iniziano nella pancia materna
Ricerche nord americane confermano che il feto impara dai comportamenti della mamma e dalle situazioni in cui la madre è coinvolta durante la gravidanza.
14/03/2009 - La proliferazione dei piccoli bulli, che si rendono protagonisti di fatti che talvolta raccapricciano e più spesso fanno dubitare della loro sanità mentale, fa interrogare la gente sul perché e crescono i sensi di colpa.
Studi scientifici documentano che i bambini già da zero a due anni mostrano atteggiamenti aggressivi, specie i maschi.
Ma anche dopo la fase della socializzazione, il 7% dei maschietti continuerà ad avere atteggiamenti iper-aggressivi fino ai 9 anni.
Ebbene, secondo un nuovo studio canadese, questo piccolo sottogruppo di bimbi che, purtroppo, non basta definire monelli, hanno cominciato a “guastarsi” quano erano ancora nel pancione, “quando le madri devono fare i conti con situazioni difficili come povertà, stress, malnutrizione, conflitti familiari, oppure fumano in gravidanza, questo influenza in modo diretto lunghezza e peso del feto”, spiega Sylvana Cotè dell'Università di Montreal.
Inoltre, uno studio del team canadese spiega che al centro dell'aggressività dei piccoli può esserci anche la metilazione del Dna, una modificazione epigenetica che ha lo scopo di proteggere il genoma dai microbi. E che può essere influenzata proprio da abitudini alimentari, stress, sigarette e inquinamento. Fin da quando il piccolo era ancora nella pancia della mamma.
Se poi le mamme bevono in gravidanza, trasmettono al proprio figlio il gusto dell'alcol. L'esposizione precoce agli alcolici, infatti, riduce la sensibilità del bambino al gusto amaro tipico di una bevanda alcolica, e questo rende gli alcolici bevande appetibili da adulti.
Almeno questo è quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della New York Upstate Medical University e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.
I risultati dello studio potrebbero spiegare l'associazione, riscontrata in diverse ricerche precedenti, tra esposizione all'alcol nel grembo materno e maggiori probabilità di sviluppare una
dipendenza da adulti.
LA SICILIA
Anche professionisti ubriachi al volante
a.r.) Giro di vite sulle strade della città dei templi. Nelle ultime quarantott'ore i Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile hanno denunciato tre giovani per guida in stato di ebbrezza e ritirato altrettante patenti. Il bilancio è il frutto di una serie di controlli con l'etilometro, scattati anche a seguito della recrudescenza di incidenti stradali verificatisi in quest'ultimo periodo. I militari dell'Arma coordinati dal capitano Giuseppe Asti e dal tenente Dario Solito hanno iniziato una serie di controlli che, chiariscono dal comando provinciale, saranno sempre più severi. I controlli vengono effettuati con pattuglie in orari e punti strategici della città, e l'etilometro sarà lo strumento privilegiato per una decisa repressione contro gli ubriachi al volante. Ai tre automobilisti denunciati, giovani agrigentini, è stato riscontrato un tasso alcolemico superiore tre, quattro volte il limite stabilito dalla legge. In via Francesco Crispi un giovane avvocato oltre ad essere risultato positivo all'alcoltest è stato trovato sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Le altre due patenti di guida sono state ritirate ad un geometra in via Imera e ad un operaio lungo il viale Nettuno, nel quartiere di San Leone.
VARESENEWS
Gallarate - Sono stati sequestrati 89 cd musicali, 61 dvd cinematografici ad un senegalese nel parcheggio dell'ospedale. Ad un uomo completamente ubriaco è stata ritirata la patente in via Torino
Ubriachi e irregolari, due giorni di duro lavoro per la Polizia di Stato
Sabato 14 Marzo 2009 - Centoventi persone fermate tra cui 55 cittadini stranieri, trentadue autovetture controllate, 4 esercizi pubblici ed un call center sotto la lente d’ingrandimento. Questo è il resoconto delle operazioni della Polizia di Stato di Gallarate che con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia ha effettuato una serie di posti di controllo in vari rioni della città ma anche a Cardano al Campo, Casorate Sempione e Somma Lombardo. Nel corso dei controlli sono stati complessivamente sequestrati 5,5 grammi di eroina e cocaina, oltre a 2 grammi di marjiuana, con contestuale segnalazione alla Prefettura di Varese di 5 giovani di Gallarate, Cassano Magnago e Varese.
Sono stati sequestrati 89 cd musicali, 61 dvd cinematografici con film recentissimi e numerose cinture di marca Gucci e Louis Vitton ad un cittadino della Repubblica della Guinea che, con altri due suoi connazionali (scappati alla vista della volante) era intento a vendere la merce nel parcheggio a pagamento dell’Ospedale di Gallarate. Lo straniero O.D. di 35 anni, regolare, residente a Milano, è stato denunciato alla Procura di Busto Arsizio. Un cittadino di Gallarate, M.S. di 39 anni, è stato invece sorpreso in via Torino alla guida della sua autovettura completamente ubriaco. L’uomo, che poco prima era stato notato urlare frasi sconnesse, prendere a calci la sua auto, salire e scendere dall’abitacolo, alla vista degli uomini della volante, con fare indifferente ha parcheggiato in malo modo l’auto e barcollando ha tentato di allontanarsi. Fermato e sottoposto ad alcooltest, ha tentato di eludere l’esame facendo solo finta di inspirare nell’apparecchiatura. Tale suo comportamento gli è costato un’ulteriore denuncia per rifiuto di sottoporsi ad accertamento tecnico oltre che alla denuncia per guida in stato di ebbrezza. L’uomo, noto alle forze dell’ordine, già altre volte indagato per lo stesso reato, è stato infine rimandato a casa senza auto e senza patente di guida: questa gli è stata ritirata e sarà sospesa per lungo tempo.
SAVONANEWS
Savona: in scooter investe una donna, denunciato sessantenne
Sabato 14 Marzo 2009 - G.S., il sessantottenne che ieri pomeriggio poco dopo le 16 in corso Tardy e Benech all’incrocio con via Pirandello, in sella allo scooter, ha investito una donna, Maria Grazia La Forgia, 34 anni, di Savona, è stato denunciato dai vigili urbani. Secondo quanto accertato dalla polizia municipale, l'uomo guidava ubriaco. Lo scooter gli è stato sequestrato. La donna, invece, ha dovuto poi ricorrere alle cure dei medici del San Paolo.
r.c.
IL TIRRENO
VENERDÌ, 13 MARZO 2009
Stop a chi guida ubriaco
Controlli dei carabinieri che tolgono 5 patenti
CECINA. Continuano i controlli serrati e coordinati posti in atto dalla Compagnia carabinieri di Cecina per combattere il triste fenomeno delle morti sulla strada. La scorsa notte sono state ritirate cinque patenti di guida, di cui una perché il conducente si era posto alla guida della propria autovettura pur avendo fatto uso di sostanze stupefacenti.
Nell’occasione i militari impegnati nel controllo avevano notato la presenza di frammenti di hashish sul tappetino dell’auto, pertanto oltre alla predetta sanzione, veniva anche segnalato quale assuntore di sostanze stupefacenti. Le quattro persone trovate alla guida in stato di ebbrezza avevano un tasso alcolico compreso fra 0,94 gr/l e 1,44 gr/l. Tutti avevano circa 26 anni.
IL TIRRENO
VENERDÌ, 13 MARZO 2009
Imbocca contromano l’autostrada col Suv
Alla guida una 73enne a cui è stato sequestrato il fuoristrada
VIAREGGIO. Al volante del suo fuoristrada stava imboccando contromano l’autostrada Genova-Rosignano. Ma per fortuna gli agenti della polizia stradale di Viareggio sono riusciti a fermarla prima che potesse immettersi nel traffico. Come se non bastasse, poi, la donna - in evidente stato di ebrezza - si è rifiutata di sottoporsi all’alcolotest. E così, oltre ad una sfilza di contravvenzioni, all’automobilista è stata ritirata la patente e sequestrato il Suv.
Protagonista della movimentata vicenda una donna tedesca di 73 anni. L’anziana turista, al volante di un Daihatsu Terios su cui si trovava da sola insieme ad un cane di grossa taglia, evidentemente con la vista un po’ appannata dall’alcol, una volta entrata al casello, ha sbagliato corsia, infilandosi contromano nella rampa di accesso all’autostrada. Per fortuna alla pericolosissima manovra ha assistito una pattuglia della polstrada di Viareggio che è prontamente intervenuta evitando così che la donna potesse provocare un incidente dalle conseguenze non preventivabili.
Quando è stata fermata, però, la turista - che fra l’altro non parlava una sola parola di italiano - non ha voluto sottoporsi all’esame dell’alcoltest nonostante fosse in evidente stato di ubriachezza. Gli agenti della stradale le hanno così ritirato la patente, sequestrato il suv e l’hanno denunciata per guida in stato di ebrezza. Il tutto accompagnato da una multa salatissima.
IL GAZZETTINO
Ubriaco va di notte dai carabinieri e li prende a calci e pugni, arrestato
Agna Sabato 14 Marzo 2009 - (St.M.) Ha suonato alla porta della caserma dei carabinieri di Agna, ubriaco fradicio, all’una dell’altra notte. Appena il brigadiere gli ha aperto il cancello gli si è avventato addosso riempiendolo di calci e pugni. Una vera furia, tanto che i carabinieri presenti in caserma in quel momento hanno dovuto chiamare rinforzi per immobilizzare l’uomo in preda ai fumi dell’alcol. Non contento ha continuato a menare calci e pugni a destra e a manca anche nei confronti dei militi giunti in caserma per dare man forte ai colleghi. L’esagitato, con il tasso alcolico fuori da ogni limite, è stato arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, oltre che per danneggiamento. Si tratta di Sandro Todesco, 44 anni, residente in paese. Il militare colpito alla gamba è stato portato all’ospedale, dove i medici gli hanno riscontrato la frattura della tibia. Un altro carabiniere è stato colpito violentemente alla coscia destra con un calcio, e nonostante il forte dolore ha accompagnato Todesco in tribunale a Padova dove ieri mattina è stato giudicato per direttissima. Il giudice gli ha inflitto una condanna a sei mesi e sei giorni di reclusione. Appena finito il processo l’uomo è stato subito messo in libertà e riaccompagnato a casa da alcuni familiari.
IL GAZZETTINO
STAMATTINA IL PROCESSO PER DIRETTISSIMA
Tampona due auto in via Rielta, si schianta contro un lampione e fa a pugni con tre vigili: cinese ubriaco finisce in manette
Sabato 14 Marzo 2009 - (m.a.) Scene da far west giovedì poco prima di mezzanotte a Carpenedo in via Rielta. Protagonista un cinese di 25 anni che al volante di una Peugeot 207 tampona due auto, continua la sua folle corsa come se nulla fosse successo, viene inseguito da vigili urbani e volanti e si ferma solo dopo essersi schiantato contro un palo della luce davanti alla chiesa di San Giovanni Evangelista.
Ma è solo l’inizio dello show che tiene col fiato sospeso i residenti. Sceso dall’auto, con qualche contusione per lo scoppio dell’airbag, il giovane sfoga i fumi dell’alcol sugli uomini in divisa: insulti, offese, calci e pugni. Ridurlo alla ragione è davvero un’impresa fisica: il bilancio finale vede tre agenti della polizia locale al pronto soccorso; visitati e medicati guariranno in dieci giorni.
Oltre al ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza, ai polsi dell’asiatico sono scattate le manette per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. La notte l’ha trascorsa in una cella di Santa Maria Maggiore, mentre stamattina verrà processato per direttissima davanti al giudice monocratico del tribunale di viale San Marco. La sua macchina, piuttosto malconcia e ammaccata, è stata sequestrata.
Il tutto comincia quando l’utilitaria impazzita lanciata su via Rielta, sbanda e sperona una vettura in sosta nelle vicinanze della parrocchiale, facendola cozzare contro quella parcheggiata più avanti. Alla scena assistono alcune persone che lanciano l’allarme. In zona c’è un equipaggio del Reparto motorizzato che chiede il supporto di altri due mezzi a cui si aggiungono altrettante volanti che quindi si mettono sulla scia del fuggitivo che, come detto, fa tutto da solo. Per fortuna a quell’ora non ci sono né pedoni né veicoli in transito perché altrimenti l’epilogo della vicenda avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi.
SANREMONEWS
Pieve di Teco: ubriaco in escandescenze, arrestato dai CC
Sabato 14 Marzo 2009 - I Carabinieri di Pieve di Teco, coordinati dal Maresciallo Claudio Lana, hanno arrestato ieri sera un 33enne, A.D., di Avezzano (L’Aquila), operaio in una ditta che si occupa dei lavori sulla statale 28. Il giovane, che si trovava all’interno di una pizzeria del capoluogo della Valle Arroscia, ha iniziato a disturbare i clienti in evidente stato di ebbrezza. I titolari della pizzeria hanno così allertato il 112 e, all’arrivo dei Carabinieri l’uomo ha iniziato a dare in escandescenze, spintonando i militari. E’ stato così arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e, dopo un weekend trascorso nelle camere di sicurezza dei Carabinieri, lunedì verrà processato per direttissima.
Carlo Alessi
ASAPS
Torre Pedrera (RN)
Ciclista ubriaco provoca un incidente stradale
La Polizia Stradale accerta un tasso alcolemico di 1,54 g/l
14 marzo 2009 – Ubriaco in sella alla sua bicicletta provoca un incidente stradale. Dopo aver alzato un po’ il gomito, un uomo di nazionalità moldava ha preso la bici e si è messo in strada. Arrivato all’incrocio di Torre Pedrera è finito contro un’auto che sopraggiungeva dal lato opposto, condotta da un 73enne di Mercato Saraceno. Sul posto è giunta una pattuglia della Polizia Stradale che ha accertato lo stato di ebbrezza per il ciclista, riscontrando un tasso alcolemico superiore a 1,54 g/l (il limite legale è 0,50 g/l). L’uomo è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza, ma la bici non è stata sequestrata perché non era di sua proprietà.
IL GAZZETTINO
Serbo fa la pipì in pubblico e viene arrestato dai carabinieri
Sabato 14 Marzo 2009 - (L.Bel.) Non è riuscito a controllare un irrefrenabile bisogno fisiologico e non ha trovato di meglio, appena uscito dal bar dove si era recato per trascorrere alcune ore dopo il lavoro, di urinare all'esterno del locale pubblico. Chiaramente sotto gli effetti dell'alcol l'operaio serbo Avdija Topgacic di 51 anni con regolare permesso di soggiorno ha cominciato a dare "spettacolo". (*) Allertati sono intervenuti i carabinieri di Volpago del Montello. L'uomo alla vista dei militi che lo hanno trovato in flagranza di reato proprio mentre in condizioni d'instabilità stava urinando senza alcun ritegno nel piazzale dell'esercizio pubblico di Povegliano, ha aggredito i carabinieri che lo invitavano ad un comportamento decisamente più civile. Nella colluttazione i carabinieri sono riusciti a bloccare il cittadino serbo senza subire lesioni. Avdija Topgagic è stato arrestato, ma ieri mattina è stato rilasciato dal giudice.
(*) Nota: la pubblicità di una casa vinicola, qualche anno fa aveva come slogan: “Il vino ha sempre qualche sorpresa in serbo”.
LA REPUBBLICA
Offriva un bicchiere di champagne con sonnifero: "Brindiamo, ho appena vinto alla lotteria" Responsabile di dodici aggressioni, è sospettato di aver abusato di molte altre clienti
Londra, condannato tassista violentatore "Le vittime potrebbero essere 200"
ROMA (14 marzo 2009) - E' stato condannato per aver violentato dodici donne ma le vittime potrebbero essere anche duecento. Un tassista londinese di 51 anni offriva alle sue vittime un bicchiere di champagne nel quale scioglieva un potente sonnifero. "Beviamo insieme. Ho appena vinto alla lotteria". E le clienti del suo cab accettavano volentieri finendo ignare nella trappola.
La pena inflitta a John Worboys sarà nota il mese prossimo ma fin d'ora il giudice del tribunale di Crodyon ha ritenuto il tassista colpevole di stupro ai danni di 12 donne, violentate in un anno e mezzo, tra l'ottobre 2006 e il febbraio 2008. I funzionari di polizia sono convinti però che l'uomo potrebbe essere responsabile di centinaia di aggressioni sessuali. Ottantacinque si sono decise a sporgere denuncia ma molte di più sarebbero coloro che per vergogna hanno preferito tacere.
Worboys era stato arrestato una prima volta nel 2007 perché una telecamera lo aveva ripreso mentre faceva scendere dalla sua auto una cliente che poi disse di essere stata violentata. Ma non se ne fece nulla, perché la polizia non riuscì a provare che era stato lui ad aggredire la donna.
L'uomo è stato incastrato lo scorso febbraio, grazie alla testimonianza di una donna di 33 anni salita sull'auto vicino alla stazione di London Bridge e violentata poco dopo. Nel taxi gli agenti hanno recuperato il kit per la "droga dello stupro": diversi tipi di alcolici, sonniferi, profilattici e gadget sessuali.
IL MATTINO DI PADOVA
Ubriaco fradicio se la prende con i carabinieri
Rassegna stampa del 13/03/2009
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Il Messaggero
Se hai bevuto non guidare
Dobbiamo smettere di guidare dopo avere bevuto alcolici. Punto. Senza se, senza ma, senza però. Ciò che è successo venerdì notte, a Roma, sul Lungotevere è una tragedia che riassume la follia di quanto avviene sulle strade della Capitale, sulle strade d'Italia. A travolgere una ragazza, provocandole lesioni molto gravi, non è stato un immigrato irregolare senza nulla da perdere, il lupo cattivo che amiamo additare per sentirci tutti differenti, migliori. No, è stato un ragazzo come tanti che, per sua stessa ammissione, aveva bevuto troppo dopo una serata in discoteca. Forse non tutti avremmo fatto come lui, molti di noi al suo posto si sarebbero fermati dopo l'incidente, forse non avremmo finto il furto dell'auto per coprire ciò che era successo. Ma quanti - fra chi scrive e chi legge - possono affermare con sincerità di non avere mai guidato dopo avere bevuto un bicchiere di troppo, più alcol di quanto è previsto dal codice della strada?
Fra i commenti arrivati al sito del Messaggero sull'articolo dedicato al pirata della strada del Lungotevere ce n'era uno laconico. Al termine di una serie lunghissima di interventi, tutti di condanna molto dura del ragazzo arrestato, un lettore ha osservato «Tutti bravi dietro il nostro pc, forse un po' meno al volante della nostra auto..». Il padre di Irene, la ragazza in coma, ha detto: «Troppe persone comuni, normali, quando si mettono alla guida di un'auto si trasformano, non hanno più rispetto per la vita».
In molti paesi d'Europa e del mondo è inconcepibile che si possa guidare dopo avere bevuto alcolici. Bisogna cambiare, anche a Roma, anche in Italia. Attenzione, non è moralismo: si possono prendere mille sbronze, ma se lo fai non devi guidare. Se sai che devi guidare, rinunci all'alcol. Una serata senza una bevuta di birra non ha mai ucciso nessuno, una bevuta di birra, quando si guida, purtroppo sì. C'è solo un modo per esprimere solidarietà ed essere vicino alla famiglia di Irene: noi tutti - chi scrive e chi legge - da oggi, da subito, dobbiamo smettere di guidare dopo avere bevuto. Senza se, senza ma, senza però.
ASAPS
da Il Centauro n.128
Guida in stato di ebbrezza: l’analisi del sangue incastra sempre l’automobilista
L’analisi del sangue “incastra” l’automobilista ubriaco, anche se lui non aveva dato il consenso al prelievo. Lo ha stabilito, con la sentenza 10 dicembre 2008, n. 45727, la Corte di Cassazione che in proposito ha ritenuto valido il risultato del prelievo ematico effettuato secondo i normali protocolli medici di pronto soccorso, durante il ricovero del paziente presso una struttura ospedaliera pubblica. A monte della questione c’è un incidente stradale: un inspiegabile sbandamento in curva con scarrocciamento della moto e caduta del conducente contro il marciapiede. Insomma, il motociclista fa tutto da solo, cade e si fa male. Quando arrivano i carabinieri e lo soccorrono, piuttosto che ringraziarli li aggredisce. Un comportamento un po’ anomalo, anche per chi è in preda ai dolori di una frattura. Del resto le stesse modalità dell’incidente fanno presupporre qualche problema di equilibrio: passi la scarsa prudenza, ma quello che non proprio non ci poteva stare era la carente lucidità con la quale il motociclista aveva affrontato la curva. Non serviva essere medici di lungo corso per accorgersi che quel signore così animoso presentava tutti i sintomi dell’ebbrezza alcolica e, del resto, l’alito “vinoso” non poteva celare più di tanto che qualche bicchierino di troppo era andato. Se questa era l’impressione dei militari, il referto delle analisi sgombrava il campo dalle incertezze: 1,42 g/l di tasso alcolemico, che è come dire tre volte rispetto al limite massimo consentito. Se fossimo in un mondo fondato sulla pratica e sull’economia dei processi, simili constatazioni sarebbero bastate per convincere la difesa a deporre le armi, e a consigliare allo sfortunato motociclista di lasciare il palazzo di giustizia in punta di piedi chiedendo scusa. Infatti, è vero che il conducente non aveva provocato danni a terzi, ma quello che il codice punisce in questi casi, è solo il pericolo che ciò possa accadere. Così, al processo, il tentativo è stato quello di relegare in un secondo piano la stessa oggettività dei fatti, con una conclusione piuttosto prossima al paradosso: un analisi medica, cui in generale tutti credono quando pagano per fare un checkup, in tribunale, per la difesa, diventava un foglio da buttare. Sacrosanto il responso delle analisi quando si tratta del colesterolo, insomma, ma se si tratta di rilevare il grado di alcolemia di un automobilista infortunato il referto diventa subito discutibile. Allo stesso modo, l’intero quadro delle circostanze - dal comportamento sproporzionato contro i militari, alla spericolatezza nella guida, fino all’atteggiamento tutt’altro che sobrio - rappresentava per la difesa solo lo sfondo sbiadito di una vicenda tutta da provare. Nel giudizio, viceversa, il pragmatismo ha avuto la meglio: sia in primo grado, sia in appello i giudici hanno concluso, molto semplicemente che, se la difesa avesse avuto la prova che l’esame ematico fosse avvenuto senza il consenso dell’interessato, o addirittura contro la sua volontà ed in forma coattiva, avrebbe dovuto provarlo. Non avendolo fatto, la pena, secondo giustizia, poteva essere fissata in trenta giorni d’arresto ed ottocento euro di ammenda. Del resto, per ottenere il consenso non serviva la forma scritta, quindi, chi lo dice che il paziente non volesse? Se per i giudici mancava la prova del dissenso, la difesa in Cassazione insisteva sul fatto che le analisi erano state fatte, invece, sulla base di una richiesta espressa, proveniente dalla caserma. Come dire che non c’era bisogno del prelievo per la terapia, ma i carabinieri miravano a ben altro.
Ma allora, questi risultati, potevano essere utilizzati? Diverse sentenze (Cass. 37442/2003 Cass. 26783/2006; Cass. 38537/2007) hanno affermato che i risultati del prelievo ematico che sia stato effettuato secondo i normali protocolli medici di pronto di pronto soccorso, durante il ricovero in una struttura ospedaliera pubblica a seguito di un incidente stratale, sono fonte di prova utilizzabile nel processo perché equiparabili agli accertamenti urgenti non ripetibili. Un atteggiamento rigoroso, dunque, a favore di chi opera per la prevenzione, sposato peraltro da tanti tribunali. Per esempio, quello di Reggio Emilia che in un caso di confisca del veicolo ai sensi della nuova normativa, non ha certo concesso sconti. L’art. 4 comma 1, lett. b) del decreto legge n. 92/08 ha introdotto, con riferimento alla fattispecie di cui all’art. 186 comma 2° lett. c) C.d.S. (guida in stato di alterazione da alcol), questa disposizione: «Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena a richiesta delle parti, anche se è stata applicata la sospensione condizionale della pena, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato ai sensi dell’articolo 240, secondo comma, del codice penale, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Il veicolo sottoposto a sequestro può essere affidato in custodia al trasgressore. La stessa procedura si applica anche nel caso di cui al comma 2-bis». Molto chiaro: chi guida ebbro con un tasso molto elevato (1,5 g/l), oppure rifiuta l’accertamento, si vedrà sequestrare il veicolo che dopo la condanna sarà confiscato. Fatta la legge, trovato l’inganno: la confisca consegue obbligatoriamente alla sentenza di condanna o a quella emessa a conclusione del patteggiamento, mentre nulla è disposto nell’ipotesi in cui il procedimento venga definito con l’emissione di decreto penale di condanna. La confisca in questi casi sarebbe facoltativa ai sensi dell’art. 240 c.p., quale cosa che servì o fu destinata a commettere il reato. Ma, tra gli effetti premiali del decreto penale di condanna, l’art. 460 comma 2° c.p.p. prevede l’esclusione della confisca facoltativa di cui all’art. 240 comma 1° c.p. e la conseguente restituzione delle cose sequestrate. Con questa motivazione un bravo avvocato aveva tentato di salvare dalla vendita all’asta l’automobile di un conducente condannato. Sennonché, il novellato testo dell’art. 186 comma 2° lett. c) C.d.S. contiene elemento che lo differenzia dalle altre disposizioni speciali (art. 722 c.p., art. 256 comma 3° D. Lgs. n. 152/06, art. 259 comma 2° D. Lgs. n. 152/06, art. 80-bis D.P.R. 15.6.1959 n. 393, ma se ne potrebbero indicare altre ancora). Recita infatti la norma che «è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato ai sensi dell’articolo 240, secondo comma, del codice penale». Ed il riferimento a tale ultima disposizione non può avere altro significato se non quello di parificare espressamente, sotto tutti gli effetti applicativi, l’ipotesi dell’ablazione del veicolo (di chi lo guidi in stato di ebbrezza) ad ogni altro caso previsto dal capoverso dell’art. 240 c.p. Ergo, il veicolo va confiscato anche se il conducente è stato condannato con decreto penale. Il vento è cambiato: guidare in stato di ebbrezza non è più solo pericoloso in sé, ma anche per le conseguenze giudiziarie ce ne derivano.
Ugo Terracciano - Funzionario della Polizia di Stato e Docente di Politiche della Sicurezza presso l’Università di Bologna
LOCALPORT.IT
ALCOL PROBLEMA SOCIALE
L'Associazione Club degli Alcolisti Anonimi in Trattamento "Speranza del Canavese", con il patrocinio del Comune di Ivrea e in collaborazione con l'Albo delle associazioni socio-sanitarie di Ivrea organizza l'incontro "Alcol problema sociale".
Un appuntamento articolato in due serate, rivolto a famiglie, giovani, educatori e a tutta la cittadinanza.
L'incontro è condotto, secondo il "Metodo Ecologico Sociale" del professor Vladimir Hudolin, dal dottor Daniele Turini, servitore di Club, neuropsichiatra, dirigente sanitario dell'Inps Torino.
Saranno presenti il Sindaco di Ivrea Carlo Della Pepa e l'Assessore ai servizi sociali Paolo Dallan.
Questi gli argomenti che verranno trattati nel corso della prima serata, in programma oggi, venerdì 13: “Cosa è l'alcol?”, “Quanto si può bere?”, “Problemi alcol-correlati” e “Scelta: bere o non bere?”; al termine seguirà una discussione.
Venerdì prossimo, 20 marzo, verranno presentati il “Metodo Ecologico Sociale” e il Club degli Alcolisti in Trattamento, mentre la serata si concluderà con alcume testimonianze.
Entrambi gli incontri si terranno, con inizio alle 20.30, nella sala a cupola del centro “La Serra” di corso Botta.
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Maremma News
Un corso di sensibilizzazione sui problemi legati all’alcool
13-Mar-2009 - Il corso è organizzato da Cesvot e da Acat e si terrà da lunedì 16 a sabato 21 marzo presso il centro “Girasole” Legambiente di Rispescia
Grosseto: I problemi legati all’abuso di alcol. Quelli sociali e quelli familiari. Ma anche quelli connessi alla salute o ai rapporti interpersonali. E’ dedicato ai tanti disagi causati dal consumo eccessivo di sostanze alcoliche il corso organizzato dal Cesvot e dall’Acat (Associazione dei club degli alcolisti in trattamento) in collaborazione con il Centro alcolico 2^ Medicina dell’Università di Foggia.
Il titolo dell’iniziativa - che si terrà al centro “Girasole” Legambiente di Rispescia da lunedì 16 (inizio ore 10) a sabato 21 marzo - è “Sensibilizzazione all’approccio ecologico e sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi. Metodo Hudolin”. Un ciclo di lezioni, dalla mattina fino alla sera alle 20, per formare volontari – medici, psicologi, sacerdoti, infermieri, educatori, insegnanti, membri dei club alcolisti – che intendano operare nel campo della prevenzione del trattamento dei problemi alcocorrelati.
Il corso è organizzato con la collaborazione anche di Comune e Provincia di Grosseto, Azienda Ausl 9, Centro oncologico, associazioni Oasi, la Strada, l’altra città, Fermata d’autobus oltre al sindacato Cgil di Grosseto, parrocchia santa Famiglia, parrocchia Immacolata concezione. Per informazioni: 0564.497194.
IL GAZZETTINO
L’abuso di alcol sul posto di lavoro
Feltre
Venerdì 13 Marzo 2009 - L’alcol: una pericolo per sé e per gli altri sia quando ci si mette alla guida, che nei luoghi di lavoro. Domani mattina, dalle 8.30 alle 13, in sala Guarnieri a Pedavena, si terrà un convegno si "Alcol, vita e lavoro", organizzato dall’Ulss 2. L’intento è quello di creare una rete di relazioni tra i medici del territorio, in particolare tra medici di base e medici del lavoro, per promuovere un corretto stile di vita tra i cittadini e aumentare la coscienza della pericolosità dell’uso di alcol. «In Veneto, il 70% della popolazione afferma di aver bevuto una lattina di birra o un bicchiere di vino nell’ultimo mese - spiega la dottoressa Nicoletta De Marzo, responsabile del Servizio di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli ambienti di lavoro del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 2 - è un’abitudine talmente diffusa che non è vissuta come pericolosa. É importante promuovere un giusto stile di vita e fare in modo che le aziende richiedano di non assumere alcolici prima e durante il lavoro». Tra i relatori, sarà presente anche Daniela Marcolina, responsabile della Spisal dell’Ulss 1, che presenterà la proposta di protocollo d’intesa per la lotta all’alcol nella provincia di Belluno.
METRO
ALCOL E GUIDA. STRAGE CONTINUA
ROMA - Sedici incidenti al giorno causati da alcol e droghe: 7mila nel 2007, con un aumento preoccupante del 35% rispetto all'anno precedente. A morire sulle strade sono sempre più i giovani, tra i 14 e i 20 anni: il 13,4% in più nel 2007. (*)
Ai dati dell'ultimo rapporto Aci-Istat fa riscontro un basso livello di conoscenza del limite di alcolemia consentito: lo ignorano 3 su 4, mentre tra i ragazzi che hanno risposto correttamente 2 su 3 non sannoa quanti bicchieri corrisponde la soglia di legge (0,5 grammi per litro).
In Commissione Trasporti alla Camera é in discussione il progetto di legge "tolleranza zero":Ferruccio Fazio, sottosegretario alla salute, propone invece una soglia differenziata. Tra 0 e 0,2 per gli under 21 e alcune categorie professionali, 0,5 per gli adulti. "Potrebbe essere una soluzione condivisa-spiega -. In altri paesi come Australia, Austria, Canada e Stati Uniti ha dato buoni risultati" "O BEVI O GUIDI"
Partirà il 1° aprile fino al 31 ottobre la campagna "O bevi o guidi" di Assobirra con 3mila autoscuole dell'Unasca. Lezioni dedicate agli effetti dell'abuso di alcol alla guida, opuscoli informativi e 10mila alcol test distribuiti ai neo patentati.
(*) Nota di Elena Rossetti: da quanto tempo parliamo dei danni dell'alcol e delle droghe per la vita quotidiana e per la salute. Si teme che la tolleranza zero non produca effetti positivi, che i controlli non modifichino le abitudini. In effetti molti di coloro che legiferano o che parlano in TV difendono la propria cultura o il proprio bere, non considerato "pericoloso" perchè quotidiano e normale. Troppi interessi vengono toccati, troppe abitudini secolari sono considerate innocue. Il cambio culturale sarà lento, osteggiato e non supportato. Vi rendete conto che se ne sta andando quasi una generazione?
CORRIERE DELLA SERA – FORUM NUTRIZIONE
Giovedì, 12 Marzo 2009
Vino: due pesi e due misure
Caro Ghiselli, come sa sono sempre più numerose le ricerche che dimostrano l'aumento dell'incidenza del rischio di cancro anche per consumi moderati di vino, birra o altri alcolici.
Sportello cancro ne ha appena pubblicato uno a proposito del tumore del seno http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/09_marzo_10/vino_rischio_seno_tumori_985b28e8-0d68-11de-82af-00144f02aabc.shtml,.
Il silenzio dei telegiornali su questi studi mi ha fatto tornare in mente un piccolo dossier che avevo preparato qualche anno fa, a proposito di un servizio del TG1 che, prendendo spunto da una ricerca su resveratrolo e topi, aveva titolato "Chi beve vino campa cento anni".
Mi pare un documento ancora interessante, che contiene un articolo pubblicato su SALUTE del Professor Del Toma, e anche una bella lettera al Direttore del TG1 di un certo Andrea Ghiselli...
Chi fosse interessato, lo può trovare al link http://www.europeanconsumers.it/articolo.asp?sez0=26&sez1=0&art=5639,.
Cari saluti e grazie per l'ospitalità e per il servizio offerto da questo pregevole forum nutrizione.
Alessandro Sbarbada
Risponde Andrea Ghiselli
E' vero, si fa molto clamore quando si tratta di enfatizzare qualità presunte positive, ma molto meno quando c'è da parlare di qualità meno nobili. Grazie Alessandro per la segnalazione e per avermi fatto ricordare di quella lettera che conosciamo praticamente in tre! ;-)
VIRGILIO NOTIZIE
Campidoglio/ Alemanno: I cornetti saranno venduti tutta la notte
"Ma artigiani dovranno impegnarsi su quiete pubblica"
Roma, 13 mar. (Apcom) - I cornetti potranno essere venduti a Roma tutta la notte, purchè ci sia un impegno da parte degli artigiani sul fronte della quiete pubblica. È questo il contenuto della ordinanza, che entrerà in vigore tra 60 giorni annunciata oggi dal sindaco della Capitale, Gianni Alemanno. "Cornetti, gelati, baccalà fritto e tuto quello che è prodotto artigianalmente - ha detto Alemanno - potrà essere venduto tutta la notte a patto che coloro che vogliono farlo chiedano una deroga al Comune e si impegnino a rispettare dei requisiti di quiete pubblica e di rispetto per i cittadini. La tradizione romana del cornetto notturno - ha sottolineato il sindaco - è salva, ma è salvo anche il diritto dei cittadini di dormire. Da molti anni - ha aggiunto Alemanno - non c'era una normativa chiara, tutto avveniva in modo sostanzialmente casuale".
Il provvedimento stabilisce che i laboratori artigiani dovranno chiudere, come tutti gli altri esercizi, alle due di notte. E' prevista però la possibilità di richiedere una deroga per tenere aperto tutta la notte, la deroga potrà essere presentata entro un mese. Il Comune si impegna a valutare caso per caso e a dare la propria risposta entro l'entrata in vigore dell'ordinanza. E se la risposta non dovesse arrivare funzionerà il meccanismo del silenzio-assenso, per cui la deroga si considererà automaticamente approvata. Le maglie della valutazione, comunque, saranno, ha spiegato Alemanno, abbastanza larghe: "C'è la massima disponibilità, a patto che ci sia il massimo dell'autodisciplina per evitare che disagi ricadano sulle spalle dei residenti".
La deroga potrà essere revocata dal Campidoglio qualora si ricevessero almeno tre esposti da parte dei residenti per schiamazzi. Però, anche in quel caso, ha sottolineato il sindaco, "prima di revocare la deroga inviteremo l'artigiano a rispettare le regole. L'obiettivo - ha sottolineato - è quello di raggiungere un equilibrio".
Per quanto riguarda gli alcolici, ha spiegato l'assessore al commercio, Davide Bordoni, gli artigiani potranno continuare la vendita solo fino alle due. Anche nel caso in cui ottengano la deroga per rimanere aperti al pubblico anche oltre quell'orario, non potranno più vendere bevande alcoliche. "Si evita così - ha sottolineato Alemanno - che gli artigiani diventino empori che vendono tutto. Per vendere gli alcoli di notte rimarranno infatti i bar notturni".
ASAPS
Aosta
In Regione ritirate o sospese seicento patenti in un anno per guida in stato di ebbrezza
Il risultato presentato dal capogruppo di Vda vive-Renouveau durante il consiglio regionale
13 marzo 2009 – In Valle d’Aosta sono seicento le patenti sospese o ritirate mediamente in un anno per guida in stato di ebbrezza. E’ questo il dato allarmante reso noto durante il Consiglio regionale dal capogruppo di Vda vive-Renouveau, Roberto Louvin, che ha illustrato un'interpellanza sulle alcoldipendenze. “Il fatto che preoccupa maggiormente - ha detto Louvin, rivolgendosi all'assessore alla Sanità, Albert Laniece - è che da un recente sondaggio risulterebbe che il 63% di adolescenti consuma alcolici”. Il capogruppo ha, poi, sostenuto che ”l'Amministrazione regionale, ed in particolare la Giunta, ha una duplice visione sul problema dell'uso di alcolici: da una parte fa appello perché si concretizzi un uso consapevole di bevande alcoliche e dall'altra invita il ministro dell'Agricoltura a non innalzare ulteriormente il tasso alcolico per gli accertamenti su chi guida”.
LA STAMPA
IL CASO
Grinzane, arrestato Giuliano Soria
L'ex presidente del premio era stato indagato nelle scorse settimane per malversazione e molestie sessuali
TORINO 12/3/2009 - È stato arrestato Giuliano Soria, il presidente del premio letterario Grinzane Cavour. Al momento non si conosce il tenore delle accuse. Soria era stato indagato alcune settimane fa dalla procura di Torino per malversazione. Al vaglio dei pm c’era anche la denuncia di un suo maggiordomo, che lo accusava di molestie sessuali.
Soria era stato iscritto nel registro degli indagati per violenza sessuale e maltrattamenti. Il maggiordomo, originario di Mauritius, lo aveva denunciato lamentando rimproveri continui (anche a sfondo razziale) e attenzioni sgradite: da ubriaco, Soria - secondo quanto raccontò ai pm - aveva cercato di infilarsi nel suo letto. (*)
La Guardia di Finanza, però, attivò anche un filone di indagine parallelo: l’ipotesi d’accusa, in questo caso, era la malversazione a danno dello Stato per la gestione dei finanziamenti che gli venivano erogati per le attività culturali. Soria è stato arrestato nel tardo pomeriggio di oggi, su ordine di custodia cautelare disposto dal tribunale, dagli investigatori del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza. Nel corso della giornata sarebbero state eseguite alcune perquisizioni. Nel registro degli indagati, secondo notizie non confermate, comparirebbero anche i nomi di altri personaggi in contatto con Soria.
(*) Nota: il Premio Grinzane Cavour è sempre stato strettamente legato al vino. La fondazione Grinzane ha attivato diverse iniziative rivolte in particolare ai giovani, come: “Scrivi il paesaggio del vino”, “vino: sport e dintorni” e altre. Qualcuno ritiene che avvicinarsi al vino mettendolo in relazione alla cultura e al territorio preservi dal rischio di abusi o problemi alcol correlati. Esiste, al contrario, una sorta di nemesi alcologia che riguarda non solo le persone, ma anche le istituzioni. Il Premio Grinzane era forse la massima espressione dell’incontro tra cultura e vino ed è stato proprio il vino a decretarne la fine. In altre parole: il vino è un prodotto perdente e porta sfortuna.
WINENEWS
E’ LA MODERAZIONE LA NUOVA MODA DEL BERE. AL VIA IL 25 MARZO A ROMA LA PRIMA TAPPA DEL PROGETTO DELL’EUROPA ENOICA: “WINE IN MODERATION - ART THE VIVRE”
Portare il consumo moderato di vino a diventare moda presso gli eno-appassionati è l’obiettivo che si pone “Wine in moderation - Art the vivre”, l’ambizioso progetto promosso dal sistema vino europeo: Comitato Europeo delle Aziende Vitivinicole (Ceev), Comitato degli Agricoltori e delle Cooperative Europee (Copa e Cogeca) e Confederazione europea dei Viticoltori Indipendenti (Cevi). Massima attenzione alla prevenzione, dunque, per impedire l’adozione di abitudini dannose, attraverso la comunicazione e la promozione di stili di vita virtuosi.
La prima tappa italiana è Enotria 2009, l’annuario di Unione Italiana Vini, di scena il 25 marzo a Roma. L’obiettivo è quello di cercare di spiegare al pubblico italiano la filosofia del progetto preventivo-educativo e di fare il punto sulla situazione nei vari paesi che aderiscono all’iniziativa ed in particolare Francia, Spagna, Portogallo, Germania e Regno Unito. “I primi ad essere contrari all’abuso - afferma Andrea Sartori, presidente Uiv - sono proprio le aziende vinicole. Il nostro consumatore non è chi si ubriaca mettendo a repentaglio la propria vita e quella degli altri ma chi beve in modo moderato, considerando il vino un piacere della buona tavola ed un elemento fondamentale della nostra socialità”.
Due le strategie che verranno seguite per l’attuazione del programma: da una parte, l’impegno nell’educazione al consumo moderato e corretto attraverso la promozione di specifiche “Norme di comunicazione sul vino” e la realizzazione di materiali informativi, eventi, campagne di comunicazione caratterizzate da un comune messaggio di “moderazione”, che tuteli l’immagine del vino nel contesto di una socialità sana, dove sia inteso come prodotto di prima qualità da degustare lentamente assieme a del buon cibo. Campagne che ricontestualizzino il vino come prodotto integrato de sempre nella dieta mediterranea, la cui importanza in termini salutistici è riconosciuta in tutto il mondo per favorire così una svolta culturale in cui la moderazione divenga una moda. Dall’altra la creazione di un Wine Information Council, un database sul vino, dove saranno accessibili i materiali forniti dalla ricerca scientifica su aspetti sanitari, sociali e culturali, ma che divenga anche uno spazio di interazione fra le organizzazioni del settore vitivinicolo europeo per mettere in comune e rendere pubblici i migliori progetti.
IL GAZZETTINO
Botte al disabile per riempire la serata
Missione punitiva cercando le vittime al Bronx. Poi un’aggressione davanti al "Posta"
Venerdì 13 Marzo 2009 - Un uomo di 30 anni, seguito dai servizi sociali del Comune per una disabilità psichica e mentale, è stato aggredito, a calci e pugni, a Pordenone, da tre persone che sono poi fuggite. Dopo alcune settimane di indagini la Squadra Mobile della Questura è riuscita a identificare i violenti e li ha denunciati alla magistratura per concorso in violenza privata aggravata. Si tratta di un uomo di 43 anni, Stefano Ostaria di Pordenone, e di due giovani, il 22enne Nicola Tuan di Pordenone e Federico Scabbio, 21 anni, di Porcia. L'episodio è avvenuto in piazza XX settembre a Pordenone, alla fine di gennaio. Secondo gli inquirenti, l'aggressione nasce ben prima delle 21.50 di venerdì 23 gennaio, quando si materializza tra i tavoli esterni del bar Posta.
Incrociando le testimonianze dei denunciati, dei loro amici e dei testimoni oculari, emerge che già verso le 18 alcuni giovani si ritrovano in piazza Costantini e, sorseggiando una birra acquistata all'African Shop, decidono di «dare una lezione ai froci del Bronx», il quartiere degli uffici a pochi passi dal centro. Non tutti i presenti accettano di partecipare alla “missione”, proposta da uno dei denunciati. Del gruppetto non si hanno più notizie per tre ore, fino a quando, intorno alle 21.30, il terzetto giunge in piazza XX settembre sulle tracce della vittima designata, iniziando a trattenerla per i vestiti. Il ragazzo si divincola e cerca la fuga. È l'inizio dell’aggressione: i due indagati più giovani schiaffeggiano il malcapitato. Circondata e spintonata, la vittima finisce a terra e, mentre cerca di rialzarsi viene centrata da un calcio con i tre che urlano «é un pedofilo, un omosessuale, un f... che ha molestato e fatto del male ad alcuni bambini». Il pestaggio sembra interrompersi. L'aggredito si allontana di qualche metro e si ferma davanti all'entrata del Teatro Verdi, dove ha appuntamento coi famigliari che devono passare a prenderlo per portarlo a casa. Il terzetto si sposta al chiosco esterno del bar Posta, continuando a urlare all’aggredito «Vattene pedofilo, non ti vogliamo più vedere a Pordenone, altrimenti ti ammazziamo». Di fronte a un atteggiamento così aggressivo un conoscente dei due ragazzi più giovani prova a farli ragionare. Tentativo vano, perché dopo pochi minuti riprende l'aggressione fisica: il terzetto si avvicina alla vittima e calcia alla schiena l'invalido. Disturbati dalla presenza di una passante, i tre decidono di fermarsi, mentre la vittima si sposta faticosamente di fronte all'ingresso dell'hotel Moderno, dove qualche minuto dopo arriva il camper dei genitori che lo portano via. Trascorre un'altra mezz'ora e due dei denunciati tornano, in evidente stato di alterazione alcolica, nei pressi del chiosco del bar Posta. Lì qualcuno dei presenti prova a metterli di fronte alle loro responsabilità: «Avremmo voluto vedere cosa avreste fatto voi – si sentono rispondere – se quel pedofilo avesse fatto del male ai vostri figli». Alla scena hanno assistito decine e decine di persone: il venerdì sera piazza XX settembre e i locali che la circondano sono presi d’assalto da giovani e no. Ma quasi nessuno si è reso conto che si trattava di una vera aggressione. «Certo che mi ricordo quell’episodio - racconta una cameriera del Posta - Era pieno di gente e quando ho visto quel gruppetto di 4, 5 ragazzi che prendevano a sberle in faccia un altro pensavo che scherzassero. Solo dopo, quando è arrivata la polizia, ho saputo quello che era successo. Li conosco... la mia collega non li voleva mai al bar perchè creavano problemi ed erano maleducati. Quella sera avevano anche preso a calci i sacchi delle immondizie e sparpagliati lungo la strada». Una brutta vicenda, sulla quale interviene anche l’assessore comunale alle Politiche sociali Giovanni Zanolin: «Abbiamo registrato negli ultimi anni alcuni episodi di violenza contro persone deboli e disabili: nel parco Galvani, a Torre e ora in piazza XX Settembre. In quest'ultimo caso c'è anche l'aggravante dell'omofobia. Spiace constatare che vivano in città simili persone, veri e propri vigliacchi che non trovano di meglio che prendersela coi più deboli ed i diversi. È importante però sapere che in tutti e tre i casi le forze dell'ordine hanno individuato i responsabili».
Lorenzo Padovan
CORRIERE ADRIATICO
Rischia di essere violentata in spiaggia
La giovane riesce a divincolarsi e scappare. Arrestato un marocchino, un altro è fuggito
Falconara E’ sfuggita allo stupro in una notte da incubo, nel buio di una spiaggia abbandonata. S’è ribellata, ha lottato per sottrarsi alla presa di due uomini, stranieri sballati di droga e alcol. E’ riuscita a chiamare i carabinieri, a far arrestare uno dei due violentatori, mentre l’altro ora è ricercato dagli uomini della tenenza comandata da Matteo De Martiis. E’ la drammatica disavventura capitata l’altra notte a una badante anconetana di 39 anni. Il suo racconto è confuso, mostra aspetti ancora da chiarire, ma i medici del pronto soccorso le hanno riscontrato contusioni e traumi compatibili con il tipo di violenza raccontata, un tentativo di stupro commesso da due marocchini. Uno di loro, Kashir Heddarigi, 34 anni, irregolare e con precedenti penali, adesso è in cella, il complice è scappato. Tutto è iniziato, secondo il racconto del vittima, nella serata di mercoledì. Verso l’ora di cena la giovane donna era andata alla stazione ferroviaria di Falconara per cercare il suo ex fidanzato, un cittadino tunisino. Lì ha incontrato i due giovani marocchini. Gli ha chiesto se per caso conoscevano il suo ex. I due hanno approfittato della situazione, fingendo di conoscere l’uomo che cercava. “Ti accompagniamo noi da lui - le avrebbero detto -. Prima però vieni a bere qualcosa con noi, magari ti serve anche per raccontarci la tua storia e per sfogarti. La donna racconta di essersi fidata, di non aver fiutato la trappola. Così ha trascorso qualche ora con i due stranieri. Verso le due di notte la conversazione si è spostata sulla spiaggia, lungo quel tratto di litorale abbandonato proprio alle spalle della stazione.
La donna raccontato di aver visto i due prendere della sostanza stupefacente, scaldarla e quindi inalarla continuando anche a bere. Un mix di alcol e droga, quello assunto dai due nord africani, che li ha spinti ad essere ancor più spregiudicati. Entrambi, dopo essersi slacciati ed abbassati i pantaloni, hanno bloccato la donna cercando di spogliarla e violentarla. “Se non fai sesso con noi ti uccidiamo”, le avrebbero detto. Sin dal primo momento, probabilmente, progettavano un rapporto sessuale. Magari pensavano a una preda facile. Ma lei non ci stava. Ha reagito con tutte le sue forze fino a quando, uno dei due marocchini, ha mollato la presa e s’è appartato per un bisogno fisiologico. L'altro, da solo, non è riuscito a trattenere a lungo la trentanovenne che è riuscita a scappare e a chiamare il 112. Sul posto sono intervenute le gazzelle dell'Arma. La donna è stata trovata davanti al sottopassaggio. Era quasi stordita, ma è riuscita a dare una descrizioni di massima dei due aggressori. I militari hanno subito iniziato la ricerca in spiaggia, riuscendo a bloccare Heddarigi. L'altro, purtroppo, era riuscito a fuggire. La donna, che ha sporto denuncia, si è fatta poi medicare al pronto soccorso dell'ospedale regionale di Torrette. I medici le hanno riscontrato contusioni e traumi guaribili in cinque giorni. Nel frattempo proseguono le ricerche dell'altro straniero. Di lui i militari hanno una descrizione.
ALBERTO BIGNAMI
CRONACAQUI
Nei guai anche due pensionati
Ubriaco alla guida di un tir di monossido
TORINO 13/03/2009 - Guida un autoarticolato con carico pericoloso di monossido di carbonio noncurante di essere ubriaco. È successo l’altra sera a Pinerolo dove un autotrasportatore, diretto a Luserna per conto di una ditta di Genova, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza. P.G., milanese di 30 anni, si è anche visto ritirare la patente di guida dagli agenti della polstrada di Pinerolo: secondo gli accertamenti sanitari, nel suo sangue, una quantità di alcool quasi tre volte oltre il consentito. Ad aggravare la sua posizione anche il fatto che stesse conducendo un tir di materiali pericolosi: il mezzo è stato sottoposto al fermo amministrativo. Sono invece dieci gli automobilisti denunciati dai carabinieri della compagnia di Venaria che, nel corso delle ultime due notti, hanno eseguito controlli a tappeto sulle strade a nord di Torino. Tra questi dieci, di cui nove italiani e un romeno, anche due pensionati. Il primo, ultra ottantenne, a Grosso Canavese è stato fermato dopo aver danneggiato la portiera di un’auto in sosta dalla quale stava per scendere una ragazza; il secondo, un 65enne di Nole, è stato invece intercettato ad un posto di blocco con un tasso alcolico nel sangue superiore di quasi sei volte il limite consentito. Era talmente ubriaco che quasi non si è accorto dei militari che gli intimavano l’alt. A tutti e dieci gli automobilisti, oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza, è stata ritirata la patente. I controlli dei carabinieri della compagnia di Venaria hanno poi portato alla denuncia di altre tre persone: due per guida senza patente in quanto mai conseguita e una, un pregiudicato calabrese residente a Torino, per porto abusivo di oggetti atti a offendere, dato che nel cruscotto della sua auto è stato rinvenuto un coltello a serramanico. Nella stessa operazione quattro giovani sono stati segnalati alla prefettura di Torino per uso di sostanze stupefacenti. a.p.-li.ga.
IL GAZZETTINO
A terra ubriaco davanti al bus, condannato
La corsa registrò un ritardo di 12 minuti. Pena inflitta: due mesi per interruzione di pubblico servizio
Venerdì 13 Marzo 2009, - In evidente stato alcolico, si distese davanti all’autobus fermo in piazza Vittorio Emanuele II, bloccando la corsa per circa 12 minuti, facendo così perdere le coincidenze ad un serie di passeggeri.
Con l’accusa di interruzione di pubblico servizio è stato condannato ieri dal tribunale di Belluno Luca Da Rold, 45 anni, di Belluno, difeso dall’avvocato Enrico Rech. La pena inflitta dal giudice Antonella Coniglio è stata di 60 giorni di reclusione più il pagamento delle spese processuali, in pieno accoglimento della richiesta avanzata dal pubblico ministero onorario, Simona Ianese, che contestava anche la recidiva.
Il difensore, invece, ha già promesso appello, affermando che 12 minuti di ritardo ad un solo autobus non possono configurare il pesante reato di interruzione di pubblico servizio nell’ambito del trasporto urbano.
Il fatto si svolse, non senza elementi di comicità, il 9 giugno 2006 nell’area di sosta degli autobus davanti al teatro comunale. Da Rold, che quel giorno aveva alzato il gomito più del dovuto, prima si parò davanti all’autobus mettendo le mani sul vetro, poi passò ad una posizione supina in modo da bloccare il transito.
Nel parapiglia generale, Da Rold non mancò anche di lanciare apprezzamenti pesanti all’autista del mezzo, una donna, reati però dei quali sarà chiamato a rispondere in un procedimento separato. Per farlo desistere fu costretta ad intervenire una pattuglia della polizia. Ma nonostante la rapidità di intervento e di "rimozione" di quel corpo recalcitrante, l’autobus della linea "lilla" partì con 12 minuti di ritardo.
Qualcuno suggerì all’autista di fare una retromarcia aggirando così l’ostacolo, ma l’operazione venne scartata in quanto ritenuta potenzialmente pericolosa per l’uomo a terra. Da Rold venne così fatto spostare, ma contro di lui partì la denuncia.
La tesi del legale Rech è che un’interruzione di pubblico servizio si poteva configurare solo nel momento in cui tutto il trasporto urbano avesse subito ritardi. Per questo è ha già annunciato che, una volta lette le motivazioni della condanna, ricorrerà in appello.
LA PROVINCIA PAVESE
Un video sui rischi di chi guida ubriaco
IL RESTO DEL CARLINO
Alcol dopo le 2 e sigarette a go go
Ubriaco in bici, per un soffio scampa alla confisca
Guida in stato di ebbrezza, i carabinieri ritirano altre quattro patenti sulla via Emilia
Mercato: automobilista si scontra con un moldavo ubriaco in bicicletta
LA NAZIONE
Guida in stato di ebbrezza, i carabinieri ritirano altre quattro patenti sulla via Emilia
Fonte: Il Messaggero
Se hai bevuto non guidare
Dobbiamo smettere di guidare dopo avere bevuto alcolici. Punto. Senza se, senza ma, senza però. Ciò che è successo venerdì notte, a Roma, sul Lungotevere è una tragedia che riassume la follia di quanto avviene sulle strade della Capitale, sulle strade d'Italia. A travolgere una ragazza, provocandole lesioni molto gravi, non è stato un immigrato irregolare senza nulla da perdere, il lupo cattivo che amiamo additare per sentirci tutti differenti, migliori. No, è stato un ragazzo come tanti che, per sua stessa ammissione, aveva bevuto troppo dopo una serata in discoteca. Forse non tutti avremmo fatto come lui, molti di noi al suo posto si sarebbero fermati dopo l'incidente, forse non avremmo finto il furto dell'auto per coprire ciò che era successo. Ma quanti - fra chi scrive e chi legge - possono affermare con sincerità di non avere mai guidato dopo avere bevuto un bicchiere di troppo, più alcol di quanto è previsto dal codice della strada?
Fra i commenti arrivati al sito del Messaggero sull'articolo dedicato al pirata della strada del Lungotevere ce n'era uno laconico. Al termine di una serie lunghissima di interventi, tutti di condanna molto dura del ragazzo arrestato, un lettore ha osservato «Tutti bravi dietro il nostro pc, forse un po' meno al volante della nostra auto..». Il padre di Irene, la ragazza in coma, ha detto: «Troppe persone comuni, normali, quando si mettono alla guida di un'auto si trasformano, non hanno più rispetto per la vita».
In molti paesi d'Europa e del mondo è inconcepibile che si possa guidare dopo avere bevuto alcolici. Bisogna cambiare, anche a Roma, anche in Italia. Attenzione, non è moralismo: si possono prendere mille sbronze, ma se lo fai non devi guidare. Se sai che devi guidare, rinunci all'alcol. Una serata senza una bevuta di birra non ha mai ucciso nessuno, una bevuta di birra, quando si guida, purtroppo sì. C'è solo un modo per esprimere solidarietà ed essere vicino alla famiglia di Irene: noi tutti - chi scrive e chi legge - da oggi, da subito, dobbiamo smettere di guidare dopo avere bevuto. Senza se, senza ma, senza però.
ASAPS
da Il Centauro n.128
Guida in stato di ebbrezza: l’analisi del sangue incastra sempre l’automobilista
L’analisi del sangue “incastra” l’automobilista ubriaco, anche se lui non aveva dato il consenso al prelievo. Lo ha stabilito, con la sentenza 10 dicembre 2008, n. 45727, la Corte di Cassazione che in proposito ha ritenuto valido il risultato del prelievo ematico effettuato secondo i normali protocolli medici di pronto soccorso, durante il ricovero del paziente presso una struttura ospedaliera pubblica. A monte della questione c’è un incidente stradale: un inspiegabile sbandamento in curva con scarrocciamento della moto e caduta del conducente contro il marciapiede. Insomma, il motociclista fa tutto da solo, cade e si fa male. Quando arrivano i carabinieri e lo soccorrono, piuttosto che ringraziarli li aggredisce. Un comportamento un po’ anomalo, anche per chi è in preda ai dolori di una frattura. Del resto le stesse modalità dell’incidente fanno presupporre qualche problema di equilibrio: passi la scarsa prudenza, ma quello che non proprio non ci poteva stare era la carente lucidità con la quale il motociclista aveva affrontato la curva. Non serviva essere medici di lungo corso per accorgersi che quel signore così animoso presentava tutti i sintomi dell’ebbrezza alcolica e, del resto, l’alito “vinoso” non poteva celare più di tanto che qualche bicchierino di troppo era andato. Se questa era l’impressione dei militari, il referto delle analisi sgombrava il campo dalle incertezze: 1,42 g/l di tasso alcolemico, che è come dire tre volte rispetto al limite massimo consentito. Se fossimo in un mondo fondato sulla pratica e sull’economia dei processi, simili constatazioni sarebbero bastate per convincere la difesa a deporre le armi, e a consigliare allo sfortunato motociclista di lasciare il palazzo di giustizia in punta di piedi chiedendo scusa. Infatti, è vero che il conducente non aveva provocato danni a terzi, ma quello che il codice punisce in questi casi, è solo il pericolo che ciò possa accadere. Così, al processo, il tentativo è stato quello di relegare in un secondo piano la stessa oggettività dei fatti, con una conclusione piuttosto prossima al paradosso: un analisi medica, cui in generale tutti credono quando pagano per fare un checkup, in tribunale, per la difesa, diventava un foglio da buttare. Sacrosanto il responso delle analisi quando si tratta del colesterolo, insomma, ma se si tratta di rilevare il grado di alcolemia di un automobilista infortunato il referto diventa subito discutibile. Allo stesso modo, l’intero quadro delle circostanze - dal comportamento sproporzionato contro i militari, alla spericolatezza nella guida, fino all’atteggiamento tutt’altro che sobrio - rappresentava per la difesa solo lo sfondo sbiadito di una vicenda tutta da provare. Nel giudizio, viceversa, il pragmatismo ha avuto la meglio: sia in primo grado, sia in appello i giudici hanno concluso, molto semplicemente che, se la difesa avesse avuto la prova che l’esame ematico fosse avvenuto senza il consenso dell’interessato, o addirittura contro la sua volontà ed in forma coattiva, avrebbe dovuto provarlo. Non avendolo fatto, la pena, secondo giustizia, poteva essere fissata in trenta giorni d’arresto ed ottocento euro di ammenda. Del resto, per ottenere il consenso non serviva la forma scritta, quindi, chi lo dice che il paziente non volesse? Se per i giudici mancava la prova del dissenso, la difesa in Cassazione insisteva sul fatto che le analisi erano state fatte, invece, sulla base di una richiesta espressa, proveniente dalla caserma. Come dire che non c’era bisogno del prelievo per la terapia, ma i carabinieri miravano a ben altro.
Ma allora, questi risultati, potevano essere utilizzati? Diverse sentenze (Cass. 37442/2003 Cass. 26783/2006; Cass. 38537/2007) hanno affermato che i risultati del prelievo ematico che sia stato effettuato secondo i normali protocolli medici di pronto di pronto soccorso, durante il ricovero in una struttura ospedaliera pubblica a seguito di un incidente stratale, sono fonte di prova utilizzabile nel processo perché equiparabili agli accertamenti urgenti non ripetibili. Un atteggiamento rigoroso, dunque, a favore di chi opera per la prevenzione, sposato peraltro da tanti tribunali. Per esempio, quello di Reggio Emilia che in un caso di confisca del veicolo ai sensi della nuova normativa, non ha certo concesso sconti. L’art. 4 comma 1, lett. b) del decreto legge n. 92/08 ha introdotto, con riferimento alla fattispecie di cui all’art. 186 comma 2° lett. c) C.d.S. (guida in stato di alterazione da alcol), questa disposizione: «Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena a richiesta delle parti, anche se è stata applicata la sospensione condizionale della pena, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato ai sensi dell’articolo 240, secondo comma, del codice penale, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Il veicolo sottoposto a sequestro può essere affidato in custodia al trasgressore. La stessa procedura si applica anche nel caso di cui al comma 2-bis». Molto chiaro: chi guida ebbro con un tasso molto elevato (1,5 g/l), oppure rifiuta l’accertamento, si vedrà sequestrare il veicolo che dopo la condanna sarà confiscato. Fatta la legge, trovato l’inganno: la confisca consegue obbligatoriamente alla sentenza di condanna o a quella emessa a conclusione del patteggiamento, mentre nulla è disposto nell’ipotesi in cui il procedimento venga definito con l’emissione di decreto penale di condanna. La confisca in questi casi sarebbe facoltativa ai sensi dell’art. 240 c.p., quale cosa che servì o fu destinata a commettere il reato. Ma, tra gli effetti premiali del decreto penale di condanna, l’art. 460 comma 2° c.p.p. prevede l’esclusione della confisca facoltativa di cui all’art. 240 comma 1° c.p. e la conseguente restituzione delle cose sequestrate. Con questa motivazione un bravo avvocato aveva tentato di salvare dalla vendita all’asta l’automobile di un conducente condannato. Sennonché, il novellato testo dell’art. 186 comma 2° lett. c) C.d.S. contiene elemento che lo differenzia dalle altre disposizioni speciali (art. 722 c.p., art. 256 comma 3° D. Lgs. n. 152/06, art. 259 comma 2° D. Lgs. n. 152/06, art. 80-bis D.P.R. 15.6.1959 n. 393, ma se ne potrebbero indicare altre ancora). Recita infatti la norma che «è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato ai sensi dell’articolo 240, secondo comma, del codice penale». Ed il riferimento a tale ultima disposizione non può avere altro significato se non quello di parificare espressamente, sotto tutti gli effetti applicativi, l’ipotesi dell’ablazione del veicolo (di chi lo guidi in stato di ebbrezza) ad ogni altro caso previsto dal capoverso dell’art. 240 c.p. Ergo, il veicolo va confiscato anche se il conducente è stato condannato con decreto penale. Il vento è cambiato: guidare in stato di ebbrezza non è più solo pericoloso in sé, ma anche per le conseguenze giudiziarie ce ne derivano.
Ugo Terracciano - Funzionario della Polizia di Stato e Docente di Politiche della Sicurezza presso l’Università di Bologna
LOCALPORT.IT
ALCOL PROBLEMA SOCIALE
L'Associazione Club degli Alcolisti Anonimi in Trattamento "Speranza del Canavese", con il patrocinio del Comune di Ivrea e in collaborazione con l'Albo delle associazioni socio-sanitarie di Ivrea organizza l'incontro "Alcol problema sociale".
Un appuntamento articolato in due serate, rivolto a famiglie, giovani, educatori e a tutta la cittadinanza.
L'incontro è condotto, secondo il "Metodo Ecologico Sociale" del professor Vladimir Hudolin, dal dottor Daniele Turini, servitore di Club, neuropsichiatra, dirigente sanitario dell'Inps Torino.
Saranno presenti il Sindaco di Ivrea Carlo Della Pepa e l'Assessore ai servizi sociali Paolo Dallan.
Questi gli argomenti che verranno trattati nel corso della prima serata, in programma oggi, venerdì 13: “Cosa è l'alcol?”, “Quanto si può bere?”, “Problemi alcol-correlati” e “Scelta: bere o non bere?”; al termine seguirà una discussione.
Venerdì prossimo, 20 marzo, verranno presentati il “Metodo Ecologico Sociale” e il Club degli Alcolisti in Trattamento, mentre la serata si concluderà con alcume testimonianze.
Entrambi gli incontri si terranno, con inizio alle 20.30, nella sala a cupola del centro “La Serra” di corso Botta.
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Maremma News
Un corso di sensibilizzazione sui problemi legati all’alcool
13-Mar-2009 - Il corso è organizzato da Cesvot e da Acat e si terrà da lunedì 16 a sabato 21 marzo presso il centro “Girasole” Legambiente di Rispescia
Grosseto: I problemi legati all’abuso di alcol. Quelli sociali e quelli familiari. Ma anche quelli connessi alla salute o ai rapporti interpersonali. E’ dedicato ai tanti disagi causati dal consumo eccessivo di sostanze alcoliche il corso organizzato dal Cesvot e dall’Acat (Associazione dei club degli alcolisti in trattamento) in collaborazione con il Centro alcolico 2^ Medicina dell’Università di Foggia.
Il titolo dell’iniziativa - che si terrà al centro “Girasole” Legambiente di Rispescia da lunedì 16 (inizio ore 10) a sabato 21 marzo - è “Sensibilizzazione all’approccio ecologico e sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi. Metodo Hudolin”. Un ciclo di lezioni, dalla mattina fino alla sera alle 20, per formare volontari – medici, psicologi, sacerdoti, infermieri, educatori, insegnanti, membri dei club alcolisti – che intendano operare nel campo della prevenzione del trattamento dei problemi alcocorrelati.
Il corso è organizzato con la collaborazione anche di Comune e Provincia di Grosseto, Azienda Ausl 9, Centro oncologico, associazioni Oasi, la Strada, l’altra città, Fermata d’autobus oltre al sindacato Cgil di Grosseto, parrocchia santa Famiglia, parrocchia Immacolata concezione. Per informazioni: 0564.497194.
IL GAZZETTINO
L’abuso di alcol sul posto di lavoro
Feltre
Venerdì 13 Marzo 2009 - L’alcol: una pericolo per sé e per gli altri sia quando ci si mette alla guida, che nei luoghi di lavoro. Domani mattina, dalle 8.30 alle 13, in sala Guarnieri a Pedavena, si terrà un convegno si "Alcol, vita e lavoro", organizzato dall’Ulss 2. L’intento è quello di creare una rete di relazioni tra i medici del territorio, in particolare tra medici di base e medici del lavoro, per promuovere un corretto stile di vita tra i cittadini e aumentare la coscienza della pericolosità dell’uso di alcol. «In Veneto, il 70% della popolazione afferma di aver bevuto una lattina di birra o un bicchiere di vino nell’ultimo mese - spiega la dottoressa Nicoletta De Marzo, responsabile del Servizio di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli ambienti di lavoro del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 2 - è un’abitudine talmente diffusa che non è vissuta come pericolosa. É importante promuovere un giusto stile di vita e fare in modo che le aziende richiedano di non assumere alcolici prima e durante il lavoro». Tra i relatori, sarà presente anche Daniela Marcolina, responsabile della Spisal dell’Ulss 1, che presenterà la proposta di protocollo d’intesa per la lotta all’alcol nella provincia di Belluno.
METRO
ALCOL E GUIDA. STRAGE CONTINUA
ROMA - Sedici incidenti al giorno causati da alcol e droghe: 7mila nel 2007, con un aumento preoccupante del 35% rispetto all'anno precedente. A morire sulle strade sono sempre più i giovani, tra i 14 e i 20 anni: il 13,4% in più nel 2007. (*)
Ai dati dell'ultimo rapporto Aci-Istat fa riscontro un basso livello di conoscenza del limite di alcolemia consentito: lo ignorano 3 su 4, mentre tra i ragazzi che hanno risposto correttamente 2 su 3 non sannoa quanti bicchieri corrisponde la soglia di legge (0,5 grammi per litro).
In Commissione Trasporti alla Camera é in discussione il progetto di legge "tolleranza zero":Ferruccio Fazio, sottosegretario alla salute, propone invece una soglia differenziata. Tra 0 e 0,2 per gli under 21 e alcune categorie professionali, 0,5 per gli adulti. "Potrebbe essere una soluzione condivisa-spiega -. In altri paesi come Australia, Austria, Canada e Stati Uniti ha dato buoni risultati" "O BEVI O GUIDI"
Partirà il 1° aprile fino al 31 ottobre la campagna "O bevi o guidi" di Assobirra con 3mila autoscuole dell'Unasca. Lezioni dedicate agli effetti dell'abuso di alcol alla guida, opuscoli informativi e 10mila alcol test distribuiti ai neo patentati.
(*) Nota di Elena Rossetti: da quanto tempo parliamo dei danni dell'alcol e delle droghe per la vita quotidiana e per la salute. Si teme che la tolleranza zero non produca effetti positivi, che i controlli non modifichino le abitudini. In effetti molti di coloro che legiferano o che parlano in TV difendono la propria cultura o il proprio bere, non considerato "pericoloso" perchè quotidiano e normale. Troppi interessi vengono toccati, troppe abitudini secolari sono considerate innocue. Il cambio culturale sarà lento, osteggiato e non supportato. Vi rendete conto che se ne sta andando quasi una generazione?
CORRIERE DELLA SERA – FORUM NUTRIZIONE
Giovedì, 12 Marzo 2009
Vino: due pesi e due misure
Caro Ghiselli, come sa sono sempre più numerose le ricerche che dimostrano l'aumento dell'incidenza del rischio di cancro anche per consumi moderati di vino, birra o altri alcolici.
Sportello cancro ne ha appena pubblicato uno a proposito del tumore del seno http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/09_marzo_10/vino_rischio_seno_tumori_985b28e8-0d68-11de-82af-00144f02aabc.shtml,.
Il silenzio dei telegiornali su questi studi mi ha fatto tornare in mente un piccolo dossier che avevo preparato qualche anno fa, a proposito di un servizio del TG1 che, prendendo spunto da una ricerca su resveratrolo e topi, aveva titolato "Chi beve vino campa cento anni".
Mi pare un documento ancora interessante, che contiene un articolo pubblicato su SALUTE del Professor Del Toma, e anche una bella lettera al Direttore del TG1 di un certo Andrea Ghiselli...
Chi fosse interessato, lo può trovare al link http://www.europeanconsumers.it/articolo.asp?sez0=26&sez1=0&art=5639,.
Cari saluti e grazie per l'ospitalità e per il servizio offerto da questo pregevole forum nutrizione.
Alessandro Sbarbada
Risponde Andrea Ghiselli
E' vero, si fa molto clamore quando si tratta di enfatizzare qualità presunte positive, ma molto meno quando c'è da parlare di qualità meno nobili. Grazie Alessandro per la segnalazione e per avermi fatto ricordare di quella lettera che conosciamo praticamente in tre! ;-)
VIRGILIO NOTIZIE
Campidoglio/ Alemanno: I cornetti saranno venduti tutta la notte
"Ma artigiani dovranno impegnarsi su quiete pubblica"
Roma, 13 mar. (Apcom) - I cornetti potranno essere venduti a Roma tutta la notte, purchè ci sia un impegno da parte degli artigiani sul fronte della quiete pubblica. È questo il contenuto della ordinanza, che entrerà in vigore tra 60 giorni annunciata oggi dal sindaco della Capitale, Gianni Alemanno. "Cornetti, gelati, baccalà fritto e tuto quello che è prodotto artigianalmente - ha detto Alemanno - potrà essere venduto tutta la notte a patto che coloro che vogliono farlo chiedano una deroga al Comune e si impegnino a rispettare dei requisiti di quiete pubblica e di rispetto per i cittadini. La tradizione romana del cornetto notturno - ha sottolineato il sindaco - è salva, ma è salvo anche il diritto dei cittadini di dormire. Da molti anni - ha aggiunto Alemanno - non c'era una normativa chiara, tutto avveniva in modo sostanzialmente casuale".
Il provvedimento stabilisce che i laboratori artigiani dovranno chiudere, come tutti gli altri esercizi, alle due di notte. E' prevista però la possibilità di richiedere una deroga per tenere aperto tutta la notte, la deroga potrà essere presentata entro un mese. Il Comune si impegna a valutare caso per caso e a dare la propria risposta entro l'entrata in vigore dell'ordinanza. E se la risposta non dovesse arrivare funzionerà il meccanismo del silenzio-assenso, per cui la deroga si considererà automaticamente approvata. Le maglie della valutazione, comunque, saranno, ha spiegato Alemanno, abbastanza larghe: "C'è la massima disponibilità, a patto che ci sia il massimo dell'autodisciplina per evitare che disagi ricadano sulle spalle dei residenti".
La deroga potrà essere revocata dal Campidoglio qualora si ricevessero almeno tre esposti da parte dei residenti per schiamazzi. Però, anche in quel caso, ha sottolineato il sindaco, "prima di revocare la deroga inviteremo l'artigiano a rispettare le regole. L'obiettivo - ha sottolineato - è quello di raggiungere un equilibrio".
Per quanto riguarda gli alcolici, ha spiegato l'assessore al commercio, Davide Bordoni, gli artigiani potranno continuare la vendita solo fino alle due. Anche nel caso in cui ottengano la deroga per rimanere aperti al pubblico anche oltre quell'orario, non potranno più vendere bevande alcoliche. "Si evita così - ha sottolineato Alemanno - che gli artigiani diventino empori che vendono tutto. Per vendere gli alcoli di notte rimarranno infatti i bar notturni".
ASAPS
Aosta
In Regione ritirate o sospese seicento patenti in un anno per guida in stato di ebbrezza
Il risultato presentato dal capogruppo di Vda vive-Renouveau durante il consiglio regionale
13 marzo 2009 – In Valle d’Aosta sono seicento le patenti sospese o ritirate mediamente in un anno per guida in stato di ebbrezza. E’ questo il dato allarmante reso noto durante il Consiglio regionale dal capogruppo di Vda vive-Renouveau, Roberto Louvin, che ha illustrato un'interpellanza sulle alcoldipendenze. “Il fatto che preoccupa maggiormente - ha detto Louvin, rivolgendosi all'assessore alla Sanità, Albert Laniece - è che da un recente sondaggio risulterebbe che il 63% di adolescenti consuma alcolici”. Il capogruppo ha, poi, sostenuto che ”l'Amministrazione regionale, ed in particolare la Giunta, ha una duplice visione sul problema dell'uso di alcolici: da una parte fa appello perché si concretizzi un uso consapevole di bevande alcoliche e dall'altra invita il ministro dell'Agricoltura a non innalzare ulteriormente il tasso alcolico per gli accertamenti su chi guida”.
LA STAMPA
IL CASO
Grinzane, arrestato Giuliano Soria
L'ex presidente del premio era stato indagato nelle scorse settimane per malversazione e molestie sessuali
TORINO 12/3/2009 - È stato arrestato Giuliano Soria, il presidente del premio letterario Grinzane Cavour. Al momento non si conosce il tenore delle accuse. Soria era stato indagato alcune settimane fa dalla procura di Torino per malversazione. Al vaglio dei pm c’era anche la denuncia di un suo maggiordomo, che lo accusava di molestie sessuali.
Soria era stato iscritto nel registro degli indagati per violenza sessuale e maltrattamenti. Il maggiordomo, originario di Mauritius, lo aveva denunciato lamentando rimproveri continui (anche a sfondo razziale) e attenzioni sgradite: da ubriaco, Soria - secondo quanto raccontò ai pm - aveva cercato di infilarsi nel suo letto. (*)
La Guardia di Finanza, però, attivò anche un filone di indagine parallelo: l’ipotesi d’accusa, in questo caso, era la malversazione a danno dello Stato per la gestione dei finanziamenti che gli venivano erogati per le attività culturali. Soria è stato arrestato nel tardo pomeriggio di oggi, su ordine di custodia cautelare disposto dal tribunale, dagli investigatori del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza. Nel corso della giornata sarebbero state eseguite alcune perquisizioni. Nel registro degli indagati, secondo notizie non confermate, comparirebbero anche i nomi di altri personaggi in contatto con Soria.
(*) Nota: il Premio Grinzane Cavour è sempre stato strettamente legato al vino. La fondazione Grinzane ha attivato diverse iniziative rivolte in particolare ai giovani, come: “Scrivi il paesaggio del vino”, “vino: sport e dintorni” e altre. Qualcuno ritiene che avvicinarsi al vino mettendolo in relazione alla cultura e al territorio preservi dal rischio di abusi o problemi alcol correlati. Esiste, al contrario, una sorta di nemesi alcologia che riguarda non solo le persone, ma anche le istituzioni. Il Premio Grinzane era forse la massima espressione dell’incontro tra cultura e vino ed è stato proprio il vino a decretarne la fine. In altre parole: il vino è un prodotto perdente e porta sfortuna.
WINENEWS
E’ LA MODERAZIONE LA NUOVA MODA DEL BERE. AL VIA IL 25 MARZO A ROMA LA PRIMA TAPPA DEL PROGETTO DELL’EUROPA ENOICA: “WINE IN MODERATION - ART THE VIVRE”
Portare il consumo moderato di vino a diventare moda presso gli eno-appassionati è l’obiettivo che si pone “Wine in moderation - Art the vivre”, l’ambizioso progetto promosso dal sistema vino europeo: Comitato Europeo delle Aziende Vitivinicole (Ceev), Comitato degli Agricoltori e delle Cooperative Europee (Copa e Cogeca) e Confederazione europea dei Viticoltori Indipendenti (Cevi). Massima attenzione alla prevenzione, dunque, per impedire l’adozione di abitudini dannose, attraverso la comunicazione e la promozione di stili di vita virtuosi.
La prima tappa italiana è Enotria 2009, l’annuario di Unione Italiana Vini, di scena il 25 marzo a Roma. L’obiettivo è quello di cercare di spiegare al pubblico italiano la filosofia del progetto preventivo-educativo e di fare il punto sulla situazione nei vari paesi che aderiscono all’iniziativa ed in particolare Francia, Spagna, Portogallo, Germania e Regno Unito. “I primi ad essere contrari all’abuso - afferma Andrea Sartori, presidente Uiv - sono proprio le aziende vinicole. Il nostro consumatore non è chi si ubriaca mettendo a repentaglio la propria vita e quella degli altri ma chi beve in modo moderato, considerando il vino un piacere della buona tavola ed un elemento fondamentale della nostra socialità”.
Due le strategie che verranno seguite per l’attuazione del programma: da una parte, l’impegno nell’educazione al consumo moderato e corretto attraverso la promozione di specifiche “Norme di comunicazione sul vino” e la realizzazione di materiali informativi, eventi, campagne di comunicazione caratterizzate da un comune messaggio di “moderazione”, che tuteli l’immagine del vino nel contesto di una socialità sana, dove sia inteso come prodotto di prima qualità da degustare lentamente assieme a del buon cibo. Campagne che ricontestualizzino il vino come prodotto integrato de sempre nella dieta mediterranea, la cui importanza in termini salutistici è riconosciuta in tutto il mondo per favorire così una svolta culturale in cui la moderazione divenga una moda. Dall’altra la creazione di un Wine Information Council, un database sul vino, dove saranno accessibili i materiali forniti dalla ricerca scientifica su aspetti sanitari, sociali e culturali, ma che divenga anche uno spazio di interazione fra le organizzazioni del settore vitivinicolo europeo per mettere in comune e rendere pubblici i migliori progetti.
IL GAZZETTINO
Botte al disabile per riempire la serata
Missione punitiva cercando le vittime al Bronx. Poi un’aggressione davanti al "Posta"
Venerdì 13 Marzo 2009 - Un uomo di 30 anni, seguito dai servizi sociali del Comune per una disabilità psichica e mentale, è stato aggredito, a calci e pugni, a Pordenone, da tre persone che sono poi fuggite. Dopo alcune settimane di indagini la Squadra Mobile della Questura è riuscita a identificare i violenti e li ha denunciati alla magistratura per concorso in violenza privata aggravata. Si tratta di un uomo di 43 anni, Stefano Ostaria di Pordenone, e di due giovani, il 22enne Nicola Tuan di Pordenone e Federico Scabbio, 21 anni, di Porcia. L'episodio è avvenuto in piazza XX settembre a Pordenone, alla fine di gennaio. Secondo gli inquirenti, l'aggressione nasce ben prima delle 21.50 di venerdì 23 gennaio, quando si materializza tra i tavoli esterni del bar Posta.
Incrociando le testimonianze dei denunciati, dei loro amici e dei testimoni oculari, emerge che già verso le 18 alcuni giovani si ritrovano in piazza Costantini e, sorseggiando una birra acquistata all'African Shop, decidono di «dare una lezione ai froci del Bronx», il quartiere degli uffici a pochi passi dal centro. Non tutti i presenti accettano di partecipare alla “missione”, proposta da uno dei denunciati. Del gruppetto non si hanno più notizie per tre ore, fino a quando, intorno alle 21.30, il terzetto giunge in piazza XX settembre sulle tracce della vittima designata, iniziando a trattenerla per i vestiti. Il ragazzo si divincola e cerca la fuga. È l'inizio dell’aggressione: i due indagati più giovani schiaffeggiano il malcapitato. Circondata e spintonata, la vittima finisce a terra e, mentre cerca di rialzarsi viene centrata da un calcio con i tre che urlano «é un pedofilo, un omosessuale, un f... che ha molestato e fatto del male ad alcuni bambini». Il pestaggio sembra interrompersi. L'aggredito si allontana di qualche metro e si ferma davanti all'entrata del Teatro Verdi, dove ha appuntamento coi famigliari che devono passare a prenderlo per portarlo a casa. Il terzetto si sposta al chiosco esterno del bar Posta, continuando a urlare all’aggredito «Vattene pedofilo, non ti vogliamo più vedere a Pordenone, altrimenti ti ammazziamo». Di fronte a un atteggiamento così aggressivo un conoscente dei due ragazzi più giovani prova a farli ragionare. Tentativo vano, perché dopo pochi minuti riprende l'aggressione fisica: il terzetto si avvicina alla vittima e calcia alla schiena l'invalido. Disturbati dalla presenza di una passante, i tre decidono di fermarsi, mentre la vittima si sposta faticosamente di fronte all'ingresso dell'hotel Moderno, dove qualche minuto dopo arriva il camper dei genitori che lo portano via. Trascorre un'altra mezz'ora e due dei denunciati tornano, in evidente stato di alterazione alcolica, nei pressi del chiosco del bar Posta. Lì qualcuno dei presenti prova a metterli di fronte alle loro responsabilità: «Avremmo voluto vedere cosa avreste fatto voi – si sentono rispondere – se quel pedofilo avesse fatto del male ai vostri figli». Alla scena hanno assistito decine e decine di persone: il venerdì sera piazza XX settembre e i locali che la circondano sono presi d’assalto da giovani e no. Ma quasi nessuno si è reso conto che si trattava di una vera aggressione. «Certo che mi ricordo quell’episodio - racconta una cameriera del Posta - Era pieno di gente e quando ho visto quel gruppetto di 4, 5 ragazzi che prendevano a sberle in faccia un altro pensavo che scherzassero. Solo dopo, quando è arrivata la polizia, ho saputo quello che era successo. Li conosco... la mia collega non li voleva mai al bar perchè creavano problemi ed erano maleducati. Quella sera avevano anche preso a calci i sacchi delle immondizie e sparpagliati lungo la strada». Una brutta vicenda, sulla quale interviene anche l’assessore comunale alle Politiche sociali Giovanni Zanolin: «Abbiamo registrato negli ultimi anni alcuni episodi di violenza contro persone deboli e disabili: nel parco Galvani, a Torre e ora in piazza XX Settembre. In quest'ultimo caso c'è anche l'aggravante dell'omofobia. Spiace constatare che vivano in città simili persone, veri e propri vigliacchi che non trovano di meglio che prendersela coi più deboli ed i diversi. È importante però sapere che in tutti e tre i casi le forze dell'ordine hanno individuato i responsabili».
Lorenzo Padovan
CORRIERE ADRIATICO
Rischia di essere violentata in spiaggia
La giovane riesce a divincolarsi e scappare. Arrestato un marocchino, un altro è fuggito
Falconara E’ sfuggita allo stupro in una notte da incubo, nel buio di una spiaggia abbandonata. S’è ribellata, ha lottato per sottrarsi alla presa di due uomini, stranieri sballati di droga e alcol. E’ riuscita a chiamare i carabinieri, a far arrestare uno dei due violentatori, mentre l’altro ora è ricercato dagli uomini della tenenza comandata da Matteo De Martiis. E’ la drammatica disavventura capitata l’altra notte a una badante anconetana di 39 anni. Il suo racconto è confuso, mostra aspetti ancora da chiarire, ma i medici del pronto soccorso le hanno riscontrato contusioni e traumi compatibili con il tipo di violenza raccontata, un tentativo di stupro commesso da due marocchini. Uno di loro, Kashir Heddarigi, 34 anni, irregolare e con precedenti penali, adesso è in cella, il complice è scappato. Tutto è iniziato, secondo il racconto del vittima, nella serata di mercoledì. Verso l’ora di cena la giovane donna era andata alla stazione ferroviaria di Falconara per cercare il suo ex fidanzato, un cittadino tunisino. Lì ha incontrato i due giovani marocchini. Gli ha chiesto se per caso conoscevano il suo ex. I due hanno approfittato della situazione, fingendo di conoscere l’uomo che cercava. “Ti accompagniamo noi da lui - le avrebbero detto -. Prima però vieni a bere qualcosa con noi, magari ti serve anche per raccontarci la tua storia e per sfogarti. La donna racconta di essersi fidata, di non aver fiutato la trappola. Così ha trascorso qualche ora con i due stranieri. Verso le due di notte la conversazione si è spostata sulla spiaggia, lungo quel tratto di litorale abbandonato proprio alle spalle della stazione.
La donna raccontato di aver visto i due prendere della sostanza stupefacente, scaldarla e quindi inalarla continuando anche a bere. Un mix di alcol e droga, quello assunto dai due nord africani, che li ha spinti ad essere ancor più spregiudicati. Entrambi, dopo essersi slacciati ed abbassati i pantaloni, hanno bloccato la donna cercando di spogliarla e violentarla. “Se non fai sesso con noi ti uccidiamo”, le avrebbero detto. Sin dal primo momento, probabilmente, progettavano un rapporto sessuale. Magari pensavano a una preda facile. Ma lei non ci stava. Ha reagito con tutte le sue forze fino a quando, uno dei due marocchini, ha mollato la presa e s’è appartato per un bisogno fisiologico. L'altro, da solo, non è riuscito a trattenere a lungo la trentanovenne che è riuscita a scappare e a chiamare il 112. Sul posto sono intervenute le gazzelle dell'Arma. La donna è stata trovata davanti al sottopassaggio. Era quasi stordita, ma è riuscita a dare una descrizioni di massima dei due aggressori. I militari hanno subito iniziato la ricerca in spiaggia, riuscendo a bloccare Heddarigi. L'altro, purtroppo, era riuscito a fuggire. La donna, che ha sporto denuncia, si è fatta poi medicare al pronto soccorso dell'ospedale regionale di Torrette. I medici le hanno riscontrato contusioni e traumi guaribili in cinque giorni. Nel frattempo proseguono le ricerche dell'altro straniero. Di lui i militari hanno una descrizione.
ALBERTO BIGNAMI
CRONACAQUI
Nei guai anche due pensionati
Ubriaco alla guida di un tir di monossido
TORINO 13/03/2009 - Guida un autoarticolato con carico pericoloso di monossido di carbonio noncurante di essere ubriaco. È successo l’altra sera a Pinerolo dove un autotrasportatore, diretto a Luserna per conto di una ditta di Genova, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza. P.G., milanese di 30 anni, si è anche visto ritirare la patente di guida dagli agenti della polstrada di Pinerolo: secondo gli accertamenti sanitari, nel suo sangue, una quantità di alcool quasi tre volte oltre il consentito. Ad aggravare la sua posizione anche il fatto che stesse conducendo un tir di materiali pericolosi: il mezzo è stato sottoposto al fermo amministrativo. Sono invece dieci gli automobilisti denunciati dai carabinieri della compagnia di Venaria che, nel corso delle ultime due notti, hanno eseguito controlli a tappeto sulle strade a nord di Torino. Tra questi dieci, di cui nove italiani e un romeno, anche due pensionati. Il primo, ultra ottantenne, a Grosso Canavese è stato fermato dopo aver danneggiato la portiera di un’auto in sosta dalla quale stava per scendere una ragazza; il secondo, un 65enne di Nole, è stato invece intercettato ad un posto di blocco con un tasso alcolico nel sangue superiore di quasi sei volte il limite consentito. Era talmente ubriaco che quasi non si è accorto dei militari che gli intimavano l’alt. A tutti e dieci gli automobilisti, oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza, è stata ritirata la patente. I controlli dei carabinieri della compagnia di Venaria hanno poi portato alla denuncia di altre tre persone: due per guida senza patente in quanto mai conseguita e una, un pregiudicato calabrese residente a Torino, per porto abusivo di oggetti atti a offendere, dato che nel cruscotto della sua auto è stato rinvenuto un coltello a serramanico. Nella stessa operazione quattro giovani sono stati segnalati alla prefettura di Torino per uso di sostanze stupefacenti. a.p.-li.ga.
IL GAZZETTINO
A terra ubriaco davanti al bus, condannato
La corsa registrò un ritardo di 12 minuti. Pena inflitta: due mesi per interruzione di pubblico servizio
Venerdì 13 Marzo 2009, - In evidente stato alcolico, si distese davanti all’autobus fermo in piazza Vittorio Emanuele II, bloccando la corsa per circa 12 minuti, facendo così perdere le coincidenze ad un serie di passeggeri.
Con l’accusa di interruzione di pubblico servizio è stato condannato ieri dal tribunale di Belluno Luca Da Rold, 45 anni, di Belluno, difeso dall’avvocato Enrico Rech. La pena inflitta dal giudice Antonella Coniglio è stata di 60 giorni di reclusione più il pagamento delle spese processuali, in pieno accoglimento della richiesta avanzata dal pubblico ministero onorario, Simona Ianese, che contestava anche la recidiva.
Il difensore, invece, ha già promesso appello, affermando che 12 minuti di ritardo ad un solo autobus non possono configurare il pesante reato di interruzione di pubblico servizio nell’ambito del trasporto urbano.
Il fatto si svolse, non senza elementi di comicità, il 9 giugno 2006 nell’area di sosta degli autobus davanti al teatro comunale. Da Rold, che quel giorno aveva alzato il gomito più del dovuto, prima si parò davanti all’autobus mettendo le mani sul vetro, poi passò ad una posizione supina in modo da bloccare il transito.
Nel parapiglia generale, Da Rold non mancò anche di lanciare apprezzamenti pesanti all’autista del mezzo, una donna, reati però dei quali sarà chiamato a rispondere in un procedimento separato. Per farlo desistere fu costretta ad intervenire una pattuglia della polizia. Ma nonostante la rapidità di intervento e di "rimozione" di quel corpo recalcitrante, l’autobus della linea "lilla" partì con 12 minuti di ritardo.
Qualcuno suggerì all’autista di fare una retromarcia aggirando così l’ostacolo, ma l’operazione venne scartata in quanto ritenuta potenzialmente pericolosa per l’uomo a terra. Da Rold venne così fatto spostare, ma contro di lui partì la denuncia.
La tesi del legale Rech è che un’interruzione di pubblico servizio si poteva configurare solo nel momento in cui tutto il trasporto urbano avesse subito ritardi. Per questo è ha già annunciato che, una volta lette le motivazioni della condanna, ricorrerà in appello.
LA PROVINCIA PAVESE
Un video sui rischi di chi guida ubriaco
IL RESTO DEL CARLINO
Alcol dopo le 2 e sigarette a go go
Ubriaco in bici, per un soffio scampa alla confisca
Guida in stato di ebbrezza, i carabinieri ritirano altre quattro patenti sulla via Emilia
Mercato: automobilista si scontra con un moldavo ubriaco in bicicletta
LA NAZIONE
Guida in stato di ebbrezza, i carabinieri ritirano altre quattro patenti sulla via Emilia
Rassegna stampa del 12/03/2009
EMERGENZA ALCOLISMO
Diregiovani
Sicurezza strade. Ddl in senato, stop vendita alcolici a under 18
Roma, 12 mar. - Divieto di vendita di alcolici ai minorenni e giro di vite per chi guida in stato d'ebbrezza. È quanto prevede un disegno di legge presentato in Senato per prevenire i danni e gli incidenti da alcol, primo firmatario il senatore del Pdl, Luigi d'Ambrosio Lettieri, segretario della commissione Sanità. Il ddl è sottoscritto da altri 21 senatori, e innalza a 18 anni la soglia di età per il divieto di vendita e somministrazione di alcolici (oggi il limite è fissato a 16 anni).
Obiettivo, spiega Lettieri, è avere "consistenti risparmi in termini di vite umane, soprattutto tra i giovani, riduzione degli enormi costi sociali e sanitari conseguenti all'uso di alcol, il tutto a costo zero per lo Stato. Una misura semplice e necessaria soprattutto in un paese come il nostro, detentore del poco invidiabile primato nella precocità dell'iniziazione all'uso di alcol, che avviene tra gli 11 e i 12 anni rispetto a una media europea di 14".
Il senatore sottolinea che "secondo i dati dell'Osservatorio nazionale alcol dell'Istituto superiore di Sanità, l'Italia conta almeno 750 mila adolescenti consumatori a rischio di bevande alcoliche. è chiaro - continua - che innalzare a 18 anni il divieto di vendita di bevande alcoliche è solo una delle misure che occorrono per contrastare il fenomeno del consumo a rischio di alcol nei giovani.
Servirebbero infatti anche altri interventi, soprattutto sul terreno dell'informazione e dell'educazione, ma intanto era urgente cominciare ad affrontare con concretezza il problema, ed è quello che abbiamo fatto". Il ddl contro la vendita di alcolici ai minori di 18 anni, presentato dal Pdl al Senato, contiene altre due misure. La prima è l'estensione del divieto di vendita e somministrazione di alcolici nelle aree di servizio autostradali 24 ore su 24.
La seconda, una modifica alle norme del codice della strada, che prevede un giro di vite per scoraggiare i giovani dal mettersi alla guida in stato di alterazione alcolica: per i guidatori di età inferiore ai ventuno anni e per quelli in possesso di patente da meno di cinque anni, le sanzioni per guida in stato di ebbrezza scatteranno infatti già in presenza di un tasso alcolemico superiore a 0.2 g per litro, in luogo del limite di 0.5 oggi consentito.
Il primo firmatario del ddl, D'ambrosio Lettieri, sottolinea: "Il fatto che il disegno di legge non comporti oneri per la spesa pubblica e sia largamente condiviso dai maggiori esperti della lotta all'alcol in Italia fa ben sperare in un iter celere e positivo. Anche se sono da mettere in conto possibili, se non probabili, azioni di disturbo da parte di chi nel consumo di alcol vede solo e unicamente un business estremamente redditizio".
EMERGENZA ALCOLISMO
OSSFAD Chi siamo
Istituto Superiore di Sanità Il più visitato, OssFAD, chi siamo?
L' Osservatorio Fumo, Alcol e Droga (OssFAD) è l'organo ufficiale dell'Istituto Superiore di Sanità che informa e forma in materia di tabagismo, alcolismo e tossicodipendenze. L'OssFAD si rivolge sia agli operatori sanitari che operando nell'ambito delle dipendenze cercano strumenti utili per lo svolgimento della propria attività, sia ai cittadini. Uno degli obiettivi prioritari indicati dal Piano Sanitario Nazionale 2006-08 è, infatti, quello di informare la popolazione allo scopo di prevenire alcune malattie legate all'adozione di stili di vita non corretti.
Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel tracciare gli obiettivi raggiungibili entro il 2015, si prefigge come obiettivo il raggiungimento di una significativa diminuzione degli effetti negativi della dipendenza da sostanze come tabacco, alcol e droghe.
L'OssFAD, quindi, si propone di monitorare il fenomeno delle dipendenze e di proporre iniziative e strumenti formativi e informativi utili alla prevenzione.
Chiunque voglia mettersi in contatto con noi per darci o ricevere informazioni può chiamare i Telefoni Verdi dell'Osservatorio: Telefono Verde contro il Fumo 800554088 - Telefono Verde Alcol 800632000 oppure utilizzando l'indirizzo e-mail osservatorio.fad@iss.it,
Direttore OSSFAD Piergiorgio Zuccaio
Responsabile Sito Web Giordano Carosi
Gruppo di Lavoro: Antonella Bacosi, Simonetta Di Carlo, Rita Di Giovannandrea, Alessandra Di Pucchio, Patrizia Gori, Emilia Marchei, Laura Martucci, Luisa Mastrobattista, Donatella Mattioli, Monica Mazzola, Gabriele Modigliani, Claudia Mortali, Roberta Pacifici, Ilaria Palmi, Manuela Pellegrini, Simona Pichini, Enrica Pizzi, Silvia Rossi, Giulia Scaravelli, Renata Solimini.
ASAPS
Quanto posso bere?
Un calcolo con la formula di Widmark
di Franco Medri
NOTA PER IL LETTORE: I dati esposti hanno una limitata attendibilità perché per la determinazione del tasso alcolemico incidono troppi fattori che non possono essere sintetizzati con singole formule matematiche; pertanto si declina ogni responsabilità per chi prende a riferimento quanto sotto riportato.
L’articolo 186 del Codice della Strada disciplina la guida sotto l’influenza dell’alcool e come tutti gli operatori di polizia stradale sanno, qualora dall’accertamento risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l, l’interessato è considerato in stato di ebbrezza, a cui si collega una sanzione penale con l’arresto fino ad 1 mese e una ammenda da euro 258 a euro 1.032.
Ma, tante volte il cittadino pone all’Autorità il classico quesito: quanto si può bere per non superare il limite di concentrazione alcolica corrispondente a 0,5 g/l?
Per dare una risposta pratica, si può effettuare un calcolo approssimativo del tasso alcolemico attraverso la formula matematica di Widmark, precisando che l’alcool viene assorbito dal corpo umano, in parte, attraverso le pareti dello stomaco, mentre il resto dai tessuti intestinali.
Gli elementi principali per calcolare il tasso di concentrazione alcolica nel sangue, comunemente detto alcolemia, sono:
• il peso della persona che ha bevuto
• il sesso
• la quantità di bevanda alcolica assunta
• la gradazione della bevanda alcolica assunta
La formula matematica di Widmark esprime il tasso alcolico per litro (TA) ed è data da:
peso alcool ingerito X q,055
TA (espresso g/l) = _______________________
peso persona X FW
TA = tasso alcolico
1,055 = peso specifico del sangue
FW = fattore Widmark (indice che rappresenta il rapporto tra peso corporeo e sangue)
(corrisponde: per uomini = 0,73 per donne = 0,66)
CONSIGLIO: il metodo migliore per non incorrere nella violazione dell’articolo 186 C.d.S., oltre che essere un potenziale pericolo per la circolazione stradale, è quello di non bere.
COME SI CALCOLA IL PESO DELL’ALCOOL INGERITO?
Si precisa che 1 litro di alcool puro pesa 800 g = 0,8 kg
Tutte le bevande alcoliche sono formate principalmente da acqua ed etanolo, ma l’elemento che più ci interessa è la quantità di etanolo contenuta in una determinata bevanda, dove in Italia è espressa in percentuale (%) e si indica col termine di grado alcolico.
Pertanto, esempio, 1 litro di vino con gradazione alcolica 13° corrisponde ad una concentrazione etilica pari al 13%, ovvero il litro dei vino in questione è composto da una parte acquosa e da 130 millilitri di alcool.
Questi 130 millilitri di alcool hanno un determinato peso; infatti applicando il sistema proporzionale 1000ml : 800g = 130ml : X otteniamo un peso corrispondente a 104 grammi.
Così i nostri 130 millilitri di alcool pesano 104 grammi ed il nostro riferimento è che 1 (un) litro di vino a 13° contiene alcool per 104 grammi.
ESEMPIO PRATICO
Un soggetto uomo (peso 80 kg) durante una cena ingerisce 0,5 litri di vino con concentrazione 12°.
Cominciando ad effettuare il calcolo dei grammi di alcool ingerito per poi applicare la formula di Widmark, avremo:
Un calcolo con la formula di Widmark
1 litro = 1000 ml in cui a 12° corrisponde il 12% ovvero 120ml
sapendo che 1 litro di alcool pesa 800 g facciamo la proporzione ed otteniamo
1000ml : 800g = 120ml : XÆ risultato 96 grammi (peso di 120 ml di alcool)
NOTA: il nostro soggetto ha bevuto 1/2 litro di vino, pertanto i grammi di alcool ingeriti sono 48.
48 X 1,055 50,64
TA = ____________ = __________ = 0,86 g/l (il limite normativo è stato superato)
80 X 0,73 58,4
PRECISAZIONE: la formula di Widmark presenta una percentuale di errore abbastanza elevata, infatti un elemento che incide sul fattore “Tasso Alcolico” è il quantitativo di acqua totale nel corpo (TBW – Total Body Water)
Per questo motivo un gruppo di studiosi ha sintetizzato una apposita formula matematica per ottimizzare la predetta formula di Widmark, ma la stessa non viene rappresentata perché troppo complicata da sviluppare. Comunque un ulteriore riferimento di calcolo del quantitativo di alcool che il singolo soggetto può ingerire, senza oltrepassare il limite consentito dalla norma di cui all’articolo 186 del Codice della Strada, è dato dal fatto che un soggetto di sesso maschile può bere tanti grammi di alcool quanto è il peso del suo corpo moltiplicato per un indice corrispondente a 0,53.
Per la donna si fa lo stesso calcolo, ma si devono togliere 3 grammi dal risultato ottenuto.
Esempio: soggetto maschio peso 80 kg moltiplicato per 0,53 avremo 42,4 grammi di alcool massimi da ingerire per non superare (approssimativamente) il limite di 0,5 g/l.
NOTA: sicuramente altri fattori incidono sulla determinazione del Tasso Alcolemico, come: l’assunzione di cibo, il bere nell’arco di un determinato tempo, ecc..
B I B L I O G R A F I A
1)-Foglio illustrativo Alcootest Marketing Italia.
2)-Sito www.earmi.it (Il tasso alcolico – Alcol alla guida – Teoria e programma).
EMERGENZA ALCOLISMO
Giovani, alcool e droghe per riuscire a fare sesso
Fonte: CeapRoma
Un terzo dei maschi tra 16-35 e un quarto delle coetanee bevono alcol per aumentare le proprie chance sessuali, fanno uso di cocaina, ecstasy e cannabis intenzionalmente per aumentare l’eccitazione o prolungare il sesso. E quanto emerso da un’indagine su 1300 giovani di vari paesi europei, condotto da Mark Bellis della John Moores University di Liverpool.
I risultati dicono che il consumo di alcol e droghe è intenzionalmente legato al sesso. Disinibiti ed "efficaci". Da un questionario è risultato anche che i giovani usano l’alcol per favorire le conoscenze che poi possono portare al sesso occasionale, inoltre per disinibirsi e arrivare all’incontro sessuale con maggiore tranquillità.
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Ciaopeople Magazine
Il cellulare si trasforma in etilometro
Grazie ad un software, il cellulare sarà capace di rilevare le dosi di alcol nel sangue
Tanti sono gli incidenti provocati ogni fine settimana, molto spesso mortali, a causa dell'alcol. Troppi i giovani ma anche adulti, che si mettono alla guida in stato di ebbrezza, mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri.
Ogni fine settimana la Polizia Stradale ritira fino a 12 patenti e sequestra decine di vetture che vengono successivamente messe all'asta. Lo stesso discorso vale anche per la Polizia Locale di Como, che si ritrova a sequestrare auto e ritirare patenti a iosa.
Per far fronte a questa drammatica situazione, l'Associazione E20 Como, con il patrocinio del Comune di Como, dell'Asl e della Croce Rossa, promuove un progetto che ha come scopo fermare questo crescente fenomeno.
Attraverso un software scaricabile sul proprio cellulare, i giovani possono simulare un'ipotetica situazione di sbronza e constatare quali saranno le probabilità di incidente e le possibili sanzioni amministrative che potrebbero subire, se guidassero ubriachi.
Francesco Scopelliti, assessore alla Sicurezza, afferma che questo progetto "vuole portare i ragazzi alla consapevolezza che bevendo anche solo una birra e mettendosi al volante possono perdere la patente ma soprattutto la vita".
Il progetto denominato "SobrioMobile" è rivolto ai giovani delle scuole medie superiori, che usano cellulare ed Internet come strumenti principali di comunicazione ed informazione. E' un gioco che permette di simulare una situazione che potrebbe verificarsi e causare danni molto seri.
La carta che permetterà di scaricare il programma verrà distribuita gratuitamente presso dieci scuole di Como, attraverso incontri mirati. Sensibilizzare i giovani a questa tematica, grazie alla fusione di consapevolezza e nuove tecnologie.
Daniela Caruso
TRENTINO
«Niente alcolici, né slot machine»
Approvato il capitolato per la gestione del centro Sottodossi La struttura avrà alta valenza sociale
MEZZOCORONA. Approvato all’unanimità nell’ultimo consiglio comunale il capitolato speciale d’appalto per la gestione del rinnovato Centro giovanile sportivo/ricreativo Sottodossi, la cui apertura è programmata, salvo imprevisti, per il prossimo giugno. Sono previsti precisi obblighi “etici” che chi gestirà la struttura. Il capitolato prevede l’obbligo per i gestori di non offrire né vendere alcolici ai minori, ma anche l’obbligo di non distribuire, né a pagamento né gratis, superalcoolici a chiunque, neppure ai maggiorenni. Inoltre sarà tassativamente vietato ai gestori impiantare nei locali a loro affittati slot machines di qualsivoglia tipo. (*) L’assessore competente Mattia Hauser ha sottolineato che l’intenzione dell’amministrazione comunale (peraltro condivisa dalle minoranze tutte) è quella di far sì che chi andrà a gestire questa struttura pubblica, luogo di aggregazione giovanile che avrà al suo interno anche la nuova sede di Telemaco, abbia come fine del suo lavoro non solo il guadagno («peraltro legittimo», ha precisato Hauser), ma anche quello di organizzare delle iniziative che tendano a favorire, appunto, una sana aggregazione giovanile.
Maggioranza e minoranza assieme hanno concordato che la scelta su chi affidare la struttura dovrà essere fatta sono in bassa percentuale, indicativamente 20 o 25% (contro il 30% inizialmente previsto), tenendo in considerazione l’offerta economica che gli aspiranti gestori proporranno per aggiudicarsi la gara, mentre importanza preponderante per la valutazione avrà il programma gestionale. «Quello che deve apparire chiaro - ha sottolineato Hauser - è che il Comune non intende fare cassa con questa struttura, quindi si accontenterà di un affitto non alto. Purché i soldi risparmiati il gestore o i gestori non li tengano per sé ma li trasformino in servizi a favore degli utenti del centro Sottodossi». Diego Pancher, di Mezzocorona Democratica, ha chiesto ed ottenuto l’aggiunta di una clausola che prevederà l’immediata scissione del contratto in caso di utilizzo da parte del gestore di collaboratori “in nero”. (m.w.)
(*) Nota: la distinzione tra alcolici e superalcolici non ha molto senso se riferita alla prevenzione. La bassa gradazione non costituisce un limite, permette e addirittura facilita, assunzioni di alcol anche massicce. Serve, forse, a chi promulga i provvedimenti per non apparire troppo proibizionista.
SANREMONEWS
Taggia: controlli dei CC, quattro fermati in stato d'ebbrezza
Giovedì 12 Marzo 2009 - Quattro patenti ritirate ed altrettante denunce per guida in stato d'ebbrezza è il risultato di un controllo effettuato nella notte dai carabinieri di Taggia insieme all'aliquota della Radiomobile matuziana. I controlli dei militari matuziani, sempre presenti sul territorio, questa notte si sono focalizzati sul centro taggiasco.
I contravventori sono tutti in un’età compresa tra i 44 anni ed i 28 anni, tutti italiani della nativi e residenti nella provincia di Imperia e tutti quanti trovati con un tasso di oltre 1,2 g\l. Particolarità è che il più giovane R.D., sanremese 28enne alla guida di uno scooter molto traballante, è stato trovato anche sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Stefano Michero
TRENTINO
Alcol e guida: tre denunce in una notte
Sequestrata anche una Golf. Un trentenne è stato fermato per la terza volta
TRENTO. Tre denunce per guida in stato di ebbrezza (e quindi altrettante patenti ritirate) e un’auto sequestrata. È questo il bilancio di una notte di controllo contro l’abuso di alcol di chi si mette al volante da parte di carabinieri e polizia.
Il primo ad essere fermato è stato un uomo di 58 anni di Fornace che è incappato in un posto di controllo della squadra volante della questura in via Ambrosi. La sua auto, una Golf, procedeva a zig zag e quando i poliziotti li hanno sottoposto al controllo con l’etilometro si è capito il perché. Il tasso alcolemico che ha fatto registrare, infatti, è stato di 2.04 ossia quattro volte superiore al limite fissato dalla legge che è di 0.5 grammi di alcol per litro di sangue. Per lui è scatta la denuncia per guida in stato di ebbrezza, il ritiro della patente (sarà poi il commissario del governo a decidere per quanto tempo) e non solo. Superando la soglia di 1.5, infatti, è anche scattato il sequestro della vettura ai fini della confisca.
Via Ambrosi è stata «fatale» anche per un 37enne di Mezzolombardo che è stato fermato (pochi minuti dopo le 4) questa volta da una pattuglia del nucleo radiomobile. Al controllo con l’etilometro ha fatto registrare un valore di poco superiore all’uno e quindi è stato denuncia e gli è stata ritirata la patente. E non è la prima volta: già due volte la licenza di guida gli era stata tolta sempre per guida in stato di ebbrezza.
Poco prima, in via Manzoni, un altro automobilista era stato fermato sempre dai carabinieri. Si tratta di un ragazzo di 22 anni di Trento che percorreva a velocità elevata la strada.
Bloccato dalla pattuglia è stato anche lui controllo con l’etilometro e ha fatto registrare un valore di poco inferiore all’un grammo di alcol per litro di sangue. Anche per lui, quindi, è scattata la denuncia e il ritiro della patente. Se per gli altri due saranno 10 i punti che spariranno immediatamente dalla prossima licenza di guida, per quest’ultimo saranno 15: 5 sono, infatti, per la guida ad alta velocità.
IL TIRRENO
GIOVEDÌ, 12 MARZO 2009
Ubriachi fermati dai carabinieri mentre danneggiano auto in sosta
SARZANA. Completamente ubriachi, si stavano divertendo a danneggiare un’auto parcheggiata nei pressi della stazione ferroviaria. Un passatempo che è andato avanti un po’ fino all’arrivo dei carabinieri, giunti sul posto a seguito di una segnalazione. Così i due giovanotti che a malapena si reggevano in piedi sono stati bloccati dai militari e quindi condotti in caserma per gli opportuni accertamenti. (*)
I due sono risultati essere il marocchino M.K., 28 anni e il somalo 25enne O.B. entrambi poi denunciati per danneggiamenti, oltrechè per la mancanza di documenti e permessi di soggiorno. L’auto danneggiata è di proprietà di un 20enne sarzanese.
(*) Nota: secondo un’indagine del Sole 24 Ore i costi economici dei danni causati dall’uso degli alcolici, nel nostro Paese, ammontano a quarantacinque miliardi. Viene da pensare che per quanto accurata possa essere l’analisi, è veramente difficile far rientrare in parametri tutte le possibili modalità con cui gli alcolici producono danni. Di conseguenza è assai probabile che le valutazioni di questo tipo siano sempre sottostimate.
IL TEMPO
Parla il fratello del pirata del lungotevere
"Max s'è rovinato la vita"
Ha investito una ragazza sul lungotevere sabato scorso e poi è fuggito. La caccia al pirata è durata poco: Massimiliano M. alla fine ha confessato. Il fratello: "Si è rovinato la vita".
12/03/2009 - I buttafuori dell'Alibi non li avevano fatti rientrare. Massimiliano e Mirko erano usciti per andare a comprare la birra. E con le bottiglie in mano si sono ripresentati all'ingresso della discoteca di Testaccio. Ma gli addetti alla sicurezza li hanno visti ubriachi e li hanno mandati via. Così i due ex compagni di scuola, rincontratisi dopo anni venerdì notte all'Alibi, sono saliti in auto per tornare a casa, in zona Marconi. Ma Massimiliano ha sbagliato strada, ha imboccato lungotevere dove ha travolto Irene Morabito, 21 anni, poi lo schianto sul semaforo di ponte Mazzini, e di nuovo via. «Che scemo, s'è rovinato la vita» commenta sconsolato il fratello Giorgio, 21 anni. Massimiliano era il suo eroe, il fratellone che studiava, prossimo alla laurea, tra un mese avrebbe discusso la tesi in architettura. E invece tutto all'aria per la sbornia di una notte. E, passata la sbronza, la messinscena della denuncia per furto e l'auto bruciata, un'aggravante.
È così che un ragazzo perbene, almeno fino a pochi giorni fa, dall'altra notte è in carcere per lesioni gravissime, omissione di soccorso, inquinamento delle prove e simulazione di reato. Mentre il ragazzo che era con lui, con precedenti per piccoli reati, è stato denunciato per omissione di soccorso in concorso. L'hanno cercato e trovato l'altra notte i poliziotti del commissariato San Paolo citofonando ai condomini in zona piazzale della Radio, civico per civico, mentre un'altra squadra controllava gli archivi dell'Itc Darwin. La prima notte a Regina Coeli è passata. Forse da oggi, se il fermo di Massimiliano sarà convalidato in arresto come ha chiesto il pm De Cecilia al gip, ne seguiranno altre.
E la famiglia di Massimiliano è distrutta. Almeno quanto lo è l'altra famiglia, quella di Irene Morabito, che dall'alba di sabato lotta tra la vita e la morte al San Camillo. Piange la mamma di Massimiliano, Paola M., impiegata comunale in uno dei municipi più famosi. «Sono appena tornata a casa - racconta, e sono le quattro e mezzo del pomeriggio - sono stravolta, ho fatto tanti giri in tribunale e a Regina Coeli, che non avevo mai visto». Che dolore. «Penso a mio marito (impiegato comunale in pensione, ndr) e agli altri due figli, alla nostra famiglia. Ma anche a quella di Irene». E Paola lo sa cosa significhi. «Quel ragazzo che lei ha visto il pomeriggio in cui è stato fermato Massimiliano - dice riferendosi a Giorgio - quando aveva 5 anni è stato colpito da una malattia che lasciava poche speranze: so cosa vuol dire stare al capezzale di un figlio senza avere la certezza di poter sperare».
Ma cosa si prova ad essere il familiare di un ragazzo che improvvisamente mostra un volto che non conoscevi, lo aveva spiegato l'altro ieri pomeriggio l'aria smarrita di Giorgio, coetaneo della ragazza investita, che con fiducia ci aveva aperto la porta di casa, al pianterreno di un bel palazzo in cortina, a pochi metri dal commissariato San Paolo, dove Massimiliano confessava. «Credo che ognuno abbia il suo dolore da metabolizzare e comunque non ho niente contro di loro come qualsiasi persona minimamente normale» commenta il papà di Irene, Tony Morabito. «Quel ragazzo era ubriaco quando ha investito mia figlia ma è grave anche quel che ha fatto da sobrio. E lo è stato anche il gesto dei medi della mano alzati in segno di sfida, l'altra sera all'uscita dal commissariato».
Grazia Maria Coletti
IL TIRRENO
GIOVEDÌ, 12 MARZO 2009
Le indagini della polizia dopo lo choc etilico
Ragazzina ubriaca molti casi analoghi
GROSSETO. Anche ieri sono proseguite le indagini della polizia sulla vicenda della ragazzina di quindici anni finita in choc etilico per aver bevuto troppo vino in un ristorante di Grosseto la sera della festa della donna. I genitori, però, non hanno ancora fatto una formale denuncia e vorrebbero mettere la parola fine su tutta la vicenda.
Gli agenti hanno sentito il personale del pronto soccorso, il medico, i ristoratori. E il quadro che è emerso è decisamente preoccupante. Il caso della ragazzina è solo la punta dell’iceberg.
Ogni settimana al pronto soccorso del Misericordia arrivano parecchi minorenni in preda all’alcol. E altrettanti vengono curati dai volontari del 118 sul territorio, senza ricovero. La realtà è che i giovani bevono troppo. Bevono vino, aperitivi alcolici, bevono quelle nuove bevande a base di frutta che contengono molto alcol. E nessuno verifica che l’alcol non venga servito al banco ai minori.
Così quelli che “sballano” sono sempre di più, inconsapevoli dei danni che l’alcol fa sull’organismo, soprattutto se assunto in gran quantità e in giovane età.
LA SICILIA
L'automobilista di San Cataldo è risultato ubriaco
Con l'auto contro un muro: in coma
San Cataldo. È in coma dopo essersi schiantato con l'auto contro il muro di cinta di una villetta. Ma al volante si era messo totalmente ubriaco, come attestato dagli esami del sangue a cui è stato sottoposto. Uno scontro autonomo, nel cuore della notte, sulla statale 122 che collega San Cataldo a Serradifalco. Sono critiche le condizioni di un trentaseienne sancataldese, D. C., ora ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale «Papardo» di Messsina. Adesso rischia una denuncia per guida in stato d'ebbrezza e il ritiro della patente. Provvedimenti che non gli sono stati ancora notificati sol perché è ancora grave in ospedale.
La notte scorsa, intorno all'una, D.C. è rimasto coinvolto in uno spaventoso impatto mentre era al volante della sua Daewoo Leganza. Non è chiaro cosa abbia causato l'uscita di strada della vettura, diretta verso Serradifalco. Un impatto senza testimoni, eppure i carabinieri, intervenuti per i rilievi, una prima ricostruzione sono riusciti a tracciarla.
Il giovane avrebbe perso il controllo mentre imboccava un tratto rettilineo, all'altezza del km 51+800. Come una scheggia impazzita, l'auto avrebbe percorso un centinaio di metri senza che D. C. potesse più riprenderla, abbattendo prima un palo dell'illuminazione per poi terminare la folle corsa addosso la recinzione muraria di una villetta privata, danneggiandola. Il giovane sancataldese è rimasto intrappolato nell'abitacolo fin quando alcuni passanti non hanno visto la vettura semidistrutta e hanno allertato i soccorritori. Ma si è capito subito che le sue condizioni erano gravi.
Con un'ambulanza del 118 è stato trasferito al «Sant'Elia», ma qui, nel reparto di Rianimazione i posti erano tutti occupati. Così è stato disposto il trasferimento in elisoccorso al nosocomio messinese, dov'è tuttora ricoverato per i politraumi riportati nel tremendo schianto. I prelievi del sangue hanno dato la conferma ai militari dell'Arma che D. C. proprio sobrio non era: il tasso alcolemico riscontrato, infatti, è stato di 2,13 grammi al litro. Ben oltre la soglia massima.
Va. Ma.
IL RESTO DEL CARLINO
Ubriachi e spesso donne Ecco l'identikit del pirata
AVVENIRE
«Psicosi latenti che poi esplodono Spesso innescate da alcol e droga»
Diregiovani
Sicurezza strade. Ddl in senato, stop vendita alcolici a under 18
Roma, 12 mar. - Divieto di vendita di alcolici ai minorenni e giro di vite per chi guida in stato d'ebbrezza. È quanto prevede un disegno di legge presentato in Senato per prevenire i danni e gli incidenti da alcol, primo firmatario il senatore del Pdl, Luigi d'Ambrosio Lettieri, segretario della commissione Sanità. Il ddl è sottoscritto da altri 21 senatori, e innalza a 18 anni la soglia di età per il divieto di vendita e somministrazione di alcolici (oggi il limite è fissato a 16 anni).
Obiettivo, spiega Lettieri, è avere "consistenti risparmi in termini di vite umane, soprattutto tra i giovani, riduzione degli enormi costi sociali e sanitari conseguenti all'uso di alcol, il tutto a costo zero per lo Stato. Una misura semplice e necessaria soprattutto in un paese come il nostro, detentore del poco invidiabile primato nella precocità dell'iniziazione all'uso di alcol, che avviene tra gli 11 e i 12 anni rispetto a una media europea di 14".
Il senatore sottolinea che "secondo i dati dell'Osservatorio nazionale alcol dell'Istituto superiore di Sanità, l'Italia conta almeno 750 mila adolescenti consumatori a rischio di bevande alcoliche. è chiaro - continua - che innalzare a 18 anni il divieto di vendita di bevande alcoliche è solo una delle misure che occorrono per contrastare il fenomeno del consumo a rischio di alcol nei giovani.
Servirebbero infatti anche altri interventi, soprattutto sul terreno dell'informazione e dell'educazione, ma intanto era urgente cominciare ad affrontare con concretezza il problema, ed è quello che abbiamo fatto". Il ddl contro la vendita di alcolici ai minori di 18 anni, presentato dal Pdl al Senato, contiene altre due misure. La prima è l'estensione del divieto di vendita e somministrazione di alcolici nelle aree di servizio autostradali 24 ore su 24.
La seconda, una modifica alle norme del codice della strada, che prevede un giro di vite per scoraggiare i giovani dal mettersi alla guida in stato di alterazione alcolica: per i guidatori di età inferiore ai ventuno anni e per quelli in possesso di patente da meno di cinque anni, le sanzioni per guida in stato di ebbrezza scatteranno infatti già in presenza di un tasso alcolemico superiore a 0.2 g per litro, in luogo del limite di 0.5 oggi consentito.
Il primo firmatario del ddl, D'ambrosio Lettieri, sottolinea: "Il fatto che il disegno di legge non comporti oneri per la spesa pubblica e sia largamente condiviso dai maggiori esperti della lotta all'alcol in Italia fa ben sperare in un iter celere e positivo. Anche se sono da mettere in conto possibili, se non probabili, azioni di disturbo da parte di chi nel consumo di alcol vede solo e unicamente un business estremamente redditizio".
EMERGENZA ALCOLISMO
OSSFAD Chi siamo
Istituto Superiore di Sanità Il più visitato, OssFAD, chi siamo?
L' Osservatorio Fumo, Alcol e Droga (OssFAD) è l'organo ufficiale dell'Istituto Superiore di Sanità che informa e forma in materia di tabagismo, alcolismo e tossicodipendenze. L'OssFAD si rivolge sia agli operatori sanitari che operando nell'ambito delle dipendenze cercano strumenti utili per lo svolgimento della propria attività, sia ai cittadini. Uno degli obiettivi prioritari indicati dal Piano Sanitario Nazionale 2006-08 è, infatti, quello di informare la popolazione allo scopo di prevenire alcune malattie legate all'adozione di stili di vita non corretti.
Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel tracciare gli obiettivi raggiungibili entro il 2015, si prefigge come obiettivo il raggiungimento di una significativa diminuzione degli effetti negativi della dipendenza da sostanze come tabacco, alcol e droghe.
L'OssFAD, quindi, si propone di monitorare il fenomeno delle dipendenze e di proporre iniziative e strumenti formativi e informativi utili alla prevenzione.
Chiunque voglia mettersi in contatto con noi per darci o ricevere informazioni può chiamare i Telefoni Verdi dell'Osservatorio: Telefono Verde contro il Fumo 800554088 - Telefono Verde Alcol 800632000 oppure utilizzando l'indirizzo e-mail osservatorio.fad@iss.it,
Direttore OSSFAD Piergiorgio Zuccaio
Responsabile Sito Web Giordano Carosi
Gruppo di Lavoro: Antonella Bacosi, Simonetta Di Carlo, Rita Di Giovannandrea, Alessandra Di Pucchio, Patrizia Gori, Emilia Marchei, Laura Martucci, Luisa Mastrobattista, Donatella Mattioli, Monica Mazzola, Gabriele Modigliani, Claudia Mortali, Roberta Pacifici, Ilaria Palmi, Manuela Pellegrini, Simona Pichini, Enrica Pizzi, Silvia Rossi, Giulia Scaravelli, Renata Solimini.
ASAPS
Quanto posso bere?
Un calcolo con la formula di Widmark
di Franco Medri
NOTA PER IL LETTORE: I dati esposti hanno una limitata attendibilità perché per la determinazione del tasso alcolemico incidono troppi fattori che non possono essere sintetizzati con singole formule matematiche; pertanto si declina ogni responsabilità per chi prende a riferimento quanto sotto riportato.
L’articolo 186 del Codice della Strada disciplina la guida sotto l’influenza dell’alcool e come tutti gli operatori di polizia stradale sanno, qualora dall’accertamento risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l, l’interessato è considerato in stato di ebbrezza, a cui si collega una sanzione penale con l’arresto fino ad 1 mese e una ammenda da euro 258 a euro 1.032.
Ma, tante volte il cittadino pone all’Autorità il classico quesito: quanto si può bere per non superare il limite di concentrazione alcolica corrispondente a 0,5 g/l?
Per dare una risposta pratica, si può effettuare un calcolo approssimativo del tasso alcolemico attraverso la formula matematica di Widmark, precisando che l’alcool viene assorbito dal corpo umano, in parte, attraverso le pareti dello stomaco, mentre il resto dai tessuti intestinali.
Gli elementi principali per calcolare il tasso di concentrazione alcolica nel sangue, comunemente detto alcolemia, sono:
• il peso della persona che ha bevuto
• il sesso
• la quantità di bevanda alcolica assunta
• la gradazione della bevanda alcolica assunta
La formula matematica di Widmark esprime il tasso alcolico per litro (TA) ed è data da:
peso alcool ingerito X q,055
TA (espresso g/l) = _______________________
peso persona X FW
TA = tasso alcolico
1,055 = peso specifico del sangue
FW = fattore Widmark (indice che rappresenta il rapporto tra peso corporeo e sangue)
(corrisponde: per uomini = 0,73 per donne = 0,66)
CONSIGLIO: il metodo migliore per non incorrere nella violazione dell’articolo 186 C.d.S., oltre che essere un potenziale pericolo per la circolazione stradale, è quello di non bere.
COME SI CALCOLA IL PESO DELL’ALCOOL INGERITO?
Si precisa che 1 litro di alcool puro pesa 800 g = 0,8 kg
Tutte le bevande alcoliche sono formate principalmente da acqua ed etanolo, ma l’elemento che più ci interessa è la quantità di etanolo contenuta in una determinata bevanda, dove in Italia è espressa in percentuale (%) e si indica col termine di grado alcolico.
Pertanto, esempio, 1 litro di vino con gradazione alcolica 13° corrisponde ad una concentrazione etilica pari al 13%, ovvero il litro dei vino in questione è composto da una parte acquosa e da 130 millilitri di alcool.
Questi 130 millilitri di alcool hanno un determinato peso; infatti applicando il sistema proporzionale 1000ml : 800g = 130ml : X otteniamo un peso corrispondente a 104 grammi.
Così i nostri 130 millilitri di alcool pesano 104 grammi ed il nostro riferimento è che 1 (un) litro di vino a 13° contiene alcool per 104 grammi.
ESEMPIO PRATICO
Un soggetto uomo (peso 80 kg) durante una cena ingerisce 0,5 litri di vino con concentrazione 12°.
Cominciando ad effettuare il calcolo dei grammi di alcool ingerito per poi applicare la formula di Widmark, avremo:
Un calcolo con la formula di Widmark
1 litro = 1000 ml in cui a 12° corrisponde il 12% ovvero 120ml
sapendo che 1 litro di alcool pesa 800 g facciamo la proporzione ed otteniamo
1000ml : 800g = 120ml : XÆ risultato 96 grammi (peso di 120 ml di alcool)
NOTA: il nostro soggetto ha bevuto 1/2 litro di vino, pertanto i grammi di alcool ingeriti sono 48.
48 X 1,055 50,64
TA = ____________ = __________ = 0,86 g/l (il limite normativo è stato superato)
80 X 0,73 58,4
PRECISAZIONE: la formula di Widmark presenta una percentuale di errore abbastanza elevata, infatti un elemento che incide sul fattore “Tasso Alcolico” è il quantitativo di acqua totale nel corpo (TBW – Total Body Water)
Per questo motivo un gruppo di studiosi ha sintetizzato una apposita formula matematica per ottimizzare la predetta formula di Widmark, ma la stessa non viene rappresentata perché troppo complicata da sviluppare. Comunque un ulteriore riferimento di calcolo del quantitativo di alcool che il singolo soggetto può ingerire, senza oltrepassare il limite consentito dalla norma di cui all’articolo 186 del Codice della Strada, è dato dal fatto che un soggetto di sesso maschile può bere tanti grammi di alcool quanto è il peso del suo corpo moltiplicato per un indice corrispondente a 0,53.
Per la donna si fa lo stesso calcolo, ma si devono togliere 3 grammi dal risultato ottenuto.
Esempio: soggetto maschio peso 80 kg moltiplicato per 0,53 avremo 42,4 grammi di alcool massimi da ingerire per non superare (approssimativamente) il limite di 0,5 g/l.
NOTA: sicuramente altri fattori incidono sulla determinazione del Tasso Alcolemico, come: l’assunzione di cibo, il bere nell’arco di un determinato tempo, ecc..
B I B L I O G R A F I A
1)-Foglio illustrativo Alcootest Marketing Italia.
2)-Sito www.earmi.it (Il tasso alcolico – Alcol alla guida – Teoria e programma).
EMERGENZA ALCOLISMO
Giovani, alcool e droghe per riuscire a fare sesso
Fonte: CeapRoma
Un terzo dei maschi tra 16-35 e un quarto delle coetanee bevono alcol per aumentare le proprie chance sessuali, fanno uso di cocaina, ecstasy e cannabis intenzionalmente per aumentare l’eccitazione o prolungare il sesso. E quanto emerso da un’indagine su 1300 giovani di vari paesi europei, condotto da Mark Bellis della John Moores University di Liverpool.
I risultati dicono che il consumo di alcol e droghe è intenzionalmente legato al sesso. Disinibiti ed "efficaci". Da un questionario è risultato anche che i giovani usano l’alcol per favorire le conoscenze che poi possono portare al sesso occasionale, inoltre per disinibirsi e arrivare all’incontro sessuale con maggiore tranquillità.
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Ciaopeople Magazine
Il cellulare si trasforma in etilometro
Grazie ad un software, il cellulare sarà capace di rilevare le dosi di alcol nel sangue
Tanti sono gli incidenti provocati ogni fine settimana, molto spesso mortali, a causa dell'alcol. Troppi i giovani ma anche adulti, che si mettono alla guida in stato di ebbrezza, mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri.
Ogni fine settimana la Polizia Stradale ritira fino a 12 patenti e sequestra decine di vetture che vengono successivamente messe all'asta. Lo stesso discorso vale anche per la Polizia Locale di Como, che si ritrova a sequestrare auto e ritirare patenti a iosa.
Per far fronte a questa drammatica situazione, l'Associazione E20 Como, con il patrocinio del Comune di Como, dell'Asl e della Croce Rossa, promuove un progetto che ha come scopo fermare questo crescente fenomeno.
Attraverso un software scaricabile sul proprio cellulare, i giovani possono simulare un'ipotetica situazione di sbronza e constatare quali saranno le probabilità di incidente e le possibili sanzioni amministrative che potrebbero subire, se guidassero ubriachi.
Francesco Scopelliti, assessore alla Sicurezza, afferma che questo progetto "vuole portare i ragazzi alla consapevolezza che bevendo anche solo una birra e mettendosi al volante possono perdere la patente ma soprattutto la vita".
Il progetto denominato "SobrioMobile" è rivolto ai giovani delle scuole medie superiori, che usano cellulare ed Internet come strumenti principali di comunicazione ed informazione. E' un gioco che permette di simulare una situazione che potrebbe verificarsi e causare danni molto seri.
La carta che permetterà di scaricare il programma verrà distribuita gratuitamente presso dieci scuole di Como, attraverso incontri mirati. Sensibilizzare i giovani a questa tematica, grazie alla fusione di consapevolezza e nuove tecnologie.
Daniela Caruso
TRENTINO
«Niente alcolici, né slot machine»
Approvato il capitolato per la gestione del centro Sottodossi La struttura avrà alta valenza sociale
MEZZOCORONA. Approvato all’unanimità nell’ultimo consiglio comunale il capitolato speciale d’appalto per la gestione del rinnovato Centro giovanile sportivo/ricreativo Sottodossi, la cui apertura è programmata, salvo imprevisti, per il prossimo giugno. Sono previsti precisi obblighi “etici” che chi gestirà la struttura. Il capitolato prevede l’obbligo per i gestori di non offrire né vendere alcolici ai minori, ma anche l’obbligo di non distribuire, né a pagamento né gratis, superalcoolici a chiunque, neppure ai maggiorenni. Inoltre sarà tassativamente vietato ai gestori impiantare nei locali a loro affittati slot machines di qualsivoglia tipo. (*) L’assessore competente Mattia Hauser ha sottolineato che l’intenzione dell’amministrazione comunale (peraltro condivisa dalle minoranze tutte) è quella di far sì che chi andrà a gestire questa struttura pubblica, luogo di aggregazione giovanile che avrà al suo interno anche la nuova sede di Telemaco, abbia come fine del suo lavoro non solo il guadagno («peraltro legittimo», ha precisato Hauser), ma anche quello di organizzare delle iniziative che tendano a favorire, appunto, una sana aggregazione giovanile.
Maggioranza e minoranza assieme hanno concordato che la scelta su chi affidare la struttura dovrà essere fatta sono in bassa percentuale, indicativamente 20 o 25% (contro il 30% inizialmente previsto), tenendo in considerazione l’offerta economica che gli aspiranti gestori proporranno per aggiudicarsi la gara, mentre importanza preponderante per la valutazione avrà il programma gestionale. «Quello che deve apparire chiaro - ha sottolineato Hauser - è che il Comune non intende fare cassa con questa struttura, quindi si accontenterà di un affitto non alto. Purché i soldi risparmiati il gestore o i gestori non li tengano per sé ma li trasformino in servizi a favore degli utenti del centro Sottodossi». Diego Pancher, di Mezzocorona Democratica, ha chiesto ed ottenuto l’aggiunta di una clausola che prevederà l’immediata scissione del contratto in caso di utilizzo da parte del gestore di collaboratori “in nero”. (m.w.)
(*) Nota: la distinzione tra alcolici e superalcolici non ha molto senso se riferita alla prevenzione. La bassa gradazione non costituisce un limite, permette e addirittura facilita, assunzioni di alcol anche massicce. Serve, forse, a chi promulga i provvedimenti per non apparire troppo proibizionista.
SANREMONEWS
Taggia: controlli dei CC, quattro fermati in stato d'ebbrezza
Giovedì 12 Marzo 2009 - Quattro patenti ritirate ed altrettante denunce per guida in stato d'ebbrezza è il risultato di un controllo effettuato nella notte dai carabinieri di Taggia insieme all'aliquota della Radiomobile matuziana. I controlli dei militari matuziani, sempre presenti sul territorio, questa notte si sono focalizzati sul centro taggiasco.
I contravventori sono tutti in un’età compresa tra i 44 anni ed i 28 anni, tutti italiani della nativi e residenti nella provincia di Imperia e tutti quanti trovati con un tasso di oltre 1,2 g\l. Particolarità è che il più giovane R.D., sanremese 28enne alla guida di uno scooter molto traballante, è stato trovato anche sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Stefano Michero
TRENTINO
Alcol e guida: tre denunce in una notte
Sequestrata anche una Golf. Un trentenne è stato fermato per la terza volta
TRENTO. Tre denunce per guida in stato di ebbrezza (e quindi altrettante patenti ritirate) e un’auto sequestrata. È questo il bilancio di una notte di controllo contro l’abuso di alcol di chi si mette al volante da parte di carabinieri e polizia.
Il primo ad essere fermato è stato un uomo di 58 anni di Fornace che è incappato in un posto di controllo della squadra volante della questura in via Ambrosi. La sua auto, una Golf, procedeva a zig zag e quando i poliziotti li hanno sottoposto al controllo con l’etilometro si è capito il perché. Il tasso alcolemico che ha fatto registrare, infatti, è stato di 2.04 ossia quattro volte superiore al limite fissato dalla legge che è di 0.5 grammi di alcol per litro di sangue. Per lui è scatta la denuncia per guida in stato di ebbrezza, il ritiro della patente (sarà poi il commissario del governo a decidere per quanto tempo) e non solo. Superando la soglia di 1.5, infatti, è anche scattato il sequestro della vettura ai fini della confisca.
Via Ambrosi è stata «fatale» anche per un 37enne di Mezzolombardo che è stato fermato (pochi minuti dopo le 4) questa volta da una pattuglia del nucleo radiomobile. Al controllo con l’etilometro ha fatto registrare un valore di poco superiore all’uno e quindi è stato denuncia e gli è stata ritirata la patente. E non è la prima volta: già due volte la licenza di guida gli era stata tolta sempre per guida in stato di ebbrezza.
Poco prima, in via Manzoni, un altro automobilista era stato fermato sempre dai carabinieri. Si tratta di un ragazzo di 22 anni di Trento che percorreva a velocità elevata la strada.
Bloccato dalla pattuglia è stato anche lui controllo con l’etilometro e ha fatto registrare un valore di poco inferiore all’un grammo di alcol per litro di sangue. Anche per lui, quindi, è scattata la denuncia e il ritiro della patente. Se per gli altri due saranno 10 i punti che spariranno immediatamente dalla prossima licenza di guida, per quest’ultimo saranno 15: 5 sono, infatti, per la guida ad alta velocità.
IL TIRRENO
GIOVEDÌ, 12 MARZO 2009
Ubriachi fermati dai carabinieri mentre danneggiano auto in sosta
SARZANA. Completamente ubriachi, si stavano divertendo a danneggiare un’auto parcheggiata nei pressi della stazione ferroviaria. Un passatempo che è andato avanti un po’ fino all’arrivo dei carabinieri, giunti sul posto a seguito di una segnalazione. Così i due giovanotti che a malapena si reggevano in piedi sono stati bloccati dai militari e quindi condotti in caserma per gli opportuni accertamenti. (*)
I due sono risultati essere il marocchino M.K., 28 anni e il somalo 25enne O.B. entrambi poi denunciati per danneggiamenti, oltrechè per la mancanza di documenti e permessi di soggiorno. L’auto danneggiata è di proprietà di un 20enne sarzanese.
(*) Nota: secondo un’indagine del Sole 24 Ore i costi economici dei danni causati dall’uso degli alcolici, nel nostro Paese, ammontano a quarantacinque miliardi. Viene da pensare che per quanto accurata possa essere l’analisi, è veramente difficile far rientrare in parametri tutte le possibili modalità con cui gli alcolici producono danni. Di conseguenza è assai probabile che le valutazioni di questo tipo siano sempre sottostimate.
IL TEMPO
Parla il fratello del pirata del lungotevere
"Max s'è rovinato la vita"
Ha investito una ragazza sul lungotevere sabato scorso e poi è fuggito. La caccia al pirata è durata poco: Massimiliano M. alla fine ha confessato. Il fratello: "Si è rovinato la vita".
12/03/2009 - I buttafuori dell'Alibi non li avevano fatti rientrare. Massimiliano e Mirko erano usciti per andare a comprare la birra. E con le bottiglie in mano si sono ripresentati all'ingresso della discoteca di Testaccio. Ma gli addetti alla sicurezza li hanno visti ubriachi e li hanno mandati via. Così i due ex compagni di scuola, rincontratisi dopo anni venerdì notte all'Alibi, sono saliti in auto per tornare a casa, in zona Marconi. Ma Massimiliano ha sbagliato strada, ha imboccato lungotevere dove ha travolto Irene Morabito, 21 anni, poi lo schianto sul semaforo di ponte Mazzini, e di nuovo via. «Che scemo, s'è rovinato la vita» commenta sconsolato il fratello Giorgio, 21 anni. Massimiliano era il suo eroe, il fratellone che studiava, prossimo alla laurea, tra un mese avrebbe discusso la tesi in architettura. E invece tutto all'aria per la sbornia di una notte. E, passata la sbronza, la messinscena della denuncia per furto e l'auto bruciata, un'aggravante.
È così che un ragazzo perbene, almeno fino a pochi giorni fa, dall'altra notte è in carcere per lesioni gravissime, omissione di soccorso, inquinamento delle prove e simulazione di reato. Mentre il ragazzo che era con lui, con precedenti per piccoli reati, è stato denunciato per omissione di soccorso in concorso. L'hanno cercato e trovato l'altra notte i poliziotti del commissariato San Paolo citofonando ai condomini in zona piazzale della Radio, civico per civico, mentre un'altra squadra controllava gli archivi dell'Itc Darwin. La prima notte a Regina Coeli è passata. Forse da oggi, se il fermo di Massimiliano sarà convalidato in arresto come ha chiesto il pm De Cecilia al gip, ne seguiranno altre.
E la famiglia di Massimiliano è distrutta. Almeno quanto lo è l'altra famiglia, quella di Irene Morabito, che dall'alba di sabato lotta tra la vita e la morte al San Camillo. Piange la mamma di Massimiliano, Paola M., impiegata comunale in uno dei municipi più famosi. «Sono appena tornata a casa - racconta, e sono le quattro e mezzo del pomeriggio - sono stravolta, ho fatto tanti giri in tribunale e a Regina Coeli, che non avevo mai visto». Che dolore. «Penso a mio marito (impiegato comunale in pensione, ndr) e agli altri due figli, alla nostra famiglia. Ma anche a quella di Irene». E Paola lo sa cosa significhi. «Quel ragazzo che lei ha visto il pomeriggio in cui è stato fermato Massimiliano - dice riferendosi a Giorgio - quando aveva 5 anni è stato colpito da una malattia che lasciava poche speranze: so cosa vuol dire stare al capezzale di un figlio senza avere la certezza di poter sperare».
Ma cosa si prova ad essere il familiare di un ragazzo che improvvisamente mostra un volto che non conoscevi, lo aveva spiegato l'altro ieri pomeriggio l'aria smarrita di Giorgio, coetaneo della ragazza investita, che con fiducia ci aveva aperto la porta di casa, al pianterreno di un bel palazzo in cortina, a pochi metri dal commissariato San Paolo, dove Massimiliano confessava. «Credo che ognuno abbia il suo dolore da metabolizzare e comunque non ho niente contro di loro come qualsiasi persona minimamente normale» commenta il papà di Irene, Tony Morabito. «Quel ragazzo era ubriaco quando ha investito mia figlia ma è grave anche quel che ha fatto da sobrio. E lo è stato anche il gesto dei medi della mano alzati in segno di sfida, l'altra sera all'uscita dal commissariato».
Grazia Maria Coletti
IL TIRRENO
GIOVEDÌ, 12 MARZO 2009
Le indagini della polizia dopo lo choc etilico
Ragazzina ubriaca molti casi analoghi
GROSSETO. Anche ieri sono proseguite le indagini della polizia sulla vicenda della ragazzina di quindici anni finita in choc etilico per aver bevuto troppo vino in un ristorante di Grosseto la sera della festa della donna. I genitori, però, non hanno ancora fatto una formale denuncia e vorrebbero mettere la parola fine su tutta la vicenda.
Gli agenti hanno sentito il personale del pronto soccorso, il medico, i ristoratori. E il quadro che è emerso è decisamente preoccupante. Il caso della ragazzina è solo la punta dell’iceberg.
Ogni settimana al pronto soccorso del Misericordia arrivano parecchi minorenni in preda all’alcol. E altrettanti vengono curati dai volontari del 118 sul territorio, senza ricovero. La realtà è che i giovani bevono troppo. Bevono vino, aperitivi alcolici, bevono quelle nuove bevande a base di frutta che contengono molto alcol. E nessuno verifica che l’alcol non venga servito al banco ai minori.
Così quelli che “sballano” sono sempre di più, inconsapevoli dei danni che l’alcol fa sull’organismo, soprattutto se assunto in gran quantità e in giovane età.
LA SICILIA
L'automobilista di San Cataldo è risultato ubriaco
Con l'auto contro un muro: in coma
San Cataldo. È in coma dopo essersi schiantato con l'auto contro il muro di cinta di una villetta. Ma al volante si era messo totalmente ubriaco, come attestato dagli esami del sangue a cui è stato sottoposto. Uno scontro autonomo, nel cuore della notte, sulla statale 122 che collega San Cataldo a Serradifalco. Sono critiche le condizioni di un trentaseienne sancataldese, D. C., ora ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale «Papardo» di Messsina. Adesso rischia una denuncia per guida in stato d'ebbrezza e il ritiro della patente. Provvedimenti che non gli sono stati ancora notificati sol perché è ancora grave in ospedale.
La notte scorsa, intorno all'una, D.C. è rimasto coinvolto in uno spaventoso impatto mentre era al volante della sua Daewoo Leganza. Non è chiaro cosa abbia causato l'uscita di strada della vettura, diretta verso Serradifalco. Un impatto senza testimoni, eppure i carabinieri, intervenuti per i rilievi, una prima ricostruzione sono riusciti a tracciarla.
Il giovane avrebbe perso il controllo mentre imboccava un tratto rettilineo, all'altezza del km 51+800. Come una scheggia impazzita, l'auto avrebbe percorso un centinaio di metri senza che D. C. potesse più riprenderla, abbattendo prima un palo dell'illuminazione per poi terminare la folle corsa addosso la recinzione muraria di una villetta privata, danneggiandola. Il giovane sancataldese è rimasto intrappolato nell'abitacolo fin quando alcuni passanti non hanno visto la vettura semidistrutta e hanno allertato i soccorritori. Ma si è capito subito che le sue condizioni erano gravi.
Con un'ambulanza del 118 è stato trasferito al «Sant'Elia», ma qui, nel reparto di Rianimazione i posti erano tutti occupati. Così è stato disposto il trasferimento in elisoccorso al nosocomio messinese, dov'è tuttora ricoverato per i politraumi riportati nel tremendo schianto. I prelievi del sangue hanno dato la conferma ai militari dell'Arma che D. C. proprio sobrio non era: il tasso alcolemico riscontrato, infatti, è stato di 2,13 grammi al litro. Ben oltre la soglia massima.
Va. Ma.
IL RESTO DEL CARLINO
Ubriachi e spesso donne Ecco l'identikit del pirata
AVVENIRE
«Psicosi latenti che poi esplodono Spesso innescate da alcol e droga»
Rassegna stampa del 11/03/2009
CORRIERE DEL VENETO
La polemica Da 0,5 a 0,2: in Parlamento arriva la stretta e il politico leghista teme per il mercato del vino
«Ubriachi con due prosecchi? E' una follia» Zaia alla guerra contro il varo dei nuovi limiti
VENEZIA — Guai a fare dell'alcol il capro espiatorio delle stragi sulla strada. L'alt arriva dal ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia, preoccupato per la discussione in Parlamento in merito alla possibilità di abbassare la soglia alcolica consentita a chi guida dall'attuale 0,50 grammi per litro di sangue a 0,20. «E' ovvio che per mettersi al volante bisogna essere lucidi, ma da qui a ricondurre sempre incidenti e morti al vino o agli alcolici ce ne passa - dice Zaia -. Il limite attuale corrisponde a due bicchieri di Prosecco, che non fanno di un automobilista un killer, e ci costringe a rinunciare al grappino a fine cena. Irrigidire ulteriormente questa misura significa creare un danno non indifferente a un settore che produce 70 milioni di ettolitri all'anno e dare un'immagine sbagliata dell'Italia, delle sue tradizioni, dei nostri modelli di vita». (*)
Se davvero si vuole contrastare il triste fenomeno, secondo il ministro trevigiano bisogna intervenire sull'educazione dei giovani, rendendo materia curriculare nelle scuole la sicurezza stradale e coinvolgendo le famiglie in un progetto di prevenzione da predisporre insieme a tutte le componenti sociali. «So bene di cosa parlo - insiste Zaia - nel 1998 ero presidente della Provincia di Treviso, la prima d'Italia per numero di decessi sulla strada, 187 all'anno. Ho lanciato un piano di interventi strutturali, con 400 nuove rotatorie, e di coordinamento con forze dell'ordine e componenti sociali, con risultato di abbassare la media a 60 morti all'anno. L'alcol non è il problema ma uno dei problemi, accanto alle intere nottate passate in discoteca dai ragazzi, alle autoradio sparate a tutto volume, al fumo in macchina, all'errore di mettere in mano a un diciottenne bolidi che fanno i duecento all'ora. E infatti nel Veneto la maggior parte dei sinistri avviene sui rettilinei, dove le vittime perdono il controllo del mezzo da sole, probabilmente per stanchezza. Non vorrei - conclude il titolare del dicastero dell'Agricoltura - che questa crociata fosse un modo per scaricare il problema: dalle famiglie alle istituzioni e dalle istituzioni al settore vitivinicolo». Secondo Zaia, inoltre, il proibizionismo non paga, perchè «i giovani sono ribelli alle regole per antonomasia. Più dici loro di non bere e più lo faranno». Perciò, per salvare tante vite, bisogna «andare loro incontro, non contro».
Non la pensa così Giovanni Serpelloni, direttore dell'Osservatorio regionale sulle dipendenze e capo del Dipartimento antidroghe della Presidenza del Consiglio. «Da medico io posso lanciare un solo messaggio alle nuove generazioni: non bevete, se dovete mettervi alla guida, e non drogatevi. Perciò tra lo 0,50 e lo 0,20 io scelgo lo zero».
E infatti Serpelloni ha lanciato a Verona un progetto di prevenzione, che prevede test su strada da parte di forze dell'ordine e unità mobile del Sert, ora destinato ad essere esteso dalla Presidenza del Consiglio a tutta Italia. Si chiama «Drugs on street», è già stato inviato a Prefetture, Regioni, Anci e prevede esami delle urine, test strumentali e accertamenti clinici in tempo reale, cioè sul camper dell'Usl interessata, che lavora insieme a Polstrada, carabinieri o vigili. «A Verona, in sei mesi sono stati compiuti 1117 accertamenti - illustra Serpelloni - il 45% degli automobilisti sono risultati positivi a droga, alcol o entrambi ed è scattato il ritiro della patente. Il 20% di quelli negativi all'alcol lo erano a stupefacenti, soprattutto cocaina, cannabis o anfetamine. I controlli diventeranno sempre più frequenti e rigidi: con un tasso alcolico superiore a 1,5 scatterà anche il sequestro del mezzo».
M.N.M.
(*) Nota: prendiamo queste affermazioni del ministro Zaia come una difesa di ufficio del vino, dovuta al suo ruolo di Ministro delle politiche agricole. In altre occasioni ha sostenuto che chi guida non deve bere.
CONTRIBUTO DI LUIGINO PELLEGRINI
Penso valga la pena sollecitare i nostri pigri politici a COPIARE quanto stanno decidendo i Francesi nei quattro ambiti sotto riportati, spiegando loro che queste sono le misure efficaci di salute pubblica per contrastare il fenomeno e non gli inutili progetti di pseudo informazione e di sensibilizzazione di cui si riempiono la bocca pur sapendo bene che senza un contesto di regolamentazione servono a chi riceve i soldi ma non ai destinatari.
- Divieto Alcol e Fumo ai minori di 18 anni,
- Divieto o forte limitazione pubblicità diretta e indiretta di alcol e fumo in TV, Radio e da ora anche in Internet,
- Forte limitazione nella vendita e somministrazione bevande alcoliche in Autostrada,
- Divieto di offerta gratuita o sottoprezzo di bevande alcoliche a fini promozionali e divieto di consumo libero di alcol con pagamento forfetario.
La proposta del senatore Marino sotto riportata riguarda solo il fumo?
Luigino Pellegrini Coordinatore Servizio Alcologia Distretto Sanitario Vallagarina Tel 0464/ 403611 fax 0464/403690
METRONEWS
Francia: primo stop per l'alcol ai minori
11/03/2009 - Lunedì l’Assemblea nazionale francese ha approvato un progetto di legge che vieta la vendita di alcol e tabacco ai minori di 18 anni, elevando il divieto attuale, che è di 16 anni. Il testo sarà ora sottoposto all’esame del Senato. «È un’ottima decisione - ha commentato il dottor Alain Rigaud, medico psichiatra e segretario generale dell’Associazione francese per la prevenzione dell’alcolismo (Anpaa) - Rende le cose più semplici: finora per i ragazzi tra i 16 e i 18 anni alcune bibite alcoliche erano permesse, altre no. Non c’è chiarezza».
L’Anpaa non risparmia comunque critiche al governo, accusato di «anteporre gli interessi economici alla salute pubblica », a causa dell’introduzione nel disegno di legge del permesso di pubblicizzare gli alcolici su internet (anche se con alcune restrizioni). Finora era considerata valida la legge del 1991, che vietava la pubblicità sui media in tempi in cui la Rete ancora non esisteva. Sul piede di guerra i produttori di vino: «Di nuovo il nostro lavoro viene penalizzato, visto che la maggior parte dei giovani beve birra e vino», chiosa Michel Baldassini, dell’associazione del vino Burgundy. Oggi i francesi bevono 9,3 litri di puro alcol all’anno, lontano dai 17,7 litri del 1961. Secondo le compagnie del tabacco, «le nuove regole non aiuteranno il dialogo con le nuove generazioni».
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Bologna 2000
Nonantola: Confesercenti sulle misure contro il consumo di alcol in strada
Modena 10-03-2009 - La proposta del Comune di Nonantola di vietare il consumo di alcolici per strada trova il favore di Confesercenti: “Una risposta adeguata e che condividiamo – afferma Vittorio Coen responsabile sindacale di Confesercenti Nonantola – ma che soprattutto può apportare anche un sicuro rimedio ad una situazione diventata oltre modo fastidiosa”.
Gli episodi incresciosi anche recenti, accaduti nel centro storico di Nonantola avevano messo in allarme commercianti e residenti. I bivacchi di cittadini stranieri ubriachi in determinate ore del giorno sono infatti sfociati più di una volta in insulti ai passanti se non addirittura in risse tra loro con i cocci di bottiglia usati come arma impropria. Già Confesercenti aveva manifestato preoccupazione ed esposto il problema all’attenzione della giunta e del sindaco, affinché vi fosse posto rimedio; gli esercenti dal canto loro dato l’evolversi della situazione e il conseguente calo degli affari avevano raccolto in breve tempo più di 350 firme al fine di adottare concreti provvedimenti.
“Avevamo già espresso la nostra approvazione con l’istallazione della video sorveglianza come deterrente contro gli episodi di microcriminalità e la rinnoviamo ora – spiega Coen – dopo che il sindaco è intervenuto nuovamente con una proposta che mira a far cessare quest’altra situazione di disagio urbano. Condividiamo ed appoggiamo quindi la soluzione avanzata dal primo cittadino di sanzionare chi consuma alcolici al di fuori dei locali e delle aree consentite che siano vie o parchi pubblici. Troviamo inoltre opportuna ed adeguata l’istallazione di un’apposita segnaletica in diverse lingue finalizzata a dare un’informazione dettagliata sul provvedimento”.
“Considerando che questa soluzione potrebbe essere integrata con pattugliamenti mirati da parte della Polizia Municipale, auspichiamo inoltre per la stessa un’adeguata dotazione di strumenti oltre ad un’idonea preparazione in materia finalizzate a costituire un ulteriore passo in avanti verso la soluzione di quei problemi legati alla microcriminalità che per parecchio tempo hanno caratterizzato il centro storico di Nonantola”.
VIVERESENIGALLIA
A Chester la Conferenza delle città gemellate sulla sicurezza
Si è svolta a fine febbraio a Chester la conferenza delle città gemellate sulla sicurezza. In questa occasione si è discusso in particolare del rapporto fra giovani, violenza e alcol, che rappresenta ormai per tutte le amministrazioni un problema da affrontare urgentemente per prevenire stili di vita rischiosi, che possano portare i ragazzi ad abusare di alcol e conseguentemente a commettere reati di vario genere.
Le città di Sens, Chester, Senigallia e Lörrach hanno presentato le iniziative che in questi ultimi anni hanno rispettivamente attuato per offrire ai giovani nuove opportunità e ridurre il danno sociale di comportamenti illegali correlati all’abuso di alcol o all’assunzione di droghe. Per raggiungere questo obiettivo le città gemellate hanno proposto progetti nei quali sono partners tutte le agenzie coinvolte nel problema. La linea comune emersa dalla conferenza è che per proporre progetti efficaci è necessario affrontare il problema insieme agli altri enti che se ne occupano, studiandolo da varie prospettive, ognuno con la propria competenza e professionalità.
Diversamente dalla nostra realtà, l’abuso di alcol è un comportamento particolarmente diffuso fra i giovani inglesi e tedeschi, ma certo anche a Senigallia emergono alcuni segnali preoccupanti che fanno ipotizzare scenari futuri simili a quelli del Nord Europa. La delegazione di Senigallia era guidata dal Vice Sindaco, Simone Ceresoni, e composta anche da due rappresentanti della Polizia Municipale e da un funzionario delle Politiche Giovanili. Auro Berardinelli e Barbara Assanti, componenti della nostra Polizia Municipale, hanno illustrato la situazione del territorio di Senigallia, riassumendo i dati forniti anche dalla Polizia di Stato e dalla Compagnia dei Carabinieri. Hanno quindi presentato il progetto “Viaggio sicuro al termine della notte”, finalizzato a ridurre le stragi del sabato sera e i comportamenti rischiosi alla guida dei veicoli dovuti all’assunzione di alcol e droghe. Sono state poi segnalate le altre iniziative ideate nell’ambito della prevenzione, quali la realizzazione del miglior bozzetto sui temi della sicurezza stradale “L’ho fatto io”, la campagna d’informazione sui pannelli a messaggi variabili realizzata dai ragazzi delle scuole secondarie del nostro territorio e i corsi per il conseguimento del patentino. (…)
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: il Paese Nuovo
Alcolisti anonimi: a Lecce il 4^ raduno pugliese
Lecce (Salento) Mercoledì 11 Marzo 2009 - Si terrà a Lecce il 14 e 15 marzo, presso la Casa di accoglienza e spiritualità "Pastor Bonus", il quarto Raduno pugliese di "A.A. Alcolisti Anonimi".
Si tratta di uno degli eventi più importanti dell'anno per i Gruppi A.A. pugliesi e non. Come è noto Alcolisti Anonimi svolge la sua attività di recupero dell'alcolista attraverso le riunioni di Gruppo. In Puglia sono attivi una decina di Gruppi, ubicati a Lecce e Maglie, Taranto e Cerignola, a Bari (due Gruppi) e provincia (Locorotondo, Castellana, Santeramo e Monopoli). Una volta l'anno l'Associazione organizza un incontro a livello regionale per creare un momento di aggregazione allargato a tutti gli A.A., provenienti anche al di fuori dei confini pugliesi, mediante il quale dare occasione di condividere le esperienze e suscitare l'attenzione da parte di coloro che ai più svariati titoli si occupano di alcolismo.
Nel corso della giornata di sabato 14 sono previsti incontri riservati agli A.A. in cui vengono trattati argomenti di rilievo per il recupero dell'alcolista, mentre la riunione di domenica mattina 15 marzo è aperta a tutti coloro che sono comunque interessati a conoscere l'Associazione. Parallelamente si svolge il Raduno dell'Associazione Al-Anon, che si occupa del recupero di familiari e parenti degli alcolisti.
CORRIERE DELLA SERA – FORUM ITALIANS
8 marzo: a 15 anni in coma etilico
Caro Beppe,
ma come si fa a sopportare una notizia del tipo «...ragazza di 15 anni in coma etilico dopo cena 8 marzo con le amiche»? La somministrazione di alcolici nei locali pubblici è vietata ai minori di 16 anni siano essi ristoranti, discoteche, negozi, autogrill o altro, questo dice la legge e recentemente si è anche parlato dell'innalzamento della soglia a 18 anni: a che servirebbe quando a una ragazzina in compagnia delle amiche servono al ristorante tanto vino, fino al coma etilico? A quel ristoratore andrebbe tolta la licenza, magari anche a tempo determinato, ma servono misure drastiche, esemplari per contrastare una piaga, che ormai sembra dilagante soprattutto tra le fasce d'età più basse, anche pre-adolescenziali (più femmine che maschi), quindi più esposte ai rischi permanenti sulla salute. Circa 5-6 anni fa ti avevo già scritto sullo stesso argomento che so ti coinvolge parecchio, in risposta a un tuo articolo sul CorSera: pare che nulla sia cambiato e all'orizzonte non si percepisce purtroppo alcuna inversione di tendenza sia in Italia che all'estero.
Ciao,
Fabio Bisio, fabio.bisio@fastwebnet.it
TRENTINO
Alcol alla guida, strage di patenti in città
Da corso Rosmini a viale Trento a via Dante: sei ritirate solo in una notte
ROVERETO. Sei patenti volatilizzate in una notte. E tutta colpa dell’alcol. A rimetterci il permesso di guida è stato chi ha esagerato e non poco, naturalmente, ma anche chi aveva superato di poco i limiti di legge. In comune, tutti quanti, avevano l’età: giovani, giovanissimi. E tutti si trovavano in auto in città.
E’ accaduto nella notte tra sabato e domenica, quando i carabinieri durante i loro controlli hanno pizzicato al volante il gruppetto di automobilisti che avevano ecceduto con l’alcol. C’era chi si era fermato a 0,65 (quando il limite è di 0,50 grammi di alcol per litro) e chi su su era arrivato a segnare 1,20, decisamente troppo.
Le pattuglie dei carabinieri impegnate nei normali controlli del territorio si sono imbattute negli sprovveduti automobilisti che spesso, non in tutti i casi sia chiaro, hanno “attirato” l’attenzione dei militari per il loro comportamento alla guida. Qualche incertezza nel guidare l’auto oppure qualche “bravata” che sarebbe potuta finir lì se non fosse stata notata dei carabinieri.
Da corso Rosmini a via Dante a viale Trento: tutte strade cittadine che, a differenza di quanto qualcuno possa pensare, non sono immuni da controlli. Ragazzi e giovani, qualche neopatentato, che dopo una serata in città, e magari senza strafare, hanno dovuto lasciare ai carabinieri la patente dopo il responso dell’alcoltest. Ma la legge è legge e oltrepassato anche di poco il limite dello 0,5 scatta il ritiro della patente con tutto ciò che ne consegue: appiedati per qualche mese, visite dalla commissione medica, multa, decreto penale di condanna. E se si è freschi di patente le conseguenze sono ancora più pesanti.
IL TIRRENO
MERCOLEDÌ, 11 MARZO 2009
Ubriachi in auto Denunciati tre pisani
PISA. Ancora giovani trovati a guidare completamente ubriachi ed ancora per loro multe e denunce, sospensione della patente ed in un caso, come prevede la legge, auto confiscata e dunque perdita di proprietà.
Se ad essere ubriaco, infatti, è il proprietario del mezzo, la sua macchina viene sequestrata ai fini della confisca e diventa bene dello stato che poi finisce all’asta.
Ha perso l’auto un pisano di 27 anni, L.M., fermato dalla polizia durante i controlli alle 2 della notte fra lunedì e martedì in via Santa Marta.
Denuncia e patente ritirata per un pisano di 35 anni, F.G., fermato sull’Aurelia, a Migliarino, l’altra notte alle 3.
Patente ritirata e denuncia per un altro ragazzo pisano, M.G., 29 anni, fermato alle 2.30 a Cisanello.
Tutti e tre avevano alti livelli di alcol nel sangue come ha rilevato l’alcoltest a cui sono stati sottoposti.
IL TEMPO
Preso il pirata del lungotevere
Brucia l'auto poi confessa: "Ero ubriaco, l'ho investita io"
Preso il pirata che ha travolto Irene, ora in coma Confessa e poi ci ripensa: non ero solo. Ascoltato un terzo amico
«L'ho investita io, guidavo completamente ubriaco e non mi sono accorto di niente». È uno studente come la ragazza di 21 anni in coma che ha investito, il pirata della strada che all'alba di sabato ha travolto Irene Morabito su lungotevere dei Cenci: Massimiliano M., 26 anni, laureando in architettura era ubriaco fradicio, per sua stessa ammissione, quando ha fatto volare la giovane alle 3.30 del mattino mentre attraversava la strada all'altezza della Sinagoga in compagnia dell'amica del cuore, Valentina, salva per miracolo. Ma ieri sera alle 22 il colpo di scena: gli agenti del commissariato San Paolo, dopo la successiva confessione del ragazzo, cercano e trovano un ex compagno di scuola, Andrea, in auto con lui quella sera. E portano a Regina Coeli Massimiliano, arrestato per lesioni gravissime, omissione di soccorso, inquinamento delle prove e simulazione di reato. E mentre esce dal commissariato San Paolo, col cappuccio che gli cela il volto, il giovane alza gli indici della mano nel tipico gesto di scherno e sfida, come a dire «tiè...».
Ecco come si è arrivati al fermo. Sabato pomeriggio Massimiliano simula il furto della sua Citroen C1: sporge denuncia al commissariato San Paolo, a due passi da casa, per il furto dell'auto scura che Valentina ha sempre detto di aver visto sbucare all'improvviso. Poi brucia la macchina che aveva spostato alla Magliana, a largo Collodi. Dopo tre giorni, ieri mattina la prima confessione. «Sono stato io, ero da solo» dice piangendo nell'ufficio senza trofei del primo dirigente Giuseppe Miglionico, alle parenti ci sono solo il Crocefisso e la Madonna. «Non mi sono accorto di nulla, - dice -. Stavo tornando a casa dopo una serata in discoteca con gli amici e mi ero ubriacato». Dice di non sapere di aver investito Irene ma di aver sentito solo «una botta» e poi «un'altra» (quando è finito con l'auto contro il semaforo di ponte Mazzini. È lì che Massimiliano si "risveglia". L'auto si spenge, la riaccende senza scendere, così dice.
E continua a ripetere che è solo. Mentre due romani testimoni dell'incidente, in una email e davanti ai carabinieri di San Lorenzo in Lucina sostengono di aver visto due persone scendere da un'auto scura finita contro il semaforo. Il ragazzo torna a casa, una traversa di via Portuense, parcheggia l'auto in strada e va a dormire. Si sveglia la mattina di sabato all'una, scende, vede la macchina col paraurti sfasciato e si rende conto che è lui il pirata della strada che stanno cercando in tv. Ha paura e sposta la macchina alla Magliana, la parcheggia a largo Collodi, dove la darà alle fiamme più tardi, verso le nove di sera, dopo aver riempito una bottiglia di benzina al distributore e aver sporto denuncia (alle 18.34) fingendo un furto dell'auto al commissariato San Paolo, dove arriva con un amico, un altro Massimiliano, 24 anni, poi denunciato per favoreggiamento. Quando l'auto brucia alla Magliana i residenti chiamano i pompieri e arriva la polizia, che "mangia la foglia". L'auto viene sottoposta a sequestro penale.
Massimiliano invece ritorna al commissariato, ha fretta di avere una copia dei documenti per l'assicurazione e ritocca la denuncia: «Mi hanno rubato le chiavi nel giubbino mentre ero in discoteca» dice. Ieri mattina Massimiliano confessa. E in serata ri-confessa: «non ero solo»; la polizia trova l'ex compagno di scuola del Darwin indicato dal pirata, Andrea. E Massimiliano, figlio di una famiglia perbene, finisce a Regina Coeli. «S'è rovinato la vita» si dispera il fratello coetaneo di Irene.
TRENTINO
Patteggia 23 mesi per omicidio colposo
Leandro Fernandez processato anche per guida in stato di ebbrezza Nell’incidente a S.Giorgio morirono la sorella e un’altra ragazza
RIVA. A meno di sei mesi dal drammatico avvenimento che gli ha sconvolto la vita, Leandro Sebastian Fernandez ha patteggiato un anno, 11 mesi e 10 giorni di reclusione per omicidio colposo plurimo e guida in stato di ebbrezza. Il giovane argentino di 23 anni, da diversi anni residente a Riva del Garda, all’epoca del tragico fatto occupato come muratore presso un’impresa edile del Basso Sarca, era alla guida del Kia Sportage che il 23 agosto dello scorso anno si schiantò contro un muro lungo la strada provinciale 118, a San Giorgio.
Nell’incidente morirono sua sorella, Maria Natalia Fernandez, e un’amica, Marisa Scarperi, universitaria tedesca di origini rivane, in vacanza presso la nonna. Entrambe le vittime avevano 21 anni e occupavano il sedile posteriore del suv.
Insieme a Leandro e a un altro giovane argentino trapiantato a Riva, Gabriel Eduardo Barrionuevo, le giovani avevano trascorso il venerdì sera e le prime ore del sabato nei locali pubblici di San Giorgio. La tragedia era accaduta mentre la compagnia stava rientrando a Riva: una sbandata all’uscita di una semicurva, un primo impatto contro il muretto di cemento che separa la strada da un campo coltivato e poi il secondo impatto, fatale, contro uno spigolo della stessa recinzione. Le due donne furono sbalzate fuori dell’abitacolo. Marisa Scarperi probabilmente morì sul colpo, Maria Natalia subito dopo il ricovero in ospedale. Leandro Sebastian Fernandez, come il ragazzo che sedeva alla sua destra, uscì indenne dall’incidente, ma poi venne arrestato perché gli trovarono nel sangue un tasso alcolico doppio rispetto al massimo consentito. Nel processo nessuno si è costituito parte civile: è in corso la liquidazione del risarcimento danni ai parenti delle vittime. Risarcimento paziale, perché entrambe le ragazze non avevano le cinture di sicurezza allacciate.
SESTOPOTERE
Danneggiano auto: due arrestati in provincia di Genova
Genova - 11 marzo 2009 - Sono stati notati dai Carabinieri di una gazzella della Compagnia di Sestri Levante mentre danneggiavano le auto parcheggiate in una via di Cogorno (GE). I militari li hanno avvicinati, un giovane di 22 anni e un uomo di 34 residenti nella zona, ma i due vandali, che avevano procurato danni alle carrozzerie di almeno una decina di auto parcheggiate senza nessun apparente motivo, hanno anche resistito all'arresto e minacciato i Carabinieri. Sono stati così ammanettati e accompagnati in caserma e poi in ospedale a Lavagna, dove esami di laboratorio hanno accertato che erano sotto l'effetto di alcool e sostanze stupefacenti.
REUTERS ITALIA
Vino, esportazioni italiane in calo nel 2008
MILANO mercoledì 11 marzo 2009 - Le esportazioni di vino dall'Italia, uno dei principali produttori europei, sono diminuite l'anno scorso a causa della forte concorrenza dei mercati europei tradizionali. Lo ha reso noto l'Unione Italiana Vini (Uiv).
Il volume delle esportazioni di vino è scesa del 7% a 17,8 milioni di ettolitri nel 2008, anche se il valore è cresciuto del 2% a 3,6 miliardi di euro, ha detto l'Uiv in una nota.
"Chiudiamo un anno difficile in cui comunque il nostro prodotto ha tenuto le posizioni guadagnate in passato", ha sottolineato Andrea Sartori, presidente di Uiv.
Sartori ha detto che la concorrenza crescente da parte di Stati Uniti, Argentina, Cile e Sudafrica ha colpito non soltanto i produttori di vino italiani, ma anche i rivali francesi e gli altri produttori europei.
"La sfida per quest'anno e per i prossimi sarà... di essere sempre più competitivi, alzando la qualità media dei nostri prodotti e soprattutto comunicando di più e meglio le valenze del vino italiano'', ha detto Sartori.
Le esportazioni verso la Germania, maggior consumatore di vino italiano in termini di volumi, sono diminuite del 10% a 5,6 milioni di ettolitri, mentre quelle verso Francia e Austria sono crollate rispettivamente del 27% e del 26%, ha detto l'Uiv.
Le vendite di vino italiano sul mercato Usa, prima destinazione per le esportazioni italiane in termini di valore e terza in termini di volume, sono diminuite del 4% a 800 milioni di euro, mentre il volume delle vendite ha ceduto il 2%.
La reputazione del vino italiano negli Stati Uniti, uno dei maggiori mercati mondiali del vino, è stata colpita l'anno scorso dalle inchieste sull'autenticità di alcuni vini rossi pregiati prodotti da aziende di Montalcino e Montepulciano.
Al contrario, le vendite di vino italiano in Russia sono cresciute del 36% in volume e del 12% in valore l'anno scorso, facendo salire il Paese al 12esimo posto dei mercati del vino italiano.
Le esportazioni a Hong Kong, visto come la porta principale per la Cina, sono cresciute del 29% e le vendite negli Emirati Arabi Uniti hanno visto una crescita esplosiva del 50% nei volumi e sono più che raddoppiate in termini di valore, ha detto l'Uiv.
IL CENTRO
ubriaca dopo la violenza il giudice la assolve
L’UNIONE SARDA
Alla guida ubriaco e contromano provoca uno scontro frontale
IL MESSAGGERO VENETO
partita uefa, in forse l'ordinanza anti-alcol
già ubriachi a 11 anni, scatta l'allarme
IL GIORNO
Guida ubriaco e senza patente Arrestato rom
IL RESTO DEL CARLINO
Un ubriaco alla guida e in due con l'hashish
Alla guida ubriachi: due patenti ritirate
CORRIERE DEL VENETO
«Ubriachi con due prosecchi? E' una follia» Zaia alla guerra contro il varo dei nuovi limiti
La polemica Da 0,5 a 0,2: in Parlamento arriva la stretta e il politico leghista teme per il mercato del vino
«Ubriachi con due prosecchi? E' una follia» Zaia alla guerra contro il varo dei nuovi limiti
VENEZIA — Guai a fare dell'alcol il capro espiatorio delle stragi sulla strada. L'alt arriva dal ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia, preoccupato per la discussione in Parlamento in merito alla possibilità di abbassare la soglia alcolica consentita a chi guida dall'attuale 0,50 grammi per litro di sangue a 0,20. «E' ovvio che per mettersi al volante bisogna essere lucidi, ma da qui a ricondurre sempre incidenti e morti al vino o agli alcolici ce ne passa - dice Zaia -. Il limite attuale corrisponde a due bicchieri di Prosecco, che non fanno di un automobilista un killer, e ci costringe a rinunciare al grappino a fine cena. Irrigidire ulteriormente questa misura significa creare un danno non indifferente a un settore che produce 70 milioni di ettolitri all'anno e dare un'immagine sbagliata dell'Italia, delle sue tradizioni, dei nostri modelli di vita». (*)
Se davvero si vuole contrastare il triste fenomeno, secondo il ministro trevigiano bisogna intervenire sull'educazione dei giovani, rendendo materia curriculare nelle scuole la sicurezza stradale e coinvolgendo le famiglie in un progetto di prevenzione da predisporre insieme a tutte le componenti sociali. «So bene di cosa parlo - insiste Zaia - nel 1998 ero presidente della Provincia di Treviso, la prima d'Italia per numero di decessi sulla strada, 187 all'anno. Ho lanciato un piano di interventi strutturali, con 400 nuove rotatorie, e di coordinamento con forze dell'ordine e componenti sociali, con risultato di abbassare la media a 60 morti all'anno. L'alcol non è il problema ma uno dei problemi, accanto alle intere nottate passate in discoteca dai ragazzi, alle autoradio sparate a tutto volume, al fumo in macchina, all'errore di mettere in mano a un diciottenne bolidi che fanno i duecento all'ora. E infatti nel Veneto la maggior parte dei sinistri avviene sui rettilinei, dove le vittime perdono il controllo del mezzo da sole, probabilmente per stanchezza. Non vorrei - conclude il titolare del dicastero dell'Agricoltura - che questa crociata fosse un modo per scaricare il problema: dalle famiglie alle istituzioni e dalle istituzioni al settore vitivinicolo». Secondo Zaia, inoltre, il proibizionismo non paga, perchè «i giovani sono ribelli alle regole per antonomasia. Più dici loro di non bere e più lo faranno». Perciò, per salvare tante vite, bisogna «andare loro incontro, non contro».
Non la pensa così Giovanni Serpelloni, direttore dell'Osservatorio regionale sulle dipendenze e capo del Dipartimento antidroghe della Presidenza del Consiglio. «Da medico io posso lanciare un solo messaggio alle nuove generazioni: non bevete, se dovete mettervi alla guida, e non drogatevi. Perciò tra lo 0,50 e lo 0,20 io scelgo lo zero».
E infatti Serpelloni ha lanciato a Verona un progetto di prevenzione, che prevede test su strada da parte di forze dell'ordine e unità mobile del Sert, ora destinato ad essere esteso dalla Presidenza del Consiglio a tutta Italia. Si chiama «Drugs on street», è già stato inviato a Prefetture, Regioni, Anci e prevede esami delle urine, test strumentali e accertamenti clinici in tempo reale, cioè sul camper dell'Usl interessata, che lavora insieme a Polstrada, carabinieri o vigili. «A Verona, in sei mesi sono stati compiuti 1117 accertamenti - illustra Serpelloni - il 45% degli automobilisti sono risultati positivi a droga, alcol o entrambi ed è scattato il ritiro della patente. Il 20% di quelli negativi all'alcol lo erano a stupefacenti, soprattutto cocaina, cannabis o anfetamine. I controlli diventeranno sempre più frequenti e rigidi: con un tasso alcolico superiore a 1,5 scatterà anche il sequestro del mezzo».
M.N.M.
(*) Nota: prendiamo queste affermazioni del ministro Zaia come una difesa di ufficio del vino, dovuta al suo ruolo di Ministro delle politiche agricole. In altre occasioni ha sostenuto che chi guida non deve bere.
CONTRIBUTO DI LUIGINO PELLEGRINI
Penso valga la pena sollecitare i nostri pigri politici a COPIARE quanto stanno decidendo i Francesi nei quattro ambiti sotto riportati, spiegando loro che queste sono le misure efficaci di salute pubblica per contrastare il fenomeno e non gli inutili progetti di pseudo informazione e di sensibilizzazione di cui si riempiono la bocca pur sapendo bene che senza un contesto di regolamentazione servono a chi riceve i soldi ma non ai destinatari.
- Divieto Alcol e Fumo ai minori di 18 anni,
- Divieto o forte limitazione pubblicità diretta e indiretta di alcol e fumo in TV, Radio e da ora anche in Internet,
- Forte limitazione nella vendita e somministrazione bevande alcoliche in Autostrada,
- Divieto di offerta gratuita o sottoprezzo di bevande alcoliche a fini promozionali e divieto di consumo libero di alcol con pagamento forfetario.
La proposta del senatore Marino sotto riportata riguarda solo il fumo?
Luigino Pellegrini Coordinatore Servizio Alcologia Distretto Sanitario Vallagarina Tel 0464/ 403611 fax 0464/403690
METRONEWS
Francia: primo stop per l'alcol ai minori
11/03/2009 - Lunedì l’Assemblea nazionale francese ha approvato un progetto di legge che vieta la vendita di alcol e tabacco ai minori di 18 anni, elevando il divieto attuale, che è di 16 anni. Il testo sarà ora sottoposto all’esame del Senato. «È un’ottima decisione - ha commentato il dottor Alain Rigaud, medico psichiatra e segretario generale dell’Associazione francese per la prevenzione dell’alcolismo (Anpaa) - Rende le cose più semplici: finora per i ragazzi tra i 16 e i 18 anni alcune bibite alcoliche erano permesse, altre no. Non c’è chiarezza».
L’Anpaa non risparmia comunque critiche al governo, accusato di «anteporre gli interessi economici alla salute pubblica », a causa dell’introduzione nel disegno di legge del permesso di pubblicizzare gli alcolici su internet (anche se con alcune restrizioni). Finora era considerata valida la legge del 1991, che vietava la pubblicità sui media in tempi in cui la Rete ancora non esisteva. Sul piede di guerra i produttori di vino: «Di nuovo il nostro lavoro viene penalizzato, visto che la maggior parte dei giovani beve birra e vino», chiosa Michel Baldassini, dell’associazione del vino Burgundy. Oggi i francesi bevono 9,3 litri di puro alcol all’anno, lontano dai 17,7 litri del 1961. Secondo le compagnie del tabacco, «le nuove regole non aiuteranno il dialogo con le nuove generazioni».
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Bologna 2000
Nonantola: Confesercenti sulle misure contro il consumo di alcol in strada
Modena 10-03-2009 - La proposta del Comune di Nonantola di vietare il consumo di alcolici per strada trova il favore di Confesercenti: “Una risposta adeguata e che condividiamo – afferma Vittorio Coen responsabile sindacale di Confesercenti Nonantola – ma che soprattutto può apportare anche un sicuro rimedio ad una situazione diventata oltre modo fastidiosa”.
Gli episodi incresciosi anche recenti, accaduti nel centro storico di Nonantola avevano messo in allarme commercianti e residenti. I bivacchi di cittadini stranieri ubriachi in determinate ore del giorno sono infatti sfociati più di una volta in insulti ai passanti se non addirittura in risse tra loro con i cocci di bottiglia usati come arma impropria. Già Confesercenti aveva manifestato preoccupazione ed esposto il problema all’attenzione della giunta e del sindaco, affinché vi fosse posto rimedio; gli esercenti dal canto loro dato l’evolversi della situazione e il conseguente calo degli affari avevano raccolto in breve tempo più di 350 firme al fine di adottare concreti provvedimenti.
“Avevamo già espresso la nostra approvazione con l’istallazione della video sorveglianza come deterrente contro gli episodi di microcriminalità e la rinnoviamo ora – spiega Coen – dopo che il sindaco è intervenuto nuovamente con una proposta che mira a far cessare quest’altra situazione di disagio urbano. Condividiamo ed appoggiamo quindi la soluzione avanzata dal primo cittadino di sanzionare chi consuma alcolici al di fuori dei locali e delle aree consentite che siano vie o parchi pubblici. Troviamo inoltre opportuna ed adeguata l’istallazione di un’apposita segnaletica in diverse lingue finalizzata a dare un’informazione dettagliata sul provvedimento”.
“Considerando che questa soluzione potrebbe essere integrata con pattugliamenti mirati da parte della Polizia Municipale, auspichiamo inoltre per la stessa un’adeguata dotazione di strumenti oltre ad un’idonea preparazione in materia finalizzate a costituire un ulteriore passo in avanti verso la soluzione di quei problemi legati alla microcriminalità che per parecchio tempo hanno caratterizzato il centro storico di Nonantola”.
VIVERESENIGALLIA
A Chester la Conferenza delle città gemellate sulla sicurezza
Si è svolta a fine febbraio a Chester la conferenza delle città gemellate sulla sicurezza. In questa occasione si è discusso in particolare del rapporto fra giovani, violenza e alcol, che rappresenta ormai per tutte le amministrazioni un problema da affrontare urgentemente per prevenire stili di vita rischiosi, che possano portare i ragazzi ad abusare di alcol e conseguentemente a commettere reati di vario genere.
Le città di Sens, Chester, Senigallia e Lörrach hanno presentato le iniziative che in questi ultimi anni hanno rispettivamente attuato per offrire ai giovani nuove opportunità e ridurre il danno sociale di comportamenti illegali correlati all’abuso di alcol o all’assunzione di droghe. Per raggiungere questo obiettivo le città gemellate hanno proposto progetti nei quali sono partners tutte le agenzie coinvolte nel problema. La linea comune emersa dalla conferenza è che per proporre progetti efficaci è necessario affrontare il problema insieme agli altri enti che se ne occupano, studiandolo da varie prospettive, ognuno con la propria competenza e professionalità.
Diversamente dalla nostra realtà, l’abuso di alcol è un comportamento particolarmente diffuso fra i giovani inglesi e tedeschi, ma certo anche a Senigallia emergono alcuni segnali preoccupanti che fanno ipotizzare scenari futuri simili a quelli del Nord Europa. La delegazione di Senigallia era guidata dal Vice Sindaco, Simone Ceresoni, e composta anche da due rappresentanti della Polizia Municipale e da un funzionario delle Politiche Giovanili. Auro Berardinelli e Barbara Assanti, componenti della nostra Polizia Municipale, hanno illustrato la situazione del territorio di Senigallia, riassumendo i dati forniti anche dalla Polizia di Stato e dalla Compagnia dei Carabinieri. Hanno quindi presentato il progetto “Viaggio sicuro al termine della notte”, finalizzato a ridurre le stragi del sabato sera e i comportamenti rischiosi alla guida dei veicoli dovuti all’assunzione di alcol e droghe. Sono state poi segnalate le altre iniziative ideate nell’ambito della prevenzione, quali la realizzazione del miglior bozzetto sui temi della sicurezza stradale “L’ho fatto io”, la campagna d’informazione sui pannelli a messaggi variabili realizzata dai ragazzi delle scuole secondarie del nostro territorio e i corsi per il conseguimento del patentino. (…)
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: il Paese Nuovo
Alcolisti anonimi: a Lecce il 4^ raduno pugliese
Lecce (Salento) Mercoledì 11 Marzo 2009 - Si terrà a Lecce il 14 e 15 marzo, presso la Casa di accoglienza e spiritualità "Pastor Bonus", il quarto Raduno pugliese di "A.A. Alcolisti Anonimi".
Si tratta di uno degli eventi più importanti dell'anno per i Gruppi A.A. pugliesi e non. Come è noto Alcolisti Anonimi svolge la sua attività di recupero dell'alcolista attraverso le riunioni di Gruppo. In Puglia sono attivi una decina di Gruppi, ubicati a Lecce e Maglie, Taranto e Cerignola, a Bari (due Gruppi) e provincia (Locorotondo, Castellana, Santeramo e Monopoli). Una volta l'anno l'Associazione organizza un incontro a livello regionale per creare un momento di aggregazione allargato a tutti gli A.A., provenienti anche al di fuori dei confini pugliesi, mediante il quale dare occasione di condividere le esperienze e suscitare l'attenzione da parte di coloro che ai più svariati titoli si occupano di alcolismo.
Nel corso della giornata di sabato 14 sono previsti incontri riservati agli A.A. in cui vengono trattati argomenti di rilievo per il recupero dell'alcolista, mentre la riunione di domenica mattina 15 marzo è aperta a tutti coloro che sono comunque interessati a conoscere l'Associazione. Parallelamente si svolge il Raduno dell'Associazione Al-Anon, che si occupa del recupero di familiari e parenti degli alcolisti.
CORRIERE DELLA SERA – FORUM ITALIANS
8 marzo: a 15 anni in coma etilico
Caro Beppe,
ma come si fa a sopportare una notizia del tipo «...ragazza di 15 anni in coma etilico dopo cena 8 marzo con le amiche»? La somministrazione di alcolici nei locali pubblici è vietata ai minori di 16 anni siano essi ristoranti, discoteche, negozi, autogrill o altro, questo dice la legge e recentemente si è anche parlato dell'innalzamento della soglia a 18 anni: a che servirebbe quando a una ragazzina in compagnia delle amiche servono al ristorante tanto vino, fino al coma etilico? A quel ristoratore andrebbe tolta la licenza, magari anche a tempo determinato, ma servono misure drastiche, esemplari per contrastare una piaga, che ormai sembra dilagante soprattutto tra le fasce d'età più basse, anche pre-adolescenziali (più femmine che maschi), quindi più esposte ai rischi permanenti sulla salute. Circa 5-6 anni fa ti avevo già scritto sullo stesso argomento che so ti coinvolge parecchio, in risposta a un tuo articolo sul CorSera: pare che nulla sia cambiato e all'orizzonte non si percepisce purtroppo alcuna inversione di tendenza sia in Italia che all'estero.
Ciao,
Fabio Bisio, fabio.bisio@fastwebnet.it
TRENTINO
Alcol alla guida, strage di patenti in città
Da corso Rosmini a viale Trento a via Dante: sei ritirate solo in una notte
ROVERETO. Sei patenti volatilizzate in una notte. E tutta colpa dell’alcol. A rimetterci il permesso di guida è stato chi ha esagerato e non poco, naturalmente, ma anche chi aveva superato di poco i limiti di legge. In comune, tutti quanti, avevano l’età: giovani, giovanissimi. E tutti si trovavano in auto in città.
E’ accaduto nella notte tra sabato e domenica, quando i carabinieri durante i loro controlli hanno pizzicato al volante il gruppetto di automobilisti che avevano ecceduto con l’alcol. C’era chi si era fermato a 0,65 (quando il limite è di 0,50 grammi di alcol per litro) e chi su su era arrivato a segnare 1,20, decisamente troppo.
Le pattuglie dei carabinieri impegnate nei normali controlli del territorio si sono imbattute negli sprovveduti automobilisti che spesso, non in tutti i casi sia chiaro, hanno “attirato” l’attenzione dei militari per il loro comportamento alla guida. Qualche incertezza nel guidare l’auto oppure qualche “bravata” che sarebbe potuta finir lì se non fosse stata notata dei carabinieri.
Da corso Rosmini a via Dante a viale Trento: tutte strade cittadine che, a differenza di quanto qualcuno possa pensare, non sono immuni da controlli. Ragazzi e giovani, qualche neopatentato, che dopo una serata in città, e magari senza strafare, hanno dovuto lasciare ai carabinieri la patente dopo il responso dell’alcoltest. Ma la legge è legge e oltrepassato anche di poco il limite dello 0,5 scatta il ritiro della patente con tutto ciò che ne consegue: appiedati per qualche mese, visite dalla commissione medica, multa, decreto penale di condanna. E se si è freschi di patente le conseguenze sono ancora più pesanti.
IL TIRRENO
MERCOLEDÌ, 11 MARZO 2009
Ubriachi in auto Denunciati tre pisani
PISA. Ancora giovani trovati a guidare completamente ubriachi ed ancora per loro multe e denunce, sospensione della patente ed in un caso, come prevede la legge, auto confiscata e dunque perdita di proprietà.
Se ad essere ubriaco, infatti, è il proprietario del mezzo, la sua macchina viene sequestrata ai fini della confisca e diventa bene dello stato che poi finisce all’asta.
Ha perso l’auto un pisano di 27 anni, L.M., fermato dalla polizia durante i controlli alle 2 della notte fra lunedì e martedì in via Santa Marta.
Denuncia e patente ritirata per un pisano di 35 anni, F.G., fermato sull’Aurelia, a Migliarino, l’altra notte alle 3.
Patente ritirata e denuncia per un altro ragazzo pisano, M.G., 29 anni, fermato alle 2.30 a Cisanello.
Tutti e tre avevano alti livelli di alcol nel sangue come ha rilevato l’alcoltest a cui sono stati sottoposti.
IL TEMPO
Preso il pirata del lungotevere
Brucia l'auto poi confessa: "Ero ubriaco, l'ho investita io"
Preso il pirata che ha travolto Irene, ora in coma Confessa e poi ci ripensa: non ero solo. Ascoltato un terzo amico
«L'ho investita io, guidavo completamente ubriaco e non mi sono accorto di niente». È uno studente come la ragazza di 21 anni in coma che ha investito, il pirata della strada che all'alba di sabato ha travolto Irene Morabito su lungotevere dei Cenci: Massimiliano M., 26 anni, laureando in architettura era ubriaco fradicio, per sua stessa ammissione, quando ha fatto volare la giovane alle 3.30 del mattino mentre attraversava la strada all'altezza della Sinagoga in compagnia dell'amica del cuore, Valentina, salva per miracolo. Ma ieri sera alle 22 il colpo di scena: gli agenti del commissariato San Paolo, dopo la successiva confessione del ragazzo, cercano e trovano un ex compagno di scuola, Andrea, in auto con lui quella sera. E portano a Regina Coeli Massimiliano, arrestato per lesioni gravissime, omissione di soccorso, inquinamento delle prove e simulazione di reato. E mentre esce dal commissariato San Paolo, col cappuccio che gli cela il volto, il giovane alza gli indici della mano nel tipico gesto di scherno e sfida, come a dire «tiè...».
Ecco come si è arrivati al fermo. Sabato pomeriggio Massimiliano simula il furto della sua Citroen C1: sporge denuncia al commissariato San Paolo, a due passi da casa, per il furto dell'auto scura che Valentina ha sempre detto di aver visto sbucare all'improvviso. Poi brucia la macchina che aveva spostato alla Magliana, a largo Collodi. Dopo tre giorni, ieri mattina la prima confessione. «Sono stato io, ero da solo» dice piangendo nell'ufficio senza trofei del primo dirigente Giuseppe Miglionico, alle parenti ci sono solo il Crocefisso e la Madonna. «Non mi sono accorto di nulla, - dice -. Stavo tornando a casa dopo una serata in discoteca con gli amici e mi ero ubriacato». Dice di non sapere di aver investito Irene ma di aver sentito solo «una botta» e poi «un'altra» (quando è finito con l'auto contro il semaforo di ponte Mazzini. È lì che Massimiliano si "risveglia". L'auto si spenge, la riaccende senza scendere, così dice.
E continua a ripetere che è solo. Mentre due romani testimoni dell'incidente, in una email e davanti ai carabinieri di San Lorenzo in Lucina sostengono di aver visto due persone scendere da un'auto scura finita contro il semaforo. Il ragazzo torna a casa, una traversa di via Portuense, parcheggia l'auto in strada e va a dormire. Si sveglia la mattina di sabato all'una, scende, vede la macchina col paraurti sfasciato e si rende conto che è lui il pirata della strada che stanno cercando in tv. Ha paura e sposta la macchina alla Magliana, la parcheggia a largo Collodi, dove la darà alle fiamme più tardi, verso le nove di sera, dopo aver riempito una bottiglia di benzina al distributore e aver sporto denuncia (alle 18.34) fingendo un furto dell'auto al commissariato San Paolo, dove arriva con un amico, un altro Massimiliano, 24 anni, poi denunciato per favoreggiamento. Quando l'auto brucia alla Magliana i residenti chiamano i pompieri e arriva la polizia, che "mangia la foglia". L'auto viene sottoposta a sequestro penale.
Massimiliano invece ritorna al commissariato, ha fretta di avere una copia dei documenti per l'assicurazione e ritocca la denuncia: «Mi hanno rubato le chiavi nel giubbino mentre ero in discoteca» dice. Ieri mattina Massimiliano confessa. E in serata ri-confessa: «non ero solo»; la polizia trova l'ex compagno di scuola del Darwin indicato dal pirata, Andrea. E Massimiliano, figlio di una famiglia perbene, finisce a Regina Coeli. «S'è rovinato la vita» si dispera il fratello coetaneo di Irene.
TRENTINO
Patteggia 23 mesi per omicidio colposo
Leandro Fernandez processato anche per guida in stato di ebbrezza Nell’incidente a S.Giorgio morirono la sorella e un’altra ragazza
RIVA. A meno di sei mesi dal drammatico avvenimento che gli ha sconvolto la vita, Leandro Sebastian Fernandez ha patteggiato un anno, 11 mesi e 10 giorni di reclusione per omicidio colposo plurimo e guida in stato di ebbrezza. Il giovane argentino di 23 anni, da diversi anni residente a Riva del Garda, all’epoca del tragico fatto occupato come muratore presso un’impresa edile del Basso Sarca, era alla guida del Kia Sportage che il 23 agosto dello scorso anno si schiantò contro un muro lungo la strada provinciale 118, a San Giorgio.
Nell’incidente morirono sua sorella, Maria Natalia Fernandez, e un’amica, Marisa Scarperi, universitaria tedesca di origini rivane, in vacanza presso la nonna. Entrambe le vittime avevano 21 anni e occupavano il sedile posteriore del suv.
Insieme a Leandro e a un altro giovane argentino trapiantato a Riva, Gabriel Eduardo Barrionuevo, le giovani avevano trascorso il venerdì sera e le prime ore del sabato nei locali pubblici di San Giorgio. La tragedia era accaduta mentre la compagnia stava rientrando a Riva: una sbandata all’uscita di una semicurva, un primo impatto contro il muretto di cemento che separa la strada da un campo coltivato e poi il secondo impatto, fatale, contro uno spigolo della stessa recinzione. Le due donne furono sbalzate fuori dell’abitacolo. Marisa Scarperi probabilmente morì sul colpo, Maria Natalia subito dopo il ricovero in ospedale. Leandro Sebastian Fernandez, come il ragazzo che sedeva alla sua destra, uscì indenne dall’incidente, ma poi venne arrestato perché gli trovarono nel sangue un tasso alcolico doppio rispetto al massimo consentito. Nel processo nessuno si è costituito parte civile: è in corso la liquidazione del risarcimento danni ai parenti delle vittime. Risarcimento paziale, perché entrambe le ragazze non avevano le cinture di sicurezza allacciate.
SESTOPOTERE
Danneggiano auto: due arrestati in provincia di Genova
Genova - 11 marzo 2009 - Sono stati notati dai Carabinieri di una gazzella della Compagnia di Sestri Levante mentre danneggiavano le auto parcheggiate in una via di Cogorno (GE). I militari li hanno avvicinati, un giovane di 22 anni e un uomo di 34 residenti nella zona, ma i due vandali, che avevano procurato danni alle carrozzerie di almeno una decina di auto parcheggiate senza nessun apparente motivo, hanno anche resistito all'arresto e minacciato i Carabinieri. Sono stati così ammanettati e accompagnati in caserma e poi in ospedale a Lavagna, dove esami di laboratorio hanno accertato che erano sotto l'effetto di alcool e sostanze stupefacenti.
REUTERS ITALIA
Vino, esportazioni italiane in calo nel 2008
MILANO mercoledì 11 marzo 2009 - Le esportazioni di vino dall'Italia, uno dei principali produttori europei, sono diminuite l'anno scorso a causa della forte concorrenza dei mercati europei tradizionali. Lo ha reso noto l'Unione Italiana Vini (Uiv).
Il volume delle esportazioni di vino è scesa del 7% a 17,8 milioni di ettolitri nel 2008, anche se il valore è cresciuto del 2% a 3,6 miliardi di euro, ha detto l'Uiv in una nota.
"Chiudiamo un anno difficile in cui comunque il nostro prodotto ha tenuto le posizioni guadagnate in passato", ha sottolineato Andrea Sartori, presidente di Uiv.
Sartori ha detto che la concorrenza crescente da parte di Stati Uniti, Argentina, Cile e Sudafrica ha colpito non soltanto i produttori di vino italiani, ma anche i rivali francesi e gli altri produttori europei.
"La sfida per quest'anno e per i prossimi sarà... di essere sempre più competitivi, alzando la qualità media dei nostri prodotti e soprattutto comunicando di più e meglio le valenze del vino italiano'', ha detto Sartori.
Le esportazioni verso la Germania, maggior consumatore di vino italiano in termini di volumi, sono diminuite del 10% a 5,6 milioni di ettolitri, mentre quelle verso Francia e Austria sono crollate rispettivamente del 27% e del 26%, ha detto l'Uiv.
Le vendite di vino italiano sul mercato Usa, prima destinazione per le esportazioni italiane in termini di valore e terza in termini di volume, sono diminuite del 4% a 800 milioni di euro, mentre il volume delle vendite ha ceduto il 2%.
La reputazione del vino italiano negli Stati Uniti, uno dei maggiori mercati mondiali del vino, è stata colpita l'anno scorso dalle inchieste sull'autenticità di alcuni vini rossi pregiati prodotti da aziende di Montalcino e Montepulciano.
Al contrario, le vendite di vino italiano in Russia sono cresciute del 36% in volume e del 12% in valore l'anno scorso, facendo salire il Paese al 12esimo posto dei mercati del vino italiano.
Le esportazioni a Hong Kong, visto come la porta principale per la Cina, sono cresciute del 29% e le vendite negli Emirati Arabi Uniti hanno visto una crescita esplosiva del 50% nei volumi e sono più che raddoppiate in termini di valore, ha detto l'Uiv.
IL CENTRO
ubriaca dopo la violenza il giudice la assolve
L’UNIONE SARDA
Alla guida ubriaco e contromano provoca uno scontro frontale
IL MESSAGGERO VENETO
partita uefa, in forse l'ordinanza anti-alcol
già ubriachi a 11 anni, scatta l'allarme
IL GIORNO
Guida ubriaco e senza patente Arrestato rom
IL RESTO DEL CARLINO
Un ubriaco alla guida e in due con l'hashish
Alla guida ubriachi: due patenti ritirate
CORRIERE DEL VENETO
«Ubriachi con due prosecchi? E' una follia» Zaia alla guerra contro il varo dei nuovi limiti
Rassegna stampa del 10/03/2009
LA NAZIONE
CRONACHE
”Alcol stop di notte in tutti i locali”. Giovanardi minaccia pene severe
Grosseto, 15enne in ‘coma’. A Prato sei ragazzi all’ospedale
Di Carlo Sestini
Grosseto, martedì 10 marzo 2009 - Quindicenne in coma etilico. Poteva trasformarsi in tragedia l’8 marzo per una ragazzina di Grosseto che insieme a un gruppo di coetanee è andata a festeggiare in un locale cittadino. Erano circa le 23 quando la giovane ha accusato i primi malori ed è stata portata fuori per rinfrescarsi. La testa che girava, il vomito e poi lo svenimento. Allarmato dalle compagne che ha raggiunto, il padre ha portato la figlia all’ospedale della Misericordia, dove le hanno diagnosticato uno choc etilico, e riscontrato un tasso alcolemico (di 2 gr/lt) quattro volte superiore al limite massimo di legge stabilito per chi guida. A causare lo stato di forte alterazione è stata certamente la grande quantità di vino ingerita durante la cena. Esclusa invece dai controlli effettuati dai sanitari l’assunzione di droghe, la ragazzina si è ripresa intorno all’una e mezzo e, per motivi precauzionali, è stata tenuta in osservazione tutta la notte. Si è trattato quindi della più classica delle sbronze che, anche a causa della scarsa tollerabilità e della giovane età della protagonista, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. “Mia figlia – ha ammesso il padre – non ha mai bevuto.
Certamente il momento di euforia insieme alle compagne è stato un forte stimolo, ma quello che mi riesce difficile tollerare è il comportamento dei gestori del locale che, vista la situazione, non hanno chiamato soccorsi, ma si sono solo premurati di seguire le ragazze fuori dal locale richiedendo loro il pagamento di alcune bottiglie di vino. Al risveglio la ragazza ha riferito di non ricordare nulla di quel che le è accaduto dopo le 22.
AL PRONTO SOCCORSO nella notte sono giunti anche sei ragazzi in precarie condizioni per l’assunzione di bevande alcoliche. E’ successo a Prato. I giovani, in attesa di essere visitati, hanno infastidito altri pazienti in sala d’aspetto tanto che i medici hanno dovuto chiamare il 112. L’arrivo dei militari e la richiesta di documenti hanno innescato un’ulteriore reazione. Tutti i sei giovani sono stati denunciati per resistenze e minacce a pubblico ufficiale.
Di Federica Cappelletti
LIMITI, prevenzione e repressione. L’Abc, secondo Carlo Giovanardi – Sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alla droga e alla famiglia – per provare ad arrestare il dramma quotidiano delle sostanze alcoliche e delle stragi ad esse tributabili.
Senatore, siamo di fronte all’ennesima vittima innocente della trasgressione. Nonostante leggi e divieti l’alcol continua ad essere una vera piaga sociale. Soprattutto tra i giovanissimi.
”La fermo subito. Sono appena uscito da un incontro a Benevento con Clarissa Burt e una platea nutrita di ragazzini, nel quale abbiamo lungamente parlato del problema alcol-minori. Mettendo a confronto l’atteggiamento assunto dai diversi paesi nell’affrontarlo. L’Italia, dati alla mano, se ne esce a pezzi su parecchi fronti”.
In che senso?
”La nostra nazione risulta essere ultrapermissiva. Qui vige la disastrosa cultura del vietato vietare. Anche quando in gioco ci sono vite, ragazzi famiglie”.
Andiamo sul concreto
”Prendiamo il limite di età nella vendita di alcolici: negli Stati Uniti è 21 anni, il massimo. In molte altre realtà è di 18, mentre in Italia si ferma a 16. Sono indicatori che si commentano da soli”.
Il limite si ferma a 16 e molto spesso viene disatteso, come a volte viene ignorata la regola di non vendere alcolici dopo le due di notte in discoteca. Di chi è la colpa?
”Di alcuni gestori, della lobby dei commercianti e di Confcommercio, che non hanno nessun interesse ad arginare la vendita degli alcolici. Trascurando il fatto che l’alcol uccide, e se non uccide fa comunque male alla salute”.
Ha una ricetta per migliorare la situazione?
”Regole rigide, prevenzione e repressione sono gli ingredienti per provare a cambiare le carte in tavola”.
Regole, prevenzione e repressione. Ovvero?
”Stop generalizzato alla vendita degli alcolici in tutti i locali pubblici dopo una certa ora e al di sotto di una certa età. Non bastano le discoteche, quindi, anche pub, chioschi e bar devono adeguarsi alla regola. Nonostante l’opposizione di molti addetti al settore. Pena: sanzioni e condanne severe”.
Crede che potrebbe funzionare per contare meno morti sulle strade e proteggere la salute di giovani e meno giovani?
”Ne abbiamo avuto la prova provata con il ritiro delle patenti a tappeto e la confisca dell’auto. Due ottimi deterrenti contro le stragi del sabato sera. E non solo. A darci ragione sono le statistiche. Ma non basta”.
Che cosa occorre fare?
”Il Parlamento dovrebbe imporre altri paletti rigidi, obbligando i cittadini al rispetto delle norme. Con controlli più mirati e ferrei. Senza guardare in faccia a nessuno: chi sbaglia paga. Basta con le lacrime delle famiglie, versate inutilmente. Evitabili”.
I commercianti potrebbero dare una bella mano?
”Assolutamente si, smettendo di tirare l’acqua al loro mulino a prescindere da tutto e da tutti. Ci siamo capiti…”
CORRIERE DELLA SERA
In Italia pronto un ddl che vieta il fumo per i minori presentato da pd e pdl
Francia: vietata vendita di tabacco e alcol ai minori di 18 anni. Limiti agli spot
Al varo manca solo il voto del Senato dopo il sì dell'Assemblea nazionale
PARIGI (FRANCIA) 10 marzo 2009 - L'età a partire dalla quale si potrà comprare tabacco e alcool in Francia salirà da 16 a 18 anni, grazie a un emendamento votato dai deputati nell'ambito dell'esame di un progetto di legge sulla salute pubblica. Il testo, passato al filtro dell'Assemblea Nazionale, proibisce anche la distribuzione gratuita di alcol ai minori in qualsiasi locale pubblico; e colma inoltre una lacuna della legislazione francese, regolando la pubblicità del tabacco e dell'alcol su internet, pubblicità che sarà oggetto di rigide limitazioni, come già accade per la stampa e la televisione: la pubblicità sarà infatti vietata sui siti web «principalmente destinati ai giovani», così come nelle «associazioni, società e federazioni sportive o leghe professionali». Non si potrà pubblicizzare il tabacco e l'alcol nemmeno in forma «intrusiva», per esempio con messaggi non richiesti (gli spam) o con le pagine che interferiscono nella navigazione (come i pop up). Per entrare in vigore, il testo dovrà essere votato anche al Senato.
PRONTO DDL ANCHE IN ITALIA - Un provvedimento simile a quello francese è allo studio anche in Italia. Un disegno di legge a prime firme Ignazio Marino, del Pd e Antonio Tomassini (Pdl), presidente della Commissione Sanità in Senato verrà discusso infatti dopo che sarà completato l'iter sul testamento biologico. Fumo vietato agli «under 18», divieto di vendita delle sigarette a chi non ha ancora raggiunto la maggiore età, con l'obbligo per i tabaccai di chiedere un documento d'identità, e no «tassativo» al fumo nelle scuole di ogni ordine e grado sono i punti cardine del provvedimento. L'articolo 2 del ddl è perentorio: «È vietato ai minori di anni 18 acquistare o consumare in luogo pubblico o aperto al pubblico i prodotti del tabacco». Pena una sanzione amministrativa da 50 a 150 euro. Tabaccai e rivenditori di sigarette che ignorano il divieto, saranno puniti con una multa da 250 a 1.000 euro e con la sospensione, per sei mesi, della licenza all'esercizio dell'attività. Per essere certi che il giovane cliente non abbia meno di 18 anni, i tabaccai hanno l'obbligo di chiedere un documento di identità. Stesso destino per i distributori automatici, che devono essere dotati di un sistema per rilevare l'età degli acquirenti attraverso la lettura di carte a banda magnetica. Altrimenti, vengono disabilitati o, dopo 6 mesi, confiscati. E ancora, il ddl prevede «il divieto tassativo di fumare nelle scuole di ogni ordine e grado».
PREVIEWONLINE.INFO
Open Bar vietati in Francia per prevenire alcolismo e stragi
I parlamentari francesi hanno votato un emendamento che porrà fine alla moda del “bing e drinking”. Misure di contrasto anche alla vendita di alcolici sulle reti autostradali. Emendamenti per salvaguardare le degustazioni enologiche.
Parigi – Alcolismo e stragi del sabato sera sono due argomenti strettamente collegati e che negli ultimi tempi stanno facendo discutere e aumentare la mole di lavoro dei responsabili delle istituzioni. Questa volta la notizia proviene dalla Francia e con ogni auspicio potrebbe essere valutata positivamente anche da altri governi. Secondo quanto riportato in un recente articolo apparso sul quotidiano francese “Le Figaro”, L'Assemblea Nazionale francese, in occasione dell’approvazione di una legge su "Ospedali, pazienti, territori, salute” ha dato l’avvio a ulteriori provvedimenti che mirano a prevenire l'alcolismo tra i giovani decretando così la fine della moda dell’Open-bar; pratica molto diffusa e apprezzata, anche nel nostro paese, dagli ammanti dello sballo che sotto il pagamento di una cifra forfettaria, salvo file interminabili al bancone del bar, “beneficiano” di una somministrazione senza limiti di bevande alcoliche e non.
I deputati francesi hanno quindi deciso di mettere un freno a questa moda approvando una modifica alla legge che vieta "di bere a volontà contro il pagamento di una somma forfettaria" e "offerta gratuita di bevande alcoliche a fini promozionali."
Per evitare danni alla fiorente industria enologica francese, inoltre, sono stati accolti emendamenti presentati da alcuni deputati eletti in circoscrizioni vitivinicole per effetto dei quali sono state escluse dal campo di applicazione di tale divieto alcune manifestazioni quali fiere, feste, stages di enologia e altre manifestazioni di degustazione. Si attende l’approvazione definitiva da parte del Senato.
Sempre nell’ottica di evitare freni al comparto produttivo i deputati esamineranno oggi, lunedì, le limitazioni della vendita di vino e di bevande alcoliche nelle stazioni di servizio che preoccupano fortemente i rappresentanti dell'industria del vino. Attualmente, le norme permettono l'acquisto di prodotti alcolici, tranne che tra le ore 22 e le 6 del mattino.
In Francia lungo le reti autostradali, l'alcol è vietato, tranne che in regioni produttrici di vino e nei ristoranti, con la limitazione di un bicchiere di vino abbinato al pasto. Oggi in nome della sicurezza stradale e della prevenzione si è orientati a favore della eliminazione di bevande alcoliche nelle stazioni di servizio.
Due emendamenti sono inoltre stati proposti in materia: il primo adottato dalla commissione per gli affari sociali, si propone di conferire al Sindaco il potere di autorizzare vendita di alcolici tra le ore 22,00 e 6,00 del mattino nei negozi di generi alimentari per evitare disordini pubblici durante la notte. Invece, la commissione per gli Affari Economici ha accolto un emendamento che autorizza la vendita nelle stazioni di servizio "di bevande alcoliche di una zona di produzione situato nella regione del punto di vendita a determinate condizioni”, come ad esempio imballaggi particolari più adibite al trasporto che al consumo immediato sul posto.
Inoltre, alcuni deputati hanno anche chiesto l'abolizione del divieto di pubblicità del vino e alcolici su Internet in vigore dal febbraio 2008 che il ministro della Salute sembra voler accogliere.
WALLSTREET ITALIA
Bianco o rosso per lei è uguale: il vino fa male al seno
Per il rischio di tumore il colore non conta e l’unica protezione è ridurre (o azzerare) il numero di bicchieri
MILANO, 10 marzo 2009 - Alla fine Lambrusco o Barbera non sono meglio di un Vermentino o di uno Chardonnay. Almeno, non per la salute del seno. Vino rosso e bianco, infatti, contribuiscono in egual misura ad aumentare il rischio di tumore mammario per le donne che ne consumano quantità anche modeste.
LO STUDIO - A sferrare l’ennesimo colpo al mito del vino che fa buon sangue è una ricerca americana condotta dagli esperti del Fred Hutchinson Cancer Research Center e pubblicata sul numero di marzo della rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention . «Volevamo indagare gli effetti del vino rosso sul rischio di cancro al seno - ha spiegato Polly Newcomb, responsabile del programma di prevenzione oncologica del centro statunitense -. Sappiamo che in generale il consumo di alcolici aumenta le probabilità di ammalarsi, ma ci chiedevamo se il vino rosso in particolare non potesse essere collegato a qualche beneficio, anche perché precedenti studi sulle malattie cardiovascolari e sul tumore della prostata avevano suggerito la possibilità di effetti protettivi».
NESSUN VANTAGGIO PER IL ROSSO - I ricercatori hanno coinvolto 6.327 donne fra i 20 e i 69 anni con un tumore al seno e altre 7.558 senza la malattia. Sono state considerate le loro abitudini al consumo di alcolici (non solo vino, ma anche birra e liquori) e altri fattori di rischio per le neoplasie mammarie, come l’età alla prima gravidanza, la storia familiare e l’uso di terapia ormonale sostitutiva in menopausa. E, alla fine, non è emersa alcuna differenza tra vino rosso o bianco in relazione al rischio di cancro al seno.
SOLO QUESTIONE DI GUSTO - «Se una donna beve, dovrebbe farlo con moderazione, non più di un bicchiere al giorno. E se sceglie il vino rosso, dovrebbe farlo solo perché le piace, non perché crede che faccia meno male» ha commentato Polly Newcomb. Il team di ricerca ha appurato che le donne che consumano ogni settimana almeno 14 bicchieri di vino bianco, rosso o birra risultano esposte ad rischio di tumore del seno aumentato del 24 per cento rispetto alle astemie.
BIANCO O ROSSO? MEGLIO VERDE - Molti studi, negli anni, hanno segnalato una minore incidenza di alcune malattie croniche fra i consumatori leggeri di vino e spesso questo vantaggio è stato attribuito alle sostanze antiossidanti contenute nel nettare di Bacco. Mancano però prove scientifiche definitive e l’interpretazione potrebbe essere più complessa, come suggeriscono gli esperti dell’Inran, l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, all’interno delle Linee guida sull’alcol: «Il vino, e in misura ridotta la birra, potrebbero esercitare i loro effetti protettivi anche perché, nel rispetto della tradizione mediterranea, vengono in genere consumati durante i pasti: questo fa sì che oltre al rifornimento di sostanze antiossidanti, si abbiano anche picchi alcolemici più bassi». E nello stesso documento i nutrizionisti ricordano, se ce ne fosse bisogno, che non è il caso di darsi all’alcol per cercare effetti protettivi: basta consumare frutta e verdura in quantità per fare il pieno di antiossidanti senza intossicarsi con l’etanolo.
TUMORI, NESSUNA ATTENUANTE – In ambito oncologico, il verdetto sull’alcol appare unanime: basta anche un bicchiere al giorno per cambiare i livelli di rischio e si vanno sommando le prove di una correlazione fra alcol e varie forme di tumore. (*) Fra i dati più recenti, quelli raccolti dai laboratori del Lombardi Comprehensive Cancer Center della Georgetown University, secondo cui un paio di drink al giorno, di qualunque genere, aumentano del 22 per cento il rischio di sviluppare un tumore al pancreas.
Donatella Barus
(*) Nota: gli articoli che illustrano la relazione tra alcolici e cancro al seno hanno tutti la stessa impostazione: spiegano che anche un solo bicchiere aumenta il rischio, e subito dopo raccomandano di bere un solo bicchiere. La presenza degli alcolici, e del vino in particolare, è data così per scontata che il tumore al seno viene considerato alla stregua di un trascurabile effetto collaterale.
EMERGENZA ALCOLISMO
BERE IN GRAVIDANZA "AVVEZZA" IL NASCITURO ALL'ALCOL
Fonte: AGI - Agenzia Giornalistica Italia
Washington, 10 mar. - Le mamme che bevono in gravidanza trasmetto al proprio figlio il gusto dell'alcol. L'esposizione precoce agli alcolici, infatti, riduce la sensibilita' del bambino al gusto amaro tipico di una bevanda alcolica, e questo rende gli alcolici bevande appetibili da adulti. Almeno questo e' quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della New York Upstate Medical University e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. I risultati dello studio potrebbero spiegare l'associazione, riscontrata in diverse ricerche precedenti, tra esposizione all'alcol nel grembo materno e maggiori probabilita' di sviluppare una dipendenza da adulti. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti sui topolini. Sono quindi riusciti a dimostrare che le cavie hanno sviluppato una dipendenza all'alcol e al suo gusto se sono stati esposti all'alcol quando ancora si trovavano nel grembo materno.
MELITOONLINE
Rischi derivanti dall’assunzione di alcool nel settore della vigilanza privata. Le azioni della prefettura di Trieste
Prevenire i rischi derivanti dall’assunzione di alcool nel settore della vigilanza privata. E’ il tema della riunione che si è svolta in prefettura di Trieste il 6 marzo scorso finalizzata all’avvio di un protocollo operativo da realizzarsi in due distinte fasi:
Una prima fase di natura informativa rivolta alle imprese ed agli operatori della vigilanza privata. Sarà approfondita la tematica dei rischi che dall’assunzione di alcool possono derivare sia per la salute che per l’attività lavorativa. In questa fase verranno coinvolti anche i medici competenti delle singole ditte.
Il primo incontro informativo si terrà il prossimo 28 aprile e sarà rivolto ai titolari degli istituti di vigilanza della provincia, ai medici competenti, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza ed ai responsabili aziendali del servizio di prevenzione e protezione.
Seguirà una seconda fase durante la quale, con il coordinamento della Prefettura, verranno effettuati controlli da parte dell’Azienda per i servizi sanitari di Trieste, dalla Questura di Trieste e dal Compartimento di Polizia Stradale del Friuli Venezia Giulia. (*)
All’incontro in Prefettura hanno partecipato i rappresentanti dell’Azienda per i servizi sanitari n. 1 “triestina”, i titolari degli istituti di vigilanza privata operanti in provincia ed i rispettivi medici competenti, responsabili del servizio prevenzione e protezione e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
(*) Nota: visti i recenti sviluppi legislativi in fatto di sicurezza, anche le “ronde” andrebbero coinvolte nella attività di informazione sui rischi derivanti dall’assunzione di alcolici. Intendendo per alcolici quelli assunti dalle ronde, naturalmente.
IL TIRRENO
MARTEDÌ, 10 MARZO 2009
L’ORDINANZA ANTI ALCOLICI
CARRARA. Ecco l’ordinanza 656 firmata dal sindaco il 17 ottobre 2008 per il divieto di vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro e divieto di consumo di bevande alcoliche in luoghi pubblici nelle ore serali e notturne. Una analoga precedente ordinanza era scaduta il 30 settembre 2008. Il sindaco Zubbano l’ha resa poi permanente.
La premessa. «Si registra l’eccessivo consumo di bevande alcoliche da parte di persone che stazionano negli spazi pubblici come giardini piazze e strade, con l’inevitabile conseguenza del manifestarsi di schiamazzi, tali da turbare la quiete pubblica, accompagnati inoltre dall’abbandono, in strade, porticati, giardini e piazze, di bottiglie e contenitori, spesso in frantumi; considerato che la predetta situazione assume, in particolare nelle ore notturne, proporzioni rilevanti ed è fonte di pericolo per l’igiene e l’incolumità pubblici, per la sicurezza urbana, per il decoro e per la normale convivenza della cittadinanza, così come rilevato dai numerosi interventi effettuati dalle forze di polizia e dalla polizia municipale e come segnalato da parte di numerosi cittadini».
L’ordinanza. Il divieto è in vigore «all’interno del perimetro di Carrara Centro costituito dalle vie: Via Don Minzoni - Via Erevan - Via Codena - Via Dell’Amico - Via P. Tacca - Via Fontana - Via Monterosso Via del Cavatore - Via Bruno Conti - Via Colonnata - Via Carriona - Via Del Commercio - Via San Martino - Via Rosselli (da Via San Martino a Viale XX Settembre) - Viale XX Settembre - Via Roma; e del perimetro di Marina di Carrara tra le Vie: Via Covetta - Via Pucciarelli - Viale Zaccagna - Via delle Pinete (tutta, Confine Massa) - Viale da Verrazzano (tutto, confine Massa) - Viale Colombo - Via Fabbricotti (Confine Sarzana) - Via Comano - Via Muraglione - Via del Medico - Via Pontremoli - Viale Galilei - Via Covetta»: all’interno di questi due perimetri «è vietata la vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro ed è vietata la vendita per asporto di alcolici in qualsiasi contenitore dalle ore 21.30 alle ore 2 del giorno successivo, su aree private e pubbliche anche con distributori automatici, da parte degli esercizi commerciali, laboratori artigianali ed esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, circoli privati, discoteche e attività similari operanti nelle zone interessate. Il divieto non si applica ai suddetti esercizi qualora gli stessi effettuino servizio a domicilio del cliente».
Inoltre: «Dalle ore 21.30 alle ore 2 all’interno dei perimetri suddetti, è vietato a chiunque il consumo di bevande alcoliche, in aree pubbliche, quali giardini, parchi, piazze, strade, ad eccezione delle superfici di somministrazione autorizzate».
La violazione della presente ordinanza comporta la sanzione amministrativa da un minimo di 25 ad un massimo di 500 euro, con facoltà di estinzione dell’illecito nella misura ridotta di 400 euro, e la sanzione accessoria della confisca amministrativa degli alcolici eventualmente in possesso degli autori dell’illecito, previo sequestro amministrativo cautelare. All’atto della contestazione, i trasgressori sono tenuti a cessare immediatamente il comportamento in violazione della presente ordinanza e, se possibile, sono tenuti a rimuovere con immediatezza la causa dell’illecito ed a rimettere in pristino i luoghi».
IL TIRRENO
MARTEDÌ, 10 MARZO 2009
«Notti insonni, qui viviamo nella paura»
I condomini dopo la rissa fra carraresi e rumeni: in via Rinchiosa ubriachi e sporcizia
CARRARA. «Basta, in questa zona di Marina la notte non si dorme e non si vive più. Il sindaco e le forze dell’ordine devono fare qualcosa». Dopo la paura, la rabbia: degli inquilini che abitano nel palazzo all’angolo fra via Rinchiosa e viale Colombo, lato Sarzana, in località Serenella, dove nella notte fra sabato e domenica scorsi si è scatenato l’inferno, per un tafferuglio fra alcuni rumeni e giovani carraresi. Il tutto sarebbe cominciato nella strada: qualche gesto provocatorio (ufficialmente non si sa chi abbia cominciato), parole, reazioni, poi lo scontro fisico, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine. Un primo scontro, nato a quanto pare per futili motivi, ci sarebbe stato verso la mezzanotte, e un altro attorno alle 2,30.
Le indagini. Versioni dettagliate da parte delle forze dell’ordine non ce ne sono. Secondo voci, la provocazione sarebbe partita dai rumeni, scatenando una reazione. Fra la gente del luogo si racconta di lanci di bottiglie, di oggetti contundenti, di bar che abbiano chiuso le porte per prudenza, nei momenti della maggiore tensione sfociata anche in danni all’ingresso del condominio e al primo piano (abitato da alcuni mesi da tre coppie di rumeni). Diversi sarebbero stati i contusi, ma al momento non sarebbero scattate denunce. I carabinieri stanno indagando per ricostruire la vicenda e le responsabilità, ma al di là di questo episodio, la gente del posto non ne può più di vedere, il lunedì mattina, come quell’angolo di Marina è ridotto (ovviamente non da parte di tutti i giovani che lo frequentano e non per responsabilità degli esercizi pubblici che svolgono onestamente le loro attività) dai “postumi” di nottate sregolate. Da quanto si è appreso, i rumeni abitavano l’appartamento tramite una ditta per la quale lavorano. I proprietari dell’alloggio affittato, hanno chiesto che lo lascino libero (forse già da oggi) quantomeno per evitare il rischio di altri episodi come quello che ha svegliato nel cuore della notte gli abitanti degli altri appartamenti. «Vogliamo il portone blindato», dice una inquilina spazientita.
La rabbia degli inquilini. Un’altra inquilina, ieri mattina si è sfogata: «Sono nativa di Carrara ma vivo in Val d’Aosta: là certe cose non accadono. Vengo a trovare mia madre in questo palazzo, e sono preoccupata. La notte bisogna barricarsi in casa. Da noi nella zona pedonale dove abito non vengono ammessi assembramenti di persone dopo le 23,30. Qua a Marina, la mattina fuori del portone troviamo bottiglie vuote e sporcizia. Qua distruggono tutto, non c’è educazione civica. Quando da Aosta torno in questo palazzo mi viene l’angoscia: la zona è bella, ma se abitassi qui andrei a protestare dal sindaco». «Domenica sera, - racconta un altra inquilina (ma tutti, per timore, chiedono di restare anonimi) - è arrivato al portone un gruppo di giovani con dei bastoni. Tempo fa hanno rotto i vetri alla mia auto. La notte ci sono ubriachi, penso che siano giovani del posto, non extracomunitari. Qui c’è da avere paura. Bisogna asserragliarsi in casa a una certa ora, mentre in altre parti di Marina è tutto pace e silenzio. Il sabato notte, c’è il lancio delle bottiglie, una l’ho trovata sul mio terrazzo e pensate che io abito al secondo piano. Quando arriverà l’estate cosa accadrà se già ora siamo in queste condizioni?». Non è contro la marea di giovani tranquilli che se la prendono i condomini: giovani che si radunano la sera per passeggiare o stare assieme nei bar della zona fra viale Colombo, via Ronchiosa, piazza Ingolstadt. Giovani che tornano a casa sobri. Se la prendono con chi “esagera”, con chi sporca la galleria, con chi fa danni.
L’amministratore del condominio che fa angolo fra via Rinchiosa e viale Colombo, Gianfranco Celadini, che ha nello stesso edificio un’agenzia immobiliare, commenta la situazione: «Il problema lo creano i ragazzi che hanno meno di 20 anni, con i quali è più difficile dialogare. Hanno 14, 16 anni, bevono, magari si portano le bottiglie di birra acquistate altrove. Questa è una zona turistica, ma la sera si riempie di ragazzi. Se qualcuno eccede, se capitano episodi come quello - e lo dico lungi dall’essere razzista - con i rumeni? Può nascere un problema di ordine pubblico. C’è una telecamera in questa zona, collocata dal Comune, ma ne servirebbero altre. A Sarzana, c’è un analogo via vai di giovanissimi, ma sono mescolati agli adulti. Qui, nella zona del passeggio non si vedono le famiglie con adulti che potrebbero fare da deterrente. Per cui la situazione è difficile da gestire: noi operatori ci siamo anche impegnati a tenere in ordine le aiuole con le piante, ma se poi ci passano sopra gli Unni... Il Comune dovrebbe far chiudere i locali pubblici a una cert’ora di sera, per far allontanare la folla; incentivare l’apertura di nuovi locali in altre aree del litorale per spalmare di più la gioventù; invogliare le famiglie a frequentare maggiormente questa zona nelle ore serali». «Qua non ci sono le ronde?», chiede qualcuno.
Il sindaco: «Mercoledì ho un incontro coi presidenti di circoscrizione e il criminologo Carrer sul problema sicurezza».
Cinzia Carpita
LA SICILIA
Trovate 14 persone ubriache al volante
Lo scorso fine settimana ha visto la Polizia stradale del compartimento di Catania all'opera contro gli automobilisti che si mettono alla guida dopo aver bevuto. Con l'impiego di 163 pattuglie sono stati effettuati ben 394 test-antialcol. Di questi, 257 sulla rete autostradale e svincoli collegati, mentre il resto ha riguardato tutte le altre arterie. Quattordici automobilisti si trovavano in stato di ebbrezza.
Ma ci sono altri dati da evidenziare in fatto di repressione e riguardano le 394 contravvenzioni, complessivamente elevate, i 552 punti decurtati per gravi infrazioni ed il ritiro di 28 carte di circolazione e di 23 patenti di guida.
Complessivamente, sono stati 156 i soccorsi richiesti ed evasi dalla Stradale la quale, contemporaneamente, è intervenuta per rilevare 38 incidenti, il cui epilogo è stato di 18 feriti.
IL GAZZETTINO (Vicenza)
CAMPOSAMPIERO. NEL 2006 ERA FUGGITO DOPO AVER UCCISO UNA PERSONA, IERI È STATO PRESO DAI CARABINIERI PER UN MANDATO DI ARRESTO INTERNAZIONALE: DEVE SCONTARE 30 MESI
In Romania la pena è certa: ubriaco causa un incidente mortale, condannato e incarcerato
Camposampiero Martedì 10 Marzo 2009, (N.M.) Pena certa? In Romania, di sicuro. Com'è altrettanto sicuro che, se la stessa disavventura gli fosse capitata in Italia, oggi non si troverebbe in carcere. Al centro della vicenda Gheorge Ilie, 33 anni, romeno, dal 2004 residente a Camposampiero dove lavora come operaio e dove e si è costruito una famiglia con una moglie e una figlioletta. Da ieri mattina è in carcere. A casa, in via Giovanni XXIII, tra lo stupore e lo sconcerto suo e della moglie, gli sono arrivati i carabinieri che lo hanno tratto in arresto in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Tecuci nel 2006. Ilie, rientrato dall'Italia nel suo Paese per un breve soggiorno, aveva causato un incidente stradale, una persona era deceduta, e lui era stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione per omicidio colposo, omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza e senza patente.
Un conto che gli è arrivato, qui in Itaia, e che ora dovrà pagare. «È un conto salato - afferma il legale di Ilie, Roberto Turolla -. Ma chi sbaglia paga e il mio assistito lo sa. È vero, se fosse capitato qui non si troverebbe in questa situazione. Ora è nella casa circondariale di Padova a disposizione delle autorità. Vedremo il da farsi. La mia volontà è quella di chiedere, da subito, che l'esecuzione della pena possa avvenire in Italia dove già questa persona si è costruita una vita, in maniera onesta e laboriosa. Se non fosse così si rischierebbe di perdere lo stesso fine rieducativo della pena, oltre al rischio, più serio, che tra due anni, di ritorno dal suo Paese, potrebbe trovarsi senza lavoro e senza famiglia».
Stamattina il giudice deciderà l'applicazione delle misure di sicurezza. In questi casi la giurisprudenza è varia: c'è chi sceglie di rispedire al mittente atti e persone, e c'è chi, invece, in virtù del fatto che la Romania ormai fa parte dell'Ue, invoca le convenzioni siglate a Strasburgo. Tra le altre richieste del legale, la sospensione della pena e l'applicazione di misure alternative alla detenzione. Perchè Gheorge Ilie, pur colpevole e senza altri precedenti penali, possa riabbracciare la sua famiglia che ormai è qui, in Italia.
TRENTINO
Alla guida quasi in coma etilico
Un 59enne è uscito di strada: sequestrata la sua auto
TRENTO. A poca distanza dalla soglia del coma etilico, si è messo alla guida della sua macchina finendo fuori strada. È successo giovedì sera alle 20 in via Ambrosi. Un atto di incoscienza che, per fortuna, ha avuto conseguenze sanitarie lievi. L’uomo (un cinquantanovenne di Trento), infatti, uscendo di strada non ha coinvolto nessun altro e lui non ha avuto bisogno di andare a medicarsi al pronto soccorso.
L’incidente, come detto, giovedì sera alle 20. I carabinieri del nucleo radiomobile sono stati chiamati per un primo intervento e quando l’uomo è uscito dalla vettura (una Lupo) si sono resi subito conto che c’era qualcosa che non andava. E il controllo con l’etilometro ha spiegato la ragione. L’uomo, infatti, ha fatto registrare un tasso pari a 2.63 grammi di alcol per litro di sangue. Un tasso altissimo considerando che la soglia massima prevista dal codice della strada è di 0.5. E considerando anche che la soglia del coma etilico è fissata a tre grammi di alcol per litro.
Le conseguenze per il cinquantenne sono pesanti: oltre al ritiro della patente, è stato anche denunciato per guida in stato di ebbrezza e in più gli è stata confiscata la macchina visto che il tasso alcolemico superava (e di gran lunga) il livello di 1.5 fissato per far scattare il sequestro.
TRENTINO
Rissa in centro giovane nei guai
BORGO. Dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale ed ubriachezza un 24enne operaio di Borgo. Alle 3 del mattino di qualche giorno fa i carabinieri del radiomobile sono intervenuti in centro per sedare una lite tra il giovane ed un suo amico. Il ragazzo, in evidente stato di ubriachezza, per evitare di essere identificato si è dato alla fuga nel tentativo di rientrare nella sua vicina abitazione senza riuscirci in quanto bloccato rapidamente dai carabinieri che lo hanno denunciato.
IL TIRRENO
MARTEDÌ, 10 MARZO 2009
Ubriachi e scatenati dopo cena Denuncia e multa per due coppie
LIVORNO. Avevano passato la serata in un ristorante bevendo un po’ troppo. Se n’è accorto il proprietario del locale, che ha chiamato un’ambulanza, il cui arrivo però non è stato per niente gradito dalle quattro persone, due uomini e due donne, che erano state notate dal titolare.
Del disordine che stava avvenendo fuori dal ristorante, sul viale Carducci, si è accorta una volante della polizia di passaggio. Ai quattro è stata comminata una sanzione amministrativa di 103 euro per ubriachezza, ma due di questi sono stati anche denunciati. Una donna di 32 anni, livornese, per lesioni nei confronti di un poliziotto al quale ha provocato una distorsione a un braccio: prima non voleva farsi identificare, poi gli ha detto di prendere i documenti dalla borsa e poi ci ha ripensato, cercando di strappargliela. Un uomo, invece, è stato denunciato per maltrattamenti al cane che aveva con sé e che gli è stato sequestrato, per essere affidato al servizio veterinario dell’Asl. Gli altri due se ne sono rimasti tranquilli e se la caveranno con la multa da 103 euro.
ASAPS
Incidenti stradali
Vda, pirata strada investe bimba: arrestato
Guidava ubriaco. Frattura del femore per la giovane vittima
Valtournanche (AO), 10 mar. (Apcom) - J. C., 28 anni residente a Châtillon, nella media Valle d'Aosta, è agli arresti domiciliari per essere fuggito dopo avere investito, ubriaco alla guida, una bambina, ed essere fuggito anzichè fermarsi e prestarle soccorso. Il 28enne, al volante della sua "Opel Corsa", nella giornata di sabato 7 marzo, intorno alle ore 18, nel centro di Valtournenche, localita' turistica sotto Cervinia, ha investito una bambina milanese di dieci anni, causandole la rottura del femore: "La piccola si trovava in Valle per un periodo di vacanza - racconta il tenente Enzo Molinari, a capo del Gruppo dei Carabinieri di Saint-Vincent - mentre stava passeggiando in compagnia dei suoi genitori e del fratellino, tenuta per mano dal proprio genitore. Improvvisamente l'auto condotta da J. C., che stava scendendo verso Châtillon, nell'affrontare una curva, a causa dell'alta velocita', ha investito di netto la ragazzina, che si trovava sul margine della carreggiata, scaraventandola a terra. Il conducente dell'autovettura investitrice, dopo essersi fermato e' fuggito dal luogo dell'incidente a forte velocita', in direzione del fondo Valle".
Subito sono stati chiamati i soccorsi: la bambina è stata trasportata d'urgenza all'ospedale "Parini" di Aosta, dove le è stata riscontrata la frattura del femore, con una prognosi di sessanta giorni. I turisti che affollavano la zona dell'incidente hanno allertato i carabinieri che hanno disposto un posto di blocco all'imbocco della Valtournenche. L'auto con J. C. è stata intercettata a una decina di chilometri dal luogo dell'incidente: il giovane alla guida è stato subito sottoposto a due controlli alcolemici. Nel primo caso è stato positivo con un tasso di 1,21 grammi per litro e nel secondo di 1,35 grammi per litro, a fronte di un limite di legge di 0,5 grammi per litro. L'uomo è stato trasferito nella casa circondariale di Brissogne e oggi si e' tenuta l'udienza di convalida dell'arresto: il gip Maurizio d'Abrusco ha disposto la custodia degli arresti domiciliari, come massima misura applicabile per questo tipo di reato. Le condizioni della bambina investita, ancora ricoverata all'ospedale di Aosta, sono stazionarie.
IL SANNIO
Cronaca: Sorpreso in moto con un tasso alcolemico cinque volte superiore
Cinque volte. Era di tanto superiore al limite consentito dalle legge, il tasso alcolico nel sangue rilevato in un centauro denunciato dalla polizia stradale...
10-03-2009 - Cinque volte. Era di tanto superiore al limite consentito dalle legge, il tasso alcolico nel sangue rilevato in un centauro denunciato dalla polizia stradale. L’intervento degli agenti, diretti dal dottore Salvatore Imparato, è scattato nel tardo pomeriggio di domenica lungo la statale 372, nel tratto che attraversa contrada Olivola. Ad attirare l’attenzione della pattuglia della polstrada è stata una Suzuki 1100 che procedeva a zig zag in direzione di Caianello.
Inevitabile lo stop imposto al conducente – un uomo di Benevento –, poi sottoposto all’alcoltest; un esame dal quale è emersa, appunto, la presenza in circolo di una quantità di alcol cinque volte maggiore di quella fissata dalla norma. Per l’uomo, oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza, il ritiro della patente ed il sequestro della moto.
ROMAGNA OGGI
Cesena: caduta dallo scooter, il conducente era ubriaco
CESENA 10 marzo 2009 - E' finito in ospedale dopo esser scivolato con il proprio scooter in viale Della Resistenza, in zona Ippodromo a Cesena. Il malcapitato, un 51enne residente a Diegaro, viaggiava con un tasso alcolemico pari a 2,68 grammi per litro. Per questo motivo le forze dell'ordine hanno proceduto al sequestro del mezzo ai fini della confisca. L'incidente si è verificato nel tardo pomeriggio di sabato. A causa delle diverse ferite era stato ricoverato in Medicina d'Urgenza.
IL TIRRENO
MARTEDÌ, 10 MARZO 2009
Incidente notturno per una 24enne con troppo alcol in corpo
Guida “ebbra”, dritta nel rondò
GROSSETO. Giovane, donna, carica di alcol in corpo: patente ritirata per guida in stato di ebbrezza a una ventiquattrenne grossetana, protagonista di una notte di eccessi conclusa molto male. Prima con la macchina contro un palo, poi con il bye bye per un bel po’ di tempo alla propria patente di guida. Il fatto è accaduto nella prima mattinata di domenica, intorno alle tre, in piazza della Libertà a Grosseto. R.S., classe 1985, perde il controllo della sua auto, vola dentro il rondò e centra un palo della luce, tra l’altro danneggiandolo. Qualcuno dà l’allarme e subito è sul posto una pattuglia della polizia. Accertato che la “bimba” sta bene, inevitabile arriva il test dell’etilometro. E il risultato è imbarazzante: la fanciulla si era messa al volante con un tasso alcolico nel sangue oscillante fra 1,70 e 1,81 mgl, ovvero tre/quattro volte più del limite consentito dalla legge. Denuncia, patente ritirata e maximulta che niente e nessuno le potrà togliere di dosso. Una Festa della Donna davvero difficile da dimenticare.
LA SICILIA
Mazara, ubriaco andava a 160 kmh
Mazara del Vallo. L'eccessivo uso di alcol da parte del conducente – denunciato dalla Stradale per guida in stato di ebbrezza – e l'alta velocità sarebbero le cause dell'incidente stradale in cui sabato notte, intorno alle 3, è rimasta gravemente ferita la 33enne castelvetranese Aurelia Beltrame, che era all'ottavo mese di gravidanza. I medici dell'«Abele Ajello», accertato il suo stato di coma, per non perdere il nascituro l'hanno fatta partorire d'urgenza, praticandole un parto cesareo, prima di trasferirla nel reparto di Rianimazione dell'ospedale «Civico» di Palermo.
Dal test che gli agenti della Stradale del distaccamento di Alcamo hanno effettuato su Salvatore Modica – campobellese di 37 anni che conduceva il veicolo – per verificare se avesse fatto o meno uso di sostanze alcoliche o di droghe prima di mettersi alla guida, è risultato che l'uomo aveva nel sangue una quantità di alcol superiore di quasi tre volte a quella consentita dal codice della strada: al massimo 0,5 milligrammi per ogni decilitro di sangue.
Ad aggravare le conseguenze dell'incidente avrebbe contribuito anche l'eccessiva velocità. La Polstrada ha infatti verificato che il tachimetro del veicolo segnava quasi 160 chilometri orari in un tratto di strada la cui velocità massima consentita è di 60 chilometri orari. Si spiegherebbe anche in questo modo il fatto che pezzi del motore si sono staccati dalla carrozzeria al momento del drammatico impatto mentre l'automobile, che rimane sotto sequestro, ha proseguito la sua corsa per un'altra cinquantina di metri.
Aurelia Beltrame e Salvatore Modica erano stati in una pizzeria e stavano rientrando a casa quando, nell'imboccare una curva, l'automobilista è andato dritto. Le condizioni della donna sono subito apparse gravi, tanto che, dopo il parto forzato e un lungo intervento chirurgico al quale è stata sottoposta nel presidio ospedaliero mazarese, è stato necessario trasferirla nel capoluogo siciliano. La sua vita è sempre appesa a un filo. Le sue condizioni rimangono molto gravi anche se stazionarie. Questa circostanza, tuttavia, per ora fa sperare in una positiva evoluzione del suo quadro clinico. Anche la sua piccolina, che non è ancora riuscita a stringere tra le braccia, è grave ma stazionaria. Desirè, questo il nome della neonata, da domenica mattina è ricoverata nel reparto di Terapia intensiva neonatale dell'ospedale «Cervello» di Palermo.Margherita Leggio
IL GAZZETTINO (Venezia)
Ubriaco al volante finisce contro un’auto
Patente ritirata e Peugeot confiscata
Torre di Mosto Martedì 10 Marzo 2009, Ubriaco alla guida dell'auto, sbanda e finisce contro un auto scaraventandola nel giardino di una casa. Protagonista della movimentata notte di ieri un quarantanovenne di Ceggia che aveva in corpo quasi il quintuplo dell’alcol consentito dal Codice della strada.
Era da poco passata mezzanotte quando l'uomo di Ceggia si trovava alla guida della propri Peugeot "607". Stava percorrendo via Dei Pioppi, in prossimità del ponte sul fiume Livenza, quando improvvisamente l' auto ha sbandato finendo contro una Renault "Megane" posteggiata a bordo strada. Un botto fortissimo, in conseguenza del quale la Renault è stata scaraventata nell'entrata di un abitazione, a ridosso del giardino della casa.
Subito è stato lanciato l'allarme ai soccorritori. Fortunatamente l'automobilista non ha riportato conseguenze. Sul posto sono prontamente arrivati i carabinieri di Annone Veneto, quindi i colleghi del Nucleo Radiomobile di Portogruaro. Sottoposto ai dovuti accertamenti, l' uomo di Ceggia è risultato positivo all' alcolemia. In corpo aveva un tasso pari a 2,30 g/l. È stato denunciato per guida in stato d'ebbrezza, gli è stata ritirata la patente e comminata una pesante sanzione che varia tra i 1.500 e i 6mila euro, mentre i carabinieri hanno avviato l' iter per la confisca del veicolo. Come previsto infatti dal Codice della Strada per chi supera il valore di 1,50, il mezzo viene confiscato, sempre che sia di proprietà di chi lo guida.
M.Cor.
IL GAZZETTINO
Rifiuta l’alcoltest moto sequestrata
Martedì 10 Marzo 2009, Uscito di strada con la sua Honda Cbr 900 all’altezza della rotonda di Paparotti, ha rifiutato l’alcoltest e ingiuriato i poliziotti della Squadra Volante che lo soccorrevano. È successo domenica, verso le 16.45, in via Grado. Il giovane, 25 anni, di Lauzacco, verrà denunciato per guida in stato d’ebbrezza. La patente gli è stata ritirata e la sua moto è sotto sequestro preventivo.
ROMAGNA OGGI
Ravenna: minacce al barista, pregiudicato ai domiciliari per stalking
RAVENNA 10 marzo 2009 - Minacce ed offese al barista. Nei guai è finito Pietro Oliviero, un pregiudicato di Marina di Ravenna, accusato del reato di "stalking". L'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata firmata dal gip Corrado Schiaretti su richiesta del pm Daniele Barberini ed eseguita lunedì dai Carabinieri. Oliviero ha cominciato a perseguitare l'esercente da metà dicembre, dopo che era stato invitato ad uscire dal locale perché infastidiva i clienti.
Il pregiudicato, in preda ai fumi dell'alcol, andò su tutte le furie, spaccando con un pugno la vetrata del bar. Nei giorni successivi Oliviero si è presentato più volte con aria da sfida e fare minaccioso davanti all'uscita del locale. L'esercente ha più volte chiesto l'intervento dei Carabinieri, che nulla potevano fare. Dal 24 febbraio è entrata in vigore la legge che punisce i persecutori.
L'individuo ha continuato a presentarsi nel punto vendita, insultando e minacciando il titolare. A quel punto i militari hanno raccolto la testimonianza del barista, che ha raccontato per filo e per segno i comportamenti di Oliviero in occasione delle ultime minacce. Elementi alla mano, il pm Barberini ha chiesto ed ottenuto la misura cautelare agli arresti domiciliari.
IL GIORNALE DI CALABRIA
Aggredisce la sorella ed il fidanzato: rumeno in manette
BOTRICELLO. (10-03-09) Non accettava il fidanzamento della sorella con un connazionale, e per questo li ha aggrediti e malmenati. Fino all’intervento dei carabinieri, allertati dai vicini di casa, che hanno dovuto sfondare la porta dell’abitazione prima di essere a loro volta aggrediti. È accaduto sera a Botricello, un centro del catanzarese, dove i militari dell’Arma della locale stazione hanno tratto in arresto un cittadino rumeno di 23 anni, Vineria Ion, che dovrà rispondere di lesioni personali, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il ventitreenne avrebbe contrastato il fidanzamento della sorella di 27 anni con un connazionale di 37. Una prima lite era scaturita lunedì sera intorno alle 19, con i militari dell’Arma che erano intervenuti per riportare la calma. Due ore dopo il nuovo allarme lanciato dai vicini che sentivano le urla provenire dall’abitazione dei rumeni. Questa volta, però, Vineria Ion, sotto l’effetto dell’alcool, stava picchiando con violenza la sorella e il suo fidanzato, (*) con i militari dell’Arma che hanno dovuto sfondare la porta per bloccare il giovane che, alla vista delle forze dell’ordine, si è scagliato anche contro di loro. Il ventitreenne, quindi, è stato dichiarato in arresto su disposizione del magistrato della Procura di Catanzaro, Francesco De Tommasi, mentre i due fidanzati hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche al pronto soccorso dell’ospedale di Catanzaro.
(*) Nota: i giochi di parole con i nomi dei protagonisti degli articoli sono sempre di cattivo gusto. In alcuni casi, tuttavia, è difficile trattenersi.
IL GAZZETTINO
MOGLIANO VENETO
Cerca di uccidere la moglie col coltello: salvata dal figlio
Ucraino 42enne ubriaco è stato fermato appena in tempo dal ragazzo ventenne: è stato arrestato per tentato omicidio
Mogliano. Martedì 10 Marzo 2009 - Un cittadino ucraino, ubriaco fradicio, ha tentato di uccidere la moglie, badante in una famiglia di Mogliano. Solo l’intervento del figlio di quasi 20 anni ha evitato la tragedia. Il tutto nella tarda serata dell’8 marzo, il giorno della Festa della donna. Ora Mykhailo Bunt è in carcere a S. Bona a disposizione del magistrato.
È stata proprio la vittima, la donna, sconvolta ma fortunatamente illesa, che per un soffio non era stata infilzata dai 18 centimetri di lama brandita dal marito in preda ai fumi dell’alcol, a chiamare i carabinieri. È viva solo perchè il figlio Sherry, coraggiosamente, aveva preso di peso il padre e l’aveva buttato fuori di casa. Dieci minuti dopo, poco lontano dall’abitazione, il quarantaduenne è stato arrestato dai carabinieri di Mogliano della Compagnia di Treviso con "Operazione medusa". Era ancora ubriaco, ma non si è opposto all’arresto. Ha ammesso quanto fatto.
L’allarme l’ha dato Anna, la moglie di Mykhailo Bunt: il figlio non parla bene l’italiano. Con il padre Mykhailo di 42 anni, nullafacente, incensurato, regolarmente in Italia, era giunto a Mogliano nello scorso gennaio per ricomporre la famiglia Bunt. Era un sogno che per la famiglia stava prendendo corpo. In Ucraina era rimasto solo il secondo figlio, il più grande, di 22 anni.
Anna, 42 anni, è in Italia dal 2003 e ha sempre fatto, e bene, la badante; socialmente si è ben inserita. Con Mykhailo è sposata da 23 anni; e hanno due figli. La dura vita di badante è diventata però ancora più difficile dallo scorso gennaio quando a Mogliano, nell’appartamento di via Pirandello 2, sono arrivati il marito ed il figlio Sherry. Nessuno dei suoi due uomini era riuscito a trovare lavoro; i mesi di disoccupazione sono diventati un grave problema soprattutto per Mykhailo che occupava il suo tempo libero bevendo. E quando aveva fatto il pieno diventava cattivo, pericoloso, violento.
L’altra sera è stato più pericoloso del solito. Ha aggredito la moglie colpevole di portare a casa i soldi per mantenere la famiglia, l’ha offesa ripetutamente, l’ha aggredita con quel coltellaccio a serramanico con una lama di 18 centimetri con l’intento di farle del male.
Fortunatamente Sherry non ha avuto paura; si è messo di mezzo fra i due genitori nell’intento di salvare la madre. Ci è riuscito. Evitando i colpi di coltello ha abbracciato il genitore e di peso l’ha trascinato fino al pianerottolo e l’ha scaraventato fuori di casa. Mentre la madre, choccata, prendeva il coraggio e telefonava ai carabinieri di Mogliano chiedendo aiuto, descrivendo quanto era accaduto, dando una descrizione accurata del marito. In meno di dieci minuti gli uomini dell’Arma sono intervenuti in forze. Hanno individuato Mykhailo Bunt che vagava nei pressi dell’abitazione ancora in preda ai fumi dell’alcol, ma che si stava piano piano snebbiando. Ha subito capito che non era il caso di usare il coltello che aveva in tasca e l’ha consegnato. Non si è opposto all’arresto e al trasferimento in caserma e quindi a Santa Bona. La tragedia mancata cambierà la vita a tutti i protagonisti della notte di paura: sia dell’aggressore che delle vittime.
Sergio Zanellato
LA SICILIA
Ubriachi autista e passeggero Caltagirone.
La Polstrada sequestra l'auto. Incidente: 3 giovani feriti
Weekend movimentato, quello appena trascorso lungo la strada strada statale n. 417 Catania-Gela. Due giovani di 23 anni sono stati fermati - non senza difficoltà - dagli agenti della polizia stradale del distaccamento di Caltagirone al Km 60, a breve distanza dalla base statunitense di Sigonella. La loro auto procedeva a velocità sostenuta e ciò ha indotto gli agenti a usare il lampeggiante, intimando loro l'alt.
Soltanto dopo ripetute segnalazioni, il conducente della vettura ne ha arrestato la marcia. Il successivo alcoltest ha permesso ai poliziotti di appurare che il giovane alla guida aveva in corpo una quantità di alcol di tre volte superiore al limite stabilito dalla legge (1,49 contro 0,50 grammi/litro). Gli agenti, mentre si accingevano a consegnare la macchina al passeggero (che era, peraltro, il proprietario del veicolo), si sono accorti che anche lui non era sobrio. Hanno pertanto effettuato l'alcoltest, riscontrando che anche l'altro giovane non era nelle condizioni di mettersi alla guida. Inevitabile, a questo punto, la chiamata del carro attrezzi per il trasporto della vettura. I due hanno poi avvertito alcuni amici per farsi dare un passaggio a casa.
I poliziotti della Stradale calatina sono intervenuti, inoltre, per i rilievi successivi a un incidente «autonomo», avvenuto al Km 18 della Catania-Gela (in territorio di Caltagirone), che ha provocato il ferimento di tre giovani di Niscemi. Per loro, trasportati all'ospedale da ambulanze del 118, prognosi di 10/15 giorni, ma anche la consapevolezza di essersela vista brutta.
L'auto (una Lancia Y), infatti, è uscita fuori strada, finendo in un canale di gronda.
Mariano Messineo
ADNKRONOS
Si esibisce di notte senza veli su alcune emittenti private
Padova, ritirata la patente alla regina del porno in tv
Una ragazza di origini dell'Est Europa è stata pizzicata dalla Polstrada. avrebbe avuto nel sangue un tasso di alcol circa tre volte superiore al limite
Padova, 10 mar. - (Adnkronos) - Regina dei programmi erotici della notte, dove su alcune tv private si esibisce senza veli, una ragazza di origini dell'Est Europa è stata pizzicata dalla Polstrada con un elevatissimo tasso alcolemico al volante della sua auto.
Secondo gli agenti che hanno fatte le dovute verifiche la 23enne avrebbe avuto nel sangue un tasso di alcol circa tre volte superiore al limite. Immediato il ritiro della patente.
La pornostar è stata beccata nell'ambito di una maxi operazione che ha portato al controllo di 156 veicoli e al ritiro di undici patenti: inclusa quella della diva a luci rosse.
IL RESTO DEL CARLINO
Era ubriaco. Ha perso la testa quando mia sorella…
IL SECOLO XIX
Alcol e bullismo in rosa giovedì un convegno
LA NUOVA FERRARA
Ubriachi al volante, nove denunce in una notte
LA NAZIONE
GROSSETO QUINDICENNE in coma etilico. Poteva trasformarsi in tr...
CRONACHE
”Alcol stop di notte in tutti i locali”. Giovanardi minaccia pene severe
Grosseto, 15enne in ‘coma’. A Prato sei ragazzi all’ospedale
Di Carlo Sestini
Grosseto, martedì 10 marzo 2009 - Quindicenne in coma etilico. Poteva trasformarsi in tragedia l’8 marzo per una ragazzina di Grosseto che insieme a un gruppo di coetanee è andata a festeggiare in un locale cittadino. Erano circa le 23 quando la giovane ha accusato i primi malori ed è stata portata fuori per rinfrescarsi. La testa che girava, il vomito e poi lo svenimento. Allarmato dalle compagne che ha raggiunto, il padre ha portato la figlia all’ospedale della Misericordia, dove le hanno diagnosticato uno choc etilico, e riscontrato un tasso alcolemico (di 2 gr/lt) quattro volte superiore al limite massimo di legge stabilito per chi guida. A causare lo stato di forte alterazione è stata certamente la grande quantità di vino ingerita durante la cena. Esclusa invece dai controlli effettuati dai sanitari l’assunzione di droghe, la ragazzina si è ripresa intorno all’una e mezzo e, per motivi precauzionali, è stata tenuta in osservazione tutta la notte. Si è trattato quindi della più classica delle sbronze che, anche a causa della scarsa tollerabilità e della giovane età della protagonista, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. “Mia figlia – ha ammesso il padre – non ha mai bevuto.
Certamente il momento di euforia insieme alle compagne è stato un forte stimolo, ma quello che mi riesce difficile tollerare è il comportamento dei gestori del locale che, vista la situazione, non hanno chiamato soccorsi, ma si sono solo premurati di seguire le ragazze fuori dal locale richiedendo loro il pagamento di alcune bottiglie di vino. Al risveglio la ragazza ha riferito di non ricordare nulla di quel che le è accaduto dopo le 22.
AL PRONTO SOCCORSO nella notte sono giunti anche sei ragazzi in precarie condizioni per l’assunzione di bevande alcoliche. E’ successo a Prato. I giovani, in attesa di essere visitati, hanno infastidito altri pazienti in sala d’aspetto tanto che i medici hanno dovuto chiamare il 112. L’arrivo dei militari e la richiesta di documenti hanno innescato un’ulteriore reazione. Tutti i sei giovani sono stati denunciati per resistenze e minacce a pubblico ufficiale.
Di Federica Cappelletti
LIMITI, prevenzione e repressione. L’Abc, secondo Carlo Giovanardi – Sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alla droga e alla famiglia – per provare ad arrestare il dramma quotidiano delle sostanze alcoliche e delle stragi ad esse tributabili.
Senatore, siamo di fronte all’ennesima vittima innocente della trasgressione. Nonostante leggi e divieti l’alcol continua ad essere una vera piaga sociale. Soprattutto tra i giovanissimi.
”La fermo subito. Sono appena uscito da un incontro a Benevento con Clarissa Burt e una platea nutrita di ragazzini, nel quale abbiamo lungamente parlato del problema alcol-minori. Mettendo a confronto l’atteggiamento assunto dai diversi paesi nell’affrontarlo. L’Italia, dati alla mano, se ne esce a pezzi su parecchi fronti”.
In che senso?
”La nostra nazione risulta essere ultrapermissiva. Qui vige la disastrosa cultura del vietato vietare. Anche quando in gioco ci sono vite, ragazzi famiglie”.
Andiamo sul concreto
”Prendiamo il limite di età nella vendita di alcolici: negli Stati Uniti è 21 anni, il massimo. In molte altre realtà è di 18, mentre in Italia si ferma a 16. Sono indicatori che si commentano da soli”.
Il limite si ferma a 16 e molto spesso viene disatteso, come a volte viene ignorata la regola di non vendere alcolici dopo le due di notte in discoteca. Di chi è la colpa?
”Di alcuni gestori, della lobby dei commercianti e di Confcommercio, che non hanno nessun interesse ad arginare la vendita degli alcolici. Trascurando il fatto che l’alcol uccide, e se non uccide fa comunque male alla salute”.
Ha una ricetta per migliorare la situazione?
”Regole rigide, prevenzione e repressione sono gli ingredienti per provare a cambiare le carte in tavola”.
Regole, prevenzione e repressione. Ovvero?
”Stop generalizzato alla vendita degli alcolici in tutti i locali pubblici dopo una certa ora e al di sotto di una certa età. Non bastano le discoteche, quindi, anche pub, chioschi e bar devono adeguarsi alla regola. Nonostante l’opposizione di molti addetti al settore. Pena: sanzioni e condanne severe”.
Crede che potrebbe funzionare per contare meno morti sulle strade e proteggere la salute di giovani e meno giovani?
”Ne abbiamo avuto la prova provata con il ritiro delle patenti a tappeto e la confisca dell’auto. Due ottimi deterrenti contro le stragi del sabato sera. E non solo. A darci ragione sono le statistiche. Ma non basta”.
Che cosa occorre fare?
”Il Parlamento dovrebbe imporre altri paletti rigidi, obbligando i cittadini al rispetto delle norme. Con controlli più mirati e ferrei. Senza guardare in faccia a nessuno: chi sbaglia paga. Basta con le lacrime delle famiglie, versate inutilmente. Evitabili”.
I commercianti potrebbero dare una bella mano?
”Assolutamente si, smettendo di tirare l’acqua al loro mulino a prescindere da tutto e da tutti. Ci siamo capiti…”
CORRIERE DELLA SERA
In Italia pronto un ddl che vieta il fumo per i minori presentato da pd e pdl
Francia: vietata vendita di tabacco e alcol ai minori di 18 anni. Limiti agli spot
Al varo manca solo il voto del Senato dopo il sì dell'Assemblea nazionale
PARIGI (FRANCIA) 10 marzo 2009 - L'età a partire dalla quale si potrà comprare tabacco e alcool in Francia salirà da 16 a 18 anni, grazie a un emendamento votato dai deputati nell'ambito dell'esame di un progetto di legge sulla salute pubblica. Il testo, passato al filtro dell'Assemblea Nazionale, proibisce anche la distribuzione gratuita di alcol ai minori in qualsiasi locale pubblico; e colma inoltre una lacuna della legislazione francese, regolando la pubblicità del tabacco e dell'alcol su internet, pubblicità che sarà oggetto di rigide limitazioni, come già accade per la stampa e la televisione: la pubblicità sarà infatti vietata sui siti web «principalmente destinati ai giovani», così come nelle «associazioni, società e federazioni sportive o leghe professionali». Non si potrà pubblicizzare il tabacco e l'alcol nemmeno in forma «intrusiva», per esempio con messaggi non richiesti (gli spam) o con le pagine che interferiscono nella navigazione (come i pop up). Per entrare in vigore, il testo dovrà essere votato anche al Senato.
PRONTO DDL ANCHE IN ITALIA - Un provvedimento simile a quello francese è allo studio anche in Italia. Un disegno di legge a prime firme Ignazio Marino, del Pd e Antonio Tomassini (Pdl), presidente della Commissione Sanità in Senato verrà discusso infatti dopo che sarà completato l'iter sul testamento biologico. Fumo vietato agli «under 18», divieto di vendita delle sigarette a chi non ha ancora raggiunto la maggiore età, con l'obbligo per i tabaccai di chiedere un documento d'identità, e no «tassativo» al fumo nelle scuole di ogni ordine e grado sono i punti cardine del provvedimento. L'articolo 2 del ddl è perentorio: «È vietato ai minori di anni 18 acquistare o consumare in luogo pubblico o aperto al pubblico i prodotti del tabacco». Pena una sanzione amministrativa da 50 a 150 euro. Tabaccai e rivenditori di sigarette che ignorano il divieto, saranno puniti con una multa da 250 a 1.000 euro e con la sospensione, per sei mesi, della licenza all'esercizio dell'attività. Per essere certi che il giovane cliente non abbia meno di 18 anni, i tabaccai hanno l'obbligo di chiedere un documento di identità. Stesso destino per i distributori automatici, che devono essere dotati di un sistema per rilevare l'età degli acquirenti attraverso la lettura di carte a banda magnetica. Altrimenti, vengono disabilitati o, dopo 6 mesi, confiscati. E ancora, il ddl prevede «il divieto tassativo di fumare nelle scuole di ogni ordine e grado».
PREVIEWONLINE.INFO
Open Bar vietati in Francia per prevenire alcolismo e stragi
I parlamentari francesi hanno votato un emendamento che porrà fine alla moda del “bing e drinking”. Misure di contrasto anche alla vendita di alcolici sulle reti autostradali. Emendamenti per salvaguardare le degustazioni enologiche.
Parigi – Alcolismo e stragi del sabato sera sono due argomenti strettamente collegati e che negli ultimi tempi stanno facendo discutere e aumentare la mole di lavoro dei responsabili delle istituzioni. Questa volta la notizia proviene dalla Francia e con ogni auspicio potrebbe essere valutata positivamente anche da altri governi. Secondo quanto riportato in un recente articolo apparso sul quotidiano francese “Le Figaro”, L'Assemblea Nazionale francese, in occasione dell’approvazione di una legge su "Ospedali, pazienti, territori, salute” ha dato l’avvio a ulteriori provvedimenti che mirano a prevenire l'alcolismo tra i giovani decretando così la fine della moda dell’Open-bar; pratica molto diffusa e apprezzata, anche nel nostro paese, dagli ammanti dello sballo che sotto il pagamento di una cifra forfettaria, salvo file interminabili al bancone del bar, “beneficiano” di una somministrazione senza limiti di bevande alcoliche e non.
I deputati francesi hanno quindi deciso di mettere un freno a questa moda approvando una modifica alla legge che vieta "di bere a volontà contro il pagamento di una somma forfettaria" e "offerta gratuita di bevande alcoliche a fini promozionali."
Per evitare danni alla fiorente industria enologica francese, inoltre, sono stati accolti emendamenti presentati da alcuni deputati eletti in circoscrizioni vitivinicole per effetto dei quali sono state escluse dal campo di applicazione di tale divieto alcune manifestazioni quali fiere, feste, stages di enologia e altre manifestazioni di degustazione. Si attende l’approvazione definitiva da parte del Senato.
Sempre nell’ottica di evitare freni al comparto produttivo i deputati esamineranno oggi, lunedì, le limitazioni della vendita di vino e di bevande alcoliche nelle stazioni di servizio che preoccupano fortemente i rappresentanti dell'industria del vino. Attualmente, le norme permettono l'acquisto di prodotti alcolici, tranne che tra le ore 22 e le 6 del mattino.
In Francia lungo le reti autostradali, l'alcol è vietato, tranne che in regioni produttrici di vino e nei ristoranti, con la limitazione di un bicchiere di vino abbinato al pasto. Oggi in nome della sicurezza stradale e della prevenzione si è orientati a favore della eliminazione di bevande alcoliche nelle stazioni di servizio.
Due emendamenti sono inoltre stati proposti in materia: il primo adottato dalla commissione per gli affari sociali, si propone di conferire al Sindaco il potere di autorizzare vendita di alcolici tra le ore 22,00 e 6,00 del mattino nei negozi di generi alimentari per evitare disordini pubblici durante la notte. Invece, la commissione per gli Affari Economici ha accolto un emendamento che autorizza la vendita nelle stazioni di servizio "di bevande alcoliche di una zona di produzione situato nella regione del punto di vendita a determinate condizioni”, come ad esempio imballaggi particolari più adibite al trasporto che al consumo immediato sul posto.
Inoltre, alcuni deputati hanno anche chiesto l'abolizione del divieto di pubblicità del vino e alcolici su Internet in vigore dal febbraio 2008 che il ministro della Salute sembra voler accogliere.
WALLSTREET ITALIA
Bianco o rosso per lei è uguale: il vino fa male al seno
Per il rischio di tumore il colore non conta e l’unica protezione è ridurre (o azzerare) il numero di bicchieri
MILANO, 10 marzo 2009 - Alla fine Lambrusco o Barbera non sono meglio di un Vermentino o di uno Chardonnay. Almeno, non per la salute del seno. Vino rosso e bianco, infatti, contribuiscono in egual misura ad aumentare il rischio di tumore mammario per le donne che ne consumano quantità anche modeste.
LO STUDIO - A sferrare l’ennesimo colpo al mito del vino che fa buon sangue è una ricerca americana condotta dagli esperti del Fred Hutchinson Cancer Research Center e pubblicata sul numero di marzo della rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention . «Volevamo indagare gli effetti del vino rosso sul rischio di cancro al seno - ha spiegato Polly Newcomb, responsabile del programma di prevenzione oncologica del centro statunitense -. Sappiamo che in generale il consumo di alcolici aumenta le probabilità di ammalarsi, ma ci chiedevamo se il vino rosso in particolare non potesse essere collegato a qualche beneficio, anche perché precedenti studi sulle malattie cardiovascolari e sul tumore della prostata avevano suggerito la possibilità di effetti protettivi».
NESSUN VANTAGGIO PER IL ROSSO - I ricercatori hanno coinvolto 6.327 donne fra i 20 e i 69 anni con un tumore al seno e altre 7.558 senza la malattia. Sono state considerate le loro abitudini al consumo di alcolici (non solo vino, ma anche birra e liquori) e altri fattori di rischio per le neoplasie mammarie, come l’età alla prima gravidanza, la storia familiare e l’uso di terapia ormonale sostitutiva in menopausa. E, alla fine, non è emersa alcuna differenza tra vino rosso o bianco in relazione al rischio di cancro al seno.
SOLO QUESTIONE DI GUSTO - «Se una donna beve, dovrebbe farlo con moderazione, non più di un bicchiere al giorno. E se sceglie il vino rosso, dovrebbe farlo solo perché le piace, non perché crede che faccia meno male» ha commentato Polly Newcomb. Il team di ricerca ha appurato che le donne che consumano ogni settimana almeno 14 bicchieri di vino bianco, rosso o birra risultano esposte ad rischio di tumore del seno aumentato del 24 per cento rispetto alle astemie.
BIANCO O ROSSO? MEGLIO VERDE - Molti studi, negli anni, hanno segnalato una minore incidenza di alcune malattie croniche fra i consumatori leggeri di vino e spesso questo vantaggio è stato attribuito alle sostanze antiossidanti contenute nel nettare di Bacco. Mancano però prove scientifiche definitive e l’interpretazione potrebbe essere più complessa, come suggeriscono gli esperti dell’Inran, l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, all’interno delle Linee guida sull’alcol: «Il vino, e in misura ridotta la birra, potrebbero esercitare i loro effetti protettivi anche perché, nel rispetto della tradizione mediterranea, vengono in genere consumati durante i pasti: questo fa sì che oltre al rifornimento di sostanze antiossidanti, si abbiano anche picchi alcolemici più bassi». E nello stesso documento i nutrizionisti ricordano, se ce ne fosse bisogno, che non è il caso di darsi all’alcol per cercare effetti protettivi: basta consumare frutta e verdura in quantità per fare il pieno di antiossidanti senza intossicarsi con l’etanolo.
TUMORI, NESSUNA ATTENUANTE – In ambito oncologico, il verdetto sull’alcol appare unanime: basta anche un bicchiere al giorno per cambiare i livelli di rischio e si vanno sommando le prove di una correlazione fra alcol e varie forme di tumore. (*) Fra i dati più recenti, quelli raccolti dai laboratori del Lombardi Comprehensive Cancer Center della Georgetown University, secondo cui un paio di drink al giorno, di qualunque genere, aumentano del 22 per cento il rischio di sviluppare un tumore al pancreas.
Donatella Barus
(*) Nota: gli articoli che illustrano la relazione tra alcolici e cancro al seno hanno tutti la stessa impostazione: spiegano che anche un solo bicchiere aumenta il rischio, e subito dopo raccomandano di bere un solo bicchiere. La presenza degli alcolici, e del vino in particolare, è data così per scontata che il tumore al seno viene considerato alla stregua di un trascurabile effetto collaterale.
EMERGENZA ALCOLISMO
BERE IN GRAVIDANZA "AVVEZZA" IL NASCITURO ALL'ALCOL
Fonte: AGI - Agenzia Giornalistica Italia
Washington, 10 mar. - Le mamme che bevono in gravidanza trasmetto al proprio figlio il gusto dell'alcol. L'esposizione precoce agli alcolici, infatti, riduce la sensibilita' del bambino al gusto amaro tipico di una bevanda alcolica, e questo rende gli alcolici bevande appetibili da adulti. Almeno questo e' quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della New York Upstate Medical University e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. I risultati dello studio potrebbero spiegare l'associazione, riscontrata in diverse ricerche precedenti, tra esposizione all'alcol nel grembo materno e maggiori probabilita' di sviluppare una dipendenza da adulti. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti sui topolini. Sono quindi riusciti a dimostrare che le cavie hanno sviluppato una dipendenza all'alcol e al suo gusto se sono stati esposti all'alcol quando ancora si trovavano nel grembo materno.
MELITOONLINE
Rischi derivanti dall’assunzione di alcool nel settore della vigilanza privata. Le azioni della prefettura di Trieste
Prevenire i rischi derivanti dall’assunzione di alcool nel settore della vigilanza privata. E’ il tema della riunione che si è svolta in prefettura di Trieste il 6 marzo scorso finalizzata all’avvio di un protocollo operativo da realizzarsi in due distinte fasi:
Una prima fase di natura informativa rivolta alle imprese ed agli operatori della vigilanza privata. Sarà approfondita la tematica dei rischi che dall’assunzione di alcool possono derivare sia per la salute che per l’attività lavorativa. In questa fase verranno coinvolti anche i medici competenti delle singole ditte.
Il primo incontro informativo si terrà il prossimo 28 aprile e sarà rivolto ai titolari degli istituti di vigilanza della provincia, ai medici competenti, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza ed ai responsabili aziendali del servizio di prevenzione e protezione.
Seguirà una seconda fase durante la quale, con il coordinamento della Prefettura, verranno effettuati controlli da parte dell’Azienda per i servizi sanitari di Trieste, dalla Questura di Trieste e dal Compartimento di Polizia Stradale del Friuli Venezia Giulia. (*)
All’incontro in Prefettura hanno partecipato i rappresentanti dell’Azienda per i servizi sanitari n. 1 “triestina”, i titolari degli istituti di vigilanza privata operanti in provincia ed i rispettivi medici competenti, responsabili del servizio prevenzione e protezione e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
(*) Nota: visti i recenti sviluppi legislativi in fatto di sicurezza, anche le “ronde” andrebbero coinvolte nella attività di informazione sui rischi derivanti dall’assunzione di alcolici. Intendendo per alcolici quelli assunti dalle ronde, naturalmente.
IL TIRRENO
MARTEDÌ, 10 MARZO 2009
L’ORDINANZA ANTI ALCOLICI
CARRARA. Ecco l’ordinanza 656 firmata dal sindaco il 17 ottobre 2008 per il divieto di vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro e divieto di consumo di bevande alcoliche in luoghi pubblici nelle ore serali e notturne. Una analoga precedente ordinanza era scaduta il 30 settembre 2008. Il sindaco Zubbano l’ha resa poi permanente.
La premessa. «Si registra l’eccessivo consumo di bevande alcoliche da parte di persone che stazionano negli spazi pubblici come giardini piazze e strade, con l’inevitabile conseguenza del manifestarsi di schiamazzi, tali da turbare la quiete pubblica, accompagnati inoltre dall’abbandono, in strade, porticati, giardini e piazze, di bottiglie e contenitori, spesso in frantumi; considerato che la predetta situazione assume, in particolare nelle ore notturne, proporzioni rilevanti ed è fonte di pericolo per l’igiene e l’incolumità pubblici, per la sicurezza urbana, per il decoro e per la normale convivenza della cittadinanza, così come rilevato dai numerosi interventi effettuati dalle forze di polizia e dalla polizia municipale e come segnalato da parte di numerosi cittadini».
L’ordinanza. Il divieto è in vigore «all’interno del perimetro di Carrara Centro costituito dalle vie: Via Don Minzoni - Via Erevan - Via Codena - Via Dell’Amico - Via P. Tacca - Via Fontana - Via Monterosso Via del Cavatore - Via Bruno Conti - Via Colonnata - Via Carriona - Via Del Commercio - Via San Martino - Via Rosselli (da Via San Martino a Viale XX Settembre) - Viale XX Settembre - Via Roma; e del perimetro di Marina di Carrara tra le Vie: Via Covetta - Via Pucciarelli - Viale Zaccagna - Via delle Pinete (tutta, Confine Massa) - Viale da Verrazzano (tutto, confine Massa) - Viale Colombo - Via Fabbricotti (Confine Sarzana) - Via Comano - Via Muraglione - Via del Medico - Via Pontremoli - Viale Galilei - Via Covetta»: all’interno di questi due perimetri «è vietata la vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro ed è vietata la vendita per asporto di alcolici in qualsiasi contenitore dalle ore 21.30 alle ore 2 del giorno successivo, su aree private e pubbliche anche con distributori automatici, da parte degli esercizi commerciali, laboratori artigianali ed esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, circoli privati, discoteche e attività similari operanti nelle zone interessate. Il divieto non si applica ai suddetti esercizi qualora gli stessi effettuino servizio a domicilio del cliente».
Inoltre: «Dalle ore 21.30 alle ore 2 all’interno dei perimetri suddetti, è vietato a chiunque il consumo di bevande alcoliche, in aree pubbliche, quali giardini, parchi, piazze, strade, ad eccezione delle superfici di somministrazione autorizzate».
La violazione della presente ordinanza comporta la sanzione amministrativa da un minimo di 25 ad un massimo di 500 euro, con facoltà di estinzione dell’illecito nella misura ridotta di 400 euro, e la sanzione accessoria della confisca amministrativa degli alcolici eventualmente in possesso degli autori dell’illecito, previo sequestro amministrativo cautelare. All’atto della contestazione, i trasgressori sono tenuti a cessare immediatamente il comportamento in violazione della presente ordinanza e, se possibile, sono tenuti a rimuovere con immediatezza la causa dell’illecito ed a rimettere in pristino i luoghi».
IL TIRRENO
MARTEDÌ, 10 MARZO 2009
«Notti insonni, qui viviamo nella paura»
I condomini dopo la rissa fra carraresi e rumeni: in via Rinchiosa ubriachi e sporcizia
CARRARA. «Basta, in questa zona di Marina la notte non si dorme e non si vive più. Il sindaco e le forze dell’ordine devono fare qualcosa». Dopo la paura, la rabbia: degli inquilini che abitano nel palazzo all’angolo fra via Rinchiosa e viale Colombo, lato Sarzana, in località Serenella, dove nella notte fra sabato e domenica scorsi si è scatenato l’inferno, per un tafferuglio fra alcuni rumeni e giovani carraresi. Il tutto sarebbe cominciato nella strada: qualche gesto provocatorio (ufficialmente non si sa chi abbia cominciato), parole, reazioni, poi lo scontro fisico, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine. Un primo scontro, nato a quanto pare per futili motivi, ci sarebbe stato verso la mezzanotte, e un altro attorno alle 2,30.
Le indagini. Versioni dettagliate da parte delle forze dell’ordine non ce ne sono. Secondo voci, la provocazione sarebbe partita dai rumeni, scatenando una reazione. Fra la gente del luogo si racconta di lanci di bottiglie, di oggetti contundenti, di bar che abbiano chiuso le porte per prudenza, nei momenti della maggiore tensione sfociata anche in danni all’ingresso del condominio e al primo piano (abitato da alcuni mesi da tre coppie di rumeni). Diversi sarebbero stati i contusi, ma al momento non sarebbero scattate denunce. I carabinieri stanno indagando per ricostruire la vicenda e le responsabilità, ma al di là di questo episodio, la gente del posto non ne può più di vedere, il lunedì mattina, come quell’angolo di Marina è ridotto (ovviamente non da parte di tutti i giovani che lo frequentano e non per responsabilità degli esercizi pubblici che svolgono onestamente le loro attività) dai “postumi” di nottate sregolate. Da quanto si è appreso, i rumeni abitavano l’appartamento tramite una ditta per la quale lavorano. I proprietari dell’alloggio affittato, hanno chiesto che lo lascino libero (forse già da oggi) quantomeno per evitare il rischio di altri episodi come quello che ha svegliato nel cuore della notte gli abitanti degli altri appartamenti. «Vogliamo il portone blindato», dice una inquilina spazientita.
La rabbia degli inquilini. Un’altra inquilina, ieri mattina si è sfogata: «Sono nativa di Carrara ma vivo in Val d’Aosta: là certe cose non accadono. Vengo a trovare mia madre in questo palazzo, e sono preoccupata. La notte bisogna barricarsi in casa. Da noi nella zona pedonale dove abito non vengono ammessi assembramenti di persone dopo le 23,30. Qua a Marina, la mattina fuori del portone troviamo bottiglie vuote e sporcizia. Qua distruggono tutto, non c’è educazione civica. Quando da Aosta torno in questo palazzo mi viene l’angoscia: la zona è bella, ma se abitassi qui andrei a protestare dal sindaco». «Domenica sera, - racconta un altra inquilina (ma tutti, per timore, chiedono di restare anonimi) - è arrivato al portone un gruppo di giovani con dei bastoni. Tempo fa hanno rotto i vetri alla mia auto. La notte ci sono ubriachi, penso che siano giovani del posto, non extracomunitari. Qui c’è da avere paura. Bisogna asserragliarsi in casa a una certa ora, mentre in altre parti di Marina è tutto pace e silenzio. Il sabato notte, c’è il lancio delle bottiglie, una l’ho trovata sul mio terrazzo e pensate che io abito al secondo piano. Quando arriverà l’estate cosa accadrà se già ora siamo in queste condizioni?». Non è contro la marea di giovani tranquilli che se la prendono i condomini: giovani che si radunano la sera per passeggiare o stare assieme nei bar della zona fra viale Colombo, via Ronchiosa, piazza Ingolstadt. Giovani che tornano a casa sobri. Se la prendono con chi “esagera”, con chi sporca la galleria, con chi fa danni.
L’amministratore del condominio che fa angolo fra via Rinchiosa e viale Colombo, Gianfranco Celadini, che ha nello stesso edificio un’agenzia immobiliare, commenta la situazione: «Il problema lo creano i ragazzi che hanno meno di 20 anni, con i quali è più difficile dialogare. Hanno 14, 16 anni, bevono, magari si portano le bottiglie di birra acquistate altrove. Questa è una zona turistica, ma la sera si riempie di ragazzi. Se qualcuno eccede, se capitano episodi come quello - e lo dico lungi dall’essere razzista - con i rumeni? Può nascere un problema di ordine pubblico. C’è una telecamera in questa zona, collocata dal Comune, ma ne servirebbero altre. A Sarzana, c’è un analogo via vai di giovanissimi, ma sono mescolati agli adulti. Qui, nella zona del passeggio non si vedono le famiglie con adulti che potrebbero fare da deterrente. Per cui la situazione è difficile da gestire: noi operatori ci siamo anche impegnati a tenere in ordine le aiuole con le piante, ma se poi ci passano sopra gli Unni... Il Comune dovrebbe far chiudere i locali pubblici a una cert’ora di sera, per far allontanare la folla; incentivare l’apertura di nuovi locali in altre aree del litorale per spalmare di più la gioventù; invogliare le famiglie a frequentare maggiormente questa zona nelle ore serali». «Qua non ci sono le ronde?», chiede qualcuno.
Il sindaco: «Mercoledì ho un incontro coi presidenti di circoscrizione e il criminologo Carrer sul problema sicurezza».
Cinzia Carpita
LA SICILIA
Trovate 14 persone ubriache al volante
Lo scorso fine settimana ha visto la Polizia stradale del compartimento di Catania all'opera contro gli automobilisti che si mettono alla guida dopo aver bevuto. Con l'impiego di 163 pattuglie sono stati effettuati ben 394 test-antialcol. Di questi, 257 sulla rete autostradale e svincoli collegati, mentre il resto ha riguardato tutte le altre arterie. Quattordici automobilisti si trovavano in stato di ebbrezza.
Ma ci sono altri dati da evidenziare in fatto di repressione e riguardano le 394 contravvenzioni, complessivamente elevate, i 552 punti decurtati per gravi infrazioni ed il ritiro di 28 carte di circolazione e di 23 patenti di guida.
Complessivamente, sono stati 156 i soccorsi richiesti ed evasi dalla Stradale la quale, contemporaneamente, è intervenuta per rilevare 38 incidenti, il cui epilogo è stato di 18 feriti.
IL GAZZETTINO (Vicenza)
CAMPOSAMPIERO. NEL 2006 ERA FUGGITO DOPO AVER UCCISO UNA PERSONA, IERI È STATO PRESO DAI CARABINIERI PER UN MANDATO DI ARRESTO INTERNAZIONALE: DEVE SCONTARE 30 MESI
In Romania la pena è certa: ubriaco causa un incidente mortale, condannato e incarcerato
Camposampiero Martedì 10 Marzo 2009, (N.M.) Pena certa? In Romania, di sicuro. Com'è altrettanto sicuro che, se la stessa disavventura gli fosse capitata in Italia, oggi non si troverebbe in carcere. Al centro della vicenda Gheorge Ilie, 33 anni, romeno, dal 2004 residente a Camposampiero dove lavora come operaio e dove e si è costruito una famiglia con una moglie e una figlioletta. Da ieri mattina è in carcere. A casa, in via Giovanni XXIII, tra lo stupore e lo sconcerto suo e della moglie, gli sono arrivati i carabinieri che lo hanno tratto in arresto in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Tecuci nel 2006. Ilie, rientrato dall'Italia nel suo Paese per un breve soggiorno, aveva causato un incidente stradale, una persona era deceduta, e lui era stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione per omicidio colposo, omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza e senza patente.
Un conto che gli è arrivato, qui in Itaia, e che ora dovrà pagare. «È un conto salato - afferma il legale di Ilie, Roberto Turolla -. Ma chi sbaglia paga e il mio assistito lo sa. È vero, se fosse capitato qui non si troverebbe in questa situazione. Ora è nella casa circondariale di Padova a disposizione delle autorità. Vedremo il da farsi. La mia volontà è quella di chiedere, da subito, che l'esecuzione della pena possa avvenire in Italia dove già questa persona si è costruita una vita, in maniera onesta e laboriosa. Se non fosse così si rischierebbe di perdere lo stesso fine rieducativo della pena, oltre al rischio, più serio, che tra due anni, di ritorno dal suo Paese, potrebbe trovarsi senza lavoro e senza famiglia».
Stamattina il giudice deciderà l'applicazione delle misure di sicurezza. In questi casi la giurisprudenza è varia: c'è chi sceglie di rispedire al mittente atti e persone, e c'è chi, invece, in virtù del fatto che la Romania ormai fa parte dell'Ue, invoca le convenzioni siglate a Strasburgo. Tra le altre richieste del legale, la sospensione della pena e l'applicazione di misure alternative alla detenzione. Perchè Gheorge Ilie, pur colpevole e senza altri precedenti penali, possa riabbracciare la sua famiglia che ormai è qui, in Italia.
TRENTINO
Alla guida quasi in coma etilico
Un 59enne è uscito di strada: sequestrata la sua auto
TRENTO. A poca distanza dalla soglia del coma etilico, si è messo alla guida della sua macchina finendo fuori strada. È successo giovedì sera alle 20 in via Ambrosi. Un atto di incoscienza che, per fortuna, ha avuto conseguenze sanitarie lievi. L’uomo (un cinquantanovenne di Trento), infatti, uscendo di strada non ha coinvolto nessun altro e lui non ha avuto bisogno di andare a medicarsi al pronto soccorso.
L’incidente, come detto, giovedì sera alle 20. I carabinieri del nucleo radiomobile sono stati chiamati per un primo intervento e quando l’uomo è uscito dalla vettura (una Lupo) si sono resi subito conto che c’era qualcosa che non andava. E il controllo con l’etilometro ha spiegato la ragione. L’uomo, infatti, ha fatto registrare un tasso pari a 2.63 grammi di alcol per litro di sangue. Un tasso altissimo considerando che la soglia massima prevista dal codice della strada è di 0.5. E considerando anche che la soglia del coma etilico è fissata a tre grammi di alcol per litro.
Le conseguenze per il cinquantenne sono pesanti: oltre al ritiro della patente, è stato anche denunciato per guida in stato di ebbrezza e in più gli è stata confiscata la macchina visto che il tasso alcolemico superava (e di gran lunga) il livello di 1.5 fissato per far scattare il sequestro.
TRENTINO
Rissa in centro giovane nei guai
BORGO. Dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale ed ubriachezza un 24enne operaio di Borgo. Alle 3 del mattino di qualche giorno fa i carabinieri del radiomobile sono intervenuti in centro per sedare una lite tra il giovane ed un suo amico. Il ragazzo, in evidente stato di ubriachezza, per evitare di essere identificato si è dato alla fuga nel tentativo di rientrare nella sua vicina abitazione senza riuscirci in quanto bloccato rapidamente dai carabinieri che lo hanno denunciato.
IL TIRRENO
MARTEDÌ, 10 MARZO 2009
Ubriachi e scatenati dopo cena Denuncia e multa per due coppie
LIVORNO. Avevano passato la serata in un ristorante bevendo un po’ troppo. Se n’è accorto il proprietario del locale, che ha chiamato un’ambulanza, il cui arrivo però non è stato per niente gradito dalle quattro persone, due uomini e due donne, che erano state notate dal titolare.
Del disordine che stava avvenendo fuori dal ristorante, sul viale Carducci, si è accorta una volante della polizia di passaggio. Ai quattro è stata comminata una sanzione amministrativa di 103 euro per ubriachezza, ma due di questi sono stati anche denunciati. Una donna di 32 anni, livornese, per lesioni nei confronti di un poliziotto al quale ha provocato una distorsione a un braccio: prima non voleva farsi identificare, poi gli ha detto di prendere i documenti dalla borsa e poi ci ha ripensato, cercando di strappargliela. Un uomo, invece, è stato denunciato per maltrattamenti al cane che aveva con sé e che gli è stato sequestrato, per essere affidato al servizio veterinario dell’Asl. Gli altri due se ne sono rimasti tranquilli e se la caveranno con la multa da 103 euro.
ASAPS
Incidenti stradali
Vda, pirata strada investe bimba: arrestato
Guidava ubriaco. Frattura del femore per la giovane vittima
Valtournanche (AO), 10 mar. (Apcom) - J. C., 28 anni residente a Châtillon, nella media Valle d'Aosta, è agli arresti domiciliari per essere fuggito dopo avere investito, ubriaco alla guida, una bambina, ed essere fuggito anzichè fermarsi e prestarle soccorso. Il 28enne, al volante della sua "Opel Corsa", nella giornata di sabato 7 marzo, intorno alle ore 18, nel centro di Valtournenche, localita' turistica sotto Cervinia, ha investito una bambina milanese di dieci anni, causandole la rottura del femore: "La piccola si trovava in Valle per un periodo di vacanza - racconta il tenente Enzo Molinari, a capo del Gruppo dei Carabinieri di Saint-Vincent - mentre stava passeggiando in compagnia dei suoi genitori e del fratellino, tenuta per mano dal proprio genitore. Improvvisamente l'auto condotta da J. C., che stava scendendo verso Châtillon, nell'affrontare una curva, a causa dell'alta velocita', ha investito di netto la ragazzina, che si trovava sul margine della carreggiata, scaraventandola a terra. Il conducente dell'autovettura investitrice, dopo essersi fermato e' fuggito dal luogo dell'incidente a forte velocita', in direzione del fondo Valle".
Subito sono stati chiamati i soccorsi: la bambina è stata trasportata d'urgenza all'ospedale "Parini" di Aosta, dove le è stata riscontrata la frattura del femore, con una prognosi di sessanta giorni. I turisti che affollavano la zona dell'incidente hanno allertato i carabinieri che hanno disposto un posto di blocco all'imbocco della Valtournenche. L'auto con J. C. è stata intercettata a una decina di chilometri dal luogo dell'incidente: il giovane alla guida è stato subito sottoposto a due controlli alcolemici. Nel primo caso è stato positivo con un tasso di 1,21 grammi per litro e nel secondo di 1,35 grammi per litro, a fronte di un limite di legge di 0,5 grammi per litro. L'uomo è stato trasferito nella casa circondariale di Brissogne e oggi si e' tenuta l'udienza di convalida dell'arresto: il gip Maurizio d'Abrusco ha disposto la custodia degli arresti domiciliari, come massima misura applicabile per questo tipo di reato. Le condizioni della bambina investita, ancora ricoverata all'ospedale di Aosta, sono stazionarie.
IL SANNIO
Cronaca: Sorpreso in moto con un tasso alcolemico cinque volte superiore
Cinque volte. Era di tanto superiore al limite consentito dalle legge, il tasso alcolico nel sangue rilevato in un centauro denunciato dalla polizia stradale...
10-03-2009 - Cinque volte. Era di tanto superiore al limite consentito dalle legge, il tasso alcolico nel sangue rilevato in un centauro denunciato dalla polizia stradale. L’intervento degli agenti, diretti dal dottore Salvatore Imparato, è scattato nel tardo pomeriggio di domenica lungo la statale 372, nel tratto che attraversa contrada Olivola. Ad attirare l’attenzione della pattuglia della polstrada è stata una Suzuki 1100 che procedeva a zig zag in direzione di Caianello.
Inevitabile lo stop imposto al conducente – un uomo di Benevento –, poi sottoposto all’alcoltest; un esame dal quale è emersa, appunto, la presenza in circolo di una quantità di alcol cinque volte maggiore di quella fissata dalla norma. Per l’uomo, oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza, il ritiro della patente ed il sequestro della moto.
ROMAGNA OGGI
Cesena: caduta dallo scooter, il conducente era ubriaco
CESENA 10 marzo 2009 - E' finito in ospedale dopo esser scivolato con il proprio scooter in viale Della Resistenza, in zona Ippodromo a Cesena. Il malcapitato, un 51enne residente a Diegaro, viaggiava con un tasso alcolemico pari a 2,68 grammi per litro. Per questo motivo le forze dell'ordine hanno proceduto al sequestro del mezzo ai fini della confisca. L'incidente si è verificato nel tardo pomeriggio di sabato. A causa delle diverse ferite era stato ricoverato in Medicina d'Urgenza.
IL TIRRENO
MARTEDÌ, 10 MARZO 2009
Incidente notturno per una 24enne con troppo alcol in corpo
Guida “ebbra”, dritta nel rondò
GROSSETO. Giovane, donna, carica di alcol in corpo: patente ritirata per guida in stato di ebbrezza a una ventiquattrenne grossetana, protagonista di una notte di eccessi conclusa molto male. Prima con la macchina contro un palo, poi con il bye bye per un bel po’ di tempo alla propria patente di guida. Il fatto è accaduto nella prima mattinata di domenica, intorno alle tre, in piazza della Libertà a Grosseto. R.S., classe 1985, perde il controllo della sua auto, vola dentro il rondò e centra un palo della luce, tra l’altro danneggiandolo. Qualcuno dà l’allarme e subito è sul posto una pattuglia della polizia. Accertato che la “bimba” sta bene, inevitabile arriva il test dell’etilometro. E il risultato è imbarazzante: la fanciulla si era messa al volante con un tasso alcolico nel sangue oscillante fra 1,70 e 1,81 mgl, ovvero tre/quattro volte più del limite consentito dalla legge. Denuncia, patente ritirata e maximulta che niente e nessuno le potrà togliere di dosso. Una Festa della Donna davvero difficile da dimenticare.
LA SICILIA
Mazara, ubriaco andava a 160 kmh
Mazara del Vallo. L'eccessivo uso di alcol da parte del conducente – denunciato dalla Stradale per guida in stato di ebbrezza – e l'alta velocità sarebbero le cause dell'incidente stradale in cui sabato notte, intorno alle 3, è rimasta gravemente ferita la 33enne castelvetranese Aurelia Beltrame, che era all'ottavo mese di gravidanza. I medici dell'«Abele Ajello», accertato il suo stato di coma, per non perdere il nascituro l'hanno fatta partorire d'urgenza, praticandole un parto cesareo, prima di trasferirla nel reparto di Rianimazione dell'ospedale «Civico» di Palermo.
Dal test che gli agenti della Stradale del distaccamento di Alcamo hanno effettuato su Salvatore Modica – campobellese di 37 anni che conduceva il veicolo – per verificare se avesse fatto o meno uso di sostanze alcoliche o di droghe prima di mettersi alla guida, è risultato che l'uomo aveva nel sangue una quantità di alcol superiore di quasi tre volte a quella consentita dal codice della strada: al massimo 0,5 milligrammi per ogni decilitro di sangue.
Ad aggravare le conseguenze dell'incidente avrebbe contribuito anche l'eccessiva velocità. La Polstrada ha infatti verificato che il tachimetro del veicolo segnava quasi 160 chilometri orari in un tratto di strada la cui velocità massima consentita è di 60 chilometri orari. Si spiegherebbe anche in questo modo il fatto che pezzi del motore si sono staccati dalla carrozzeria al momento del drammatico impatto mentre l'automobile, che rimane sotto sequestro, ha proseguito la sua corsa per un'altra cinquantina di metri.
Aurelia Beltrame e Salvatore Modica erano stati in una pizzeria e stavano rientrando a casa quando, nell'imboccare una curva, l'automobilista è andato dritto. Le condizioni della donna sono subito apparse gravi, tanto che, dopo il parto forzato e un lungo intervento chirurgico al quale è stata sottoposta nel presidio ospedaliero mazarese, è stato necessario trasferirla nel capoluogo siciliano. La sua vita è sempre appesa a un filo. Le sue condizioni rimangono molto gravi anche se stazionarie. Questa circostanza, tuttavia, per ora fa sperare in una positiva evoluzione del suo quadro clinico. Anche la sua piccolina, che non è ancora riuscita a stringere tra le braccia, è grave ma stazionaria. Desirè, questo il nome della neonata, da domenica mattina è ricoverata nel reparto di Terapia intensiva neonatale dell'ospedale «Cervello» di Palermo.Margherita Leggio
IL GAZZETTINO (Venezia)
Ubriaco al volante finisce contro un’auto
Patente ritirata e Peugeot confiscata
Torre di Mosto Martedì 10 Marzo 2009, Ubriaco alla guida dell'auto, sbanda e finisce contro un auto scaraventandola nel giardino di una casa. Protagonista della movimentata notte di ieri un quarantanovenne di Ceggia che aveva in corpo quasi il quintuplo dell’alcol consentito dal Codice della strada.
Era da poco passata mezzanotte quando l'uomo di Ceggia si trovava alla guida della propri Peugeot "607". Stava percorrendo via Dei Pioppi, in prossimità del ponte sul fiume Livenza, quando improvvisamente l' auto ha sbandato finendo contro una Renault "Megane" posteggiata a bordo strada. Un botto fortissimo, in conseguenza del quale la Renault è stata scaraventata nell'entrata di un abitazione, a ridosso del giardino della casa.
Subito è stato lanciato l'allarme ai soccorritori. Fortunatamente l'automobilista non ha riportato conseguenze. Sul posto sono prontamente arrivati i carabinieri di Annone Veneto, quindi i colleghi del Nucleo Radiomobile di Portogruaro. Sottoposto ai dovuti accertamenti, l' uomo di Ceggia è risultato positivo all' alcolemia. In corpo aveva un tasso pari a 2,30 g/l. È stato denunciato per guida in stato d'ebbrezza, gli è stata ritirata la patente e comminata una pesante sanzione che varia tra i 1.500 e i 6mila euro, mentre i carabinieri hanno avviato l' iter per la confisca del veicolo. Come previsto infatti dal Codice della Strada per chi supera il valore di 1,50, il mezzo viene confiscato, sempre che sia di proprietà di chi lo guida.
M.Cor.
IL GAZZETTINO
Rifiuta l’alcoltest moto sequestrata
Martedì 10 Marzo 2009, Uscito di strada con la sua Honda Cbr 900 all’altezza della rotonda di Paparotti, ha rifiutato l’alcoltest e ingiuriato i poliziotti della Squadra Volante che lo soccorrevano. È successo domenica, verso le 16.45, in via Grado. Il giovane, 25 anni, di Lauzacco, verrà denunciato per guida in stato d’ebbrezza. La patente gli è stata ritirata e la sua moto è sotto sequestro preventivo.
ROMAGNA OGGI
Ravenna: minacce al barista, pregiudicato ai domiciliari per stalking
RAVENNA 10 marzo 2009 - Minacce ed offese al barista. Nei guai è finito Pietro Oliviero, un pregiudicato di Marina di Ravenna, accusato del reato di "stalking". L'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata firmata dal gip Corrado Schiaretti su richiesta del pm Daniele Barberini ed eseguita lunedì dai Carabinieri. Oliviero ha cominciato a perseguitare l'esercente da metà dicembre, dopo che era stato invitato ad uscire dal locale perché infastidiva i clienti.
Il pregiudicato, in preda ai fumi dell'alcol, andò su tutte le furie, spaccando con un pugno la vetrata del bar. Nei giorni successivi Oliviero si è presentato più volte con aria da sfida e fare minaccioso davanti all'uscita del locale. L'esercente ha più volte chiesto l'intervento dei Carabinieri, che nulla potevano fare. Dal 24 febbraio è entrata in vigore la legge che punisce i persecutori.
L'individuo ha continuato a presentarsi nel punto vendita, insultando e minacciando il titolare. A quel punto i militari hanno raccolto la testimonianza del barista, che ha raccontato per filo e per segno i comportamenti di Oliviero in occasione delle ultime minacce. Elementi alla mano, il pm Barberini ha chiesto ed ottenuto la misura cautelare agli arresti domiciliari.
IL GIORNALE DI CALABRIA
Aggredisce la sorella ed il fidanzato: rumeno in manette
BOTRICELLO. (10-03-09) Non accettava il fidanzamento della sorella con un connazionale, e per questo li ha aggrediti e malmenati. Fino all’intervento dei carabinieri, allertati dai vicini di casa, che hanno dovuto sfondare la porta dell’abitazione prima di essere a loro volta aggrediti. È accaduto sera a Botricello, un centro del catanzarese, dove i militari dell’Arma della locale stazione hanno tratto in arresto un cittadino rumeno di 23 anni, Vineria Ion, che dovrà rispondere di lesioni personali, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il ventitreenne avrebbe contrastato il fidanzamento della sorella di 27 anni con un connazionale di 37. Una prima lite era scaturita lunedì sera intorno alle 19, con i militari dell’Arma che erano intervenuti per riportare la calma. Due ore dopo il nuovo allarme lanciato dai vicini che sentivano le urla provenire dall’abitazione dei rumeni. Questa volta, però, Vineria Ion, sotto l’effetto dell’alcool, stava picchiando con violenza la sorella e il suo fidanzato, (*) con i militari dell’Arma che hanno dovuto sfondare la porta per bloccare il giovane che, alla vista delle forze dell’ordine, si è scagliato anche contro di loro. Il ventitreenne, quindi, è stato dichiarato in arresto su disposizione del magistrato della Procura di Catanzaro, Francesco De Tommasi, mentre i due fidanzati hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche al pronto soccorso dell’ospedale di Catanzaro.
(*) Nota: i giochi di parole con i nomi dei protagonisti degli articoli sono sempre di cattivo gusto. In alcuni casi, tuttavia, è difficile trattenersi.
IL GAZZETTINO
MOGLIANO VENETO
Cerca di uccidere la moglie col coltello: salvata dal figlio
Ucraino 42enne ubriaco è stato fermato appena in tempo dal ragazzo ventenne: è stato arrestato per tentato omicidio
Mogliano. Martedì 10 Marzo 2009 - Un cittadino ucraino, ubriaco fradicio, ha tentato di uccidere la moglie, badante in una famiglia di Mogliano. Solo l’intervento del figlio di quasi 20 anni ha evitato la tragedia. Il tutto nella tarda serata dell’8 marzo, il giorno della Festa della donna. Ora Mykhailo Bunt è in carcere a S. Bona a disposizione del magistrato.
È stata proprio la vittima, la donna, sconvolta ma fortunatamente illesa, che per un soffio non era stata infilzata dai 18 centimetri di lama brandita dal marito in preda ai fumi dell’alcol, a chiamare i carabinieri. È viva solo perchè il figlio Sherry, coraggiosamente, aveva preso di peso il padre e l’aveva buttato fuori di casa. Dieci minuti dopo, poco lontano dall’abitazione, il quarantaduenne è stato arrestato dai carabinieri di Mogliano della Compagnia di Treviso con "Operazione medusa". Era ancora ubriaco, ma non si è opposto all’arresto. Ha ammesso quanto fatto.
L’allarme l’ha dato Anna, la moglie di Mykhailo Bunt: il figlio non parla bene l’italiano. Con il padre Mykhailo di 42 anni, nullafacente, incensurato, regolarmente in Italia, era giunto a Mogliano nello scorso gennaio per ricomporre la famiglia Bunt. Era un sogno che per la famiglia stava prendendo corpo. In Ucraina era rimasto solo il secondo figlio, il più grande, di 22 anni.
Anna, 42 anni, è in Italia dal 2003 e ha sempre fatto, e bene, la badante; socialmente si è ben inserita. Con Mykhailo è sposata da 23 anni; e hanno due figli. La dura vita di badante è diventata però ancora più difficile dallo scorso gennaio quando a Mogliano, nell’appartamento di via Pirandello 2, sono arrivati il marito ed il figlio Sherry. Nessuno dei suoi due uomini era riuscito a trovare lavoro; i mesi di disoccupazione sono diventati un grave problema soprattutto per Mykhailo che occupava il suo tempo libero bevendo. E quando aveva fatto il pieno diventava cattivo, pericoloso, violento.
L’altra sera è stato più pericoloso del solito. Ha aggredito la moglie colpevole di portare a casa i soldi per mantenere la famiglia, l’ha offesa ripetutamente, l’ha aggredita con quel coltellaccio a serramanico con una lama di 18 centimetri con l’intento di farle del male.
Fortunatamente Sherry non ha avuto paura; si è messo di mezzo fra i due genitori nell’intento di salvare la madre. Ci è riuscito. Evitando i colpi di coltello ha abbracciato il genitore e di peso l’ha trascinato fino al pianerottolo e l’ha scaraventato fuori di casa. Mentre la madre, choccata, prendeva il coraggio e telefonava ai carabinieri di Mogliano chiedendo aiuto, descrivendo quanto era accaduto, dando una descrizione accurata del marito. In meno di dieci minuti gli uomini dell’Arma sono intervenuti in forze. Hanno individuato Mykhailo Bunt che vagava nei pressi dell’abitazione ancora in preda ai fumi dell’alcol, ma che si stava piano piano snebbiando. Ha subito capito che non era il caso di usare il coltello che aveva in tasca e l’ha consegnato. Non si è opposto all’arresto e al trasferimento in caserma e quindi a Santa Bona. La tragedia mancata cambierà la vita a tutti i protagonisti della notte di paura: sia dell’aggressore che delle vittime.
Sergio Zanellato
LA SICILIA
Ubriachi autista e passeggero Caltagirone.
La Polstrada sequestra l'auto. Incidente: 3 giovani feriti
Weekend movimentato, quello appena trascorso lungo la strada strada statale n. 417 Catania-Gela. Due giovani di 23 anni sono stati fermati - non senza difficoltà - dagli agenti della polizia stradale del distaccamento di Caltagirone al Km 60, a breve distanza dalla base statunitense di Sigonella. La loro auto procedeva a velocità sostenuta e ciò ha indotto gli agenti a usare il lampeggiante, intimando loro l'alt.
Soltanto dopo ripetute segnalazioni, il conducente della vettura ne ha arrestato la marcia. Il successivo alcoltest ha permesso ai poliziotti di appurare che il giovane alla guida aveva in corpo una quantità di alcol di tre volte superiore al limite stabilito dalla legge (1,49 contro 0,50 grammi/litro). Gli agenti, mentre si accingevano a consegnare la macchina al passeggero (che era, peraltro, il proprietario del veicolo), si sono accorti che anche lui non era sobrio. Hanno pertanto effettuato l'alcoltest, riscontrando che anche l'altro giovane non era nelle condizioni di mettersi alla guida. Inevitabile, a questo punto, la chiamata del carro attrezzi per il trasporto della vettura. I due hanno poi avvertito alcuni amici per farsi dare un passaggio a casa.
I poliziotti della Stradale calatina sono intervenuti, inoltre, per i rilievi successivi a un incidente «autonomo», avvenuto al Km 18 della Catania-Gela (in territorio di Caltagirone), che ha provocato il ferimento di tre giovani di Niscemi. Per loro, trasportati all'ospedale da ambulanze del 118, prognosi di 10/15 giorni, ma anche la consapevolezza di essersela vista brutta.
L'auto (una Lancia Y), infatti, è uscita fuori strada, finendo in un canale di gronda.
Mariano Messineo
ADNKRONOS
Si esibisce di notte senza veli su alcune emittenti private
Padova, ritirata la patente alla regina del porno in tv
Una ragazza di origini dell'Est Europa è stata pizzicata dalla Polstrada. avrebbe avuto nel sangue un tasso di alcol circa tre volte superiore al limite
Padova, 10 mar. - (Adnkronos) - Regina dei programmi erotici della notte, dove su alcune tv private si esibisce senza veli, una ragazza di origini dell'Est Europa è stata pizzicata dalla Polstrada con un elevatissimo tasso alcolemico al volante della sua auto.
Secondo gli agenti che hanno fatte le dovute verifiche la 23enne avrebbe avuto nel sangue un tasso di alcol circa tre volte superiore al limite. Immediato il ritiro della patente.
La pornostar è stata beccata nell'ambito di una maxi operazione che ha portato al controllo di 156 veicoli e al ritiro di undici patenti: inclusa quella della diva a luci rosse.
IL RESTO DEL CARLINO
Era ubriaco. Ha perso la testa quando mia sorella…
IL SECOLO XIX
Alcol e bullismo in rosa giovedì un convegno
LA NUOVA FERRARA
Ubriachi al volante, nove denunce in una notte
LA NAZIONE
GROSSETO QUINDICENNE in coma etilico. Poteva trasformarsi in tr...
Rassegna stampa del 09/03/2009
SEGNALAZIONE DELL’A.C.A.T. FEDERICIANA NORD BARESE


EMERGENZA ALCOLISMO
SICUREZZA STRADALE: GIOVANARDI, OVUNQUE LIMITE VENDITA ALCOL 2 DI NOTTE
Fonte: ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale
Benevento, 9 mar - ''Estendere a bar e pub, oltre che alle discoteche ed ai locali da ballo, il limite massimo per la vendita di alcolici alle due di notte, come in vigore negli Stati Uniti''. Cosi' il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Carlo Giovanardi, intervenendo alla giornata inaugurale della VIII edizione di ICOSIT (Iternational Conference on Safety on Transportation) che si terra' presso il Teatro Comunale di Benevento fino a venerdi' prossimo, 13 marzo.
Nel suo intervento alla platea, costituita prevalentemente da giovani studenti, Giovanardi ricorda che la prevenzione ha dato risultati positivi negli ultimi due anni, dimostrando che ''pene severe hanno risparmiato centinaia e centinaia di vite umane'' e sottolineando che, al contempo, una piu' massiccia azione di controlli sulle strade va ''in contrapposizione al fatto che si cotinuino a vendere super alcolici e droghe nei locali notturni''. Di qui, l'accusa del sottosegretario, con delega alla famiglia, contro quella che definisce ''una lobby potente che insiste a voler somministrare alcolici e super alcolici in tutte le ore della notte'' e la proposta di una limitazione unificata del limite massimo alle due di notte in ogni pubblico esercizio, azione che ''unitamente alla lotta senza quartiere contro la droga, potra' dare risultati ancora piu' positivi''
CONTRIBUTO DEL PRESIDENTE AICAT
"Io guido sobrio": alcuni spunti di riflessione
Cari amici,
noto da un po' di tempo l'attenzione che viene data alle iniziative in tema di sicurezza stradale promosse da un'associazione, per la precisione "I meridiani", che da qualche mese ha deciso di occuparsi di tale argomento nella provincia di Salerno, promuovendo la campagna "Io guido sobrio" .
L'attivismo di tale associazione è sicuramente notevole ed encomiabile, visto anche il parterre di autorità che è capace di aggregare e la girandola di nomi famosi esibiti in passerella.
Insieme a tanti amici dei programmi alcologici territoriali locali, ci poniamo con preoccupazione però alcune domande:
1) Come mai un'associazione del genere (che nel suo sito Web non presenta alcun curriculum nè comitato scientifico che presenti esperti nel settore e i cui responsabili non risultano in possesso di alcuna formazione specifica in sicurezza stradale, in alcologia e dipendenze o in prevenzione) non abbiano ritenuto opportuno interagire con istituzioni o enti che si occupano di alcol e guida e droghe (SERT, centri di Alcologia, APCAT, Gruppo LOGOS) che da anni si occupano sistematicamente di tale ambito grazie ad una formazione e ad un'esperienza corroborata dal sostegno di società scientifiche (SIA). Istituzioni qualificate come l'ISS e il Servizio Dipendenze della Regione Campania? Giova ricordare che nella provincia di Salerno è stata varata dalla medesima amministrazione provinciale (e dal medesimo assessore che oggi patrocina "Io guido sobrio") un'altra analoga iniziativa denominata "Sobri e sicuri", insieme al Gruppo LOGOS: siamo alla follia pura!!!
2) Chi e come ha valutato e premiato la qualità dei lavori prodotti dalle scuole sul tema della guida sotto l'effetto di alcol e/o droghe?
3) Quali messaggi scientifici e culturali sono stati trasmessi?
3) E' ancora plausibile che la cosiddetta prevenzione possa ancora viaggiare attraverso dotte conferenze, filmati, concorsi a premi per gli studenti diligenti e le raccomandazioni al buon senso?
Una prima risposta che ci siamo dati è che chi da almeno venti anni lavora quotidianamente e con cognizioni di fatto sulla frontiera della guida sicura con altri metodi ha il demerito di non avere forse i Santi autorevoli in Paradiso!!!! Nemmeno sulla stampa.
Vogliamo provare a darci altre risposte facendo chiarezza su vicende come queste?
Crediamo che la vita delle persone non possa essere oggetto di operazioni di forte impatto mediatico, ma di dubbio risultato pedagogico.
Grazie per l'attenzione.
Aniello Baselice Presidente AICAT (Associazione Italiana Club Alcolisti in Trattamento) Via M. Pironti,14 84134 SALERNO - ITALIA Tel.3474143999
" I Club: trenta anni di vita al servizio della persona, della famiglia e della comunità"
IL MATTINO / IL GAZZETTINO / CORRIERE ADRIATICO
Il numero di incidenti che hanno come unica causa l’abuso di alcol…
09/03/2009 - Roma. Il numero di incidenti che hanno come unica causa l’abuso di alcol o l’assunzione di sostanze stupefacenti è in aumento sia in percentuale (+35%) sia in valore assoluto: ben 7.001, più di 16 al giorno, contro i 4.669 dell’anno precedente. Il dato è stato elaborato da Assobirra e Unasca, l’associazione di categoria delle autoscuole. Inoltre, nonostante una tendenza positiva in assoluto, che fa registrare un calo del 9,5% dei decessi complessivi da incidente stradale (5.131 nel 2007, erano 5.669 nel 2006) aumenta il numero dei morti tra i conducenti nella fascia di età 14-20 anni, che passa da 291 a 330 (+13,4%). (*) E si arriva a 513 morti sommando al guidatore anche i giovani passeggeri coinvolti: ormai sulle strade italiane un morto su 10 ha tra i 14 e i 20 anni. Gli italiani hanno una scarsa conoscenza dei limiti di legge in materia di alcol e guida: ben 3 su 4 affermano esplicitamente di ignorare il «tetto» dello 0,5% di alcolemia per potersi mettere alla guida. Solo il 18% conosce in modo corretto i limiti, ma tra i giovani circa il 60% indica correttamente i limiti previsti dalla legge, ma solo un terzo è in grado di identificare il quantitativo di bicchieri che equivalgono al limite di legge. Infine il 50% giudica negativamente la scelta della «tolleranza zero» e le conseguenti norme più stringenti, considerando più efficaci misure come l’aumento dei controlli sulle strade (per il 34%) e sanzioni severe a chi guida dopo aver esagerato con gli alcolici (per il 29,5%). Sono gli uomini a bere di più: il 65% dichiara di consumare alcol in casa, il 68,5% fuori casa. Tra le donne la percentuale si ferma al 52%. Ma coloro che dichiarano di «lasciarsi andare» sono al di sotto del 10%. Sono i dati di una ricerca della Fipe (Federazione esercizi pubblici) sul consumo di alcolici in Italia. Quando si deve guidare, l’atteggiamento nei riguardi dell’alcol diventa più responsabile: il 33% non beve affatto, il 54% beve il giusto, mentre il 10% affida la guida ad altri, per non correre rischi. Il 44% degli intervistati, inoltre, dichiara di consumare alcol quando frequenta discoteche o locali serali, mentre tra il restante 66% più della metà sostiene di non bere mai troppo. In quest’ottica, ad aprile, partirà una campagna promozionale, «O bevi o guidi», di Assobirra e Unasca, con il patrocinio del programma governativo «Guadagnare salute», che prevede, in 3.000 autoscuole italiane una lezione di 60 minuti, per apprendere i rischi connessi alla guida sotto l’effetto di alcol e di droghe.
(*) Nota: non sono aumentati gli incidenti sotto effetto di alcolici, sono aumentate le rilevazioni, gli etilometri e, in generale, l’attenzione verso il problema. Lo confermano gli altri dati che evidenziano un calo dei sinistri e dei decessi.
EMERGENZA ALCOLISMO
INCIDENTI STRADALI: LENTINO, ALCOOL BESTIA NERA DEL NOSTRO PAESE
Fonte: ASCA
Roma, 9 mar - ''Anche questo fine settimana abbiamo assistito a incidenti stradali mortali provocati dalla guida sotto l'effetto dell'alcol. Ad Isernia un giovane di 25 anni sotto effetto dell'alcol e della droga ha investito e ucciso nelle ultime ore una ragazza ed e' solo uno degli esempi che continuano tragicamente ad esserci. I dati presentati dalle ricerche indicano 'l'ignoranza' degli italiani in fatto di limiti d'alcol alla guida e questi dati devono farci riflettere ed aiutare a contrastare questo 'non sapere'''.
Ad affermarlo e' Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera promossa da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani.
''Molti giovani - spiega Lentino - come ci dicono bene gli studi, conoscono i limiti del tasso alcolico ma concretamente poi la percentuale di chi sa quando fermarsi nel bere e' bassissima. Lo stato psico-fisico alterato del conducente, pur non rappresentando una percentuale elevata del totale dei casi (3,1%), va segnalato per la gravita' e la tragicita' degli eventi. Fra le cause principali che rientrano in tale categoria c'e' appunto l'ebbrezza da alcol con 6.124 casi pari al 68% della categoria''.
''Tutti questi dati - conclude il portavoce di BastaUnAttimo - stanno ad indicare solamente che il lavoro ancora da fare e' moltissimo, la sensibilizzazione in questi casi diventa fondamentale piu' di qualsiasi divieto. (*) Oggi in molti cercano l'euforia, il divertimento momentaneo nell'alcol ed ignorano come tragicamente tutto puo' finire. Serve continuare a lavorare per operare un cambio di mentalita' e di cultura''.
(*) Nota: la sensibilizzazione è importante, ma non ha senso anteporla o metterla in contrapposizione ai divieti. Prendiamo come esempio l’uso del casco in ciclomotore: con l’applicazioni di sanzioni, come il temporaneo sequestro del mezzo, il suo uso si è molto diffuso. Nessuna opera di sensibilizzazione rivolta ad adolescenti sullo stesso problema avrebbe potuto avere gli stessi risultati. Con gli alcolici è ancora più difficile, perché incontra come ostacoli quasi insormontabili, non solo il senso di invulnerabilità tipico dell’adolescenza, ma anche la consapevolezza ti potersi controllare, tipica di tutti i bevitori.
IL TIRRENO
LUNEDÌ, 09 MARZO 2009
Alcol al volante, è allarme rosso
In netta crescita il numero di automobilisti positivi all’etilometro. Troppi documenti falsi: indaga anche l’Interpol
PESCIA. Passata la paura ritorna l’illegalità. È successo con le cinture di sicurezza, con il telefonino alla guida e sta succedendo lo stesso con l’alcol. È quanto emerge dal primo bilancio dell’attività della polizia municipale del 2009: in soli due mesi ci sono state più denunce per guida in stato di ebbrezza che in tutto il 2008. Un dato (e non il solo) inquietante, a dimostrare quanto sia pericoloso mettersi al volante non sapendo chi si può incontrare sulla nostra strada.
In tutto il 2008, complice forse la consapevolezza dei frequenti posti di blocco della polizia municipale, furono appena 12 i guidatori positivi all’etilometro. Ma, passata la paura iniziale, ecco che il fenomeno riprende a crescere: solo nei primi due mesi del 2009 si è già toccata quota 15 denunce.
Altro fenomeno in drastica crescita è quello della guida senza documenti o con documenti falsi. Un fenomeno che porta a pensare all’esistenza di vere e proprie centrali (nell’Europa dell’Est e in Africa) per la produzione di documenti falsi. Su questo sta indagando l’Interpol, cui viene segnalato ogni documento scoperto a Pescia. Un’illegalità diffusa soprattutto tra gli stranieri: per guida senza patente in tutto il 2008 ne furono denunciati 6, in due mesi, nel 2009, siamo a 4; quattro anche le patenti false scoperte in due mesi, contro le 8 di tutto il 2008. Infine in questo inizio di anno nuovo sono stati sequestrati 7 documenti, contro gli 11 di tutto il 2008. Non accenna a diminuire poi il caso delle assicurazioni false, contraffatte o inesistenti: i numeri sono in media con l’anno passato (5 veicoli sequestrati a inizio 2009, una sessantina in tutto il 2008), il che è un pessimo segnale, dal momento che quello trascorso è stato l’anno del boom per quest’infrazione.
Insomma, guai ad abbassare la guardia, perché può essere vero che troppi posti di blocco possono infastidire alcuni automobilisti, ma è anche vero che la maggior parte di loro (quelli cioè che rispettano le regole) si sentono rassicurati nel vedere che qualcuno si preoccupa della loro sicurezza. (l.s.)
TARGATOCN
Neive: consumo responsabile alcol, tour al ‘Pepe d’Oro’
Lunedì 9 Marzo 2009 - Sabato 14 marzo nella discoteca ‘Pepe d’Oro’ di Neive approda il ‘DjCalogo Tour’: una campagna sperimentale per educare i giovani al consumo responsabile di alcol nei locali notturni. L’iniziativa, partita dai ‘Magazzini Generali’ di Milano, è ideata da Havana Club (Gruppo Pernod Ricard Italia) in collaborazione con i più grandi Dj italiani e vedrà il coinvolgimento dei locali più esclusivi d’Italia. 'Stacci dentro!', 'Se sei fuori, sei out', 'Party, bevi e torna” (*) sono tre slogan coniati da questa campagna di sensibilizzazione rivolta soprattutto ai ragazzi cui spetta il compito di guidare e riportare a casa gli amici al termine della serata. Nel corso della festa hostess intratterranno i ragazzi regalando cappellini, braccialetti, ed effettuando alcool test a sorpresa prima che questi si mettano alla guida.
(*) Nota: c’è da sperare che iniziative come questa non raggiungano i loro scopi, perché se funzionassero sarebbero dannose.
IL GAZZETTINO
Le forze dell’ordine sabato notte nell’arco di poche ore hanno fermato 156 veicoli sulle strade della città più vicine a pub e discoteche
Giovani alla guida ubriachi, ritirate undici patenti
Trovati al volante anche 16 ragazzi sotto l’effetto della droga, cinque sono stati sottoposti al test delle urine
Lunedì 9 Marzo 2009, (M.A.) Sempre più giovani guidano sotto l’effetto di alcol e di sostanze stupefacenti. La riprova sabato notte quando polizia, carabinieri, vigili urbani e uomini della Guardia di Finanza hanno ritirato undici patenti e sequestrato altrettante automobili. Circa sei ore di controlli stradali avvenuti su quelle arterie della città più vicine a pub e discoteche. Le forze dell’ordine hanno fermato 156 veicoli, quasi tutti i guidatori erano giovani di età compresa tra i venti e trent’anni. Tra questi è stata ritirata la licenza di guida a una ragazza dell’Est Europa di 23 anni, intrattenitrice notturno in una televisione locale padovana, che è stata sorpresa alla guida con un tasso di alcol nel sangue di 1.40, quando il massimo consentito per legge è di 0.5 grammi per litro. Quindi quasi tre volte in più. L’operazione ha anche registrato il fatto che sedici automobilisti, sempre di età compresa tra i venti e i trent’anni, sono risultati positivi al pre test per la droga. Cinque di questi sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale civile, dove sono stati sottoposti all’esame delle urine per vedere la quantità di stupefacente assunto. Se risulteranno positivi gli verrà ritirata la patente. É poi possibile che scattino pure delle confische di alcuni mezzi, in particolari di chi è stato trovato alla guida della propria auto in stato di ebbrezza o sotto l’effetto della droga. Il pattugliamento, che ha visto la collaborazione della direzione sanitaria, del dipartimento delle dipendenze, del laboratorio di patologia clinica dell’Ulss 16, dell’unità operativa di tossicologia forense e dell’antidoping dell’azienda ospedaliera-università di Padova, è stato voluto con un’ordinanza dal questore Luigi Savina. Nella penultima uscita avvenuta nella notte del 21 febbraio che ha riguardato il territorio di Padova Est, le forze dell’ordine hanno controllato 122 veicoli e ritirato otto patenti. Anche in questo caso gli automobilisti erano tutti giovani sotto l’effetto di alcol e di droghe.
CORRIERE DI RIETI
Guidano ubriachi, 18 denunciati.
Vasta operazione dei carabinieri durante il fine settimana.
MONTEROTONDO, 09.03.2009 - È di 18 denunciati per guida in stato di ebbrezza, di età tra i 18 ed i 24 anni, di cui 1 donna e 5 stranieri, il bilancio dei controlli dei Carabinieri del Gruppo di Ostia nelle notti tra venerdì e oggi all’esterno di sale da ballo e pub. Due cinquantenni sono risultati positivi al test alcolimetrico. In tutto sono state oltre 400 le persone e 165 gli autoveicoli controllati. Dodici i ragazzi segnalati quali assuntori di droga e sequestrati 21 grammi di hashish e 4 di marijuana; 10 le carte di circolazione ritirate, 6 i veicoli sequestrati. Due ragazzi romeni sono stati denunciati per possesso ai fini dello spaccio di 30 grammi di hashish e 81 di cocaina. I Carabinieri della Compagnia di Ostia hanno controllato le zone di alcuni locali notturni in via delle Azzorre e in via della Marina, sul lungomare Paolo Toscanelli di Ostia, su via Cristoforo Colombo e sulla via Ostiense. I controlli sono stati estesi anche sulla Salaria da parte dei carabinieri della Compagnia di Monterotondo, nei comuni di Mentana e Fonte Nuova, dove nei pressi di una sala da ballo latino-americano, sono stati controllati 83 autoveicoli e oltre 150 persone, denunciando 8 ragazzi (4 italiani, 3 cittadini stranieri e 1 donna) con il ritiro immediato della patente perchè ubriachi. Sanzionato il titolare della sala ballo per aver consentito la somministrazione di bevande alcoliche oltre l’orario consentito
CORRIERE ADRIATICO
I controlli messi in atto sabato notte dagli agenti della polizia stradale
Ubriachi al volante, ritirate otto patenti
Civitanova Otto patenti ritirate. Questo il bilancio dell’attività di controllo messa in atto sabato scorso dagli agenti della polizia stradale di Macerata. Gli automobilisti pizzicati alla guida in stato di ebbrezza, come da prassi in questi casi, sono stati denunciati alla procura della Repubblica. I controlli hanno interessato prevalentemente la costa, da Civitanova a Porto Recanati, ma anche Macerata. Quella della polizia stradale è stata la classica operazione contro le cosiddette stragi del sabato sera. Etilometri, agenti dislocati nei tratti più trafficati delle strade durante le notti fra il sabato e la domenica.
Quei controlli che stanno anche cambiando le abitudini del popolo della notte, sempre più spinto a restare nella propria città per non rischiare di essere beccato alticcio al volante di un’auto. Facendo la gioia di numerosi bar trasformatisi in improvvisate discoteche. La polizia stradale sottolinea anche che non è stata rilevato alcun incidente stradale. Segno che questo genere di controlli comincia a dare i suoi frutti. Massima attenzione - da parte delle forze dell’ordine - all’uscita delle discoteche per scongiurare che i ragazzi, dopo una nottata trascorsa con gli amici e in cui magari si è alzato un po’ troppo il gomito, si mettano alla guida mettendo a repentaglio la vita propria e altrui. Un’attività importantissima quella della Polstrada che richiede comunque la collaborazione proprio degli automobilisti. Anche sabato scorso gli agenti della polizia stradale della sezione di Macerata hanno utilizzato il cosiddetto precursore, uno strumento simile a una torcia che stabilisce in forma empirica se l'automobilista ha assunto alcolici, segnando la strada degli operatori di polizia verso un accertamento più approfondito con l'etilometro.
D.FER
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Piacenzasera
Alcol al volante, sei patenti ritirate
Sei patenti ritirate, dai carabinieri del radiomobile e dalla stazione Levante, nel corso dei controlli alcoltest del fine settimana.
Un uomo di 44 anni, a bordo di una Mercedes, aveva un livello di alcol nel sangue di 1,7 in via Emilia Parmense. Livello sufficiente per il ritiro della macchina, oltre che della patente. Provvedimento che non è stato possibile attuare non essendo il veicolo di sua proprietà.
TARGATOCN
Savigliano: guida in stato di ebbrezza, 5 patenti ritirate
I carabinieri della Compagnia di Savigliano, nel fine settimana, hanno denunciato a piede libero 5 automobilisti per guida in stato di ebbrezza alcolica con contestuale ritiro delle relative patenti. Si tratta di M.L., 27 anni di Savigliano, G.G., 21 anni di Savigliano, M.M., 26 anni di Marene, C.M., 18 anni di Savigliano e C.E., 25 anni di Polonghera. Nel medesimo contesto sono stati denunciati a piede libero per guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti O.D., 29 anni di Torino e V.A., 22 anni di Savigliano. I controlli sono stati effettuati in Savigliano, Cavallermaggiore e Marene. Contestualmente, a Moretta, sono stati identificati due cittadini stranieri extracomunitari (rispettivamente originari della Sierra Leone e dell'Albania) dimoranti nel territorio nazionale in violazione alla vigente normativa. Gli stessi, a conclusione dei conseguenti accertamenti, sono stati avviati alla Questura di Cuneo per i provvedimenti di sua competenza.
IL SANNIO
Guida in stato di ebbrezza Due patenti ritirate
Sabato notte, sono stati due giovani della città fermati e sottoposti all’alcoltest che ha accertato un quantitativo di alcol nel sangue, superiore a quello consentito per legge...
09-03-2009 - Continuano senza sosta i controlli dei carabinieri contro le “stragi del sabato sera”, causate troppo spesso da chi si mette alla guida ubriaco. Ad essere stati ‘beccati’ dai militari del nucleo radiomobile della Compagnia di Benevento, sabato notte, sono stati due giovani della città fermati e sottoposti all’alcoltest che ha accertato un quantitativo di alcol nel sangue, superiore a quello consentito per legge. A San Lorenzello, invece, sempre i carabinieri hanno denunciato una donna di Telese per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Il controllo, in questo caso, è avvenuto dopo che la signora è rimasta coinvolta in un incidente stradale nel quale è rimasta ferita al pari del conducente dell’altra auto, un 36enne di San Salvatore Telesino. Arrivati in ospedale, durante gli accertamenti clinici è risultata positiva ai test tossicologici
LA NAZIONE
ISERNIA
Guida drogato e si scontra Lui salvo, muore l’amica
Isernia, nel sangue trovato anche alcol: arrestato
AL VOLANTE in preda allo sballo, un giovane di 26 anni di Venafro, provincia di Isernia, ha provocato un incidente dal quale è uscito illeso, ma la ragazza che si trovava accanto a lui, di 29 anni, per effetto del contraccolpo è stata sbalzata fuori dall’abitacolo, è stata travolta dalla stessa vettura che stava carambolando ed è morta. Si ripresenta un caso tristemente noto, conducenti che assumono un mix micidiale di alcol e droga si mettono alla guida e causano vittime innocenti. Era già successo a Civitavecchia a dicembre ( quattro vittime, illeso il guidatore risultato poi drogato) e il copione si è purtroppo ripetuto.
SUL LUOGO della tragedia di Isernia sono intervenuti gli agenti della Polizia stradale che stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente, avvenuto su un rettilineo all’alba: i due stavano tornando a casa dopo una sera passata in discoteca: Il conducente è stato trasferito in ospedale: dagli esami risulta che avesse assunto un mix di alcol e stupefacenti. Nell’incidente non sono coinvolti altri mezzi. L’auto era collegata a un dispositivo satellitare che ha immediatamente segnalato il sinistro ai familiari, i quali hanno chiamato i soccorsi.
IL GIOVANE in base alla nuova normativa sugli incidenti, è stato arrestato e sarà processato per direttissima. Non è ancora stato precisato se il reato contestato sia omicidio colposo oppure omicidio volontario con dolo eventuale (la condizione si configura quando sono positivi i test sull’assunzione di alcol e droghe). Inutili i tentativi di rianimare la ragazza, è morta per trauma da schiacciamento e fratture con commozione cerebrale. Il ragazzo, invece, è stato sottoposto a terapia reidratante. Mentre era ricoverato, è stato anche sottoposto ai test su alcol e droga. Quando si è ripreso, è stato accompagnato a casa. Ma appena sono arrivati gli esiti positivi degli esami, gli agenti si sono ripresentati per notificargli l’ordine di custodia in carcere.
INTANTO a Roma una ragazza di 21 anni è stata investita la notte scorsa da un’auto pirata su Lungotevere all’altezza della Sinagoga. Il conducente nonostante l’urto non si è fermato. La ragazza, ora ricoverata in prognosi riservata al San Camillo, tornava a casa dopo aver trascorso la serata con alcuni amici. I familiari e i vigili hanno rivolto un appello affinché eventuali testimoni collaborino per l’identificazione del pirata della strada. L’auto, dopo aver investito la ragazza, trascinata sull’asfalto per oltre 200 metri, ha proseguito la corsa e si è schiantata contro un semaforo. Il guidatore nonostante i gravi danni alla vettura, è riuscito lo stesso ad allontanarsi.
EMERGENZA ALCOLISMO
Rimini: ennesimo incidente causato dall'alcol
Fonte: RomagnaOggi.it
RIMINI 9 marzo 2009 - Ennesimo incidente causato dall'alcol. L'episodio si è consumato a Rimini nel cuore della notte tra domenica e lunedì, intorno alle 4.45, in via Roma all' incrocio semaforizzato con la via Gambalunga. Il protagonista in negativo è P.A.V. le sue iniziali, un romeno di 20 anni residente a Savignano sul Rubicone. Il giovane, al volante di una Ford Fiesta, non ha rispettato il rosso, scontrandosi con una "Lancia Y" sulla quale si trovava al volante un 24enne riminese.
Secondo quanto appurato dagli agenti della Polizia Stradale, il 20enne stava percorrendo al volante di una Ford Fiesta insieme ad un'altra persona la via Gambalunga con direzione di marcia monte-mare. Giunto all'intersezione con via Roma, l'automobilista ha proseguito nella marcia nonostante il semaforo fosse rosso, scontrandosi così contro una "Lancia Y" condotta da R.C., 24enne riminese, che stava attraversando regolarmente l'incrocio.
Nello scontro sia il 24enne che i due passeggeri hanno riportato ferite, mentre sono rimasti illesi sia il romeno ed il passeggero. Il 20enne, sottoposto al test dell'etilometro, è risultato positivo con un tasso di 1,58 grammi per litro. Per questo motivo, oltre al ritiro della patente, è stato denunciato per guida in stato d'ebbrezza. Il veicolo, non essendo di sua proprieta', non è stato sequestrato.
VIRGILIO NOTIZIE
Lazio/ Aggrediscono coetanee senza motivo: denunciate 17enni
A tivoli, erano ubriache e hanno picchiato diverse ragazze
Roma, 9 mar. (Apcom) - Tre ragazze, ubriache, hanno aggredito con calci e pugni, senza alcun motivo apparente, delle coetanee al multisala Planet di Tivoli, provocando ad una di loro delle evidenti lesioni al volto. Le due ragazze aggredite hanno raccontato agli agenti di essere state avvicinate dalle tre con la banale scusa di una sigaretta e che subito dopo sono state afferrate per i capelli, buttate a terra e colpite ripetutamente con calci e pugni in ogni parte del corpo. (*)
Alcuni cittadini presenti sul posto hanno riferito che anche altre ragazze avevano subito lo stesso trattamento descritto dalle due vittime, ma che si erano allontanate dal luogo prima dell'arrivo della polizia. Ed in effetti nell'arco della giornata una minorenne si è presentata negli uffici del commissariato Tivoli accompagnata dal padre, raccontando di avere subito le stesse violenze fisiche delle sue compagne.
Rintracciate dalla polizia, due delle responsabili P.G. e S.S., entrambe di 17 anni sono state denunciate in stato di libertà, in quanto minori, perchè responsabili in concorso tra loro del reato di lesioni personali.
(*) Nota: se erano ubriache il motivo dell’aggressione c’era. Certo che se gli alcolici non sono ritenuti una causa è difficile che qualcuno pensi a una soluzione.
IL TIRRENO
LUNEDÌ, 09 MARZO 2009
All’alba a Bologna per una sigaretta rifiutata
Eritreo insultato e pestato da due giovani ubriachi
BOLOGNA. «Cosa fai qui? Torna nel tuo paese, negro!». Per quanto pronunciato da due ubriachi, l’insulto razzista ha colpito un giovane eritreo come le botte, prese all’alba per strada a Bologna per una sigaretta rifiutata. L’aggressione è avvenuta attorno alle quattro del mattino in via Fioravanti, vicino alla stazione ferroviaria. L’eritreo, di 24 anni, stava camminando per la strada insieme alla moglie, connazionale di 22 anni - entrambi sono regolari in Italia - quando è stato avvicinato da due giovani, evidentemente alticci, che gli hanno chiesto una sigaretta. «Non fumo, non ne ho», è stata la risposta. I due - un bolognese di 22 anni, con un precedente per lesioni e uno per guida in stato di ebbrezza, e un bosniaco di 23, regolare e incensurato - hanno protestato un po’, poi si sono allontanati in direzione opposta. La coppia aveva ripreso a camminare quando il giovane si è sentito prendere alle spalle, si è girato e si è trovato davanti i due che lo hanno picchiato con un calcio al basso ventre e lo hanno insultato con frasi razziste.
Nonostante l’ora, qualcuno ha assistito alla scena e ha chiamato una volante della Polizia che è arrivata subito. Gli agenti hanno trovato i quattro ancora insieme, li hanno identificati e hanno ricostruito l’episodio. A quel punto la donna si è accorta che uno dei due aggressori stava cercando di disfarsi di un cellulare: era quello del marito, che durante la colluttazione era pure stato rapinato. Così i due uomini sono stati arrestati per rapina, lesioni finalizzate alla rapina e ingiurie aggravate da motivazioni razziste. Titolare dell’ indagine è il pm Flavio Lazzarini. Il giovane eritreo si è fatto medicare al pronto soccorso, i medici lo hanno giudicato guaribile in sette giorni.
(*) Nota: c’è un semplice test psicologico per capire se si è a rischio di razzismo: dopo aver letto di episodi con protagonisti italiani e stranieri, è sufficiente immaginare la scena con ruoli e nazionalità invertiti e vedere se l’impressione che ne ricaviamo cambia.
ROMAGNA OGGI
Modena: ubriachi si avventano contro Carabinieri e Municipale, arrestati due romeni
MODENA - Violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Sono le accuse per le quali i Carabinieri di San Felice sul Panaro hanno arrestato domenica pomeriggio due muratori romeni di 31 e 34 anni, residenti nella basse modenese.
I due, sotto l'effetto di alcol, erano stati fermati dalle forze dell'ordine in seguito ad un precedente litigio scoppiato per futili motivi con altri connazionali.
Entrambi si sono avventati contro i militari e gli agenti della Polizia Municipale contestualmente intervenuti. I due sono stati bloccati ed arrestati dopo una breve colluttazione.
VIRGILIO NOTIZIE
Sardegna/ Ogliastra, ubriaco aggredisce i Carabinieri: arrestato
In manette a Tertenia 27enne trovato anche in possesso di droga
Cagliari, 9 mar. (Apcom) - Ha colpito al volto un carabiniere ed è finito in carcere. E' accaduto ieri sera a Tertenia (Ogliastra): un giovane di 27 anni, di cui non sono state rese note le generalità, è stato arrestato dai Carabinieri della stazione del paese coadiuvati dai militari del Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia di Jerzu e della stazione di Gairo. Il giovane si trovava in un bar della piazza del paese e, in evidente stato di ubriachezza, alla vista dei Carabinieri ha cominciato ad insultarli. Poi si è scagliato contro uno di loro, colpendolo al volto. Il 27enne è stato bloccato, e nel corso della perquisizione personale è stato trovato in possesso di 2,5 grammi di marijuana ed è stato segnalato alla Prefettura come consumatore abituale di sostanze stupefacenti.
ROMAGNA OGGI
Rimini: ubriachezza molesta, denunciati due marocchini
RIMINI 9 marzo 2009 - Due giovani marocchini sono stati denunciati per ubriachezza molesta. L'episodio si è consumato sabato notte nei pressi di un bar di Viserba. A chiedere l'intervento del ‘112' sono stati alcuni residenti che hanno sorpreso i due discutere animatamente, facendo così confusione. Sul posto si è portata una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Rimini che ha identificato e denunciato i due.
I militari, inoltre, hanno sanzionato anche un 36enne. Quest'ultimo, annebbiato dai fumi dell'alcol, si era presentato in una profumeria del centro dando noia alle commesse.
CITTADELLASPEZIA
Quarantasettenne ubriaco disturba la quiete pubblica
09/03/2009 - Era ubriaco e disturbava i passanti tanto che uno di loro ha deciso di chiamare il 113. Un 47enne spezzino, nato a Trapani, è stato quindi fermato dalla polizia nella tarda serata di sabato in evidente stato di ebrezza e problemi comportamentali. Alternava infatti comportamenti di tristezza, aggressività, ilarità e, per sua stessa ammissione, aveva già subito tre Tso nel passato. La polizia ha così chiamato la guardia merdica che, d'accordo con la compagna, lo ha portato in ospedale. All'una e trenta il ricovero dietro richiesta dell'uomo stesso presso il reparto di psichiatria del Felettino.
CORRIERE DEL VENETO
Giustizia L'anziana di Termeno è ancora grave all'ospedale
Ottantenne picchiata Nipote resta in carcere
Scagionato il rumeno: torna libero
BOLZANO — Il giudice delle indagini preliminari di Bolzano Isabella Martin ha confermato l'arresto di Anton Prossliner, il 29enne di Termeno accusato di avere picchiato pesantemente la nonna materna mercoledì sera. La donna è tutt'ora ricoverata in prognosi riservata all'ospedale San Maurizio di Bolzano. Il 29enne ha dichiarato davanti al giudice di non ricordare nulla. Scarcerato, invece, l'amico romeno Danci Dimitru di 22 anni, il quale non avrebbe partecipato alla lite scoppiata in famiglia. È stato lui a raccontare come sono andate le cose al giudice, dato che Anton Prossliner non si ricorda più nulla in quanto, al momento dei fatti, si sarebbe trovato in una condizione di alterazione alcolica. L'altoatesino, nel corso dell'udienza di convalida ieri nel carcere di via Dante, è anche scoppiato a piangere davanti al giudice Martin, ripetendo più volte che non è possibile che lui abbia aggredito sua nonna e che si tratta di una tragedia.
Il giudice ha convalidato l'arresto e confermato la detenzione in carcere per Prossliner, mentre è stato scarcerato il 22enne romeno Danci Dimitru (entrambi sono difesi dagli avvocati bolzanini Markus Wenter e Francesco Coran). I due giovani, mercoledì sera, erano entrati nel maso di famiglia di Prossliner, in via Josef von Zallinger 14 a Termeno. All'interno del maso «Brunnenrain» vivono, su due piani diversi, sia la mamma che la nonna del giovane. Da un po' di tempo inoltre la famiglia aveva affittato una stanza al cittadino romeno. Pare che, entrambi ubriachi, avessero fatto del chiasso, svegliando l'anziana, che aveva di conseguenza protestato con il nipote. Quest'ultimo aveva reagito con violenza, picchiando selvaggiamente l'anziana, Anna Giovannelli, di 83 anni. La donna ha riportato ben cinque fratture al volto ed altre lesioni e si trova ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Maurizio di Bolzano. Le sue condizioni sono stabili e gravi: a preoccupare i medici è il rischio di possibili complicazioni cliniche legate all'età avanzata della donna.
Anton Prossliner resta dunque in carcere — con l'accusa di lesioni personali, ubriachezza, percosse e resistenza e violenza a pubblico ufficiale (avendo reagito male all'arrivo dei carabinieri) — mentre il suo amico romeno, Danci Dimitru, è stato scagionato: il litigo, sfociato poi nel pestaggio, si sarebbe infatti verificato solo tra il giovane altoatesino e l'anziana nonna mentre Dimitru, anche per motivi legati alla lingua (non comprende il dialetto tedesco) non sarebbe stato direttamente coinvolto nella lite. La vicenda aveva destato sconcerto nel paese di Termeno, dove in molti si sono interrogati sulle cause di tanta violenza, scoppiata oltretutto in famiglia ai danni di una povera anziana indifesa.
Maso
CORRIERE DI MAREMMA
Alla guida ubriaca e senza patente.
Sbandata nella notte a Caldana, la conducente rifiuta il test con l’etilometro. Donna denunciata dopo il fuori strada con l’auto.
GAVORRANO 09.03.2009 - All’improvviso ha perso il controllo dell’auto. La vettura, senza più guida, nel giro di pochi istanti è finita nella fossetta adiacente la carreggiata. A prima vista un banale fuori strada, tanto più che la conducente - una donna residente a Caldana - non ha riportato ferite particolarmente importanti. E invece l’episodio avvenuto nella notte tra sabato e domenica sulla strada provinciale tra Grilli e Caldana, nel comune di Gavorrano, avrà uno strascico penale. La donna, infatti, come hanno appurato i carabinieri della stazione di Punta Ala, intervenuti sul posto per i rilievi, è risultata in stato di ebbrezza e, per di più, senza la patente di guida. Che le era stata ritirata recentemente proprio in circostanze simili, dopo essere cioè stata pizzicata ubriaca alla guida della propria auto. Per lei scatterà la denuncia. La caldanese, che ha rifiutato di sottoporsi al test con l’etilometro, è stata trasportata all’ospedale di Grosseto sull’ambulanza del 118, ma prima di salire ha dato in escandescenze. A pagina 4
LA REPUBBLICA
Latina
STUPRI: SALVARONO DONNA A LATINA, MEDAGLIA AI DUE ROMENI
Sono stati premiati questa mattina, nel corso di un incontro privato avuto con il sindaco di Gaeta Antonio Raimondi, Cladiu e Andrej, padre e figlio romeni che venerdi' sera hanno soccorso e salvato una giovane ragazza di Gaeta molestata da un magrebino ubriaco che, mentre la giovane era in compagnia di alcune amiche all'uscita da un pub, l'ha prima aggredita e poi palpeggiata, cercando di trascinarla in un anfratto. I due hanno ingaggiato una colluttazione con l'uomo prima di immobilizzarlo a terra ed attendere l'arrivo dei carabinieri che lo hanno arrestato con l'accusa di tentata violenza. A Cladiu e Andrej il primo cittadino ha consegnato una medaglia con lo stemma della citta' in segno di ringraziamento per il loro eroico gesto. "Quello che e' accaduto a Gaeta rappresenta un segnale positivo per i rapporti con la comunita' romena in questo periodo per loro molto difficile - ha commentato il sindaco -: non bisogna addossare ad un intero popolo la colpa di pochi individui". Per questo - ha aggiunto - "ho rivolto loro un ringraziamento a nome della famiglia della ragazza, della citta' e a nome di tutte quelle donne, in Italia e nel mondo, che in questo periodo sono costrette a subire atti di violenza fisica".
IL MANIFESTO
Provoca incidente guidando ubriaca e senza patente
IL MATTINO DI PADOVA
pornostar ubriaca, patente ritirata
IL SOLE 24 ORE
Alcol e sigarette non perdono appeal
IL SECOLO XIX
La festa si conclude in rissa: cinque in manette
SICUREZZA STRADALE: GIOVANARDI, OVUNQUE LIMITE VENDITA ALCOL 2 DI NOTTE
Fonte: ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale
Benevento, 9 mar - ''Estendere a bar e pub, oltre che alle discoteche ed ai locali da ballo, il limite massimo per la vendita di alcolici alle due di notte, come in vigore negli Stati Uniti''. Cosi' il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Carlo Giovanardi, intervenendo alla giornata inaugurale della VIII edizione di ICOSIT (Iternational Conference on Safety on Transportation) che si terra' presso il Teatro Comunale di Benevento fino a venerdi' prossimo, 13 marzo.
Nel suo intervento alla platea, costituita prevalentemente da giovani studenti, Giovanardi ricorda che la prevenzione ha dato risultati positivi negli ultimi due anni, dimostrando che ''pene severe hanno risparmiato centinaia e centinaia di vite umane'' e sottolineando che, al contempo, una piu' massiccia azione di controlli sulle strade va ''in contrapposizione al fatto che si cotinuino a vendere super alcolici e droghe nei locali notturni''. Di qui, l'accusa del sottosegretario, con delega alla famiglia, contro quella che definisce ''una lobby potente che insiste a voler somministrare alcolici e super alcolici in tutte le ore della notte'' e la proposta di una limitazione unificata del limite massimo alle due di notte in ogni pubblico esercizio, azione che ''unitamente alla lotta senza quartiere contro la droga, potra' dare risultati ancora piu' positivi''
CONTRIBUTO DEL PRESIDENTE AICAT
"Io guido sobrio": alcuni spunti di riflessione
Cari amici,
noto da un po' di tempo l'attenzione che viene data alle iniziative in tema di sicurezza stradale promosse da un'associazione, per la precisione "I meridiani", che da qualche mese ha deciso di occuparsi di tale argomento nella provincia di Salerno, promuovendo la campagna "Io guido sobrio" .
L'attivismo di tale associazione è sicuramente notevole ed encomiabile, visto anche il parterre di autorità che è capace di aggregare e la girandola di nomi famosi esibiti in passerella.
Insieme a tanti amici dei programmi alcologici territoriali locali, ci poniamo con preoccupazione però alcune domande:
1) Come mai un'associazione del genere (che nel suo sito Web non presenta alcun curriculum nè comitato scientifico che presenti esperti nel settore e i cui responsabili non risultano in possesso di alcuna formazione specifica in sicurezza stradale, in alcologia e dipendenze o in prevenzione) non abbiano ritenuto opportuno interagire con istituzioni o enti che si occupano di alcol e guida e droghe (SERT, centri di Alcologia, APCAT, Gruppo LOGOS) che da anni si occupano sistematicamente di tale ambito grazie ad una formazione e ad un'esperienza corroborata dal sostegno di società scientifiche (SIA). Istituzioni qualificate come l'ISS e il Servizio Dipendenze della Regione Campania? Giova ricordare che nella provincia di Salerno è stata varata dalla medesima amministrazione provinciale (e dal medesimo assessore che oggi patrocina "Io guido sobrio") un'altra analoga iniziativa denominata "Sobri e sicuri", insieme al Gruppo LOGOS: siamo alla follia pura!!!
2) Chi e come ha valutato e premiato la qualità dei lavori prodotti dalle scuole sul tema della guida sotto l'effetto di alcol e/o droghe?
3) Quali messaggi scientifici e culturali sono stati trasmessi?
3) E' ancora plausibile che la cosiddetta prevenzione possa ancora viaggiare attraverso dotte conferenze, filmati, concorsi a premi per gli studenti diligenti e le raccomandazioni al buon senso?
Una prima risposta che ci siamo dati è che chi da almeno venti anni lavora quotidianamente e con cognizioni di fatto sulla frontiera della guida sicura con altri metodi ha il demerito di non avere forse i Santi autorevoli in Paradiso!!!! Nemmeno sulla stampa.
Vogliamo provare a darci altre risposte facendo chiarezza su vicende come queste?
Crediamo che la vita delle persone non possa essere oggetto di operazioni di forte impatto mediatico, ma di dubbio risultato pedagogico.
Grazie per l'attenzione.
Aniello Baselice Presidente AICAT (Associazione Italiana Club Alcolisti in Trattamento) Via M. Pironti,14 84134 SALERNO - ITALIA Tel.3474143999
" I Club: trenta anni di vita al servizio della persona, della famiglia e della comunità"
IL MATTINO / IL GAZZETTINO / CORRIERE ADRIATICO
Il numero di incidenti che hanno come unica causa l’abuso di alcol…
09/03/2009 - Roma. Il numero di incidenti che hanno come unica causa l’abuso di alcol o l’assunzione di sostanze stupefacenti è in aumento sia in percentuale (+35%) sia in valore assoluto: ben 7.001, più di 16 al giorno, contro i 4.669 dell’anno precedente. Il dato è stato elaborato da Assobirra e Unasca, l’associazione di categoria delle autoscuole. Inoltre, nonostante una tendenza positiva in assoluto, che fa registrare un calo del 9,5% dei decessi complessivi da incidente stradale (5.131 nel 2007, erano 5.669 nel 2006) aumenta il numero dei morti tra i conducenti nella fascia di età 14-20 anni, che passa da 291 a 330 (+13,4%). (*) E si arriva a 513 morti sommando al guidatore anche i giovani passeggeri coinvolti: ormai sulle strade italiane un morto su 10 ha tra i 14 e i 20 anni. Gli italiani hanno una scarsa conoscenza dei limiti di legge in materia di alcol e guida: ben 3 su 4 affermano esplicitamente di ignorare il «tetto» dello 0,5% di alcolemia per potersi mettere alla guida. Solo il 18% conosce in modo corretto i limiti, ma tra i giovani circa il 60% indica correttamente i limiti previsti dalla legge, ma solo un terzo è in grado di identificare il quantitativo di bicchieri che equivalgono al limite di legge. Infine il 50% giudica negativamente la scelta della «tolleranza zero» e le conseguenti norme più stringenti, considerando più efficaci misure come l’aumento dei controlli sulle strade (per il 34%) e sanzioni severe a chi guida dopo aver esagerato con gli alcolici (per il 29,5%). Sono gli uomini a bere di più: il 65% dichiara di consumare alcol in casa, il 68,5% fuori casa. Tra le donne la percentuale si ferma al 52%. Ma coloro che dichiarano di «lasciarsi andare» sono al di sotto del 10%. Sono i dati di una ricerca della Fipe (Federazione esercizi pubblici) sul consumo di alcolici in Italia. Quando si deve guidare, l’atteggiamento nei riguardi dell’alcol diventa più responsabile: il 33% non beve affatto, il 54% beve il giusto, mentre il 10% affida la guida ad altri, per non correre rischi. Il 44% degli intervistati, inoltre, dichiara di consumare alcol quando frequenta discoteche o locali serali, mentre tra il restante 66% più della metà sostiene di non bere mai troppo. In quest’ottica, ad aprile, partirà una campagna promozionale, «O bevi o guidi», di Assobirra e Unasca, con il patrocinio del programma governativo «Guadagnare salute», che prevede, in 3.000 autoscuole italiane una lezione di 60 minuti, per apprendere i rischi connessi alla guida sotto l’effetto di alcol e di droghe.
(*) Nota: non sono aumentati gli incidenti sotto effetto di alcolici, sono aumentate le rilevazioni, gli etilometri e, in generale, l’attenzione verso il problema. Lo confermano gli altri dati che evidenziano un calo dei sinistri e dei decessi.
EMERGENZA ALCOLISMO
INCIDENTI STRADALI: LENTINO, ALCOOL BESTIA NERA DEL NOSTRO PAESE
Fonte: ASCA
Roma, 9 mar - ''Anche questo fine settimana abbiamo assistito a incidenti stradali mortali provocati dalla guida sotto l'effetto dell'alcol. Ad Isernia un giovane di 25 anni sotto effetto dell'alcol e della droga ha investito e ucciso nelle ultime ore una ragazza ed e' solo uno degli esempi che continuano tragicamente ad esserci. I dati presentati dalle ricerche indicano 'l'ignoranza' degli italiani in fatto di limiti d'alcol alla guida e questi dati devono farci riflettere ed aiutare a contrastare questo 'non sapere'''.
Ad affermarlo e' Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera promossa da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani.
''Molti giovani - spiega Lentino - come ci dicono bene gli studi, conoscono i limiti del tasso alcolico ma concretamente poi la percentuale di chi sa quando fermarsi nel bere e' bassissima. Lo stato psico-fisico alterato del conducente, pur non rappresentando una percentuale elevata del totale dei casi (3,1%), va segnalato per la gravita' e la tragicita' degli eventi. Fra le cause principali che rientrano in tale categoria c'e' appunto l'ebbrezza da alcol con 6.124 casi pari al 68% della categoria''.
''Tutti questi dati - conclude il portavoce di BastaUnAttimo - stanno ad indicare solamente che il lavoro ancora da fare e' moltissimo, la sensibilizzazione in questi casi diventa fondamentale piu' di qualsiasi divieto. (*) Oggi in molti cercano l'euforia, il divertimento momentaneo nell'alcol ed ignorano come tragicamente tutto puo' finire. Serve continuare a lavorare per operare un cambio di mentalita' e di cultura''.
(*) Nota: la sensibilizzazione è importante, ma non ha senso anteporla o metterla in contrapposizione ai divieti. Prendiamo come esempio l’uso del casco in ciclomotore: con l’applicazioni di sanzioni, come il temporaneo sequestro del mezzo, il suo uso si è molto diffuso. Nessuna opera di sensibilizzazione rivolta ad adolescenti sullo stesso problema avrebbe potuto avere gli stessi risultati. Con gli alcolici è ancora più difficile, perché incontra come ostacoli quasi insormontabili, non solo il senso di invulnerabilità tipico dell’adolescenza, ma anche la consapevolezza ti potersi controllare, tipica di tutti i bevitori.
IL TIRRENO
LUNEDÌ, 09 MARZO 2009
Alcol al volante, è allarme rosso
In netta crescita il numero di automobilisti positivi all’etilometro. Troppi documenti falsi: indaga anche l’Interpol
PESCIA. Passata la paura ritorna l’illegalità. È successo con le cinture di sicurezza, con il telefonino alla guida e sta succedendo lo stesso con l’alcol. È quanto emerge dal primo bilancio dell’attività della polizia municipale del 2009: in soli due mesi ci sono state più denunce per guida in stato di ebbrezza che in tutto il 2008. Un dato (e non il solo) inquietante, a dimostrare quanto sia pericoloso mettersi al volante non sapendo chi si può incontrare sulla nostra strada.
In tutto il 2008, complice forse la consapevolezza dei frequenti posti di blocco della polizia municipale, furono appena 12 i guidatori positivi all’etilometro. Ma, passata la paura iniziale, ecco che il fenomeno riprende a crescere: solo nei primi due mesi del 2009 si è già toccata quota 15 denunce.
Altro fenomeno in drastica crescita è quello della guida senza documenti o con documenti falsi. Un fenomeno che porta a pensare all’esistenza di vere e proprie centrali (nell’Europa dell’Est e in Africa) per la produzione di documenti falsi. Su questo sta indagando l’Interpol, cui viene segnalato ogni documento scoperto a Pescia. Un’illegalità diffusa soprattutto tra gli stranieri: per guida senza patente in tutto il 2008 ne furono denunciati 6, in due mesi, nel 2009, siamo a 4; quattro anche le patenti false scoperte in due mesi, contro le 8 di tutto il 2008. Infine in questo inizio di anno nuovo sono stati sequestrati 7 documenti, contro gli 11 di tutto il 2008. Non accenna a diminuire poi il caso delle assicurazioni false, contraffatte o inesistenti: i numeri sono in media con l’anno passato (5 veicoli sequestrati a inizio 2009, una sessantina in tutto il 2008), il che è un pessimo segnale, dal momento che quello trascorso è stato l’anno del boom per quest’infrazione.
Insomma, guai ad abbassare la guardia, perché può essere vero che troppi posti di blocco possono infastidire alcuni automobilisti, ma è anche vero che la maggior parte di loro (quelli cioè che rispettano le regole) si sentono rassicurati nel vedere che qualcuno si preoccupa della loro sicurezza. (l.s.)
TARGATOCN
Neive: consumo responsabile alcol, tour al ‘Pepe d’Oro’
Lunedì 9 Marzo 2009 - Sabato 14 marzo nella discoteca ‘Pepe d’Oro’ di Neive approda il ‘DjCalogo Tour’: una campagna sperimentale per educare i giovani al consumo responsabile di alcol nei locali notturni. L’iniziativa, partita dai ‘Magazzini Generali’ di Milano, è ideata da Havana Club (Gruppo Pernod Ricard Italia) in collaborazione con i più grandi Dj italiani e vedrà il coinvolgimento dei locali più esclusivi d’Italia. 'Stacci dentro!', 'Se sei fuori, sei out', 'Party, bevi e torna” (*) sono tre slogan coniati da questa campagna di sensibilizzazione rivolta soprattutto ai ragazzi cui spetta il compito di guidare e riportare a casa gli amici al termine della serata. Nel corso della festa hostess intratterranno i ragazzi regalando cappellini, braccialetti, ed effettuando alcool test a sorpresa prima che questi si mettano alla guida.
(*) Nota: c’è da sperare che iniziative come questa non raggiungano i loro scopi, perché se funzionassero sarebbero dannose.
IL GAZZETTINO
Le forze dell’ordine sabato notte nell’arco di poche ore hanno fermato 156 veicoli sulle strade della città più vicine a pub e discoteche
Giovani alla guida ubriachi, ritirate undici patenti
Trovati al volante anche 16 ragazzi sotto l’effetto della droga, cinque sono stati sottoposti al test delle urine
Lunedì 9 Marzo 2009, (M.A.) Sempre più giovani guidano sotto l’effetto di alcol e di sostanze stupefacenti. La riprova sabato notte quando polizia, carabinieri, vigili urbani e uomini della Guardia di Finanza hanno ritirato undici patenti e sequestrato altrettante automobili. Circa sei ore di controlli stradali avvenuti su quelle arterie della città più vicine a pub e discoteche. Le forze dell’ordine hanno fermato 156 veicoli, quasi tutti i guidatori erano giovani di età compresa tra i venti e trent’anni. Tra questi è stata ritirata la licenza di guida a una ragazza dell’Est Europa di 23 anni, intrattenitrice notturno in una televisione locale padovana, che è stata sorpresa alla guida con un tasso di alcol nel sangue di 1.40, quando il massimo consentito per legge è di 0.5 grammi per litro. Quindi quasi tre volte in più. L’operazione ha anche registrato il fatto che sedici automobilisti, sempre di età compresa tra i venti e i trent’anni, sono risultati positivi al pre test per la droga. Cinque di questi sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale civile, dove sono stati sottoposti all’esame delle urine per vedere la quantità di stupefacente assunto. Se risulteranno positivi gli verrà ritirata la patente. É poi possibile che scattino pure delle confische di alcuni mezzi, in particolari di chi è stato trovato alla guida della propria auto in stato di ebbrezza o sotto l’effetto della droga. Il pattugliamento, che ha visto la collaborazione della direzione sanitaria, del dipartimento delle dipendenze, del laboratorio di patologia clinica dell’Ulss 16, dell’unità operativa di tossicologia forense e dell’antidoping dell’azienda ospedaliera-università di Padova, è stato voluto con un’ordinanza dal questore Luigi Savina. Nella penultima uscita avvenuta nella notte del 21 febbraio che ha riguardato il territorio di Padova Est, le forze dell’ordine hanno controllato 122 veicoli e ritirato otto patenti. Anche in questo caso gli automobilisti erano tutti giovani sotto l’effetto di alcol e di droghe.
CORRIERE DI RIETI
Guidano ubriachi, 18 denunciati.
Vasta operazione dei carabinieri durante il fine settimana.
MONTEROTONDO, 09.03.2009 - È di 18 denunciati per guida in stato di ebbrezza, di età tra i 18 ed i 24 anni, di cui 1 donna e 5 stranieri, il bilancio dei controlli dei Carabinieri del Gruppo di Ostia nelle notti tra venerdì e oggi all’esterno di sale da ballo e pub. Due cinquantenni sono risultati positivi al test alcolimetrico. In tutto sono state oltre 400 le persone e 165 gli autoveicoli controllati. Dodici i ragazzi segnalati quali assuntori di droga e sequestrati 21 grammi di hashish e 4 di marijuana; 10 le carte di circolazione ritirate, 6 i veicoli sequestrati. Due ragazzi romeni sono stati denunciati per possesso ai fini dello spaccio di 30 grammi di hashish e 81 di cocaina. I Carabinieri della Compagnia di Ostia hanno controllato le zone di alcuni locali notturni in via delle Azzorre e in via della Marina, sul lungomare Paolo Toscanelli di Ostia, su via Cristoforo Colombo e sulla via Ostiense. I controlli sono stati estesi anche sulla Salaria da parte dei carabinieri della Compagnia di Monterotondo, nei comuni di Mentana e Fonte Nuova, dove nei pressi di una sala da ballo latino-americano, sono stati controllati 83 autoveicoli e oltre 150 persone, denunciando 8 ragazzi (4 italiani, 3 cittadini stranieri e 1 donna) con il ritiro immediato della patente perchè ubriachi. Sanzionato il titolare della sala ballo per aver consentito la somministrazione di bevande alcoliche oltre l’orario consentito
CORRIERE ADRIATICO
I controlli messi in atto sabato notte dagli agenti della polizia stradale
Ubriachi al volante, ritirate otto patenti
Civitanova Otto patenti ritirate. Questo il bilancio dell’attività di controllo messa in atto sabato scorso dagli agenti della polizia stradale di Macerata. Gli automobilisti pizzicati alla guida in stato di ebbrezza, come da prassi in questi casi, sono stati denunciati alla procura della Repubblica. I controlli hanno interessato prevalentemente la costa, da Civitanova a Porto Recanati, ma anche Macerata. Quella della polizia stradale è stata la classica operazione contro le cosiddette stragi del sabato sera. Etilometri, agenti dislocati nei tratti più trafficati delle strade durante le notti fra il sabato e la domenica.
Quei controlli che stanno anche cambiando le abitudini del popolo della notte, sempre più spinto a restare nella propria città per non rischiare di essere beccato alticcio al volante di un’auto. Facendo la gioia di numerosi bar trasformatisi in improvvisate discoteche. La polizia stradale sottolinea anche che non è stata rilevato alcun incidente stradale. Segno che questo genere di controlli comincia a dare i suoi frutti. Massima attenzione - da parte delle forze dell’ordine - all’uscita delle discoteche per scongiurare che i ragazzi, dopo una nottata trascorsa con gli amici e in cui magari si è alzato un po’ troppo il gomito, si mettano alla guida mettendo a repentaglio la vita propria e altrui. Un’attività importantissima quella della Polstrada che richiede comunque la collaborazione proprio degli automobilisti. Anche sabato scorso gli agenti della polizia stradale della sezione di Macerata hanno utilizzato il cosiddetto precursore, uno strumento simile a una torcia che stabilisce in forma empirica se l'automobilista ha assunto alcolici, segnando la strada degli operatori di polizia verso un accertamento più approfondito con l'etilometro.
D.FER
EMERGENZA ALCOLISMO
Fonte: Piacenzasera
Alcol al volante, sei patenti ritirate
Sei patenti ritirate, dai carabinieri del radiomobile e dalla stazione Levante, nel corso dei controlli alcoltest del fine settimana.
Un uomo di 44 anni, a bordo di una Mercedes, aveva un livello di alcol nel sangue di 1,7 in via Emilia Parmense. Livello sufficiente per il ritiro della macchina, oltre che della patente. Provvedimento che non è stato possibile attuare non essendo il veicolo di sua proprietà.
TARGATOCN
Savigliano: guida in stato di ebbrezza, 5 patenti ritirate
I carabinieri della Compagnia di Savigliano, nel fine settimana, hanno denunciato a piede libero 5 automobilisti per guida in stato di ebbrezza alcolica con contestuale ritiro delle relative patenti. Si tratta di M.L., 27 anni di Savigliano, G.G., 21 anni di Savigliano, M.M., 26 anni di Marene, C.M., 18 anni di Savigliano e C.E., 25 anni di Polonghera. Nel medesimo contesto sono stati denunciati a piede libero per guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti O.D., 29 anni di Torino e V.A., 22 anni di Savigliano. I controlli sono stati effettuati in Savigliano, Cavallermaggiore e Marene. Contestualmente, a Moretta, sono stati identificati due cittadini stranieri extracomunitari (rispettivamente originari della Sierra Leone e dell'Albania) dimoranti nel territorio nazionale in violazione alla vigente normativa. Gli stessi, a conclusione dei conseguenti accertamenti, sono stati avviati alla Questura di Cuneo per i provvedimenti di sua competenza.
IL SANNIO
Guida in stato di ebbrezza Due patenti ritirate
Sabato notte, sono stati due giovani della città fermati e sottoposti all’alcoltest che ha accertato un quantitativo di alcol nel sangue, superiore a quello consentito per legge...
09-03-2009 - Continuano senza sosta i controlli dei carabinieri contro le “stragi del sabato sera”, causate troppo spesso da chi si mette alla guida ubriaco. Ad essere stati ‘beccati’ dai militari del nucleo radiomobile della Compagnia di Benevento, sabato notte, sono stati due giovani della città fermati e sottoposti all’alcoltest che ha accertato un quantitativo di alcol nel sangue, superiore a quello consentito per legge. A San Lorenzello, invece, sempre i carabinieri hanno denunciato una donna di Telese per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Il controllo, in questo caso, è avvenuto dopo che la signora è rimasta coinvolta in un incidente stradale nel quale è rimasta ferita al pari del conducente dell’altra auto, un 36enne di San Salvatore Telesino. Arrivati in ospedale, durante gli accertamenti clinici è risultata positiva ai test tossicologici
LA NAZIONE
ISERNIA
Guida drogato e si scontra Lui salvo, muore l’amica
Isernia, nel sangue trovato anche alcol: arrestato
AL VOLANTE in preda allo sballo, un giovane di 26 anni di Venafro, provincia di Isernia, ha provocato un incidente dal quale è uscito illeso, ma la ragazza che si trovava accanto a lui, di 29 anni, per effetto del contraccolpo è stata sbalzata fuori dall’abitacolo, è stata travolta dalla stessa vettura che stava carambolando ed è morta. Si ripresenta un caso tristemente noto, conducenti che assumono un mix micidiale di alcol e droga si mettono alla guida e causano vittime innocenti. Era già successo a Civitavecchia a dicembre ( quattro vittime, illeso il guidatore risultato poi drogato) e il copione si è purtroppo ripetuto.
SUL LUOGO della tragedia di Isernia sono intervenuti gli agenti della Polizia stradale che stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente, avvenuto su un rettilineo all’alba: i due stavano tornando a casa dopo una sera passata in discoteca: Il conducente è stato trasferito in ospedale: dagli esami risulta che avesse assunto un mix di alcol e stupefacenti. Nell’incidente non sono coinvolti altri mezzi. L’auto era collegata a un dispositivo satellitare che ha immediatamente segnalato il sinistro ai familiari, i quali hanno chiamato i soccorsi.
IL GIOVANE in base alla nuova normativa sugli incidenti, è stato arrestato e sarà processato per direttissima. Non è ancora stato precisato se il reato contestato sia omicidio colposo oppure omicidio volontario con dolo eventuale (la condizione si configura quando sono positivi i test sull’assunzione di alcol e droghe). Inutili i tentativi di rianimare la ragazza, è morta per trauma da schiacciamento e fratture con commozione cerebrale. Il ragazzo, invece, è stato sottoposto a terapia reidratante. Mentre era ricoverato, è stato anche sottoposto ai test su alcol e droga. Quando si è ripreso, è stato accompagnato a casa. Ma appena sono arrivati gli esiti positivi degli esami, gli agenti si sono ripresentati per notificargli l’ordine di custodia in carcere.
INTANTO a Roma una ragazza di 21 anni è stata investita la notte scorsa da un’auto pirata su Lungotevere all’altezza della Sinagoga. Il conducente nonostante l’urto non si è fermato. La ragazza, ora ricoverata in prognosi riservata al San Camillo, tornava a casa dopo aver trascorso la serata con alcuni amici. I familiari e i vigili hanno rivolto un appello affinché eventuali testimoni collaborino per l’identificazione del pirata della strada. L’auto, dopo aver investito la ragazza, trascinata sull’asfalto per oltre 200 metri, ha proseguito la corsa e si è schiantata contro un semaforo. Il guidatore nonostante i gravi danni alla vettura, è riuscito lo stesso ad allontanarsi.
EMERGENZA ALCOLISMO
Rimini: ennesimo incidente causato dall'alcol
Fonte: RomagnaOggi.it
RIMINI 9 marzo 2009 - Ennesimo incidente causato dall'alcol. L'episodio si è consumato a Rimini nel cuore della notte tra domenica e lunedì, intorno alle 4.45, in via Roma all' incrocio semaforizzato con la via Gambalunga. Il protagonista in negativo è P.A.V. le sue iniziali, un romeno di 20 anni residente a Savignano sul Rubicone. Il giovane, al volante di una Ford Fiesta, non ha rispettato il rosso, scontrandosi con una "Lancia Y" sulla quale si trovava al volante un 24enne riminese.
Secondo quanto appurato dagli agenti della Polizia Stradale, il 20enne stava percorrendo al volante di una Ford Fiesta insieme ad un'altra persona la via Gambalunga con direzione di marcia monte-mare. Giunto all'intersezione con via Roma, l'automobilista ha proseguito nella marcia nonostante il semaforo fosse rosso, scontrandosi così contro una "Lancia Y" condotta da R.C., 24enne riminese, che stava attraversando regolarmente l'incrocio.
Nello scontro sia il 24enne che i due passeggeri hanno riportato ferite, mentre sono rimasti illesi sia il romeno ed il passeggero. Il 20enne, sottoposto al test dell'etilometro, è risultato positivo con un tasso di 1,58 grammi per litro. Per questo motivo, oltre al ritiro della patente, è stato denunciato per guida in stato d'ebbrezza. Il veicolo, non essendo di sua proprieta', non è stato sequestrato.
VIRGILIO NOTIZIE
Lazio/ Aggrediscono coetanee senza motivo: denunciate 17enni
A tivoli, erano ubriache e hanno picchiato diverse ragazze
Roma, 9 mar. (Apcom) - Tre ragazze, ubriache, hanno aggredito con calci e pugni, senza alcun motivo apparente, delle coetanee al multisala Planet di Tivoli, provocando ad una di loro delle evidenti lesioni al volto. Le due ragazze aggredite hanno raccontato agli agenti di essere state avvicinate dalle tre con la banale scusa di una sigaretta e che subito dopo sono state afferrate per i capelli, buttate a terra e colpite ripetutamente con calci e pugni in ogni parte del corpo. (*)
Alcuni cittadini presenti sul posto hanno riferito che anche altre ragazze avevano subito lo stesso trattamento descritto dalle due vittime, ma che si erano allontanate dal luogo prima dell'arrivo della polizia. Ed in effetti nell'arco della giornata una minorenne si è presentata negli uffici del commissariato Tivoli accompagnata dal padre, raccontando di avere subito le stesse violenze fisiche delle sue compagne.
Rintracciate dalla polizia, due delle responsabili P.G. e S.S., entrambe di 17 anni sono state denunciate in stato di libertà, in quanto minori, perchè responsabili in concorso tra loro del reato di lesioni personali.
(*) Nota: se erano ubriache il motivo dell’aggressione c’era. Certo che se gli alcolici non sono ritenuti una causa è difficile che qualcuno pensi a una soluzione.
IL TIRRENO
LUNEDÌ, 09 MARZO 2009
All’alba a Bologna per una sigaretta rifiutata
Eritreo insultato e pestato da due giovani ubriachi
BOLOGNA. «Cosa fai qui? Torna nel tuo paese, negro!». Per quanto pronunciato da due ubriachi, l’insulto razzista ha colpito un giovane eritreo come le botte, prese all’alba per strada a Bologna per una sigaretta rifiutata. L’aggressione è avvenuta attorno alle quattro del mattino in via Fioravanti, vicino alla stazione ferroviaria. L’eritreo, di 24 anni, stava camminando per la strada insieme alla moglie, connazionale di 22 anni - entrambi sono regolari in Italia - quando è stato avvicinato da due giovani, evidentemente alticci, che gli hanno chiesto una sigaretta. «Non fumo, non ne ho», è stata la risposta. I due - un bolognese di 22 anni, con un precedente per lesioni e uno per guida in stato di ebbrezza, e un bosniaco di 23, regolare e incensurato - hanno protestato un po’, poi si sono allontanati in direzione opposta. La coppia aveva ripreso a camminare quando il giovane si è sentito prendere alle spalle, si è girato e si è trovato davanti i due che lo hanno picchiato con un calcio al basso ventre e lo hanno insultato con frasi razziste.
Nonostante l’ora, qualcuno ha assistito alla scena e ha chiamato una volante della Polizia che è arrivata subito. Gli agenti hanno trovato i quattro ancora insieme, li hanno identificati e hanno ricostruito l’episodio. A quel punto la donna si è accorta che uno dei due aggressori stava cercando di disfarsi di un cellulare: era quello del marito, che durante la colluttazione era pure stato rapinato. Così i due uomini sono stati arrestati per rapina, lesioni finalizzate alla rapina e ingiurie aggravate da motivazioni razziste. Titolare dell’ indagine è il pm Flavio Lazzarini. Il giovane eritreo si è fatto medicare al pronto soccorso, i medici lo hanno giudicato guaribile in sette giorni.
(*) Nota: c’è un semplice test psicologico per capire se si è a rischio di razzismo: dopo aver letto di episodi con protagonisti italiani e stranieri, è sufficiente immaginare la scena con ruoli e nazionalità invertiti e vedere se l’impressione che ne ricaviamo cambia.
ROMAGNA OGGI
Modena: ubriachi si avventano contro Carabinieri e Municipale, arrestati due romeni
MODENA - Violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Sono le accuse per le quali i Carabinieri di San Felice sul Panaro hanno arrestato domenica pomeriggio due muratori romeni di 31 e 34 anni, residenti nella basse modenese.
I due, sotto l'effetto di alcol, erano stati fermati dalle forze dell'ordine in seguito ad un precedente litigio scoppiato per futili motivi con altri connazionali.
Entrambi si sono avventati contro i militari e gli agenti della Polizia Municipale contestualmente intervenuti. I due sono stati bloccati ed arrestati dopo una breve colluttazione.
VIRGILIO NOTIZIE
Sardegna/ Ogliastra, ubriaco aggredisce i Carabinieri: arrestato
In manette a Tertenia 27enne trovato anche in possesso di droga
Cagliari, 9 mar. (Apcom) - Ha colpito al volto un carabiniere ed è finito in carcere. E' accaduto ieri sera a Tertenia (Ogliastra): un giovane di 27 anni, di cui non sono state rese note le generalità, è stato arrestato dai Carabinieri della stazione del paese coadiuvati dai militari del Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia di Jerzu e della stazione di Gairo. Il giovane si trovava in un bar della piazza del paese e, in evidente stato di ubriachezza, alla vista dei Carabinieri ha cominciato ad insultarli. Poi si è scagliato contro uno di loro, colpendolo al volto. Il 27enne è stato bloccato, e nel corso della perquisizione personale è stato trovato in possesso di 2,5 grammi di marijuana ed è stato segnalato alla Prefettura come consumatore abituale di sostanze stupefacenti.
ROMAGNA OGGI
Rimini: ubriachezza molesta, denunciati due marocchini
RIMINI 9 marzo 2009 - Due giovani marocchini sono stati denunciati per ubriachezza molesta. L'episodio si è consumato sabato notte nei pressi di un bar di Viserba. A chiedere l'intervento del ‘112' sono stati alcuni residenti che hanno sorpreso i due discutere animatamente, facendo così confusione. Sul posto si è portata una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Rimini che ha identificato e denunciato i due.
I militari, inoltre, hanno sanzionato anche un 36enne. Quest'ultimo, annebbiato dai fumi dell'alcol, si era presentato in una profumeria del centro dando noia alle commesse.
CITTADELLASPEZIA
Quarantasettenne ubriaco disturba la quiete pubblica
09/03/2009 - Era ubriaco e disturbava i passanti tanto che uno di loro ha deciso di chiamare il 113. Un 47enne spezzino, nato a Trapani, è stato quindi fermato dalla polizia nella tarda serata di sabato in evidente stato di ebrezza e problemi comportamentali. Alternava infatti comportamenti di tristezza, aggressività, ilarità e, per sua stessa ammissione, aveva già subito tre Tso nel passato. La polizia ha così chiamato la guardia merdica che, d'accordo con la compagna, lo ha portato in ospedale. All'una e trenta il ricovero dietro richiesta dell'uomo stesso presso il reparto di psichiatria del Felettino.
CORRIERE DEL VENETO
Giustizia L'anziana di Termeno è ancora grave all'ospedale
Ottantenne picchiata Nipote resta in carcere
Scagionato il rumeno: torna libero
BOLZANO — Il giudice delle indagini preliminari di Bolzano Isabella Martin ha confermato l'arresto di Anton Prossliner, il 29enne di Termeno accusato di avere picchiato pesantemente la nonna materna mercoledì sera. La donna è tutt'ora ricoverata in prognosi riservata all'ospedale San Maurizio di Bolzano. Il 29enne ha dichiarato davanti al giudice di non ricordare nulla. Scarcerato, invece, l'amico romeno Danci Dimitru di 22 anni, il quale non avrebbe partecipato alla lite scoppiata in famiglia. È stato lui a raccontare come sono andate le cose al giudice, dato che Anton Prossliner non si ricorda più nulla in quanto, al momento dei fatti, si sarebbe trovato in una condizione di alterazione alcolica. L'altoatesino, nel corso dell'udienza di convalida ieri nel carcere di via Dante, è anche scoppiato a piangere davanti al giudice Martin, ripetendo più volte che non è possibile che lui abbia aggredito sua nonna e che si tratta di una tragedia.
Il giudice ha convalidato l'arresto e confermato la detenzione in carcere per Prossliner, mentre è stato scarcerato il 22enne romeno Danci Dimitru (entrambi sono difesi dagli avvocati bolzanini Markus Wenter e Francesco Coran). I due giovani, mercoledì sera, erano entrati nel maso di famiglia di Prossliner, in via Josef von Zallinger 14 a Termeno. All'interno del maso «Brunnenrain» vivono, su due piani diversi, sia la mamma che la nonna del giovane. Da un po' di tempo inoltre la famiglia aveva affittato una stanza al cittadino romeno. Pare che, entrambi ubriachi, avessero fatto del chiasso, svegliando l'anziana, che aveva di conseguenza protestato con il nipote. Quest'ultimo aveva reagito con violenza, picchiando selvaggiamente l'anziana, Anna Giovannelli, di 83 anni. La donna ha riportato ben cinque fratture al volto ed altre lesioni e si trova ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Maurizio di Bolzano. Le sue condizioni sono stabili e gravi: a preoccupare i medici è il rischio di possibili complicazioni cliniche legate all'età avanzata della donna.
Anton Prossliner resta dunque in carcere — con l'accusa di lesioni personali, ubriachezza, percosse e resistenza e violenza a pubblico ufficiale (avendo reagito male all'arrivo dei carabinieri) — mentre il suo amico romeno, Danci Dimitru, è stato scagionato: il litigo, sfociato poi nel pestaggio, si sarebbe infatti verificato solo tra il giovane altoatesino e l'anziana nonna mentre Dimitru, anche per motivi legati alla lingua (non comprende il dialetto tedesco) non sarebbe stato direttamente coinvolto nella lite. La vicenda aveva destato sconcerto nel paese di Termeno, dove in molti si sono interrogati sulle cause di tanta violenza, scoppiata oltretutto in famiglia ai danni di una povera anziana indifesa.
Maso
CORRIERE DI MAREMMA
Alla guida ubriaca e senza patente.
Sbandata nella notte a Caldana, la conducente rifiuta il test con l’etilometro. Donna denunciata dopo il fuori strada con l’auto.
GAVORRANO 09.03.2009 - All’improvviso ha perso il controllo dell’auto. La vettura, senza più guida, nel giro di pochi istanti è finita nella fossetta adiacente la carreggiata. A prima vista un banale fuori strada, tanto più che la conducente - una donna residente a Caldana - non ha riportato ferite particolarmente importanti. E invece l’episodio avvenuto nella notte tra sabato e domenica sulla strada provinciale tra Grilli e Caldana, nel comune di Gavorrano, avrà uno strascico penale. La donna, infatti, come hanno appurato i carabinieri della stazione di Punta Ala, intervenuti sul posto per i rilievi, è risultata in stato di ebbrezza e, per di più, senza la patente di guida. Che le era stata ritirata recentemente proprio in circostanze simili, dopo essere cioè stata pizzicata ubriaca alla guida della propria auto. Per lei scatterà la denuncia. La caldanese, che ha rifiutato di sottoporsi al test con l’etilometro, è stata trasportata all’ospedale di Grosseto sull’ambulanza del 118, ma prima di salire ha dato in escandescenze. A pagina 4
LA REPUBBLICA
Latina
STUPRI: SALVARONO DONNA A LATINA, MEDAGLIA AI DUE ROMENI
Sono stati premiati questa mattina, nel corso di un incontro privato avuto con il sindaco di Gaeta Antonio Raimondi, Cladiu e Andrej, padre e figlio romeni che venerdi' sera hanno soccorso e salvato una giovane ragazza di Gaeta molestata da un magrebino ubriaco che, mentre la giovane era in compagnia di alcune amiche all'uscita da un pub, l'ha prima aggredita e poi palpeggiata, cercando di trascinarla in un anfratto. I due hanno ingaggiato una colluttazione con l'uomo prima di immobilizzarlo a terra ed attendere l'arrivo dei carabinieri che lo hanno arrestato con l'accusa di tentata violenza. A Cladiu e Andrej il primo cittadino ha consegnato una medaglia con lo stemma della citta' in segno di ringraziamento per il loro eroico gesto. "Quello che e' accaduto a Gaeta rappresenta un segnale positivo per i rapporti con la comunita' romena in questo periodo per loro molto difficile - ha commentato il sindaco -: non bisogna addossare ad un intero popolo la colpa di pochi individui". Per questo - ha aggiunto - "ho rivolto loro un ringraziamento a nome della famiglia della ragazza, della citta' e a nome di tutte quelle donne, in Italia e nel mondo, che in questo periodo sono costrette a subire atti di violenza fisica".
IL MANIFESTO
Provoca incidente guidando ubriaca e senza patente
IL MATTINO DI PADOVA
pornostar ubriaca, patente ritirata
IL SOLE 24 ORE
Alcol e sigarette non perdono appeal
IL SECOLO XIX
La festa si conclude in rissa: cinque in manette
Rassegna stampa del 08/03/2009
EMERGENZA ALCOLISMO
I giovani e l'alcol ma, i giovani bevono?
Post n°14337 pubblicato il 08 Marzo 2009 da Massimiliano Gentile
di Redazione Emergenza Alcolismo
Nonostante l'OMS, l'ISS e l'OSSFAD mettano in guardia sui rischi correlati anche ad un consumo modestissimo di bevande alcoliche, il bere è e resta un problema difficile da arginare, fatto che valuteremo prossimamente.
Perchè il governo vieta molto sul fumo e poco o meno sull'alcol?
Non pensate che una presa di posizione netta e decisa possa aiutare a modificare il pensiero globale che non permette di avere ben in testa quanto e quale è il rischio del bere?
Di la tua e/o partecipa al sondaggio sui giovani e l'alcol: http://blog.libero.it/alcolismo/6653794.html ,
Consigliamo la lettura della cortissima storia del piccolo Alvino di Alessandro Sbarbada
COMUNICAZIONE DI CLAUDIO SCAPARONE
Questo week end avranno luogo i campionati mondiali di atletica indoor a Torino, per noi Magnifica la fase di riscaldamento avrà luogo questo venerdì al Club21 con il primo BEERBONG PARTY una gara che consiste nel ingurgitare la maggior quantità di alcol attraverso un tubo che dall'estremità superiore verrà riempito con gli speciali drink preparati dalle nostre barwowen. E' per chi non si sente competitivo rimane sempre attiva la formula OPEN BAR a 10 euro. Per un anteprima della festa della donna le ns amiche potranno usufruire dell'omaggio a loro riservato fino alle 00:30.
Questo è l'invito che mi è arrivato tramite email. Sono rimasto sbigottito ma freddo attivandomi immediatamente per evitare che questa iniziativa non andasse in porto. Inizio il mio giro di telefonate, la prima al Sottosegretario all'Interno, di cui sulla Sicurezza si propongono quotidianamente, (purtroppo senza successo), il Senatore non risponde. Mi rivolgo ad un caro amico e Servitore Insegnante, di cui mi propone di andare in caserma e riferire il tutto. Recarmi in caserma avrei perso del tempo è così ho optato di chiamare un Assessore Regionale, che dopo aver percepito della gravità di questa iniziativa si è rivolta al Presidente della Regione, che ha immediatamente inviato forze dell'ordine ad evitare questa BEERBONG. Sinceramente pensavo di non riuscirci ad evitare questa festa e ne sarei rimasto molto amareggiato e con un nodo alla gola, pensando cosa sarebbe potuto succedere se non si interveniva.
Un Saluto Sincero e di Cuore Claudio Scaparone.
TRENTINO
Lo sballo a 13 anni, alcol e sesso in discoteca
Le confessioni di una tredicenne: «C’è chi non ricorda quanti ragazzi si è fatta» «La prima consumazione è gratis e si prende qualcosa di molto forte: nessuno ti chiede la carta d’identità Mentre balliamo tanti si avvicinano con intenzioni decise e spesso ottengono quello che vogliono»
SILVIA CONOTTER
TRENTO. «Ha detto che non si ricorda quanti se n’è “fatti”. Era proprio fuori». «Ma la sua amica non le ha detto niente?». «Era fuori anche lei, anzi era messa peggio. Ha detto di essere stata con qualcuno, ma non si ricorda molto bene». Captiamo questa conversazione alla fermata dell’autobus. Sono due ragazzine. Giovanissime. Stanno parlando della festa di sabato scorso in un locale appena fuori dalla città. Devono decidere cosa fare stasera (ieri per chi legge) e si raccontano quello che è successo una settimana fa.
Ne intervistiamo una, la più piccola: 13 anni appena. Frequenta la prima in un liceo scientifico. Quello che emerge è un quadro piuttosto inquietante del mondo degli adolescenti. Comportamenti che non ci si aspetta da ragazzi e ragazze così piccoli.
Cosa stavi raccontando alla tua amica?
Stavo parlando di una ragazza che conosciamo e che sabato scorso si è sentita male per aver bevuto troppo. Lei ha 14 anni.
Ma le hanno dato alcolici al bancone del bar anche se è minorenne?
Ovvio, la prima consumazione è gratis. E di solito lì si prende subito qualcosa di molto forte. Ma anche dopo basta solo andare al bancone del bar ed ordinare quello che si vuole. Nessuno ti chiede la carta d’identità. Non è mai successo in nessuna discoteca in cui siamo state.
Che tipo di persone frequentano questi locali?
Ragazzi dai 13 ai 20 anni. Negli ultimi tempi l’età si sta abbassando sempre di più. E’ gente che sta bene economicamente. D’altra parte l’entrata costa anche 25 euro.
E fino a che ora dura la festa?
Fino alle tre. In tanti si organizzano per dormire da qualche amico, che magari ha la casa libera per il weekend. Così i loro genitori non si accorgono delle condizioni in cui finiscono la serata.
Qual è l’atmosfera sulla pista da ballo?
Mah, un po’ tutti ci provano con tutti. D’altra parte il gioco della serata è diventato ormai quello di chi si “fa” più persone.
Ma si “fa” in che senso?
Nel senso di baciarsi, e un po’ di più. Sabato scorso un ragazzo se ne è “fatte” 13. E’ solo per fare il grande con i suoi amici. Però in tante ci stanno. Mentre balliamo in tanti si avvicinano con intenzioni decise. E spesso capita che ottengano subito quello che vogliono.
Perché, secondo te?
Beh, primo perché le ragazze sono piene di alcol e poi perché così pensano di essere accettate dal gruppo. Alla fine bevono e fumano per quello. Per sentirsi parte del gruppo.
Ma stiamo parlando di casi isolati o della normalità?
La maggior parte degli adolescenti che vanno in discoteca il sabato sera si comportano così. Alcuni entrano già ubriachi dopo essersi scolati una bottiglia di vodka comprata al supermercato.
In tanti vanno in coma etilico?
Succede, ma il peggio avviene quando finisce la scuola e si va al parco di Gocciadoro. Lì sono tutti ubriachi e quando arrivano gli studenti stranieri che fanno le professionali è una rissa attaccata all’altra. Quest’anno sono arrivate anche due ambulanze.
Sul fronte delle marine invece?
Le mie amiche vanno in treno a fare shopping a Verona, poi a ora di pranzo tornano a casa.
EMERGENZA ALCOLISMO
Ordinanza anti alcol: critici i «Giovani Cittadini Attivi»
Fonte: Il Tempo - Pescara
La polemica non si spegne.
08/03/2009 - Anche il coordinatore della SO.HA- GiovaniCittadiniAttivi, Roberto Ettorre critica fortemente il piano anti-alcol varato dal Comune. «Come al solito - dice - i rappresentanti dei giovani non vengono mai interpellati. Il nostro giudizio è pessimo. Come ha già fatto altre volte, l'amministrazione si esprime attraverso "diktat" che sembrano non lasciare scampo a nessuna ipotesi di dialogo e gli atti di questa giunta sembrano ignorare completamente i giovani di questa città. Non solo non ci interpellano, ma manca un organo di rappresentanza delle istanze giovanili a livello comunale». C'è anche una voce a favore però: è della Casartigiani di Pescara che, a nome del direttore (e genitore) Dino Lucente «si complimenta con il vice sindaco Camillo D'angelo per il coraggio dimostrato in questa fase così delicata per la città di Pescara e a ridosso della consultazione elettorale di giugno 2009».
LA NAZIONE
Sabato 7 marzo 2009
PRIMO PIANO FIRENZE
Le notti dello sballo
Alcol in discoteca, i giudici frenano la prefettura: troppo severa
Il Tar accoglie il ricorso degli avvocati del Tenax contro i 20 giorni di chiusura “Una misura gravosa, riesamini la situazione”
Di Gigi Paoli
IL TRIBUNALE amministrativo regionale ha accolto la domanda di sospensione del provvedimento di chiusura di 20 giorni adottato dalla prefettura di Firenze verso la discoteca Tenax il 12 febbraio scorso e notificato il 14 febbraio: un accoglimento determinato dall’eccessività della misura. La prefettura aveva contestato al noto locale di via Pratese, a seguito di un accertamento del Nas dei carabinieri, la violazione del divieto di somministrazione di bevande alcoliche dopo le 2 di notte.
Già il 18 febbraio, a seguito del ricorso presentato dagli avvocati Giovanni Matino e Cino Benelli per conto della società Prince, il Tar della Toscana aveva sospeso l’iniziativa degli uffici di Palazzo Medici Riccardi in attesa della valutazione nel merito del ricorso nell’udienza di due giorni fa. La decisione del presidente della seconda sezione del tribunale amministrativo è stata resa nota ieri mattina dagli avvocati della società che gestisce il Tenax.
”Non è stata adeguatamente motivata la scelta sanzionatoria da parte della prefettura – ha spiegato l’avvocato Giovanni Matino -. Inizialmente, infatti, la chiusura doveva essere di due settimane poi, sulla base di varie istanze, si è arrivati ai venti giorni. Che sono tanto tempo: è una misura gravosa e immotivata. Il Tar non è entrato sull’eccezione di competenza, non affrontando il merito, ma una cosa è emersa con chiarezza: una sanzione così elevata non era giustificata da quel che è successo”
Cosa succederà adesso? Dalla prefettura la replica non si è fatta attendere, anche perché è stato lo stesso tribunale amministrativo, nella sua ordinanza, a disporre che Palazzo Medici Riccardi riesamini l’intera situazione. Risultato: già lunedì mattina dalla prefettura dovrebbe uscire un nuovo provvedimento di chiusura per il Tenax che però, stavolta, non dovrebbe superare la durata delle due settimane. E poiché già quattro sere, prima della sospensione, la discoteca di via Pratese è rimasta chiusa, rimarrebbero altri dieci giorni da <>nei prossimi giorni.
LA PREFETTURA dovrà dunque rifare l’istruttoria, ma non è escluso che il conflitto giuridico prosegua in altre sedi. Il Tar ha infatti definito la sua giurisdizione, ma ci sono altri tribunali amministrativi – come quelli del Piemonte e del Lazio – che hanno sostenuto in passato che sarebbero i comuni, e non le prefetture, a dover emettere questo tipo di provvedimenti.
La chiusura del Tenax era stata decisa il 12 febbraio scorso dal prefetto Andrea De Martino, all’esito dell’accertamento effettuato il 24 gennaio dal Nas: i carabinieri del nucleo antisofisticazioni e sanità avevano sorpreso i baristi a servire alcolici e superalcolici ai clienti alle 2,45, trequarti d’ora dopo il limite delle due.
L’infrazione è ricompressa tra quelle del pacchetto di nuove norme sulla sicurezza, anche stradale, approvate dal Parlamento nell’ottobre 2007. Il massimo previsto dalla legge è una chiusura di un mese.
Il testo del decreto legge prevede che i locali mettano a disposizione dei clienti (anche a pagamento) alcol test per accertare se si è ubriachi o meno prima di mettersi alla guida.
”LA DECISIONE – aveva commentato il prefetto De Martina – risponde alla necessità di un rispetto rigoroso delle disposizioni per contrastare l’abuso di alcol, causa troppo frequente di eventi luttuosi, spesso all’evidenza dell’opinione pubblica”. I controlli dei Nas sono peraltro sempre più frequenti all’interno dei locali della movida fiorentina. Particolarmente sentito dalle istituzioni è infatti il problema dell’abuso di alcol fra i giovani che frequentano i locali notturni, anche alla luce dei recenti gravi incidenti stradali che hanno insanguinato di notte le strade di Firenze.
LA NAZIONE
Sabato 7 marzo 2009
Le notti dello sballo
Replica da Palazzo Medici Riccardi
Nuovo provvedimento in arrivo già da lunedì
A PALAZZO Medici Riccardi la decisione del tribunale amministrativo viene accolta con calma olimpica. “Siamo pronti a ottemperare alle indicazioni del Tar –dicono dalla prefettura di Firenze-Lunedì abbiamo in programma di riformulare il provvedimento così come ci viene richiesto dal tribunale”. E’ presumibile, dunque, che si arrivi a un provvedimento di chiusura che sia contenuto entro i quattordici giorni.
IMGPRESS
Salerno
“IO GUIDO SOBRIO”, PROGETTO SULL’EDUCAZIONE STRADALE E GUIDA SICURA
Si è conclusa con la premiazione degli elaborati, la maratona per la sicurezza stradale nelle scuole, grazie al progetto educativo alla guida sicura “Io Guido Sobrio" Dopo l’incontro in Prefettura con la costituzione di un Gruppo di Lavoro sulla sicurezza stradale, progetto promosso dall'Associazione "i Meridiani" con la collaborazione della Prefettura di Salerno, dell’ANAS SpA., dell’ACI, dell’Assessorato Provinciale ai Trasporti e del personale esperto del settore delle Asl territoriali e con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Salerno, dei Comuni di Salerno, Nocera Superiore e Battipaglia, dell’Esercito Italiano, dei Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Stradale, Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana, Guardie Zoofile e dell’Associazione M.A.R.C.O.P.O.L.O. – Distretto Campania. Al centro sociale, sono stati aperti gli stand espositivi di materiale propagandistico attinente alla sicurezza stradale da parte dei Corpi dello Stato che hanno patrocinato la manifestazione. Oltre 500 i ragazzi presenti per al convegno: “Pianificazione, Strategie, Azioni e Strumenti per il miglioramento della Sicurezza Strafale”. Prima del convegno è stato premiato con una targa d’argento alla carriera,dal presidente Anas, Spa, Dott. Pietro Ciucci, il giornalista Rai, storico conduttore della rubrica Tg1 Motori, Pierangelo Piegari. Poi il convegno moderato dal Caporedattore Rai Tre Campania, Massimo Enrico Milone, a conclusione la premiazione, con due personale computer, ai migliori due elaborati sulla sicurezza stradale, per le scuole medie e superiori. Il presidente Anas Spa, Pietro Ciucci, durante il suo intervento ha annunciato: "ringrazio i Meridiani per la campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale con il progetto: Io Guido Sobrio. Sono stati esaminati tanti elaborati, è stato un successo e per questo che Io Guido Sobrio deve diventare un progetto Pilota in tutta Italia. Come Anas, puntiamo molto sulla partecipazione, informazione,consapevolezza, sensibilizzazione, sono valori da condividere con tutti. I numeri degli incidenti mettono paura, una guerra continua che costa in termini economici e di vita. Dobbiamo combatterla e portare i costi al minimo, proprio con iniziative come questa. Oltre il 90% degli incidenti si verificano per comportamenti non prudenti e violazione delle regole. Le regole si rispettano ma la prima è quella del buon senso. Si quindi ai comportamenti corretti per il rispetto degli altri, quindi non solo sanzioni ed inasprimento delle regole, ma anche sensibilizzazione, prevenzione, condivisione dei valori". L’On. Edmondo Cirielli, Presidente della Commissione della Difesa: "ben venga il confronto fra le istituzioni ed i giovani, che si devono rapportare e lavorare insieme, perché il futuro sono i nostri ragazzi ed iniziative come Io Guido Sobrio, servono per dire no all’alcool, sensibilizzando e responsabilizzando i ragazzi" Il dottore Luca Iannuzzi capo dei servizi amministrativi della Provincia di Salerno: "Io Guido Sobrio è una delle iniziative rivolta ai giovani, sono molto importanti per comunicare con gli studenti su temi importantissimi. La scuola va riformata i ragazzi hanno bisogno di parlare con i docenti anche di questi temi. Quindi un evento davvero lodevole" Il dottore Pierangelo Piegari, giornalista professionista: "negli anni sessanta mi sono occupato della sicurezza stradale. Prima i problemi erano le strade rotte mal raccordate con i centri periferici, ora la sicurezza stradale. Ebbene è inaudito perdere la vita per un bicchiere di troppo. E’ drammatico perdere un figlio, un caro: voi ragazzi siete il veicolo per dire no all’alcool, si alla guida sicura, abbiate senso di responsabilità" L’assessore ai trasporti della Provincia, Rocco Giuliano: "abbiamo un centro provinciale sulla sicurezza stradale unico in Campania. Inoltre è stato creato un protocollo d’intesa sulla sicurezza stradale con il Prefetto, le forze dell’ordine ed enti. Queste sono solo alcune iniziative per far rispettare le leggi e le regole. Grazie ai Meridiani per il Progetto Io Guido Sobrio, che ci permette di parlare ai giovani di questa emergenza sociale, che è la guida in stato di ebbrezza e la sicurezza stradale. Oggi hanno vinto tutti i ragazzi che hanno partecipato al progetto, perché hanno sensibilizzato il “si” alla guida sicura ed il “si” alla vita" Il dottore Francesco Tolino dell’associazione M.a.r.c.o. Po.Lo Campania: "non bastano le sanzioni o le norme. I giovani devono interagire con le forze dell’ordine e comprendere i rischi della guida sotto effetto di sostanze illegali. Le forze dell’ordine come punto di riferimento per dire un forte si alla vita" Il Capitano Francesco Auriemma del comando Provinciale Guardia di Finanza: "il rispetto delle regole è nella pacifica convivenza sociale. Le norme sono tante ma è importante capire che le stesse hanno come fine di garantire l’incolumità ed il rispetto reciproco. La perdita di una vita umana non è risarcibile. Grazie ai Meridiani per l’occasione che ci permette di parlare direttamente ai giovani" La dottoressa Anna Maria Caso, direttore Aci di Salerno: "porto i saluti del presidente avvocato Enrico Gelpi. Entro subito nel merito: i numeri sugli incidenti fanno effetto, troppi morti e troppi danni permanenti dopo scontri per guida scorretta o sotto effetto di sostanze inebrianti. E’ bello divertirsi ma è ancora più bello tornare a casa. Il calore di una famiglia, lo straordinario valore di una vita e degli effetti, non possono essere sprecati per colpa dell’alcool o di altre sostanze" Il dottore Luca Cascone assessore sicurezza Salerno ha detto: "occorrono controlli, prevenzione e sensibilizzazione dell’argomento, iniziative come quella de i Meridiani vanno sposate ed incoraggiate e sono certo che i risultati arriveranno ed anche in tempi brevi" Poi le premiazioni annunciate dal moderatore Milone. Si è aggiudicato il primo premio per la creazione di un segnale stradale che indicava divieto di “bere” rivolto alle scuole medie, la classe 2 C dell’istituto comprensivo di Polla accompagnata dal dirigente scolastico Rocco Colombo. Ai vincitori un personal computer consegnato dalla dottoressa Caso. Altra scuola vincitrice, questa volta per il concorso “crea il tuo video scuola sicura” è stata la 5 A del Liceo Scientifico Rescigno di Baronissi, accompagnata a ritirare il premio dal professore Giuseppe Giannattasio. A consegnare il personal computer l’assessore ai trasporti della provincia di Salerno, Giuliano. Il presidente dell’associazione i Meridiani, Alfonso Giarletta ha concluso: "un successo di pubblico che non ci aspettavamo. Un grazie a tutti i collaboratori, alle scuole e alle istituzioni intervenute. Questo non è altro che l’inizio di una vera e propria campagna di sensibilizzazione contro l’alcool e la guida sotto effetti di sostanze illegali. I giovani e non solo, devono comprendere quanto sia importante la guida sobria e soprattutto quanti sia straordinaria la vita, che non può essere spezzata per futili motivi. Stiamo già pensando al proseguo dell’evento Io Guido Sobrio, per il 2010, quindi è solo un arrivederci. Tutti insieme guidare sobri si può"
AFFARI ITALIANI
L'INCHIESTA
Società/ Italia delle cattive abitudini. Sempre più fumatori e fanatici dell'aperitivo
Giovani/ Una notte piena di alcol. Ecco il fenomeno del binge drinking
Sabato 07.03.2009 - Un'Italia di vizi. Unita sulle cattive abitudini che fanno male alla salute. Dagli errori alimentari, a partire dalla passione per gli aperitivi alcolici, all''allergia' allo sport fino al vizio del fumo: cresce la tendenza a sposare comportamenti sbagliati che lasciano il segno sul girovita, ma anche sulla salute degli abitanti del Belpaese. E' la fotografia scattata dalla VI edizione del Rapporto Osservasalute (2008), dettagliata analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane, presentata oggi al Policlinico Gemelli di Roma.
RAGAZZINI E ALCOL - Il 20,5 per cento dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni consuma alcolici fuori pasto. Lo certifica il Rapporto 'Osservasalute 2008', frutto del lavoro di 266 esperti di sanità pubblica, presentato questa mattina all'università cattolica di Roma e coordinato dal professor Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di Igiene della facolta' di Medicina e Chirurgia. Il dato conferma un trend fortemente in ascesa, visto che rispetto al 2001 il numero di minorenni che assume alcol anche lontano dai pasti è aumentato di ben 5 punti percentuali.
In particolare l'uso di aperitivi alcolici tra i ragazzi è salito dal 19,3% al 24,2% e dei super alcolici dal 10,8% al 12,7 dei consumatori under 18. Nonostante ormai siano certificati i danni provocati dal tabacco e il costo delle sigarette sia in continua crescita, sono in aumento i fumatori: dai dati dello scorso anno i fumatori uomini sono aumentati dello 0,5%, arrivando al 28,8% e le donne dello 0,8%, raggiungendo il 17%. In costante diminuzione il numero di italiani che hanno dichiarato di praticare attivita' sportiva nell'ultimo anno.
Dal 20,9% del Rapporto 2007, quest'anno si è scesi al 20,5%: in pratica fa sport ormai solo un italiano su 5. Logica conseguenza del poco movimento è l'aumento di peso dei cittadini italiani, che si confermano sempre piu' grassi. I cittadini in sovrappeso, in Italia, secondo gli ultimi dati forniti da Osservasalute, sono passati dal 33,5% del 2005 al 35%. Ad avere un'alimentazione poco salutare e molto sregolata sembrano essere soprattutto gli uomini, in sovrappeso nel 43,8 per cento dei casi.
La percentuale delle donne "appesantite" è invece del 26,8%. La spiegazione di questi ultimi dati, oltre che nella poca attitudine degli italiani a fare sport, si puo' anche trovare nel crescente consumo nella popolazione di snack salati: in quattro anni, infatti, si è passati dal 54,6% al 56,8% dei consumatori.
ITALIANI SEMPRE PIU' GRASSI: dal confronto dei dati raccolti nelle precedenti indagini emerge che la percentuale di persone in sovrappeso è cresciuta progressivamente, passando dal 33,5% (rapporto 2005) al 33,6 (rapporto 2006), per salire ancora al 34,6 fino al dato attuale del 35%. Lo stesso trend ha seguito l'obesita' (8,5 poi 9%, 9,9 e 10,2%). L'Italia, dunque, si appesantisce sempre di più, la percentuale di uomini in sovrappeso (43,8%) e' quasi il doppio di quella delle donne (26,8%). E il Sud supera il Nord per numero di persone in sovrappeso (Basilicata 40,4%, Campania 39,8%, Sicilia 38,2%, Calabria 37,9%) e obese (Sicilia 10,9%, Basilicata 12%, Puglia 11,7% e Campania 11,2%).
DIMINUISCONO GLI SPORTIVI: se nel Rapporto 2007 solo il 20,9% della popolazione ha dichiarato di praticare in modo continuativo uno o più sport nel tempo libero, ora il Rapporto indica che a farlo e' il 20,5% degli italiani. Come nella precedente edizione dell'indagine risulta che solo il 10,3% degli italiani pratica sport in modo saltuario, mentre le persone che non svolgono alcuna attivita' sportiva sono il 41,1%. Sono soprattutto i giovani a svolgere attivita' sportiva in maniera costante, in particolare tra i 6 e i 24 anni.
FUMO: aumentano i fumatori in entrambi i sessi. Se dal rapporto 2007 emergeva che avevano il vizio il 28,3% dei maschi e il 16,2% delle donne (dato 2005), nel rapporto 2008 siamo rispettivamente al 28,8% e al 17% (dato 2006). In Italia, i fumatori sono circa 12 milioni e l'età media in cui si inizia a consumare tabacco e' intorno ai 16 anni. Si fuma di piu' al Sud (Lazio 25,7%, Sicilia 25,5%, Campania 26,9%) rispetto alle regioni settentrionali (Provincia autonoma di Trento 19,2%, Bolzano 19,8%). La cattiva abitudine è più diffusa fra gli uomini (28,8%) rispetto alle donne (17%) ed e' presente soprattutto tra le persone dai 20 ai 54 anni.
IL GAZZETTINO (Vicenza)
Alcolisti anonimi celebrano il trentennale della sezione
Oggi pomeriggio, dalle 15 alle 17, il gruppo degli Alcolisti Anonimi organizza all’Istituto Scalabrini di Bassano una riunione sul tema “30 anni di luce da una porta aperta”.
Bassano Domenica 8 Marzo 2009, (P.P.) L’incontro, che cade nel trentesimo compleanno della sezione bassanese, è organizzato in collaborazione con l’associazione Al Anon.
Sarà un’occasione per ripercorrere le tappe della storia del gruppo Alcolisti Anonimi, sorto anche grazie all’impegno del dottor Maestrelli, ma altresì per riflettere sull’azione sociale compiuta nei trent’anni di attività, che si è concretizzata nel recupero di diverse persone cadute nel tunnel dell’alcol.
Una riflessione andrà anche alle cronache dei nostri giorni, che parlano di vittime da alcol di età sempre più giovane.
Un recente studio, infatti, ha messo in evidenza come già a partire dai 12 anni si inizi a bere in una prospettiva di sballo e di evasione, “sensazioni – fa sapere chi ha sostenuto il programma – che sono costate un caro prezzo a chi ha trovato nell’alcol una via di fuga dalla realtà”.
EMERGENZA ALCOLISMO
Sindrome fetale alcolica, proposte campagne di informazione
Fonte: SuperAbile
Norme per la prevenzione della sindrome fetale alcolica (Fas). Le propone Romano Comincioli del Pdl in un disegno di legge assegnato al vaglio della commissione Sanità. Il parlamentare punta l’indice sui consumi smodati di alcolici da parte delle donne in gravidanza e denuncia i rischi molto gravi per i nascituri determinati da tale comportamento
ROMA - Norme per la prevenzione della sindrome fetale alcolica (Fas). Le propone Romano Comincioli del Pdl in un disegno di legge assegnato al vaglio della commissione Sanità. Il parlamentare punta l'indice sui consumi smodati di alcolici da parte delle donne in gravidanza e denuncia i rischi molto gravi per i nascituri determinati da tale comportamento. L'assunzione di alcool durante la gravidanza, anche in quantità modeste, (*) può infatti causare danni irreversibili al feto: è il fenomeno, conosciuto come sindrome fetale alcolica (Fetal alcohol syndrome) o Fas, che si manifesta nel bambino con vistose anomalie facciali, ritardi nella crescita, malformazioni dell'encefalo e danni al sistema nervoso centrale, e con diminuzione della capacità di apprendimento. Comincioli spiega che una recente indagine dimostra che in Italia il numero di tali patologie oscilla tra il 3,7 e il 7,4 per mille dei bambini nati vivi. Di qui la necessità per il parlamentare di apporre sulle etichette dei singoli contenitori di alcolici un logo raffigurante il pericolo di assunzione per le donne in stato di gravidanza e di promuovere sui mezzi di informazione a carattere nazionale campagne periodiche volte a far conoscere alle donne in stato di gravidanza i gravi pericoli derivanti al nascituro dal consumo, anche in dosi modeste, di bevande alcoliche. (dp)
(*) Nota: è così difficile dire che in gravidanza qualsiasi quantità di alcolici è rischiosa? Perché parlare di consumi smodati, se poi si ribadisce che anche quantità modeste sono rischiose.
IL GAZZETTINO
Controlli stradali: il 16% degli autisti è alticcio
Feltre Domenica 8 Marzo 2009, (a.v.) Restano ancora alti i numeri riferiti agli automobilisti cui viene ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Ma c’è da sottolineare che malgrado ciò gli incidenti sono diminuiti del 10%. È questo un primo quadro delineato dai carabinieri della Compagnia di Feltre sulla base dei dati raccolti nel primo bimestre del 2009. Su 160 veicoli controllati, il 16% dei conducenti è risultato positivo: 30 persone guidavano sotto l’influenza di sostanze alcoliche e 3 di stupefacenti. In 5 casi i militari hanno proceduto al sequestro del mezzo ai fini della confisca perché il valore registrato dall’alcoltest superava di oltre tre volte quello consentito dalla legge.
Controlli serrati quelli dei carabinieri che operano soprattutto nei fine settimana, in stretta collaborazione con i Comandi di polizia locale del Feltrino (Feltre, Cesiomaggiore, Limana, Trichiana, Quero e Mel). Una sinergia importante anche per consentire alla Compagnia di far girare sul territorio quella che ormai è stata definita “pattuglia dedicata”, una pattuglia di carabinieri “sganciata” dalle azioni di pronto intervento sollecitate dalle chiamate al 112 e concentrata proprio in posti di controllo a macchia di leopardo in tutto il Feltrino e nella selezione dei veicoli in movimento da monitorare. «Un’attività che ha portato i suoi frutti. Rispetto al primo bimestre degli anni precedenti – si legge in una nota dei carabinieri – l’incidentalità è calata di circa il 10% forse perché è sempre avvertita da parte dei conducenti la consapevolezza del fattore “rischio controlli”. La fascia più colpita da sanzioni e provvedimenti è quella tra i 20 ed i 35 anni, le fasce più adulte sono molto più attente ed evitano di mettere a rischio la propria patente, spesso indispensabile per il proprio lavoro».
VIRGILIO NOTIZIE
Incidenti stradali/ Isernia, perde controllo auto: muore passeggero
Il conducente sotto effetto alcol e droga: è stato arrestato
Roma, 8 mar. (Apcom) - Sotto l'effetto di alcol e droga alla guida ha perso il controllo dei veicolo finendo fuori strada. Lui, un 24enne di Venafro, in provincia di Isernia, è rimasto illeso, ma la ragazza che si trovava accanto a lui, A. M., di 29 anni, è stata sbalzata fuori dall'abitacolo, è stata investita dall'auto che stava carambolando ed è morta. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polstrada di Isernia che stanno ancora definendo la dinamica dell'incidente, che è avvenuto sulla statale 85 all'alba: i due stavano tornando a casa da una serata passata in discoteca.
Il conducente è stato trasportato in stato di shock nell'ospedale della cittadina molisana: dagli esami è stato accertato che aveva assunto alcol e droga. Il giovane, in base alla nuova normativa sugli incidenti stradali, è stato arrestato e sarà processato per direttissima.
IL TIRRENO
SABATO, 07 MARZO 2009
Beve e poi si mette al volante, con l’auto contro un muro
Illeso un polacco ma paura per una fuga di gas. Vettura confiscata a Marina
MONTIGNOSO. Un polacco, che aveva abusato di alcol, ieri sera si è messo al volante della sua Bmw e ha iniziato a correre per le strade di Montignoso. A un certo punto ha perso il controllo della vettura finendo contro il muro di una casa e rompendo un tubo del gas. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco, i vigili urbani e i carabinieri. Per fortuna l’uomo non si è fatto praticamente nulla, anche se la Bmw è andata in pezzi. Al controllo del tasso alcolemico poi ha fatto registrare un 3. Non stava in piedi secondo le tabelle delle forze dell’ordine.
Ma non è stato l’unico a finire nei guai per un bicchiere di troppo. A Marina di Massa all’alba è stato fermato un ventenne a bordo di una Toyota Yaris con meno di un anno di vita. Alla pattuglia che lo ha sottoposto all’etilometro ha regalato un 1,9. Risultato? I militari gli hanno confiscato l’auto. E lui quella Yaris non la vedrà mai più, visto che verrà messa all’asta e con il ricavato verranno saldati i conti con il deposito giudiziario che la terrà in consegna fino all’asta che sancirà il passaggio di proprietà.
A proposito di auto confiscate, cominciano a essere diverse le vetture tolte a chi alza troppo il gomito. L’operazione della confisca dell’auto rientra in un più vasto e coordinato controllo che i carabinieri del nucleo radiomobile ha svolto sulle strade del Comune di Massa. Da quando è stata introdotta le legge sulla confisca della vettura agli automobilisti che hanno alzato troppo il gomito sono stati a decine a tornare a casa a piedi.
La provincia apuana però risulta nella graduatoria nazionale stilata dal ministero dei trasporti, al dodicesimo posto su 107. Un popolo di indisciplinati? Pare di sì visto che nel 2007 sono stati decurtati tredicimila punti su intervento della polizia stradale. E il 2008 è andato anche peggio. Perché? Secondo le forze dell’ordine il sistema a punti fa meno paura di qualche anno fa, perché ci sono possibilità di recuperare i punti perduti, e tempi dilatabili fra la contestazione dell’infrazione e la decurtazione ufficiale. Ai primi posti delle inosservanze che fanno scalare i 20 punti: velocità oltre i limiti, uso di cellulari, omessa cintura, stato di ebbrezza. In uno studio del Sole 24 ore qualche tempo fa era emerso che la nostra provincia registra 114,9 punti detratti ogni 100 patenti, e una media di 3,51 punti tolti per ogni infrazione.
CORRIERE DELLA SERA (Venezia)
Mirano
«Corò, l'alcol è nei farmaci che prende»
MIRANO — Quadrato della giunta attorno all'assessore Luigi Corò, trovato due volte al volante con un tasso di alcol nel sangue più alto dei limiti. Il sindaco di Mirano Roberto Cappelletto dice di essere in possesso di analisi mediche che garantiscono che l'assessore ai Diritti del cittadino del Pdl (ex An) ha assunto farmaci che gli hanno alzato il tasso alcolico. E ora il caso di Corò che aveva denunciato di essere stato vittima di un incidente forse «intimidatorio» approda in Consiglio comunale.
Dopodomani, su richiesta dell'opposizione ne discuterà: ultimo punto all'ordine del giorno coperto da segreto.
«L'assessore mi ha fornito i documenti di due medici certificano che i farmaci che usa possono alterare l'esame alcolemico — spiega Cappelletto —. Mi sembra un caso su cui dovrà pronunciarsi la magistratura ma non viene a mancare la fiducia a un collega finché si tratta di problemi di salute». Si tratterebbe di medicinali omeopatici con 90% di alcol che l'assessore assume per evitare complicazioni allergiche.
Luigi Corò è stato sottoposto a test alcolemico la prima volta a Padova a metà gennaio dopo un incidente, dove sarebbe stato vittima di un pirata in motorino, la seconda lo scorso 7 febbraio a Mestre. «Non ci interessa la vita privata dell'assessore Corò— dice il centrosinistra— le norme del codice sulla strada sulla guida in stato di ebbrezza sono rivolte a tutelare l'incolumità pubblica». (*)
M.Ga.
(*) Nota: la caratteristica principale dei farmaci omeopatici è la diluizione. Per tale motivo i dosaggi sono molto limitati, nel caso di diluizione in alcol di regola 15 – 20 gocce o, al massimo un cucchiaio. Senza contare che non esistono farmaci omeopatici con il 90% di alcol. Giusto non entrare nella sfera privata dell’assessore, ma la recente proposta, della sua stessa parte politica di Merano, di sottoporre a etilometro i consiglieri andrebbe rivalutata.
IL GAZZETTINO
Ubriaco in auto contromano provoca scontro frontale
Cinto Euganeo Domenica 8 Marzo 2009, (L.Pi.) Contromano nel cuore della notte. Ubriaco al punto tale da non accorgersi della vettura che stava arrivando in senso opposto e con la quale ha fatto un frontale. Non sono gravi, all’ospedale di Monselice le condizioni di L.G. 36 anni di Galzignano che, al volante della propria Opel “Tigra”, percorreva la provinciale che attraversa i colli. All’altezza del passo Roverello, la sua auto ha incrociato la Bmw condotta dal sessantenne M.G., di Cinto. Nonostante il disperato tentativo di schivare l’urto da parte dell’automobilista più anziano il frontale è stato inevitabile. Il trentaseienne di Galzignano è uscito malconcio dalla sua vettura al pari dell’altro conducente. Superfluo è stato il soccorso dei vigili del fuoco. L’automobilista in stato di ebbrezza è stato sottoposto all’esame dell’alcooltest, risultando positivo per il triplo del limite consentito. Inevitabile la confisca dell’auto ed il ritiro della patente di guida.
CORRIERE DI VITERBO
Rissa del “focarone”: due arresti.
Concluse le indagini della Mobile sul ferimento a colpi di bottiglia di alcuni giovani durante la festa di Sant’Antonio a Bagnaia. Ai domiciliari un viterbese e un russo.
VITERBO 08.03.2009 - Era la notte del 17 gennaio scorso e, nella piazza principale di Bagnaia, ardeva il “focarone”, massimo emblema e, insieme, fonte di aggregazione sociale nell’ora della festa di Sant’Antonio. Una festa che, a Bagnaia, è da tempo una radicata tradizione, e attrae, in un clima di festa e di generale amicizia, numerosi spettatori, giovani e meno giovani. Vegliare durante il “focarone” è, per i bagnaioli, un’occasione da non perdere. Alcuni giovani, quella notte, andarono in controtendenza. Invece di contribuire, come è consuetudine, al clima della festa, avevano, a notte alta, impugnato delle bottiglie, menando con quelle dei fendenti. Due i viterbesi rimasti feriti in modo grave. Adesso, a conclusione delle indagini, chi, secondo la Procura, causò quelle lesioni, è stato individuato. E, con le accuse di rissa e appunto lesioni, è stato messo ai domiciliari. Si tratta di un viterbese di 22 anni, Jacopo Di Marzio, con qualche trascorso turbolento alle spalle, e di un russo, Ilia Borienkov, di 20 anni. Le ordinanze cautelari, richieste dal pubblico ministero Paola Conti, sono state eseguite, nella giornata di venerdì, dalla squadra mobile. Gli investigatori, coordinati da Fabio Zampaglione, avevano sentito, nel corso di lunghi interrogatori, numerosi giovani. Alla fine, c’era stato anche il riconoscimento fotografico a carico dei due presunti protagonisti della rissa. Quella notte, secondo la ricostruzione più accreditata, non c’era stato un solo scontro, ma una serie di focolai,che avevano creato non poca tensione e, a un certo momento, erano culminati in un fuggi fuggi generale. C’era stato un rapido accorrere delle volanti della questura, che, oltre a permettere di trovare i primi importanti spunti di indagine, aveva scongiurato guai peggiori. Un nome, quello di Di Marzio, era subito balenato. Occorreva, però, trovare dei riscontri. Saranno i giudici a dire se, effettivamente, i due giovani siano responsabili della rissa e della turbolenta nottata del “focarone”. Per il momento, i due sono agli arresti domiciliari. Sembra che, alla base degli scontri, vi fossero degli “sfottò” e, prima ancora, uno stato di ubriachezza di alcuni protagonisti della vicenda. Quella ebbrezza alcolica che, sempre più spesso, ricorre negli scenari “agitati” e nelle risse. Per quella della notte di Sant’Antonio, adesso, ci sono due giovani nei guai
IL GAZZETTINO
Lite tra americani nel locale notturno
Aviano Domenica 8 Marzo 2009 - Quando i carabinieri della stazione di Aviano sono arrivati al California, locale notturno non nuovo a episodi simili, la situazione si era tranquillizzata e , quella che sembrava una rissa, si è invece rivelata una lite tra tre cittadini statunitensi. I motivi non sono conosciuti, certo che ha contribuito a scaldare gli animi l’alcol che i tre avevano bevuto durante la serata. Nessuna denuncia, dunque, solo l’intervento della Polizia americana e una medicazione al Pronto soccorso del Santa Maria degli Angeli (5 giorni la prognosi). Ora toccherà agli inquirenti a stelle e strisce eventualmente formalizzare qualche accusa contro i tre. Nessun coinvolgimento, invece, di italiani.
IL GIORNALE DI VICENZA
Sfregia il viso al rivale con il coltello: arrestato
L'AGGRESSIONE. Montebello, i Carabinieri hanno bloccato un indiano per lesioni aggravate Il ferito è in prognosi riservata: non corre pericolo di vita La baruffa provocata dall'alcol.
08/03/2009 - Una lite furibonda che si è conclusa con una persona grave in ospedale e due in carcere. È quella scoppiata poco dopo la mezzanotte fra venerdì e ieri a Montebello, dove tre immigrati indiani, dopo aver bevuto più che potevano, hanno dato il via ad una baruffa violenta in cui è spuntato un coltello, con il quale Barwinder S., 33 anni, regolare in Italia e residente a Solofra, in Irpinia, è stato sfregiato in viso. Le lesioni sono ritenute piuttosto serie dai medici dell'ospedale Cazzavillan di Arzignano, dove è ricoverato in prognosi riservata. Non correrebbe fortunatamente pericolo di vita.
In carcere, con l'accusa di lesioni aggravate, è stato invece accompagnato l'operaio indiano Sandeep Kumar, 32 anni, residente a Montebello in via 24 Maggio 25, regolare in Italia. A fargli compagnia anche il connazionale Pal Jaswinder, 20 anni, ammanettato per clandestinità recidiva. Ha preso parte alla lite, ma non avrebbe avuto alcun ruolo nel ferimento di Barwinder.
I carabinieri della compagnia di Valdagno, comandati dal capitano Massari, hanno lavorato tutta la notte per chiarire cosa possa essere avvenuto nell'appartamento di Kumar. I militari delle stazioni di Montebello, Arzignano e Recoaro erano stati chiamati da alcuni residenti che sentivano urla disumane arrivare dall'appartamento, dove Kumar ospitava Jaswinder, e per questo è stato denunciato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il terzetto aveva bevuto molti alcolici e non era più in grado di ragionare; per cause che devono essere chiarite, gli indiani hanno avuto da ridire fra loro e prima si sarebbero messi le mani addosso, e successivamente Kumar avrebbe impugnato un coltello che teneva in cucina e avrebbe sfregiato, colpendolo vicino all'occhio, il connazionale che risulta residente in provincia di Avellino.
Quest'ultimo è stato soccorso dall'ambulanza del Suem e trasportato d'urgenza in ospedale, dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per ridurre le lesioni.
I carabinieri hanno avvisato il pubblico ministero di turno Pecori e quindi hanno ammanettato Kumar. Lo hanno accompagnato in caserma in attesa che gli passasse un po' la sbornia e quindi lo hanno trasportato al S. Pio X.
Anche Jaswinder è rimasto ferito, seppure in maniera più lieve del connazionale. Medicato al pronto soccorso per una botta in viso, è stato giudicato guaribile in una settimana. D.N
L’ARENA
Ubriachi, spostavano i segnali Nei guai tre ingegneri slovacchi
Attività intensa della polizia municipale nel weekend. Trovato un cartello pubblicitario abusivo
08/03/2009 - Tre giovani ingegneri slovacchi sono stati sorpresi dalla polizia municipale venerdì notte, mentre ostruivano la carreggiata all'esterno di porta Vescovo con alcuni segnali stradali mobili. I tre giovani, in città con uno stand alla fiera del modellismo, erano in evidente stato di ebbrezza e visto che nessun tassista voleva accompagnarli all'albergo, hanno completamente ostruito la semicarreggiata di via Barana in direzione di via Torbido con i segnali mobili usati per i lavori stradali, costringendo i veicoli a deviare per salita San Sepolcro. Ai giovani, bloccati mentre tentavano di scappare, è stata contestata l'ubriachezza molesta e lo spostamento di segnaletica stradale.
Sempre durante la serata di venerdì alcune pattuglie della polizia municipale hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio in zona Veronetta. Sono stati controllati alcuni cittadini extracomunitari per il rispetto dell'ordinanza sindacale sul divieto di consumo di bevande alcoliche per strada.
Molti i controlli di polizia stradale per divieto di sosta in San Zeno in Monte, salita San Sepolcro, lungadige Re Teodorico, via e vicolo Seghe San Tomaso, piazza San Tomaso, interrato dell'Acqua Morta e via Carducci.
Non sono stati riscontrati bivacchi ai giardini della Giarina e di lungadige San Giorgio. Complessivamente sono state controllate 24 persone e 18 veicoli: i vigili urbani hanno redatto 73 violazioni al codice della strada e una per cartello pubblicitario abusivo.
LA NUOVA FERRARA
Ubriachi al volante, cinque denunce
LA NUOVA VENEZIA
positivo all'alcol test, assessore nei guai - filippo de gaspari
L’ECO DI BERGAMO
ubriachi alla guida ritirate 14 patenti da carabinieri e vigili
IL MESSAGGERO
Il barista rifiuta di dargli altra birra e lui, un 40enne di Genzano, urina davanti al locale
Era ubriaco e drogato.
I giovani e l'alcol ma, i giovani bevono?
Post n°14337 pubblicato il 08 Marzo 2009 da Massimiliano Gentile
di Redazione Emergenza Alcolismo
Nonostante l'OMS, l'ISS e l'OSSFAD mettano in guardia sui rischi correlati anche ad un consumo modestissimo di bevande alcoliche, il bere è e resta un problema difficile da arginare, fatto che valuteremo prossimamente.
Perchè il governo vieta molto sul fumo e poco o meno sull'alcol?
Non pensate che una presa di posizione netta e decisa possa aiutare a modificare il pensiero globale che non permette di avere ben in testa quanto e quale è il rischio del bere?
Di la tua e/o partecipa al sondaggio sui giovani e l'alcol: http://blog.libero.it/alcolismo/6653794.html ,
Consigliamo la lettura della cortissima storia del piccolo Alvino di Alessandro Sbarbada
COMUNICAZIONE DI CLAUDIO SCAPARONE
Questo week end avranno luogo i campionati mondiali di atletica indoor a Torino, per noi Magnifica la fase di riscaldamento avrà luogo questo venerdì al Club21 con il primo BEERBONG PARTY una gara che consiste nel ingurgitare la maggior quantità di alcol attraverso un tubo che dall'estremità superiore verrà riempito con gli speciali drink preparati dalle nostre barwowen. E' per chi non si sente competitivo rimane sempre attiva la formula OPEN BAR a 10 euro. Per un anteprima della festa della donna le ns amiche potranno usufruire dell'omaggio a loro riservato fino alle 00:30.
Questo è l'invito che mi è arrivato tramite email. Sono rimasto sbigottito ma freddo attivandomi immediatamente per evitare che questa iniziativa non andasse in porto. Inizio il mio giro di telefonate, la prima al Sottosegretario all'Interno, di cui sulla Sicurezza si propongono quotidianamente, (purtroppo senza successo), il Senatore non risponde. Mi rivolgo ad un caro amico e Servitore Insegnante, di cui mi propone di andare in caserma e riferire il tutto. Recarmi in caserma avrei perso del tempo è così ho optato di chiamare un Assessore Regionale, che dopo aver percepito della gravità di questa iniziativa si è rivolta al Presidente della Regione, che ha immediatamente inviato forze dell'ordine ad evitare questa BEERBONG. Sinceramente pensavo di non riuscirci ad evitare questa festa e ne sarei rimasto molto amareggiato e con un nodo alla gola, pensando cosa sarebbe potuto succedere se non si interveniva.
Un Saluto Sincero e di Cuore Claudio Scaparone.
TRENTINO
Lo sballo a 13 anni, alcol e sesso in discoteca
Le confessioni di una tredicenne: «C’è chi non ricorda quanti ragazzi si è fatta» «La prima consumazione è gratis e si prende qualcosa di molto forte: nessuno ti chiede la carta d’identità Mentre balliamo tanti si avvicinano con intenzioni decise e spesso ottengono quello che vogliono»
SILVIA CONOTTER
TRENTO. «Ha detto che non si ricorda quanti se n’è “fatti”. Era proprio fuori». «Ma la sua amica non le ha detto niente?». «Era fuori anche lei, anzi era messa peggio. Ha detto di essere stata con qualcuno, ma non si ricorda molto bene». Captiamo questa conversazione alla fermata dell’autobus. Sono due ragazzine. Giovanissime. Stanno parlando della festa di sabato scorso in un locale appena fuori dalla città. Devono decidere cosa fare stasera (ieri per chi legge) e si raccontano quello che è successo una settimana fa.
Ne intervistiamo una, la più piccola: 13 anni appena. Frequenta la prima in un liceo scientifico. Quello che emerge è un quadro piuttosto inquietante del mondo degli adolescenti. Comportamenti che non ci si aspetta da ragazzi e ragazze così piccoli.
Cosa stavi raccontando alla tua amica?
Stavo parlando di una ragazza che conosciamo e che sabato scorso si è sentita male per aver bevuto troppo. Lei ha 14 anni.
Ma le hanno dato alcolici al bancone del bar anche se è minorenne?
Ovvio, la prima consumazione è gratis. E di solito lì si prende subito qualcosa di molto forte. Ma anche dopo basta solo andare al bancone del bar ed ordinare quello che si vuole. Nessuno ti chiede la carta d’identità. Non è mai successo in nessuna discoteca in cui siamo state.
Che tipo di persone frequentano questi locali?
Ragazzi dai 13 ai 20 anni. Negli ultimi tempi l’età si sta abbassando sempre di più. E’ gente che sta bene economicamente. D’altra parte l’entrata costa anche 25 euro.
E fino a che ora dura la festa?
Fino alle tre. In tanti si organizzano per dormire da qualche amico, che magari ha la casa libera per il weekend. Così i loro genitori non si accorgono delle condizioni in cui finiscono la serata.
Qual è l’atmosfera sulla pista da ballo?
Mah, un po’ tutti ci provano con tutti. D’altra parte il gioco della serata è diventato ormai quello di chi si “fa” più persone.
Ma si “fa” in che senso?
Nel senso di baciarsi, e un po’ di più. Sabato scorso un ragazzo se ne è “fatte” 13. E’ solo per fare il grande con i suoi amici. Però in tante ci stanno. Mentre balliamo in tanti si avvicinano con intenzioni decise. E spesso capita che ottengano subito quello che vogliono.
Perché, secondo te?
Beh, primo perché le ragazze sono piene di alcol e poi perché così pensano di essere accettate dal gruppo. Alla fine bevono e fumano per quello. Per sentirsi parte del gruppo.
Ma stiamo parlando di casi isolati o della normalità?
La maggior parte degli adolescenti che vanno in discoteca il sabato sera si comportano così. Alcuni entrano già ubriachi dopo essersi scolati una bottiglia di vodka comprata al supermercato.
In tanti vanno in coma etilico?
Succede, ma il peggio avviene quando finisce la scuola e si va al parco di Gocciadoro. Lì sono tutti ubriachi e quando arrivano gli studenti stranieri che fanno le professionali è una rissa attaccata all’altra. Quest’anno sono arrivate anche due ambulanze.
Sul fronte delle marine invece?
Le mie amiche vanno in treno a fare shopping a Verona, poi a ora di pranzo tornano a casa.
EMERGENZA ALCOLISMO
Ordinanza anti alcol: critici i «Giovani Cittadini Attivi»
Fonte: Il Tempo - Pescara
La polemica non si spegne.
08/03/2009 - Anche il coordinatore della SO.HA- GiovaniCittadiniAttivi, Roberto Ettorre critica fortemente il piano anti-alcol varato dal Comune. «Come al solito - dice - i rappresentanti dei giovani non vengono mai interpellati. Il nostro giudizio è pessimo. Come ha già fatto altre volte, l'amministrazione si esprime attraverso "diktat" che sembrano non lasciare scampo a nessuna ipotesi di dialogo e gli atti di questa giunta sembrano ignorare completamente i giovani di questa città. Non solo non ci interpellano, ma manca un organo di rappresentanza delle istanze giovanili a livello comunale». C'è anche una voce a favore però: è della Casartigiani di Pescara che, a nome del direttore (e genitore) Dino Lucente «si complimenta con il vice sindaco Camillo D'angelo per il coraggio dimostrato in questa fase così delicata per la città di Pescara e a ridosso della consultazione elettorale di giugno 2009».
LA NAZIONE
Sabato 7 marzo 2009
PRIMO PIANO FIRENZE
Le notti dello sballo
Alcol in discoteca, i giudici frenano la prefettura: troppo severa
Il Tar accoglie il ricorso degli avvocati del Tenax contro i 20 giorni di chiusura “Una misura gravosa, riesamini la situazione”
Di Gigi Paoli
IL TRIBUNALE amministrativo regionale ha accolto la domanda di sospensione del provvedimento di chiusura di 20 giorni adottato dalla prefettura di Firenze verso la discoteca Tenax il 12 febbraio scorso e notificato il 14 febbraio: un accoglimento determinato dall’eccessività della misura. La prefettura aveva contestato al noto locale di via Pratese, a seguito di un accertamento del Nas dei carabinieri, la violazione del divieto di somministrazione di bevande alcoliche dopo le 2 di notte.
Già il 18 febbraio, a seguito del ricorso presentato dagli avvocati Giovanni Matino e Cino Benelli per conto della società Prince, il Tar della Toscana aveva sospeso l’iniziativa degli uffici di Palazzo Medici Riccardi in attesa della valutazione nel merito del ricorso nell’udienza di due giorni fa. La decisione del presidente della seconda sezione del tribunale amministrativo è stata resa nota ieri mattina dagli avvocati della società che gestisce il Tenax.
”Non è stata adeguatamente motivata la scelta sanzionatoria da parte della prefettura – ha spiegato l’avvocato Giovanni Matino -. Inizialmente, infatti, la chiusura doveva essere di due settimane poi, sulla base di varie istanze, si è arrivati ai venti giorni. Che sono tanto tempo: è una misura gravosa e immotivata. Il Tar non è entrato sull’eccezione di competenza, non affrontando il merito, ma una cosa è emersa con chiarezza: una sanzione così elevata non era giustificata da quel che è successo”
Cosa succederà adesso? Dalla prefettura la replica non si è fatta attendere, anche perché è stato lo stesso tribunale amministrativo, nella sua ordinanza, a disporre che Palazzo Medici Riccardi riesamini l’intera situazione. Risultato: già lunedì mattina dalla prefettura dovrebbe uscire un nuovo provvedimento di chiusura per il Tenax che però, stavolta, non dovrebbe superare la durata delle due settimane. E poiché già quattro sere, prima della sospensione, la discoteca di via Pratese è rimasta chiusa, rimarrebbero altri dieci giorni da <
LA PREFETTURA dovrà dunque rifare l’istruttoria, ma non è escluso che il conflitto giuridico prosegua in altre sedi. Il Tar ha infatti definito la sua giurisdizione, ma ci sono altri tribunali amministrativi – come quelli del Piemonte e del Lazio – che hanno sostenuto in passato che sarebbero i comuni, e non le prefetture, a dover emettere questo tipo di provvedimenti.
La chiusura del Tenax era stata decisa il 12 febbraio scorso dal prefetto Andrea De Martino, all’esito dell’accertamento effettuato il 24 gennaio dal Nas: i carabinieri del nucleo antisofisticazioni e sanità avevano sorpreso i baristi a servire alcolici e superalcolici ai clienti alle 2,45, trequarti d’ora dopo il limite delle due.
L’infrazione è ricompressa tra quelle del pacchetto di nuove norme sulla sicurezza, anche stradale, approvate dal Parlamento nell’ottobre 2007. Il massimo previsto dalla legge è una chiusura di un mese.
Il testo del decreto legge prevede che i locali mettano a disposizione dei clienti (anche a pagamento) alcol test per accertare se si è ubriachi o meno prima di mettersi alla guida.
”LA DECISIONE – aveva commentato il prefetto De Martina – risponde alla necessità di un rispetto rigoroso delle disposizioni per contrastare l’abuso di alcol, causa troppo frequente di eventi luttuosi, spesso all’evidenza dell’opinione pubblica”. I controlli dei Nas sono peraltro sempre più frequenti all’interno dei locali della movida fiorentina. Particolarmente sentito dalle istituzioni è infatti il problema dell’abuso di alcol fra i giovani che frequentano i locali notturni, anche alla luce dei recenti gravi incidenti stradali che hanno insanguinato di notte le strade di Firenze.
LA NAZIONE
Sabato 7 marzo 2009
Le notti dello sballo
Replica da Palazzo Medici Riccardi
Nuovo provvedimento in arrivo già da lunedì
A PALAZZO Medici Riccardi la decisione del tribunale amministrativo viene accolta con calma olimpica. “Siamo pronti a ottemperare alle indicazioni del Tar –dicono dalla prefettura di Firenze-Lunedì abbiamo in programma di riformulare il provvedimento così come ci viene richiesto dal tribunale”. E’ presumibile, dunque, che si arrivi a un provvedimento di chiusura che sia contenuto entro i quattordici giorni.
IMGPRESS
Salerno
“IO GUIDO SOBRIO”, PROGETTO SULL’EDUCAZIONE STRADALE E GUIDA SICURA
Si è conclusa con la premiazione degli elaborati, la maratona per la sicurezza stradale nelle scuole, grazie al progetto educativo alla guida sicura “Io Guido Sobrio" Dopo l’incontro in Prefettura con la costituzione di un Gruppo di Lavoro sulla sicurezza stradale, progetto promosso dall'Associazione "i Meridiani" con la collaborazione della Prefettura di Salerno, dell’ANAS SpA., dell’ACI, dell’Assessorato Provinciale ai Trasporti e del personale esperto del settore delle Asl territoriali e con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Salerno, dei Comuni di Salerno, Nocera Superiore e Battipaglia, dell’Esercito Italiano, dei Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Stradale, Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana, Guardie Zoofile e dell’Associazione M.A.R.C.O.P.O.L.O. – Distretto Campania. Al centro sociale, sono stati aperti gli stand espositivi di materiale propagandistico attinente alla sicurezza stradale da parte dei Corpi dello Stato che hanno patrocinato la manifestazione. Oltre 500 i ragazzi presenti per al convegno: “Pianificazione, Strategie, Azioni e Strumenti per il miglioramento della Sicurezza Strafale”. Prima del convegno è stato premiato con una targa d’argento alla carriera,dal presidente Anas, Spa, Dott. Pietro Ciucci, il giornalista Rai, storico conduttore della rubrica Tg1 Motori, Pierangelo Piegari. Poi il convegno moderato dal Caporedattore Rai Tre Campania, Massimo Enrico Milone, a conclusione la premiazione, con due personale computer, ai migliori due elaborati sulla sicurezza stradale, per le scuole medie e superiori. Il presidente Anas Spa, Pietro Ciucci, durante il suo intervento ha annunciato: "ringrazio i Meridiani per la campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale con il progetto: Io Guido Sobrio. Sono stati esaminati tanti elaborati, è stato un successo e per questo che Io Guido Sobrio deve diventare un progetto Pilota in tutta Italia. Come Anas, puntiamo molto sulla partecipazione, informazione,consapevolezza, sensibilizzazione, sono valori da condividere con tutti. I numeri degli incidenti mettono paura, una guerra continua che costa in termini economici e di vita. Dobbiamo combatterla e portare i costi al minimo, proprio con iniziative come questa. Oltre il 90% degli incidenti si verificano per comportamenti non prudenti e violazione delle regole. Le regole si rispettano ma la prima è quella del buon senso. Si quindi ai comportamenti corretti per il rispetto degli altri, quindi non solo sanzioni ed inasprimento delle regole, ma anche sensibilizzazione, prevenzione, condivisione dei valori". L’On. Edmondo Cirielli, Presidente della Commissione della Difesa: "ben venga il confronto fra le istituzioni ed i giovani, che si devono rapportare e lavorare insieme, perché il futuro sono i nostri ragazzi ed iniziative come Io Guido Sobrio, servono per dire no all’alcool, sensibilizzando e responsabilizzando i ragazzi" Il dottore Luca Iannuzzi capo dei servizi amministrativi della Provincia di Salerno: "Io Guido Sobrio è una delle iniziative rivolta ai giovani, sono molto importanti per comunicare con gli studenti su temi importantissimi. La scuola va riformata i ragazzi hanno bisogno di parlare con i docenti anche di questi temi. Quindi un evento davvero lodevole" Il dottore Pierangelo Piegari, giornalista professionista: "negli anni sessanta mi sono occupato della sicurezza stradale. Prima i problemi erano le strade rotte mal raccordate con i centri periferici, ora la sicurezza stradale. Ebbene è inaudito perdere la vita per un bicchiere di troppo. E’ drammatico perdere un figlio, un caro: voi ragazzi siete il veicolo per dire no all’alcool, si alla guida sicura, abbiate senso di responsabilità" L’assessore ai trasporti della Provincia, Rocco Giuliano: "abbiamo un centro provinciale sulla sicurezza stradale unico in Campania. Inoltre è stato creato un protocollo d’intesa sulla sicurezza stradale con il Prefetto, le forze dell’ordine ed enti. Queste sono solo alcune iniziative per far rispettare le leggi e le regole. Grazie ai Meridiani per il Progetto Io Guido Sobrio, che ci permette di parlare ai giovani di questa emergenza sociale, che è la guida in stato di ebbrezza e la sicurezza stradale. Oggi hanno vinto tutti i ragazzi che hanno partecipato al progetto, perché hanno sensibilizzato il “si” alla guida sicura ed il “si” alla vita" Il dottore Francesco Tolino dell’associazione M.a.r.c.o. Po.Lo Campania: "non bastano le sanzioni o le norme. I giovani devono interagire con le forze dell’ordine e comprendere i rischi della guida sotto effetto di sostanze illegali. Le forze dell’ordine come punto di riferimento per dire un forte si alla vita" Il Capitano Francesco Auriemma del comando Provinciale Guardia di Finanza: "il rispetto delle regole è nella pacifica convivenza sociale. Le norme sono tante ma è importante capire che le stesse hanno come fine di garantire l’incolumità ed il rispetto reciproco. La perdita di una vita umana non è risarcibile. Grazie ai Meridiani per l’occasione che ci permette di parlare direttamente ai giovani" La dottoressa Anna Maria Caso, direttore Aci di Salerno: "porto i saluti del presidente avvocato Enrico Gelpi. Entro subito nel merito: i numeri sugli incidenti fanno effetto, troppi morti e troppi danni permanenti dopo scontri per guida scorretta o sotto effetto di sostanze inebrianti. E’ bello divertirsi ma è ancora più bello tornare a casa. Il calore di una famiglia, lo straordinario valore di una vita e degli effetti, non possono essere sprecati per colpa dell’alcool o di altre sostanze" Il dottore Luca Cascone assessore sicurezza Salerno ha detto: "occorrono controlli, prevenzione e sensibilizzazione dell’argomento, iniziative come quella de i Meridiani vanno sposate ed incoraggiate e sono certo che i risultati arriveranno ed anche in tempi brevi" Poi le premiazioni annunciate dal moderatore Milone. Si è aggiudicato il primo premio per la creazione di un segnale stradale che indicava divieto di “bere” rivolto alle scuole medie, la classe 2 C dell’istituto comprensivo di Polla accompagnata dal dirigente scolastico Rocco Colombo. Ai vincitori un personal computer consegnato dalla dottoressa Caso. Altra scuola vincitrice, questa volta per il concorso “crea il tuo video scuola sicura” è stata la 5 A del Liceo Scientifico Rescigno di Baronissi, accompagnata a ritirare il premio dal professore Giuseppe Giannattasio. A consegnare il personal computer l’assessore ai trasporti della provincia di Salerno, Giuliano. Il presidente dell’associazione i Meridiani, Alfonso Giarletta ha concluso: "un successo di pubblico che non ci aspettavamo. Un grazie a tutti i collaboratori, alle scuole e alle istituzioni intervenute. Questo non è altro che l’inizio di una vera e propria campagna di sensibilizzazione contro l’alcool e la guida sotto effetti di sostanze illegali. I giovani e non solo, devono comprendere quanto sia importante la guida sobria e soprattutto quanti sia straordinaria la vita, che non può essere spezzata per futili motivi. Stiamo già pensando al proseguo dell’evento Io Guido Sobrio, per il 2010, quindi è solo un arrivederci. Tutti insieme guidare sobri si può"
AFFARI ITALIANI
L'INCHIESTA
Società/ Italia delle cattive abitudini. Sempre più fumatori e fanatici dell'aperitivo
Giovani/ Una notte piena di alcol. Ecco il fenomeno del binge drinking
Sabato 07.03.2009 - Un'Italia di vizi. Unita sulle cattive abitudini che fanno male alla salute. Dagli errori alimentari, a partire dalla passione per gli aperitivi alcolici, all''allergia' allo sport fino al vizio del fumo: cresce la tendenza a sposare comportamenti sbagliati che lasciano il segno sul girovita, ma anche sulla salute degli abitanti del Belpaese. E' la fotografia scattata dalla VI edizione del Rapporto Osservasalute (2008), dettagliata analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane, presentata oggi al Policlinico Gemelli di Roma.
RAGAZZINI E ALCOL - Il 20,5 per cento dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni consuma alcolici fuori pasto. Lo certifica il Rapporto 'Osservasalute 2008', frutto del lavoro di 266 esperti di sanità pubblica, presentato questa mattina all'università cattolica di Roma e coordinato dal professor Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di Igiene della facolta' di Medicina e Chirurgia. Il dato conferma un trend fortemente in ascesa, visto che rispetto al 2001 il numero di minorenni che assume alcol anche lontano dai pasti è aumentato di ben 5 punti percentuali.
In particolare l'uso di aperitivi alcolici tra i ragazzi è salito dal 19,3% al 24,2% e dei super alcolici dal 10,8% al 12,7 dei consumatori under 18. Nonostante ormai siano certificati i danni provocati dal tabacco e il costo delle sigarette sia in continua crescita, sono in aumento i fumatori: dai dati dello scorso anno i fumatori uomini sono aumentati dello 0,5%, arrivando al 28,8% e le donne dello 0,8%, raggiungendo il 17%. In costante diminuzione il numero di italiani che hanno dichiarato di praticare attivita' sportiva nell'ultimo anno.
Dal 20,9% del Rapporto 2007, quest'anno si è scesi al 20,5%: in pratica fa sport ormai solo un italiano su 5. Logica conseguenza del poco movimento è l'aumento di peso dei cittadini italiani, che si confermano sempre piu' grassi. I cittadini in sovrappeso, in Italia, secondo gli ultimi dati forniti da Osservasalute, sono passati dal 33,5% del 2005 al 35%. Ad avere un'alimentazione poco salutare e molto sregolata sembrano essere soprattutto gli uomini, in sovrappeso nel 43,8 per cento dei casi.
La percentuale delle donne "appesantite" è invece del 26,8%. La spiegazione di questi ultimi dati, oltre che nella poca attitudine degli italiani a fare sport, si puo' anche trovare nel crescente consumo nella popolazione di snack salati: in quattro anni, infatti, si è passati dal 54,6% al 56,8% dei consumatori.
ITALIANI SEMPRE PIU' GRASSI: dal confronto dei dati raccolti nelle precedenti indagini emerge che la percentuale di persone in sovrappeso è cresciuta progressivamente, passando dal 33,5% (rapporto 2005) al 33,6 (rapporto 2006), per salire ancora al 34,6 fino al dato attuale del 35%. Lo stesso trend ha seguito l'obesita' (8,5 poi 9%, 9,9 e 10,2%). L'Italia, dunque, si appesantisce sempre di più, la percentuale di uomini in sovrappeso (43,8%) e' quasi il doppio di quella delle donne (26,8%). E il Sud supera il Nord per numero di persone in sovrappeso (Basilicata 40,4%, Campania 39,8%, Sicilia 38,2%, Calabria 37,9%) e obese (Sicilia 10,9%, Basilicata 12%, Puglia 11,7% e Campania 11,2%).
DIMINUISCONO GLI SPORTIVI: se nel Rapporto 2007 solo il 20,9% della popolazione ha dichiarato di praticare in modo continuativo uno o più sport nel tempo libero, ora il Rapporto indica che a farlo e' il 20,5% degli italiani. Come nella precedente edizione dell'indagine risulta che solo il 10,3% degli italiani pratica sport in modo saltuario, mentre le persone che non svolgono alcuna attivita' sportiva sono il 41,1%. Sono soprattutto i giovani a svolgere attivita' sportiva in maniera costante, in particolare tra i 6 e i 24 anni.
FUMO: aumentano i fumatori in entrambi i sessi. Se dal rapporto 2007 emergeva che avevano il vizio il 28,3% dei maschi e il 16,2% delle donne (dato 2005), nel rapporto 2008 siamo rispettivamente al 28,8% e al 17% (dato 2006). In Italia, i fumatori sono circa 12 milioni e l'età media in cui si inizia a consumare tabacco e' intorno ai 16 anni. Si fuma di piu' al Sud (Lazio 25,7%, Sicilia 25,5%, Campania 26,9%) rispetto alle regioni settentrionali (Provincia autonoma di Trento 19,2%, Bolzano 19,8%). La cattiva abitudine è più diffusa fra gli uomini (28,8%) rispetto alle donne (17%) ed e' presente soprattutto tra le persone dai 20 ai 54 anni.
IL GAZZETTINO (Vicenza)
Alcolisti anonimi celebrano il trentennale della sezione
Oggi pomeriggio, dalle 15 alle 17, il gruppo degli Alcolisti Anonimi organizza all’Istituto Scalabrini di Bassano una riunione sul tema “30 anni di luce da una porta aperta”.
Bassano Domenica 8 Marzo 2009, (P.P.) L’incontro, che cade nel trentesimo compleanno della sezione bassanese, è organizzato in collaborazione con l’associazione Al Anon.
Sarà un’occasione per ripercorrere le tappe della storia del gruppo Alcolisti Anonimi, sorto anche grazie all’impegno del dottor Maestrelli, ma altresì per riflettere sull’azione sociale compiuta nei trent’anni di attività, che si è concretizzata nel recupero di diverse persone cadute nel tunnel dell’alcol.
Una riflessione andrà anche alle cronache dei nostri giorni, che parlano di vittime da alcol di età sempre più giovane.
Un recente studio, infatti, ha messo in evidenza come già a partire dai 12 anni si inizi a bere in una prospettiva di sballo e di evasione, “sensazioni – fa sapere chi ha sostenuto il programma – che sono costate un caro prezzo a chi ha trovato nell’alcol una via di fuga dalla realtà”.
EMERGENZA ALCOLISMO
Sindrome fetale alcolica, proposte campagne di informazione
Fonte: SuperAbile
Norme per la prevenzione della sindrome fetale alcolica (Fas). Le propone Romano Comincioli del Pdl in un disegno di legge assegnato al vaglio della commissione Sanità. Il parlamentare punta l’indice sui consumi smodati di alcolici da parte delle donne in gravidanza e denuncia i rischi molto gravi per i nascituri determinati da tale comportamento
ROMA - Norme per la prevenzione della sindrome fetale alcolica (Fas). Le propone Romano Comincioli del Pdl in un disegno di legge assegnato al vaglio della commissione Sanità. Il parlamentare punta l'indice sui consumi smodati di alcolici da parte delle donne in gravidanza e denuncia i rischi molto gravi per i nascituri determinati da tale comportamento. L'assunzione di alcool durante la gravidanza, anche in quantità modeste, (*) può infatti causare danni irreversibili al feto: è il fenomeno, conosciuto come sindrome fetale alcolica (Fetal alcohol syndrome) o Fas, che si manifesta nel bambino con vistose anomalie facciali, ritardi nella crescita, malformazioni dell'encefalo e danni al sistema nervoso centrale, e con diminuzione della capacità di apprendimento. Comincioli spiega che una recente indagine dimostra che in Italia il numero di tali patologie oscilla tra il 3,7 e il 7,4 per mille dei bambini nati vivi. Di qui la necessità per il parlamentare di apporre sulle etichette dei singoli contenitori di alcolici un logo raffigurante il pericolo di assunzione per le donne in stato di gravidanza e di promuovere sui mezzi di informazione a carattere nazionale campagne periodiche volte a far conoscere alle donne in stato di gravidanza i gravi pericoli derivanti al nascituro dal consumo, anche in dosi modeste, di bevande alcoliche. (dp)
(*) Nota: è così difficile dire che in gravidanza qualsiasi quantità di alcolici è rischiosa? Perché parlare di consumi smodati, se poi si ribadisce che anche quantità modeste sono rischiose.
IL GAZZETTINO
Controlli stradali: il 16% degli autisti è alticcio
Feltre Domenica 8 Marzo 2009, (a.v.) Restano ancora alti i numeri riferiti agli automobilisti cui viene ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Ma c’è da sottolineare che malgrado ciò gli incidenti sono diminuiti del 10%. È questo un primo quadro delineato dai carabinieri della Compagnia di Feltre sulla base dei dati raccolti nel primo bimestre del 2009. Su 160 veicoli controllati, il 16% dei conducenti è risultato positivo: 30 persone guidavano sotto l’influenza di sostanze alcoliche e 3 di stupefacenti. In 5 casi i militari hanno proceduto al sequestro del mezzo ai fini della confisca perché il valore registrato dall’alcoltest superava di oltre tre volte quello consentito dalla legge.
Controlli serrati quelli dei carabinieri che operano soprattutto nei fine settimana, in stretta collaborazione con i Comandi di polizia locale del Feltrino (Feltre, Cesiomaggiore, Limana, Trichiana, Quero e Mel). Una sinergia importante anche per consentire alla Compagnia di far girare sul territorio quella che ormai è stata definita “pattuglia dedicata”, una pattuglia di carabinieri “sganciata” dalle azioni di pronto intervento sollecitate dalle chiamate al 112 e concentrata proprio in posti di controllo a macchia di leopardo in tutto il Feltrino e nella selezione dei veicoli in movimento da monitorare. «Un’attività che ha portato i suoi frutti. Rispetto al primo bimestre degli anni precedenti – si legge in una nota dei carabinieri – l’incidentalità è calata di circa il 10% forse perché è sempre avvertita da parte dei conducenti la consapevolezza del fattore “rischio controlli”. La fascia più colpita da sanzioni e provvedimenti è quella tra i 20 ed i 35 anni, le fasce più adulte sono molto più attente ed evitano di mettere a rischio la propria patente, spesso indispensabile per il proprio lavoro».
VIRGILIO NOTIZIE
Incidenti stradali/ Isernia, perde controllo auto: muore passeggero
Il conducente sotto effetto alcol e droga: è stato arrestato
Roma, 8 mar. (Apcom) - Sotto l'effetto di alcol e droga alla guida ha perso il controllo dei veicolo finendo fuori strada. Lui, un 24enne di Venafro, in provincia di Isernia, è rimasto illeso, ma la ragazza che si trovava accanto a lui, A. M., di 29 anni, è stata sbalzata fuori dall'abitacolo, è stata investita dall'auto che stava carambolando ed è morta. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polstrada di Isernia che stanno ancora definendo la dinamica dell'incidente, che è avvenuto sulla statale 85 all'alba: i due stavano tornando a casa da una serata passata in discoteca.
Il conducente è stato trasportato in stato di shock nell'ospedale della cittadina molisana: dagli esami è stato accertato che aveva assunto alcol e droga. Il giovane, in base alla nuova normativa sugli incidenti stradali, è stato arrestato e sarà processato per direttissima.
IL TIRRENO
SABATO, 07 MARZO 2009
Beve e poi si mette al volante, con l’auto contro un muro
Illeso un polacco ma paura per una fuga di gas. Vettura confiscata a Marina
MONTIGNOSO. Un polacco, che aveva abusato di alcol, ieri sera si è messo al volante della sua Bmw e ha iniziato a correre per le strade di Montignoso. A un certo punto ha perso il controllo della vettura finendo contro il muro di una casa e rompendo un tubo del gas. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco, i vigili urbani e i carabinieri. Per fortuna l’uomo non si è fatto praticamente nulla, anche se la Bmw è andata in pezzi. Al controllo del tasso alcolemico poi ha fatto registrare un 3. Non stava in piedi secondo le tabelle delle forze dell’ordine.
Ma non è stato l’unico a finire nei guai per un bicchiere di troppo. A Marina di Massa all’alba è stato fermato un ventenne a bordo di una Toyota Yaris con meno di un anno di vita. Alla pattuglia che lo ha sottoposto all’etilometro ha regalato un 1,9. Risultato? I militari gli hanno confiscato l’auto. E lui quella Yaris non la vedrà mai più, visto che verrà messa all’asta e con il ricavato verranno saldati i conti con il deposito giudiziario che la terrà in consegna fino all’asta che sancirà il passaggio di proprietà.
A proposito di auto confiscate, cominciano a essere diverse le vetture tolte a chi alza troppo il gomito. L’operazione della confisca dell’auto rientra in un più vasto e coordinato controllo che i carabinieri del nucleo radiomobile ha svolto sulle strade del Comune di Massa. Da quando è stata introdotta le legge sulla confisca della vettura agli automobilisti che hanno alzato troppo il gomito sono stati a decine a tornare a casa a piedi.
La provincia apuana però risulta nella graduatoria nazionale stilata dal ministero dei trasporti, al dodicesimo posto su 107. Un popolo di indisciplinati? Pare di sì visto che nel 2007 sono stati decurtati tredicimila punti su intervento della polizia stradale. E il 2008 è andato anche peggio. Perché? Secondo le forze dell’ordine il sistema a punti fa meno paura di qualche anno fa, perché ci sono possibilità di recuperare i punti perduti, e tempi dilatabili fra la contestazione dell’infrazione e la decurtazione ufficiale. Ai primi posti delle inosservanze che fanno scalare i 20 punti: velocità oltre i limiti, uso di cellulari, omessa cintura, stato di ebbrezza. In uno studio del Sole 24 ore qualche tempo fa era emerso che la nostra provincia registra 114,9 punti detratti ogni 100 patenti, e una media di 3,51 punti tolti per ogni infrazione.
CORRIERE DELLA SERA (Venezia)
Mirano
«Corò, l'alcol è nei farmaci che prende»
MIRANO — Quadrato della giunta attorno all'assessore Luigi Corò, trovato due volte al volante con un tasso di alcol nel sangue più alto dei limiti. Il sindaco di Mirano Roberto Cappelletto dice di essere in possesso di analisi mediche che garantiscono che l'assessore ai Diritti del cittadino del Pdl (ex An) ha assunto farmaci che gli hanno alzato il tasso alcolico. E ora il caso di Corò che aveva denunciato di essere stato vittima di un incidente forse «intimidatorio» approda in Consiglio comunale.
Dopodomani, su richiesta dell'opposizione ne discuterà: ultimo punto all'ordine del giorno coperto da segreto.
«L'assessore mi ha fornito i documenti di due medici certificano che i farmaci che usa possono alterare l'esame alcolemico — spiega Cappelletto —. Mi sembra un caso su cui dovrà pronunciarsi la magistratura ma non viene a mancare la fiducia a un collega finché si tratta di problemi di salute». Si tratterebbe di medicinali omeopatici con 90% di alcol che l'assessore assume per evitare complicazioni allergiche.
Luigi Corò è stato sottoposto a test alcolemico la prima volta a Padova a metà gennaio dopo un incidente, dove sarebbe stato vittima di un pirata in motorino, la seconda lo scorso 7 febbraio a Mestre. «Non ci interessa la vita privata dell'assessore Corò— dice il centrosinistra— le norme del codice sulla strada sulla guida in stato di ebbrezza sono rivolte a tutelare l'incolumità pubblica». (*)
M.Ga.
(*) Nota: la caratteristica principale dei farmaci omeopatici è la diluizione. Per tale motivo i dosaggi sono molto limitati, nel caso di diluizione in alcol di regola 15 – 20 gocce o, al massimo un cucchiaio. Senza contare che non esistono farmaci omeopatici con il 90% di alcol. Giusto non entrare nella sfera privata dell’assessore, ma la recente proposta, della sua stessa parte politica di Merano, di sottoporre a etilometro i consiglieri andrebbe rivalutata.
IL GAZZETTINO
Ubriaco in auto contromano provoca scontro frontale
Cinto Euganeo Domenica 8 Marzo 2009, (L.Pi.) Contromano nel cuore della notte. Ubriaco al punto tale da non accorgersi della vettura che stava arrivando in senso opposto e con la quale ha fatto un frontale. Non sono gravi, all’ospedale di Monselice le condizioni di L.G. 36 anni di Galzignano che, al volante della propria Opel “Tigra”, percorreva la provinciale che attraversa i colli. All’altezza del passo Roverello, la sua auto ha incrociato la Bmw condotta dal sessantenne M.G., di Cinto. Nonostante il disperato tentativo di schivare l’urto da parte dell’automobilista più anziano il frontale è stato inevitabile. Il trentaseienne di Galzignano è uscito malconcio dalla sua vettura al pari dell’altro conducente. Superfluo è stato il soccorso dei vigili del fuoco. L’automobilista in stato di ebbrezza è stato sottoposto all’esame dell’alcooltest, risultando positivo per il triplo del limite consentito. Inevitabile la confisca dell’auto ed il ritiro della patente di guida.
CORRIERE DI VITERBO
Rissa del “focarone”: due arresti.
Concluse le indagini della Mobile sul ferimento a colpi di bottiglia di alcuni giovani durante la festa di Sant’Antonio a Bagnaia. Ai domiciliari un viterbese e un russo.
VITERBO 08.03.2009 - Era la notte del 17 gennaio scorso e, nella piazza principale di Bagnaia, ardeva il “focarone”, massimo emblema e, insieme, fonte di aggregazione sociale nell’ora della festa di Sant’Antonio. Una festa che, a Bagnaia, è da tempo una radicata tradizione, e attrae, in un clima di festa e di generale amicizia, numerosi spettatori, giovani e meno giovani. Vegliare durante il “focarone” è, per i bagnaioli, un’occasione da non perdere. Alcuni giovani, quella notte, andarono in controtendenza. Invece di contribuire, come è consuetudine, al clima della festa, avevano, a notte alta, impugnato delle bottiglie, menando con quelle dei fendenti. Due i viterbesi rimasti feriti in modo grave. Adesso, a conclusione delle indagini, chi, secondo la Procura, causò quelle lesioni, è stato individuato. E, con le accuse di rissa e appunto lesioni, è stato messo ai domiciliari. Si tratta di un viterbese di 22 anni, Jacopo Di Marzio, con qualche trascorso turbolento alle spalle, e di un russo, Ilia Borienkov, di 20 anni. Le ordinanze cautelari, richieste dal pubblico ministero Paola Conti, sono state eseguite, nella giornata di venerdì, dalla squadra mobile. Gli investigatori, coordinati da Fabio Zampaglione, avevano sentito, nel corso di lunghi interrogatori, numerosi giovani. Alla fine, c’era stato anche il riconoscimento fotografico a carico dei due presunti protagonisti della rissa. Quella notte, secondo la ricostruzione più accreditata, non c’era stato un solo scontro, ma una serie di focolai,che avevano creato non poca tensione e, a un certo momento, erano culminati in un fuggi fuggi generale. C’era stato un rapido accorrere delle volanti della questura, che, oltre a permettere di trovare i primi importanti spunti di indagine, aveva scongiurato guai peggiori. Un nome, quello di Di Marzio, era subito balenato. Occorreva, però, trovare dei riscontri. Saranno i giudici a dire se, effettivamente, i due giovani siano responsabili della rissa e della turbolenta nottata del “focarone”. Per il momento, i due sono agli arresti domiciliari. Sembra che, alla base degli scontri, vi fossero degli “sfottò” e, prima ancora, uno stato di ubriachezza di alcuni protagonisti della vicenda. Quella ebbrezza alcolica che, sempre più spesso, ricorre negli scenari “agitati” e nelle risse. Per quella della notte di Sant’Antonio, adesso, ci sono due giovani nei guai
IL GAZZETTINO
Lite tra americani nel locale notturno
Aviano Domenica 8 Marzo 2009 - Quando i carabinieri della stazione di Aviano sono arrivati al California, locale notturno non nuovo a episodi simili, la situazione si era tranquillizzata e , quella che sembrava una rissa, si è invece rivelata una lite tra tre cittadini statunitensi. I motivi non sono conosciuti, certo che ha contribuito a scaldare gli animi l’alcol che i tre avevano bevuto durante la serata. Nessuna denuncia, dunque, solo l’intervento della Polizia americana e una medicazione al Pronto soccorso del Santa Maria degli Angeli (5 giorni la prognosi). Ora toccherà agli inquirenti a stelle e strisce eventualmente formalizzare qualche accusa contro i tre. Nessun coinvolgimento, invece, di italiani.
IL GIORNALE DI VICENZA
Sfregia il viso al rivale con il coltello: arrestato
L'AGGRESSIONE. Montebello, i Carabinieri hanno bloccato un indiano per lesioni aggravate Il ferito è in prognosi riservata: non corre pericolo di vita La baruffa provocata dall'alcol.
08/03/2009 - Una lite furibonda che si è conclusa con una persona grave in ospedale e due in carcere. È quella scoppiata poco dopo la mezzanotte fra venerdì e ieri a Montebello, dove tre immigrati indiani, dopo aver bevuto più che potevano, hanno dato il via ad una baruffa violenta in cui è spuntato un coltello, con il quale Barwinder S., 33 anni, regolare in Italia e residente a Solofra, in Irpinia, è stato sfregiato in viso. Le lesioni sono ritenute piuttosto serie dai medici dell'ospedale Cazzavillan di Arzignano, dove è ricoverato in prognosi riservata. Non correrebbe fortunatamente pericolo di vita.
In carcere, con l'accusa di lesioni aggravate, è stato invece accompagnato l'operaio indiano Sandeep Kumar, 32 anni, residente a Montebello in via 24 Maggio 25, regolare in Italia. A fargli compagnia anche il connazionale Pal Jaswinder, 20 anni, ammanettato per clandestinità recidiva. Ha preso parte alla lite, ma non avrebbe avuto alcun ruolo nel ferimento di Barwinder.
I carabinieri della compagnia di Valdagno, comandati dal capitano Massari, hanno lavorato tutta la notte per chiarire cosa possa essere avvenuto nell'appartamento di Kumar. I militari delle stazioni di Montebello, Arzignano e Recoaro erano stati chiamati da alcuni residenti che sentivano urla disumane arrivare dall'appartamento, dove Kumar ospitava Jaswinder, e per questo è stato denunciato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il terzetto aveva bevuto molti alcolici e non era più in grado di ragionare; per cause che devono essere chiarite, gli indiani hanno avuto da ridire fra loro e prima si sarebbero messi le mani addosso, e successivamente Kumar avrebbe impugnato un coltello che teneva in cucina e avrebbe sfregiato, colpendolo vicino all'occhio, il connazionale che risulta residente in provincia di Avellino.
Quest'ultimo è stato soccorso dall'ambulanza del Suem e trasportato d'urgenza in ospedale, dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per ridurre le lesioni.
I carabinieri hanno avvisato il pubblico ministero di turno Pecori e quindi hanno ammanettato Kumar. Lo hanno accompagnato in caserma in attesa che gli passasse un po' la sbornia e quindi lo hanno trasportato al S. Pio X.
Anche Jaswinder è rimasto ferito, seppure in maniera più lieve del connazionale. Medicato al pronto soccorso per una botta in viso, è stato giudicato guaribile in una settimana. D.N
L’ARENA
Ubriachi, spostavano i segnali Nei guai tre ingegneri slovacchi
Attività intensa della polizia municipale nel weekend. Trovato un cartello pubblicitario abusivo
08/03/2009 - Tre giovani ingegneri slovacchi sono stati sorpresi dalla polizia municipale venerdì notte, mentre ostruivano la carreggiata all'esterno di porta Vescovo con alcuni segnali stradali mobili. I tre giovani, in città con uno stand alla fiera del modellismo, erano in evidente stato di ebbrezza e visto che nessun tassista voleva accompagnarli all'albergo, hanno completamente ostruito la semicarreggiata di via Barana in direzione di via Torbido con i segnali mobili usati per i lavori stradali, costringendo i veicoli a deviare per salita San Sepolcro. Ai giovani, bloccati mentre tentavano di scappare, è stata contestata l'ubriachezza molesta e lo spostamento di segnaletica stradale.
Sempre durante la serata di venerdì alcune pattuglie della polizia municipale hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio in zona Veronetta. Sono stati controllati alcuni cittadini extracomunitari per il rispetto dell'ordinanza sindacale sul divieto di consumo di bevande alcoliche per strada.
Molti i controlli di polizia stradale per divieto di sosta in San Zeno in Monte, salita San Sepolcro, lungadige Re Teodorico, via e vicolo Seghe San Tomaso, piazza San Tomaso, interrato dell'Acqua Morta e via Carducci.
Non sono stati riscontrati bivacchi ai giardini della Giarina e di lungadige San Giorgio. Complessivamente sono state controllate 24 persone e 18 veicoli: i vigili urbani hanno redatto 73 violazioni al codice della strada e una per cartello pubblicitario abusivo.
LA NUOVA FERRARA
Ubriachi al volante, cinque denunce
LA NUOVA VENEZIA
positivo all'alcol test, assessore nei guai - filippo de gaspari
L’ECO DI BERGAMO
ubriachi alla guida ritirate 14 patenti da carabinieri e vigili
IL MESSAGGERO
Il barista rifiuta di dargli altra birra e lui, un 40enne di Genzano, urina davanti al locale
Era ubriaco e drogato.
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